La direzione era in qualche modo già segnata con il precedente Let Me Get By, album della consacrazione per il numeroso collettivo della Tedeschi Trucks Band: una musica che serrava le fila degli arrangiamenti e si concentrava sulla visione d’insieme, sulla qualità delle canzoni prima ancora che su quella naturale propensione alla jam, da cui attinge l’educazione di questi musicisti... https://artesuono.blogspot.com/2019/03/tedeschi-trucks-band-signs-2019.html
Al di là della ormai stucchevole disquisizione sul fatto che i Pixies senza Kim Deal siano davvero i Pixies o no, i due dischi post-reunion della band statunitense non erano certo memorabili, e l’ammutinamento della storica bassista dalla solita operazione nostalgia c’entrava poco o nulla. “Indie Cindy” e “Head Carrier” suonavano semplicemente superflui e manieristi, come spesso accade a band un po’ in là con gli anni che si ritrovano dopo una lunga pausa... https://artesuono.blogspot.com/2019/09/pixies-beneath-eyrie-2019.html
Quello che traspare fin dalle prime note di Gold in the Shadow è una particolare e marcata intimità. Lo stile dato dalla voce e dalla sonorità raffinata, lieve e crepuscolare di William Fitzsimmons, suggeriscono un viaggio emotivo nei meandri del suo, del nostro ‘essere’.
William Fitzsimmons psicoterapeuta oltre che musicista, descrive le sue canzoni come una continua lotta contro i suoi demoni, le sue paure... https://www.silvanobottaro.it/archives/4160
Ogni volta che esce un nuovo disco di Bob Mould vado in brodo di giuggiole. D'altra parte, nel corso degli ultimi vent'anni (da quando ne ho 16-17, quindi), ho letteralmente consumato gli album degli Husker Du e degli Sugar (ma anche quelli solisti del compianto Hart e dei suoi Nova Mob), quindi tutto ciò che gira intorno all'ex power trio di Minneapolis mi crea, puntualmente, un misto di agitazione e turbamento. Il fatto è che continuo a ostinarmi – sbagliando (ma è più forte di me) – a cercare in ogni canzone solista di Mould tracce de vecchi Huskers e non sempre questi miei bassi istinti vengono soddisfatti... https://artesuono.blogspot.com/2019/02/bob-mould-sunshine-rock-2019.html
Dagli ascolti e dalle associazioni più o meno convergenti, Steve Wynn ha sempre cavato idee di notevole caratura. Si pensi a quando fu travolto dal frastuono perfetto di Bruce Springsteen e Little Steven in “Candy’s Room”, durante il “Darkness Tour” nel 1978, e decise come dovesse essere il suo imprinting sonoro. Apprendere oggi che la scintilla si sia nuovamente accesa ascoltando “Donuts” di J Dilla, creando una formula del tutto vincente, non è poi così stridente come sembra... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-dream-syndicate-these-times-2019.html
It’s Too Late, è troppo tardi, annuncia il brano d’apertura del nuovo album di Michael Chapman, ma deve trattarsi di un malinteso: come può un simile titolo riferirsi a questo arzillo 78enne che due anni fa ci deliziava con la celebrazione di dieci lustri di carriera che tanto era piaciuta dalle nostre parti, grazie anche all’ottima produzione di Steve Gunn? ... https://artesuono.blogspot.com/2019/03/michael-chapman-true-north-2019.html
Celia è il nuovo lavoro discografico di Angélique Kidjo, l’artista che da quando se n’è andata Miriam Makeba è diventata la nuova Mama Africa. Nata e cresciuta a Ouidah, quella del “viceré” di Bruce Chatwin (da cui Herzog trasse il suo bellissimo Cobra Verde), da anni è cittadina del mondo, vivendo random tra Parigi e New York. Anche i suoi ultimi lavori discografici sono nomadi. A partire da una trilogia con cui la Kidjo ha voluto indagare le influenze della musica africana nel mondo, una ricerca fatta seguendo le orme della diaspora che ha riguardato il continente... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/angelique-kidjo-celia-2019.html
Si muove su un equilibrio compassionevole e sperimentatore Tip Of The Sphere, un disco dalla natura nebulosa e mistica, quasi un salto nel buio che al posto della paura provoca un’avvolgente fascinazione. Nel tentativo di dare un ordine al suo inarrestabile processo creativo, il cantautore americano fluttua attraverso una serie di canzoni guidate da un dadaismo itinerante e da una grazia oscura. Col suo nono lavoro, Cass McCombs continua a fare progressi nel pantheon dei cantautori americani, vestendosi da plasmatore del proprio mondo, mostrando radici ferme tanto nel terreno post-punk degli esordi quanto in un’ancestrale sospensione di ombre polverose e maschere imperfette... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/cass-mccombs-tip-of-spheres-2019.html
Seguendo i National da molti anni, non mi aspettavo di incontrare nel loro percorso artistico una tappa come quella rappresentata da “I Am Easy To Find”. L’operazione di decostruzione di questo lungo album (un’opera di più di un’ora spalmata su 16 brani), da parte di chi scrive, ha avuto davvero poco di “easy”. Potremmo dire che questo sia un meta-album, un racconto/dialogo che... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-national-i-am-easy-to-find-2019.html
Seguendo i National da molti anni, non mi aspettavo di incontrare nel loro percorso artistico una tappa come quella rappresentata da “I Am Easy To Find”. L’operazione di decostruzione di questo lungo album (un’opera di più di un’ora spalmata su 16 brani), da parte di chi scrive, ha avuto davvero poco di “easy”. Potremmo dire che questo sia un meta-album, un racconto/dialogo che... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-national-i-am-easy-to-find-2019.html