Listarelle

timolo, eucaliptolo, mentolo, ecc.

  • X (former Twitter) è il social che più dà dipendenza. E' un po' come guardare la TV, tutto quello che succede, succede anche lì.

  • Poi però comincio a stare male, a provare ansia, a rigirare nella testa le frasi più razziste e xenofobe, cercando il modo giusto di rispondere mantenendo la calma.

  • X è un bagno di realtà, ma la realtà non è bella. A quel punto meglio smettere.

  • Audiografie si farà di nuovo. Oggi scritto prima bozza di programma. Quest'anno ho le idee molto più chiare grazie all'esperienza dell'anno scorso.

  • Studiato arabo: penna, pennarelli, matita... si torna a studiare ed è piacevole.

  • Studiato anche con L., che tra il greco e il latino trova anche il tempo di fare arabo.

  • Dal dentista, mi è saltata una otturazione. Ma secondo lui no. Dovrò comunque pagare. Non voglio farmi mettere una capsula.

  • dice che di notte “bruxo” e che mi sono piallato i denti. Un “bite” che serve a proteggere i denti costa 450 euro. Ma è fatto su misura, eh...

  • Lettura de “I ribelli dell'Atlantico”. Stupendamente di parte. Pirati, schiavi, indigeni e anabattisti che creano comunità per combattere il potere.

  • Dopo due anni di lavoro sono finalmente libero di un peso: il mio saggio è finito.

  • Mi interrogo sulla scrittura, sul modo di rendere sulla pagina un percorso di ricerca. Tendo a nascondermi dietro l'idea che la scrittura storica è una scrittura funzionale e che quindi non deve avere bisogno di espressività. Ma poi i lettori non sono dei freddi burocrati dietro una scrivania...

  • M. non sta bene, devo andare a prenderlo a scuola.

  • L. ha preso un buon voto a latino. Bastava cambiare Prof per sentirsi liberata dal peso della stupidità e dell'ansia.

  • Ho saltato l'appuntamento dal dentista: i miei soliti problemi con l'agenda. Tornerò a comprarne una cartacea, per poi non usarla.

  • Ieri Coco è volato giù dalla scala per andare a curiosare nel piano sotto. E' salito sulla mano di L. e la becchettata un po'. Ormai è un membro della famiglia. Curioso come una cocorita.

  • Prove aperte alla Murga. Facce nuove e tanta energia. Per me l'esperienza più coinvolgente degli ultimi anni. Ho provato il rullante. Ma il bombo resta il mio preferito.

  • Ah, dormire...

  • Oggi risotto allo zafferano, stasera minestrone. I piatti che sono la domenica per definizione. Malinconia, autunno, calore famigliare.

  • Ieri mia figlia ha scoperto l'habitus: un ragazzo uguale a suo fratello i cui genitori assomigliano a noi.

  • “ma allora – le ho chiesto – cosa resta del libero arbitrio?”

  • Bourdieu diceva: “80% habitus; 20% libero arbitrio”

  • Ho recuperato una maionese impazzita.

  • studiato arabo insieme. Divertente. Scatta subito la competizione.

  • La mattina, quando la luce sfiora la tua pelle...

  • Mettere a posto la casa come rito di riunione.

  • A Bolzano contro i Cpr. Quante belle facce, quanti outfit originali.

  • gli studenti francesi spazzano via tutti quei discorsi pseudo-scientifici sui social che ti rendono scemo.

  • ogni generazione ha il suo modo di lottare.

  • Al centro sociale un musicista con un guimbri moderno. Parliamo di Essaouira, dove vorrei andare.

  • Mi racconta un'altra storia di schiavi e di strumenti che migrano.

  • Poi suonano gli Zù. F., che conosco da 20 anni, mi dice: “Sembra un po' il prog dei noatri tempi. Un progressive per tempi regressive”.

  • Ormai ai concerti ci vado con i tappi. Vedo che non sono il solo.

  • La sconfitta ci ha trasformato in tante piccole tribù, i cui membri si stringono gli uni agli altri e guardano le altre tribù con sospetto.

  • È una questione di sopravvivenza.

  • Poi però all'improvviso ti trovi per strada insieme.

  • Quando credevi non ci fosse più speranza al mondo, qualcosa succede, sempre.

  • Francesco cantava in francese le lodi di Dio

  • Gli USA vogliono fucilare in live streaming un condannato a morte.

  • Leggere Anne Carson. Gianni Montieri mi racconta in diretta che ha letto un suo romanzo alla moglie sul letto di morte.

  • Intervistata da una giornalista islandese sul Nobel, lei dice: “They are crazy”.

  • I due parti di mia moglie. Li ricordo bene, ma come un momento sospeso in un tempo altro. quando la vita, la biologia, strappano il velo del quotidiano, protetto dalla cultura.

  • La mia compagna mi sta rieducando. Il lavoro di una vita.

  • E' finita la settimana. C'è allegria nell'aria. Il caffé delle 15.30 è gioioso.

  • Ho ricevuto un biglietto d'auguri: “Caro, sempre in prima linea, tu sei così, battagliero, un amico prezioso. un condottiero leale e sincero!”. Mi sono commosso.

  • Ancora gli studenti francesi. Video buffi degli studenti francesi che dicono wesh. Sono imprendibili.

  • terze, quarte generazioni che dicono che vogliono la scuola che funziona e di aggiustare l'ascensore.

  • Dice un collega: “Ogni 5 anni i francesi eleggono un re e passano il resto del tempo a cercare di tagliargli la testa”.

  • Tra poco non avremo più macchine che fanno matematica meglio di noi ma oracoli a cui affidarci senza più capire.

  • Il mondo dell'IA sta sviluppando la sua ideologia, che somiglia molto a un nuovo culto

  • «La grazia è una moneta con più di due facce. Nella quale noi crediamo» (Anne Carson)

  • La mia borraccia motivazionale comprata al Brico funziona. Ma le mie visite al bagno sono aumentate di conseguenza.

  • E' incredibile la quantità di borracce che si sono accumulate nel tempo. Quelle di alluminio dopo un po' iniziano a puzzare.

  • C'è stato un periodo in cui la borraccia di alluminio era il segno tangibile dell'impegno ecologico di istituzioni, scuole, aziende. E' passato presto.

  • Poi l'Alu non è inquinante da riciclare, ma da produrre sì.

  • Céline, l'antisemita. Una malattia che stenta a passare in Francia. Vedi Jordan Bardella.

  • E non è vero che i suoi pamphlets sono pessima letteratura: anzi, sono il luogo dove sperimenta il suo linguaggio.

  • I chip fatti con neuroni umani e silicio per riprodurre il funzionamento del cervello. I data center consumano meno energia e meno acqua. Ma c'è qualche problema etico.

  • Oggi cielo grigio, pioggia e freddo.

  • Il formaggio della Val d'Anniviers. E' tradizione averne una forma personale, che viene offerta a chi partecipa al tuo funerale.

  • Hitler ha perso la guerra per una questione di cattiva organizzazione della logistica. E pure Napoleone.

  • Lavorare con l'attualità ti trasforma la memoria a breve termine. Il giorno dopo non ricordo più quello di cui ho parlato il giorno prima.

  • Così questa diventa una forma di meditazione.

  • Vado da Aldi perché adoro gli espositori con le offerte della settimana: ieri ho comprato un porta cellulare per bici e un cacciavite a cricchetto.

  • Stare davanti a un microfono è come stare davanti a uno specchio.

  • Birretta con patatine sulla amaca mentre fuori piove. A guardare video degli studenti francesi in lotta.

  • La lontananza rende le voci più attente, circospette.

  • Stamattina la moto non partiva. Il serbatoio era vuoto.

  • Paolo parla l'arabo, ha iniziato da autodidatta e poi ha trovato una ragazza siriana con la quale fare conversazione online. Ci racconta della lingua dei libanesi, che si esprimono tutti come delle drama queen. Quando gli chiedi un caffè al bar, ti dicono “ti darei qualsiasi cosa, anche i miei occhi”.

  • E io a un certo punto dovrei anche iniziare a studiare.

  • La diretta va, le parole vengono più copiose.

  • Al ritorno dal lavoro ho comprato una tanica e l'ho riempita di benzina per la moto.

  • In macchina mi sono ascoltato il podcast Bad Hasbara con Francesca Albanese. La sua ironia, la sua risata, il suo modo di prendersi e prendere in giro mi hanno fatto sentire molto fiero di essere... italiano. Nel senso culturale, non nazionalista.

  • La solitudine non mi dispiace, ma dopo un po' mi tramortisce.

Un sogno.

Avvertenza: quando in un romanzo trovo la descrizione di un sogno, già so che mi annoierò. Ma questa notte ho fatto un sogno così chiaro nelle sue immagini e nelle sensazioni che mi ha dato, che mi vien voglia di registrarlo in qualche modo.

  • Stavo tornando nella casa dove sto nelle mie settimane di lavoro all'estero ma la strada asfaltata che sale fino a lì era scomparsa e al suo poso un sentiero completamente distrutto da una frana, impraticabile. Ma che cos'è successo?

  • Mi trovo in un luogo indefinito, una grande sala, forse la mia redazione. Qualcuno mi dice: “Ma non sai cos'è successo? Sono arrivati gli alieni”.

  • Gli esseri umani sono stati sottomessi dagli alieni e sono diventati delle specie di animaletti di compagnia, dediti a attività assolutamente inutili.

  • Tra queste un gioco con delle palle molli e bianche che si gioca sulla terra battuta con un sacco di pubblico. Il mio capo, di solito molto attento allo stile vestimentario, indossa una divisa sformata di tessuto non tessuto bianco ed è molto preso dal gioco.

  • In un corridoio vedo passare due alieni che chiacchierano amabilmente. Sono due esseri umani come noi, idioti quanto noi e privi di interesse come noi. Solo hanno scoperto prima il viaggio intergalattico.

  • Il sentimento che pervadeva tutto il sogno era la malinconia per l'occasione persa dell'umanità, che aveva fallito e si era alla fine messa al servizio di altri, più forti.

  • ma in fondo non stavamo nemmeno troppo male.

  • Preso brioches alla pasticceria in fondo alla strada. Tre in un sacchettino di plastica a 2 euro. I pasticceri sono del Sud. Chissà che ci fanno qui a faticare tra le montagne?

  • Riordinato cucina e passato aspirapolvere. Ogni volta che passo mi dico: 2Sembra già molto più puloito”, come se potessi vedere la polvere...

  • Sono solo con i ragazzi. E' come se la responsabilità e il desiderio di controllo si fossero trasferiti in me. E' una bella sensazione.

  • Faccio tre bucati di fila. Posso valutare la funzionalità dei fili per stendere che ho installato qualche settimana fa con tanto di tiranti.

  • Sveglio i ragazzi. Oggi devono studiare.

  • Preparo il pranzo. Do da mangiare alla Cocorita. Il lavoro di cura, che di solito – un po' per convenienza, un po' per necessità – delego in parte, oggi è al centro delle mie attività. E' rilassante. Per un giorno.

  • Alle 17 scatta l'ora del ripasso. Oggi al menù c'è la crisi della Repubblica e i tentativi di riforma dei fratelli Gracco. La storia romana è incredibilmente ricca di colpi di scena.

  • Preparo la cena. Per la vegetariana seitan marinato con piselli. Buono, me lo segno, da rifare.

  • Torna la mia metà. Felice e contenta. Io faccio le valige e parto. Giusto il tempo di salutarci e di darci il cambio. A lei spetta un ripasso intenso di latino.

  • Alle 23.30 arrivo nel mio secondo mondo. Switch.