Sogno infranto?

Genere: fiction drama Ambientazione: Bugdom, USA. Evelyn Sloan e Reginald Moore, americani, fidanzati. hanno dei sogni, che Trump infrange a colpi di decreti...

Nessuno spazio

Si sentiva proiettata nel futuro, #Evelyn Sloan. Quella laurea ottenuta lavorando sodo, le faceva credere che quel posto di ricercatrice le appartenesse già. Lì vicino a casa, il più importante centro di ricerca degli Stati Uniti era pronto ad accoglierla. “Teniamo il mondo nelle mani”, diceva al suo fidanzato. Lui, Reginald Moore, aveva appena dato l'ultimo esame in un master in criminologia a cui teneva più della sua vita e anche lui si sentiva certo dell'esito. Ma quando #Reg aprì il portatile e consultò la posta elettronica, sbatté forte il pugno sul tavolo: “Cazzo! Cazzo! Maledetti!” La graduatoria si mostrò impietosa: primo posto Adriano La Scala, italiano, bianco. Reginald Moore, nero, era in ultima posizione. “Vaffanculo, Turnpike”, sbottò Reg, spostando il laptop da un lato; “ti sei venduto al Presidente...” “Io non lo capisco”, sospirò Evelyn; “il tuo supervisore ce l'ha a morte con gli stranieri, poi ha premiato un italiano.” “Un bianco”, la corresse Reg; “evidentemente #Adri è più degno di me, non c'è altra spiegazione. Lecca di più i piedi ai capi.” “Nemici e amici”, Evelyn gli lanciò un sorriso. “Ti conosco, non far finta di odiarlo che in fondo in fondo tu e Adri vi volete un sacco di bene.” “Qualche birra insieme, qualche notte, sì, ci siamo visti spesso, ma da qui a...” Reg si nascose il volto tra le mani, non serviva più aggiungere altro. “Fosse per me sarei già scappato all'estero, da quando quel bastardo ha preso il potere un'altra volta. Ma tu... mi tieni bloccato...” Evelyn si accigliò; non aveva mai sentito Reginald parlarle così. “A te dà fastidio che io emerga quando tu fallisci, non è vero? Ti rode che una donna possa...” “Ti mangeranno viva, tra medici e ricercatori è un branco di squali! Tu non hai proprio idea!” Evelyn non era tipo da farsi affrontare in questo modo, e si chiuse in bagno col telefono. Anche lei aspettava notizie dall'istituto di ricerca, e quello che trovò le fece lanciare un urlo liberatorio: “Italia! Bugliano! Arrivo!” “Ti sei messa a tifare una squadra, adesso? Cos'è questo urlo?” “Incarico”, disse lei cercando l'abbraccio di Reginald. “Possiamo mandare al diavolo Trump tutti e due. Ce ne andiamo in Italia. Così tu vedi il tuo amico e lo prendi a pugni una volta per sempre, io mi metto a fare ricerca sul serio. IBUOL, Reg! International Bugliano University Of Life! La migliore!”


Il mondo positivo – di: @elettrona@poliversity.it e @gifter@social.plusbrothers.net

DISCLAIMER

Questo blog pubblica opere di fiction e satira, non c'è alcun intento di promuovere comportamenti dannosi per la salute pubblica. Raccontare un mondo in cui vivere con l'HIV è la condizione “ordinaria” e avere il test negativo è causa di emarginazione, è un paradosso letterario per mostrare quanto certe parole e atteggiamenti stigmatizzanti possano ferire le persone nel mondo reale.


I racconti sono protetti da licenza Creative Commons Deed – Attribuzione-NonCommerciale-NonOpereDerivate 4.0 Internazionale