Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

ColleDellAgnello

La frontiera tra Italia e Francia non è soltanto una linea geografica che separa due Stati. È un territorio di transito, di scambi commerciali e turistici, ma anche un'area nella quale la sicurezza richiede collaborazione, coordinamento e capacità di intervenire oltre i tradizionali confini amministrativi.

Un esempio concreto arriva dal Colle dell'Agnello, dove Carabinieri e Gendarmerie francese hanno avviato una collaborazione operativa che sta producendo risultati significativi.

Recentemente a Pontechianale (Cuneo) si è svolta la riunione semestrale di raccordo tra il Comando provinciale dei Carabinieri di Cuneo e il Comando Gruppo di Gap della Gendarmerie francese. L'incontro ha consentito di fare il punto sull'attività svolta in attuazione del protocollo sottoscritto il 15 aprile 2026.

Il dispositivo prevede l' impiego di due pattuglie, una italiana e una francese, che operano congiuntamente per turni di quattro ore, alternandosi sui due versanti della frontiera. Posti di controllo e pattugliamenti dinamici consentono di presidiare un'area particolarmente frequentata, soprattutto durante la stagione turistica, dai motociclisti che percorrono le strade alpine.

Il bilancio del primo periodo di attività, secondo quanto riferito dalle autorità, evidenzia una significativa diminuzione degli incidenti stradali e dei reati rispetto al semestre precedente.

Ma la notizia più interessante è forse rappresentata dagli sviluppi programmati: l'intensificazione dei servizi, con una presenza modulata in funzione delle esigenze del territorio e degli eventi, e l'estensione dei controlli ai reati ambientali e alle attività sulle piste da sci.

Non si tratta di un'iniziativa isolata

La cooperazione tra Italia e Francia in materia di sicurezza ha radici più profonde. Il Trattato del Quirinale del 2021 ha consolidato il quadro delle relazioni bilaterali, prevedendo una collaborazione rafforzata anche sul versante della sicurezza interna.

Nel giugno 2026, inoltre, i ministri dell'Interno dei due Paesi hanno sottoscritto ad Antibes una nuova intesa per rafforzare l'attività delle brigate miste italo-francesi impegnate nel contrasto all'immigrazione clandestina e alla criminalità transfrontaliera.

I numeri confermano che questa collaborazione non è soltanto formale: nel periodo ottobre 2023-febbraio 2024, la Commissione europea ha registrato 240 pattugliamenti della brigata mista franco-italiana, con 1.894 persone e 656 veicoli controllati e 11 arresti.

Esperienze diverse, ma accomunate dalla medesima impostazione: condividere informazioni, coordinare le attività e rendere più efficace la prevenzione e il contrasto dei fenomeni illeciti.

C'è poi un aspetto che merita particolare attenzione: la tutela ambientale. Le montagne non sono soltanto una risorsa turistica, ma un patrimonio naturale fragile, esposto a fenomeni di abusivismo, danneggiamento e sfruttamento illegale. Estendere la cooperazione anche a questo settore significa riconoscere che la sicurezza comprende la protezione del territorio e delle sue risorse.

La lezione che arriva dalle Alpi è semplice, ma importante: la criminalità non si ferma davanti a una frontiera e neppure la prevenzione può permettersi di farlo.

In un'Europa nella quale la libera circolazione rappresenta una conquista fondamentale, la cooperazione tra le forze di polizia costituisce uno degli strumenti per conciliare mobilità, libertà e sicurezza.

La frontiera, dunque, non deve necessariamente essere un limite all'azione delle istituzioni: può diventare il luogo nel quale due Paesi imparano a lavorare insieme.

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