differxdiario

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Che la poesia italiana contemporanea inizi nel 1968, che il 1961 non sia nemmeno preso in considerazione; che si riesca a non menzionare nemmeno per errore (né persino come errore) la neoavanguardia; che gli anni Settanta debbano essere liquidati come drogati sbarazzini e suicidarii tacendo uscite notevoli tanto presso Feltrinelli che presso altri editori; che Mondadori debba essere presa sul serio quale Specchio di virtù invece che (come di fatto è diventata da decenni) un locus amoenus di pastorellerie della domenica, mi sembrano elementi su cui allibire più che riflettere: https://differx.noblogs.org/2025/12/14/non-solo-non-esiste-ora-la-ricerca-letteraria-ma-non-e-esistita-nemmeno-la-neoavanguardia-negli-anni-60-e-successivi/



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Zaher Nasser Shamia, palestinian kid, 16 y.o., killed in central Gaza by an israeli drone which then prevented people to rescue him. After a while a tank (or bulldozer) ran over his body tearing it into pieces

https://www.instagram.com/p/DSLCCegjUfj/

https://www.facebook.com/share/p/1C392fw6bf/

https://www.facebook.com/share/p/1CF59Rd2HJ/



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lo stato con una mano mette le bombe e con l'altra dà medaglie alle vittime, alle vedove, agli orfani. lo schifo italia, la svendita agli USA. e a israhell, nel tempo. l'impegno costante dei servizi segreti (palesi stragisti). ma ecco: https://www.facebook.com/share/p/17xLr2F3VD/



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oggi bisogna ricordare la strage fascista di Piazza Fontana, che – come del resto tutte le stragi in Italia – è di Stato: https://differx.noblogs.org/2025/12/12/12-dicembre-piazza-fontana-strage-di-stato-non-dimentichiamo/



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è un periodo in cui le scadenze di consegna di lavori (non pagati o pagati pochissimo) si fanno assillanti. in verità la situazione è sempre questa, però va detto che tra settembre e dicembre... “escàla”, diciamo. in questi tratti di tempo iperdenso mi succedono due cose: da una parte – nel bel mezzo di un lavoro di editing o della strutturazione di un post, per esempio – vengo letteralmente travolto da idee improvvise di connessione tra quello che sto facendo e (solitamente) scene o lunghe sequenze e momenti di film; mentre, dall'altra, ed è forse la parte che preferisco, l'immaginazione e la mano che scrive corrono & costruiscono una o più linee di fuga strutturate come materiali asemici, testualità irregolari, dispendio di foglietti, di file, di nessi, micropost, brevi audio, videetti dada – – – eccetera. una prassi, questa del dispendio, della disseminazione, che a distanza e in dialogo (e scambio postale – via mail o snailmail) condividevo in pieno e con grande amicizia con Jim Leftwich, che non c'è più e a me come a molti manca assai.



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nazisti ieri nazisti oggi https://www.instagram.com/p/DSDDO9jjWHH



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mi è capitato sotto gli occhi un post con alcuni materiali asemici miei donati all'Accademia di Belle Arti di Palermo sei anni fa.

libri e microlibri su carta rizla, carta da lucido, velina, plastica trasparente. tre opere, del 2013, 2016-17, 2019:

https://slowforward.net/2019/10/14/foto-da-libri-e-microlibri-differx-2013-2016-17-2019/

#asemic #asemicwriting #scritturaasemica



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it's weeks since they unleashed Mariah Carey



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Lavinia Marchetti su fb cita dal libro di Iain Chambers:

“Forse, di fronte a uno Stato canaglia che persegue la pulizia etnica con intento di genocidio, rifiuta il diritto internazionale e si considera al di sopra delle risoluzioni delle Nazioni Unite, è giunto il momento di parlare seriamente di come affrontare direttamente Israele. Se appartiene all’Occidente moderno e democratico, come sostiene, ha bisogno di una seria riforma o, altrimenti, di essere messo in quarantena. E se la questione non deve essere semplicemente dominata dalle relazioni internazionali, richiede una risposta etica e democratica. Siamo chiari: il sionismo, in quanto impresa esplicitamente coloniale – e i suoi fondatori non hanno avuto remore a riconoscerlo – non può essere democratico nelle sue intenzioni. La protezione del suo dominio etnocratico richiede la purezza razziale e l’apartheid, ora incarnati nel suo apparato giuridico e nella sua costituzione. L’opposizione a questa critica di Israele, invariabilmente etichettata come antisemitismo, è essa stessa un attacco alla democrazia e alla ricerca della giustizia storica. In questo momento, l’ideologia sionista e la sua occupazione militare della Palestina stanno perseguendo, come in tutti i colonialismi, l’eliminazione dei nativi, proprio come in precedenza nell’imperium anglofono del Nord America e dell’Australia. La formazione violenta delle identità occidentali produce storie taciute e geografie dimenticate. Tuttavia, come ci insegnano i palestinesi, queste storie resistono e persistono”.

[Da Lampedusa/Gaza. L'orologio coloniale e i linguaggi interrotti, Orthotes, Napoli 2025, pp. 109-110]

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credo non ci siano parole più giuste da dire, dopo ottant'anni di pulizia etnica, razzismo, devastazioni, torture, e genocidio. israele deve essere giudicato per quello che ha fatto e fa, e per l'entità coloniale e genocida che è. la condanna è il minimo. è necessario un embargo radicale e totale, e – se necessario – un intervento militare congiunto di paesi non solo europei, per difendere gli abitanti di Cisgiordania e Gerusalemme, oltre che quelli (ancora vivi) a Gaza, dalla distruzione completa.

come l'Europa avrebbe dovuto fare fin dal 1933 con la Germania nazista.



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la lettura del 29 allo Spazio Pagliarani, grazie al dialogo con Massimiliano Manganelli, mi ha permesso di chiarire parecchi elementi non soltanto di Oggettistica e della prosa in prosa (che in quel libro fa scarsissimo uso di googlism o eavesdropping) ma proprio del discorso più ampio della ricerca letteraria, anche a prescindere da quello che faccio io, intendo. credo che alcune annotazioni sulla natura dei 'testi installativi' siano state, per fare un esempio, utili. o non troppo inutili... l'audio completo è all'indirizzo https://t.ly/qP805



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