“Qualche settimana dopo che Guy aveva lasciato questo mondo ci riunimmo tutti, noi amici più stretti, nello studio fotografico di Jim McGuire, a Nashville. Jim stese un po' di foto su un tavolo. Queste viste tutte insieme formavano la storia della vita di Guy. Io lo conobbi che ero giovanissimo, infatti in alcune di quelle foto ero solo una silhouette sfuggente, ai margini di qualche inquadratura. Era appena trentatreenne quando lo conobbi, io vent'anni o qualcosa di meno. L'ho sempre visto giovane e incapace di invecchiare. Me lo sono goduto, il mio amico. So che lascerò questo mondo con un solo rimorso: quello di non aver mai composto una canzone intitolata 'Guy Clark'“... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/steve-earle-dukes-guy-2019.html
Archiviata nel 2016 l’avventura con i Richmond Fontaine a favore di una sempre più assorbente attività di romanziere, Willy Vlautin torna sulle scene musicali con il suo side project, The Delines, e un disco, The Imperial, seguito dell’ottimo Colfax, risalente ormai a cinque anni fa. Una pubblicazione, questa, che se da un lato consolerà i tanti fan afflitti dalla chiusura della “casa madre”, grazie a standard qualitativi come sempre elevati, dall’altro, conferma che, nonostante le tempistiche dilatate, i Delines sono qualcosa in più di un semplice esperimento o l’estemporaneo divertissement di un gruppo di musicisti provenienti da diverse estrazioni... https://artesuono.blogspot.com/2019/02/the-delines-imperial-2019.html
Bon Iver pseudonimo di Justin Vernon, pubblica il suo secondo lavoro a distanza di tre anni dal suo fortunato ‘For Emma, Forever Ago’. Com’è immaginabile, la seconda prova discografica è sempre molto attesa, a conferma della veridicità artistica del musicista. A tal proposito, diciamolo subito la “prova” è stata superata... https://www.silvanobottaro.it/archives/4154
Potete togliere tutto a Thom Yorke, ma non Nigel Godrich. Vero e proprio sesto Radiohead, ma anche primo collaboratore delle escursioni soliste del frontman. In questo caso praticamente l’unico, ad eccezione del drumming di Phil Selway nel penultimo brano in scaletta (‘Impossible Knots’). ‘Anima’ è un disco concepito e composto da Yorke e Godrich come se fossero un duo, l’apporto di Nigel è stato indispensabile e decisivo nella creazione di questi brani, a cui successivamente è stato dato anche un corredo di immagini grazie al cortometraggio di Paul Thomas Anderson disponibile su Netflix... https://artesuono.blogspot.com/2019/07/thom-yorke-anima-2019.html
In principio era la Parola, e la Parola era presso Simone Jeffes. Poi una malattia se l’è portato via, allora la Parola ha trovato ospitalità presso il figlio, Arthur. Era così che l’orchestra del “caffé pinguino” diventava semplicemente Penguin Café e licenziava il primo disco nella nuova incarnazione, un Imperfet Sea che ha convinto, ma senza riuscire a colmare davvero la scomparsa di Simon. Tutto sommato, però, meglio che una totale estinzione dei pinguini… Cosa che i pinguini, quelli veri che popolano l’Antartide e altri territori ghiacciati, rischiano davvero... https://artesuono.blogspot.com/2019/10/penguin-cafe-handfuls-of-night-2019.html
E’ un abbraccio fraterno quello che ci offrono dalla copertina del nuovo album Ballaké Sissoko e Baba Sissoko. I due cugini sono quasi coetanei, Baba è nato nel 1963, Ballaké cinque anni dopo, entrambi a Bamako, entrambi in famiglie di musicisti molto conosciuti. Djelimady Sissoko, padre di Ballaké, non desiderava che suo figlio maggiore scegliesse la via della musica. Così Ballaké ha imparato a suonare la kora da autodidatta ed è entrato a far parte dell’Ensemble instrumental du Mali a soli tredici anni, alla morte del padre, nel 1981 – proprio mentre Baba sostituiva il padre, Djeli Madou Sissoko che aveva potato per andare in pensione... https://artesuono.blogspot.com/2019/12/ballake-sissoko-baba-sissoko-sissoko.html
La rassegnazione è il senso ultimo di Ghosteen. “Everybody’s losing someone”, pronuncia con la gola quasi chiusa, Nick Cave, in Hollywood, ultimo brano del disco e scioglimento del sogno. La rassegnazione di una perdita estrema; la rassegnazione che non è possibile superare quel dolore, e forse neanche conviverci, “It’s a long way to find peace of mind, peace of mind”. Rassegnarsi che alla fine perdere un figlio è un avvenimento possibile, un qualcosa che può accadere e che accade a chiunque... https://artesuono.blogspot.com/2019/10/nick-cave-and-bad-seeds-ghosteen-2019.html
La musica non ha mai avuto confini, poiché è lo stesso uomo che la produce a non averli. Se abbiamo dei confini, generalmente, dobbiamo dare la colpa a noi stessi che non ci spingiamo più in là del nostro naso. Può accadere che quei confini, quei limiti ci vengano imposti, e a quel punto è difficile contrastarli, ma vale la pena tentare. Ci sono culture e civiltà che i confini li vivono per poi viverli nel loro continuo oltrepassamento... https://artesuono.blogspot.com/2019/02/kel-assouf-black-tenere-2019.html
È vero, il “Tuareg rock” ha tratti caratteristici piuttosto marcati – a cominciare dalle ritmiche, forse l’elemento più pregnante tra tutti – e le nostre orecchie spesso tendono ad appiattire le varie proposte che arrivano da questo angolo di mondo musicale in un unicum piuttosto indistinto. In realtà farlo è un errore, dal momento che spesso le formazioni africane salite alle cronache negli ultimi anni hanno saputo crearsi una identità più specifica della vaga definizione di “terzomondismo blues” che di solito gli affibbiamo... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/mdou-moctar-ilana-creator-2019.html
“La miniaturizzazione dell’armamentario di Il nuovo album di Andrew Bird, intitolato “My Finest Work Yet”, ci mostra un artista davvero compiuto, maturo, e che sembra aver trovato un perfetto equilibrio tra musica e parole.
Lui, che partito dalla caotica Chicago, aveva sempre spaziato gli orizzonti con la delicata forza della sua musica, e del suo violino in particolare, disegnando al contempo acquerelli poetici ma altresì bizzarri e poco a fuoco, ora al contrario sembra ben conscio di ciò che vuole esprimere e, in un certo senso, lo fa senza mezzi termini... https://artesuono.blogspot.com/2019/04/andrew-bird-my-finest-work-yet-2019.html