Bon Iver pseudonimo di Justin Vernon, pubblica il suo secondo lavoro a distanza di tre anni dal suo fortunato ‘For Emma, Forever Ago’. Com’è immaginabile, la seconda prova discografica è sempre molto attesa, a conferma della veridicità artistica del musicista. A tal proposito, diciamolo subito la “prova” è stata superata... https://www.silvanobottaro.it/archives/4154
Potete togliere tutto a Thom Yorke, ma non Nigel Godrich. Vero e proprio sesto Radiohead, ma anche primo collaboratore delle escursioni soliste del frontman. In questo caso praticamente l’unico, ad eccezione del drumming di Phil Selway nel penultimo brano in scaletta (‘Impossible Knots’). ‘Anima’ è un disco concepito e composto da Yorke e Godrich come se fossero un duo, l’apporto di Nigel è stato indispensabile e decisivo nella creazione di questi brani, a cui successivamente è stato dato anche un corredo di immagini grazie al cortometraggio di Paul Thomas Anderson disponibile su Netflix... https://artesuono.blogspot.com/2019/07/thom-yorke-anima-2019.html
In principio era la Parola, e la Parola era presso Simone Jeffes. Poi una malattia se l’è portato via, allora la Parola ha trovato ospitalità presso il figlio, Arthur. Era così che l’orchestra del “caffé pinguino” diventava semplicemente Penguin Café e licenziava il primo disco nella nuova incarnazione, un Imperfet Sea che ha convinto, ma senza riuscire a colmare davvero la scomparsa di Simon. Tutto sommato, però, meglio che una totale estinzione dei pinguini… Cosa che i pinguini, quelli veri che popolano l’Antartide e altri territori ghiacciati, rischiano davvero... https://artesuono.blogspot.com/2019/10/penguin-cafe-handfuls-of-night-2019.html
E’ un abbraccio fraterno quello che ci offrono dalla copertina del nuovo album Ballaké Sissoko e Baba Sissoko. I due cugini sono quasi coetanei, Baba è nato nel 1963, Ballaké cinque anni dopo, entrambi a Bamako, entrambi in famiglie di musicisti molto conosciuti. Djelimady Sissoko, padre di Ballaké, non desiderava che suo figlio maggiore scegliesse la via della musica. Così Ballaké ha imparato a suonare la kora da autodidatta ed è entrato a far parte dell’Ensemble instrumental du Mali a soli tredici anni, alla morte del padre, nel 1981 – proprio mentre Baba sostituiva il padre, Djeli Madou Sissoko che aveva potato per andare in pensione... https://artesuono.blogspot.com/2019/12/ballake-sissoko-baba-sissoko-sissoko.html
La rassegnazione è il senso ultimo di Ghosteen. “Everybody’s losing someone”, pronuncia con la gola quasi chiusa, Nick Cave, in Hollywood, ultimo brano del disco e scioglimento del sogno. La rassegnazione di una perdita estrema; la rassegnazione che non è possibile superare quel dolore, e forse neanche conviverci, “It’s a long way to find peace of mind, peace of mind”. Rassegnarsi che alla fine perdere un figlio è un avvenimento possibile, un qualcosa che può accadere e che accade a chiunque... https://artesuono.blogspot.com/2019/10/nick-cave-and-bad-seeds-ghosteen-2019.html
La musica non ha mai avuto confini, poiché è lo stesso uomo che la produce a non averli. Se abbiamo dei confini, generalmente, dobbiamo dare la colpa a noi stessi che non ci spingiamo più in là del nostro naso. Può accadere che quei confini, quei limiti ci vengano imposti, e a quel punto è difficile contrastarli, ma vale la pena tentare. Ci sono culture e civiltà che i confini li vivono per poi viverli nel loro continuo oltrepassamento... https://artesuono.blogspot.com/2019/02/kel-assouf-black-tenere-2019.html
È vero, il “Tuareg rock” ha tratti caratteristici piuttosto marcati – a cominciare dalle ritmiche, forse l’elemento più pregnante tra tutti – e le nostre orecchie spesso tendono ad appiattire le varie proposte che arrivano da questo angolo di mondo musicale in un unicum piuttosto indistinto. In realtà farlo è un errore, dal momento che spesso le formazioni africane salite alle cronache negli ultimi anni hanno saputo crearsi una identità più specifica della vaga definizione di “terzomondismo blues” che di solito gli affibbiamo... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/mdou-moctar-ilana-creator-2019.html
“La miniaturizzazione dell’armamentario di Il nuovo album di Andrew Bird, intitolato “My Finest Work Yet”, ci mostra un artista davvero compiuto, maturo, e che sembra aver trovato un perfetto equilibrio tra musica e parole.
Lui, che partito dalla caotica Chicago, aveva sempre spaziato gli orizzonti con la delicata forza della sua musica, e del suo violino in particolare, disegnando al contempo acquerelli poetici ma altresì bizzarri e poco a fuoco, ora al contrario sembra ben conscio di ciò che vuole esprimere e, in un certo senso, lo fa senza mezzi termini... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/andrew-bird-my-finest-work-yet-2019.html
“La miniaturizzazione dell’armamentario di ‘macchine’ che occorrono per registrare album di qualità e il nomadismo globalizzato”, sono due concetti presi in prestito da Valerio Corzani e apparsi nella pagina di Rai Radio 3 per descrivere brevemente la nota introduttiva della trasmissione “L’idealista” del 15 Marzo 2019... https://artesuono.blogspot.com/2019/03/the-cinematic-orchestra-to-believe-2019.html
Non è facile recensire un disco di Springsteen, quando si è fan: se sei oggettivo fai torto a te stesso, se non lo sei, fai torto a chi legge. E poi, è un dato di fatto, il Boss è un artista divisivo: per alcuni è una fede, per altri un vecchio bollito che non fa un disco decente da… (ogni detrattore ha il suo anno preferito per indicare l’inizio del declino)... https://artesuono.blogspot.com/2019/06/bruce-springsteen-western-stars-2019.html