Uscire dal Big Blue

Non ho niente in contrario alla piattaforma di videoconferenza (big blue button); il big blue a cui mi riferisco è Facebook, con annessi e connessi, tipo instagram e whatsapp, advertising, ecc. Alla fine del post do alcuni consigli pratici per abbandonare la piattaforma.

Nel 2005 scoprii facebook, e accolsi con piacere e curiosità la nuova rete. In Italia non la conosceva nessuno, e infatti non avevo amici. Poi ci fu il boom; all'improvviso ritrovai sullo schermo del computer vecchi amici e conoscenti che non vedevo ormai da anni. Davvero entusiasmante, anche perché si potevano condividere dei messaggini (status) visibili solo dai contatti, e questi potevano reagire con il famoso like e qualche commento.

Qualche anno dopo facebook era la rete sociale. Quella dove c'erano tutti, dove succedeva tutto, dove si condivideva tutto nella speranza di essere visti, letti. E devo dire che funzionava abbastanza bene. Montai parte della mia attività economica basandomi su facebook e riuscivo a trovare clienti. Facevo corsi di educazione alimentare, ed usavo il big blue per promuovere i miei workshop, farmi conoscere, promuovere anche i miei prodotti. All'apice dell'attività arrivai ad avere più di 2mila “amici” (vabè, contatti).

Poi le cose cambiarono: trovai un altro lavoro, decisi di eliminare tutti i contatti che non conoscevo personalmente, che magari mi avevano aggiunto per i miei corsi. Cancellai anche conoscenti con cui non avevo troppa familiarità e, così, arrivai a circa 500. Il mio feed improvvisamente cominciò ad avere senso e smisero di apparire foto di parenti sconosciuti, gatti e bebè.

Sapevo che facebook vendeva dati, e non solo perché l'avevo letto, non solo perché era ovvio, non solo perché era già noto lo scandalo di Cambridge Analytica. Lo sapevo anche perché io li compravo. Quando volevo promuovere qualcuno dei miei corsi, pagavo pubblicità per raggiungere il mio pubblico obiettivo. Seguii alcuni tutorial sulla segmentazione delle campagne e mi resi conto della quantità di parametri che si possono impostare per arrivare esattamente al tipo di persona che ti serve: vive in un certo luogo, si connette con un cellulare di fascia alta, spende su internet, gli/le interessano certi temi, ecc. Sulla piattaforma di advertising di facebook puoi anche scegliere se una persona è expat, se ha un potere di acquisto elevato, se gestisce pagine e molte altre. Sono sicuro che a livello di surveillance esistono molti altri segmenti non disponibili al pubblico: se una persona passa la sua vita nei social network, se è single, se cerca persone di un certo sesso, se ha l'amante, che tipo di pornografia guarda, il tipo di connessioni che ha, che forma hanno i cluster delle sue amicizie, quali sono le parole chiave delle sue pubblicazioni, ecc. Sinceramente troppa informazione personale disponibile per degli sconosciuti.

Ero cosciente della necessità di abbandonare la piattaforma. Purtroppo, lì, avevo costruito un ecosistema di utenti interessanti da seguire, gruppi a cui appartenevo, gruppi che amministravo. Era la mia fonte di informazione (!) e anche parte fondamentale del mio business. Uscire dal big blue era una necessità ma anche un'utopia. Un po' come smettere di inquinare, o di ammazzare animali, o di essere maschilisti.

Cominciai a cercare reti alternative, scoprii Reddit, cominciai a usare di più Twitter. Che sì, lo so, sono anch'esse commerciali, ma può avere senso usare la numero 2 e 3 nella scala della popolarità, se queste ti servono ad allontanarti dalla numero 1. Un po' come quando ti danno il metadone per allontanarti dall'eroina.

Qualche giorno fa ho scoperto Mastodon e il fediverso. Sono contentissimo e mi ci sto immergendo sempre di più. Desidero promuoverlo e anche per questo ho cominciato questo blog: per farlo conoscere, per contribuire con contenuti forse culturali al fediverso. Mi entusiasma e affascina il potere della rete, della cultura del software libre, della cultura dei creative common. Un esercito di lillipuziani che si erge contro i giganti del web. La risposta alle infrastrutture pantagrueliche centralizzate è la rete di piccoli nodi. Che – soprattutto – trovano il modo (il protocollo direi) per federarsi.

Mastodon contribuisce enormemente a risolvere il problema di avere un social network indipendente, senza tracking nè profiling. Dal mio punto di vista sono ancora molti i punti non risolti: primo fra tutti come raggiungere un pubblico vasto quando la tua attività economica dipende da quello. Penso che la prossima sfida per la comunità libre sia trovare un'alternativa alle piattaforme di advertising. Perché c'è una miriade di persone che hanno scelto di non lavorare come dipendenti, per ragioni personali, strutturali e anche politiche, e hanno bisogno di farsi conoscere per sopravvivere, e sono inevitabilmente prede delle reti mainstream per il semplice fatto che è lì che si trovano le persone che compreranno i loro prodotti.

La sovranità digitale diventa quindi una questione di riuscire a mantenere un delicato equilibrio tra ciò di cui si ha bisogno (farsi un po' di pubblicità sulle reti mainstream), e ciò che è meglio (uscirne). Nel mio caso sto riuscendo abbastanza bene ad eliminare il superfluo, cioè l'uso delle reti mainstream per passare il tempo, per riempire i momenti di noia. Il business model di questi social si basa anche su questo: magari fai una pausa durante il lavoro, vuoi divagare 5 minuti e, mentre lo schermo ti propone contenuti accattivanti, ti profila e cerca di attirare la tua attenzione quanto più possibile. Tutto l'impianto di facebook è fatto per stimolare la tua neurochimica che ti porta a desiderarne di più. A tutti gli effetti una dipendenza da cui è difficile staccarsi, anche perché fb non cancella mai il tuo account, al massimo puoi disabilitarlo, ma in qualsiasi momento puoi rifare login e -trac!– sei di nuovo dentro, con tutti i tuoi amici, gruppi, pagine, ecc.

Per uscirne, i miei consigli sono questi:

1. informati sulle ragioni per uscirne. Esistono tanti documentari, articoli, libri che parlano del business model delle piattaforme mainstream, e di come usano i dati degli utenti per manipolarli 2. osservati: in quali momenti e per quali ragioni usi i social. Guardi il cellulare prima di alzarti dal letto? prima di andare in bagno la mattina? quando sei seduto sul cesso? Lo fai per noia? per distraerti? riusciresti a fare a meno del superfluo? 3. sostituisci lo schermo con altre attività. “Leggi un libro” è scontato, ma funziona. Esci a fare una passeggiata, rimetti in ordine casa, fai qualcosa con le mani. 4. sostituisci una rete corporativa con un'altra indipendente o federata. Per questo sono molto utili Mastodon e il fediverso. E anche i feed RSS per leggere le notizie dai blog indipendenti. 5. comincia a cancellare “amici”, uscire dai gruppi, sfolloware pagine. Proprio qualche giorno fa sono sceso sotto i 200 contatti su fb, insomma lo sto prosciugando. Sto lasciando solo le persone di cui davvero mi importa, e i gruppi tematici per cui non ho ancora trovato un'alternativa.

Insomma non sto scegliendo un taglio netto, ma un compromesso tra funzionalità e libertà. Probabilmente continuerò ad essere un utente di facebook, ma ne avrò significativamente ridotto il potere.

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