Il vecchio narratore (The devil in my blues)

libri

Dopo aver passato l'intera infanzia a leggere i fumetti di Topolino (attenzione 1, non avevano niente a che fare con il Topolino buonista e moralista di oggi) e la successiva adolescenza a “leggere” riviste porno (attenzione 2, mille ori in confronto al porno standardizzato e banalizzato di oggi) ed arrivato bene o male ad un tempo nel quale si preferisce guardare indietro che avanti mi sono accorto di avere una quantità enorme di libri riposti un po' ovunque... eppure non sono mai stato un grande lettore anche se mi è sempre piaciuto leggere......soprattutto ri-leggere, il che vuol dire che ci sono libri che sì ho letto ma che poi non ho più smesso....e questa cosa richiede tempo, un tempo che di conseguenza veniva sottratto ad altri libri......no, me li sono letti tutti. Tasselli di una metamorfosi, faro e bussola per muoversi in questo cazzo di mondo senza smarrire una strada di casa, impronte e respiro di animali selvatici percorrendo un sentiero non battuto. Eppure....eppure prima ero felice, stupido ma felice, oggi che ho letto forse non molto ma abbastanza sono solo più infelice e come se non bastasse ugualmente stupido. ....Non importa, come ci ricorda ed insegna Il Maestro e Margherita di Bulgakov i libri non si possono bruciare né dimenticare. Ho letto i libri sbagliati? O sono stati i libri a trovare un lettore sbagliato? Non lo so ma so che l'essere umano è fatto di narrazione, anzi, di pagine bianche dove la narrazione dei libri si stratifica nel lento scorrere di un tempo solo loro. Siamo fatti di quelle pagine ed ogni pagina una porta che si apre su questo mondo e sul nostro misero scorrere, se mi fossi fermato a Topolino il mio mondo sarebbe rimasto quello di Paperopoli, colorato, immune al dolore, con i buoni che sono buoni e i cattivi che sono cattivi....quel posto sicuro ed impermeabile all'esterno. Un mondo rassicurante dal quale non si esce per volontà propria (bisognerebbe essere davvero stupidi) ma si viene trascinati...qualche volta con tenerezza altre con “violenza” e non ci si può sottrarre né tantomeno scegliere. Dove sono? Chi sono?...e dove posso andare.....già, dove e come. Ed ecco che “casualmente” un libro ti si avvicina per farsi leggere e per riempire la tua prima pagina....lui lo sa che è quello giusto per te ma te? Come puoi saperlo? Non lo sai e comprenderai di quella scelta solo molto molto tempo dopo.....ma intanto è già diventato parte della tua narrazione, sei già un libro. Metamorfosi.

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By The devil in my blues Oggi il vecchio narratore suona blues in un parco insieme a Nuvola. Qui https://peertube.uno/a/the_devil_in_my_blues_/videos Qui https://makertube.net/a/thedevilinmyblues/videos E qui https://poesieinterrotte.altervista.org/

Tutte le mattine appena alzato la prima cosa che faccio è quella di affacciarmi in terrazza e guardare il palazzo di cinque piani che dista in linea d'aria circa trecento metri dal mio punto di osservazione e con gli occhi risalgo velocemente tutta la sua altezza fino al tetto appena leggermente inclinato.... È un'abitudine che oramai dura da quasi un anno, cioè non la si può chiamare propriamente abitudine, prepararsi un caffè è un'abitudine...no c'è dell'altro e fa parte di questa strana storia. Lassù, sul tetto, c'è un uomo.....un uomo che non fa assolutamente niente se non starsene seduto con le gambe incrociate ed apparentemente con lo sguardo fisso nel vuoto. È sempre lì ad una qualsiasi ora del giorno o della notte, ho controllato, non l'ho mai visto alzarsi, allontanarsi o rientrare....qualche volta sì, l'ho visto tirare fuori qualcosa, forse un panino, dalla carta stagnola e mangiarlo, accanto a sé una bottiglia d'acqua ed un ombrello. E sotto quell'ombrello se ne restava immobile nelle giornate di pioggia oppure d'estate quando il sole batteva forte.....nei mesi invernali invece portava in testa un pesante cappello di lana.....Io lo vedevo lì ma non potevo certo restare in terrazza 24h su 24h e questo mi dava un margine di rassicurazione seppur minimo.....accanto a lui doveva esserci una botola per accedere al suo appartamento e risalire, doveva esserci, altrimenti come avrebbe provveduto alle sue necessità? E poi nessuno sembrava curarsi di lui né tantomeno segnalare la situazione o chiedere aiuto....doveva essere qualcuno del condominio, ma certo. Di un perché se ne stesse lassù non l'ho mai saputo ma potevo fare delle ipotesi...era stato lasciato lì da un'astronave aliena, forse era involontariamente caduto e ora aspettava che tornassero a prenderlo e forse un anno per noi equivaleva a qualche minuto per loro, sicuro...era un uomo delle stelle. Ma c'era anche un'altra possibilità, forse ancora più triste, forse no......non voleva scendere, per scelta, il mondo era giù in basso mentre lassù era più vicino al cielo, poteva sempre osservarlo ma da lontano e lasciare che noi, giù in basso, continuassimo a sporcarci delle sue e nostre miserie....no, forse se ne stava lassù perché era l'unico luogo privo di un senso e di un tempo quando la vita gli aveva tolto entrambi. La verità non l'ho mai saputa......una mattina mi affacciai come sempre in terrazza ma sul tetto non vidi nessuno, né la mattina seguente né i giorni successivi....se ne era andato, sparito, smaterializzato, forse era tornato a casa, erano tornati a prenderlo...e lì lo vedevo, mentre l'astronave si allontanava seduto al suo posto vicino all'oblò a guardare per l'ultima volta il suo tetto....e in quell'attimo lanciava un occhiolino verso di me......chiudo il libro ed esco, prima però do un ultimo sguardo al cielo, non piove.

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