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    <title>visione &amp;mdash; μετανοειτε</title>
    <link>https://noblogo.org/metanoeite/tag:visione</link>
    <description>Blog di migrazione, dal vecchio blogspot (che abbandono per motivi etici), e che probabilmente diventerà una raccolta dei contenuti che ho sparsi per il web</description>
    <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:00:19 +0000</pubDate>
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      <title>La filosofia del mistero</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/la-filosofia-del-mistero</link>
      <description>&lt;![CDATA[rieditato nell&#39;agosto 2025&#xA;&#xA;Durante il periodo della laurea, ragionavo sul modo in cui far costruire ai robot una mappa dell&#39;ambiente, partendo per esempio da immagini tridimensionali (che contengono una informazione sulla profondità) che si possono ricostruire da una semplice coppia di foto binoculari.&#xA;&#xA;3d stereo vision from Mathworks site&#xA;div class=&#34;caption&#34;pCoppia di immagini stereo, una immagine displacement, e la relativa immagine di profondità. In basso una la ricostruzione 3d della parte vista, dalla quale si possono percepire le parti nascoste/p/div&#xA;&#xA;Ogni vista parziale permette di ricostruire una parte &#34;istantanea&#34; del modello dell&#39;ambiente, che poi va aggiunta e contestualizzata in una mappa più ampia, che in qualche maniera definisce il &#34;ricordo&#34; del robot.&#xA;!--more--&#xA;Osservando immagini come queste ci si rende conto in modo oggettivo della parzialità e della limitatezza di quanto in realtà il robot veda in ogni istante, e solo se si inserisce una forma di memoria, il suo modo di percepire l&#39;ambiente è confrontabile con il nostro. La cosa interessante è che anche l&#39;informazione istantanea alla quale ha accesso l&#39;occhio umano risente delle stesse limitazioni, ma la nostra consapevolezza di questa basilare limitazione non è scontata, per rendercene conto dobbiamo porvi attenzione.&#xA;&#xA;In ogni istante non vediamo un sacco di cose. Non vediamo dietro di noi: vediamo sì con la coda dell&#39;occhio un po&#39; lateralmente, ma se uno confronta il nostro campo visivo con quello di altri animali non siamo messi benissimo. Non vediamo dietro e dentro gli oggetti, non vediamo fuori dalla stanza dove siamo. &#xA;Poi... non vediamo le cose piccolissime e vediamo le cose grandissime solo se siamo abbastanza lontani, vediamo a colori, e qui ci va bene rispetto ad altri animali che vedono solo in bianco e nero, ma anche riguardo a questo aspetto, in realtà vediamo solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico, sono assenti sono infrarossi ed ultravioletti che vedono le api o gli uccelli.&#xA;&#xA;div class=&#34;caption&#34;Come noi vediamo un uccello e come lo vedono i membri della sua specie/div&#xA;Insomma se uno ci pensa in un certo istante noi abbiamo accesso solo ad una infima parte dell&#39;informazione esistente, che però (e questo è interessante) spesso crediamo di possedere in larga misura! &#xA;&#xA;Questo dev&#39;essere un fenomeno psicologico particolare. Noi pensiamo di conoscere bene il nostro ambiente, man mano che diventiamo adulti abbiamo l&#39;impressione inconscia che esso non abbia segreti per noi. &#xA;Secondo me questo dipende dalla nostra abitudinarietà e dal vivere in un ambiente che abbiamo reso tutto sommato statico e prevedibile. Credo che l&#39;uomo della foresta avesse (o abbia ancora) una maggior percezione della sua ignoranza rispetto all&#39;ambiente in cui vive. Forse questo lo rende più umile, più attento, più saggio.&#xA;&#xA;Come dicevo prima, però anche se siamo in città, abbiamo l&#39;impressione di conoscere, ma in molti casi si tratta di memoria o interpolazione, più che reale conoscenza fattuale. Perdipiù quel che manca è la consapevolezza della mancanza di informazione, ovvero la consapevolezza del mistero.&#xA;&#xA;#mistero #scienza #conoscenza #visione #tecnologia #psicologia]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>rieditato nell&#39;agosto 2025</em></p>

<p>Durante il periodo della laurea, ragionavo sul modo in cui far costruire ai robot una mappa dell&#39;ambiente, partendo per esempio da immagini tridimensionali (che contengono una informazione sulla profondità) che si possono ricostruire da una semplice coppia di foto binoculari.</p>

<p><a href="https://it.mathworks.com/discovery/stereo-vision.html" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/jd0G78cS/depthfromstereo.jpg" alt="3d stereo vision from Mathworks site"></a>
<div class="caption"><p>Coppia di immagini stereo, una immagine <em>displacement</em>, e la relativa immagine di profondità. In basso una la ricostruzione 3d della parte vista, dalla quale si possono percepire le parti nascoste</p></div></p>

<p>Ogni vista parziale permette di ricostruire una parte “istantanea” del modello dell&#39;ambiente, che poi va aggiunta e contestualizzata in una mappa più ampia, che in qualche maniera definisce il “ricordo” del robot.

Osservando immagini come queste ci si rende conto in modo oggettivo della parzialità e della limitatezza di quanto in realtà il robot veda in ogni istante, e solo se si inserisce una forma di memoria, il suo modo di percepire l&#39;ambiente è confrontabile con il nostro. La cosa interessante è che anche l&#39;informazione istantanea alla quale ha accesso l&#39;occhio umano risente delle stesse limitazioni, ma la nostra consapevolezza di questa basilare limitazione non è scontata, per rendercene conto dobbiamo porvi attenzione.</p>

<p>In ogni istante <strong>non vediamo</strong> un sacco di cose. Non vediamo dietro di noi: vediamo sì con la coda dell&#39;occhio un po&#39; lateralmente, ma se uno confronta il nostro campo visivo con quello di altri animali non siamo messi benissimo. Non vediamo dietro e dentro gli oggetti, non vediamo fuori dalla stanza dove siamo.
Poi... non vediamo le cose piccolissime e vediamo le cose grandissime solo se siamo abbastanza lontani, vediamo a colori, e qui ci va bene rispetto ad altri animali che vedono solo in bianco e nero, ma anche riguardo a questo aspetto, in realtà vediamo solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico, sono assenti sono infrarossi ed ultravioletti che vedono le api o gli uccelli.</p>

<p><a href="https://www.boredpanda.com/human-vs-bird-vision/" rel="nofollow"><img src="https://i.redd.it/6v9e7o4kppn71.jpg" alt=""></a>
<div class="caption">Come noi vediamo un uccello e come lo vedono i membri della sua specie</div>
Insomma se uno ci pensa in un certo istante noi abbiamo accesso solo ad una infima parte dell&#39;informazione esistente, che però (e questo è interessante) spesso <strong>crediamo di possedere</strong> in larga misura!</p>

<p>Questo dev&#39;essere un fenomeno psicologico particolare. Noi pensiamo di conoscere bene il nostro ambiente, man mano che diventiamo adulti abbiamo l&#39;impressione inconscia che esso non abbia segreti per noi.
Secondo me questo dipende dalla nostra abitudinarietà e dal vivere in un ambiente che abbiamo reso tutto sommato statico e prevedibile. Credo che l&#39;uomo della foresta avesse (o abbia ancora) una maggior percezione della sua ignoranza rispetto all&#39;ambiente in cui vive. Forse questo lo rende più umile, più attento, più saggio.</p>

<p>Come dicevo prima, però anche se siamo in città, abbiamo l&#39;impressione di conoscere, ma in molti casi si tratta di memoria o interpolazione, più che reale conoscenza fattuale. Perdipiù quel che manca è la consapevolezza della mancanza di informazione, ovvero la <strong>consapevolezza del mistero</strong>.</p>

<p><a href="/metanoeite/tag:mistero" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">mistero</span></a> <a href="/metanoeite/tag:scienza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scienza</span></a> <a href="/metanoeite/tag:conoscenza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">conoscenza</span></a> <a href="/metanoeite/tag:visione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">visione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:tecnologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">tecnologia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:psicologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">psicologia</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/la-filosofia-del-mistero</guid>
      <pubDate>Sat, 16 Jun 2012 23:46:12 +0000</pubDate>
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