Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Crittografia

Minaccia quantistica: Europol lancia l'allarme su criptovalute e dati sensibili

La battaglia non è ancora iniziata, ma Europol consiglia di prepararsi fin da ora. Due nuovi report pubblicati oggi, 7 ottobre 2026, esaminano come il quantum computing potrebbe mettere a rischio i portafogli di criptovalute e decrittare informazioni riservate raccolte anni prima.

Il primo report, Quantum Computing and Cryptocurrencies, reperibile qui https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/quantum-computing-and-cryptocurrencies, sfata la previsione di un collasso inevitabile delle criptovalute, ma individua le chiavi crittografiche dei wallet come principale punto di esposizione: un computer quantistico abbastanza potente potrebbe ricavare una chiave privata da una chiave pubblica e trasferire fondi senza autorizzazione. Le funzioni hash che garantiscono l'integrità della blockchain sono invece più resistenti. La raccomandazione è una transizione graduale alla crittografia post-quantistica, con il coinvolgimento di sviluppatori, wallet provider, policymaker e utenti.

Il secondo report (Harvest Now, Decrypt Later), sviluppato con l'Università Carlos III di Madrid, affronta un rischio diverso: hacker che raccolgono oggi dati cifrati per decifrarli quando la tecnologia sarà disponibile. Nessuna prova di sfruttamento su larga scala, ma comunicazioni governative, proprietà intellettuale, cartelle cliniche e fascicoli giudiziari restano i bersagli più plausibili.

Cosa fare adesso: mappare dove viene usata la crittografia e classificare gli asset da proteggere a lungo termine; eliminare protocolli obsoleti e ridurre la retention non necessaria; rafforzare la gestione delle chiavi e testare soluzioni post-quantistiche; pianificare la transizione in fasi, garantendo interoperabilità con i sistemi esistenti

Il momento esatto in cui i computer quantistici diventeranno una minaccia è incerto, ma adattare i sistemi richiede tempo. La crypto-agilità va perseguita proattivamente, non quando sarà troppo tardi.

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immagini create con intelligenza artificiale


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I capi di polizia europei contro l'implementazione della crittografia end-to-end

I capi di polizia europei chiedono all'industria e ai governi di agire con urgenza per garantire la sicurezza pubblica attraverso le piattaforme di social media. Le misure sulla privacy attualmente in fase di implementazione, come la crittografia end-to-end, impediranno alle aziende tecnologiche di vedere qualsiasi reato che si verifica sulle loro piattaforme. Fermerà inoltre la capacità delle forze dell'ordine di ottenere e utilizzare queste prove nelle indagini per prevenire e perseguire i crimini più gravi come l'abuso sessuale di minori, il traffico di esseri umani, il traffico di droga, gli omicidi, criminalità economica e reati di terrorismo. La dichiarazione, (https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/files/documents/EDOC-%231384205-v1-Joint_Declaration_of_the_European_Police_Chiefs.PDF) supportata da Europol e dai capi di polizia europei, arriva quando la crittografia end-to-end ha iniziato a essere implementata sulla piattaforma di messaggistica di Meta.

Catherine De Bolle, direttore esecutivo di Europol, ha dichiarato:

“Le nostre case stanno diventando più pericolose delle nostre strade poiché il crimine si sta muovendo online. Per proteggere la nostra società e le nostre persone, abbiamo bisogno di questo ambiente digitale per essere protetto. Le aziende tecnologiche hanno la responsabilità sociale di sviluppare un ambiente più sicuro in cui le forze dell'ordine e la giustizia possano svolgere il proprio lavoro. Se la polizia perde la capacità di raccogliere prove, la nostra società non sarà in grado di proteggere le persone dal diventare vittime del crimine.”

La Dichiarazione congiunta è stata concordata in una riunione informale dei capi di polizia europei a Londra ospitata dalla National Crime Agency il 18 aprile. Sono stati invitati capi di polizia di tutti gli Stati membri dell'UE e dei paesi associati Schengen, insieme al direttore esecutivo di Europol.

All'inizio di quella settimana, Catherine De Bolle si è incontrata con Graeme Biggar, direttore della National Crime Agency del Regno Unito (sopra, unitamente al Segretario Generale di Interpol Jürgen Stock ), come parte degli scambi strategici di cooperazione tra Europol e il Regno Unito a seguito della partenza del paese dall'Unione europea.

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