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Sono passati ben quattro anni da Home Again, debut album di Michael Kiwanuka. Io quell’album lo divorai come pochi. Voi ve lo ricordate? Una vera sorpresa cosi’ distante dalle mode del momento, che andava a riprendere fedelmente le sonorità Soul a me care, dove ogni pezzo ti stendeva al primo colpo. Home Again è stato per me (e tanti altri, credo) uno scrollone emozionale non indifferente e davvero provvidenziale in difficoltosi tempi di incertezze che stavo vivendo, ed ha permesso in una scala globale all’ascesa del movimento definito “nu-soul” di cui fanno parte giovani speranze dalle voci portentose e strabordanti d’anima come Leon Bridges, Sampha, Kwabs e Llanne La Havas. Un exploit devastante, poi quel timido ragazzo portentoso è sparito, un po’ à la Jamie Woon: per fortuna ora siamo qua a raccontare del suo secondo attesissimo lavoro... https://artesuono.blogspot.com/2016/08/michael-kiwanuka-love-hate-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0qxsfpy2VU0i4eDR9RTaAU


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Messo in soffitta il suo alter ego musicale, la creatura Crooked Fingers, pseudonimo sotto il quale si celava l'identità di un autore piuttosto che il percorso vero e proprio di una band, Eric Bachmann torna ad esporsi in prima persona, attraverso il suo terzo disco solista. L'omonimo titolo sembra sottolineare una sorta di ripartenza, facendo tabula rasa del passato. Non è esattamente così, ma resta evidente la distanza dal primo lavoro, Short Careers, che non era altro che una colonna sonora a carattere strumentale, e altrettanto da quel To the Races, in buona parte acustico e folkie nell'animo... https://artesuono.blogspot.com/2016/04/eric-bachmann-eric-bachmann-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3EVJvaFZejZ6JYWN2N502g


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A prima vista, l’impatto col nuovo full length dei Nothing, ‘Tired Of Tomorrow’, restituisce un violento nichilismo ed un “no future” decisamente punk. Il punto di forza della band di Philadelphia sta proprio nel proporre tematiche quali la negatività della condizione umana, nonché la misantropia, usando però uno stile formale ben lontano dalla rabbia urlata nel microfono unita a chitarre usate come grattugie, muovendosi invece fra territori rock in cui domina il tocco delicato... https://artesuono.blogspot.com/2016/05/nothing-tired-of-tomorrow-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/2655MXRi7PSJTtYqdGKeuH


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Chiaramente, Dylan LeBlanc non è quell’artista a cui si guarda quando si cerca l’estro, la scintilla. Però un Americana interpretata in modo sentito, suonato e prodotto come si deve, sì, e questo “Cautionary Tale”, con il suo spirito più scarno e suggestivo, lo pone in una luce ancora migliore sotto questo aspetto, diluendo quell’immagine da drama queen del cantautorato che avvolgeva la sua prima, giovane carriera... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/dylan-leblanc-cautionary-tale-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/6KPVsHAHibAlnZ2NHHTgyJ


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La sfida era notevole: riportare la musica folk al centro dell’attenzione del pubblico, con un progetto che non si ponesse limiti strutturali e culturali. E’ il 2011 quando Iarla Ó Lionáird, Martin Hayes, Caoimhin Ó Raghallaigh, Thomas Bartlett e Dennis Cahill, partendo dagli Stati Uniti, intraprendono una tournée con il primo supergruppo folk della storia. Tre anni dopo arriva finalmente il primo album e la consacrazione da parte di critica e pubblico: sono nati i Gloaming... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/the-gloaming-2-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/19fhN7U8y7TtRsAfMjfE5I


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E’ noto che Peter Gabriel sia piuttosto parco nella produzione musicale, infatti l’ultima sua incisione risale a otto anni fa. Dopo quattro album intitolati con i numeri: 1, 2, 3 e 4 e altri tre con le sillabe: So, Us e Up, questo è il primo disco che ha un nome più comune: Scratch My Back che, non a caso, è un album di cover, quindi canzoni di altri musicisti. Gli stessi musicisti sono stati chiamati poi in causa per contraccambiare “il progetto” incidendo delle canzoni sue... https://www.silvanobottaro.it/archives/3987


Ascolta il disco: https://album.link/s/7EhHLOnxROkHHp4usKOKqn


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Lunga linea di asfalto – delle tante che segnano l'immaginario musicale americano – la Interstate 20 attraversa le terre del Deep South, unendo in un solo colpo d'occhio la Carolina del Sud con il Texas, passando per Georgia, Alabama, Mississippi e il nord della Lousiana, luogo quest'ultimo da cui la stessa Lucinda Williams proviene. È in questo dato geografico e umano che risiede il senso ultimo delle quattordici canzoni raccolte in The Ghosts of Highway 20, un ciclo di memorie, caratteri (e fantasmi, appunto) che hanno la velleità di un concept album e l'anima di un'unica ballata dolente... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/lucinda-williams-ghosts-of-highway-20.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3ECkkFMsJlu7veahKb9Hb7


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Sarà anche una locuzione un po’ consunta e banale, ma è indubitabile che i Simple Minds stiano vivendo una sorta di seconda giovinezza. Arrivati sul baratro dell’oblio, dopo aver prodotto per quasi trent’anni dischi di imbarazzante pochezza, hanno ritrovato l’ispirazione due anni fa, con Big Music, full lenght pimpante e vitale, in grado di rinverdire almeno in parte i fasti della loro migliore stagione... https://artesuono.blogspot.com/2016/12/simple-minds-acoustic-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3LoRzDcYL71eryGzHt2df9


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Il luogo di provenienza dei Syd Arthur – Canterbury – è tanto ingombrante quanto (almeno sulla carta) garanzia di qualità e originalità. Prodotto da Jason Falkner, collaboratore, fra gli altri, di Beck, Air e Travis, “Apricity” (termine anglosassone da tempo in disuso che sta a significare il “calore del sole”) è già dal titolo opera che sa essere singolare e al contempo classicamente canterburiana senza ostacolanti limiti derivativi. Eppure i Syd Arthur (nome che omaggia due campioni della psichedelia, i compianti Syd Barrett e Arthur Lee), pur facendo riferimento, almeno geograficamente, a grandi gruppi di genere, come Caravan e Camel, ripropongono quelle leggendarie sonorità seventies con piglio moderno, inclinazione pop e variazioni psych rock... https://artesuono.blogspot.com/2016/11/syd-arthur-apricity-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/5m3M1JEQCG0TsXW2z7S5Io


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È sempre lo stesso, Aidan Knight, eppure non lo è più. Te ne accorgi subito quando sussurra al microfono, all’inizio di “Each Other”, con sobrio timbro Callahan-iano: “Congratulate, my friends, on the birth of a healthy son…”. Messa così, sembra che si parli di una banale maturazione anagrafica, a un certo punto arrivano i figli, non sei più l’artista scapestrato, scrivi della prima volta in cui hai cambiato un pannolino etc. Degnissimo, ma non è quanto accade nel seducente, astratto ma viscerale, nuovo disco del cantautore canadese, che possiamo considerare la sua consacrazione anche per la firma per un’etichetta non secondaria come la Full Time Hobby... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/aidan-knight-each-other-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/53OHOXFzEQapQsVyIwNHGC


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