Eripitur persona

Il mio cuore è il nulla. Non sono quello che sono stato, non sarò quello che sono. Il non mi costituisce. Non è esatto dire che mi nego. Non c'è nessuna volontà: la negazione piuttosto mi costituisce. Non posso essere che negandomi. Uccidendo di continuo quello che sono. Non essendo di continuo quello che sono. E illudendomi di poter essere altro da quella negazione. Il mio cuore è il nulla. Cos'altro, altrimenti? C'è qualcosa, in me, che possa dire io? C'è un centro, un punto, un'essenza che possa identificare con me – con il mio me più proprio, intimo, certo? Qualsiasi viaggio alla ricerca di me stesso conduce ad una fuga all'indietro infinita. Ad un infinito togliere. Non c'è nessun volto dietro la maschera. Eripitur persona ac manet nihil. Il mio cuore è nulla. La consapevolezza di questo nulla suscita orrore nel senso più autentico: un brivido ci percorre. Ma l'orrore può essere attraversato, e questo attraversamento è gioia.

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