Con lo zaino in spalla

Qualche giorno fa sono stato a Tuqtuquilal (@tuqtuquilal). Il posto è un'oasi di pace vicino a Lanquin, in Alta Verapaz, Guatemala. Sono tante le cose che mi sono piaciute: la qualità dell'aria, dell'acqua, la bellezza della natura, la valle con il suo pendio che scende sotto i tuoi piedi e risale dall'altro lato del fiume creando così una visuale estremamente gradevole per ogni momento della giornata. Mi sarebbe piaciuto passare lì molto più tempo, ma l'incombere del viaggio di ritorno in Italia mi ha obbligato ad abbandonarlo dopo solo 5 giorni.

Ecco qualche parola su ciò che mi è piaciuto di più stando lì:

Continua...

Vivo in Guatemala. Qui, tanto nei piccoli posti turistici, come nelle città più popolose, la gente ha un'immagine stereotipata degli stranieri, che qui sono in maggioranza statunitensi. Qui la gente pensa che gli statunitensi siano bianchi, alti e coi capelli castani. In effetti non hanno tutti i torti, visto che è questo il tipo di persone che arriva qui, da quel paese. Tuttavia sappiamo che questi appartengono alla minoranza privilegiata che domina economicamente il resto delle “razze” in un paese fortemente multietnico. Nella piramide sociale e cromatica degli USA, i bianchi rappresentano il vertice, e la base è costituita da afroamericani, latinos e asiatici; eppure è proprio la classe più ricca quella che viaggia di più, arrivando a confondere gli abitanti dei paesi del Sud circa i tratti somatici dominanti negli States.

I poveri, seppur costituiscano la maggior parte della popolazione (soprattutto nelle americhe, in cui la classe media è ridotta), sono sotto-rappresentati nella comunità dei viaggiatori. Perché viaggiano meno? Perché hanno meno possibilità di farlo, per ragioni economiche e culturali.

Leer más...

Panta rei, non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume.

Gli ultimi giorni sono stati frenetici. Vivo da anni in Guatemala, in America centrale. Tra pochi giorni sarò in Italia e questi sono i giorni degli addii: alle persone care, alle amicizie degli ultimi anni e agli amori degli ultimi giorni.

Leia mais...

C'è qualcosa che mi ha fatto riflettere, in questi giorni. È il fatto che, a volte, in un viaggio cerchiamo di scoprire mondi migliori di quello in cui viviamo, soprattutto quando questo ci sembra grigio, monotono, insostenibile sotto tanti punti di vista.

Non sono ancora partito, ma esistono altri modi di vivere il viaggio. Una di queste è ospitare viaggiatori a casa. Esistono alcuni siti per farlo: c'è couchsurfing, che è più grande e commerciale, e c'è anche trustroots più piccolo e indipendente. Il meccanismo è semplice: come viaggiatore fai una ricerca nella città in cui vuoi andare, trovi una certa quantità di persone, ognuna con il suo profilo, mandi qualche messaggio e con un po' di fortuna qualcuno ti ospita.

Negli ultimi mesi ho ricevuto un po' di gente proveniente da diversi paesi del mondo: Giappone, Stati Uniti, Cina, Messico, Repubblica Ceca. I viaggiatori erano molto diversi tra di loro, anche a livello umano: dal classico turista in giro per il mondo, ai viaggiatori più accaniti degni del miglior libro di Jack Kerouac. Con alcuni il dialogo è semplice, rimane sul di dove sei cosa fai da dove vieni dove vai com'è quel posto come sono i cibi nel tuo paese qual è il tuo lavoro che musica ascolti eccetera eccetera. Con altri, invece, si crea una connessione più profonda, ci si arriva a confrontare su altre esperienze della vita e ragioni più profonde che ci spingono al viaggio e a fare le cose che facciamo.

In particolare con un paio di persone ho intravisto una tendenza, o una caratteristica, comune, che posso provare a riassumere così: la ricerca nel viaggio di libertà soprattutto come fuga da un contesto di origine caratterizzato da una forte pressione sociale, regole rigide e non adatte al benessere umano. Insomma persone che vanno via perché, se stanno a casa, impazziscono.

Continua...

Nei post precedenti ho parlato diverse volte di Cambridge Analytica. Questo nome è comunemente associato al concetto di “vendita di dati degli utenti di Facebook”. In realtà stato molto più di questo: è stato un complesso apparato di propaganda e manipolazione dell'opinione pubblica, che ha fatto leva su rilevazioni psichiche di milioni di utenti per indurli a votare in un modo piuttosto che in un altro per mezzo della paura e dell'odio, e queste operazioni hanno portato a scelte sostanziali i cui esempi più conosciuti – ma non sono gli unici – sono la Brexit e l'elezione di Trump. E lo stesso ex tecnico che ha segnalato queste operazioni dall'interno dell'azienda (il whistleblower Christopher Wylie) ha affermato che operazioni simili sono state condotte anche in Italia, a beneficio di un partito politico non specificato. In questo post desidero entrare un po' più nel dettaglio della vicenda, a partire dal film-documentario “The great hack” e dalle parole dell'ex CEO di Cambridge Analytica, in cui ha descritto per filo e per segno a cosa si dedicasse la sua azienda.

Lungi dal pretendere di essere un'analisi esaustiva, questo post vuole fornire un paio di strumenti per capire il potere persuasivo delle reti ed il ruolo che questo può avere nelle nostre vite.

Continua...

Non ho niente in contrario alla piattaforma di videoconferenza (big blue button); il big blue a cui mi riferisco è Facebook, con annessi e connessi, tipo instagram e whatsapp, advertising, ecc. Alla fine del post do alcuni consigli pratici per abbandonare la piattaforma.

Nel 2005 scoprii facebook, e accolsi con piacere e curiosità la nuova rete. In Italia non la conosceva nessuno, e infatti non avevo amici. Poi ci fu il boom; all'improvviso ritrovai sullo schermo del computer vecchi amici e conoscenti che non vedevo ormai da anni. Davvero entusiasmante, anche perché si potevano condividere dei messaggini (status) visibili solo dai contatti, e questi potevano reagire con il famoso like e qualche commento.

Continua...

Nel post precedente ho descritto la parte tecnica che mi ha portato ad aprire il blog qui su noblogo. Adesso voglio raccontare un po' qual è l'idea del viaggio, il modo, il proposito.

Continua...

Benissimo! comincia l'avventura! Raccontiamo un po' come nasce questo blog, e a che cosa serve. ATTENZIONE! questo post può contenere tecnicume da webmaster pre-millenial.

Continua...