Mείζων ἐστὶν

Chi è morto non esiste più? Davvero? Lucrezio, Marco Aurelio, Seneca, Leopardi, Spinoza, Michelstaedter, Capitini erano tutti morti da tempo — qualche decennio o qualche secolo — quando sono entrati nella mia vita. Eppure ognuno di loro è stato, è presente per me. E lo è — terribile dirlo — molto più di molte persone che incontro ogni giorno. Di fatto, Leopardi esiste. Anche ora che è morto. Esiste, ed esiste in quel modo concreto che consiste nel produrre effetti. Mi dà da pensare, mi emoziona, mi aiuta, mi inquieta. Ed è lui, in modo inconfondibile. Cos'è, sopravvivere in questo modo? Che tipo di ente è un autore? Dove lo collochiamo, in un immaginario albero degli enti? Non è ciò che Capitini chiama compresenza? I suoi libri sulla compresenza non sono una compresenza in atto? Non è stato, non è, Aldo, presente accanto più del tragicomico susseguirsi di figure che m'inesistono accanto?

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