Il vecchio narratore (The devil in my blues)

racconti

C'è chi non butta via nulla e chi come me non può fare a meno di accumulare vecchi stereo in particolare quelli datati anni '60, '70 e '80 ma in mancanza di meglio non disdicendo i più “recenti” anni '90....poi basta, il mio tempo si ferma qui, un po' come i Nirvana...dopo c'è stata solo merda (non è vero ma a parte qualcosa in ambito black metal si, è vero). Casse, amplificatori, lettori CD, sintonizzatori, lettori per cassette magnetiche....funzionanti o, per la maggior parte delle volte, rotti, consumati dal tempo....Non ha mai avuto importanza, a volte gli trovavo accanto ai cassonetti dei rifiuti altre volte abbandonati sul marciapiede, una volta la coincidenza di un trasloco e il proprietario che non sapeva che farsene. Gli conservo tutti in un angolo della casa a prendere la polvere (uno stereo che uso quotidianamente ce l'ho), uno sopra l'altro come fossero dei libri impilati alla rinfusa....però belli da vedere e bello sapere che non sono andati distrutti da qualche parte....Ma quel tempo è finito, se fortunatamente o meno non lo so ma è finito, chi voleva disfarsene in quanto inutili od obsoleti lo ha già fatto e nella migliore delle ipotesi oggi si trovano solo stereo compatti anni 2000....non fanno per me, evidentemente il tempo non è solo uno scorrere ma anche un tracciare invisibili reticolati mentali di filo spinato. Dismessi giocoforza i panni dell'accumulatore seriale sono passato ad accumulare note, note e accordi, qualsiasi scala, sequenza, intervallo, cromatismi vari.....e soprattutto dissonanze, quel modo disarmonico nel quale mi muovo in questo mondo e lo racconto...sono il mio blues, il mio amplificatore, il mio filo spinato.

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By The devil in my blues Oggi il vecchio narratore suona blues in un parco insieme a Nuvola. Qui https://peertube.uno/a/the_devil_in_my_blues_/videos Qui https://makertube.net/a/thedevilinmyblues/videos E qui https://poesieinterrotte.altervista.org/

Tutte le mattine appena alzato la prima cosa che faccio è quella di affacciarmi in terrazza e guardare il palazzo di cinque piani che dista in linea d'aria circa trecento metri dal mio punto di osservazione e con gli occhi risalgo velocemente tutta la sua altezza fino al tetto appena leggermente inclinato.... È un'abitudine che oramai dura da quasi un anno, cioè non la si può chiamare propriamente abitudine, prepararsi un caffè è un'abitudine...no c'è dell'altro e fa parte di questa strana storia. Lassù, sul tetto, c'è un uomo.....un uomo che non fa assolutamente niente se non starsene seduto con le gambe incrociate ed apparentemente con lo sguardo fisso nel vuoto. È sempre lì ad una qualsiasi ora del giorno o della notte, ho controllato, non l'ho mai visto alzarsi, allontanarsi o rientrare....qualche volta sì, l'ho visto tirare fuori qualcosa, forse un panino, dalla carta stagnola e mangiarlo, accanto a sé una bottiglia d'acqua ed un ombrello. E sotto quell'ombrello se ne restava immobile nelle giornate di pioggia oppure d'estate quando il sole batteva forte.....nei mesi invernali invece portava in testa un pesante cappello di lana.....Io lo vedevo lì ma non potevo certo restare in terrazza 24h su 24h e questo mi dava un margine di rassicurazione seppur minimo.....accanto a lui doveva esserci una botola per accedere al suo appartamento e risalire, doveva esserci, altrimenti come avrebbe provveduto alle sue necessità? E poi nessuno sembrava curarsi di lui né tantomeno segnalare la situazione o chiedere aiuto....doveva essere qualcuno del condominio, ma certo. Di un perché se ne stesse lassù non l'ho mai saputo ma potevo fare delle ipotesi...era stato lasciato lì da un'astronave aliena, forse era involontariamente caduto e ora aspettava che tornassero a prenderlo e forse un anno per noi equivaleva a qualche minuto per loro, sicuro...era un uomo delle stelle. Ma c'era anche un'altra possibilità, forse ancora più triste, forse no......non voleva scendere, per scelta, il mondo era giù in basso mentre lassù era più vicino al cielo, poteva sempre osservarlo ma da lontano e lasciare che noi, giù in basso, continuassimo a sporcarci delle sue e nostre miserie....no, forse se ne stava lassù perché era l'unico luogo privo di un senso e di un tempo quando la vita gli aveva tolto entrambi. La verità non l'ho mai saputa......una mattina mi affacciai come sempre in terrazza ma sul tetto non vidi nessuno, né la mattina seguente né i giorni successivi....se ne era andato, sparito, smaterializzato, forse era tornato a casa, erano tornati a prenderlo...e lì lo vedevo, mentre l'astronave si allontanava seduto al suo posto vicino all'oblò a guardare per l'ultima volta il suo tetto....e in quell'attimo lanciava un occhiolino verso di me......chiudo il libro ed esco, prima però do un ultimo sguardo al cielo, non piove.

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(ordigno incendiario rudimentale composto da una bottiglia di vetro riempita di memoria infiammabile e da uno straccio imbevuto di consapevolezza usato come miccia)

Aperi-che?? Aperi'hazzo!! Ogni occasione è buona per festeggiare....quindi per bere, la maturità, il diploma, la laurea,un addio al celibato, un funerale, un compleanno, una partita di calcetto, un gatto che attraversa la strada....solo che l'ultima volta non era un gatto ma una bambina. E non ve ne siete neanche accorti. Mal voluto non è mai troppo/canta il gallo senza un occhio... Sole mare pizza amore e san gennaro...e alla fine una bella bevuta all'insegna del volemose bene. Sto'hazzo? Sì, sto'hazzo....e se non siete troppo stupidi ponetevi delle domande e datevi delle risposte. È severamente vietata la vendita di alcolici ai minori di 18 anni....la vendita ma non l'uso od un suo abuso...questi sono solo cazzi vostri....e se siete maggiorenni il problema nemmeno si pone...per voi, non per i vostri genitori quando magari non vi sentono rientrare la sera o sentono solo squillare un telefono in piena notte....Ma è vietato guidare in stato di ebrezza!! Certo...c'è anche scritto sulle bottiglie....no scusate mi confondo con i pacchetti di sigarette (fumare nuoce alla salute, digli di smettere...di nuocere)....le bottiglie no, troppo belle per essere rovinate dalla premonizione di un infausto destino... perché l'alcol è allegria, è sicurezza, è nazionalpopolare (la grappa degli alpini..), è socializzazione (ma per favore), è condivisione di un momento unico (il proprio funerale), è “macho” (un'ce la fo più...).....Sveglia!!! La cannabis invece è il Male assoluto, il demonio, l'anticristo e chi più ne ha più ne metta.... peccato (e lo dico per tutti quei benpensanti buonisti e moralisti del cazzo) peccato che la cannabis a differenza dell'alcol non dia dipendenza, non ti rovini il fegato né il cervello, non ti faccia andare fuori di testa fino a fare del male al prossimo o a chi ti è vicino, peccato che non ti rovini una vita.....e che a differenza di inutili e dannosi medicinali ti aiuti a guarire o perlomeno a stare fisicamente meglio, ti aiuti a rilassarti senza farti del male, ti aiuti a dormire di un sonno naturale....No, in questo paese pudico e bigotto (ma pur sempre “democratico”) preferiamo che l'alcol ed il suo “bere con moderazione” continui a distruggere vite e famiglie....Dite la verità, vi sta bene così....avanti ditelo... tanto tocca sempre agli altri giusto?? Beati voi, beati voi.

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Dite la verità....non mi sopportate ma non potete fare a meno di me...e come potreste dal momento che sono l'unico possibile e probabilmente anche il migliore? Vi sfrutto, vi corrompo, vi piego ai miei bisogni, vi umilio, mi nutro della vostra carne e dei vostri sogni....vi illudo di quel poco che vi lascio.....ma niente, niente è realmente vostro....Potrei fare, anzi...ora che ci penso lo farò, anche di peggio tanto siete voi stessi a permettermelo e.....come diceva quel pezzo?? “Mal voluto non è mai troppo disse il gallo senza un occhio”. L'unica cosa che vi riesce bene è quella di lamentarvi....prima con voi stessi e poi con i vostri simili ma nulla più perché in cuor vostro anche se mi odiate, e mi odiate, mi accettate e vi sta bene così....vi sto bene così. Ma cosa devo fare?? Ufff.....io nulla ma certo provo un senso di pena e di pietà nei vostri confronti....vi siete bevuti tutto con una tale facilità che di mio ci ho messo davvero poco....ma guardatemi (e guardatevi) sono davvero quello che desiderate? Non desiderereste magari qualcosa di diverso, di migliore, di “altro”? Ma davvero vi basta questo?? Ma guardate cosa mi tocca fare....mi sto umiliando per voi, sto rinnegando quelli che sono i miei principi solo per voi......di più credetemi non posso fare e neanche voglio perdere tempo prezioso con dei servi quali siete....hanno più dignità gli schiavi di voi... loro almeno vanno sottomessi con la forza...mentre voi...mentre a Voi basta qualche centesimo di accise in meno sul prezzo del petrolio per mettervi a tacere come si fa con i bambini.....ridicoli, nemmeno una briciola di dignità, un sussulto. Merito s'intende anche mio.....vi ho messo davanti il barattolo di marmellata e voilà.....per questo barattolo siete pronti a lavorare otto/dieci/dodici ore al giorno, tutti i giorni.....e anche sottopagati, ma lo fate per il vostro futuro, per la vostra famiglia giusto? Per la vostra pensione....Peccato che il peggio debba ancora arrivare.....giusto, non potete saperlo, meglio così. Perché il vostro “benessere” non è la mia elemosina, io non vi regalo nulla....io vi tengo in vita solo perché mi servite...e perché a pensarci bene senza di voi neanche io esisterei ma non è una debolezza...Sono l'unico sistema possibile ed il migliore, per voi....e per me.

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(ma senza scomodare Dostoevskij)

Ci sono accadimenti che lasciano un segno e questo nonostante risalga a trentacinque anni fa' ancora me lo porto dentro ed ancora ne sento tutto il suo peso. Precisazione, fatti, personaggi e luoghi narrati in questa storia sono realmente esistiti per cui eviterò di fare nomi e cognomi...se qualcuno leggendo vi si dovesse riconoscere gli chiedo umilmente scusa e perdono. Ve lo anticipo subito, la colpa di quanto accaduto è solo mia, non per malafede ma unicamente per stupidità ed una serie di circostanze alle quali non ero pronto....ho imparato la lezione certo ma questo non mi ha reso migliore. A quei tempi lavoravo in uno studio tecnico, insieme a me oltre al “capo” un altro ragazzo con il quale avevo stabilito un bel rapporto di amicizia.....un giorno si confidò con me, era qualcosa di personale, non mi disse il classico “non dirlo a nessuno” ma credo comunque fosse sottinteso.....giorni dopo parlando con il capo (non lo consideravo un “amico” ma comunque una persona della quale potermi fidare) entrò non so come nel discorso l'altro ragazzo, il mio amico, la questione riguardava il suo rendimento lavorativo....al che dissi al capo quello che lui mi aveva detto e che in qualche modo confermava un periodo di crisi ma nulla più e che tutto si sarebbe risolto. Perché glielo dissi? Perché allora ero un idiota così come lo sono ancora oggi.....ma non ne avevo una percezione reale. Come sia andata di preciso non lo so ma giorni dopo chi si era confidato con me e mi aveva dato la sua fiducia lascia il lavoro non prima però di avermi trattato come meritavo (ricordo solo le sue lacrime agli occhi), a breve lasciai il posto anche io ed il capo restò solo e con tutto il lavoro in sospeso.....Solo molti anni più tardi incontrai di nuovo quello che un tempo era mio amico, ero ancora affezionato a lui ma non dissi nulla in proposito....era distante e l'incontro fu troppo breve. È importante una cosa, come abbia imparato la lezione.... semplice, parlando poco e socializzando ancora meno.....autodifesa credo, da me stesso perché si sa mai.... Tre vite, tre birilli buttati giù con un singolo tiro e poi ciascuno per la sua strada....vorrei poter tornare indietro ma forse quei birilli sarebbero caduti a prescindere, io per primo....la cosa più triste è che non posso saperlo né provarlo, so solo che le cose accadono.

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(Tratto da una storia immaginaria realmente accaduta)

Non ti avvicinare mai e per alcun motivo al sentiero degli umani...mai. Questo fu il primo insegnamento dai vecchi del branco....ero ancora giovane ma avevo capito, gli umani...gli umani. Quella mattina vagavo per il bosco senza una meta ben precisa quando vidi il sentiero, non mi avvicinai restandomene un po' più in alto e nascosto poi un rumore che non riconoscevo, un calpestio ma non di cinghiale né di volpe....non di preda.

Mi raccomando non ti allontanare dal sentiero per nessun motivo....questo era mio padre ed il bosco per me era ancora un luogo incantato. Il sentiero era ripido ma non troppo ed il profumo del bosco mi riempiva le narici....ad un certo punto tutto il mio corpo si irrigidì....non so di preciso perché ma voltai lo sguardo in una direzione ben precisa, fisso, immobile, tutto intorno solo il rumore del bosco.

Allora questi sarebbero gli umani? Su due zampe? Stano non sembrano poi così pericolosi....se presi singolarmente, questo me lo disse il capo branco, ma fai molta attenzione quando sono in gruppo....scappa e basta, non attaccarli, non farti vedere perché diventano delle bestie assetate di sangue, uccidono, mutilano, mettono trappole, sparano a vecchi e piccoli.

Se incontravo un lupo dovevo fare finta di nulla, non guardarlo e tirare dritto, era sempre mio padre....non avevo mai visto un lupo se non in qualche libro o fotografia...e quella volta non gli detti ascolto. Bellissimo, nobile, severo negli occhi....mi fissava, mi studiava ma non mi attaccò.

Doveva essere un esemplare umano giovane, leggermente impaurito, curioso e doveva essere la prima volta che incontrava uno della mia specie, no non mi attaccò, anzi. Potevamo restare così chissà per quanto ma poi il giovane umano si rimise in marcia lungo il sentiero ed io non lo seguii, quell'incontro bastava ed avanzava per raccontarlo al resto del branco.

Ripresi il sentiero ma questa volta verso un rientro a casa, avrei raccontato del mio primo incontro con un giovane lupo....sì, ma conoscendo i miei simili solo a mio padre. Ciao lupo, sono sicuro che un giorno ci rincontreremo e ci riconosceremo.

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