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Grezzo, vivace, arcaico, l’Ep autoprodotto del 2016 “Fish Eyes” metteva già in luce un talento naturale e liricamente ricco. Ora che il primo album di Haley Heynderickx è una realtà, tutto quello che era in embrione è finalmente divenuto un corpo libero, autonomo, pronto a radicarsi nella storia del cantautorato moderno con la stessa virulenza di Vashti Bunyan e l’incorruttibile austerità spirituale di Mary Margaret O’Hara, anche se le menti più giovani evocheranno, a ragione, le gesta di Angel Olsen... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/haley-heynderickx-i-need-to-start.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1332042313


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Dalla spazialità del violoncello al calore domestico di una band da camera, dai tumulti acquatici del precedente lavoro all'abbagliante energia della luce. Sono elementi primigeni, ma dalla forte carica simbolica, quelli che si danno il passo nei titoli dei lavori di Robin Bacior, elementi che però contengono in tralice molta della poetica che si cela nei dischi dell'autrice, ormai ben più che una promessa... https://artesuono.blogspot.com/2018/09/robin-bacior-light-it-moved-me-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/it/i/1390208632


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Se il rock è morto, il blues non se la passa bene. Cacciato fuori a calci dalle influenze dei gruppi mainstream, vive di brevi momenti e del business dei blues club, piccole venue dedicate a jam session ed esibizioni esclusivamente blues, che se vi capitasse di frequentare assiduamente conoscereste Dust My Broom o Hoochie Coochie Man meglio dei nomi dei vostri familiari... https://artesuono.blogspot.com/2018/04/ben-harper-charlie-musselwhite-no-mercy.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1485075546


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Dopo l’ennesimo ascolto di Emmaar, il parallelo con Tassili, ultimo lavoro uscito nel 2011, è inevitabile. Il gruppo maliano che ha fatto, e continua a far conoscere la cultura tuareg in giro per il mondo, con questo disco, non si discosta di molto dal suo predecessore. Due sono soprattutto gli elementi in comune: deserto e messaggio. Il primo è stato registrato nel deserto algerino, Emmar invece, in quello nord americano del Joshua tree. Il messaggio: la musica come strumento di ribellione... https://www.silvanobottaro.it/archives/4138


Ascolta il disco: https://album.link/i/769031993


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Dicono che nell’occhio del ciclone regni la quiete. Paradosso meteorologico in qualche modo riprodotto musicalmente dal nuovo disco degli Yo La Tengo, There’s a Riot Goin’ On. Introducendolo, lo scrittore e saggista newyorkese Luc Sante l’ha definito «un’alternativa alla rabbia e alla disperazione». Sono tempi cupi e minacciosi, si sa, e la “rivolta” menzionata nel titolo ha prerogative opposte a quelle della ribellione cui alludeva – era il 1971 – l’omonimo e leggendario album di Sly & The Family Stone... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/yo-la-tengo-theres-riot-going-on-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1586492836


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Registrato in una casa gigantesca nel nord della California costruita in legno con materiali recuperati da un cantiere navale, “The Thread That Keeps Us” è il nono album in studio degli storici Calexico, formazione guidata dal duo Convertino/Burns, e segue l’apprezzato “Edge Of The Sun” di tre anni fa. La casa, denominata Panoramic House, è stata ribattezzata dalla band come “nave fantasma”. Un luogo particolare, che esplica la politica dei Calexico, l’approccio artistico, umano e sociale che da sempre contraddistingue la loro musica... https://artesuono.blogspot.com/2018/01/calexico-thread-that-keeps-us-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1724057184


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Dopo aver oltrepassato i confini del folk e dopo essersi addentrato nelle oscure trame della sperimentazione, Nathan Bowles compie un ulteriore azzardo stilistico, assemblando una vera e propria band per il nuovo album “Plainly Mistaken”. Un deciso passo verso l’underground music (Nathan ha dichiarato di essersi ispirato ai Silver Apples), nonché l’ennesimo figlio alieno della tradizione americana, anche se l’accento ribelle è ininterrottamente in bilico tra irrequietudine e bonaccia... https://artesuono.blogspot.com/2018/11/nathan-bowles-plainly-mistaken-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1412873545


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Riferendosi al suo disco del 1982 The Dreaming, Kate Bush diceva: «È il mio album da “quella è diventata matta”». Potremmo dire forse lo stesso di Aviary, quinto lavoro della trentatreenne statunitense Julia Holter. A condensarne l’attitudine irragionevole basterebbe l’incipit, “Turn the Light On”, un caotico vortice sonoro d’impronta massimalista: tratto iniziale di un cammino lungo un’ora e mezza. Non proprio un facile ascolto... https://artesuono.blogspot.com/2018/11/julia-holter-aviary-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1424641183


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Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista... https://www.silvanobottaro.it/archives/4128


Ascolta il disco: https://www.youtube.com/watch?v=XUGej_ofcAQ&list=PLZt-pQ4cegcsQ4c-XvZwbB4EK39UCsXuT


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Giunto al ventitreesimo album in studio nell’arco dei quarantacinque anni di carriera che sono intercorsi dalla pubblicazione del suo primo singolo, John Hiatt si dimostra ancora una volta capace di confezionare un disco nell’arco di pochi giorni e accompagnato da un piccolo combo, cosa che in precedenza gli era magistralmente riuscita all’altezza di “Bring The Family”. Universalmente riconosciuto come un capolavoro... https://artesuono.blogspot.com/2018/10/john-hiatt-eclipse-sessions-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1436939440


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