Gerarchia
Come tutte le comunità, anche il “Mondo Positivo” ha la propria gerarchia. Il re? I politici? No, in questo mondo di fantasia ci siamo ispirati alle categorie di uomini descritte da Leonardo Sciascia ne llibro “il giorno della civetta”.
I livelli della gerarchia
Nessuno della comunità può avanzare di livello su richiesta. Deve meritarselo, guadagnarselo, perché salvo poche eccezioni non si può retrocedere.
- Gifter, grado più alto. Ambizione di tutti, privilegio di pochi. Sono loro a trasmettere il virus e si prendono cura dei nuovi positivi; Sciascia li chiamerebbe “Uomini”.
- Positivi: hanno il virus ma dipendono psicologicamente dal Gifter che gliel’ha dato. Non si prendono responsabilità verso la comunità pur sapendo fare anche il bene. “Mezz’uomini”, per Sciascia.
- Non rilevabili: hanno il virus ma lo “incatenano” coi medicinali bloccandone la trasmissione. Vengono trattati come chi si vanta di possedere abbigliamenti firmati, salvo poi indossare delle evidenti contraffazioni. Sciascia li chiamerebbe ominicchi. “Bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi”.
- Bug Chaser, o semplicemente Chaser. Negativi che desiderano il virus per integrarsi nella comunità, alcuni però sono invadenti e vengono emarginati ancora di più. Per sciascia, un chaser insistente potrebbe essere un “pigliainculo”: senza prospettive, eccetto la sottomissione.
- Negativi. Sono certi di non avere il virus e questo li mette ai margini della società. Destinati a rimanere tali, se hanno un carattere aggressivo o commettono violenza. Sciascia non ha corrispondenze per questi.
- Sommersi. Convinti di essere HIV negativi pur non avendo effettuato mai un test, disprezzano e insultano i positivi considerandoli esseri inferiori ma contagiano inconsapevolmente mezzo paese con ceppi virali arrivati da chissà dove, rischiando di compromettere il virus puro della comunità. Volendoli paragonare a Sciascia, “sommerso” e “quaquaraquà” sono identici. “Dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere”.
Metafora del mondo reale
Abbiamo creato questi personaggi e simboli per condannare, a nostro modo, la sempre più insistente criminalizzazione nei confronti delle persone che vivono con HIV. A sentire l'opinione pubblica, chi è positivo al virus sembra l'unico a dover essere responsabile della salute degli altri – quando il sesso si fa in due (o più). Quando spesso e volentieri le persone consapevoli di vivere col virus, sono quelle che NON lo danno in giro, perché le loro terapie rendono impossibile la trasmissione sessuale – non rilevabile, non trasmissibile conosciuto in inglese con la sigla U=U, undetectable=untransmittable. Il reale problema sono i quaquaraquà – insomma i sommersi. Quelli che si ritengono “sani” senza aver mai effettuato un controllo e portano avanti comportamenti a rischio considerando la fiducia come metodo di prevenzione. Gli stessi che, poi, fanno i proclami contro la libertà sessuale, l'omosessualità, e sostengono la cosiddetta “famiglia tradizionale” come unico modello da seguire. Chaser? Gifter? Sono termini legati a una sottocultura che si racconta essere nell'ambiente omosessuale maschile, gente che cerca di condividere i virus ma per quanto esistano dei siti internet dove se ne parla, che sia reale è tutto da dimostrare. Sembra più un'arma per danneggiare le persone LGBTQ+.
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