Era già evidente dagli esordi l’abilità di Keaton Henson di scavare nella profondità dell’animo umano, rivelandone tutta la sofferenza e la fragilità.
In questo percorso, musica e pittura rappresentano per l’artista londinese una terapia spirituale, un diario intimo e delicato dove leccarsi le ferite lontano da occhi indiscreti. In questa chiave interpretativa, la copertina di “Kindly Now” è il manifesto più trasparente della complessa personalità di Henson, qui alle prese con il progetto più accessibile e immediato della sua discografia... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/keaton-henson-kindly-now-2016.html
Chi si aspettava novità, ribaltoni o sconquassi lasci pure perdere: Keep Me Singing è il nuovo-vecchio album di Van Morrison che ci attendavamo. Con un pregio in più, però, ossia è finalmente prodotto. Ci spieghiamo meglio: negli ultimi almeno quattro lustri o quasi i dischi del Belfast Cowboy sono spesso sembrati risultato di un tizio che entrava in studio con la sua più o meno fat band, inserire la spina e registrare il più in fretta possibile – non che siano mancati brani degni ma l’idea di un po’ di mancanza di cura serpeggiava, eccome. Benvenuto, pertanto, il buon ma superfluo Duets/Re-Working The Catalogue dello scorso anno, che grazie a Don Was alzava la media della cura dei particolari... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/van-morrison-keep-me-singing-2016.html
Chiudete gli occhi e immaginate. Immaginate di essere seduti sul retro di un pick-up, il vento a schiaffeggiarvi i capelli, l’interstate che sfreccia sotto i vostri piedi, il sole buono della primavera a dorare un profondo orizzonte di grano. E immaginate di sdraiarvi in quella distesa di spighe bionde, quando il crepuscolo vi avvolge e voi, col naso all’insù, cercate di dare un nome alle prime stelle che baluginano in cielo. Chiudete gli occhi ancora e spingetevi nella notte silenziosa del Midwest, fino a quel silo là in fondo, dalla cui sommità potrete attendere il brumoso abbraccio dell’alba... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/the-pines-above-prairie-2016.html
Dove ci troviamo precisamente nel momento esatto in cui un evento catastrofico, come la tragica perdita di un figlio, comincia a scavarci dentro cambiandoci in qualcosa di sconosciuto? Quanto lontano ci trasporta il presente nel tentativo di farci mutare il nostro modello originale d’esistenza, verso una forma capace di sopportarne e comprenderne le asprezze? ... https://artesuono.blogspot.com/2016/09/nick-cave-bad-seeds-skeleton-tree-2016.html
Se si escludono le estemporanee night-session di Tonight’s the night, On the beach è il lavoro più drammatico, triste e doloroso di Young, ma anche quello meno negativo. Neil Young mette a nudo le sue esperienze facendone un punto di forza realizzando sei incubi agghiaccianti, tetri ed impenetrabili e due rifugi malinconici per il cuore. Storie di morte raccontate da chi è sopravvissuto, ricordi vicini e lontani che vengono rivisti con significati rivelatori... https://www.silvanobottaro.it/archives/3978
La carriera musicale di Youssou N'Dour inizia a sedici anni quando nel 1975 entra nell'orchestra Star Band di Ibra Kasse. Successivamente la sua esperienza maturerà tra le varie band di Dakar e del Senegal, collaborando con musicisti del calibro di El Hadj Faye e creando il suo primo gruppo denominato “Etoile”. Sarà proprio da questo gruppo che nascerà e crescerà lo “Mbalax”, l'ultima evoluzione della musica senegalese. Successivamente la collaborazione con Peter Gabriel e Neneh Cherry lo porterà alla fama mondiale... https://artesuono.blogspot.com/2016/12/youssou-ndour-africa-rekk-2016.html
“Azel” in lingua Berbera Tamasheq significa: ancoraggio culturale, nascita, sviluppo, crescita, ed è anche il nome di un piccolo villaggio del Niger nonché il titolo del terzo album di Goumar Almoctar aka Bombino.
Un complicato scrigno sonoro sviluppato su dieci tracce di Desert-Blues e firmate dal chitarrista più chiacchierato dal Mali al Delta del Mississippi... https://artesuono.blogspot.com/2016/04/bombino-azel-2016.html
Il nuovo album dei Sidestepper, il sesto della loro storia ventennale, è anche il loro più significativo, non solo perché Supernatural Love arriva dopo sette lunghi anni di silenzio e dieci dal loro ultimo lavoro con materiale originale, ma perché rappresenta una svolta decisiva e matura nella loro carriera.
Con la collaborazione di un collettivo elettro-cumbia britannico/colombiano, Supernatural Love mette in evidenza le origini Colombiane e Caraibiche della band. Dal momento dell'uscita del singolo “Come See Us Play”, era chiaro che i musicisti avevano lo scopo di recuperare il maggior numero di personaggi organici ed endemici della loro cultura... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/sidestepper-supernatural-love-2016.html
Ingredienti: il centro della musica di Baaba Maal è sempre lo mbalax, un’ipnotica miscela di groove, guidati da strumenti a percussione tradizionali come il sabar e lo djembe, e cori indigeni originaria del Senegal. Lo mbalax di Maal è però ormai addomesticato da strutturazioni pop e arricchito da soluzioni di studio e arrangiamenti moderni che lo rendono appetibile a platee versatilissime, alcuni brani non sfigurerebbero infatti in una ipotetica colonna sonora di un nuovo capitolo del Re Leone ('Lampenda')... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/baaba-maal-traveller-2016.html
Scherzare col titolo di questo quarto album a firma Beirut sarebbe fin troppo facile e anche un po’ cattivo, specie se ad ascolto già avvenuto. No No No, infatti, potrebbe tranquillamente essere la reazione di disappunto di tanti fra coloro che decideranno – con più o meno aspettative al riguardo – di capire che ha combinato l’ex bambino prodigio Zack Condon negli ultimi quattro anni dal punto di vista musicale (visto che dei casini privati se n’è parlato abbastanza)... https://artesuono.blogspot.com/2015/09/beirut-no-no-no-2015.html