<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>società &amp;mdash; Cambiare le cose</title>
    <link>https://noblogo.org/yattaman/tag:società</link>
    <description>Riflessioni su un mondo che così non va bene</description>
    <pubDate>Thu, 28 May 2026 20:25:59 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Sulla paura di  rischiare</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/sulla-paura-di-rischiare</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #storie #società&#xA;&#xA;Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta &#34;Aprimi se hai il coraggio&#34;, chiaramente un&#39;operazione promozionale.&#xA;Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: ho aperto il sacchetto.&#xA;Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l&#39;ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall&#39;altro lato della strada.&#xA;Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n&#39;erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c&#39;era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi.&#xA;sacchetto&#xA;Non ho fatto foto del sacchetto quindi l&#39;ho generato con l&#39;AI, perdonatemi&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Però quelle ragazze hanno avuto paura di aprirne uno. Pur curiose di vederne il contenuto, hanno aspettato che qualcuno aprisse il sacchetto per chiedere cosa ci fosse all&#39;interno.&#xA;Perché hanno avuto paura?&#xA;Perché hanno aspettato che lo facessi io per soddisfare la loro curiosità?&#xA;Non voglio cadere nell&#39;errore metodologico di estrapolare un comportamento generale da un unico caso, ma questo episodio mi ha suscitato un dubbio:&#xA;non è che stiamo perdendo la capacità di rischiare?&#xA;Noi vecchi (ormai devo giungere a patti col fatto di far parte della categoria) perché scottati da troppe fregature.&#xA;Le generazioni più giovani perché sono cresciute con mille paure che abbiamo inculcato loro, a cui si aggiungono quelle dovute allo schifo di mondo che stiamo loro lasciando.&#xA;Non è che a forza di voler proteggere figlie e figli da tutti i pericoli, veri o presunti, che percepiamo, abbiamo instillato nelle loro menti un livello di paranoia tale che li rende incapaci di correre il minimo rischio?&#xA;Abbiamo barattato il senso di sicurezza per l&#39;immobilismo?&#xA;&#xA;cold comfort for change&#xA;direbbero i Pink Floyd.&#xA;&#xA;Senza rischiare non si progredisce. Non ci si fa male, certo, ma non si ha nemmeno l&#39;occasione di fare esperienze interessanti, scoprire nuove cose, migliorare.&#xA;E senza farsi male, senza cadere, non si scopre che ci si può anche rialzare.&#xA;Parafrasando un altro gruppo che piace ai vecchi ribelli che una volta erano giovani ribelli:&#xA;&#xA;comodo ma come dire poca soddisfazione.&#xA;&#xA;Altra storia: mio figlio è un bambino - ragazzo, mannaggia a lui che ha già 12 anni - curioso, che quando si appassiona di qualcosa cerca tutti i dettagli e le informazioni possibili sull&#39;argomento. Ma non esce dalla sua comfort zone. Cerca solo cosa che sa già gli piaceranno, siano film, anime, manga, video su YouTube... è difficilissimo convincerlo a esplorare qualcosa di radicalmente diverso da quello che già conosce.&#xA;D&#39;altra parte questo comportamento lo abbiamo creato noi: l&#39;industria dell&#39;intrattenimento funziona così, si replicano gli stessi modelli, gli stessi personaggi, gli stessi prodotti che sicuramente avranno successo; perciò via di sequel, prequel, reboot, spinoff; via di effetto nostalgia e ripresa di cose che in passato piacevano.&#xA;Il franchise dà sicurezza, a chi lo crea, che non rischia denaro, e a chi ne fruisce, che sa già cosa trova.&#xA;Tutto molto bello, se a voi piace così.&#xA;Ma, e lo ripeto, senza rischiare, senza affrontare l&#39;ignoto, la nostra mente rimarrà piccola e ottusa, non miglioreremo mai né individualmente né come società. E non scopriremo mai cose più belle di quelle che già conosciamo.&#xA;Imboccheremo strade sbagliate e vicoli ciechi, certo, ma impareremo come tornare indietro e come uscirne; esplorando, sbagliando, osando cresceremo e andremo avanti.&#xA;La scienza funziona così.&#xA;Tutto dovrebbe funzionare così.&#xA;Altrimenti saremo sempre più meschini, generazione dopo generazione.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a></p>

<p>Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta <strong><em>“Aprimi se hai il coraggio”</em></strong>, chiaramente un&#39;operazione promozionale.
Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: <strong>ho aperto il sacchetto.</strong>
Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l&#39;ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall&#39;altro lato della strada.
Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n&#39;erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c&#39;era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/kolr5v7aaptwtyrtm2n21/aprimi-se-hai-coraggio.jpg?rlkey=c7tgqb1n1219jglp8svo3c3i6&amp;st=qzdhqfsw&amp;raw=1" alt="sacchetto">
<em>Non ho fatto foto del sacchetto quindi l&#39;ho generato con l&#39;AI, perdonatemi</em>
</p>

<p><strong>Però quelle ragazze hanno avuto paura di aprirne uno.</strong> Pur curiose di vederne il contenuto, hanno aspettato che qualcuno aprisse il sacchetto per chiedere cosa ci fosse all&#39;interno.
Perché hanno avuto paura?
Perché hanno aspettato che lo facessi io per soddisfare la loro curiosità?
Non voglio cadere nell&#39;errore metodologico di estrapolare un comportamento generale da un unico caso, ma questo episodio mi ha suscitato un dubbio:
<strong>non è che stiamo perdendo la capacità di rischiare?</strong>
Noi vecchi (ormai devo giungere a patti col fatto di far parte della categoria) perché scottati da troppe fregature.
Le generazioni più giovani perché sono cresciute con mille paure che abbiamo inculcato loro, a cui si aggiungono quelle dovute allo schifo di mondo che stiamo loro lasciando.
Non è che a forza di voler proteggere figlie e figli da tutti i pericoli, veri o presunti, che percepiamo, abbiamo instillato nelle loro menti un livello di paranoia tale che li rende incapaci di correre il minimo rischio?
Abbiamo barattato il senso di sicurezza per l&#39;immobilismo?</p>

<p><strong><em>cold comfort for change</em></strong>
direbbero i Pink Floyd.</p>

<p>Senza rischiare non si progredisce. Non ci si fa male, certo, ma non si ha nemmeno l&#39;occasione di fare esperienze interessanti, scoprire nuove cose, migliorare.
E senza farsi male, senza cadere, non si scopre che ci si può anche rialzare.
Parafrasando un altro gruppo che piace ai vecchi ribelli che una volta erano giovani ribelli:</p>

<p><strong><em>comodo ma come dire poca soddisfazione.</em></strong></p>

<p>Altra storia: mio figlio è un bambino – ragazzo, mannaggia a lui che ha già 12 anni – curioso, che quando si appassiona di qualcosa cerca tutti i dettagli e le informazioni possibili sull&#39;argomento. Ma non esce dalla sua comfort zone. Cerca solo cosa che sa già gli piaceranno, siano film, anime, manga, video su YouTube... è difficilissimo convincerlo a esplorare qualcosa di radicalmente diverso da quello che già conosce.
D&#39;altra parte questo comportamento lo abbiamo creato noi: l&#39;industria dell&#39;intrattenimento funziona così, si replicano gli stessi modelli, gli stessi personaggi, gli stessi prodotti che sicuramente avranno successo; perciò via di sequel, prequel, reboot, spinoff; via di effetto nostalgia e ripresa di cose che in passato piacevano.
Il franchise dà sicurezza, a chi lo crea, che non rischia denaro, e a chi ne fruisce, che sa già cosa trova.
<strong>Tutto molto bello, se a voi piace così.</strong>
Ma, e lo ripeto, senza rischiare, senza affrontare l&#39;ignoto, la nostra mente rimarrà piccola e ottusa, non miglioreremo mai né individualmente né come società. E non scopriremo mai cose più belle di quelle che già conosciamo.
Imboccheremo strade sbagliate e vicoli ciechi, certo, ma impareremo come tornare indietro e come uscirne; esplorando, sbagliando, osando cresceremo e andremo avanti.
La scienza funziona così.
Tutto dovrebbe funzionare così.
Altrimenti saremo sempre più meschini, generazione dopo generazione.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/sulla-paura-di-rischiare</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 14:49:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Di miliardari, matrimoni e città in affitto</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</link>
      <description>&lt;![CDATA[#ricchezza #società #fastidi&#xA;&#xA;Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.&#xA;Bezos&#xA;&#xA;Il primo è questo continuo parlarne, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al &#34;bevete molto e non uscite nelle ore più calde,&#34; per favore.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il secondo motivo - e non è per invidia - è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa. E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la normalizzazione di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.&#xA;Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un patrimonio di 233 miliardi di dollari?) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.&#xA;Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.&#xA;Bezos2&#xA;&#xA;&#34;Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?&#34;&#xA;A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una location per feste ultra esclusive?&#xA;Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).&#xA;&#xA;&#34;Eh, ma sai quanti soldi porta?&#34;&#xA;E qui torniamo al discorso di prima per cui basta che ti porti schei e va ben tuto.&#xA;Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro alla Toletta, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.&#xA;&#xA;&#34;Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...&#34;&#xA;Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.&#xA;Bezos non ha detto &#34;Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!&#34; che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: &#34;adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.&#34;&#xA;&#xA;E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.&#xA;Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al PIL di uno stato. E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.&#xA;Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto 1000 famiglie italiane guadagnano in un anno e non sentire nemmeno prurito.&#xA;Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.&#xA;Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.&#xA;Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.&#xA;Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:ricchezza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ricchezza</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/yattaman/tag:fastidi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fastidi</span></a></p>

<p>Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/8kk3w3my6ngi0z4n7rtya/jeff_bezos.jpg?rlkey=qej66qaxa486hd0j6ze7qovtf&amp;raw=1" alt="Bezos"></p>

<p>Il primo è questo <strong>continuo parlarne</strong>, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al “bevete molto e non uscite nelle ore più calde,” per favore.
</p>

<p>Il secondo motivo – e non è per invidia – è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui <strong>se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa.</strong> E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la <em>normalizzazione</em> di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.
Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un <a href="https://www.corriere.it/economia/life/25_giugno_26/jeff-bezos-per-le-sue-nozze-a-venezia-spendera-solo-lo-0-01-del-suo-patrimonio-23-euro-per-l-italiano-medio-76529aef-901c-4a20-be31-19cc3c008xlk.shtml" rel="nofollow">patrimonio di 233 miliardi di dollari?</a>) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.
<em>Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.</em>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/1cqg2r9z5ar1lur9coatp/bezos2.jpeg?rlkey=pk5eowjgstitjpjbzazfjczwz&amp;raw=1" alt="Bezos2"></p>

<p><strong>“Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?”</strong>
A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una <em>location</em> per feste ultra esclusive?
<em>Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).</em></p>

<p><strong>“Eh, ma sai quanti soldi porta?”</strong>
E qui torniamo al discorso di prima per cui <em>basta che ti porti schei e va ben tuto.</em>
Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro <a href="https://www.latoletta.com/la-libreria-toletta" rel="nofollow">alla Toletta</a>, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.</p>

<p><strong>“Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...”</strong>
Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.
Bezos non ha detto “Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!” che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: “adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.”</p>

<p><strong>E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.</strong>
Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/i-piu-ricchi-di-sempre/?refresh_ce=1" rel="nofollow">PIL di uno stato.</a> E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.
Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/condizioni-di-vita-e-reddito-delle-famiglie-anni-2023-e-2024/" rel="nofollow">1000 famiglie italiane guadagnano in un anno</a> e non sentire nemmeno prurito.
Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.
Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.
Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.
<em>Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.</em></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Jun 2025 14:09:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La favola del carrello ribelle</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</link>
      <description>&lt;![CDATA[#storie #morale #società&#xA;C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano roll container. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.&#xA;roll container&#xA;!--more--&#xA;Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.&#xA;La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.&#xA;Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.&#xA;Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.&#xA;La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.&#xA;A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.&#xA;La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:morale" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">morale</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a>
C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano <em>roll container</em>. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/isfr2va0zy86lhdwzjwok/roll-container.jpg?rlkey=vxufmxw3no9vafe4wz7n2068x&amp;st=24xexel2&amp;raw=1" alt="roll container">

Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.
La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.
Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.
Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.
La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.
A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.
La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</guid>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>