LA CASA DELL’EFFIMERO

Una cicala rompe il silenzio, mentre il sole brucia il profumo dell’erba. Tutti diversi e tutti uguali, volti sospesi e dimenticati incedono lentamente. Un parco dipinto da strane varietà si oppone al doloroso impeto di morte che esce dalle grigia soglia. Nelle camere e negli androni la felicità sembra volteggiare in uno strano universo e parlare a mondi lontani. Qui l’effimero abita ogni sorriso e ogni incontro cosparge intorno il suono amaro del pianto sommesso e discreto per un incerto futuro, per un mancato appuntamento. Luminescenti corridoi tracciano la strada ed è il tormento di un sospetto, il gelo di un pensiero attento ad ogni piccolo battito di ciglia. E’ il naufragio perpetuo delle nostre debolezze, la rivolta dei nostri sensi, la ricerca di un’accogliente carezza. Le porte alfine si aprono. Dietro l’angolo una frettolosa umanità ignara del paziente oleandro che racconta storie senza fine.

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