Horror I – Fontanegli
Sul frontespizio di questo libro, edito da Sugar Editore nel marzo 1965, il titolo recita “Horror I” e poco sotto “16 racconti dell'orrore di” ed una lista di 16 autori. Nelle pagine finali del libro c'è l'elenco degli autori con il loro racconto. Ne conosco un paio, probabilmente più per sentito dire che per aver letto qualche loro lavoro. Ma non è di questi autori che voglio parlare né dell'argomento “Horror” che tra l'altro non mi è mai interessato. Perché ho questo libro e perché lo conservo direi da ben più di 50 anni. Un settembre di tanti anni fa ero a villeggiare, penso per una decina di giorni, dai nonni di Genova, a Fontanegli. Dalla casa si accedeva tramite un passerella ad una “fascia”, un piccolo appezzamento di terreno rubato alla collina delimitato da un muretto a secco. Mio nonno ci teneva un minuscolo orto, due o tre piante di pomodori, della radicetta, un paio di piante di zucchine. Al centro di quell'immensa, nel ricordo di bambino, tenuta, ci aveva messo un pergolato fatto con i tubi per l'acqua ed ombreggiato da una vite di uva bianca. C'era un tavolo, delle sedie, la pompa a manovella per l'acqua che pescava in una piccolo serbatorio interrato. Un piccolo capanno addossato al murretto con una porta di legno pitturata di un intenso verde scuro, faceva da ripostiglio per gli attrezzi per l'orto, gli stivali ed un paio di sdraio di tela. Era anche un refugium peccatorum per altre cose; ricordo solo che su un ripiano c'erano delle bottiglie, penso di vino, delle vecchie riviste, vecchi giornali. Io passavo sereni pomeriggi piacevolmente silenziosi a leggermi giornaletti seduto su una di quelle sdraio, ascoltando il ronzio di un qualche insetto in rapido volo, il passaggio di un aereo lassù alto alto in cielo, l'abbaiare lento ed uggioloso di un cane lontano che richiamava l'attenzione dei padroni. Un giorno in quel piccolo capanno mi cascò l'occhio su questo libro, stava discosto in fondo ad uno dei ripiani. Lo presi e penso, ma non lo ricordo, che lo lessi. Me lo lasciarono poi prendere. Lo conservo con piacere perché ancorati a lui rivivo sereni ricordi.
TITOLI ORIGINALI E TRADUZIONI DEI RACCONTI PUBBLICATI
CLARK ASHTON SMITH: The black Abbot of Puthuum, da Genius Loci, Arkham House. (m. 1961) ROBERT HOWARD: The dark man, da The dark man, Arkham House. (m. 1936) FITZ JAMES O'BRIEN: The Wonders' Maker. (m. 1862) FRANK BELKNAP LONG: The Horror from the Hill, da The Horror from the Hill, Arkham House. (m. 1994) WILKIE COLLINS: A Terribly Strange Bed. Traduzione di M. E. Colombo. (m. 1994) CARL JACOBI: The Acquarium, da Dark mind, dark heart, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1851) OLIVER ONIONS: The Rosewood Door, da Bells Rung Backwards, Staples Press. Traduzione di Lia Volpatti. (m. 1961) H. P. LOVECRAFT: The Horror at Red Hook, da When Evil Wakes, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1937) J. SHERIDAN LE FANU: An Account of Some Strange Disturbances in Aungier Street. (m. 1873) AUGUST DERLETH: The Patchwork Quilt, da Over the Edge, Arkham House. (m. 1971) M. P. SHIEL: Xélucha, da Dark mind, dark heart, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1947) W. HOPE HODGSON: The Habitants of Middle Islet, da Dark mind, dark heart, a cura di A. Derleth, Arkham House. (m. 1918) H. RUSSELL WAKEFIELD: Immortal bird, da Strayers from Sheol, Arkham House. (m. 1964) JOHN POCSIK: Casting the Stone, da Over the Edge, a cura di A. Derleth, Arkham House. (m. 1957) J. RAMSEY CAMPBELL: The Church in High Street, da Dark mind, dark heart, a cura di A. Derleth, Arkham House. (nato nel 1946, vivente) FRITZ LEIBER: The Dreams of Albert Moreland, da Night's Black Agents, Arkham House. (m. 1992)
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