piove. le tre di notte. gli assertivi frusciano fuori dalla finestra.
fanno i versi della piccola editoria, poi della media, poi della grande.
poi fanno la civetta, un'onomatopea curiosa, con il 20% di quota feltrinelli nel consiglio d'amministrazione.
vogliono prudere negli occhi degli agenti, che li piazzano, poi (col tempo) che li piazzino, e poi ancora, scemando: che li avrebbero piazzati se.
pop up, il contratto scade proprio sul filo dell'arrivo. gli si spiaccicano blocchi blob di sinapsi fuori dall'osso frontale slanciati oltre il traguardo. come in sogno.
arrivano a trieste su un treno che fuma, non sanno da che parte sta il confine, se venezia è presa o persa. arrivano a firenze ma è sbagliata. arrivano a milano con un fascio di glicemia sotto il braccio, da mostrare al cro-magnon maurizio intronato a un bar della stazione, però no, forse a monza, comunque rigido con un cappello da alpino in capo e un'asta metallica di flebo che gli tiene in vita le gengive. in parte.
btw, la flebo è caricata a versi giovanili, di milo, di vittorio, di rutilio, da petrolio.
la finestra sbatte a ritmo contro la nebbia. il vetro se ci fosse si fracasserebbe. la casa si allontana e il bianco se la mangia via.
credo che un giorno andrà (forse) da qualcuno scritta la storia, la non piccola avventura, letteralmente mondiale e non solo in area anglofona, degli spazi in rete su blogspot/blogger attivati dagli autori di ricerca, prosatori estranei al mainstream, visual poets, autori di googlism eccetera.
non solo per ciò che quei blog hanno significato (da inizio millennio) come stagione di produzione di testi, materiali verbovisivi, flarf, scrittura concettuale, asemic writing, fotografie, glitch e quant’altro, ma anche come tessitura di relazioni di amicizia, di dialogo, di discussione e condivisione. [prima e meglio e più solida(l)mente dei social, aggiungerei].
di séguito, pochissimi link / esempi, davvero una manciata minima, per ‘the flux i share’:
https://differx.noblogs.org/2026/03/01/pochissimi-link-esempi-per-the-flux-i-share/
da seguire completamente. e riflettere, anche, sul ruolo delle piattaforme generaliste oggi (social ecc.):
Il senso in meno. Deleuze e Guattari a Vincennes, 1, 1975-76, parti 1-4 https://differx.noblogs.org/2026/02/28/deleuze-guattari-vincennes-1/
#Deleuze #senso #Guattari #Vincennes
israhell ordina e gli usa obbediscono, cani con bombe legate alla coda. questi maledetti affonderanno il mondo, anche se dovesse costargli la loro stessa fine. pur di fare il male sono disposti al suicidio. anzi, al genocidio altrui e poi all'autoestinzione. con la loro statua della libertà infilata nel cu*o.
Emilio Villa è – di per sé – già un laboratorio
si è appena conclusa una lezione del CentroScritture in cui – anche con l'apporto prezioso di Cecilia Bello – abbiamo affrontato vari aspetti dell'opera di Emilio Villa, e veramente ogni volta ci si trova di fronte a un mulinare di codici, di direzioni di ricerca.
ripenso, giusto per fermare un minimo elemento, a un'annotazione di qualche anno fa, in cui trascrivevo parole che Villa ha usato al posto del vocabolo “poesia”, ... soluzioni disseminate nel tempo: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”)
Emilio Villa è – di per sé – già un laboratorio
si è appena conclusa una lezione del CentroScritture in cui – anche con l'apporto prezioso di Cecilia Bello – abbiamo affrontato vari aspetti dell'opera di Emilio Villa, e veramente ogni volta ci si trova di fronte a un mulinare di codici, di direzioni di ricerca.
ripenso, giusto per fermare un minimo elemento, a un'annotazione di qualche anno fa, in cui trascrivevo parole che Villa ha usato al posto del vocabolo “poesia”, ... soluzioni disseminate nel tempo: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”)
alla fine devo dire che sulla mia scrivania sono fissi Heissenbüttel e Andrea Pazienza. bisogna evitare il pop e l'equivalenza delle icone. non sono dunque, e ovviamente, la stessa cosa. ma stanno sulla scrivania.
sempre caro mi fu l'ocr sballato
ocr carl andre 1973 & image / differx. 2026
https://differx.blogspot.com/2026/02/ocr-carl-andre-1973-differx-2026.html
se, intorno ai quindici anni o poco prima o poco dopo, scoprendo i racconti di Cortàzar, e venendone disorientato anzi scosso, mi fossi fermato alla sorpresa e mi fossi fatto – diciamo così – disarcionare dalla singolarità del suo lavoro, se insomma avessi chiuso Ottaedro e le Storie di cronopios e di famas giudicando inaccettabile la sprezzatura dell'autore verso causalità, definizione dei personaggi e principio di non-contraddizione, avrei perso il contatto con una parte colossale di letteratura e avanguardia mondiale, non solo novecentesca.
sarei diventato magari un ligio bigio lettore di romanzi ordinari, plot ordinati, poesia postromantica, linguaggi passati al pettine e occidentalissima devozione ad Aristotele.
per fortuna ho deciso di iniziare una poi non terminabile passeggiata per la palus (non necessariamente putredinis) con cui centinaia di altri autori e milioni di lettori avevano, stavano avendo, avrebbero avuto e hanno tutt'ora a che fare.
che poi, diciamolo, come palude è del tutto abitabile, e forse corrisponde a strutture antropologiche vecchie di decine se non centinaia di migliaia di anni. non bianche e non fissate con le infinite menate più o meno teocentriche delle filosofie e letterature coloniali.
ancora adesso nelle scritture (apparentemente o effettivamente) lineari, alfabetiche o meno, e in quelle asemiche, nei materiali verbovisivi e nell'astrazione, cerco daccapo e daccapo i pezzetti di alterità & alterazione che interessavano Michaux, Burroughs, Villa. vado insomma d'accordo con la messa fuori asse (un asse del resto inesistente) dei tratti presuntivamente coesivi della percezione, dei linguaggi, dell'orientamento spaziale e della causalità temporale, dell'affioramento del senso (anche a prescindere dal significato).