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«Hello, This Is Charles Bradley…». Comincia così, con la timida presentazione di God Bless America, il terzo capitolo della storia musicale di Charles Bradley da Gainesville, Florida: un incipit sincero di uno che ne ha passate mille e più, che tra hammond, cori e parole al miele per l’America («my sweet home») esplode e si trasforma in un gospel di raycharlesiana memoria. Non si poteva iniziare meglio... https://artesuono.blogspot.com/2016/04/charles-bradley-changes-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/4A271CZJOcBKENslfEDsYM


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Jonathan Clancy si sta affermando come uno dei più illuminati protagonisti della nuova generazione indipendente italiana. Canadese di nascita, è vero – matrice che conferisce un’aura di internazionalità alle sue proposte – ma ormai considerabile a tutti gli effetti bolognese d’adozione. Dopo aver smosso le acque con A Classic Education e Settlefish, Jonathan realizza il secondo capitolo del progetto His Clancyness, migliorando ulteriormente il buon risultato conseguito con l’apprezzato esordio del 2013 “Vicious”... https://artesuono.blogspot.com/2016/11/his-clancyness-isolation-culture-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0j79GgoYGi0i5p0CuVJ7MX


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Preceduto dal singolo Breath And Burning, esce il sette ottobre il nuovo Album dei Phish. “Big Boath”, questo il titolo, è il tredicesimo Album in studio della Band, ed è stato registrato tra Nashville, New York e l’amato Vermont, con la produzione di Bob Ezrin (Pink Floyd, Peter Gabriel, Alice Cooper, Kiss). Con una trentennale carriera alle spalle, Anastasio & Co. non hanno certo perso la voglia di giocare con la musica, e ci consegnano un disco fresco e vitale, con richiami Sixties, ritmi a volte caraibici e un tocco di Rhythm And Blues che leviga una serie di canzoni notevoli... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/phish-big-boat-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3BQui16CComFoQ5KaWVt2Q


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Questo è il testamento musicale di Warren, morto poco prima della pubblicazione del disco (24 gennaio 1947–7 settembre 2003). Colpito da un male incurabile, il musicista californiano ha voluto a tutti i costi questo album, e se pur stanco, affaticato dalla malattia, ha lavorato duramente con profonda dignità fino alla completa registrazione. Attorniato da un numero incredibile di amici e musicisti, ci ha consegnato uno dei dischi più belli ed ispirati della sua trentennale carriera... https://www.silvanobottaro.it/archives/3991


Ascolta il disco: https://album.link/s/4nFHFjMCqWuFXyzuXWi9bW


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L'America è stata costruita (anche) sulla mitologia del treno. Tra un punto e l'altro dell'immensa distesa della nazione, la ferrovia ha creato connessioni fra luoghi, persone e comunità, rendendo meno spaventoso l'isolamento umano nella proverbiale wilderness americana. La forza di questa trasformazione, che ha condotto il paese verso la prepotente modernità e ne ha generato anche uno sradicamento umano, è stata da sempre testimoniata dalle canzoni folk, intese proprio nell'accezione più profonda possibile, come racconti popolari, riflessi sulla vita quotidiana della gente... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/billy-bragg-joe-henry-shine-light-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3Nq4M2jM1sZT5Pgv33qPzz


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Nuovo punto di riferimento per la comunità “classic (folk)-rock”, Ryley Walker è certamente uno dei nuovi nomi “da copertina” del cantautorato americano, posizione conquistata con il bell'esordio dell'anno scorso, con la forza imponente dei suoi riff acustici, delle sue eloquenti interpretazioni, che hanno fatto richiamare John Martyn, Roy Harper, Nick Drake, Van Morrison, molti grandi che probabilmente lo apprezzano, o l'avrebbero apprezzato... https://artesuono.blogspot.com/2016/08/ryley-walker-golden-sings-that-have.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/65lq5gUdKOakCZjNaurgy6


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Muore Prince e risorgono i Jayhawks. Traffico dei sentimenti e traffico della musica a Minneapolis. Ha detto bene Bob Mould, un tempo anima degli Hüsker Dü, rendendo a caldo il giusto merito all'autore di Purple Rain, che “tra le nostre avenue e in quei sobborghi, da nord a sud, tra black music e garage band, è successo parecchio”. Anche che una band come quella fondata da Marc Olson, Gary Louris e Mark Pearlman arrivasse ai trent'anni di attività conoscendo così la fase più opulenta della discografia americana e le settimane buie ma non prive di lampi del crowdfunding... https://artesuono.blogspot.com/2016/05/the-jayhawks-paging-mr-proust-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/68Gfrh064D2bJfIAw2jdkn


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Se siete in attesa del seguito di “From Scotland With Love” rinunciate senza indugio alcuno all’ascolto di “Astronauts Meets Appleman”: King Creosote non ha alcuna palese intenzione di sfornare seriali concept-album, né tantomeno aspira a diventare il nuovo idolo indie-folk. Pur avendo in parte addomesticato quell’indole anarchica e provocatoria che ha dato genesi a una copiosa quantità di progetti tra vinili, compact disc e Cd-r, il musicista scozzese non ha smarrito neanche un briciolo della sua gioiosa irriverenza stilistica, quella che gli permette di osare un’inverosimile versione cosmico/futurista della musica folk... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/king-creosote-astronaut-meets-appleman.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0G6y7AwjEyamcdXgX6o9zw


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In un vecchio numero de “Il Mucchio Selvaggio” in versione settimanale, copertina coi Warrior Soul, primi anni Duemila, appariva un’intervista a Frank Black. Al tempo era ormai affermato autore solista, lontano dall’esperienza Pixies e impegnato nella promozione di Dog In The Sand, terza fatica assieme ai Pistoleros. In quella chiacchierata (e l’intervistatore mi perdonerà se non riesco a ricordare chi fosse: se un Guglielmi, un Vignola, un Cilìa o un Testani – sto andando a memoria) il buon Charles Michael Kittridge Thompson IV, alla domanda su quali fossero le cose belle e brutte del periodo con Kim Deal, Joey Santiago e David Lovering, rispondeva più o meno che aveva apprezzato i concerti pieni e i dischi ben recensiti, sottolineando però che per quegli anni provava un leggero rammarico per la mancanza di auto-editing... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/pixies-head-carrier-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/5F9YYEKDxenkRpyuovdqZe


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Sono passati ben quattro anni da Home Again, debut album di Michael Kiwanuka. Io quell’album lo divorai come pochi. Voi ve lo ricordate? Una vera sorpresa cosi’ distante dalle mode del momento, che andava a riprendere fedelmente le sonorità Soul a me care, dove ogni pezzo ti stendeva al primo colpo. Home Again è stato per me (e tanti altri, credo) uno scrollone emozionale non indifferente e davvero provvidenziale in difficoltosi tempi di incertezze che stavo vivendo, ed ha permesso in una scala globale all’ascesa del movimento definito “nu-soul” di cui fanno parte giovani speranze dalle voci portentose e strabordanti d’anima come Leon Bridges, Sampha, Kwabs e Llanne La Havas. Un exploit devastante, poi quel timido ragazzo portentoso è sparito, un po’ à la Jamie Woon: per fortuna ora siamo qua a raccontare del suo secondo attesissimo lavoro... https://artesuono.blogspot.com/2016/08/michael-kiwanuka-love-hate-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0qxsfpy2VU0i4eDR9RTaAU


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