​La DIA italiana ed @ON Plus. Come evolve in Unione Europea (e nel Mondo) la lotta alle organizzazioni mafose

Sempre più l’UE tratta la criminalità organizzata per quello che è realmente oggi: non bande di strada, ma società di investimento multinazionali che riciclano denaro in attività commerciali legittime.

'Ndrangheta, Camorra e le più recenti organizzazioni criminali dell’Europa dell’Est e dell’America Latina hanno superato i classici profitti derivanti dal traffico illecito e stanno reinvestendo massicciamente nel settore immobiliare dell’UE, nelle energie rinnovabili, nella logistica, nella ristorazione e persino nelle aste di crediti in sofferenza. Sfruttano il fatto che i sistemi giuridici degli Stati membri sono frammentati, per cui quando una richiesta giudiziaria (rogatoria) supera gli ostacoli burocratici, il denaro è già stato trasferito.

Il progetto denominato @ON Plus (“Operational Network”), guidato dalla #DIA (Direzione Investigativa Antimafia) italiana con il coordinamento di #Europol. Il progetto è nato da un precedente modello di risoluzione del Consiglio, ma lo potenzia passando dalla semplice condivisione di informazioni a un vero e proprio intervento sul campo. Era il 4 dicembre 2014, quando il Consiglio dell’Unione europea, nella composizione GAI1, approvò all’unanimità l’iniziativa italiana (DIA) volta a istituire la rete operativa @ON. La rete @ON già da allora consente ai paesi partner di ottenere informazioni mirate e di svolgere in tempi brevi operazioni dei servizi di cooperazione di polizia sul campo, al fine di poter smantellare più efficacemente le organizzazioni criminali di alto livello, comprese quelle italiane, russe e di etnia albanese, nonché le bande di motociclisti e le relative attività di riciclaggio di denaro.

Grazie a @ON, è stato possibile rafforzare la cooperazione tra le autorità di polizia dei paesi membri e lo scambio di buone pratiche, potenziando lo scambio di informazioni, definendo un quadro di intelligence più efficace e impiegando investigatori #@ON specializzati nel fenomeno criminale oggetto di indagine.

Con l'attuale passo avanti fatto, se un’indagine ad Amsterdam individua società di comodo a Francoforte o immobili acquistati sulla Costa del Sol, @ON Plus può inviare investigatori specializzati nel tracciamento finanziario direttamente nel paese in cui si svolge l’indagine — con il finanziamento e il supporto logistico del Fondo per la sicurezza interna dell’UE. La governance è affidata a un «Gruppo centrale» che comprende Francia, Germania, Spagna, Belgio e i Paesi Bassi, con oltre 50 forze dell’ordine partecipanti in tutta l’UE e nei paesi terzi con cui sono stati stipulati accordi strategici.

L’obiettivo reale non è solo di arrestare i boss, ma smantellare completamente il potere finanziario — sequestrando o confiscando beni sproporzionati rispetto al reddito dichiarato, incrociando i registri dei titolari effettivi, le transazioni in criptovalute e i movimenti societari offshore.

Davvero degna di nota è l’impostazione: una tutela dell’integrità del mercato unico stesso — l’infiltrazione mafiosa distorce la concorrenza leale e erode la sovranità economica degli Stati membri. Si tratta anche di una vittoria in termini di soft power per l’Italia, che esporta decenni di metodologia antimafia (il classico «segui i soldi» dell’era Falcone, ora esteso a livello sovranazionale e digitalizzato).


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