Tramite la sbornia ecologista in compagnia dei giovani Promise Of The Real inaugurata da “Monsanto Years” (2015) e tradotta live dal doppio “Earth” (2016) e, soprattutto, un eccellente tour che ha toccato anche l’Italia, Neil Young ha confermato che una buona fetta della sua tarda parte di carriera ha preso la piega dell’attivismo. Così, il di poco successivo “Peace Trail”, stavolta creato soltanto con due sessionmen di sezione ritmica (uno scafato, Jim Keltner, e uno relativamente nuovo, Paul Bushnell), riattiva anche le sinapsi delle sorti del vivere associato con un approfondimento a tutto campo (discriminazioni, crisi, ritratti di antieroi etc)... https://artesuono.blogspot.com/2016/12/neil-young-peace-trail-2016.html
Da sempre le canzoni di Andy Shauf hanno il raro potere di trasportare l'ascoltatore nelle storie che raccontano, o, in questo caso, anche solo nelle brevi epifanie quasi oniriche con cui si potrebbe descrivere questa “festa”, il classico house party americano: la ragazza che balla, sola, sotto gli occhi di tutti (“Eyes of Them All”), la coppia sempre sull'orlo del litigio (“The Worst in You”), il corteggiamento fuori luogo (“Quite Like You”)... https://artesuono.blogspot.com/2016/06/andy-shauf-party-2016.html
Il 75enne cantautore del New Jersey, che ha iniziato la sua carriera in coppia con Art Garfunkel, sorprende ancora una volta per la freschezza della voce e del suo approccio alla musica. A 5 anni dall’ultimo album in studio, So beautiful or so what, acclamatissimo dalla critica, Paul meraviglia con undici tracce (16 nella versione speciale che comprende 5 bonus track) in cui si diverte a sperimentare, regalando un suono innovativo ma che riesce ad essere familiare per chi ascolta... https://artesuono.blogspot.com/2016/06/paul-simon-stranger-to-stranger-2016.html
Il cantante e songwriter scozzese James Yorkston si conferma artista complesso e voglioso di rischiare e avventurarsi su più terreni musicali. Ecco allora questo nuovo lavoro, “Everything Sacred”, che lo vede insieme all'indiano Suhail Yusuf Khan, virtuoso del sarangi, e Jon Thorne, musicista inglese di estrazione jazz suonatore di double bass, ma ai tre titolari del disco c'è da aggiungere la cantante irlandese Lisa O'Neill, la cui voce accompagna i brani più propriamente folk. Un piccolo ensemble multiculturale nel quale si incrociano tradizioni musicali diverse: il raga della musica classica indiana di Khan, il jazz di Thorne e il songwriting folk di Yorkston e della O'Neill... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/james-yorkston-jon-thorne-suhail-yusuf.html
Arrivederci timidezza!
La vittoria sfiorata con “Tall Tall Shadow” al Polaris Prize e ai Juno Awards, i più importanti riconoscimenti canadesi in ambito musicale, deve aver rappresentato una bella scossa per Basia Bulat. Un sussulto che il nuovo “Good Advice” riflette fino in fondo. Ancora una volta la copertina racconta già molto dell’atmosfera di un suo disco: colorata, accurata, persino maliziosa dietro quel primo, inatteso, tocco di eyeliner, Basia sembra aver dato retta all’implicito “buon consiglio” di chi le imputava la sola pecca di un eccesso di prudenza e mostra di essersi disfatta di una riservatezza che tendeva ormai al proverbiale. Si prenda l’abbrivio di “La La Lie”... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/basia-bulat-good-advice-2016.html
Li avevamo lasciati in mezzo al sudore lisergico e alle torride allucinazioni di “Centipede Hz”, album che con i suoi pregi e difetti segnò un deciso spartiacque per la loro ormai sempre più longeva parabola artistica. Tre anni e mezzo dopo gli Animal Collective tornano con “Painting With”, l'undicesimo album (l’ennesimo con la formazione a tre senza Deakin) per una band decisamente oltre l'ordinario... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/animal-collective-painting-with-2016.html
«Hello, This Is Charles Bradley…». Comincia così, con la timida presentazione di God Bless America, il terzo capitolo della storia musicale di Charles Bradley da Gainesville, Florida: un incipit sincero di uno che ne ha passate mille e più, che tra hammond, cori e parole al miele per l’America («my sweet home») esplode e si trasforma in un gospel di raycharlesiana memoria. Non si poteva iniziare meglio... https://artesuono.blogspot.com/2016/04/charles-bradley-changes-2016.html
Jonathan Clancy si sta affermando come uno dei più illuminati protagonisti della nuova generazione indipendente italiana. Canadese di nascita, è vero – matrice che conferisce un’aura di internazionalità alle sue proposte – ma ormai considerabile a tutti gli effetti bolognese d’adozione. Dopo aver smosso le acque con A Classic Education e Settlefish, Jonathan realizza il secondo capitolo del progetto His Clancyness, migliorando ulteriormente il buon risultato conseguito con l’apprezzato esordio del 2013 “Vicious”... https://artesuono.blogspot.com/2016/11/his-clancyness-isolation-culture-2016.html
Preceduto dal singolo Breath And Burning, esce il sette ottobre il nuovo Album dei Phish.
“Big Boath”, questo il titolo, è il tredicesimo Album in studio della Band, ed è stato registrato tra Nashville, New York e l’amato Vermont, con la produzione di Bob Ezrin (Pink Floyd, Peter Gabriel, Alice Cooper, Kiss). Con una trentennale carriera alle spalle, Anastasio & Co. non hanno certo perso la voglia di giocare con la musica, e ci consegnano un disco fresco e vitale, con richiami Sixties, ritmi a volte caraibici e un tocco di Rhythm And Blues che leviga una serie di canzoni notevoli... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/phish-big-boat-2016.html
Questo è il testamento musicale di Warren, morto poco prima della pubblicazione del disco (24 gennaio 1947–7 settembre 2003). Colpito da un male incurabile, il musicista californiano ha voluto a tutti i costi questo album, e se pur stanco, affaticato dalla malattia, ha lavorato duramente con profonda dignità fino alla completa registrazione. Attorniato da un numero incredibile di amici e musicisti, ci ha consegnato uno dei dischi più belli ed ispirati della sua trentennale carriera... https://www.silvanobottaro.it/archives/3991