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Pensieri, parole, opere senza omissioni

Leggende del rock Leggende e miti nella musica rock ce ne sono in quantità industriali e sfatate oppure no queste leggende continuano a perdurare nel tempo come se fossero verità assolute. C’è qualcosa però che non torna in queste leggende e Liberamente News è andata ad esplorare in profondità quelle fake news che poi forse non sono nemmeno cosi fake. Partiamo dal presupposto che è la morte è il tema su cui si fondano la maggior parte delle storie inverosimili del rock. Probabilmente perché ci permettono di credere che quella storia straordinaria non sia finita, che quell’esistenza mitica non possa dirsi interrotta per sempre. Un esempio su tutte è la leggenda di Elvis Presley nata per addolcire lo strazio di quel 16 agosto 1977, in cui il cadavere del re del rock’n’roll fu trovato nella sua tenuta, Graceland. La teoria più accreditata è quella che abbia inscenato la propria morte per diventare definitivamente un agente della DEA. The King aveva persino il badge del dipartimento, regalatogli dal presidente Nixon, e amava indossare le uniformi. La storia è talmente diffusa che Netflix ha deciso di realizzarne la serie animata Agent Elvis, doppiata tra gli altri dalla compianta figlia Priscilla e da Matthew McConaughey. L’alternativa un po’ meno macchinosa è che il cantante sia semplicemente fuggito dall’inferno della fama e dei riflettori, utilizzando l’identità di Jon Burrows, un misterioso personaggio partito da Memphis per l’Argentina proprio pochi giorni dopo la morte di Elvis. C’è poi chi sostiene che il re del rock sia rimasto nascosto per decenni nella sua Graceland, o ancora che sia diventato un predicatore di nome Bob Joyce, o infine che sia tornato a dedicarsi al primo mestiere: il camionista. Fate attenzione a chi è alla guida quando li superate in autostrada. Anche su Jim Morrison si sprecano le congetture. Trovato cadavere nella vasca da bagno della sua casa di Parigi il 3 luglio del 1971, si dice che il cantante dei Doors abbia in realtà perso i sensi in un locale di nome Rock’n’roll Circus, a causa di un mix di alcol ed eroina. Qualcuno lo avrebbe poi messo un taxi e buttato nella vasca piena di acqua gelida nella speranza (ormai vana) che si riprendesse dall’overdose. Negli anni non sono mancati avvistamenti e presunti indizi sulla possibilità che il Re Lucertola sia ancora vivo, nascosto dietro un ombrellino da cocktail su un’isola delle Seychelles. Alcune bizzarre teorie su precisi momenti della vita delle star del rock sono in bilico tra leggende e storia vera, soprattutto se contestualizzate tra le abitudini di certi personaggi. Non ha stupito più di tanto, per esempio, la dichiarazione che Keith Richards ha rilasciato anni fa alla rivista britannica NME: “La cosa più strana che ho sniffato? Le ceneri di mio padre”. Da quanto ricostruito, il chitarrista dei Rolling Stones avrebbe preferito far sparire i resti nel suo naso, piuttosto che toglierle di mezzo con l’aspirapolvere: un gesto a suo dire indegno e irrispettoso. La versione edulcorata è invece che spargendo le ceneri nel giardino di casa, Keith abbia respirato involontariamente alcuni granelli: un gesto molto meno rock’n’roll ma anche un filo meno macabro. E chi non ricorda l’affaire pipistrello quando si parla di Ozzy Osbourne Il 20 gennaio 1982 a Des Moines, durante il tour di Diary of a Madman, un ragazzino della zona lancia sul palco il cadavere di un volatile notturno, che cade rovinosamente sul palco. Il cantante dei Black Sabbath lo raccoglie e, convinto che si trattasse di un giocattolo di gomma, gli stacca con un morso la testa per poi sputarla a pochi metri nello stupore generale. Per anni è infatti circolata la voce che il malcapitato pipistrello fosse in realtà vivo quando precipitò on stage, e che ancora battesse le ali quando Ozzy decise di decapitarlo. In alcune versioni pare addirittura che l’animale avrebbe ricambiato il morso. In ogni caso al Re delle Tenebre un’antitetanica non gliela levò nessuno. In The Air Tonight grande pezzo di Phil Collins sul quale aleggia una leggenda che narra che il testo avrebbe per protagonista lo stesso ex Genesis, che dopo aver visto un uomo tentare di affogarne un altro lo avrebbe riconosciuto anni dopo tra la folla di un suo concerto. A quel punto – con tanto di riflettori puntati sul presunto killer – avrebbe intonato le celeberrime frasi: “Well, if you told me you were drowning, I would not lend a hand. I’ve seen your face before my friend, but I don’t know if you know who I am. Well, I was there and I saw what you did, I saw it with my own two eyes”. Tradotto: “Beh, se mi dicessi che stai annegando, non ti darei una mano. Ho visto la tua faccia prima del mio amico, ma non so se sai chi sono. Ebbene, ero lì e ho visto quello che hai fatto, l’ho visto con i miei occhi.” A nulla è valsa la smentita dello stesso Phil, che ha più volte dichiarato di essersi ispirato alla fine del suo matrimonio: la leggenda in questo caso era troppo più inquietante della realtà.

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Sarà l'aurora L’ aurora boreale vista dal balcone di casa nostra (rivolgendo lo sguardo a nord) non è cosa da tutti i giorni. È stata causata da una tempesta geomagnetica del Sole, con impatti anche sulle telecomunicazioni. Non si vedeva una manifestazione del genere da vent’anni. Dal Nord Europa fino a Italia e Spagna, dagli Stati Uniti alla Tasmania, un evento celeste straordinario ha catturato l’attenzione di milioni di persone: un’aurora boreale e australe, una delle più intense e spettacolari degli ultimi decenni. Questa straordinaria manifestazione, che è stata registrata nella notte tra il 10 e l’11 maggio ma si potrebbe ripresentare anche tra 11 e 12, è stata il risultato di una tempesta geomagnetica solare di una potenza senza precedenti che ha colpito la Terra, un evento che non si verificava da almeno vent’anni con queste proporzioni e che continua a incantare durante tutto il fine settimana. Facciamo il punto della situazione. Secondo il Noaa i fenomeni sono stati causati da una tempesta magnetica di grado 5 un evento rarissimo che non si verificava da oltre 10 anni. Il sole è punteggiato di macchie, le oramai conosciute macchie solari. La regione sulla nostra stella che ospita queste macchie solari ha un diametro di 17 volte piu’ grande della Terra. Gigantesche eruzioni sono state individuate nella parte piu’ esterna del Sole nella “corona”. La Noaa prevede ulteriori attività da questa regione, mantenendo vivo l’incanto del cielo ma anche gli effetti sulla Terra, che hanno impattato le telecomunicazioni satellitare e i sistemi di navigazione Gps. C’è il lato buono ed il lato meno buono ma noi vogliamo guardare sempre il meglio di tutto quindi perché perdere un’occasione cosi unica di ammirare lo spettacolo di un’aurora boreale. Dolomiti, Piemonte, Lombardia, Lazio, Sardegna e Marche le regioni fortunate. La causa dell’aurora boreale è il risultato dell’interazione tra le particelle solari e i gas presenti nell’atmosfera ed in particolare ossigeno e azoto. Le tempeste geomagnetiche solitamente hanno un colore verdastro ma in questa occasione il colore dominante è il rosso. In parte dipende dall’energia delle particelle e dalla composizione chimica dell’atmosfera terrestre. Conseguenze di questa tempesta elettromagnetica? Lo sapremo nei prossimi giorni intanto godiamoci l’aurora.

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Il Salone del libro di Torino Ogni anno a Torino nella cornice del Lingotto Fiere si riunisce tutta la filiera del libro: case editrici, scrittori, librai, bibliotecari, agenti, illustratori, traduttori e tanti, tantissimi lettori. Per gli editori, dai grandi gruppi agli indipendenti, il Salone è la più importante occasione di vendita e di presentazione delle novità editoriali. Per tutti i lettori, il Salone è un grande festival internazionale della cultura: 2.000 ospiti da ogni parte del mondo per un totale di 1.200 eventi. Ogni anno arrivano al Salone le autrici e gli autori che hanno fatto la storia della letteratura del Novecento e del nostro secolo. La prima edizione si tenne dal 18 al 23 maggio del 1988 e ogni anno sempre piu’ visitatori ed espositori hanno permesso di far crescere questa importante manifestazione culturale in un vero must del settore. Dalla letteratura alla filosofia, dalla scienza all’arte, dal giornalismo alla religione, dal cinema alla musica: ogni anno si danno appuntamento al Salone alcune personalità della cultura più influenti e interessanti a livello globale. Dentro al Lingotto, quasi quaranta sale per un programma che conta più di 1200 appuntamenti. Il Salone Off è l’iniziativa nata nel 2004 per portare libri e spettacoli fuori dai padiglioni del Lingotto, con uno sguardo privilegiato alle periferie, al territorio dell’area metropolitana. Il programma è una festa della cultura, per esplorare lo spazio urbano e il territorio. Biblioteche, librerie, teatri, ex fabbriche, locali, strade e piazze, case del quartiere, ospedali, parchi e giardini, carceri, cimiteri e stazioni della metropolitana. Da giovedi 9 maggio a lunedi 13 maggio compresi presso il Lingotto Fiere di Torino.

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Il tattoo non è piu' un taboo Cos’è il tatuaggio? Perché oggi ci si tatua? Sono scelte personali dettate da istanze profonde o decisioni prese a cuor leggero, perché “oggi lo fanno tutti”? E, soprattutto, quali storie si nascondono dietro un segno, per sempre “nostro”? La parola tatuaggio viene dal polinesiano tattaw, che vuol dire “incidere, decorare”. L’origine del termine è dovuto a James Cook che contribuì alla rinascita del tatuaggio in ambito occidentale. Un tatuaggio può essere un messaggio da mostrare agli occhi del mondo, un ornamento che ci persuade o illude di essere unici e uniche, un voto mantenuto o un giocoso souvenir, un simbolo d’appartenenza o una dichiarazione d’indipendenza, una prova d’amore o l’elaborazione di un lutto. Nel corso dei millenni, infatti, il tatuaggio ha assunto via via forme, significati e funzioni differenti: ci si tatuava volontariamente per prevenire e curare malattie, dichiarare il proprio rango, esprimere la propria fede o celebrare riti di passaggio oppure si poteva essere tatuati “a forza”, in quanto schiavi, disertori o condannati, per recare indelebili marchi d’infamia. Al di là della filosofia, non esistono neanche vere e proprie storie del tatuaggio, solo alcuni spunti: dalle mummie egiziane ai marinai dell’esercito francese che si tatuavano la schiena per rompere la noia, dai popoli nativi dove il tatuaggio è un rito di passaggio assai diffuso fino al tatuaggio punitivo, che marca i criminali o gli internati nei campi di concentramento. Il tatuaggio è una forma di espressione spirituale è l’emanazione pura del nostro essere interiore in quanto rappresentato da quel disegno o da tanti disegni. Al giorno d’oggi, nel il 30% delle persone adulte hanno un tatuaggio e, nel corso degli anni, il numero di donne tatuate ha superato quello degli uomini. Quello che la società non dice è che molto spesso, in tempi nemmeno così lontani, i tatuaggi erano motivo di orgoglio e non uno stigma sociale o qualcosa “da nascondere”. Winston Churchill, Franklyn Delano Roosevelt e George Shultz avevano un tatuaggio e ne andavano assolutamente fieri. Tatuarsi oggi non è piu’ taboo, ma non lo è mai stato in fondo in quanto il tatuaggio è un modo di differenziarsi dagli altri ed affermare la propria individualità e la propria personalità. A proposito di tatuaggi se volete visitare la mostra sui tatuaggi potete farlo dal 27 marzo al 27 luglio presso il Mudec di Milano con l’esposizione intitolata “Tatuaggio. Storie del Mediterraneo”.

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Sul matrimonio Voi siete nati insieme, e insieme starete per sempre. Voi sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. Sì, insieme anche nella tacita memoria di Dio. Ma vi siano spazi nella vostra unione, e fate che i celesti venti danzino tra voi.

Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio: Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime. Riempa ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola. Scambiatevi il pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta. Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo, così come le corde di un liuto son sole benchè vibrino della stessa musica.

Datevi il cuore, ma l’uno non sia in custodia dell’altro. Poichè solo la mano della Vita può contenere entrambi i cuori. E restate uniti, benchè non troppo vicini insieme, poichè le colonne del tempio restano tra loro distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Kahlil Gibran

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La via dello Sciamano Gli insegnamenti di don Juan, Una realtà separata, Viaggio a Ixtlan, L’isola del tonai, Il secondo anello del potere, Il dono dell’aquila, Il fuoco dal profondo, Il potere del silenzio, L’arte di sognare, Tensegrità e La ruota del tempo. Sono le opere create da un antropologo peruviano, Carlos Castaneda nato a Cajamarca il 25 dicembre 1925 e deceduto a Los Angeles il 27 aprile 1998. Le sue opere sono circondate dal mistero: a tutt’oggi non è chiaro quanto vi sia di autobiografico nei suoi racconti e quanta sia la finzione. Professionalmente antropologo ma nel 1968 inizia a scrivere e grazie alla sua scrittura ed ai suoi romanzi ben presto viene acclamato dalla stampa e dalla critica come lo sciamano, colui che sta tra la vita terrena e quella ultra terrena. In effetti quando si trasferì in Brasile a San Paolo iniziò a praticare lo sciamanesimo e forse proprio da quel momento che in lui ebbe inizio il viaggio spirituale. Negli anni Cinquanta si trasferisce negli Stati Uniti, dove potrebbe aver frequentato l’Università della California. Di certo, nel 1957 Castaneda viene adottato da una famiglia di Los Angeles. La sua opera fa ampiamente riferimento a Don Juan, personaggio che sembra essere don Juan Matus, un indiano yaqui incontrato dall’allora antropologo Castaneda nel 1961. Don Juan diventa il maestro di Castaneda e lo inizia alle pratiche sciamaniche. La sua figura è presente in tutti i libri di Castaneda. Il tirocinio di Carlos Castaneda dura ben 13 anni nel corso di questo periodo lo sciamano fa ampio uso di sostanze stupefacenti, come il peyote per far sperimentare allo scrittore stati alterati di coscienza. Le droghe assunte lo liberano dai pregiudizi e lentamente diventa “fluido” un termine sciamanico per indicare la capacità di entrare in contatto con il mondo di don Juan e raggiungere cosi la consapevolezza dell’essere, scopo ultimo della vita terrena. Carlos Castaneda continua a camminare sulla strada della consapevolezza e raggiunge stati sempre piu’ alti ed è ciò che esprime meglio nei suoi romanzi quando parla di paura, lucidità, potere e vecchiaia che non sono altro che ostacoli ma anche mete da raggiungere. “Nella vita è necessario raggiungere la consapevolezza di disporre di poteri che, sviluppati, permettono di arrivare alla “padronanza dell’intento”. La padronanza è il “movimento controllato” del punto di unione, il centro energetico della sfera luminosa di energia dell’uomo in cui si mette insieme la nostra percezione, che risulta il responsabile della nostra percezione sensoriale. Ogni sensazione, sentimento o azione dell’individuo è determinata dalla posizione del punto di unione. Il suo movimento consapevole permette una percezione differente e l’ingresso in mondi diversi dal nostro.“ Contro lo scrittore si muovono critiche che lo accusano pesantemente di aver sostanzialmente ripreso il lavoro di altri antropologi ed è per questo che lo scrittore è additato come un racconta storie che parla e scrive soltanto sotto l’effetto di droghe. Termina la sua esistenza terrena a Los Angeles per un tumore l’eredità letteraria lasciata al mondo è una fonte preziosa per coloro che seguono e praticano lo sciamanesimo e le tecniche annesse per raggiungere gli stati di coscienza alterata, unica via che conduce alla consapevolezza.

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L'antenata della crittografia La macchina Enigma ha anticipato in tanti aspetti le caratteristiche sia dei computer di oggi che della sicurezza informatica. Una panoramica sul suo funzionamento e sulla storia della decrittazione. La macchina Enigma fu brevettata dall’ingegnere tedesco Arthur Scherbius nel 1918 e che riprese un pò le sembianze, del disco cifrante di Leon Battista Alberti nel 1465. Il brevetto di questa macchina veniva venduto perlopiù a banche e aziende finché non venne prodotto il modello portatile nel 1924, tale modello avrà un successo mondiale durante tutto il secondo conflitto. La macchina Enigma aveva l’aspetto di una macchina per scrivere: possedeva una tastiera inferiore e una parte nella quale delle lampadine si accendevano ogniqualvolta veniva premuto un tasto sulla prima tastiera: la sequenza delle lettere che si illuminavano dava il messaggio cifrato (oppure quello in chiaro, se si batteva il testo cifrato, usando la stessa configurazione del mittente). In buona sostanza l’ Enigma è una macchina simmetrica, nel senso che se la lettera A è cifrata con la G in una certa posizione del testo allora nella stessa posizione la G sarà cifrata con la A. La stessa macchina serve quindi per cifrare e decifrare; una grossa comodità operativa che è però anche una debolezza crittografica. Nel 1939 ci riuscì Alan Turing a decifrare il misterioso codice Enigma. Turing era un matematico inglese con la passione della crittoanalisi (lo studio dei metodi per comprendere messaggi cifrati) che lavorava per il GCCS (Government Code and Cypher School), braccio dei servizi segreti britannici impegnato a trovare il bandolo della matassa dell’ Enigma nazista. Turing, insomma, era dell’idea che si potesse raggiungere la chimera di un’intelligenza davvero artificiale seguendo gli schemi del cervello umano. A questo proposito, scrisse nel 1950 un articolo in cui descriveva quello che attualmente è conosciuto come il “Test di Turing”. Questo test è una sorta di esperimento mentale (dato che nel periodo in cui Turing scriveva non vi erano ancora i mezzi per attuarlo), prevede che una persona, chiusa in una stanza e senza avere alcuna conoscenza dell’interlocutore con cui sta parlando, dialoghi sia con un altro essere umano che con una macchina intelligente. Se il soggetto in questione non riuscisse a distinguere l’uno dall’altra, allora si potrebbe dire che la macchina, in qualche modo, è intelligente. La macchina Enigma determinò un salto di qualità nelle comunicazioni militari dei Tedeschi nel primo dopoguerra fino ai primi anni della Seconda Guerra Mondiale, ma vide anche una controffensiva degli alleati, in primis gli Inglesi, nel trovare contromisure. Terminato il conflitto tutti i pezzi di Enigma prodotti furono requisiti dagli americani e soltanto un esemplare è rimasto in Italia oggi esposto al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

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Fioccano multe Linea dura contro coloro che guardano film e partite sui siti pirata. Ben 5000 Euro di multa a coloro che violano queste regole. Lo sappiamo che il modo migliore per contrastare la pirateria informatica è combattere le associazioni criminali che muovono i fili dietro al palcoscenico ma non solo è necessario contrastare i pirati che mettono a disposizione questi siti ma anche quelle associazioni legali che fanno business rubando le proprietà intellettuali e i diritti di altri. Massimiliano Capitanio, commissario dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) cita in un post su Linkedin che: “A breve arriveranno sanzioni da 150 a 5000 euro, e questo, come per tutte le multe, è un passaggio che si vorrebbe evitare ma che si è reso necessario, anche perché chi fa business illegalmente sta facendo credere agli ignari utenti che non succederà nulla (utente avvisato...)”. Nel luglio del 2023 il governo ha approvato all'unanimità il disegno di legge per contrastare la pirateria online per la prevenzione e la repressione illecita in rete di contenuti tutelati dal diritto d'autore. Ci sono multe ma ci sono anche le manette in alcuni casi per chi diffonde illegalmente i contenuti sopracitati, si parla di sei mesi ad un anno dietro le sbarre. La pirateria produce un giro d'affari annuo di circa 3,5 miliardi di Euro e questa cifra tende sempre piu' ad aumentare finché l'emorragia ed il proliferare dei siti illegali non viene fermata una volta per tutte. Per il “pezzotto”, in gergo informatico è il brano o il film scaricato illegalmente i bei tempi sono finiti, dallo scorso 1 febbraio 2024 è attiva la piattaforma “Privacy Shield”, gestita dall'Agcom, per individuare e segnalare i responsabili, chi diffonde i contenuti illeciti e chi ne fruisce. Spagna ed altri Paesi della UE si stanno movimentando per arginare il violento impatto che potrebbe recare loro grosse difficoltà di gestione rimettendo in discussioni le loro preparazione culturale e logistica. La pacchia è finita nonostante i siti pirata anche se vengono chiusi poi si rischia di trovarli nuovamente aperti e funzionanti ma le radici sono molto profonde al punto che per estirpare il lato negativo bisogna tagliare tutto l'albero e spezzare ii ramoscelli ma per fare questo occorre la mano forte della legge, anzi fortissima.

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L uomo del tempo Simpatizzanti del Paranormale, in quest’occasione vorrei portarvi a conoscenza di un episodio veramente strano, documentato (non come si può pensare ad una “leggenda metropolitana”). Spicchiamo un salto a ritroso nel giugno 1950 e ci trasferiamo a New York. Un uomo, vestito in modo insolito, antiquato, con cappello a cilindro, giacca con una fila di bottoni sul retro, pantaloni a scacchi bianchi e neri aderenti, senza pieghe né risvolti, con scarpe alte con fibbie, è visto in Times Square. È un uomo sulla trentina, che si aggira tra la folla che usciva dal teatro.In quell’occasione i testimoni riferiscono di averlo visto immobile, sconcertato in mezzo ad un incrocio, mentre osservava i semafori, come se non li avesse mai visti prima. Quando finalmente si mosse, lo fece incautamente e un taxi lo investì in pieno, uccidendolo sul colpo. Portato all’obitorio, cercando i documenti, trovarono: una moneta falsa d’ottone e il conto di una scuderia di Lexington Avenue che portava scritto: “Per nutrimento e alloggio di un cavallo”. Un secondo tagliando per il parcheggio di una carrozza di $ 3;70 dollari in contanti, tutti in vecchie banconote e alcuni biglietti da visita sui quali era stampato il nome Rudolf Fentz, abitante nella Fifth Avenue.Infine fu trovata una lettera indirizzata al suddetto nome, recante il timbro postale del giugno 1876. Nessuno degli oggetti elencati mostrava segni del tempo e dell’usura .Il capitano Hurbert V. Rihm, che prestava servizio presso il dipartimento di polizia, ebbe l’incarico di fare indagini (era suo abituale compito per le persone scomparse); quindi prese in mano il caso… Iniziò le ricerche e risultò che l’indirizzo della Fifth Avenue corrispondeva ad un magazzino, i cui proprietari dichiararono che per quanto ricordassero, il magazzino era esistente da sempre.Nessuno però aveva mai sentito parlare di Rudolf Fentz .Non si riuscì neppure a trovare questo nome sugli elenchi telefonici. Si controllavano le impronte digitali negli archivi di New York e di Washington … ; nulla!Il capitano Rihm continuò le sue indagini, imperterrito, caparbio, e finalmente la sua costanza fu premiata: In un vecchio elenco telefonico del 1939 trovò un Rudolf Fentz Jr, con relativo indirizzo in città. Giuntovi, alcuni abitanti ricordarono il fantomatico Fentz come un uomo sulla sessantina, che aveva lavorato in una banca del vicinato, andato in pensione nel 1940 e cambiata casa. Rihm trovò la banca, vi fu la conferma di tutto e seppe che la vedova era ancora vivente, in Florida. Le scrisse una lettera, ed essa rispose:” … il padre di mio marito era scomparso misteriosamente nella primavera del 1876…una sera di primavera uscì per fumarsi un sigaro, e non fece più ritorno!”.Nella lettera v’era pure che la famiglia spese veri e propri capitali per cercarlo, ma non approdò a nulla. In seguito il capitano Rihm riuscì trovare il nome di R. Fentz su una lista delle persone scomparse nel 1876…Gli abiti descritti erano esattamente quelli indossati dall’uomo investito e ucciso! Che dire? Lascio a voi decidere quale possa essere una risposta soddisfacente …Non ho aggiunto o tolto nulla ai fatti documentati!

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La pasta e fagioli Il consueto appuntamento domenicale con i piatti tipici della tradizione italiana oggi presenta uno dei piatti piu’ tradizionali se non il piu’ tradizionale della cucina italiana: la pasta e fagioli. La pasta e fagioli affonda le sue radici addirittura nel primo medioevo e molti esperti di storia dell’arte culinaria italiana concordano sul fatto che la pasta e fagioli è esistita già a i tempi dell’ Impero romano. A quei tempi questo legume era consumato abitualmente ma non veniva ritenuto un cibo prelibato. Virgilio lo chiamava “vilem phaseulum” perchè abbondante, non per pochi eletti, e per questo non degno di dare il proprio nome alle illustri famiglie (al contrario di altri legumi: Pisoni-piselli, Lentulo-lenticchie, Fabia-fava) Calabria, Lazio, Campania e Toscana sono le regioni diciamo cosi natie del piatto ma anche la Lombardia ed il Veneto detengono i loro principi di natività. L’uso di abbinare e cuocere insieme la pasta con i fagioli risale probabilmente ad un periodo di poco successivo all’arrivo dei fagioli in Italia nel 1530 circa. La ricetta classica prevede l’utilizzo di cannellini o borlotti abbinati a una pasta corta. Non esiste una versione assoluta perché ogni regione ha la sua variante. Con il passare del tempo e il mutare delle condizioni economiche e sociali, la pasta e fagioli, da pietanza povera si è trasformata, arricchendosi di nuovi ingredienti e diventando un piatto celebrato e rielaborato. Ciò che un tempo era un pasto nato dalla necessità, è diventato una scelta gastronomica apprezzata per la sua ricchezza e versatilità, che continua a reinventarsi.

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