A due anni di distanza dall’esordio solista, “Tomorrow Is My Turn”, Rhiannon Giddens ritorna con un album scritto ed elaborato durante la lunga tournée americana.
Dopo aver dato voce all’universo femminile, attraverso canzoni scritte o interpretate da donne, l’ex-componente dei Carolina Chocolate Drops mette insieme un progetto più personale, con ben nove canzoni originali e tre classici folk-blues... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/rhiannon-giddens-freedom-highway-2017.html
Erano trascorse a malapena un paio di settimane dalla separazione con gli Yardbirds che John Mayall ingaggia Eric Clapton con i Bluesbreakers (aprile 1965). Il gruppo comprendeva, allora, John McVie al basso e Hughie Flint alla batteria. Furono proprio i Bluesbreakers a portare dentro il british blues una briosità tecnica ed un virtuosismo sconosciuto prima... https://www.silvanobottaro.it/archives/4094
La strana coppia. Lui, singer-songwriter dal mandolino incendiario e dalla voce carezzevole, frontman e fondatore di una delle band più interessanti del bluegrass, i Punch Brothers; l'altro, pianista jazz e compositore che come pochi ha saputo spaziare tra le più disparate influenze, riuscendo ogni volta a piegarle al suo stile... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/chris-thile-brad-mehldau-chris-thile.html
Quarant’anni di Wire e non sentirli. Loro, indiscussi precursori di generi e varianti sul tema interpretativo in materia ‘popular’. Riferimento imprescindibile per la New Wave britannica a cavallo fra Settanta e Ottanta. Pietra miliare assoluta per tutte le future metamorfosi Rock – Post-Punk, Synth-Wave, Avant-Pop : l’underground degli anni Ottanta che diviene alternative per i decenni successivi... https://artesuono.blogspot.com/2017/04/wire-silverlead-2017.html
“Umano”: essenziale e allo stesso tempo immediato, il titolo (opportunamente traslitterato in caratteri latini dall'arabo) che adorna la seconda fatica di Emel Mathlouthi, straordinaria esule tunisina di stanza a New York, è un'indicazione perfetta di quello che è il tema principale non soltanto del disco, ma più in generale della musica di un'artista, seriamente interessata a comprendere e raccontare cos'è che ci rende essere umani, e cosa invece ci allontana da quel sentimento di umanità in realtà comune a tutto il mondo... https://artesuono.blogspot.com/2017/05/emel-mathlouthi-ensen-2017.html
“The Salted Air” è l’ultima fatica discografica della libanese Nadine Khouri, la prima in ordine di tempo dopo l’EP “A Song to the City” del 2010. La Khouri è nota ai più per aver prestato la propria voce in un episodio di “Screenplay” di John Parish, una delle raccolte più eterogenee e spiazzanti degli ultimi dieci anni. E proprio dalla collaborazione con Parish – stavolta in veste di mecenate e produttore – nasce l’esigenza di tornare alle stampe con un lavoro fiero e coeso, sicuramente maturo, fatto di evanescenze sonore e caratterizzato da un cantato raffinatissimo: dieci tracce per questo “The Salted Air”, tutte cesellate secondo i canoni del buongusto e della compattezza... https://artesuono.blogspot.com/2017/09/nadine-khouri-salted-air-2017.html
Sarah Jaffe ha cambiato la rotta della sua musica. Per chi non la conoscesse, ha esordito con la Kirtland Records con Suburban Nature (2010), dal sapore folk – country, con brani che si prestavano al live acustico. Con Bad Baby, in uscita per la stessa etichetta discografica il 7 luglio, la Jaffe dà prova di poter valicare i suoi stessi confini, combinando la sua voce naturalmente pop con l’elettronica... https://artesuono.blogspot.com/2017/08/sarah-jaffe-bad-baby-2017.html
Ad ogni nuova uscita discografica del Kronos Quartet si può star certi che meta e ispirazione porteranno sempre altrove. D’altronde in oltre quarant’anni d’onorata e pluripremiata carriera il leggendario ensemble tascabile ha esplorato ogni scibile sonoro e omaggiato l’opera dei più valenti e straordinari (alcuni non necessariamente popolari) artisti e compositori. L’ultimissimo “Folk Songs” grida la sua inequivocabile identità sin dal titolo, una selezione assai personale di “traditional folk” plurisecolari di origine irlandese, britannica, francese e americana... https://artesuono.blogspot.com/2017/07/kronos-quartet-folk-songs-2017.html
Tornano i Gov’t Mule con un nuovo album, Revolution Come…Revolution Go, concepito nei giorni dell’elezione di Trump negli USA (e quindi come nel caso di quello di Roger Waters, influenzato a livello di testi dagli avvenimenti allora in corso), ma musicalmente sempre legato al classico rock del quartetto americano, uno stile dove confluiscono anche elementi blues, soul, funky, jazz e anche country, oltre alle improvvisazioni tipiche delle jam band: quindi, come si ricorda nel titolo del Post, per certi versi non tradiscono mai i loro estimatori... https://artesuono.blogspot.com/2017/07/govt-mule-revolution-come-revolution-go.html
A dieci anni da The Modern Dance il loro primo album che pare suonato da una combriccola di marziani burloni e un po’ storditi, una delle pietre miliari del suono avanguardistico e contemporaneo esce questo The Tenement Years — e toglietevi dalla testa immediatamente che il disco abbia delle ambizioni commerciali — fa tesoro delle esperienze passate, riprendendo suoni e sensazioni degli esordi, compiendo però uno sforzo ammirevole in direzione di una maggiore comprensibilità (che non vuol dire banalità) pur conservando un linguaggio musicale di estrema rottura... https://www.silvanobottaro.it/archives/4088