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    <title>economia &amp;mdash; μετανοειτε</title>
    <link>https://noblogo.org/metanoeite/tag:economia</link>
    <description>Blog di migrazione, dal vecchio blogspot (che abbandono per motivi etici), e che probabilmente diventerà una raccolta dei contenuti che ho sparsi per il web</description>
    <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 21:55:59 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>La speranza nella crisi. Crisi petrolifera e transizione comunitaria.</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/la-speranza-nella-crisi</link>
      <description>&lt;![CDATA[È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle &#34;democrazie&#34;, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il business as usual, come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?&#xA;&#xA;Cosa sta accadendo&#xA;&#xA;Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un post di ieri:&#xA;&#xA;  Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:&#xA;    la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.&#xA;    Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale - come già sta avvenendo - ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.&#xA;    La possibile risposta delle élite europee - del tutto inadatte ad affrontare questi tempi - sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.&#xA;    È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.&#xA;    Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.&#xA;    È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.&#xA;    Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.&#xA;    Gabriele Guzzi&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è drogata di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata. &#xA;Cosa ci aspetta quindi? Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:&#xA;&#xA;Futuro alla Mad Max: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.&#xA;Futuro Pianeta Verde: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più &#34;verde&#34;, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)&#xA;&#xA;È ovvio che il sistema &#34;Trump&#34; sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.&#xA;&#xA;Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione &#34;sana&#34; verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.&#xA;Oltre agli ecovillaggi, ai gruppi per il cambiamento degli stili di vita, o a quelli che volti alla decrescita, alla permacultura, le Comunità Laudato Sì, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle Transition Town (città in transizione) che rispondono &#34;chirurgicamente&#34; a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.&#xA;&#xA;Il movimento delle città in transizione&#xA;&#xA;La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:&#xA;&#xA;  La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.&#xA;    È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.&#xA;    https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/&#xA;&#xA;https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?pos=1&amp;sid=685317ed0&amp;ss=r&#xA;small[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]/small&#xA;&#xA;Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. &#xA;&#xA;Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:&#xA;&#xA;Origini: Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.&#xA;Obiettivi: Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.&#xA;Metodo: Si basa sulla &#34;transizione&#34;, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.&#xA;Azioni concrete: Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.&#xA;Rete: Il movimento è internazionale, con il sito Transition Network che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da Transition Italia. &#xA;&#xA;Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.&#xA;&#xA;  [! info] video presentazione di Cristiano Bottone&#xA;  iframe width=&#34;560&#34; height=&#34;315&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU&#34; title=&#34;YouTube video player&#34; frameborder=&#34;0&#34; allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; allowfullscreen/iframe&#xA;    https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo&#xA;&#xA;  In cosa consiste questa metodologia?&#xA;  «Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere. &#xA;  Cristiano Bottone&#xA;    https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;&#xA;Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali&#xA;https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/&#xA;&#xA;Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi. &#xA;&#xA;Risorse:&#xA;&#xA;Nuove energie per la pace, di Rebecca Solnit, pubblicato su Internazionale del 27 marzo 2026. https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb&#xA;Grazie al gruppo di Radio Eustachio per la segnalazione nella puntata Guerra fossile, pace rinnovabile?. &#xA;Puntata di Report Consumatori difettosi_ del 2010: https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html&#xA;Intervista a Rob Hopkins del 2021: https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg&#xA;Intervista a Cristiano Bottone https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;Bibliografia essenziale https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/&#xA;&#xA;#società #economia #crisi  #transizione #conversione #regno]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle “democrazie”, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il</em> business as usual, <em>come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?</em></p>

<h2 id="cosa-sta-accadendo">Cosa sta accadendo</h2>

<p>Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un <a href="https://www.facebook.com/gabri.guzzi/posts/pfbid023TAmuZfUsciBsNv54B1yWWpyUepVM6qt5YviFA8CcCBqzvhhEbjTnSRJFAu7pG7ql" rel="nofollow">post</a> di ieri:</p>

<blockquote><p>Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:</p>

<p>la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.</p>

<p>Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale – come già sta avvenendo – ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.</p>

<p>La possibile risposta delle élite europee – del tutto inadatte ad affrontare questi tempi – sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.</p>

<p>È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.</p>

<p>Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.</p>

<p>È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.</p>

<p>Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.</p>

<p><em>Gabriele Guzzi</em></p></blockquote>



<p>Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è <em>drogata</em> di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata.
<strong>Cosa ci aspetta quindi?</strong> Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:</p>
<ul><li>Futuro alla <strong>Mad Max</strong>: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.</li>
<li>Futuro <strong>Pianeta Verde</strong>: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più “verde”, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)</li></ul>

<p>È ovvio che il sistema “Trump” sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.</p>

<p>Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione “sana” verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.
Oltre agli <strong>ecovillaggi</strong>, ai gruppi per il <strong>cambiamento degli stili di vita</strong>, o a quelli che volti alla <strong>decrescita</strong>, alla <strong>permacultura</strong>, le <strong>Comunità Laudato Sì</strong>, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle <strong>Transition Town</strong> (città in transizione) che rispondono “chirurgicamente” a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.</p>

<h2 id="il-movimento-delle-città-in-transizione">Il movimento delle città in transizione</h2>

<p>La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:</p>

<blockquote><p>La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.</p>

<p>È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.</p>

<p><a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/</a></p></blockquote>

<p><img src="https://jessicaperlstein.com/cdn/shop/files/5thsacredthing_10x20_web.jpg" alt="https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?_pos=1&amp;_sid=685317ed0&amp;_ss=r">
<small>[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]</small></p>

<p><strong>Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico</strong>. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. </p>

<p>Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:</p>
<ul><li><strong>Origini:</strong> Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.</li>
<li><strong>Obiettivi:</strong> Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.</li>
<li><strong>Metodo:</strong> Si basa sulla “transizione”, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.</li>
<li><strong>Azioni concrete:</strong> Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.</li>
<li><strong>Rete:</strong> Il movimento è internazionale, con il sito <a href="https://transitionnetwork.org/it/about/" rel="nofollow">Transition Network</a> che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da <a href="https://www.italiachecambia.org/mappa/transition-italia/" rel="nofollow">Transition Italia</a>. </li></ul>

<p><strong>Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.</strong></p>

<blockquote><p>[! info] video presentazione di Cristiano Bottone
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU" title="YouTube video player" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo</a></p>

<p><strong>In cosa consiste questa metodologia?</strong>
«Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere.
<em>Cristiano Bottone</em></p>

<p><a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></p></blockquote>

<p>Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali
<a href="https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/" rel="nofollow">https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/</a></p>

<p>Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, <strong>è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore</strong>. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi.</p>

<h2 id="risorse">Risorse:</h2>
<ul><li><em>Nuove energie per la pace</em>, di Rebecca Solnit, pubblicato su <em>Internazionale</em> del 27 marzo 2026. <a href="https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb" rel="nofollow">https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb</a>
Grazie al gruppo di <strong>Radio Eustachio</strong> per la segnalazione nella puntata <a href="https://eustachio.indivia.net/blog/?puntata=guerra-fossile-pace-rinnovabile" rel="nofollow">Guerra fossile, pace rinnovabile?</a>.</li>
<li>Puntata di Report <em>Consumatori difettosi</em> del 2010: <a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html" rel="nofollow">https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html</a></li>
<li>Intervista a Rob Hopkins del 2021: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg</a></li>
<li>Intervista a Cristiano Bottone <a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></li>
<li>Bibliografia essenziale <a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/</a></li></ul>

<p><a href="/metanoeite/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:crisi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">crisi</span></a>  <a href="/metanoeite/tag:transizione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">transizione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:conversione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">conversione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:regno" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">regno</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/la-speranza-nella-crisi</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:02:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Demercificando...</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/demercificando</link>
      <description>&lt;![CDATA[#decrescita #demercificazione #economia,&#xA;&#xA;Ho dedicato la mia domenica pomeriggio alla preparazione di questo diagramma che spero sia utile per comprendere il progetto di demercificazione (termine nuovo che credo di aver acquisito ascoltando Pallante l&#39;altro giorno).&#xA;&#xA;Mappa sistema economico alternativo|100&#xA;&#xA;L&#39;immagine è appositamente piccola... la versione a grandezza naturale del diagramma è sul sito:&#xA;https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/metanoeite/tag:decrescita" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">decrescita</span></a> <a href="/metanoeite/tag:demercificazione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">demercificazione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a>,</p>

<p>Ho dedicato la mia domenica pomeriggio alla preparazione di questo diagramma che spero sia utile per comprendere il progetto di <strong>demercificazione</strong> (termine nuovo che credo di aver acquisito ascoltando Pallante l&#39;altro giorno).</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/59ZjT7xd/mappa-sistema-economico-alternativo.png" alt="Mappa sistema economico alternativo|100"></p>

<p>L&#39;immagine è appositamente piccola... la versione a grandezza naturale del diagramma è sul sito:
<a href="https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare" rel="nofollow">https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/demercificando</guid>
      <pubDate>Sat, 21 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Flusso di realtà</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/flusso-di-realta</link>
      <description>&lt;![CDATA[#economia #bioeconomia #società #decrescita #sostenibilità #mondonuovo&#xA;&#xA;Ogni nostra azione è immersa in un flusso di connessioni. Se riciclo oppure getto la carta del gelato per terra o compro cibo biologico invece che al supermercato, tutto questo influisce su di me e sul pianeta intero.&#xA;&#xA;Come?&#xA;&#xA;Tutte queste scelte determinano il modo in cui io partecipo alla continua creazione del mondo in cui vivo, e in cui vivranno i miei figli. La carta seguirà un percorso diverso, la qualità dell’acqua che berremo e dell’aria che respiriamo sarà diversa.&#xA;&#xA;Questo alcuni non l’hanno ancora compreso, molti altri si.&#xA;&#xA;La domanda che potremmo ora porci è: quanto la mia scelta influisce sulla salute mia e dell’ambiente in cui vivo? Cosa, realisticamente, comporterà la mia scelta?&#xA;A questo nessuno, o pochissimi, sa dare una risposta.&#xA;&#xA;Come potremmo scoprirlo? E’ necessaria un’analisi sistemica dell’astronave Terra, una mappa dei percorsi naturali ed artificiali del flusso di connessioni al quale ognuno di noi partecipa.&#xA;E’ importante perché il mondo possa finalmente agire con chiara consapevolezza.&#xA;--------&#xA;\ add 2025] Questi concetti sono approfonditi dalla &#34;nuova&#34; scienza della [bioeconomia. &#xA;Qui il lavoro seminale di N. Georgescu Roegen Bioeconomia Verso un&#39;altra economia ecologicamente e socialmente sostenibile con introduzione di Mauro Bonaiuti, fondatore dell&#39;Associazione Nicholas Georgescu-Roegen.&#xA;---------&#xA;http://www.clubdibudapest.it&#xA;http://www.igfitalia2011.it/programma/open-data-per-lo-sviluppo&#xA;http://it.wikipedia.org/wiki/Improntaecologica&#xA;image credits]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:bioeconomia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">bioeconomia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/metanoeite/tag:decrescita" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">decrescita</span></a> <a href="/metanoeite/tag:sostenibilit%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">sostenibilità</span></a> <a href="/metanoeite/tag:mondonuovo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">mondonuovo</span></a></p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/3wnWRHhd/Abstract-Neon-Lines-Vector-Art-thumb.jpg" alt="">
Ogni nostra azione è immersa in un flusso di connessioni. Se riciclo oppure getto la carta del gelato per terra o compro cibo biologico invece che al supermercato, tutto questo influisce su di me e sul pianeta intero.</p>

<p><strong>Come?</strong></p>

<p>Tutte queste scelte determinano il modo in cui io partecipo alla continua creazione del mondo in cui vivo, e in cui vivranno i miei figli. La carta seguirà un percorso diverso, la qualità dell’acqua che berremo e dell’aria che respiriamo sarà diversa.</p>

<p>Questo alcuni non l’hanno ancora compreso, molti altri si.</p>

<p>La domanda che potremmo ora porci è: <em>quanto</em> la mia scelta influisce sulla salute mia e dell’ambiente in cui vivo? Cosa, <strong>realisticamente</strong>, comporterà la mia scelta?
A questo nessuno, o pochissimi, sa dare una risposta.</p>

<p>Come potremmo scoprirlo? E’ necessaria un’analisi sistemica dell’<a href="https://www.okpedia.it/metafora_della_terra_come_astronave" rel="nofollow">astronave Terra</a>, una mappa dei percorsi naturali ed artificiali del flusso di connessioni al quale ognuno di noi partecipa.
E’ importante perché il mondo possa finalmente agire con chiara consapevolezza*.</p>

<hr>

<p>* [add 2025] Questi concetti sono approfonditi dalla “nuova” scienza della <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/bioeconomia_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/" rel="nofollow">bioeconomia</a>.
Qui il lavoro seminale di N. Georgescu Roegen <a href="https://cloud.3x1t.org/index.php/s/f7GmRsNDtSJZ6PX" rel="nofollow"><em>Bioeconomia Verso un&#39;altra economia ecologicamente e socialmente sostenibile</em></a> con introduzione di Mauro Bonaiuti, fondatore dell&#39;<a href="https://www.georgescuroegen.org/" rel="nofollow">Associazione Nicholas Georgescu-Roegen</a>.</p>

<hr>

<p><a href="http://www.clubdibudapest.it" rel="nofollow">http://www.clubdibudapest.it</a>
<a href="http://www.igfitalia2011.it/programma/open-data-per-lo-sviluppo" rel="nofollow">http://www.igfitalia2011.it/programma/open-data-per-lo-sviluppo</a>
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica</a>
<em><a href="http://www.thevectorart.com/abstract-neon-lines-vector-art-301.html" rel="nofollow">image credits</a></em></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/flusso-di-realta</guid>
      <pubDate>Sun, 01 Jan 2012 02:43:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sistema per coadiuvare le economie alternative e solidali</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/sistema-per-coadiuvare-le-economie-alternative-e-solidali</link>
      <description>&lt;![CDATA[  Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.&#xA;  Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo &#xA;  che renda la realtà obsoleta.&#xA;  R.B. Fuller&#xA;&#xA;Molti riconoscono da parte del sistema economico monetario un’ingerenza negativa sulle loro vite:&#xA;&#xA;obbligo di servire per attività anti-etiche&#xA;disoccupazione e disuguaglianze sociali tra ricchi e poveri&#xA;squilibri ecologici fisiologici&#xA;altro...&#xA;&#xA;E’ sempre esistito, ed esiste tuttora, un sistema alternativo, locale, che ha preceduto e si mantiene, soprattutto nelle comunità rurali, fatto di scambi solidali e di rapporti di “buon vicinato” che si mantiene e che crea benessere per chi vi partecipa.&#xA;&#xA;Questo sistema è limitato nell’azione e nella maggior parte dei casi non è sufficiente di per sé a garantire autonomamente il benessere psicofisico di chi vi partecipa. Tanto è vero che la maggioranza delle persone si avvale dell’offerta lavorativa del sistema economico-monetario, e chi non riesce ad avvalersene, almeno nell’occidente, la ricerca.&#xA;&#xA;La proposta è quella di ampliare informaticamente la capacità delle economie non monetarie di rispondere ai bisogni dei singoli e delle comunità.&#xA;Esistono già delle idee e progetti in tal senso, non è chiaro però quale risponde alla richiesta precisa di creare un’alternativa potenzialmente “completa” e migliorata rispetto al sistema monetario che tutti conosciamo(#1).&#xA;Da un altro punto di vista, possiamo dire che al momento attuale il sistema monetario ha praticamente il monopolio della fornitura di beni alle persone ed alle comunità. Questo progetto ha l’ambizione (insieme alle economie alternative) di rompere questo monopolio riorganizzando e potenziando le economie alternative.&#xA;!--more--&#xA;Si può osservare come gran parte delle persone dedichi una parte del tempo della propria vita al “servizio” del sistema monetario per garantirsi il “diritto” alla vita di comunità, in particolare ai beni necessari alla sopravvivenza e in secondo luogo a quei beni secondari che la collocano ad un certo livello della cosiddetta “scala sociale”. Mentre in tempi di scarsità questo vassallaggio era naturale, possiamo considerare che l’umanità abbia ormai raggiunto un livello di padronanza sulle risorse planetarie tale per cui sarebbero sufficienti una corretta gestione e distribuzione dei beni e delle tecnologie per garantire a tutta la popolazione mondiale un “tenore di vita” più che dignitoso in cambio di un minimo obbligo occupazionale.&#xA;&#xA;Il dono: atto spirituale e tendenza naturale&#xA;All’atto altruistico e gratuito è riconosciuto un alto valore spirituale in praticamente tutte le tradizioni spirituali.&#xA;&#xA;Donare fa bene allo spirito.&#xA;&#xA;Il donare vien difficile quando si vive in ristrettezza mentale. La ristrettezza, la scarsità, è un’attitudine mentale che giustifica l’avarizia [studi a riguardo?] .&#xA;&#xA;Vivere in una società dove la condivisione (piuttosto che lo scambio) è l’uso, aiuta a liberarsi di questo “vizio”, incrementando il benessere psicologico dei singoli, e quindi della collettività nel suo insieme.&#xA;&#xA;Possiamo immaginare un circolo virtuoso che collega la forma che assume la società all’attitudine interiore degli individui [vedi il concetto di http://it.wikipedia.org/wiki/Strategiadominante]. &#xA;&#xA;In una società sana Abbondanza e Attitudine alla condivisione si generano automaticamente&#xA;&#xA;Sembra che uno dei difetti del sistema economico-monetario adesso dominante nell’occidente sia quello di squilibrare il sistema sociale nel senso inverso, premiando quindi comportamenti sociali competitivi e patologici. Il germe della condivisione è comunque innato negli individui, realizzandosi sempre, almeno, nell’ambito familiare.&#xA;&#xA;Demercificare il mondo (dal basso)&#xA;Nello schema sono presentate alcune realtà economiche già esistenti. Il mercato è una di esse, mentre il lavoro di demercificazione andrebbe intrapreso creando collegamenti di valore tra le alternative, superando quindi il mercato in &#34;virtuosità&#34;, in capacità di rispondere alle reali esigenze delle persone e delle comunità.&#xA;&#xA;Se si definisce come intelligenza la capacità di creare benessere e salute in senso olistico, allora si può pensare al fine di questo progetto come alla costruzione di un tessuto economico intelligente, salutare per la società.&#xA;&#xA;div class = centerpDiagramma di diverse economie suddivise per identità dei membri, metodo di condivisione e tipologia di beni scambiati.[2]/p/div&#xA;&#xA;Per attivare il progetto servono competenze multiple ovvero tecniche/informatiche, economiche/sistemiche, di management e di coordinamento tra le diverse realtà presenti sul territorio. Come prima fase si dovrebbe creare un gruppo di lavoro di persone che comprendano e condividano il progetto. Successivamente si tratta di aiutare a connettere economicamente le reti o i singoli &#34;virtuosi&#34; (attenuandone perciò le necessità monetarie). In questo credo che l&#39;uso oculato del mezzo informatico sia utile se non fondamentale. Andrebbe anche posta una certa attenzione nell’autodifesa da “colpi di coda” del sistema mercantile, che potrebbe manifestare delle ostilità.&#xA;&#xA;Una volta a regime, il processo di demercificazione dovrebbe autoalimentarsi, permettendo di aumentare esponenzialmente la disponibilità di beni.&#xA;&#xA;Recentemente ho realizzato che un sistema del genere trova sede naturale in un concetto più ampio di autogestione della popolazione, come per esempio le Comunità secondo l’idea di Olivetti[3]. In questo contesto beni che circolano possono essere usati per retribuire figure non “produttive” quali educatori, guaritori, artisti. Quindi questo sistema sarebbe adatto a soddisfare la domanda interna di beni necessari, lasciando al mercato il ruolo di soddisfare le esigenze “di lusso”.&#xA;&#xA;Implementazione software&#xA;Filosofia realizzativa&#xA;Il principio di base da tener presente in questo progetto è quello di svolgere un servizio. Servizio all’individuo, alla comunità e, nel complesso, all’umanità(!)&#xA;&#xA;Il servizio va inteso nel senso che l’obiettivo primario è quello di migliorare le condizioni di vita di chi si avvale dello strumento informatico messo a disposizione (e possibilmente anche di chi non se ne avvale)&#xA;&#xA;Da questo deriva l’obiettivo di promuovere la possibilità degli individui e delle comunità di migliorare le proprie condizioni mediante “soluzioni di default” (ovvero proposte) modificabili o personalizzabili mediante processi democratici (feedback, autodefinizione delle regole di scambio e delle modalità di espansione). L’utente (e in definitiva la comunità) andrebbe lasciato libero di scegliere tra le diverse modalità di reperimento dei beni. In questo modo i comportamenti virtuosi dovrebbero emergere, invece che essere forzati.&#xA;&#xA;Considerarlo anche un sistema democratico/educativo per la valorizzazione di pratiche e l’uso virtuoso dei beni.&#xA;&#xA;Integrazione “soft” del sistema di beni e degli individui/comunità che usano i prodotti di questo servizio.&#xA;&#xA;Ovvero premiare e, nel rispetto della libertà, incoraggiare i comportamenti virtuosi/altruistici da parte delle persone/comunità.&#xA;&#xA;Migliorare (in senso olistico) lo “stato di salute” dell’individuo/società.&#xA;&#xA;Un livello di base è semplicemente quello di migliorare l’efficienza con la quale un certo bene viene fruito, sarebbe comodo per molte persone avere a disposizione un sistema che contemporaneamente gli indichi dove reperire i beni, dal cibo al trasporto (p.es. tramite l’integrazione di un sistema di car-sharing).[Concetto car sharing-condivisione beni da raffinare]&#xA;&#xA;In definitiva, andrebbero valorizzate le caratteristiche proprie del mezzo informatico di organizzazione degli scambi&#xA;&#xA;la flessibilità nel poter definire le regole di scambio. Questo lo renderebbe un buon candidato per poter far da collante tra diversi sistemi economici solidali, altrimenti isolati e fortemente dipendenti dal mercato.&#xA;la possibilità di integrare i bisogni dei singoli con quelli del sistema nel suo insieme. In questo senso esso permette un “autocontrollo morbido” degli scambi.&#xA;&#xA;Va ricordato che il valore di una rete aumenta esponenzialmente con il numero dei nodi che vi partecipano[4].&#xA;&#xA;Questo vale anche per le reti di economia solidale. E’ importante comprendere che due reti unite valgono molto di più delle due reti divise. In questo senso la possibilità di fare da collante tra varie reti di economia solidale è un requisito indispensabile perché queste decollino e si possano proporre come valida alternativa al sistema monetario. In base ad un principio di efficienza, è logico supporre che nel lungo termine si imporrà quel sistema che (a parità di risorse disponibili) è in grado di massimizzare il benessere delle comunità che lo adottano.&#xA;&#xA;Interfaccia&#xA;Simile a google per chi cerca beni/servizi + risultati in lista (più mappa o altro da inventare) secondo i criteri impostati dall’utente.&#xA;&#xA;Di base c’è la geolocalizzazione dei beni (se si tratta di un bene per il quale c’è un’offerta diffusa sul territorio);&#xA;&#xA;Poi l’impatto ecologico per produrre/approvvigionarsi di quel bene;&#xA;&#xA;Il valore nutrizionale (salute) attribuibile ai beni alimentari.&#xA;&#xA;Per queste informazioni si possono integrare i dati della Guida al Consumo Critico, il feedback degli utenti e le indicazioni di altri organismi di controllo “affidabili”.&#xA;&#xA;Risultati ordinati per “score” personalizzato&#xA;&#xA;Integrando poi altre info sull’utente si può perfezionare la qualità del servizio (per esempio la conoscenza degli spostamenti casa-lavoro o comunque periodici permettono di dare consigli di approvvigionamento più specifici. Le informazioni sugli spostamenti consentono inoltre l’integrazione efficiente di un sistema di trasporti dei beni, con ulteriore beneficio ecologico/economico per la comunità.&#xA;&#xA;Come tipologia di transazioni possibili vanno inclusi di default il dono, lo scambio e l’acquisto in modo da rendere ampia fin da subito l’offerta di beni.&#xA;&#xA;L’acquisto può essere implementato sia acquisto da un singolo (tipo ebay) sia come proposta d’acquisto fornita da un’attività commerciale (se non ci sono altre soluzioni)&#xA;&#xA;Per ampliarne e semplificare l’uso si dovrebbe rendere disponibile una o più app su smartphone ed eventualmente su social networks quali Facebook.&#xA;&#xA;Implementazione della rete, dati sensibili e robustezza&#xA;&#xA;Il sistema centralizzato è probabilmente il più semplice da realizzare. Se ritenuto necessario, si potrebbe passare ai modelli più complessi.&#xA;&#xA;Onde evitare spiacevoli casi di monopolizzazione del mezzo, è opportuno comunque creare diversi gruppi sparsi su un ampio territorio, che scambiano e imparano dalle diverse esperienze, e poi collegarli col tempo.&#xA;&#xA;Riguardo all’implementazione tecnica e alle regole di interscambio tra reti diverse, va adeguata alle esigenze specifiche dei gruppi/comunità.&#xA;&#xA;  Una caratteristica interessante della gestione dell’economia mediante mezzi informatici è la versatilità delle regole mediante le quali avvengono le transazioni di beni.  “Il dono”, “lo scambio” e “la vendita” sono alcune delle declinazioni classiche, ma è possibile (forse importante) concepire delle nuove modalità che possono migliorare la fruibilità di un bene e quindi il suo contributo al benessere collettivo.&#xA;    Per esempio possiamo immaginare dei “magazzini virtuali” per beni non deperibili (per esempio attrezzi) condivisi dove i beni sono collocati in luoghi diversi secondo l’uso che se ne fa abitualmente, ma che sono messi a disposizione della collettività, cosa che avviene abitualmente nei rapporti di buon vicinato.&#xA;    Altra possibilità: se qualcuno possiede un bene che usa poco e che vorrebbe condividere, ma sul quale vorrebbe mantenere la priorità d’uso (nel mio personale caso, dei libri che non leggo, ma che ritengo possano servirmi in futuro), si può pensare di metterli a disposizione e “farli girare” con la possibilità di tracciarne l’utente e quindi di recuperarli quando necessario. Potremmo chiamare questa modalità “beni al guinzaglio”.&#xA;&#xA;Eventuali modi di autofinanziamento&#xA;&#xA;Spunti:&#xA;&#xA;Offerte dei beneficiari (in denaro e tempo volontario) - finanziamenti da enti pubblici/privati&#xA;Pubblicità tipo AD Sense&#xA;Pagamento da parte di esercizi commerciali che vendono sul territorio (p.es. supermercati)&#xA;In un secondo tempo si può pensare di attivare un servizio di trasporto in integrato a domicilo (a pagamento)&#xA;&#xA;Il fine ultimo deve comunque essere il benessere sociale [ motto di Google Don&#39;t Be Evil - osservazione del 2025: purtroppo questa è invecchiata molto molto male]_.&#xA;&#xA;Christian Lovato - 2013&#xA;&#xA;chr.lovato@gmail.com&#xA;&#xA;[1] Escludendo forse il progetto CES http://www.ces.org.za/ sul quale mi sto documentando.&#xA;&#xA;[2]  Una versione interattiva è disponibile all’ indirizzo https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare&#xA;&#xA;[3] Per un’introduzione al concetto di Comunità si suggerisce la lettura del libro di Olivetti “Il Cammino della Comunità” (http://www.edizionidicomunita.it/cammino-della-comunita/) la cui introduzione è online sul mio sito.&#xA;&#xA;[4] Alcune reti sono rappresentate nella figura al link https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare&#xA;&#xA;#economia #innovazione #sovranità #solidale #informatica #decrescita]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.</em>
<em>Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo</em>
<em>che renda la realtà obsoleta.</em>
<em>R.B. Fuller</em></p></blockquote>

<p>Molti riconoscono da parte del sistema economico monetario un’ingerenza negativa sulle loro vite:</p>
<ul><li>obbligo di servire per attività anti-etiche</li>
<li>disoccupazione e disuguaglianze sociali tra ricchi e poveri</li>
<li>squilibri ecologici fisiologici</li>
<li>altro...</li></ul>

<p>E’ sempre esistito, ed esiste tuttora, un sistema alternativo, locale, che ha preceduto e si mantiene, soprattutto nelle comunità rurali, fatto di scambi solidali e di rapporti di “buon vicinato” che si mantiene e che crea benessere per chi vi partecipa.</p>

<p>Questo sistema è limitato nell’azione e nella maggior parte dei casi non è sufficiente di per sé a garantire autonomamente il benessere psicofisico di chi vi partecipa. Tanto è vero che la maggioranza delle persone si avvale dell’offerta lavorativa del sistema economico-monetario, e chi non riesce ad avvalersene, almeno nell’occidente, la ricerca.</p>

<p><strong>La proposta è quella di ampliare informaticamente la capacità delle economie non monetarie di rispondere ai bisogni dei singoli e delle comunità.</strong>
Esistono già delle idee e progetti in tal senso, non è chiaro però quale risponde alla richiesta precisa di creare un’alternativa potenzialmente “completa” e migliorata rispetto al sistema monetario che tutti conosciamo<a href="#1" rel="nofollow">^1</a>.
Da un altro punto di vista, possiamo dire che al momento attuale il sistema monetario ha praticamente il monopolio della fornitura di beni alle persone ed alle comunità. Questo progetto ha l’ambizione (insieme alle economie alternative) di rompere questo monopolio riorganizzando e potenziando le economie alternative.

Si può osservare come gran parte delle persone dedichi una parte del tempo della propria vita al “servizio” del sistema monetario per garantirsi il “diritto” alla vita di comunità, in particolare ai beni necessari alla sopravvivenza e in secondo luogo a quei beni secondari che la collocano ad un certo livello della cosiddetta “scala sociale”. Mentre in tempi di scarsità questo vassallaggio era naturale, possiamo considerare che l’umanità abbia ormai raggiunto un livello di padronanza sulle risorse planetarie tale per cui sarebbero sufficienti una corretta gestione e distribuzione dei beni e delle tecnologie per garantire a tutta la popolazione mondiale un “tenore di vita” più che dignitoso in cambio di un minimo obbligo occupazionale.</p>

<h2 id="il-dono-atto-spirituale-e-tendenza-naturale">Il dono: atto spirituale e tendenza naturale</h2>

<p>All’atto altruistico e gratuito è riconosciuto un alto valore spirituale in praticamente tutte le tradizioni spirituali.</p>

<p>Donare fa bene allo spirito.</p>

<p>Il donare vien difficile quando si vive in ristrettezza mentale. La ristrettezza, la scarsità, è un’attitudine mentale che giustifica l’avarizia <em>[studi a riguardo?]</em> .</p>

<p>Vivere in una società dove la condivisione (piuttosto che lo scambio) è l’uso, aiuta a liberarsi di questo “vizio”, incrementando il benessere psicologico dei singoli, e quindi della collettività nel suo insieme.</p>

<p>Possiamo immaginare un circolo virtuoso che collega la forma che assume la società all’attitudine interiore degli individui <em>[vedi il concetto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia</a></em>dominante]_.</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/FKZw86KN/imgi-1-default.png" alt="In una società sana Abbondanza e Attitudine alla condivisione si generano automaticamente"></p>

<p>Sembra che uno dei difetti del sistema economico-monetario adesso dominante nell’occidente sia quello di squilibrare il sistema sociale nel senso inverso, premiando quindi comportamenti sociali competitivi e patologici. Il germe della condivisione è comunque innato negli individui, realizzandosi sempre, almeno, nell’ambito familiare.</p>

<h2 id="demercificare-il-mondo-dal-basso">Demercificare il mondo (dal basso)</h2>

<p>Nello schema sono presentate alcune realtà economiche già esistenti. Il mercato è una di esse, mentre il lavoro di demercificazione andrebbe intrapreso creando collegamenti di valore tra le alternative, superando quindi il mercato in “virtuosità”, in capacità di rispondere alle reali esigenze delle persone e delle comunità.</p>

<p>Se si definisce come intelligenza la capacità di creare benessere e salute in senso olistico, allora si può pensare al fine di questo progetto come alla costruzione di un tessuto economico intelligente, salutare per la società.</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/4NFqjqbv/image1.png" alt="">
<div class="center"><p><em>Diagramma di diverse economie suddivise per identità dei membri, metodo di condivisione e tipologia di beni scambiati.[2]</em></p></div></p>

<p>Per attivare il progetto servono competenze multiple ovvero tecniche/informatiche, economiche/sistemiche, di management e di coordinamento tra le diverse realtà presenti sul territorio. Come prima fase si dovrebbe creare un gruppo di lavoro di persone che comprendano e condividano il progetto. Successivamente si tratta di aiutare a connettere economicamente le reti o i singoli “virtuosi” (attenuandone perciò le necessità monetarie). In questo credo che l&#39;uso oculato del mezzo informatico sia utile se non fondamentale. Andrebbe anche posta una certa attenzione nell’autodifesa da “colpi di coda” del sistema mercantile, che potrebbe manifestare delle ostilità.</p>

<p>Una volta a regime, il processo di demercificazione dovrebbe autoalimentarsi, permettendo di aumentare esponenzialmente la disponibilità di beni.</p>

<p>Recentemente ho realizzato che un sistema del genere trova sede naturale in un concetto più ampio di autogestione della popolazione, come per esempio le Comunità secondo l’idea di Olivetti[3]. In questo contesto beni che circolano possono essere usati per retribuire figure non “produttive” quali educatori, guaritori, artisti. Quindi questo sistema sarebbe adatto a soddisfare la domanda interna di beni necessari, lasciando al mercato il ruolo di soddisfare le esigenze “di lusso”.</p>

<h2 id="implementazione-software">Implementazione software</h2>

<h3 id="filosofia-realizzativa">Filosofia realizzativa</h3>

<p>Il principio di base da tener presente in questo progetto è quello di svolgere un <strong>servizio</strong>. Servizio all’individuo, alla comunità e, nel complesso, all’umanità(!)</p>

<p>Il servizio va inteso nel senso che l’obiettivo primario è quello di migliorare le condizioni di vita di chi si avvale dello strumento informatico messo a disposizione (e possibilmente anche di chi non se ne avvale)</p>

<p>Da questo deriva l’obiettivo di promuovere la possibilità degli individui e delle comunità di migliorare le proprie condizioni mediante “soluzioni di default” (ovvero proposte) modificabili o personalizzabili mediante processi democratici (feedback, autodefinizione delle regole di scambio e delle modalità di espansione). L’utente (e in definitiva la comunità) andrebbe lasciato libero di scegliere tra le diverse modalità di reperimento dei beni. In questo modo i comportamenti virtuosi dovrebbero emergere, invece che essere forzati.</p>

<p>Considerarlo anche un sistema democratico/educativo per la valorizzazione di pratiche e l’uso virtuoso dei beni.</p>

<p>Integrazione “soft” del sistema di beni e degli individui/comunità che usano i prodotti di questo servizio.</p>

<p>Ovvero premiare e, nel rispetto della libertà, incoraggiare i comportamenti virtuosi/altruistici da parte delle persone/comunità.</p>

<p>Migliorare (in senso olistico) lo “stato di salute” dell’individuo/società.</p>

<p>Un livello di base è semplicemente quello di migliorare l’efficienza con la quale un certo bene viene fruito, sarebbe comodo per molte persone avere a disposizione un sistema che contemporaneamente gli indichi dove reperire i beni, dal cibo al trasporto (p.es. tramite l’integrazione di un sistema di car-sharing).[<em>Concetto car sharing-condivisione beni da raffinare</em>]</p>

<p>In definitiva, andrebbero valorizzate le caratteristiche proprie del mezzo informatico di organizzazione degli scambi</p>
<ul><li>la flessibilità nel poter definire le regole di scambio. Questo lo renderebbe un buon candidato per poter far da collante tra diversi sistemi economici solidali, altrimenti isolati e fortemente dipendenti dal mercato.</li>
<li>la possibilità di integrare i bisogni dei singoli con quelli del sistema nel suo insieme. In questo senso esso permette un “autocontrollo morbido” degli scambi.</li></ul>

<p><strong><em>Va ricordato che il valore di una rete aumenta esponenzialmente con il numero dei nodi che vi partecipano</em></strong>[4].</p>

<p>Questo vale anche per le reti di economia solidale. E’ importante comprendere che due reti unite valgono molto di più delle due reti divise. In questo senso la possibilità di fare da collante tra varie reti di economia solidale è un requisito indispensabile perché queste decollino e si possano proporre come valida alternativa al sistema monetario. In base ad un principio di efficienza, è logico supporre che nel lungo termine si imporrà quel sistema che (a parità di risorse disponibili) è in grado di massimizzare il benessere delle comunità che lo adottano.</p>

<h3 id="interfaccia">Interfaccia</h3>

<p>Simile a google per chi cerca beni/servizi + risultati in lista (più mappa o altro da inventare) secondo i <strong>criteri impostati dall’utente</strong>.</p>

<p>Di base c’è la geolocalizzazione dei beni (se si tratta di un bene per il quale c’è un’offerta diffusa sul territorio);</p>

<p>Poi l’impatto ecologico per produrre/approvvigionarsi di quel bene;</p>

<p>Il valore nutrizionale (salute) attribuibile ai beni alimentari.</p>

<p>Per queste informazioni si possono integrare i dati della <a href="http://www.cnms.it/node/16" rel="nofollow">Guida al Consumo Critico</a>, il feedback degli utenti e le indicazioni di altri organismi di controllo “affidabili”.</p>

<p>Risultati ordinati per “score” personalizzato</p>

<p>Integrando poi altre info sull’utente si può perfezionare la qualità del servizio (per esempio la conoscenza degli spostamenti casa-lavoro o comunque periodici permettono di dare consigli di approvvigionamento più specifici. Le informazioni sugli spostamenti consentono inoltre l’integrazione efficiente di un sistema di trasporti dei beni, con ulteriore beneficio ecologico/economico per la comunità.</p>

<p>Come tipologia di transazioni possibili vanno inclusi di default il dono, lo scambio e l’acquisto in modo da rendere ampia fin da subito l’offerta di beni.</p>

<p>L’acquisto può essere implementato sia acquisto da un singolo (tipo ebay) sia come proposta d’acquisto fornita da un’attività commerciale (se non ci sono altre soluzioni)</p>

<p>Per ampliarne e semplificare l’uso si dovrebbe rendere disponibile una o più app su smartphone ed eventualmente su social networks quali Facebook.</p>

<h2 id="implementazione-della-rete-dati-sensibili-e-robustezza">Implementazione della rete, dati sensibili e robustezza</h2>

<p><img src="https://i.postimg.cc/Kj9G6fJK/image3.png" alt=""></p>

<p>Il sistema centralizzato è probabilmente il più semplice da realizzare. Se ritenuto necessario, si potrebbe passare ai modelli più complessi.</p>

<p>Onde evitare spiacevoli casi di monopolizzazione del mezzo, è opportuno comunque <strong>creare diversi gruppi sparsi su un ampio territorio</strong>, che scambiano e imparano dalle diverse esperienze, e poi collegarli col tempo.</p>

<p>Riguardo all’implementazione tecnica e alle regole di interscambio tra reti diverse, va adeguata alle esigenze specifiche dei gruppi/comunità.</p>

<blockquote><p>Una caratteristica interessante della gestione dell’economia mediante mezzi informatici è la versatilità delle regole mediante le quali avvengono le transazioni di beni.  “Il dono”, “lo scambio” e “la vendita” sono alcune delle declinazioni classiche, ma è possibile (forse importante) concepire delle nuove modalità che possono migliorare la fruibilità di un bene e quindi il suo contributo al benessere collettivo.</p>

<p>Per esempio possiamo immaginare dei “magazzini virtuali” per beni non deperibili (per esempio attrezzi) condivisi dove i beni sono collocati in luoghi diversi secondo l’uso che se ne fa abitualmente, ma che sono messi a disposizione della collettività, cosa che avviene abitualmente nei rapporti di buon vicinato.</p>

<p>Altra possibilità: se qualcuno possiede un bene che usa poco e che vorrebbe condividere, ma sul quale vorrebbe mantenere la priorità d’uso (nel mio personale caso, dei libri che non leggo, ma che ritengo possano servirmi in futuro), si può pensare di metterli a disposizione e “farli girare” con la possibilità di tracciarne l’utente e quindi di recuperarli quando necessario. Potremmo chiamare questa modalità “beni al guinzaglio”.</p></blockquote>

<h2 id="eventuali-modi-di-autofinanziamento">Eventuali modi di autofinanziamento</h2>

<p>Spunti:</p>
<ul><li>Offerte dei beneficiari (in denaro e tempo volontario) – finanziamenti da enti pubblici/privati</li>
<li>Pubblicità tipo AD Sense</li>
<li>Pagamento da parte di esercizi commerciali che vendono sul territorio (p.es. supermercati)</li>
<li>In un secondo tempo si può pensare di attivare un servizio di trasporto in integrato a domicilo (a pagamento)</li></ul>

<p>Il fine ultimo deve comunque essere il benessere sociale <em>[ motto di Google Don&#39;t Be Evil – osservazione del 2025: purtroppo questa è invecchiata molto molto male]</em>.</p>

<p>Christian Lovato – 2013</p>

<p>chr.lovato@gmail.com</p>

<p>[1] Escludendo forse il progetto CES <a href="http://www.ces.org.za/" rel="nofollow">http://www.ces.org.za/</a> sul quale mi sto documentando.</p>

<p>[2]  Una versione interattiva è disponibile all’ indirizzo <a href="https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare" rel="nofollow">https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare</a></p>

<p>[3] Per un’introduzione al concetto di Comunità si suggerisce la lettura del libro di Olivetti “Il Cammino della Comunità” (<a href="http://www.edizionidicomunita.it/cammino-della-comunita/" rel="nofollow">http://www.edizionidicomunita.it/cammino-della-comunita/</a>) la cui introduzione è online sul mio sito.</p>

<p>[4] Alcune reti sono rappresentate nella figura al link <a href="https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare" rel="nofollow">https://sites.google.com/site/therisingunity/ideas/economy/demercificare</a></p>

<p><a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:innovazione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">innovazione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:sovranit%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">sovranità</span></a> <a href="/metanoeite/tag:solidale" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">solidale</span></a> <a href="/metanoeite/tag:informatica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">informatica</span></a> <a href="/metanoeite/tag:decrescita" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">decrescita</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/sistema-per-coadiuvare-le-economie-alternative-e-solidali</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Sep 2011 01:12:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Squatting</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/squatting</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci sono tante case sfitte in giro. Questo fenomeno tiene alto il prezzo degli affitti. Sono risorse/spazi inutilizzati, rubati alla società civile.&#xA;&#xA;Lo squatting potrebbe essere una soluzione per utilizzare queste risorse?&#xA;La legge mette difficoltà a chi vuole liberarsi degli occupanti di un appartamento.&#xA;Nel caso in cui si entrasse senza permesso in un appartamento, è da verificare se si riuscirebbe ad attivare acqua luce, gas.&#xA;E’ illegale occupare una casa vuota/sfitta? Ci sono modi legali per farlo, senza che le maglie della legge si chiudano sulle nostre persone?&#xA;&#xA;#economia #giustizia #società #decrescita #demercificazione]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tante case sfitte in giro. Questo fenomeno tiene alto il prezzo degli affitti. Sono risorse/spazi inutilizzati, rubati alla società civile.</p>

<p>Lo squatting potrebbe essere una soluzione per utilizzare queste risorse?
La legge mette difficoltà a chi vuole liberarsi degli occupanti di un appartamento.
Nel caso in cui si entrasse senza permesso in un appartamento, è da verificare se si riuscirebbe ad attivare acqua luce, gas.
E’ illegale occupare una casa vuota/sfitta? Ci sono modi legali per farlo, senza che le maglie della legge si chiudano sulle nostre persone?</p>

<p><a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:giustizia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">giustizia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/metanoeite/tag:decrescita" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">decrescita</span></a> <a href="/metanoeite/tag:demercificazione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">demercificazione</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/squatting</guid>
      <pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:46:47 +0000</pubDate>
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