Dedicato ad Azzurra

Azzurra in "CheDioCiAiuti"

“Ah, quelli sì che erano giorni, quando lui tagliava la legna e Inger restava a guardare. Erano I giorni più belli” Knut Hamsun, I frutti della terra

Come molti uomini, anche Isak Sellanrå, protagonista del romanzo di Knut Hamsun I frutti della terra, vive i suoi momenti più felici nella foresta. A scanso di equivoci maschilisti, se sua moglie Inger resta a guardare non è perché sia pigra o piena di stupore di fronte alla forza di un uomo con un'accetta: semplicemente, Hamsun ci sta dicendo che Isak non riesce a godere del proprio lavoro se non ha qualcuno che lo osserva e lo apprezza. Poveretto chi spacca legna solo per sé stesso.

Lars Mytting, Norwegian Wood

Profumo di casa ...

Hans Børli, Il profumo di legno fresco

Il profumo di legna fresco è una delle ultime cose che dimenticherai quando il velo si chiuderà. Il profumo di legno bianco e fresco nel tempo della linfa, in primavera: È come se stesse passando la Vita fatta persona a piedi nudi, con la rugiada nei capelli. Il soave e nudo sentore si genuflette, muliebre e biondo, nella quiete che hai dentro, suona le tue ossa come flauti di salice. Con una gelata sotto la lingua cerchi fuoco per farne una parola. E sai, mite come il vento del sud nella mente, che al mondo esistono ancora cose su cui contare.

Perché è sintesi perfetta di quello che sono. Mi sento proprio come quelli che ...

... si trovano accanto persone che procedono nella vita speditamente, come chi ben la conosce e a cui, letteralmente, “non gliela si fa” – persone che han visto d'un colpo cosa fare, il come e il perché – essi invece procedono adagio anche quando si affrettano e sono obbligati ad accertarsi continuamente – come si fa per la metropolitana, gli autobus o le strade – se codesto è proprio il loro giusto itinerario e se potranno lo stesso amare Dio molto. Perché Dio è grande e amarlo poco significa non amarlo affatto.

(Il Piccolo Monaco – Madeleine Delbrêl)

“O me o vita, domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v’è di nuovo in tutto questo, o me o vita? Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.” Walt Whitman

Alla fine sento il bisogno di amare. È come il bisogno di respirare. Se non ami non vivi. E per amare devo scegliere. Per amare devo fare delle scelte. E delle scelte precise.

Oggi sono felice. Solo rivedere una persona dopo tantissimo tempo e sapere che sta bene mi ha reso felice. E' stato così inaspettato e inatteso e forse anche per questo così bello. Ma la cosa strana è che questa persona ha attirato la mia attenzione, ma in un certo senso non ero più in grado di riconoscerla. E se non fosse stata lei a chiamarmi per prima, non ci saremmo incontrati. Solo dopo che mi ha salutato il mio cuore ha provato una gioia sincera e a quel punto sarei potuto rimanere lì per sempre, senza parole, perché nessuna parola mi sembrava adatta in quel momento. Ma non c'è stato imbarazzo, perché ero troppo felice di averla rivista. Si, in quel momento, così sereno e felice, sapendo stare, anche se per pochi istanti, uno di fronte all'altro senza filtri, così veri e così sinceri. E poi per tutto il resto della giornata la gioia è rimasta. Ci sono dei legami che rimangono, nonostante tutto. Nonostante le parole non dette. Oggi penso di aver fatto esperienza di una delle gioie più vere che abbia mai provato. Grazie!

Oggi giornata strana. Nonostante i ritardi, le solite inconcludenti discussioni, gli imprevisti, sono meno stanco e più sereno: come se #Azzurra fosse qui. Ed il mio pensiero si allontana dai miei piccoli problemi e per un momento ho la consapevolezza di saperci stare in questo spazio ed in questo tempo. #Grazie!

Bellissimi ricordi d'infanzia, di giornate interminabili, dove ogni cosa si trasformava in una incredibile avventura. A tarda sera le mamme venivano a cercarci per rientrare a casa, e noi a supplicarle di concederci ancora un po' di tempo, per stare con gli amici, perché non avremmo mai voluto perdere un solo istante di quei momenti. E i sogni ci mettevano le ali ...

E ciò che ti fa sentire delle vibrazioni, che ti sveglia dal tuo torpore, che ti urta e non ti lascia tranquillo, che ti smuove dalle tue sicurezze. E' tutte le volte che incontri veramente qualcuno e non rimani indifferente. È quello con cui si scontra il tuo “io” che quasi sempre viene prima di tutto il resto. È quel richiamo ad uscire dal tuo mondo, per avere uno sguardo che riesce a vedere oltre te stesso. È quella tensione continua tra voler essere solo ed il bisogno che hai dell'altro.

Il rumore ci chiama alla vita.

È un verbo che mi affascina molto.

Mi rendo conto che quando provo a spiegare, la mia comunicazione invece di arricchirsi si impoverisce...ma nonostante tutto ne sento il bisogno.

Rimanere sembra un verbo con una connotazione negativa. Sembra non avere dinamicità. Sembra l'azione di chi subisce passivamente le cose.

Invece io vedo questa azione sotto un'altra luce: quella di chi crede che tutto è prezioso e importante e che per capire, è necessario rimanere, provare e riprovare, affinché nulla vada perduto. Rimanere è desiderare di essere “qui ed ora” invece di essere altrove, in un altro luogo o in un altro tempo.