enjoying the visual installations: https://youtube.com/shorts/d-En5yqZGtU
“a few txt pages from the dictionary of weaves_ vol 1” is a differx' txt “installation work” from the book “Dictionary of weaves”, by E. A. Posselt (1914, see https://archive.org/details/dictionaryofweav00poss/mode/2up)
(CC) 2026 differx
SPOTTONE per i quasi due anni di Oggettistica,
che è un libro uscito IL 22 MARZO 2024 = UN GIORNO DOPO il 21 marzo, ossia in data immediatamente e felicemente fuori dal territorio e dal campo elettromagnetico della “giornata mondiale della poesia”. Oggettistica non contiene poesia, è un tomo adatto a lettori intolleranti alla poesia. Contenuto di poesia in Oggettistica: 0%
https://ticedizioni.com/products/oggettistica-marco-giovenale
OGGETTISTICA è la gabbia di Faraday che ti difende dall’elettromagnetismo poetico
https://slowforward.net/2024/04/15/link-e-materiali-per-oggettistica-tic-edizioni-collana-ultrachapbooks-marzo-2024/
costruire qualsiasi cosa in un paese come l'yt. è veramente un viaggio tra i due estremi dell'impossibile e del deprimente.
progettare una collana editoriale, una pubblicazione, strutturare delle iniziative non effimere, metter su una rivista anche piccola, che si sia giovani o vecchi, insegnare ricevendo uno stipendio non da fame, pagare o farsi pagare per un lavoro intellettuale, tradurre senza venire affamati dagli editori, far stampare un libro senza venire impiccati o divorati dai distributori, viaggiare per studio, trovare una biblioteca non diroccata, un centro culturale non gestito da cinghiali, pagare tasse eque senza avere un salotto in pelle di leopardo, attivare un qualsiasi dispositivo in grado di contribuire onestamente al benessere collettivo piuttosto che rinunciare a tutto e chiudersi in casa. sono tutte faccende inaffrontabili, insormontabili, in certi frangenti. a meno di non avere uno studio legale e una testuggine di commercialisti a difesa, ovvero essere facoltosi o ladri (che di solito sono sinonimi). quindi pace all'anima dei vivi e dei morti, si fa quel che si può. magari solo in rete, spesso solo gratis, e quindi con tempi che possono perfino essere di anni. fino (anche, addirittura) a rinunciare a iniziative troppo belle per essere ospitate dalla patria dei neofascisti, dei mafiosi, dei massoni, dei vaticanisti e del piddì.
oggi è più atroce del solito, tanto da andare fuori di testa
https://differx.noblogs.org/2026/02/13/andare-fuori-di-testa/
mi dispiace di aver saputo troppo tardi della presentazione di domani di 'romarivista' al Macro. ma sono anche contento di presentare a mia volta, alla stessa ora domani, un bel libro di Giancarlo Busso, Campagne, pubblicato da Fallone. tutte le varie notizie, su queste cose, queste date, e altre ancora, escono / sono uscite / usciranno su slowforward, come sempre.
bon...
questo mio è un diario in pubblico, un “dip”, come dico su slowforward, e così non so esattamente a chi mi rivolgo e se tutte queste righe hanno un qualche senso oltre il ridicolo della centratura sul qui presente (& sodali). si vedrà (?) nel tempo.
oh, non ci posso fare niente, Berardinelli mi dà cringe alla meninge: la
https://slowforward.net/2026/02/12/la-nobilta-il-te-gli-anni-sessanta-i-poeti-e-i-cosiddetti/
saranno ventimila anni che ripete sempre le stesse cose. qui recensendo uno degli intellettuali che meno seguirei, seguii, seguirò fra i tanti che affollano gli specchi italiani.
stamattina, riflettendo su Rosselli-Bene-Villa e su un articolo o ricordo dedicato a Novarina, ho messo giù un appunto articolato e frammentario: Una scrittura che ammala. Valère Novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine” :
https://differx.noblogs.org/2026/02/11/valere-novarina-e-il-tentativo-di-saperne-tutti-i-giorni-un-po-meno-che-le-macchine/
il discorso sulle lingue e letterature minori è pressoché infinito, e penso possa non illegittimamente includere anche la scrittura asemica.
così, breve riflessione: https://differx.noblogs.org/2026/02/10/letterature-minori-deleuze-vita-minore-verbi-nomi-fratelli-minori/
in due o tre corsi di letteratura, quando li tenevo prima del covid alla Upter, una parte considerevole delle introduzioni al clima sociale-politico-culturale degli anni Venti-Quaranta lo dedicavo regolarmente ai rapporti più o meno stretti di tantissimi intellettuali col fascismo e con le sue strutture e istituzioni; seguendo in buona parte il lavoro che fa Romano Luperini ne Il Novecento (Loescher, 1981), tutt'ora una storia letteraria imbattuta per profondità di sguardo.
qualche letterato è rimasto scosso dal '37 (Spagna), qualcuno dal '38 (leggi razziali), qualcuno dall'entrata in guerra, o dall'8 settembre, o solo dalla fine della guerra. ma in sostanza l'orrore si vedeva già bene in prospettiva quasi trent'anni prima.
giocoforza ho sempre dovuto rifiutare l'idea che un poeta o uno scrittore sia qualcosa di speciale o qualcuno con lo sguardo per forza particolarmente acuto.
spesso è solo gente brava in italiano. una merda, per il resto.