Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta “Aprimi se hai il coraggio”, chiaramente un'operazione promozionale.
Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: ho aperto il sacchetto.
Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l'ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall'altro lato della strada.
Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n'erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c'era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi.
Non ho fatto foto del sacchetto quindi l'ho generato con l'AI, perdonatemi
Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.
Il primo è questo continuo parlarne, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al “bevete molto e non uscite nelle ore più calde,” per favore.
#storie#morale#società
C'era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano roll container. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d'attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all'incrocio con la via principale.