Listarelle

timolo, eucaliptolo, mentolo, ecc.

  • Stamattina la moto non partiva. Il serbatoio era vuoto.

  • Paolo parla l'arabo, ha iniziato da autodidatta e poi ha trovato una ragazza siriana con la quale fare conversazione online. Ci racconta della lingua dei libanesi, che si esprimono tutti come delle drama queen. Quando gli chiedi un caffè al bar, ti dicono “ti darei qualsiasi cosa, anche i miei occhi”.

  • E io a un certo punto dovrei anche iniziare a studiare.

  • La diretta va, le parole vengono più copiose.

  • Al ritorno dal lavoro ho comprato una tanica e l'ho riempita di benzina per la moto.

  • In macchina mi sono ascoltato il podcast Bad Hasbara con Francesca Albanese. La sua ironia, la sua risata, il suo modo di prendersi e prendere in giro mi hanno fatto sentire molto fiero di essere... italiano. Nel senso culturale, non nazionalista.

  • La solitudine non mi dispiace, ma dopo un po' mi tramortisce.

Un sogno.

Avvertenza: quando in un romanzo trovo la descrizione di un sogno, già so che mi annoierò. Ma questa notte ho fatto un sogno così chiaro nelle sue immagini e nelle sensazioni che mi ha dato, che mi vien voglia di registrarlo in qualche modo.

  • Stavo tornando nella casa dove sto nelle mie settimane di lavoro all'estero ma la strada asfaltata che sale fino a lì era scomparsa e al suo poso un sentiero completamente distrutto da una frana, impraticabile. Ma che cos'è successo?

  • Mi trovo in un luogo indefinito, una grande sala, forse la mia redazione. Qualcuno mi dice: “Ma non sai cos'è successo? Sono arrivati gli alieni”.

  • Gli esseri umani sono stati sottomessi dagli alieni e sono diventati delle specie di animaletti di compagnia, dediti a attività assolutamente inutili.

  • Tra queste un gioco con delle palle molli e bianche che si gioca sulla terra battuta con un sacco di pubblico. Il mio capo, di solito molto attento allo stile vestimentario, indossa una divisa sformata di tessuto non tessuto bianco ed è molto preso dal gioco.

  • In un corridoio vedo passare due alieni che chiacchierano amabilmente. Sono due esseri umani come noi, idioti quanto noi e privi di interesse come noi. Solo hanno scoperto prima il viaggio intergalattico.

  • Il sentimento che pervadeva tutto il sogno era la malinconia per l'occasione persa dell'umanità, che aveva fallito e si era alla fine messa al servizio di altri, più forti.

  • ma in fondo non stavamo nemmeno troppo male.

  • Preso brioches alla pasticceria in fondo alla strada. Tre in un sacchettino di plastica a 2 euro. I pasticceri sono del Sud. Chissà che ci fanno qui a faticare tra le montagne?

  • Riordinato cucina e passato aspirapolvere. Ogni volta che passo mi dico: 2Sembra già molto più puloito”, come se potessi vedere la polvere...

  • Sono solo con i ragazzi. E' come se la responsabilità e il desiderio di controllo si fossero trasferiti in me. E' una bella sensazione.

  • Faccio tre bucati di fila. Posso valutare la funzionalità dei fili per stendere che ho installato qualche settimana fa con tanto di tiranti.

  • Sveglio i ragazzi. Oggi devono studiare.

  • Preparo il pranzo. Do da mangiare alla Cocorita. Il lavoro di cura, che di solito – un po' per convenienza, un po' per necessità – delego in parte, oggi è al centro delle mie attività. E' rilassante. Per un giorno.

  • Alle 17 scatta l'ora del ripasso. Oggi al menù c'è la crisi della Repubblica e i tentativi di riforma dei fratelli Gracco. La storia romana è incredibilmente ricca di colpi di scena.

  • Preparo la cena. Per la vegetariana seitan marinato con piselli. Buono, me lo segno, da rifare.

  • Torna la mia metà. Felice e contenta. Io faccio le valige e parto. Giusto il tempo di salutarci e di darci il cambio. A lei spetta un ripasso intenso di latino.

  • Alle 23.30 arrivo nel mio secondo mondo. Switch.

  • Entrare in una merceria è come entrare in un mondo parallelo. Gli sguardi delle signore intente a scegliere tessuti.

  • La macchina da cucire è un oggetto ubiquo nelle case, eppure invisibile. Come il lavoro delle donne.

  • Unire tessuti con una cucitura: un'invenzione straordinaria, largamente sottovalutata. Una forma d'arte non riconosciuta.

  • Terminato in tempo record un veloce apprendistato e cucito i colori della Murga (oro, vinaccia, verde bottiglia) su un gilet comprato al bazar cinese. Ci ho messo pure le frange.

  • Poi diretto a suonare alla festa calcistica. Come sempre grande sensazione di calore, fondersi nel ritmo.

  • L'amica musicista che è in cura per un tumore al seno.

  • La Darbuka, il suo suono secco.

  • Non scambierei il mio bombo con nessun altro strumento. Anzi, ho scoperto che è “il mio” strumento dopo una lunga e infruttuosa ricerca. Senso di appartenenza.

  • La pizza al centro sociale.

  • “E' possibile una rivoluzione senza violenza?” Chiede una giovane ragazza che oggi è andata a volantinare in solidarietà con gli studenti francesi. “Io sono più per la non violenza”, dice.

  • Il giovane amico appena entrato come permanente nel sindacato che per descrivere la situazione del mondo del lavoro mi dice: “Non immagini nemmeno la merda che c'è in giro”. Tanto da lavorare 12 ore al giorno.

  • Gli studenti francesi che si fanno massacrare dalla polizia, una delle più violente d'Europa.

  • E io mi occupo di frontiere, tubercolosi, sifilide e della malattia persecutoria che imposto agli immigrati italiani in Svizzera decenni di radiografie ai polmoni.

  • Che la rivoluzione debba essere mondiale o non essere, non è mai stato così evidente.

  • Ormai Coco la cocorita mi sale sulla mano per mangiare i suoi semini.

  • Mio figlio fa questa cosa insopportabile di passarmi il dito sulle labbra mentre mi dice “stai tranquillo”.

  • La musica che esce dalla sua stanza a volte mi disturba. E pensare che quando era piccolo alzavo il volume e gli dicevo: “Ogni tanto la musica va ascoltata a volume alto!”. Ovviamente pensavo alla mia musica.

  • Ma non c'è dubbio che anche lui mi ha aperto le orecchie a suoni diversi, mi ha costretto a mettermi in discussione. Non sono ancora tra quelli che dicono “ai miei tempi...”. Mi mettono una gran tristezza.

  • I testi dei rapper-trapper sfiorano il prosaico, lo scontato, la parola fuori luogo. Ma comincio a pensare che sia uno stile.

  • La mia ossessione per gli oggetti di cartoleria è ciclica.

  • Oggi ho visto un video su youtube sulle persone poliedriche. Diceva una cosa tipo: “il tuo principale punto di forza è anche il meno riconosciuto socialmente”. E allora...

  • La parte più divertente: i commenti. Migliaia di persone che si sono riconosciute nella propria gioiosa inconcludenza: mille progetti.

  • Ma anche mille strade senza uscita, idee abbandonate. Ci sono anche i poliedrici finti, quelli che iniziano molte cose ma non vanno mai avanti con nessuna. Degli impostori, insomma. Anche qui.

  • Io per dire stasera mi ascolto un tutorial in rumeno su come si suona il Kaval.

  • L'estetica del fake è una forma di resistenza?

  • Madre e figlia legate a doppio filo nell'ansia da prestazione. È difficile vedere i figli soffrire, è difficile vederli cadere. Anche se è soltanto un inciampo, in verità.

  • Milano, casoni bagnati dal sole d'autunno scorrono, mentre il traffico si muove lento.

  • Ospedali: gente gentile in architetture che ti schiacciano.

  • L'ospedale è un luogo di cui nessuno ha cura. Ci si entra senza guardarsi intorno, dritti all'obiettivo: la persona che ci guiderà nei suoi meandri tra una visita e l'altra. Tra un muro scrostato e un impianto elettrico a vista.

  • Il lavoro, anche se non c'è cartellino, è sempre una questione di tempo. E c'è chi pensa di doverlo sorvegliare, di essere custode di questo astratto strumento di dominio. I capi e le cape.

  • Iniziare un corso di arabo levantino a 55 anni. Tamam.

  • È bello ricevere auguri di buon compleanno. Si tratterebbe anche di farli. Bisognerebbe però quantomeno ricordarsi le date.

  • Molti hanno Facebook che ricorda loro i compleanni. Io però non sono su Fb. E un po' l'idea mi disturba. Ma sono anche uno pragmatico.

  • Per un equivoco oggi ci saranno due torte.

  • Brueghel il vecchio, il giovane ecc. Una famiglia complicata ma di talento. In particolare per i paesaggi invernali.

  • che bella invenzione l'audioguida.

  • due psicoterapeute discutono delle tariffe dei colleghi al caffè letterario. Sono oltre i 60. Collana di perle, italiano forbito ma look poco curato. A vederle così da loro non ci andrei mai in analisi. Proletarie del divanetto.

  • A Milano le gente è triste?

  • Nella metro outfit e accessori. Un florilegio di ambizioni deluse, di speranze minime, di povere emulazioni.

  • Eppure siamo tutt* uguali anche in questo.

  • Palestina '36, confuso, didascalico ma necessario.

  • La cameriera al banco dei gelati, sorridente e gentile. Occhi a mandorla, ciglia finte.

  • Il clochard che all'uscita della metro chiede “ce l'hai una sigaretta?”. In Francese.

  • Dimenticarsi di andare a una inaugurazione, evento sociale di rilievo.

  • Avere un problema con l'agenda.

  • Poter dormire insieme fino alle dieci, appiccicati. Un lusso.

  • Brioche a colazione. Se me la porti salta il digiuno intermittente.

  • Usare AntiX linux e schiaffarci sopra Plasma. A un certo punto ci saranno problemi. E infatti.

  • Oggi Coco mi è venuto sul dito svolacchiando. Che esserino.

  • Le mie orecchie vibrano di più oggi. Si chiama acufene.

  • La Pussy Riot che diventa informatrice FSB.

  • Diventeremo tutt* informator* di fronte all'abisso dell'autoritarismo.

  • Il tofu non gode di buona fama in famiglia. Nemmeno quello di Ceci.

  • Oggi al collettivo di mia figlia è arrivato un maranza comunista uguale a suo fratello con il nome che avrebbe avuto lui se non gli avessimo dato quello che ha ora.

  • Quello di un famoso rivoluzionario cubano.

  • Viva il movimento Maranza.

  • Il mattino è il momento giusto. La luce giovane rende dolce la pelle.

  • Suonare insieme genera trance. Bombo, platillo, tsch tsch... e la gente balla, e viene sera.

  • No a più neutralità.

  • In morte di un economista. Aveva una voce profonda, era venuto su dall'aiuto allo sviluppo, scivolando poi nel liberismo.

  • La telefonata di famiglia. P. non ha più piacere ad andare in città. Si fa arrivare i libri a casa.

  • Le polpette con il sugo.

  • Ieri di Lotta Continua, oggi trumpiano. La foto di lui con la pipa e io piccolo piccolo.

  • il mio gusto di gelato preferito è cuore di Mamma

  • Spostare tutti i gelati da un frigorifero in un supermercato e infilarci dentro. Poi, quando arriva una commessa dirgli “avevo un po’ caldo“

  • Una casetta sul lago come nuova, con i vetri rotti. Forse dei pescatori?

  • Avere 15 anni e farsi controllare dai carabinieri al parco che ti fanno svuotare tutte le tasche.

  • quando tutti i pezzi del puzzle si mettono al loro posto nella mia testa. Sono pronto a scrivere l'introduzione.

  • Sono sempre stanco, e a volte ho difficoltà a trovare la spinta a fare le cose.

  • oggi era una splendida giornata, quasi 30 gradi.

  • L'urlo di Ginsberg è un poema molto lungo. Stasera l'ho ascoltato tutto per la prima volta.

  • Il Moloch

  • I marinai dell'Atlantico che sperimentano alternative.