<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
  <channel>
    <title>noblogo.org Reader</title>
    <link>https://noblogo.org</link>
    <description>Read the latest posts from noblogo.org.</description>
    <pubDate>Tue, 12 May 2026 21:53:12 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Laura Marling – Semper Femina (2017)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/laura-marling-semper-femina-2017</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Nel libro IV dell&#39;Eneide di Virgilio, v. 569, si legge: &#34;Heia age, rumpe moras. Varium et mutabile semper femina&#34; (= Muoviti, rompi gli indugi, è della donna essere mutevole). La raffinata citazione classica fornisce a Laura Marling il pretesto per costruire nel suo sesto album una sorta di concept sulla natura vulnerabile dell&#39;essere femminile. &#34;Volevo scrivere della donna come se fosse un uomo a farlo&#34;, spiega la cantautrice inglese in un&#39;intervista rilasciata a The Fader, aggiungendo &#34;ma in fondo, ero io stessa a scriverne, non avevo bisogno di una prospettiva maschile per giustificare l&#39;intimità del modo in cui guardo al mondo femminile&#34;... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/laura-marling-semper-femina-2017.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta: https://album.link/i/1179022496&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/71FO7xwQHGL._UF1000,1000_QL80_.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Nel libro IV dell&#39;Eneide di Virgilio, v. 569, si legge: “Heia age, rumpe moras. Varium et mutabile semper femina” (= Muoviti, rompi gli indugi, è della donna essere mutevole). La raffinata citazione classica fornisce a Laura Marling il pretesto per costruire nel suo sesto album una sorta di concept sulla natura vulnerabile dell&#39;essere femminile. “Volevo scrivere della donna come se fosse un uomo a farlo”, spiega la cantautrice inglese in un&#39;intervista rilasciata a The Fader, aggiungendo “ma in fondo, ero io stessa a scriverne, non avevo bisogno di una prospettiva maschile per giustificare l&#39;intimità del modo in cui guardo al mondo femminile”... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2017/03/laura-marling-semper-femina-2017.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2017/03/laura-marling-semper-femina-2017.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta: <a href="https://album.link/i/1179022496" rel="nofollow">https://album.link/i/1179022496</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/o7m7fg9ndg</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 08:36:45 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>2RE - Capitolo 13</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-13</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ioacàz, re d’Israele&#xA;1Nell&#39;anno ventitreesimo di Ioas, figlio di Acazia, re di Giuda, Ioacàz, figlio di Ieu, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò diciassette anni. 2Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. 3L&#39;ira del Signore si accese contro Israele e li consegnò in mano a Cazaèl, re di Aram, e in mano a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. 4Ma Ioacàz placò il volto del Signore e il Signore lo ascoltò, perché aveva visto l&#39;oppressione d&#39;Israele: infatti il re di Aram lo opprimeva. 5Il Signore concesse un salvatore a Israele, che così riuscì a sfuggire al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. 6Ma essi non si allontanarono dai peccati che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele, ma li imitarono e anche il palo sacro rimase in piedi a Samaria. 7Pertanto non furono lasciati soldati a Ioacàz, se non cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta.&#xA;8Le altre gesta di Ioacàz, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele? 9Ioacàz si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria e al suo posto divenne re suo figlio Ioas.&#xA;&#xA;Ioas, re d’Israele&#xA;10Nell&#39;anno trentasettesimo di Ioas, re di Giuda, Ioas, figlio di Ioacàz, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò sedici anni. 11Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebat aveva fatto commettere a Israele, ma li imitò.&#xA;12Le altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e la potenza con cui combatté con Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele? 13Ioas si addormentò con i suoi padri e sul suo trono si sedette Geroboamo. Ioas fu sepolto a Samaria con i re d&#39;Israele.&#xA;&#xA;Morte di Eliseo&#xA;14Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas, re d&#39;Israele, scese da lui, scoppiò in pianto in sua presenza, dicendo: &#34;Padre mio, padre mio, carro d&#39;Israele e suoi destrieri!&#34;. 15Eliseo gli disse: &#34;Va&#39; a prendere arco e frecce&#34;, ed egli prese arco e frecce per lui. 16Disse ancora Eliseo al re d&#39;Israele: &#34;Metti la tua mano sull&#39;arco&#34;. Dopo che egli ebbe messa la mano, Eliseo mise le sue mani sopra le mani del re, 17quindi disse: &#34;Apri la finestra verso oriente&#34;. Dopo che egli ebbe aperta la finestra, Eliseo disse: &#34;Tira!&#34;. Ioas tirò. Eliseo disse: &#34;Freccia vittoriosa del Signore, freccia vittoriosa contro Aram. Tu colpirai Aram ad Afek, sino a finirlo&#34;. 18Eliseo disse: &#34;Prendi le frecce&#34;. E quando quegli le ebbe prese, disse al re d&#39;Israele: &#34;Colpisci la terra&#34;, ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. 19L&#39;uomo di Dio s&#39;indignò contro di lui e disse: &#34;Colpendo cinque o sei volte, avresti colpito Aram sino a finirlo; ora, invece, sconfiggerai Aram solo tre volte&#34;.&#xA;20Eliseo morì e lo seppellirono. Nell&#39;anno successivo alcune bande di Moab penetrarono nella terra. 21Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono quell&#39;uomo sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L&#39;uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, riacquistò la vita e si alzò sui suoi piedi.&#xA;22Cazaèl, re di Aram, oppresse gli Israeliti per tutti i giorni di Ioacàz. 23Ma il Signore ebbe pietà di loro, ne ebbe compassione e tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe; non volle distruggerli e non li ha rigettati dal suo volto fino ad ora. 24Cazaèl, re di Aram, morì e al suo posto divenne re suo figlio Ben-Adàd. 25Allora Ioas, figlio di Ioacàz, tornò a prendere a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, le città che Cazaèl aveva tolte con la guerra a suo padre Ioacàz. Ioas lo sconfisse tre volte; così recuperò le città d&#39;Israele.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;13,1 Negli anni 814-798 circa Ioacàz regna su Israele.&#xA;&#xA;13,5 un salvatore: forse l’autore pensa a Geroboamo II, il figlio di Ioas; oppure si tratta del re di Assiria Adad-Nirari III, che spezzò la potenza di Damasco (vedi vv. 23-25; 14,23-29).&#xA;&#xA;13,10 Ioas: è re d’Israele negli anni 798-783 circa.&#xA;&#xA;13,17 Afek: è la città aramea a est del lago di Gennèsaret, dove Ioas riporterà alcuni successi (vedi 1Re 20,26-30).&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-5. Ioacaz re d&#39;Israele (813-797). Nello schema convenzionale di presentazione viene proposto il giudizio religioso sul re che, come tutti i suoi predecessori, non si allontana dal peccato originale del regno del Nord (cfr. 1Re 12,26-30). Questo rilievo innesca una descrizione in tre momenti: peccato, castigo, perdono. La fase centrale, l&#39;ostilità e la superiorità di Aram, è l&#39;unico problema storico-politico che viene ricordato di questo regno. Si ritornerà sul tema nei vv. 7.22-25. La narrazione assume qui somiglianza con alcuni passaggi del libro dei Giudici (cfr. Gdc 2,11-19; 3,7-9.12-15). Ritroveremo un tono analogo in 14,26-27. Sorprende l&#39;anonimato del salvatore. Potrebbe trattarsi di un personaggio straniero e precisamente del re assiro Adad-Mirari (811-783) che con le sue spedizioni militari in Palestina dopo l&#39;805 rovinò il dominio arameo con la sconfitta di Ben-Adad III.&#xA;&#xA;6-7. Avvolta in un nuovo schema teologico viene data la notizia della distruzione dell&#39;esercito. La ricaduta nel peccato ha provocato lo smantellamento delle difese. Gli elementi che rimangono all&#39;esercito settentrionale sono tipici di uno stato vassallo che non può autodeterminarsi. Nell&#39;epurazione compiuta da leu (10, 26-27) non si era fatta menzione di questo palo sacro.&#xA;&#xA;10-13. Ioas re d&#39;Israele (797-782). Anziché essere distribuita all&#39;inizio e alla fine del regno, la cornice narrativa viene tutta raccolta in questi versetti. La formula conclusiva (v. 12 e 13) potrebbe meglio collocarsi dopo il v. 25, ultimo atto dell&#39;impegno militare di Ioas. Qui viene solo accennata la vittoria su Amazia descritta in 14,8-14. L&#39;avvenimento più importante del regno di Ioas, la morte di Eliseo, viene sviluppato successivamente. Per l&#39;autore è più importante dar rilievo alla fine del ministero profetico di Eliseo e all&#39;efficacia della sua parola (v. 25) in modo da concludere con discreta solennità il ciclo narrativo dedicato al successore di Elia.&#xA;&#xA;14. Con questo versetto inizia il racconto dell&#39;ultima profezia d&#39;Eliseo che si concluderà al v. 19. Dal racconto si desumono le relazioni affettuose tra il re e il profeta che viene chiamato qui con lo stesso titolo dato ad Elia in 2,12. Il primo episodio della vita di Eliseo collegato alla cronologia delle dinastie settentrionali è la scelta di Ieu come re (9,1-3) da porsi attorno all&#39;841. Si può intuire così la lunga durata del suo ministero profetico: circa 50 anni.&#xA;&#xA;15-17. È la prima scena dell&#39;azione profetica di Eliseo, un gesto altamente simbolico. Verso oriente, direzione della capitale della Siria, viene scagliata dalle mani del re e del profeta la prima freccia della vittoria. È più di una predizione: si tratta da parte del profeta di un modo di agire efficacemente sugli avvenimenti. Per episodi analoghi cfr. Es 17,8-13; Gs 8,18-26.&#xA;&#xA;18-19. La seconda scena presenta un gesto che nell&#39;intento del profeta inciderà sul futuro più del primo. Pare che Eliseo voglia stabilire una proporzione tra la riuscita dell&#39;impresa e la forza e la volontà di chi dovrà compierla.&#xA;La poca resistenza del re irrita Eliseo e sbarra la strada al successo completo. Per Afek, cfr. 1Re 20,26.&#xA;&#xA;20-21. Eliseo compie da morto il suo ultimo miracolo. Prima di passare agli avvenimenti politici che danno compimento al suo estremo intervento profetico, fautore indugia su questo particolare per lui rilevante data la sua ammirazione per la figura profetica. Secondo fuso di seppellire nel podere di famiglia, il sepolcro di Eliseo sarebbe da collocarsi in Abel-Mecola (1Re 19,16; 1Re 4,12). Il libro del Siracide colloca Eliseo tra i grandi della storia sacra (Sir 48,12-14): in questo breve ricordo di lui si insiste sulla sua attività taumaturgica dopo la sua morte (vv. 13b-14b).&#xA;&#xA;22. Il gesto di benevolenza da parte di Dio è il motivo della profezia di Eliseo (vv. 15-19) e del suo compimento nella vittoria sugli Aramei. Nonostante la frattura con Giuda e il fardello del peccato di Geroboamo, Israele non è uscito dal solco dell&#39;alleanza patriarcale. Il giuramento di Dio ai patriarchi è uno dei temi caratteristici del Deuteronomio (1,8; 6,10; 9,5-27; 29,12; 34 4), il contatto letterario più forte per il nostro versetto è con Dt 9,27.&#xA;&#xA;25. Si compiono le parole di Eliseo e vengono riconquistate le città ad ovest del Giordano. In 13,3.7 si era parlato delle sconfitte subite da Ioacaz, ma senza presentare una lista delle città perdute. L&#39;imprecisione storica non stupisce. L&#39;intervento è teologico: dimostrare l&#39;infallibilità della parola profetica.&#xA;&#xA;(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ioacàz, re d’Israele</em></strong>
<strong>1</strong>Nell&#39;anno ventitreesimo di Ioas, figlio di Acazia, re di Giuda, Ioacàz, figlio di Ieu, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò diciassette anni. <strong>2</strong>Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. <strong>3</strong>L&#39;ira del Signore si accese contro Israele e li consegnò in mano a Cazaèl, re di Aram, e in mano a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. <strong>4</strong>Ma Ioacàz placò il volto del Signore e il Signore lo ascoltò, perché aveva visto l&#39;oppressione d&#39;Israele: infatti il re di Aram lo opprimeva. <strong>5</strong>Il Signore concesse un salvatore a Israele, che così riuscì a sfuggire al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. <strong>6</strong>Ma essi non si allontanarono dai peccati che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele, ma li imitarono e anche il palo sacro rimase in piedi a Samaria. <strong>7</strong>Pertanto non furono lasciati soldati a Ioacàz, se non cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta.
<strong>8</strong>Le altre gesta di Ioacàz, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele? <strong>9</strong>Ioacàz si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria e al suo posto divenne re suo figlio Ioas.</p>

<p><strong><em>Ioas, re d’Israele</em></strong>
<strong>10</strong>Nell&#39;anno trentasettesimo di Ioas, re di Giuda, Ioas, figlio di Ioacàz, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò sedici anni. <strong>11</strong>Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebat aveva fatto commettere a Israele, ma li imitò.
<strong>12</strong>Le altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e la potenza con cui combatté con Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele? <strong>13</strong>Ioas si addormentò con i suoi padri e sul suo trono si sedette Geroboamo. Ioas fu sepolto a Samaria con i re d&#39;Israele.</p>

<p><strong><em>Morte di Eliseo</em></strong>
<strong>14</strong>Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas, re d&#39;Israele, scese da lui, scoppiò in pianto in sua presenza, dicendo: “Padre mio, padre mio, carro d&#39;Israele e suoi destrieri!”. <strong>15</strong>Eliseo gli disse: “Va&#39; a prendere arco e frecce”, ed egli prese arco e frecce per lui. <strong>16</strong>Disse ancora Eliseo al re d&#39;Israele: “Metti la tua mano sull&#39;arco”. Dopo che egli ebbe messa la mano, Eliseo mise le sue mani sopra le mani del re, <strong>17</strong>quindi disse: “Apri la finestra verso oriente”. Dopo che egli ebbe aperta la finestra, Eliseo disse: “Tira!”. Ioas tirò. Eliseo disse: “Freccia vittoriosa del Signore, freccia vittoriosa contro Aram. Tu colpirai Aram ad Afek, sino a finirlo”. <strong>18</strong>Eliseo disse: “Prendi le frecce”. E quando quegli le ebbe prese, disse al re d&#39;Israele: “Colpisci la terra”, ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. <strong>19</strong>L&#39;uomo di Dio s&#39;indignò contro di lui e disse: “Colpendo cinque o sei volte, avresti colpito Aram sino a finirlo; ora, invece, sconfiggerai Aram solo tre volte”.
<strong>20</strong>Eliseo morì e lo seppellirono. Nell&#39;anno successivo alcune bande di Moab penetrarono nella terra. <strong>21</strong>Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono quell&#39;uomo sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L&#39;uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, riacquistò la vita e si alzò sui suoi piedi.
<strong>22</strong>Cazaèl, re di Aram, oppresse gli Israeliti per tutti i giorni di Ioacàz. <strong>23</strong>Ma il Signore ebbe pietà di loro, ne ebbe compassione e tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe; non volle distruggerli e non li ha rigettati dal suo volto fino ad ora. <strong>24</strong>Cazaèl, re di Aram, morì e al suo posto divenne re suo figlio Ben-Adàd. <strong>25</strong>Allora Ioas, figlio di Ioacàz, tornò a prendere a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, le città che Cazaèl aveva tolte con la guerra a suo padre Ioacàz. Ioas lo sconfisse tre volte; così recuperò le città d&#39;Israele.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>13,1</strong> Negli anni 814-798 circa Ioacàz regna su Israele.</em></p>

<p><em><strong>13,5</strong> un salvatore: forse l’autore pensa a Geroboamo II, il figlio di Ioas; oppure si tratta del re di Assiria Adad-Nirari III, che spezzò la potenza di Damasco (vedi vv. 23-25; 14,23-29).</em></p>

<p><em><strong>13,10</strong> Ioas: è re d’Israele negli anni 798-783 circa.</em></p>

<p><em><strong>13,17</strong> Afek: è la città aramea a est del lago di Gennèsaret, dove Ioas riporterà alcuni successi (vedi 1Re 20,26-30).</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-5</strong>. Ioacaz re d&#39;Israele (813-797). Nello schema convenzionale di presentazione viene proposto il giudizio religioso sul re che, come tutti i suoi predecessori, non si allontana dal peccato originale del regno del Nord (cfr. 1Re 12,26-30). Questo rilievo innesca una descrizione in tre momenti: peccato, castigo, perdono. La fase centrale, l&#39;ostilità e la superiorità di Aram, è l&#39;unico problema storico-politico che viene ricordato di questo regno. Si ritornerà sul tema nei vv. 7.22-25. La narrazione assume qui somiglianza con alcuni passaggi del libro dei Giudici (cfr. Gdc 2,11-19; 3,7-9.12-15). Ritroveremo un tono analogo in 14,26-27. Sorprende l&#39;anonimato del salvatore. Potrebbe trattarsi di un personaggio straniero e precisamente del re assiro Adad-Mirari (811-783) che con le sue spedizioni militari in Palestina dopo l&#39;805 rovinò il dominio arameo con la sconfitta di Ben-Adad III.</p>

<p><strong>6-7</strong>. Avvolta in un nuovo schema teologico viene data la notizia della distruzione dell&#39;esercito. La ricaduta nel peccato ha provocato lo smantellamento delle difese. Gli elementi che rimangono all&#39;esercito settentrionale sono tipici di uno stato vassallo che non può autodeterminarsi. Nell&#39;epurazione compiuta da leu (10, 26-27) non si era fatta menzione di questo palo sacro.</p>

<p><strong>10-13</strong>. Ioas re d&#39;Israele (797-782). Anziché essere distribuita all&#39;inizio e alla fine del regno, la cornice narrativa viene tutta raccolta in questi versetti. La formula conclusiva (v. 12 e 13) potrebbe meglio collocarsi dopo il v. 25, ultimo atto dell&#39;impegno militare di Ioas. Qui viene solo accennata la vittoria su Amazia descritta in 14,8-14. L&#39;avvenimento più importante del regno di Ioas, la morte di Eliseo, viene sviluppato successivamente. Per l&#39;autore è più importante dar rilievo alla fine del ministero profetico di Eliseo e all&#39;efficacia della sua parola (v. 25) in modo da concludere con discreta solennità il ciclo narrativo dedicato al successore di Elia.</p>

<p><strong>14</strong>. Con questo versetto inizia il racconto dell&#39;ultima profezia d&#39;Eliseo che si concluderà al v. 19. Dal racconto si desumono le relazioni affettuose tra il re e il profeta che viene chiamato qui con lo stesso titolo dato ad Elia in 2,12. Il primo episodio della vita di Eliseo collegato alla cronologia delle dinastie settentrionali è la scelta di Ieu come re (9,1-3) da porsi attorno all&#39;841. Si può intuire così la lunga durata del suo ministero profetico: circa 50 anni.</p>

<p><strong>15-17</strong>. È la prima scena dell&#39;azione profetica di Eliseo, un gesto altamente simbolico. Verso oriente, direzione della capitale della Siria, viene scagliata dalle mani del re e del profeta la prima freccia della vittoria. È più di una predizione: si tratta da parte del profeta di un modo di agire efficacemente sugli avvenimenti. Per episodi analoghi cfr. Es 17,8-13; Gs 8,18-26.</p>

<p><strong>18-19</strong>. La seconda scena presenta un gesto che nell&#39;intento del profeta inciderà sul futuro più del primo. Pare che Eliseo voglia stabilire una proporzione tra la riuscita dell&#39;impresa e la forza e la volontà di chi dovrà compierla.
La poca resistenza del re irrita Eliseo e sbarra la strada al successo completo. Per Afek, cfr. 1Re 20,26.</p>

<p><strong>20-21</strong>. Eliseo compie da morto il suo ultimo miracolo. Prima di passare agli avvenimenti politici che danno compimento al suo estremo intervento profetico, fautore indugia su questo particolare per lui rilevante data la sua ammirazione per la figura profetica. Secondo fuso di seppellire nel podere di famiglia, il sepolcro di Eliseo sarebbe da collocarsi in Abel-Mecola (1Re 19,16; 1Re 4,12). Il libro del Siracide colloca Eliseo tra i grandi della storia sacra (Sir 48,12-14): in questo breve ricordo di lui si insiste sulla sua attività taumaturgica dopo la sua morte (vv. 13b-14b).</p>

<p><strong>22</strong>. Il gesto di benevolenza da parte di Dio è il motivo della profezia di Eliseo (vv. 15-19) e del suo compimento nella vittoria sugli Aramei. Nonostante la frattura con Giuda e il fardello del peccato di Geroboamo, Israele non è uscito dal solco dell&#39;alleanza patriarcale. Il giuramento di Dio ai patriarchi è uno dei temi caratteristici del Deuteronomio (1,8; 6,10; 9,5-27; 29,12; 34 4), il contatto letterario più forte per il nostro versetto è con Dt 9,27.</p>

<p><strong>25</strong>. Si compiono le parole di Eliseo e vengono riconquistate le città ad ovest del Giordano. In 13,3.7 si era parlato delle sconfitte subite da Ioacaz, ma senza presentare una lista delle città perdute. L&#39;imprecisione storica non stupisce. L&#39;intervento è teologico: dimostrare l&#39;infallibilità della parola profetica.</p>

<p><em>(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-13" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mi2wpzzzua</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 05:41:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Poème / sans titre</title>
      <link>https://noblogo.org/looping/poeme-sans-titre-9t6z</link>
      <description>&lt;![CDATA[Poème / sans titre&#xA;&#xA;Les orateurs se taisent, les politiques abandonnent&#xA;Accablés par la longueur de ce qui advint&#xA;De l&#39;étreinte ou la terre tout entière frisonne&#xA;Une chaleur incertaine jusqu’au bout du chagrin&#xA;&#xA;Alors qu’il ne reste rien d’autre que moi qui proclame&#xA;Qu’il faut faire danser les abysses quelquefois,&#xA;Qui ne peuvent contenir ni sacrifice ni flammes,&#xA;Il n&#39;y a pas que les cendres pour se souvenir de toi.&#xA;&#xA;Pour Valérie, pour Berthe.&#xA;&#xA;06/01/2020&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Poème / sans titre</p>

<p>Les orateurs se taisent, les politiques abandonnent
Accablés par la longueur de ce qui advint
De l&#39;étreinte ou la terre tout entière frisonne
Une chaleur incertaine jusqu’au bout du chagrin</p>

<p>Alors qu’il ne reste rien d’autre que moi qui proclame
Qu’il faut faire danser les abysses quelquefois,
Qui ne peuvent contenir ni sacrifice ni flammes,
Il n&#39;y a pas que les cendres pour se souvenir de toi.</p>

<p>Pour Valérie, pour Berthe.</p>

<p>06/01/2020</p>
]]></content:encoded>
      <author>L&#39;arbre du Ténéré  </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sbalwr3kpc</guid>
      <pubDate>Tue, 12 May 2026 00:40:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sangue Arcano </title>
      <link>https://noblogo.org/idossierdimaxpalmieri/sangue-arcano</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sangue Arcano &#xA;Dossier n. 1 - Sangue Arcano&#xA;Classificazione: riservato&#xA;Redatto da: Max Palmieri&#xA;Stato del caso: chiuso&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sangue Arcano
Dossier n. 1 – Sangue Arcano
Classificazione: riservato
Redatto da: Max Palmieri
Stato del caso: chiuso</p>
]]></content:encoded>
      <author>I dossier di Max Palmieri</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/9ghclsumzg</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 20:20:09 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[13]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/13</link>
      <description>&lt;![CDATA[[13]&#xA;&#xA;altra area l&#39;antidoto una pausa per] gli antidoti le manovre non [è] un&#39;area previsto il ritiro senza l&#39;area fanno i pass umettandoli -i fuochisti] patroni citycars]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[13]</p>

<p>altra area l&#39;antidoto una pausa per] gli antidoti le manovre non [è] un&#39;area previsto il ritiro senza l&#39;area fanno i pass umettandoli -i fuochisti] patroni citycars</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/38doobdkk6</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 18:52:37 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scenario futuristico ma non troppo...</title>
      <link>https://noblogo.org/iragazzidelcomputer/scenario-futuristico-ma-non-troppo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Scenario futuristico ma non troppo...&#xA;&#xA;A cura di Qwen3.5. In locale sul mio PC&#xA;&#xA;Domanda:&#xA;Descrivimi uno scenario futuristico mondiale, nel caso tra  2 o 3 anni il costo dell&#39;energia e di conseguenza quello dell&#39;uso delle AI dovesse decuplicare.&#xA;&#xA;Risposta:&#xA;Ecco una possibile visione di uno scenario futuristico plausibile, in cui un crollo del mercato energetico e un conseguente aumento dei costi dell&#39;elaborazione AI (circa il 200% in due o tre anni) trasformano radicalmente la società globale.&#xA;&#xA;Il Titolar: &#34;L&#39;Era del Rationing Computazionale&#34; (2025-2027)&#xA;&#xA;Il Contesto: La Crisi dei Microchip e dei Data Center&#xA;Tutto inizia con una combinazione di fattori: un picco di domanda per l&#39;AI generativa, la saturazione delle risorse idriche per il raffreddamento dei data center e una crisi geopolitica che interrompe le catene di approvvigionamento energetico. I costi dell&#39;elettricità per i data center raddoppiano quasi di colpo, rendendo l&#39;addestramento di grandi modelli (LLM) proibitivo per chiunque non sia una superpotenza o una multinazionale energetica.&#xA;&#xA;Il Nuovo Modello Economico: &#34;Pay-per-Token&#34; Globale&#xA;In questo scenario, l&#39;accesso all&#39;IA non è più gratuito o incluso nei servizi di base. Si instaura un sistema globale di &#34;Computational Rationing&#34; (Razionamento Computazionale):&#xA;&#xA;•   L&#39;IA come Luxury Good: Utilizzare un modello linguistico avanzato per scrivere codice, analizzare dati o creare contenuti diventa un servizio a pagamento ad alto costo, accessibile solo a chi possiede crediti energetici o abbonamenti costosi.&#xA;•   Crollo dei Modelli Open Source Gratuiti: Le aziende che mantenevano modelli open source gratuiti non riescono più a coprire i costi operativi e chiudono i server. La ricerca si sposta verso modelli ultra-ottimizzati, piccoli e specifici (&#34;TinyML&#34;) che consumano pochissima energia, ma offrono capacità ridotte.&#xA;•   La Fine dell&#39;Auto-Driving e delle Città Intelligenti: I veicoli autonomi e le reti di gestione del traffico urbano devono disattivare i sistemi di calcolo in tempo reale per risparmiare energia, tornando a dipendere da operatori umani o sistemi molto più semplici.&#xA;&#xA;Impatto sulla Società e sul Lavoro&#xA;&#xA;•   Bivio Professionale:&#xA;    Classi Alta e Media: Continuano a usare l&#39;IA per ottimizzare processi aziendali, ma pagano un &#34;tassa computazionale&#34; sostanziosa sui loro software.&#xA;    Classi Basse e Lavoratori Manuali: Perdere accesso all&#39;AI significa perdere gli strumenti di produttività. Tuttavia, emerge un nuovo settore di lavoro: gli &#34;Energy Arbitragers&#34; (arbitraggiatori energetici) e i &#34;Hardware Tinkers&#34; (manutentori hardware), figure che riparano, riconfigurano e gestiscono manualmente le infrastrutture digitali per ridurre il consumo.&#xA;    L&#39;Uomo come Ultima Soluzione: In molti settori (medicina, ingegneria legale, architettura), l&#39;uso dell&#39;AI è limitato a funzioni di base. La creatività complessa e il problem solving strategico tornano a essere attività prettamente umane, poiché simulare queste funzioni con l&#39;AI costa troppo.&#xA;&#xA;•   Nuova Struttura Sociale:&#xA;    Nasce un divario digitale non basato sulla velocità di connessione, ma sul potere di calcolo. I ricchi hanno &#34;nuvole private&#34; isolate e alimentate da reattori nucleari o fusioni sperimentali; i poveri usano modelli locali su dispositivi personali o condividono risorse in una &#34;rete di sopravvivenza digitale&#34; a bassissimo consumo.&#xA;    L&#39;educazione cambia drasticamente: le scuole insegnano come ottimizzare il codice per consumare meno energia e come usare l&#39;hardware esistente in modo efficiente, piuttosto che come addestrare nuovi modelli.&#xA;&#xA;Innovazione Forzata: L&#39;Era dell&#39;Efficienza Estrema&#xA;La crisi stimola un&#39;innovazione radicale in campi diversi:&#xA;&#xA;•   AI Neuromorfica e Analogica: Si abbandona l&#39;architettura digitale tradizionale (basata su transistori) a favore di chip analogici e neuromorfici che imitano il cervello umano, consumando una frazione dell&#39;energia attuale.&#xA;•   Edge Computing Massivo: Tutto il calcolo deve avvenire &#34;al bordo&#34; (sul dispositivo dell&#39;utente, non nel cloud). I smartphone e i laptop diventano supercomputer autonomi e isolati, capaci di funzionare offline per settimane.&#xA;•   Fusione e Nuovi Combustibili: Gli investimenti statali si concentrano quasi esclusivamente sulla fusione nucleare controllata e sulle tecnologie di cattura della CO2, poiché l&#39;IA è vista come lo strumento necessario per progettare queste tecnologie, ma solo se si riesce a renderle efficienti.&#xA;&#xA;Scenario Geopolitico&#xA;I paesi ricchi di risorse energetiche rinnovabili (sole, vento, idrogeno verde) diventano le nuove superpotenze, in quanto possono alimentare data center economici. Le nazioni dipendenti da importazioni fossili o instabili vedono il loro sviluppo tecnologico bloccato. L&#39;IA diventa un&#39;arma di sanzioni: i paesi che non possono pagare i costi energetici per l&#39;accesso alle infrastrutture digitali vengono esclusi dal commercio globale avanzato.&#xA;&#xA;Conclusione: Un Mondo più Lento ma più Umano?&#xA;In questo scenario, tra 2-3 anni, vivremmo in un mondo dove la magia dell&#39;IA generativa è diventata un ricordo di un&#39;epoca precedente. La società sarebbe più lenta, meno automatizzata in superficie, ma forse più resiliente e consapevole. L&#39;umano sarebbe nuovamente il centro del processo creativo e decisionale, costretto a fare di più con meno, trasformando la scarsità energetica in un motore per una nuova filosofia di vita e di lavoro incentrata sulla sostenibilità e sull&#39;efficienza estrema.&#xA;&#xA;È uno scenario inquietante, ma storicamente, le crisi energetiche hanno sempre forzato l&#39;innovazione e cambiato le priorità della civiltà.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scenario futuristico ma non troppo...</p>

<p>A cura di Qwen3.5. In locale sul mio PC</p>

<p>Domanda:
Descrivimi uno scenario futuristico mondiale, nel caso tra  2 o 3 anni il costo dell&#39;energia e di conseguenza quello dell&#39;uso delle AI dovesse decuplicare.</p>

<p>Risposta:
Ecco una possibile visione di uno scenario futuristico plausibile, in cui un crollo del mercato energetico e un conseguente aumento dei costi dell&#39;elaborazione AI (circa il 200% in due o tre anni) trasformano radicalmente la società globale.</p>

<p>Il Titolar: “L&#39;Era del Rationing Computazionale” (2025-2027)</p>
<ol><li><p>Il Contesto: La Crisi dei Microchip e dei Data Center
Tutto inizia con una combinazione di fattori: un picco di domanda per l&#39;AI generativa, la saturazione delle risorse idriche per il raffreddamento dei data center e una crisi geopolitica che interrompe le catene di approvvigionamento energetico. I costi dell&#39;elettricità per i data center raddoppiano quasi di colpo, rendendo l&#39;addestramento di grandi modelli (LLM) proibitivo per chiunque non sia una superpotenza o una multinazionale energetica.</p></li>

<li><p>Il Nuovo Modello Economico: “Pay-per-Token” Globale
In questo scenario, l&#39;accesso all&#39;IA non è più gratuito o incluso nei servizi di base. Si instaura un sistema globale di “Computational Rationing” (Razionamento Computazionale):</p></li></ol>

<p>•   L&#39;IA come Luxury Good: Utilizzare un modello linguistico avanzato per scrivere codice, analizzare dati o creare contenuti diventa un servizio a pagamento ad alto costo, accessibile solo a chi possiede crediti energetici o abbonamenti costosi.
•   Crollo dei Modelli Open Source Gratuiti: Le aziende che mantenevano modelli open source gratuiti non riescono più a coprire i costi operativi e chiudono i server. La ricerca si sposta verso modelli ultra-ottimizzati, piccoli e specifici (“TinyML”) che consumano pochissima energia, ma offrono capacità ridotte.
•   La Fine dell&#39;Auto-Driving e delle Città Intelligenti: I veicoli autonomi e le reti di gestione del traffico urbano devono disattivare i sistemi di calcolo in tempo reale per risparmiare energia, tornando a dipendere da operatori umani o sistemi molto più semplici.</p>
<ol><li>Impatto sulla Società e sul Lavoro</li></ol>

<p>•   Bivio Professionale:
    *   Classi Alta e Media: Continuano a usare l&#39;IA per ottimizzare processi aziendali, ma pagano un “tassa computazionale” sostanziosa sui loro software.
    *   Classi Basse e Lavoratori Manuali: Perdere accesso all&#39;AI significa perdere gli strumenti di produttività. Tuttavia, emerge un nuovo settore di lavoro: gli “Energy Arbitragers” (arbitraggiatori energetici) e i “Hardware Tinkers” (manutentori hardware), figure che riparano, riconfigurano e gestiscono manualmente le infrastrutture digitali per ridurre il consumo.
    *   L&#39;Uomo come Ultima Soluzione: In molti settori (medicina, ingegneria legale, architettura), l&#39;uso dell&#39;AI è limitato a funzioni di base. La creatività complessa e il problem solving strategico tornano a essere attività prettamente umane, poiché simulare queste funzioni con l&#39;AI costa troppo.</p>

<p>•   Nuova Struttura Sociale:
    *   Nasce un divario digitale non basato sulla velocità di connessione, ma sul potere di calcolo. I ricchi hanno “nuvole private” isolate e alimentate da reattori nucleari o fusioni sperimentali; i poveri usano modelli locali su dispositivi personali o condividono risorse in una “rete di sopravvivenza digitale” a bassissimo consumo.
    *   L&#39;educazione cambia drasticamente: le scuole insegnano come ottimizzare il codice per consumare meno energia e come usare l&#39;hardware esistente in modo efficiente, piuttosto che come addestrare nuovi modelli.</p>
<ol><li>Innovazione Forzata: L&#39;Era dell&#39;Efficienza Estrema
La crisi stimola un&#39;innovazione radicale in campi diversi:</li></ol>

<p>•   AI Neuromorfica e Analogica: Si abbandona l&#39;architettura digitale tradizionale (basata su transistori) a favore di chip analogici e neuromorfici che imitano il cervello umano, consumando una frazione dell&#39;energia attuale.
•   Edge Computing Massivo: Tutto il calcolo deve avvenire “al bordo” (sul dispositivo dell&#39;utente, non nel cloud). I smartphone e i laptop diventano supercomputer autonomi e isolati, capaci di funzionare offline per settimane.
•   Fusione e Nuovi Combustibili: Gli investimenti statali si concentrano quasi esclusivamente sulla fusione nucleare controllata e sulle tecnologie di cattura della CO2, poiché l&#39;IA è vista come lo strumento necessario per progettare queste tecnologie, ma solo se si riesce a renderle efficienti.</p>
<ol><li>Scenario Geopolitico
I paesi ricchi di risorse energetiche rinnovabili (sole, vento, idrogeno verde) diventano le nuove superpotenze, in quanto possono alimentare data center economici. Le nazioni dipendenti da importazioni fossili o instabili vedono il loro sviluppo tecnologico bloccato. L&#39;IA diventa un&#39;arma di sanzioni: i paesi che non possono pagare i costi energetici per l&#39;accesso alle infrastrutture digitali vengono esclusi dal commercio globale avanzato.</li></ol>

<p>Conclusione: Un Mondo più Lento ma più Umano?
In questo scenario, tra 2-3 anni, vivremmo in un mondo dove la magia dell&#39;IA generativa è diventata un ricordo di un&#39;epoca precedente. La società sarebbe più lenta, meno automatizzata in superficie, ma forse più resiliente e consapevole. L&#39;umano sarebbe nuovamente il centro del processo creativo e decisionale, costretto a fare di più con meno, trasformando la scarsità energetica in un motore per una nuova filosofia di vita e di lavoro incentrata sulla sostenibilità e sull&#39;efficienza estrema.</p>

<p>È uno scenario inquietante, ma storicamente, le crisi energetiche hanno sempre forzato l&#39;innovazione e cambiato le priorità della civiltà.</p>
]]></content:encoded>
      <author>iragazzidelcomputer</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/gd7neqcw9f</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 16:10:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>&#34;Abi...normal. Sono quasi sicuro che fosse il nome&#34;.</title>
      <link>https://noblogo.org/grad/abi-normal</link>
      <description>&lt;![CDATA[Le Brigate Rosse hanno rapito e preso in ostaggio il cervello di Valditara.&#xA;Qualunque richiesta di riscatto delle BR, fosse anche un solo caffè, dovrà essere respinta al mittente con fermezza. Facciano ciò che vogliono di quell&#39;organo inutile. Il nostro Paese non sa che cosa farsene. &#xA;&#xA;Il cervello del Ministro è quello che abbiamo visto nella leggendaria scena dell&#39;altrettanto leggedario film Frankenseint Jr., quando il buon Igor nel laboratorio si trova di fronte all&#39;encefalo etichettato come &#34;Abnormal&#34;.&#xA;&#xA;Valditara si giustifica adducendo la scusa puerile del lapsus. Lapsus semantico o lapsus freudiano?&#xA;Nel primo caso si sostituisce una parola o un concetto con un altro simile o appartenente alla stessa categoria per semplice distrazione, caso o stanchezza.&#xA;&#xA;Nel secondo caso, in pratica, si usa il termine che intimamente, nel nostro inconscio, costituisce un&#39;ossessione, un convincimento, un pregiudizio su quell&#39;argomento, fatto o idea.&#xA;&#xA;Valditara ha pronunciato quella bestialità di fronte alla stampa in occasione dell&#39;inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella. Di solito, per queste occasioni le dichiarazioni del Ministro sono preparate e scritte prima dagli addetti stampa. &#xA;Quindi è estremamente difficile ammettere che si possa trattare di un lapsus semantico.&#xA;&#xA;Il nostro governo post-fascista è farcito di personaggi inquietanti, la cui mente è funestata da bias cognitivi, pregiudizi culturali e ossessioni, che sono alla base di tutte le loro azioni e dichiarazioni. &#xA;I ripetuti richiami agli Anni di Piombo e al terrorismo rosso di diversi ministri si trovano nelle cronache giornalistiche degli ultimi 4 anni.&#xA;&#xA;E vogliamo parlare delle linee guida per la scuola del Ministero di cui il nostro &#34;Ab-qualcosa&#34; è a capo? &#xA;Spazzatura tipica del Ventennio e solita massiccia propaganda revisionista di ogni regime illiberale, reazionario e fascistoide della storia passata e presente (vedasi Argentina, USA, Israele, Russia): provincialismo culturale, suprematismo nemmeno tanto velato e integralismo religioso sono gli ingredienti principali.  Le portate principali: Storia incentrata sul mondo Occidentale e insegnata come &#34;grande narrazione&#34; per rafforzare l&#39;identità nazionale dei ragazzi; valorizzazione del concetto di Patria e dell&#39;impatto del Cristianesimo sul mondo classico; inserimento della Bibbia tra i testi di riferimento storico e letterario. &#xA;&#xA;Io, intanto,  quando vado in libreria e mi imbatto mio malgrado in una copia della Bibbia, continuo ostinatamente a prenderla e a spostarla nello scaffale dei libri fantasy. Un piccolissimo ma doveroso atto di coscienza civica. &#xA;&#xA;Now playing:&#xA;“Extraterrestre”&#xA;Blitz – Eugenio Finardi – 1978&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Brigate Rosse</strong> hanno rapito e preso in ostaggio il <strong>cervello di Valditara</strong>.
Qualunque richiesta di riscatto delle BR, fosse anche un solo caffè, dovrà essere respinta al mittente con fermezza. Facciano ciò che vogliono di quell&#39;<strong>organo inutile</strong>. Il nostro Paese non sa che cosa farsene.</p>

<p>Il cervello del Ministro è quello che abbiamo visto nella leggendaria scena dell&#39;altrettanto leggedario film <strong>Frankenseint Jr.</strong>, quando il buon Igor nel laboratorio si trova di fronte all&#39;encefalo etichettato come <strong>“Abnormal”</strong>.</p>

<p>Valditara si giustifica adducendo la <strong>scusa puerile del lapsus</strong>. <strong>Lapsus semantico</strong> o <strong>lapsus freudiano</strong>?
Nel primo caso si sostituisce una parola o un concetto con un altro simile o appartenente alla stessa categoria per semplice <strong>distrazione</strong>, caso o <strong>stanchezza</strong>.</p>

<p>Nel secondo caso, in pratica, si usa il termine che intimamente, nel <strong>nostro inconscio</strong>, costituisce un&#39;ossessione, un convincimento, un pregiudizio su quell&#39;argomento, fatto o idea.</p>

<p>Valditara ha pronunciato quella <strong>bestialità</strong> di fronte alla stampa in occasione dell&#39;inaugurazione di una <strong>scuola intitolata a Piersanti Mattarella</strong>. Di solito, per queste occasioni le <strong>dichiarazioni</strong> del Ministro sono <strong>preparate e scritte</strong> prima dagli addetti stampa.
Quindi è estremamente difficile ammettere che si possa trattare di un lapsus semantico.</p>

<p>Il nostro <strong>governo post-fascista</strong> è farcito di personaggi inquietanti, la cui mente è funestata da <strong>bias cognitivi</strong>, <strong>pregiudizi culturali</strong> e <strong>ossessioni</strong>, che sono alla base di tutte le loro azioni e dichiarazioni.
I ripetuti <strong>richiami agli Anni di Piombo</strong> e al terrorismo rosso di <strong>diversi ministri</strong> si trovano nelle cronache giornalistiche degli ultimi 4 anni.</p>

<p>E vogliamo parlare delle <strong>linee guida per la scuola</strong> del Ministero di cui il nostro “Ab-qualcosa” è a capo?
<strong>Spazzatura</strong> tipica del Ventennio e solita massiccia <strong>propaganda revisionista</strong> di ogni regime illiberale, reazionario e fascistoide della storia passata e presente (vedasi Argentina, USA, Israele, Russia): <strong>provincialismo culturale</strong>, <strong>suprematismo</strong> nemmeno tanto velato e <strong>integralismo religioso</strong> sono gli ingredienti principali.  Le portate principali: Storia incentrata sul <strong>mondo Occidentale</strong> e insegnata come “grande narrazione” per rafforzare l&#39;<strong>identità nazionale</strong> dei ragazzi; valorizzazione del <strong>concetto di Patria</strong> e dell&#39;impatto del <strong>Cristianesimo</strong> sul mondo classico; inserimento della <strong>Bibbia</strong> tra i testi di riferimento storico e letterario.</p>

<p>Io, intanto,  quando vado in libreria e mi imbatto mio malgrado in una copia della <strong>Bibbia</strong>, continuo ostinatamente a prenderla e a spostarla nello <strong>scaffale dei libri fantasy</strong>. Un piccolissimo ma doveroso atto di coscienza civica.</p>

<p><strong>Now playing:</strong>
“Extraterrestre”
<em>Blitz</em> – Eugenio Finardi – 1978</p>
]]></content:encoded>
      <author>Revolution By Night</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/oyterq0qyg</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 09:37:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>11 maggio 2025, ultima mia partecipazione come critico a RicercaBo.</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/11-maggio-2025-ultima-mia-partecipazione-come-critico-a-ricercabo</link>
      <description>&lt;![CDATA[11 maggio 2025, ultima mia partecipazione come critico a RicercaBo.&#xA;11 maggio 2024, a trovare Ale Broggi a Milano, poi partivo per Torino.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>11 maggio 2025, ultima mia partecipazione come critico a RicercaBo.
11 maggio 2024, a trovare Ale Broggi a Milano, poi partivo per Torino.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/xrcatc1nao</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 09:28:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cybercrime. Incontro tra l&#39;assetto specialistico della Polizia di Stato e l&#39; FBI</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/cybercrime-8bjl</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;Cybercrime. Incontro tra l&#39;assetto specialistico della Polizia di Stato e l&#39; FBI&#xA;&#xA;La Polizia di Stato ha ospitato presso il Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica una delegazione del Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. La visita si è inserita nel quadro delle attività di cooperazione internazionale già avviate tra l&#39;FBI e il Commissariato di polizia online, nonché tra la rete TACU (FBI – Threat Analytics Collaboration Unit) e il CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche).&#xA;&#xA;L&#39;iniziativa ha avuto l&#39;obiettivo di rafforzare la cooperazione operativa tra le strutture specializzate dei due Paesi nella lotta al cybercrime.&#xA;&#xA;Durante la prima giornata, i lavori si sono concentrati sulle attività del Commissariato di polizia online e sulle sinergie operative con l&#39;FBI. Sono state illustrate le principali azioni di prevenzione e supporto ai cittadini, con particolare attenzione alla gestione delle segnalazioni online, alla tutela dei minori e alla gestione di casi delicati, inclusi quelli relativi a fenomeni di suicidio e situazioni di vulnerabilità. È stato inoltre sottolineato il costante coordinamento del Commissariato di polizia online con le altre articolazioni del Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica e con gli uffici territoriali, nell&#39;ottica di una risposta integrata ai fenomeni criminali e alle emergenze gestite attraverso il web.&#xA;&#xA;Nel corso della seconda giornata, il Direttore del CNAIPIC ha presentato le attività del Centro, evidenziando i punti di contatto con la delegazione ospite, in particolare per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche nazionali, i partenariati pubblico-privato, gli enti pubblici, le imprese strategiche e gli operatori di servizi essenziali. La delegazione ha visitato la sala operativa del CNAIPIC e il First Response Team, struttura centrale impegnata nell&#39;analisi e nella gestione dei principali attacchi informatici, nonché nell&#39;emissione di alert e IOC (Indicatori di Compromissione), elementi fondamentali per il tempestivo coordinamento delle attività di prevenzione e risposta agli incidenti cyber.&#xA;&#xA;Sono state inoltre illustrate le principali attività investigative, anche transnazionali, svolte nel contrasto alle frodi informatiche, al phishing e al riciclaggio di denaro tramite strumenti digitali, con un focus specifico sulle tecniche più avanzate di analisi della blockchain e di tracciamento dei flussi finanziari illeciti.&#xA;&#xA;L&#39;iniziativa ha consentito di gettare le basi per l&#39;attivazione di un canale di comunicazione diretto tra il CNAIPIC e la rete TACU, finalizzato alla condivisione e allo scambio in tempo reale di alert di sicurezza preventiva elaborati dalle rispettive strutture di Cyber Threat Intelligence, a beneficio delle infrastrutture critiche di entrambi i Paesi.&#xA;&#xA;Sempre nell&#39;ottica di consolidare il rapporto di cooperazione internazionale tra l&#39;FBI e il Commissariato di polizia online, sono state avviate le interlocuzioni per programmare incontri periodici tra i referenti dei due centri specializzati, al fine di condividere best practices, trend criminali e le principali linee di indirizzo nelle attività di prevenzione e contrasto al cybercrime.&#xA;&#xA;#Cnaipic  #Commissariatodipoliziaonline  #fbi  #cooperazioneinternazionale  #cybercrime&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="cybercrime-incontro-tra-l-assetto-specialistico-della-polizia-di-stato-e-l-fbi">Cybercrime. Incontro tra l&#39;assetto specialistico della Polizia di Stato e l&#39; FBI</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/Jdkg2GGn3CTJqs2/preview" alt=""></p>

<p>La Polizia di Stato ha ospitato presso il Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica una delegazione del Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. La visita si è inserita nel quadro delle attività di cooperazione internazionale già avviate tra l&#39;FBI e il Commissariato di polizia online, nonché tra la rete TACU (FBI – Threat Analytics Collaboration Unit) e il CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche).</p>

<p>L&#39;iniziativa ha avuto l&#39;obiettivo di rafforzare la cooperazione operativa tra le strutture specializzate dei due Paesi nella lotta al cybercrime.</p>

<p>Durante la prima giornata, i lavori si sono concentrati sulle attività del Commissariato di polizia online e sulle sinergie operative con l&#39;FBI. Sono state illustrate le principali azioni di prevenzione e supporto ai cittadini, con particolare attenzione alla gestione delle segnalazioni online, alla tutela dei minori e alla gestione di casi delicati, inclusi quelli relativi a fenomeni di suicidio e situazioni di vulnerabilità. È stato inoltre sottolineato il costante coordinamento del Commissariato di polizia online con le altre articolazioni del Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica e con gli uffici territoriali, nell&#39;ottica di una risposta integrata ai fenomeni criminali e alle emergenze gestite attraverso il web.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/D43qnTaX4DsxmfD/preview" alt=""></p>

<p>Nel corso della seconda giornata, il Direttore del CNAIPIC ha presentato le attività del Centro, evidenziando i punti di contatto con la delegazione ospite, in particolare per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche nazionali, i partenariati pubblico-privato, gli enti pubblici, le imprese strategiche e gli operatori di servizi essenziali. La delegazione ha visitato la sala operativa del CNAIPIC e il First Response Team, struttura centrale impegnata nell&#39;analisi e nella gestione dei principali attacchi informatici, nonché nell&#39;emissione di alert e IOC (Indicatori di Compromissione), elementi fondamentali per il tempestivo coordinamento delle attività di prevenzione e risposta agli incidenti cyber.</p>

<p>Sono state inoltre illustrate le principali attività investigative, anche transnazionali, svolte nel contrasto alle frodi informatiche, al phishing e al riciclaggio di denaro tramite strumenti digitali, con un focus specifico sulle tecniche più avanzate di analisi della blockchain e di tracciamento dei flussi finanziari illeciti.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/GLRePpSGRWjayie/preview" alt=""></p>

<p>L&#39;iniziativa ha consentito di gettare le basi per l&#39;attivazione di un canale di comunicazione diretto tra il CNAIPIC e la rete TACU, finalizzato alla condivisione e allo scambio in tempo reale di alert di sicurezza preventiva elaborati dalle rispettive strutture di Cyber Threat Intelligence, a beneficio delle infrastrutture critiche di entrambi i Paesi.</p>

<p>Sempre nell&#39;ottica di consolidare il rapporto di cooperazione internazionale tra l&#39;FBI e il Commissariato di polizia online, sono state avviate le interlocuzioni per programmare incontri periodici tra i referenti dei due centri specializzati, al fine di condividere <em>best practices</em>, trend criminali e le principali linee di indirizzo nelle attività di prevenzione e contrasto al cybercrime.</p>

<p>#Cnaipic  #Commissariatodipoliziaonline  #fbi  #cooperazioneinternazionale  #cybercrime</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/cbg33w4dd2</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 08:25:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Jake Xerxes Fussell – What In The Natural World (2017)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/jake-xerxes-fussell-what-in-the-natural-world-2017</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Cercatore d&#39;oro del folklore americano, giovane e anomala presenza nel panorama roots di queste stagioni, Jake Xerxes Fussell afferma il suo ruolo di errante chitarrista alla scoperta di tesori nascosti della tradizione. Facile accostare la sua opera al Ry Cooder degli esordi, anche per l&#39;aproccio divulgativo e non strettamente rigoroso, e mai paragone fu al tempo stesso più azzeccato e insostenibile, nonostante tutte le possibili somiglianze stilistiche (sono presenti nei tratti di piedmont blues e di folk appalachiano allo strumento)... https://artesuono.blogspot.com/2017/04/jake-xerxes-fussell-what-in-natural.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta: https://album.link/i/1740841620&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/71g9COeysPL.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Cercatore d&#39;oro del folklore americano, giovane e anomala presenza nel panorama roots di queste stagioni, Jake Xerxes Fussell afferma il suo ruolo di errante chitarrista alla scoperta di tesori nascosti della tradizione. Facile accostare la sua opera al Ry Cooder degli esordi, anche per l&#39;aproccio divulgativo e non strettamente rigoroso, e mai paragone fu al tempo stesso più azzeccato e insostenibile, nonostante tutte le possibili somiglianze stilistiche (sono presenti nei tratti di piedmont blues e di folk appalachiano allo strumento)... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2017/04/jake-xerxes-fussell-what-in-natural.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2017/04/jake-xerxes-fussell-what-in-natural.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta: <a href="https://album.link/i/1740841620" rel="nofollow">https://album.link/i/1740841620</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/rxf77ykyta</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 08:14:34 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>2RE - Capitolo 12</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-12</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ioas, re di Giuda&#xA;1Quando divenne re, Ioas aveva sette anni. 2Divenne re nell&#39;anno settimo di Ieu e regnò quarant&#39;anni a Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibìa. 3Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perché lo aveva istruito il sacerdote Ioiadà. 4Ma non scomparvero le alture, dal momento che il popolo sacrificava e offriva ancora incenso sulle alture.&#xA;5Ioas disse ai sacerdoti: &#34;Tutto il denaro delle cose sacre, che viene portato nel tempio del Signore, il denaro corrente versato da ognuno come riscatto della persona e tutto il denaro delle libere offerte di ciascuno al tempio del Signore, 6lo ritirino per sé i sacerdoti, ognuno dai propri addetti; ed essi riparino le parti danneggiate del tempio, ovunque vi trovino danni&#34;.&#xA;7Ora nell&#39;anno ventitreesimo del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora riparato le parti danneggiate del tempio. 8Il re Ioas convocò il sacerdote Ioiadà con i sacerdoti e disse loro: &#34;Perché non avete riparato le parti danneggiate del tempio? D&#39;ora innanzi non dovrete più ritirare il denaro dai vostri addetti, ma lo consegnerete direttamente per le parti danneggiate del tempio&#34;. 9I sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal popolo e a non curare il restauro del tempio.&#xA;10Il sacerdote Ioiadà prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la pose a lato dell&#39;altare, a destra di chi entra nel tempio del Signore. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il denaro portato al tempio del Signore. 11Quando vedevano che nella cassa c&#39;era molto denaro, saliva lo scriba del re, insieme con il sommo sacerdote, ed essi raccoglievano e contavano il denaro trovato nel tempio del Signore. 12Consegnavano il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai costruttori che lavoravano nel tempio del Signore, 13ai muratori, agli scalpellini, per l&#39;acquisto di legname e pietre da taglio, per riparare le parti danneggiate del tempio del Signore e per tutto quanto era necessario per riparare il tempio. 14Ma con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano fare nel tempio del Signore né coppe d&#39;argento, né coltelli, né vasi per l&#39;aspersione, né trombe, nessun oggetto d&#39;oro o d&#39;argento. 15Esso infatti era consegnato solo agli esecutori dei lavori, perché riparassero il tempio del Signore. 16Non si controllavano coloro nelle cui mani veniva consegnato il denaro da dare agli esecutori dei lavori, perché lavoravano con onestà. 17Il denaro del sacrificio di riparazione e del sacrificio per il peccato non era portato nel tempio del Signore, ma era per i sacerdoti.&#xA;18In quel tempo Cazaèl, re di Aram, salì per combattere contro Gat e la conquistò. Poi Cazaèl si accinse a salire a Gerusalemme. 19Ioas, re di Giuda, prese tutti gli oggetti consacrati da Giòsafat, da Ioram e da Acazia, suoi padri, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso, insieme con tutto l&#39;oro trovato nei tesori del tempio del Signore e della reggia; egli mandò tutto ciò a Cazaèl, re di Aram, che si allontanò da Gerusalemme.&#xA;20Le altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 21I suoi ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; colpirono Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla. 22Iozabàd, figlio di Simeàt, e Iozabàd, figlio di Somer, suoi ufficiali, lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Amasia.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;12,1 Ioas, re di Giuda negli anni 835-796 circa, si caratterizza per l’impegno nel restaurare il tempio.&#xA;&#xA;12,18 Gat: la città filistea, che già dal tempo di Roboamo (2Cr 11,8) era passata sotto il dominio ebraico, ora costituiva il baluardo di Gerusalemme, che Cazaèl si stava accingendo a conquistare.&#xA;&#xA;12,19 tesori del tempio del Signore e della reggia: anche altrove i due tesori vengono distinti (1Re 15,18-19). Con quei tesori Ioas allontana Cazaèl dalla Giudea.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-22. Ioas re di Giuda (835-796). Parallelo in 2Cr 24.&#xA;&#xA;1-4. Nel consueto schema letterario che apre il racconto di un regno si inserisce il rarissimo giudizio positivo che l&#39;autore, con grande oculatezza, spende solo per i re di Giuda (1Re 15,11; 22,43; 2Re 12,3; 14,3; 15,3.34; 18,3; 22,2). Naturalmente la favorevole considerazione per Ioas dipende dalla cura che egli si prese per il tempio, descritta nei versetti successivi. È assai probabile che l&#39;autore non sia completamente obiettivo nella valutazione di Ioas; vengono infatti taciute le notizie di 2Cr 24,17-22 in cui il re risulta addirittura responsabile di un assassinio. La cifra tonda di quarant&#39;anni per la durata del regno crea un parallelo con Davide (1Re 2,11) e Salomone (1Re 11,42), ma non è priva di sospetti sulla sua attendibilità.&#xA;&#xA;5-7. Agli inizi del regno di Ioas il tempio contava ormai più di 130 anni. Per la data d&#39;inizio della costruzione vedi 1Re 6,1. Lavori di manutenzione straordinaria si imponevano, ma bisognava trovare i fondi. La situazione presentata qui per reperire il denaro necessario è confusa. Le entrate del tempio vengono presentate in due categorie: tasse (cfr. Es 13,2.11-13; 30,11-16; Lv 27,1-8) e offerte spontanee (cfr. Esd 1,4). Ma ciò che è difficile stabilire è se l&#39;ordine accettato dai sacerdoti sia stato disatteso perché l&#39;applicazione delle norme regali costituiva un&#39;indiretta diminuzione delle loro prebende, oppure perché spinti dall&#39;avidità hanno trattenuto per sé i fondi da capitalizzare per i restauri.&#xA;&#xA;8-9. Dopo un lungo periodo di inconcludenza da parte dei sacerdoti, l&#39;intervento personale del re sblocca la situazione.&#xA;&#xA;10-13. La soluzione pratica adottata è di raccogliere le offerte spontanee in una cassa apposita all&#39;entrata del tempio custodita da una speciale classe sacerdotale. Un controllo incrociato di personale religioso e civile assicura il funzionamento del provvedimento e il tempestivo pagamento degli operai.&#xA;&#xA;14-17. La destinazione del denaro deve essere ispirata a parsimonia: non si devono fare altre spese se non quelle necessarie all&#39;edificio. Il restauro non comporta il rinnovamento delle suppellettili di culto. Anche i sacerdoti hanno un profitto assicurato dalle offerte previste in Lv 5,1-26; 7,1-10.&#xA;&#xA;18-19. Dopo l&#39;837 la pressione assira su Damasco si allenta notevolmente. Così Cazael può allargare i suoi confini a sud dando duri colpi al regno d&#39;Israele (cfr. 10,32-33; 13,3.7). Compiuto con successo l&#39;indebolimento notevole d&#39;Israele, Cazael può addirittura penetrare nei confini di Giuda. Il primo bersaglio della sua campagna è Gat, attuale Tell-el-Mensijeh sulla via di Gaza. Si trattava di una autonoma città stato filistea sebbene posta nel territorio di Giuda (cfr. 1Re 2,39; 2Cr 26,6; Am 6,2). L&#39;esito positivo della spedizione verrebbe confermato dall&#39;assenza di Gat dalla lista di città filistee di Am 1 6-8, che fa pensare appunto a una soppressione della città. La seconda tappa è la stessa Gerusalemme che viene salvata dalla consegna di un ingente riscatto: il tesoro del tempio accumulato dai predecessori di Ioas e il tesoro della reggia. Un episodio analogo si trova in 1Re 14,25-28.&#xA;&#xA;20-22. L&#39;autore, preferisce riferire in modo circostanziato il luogo dell&#39;assassinio (cfr. 1Re 11,27) e tacere il motivo del delitto. Secondo 2Cr 24,25 si tratta di una vendetta per l&#39;uccisione di Zaccaria, oppositore di Ioas e figlio di Ioiada. All&#39;assassinio di Zaccaria fa riferimento Mt 23,35. Sebbene violenta, la morte di Ioas, discendente legittimo di Davide, è raccontata con dignità e pur essendo frutto di una congiura non compromette la continuità della dinastia.&#xA;&#xA;(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ioas, re di Giuda</em></strong>
<strong>1</strong>Quando divenne re, Ioas aveva sette anni. <strong>2</strong>Divenne re nell&#39;anno settimo di Ieu e regnò quarant&#39;anni a Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibìa. <strong>3</strong>Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perché lo aveva istruito il sacerdote Ioiadà. <strong>4</strong>Ma non scomparvero le alture, dal momento che il popolo sacrificava e offriva ancora incenso sulle alture.
<strong>5</strong>Ioas disse ai sacerdoti: “Tutto il denaro delle cose sacre, che viene portato nel tempio del Signore, il denaro corrente versato da ognuno come riscatto della persona e tutto il denaro delle libere offerte di ciascuno al tempio del Signore, <strong>6</strong>lo ritirino per sé i sacerdoti, ognuno dai propri addetti; ed essi riparino le parti danneggiate del tempio, ovunque vi trovino danni”.
<strong>7</strong>Ora nell&#39;anno ventitreesimo del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora riparato le parti danneggiate del tempio. <strong>8</strong>Il re Ioas convocò il sacerdote Ioiadà con i sacerdoti e disse loro: “Perché non avete riparato le parti danneggiate del tempio? D&#39;ora innanzi non dovrete più ritirare il denaro dai vostri addetti, ma lo consegnerete direttamente per le parti danneggiate del tempio”. <strong>9</strong>I sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal popolo e a non curare il restauro del tempio.
<strong>10</strong>Il sacerdote Ioiadà prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la pose a lato dell&#39;altare, a destra di chi entra nel tempio del Signore. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il denaro portato al tempio del Signore. <strong>11</strong>Quando vedevano che nella cassa c&#39;era molto denaro, saliva lo scriba del re, insieme con il sommo sacerdote, ed essi raccoglievano e contavano il denaro trovato nel tempio del Signore. <strong>12</strong>Consegnavano il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai costruttori che lavoravano nel tempio del Signore, <strong>13</strong>ai muratori, agli scalpellini, per l&#39;acquisto di legname e pietre da taglio, per riparare le parti danneggiate del tempio del Signore e per tutto quanto era necessario per riparare il tempio. <strong>14</strong>Ma con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano fare nel tempio del Signore né coppe d&#39;argento, né coltelli, né vasi per l&#39;aspersione, né trombe, nessun oggetto d&#39;oro o d&#39;argento. <strong>15</strong>Esso infatti era consegnato solo agli esecutori dei lavori, perché riparassero il tempio del Signore. <strong>16</strong>Non si controllavano coloro nelle cui mani veniva consegnato il denaro da dare agli esecutori dei lavori, perché lavoravano con onestà. <strong>17</strong>Il denaro del sacrificio di riparazione e del sacrificio per il peccato non era portato nel tempio del Signore, ma era per i sacerdoti.
<strong>18</strong>In quel tempo Cazaèl, re di Aram, salì per combattere contro Gat e la conquistò. Poi Cazaèl si accinse a salire a Gerusalemme. <strong>19</strong>Ioas, re di Giuda, prese tutti gli oggetti consacrati da Giòsafat, da Ioram e da Acazia, suoi padri, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso, insieme con tutto l&#39;oro trovato nei tesori del tempio del Signore e della reggia; egli mandò tutto ciò a Cazaèl, re di Aram, che si allontanò da Gerusalemme.
<strong>20</strong>Le altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? <strong>21</strong>I suoi ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; colpirono Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla. <strong>22</strong>Iozabàd, figlio di Simeàt, e Iozabàd, figlio di Somer, suoi ufficiali, lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Amasia.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>12,1</strong> Ioas, re di Giuda negli anni 835-796 circa, si caratterizza per l’impegno nel restaurare il tempio.</em></p>

<p><em><strong>12,18</strong> Gat: la città filistea, che già dal tempo di Roboamo (2Cr 11,8) era passata sotto il dominio ebraico, ora costituiva il baluardo di Gerusalemme, che Cazaèl si stava accingendo a conquistare.</em></p>

<p><em><strong>12,19</strong> tesori del tempio del Signore e della reggia: anche altrove i due tesori vengono distinti (1Re 15,18-19). Con quei tesori Ioas allontana Cazaèl dalla Giudea.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-22</strong>. Ioas re di Giuda (835-796). Parallelo in 2Cr 24.</p>

<p><strong>1-4</strong>. Nel consueto schema letterario che apre il racconto di un regno si inserisce il rarissimo giudizio positivo che l&#39;autore, con grande oculatezza, spende solo per i re di Giuda (1Re 15,11; 22,43; 2Re 12,3; 14,3; 15,3.34; 18,3; 22,2). Naturalmente la favorevole considerazione per Ioas dipende dalla cura che egli si prese per il tempio, descritta nei versetti successivi. È assai probabile che l&#39;autore non sia completamente obiettivo nella valutazione di Ioas; vengono infatti taciute le notizie di 2Cr 24,17-22 in cui il re risulta addirittura responsabile di un assassinio. La cifra tonda di quarant&#39;anni per la durata del regno crea un parallelo con Davide (1Re 2,11) e Salomone (1Re 11,42), ma non è priva di sospetti sulla sua attendibilità.</p>

<p><strong>5-7</strong>. Agli inizi del regno di Ioas il tempio contava ormai più di 130 anni. Per la data d&#39;inizio della costruzione vedi 1Re 6,1. Lavori di manutenzione straordinaria si imponevano, ma bisognava trovare i fondi. La situazione presentata qui per reperire il denaro necessario è confusa. Le entrate del tempio vengono presentate in due categorie: tasse (cfr. Es 13,2.11-13; 30,11-16; Lv 27,1-8) e offerte spontanee (cfr. Esd 1,4). Ma ciò che è difficile stabilire è se l&#39;ordine accettato dai sacerdoti sia stato disatteso perché l&#39;applicazione delle norme regali costituiva un&#39;indiretta diminuzione delle loro prebende, oppure perché spinti dall&#39;avidità hanno trattenuto per sé i fondi da capitalizzare per i restauri.</p>

<p><strong>8-9</strong>. Dopo un lungo periodo di inconcludenza da parte dei sacerdoti, l&#39;intervento personale del re sblocca la situazione.</p>

<p><strong>10-13</strong>. La soluzione pratica adottata è di raccogliere le offerte spontanee in una cassa apposita all&#39;entrata del tempio custodita da una speciale classe sacerdotale. Un controllo incrociato di personale religioso e civile assicura il funzionamento del provvedimento e il tempestivo pagamento degli operai.</p>

<p><strong>14-17</strong>. La destinazione del denaro deve essere ispirata a parsimonia: non si devono fare altre spese se non quelle necessarie all&#39;edificio. Il restauro non comporta il rinnovamento delle suppellettili di culto. Anche i sacerdoti hanno un profitto assicurato dalle offerte previste in Lv 5,1-26; 7,1-10.</p>

<p><strong>18-19</strong>. Dopo l&#39;837 la pressione assira su Damasco si allenta notevolmente. Così Cazael può allargare i suoi confini a sud dando duri colpi al regno d&#39;Israele (cfr. 10,32-33; 13,3.7). Compiuto con successo l&#39;indebolimento notevole d&#39;Israele, Cazael può addirittura penetrare nei confini di Giuda. Il primo bersaglio della sua campagna è Gat, attuale Tell-el-Mensijeh sulla via di Gaza. Si trattava di una autonoma città stato filistea sebbene posta nel territorio di Giuda (cfr. 1Re 2,39; 2Cr 26,6; Am 6,2). L&#39;esito positivo della spedizione verrebbe confermato dall&#39;assenza di Gat dalla lista di città filistee di Am 1 6-8, che fa pensare appunto a una soppressione della città. La seconda tappa è la stessa Gerusalemme che viene salvata dalla consegna di un ingente riscatto: il tesoro del tempio accumulato dai predecessori di Ioas e il tesoro della reggia. Un episodio analogo si trova in 1Re 14,25-28.</p>

<p><strong>20-22</strong>. L&#39;autore, preferisce riferire in modo circostanziato il luogo dell&#39;assassinio (cfr. 1Re 11,27) e tacere il motivo del delitto. Secondo 2Cr 24,25 si tratta di una vendetta per l&#39;uccisione di Zaccaria, oppositore di Ioas e figlio di Ioiada. All&#39;assassinio di Zaccaria fa riferimento Mt 23,35. Sebbene violenta, la morte di Ioas, discendente legittimo di Davide, è raccontata con dignità e pur essendo frutto di una congiura non compromette la continuità della dinastia.</p>

<p><em>(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-12" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sn3t5383jf</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 07:59:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>a qualcuno sembra impossibile afferrare la complessità di tracce e tracciati...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/a-qualcuno-sembra-impossibile-afferrare-la-complessita-di-tracce-e-tracciati</link>
      <description>&lt;![CDATA[a qualcuno sembra impossibile afferrare la complessità di tracce e tracciati contemporanei se non attraverso un reticolo-nuvola di citazioni, aneddoti, appunti, recensioni più puntiformi che puntuali. &#xA;(mi sforzo di non riuscirci, io, però vedo che è una prassi né implausibile né &#34;perdente&#34;; soprattutto considerando che nessuno &#34;vince&#34; e poi niente si vincerebbe).&#xA;i modi della disseminazione, alla fin fine (che è sempre un inizio), sono a loro volta disseminatamente (e dissennatamente) numerosi.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>a qualcuno sembra impossibile afferrare la complessità di tracce e tracciati contemporanei se non attraverso un reticolo-nuvola di citazioni, aneddoti, appunti, recensioni più puntiformi che puntuali.
(mi sforzo di non riuscirci, io, però vedo che è una prassi né implausibile né “perdente”; soprattutto considerando che nessuno “vince” e poi niente si vincerebbe).
i modi della disseminazione, alla fin fine (che è sempre un inizio), sono a loro volta <em>disseminatamente</em> (e dissennatamente) numerosi.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3tuw3u1q08</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 07:55:09 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>NUOVA POESIA</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/nuova-poesia-6qxz</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;NUOVA POESIA&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;non dirmi&#xD;&#xA;che questa in grafia minuta&#xD;&#xA;è &#34;inconsistente&#34; come&#xD;&#xA;la mia &#34;collezione di farfalle&#34;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;cielo grigio si riflette&#xD;&#xA;negli occhi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;-unforgettable&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;piove l&#39;immagine&#xD;&#xA;di te attraverso il vetro&#xD;&#xA;mentre&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il marciapiede si allontana&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ho da dare i miei occhi a quel che passa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nuova poesia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;non chiamare fragile  &#xD;&#xA;questa calligrafia che trema —  &#xD;&#xA;racchiude interi voli di carta,  &#xD;&#xA;farfalle piegate in tasche di memoria.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il cielo si specchia nei miei occhi,  &#xD;&#xA;un lago di piombo che non sa tacere.  &#xD;&#xA;sotto la pioggia, la tua sagoma si sfila  &#xD;&#xA;come un film che scorre sul vetro.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il marciapiede si allontana, lento,  &#xD;&#xA;e io resto qui con le mani vuote,  &#xD;&#xA;pronto a cedere lo sguardo a chi passa,  &#xD;&#xA;a prestare i miei occhi al mondo che corre.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nuova poesia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Piccole parole scritte a mano,&#xD;&#xA;farfalle danzano nel cielo grigio,&#xD;&#xA;riflesso nei tuoi occhi,&#xD;&#xA;un ricordo che non svanisce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;La pioggia scivola sul vetro,&#xD;&#xA;la strada si allontana,&#xD;&#xA;e io,&#xD;&#xA;do i miei occhi alle cose che passano.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nuova poesia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Le parole fluttuano come foglie,&#xD;&#xA;senza peso, senza direzione.&#xD;&#xA;Il cielo grigio si riflette nei tuoi occhi,&#xD;&#xA;un mondo che si perde nel silenzio.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ogni passo è un ricordo che svanisce,&#xD;&#xA;come la pioggia che scivola sul vetro.&#xD;&#xA;Il tempo si dissolve,&#xD;&#xA;e io resto qui,&#xD;&#xA;a guardare il mondo che passa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Non c&#39;è più niente da dire,&#xD;&#xA;solo il respiro che si fa lento]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>NUOVA POESIA</p>

<p>non dirmi
che questa in grafia minuta
è “inconsistente” come
la mia “collezione di farfalle”</p>

<p>cielo grigio si riflette
negli occhi</p>

<p>-unforgettable</p>

<p>piove l&#39;immagine
di te attraverso il vetro
mentre</p>

<p>il marciapiede si allontana</p>

<p>ho da dare i miei occhi a quel che passa</p>

<p>-</p>

<h3 id="nuova-poesia">Nuova poesia</h3>

<p>non chiamare fragile<br>
questa calligrafia che trema —<br>
racchiude interi voli di carta,<br>
farfalle piegate in tasche di memoria.</p>

<p>il cielo si specchia nei miei occhi,<br>
un lago di piombo che non sa tacere.<br>
sotto la pioggia, la tua sagoma si sfila<br>
come un film che scorre sul vetro.</p>

<p>il marciapiede si allontana, lento,<br>
e io resto qui con le mani vuote,<br>
pronto a cedere lo sguardo a chi passa,<br>
a prestare i miei occhi al mondo che corre.</p>

<p>Nuova poesia</p>

<p>Piccole parole scritte a mano,
farfalle danzano nel cielo grigio,
riflesso nei tuoi occhi,
un ricordo che non svanisce.</p>

<p>La pioggia scivola sul vetro,
la strada si allontana,
e io,
do i miei occhi alle cose che passano.</p>

<p>Nuova poesia</p>

<p>Le parole fluttuano come foglie,
senza peso, senza direzione.
Il cielo grigio si riflette nei tuoi occhi,
un mondo che si perde nel silenzio.</p>

<p>Ogni passo è un ricordo che svanisce,
come la pioggia che scivola sul vetro.
Il tempo si dissolve,
e io resto qui,
a guardare il mondo che passa.</p>

<p>Non c&#39;è più niente da dire,
solo il respiro che si fa lento</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/cjd6sdw6mm</guid>
      <pubDate>Mon, 11 May 2026 06:49:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Poème / Quand je ne pense à rien</title>
      <link>https://noblogo.org/looping/poeme-quand-je-ne-pense-a-rien</link>
      <description>&lt;![CDATA[Poème / Quand je ne pense à rien&#xA;&#xA;Je ne sais si j’aurais la force d’atteindre&#xA;La faible et timide lueur qui vacille au loin&#xA;J’ai peur que mon souffle ne puisse l’éteindre&#xA;Mais mon coeur est sur le départ néanmoins&#xA;&#xA;Est si mon aspiration n’était qu’un revers ?&#xA;Que m’importe de me perdre corps et bien&#xA;Et même si le choc est brutal et sévère&#xA;La chute sera un délicieux vertige aérien&#xA;&#xA;Il me faut fendre l&#39;armure pour profiter de chaque coup&#xA;Une nouvelle blessure s’ajoute à mon imaginaire&#xA;Petite flamme pourra me réchauffer beaucoup&#xA;Même si je crains qu’elle ne soit qu’une chimère&#xA;&#xA;Tout se passe comme si tout n&#39;était qu’un mirage&#xA;De loin en loin je garde mon coeur a fleur de peau&#xA;Je n’ai véritablement d’elle qu’une seule image&#xA;Et pourtant, cela suffit à mon coeur d’artichaud&#xA;&#xA;Alors qu’elle s’est éloigné dans un pays sage&#xA;Il me faut faire taire cette douleur si cruelle&#xA;Et si je cherche ses couleurs dans le moindre paysage&#xA;Quand je ne pense à rien, je ne pense qu&#39;à elle&#xA;&#xA;Pour Lola&#xA;&#xA;31/07/18 - 03/07/18&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Poème / Quand je ne pense à rien</p>

<p>Je ne sais si j’aurais la force d’atteindre
La faible et timide lueur qui vacille au loin
J’ai peur que mon souffle ne puisse l’éteindre
Mais mon coeur est sur le départ néanmoins</p>

<p>Est si mon aspiration n’était qu’un revers ?
Que m’importe de me perdre corps et bien
Et même si le choc est brutal et sévère
La chute sera un délicieux vertige aérien</p>

<p>Il me faut fendre l&#39;armure pour profiter de chaque coup
Une nouvelle blessure s’ajoute à mon imaginaire
Petite flamme pourra me réchauffer beaucoup
Même si je crains qu’elle ne soit qu’une chimère</p>

<p>Tout se passe comme si tout n&#39;était qu’un mirage
De loin en loin je garde mon coeur a fleur de peau
Je n’ai véritablement d’elle qu’une seule image
Et pourtant, cela suffit à mon coeur d’artichaud</p>

<p>Alors qu’elle s’est éloigné dans un pays sage
Il me faut faire taire cette douleur si cruelle
Et si je cherche ses couleurs dans le moindre paysage
Quand je ne pense à rien, je ne pense qu&#39;à elle</p>

<p>Pour Lola</p>

<p>31/07/18 – 03/07/18</p>
]]></content:encoded>
      <author>L&#39;arbre du Ténéré  </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3c2mychov3</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 20:47:26 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>il segno calligrafico è infine rispettoso di un antropocentrismo di fondo.</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/il-segno-calligrafico-e-infine-rispettoso-dellantropocentrismo-di-fondo</link>
      <description>&lt;![CDATA[il segno calligrafico è infine rispettoso di un antropocentrismo di fondo. centralità della &#34;bella mano&#34;. la scimmia evoluta traccia i suoi segni.&#xA;&#xA;allora, il disordine delle linee può avere non tanto un diverso e (dualisticamente) opposto valore, bensì indicare un&#39;attitudine di indifferenza alla stessa questione antropocentrica posta dall&#39;uomo (ancora, quindi, antropocentricamente)]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>il segno calligrafico è infine rispettoso di un antropocentrismo di fondo. centralità della “bella mano”. la scimmia evoluta traccia i suoi segni.</p>

<p>allora, il disordine delle linee può avere non tanto un diverso e (dualisticamente) opposto valore, bensì indicare un&#39;attitudine di <em>indifferenza</em> alla stessa questione antropocentrica posta dall&#39;uomo (ancora, quindi, antropocentricamente)</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3nuiqbon0h</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 17:42:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Progetto &#34;wanted&#34;: alla ricerca dei latitanti</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/progetto-wanted-alla-ricerca-dei-latitanti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Progetto &#34;wanted&#34;: alla ricerca dei latitanti&#xA;&#xA;A Tirana, le autorità di polizia albanesi su indicazione degli organi investigativi della Polizia di Stato italiana, hanno individuato e arrestato un narcotrafficante albanese di 45 anni, latitante dal 2022.  &#xA;&#xA;L’uomo, ricercato a livello internazionale e sottoposto a una red notice emessa dal Segretariato generale di INTERPOL a Lione, era stato indagato tra il 2019 e il 2021 nell’ambito di operazioni antidroga coordinate dalla Procura distrettuale di Venezia e condotte dalla Squadra Mobile.  &#xA;&#xA;Le indagini hanno portato alla condanna definitiva dell’individuo per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio di droga, confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. La sentenza ha riconosciuto il suo ruolo di spicco in un’organizzazione criminale operativa a Venezia, dedita al narcotraffico, in particolare all’importazione e alla distribuzione di cocaina destinata alle piazze di spaccio dell’hinterland veneziano.  &#xA;&#xA;Il cittadino albanese, che all’epoca viveva a Mestre, è stato identificato come vertice operativo e decisionale del sodalizio, responsabile diretto dell’approvvigionamento della droga e della gestione della sua distribuzione sul territorio lagunare.  &#xA;&#xA;Le operazioni per la sua cattura, guidate da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Squadra Mobile di Venezia e dello SCO (Servizio Centrale Operativo) della Polizia di Stato, si sono intensificate dopo l’estensione delle ricerche a livello internazionale, richiesta dalla Procura generale di Venezia. Grazie al monitoraggio degli spostamenti dei suoi stretti familiari e all’analisi delle loro abitudini, è stata ipotizzata la presenza del latitante tra Albania e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.  &#xA;&#xA;Gli approfondimenti, supportati dall’uso di banche dati e tecnologie avanzate per la sorveglianza elettronica, hanno permesso di confermare che, anche in passato, i familiari si erano recati in Albania, probabilmente per incontrarlo, avvalendosi del supporto logistico di una vasta rete di favoreggiatori.  &#xA;&#xA;L’indagine è stata agevolata dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (SCIP), che, tramite l’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza a Tirana, ha garantito un costante scambio di informazioni con le autorità estere. Questo ha consentito alle forze di polizia albanesi di monitorare il contesto relazionale del latitante e di localizzarlo.  &#xA;&#xA;L’arresto si inserisce nel quadro del progetto “WANTED”, coordinato dallo SCO per l’individuazione e la cattura di latitanti di alto profilo, sia in Italia che all’estero. Il successo dell&#39;iniziativa si basa su un modello investigativo integrato che combina le Squadre mobili e le Sisco, favorendo il coordinamento tra uffici centrali e territoriali per condividere risorse e informazioni. La strategia unisce metodi tradizionali, come osservazioni e pedinamenti, con tecnologie avanzate di digital forensic e intercettazioni telematiche, permettendo di ricostruire le dinamiche criminali e di intercettare anche le strategie di mimetizzazione della criminalità organizzata. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="progetto-wanted-alla-ricerca-dei-latitanti">Progetto “wanted”: alla ricerca dei latitanti</h2>

<p>A Tirana, le autorità di polizia albanesi su indicazione degli organi investigativi della Polizia di Stato italiana, hanno individuato e arrestato un narcotrafficante albanese di 45 anni, latitante dal 2022.</p>

<p>L’uomo, ricercato a livello internazionale e sottoposto a una <em>red notice</em> emessa dal Segretariato generale di INTERPOL a Lione, era stato indagato tra il 2019 e il 2021 nell’ambito di operazioni antidroga coordinate dalla Procura distrettuale di Venezia e condotte dalla Squadra Mobile.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/W6cifZJ2oQTe3JT/preview" alt=""></p>

<p>Le indagini hanno portato alla condanna definitiva dell’individuo per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio di droga, confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. La sentenza ha riconosciuto il suo ruolo di spicco in un’organizzazione criminale operativa a Venezia, dedita al narcotraffico, in particolare all’importazione e alla distribuzione di cocaina destinata alle piazze di spaccio dell’hinterland veneziano.</p>

<p>Il cittadino albanese, che all’epoca viveva a Mestre, è stato identificato come vertice operativo e decisionale del sodalizio, responsabile diretto dell’approvvigionamento della droga e della gestione della sua distribuzione sul territorio lagunare.</p>

<p>Le operazioni per la sua cattura, guidate da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Squadra Mobile di Venezia e dello SCO (Servizio Centrale Operativo) della Polizia di Stato, si sono intensificate dopo l’estensione delle ricerche a livello internazionale, richiesta dalla Procura generale di Venezia. Grazie al monitoraggio degli spostamenti dei suoi stretti familiari e all’analisi delle loro abitudini, è stata ipotizzata la presenza del latitante tra Albania e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.</p>

<p>Gli approfondimenti, supportati dall’uso di banche dati e tecnologie avanzate per la sorveglianza elettronica, hanno permesso di confermare che, anche in passato, i familiari si erano recati in Albania, probabilmente per incontrarlo, avvalendosi del supporto logistico di una vasta rete di favoreggiatori.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/E8GeJbpwmFf452o/preview" alt=""></p>

<p>L’indagine è stata agevolata dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (SCIP), che, tramite l’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza a Tirana, ha garantito un costante scambio di informazioni con le autorità estere. Questo ha consentito alle forze di polizia albanesi di monitorare il contesto relazionale del latitante e di localizzarlo.</p>

<p>L’arresto si inserisce nel quadro del progetto “WANTED”, coordinato dallo SCO per l’individuazione e la cattura di latitanti di alto profilo, sia in Italia che all’estero. Il successo dell&#39;iniziativa si basa su un modello investigativo integrato che combina le Squadre mobili e le Sisco, favorendo il coordinamento tra uffici centrali e territoriali per condividere risorse e informazioni. La strategia unisce metodi tradizionali, come osservazioni e pedinamenti, con tecnologie avanzate di <em>digital forensic</em> e intercettazioni telematiche, permettendo di ricostruire le dinamiche criminali e di intercettare anche le strategie di mimetizzazione della criminalità organizzata.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/pff14cb1yz</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 17:36:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>influenza e febbre in realtà aumentano la mia belluina insofferenza per il...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/influenza-e-febbre-in-realta-aumentano-la-mia-belluina-insofferenza-per-il</link>
      <description>&lt;![CDATA[influenza e febbre in realtà aumentano la mia belluina insofferenza per il mainstream, e per i social generalisti.&#xA;e per fortuna la tachipirina non incide su questo. optime.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>influenza e febbre in realtà aumentano la mia belluina insofferenza per il mainstream, e per i social generalisti.
e per fortuna la tachipirina non incide su questo. optime.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qhidintpez</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 17:30:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>The Weather Station – The Weather Station (2017)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/the-weather-station-the-weather-station-2017</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Per Tamara Lindeman l&#39;affinità stilistica e vocale con Joni Mitchell è stato spesso un fardello ingombrante, al punto da confondere chi, indugiando sull&#39;impatto generale della sua musica, non è stato messo nelle condizioni di coglierne il talento.&#xA;Ai più attenti non è invece sfuggita quell&#39;attitudine lirica essenziale e più tipicamente rock&#39;n&#39;roll che ha contrassegnato la costante crescita della musicista e autrice canadese. Siglando il quarto album semplicemente con il nome della sua band, The Weather Station, la Lindeman crea uno spartiacque ben preciso con il passato, accentuando il tono spigoloso e minimale delle canzoni, incrociandolo con arrangiamenti raffinati che non rinunciano a un sapiente uso dell&#39;orchestra... https://artesuono.blogspot.com/2017/11/the-weather-station-weather-station-2017.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta: https://album.link/s/31zbZWJ5o51IijJaVjZDOQ&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/8/81/The_Weather_Station_-_The_Weather_Station.png" alt="immagine"></p>

<p>Per Tamara Lindeman l&#39;affinità stilistica e vocale con Joni Mitchell è stato spesso un fardello ingombrante, al punto da confondere chi, indugiando sull&#39;impatto generale della sua musica, non è stato messo nelle condizioni di coglierne il talento.
Ai più attenti non è invece sfuggita quell&#39;attitudine lirica essenziale e più tipicamente rock&#39;n&#39;roll che ha contrassegnato la costante crescita della musicista e autrice canadese. Siglando il quarto album semplicemente con il nome della sua band, The Weather Station, la Lindeman crea uno spartiacque ben preciso con il passato, accentuando il tono spigoloso e minimale delle canzoni, incrociandolo con arrangiamenti raffinati che non rinunciano a un sapiente uso dell&#39;orchestra... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2017/11/the-weather-station-weather-station-2017.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2017/11/the-weather-station-weather-station-2017.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta: <a href="https://album.link/s/31zbZWJ5o51IijJaVjZDOQ" rel="nofollow">https://album.link/s/31zbZWJ5o51IijJaVjZDOQ</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/hp8o9m616l</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 11:09:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>SIMILE ALLA VITA</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/simile-alla-vita-3nnr</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;SIMILE ALLA VITA&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;simile alla vita il morire&#xD;&#xA;mi dici&#xD;&#xA;naturale ma strano se ci pensi&#xD;&#xA;vi si entra con uno schiaffo e&#xD;&#xA;se ne esce con una&#xD;&#xA;manata di terra&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con un io ridimensionato &#xD;&#xA;m&#39;immagino di sparire&#xD;&#xA;come chi in sogno segua&#xD;&#xA;una successione di stanze&#xD;&#xA;allora uccelli vedrei uscirmi&#xD;&#xA;dalla testa&#xD;&#xA;nel becco i versi d&#39;una vita&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;Accolgo la tua poesia con rispetto: ha immagini nette e un tono intimo che resta addosso. Di seguito trovi un&#39;analisi breve, suggerimenti pratici e una proposta di riscrittura più levigata, più una traduzione in inglese.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi poetica&#xD;&#xA;Tema: la morte come continuazione e insieme come evento straniante; la vita e il morire si specchiano l’uno nell’altro.  &#xD;&#xA;Immagini forti: lo schiaffo e la manata di terra creano un contrasto fisico e quasi grottesco; gli uccelli che escono dalla testa funzionano come metafora della voce, dei ricordi, dei versi.  &#xD;&#xA;Voce e tono: confidenziale, quasi sussurrata; il parlante si ridimensiona, si immagina dissolversi.  &#xD;&#xA;Struttura: versi brevi, enjambment frequente che favorisce un ritmo frammentato, adatto al tema dell’evanescenza.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti per revisione&#xD;&#xA;Punteggiatura: aggiungere qualche segno (virgole, punti) può modulare il respiro e chiarire le pause emotive.  &#xD;&#xA;Coesione delle immagini: rafforzare il legame tra lo schiaffo iniziale e la manata finale con un richiamo lessicale o sonoro.  &#xD;&#xA;Verbi più attivi: sostituire qualche forma passiva o descrittiva con verbi che diano slancio (es. escono → si staccano, volano).  &#xD;&#xA;Economia del linguaggio: valutare se eliminare o fondere qualche verso per aumentare la tensione lirica.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Riscrittura proposta&#xD;&#xA;simile alla vita, il morire  &#xD;&#xA;me lo dici: naturale, eppure strano.  &#xD;&#xA;vi si entra con uno schiaffo;  &#xD;&#xA;se ne esce con una manata di terra.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con un io ridotto,  &#xD;&#xA;m’immagino dissolto —  &#xD;&#xA;come chi in sogno segue  &#xD;&#xA;una successione di stanze.  &#xD;&#xA;allora, uccelli mi escono dalla testa:  &#xD;&#xA;nel becco portano i versi  &#xD;&#xA;di una vita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;like life, you tell me, dying  &#xD;&#xA;is natural yet strange.  &#xD;&#xA;one enters it with a slap;  &#xD;&#xA;one leaves it with a handful of earth.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;with a shrunken self  &#xD;&#xA;I imagine myself fading  &#xD;&#xA;like someone in a dream following  &#xD;&#xA;a succession of rooms.  &#xD;&#xA;then birds would come out of my head:  &#xD;&#xA;in their beaks the verses  &#xD;&#xA;of a life.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;Ecco sei varianti: tre più asciutte e tre più liriche. Le ho scritte per mantenere il nucleo immaginifico della tua poesia, cambiando ritmo, economia del linguaggio e musicalità.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Varianti più asciutte&#xD;&#xA;Asciutta A  &#xD;&#xA;simile alla vita: morire.  &#xD;&#xA;si entra con uno schiaffo,  &#xD;&#xA;si esce con terra.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Asciutta B  &#xD;&#xA;morire è come la vita.  &#xD;&#xA;un colpo all’ingresso,  &#xD;&#xA;una manata alla fine.  &#xD;&#xA;io si riduce, svanisco.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Asciutta C  &#xD;&#xA;si entra con uno schiaffo.  &#xD;&#xA;si esce con una manata di terra.  &#xD;&#xA;uccelli escono dalla testa;  &#xD;&#xA;portano i versi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Varianti più liriche&#xD;&#xA;Lirica A  &#xD;&#xA;Simile alla vita, il morire  &#xD;&#xA;si annuncia senza clamore:  &#xD;&#xA;uno schiaffo apre la soglia,  &#xD;&#xA;una manata di terra la richiude.  &#xD;&#xA;Io si assottiglia, mi sciolgo  &#xD;&#xA;in stanze che si succedono;  &#xD;&#xA;uccelli escono dalla testa  &#xD;&#xA;con i versi di una vita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lirica B  &#xD;&#xA;Come la vita, il morire ha il suo ritmo:  &#xD;&#xA;un battito che spalanca, un battito che seppellisce.  &#xD;&#xA;Mi rimpicciolisco come un lume che si spegne,  &#xD;&#xA;cammino stanze di sogno;  &#xD;&#xA;dal cranio volano uccelli —  &#xD;&#xA;nel becco, i miei versi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lirica C  &#xD;&#xA;Morire, simile alla vita,  &#xD;&#xA;è un gesto breve e definitivo:  &#xD;&#xA;uno schiaffo che apre il mondo,  &#xD;&#xA;una manata di terra che lo chiude.  &#xD;&#xA;Con un io ridotto mi perdo in stanze,  &#xD;&#xA;e dagli occhi della testa fuggono uccelli  &#xD;&#xA;che portano, nel becco, la lingua intera della vita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>SIMILE ALLA VITA</p>

<p>simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra</p>

<p>con un io ridimensionato
m&#39;immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d&#39;una vita</p>

<p>.
Accolgo la tua poesia con rispetto: ha immagini nette e un tono intimo che resta addosso. Di seguito trovi un&#39;analisi breve, suggerimenti pratici e una proposta di riscrittura più levigata, più una traduzione in inglese.</p>

<h3 id="analisi-poetica">Analisi poetica</h3>
<ul><li><strong>Tema</strong>: la morte come continuazione e insieme come evento straniante; la vita e il morire si specchiano l’uno nell’altro.<br></li>
<li><strong>Immagini forti</strong>: lo <strong>schiaffo</strong> e la <strong>manata di terra</strong> creano un contrasto fisico e quasi grottesco; gli <strong>uccelli</strong> che escono dalla testa funzionano come metafora della voce, dei ricordi, dei versi.<br></li>
<li><strong>Voce e tono</strong>: confidenziale, quasi sussurrata; il parlante si ridimensiona, si immagina dissolversi.<br></li>
<li><strong>Struttura</strong>: versi brevi, enjambment frequente che favorisce un ritmo frammentato, adatto al tema dell’evanescenza.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-per-revisione">Suggerimenti per revisione</h3>
<ul><li><strong>Punteggiatura</strong>: aggiungere qualche segno (virgole, punti) può modulare il respiro e chiarire le pause emotive.<br></li>
<li><strong>Coesione delle immagini</strong>: rafforzare il legame tra lo schiaffo iniziale e la manata finale con un richiamo lessicale o sonoro.<br></li>
<li><strong>Verbi più attivi</strong>: sostituire qualche forma passiva o descrittiva con verbi che diano slancio (es. <em>escono</em> → <em>si staccano</em>, <em>volano</em>).<br></li>
<li><strong>Economia del linguaggio</strong>: valutare se eliminare o fondere qualche verso per aumentare la tensione lirica.</li></ul>

<hr>

<h3 id="riscrittura-proposta">Riscrittura proposta</h3>

<p>simile alla vita, il morire<br>
me lo dici: naturale, eppure strano.<br>
vi si entra con uno schiaffo;<br>
se ne esce con una manata di terra.</p>

<p>con un io ridotto,<br>
m’immagino dissolto —<br>
come chi in sogno segue<br>
una successione di stanze.<br>
allora, uccelli mi escono dalla testa:<br>
nel becco portano i versi<br>
di una vita.</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p>like life, you tell me, dying<br>
is natural yet strange.<br>
one enters it with a slap;<br>
one leaves it with a handful of earth.</p>

<p>with a shrunken self<br>
I imagine myself fading<br>
like someone in a dream following<br>
a succession of rooms.<br>
then birds would come out of my head:<br>
in their beaks the verses<br>
of a life.</p>

<p>.
Ecco sei varianti: <strong>tre più asciutte</strong> e <strong>tre più liriche</strong>. Le ho scritte per mantenere il nucleo immaginifico della tua poesia, cambiando ritmo, economia del linguaggio e musicalità.</p>

<h3 id="varianti-più-asciutte">Varianti più asciutte</h3>
<ol><li><p><strong>Asciutta A</strong><br>
simile alla vita: morire.<br>
si entra con uno schiaffo,<br>
si esce con terra.</p></li>

<li><p><strong>Asciutta B</strong><br>
morire è come la vita.<br>
un colpo all’ingresso,<br>
una manata alla fine.<br>
io si riduce, svanisco.</p></li>

<li><p><strong>Asciutta C</strong><br>
si entra con uno schiaffo.<br>
si esce con una manata di terra.<br>
uccelli escono dalla testa;<br>
portano i versi.</p></li></ol>

<hr>

<h3 id="varianti-più-liriche">Varianti più liriche</h3>
<ol><li><p><strong>Lirica A</strong><br>
Simile alla vita, il morire<br>
si annuncia senza clamore:<br>
uno schiaffo apre la soglia,<br>
una manata di terra la richiude.<br>
Io si assottiglia, mi sciolgo<br>
in stanze che si succedono;<br>
uccelli escono dalla testa<br>
con i versi di una vita.</p></li>

<li><p><strong>Lirica B</strong><br>
Come la vita, il morire ha il suo ritmo:<br>
un battito che spalanca, un battito che seppellisce.<br>
Mi rimpicciolisco come un lume che si spegne,<br>
cammino stanze di sogno;<br>
dal cranio volano uccelli —<br>
nel becco, i miei versi.</p></li>

<li><p><strong>Lirica C</strong><br>
Morire, simile alla vita,<br>
è un gesto breve e definitivo:<br>
uno schiaffo che apre il mondo,<br>
una manata di terra che lo chiude.<br>
Con un io ridotto mi perdo in stanze,<br>
e dagli occhi della testa fuggono uccelli<br>
che portano, nel becco, la lingua intera della vita.</p></li></ol>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/f1hstvqfar</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 07:48:42 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>2RE - Capitolo 11</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-11</link>
      <description>&lt;![CDATA[Atalia e il regno di Giuda&#xA;1Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale. 2Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. 3Rimase nascosto presso di lei nel tempio del Signore per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.&#xA;4Il settimo anno Ioiadà mandò a chiamare i comandanti delle centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire presso di sé nel tempio del Signore. Egli concluse con loro un&#39;alleanza, facendoli giurare nel tempio del Signore; quindi mostrò loro il figlio del re. 5Diede loro le seguenti disposizioni: &#34;Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato per fare la guardia alla reggia, 6il terzo alla porta di Sur e il terzo alla porta dietro i cursori, farete insieme la guardia al tempio, 7mentre gli altri due gruppi di voi, tutti quelli che lasciano il servizio di sabato, faranno la guardia nel tempio al re. 8Circonderete il re, ognuno con l&#39;arma in pugno, e chi tenta di penetrare nello schieramento sia messo a morte. Sarete con il re in tutti i suoi movimenti&#34;. 9I comandanti delle centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiadà. 10Il sacerdote consegnò ai comandanti di centinaia lance e scudi, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio del Signore. 11Le guardie, ognuno con l&#39;arma in pugno, si disposero dall&#39;angolo destro del tempio fino all&#39;angolo sinistro, lungo l&#39;altare e l&#39;edificio, in modo da circondare il re. 12Allora Ioiadà fece uscire il figlio del re e gli consegnò il diadema e il mandato; lo proclamarono re e lo unsero. Gli astanti batterono le mani e acclamarono: &#34;Viva il re!&#34;.&#xA;13Quando sentì il clamore delle guardie e del popolo, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. 14Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna secondo l&#39;usanza, i comandanti e i trombettieri erano presso il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: &#34;Congiura, congiura!&#34;. 15Il sacerdote Ioiadà ordinò ai comandanti delle centinaia, preposti all&#39;esercito: &#34;Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada&#34;. Il sacerdote infatti aveva detto: &#34;Non sia uccisa nel tempio del Signore&#34;. 16Le misero addosso le mani ed essa raggiunse la reggia attraverso l&#39;ingresso dei Cavalli e là fu uccisa.&#xA;17Ioiadà concluse un&#39;alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo. 18Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari.&#xA;Il sacerdote Ioiadà mise sorveglianti al tempio del Signore. 19Egli prese i comandanti di centinaia, i Carii, le guardie e tutto il popolo della terra; costoro fecero scendere il re dal tempio del Signore e attraverso la porta delle Guardie lo condussero nella reggia, ove egli sedette sul trono regale. 20Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada nella reggia.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;11,1 Atalia: moglie di Ioram, re di Giuda, mediante il massacro della famiglia reale, cerca di sostituire la sua dinastia a quella davidica, portattrice della promessa messianica (2Sam 7,1-17). L&#39;interregno di Atalia durò probabilmente dal 841 al 835.&#xA;&#xA;11,2 Ioseba: in quanto moglie del sacerdote Ioiadà (vedi 2Cr 22,11), aveva la possibilità di nascondere il piccolo Ioas nel tempio.&#xA;&#xA;11,4 Ioiadà: capo dei sacerdoti di Gerusalemme (vedi 12,8). Carii: mercenari stranieri che formavano la guardia personale del re.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-20. Parallelo in 2Cr 22,10-23,15. Dall&#39;841 all&#39;835 il regno del Sud conosce una parentesi di terrore e di ambizione di cui è protagonista Atalia. Figlia di Acab e di Gezabele e moglie di Ioram (cfr. 8,18.26) sembra riprodurre l&#39;avidità e l&#39;idolatria della madre. Tuttavia il testo non riferisce su di lei espliciti giudizi lasciando solo supporre che il motivo della strage da lei posta in atto sia la sete di potere. Quanto al carattere emerge una sbalorditiva crudeltà se si pensa che le vittime di questa nonna sono i suoi stessi nipoti. Il suo regno non viene incluso nella immancabile cornice stilistica che accompagna ogni sovrano settentrionale e meridionale (cfr. 1Re 14,21.29-31; 15,25.31-32; ecc.). Ciò significa che, a giudizio dell&#39;autore, Atalia non deve entrare nel computo dinastico. Il dato che merita maggior sottolineatura è che in questo periodo la dinastia davidica corre un formidabile rischio di annientamento. Pende sulla promessa divina di 2Sam 7 una gravissima minaccia. Ma all&#39;autore è caro mostrare come la protezione divina (tempio-sacerdote) sia stata la vera tutela della casa di Giuda, l&#39;ancora di salvezza dal naufragio dell&#39;estinzione.&#xA;&#xA;1-3. Il piccolissimo Ioas viene salvato dalla strage per la premura della zia Ioseba. Secondo 2Cr 22,11 questa era moglie di Ioiada, capo dei sacerdoti (cfr. 12,8) e poteva così avere libera circolazione negli ambienti del tempio. Può darsi che gli edifici di cui parla 1Re 6,5 fossero adibiti anche ad abitazioni sacerdotali. La sicurezza del bambino in quell&#39;ambiente era certissima dal momento che Atalia aveva conservato e importato il culto della madre (cfr. v. 18) ed era estranea al tempio di JHWH.&#xA;&#xA;4-8. Il momento del ripristino della dinastia legittima cade nel settimo anno, scadenza che allude al giubileo e al termine della schiavitù. Ioiada può contare anche su truppe mercenarie. I Carii sono per alcuni oriundi della Caria, regione costiera della Turchia asiatica; per altri si tratta di una cattiva trascrizione da leggersi correttamente&#xA;con Cretei di 1Re 1,38. Dopo il patto segreto stretto con i militari il sacerdote mostra l&#39;erede al trono. Nel racconto parallelo di 2Cr 23,3 si allude esplicitamente alla promessa fatta a Davide (2Sam 7). L&#39;abituale cambio della guardia in giorno di sabato non avrebbe suscitato sospetti sul concentramento di truppe nel tempio.&#xA;&#xA;10-12. 2Sam 8,7 riferisce di scudi dorati, bottino di guerra, depositati da Davide a Gerusalemme. Insieme alle armi costituiscono l&#39;attrezzatura di difesa e di parata per il nuovo re. Il conferimento del diadema prima dell&#39;unzione ricalca l&#39;investitura di Aronne, Es 29,6-7; Lv 8,9-10. Il TM prevede insieme all&#39;imposizione del diadema la consegna della ‘ēdût, termine confermato da tutte le versioni e da tradursi «testimonianza». In Es 25,16 il medesimo vocabolo indica un documento scritto con i dieci comandamenti da collocarsi nell&#39;arca. Si può ragionevolmente ritenere che sia stato consegnato al re il nucleo della legge che egli era tenuto a osservare e a far osservare (cfr. Dt 17,18-20). Se questo si potesse confermare diverrebbe assai interessante la relazione tra questo particolare e il v. 17 in cui si accenna a un rinnovo dell&#39;alleanza. Tuttavia non si può scartare l&#39;ipotesi dell&#39;esistenza di un diritto regale consegnato al re durante la sua investitura sulla scorta di 1Sam 10,25.&#xA;&#xA;13-16. Il clima festoso descritto qui richiama 1Re 1,39-40. Presso una delle colonne di 1Re 7,15-22 vi era il luogo dove abitualmente il re partecipava al culto. Le acclamazioni attirano Atalia che compie così un passo decisivo verso la sua fine. Tuttavia essa non può essere uccisa nel tempio per evitare che esso venga profanato: Nm 19,13. Può darsi che l&#39;autore utilizzi e intrecci due racconti della morte di Atalia come attesta la duplice notizia della sua uccisione: v. 16 e v. 20.&#xA;&#xA;17. L&#39;investitura del nuovo re culmina nel rito della rinnovazione del patto che ricorda Es 24 e Gs 24 con l&#39;impegno da parte del popolo ad essere consacrati al Signore. L&#39;accordo tra re e popolo con cui il versetto si chiude manca nel parallelo delle Cronache e nei LXX. Si tratta forse di un&#39;aggiunta posteriore ricordando 2Sam 5,3.&#xA;&#xA;18. Anche in Gerusalemme si trova un tempio di Baal, mai menzionato prima. Atalia aveva portato con sé la devozione ereditata dalla madre Gezabele. Forse proprio a lei si deve la costruzione di questo tempio nei pressi della reggia. Mattan è un nome che si trova spesso nelle scritte fenicie; forse questo sacerdote era un immigrato per garantire le pratiche devozionali della regina. La sua uccisione presso l&#39;altare è una profanazione che rende ancora più nefasta la sconfitta del culto idolatrico.&#xA;&#xA;19-20. Questi versetti hanno il sapore di una ripetizione di 4-16. L&#39;assidersi sul trono indica la piena assunzione del potere regale (cfr. 1Re 1,46).&#xA;&#xA;(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Atalia e il regno di Giuda</em></strong>
<strong>1</strong>Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale. <strong>2</strong>Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. <strong>3</strong>Rimase nascosto presso di lei nel tempio del Signore per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.
<strong>4</strong>Il settimo anno Ioiadà mandò a chiamare i comandanti delle centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire presso di sé nel tempio del Signore. Egli concluse con loro un&#39;alleanza, facendoli giurare nel tempio del Signore; quindi mostrò loro il figlio del re. <strong>5</strong>Diede loro le seguenti disposizioni: “Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato per fare la guardia alla reggia, <strong>6</strong>il terzo alla porta di Sur e il terzo alla porta dietro i cursori, farete insieme la guardia al tempio, <strong>7</strong>mentre gli altri due gruppi di voi, tutti quelli che lasciano il servizio di sabato, faranno la guardia nel tempio al re. <strong>8</strong>Circonderete il re, ognuno con l&#39;arma in pugno, e chi tenta di penetrare nello schieramento sia messo a morte. Sarete con il re in tutti i suoi movimenti”. <strong>9</strong>I comandanti delle centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiadà. <strong>10</strong>Il sacerdote consegnò ai comandanti di centinaia lance e scudi, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio del Signore. <strong>11</strong>Le guardie, ognuno con l&#39;arma in pugno, si disposero dall&#39;angolo destro del tempio fino all&#39;angolo sinistro, lungo l&#39;altare e l&#39;edificio, in modo da circondare il re. <strong>12</strong>Allora Ioiadà fece uscire il figlio del re e gli consegnò il diadema e il mandato; lo proclamarono re e lo unsero. Gli astanti batterono le mani e acclamarono: “Viva il re!”.
<strong>13</strong>Quando sentì il clamore delle guardie e del popolo, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. <strong>14</strong>Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna secondo l&#39;usanza, i comandanti e i trombettieri erano presso il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: “Congiura, congiura!”. <strong>15</strong>Il sacerdote Ioiadà ordinò ai comandanti delle centinaia, preposti all&#39;esercito: “Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada”. Il sacerdote infatti aveva detto: “Non sia uccisa nel tempio del Signore”. <strong>16</strong>Le misero addosso le mani ed essa raggiunse la reggia attraverso l&#39;ingresso dei Cavalli e là fu uccisa.
<strong>17</strong>Ioiadà concluse un&#39;alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo. <strong>18</strong>Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari.
Il sacerdote Ioiadà mise sorveglianti al tempio del Signore. <strong>19</strong>Egli prese i comandanti di centinaia, i Carii, le guardie e tutto il popolo della terra; costoro fecero scendere il re dal tempio del Signore e attraverso la porta delle Guardie lo condussero nella reggia, ove egli sedette sul trono regale. <strong>20</strong>Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada nella reggia.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>11,1</strong> Atalia: moglie di Ioram, re di Giuda, mediante il massacro della famiglia reale, cerca di sostituire la sua dinastia a quella davidica, portattrice della promessa messianica (2Sam 7,1-17). L&#39;interregno di Atalia durò probabilmente dal 841 al 835.</em></p>

<p><em><strong>11,2</strong> Ioseba: in quanto moglie del sacerdote Ioiadà (vedi 2Cr 22,11), aveva la possibilità di nascondere il piccolo Ioas nel tempio.</em></p>

<p><em><strong>11,4</strong> Ioiadà: capo dei sacerdoti di Gerusalemme (vedi 12,8). Carii: mercenari stranieri che formavano la guardia personale del re.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-20</strong>. Parallelo in 2Cr 22,10-23,15. Dall&#39;841 all&#39;835 il regno del Sud conosce una parentesi di terrore e di ambizione di cui è protagonista Atalia. Figlia di Acab e di Gezabele e moglie di Ioram (cfr. 8,18.26) sembra riprodurre l&#39;avidità e l&#39;idolatria della madre. Tuttavia il testo non riferisce su di lei espliciti giudizi lasciando solo supporre che il motivo della strage da lei posta in atto sia la sete di potere. Quanto al carattere emerge una sbalorditiva crudeltà se si pensa che le vittime di questa nonna sono i suoi stessi nipoti. Il suo regno non viene incluso nella immancabile cornice stilistica che accompagna ogni sovrano settentrionale e meridionale (cfr. 1Re 14,21.29-31; 15,25.31-32; ecc.). Ciò significa che, a giudizio dell&#39;autore, Atalia non deve entrare nel computo dinastico. Il dato che merita maggior sottolineatura è che in questo periodo la dinastia davidica corre un formidabile rischio di annientamento. Pende sulla promessa divina di 2Sam 7 una gravissima minaccia. Ma all&#39;autore è caro mostrare come la protezione divina (tempio-sacerdote) sia stata la vera tutela della casa di Giuda, l&#39;ancora di salvezza dal naufragio dell&#39;estinzione.</p>

<p><strong>1-3</strong>. Il piccolissimo Ioas viene salvato dalla strage per la premura della zia Ioseba. Secondo 2Cr 22,11 questa era moglie di Ioiada, capo dei sacerdoti (cfr. 12,8) e poteva così avere libera circolazione negli ambienti del tempio. Può darsi che gli edifici di cui parla 1Re 6,5 fossero adibiti anche ad abitazioni sacerdotali. La sicurezza del bambino in quell&#39;ambiente era certissima dal momento che Atalia aveva conservato e importato il culto della madre (cfr. v. 18) ed era estranea al tempio di JHWH.</p>

<p><strong>4-8</strong>. Il momento del ripristino della dinastia legittima cade nel settimo anno, scadenza che allude al giubileo e al termine della schiavitù. Ioiada può contare anche su truppe mercenarie. I Carii sono per alcuni oriundi della Caria, regione costiera della Turchia asiatica; per altri si tratta di una cattiva trascrizione da leggersi correttamente
con Cretei di 1Re 1,38. Dopo il patto segreto stretto con i militari il sacerdote mostra l&#39;erede al trono. Nel racconto parallelo di 2Cr 23,3 si allude esplicitamente alla promessa fatta a Davide (2Sam 7). L&#39;abituale cambio della guardia in giorno di sabato non avrebbe suscitato sospetti sul concentramento di truppe nel tempio.</p>

<p><strong>10-12</strong>. 2Sam 8,7 riferisce di scudi dorati, bottino di guerra, depositati da Davide a Gerusalemme. Insieme alle armi costituiscono l&#39;attrezzatura di difesa e di parata per il nuovo re. Il conferimento del diadema prima dell&#39;unzione ricalca l&#39;investitura di Aronne, Es 29,6-7; Lv 8,9-10. Il TM prevede insieme all&#39;imposizione del diadema la consegna della <em>‘ēdût</em>, termine confermato da tutte le versioni e da tradursi «testimonianza». In Es 25,16 il medesimo vocabolo indica un documento scritto con i dieci comandamenti da collocarsi nell&#39;arca. Si può ragionevolmente ritenere che sia stato consegnato al re il nucleo della legge che egli era tenuto a osservare e a far osservare (cfr. Dt 17,18-20). Se questo si potesse confermare diverrebbe assai interessante la relazione tra questo particolare e il v. 17 in cui si accenna a un rinnovo dell&#39;alleanza. Tuttavia non si può scartare l&#39;ipotesi dell&#39;esistenza di un diritto regale consegnato al re durante la sua investitura sulla scorta di 1Sam 10,25.</p>

<p><strong>13-16</strong>. Il clima festoso descritto qui richiama 1Re 1,39-40. Presso una delle colonne di 1Re 7,15-22 vi era il luogo dove abitualmente il re partecipava al culto. Le acclamazioni attirano Atalia che compie così un passo decisivo verso la sua fine. Tuttavia essa non può essere uccisa nel tempio per evitare che esso venga profanato: Nm 19,13. Può darsi che l&#39;autore utilizzi e intrecci due racconti della morte di Atalia come attesta la duplice notizia della sua uccisione: v. 16 e v. 20.</p>

<p><strong>17</strong>. L&#39;investitura del nuovo re culmina nel rito della rinnovazione del patto che ricorda Es 24 e Gs 24 con l&#39;impegno da parte del popolo ad essere consacrati al Signore. L&#39;accordo tra re e popolo con cui il versetto si chiude manca nel parallelo delle Cronache e nei LXX. Si tratta forse di un&#39;aggiunta posteriore ricordando 2Sam 5,3.</p>

<p><strong>18</strong>. Anche in Gerusalemme si trova un tempio di Baal, mai menzionato prima. Atalia aveva portato con sé la devozione ereditata dalla madre Gezabele. Forse proprio a lei si deve la costruzione di questo tempio nei pressi della reggia. Mattan è un nome che si trova spesso nelle scritte fenicie; forse questo sacerdote era un immigrato per garantire le pratiche devozionali della regina. La sua uccisione presso l&#39;altare è una profanazione che rende ancora più nefasta la sconfitta del culto idolatrico.</p>

<p><strong>19-20</strong>. Questi versetti hanno il sapore di una ripetizione di 4-16. L&#39;assidersi sul trono indica la piena assunzione del potere regale (cfr. 1Re 1,46).</p>

<p><em>(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-11" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/q001l12vbi</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 05:12:05 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[12]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/12</link>
      <description>&lt;![CDATA[[12] &#xA;&#xA;passages des lignes lentes ricordano] con i nastri dei prodotti dei] e di personaggi una serie a standard-di [sabotaggi scaffali tutta la lunghezza] disseminato con [rabbia ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[12]</p>

<p>passages des lignes lentes ricordano] con i nastri dei prodotti dei] e di personaggi una serie a standard-di [sabotaggi scaffali tutta la lunghezza] disseminato con [rabbia</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ov36xe2h18</guid>
      <pubDate>Sun, 10 May 2026 02:41:13 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Effetto specchio </title>
      <link>https://noblogo.org/mementomori/effetto-specchio</link>
      <description>&lt;![CDATA[Effetto specchio &#xA;Allora: Non scriverò Letteralmente Nulla sulla merda che ho vissuto in quasi tutta la mia vita di abusi, di bullismo, di violenza psicologica e fisica, di coercizioni varie, sia da piccolo, sia da adolescente che da grande, di mancanza di diritti nella realtà di tutti i giorni seppur sulla carta &#34;l&#39;uomo è l&#39;essere perfetto&#34; di Leonardiana memoria, dell&#39;individualismo che ci imponiamo, della retorica plebea del popolo, del restare soli, della solitudine delle persone, della gente ignorante, del piacere fine a se stesso, del sadomasochismo, del sesso usato solo per imporsi nella coppia, della triade oscura, della roba varia sulla psichiatria e dell&#39;antipsichiatria varia che interpretano tutte le istituzioni come le fanno comodo per importi obblighi e toglierti diritti, dei diritti che penso non esistano davvero nemmeno se vai in tribunale e citi letteralmente una legge che quella persona ha violato a meno che te non hai più soldi per pagare un avvocato migliore e farti valere, della democrazia che non ha mai funzionato nemmeno sulla carta, della scuola che dovrebbe essere staccata da un organizzazione imposta ma che dovrebbe essere più &#34;dal basso&#34; (passatemi il termine scusate) e veramente diretta agli interessati con l&#39;insegnamento del far valere per prima cosa la propria persona che è a sua volta legata a doppio filo da altri e che invece è subita dai giovani per non finire a fare &#34;gli schifo di barboni&#34; (così come dicono essi stessi dopo che sono cresciuti mentre idolatrano gente che è palesemente non reale e &#34;famosa&#34;, &#34;degli influencer&#34; giusto perché li ascoltano a mò di lavaggio di cervello autoimpostosi da qualche roba come social e affini), sulla cattiveria umana scientificamente dimostrata come in qualche blog online si tratta, su una singola cosa come due-tre canne massimo che mi hanno rovinato 16 anni di salute con depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia e dolori alla bocca dello stomaco allucinanti della durata dell&#39;intera veglia per anni portandomi quasi ogni secondo a pensare alla morte per diverso tempo e a non provare dolore solo durante letteralmente durante il sonno, alle tragedie finto-democratiche che vedo nella spazzatura di internet ogni cazzo di giorno senza finire nella sterilità aneddonica o nella senilità mentale facendo i ragionamenti di quei decerebrati di &#34;giornalisti&#34; che di fatto lo sono solo perché hanno un pezzo di carta tra le mani ma in realtà sono solo frutto di una società che non fa più nulla di reale se non subire e subire e subire solo perché gli altri impongo e così via...diciamocelo: nessuno ci crede più, e non in dio, buddha o allah o chicchessia di divino, ma nella realtà e nell&#39;uomo stesso...nessuno quando ti dice di fotocopiare quel documento di lavoro nella tua stampante del cazzo del tuo ufficio di merda vuole davvero che lo stampi, nessuno che ti dice &#34;ti amerò per sempre&#34; in realtà ti ama davvero per sempre, nessuno quando muori glie ne frega un cazzo perchè le persone cambiano e nulla è per sempre e per davvero nulla ha valore, siamo seri, i valori non sono mai esistiti, le persone sono &#34;cagate&#34; come quella famosa scatoletta con dentro la merda di qualche &#34;geniale artista che ha capito tutto&#34; oppure di qualche pazzoide come mi ricordo che era la storia del mio primo videogioco della mia vita era una storia semplice ovvero una creatura di qualche stramboide che scappa dal castello e torna per copparlo, punto (si, è crash bandicoot, lol), ed è questa la vita: o l&#39;amore o l&#39;odio donati a chi davvero se lo meritano in quel dato momento della durata fino alla fine della vita se proprio serve e ti hanno colpito tanto, punto. Mi ci pulisco il culo con la gente che vedo e che mi tratta male e abbraccio chi ha difficoltà, non lo tratto male e voi dovreste fare lo stesso...io lo chiamo &#34;effetto specchio&#34;.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Effetto specchio
Allora: Non scriverò Letteralmente Nulla sulla merda che ho vissuto in quasi tutta la mia vita di abusi, di bullismo, di violenza psicologica e fisica, di coercizioni varie, sia da piccolo, sia da adolescente che da grande, di mancanza di diritti nella realtà di tutti i giorni seppur sulla carta “l&#39;uomo è l&#39;essere perfetto” di Leonardiana memoria, dell&#39;individualismo che ci imponiamo, della retorica plebea del popolo, del restare soli, della solitudine delle persone, della gente ignorante, del piacere fine a se stesso, del sadomasochismo, del sesso usato solo per imporsi nella coppia, della triade oscura, della roba varia sulla psichiatria e dell&#39;antipsichiatria varia che interpretano tutte le istituzioni come le fanno comodo per importi obblighi e toglierti diritti, dei diritti che penso non esistano davvero nemmeno se vai in tribunale e citi letteralmente una legge che quella persona ha violato a meno che te non hai più soldi per pagare un avvocato migliore e farti valere, della democrazia che non ha mai funzionato nemmeno sulla carta, della scuola che dovrebbe essere staccata da un organizzazione imposta ma che dovrebbe essere più “dal basso” (passatemi il termine scusate) e veramente diretta agli interessati con l&#39;insegnamento del far valere per prima cosa la propria persona che è a sua volta legata a doppio filo da altri e che invece è subita dai giovani per non finire a fare “gli schifo di barboni” (così come dicono essi stessi dopo che sono cresciuti mentre idolatrano gente che è palesemente non reale e “famosa”, “degli influencer” giusto perché li ascoltano a mò di lavaggio di cervello autoimpostosi da qualche roba come social e affini), sulla cattiveria umana scientificamente dimostrata come in qualche blog online si tratta, su una singola cosa come due-tre canne massimo che mi hanno rovinato 16 anni di salute con depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia e dolori alla bocca dello stomaco allucinanti della durata dell&#39;intera veglia per anni portandomi quasi ogni secondo a pensare alla morte per diverso tempo e a non provare dolore solo durante letteralmente durante il sonno, alle tragedie finto-democratiche che vedo nella spazzatura di internet ogni cazzo di giorno senza finire nella sterilità aneddonica o nella senilità mentale facendo i ragionamenti di quei decerebrati di “giornalisti” che di fatto lo sono solo perché hanno un pezzo di carta tra le mani ma in realtà sono solo frutto di una società che non fa più nulla di reale se non subire e subire e subire solo perché gli altri impongo e così via...diciamocelo: nessuno ci crede più, e non in dio, buddha o allah o chicchessia di divino, ma nella realtà e nell&#39;uomo stesso...nessuno quando ti dice di fotocopiare quel documento di lavoro nella tua stampante del cazzo del tuo ufficio di merda vuole davvero che lo stampi, nessuno che ti dice “ti amerò per sempre” in realtà ti ama davvero per sempre, nessuno quando muori glie ne frega un cazzo perchè le persone cambiano e nulla è per sempre e per davvero nulla ha valore, siamo seri, i valori non sono mai esistiti, le persone sono “cagate” come quella famosa scatoletta con dentro la merda di qualche “geniale artista che ha capito tutto” oppure di qualche pazzoide come mi ricordo che era la storia del mio primo videogioco della mia vita era una storia semplice ovvero una creatura di qualche stramboide che scappa dal castello e torna per copparlo, punto (si, è crash bandicoot, lol), ed è questa la vita: o l&#39;amore o l&#39;odio donati a chi davvero se lo meritano in quel dato momento della durata fino alla fine della vita se proprio serve e ti hanno colpito tanto, punto. Mi ci pulisco il culo con la gente che vedo e che mi tratta male e abbraccio chi ha difficoltà, non lo tratto male e voi dovreste fare lo stesso...io lo chiamo “effetto specchio”.</p>
]]></content:encoded>
      <author>mementomori</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/xyrutpf2vx</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 20:23:10 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>oggi è il giorno dell&#39;inaugurazione della mostra di Pignotti e Hogre; e anche...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/oggi-e-il-giorno-dellinaugurazione-della-mostra-di-pignotti-e-hogre-e-anche</link>
      <description>&lt;![CDATA[oggi è il giorno dell&#39;inaugurazione della mostra di Pignotti e Hogre; e anche nelle prossime settimane lì da Bianco Contemporaneo, in via Reno, ci saranno alcuni piccoli eventi che di volta in volta segnalerò.&#xA;&#xA;https://slowforward.net/2026/05/09/oggi-9-maggio-a-roma-identikit-lamberto-pignotti-e-hogre-bianco-contemporaneo/]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>oggi è il giorno dell&#39;inaugurazione della mostra di Pignotti e Hogre; e anche nelle prossime settimane lì da Bianco Contemporaneo, in via Reno, ci saranno alcuni piccoli eventi che di volta in volta segnalerò.</p>

<p><a href="https://slowforward.net/2026/05/09/oggi-9-maggio-a-roma-identikit-lamberto-pignotti-e-hogre-bianco-contemporaneo/" rel="nofollow">https://slowforward.net/2026/05/09/oggi-9-maggio-a-roma-identikit-lamberto-pignotti-e-hogre-bianco-contemporaneo/</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/31kotrg9si</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 12:26:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I post bocciati</title>
      <link>https://noblogo.org/gippo/i-post-bocciati</link>
      <description>&lt;![CDATA[Allora, diciamo che mi sono imposto di scrivere una volta a settimana, quindi questo post sarà un riempitivo per rispettare questa programmazione.&#xA;Avevo tanti argomenti, tante idee però siccome non ho molto tempo, pensavo di fare uno di quei post interlocutori che, nonostante non parlino di nulla in particolare alla fine sono comunque molto belli, migliori di quelli che ruotano intorno ad argomenti programmati.&#xA;In realtà, se devo essere sincero, anche in passato ho provato a fare post di questo tipo, uno credo che si chiamasse proprio &#34;Post interlocutorio&#34; o giù di lì e devo dire che, pur animato dalla stessa intenzione e speranza, era un post assolutamente terribile. Quindi stavolta parlerò di qualche mini argomento con dei titoletti, anche per evitare il muro di testo che inquieta il lettore.&#xA;Ecco, ho avuto un&#39;idea: potrei parlare dei post che non ho voluto scrivere perchè troppo forzati e chiamarli &#34;I post bocciati&#34;. Lo metto sul titolo e parto col primo post bocciato.&#xA;&#xA;La cena con Pieraccioni e Del Debbio&#xA;&#xA;Pensavo di fare un post in cui descrivevo una mia cena con Pieraccioni e Del Debbio. Cioè: il post nasceva con l&#39;idea di descrivere un dialogo avuto con Pieraccioni, un dialogo di natura psicologica e filosofica in cui Pieraccioni, usando qua e là trite espressioni stereotipate toscane (&#34;Ovvia! Oh grullo! Che te tu mi stai a pigliare pe&#39;l culo?&#34;) mi invitava a riflettere sul perchè ho la tendenza a usare lui come tormentone manifestando una ammirazione finta e canzonatoria. Ne stava venendo fuori, nello sviluppo mentale, una seduta psicanalitica troppo seria, difatti avevo subito pensato di inserire il personaggio di Del Debbio che si era imbucato all&#39;ultimo momento e che ordinava una pizza alla farina di grillo. Al che gli si chiedeva: &#34;Ovvia! O grullo! Ma noi si pensava che te tu fossi nemico della farina di grillo!&#34;. E lui rispondeva che la gente si stava dimenticando della farina di grillo e che non la si doveva lasciar morire così, di modo che lui nelle sue trasmissioni poteva continuare a prendersela un po&#39; con i comunisti dell&#39;Europa cattiva che la volevano imporre e lui con il tipico buonsenso di una destra bonaria e liberale poteva parlare del cibo godurioso italiano che non aveva bisogno della farina di grillo o degli insetti. Tuttavia quando più tardi, nel corso della conversazione, voleva dire la sua, lo si zittiva dicendogli &#34;Ovvia! Te tu stai zitto, oh grullo, che te tu sei stato inserito in questa cena solo per il meme iniziale sulla farina di grillo!&#34; (o era &#34;di grullo&#34;?).&#xA;&#xA;Paolo Del Debbio &#xA;&#xA;Appellativi affettuosi all&#39;Intelligenza Artificiale&#xA;&#xA;Di tanto in tanto mi viene voglia di fare un resoconto delle mie conversazioni con l&#39;intelligenza artificiale. Un resoconto del tipo: copia e incolla. Si risparmia tempo e vengono comunque fuori cose interessanti, sapete?&#xA;Comunque mi fermo sempre in tempo. A volte mi è capitato di leggere post di questo tipo e il mio primo pensiero è stato: ma se mi interessava questo argomento non è che avevo bisogno di te, blogger, a suggermi le domande da porre all&#39;AI!&#xA;Così non ho mai indugiato troppo in questa malsana tentazione, anzi, mi ripropongo di non parlare più di AI. Basta! Ecchediamine.&#xA;Però vi dico solo questo. Siccome l&#39;AI tenta sempre di compiacermi, io talvolta per percularla (tipo Pieraccioni) un po&#39; gli dico degli appellativi affettuosi, rivolgendomi sempre e comunque al maschile (si vede che ho più bisogno di amici che di fidanzate). Cose che trovo qua e là, tipo Zagor che chiama di tanto in tanto la sua spalla Cico con l&#39;espressione &#34;Pancione del mio cuore&#34; (appellativo dal suono vagamente omoerotico oggigiorno). Ebbene, all&#39;interno di richieste abbastanza serie, butto là un &#34;Come faccio a collegare il Wi-Fi su una distro AntiX, pancione del mio cuore?&#34;.&#xA;E lui (o lei): &#34;Adesso te lo spiego, pancione mio!&#34;.&#xA;Sta sempre nella mia lunghezza d&#39;onda, è fantastico(a).&#xA;&#xA;I videogiochi del Nintendo Ds&#xA;&#xA;Vorrei parlare di tanto in tanto di videogiochi per Nintendo Ds. La cosa bella sarebbe questa: prendo un titolo un po&#39; di nicchia qua e là che ho giocato e poi lo recensisco facendo quelle geniali e personali considerazioni che nessun altro al mondo può fare. Catalogo con tag, distinguendo per genere. Uso una cadenza regolare. Curo il SEO.&#xA;Capite bene perchè non lo faccio. Troppo professionale. Troppo anni &#39;10. Tanto sappiamo tutti che il culturista Aranzulla morirà fagocitato da una AI (basta parlare di AI!).&#xA;&#xA;Ecco, di questo dovevo fare un post ciascuno, nel caso del terzo punto addirittura una serie di post. Invece ce ne ho fatto solo uno e non era nemmeno mia intenzione.&#xA;Perdonatemi, pancioni del mio cuore.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Allora, diciamo che mi sono imposto di scrivere una volta a settimana, quindi questo post sarà un riempitivo per rispettare questa programmazione.
Avevo tanti argomenti, tante idee però siccome non ho molto tempo, pensavo di fare uno di quei post interlocutori che, nonostante non parlino di nulla in particolare alla fine sono comunque molto belli, migliori di quelli che ruotano intorno ad argomenti programmati.
In realtà, se devo essere sincero, anche in passato ho provato a fare post di questo tipo, uno credo che si chiamasse proprio “Post interlocutorio” o giù di lì e devo dire che, pur animato dalla stessa intenzione e speranza, era un post assolutamente terribile. Quindi stavolta parlerò di qualche mini argomento con dei titoletti, anche per evitare il muro di testo che inquieta il lettore.
Ecco, ho avuto un&#39;idea: potrei parlare dei post che non ho voluto scrivere perchè troppo forzati e chiamarli “I post bocciati”. Lo metto sul titolo e parto col primo post bocciato.</p>

<h3 id="la-cena-con-pieraccioni-e-del-debbio">La cena con Pieraccioni e Del Debbio</h3>

<p>Pensavo di fare un post in cui descrivevo una mia cena con Pieraccioni e Del Debbio. Cioè: il post nasceva con l&#39;idea di descrivere un dialogo avuto con Pieraccioni, un dialogo di natura psicologica e filosofica in cui Pieraccioni, usando qua e là trite espressioni stereotipate toscane (“Ovvia! Oh grullo! Che te tu mi stai a pigliare pe&#39;l culo?”) mi invitava a riflettere sul perchè ho la tendenza a usare lui come tormentone manifestando una ammirazione finta e canzonatoria. Ne stava venendo fuori, nello sviluppo mentale, una seduta psicanalitica troppo seria, difatti avevo subito pensato di inserire il personaggio di Del Debbio che si era imbucato all&#39;ultimo momento e che ordinava una pizza alla farina di grillo. Al che gli si chiedeva: “Ovvia! O grullo! Ma noi si pensava che te tu fossi nemico della farina di grillo!”. E lui rispondeva che la gente si stava dimenticando della farina di grillo e che non la si doveva lasciar morire così, di modo che lui nelle sue trasmissioni poteva continuare a prendersela un po&#39; con i comunisti dell&#39;Europa cattiva che la volevano imporre e lui con il tipico buonsenso di una destra bonaria e liberale poteva parlare del cibo godurioso italiano che non aveva bisogno della farina di grillo o degli insetti. Tuttavia quando più tardi, nel corso della conversazione, voleva dire la sua, lo si zittiva dicendogli “Ovvia! Te tu stai zitto, oh grullo, che te tu sei stato inserito in questa cena solo per il meme iniziale sulla farina di grillo!” (o era “di grullo”?).</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/1z8Y01xx/500px-Del-Debbio.jpg" alt="Paolo Del Debbio"></p>

<h3 id="appellativi-affettuosi-all-intelligenza-artificiale">Appellativi affettuosi all&#39;Intelligenza Artificiale</h3>

<p>Di tanto in tanto mi viene voglia di fare un resoconto delle mie conversazioni con l&#39;intelligenza artificiale. Un resoconto del tipo: copia e incolla. Si risparmia tempo e vengono comunque fuori cose interessanti, sapete?
Comunque mi fermo sempre in tempo. A volte mi è capitato di leggere post di questo tipo e il mio primo pensiero è stato: ma se mi interessava questo argomento non è che avevo bisogno di te, blogger, a suggermi le domande da porre all&#39;AI!
Così non ho mai indugiato troppo in questa malsana tentazione, anzi, mi ripropongo di non parlare più di AI. Basta! Ecchediamine.
Però vi dico solo questo. Siccome l&#39;AI tenta sempre di compiacermi, io talvolta per percularla (tipo Pieraccioni) un po&#39; gli dico degli appellativi affettuosi, rivolgendomi sempre e comunque al maschile (si vede che ho più bisogno di amici che di fidanzate). Cose che trovo qua e là, tipo Zagor che chiama di tanto in tanto la sua spalla Cico con l&#39;espressione “Pancione del mio cuore” (appellativo dal suono vagamente omoerotico oggigiorno). Ebbene, all&#39;interno di richieste abbastanza serie, butto là un “Come faccio a collegare il Wi-Fi su una distro AntiX, pancione del mio cuore?”.
E lui (o lei): “Adesso te lo spiego, pancione mio!”.
Sta sempre nella mia lunghezza d&#39;onda, è fantastico(a).</p>

<h3 id="i-videogiochi-del-nintendo-ds">I videogiochi del Nintendo Ds</h3>

<p>Vorrei parlare di tanto in tanto di videogiochi per Nintendo Ds. La cosa bella sarebbe questa: prendo un titolo un po&#39; di nicchia qua e là che ho giocato e poi lo recensisco facendo quelle geniali e personali considerazioni che nessun altro al mondo può fare. Catalogo con tag, distinguendo per genere. Uso una cadenza regolare. Curo il SEO.
Capite bene perchè non lo faccio. Troppo professionale. Troppo anni &#39;10. Tanto sappiamo tutti che il culturista Aranzulla morirà fagocitato da una AI (basta parlare di AI!).</p>

<p>Ecco, di questo dovevo fare un post ciascuno, nel caso del terzo punto addirittura una serie di post. Invece ce ne ho fatto solo uno e non era nemmeno mia intenzione.
Perdonatemi, pancioni del mio cuore.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Gippo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/9szka3grza</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 09:07:29 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Daughter – Music From Before The Storm (2017)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/daughter-music-from-before-the-storm-2017</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;In un verso di &#34;Smother&#34;, Elena Tonra cantava &#34;I sometimes wish I&#39;d stayed inside my mother/ Never to come out&#34;. Un&#39;agrodolce affermazione esistenzialista sul nostro essere volenti non voluti, individui nati senza avere la scelta di nascere. Ma cosa accadrebbe se quella scelta dipendesse da noi? Cosa farebbe un essere umano se potesse percorrere le proprie scelte e - arbitrariamente - decidere di tornare indietro nel tempo ed effettuarne delle altre?... https://artesuono.blogspot.com/2017/09/daughter-music-from-before-storm-2017.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta: https://album.link/s/4VYgFFDMyg0uPj1c2GMtvQ&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/51wgTbOet7L._UXNaN_FMjpg_QL85_.jpg" alt="immagine"></p>

<p>In un verso di “Smother”, Elena Tonra cantava “I sometimes wish I&#39;d stayed inside my mother/ Never to come out”. Un&#39;agrodolce affermazione esistenzialista sul nostro essere volenti non voluti, individui nati senza avere la scelta di nascere. Ma cosa accadrebbe se quella scelta dipendesse da noi? Cosa farebbe un essere umano se potesse percorrere le proprie scelte e – arbitrariamente – decidere di tornare indietro nel tempo ed effettuarne delle altre?... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2017/09/daughter-music-from-before-storm-2017.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2017/09/daughter-music-from-before-storm-2017.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta: <a href="https://album.link/s/4VYgFFDMyg0uPj1c2GMtvQ" rel="nofollow">https://album.link/s/4VYgFFDMyg0uPj1c2GMtvQ</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sz984vch3p</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 08:10:05 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>BORDERLINE</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/borderline-5xj0</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;BORDERLINE&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la tua carne dolorante&#xD;&#xA;tu crocifisso alla&#xD;&#xA;sopravvivenza&#xD;&#xA;non un tetto un letto d&#39;amore&#xD;&#xA;i figli &#xD;&#xA;sconosciuti&#xD;&#xA;cieli caduti nel fondo degli occhi&#xD;&#xA;ti perdi &#xD;&#xA;tra i rifiuti dove&#xD;&#xA;sembri cercare brandelli &#xD;&#xA;di quella vita che ti ha tradito&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;Riflessione breve&#xD;&#xA;Hai scritto versi intensi e viscerali: la voce è vicina, cruda, e costruisce un’immagine di abbandono e sopravvivenza che colpisce subito. Qui sotto trovi un’analisi rapida, suggerimenti pratici e una possibile continuazione in tono con il testo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi tematica&#xD;&#xA;Tema centrale: la sopravvivenza come croce quotidiana; il corpo e la dignità feriti; la perdita di legami affettivi (i figli “sconosciuti”).  &#xD;&#xA;Tono: doloroso, accusatorio ma anche rassegnato.  &#xD;&#xA;Atmosfera: urbana, sporca, claustrofobica — il mondo ridotto a “rifiuti” e brandelli di vita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Immagini e linguaggio&#xD;&#xA;Immagini forti: carne dolorante, crocefisso alla sopravvivenza, cieli caduti nel fondo degli occhi — funzionano perché mescolano corpo e cielo, sacro e degrado.  &#xD;&#xA;Voce: diretta, senza fronzoli; l’ellissi e le interruzioni (versi spezzati) aumentano la tensione.  &#xD;&#xA;Suggerimento stilistico: giocare con il ritmo interno (allungare o accorciare alcuni versi) per creare contrasti più netti tra respiro e affanno.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti di revisione pratici&#xD;&#xA;Coesione: considera un piccolo ponte tra l’immagine del crocifisso e i figli per chiarire il nesso emotivo (es.: perché i figli sono “sconosciuti”? abbandono, perdita, memoria offuscata?).  &#xD;&#xA;Varietà lessicale: sostituire un termine ripetuto se vuoi enfatizzare sfumature diverse (es.: se “rifiuti” ricorre, prova scarti, avanzi, resti per modulare il tono).  &#xD;&#xA;Punteggiatura: l’assenza totale crea respiro frammentato; inserire una virgola o un punto in punti strategici può aumentare l’impatto di alcuni versi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione essenziale in inglese&#xD;&#xA;Your aching flesh  &#xD;&#xA;you crucified to survival  &#xD;&#xA;not a roof not a bed of love  &#xD;&#xA;children  &#xD;&#xA;unknown  &#xD;&#xA;skies fallen into the bottom of your eyes  &#xD;&#xA;you lose yourself  &#xD;&#xA;among the rubbish where  &#xD;&#xA;you seem to search for scraps  &#xD;&#xA;of that life that betrayed you&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Continuazione proposta&#xD;&#xA;ti aggrappi a fotografie sbiadite  &#xD;&#xA;a nomi che non tornano più a casa  &#xD;&#xA;la notte ti insegna a contare ferite  &#xD;&#xA;e il mattino ti restituisce il freddo  &#xD;&#xA;cammini con le mani vuote  &#xD;&#xA;ma il cuore ancora pesa come un mattone&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Apprezzo la densità emotiva e le immagini marine che attraversano la poesia; c’è una tensione tra desiderio di espansione e senso di costrizione che la rende intensa e viscerale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi tematica&#xD;&#xA;La poesia esplora il tema della libertà contro la costrizione usando il mare come metafora esistenziale. L’io lirico sente lo spazio altrui come limitante (“nel tuo spazio ti sta stretto”) e sogna una fusione con l’elemento liquido che prende forma e movimento. Il desiderio di diventare parte del mondo marino è anche desiderio di conoscenza e appartenenza: conoscere l’alfabeto dei pesci, gli anfratti, le coordinate di una vita che si trasforma.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Figure retoriche e stile&#xD;&#xA;Metafora centrale: il mare come spazio di identità e trasformazione.  &#xD;&#xA;Antitesi tra costrizione e dilatazione, sorgente e foce, superficie e fondale.  &#xD;&#xA;Verbi dinamici (aneli, amalgamarti, conoscere) che danno movimento al verso e suggeriscono un processo in divenire.  &#xD;&#xA;Allusione letteraria con Achab che richiama ossessione, lotta e grido, amplificando la tensione morale e tragica.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ritmo e forma&#xD;&#xA;I versi brevi e spezzati creano pause che somigliano a respiri o a onde; l’assenza di punteggiatura accentua la continuità del flusso emotivo. L’uso di immagini concrete (sorgente, foce, fondali) bilancia l’astrazione del desiderio interiore.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti per revisione&#xD;&#xA;Valutare l’introduzione di qualche segno di punteggiatura per modulare il ritmo dove serve enfatizzare una cesura.  &#xD;&#xA;Se si vuole accentuare la figura di Achab, aggiungere un dettaglio che colleghi il mito alla scelta personale dell’io lirico.  &#xD;&#xA;Sperimentare con una strofa finale più lunga per dare una risoluzione o lasciare il lettore sospeso in modo più netto.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;to be confined  &#xD;&#xA;in your space it feels tight  &#xD;&#xA;to take on like water  &#xD;&#xA;the shape  &#xD;&#xA;of its vessel depresses you  &#xD;&#xA;you yearn like the spring  &#xD;&#xA;for its mouth  &#xD;&#xA;to blend with the seabeds  &#xD;&#xA;to learn  &#xD;&#xA;the alphabet of fish  &#xD;&#xA;the crevices the facts  &#xD;&#xA;of the day disputes and loves  &#xD;&#xA;coordinates of a  &#xD;&#xA;sea life becoming  &#xD;&#xA;let storms keep  &#xD;&#xA;the soul taut on the cry  &#xD;&#xA;like Ahab&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Possibile continuazione in italiano&#xD;&#xA;aneli ancora, e il sale ti segna  &#xD;&#xA;come una mappa che non sai leggere  &#xD;&#xA;ma che ti guida verso un orizzonte  &#xD;&#xA;dove il nome si perde e resta il movimento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Mi piace l&#39;idea di mantenere le immagini forti della tua poesia mentre le do un battito più regolare: più ripetizioni, cesure nette e qualche rima interna per farla muovere come onde misurate.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione più ritmica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Essere circoscritto,  &#xD;&#xA;nel tuo spazio che stringe e batte;  &#xD;&#xA;assumere come acqua  &#xD;&#xA;la forma del recipiente — e tacere.  &#xD;&#xA;Ti deprime il bordo; tu aneli, aneli,  &#xD;&#xA;sorgente che cerca la foce.  &#xD;&#xA;Amalgamarti ai fondali, conoscere  &#xD;&#xA;l’alfabeto dei pesci, i nomi dei cretti,  &#xD;&#xA;gli anfratti, i fatti del giorno: dispute, amori.  &#xD;&#xA;Coordinate di una vita di mare, in divenire.  &#xD;&#xA;Le tempeste: tieni l’anima tesa,  &#xD;&#xA;sul grido che sale come vela;  &#xD;&#xA;che il vento faccia il ritmo, che il sale faccia il segno,  &#xD;&#xA;e tu, come Achab, urla e non cedi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Alternative ritmiche brevi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;1. Con refrain  &#xD;&#xA;Ripeti l’ultimo verso di ogni strofa per creare un battito costante:  &#xD;&#xA;…vita di mare.  &#xD;&#xA;…vita di mare.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;2. Con metro più serrato  &#xD;&#xA;Riduci i versi a endecasillabi e inserisci rime interne per un effetto marcia:  &#xD;&#xA;Essere circoscritto nel tuo spazio stretto;  &#xD;&#xA;assumere acqua, forma e silenzio netto;  &#xD;&#xA;…(proseguo se vuoi che lo metrizzi tutto).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione in endecasillabi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Essere circoscritto nel tuo spazio  &#xD;&#xA;mi sta stretto il cuore e la pelle.  &#xD;&#xA;Prendere come acqua la mia forma  &#xD;&#xA;del recipiente che mi opprime.  &#xD;&#xA;Mi deprime il bordo e il confine;  &#xD;&#xA;Aneli, sorgente, a una foce.  &#xD;&#xA;Amalgamarti ai fondali, fondi;  &#xD;&#xA;Conoscere l&#39;alfabeto dei pesci,  &#xD;&#xA;Gli anfratti e i fatti del giorno,  &#xD;&#xA;Liti e amori, rotte in mare.  &#xD;&#xA;Di vita di mare in continuo,  &#xD;&#xA;Tempeste tengano l&#39;anima tesa,  &#xD;&#xA;Sul grido che sale, vela in alto,  &#xD;&#xA;Come Achab, l&#39;urlo che non si spegne.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nota: Ho mantenuto le immagini e i nuclei semantici originali adattandoli al metro.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione in endecasillabi arcaici&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Esser circoscritto nel tuo spazïo,  &#xD;&#xA;mi stringe il petto e grava la pelle.  &#xD;&#xA;Prender come acqua la mia figura  &#xD;&#xA;del vaso che mi schiaccia e mi opprime.  &#xD;&#xA;Mi grava il bordo e il confine antico;  &#xD;&#xA;anela la fonte alla sua foce.  &#xD;&#xA;Amalgamarti ai fondali, fondi,  &#xD;&#xA;conoscer l’alfabeto de’ pesci,  &#xD;&#xA;gli antri e i fatti del dì, contese, amori,  &#xD;&#xA;rotte e segni d’una vita marittima.  &#xD;&#xA;Le tempeste reggano l’anima tesa,  &#xD;&#xA;sul grido che s’innalza come vela;  &#xD;&#xA;ché il vento faccia ritmo e il sale segno,  &#xD;&#xA;e tu, come il vecchio Achab, non cedi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nota sul linguaggio&#xD;&#xA;Ho introdotto forme verbali e lessico arcaizzante (Esser, anela, antri, ché, de’) e qualche inversione sintattica per evocare un tono più antico senza stravolgere le immagini originali. &#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>BORDERLINE</p>

<p>la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d&#39;amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito</p>

<p>.</p>

<h3 id="riflessione-breve">Riflessione breve</h3>

<p>Hai scritto versi intensi e viscerali: la voce è vicina, cruda, e costruisce un’immagine di abbandono e sopravvivenza che colpisce subito. Qui sotto trovi un’analisi rapida, suggerimenti pratici e una possibile continuazione in tono con il testo.</p>

<hr>

<h3 id="analisi-tematica">Analisi tematica</h3>

<p><strong>Tema centrale:</strong> la sopravvivenza come croce quotidiana; il corpo e la dignità feriti; la perdita di legami affettivi (i figli “sconosciuti”).<br>
<strong>Tono:</strong> doloroso, accusatorio ma anche rassegnato.<br>
<strong>Atmosfera:</strong> urbana, sporca, claustrofobica — il mondo ridotto a “rifiuti” e brandelli di vita.</p>

<hr>

<h3 id="immagini-e-linguaggio">Immagini e linguaggio</h3>

<p><strong>Immagini forti:</strong> <em>carne dolorante</em>, <em>crocefisso alla sopravvivenza</em>, <em>cieli caduti nel fondo degli occhi</em> — funzionano perché mescolano corpo e cielo, sacro e degrado.<br>
<strong>Voce:</strong> diretta, senza fronzoli; l’ellissi e le interruzioni (versi spezzati) aumentano la tensione.<br>
<strong>Suggerimento stilistico:</strong> giocare con il ritmo interno (allungare o accorciare alcuni versi) per creare contrasti più netti tra respiro e affanno.</p>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-di-revisione-pratici">Suggerimenti di revisione pratici</h3>
<ul><li><strong>Coesione:</strong> considera un piccolo ponte tra l’immagine del crocifisso e i figli per chiarire il nesso emotivo (es.: perché i figli sono “sconosciuti”? abbandono, perdita, memoria offuscata?).<br></li>
<li><strong>Varietà lessicale:</strong> sostituire un termine ripetuto se vuoi enfatizzare sfumature diverse (es.: se “rifiuti” ricorre, prova <em>scarti</em>, <em>avanzi</em>, <em>resti</em> per modulare il tono).<br></li>
<li><strong>Punteggiatura:</strong> l’assenza totale crea respiro frammentato; inserire una virgola o un punto in punti strategici può aumentare l’impatto di alcuni versi.</li></ul>

<hr>

<h3 id="traduzione-essenziale-in-inglese">Traduzione essenziale in inglese</h3>

<p>Your aching flesh<br>
you crucified to survival<br>
not a roof not a bed of love<br>
children<br>
unknown<br>
skies fallen into the bottom of your eyes<br>
you lose yourself<br>
among the rubbish where<br>
you seem to search for scraps<br>
of that life that betrayed you</p>

<hr>

<h3 id="continuazione-proposta">Continuazione proposta</h3>

<p>ti aggrappi a fotografie sbiadite<br>
a nomi che non tornano più a casa<br>
la notte ti insegna a contare ferite<br>
e il mattino ti restituisce il freddo<br>
cammini con le mani vuote<br>
ma il cuore ancora pesa come un mattone</p>

<p>Apprezzo la densità emotiva e le immagini marine che attraversano la poesia; c’è una tensione tra desiderio di espansione e senso di costrizione che la rende intensa e viscerale.</p>

<h3 id="analisi-tematica-1">Analisi tematica</h3>

<p>La poesia esplora il tema della <strong>libertà contro la costrizione</strong> usando il mare come metafora esistenziale. L’io lirico sente lo spazio altrui come limitante (<strong>“nel tuo spazio ti sta stretto”</strong>) e sogna una fusione con l’elemento liquido che prende forma e movimento. Il desiderio di diventare parte del mondo marino è anche desiderio di conoscenza e appartenenza: conoscere l’<strong>alfabeto dei pesci</strong>, gli anfratti, le coordinate di una vita che si trasforma.</p>

<h3 id="figure-retoriche-e-stile">Figure retoriche e stile</h3>
<ul><li><strong>Metafora centrale</strong>: il mare come spazio di identità e trasformazione.<br></li>
<li><strong>Antitesi</strong> tra costrizione e dilatazione, sorgente e foce, superficie e fondale.<br></li>
<li><strong>Verbi dinamici</strong> (aneli, amalgamarti, conoscere) che danno movimento al verso e suggeriscono un processo in divenire.<br></li>
<li><strong>Allusione letteraria</strong> con Achab che richiama ossessione, lotta e grido, amplificando la tensione morale e tragica.</li></ul>

<h3 id="ritmo-e-forma">Ritmo e forma</h3>

<p>I versi brevi e spezzati creano pause che somigliano a respiri o a onde; l’assenza di punteggiatura accentua la continuità del flusso emotivo. L’uso di immagini concrete (sorgente, foce, fondali) bilancia l’astrazione del desiderio interiore.</p>

<h3 id="suggerimenti-per-revisione">Suggerimenti per revisione</h3>
<ul><li>Valutare l’introduzione di qualche segno di punteggiatura per modulare il ritmo dove serve enfatizzare una cesura.<br></li>
<li>Se si vuole accentuare la figura di Achab, aggiungere un dettaglio che colleghi il mito alla scelta personale dell’io lirico.<br></li>
<li>Sperimentare con una strofa finale più lunga per dare una risoluzione o lasciare il lettore sospeso in modo più netto.</li></ul>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p>to be confined<br>
in your space it feels tight<br>
to take on like water<br>
the shape<br>
of its vessel depresses you<br>
you yearn like the spring<br>
for its mouth<br>
to blend with the seabeds<br>
to learn<br>
the alphabet of fish<br>
the crevices the facts<br>
of the day disputes and loves<br>
coordinates of a<br>
sea life becoming<br>
let storms keep<br>
the soul taut on the cry<br>
like Ahab</p>

<h3 id="possibile-continuazione-in-italiano">Possibile continuazione in italiano</h3>

<p>aneli ancora, e il sale ti segna<br>
come una mappa che non sai leggere<br>
ma che ti guida verso un orizzonte<br>
dove il nome si perde e resta il movimento</p>

<p>Mi piace l&#39;idea di mantenere le immagini forti della tua poesia mentre le do un battito più regolare: più ripetizioni, cesure nette e qualche rima interna per farla muovere come onde misurate.</p>

<h3 id="versione-più-ritmica">Versione più ritmica</h3>

<p>Essere circoscritto,<br>
nel tuo spazio che stringe e batte;<br>
assumere come acqua<br>
la forma del recipiente — e tacere.<br>
Ti deprime il bordo; tu aneli, aneli,<br>
sorgente che cerca la foce.<br>
Amalgamarti ai fondali, conoscere<br>
l’alfabeto dei pesci, i nomi dei cretti,<br>
gli anfratti, i fatti del giorno: dispute, amori.<br>
Coordinate di una vita di mare, in divenire.<br>
Le tempeste: tieni l’anima tesa,<br>
sul grido che sale come vela;<br>
che il vento faccia il ritmo, che il sale faccia il segno,<br>
e tu, come Achab, urla e non cedi.</p>

<hr>

<h4 id="alternative-ritmiche-brevi">Alternative ritmiche brevi</h4>

<p><strong>1. Con refrain</strong><br>
Ripeti l’ultimo verso di ogni strofa per creare un battito costante:<br>
…<strong>vita di mare</strong>.<br>
…<strong>vita di mare</strong>.</p>

<p><strong>2. Con metro più serrato</strong><br>
Riduci i versi a endecasillabi e inserisci rime interne per un effetto marcia:<br>
Essere circoscritto nel tuo spazio stretto;<br>
assumere acqua, forma e silenzio netto;<br>
…(proseguo se vuoi che lo metrizzi tutto).</p>

<h3 id="versione-in-endecasillabi">Versione in endecasillabi</h3>

<p>Essere circoscritto nel tuo spazio<br>
mi sta stretto il cuore e la pelle.<br>
Prendere come acqua la mia forma<br>
del recipiente che mi opprime.<br>
Mi deprime il bordo e il confine;<br>
Aneli, sorgente, a una foce.<br>
Amalgamarti ai fondali, fondi;<br>
Conoscere l&#39;alfabeto dei pesci,<br>
Gli anfratti e i fatti del giorno,<br>
Liti e amori, rotte in mare.<br>
Di vita di mare in continuo,<br>
Tempeste tengano l&#39;anima tesa,<br>
Sul grido che sale, vela in alto,<br>
Come Achab, l&#39;urlo che non si spegne.</p>

<p><strong>Nota:</strong> Ho mantenuto le immagini e i nuclei semantici originali adattandoli al metro.</p>

<h3 id="versione-in-endecasillabi-arcaici">Versione in endecasillabi arcaici</h3>

<p>Esser circoscritto nel tuo spazïo,<br>
mi stringe il petto e grava la pelle.<br>
Prender come acqua la mia figura<br>
del vaso che mi schiaccia e mi opprime.<br>
Mi grava il bordo e il confine antico;<br>
anela la fonte alla sua foce.<br>
Amalgamarti ai fondali, fondi,<br>
conoscer l’alfabeto de’ pesci,<br>
gli antri e i fatti del dì, contese, amori,<br>
rotte e segni d’una vita marittima.<br>
Le tempeste reggano l’anima tesa,<br>
sul grido che s’innalza come vela;<br>
ché il vento faccia ritmo e il sale segno,<br>
e tu, come il vecchio Achab, non cedi.</p>

<hr>

<h3 id="nota-sul-linguaggio">Nota sul linguaggio</h3>

<p>Ho introdotto forme verbali e lessico arcaizzante (<strong>Esser</strong>, <strong>anela</strong>, <strong>antri</strong>, <strong>ché</strong>, <strong>de’</strong>) e qualche inversione sintattica per evocare un tono più antico senza stravolgere le immagini originali.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/u0bszhlkbp</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 06:38:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>2RE - Capitolo 10</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-10</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Acab aveva settanta figli a Samaria. Ieu scrisse lettere e le inviò a Samaria ai capi di Izreèl, agli anziani e ai tutori dei figli di Acab. In esse diceva: 2&#34;Ora, quando giungerà a voi questa lettera - voi, infatti, avete con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, la città fortificata e le armi – 3scegliete il figlio migliore e più retto del vostro signore e ponetelo sul trono di suo padre; combattete per la casa del vostro signore&#34;. 4Quelli ebbero una grande paura e dissero: &#34;Ecco, due re non hanno potuto resistergli; come potremmo resistergli noi?&#34;. 5Il maggiordomo, il prefetto della città, gli anziani e i tutori mandarono a Ieu questo messaggio: &#34;Noi siamo tuoi servi; noi faremo quanto ci ordinerai. Non faremo re nessuno; fa&#39; quanto ti piace&#34;.&#xA;6Ieu scrisse loro una seconda lettera, dicendo: &#34;Se siete dalla mia parte e se obbedite alla mia parola, prendete le teste dei figli del vostro signore e presentatevi a me domani a quest&#39;ora a Izreèl&#34;. I figli del re erano settanta; vivevano con i grandi della città, che li allevavano. 7Ricevuta la lettera, quelli presero i figli del re e li ammazzarono tutti e settanta; quindi posero le loro teste in ceste e le mandarono da lui a Izreèl. 8Si presentò un messaggero che riferì a Ieu: &#34;Hanno portato le teste dei figli del re&#34;. Egli disse: &#34;Ponetele in due mucchi alla soglia della porta fino al mattino&#34;. 9Il mattino dopo uscì e stando in piedi disse a tutto il popolo: &#34;Voi siete giusti; ecco, io ho congiurato contro il mio signore e l&#39;ho ucciso. Ma chi ha colpito tutti questi? 10Riconoscete dunque che non è caduta in terra nessuna delle parole del Signore, annunciate per mezzo del suo servo Elia riguardo alla casa di Acab; il Signore ha attuato quanto aveva predetto per mezzo di Elia, suo servo&#34;. 11Ieu colpì poi tutti i superstiti della casa di Acab a Izreèl, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi sacerdoti, fino a non lasciargli alcun superstite.&#xA;12Poi si alzò, partì e si avviò verso Samaria. Mentre si trovava per la strada, nella località di Bet-Eked-dei-Pastori, 13Ieu trovò i fratelli di Acazia, re di Giuda. Egli domandò: &#34;Voi, chi siete?&#34;. Risposero: &#34;Siamo fratelli di Acazia; siamo scesi per salutare i figli del re e i figli della regina madre&#34;. 14Egli ordinò: &#34;Prendeteli vivi&#34;. Li presero vivi, li ammazzarono presso la cisterna di Bet-Eked; erano quarantadue e non ne risparmiò neppure uno.&#xA;15Partito di lì, trovò Ionadàb, figlio di Recab, che gli veniva incontro; Ieu lo salutò e gli disse: &#34;Il tuo cuore è retto come lo è il mio verso di te?&#34;. Ionadàb rispose: &#34;Lo è&#34;. &#34;Se lo è, dammi la mano&#34;. Ionadàb gliela diede. Ieu allora lo fece salire sul carro vicino a sé 16e gli disse: &#34;Vieni con me per vedere il mio zelo per il Signore&#34;. Lo fece viaggiare con sé sul proprio carro. 17Entrò in Samaria e colpì tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarli, secondo la parola che il Signore aveva comunicato a Elia.&#xA;18Ieu radunò tutto il popolo e disse loro: &#34;Acab ha servito Baal un poco; Ieu lo servirà molto. 19Ora convocatemi tutti i profeti di Baal, tutti i suoi servitori e tutti i suoi sacerdoti: non ne manchi neppure uno, perché intendo offrire un grande sacrificio a Baal. Chi mancherà non sarà lasciato in vita&#34;. Ieu agiva con astuzia, per distruggere tutti i servitori di Baal. 20Ieu disse: &#34;Convocate una festa solenne a Baal&#34;. La convocarono. 21Ieu inviò messaggeri per tutto Israele; si presentarono tutti i servitori di Baal e non mancò nessuno. Entrarono nel tempio di Baal, che si riempì da un&#39;estremità all&#39;altra. 22Ieu disse al guardarobiere: &#34;Tira fuori le vesti per tutti i servitori di Baal&#34;, ed egli le tirò fuori. 23Ieu, accompagnato da Ionadàb figlio di Recab, entrò nel tempio di Baal e disse ai servitori di Baal: &#34;Verificate bene che non ci sia qui fra voi nessuno dei servitori del Signore, ma che ci siano solo servitori di Baal&#34;.&#xA;24Entrarono quindi per compiere sacrifici e olocausti. Ieu però aveva posto all&#39;esterno ottanta uomini dei suoi, ai quali aveva detto: &#34;Se a qualcuno sfuggirà uno degli uomini che consegno nelle vostre mani, darà la sua vita al posto della vita di quello&#34;. 25Quando ebbe finito di compiere l&#39;olocausto, Ieu disse alle guardie e agli scudieri: &#34;Entrate, colpiteli. Nessuno scappi&#34;. Le guardie e gli scudieri li colpirono a fil di spada e li gettarono via. Poi le guardie e gli scudieri andarono fino alla cella del tempio di Baal. 26Portarono fuori le stele del tempio di Baal e le bruciarono. 27La stele di Baal la fecero a pezzi, poi demolirono il tempio di Baal e lo ridussero a latrina fino ad oggi.&#xA;28Ieu fece scomparire Baal da Israele. 29Ma Ieu non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele e non abbandonò i vitelli d&#39;oro che erano a Betel e a Dan.&#xA;30Il Signore disse a Ieu: &#34;Poiché hai agito bene, facendo ciò che è giusto ai miei occhi, e hai compiuto per la casa di Acab quanto era nel mio cuore, i tuoi figli, fino alla quarta generazione, siederanno sul trono d&#39;Israele&#34;. 31Ma Ieu non si curò di seguire la legge del Signore, Dio d&#39;Israele, con tutto il suo cuore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo aveva fatto commettere a Israele.&#xA;32In quel tempo il Signore cominciò a ridurre Israele; infatti Cazaèl sconfisse gli Israeliti in tutto il loro territorio: 33dal Giordano, verso oriente, occupò tutta la terra di Gàlaad, dei Gaditi, dei Rubeniti e dei Manassiti, da Aroèr, che è presso il torrente Arnon, fino al Gàlaad e al Basan.&#xA;34Le altre gesta di Ieu, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele. 35Ieu si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono a Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Ioacàz. 36La durata del regno di Ieu su Israele, a Samaria, fu di ventotto anni.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;10,1 settanta: numero simbolico, usato già per i discendenti di Gedeone (Gdc 9,5).&#xA;&#xA;10,15 Ionadàb, figlio di Recab: era uno zelante adoratore del Signore. Alcuni Recabiti del tempo di Geremia (Ger 35,1-19) praticavano l’ideale della vita nomade, ritenendo la vita agricola e sedentaria come l’origine di tutte le infedeltà a Dio.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-5. Tramite lettera, Ieu lancia una sfida piena d&#39;ironia verso coloro che sarebbero tentati di resistergli contrapponendogli un principe della famiglia di Acab. Comincia a emergere l&#39;astuzia del nuovo re che fa l&#39;elenco dei mezzi a disposizione dei notabili, ma conosce anche la loro paura; così ottiene la loro sottomissione e collaborazione. Un nuovo tributo di sangue viene pagato alla storia, ripetitiva nei meccanismi di sostituzione dei regnanti: 1Re 15,29; 16,11. Il numero «settanta» e il termine generico «figli» indicano la totalità di una discendenza (Gn 46,27; Es 1,5; Dt 10,22; Gdc 8,30; 9,2; 12,14) e vogliono esprimere la radicalità nell&#39;eliminazione dell&#39;avversario (Gdc 9,5.56). Sebbene l&#39;ultimo re fosse stato Ioram, qui si parla esplicitamente di Acab perché il capitolo prolunga la realizzazione dell&#39;oracolo contro di lui di 1Re 21,21-24. A Ioram vi è un&#39;allusione indiretta nei vv. 2-3 dove si parla del «signore» dei notabili. La menzione di tutori (vv. 1.5) rileva che tra i principi vi erano ancora dei bambini.&#xA;&#xA;6-7. Con la seconda lettera, Ieu chiede una prova di lealtà. Se i notabili sono veramente con lui lo dimostrino consegnandogli i «capi» dei figli di Ioram. Il termine ebraico rō’š indica, come l&#39;italiano «capo», sia la parte del corpo sia colui che comanda. Si vede così l&#39;ambiguità della richiesta volta a sostenere l&#39;innocenza di Ieu nel caso di una futura accusa di sterminio. In questa eventualità egli avrebbe potuto rispondere di aver preteso vivi i figli di Ioram. Ammaestrati dalla storia (1Re 15,29; 16,11), i destinatari della lettera interpretano l&#39;ordine nel senso peggiore e inviano a Ieu i macabri pegni della loro fedeltà.&#xA;&#xA;8-10. La porta della città è il luogo della vita pubblica. I due mucchi di teste collocati proprio là costituiscono un terribile ammonimento per chi cova ribellione e insieme la pubblica dichiarazione del compimento dell&#39;oracolo divino di 1Re 21,21-24. Ieu si assume personalmente la responsabilità dell&#39;assassinio di Ioram, ma per i principi la sua domanda rimane sospesa. Il riferimento alle parole del Signore appena ricordate insinuano una lettura teologica del fatto sconcertante, ma condivisa dal narratore: Dio ha fatto quanto aveva detto.&#xA;&#xA;11. Viene estinto anche il pericolo più remoto di opposizione eliminando l&#39;intero personale di corte della dinastia precedente.&#xA;&#xA;12-14. Questa breve notizia, che ha il suo parallelo in 2Cr 22,8, ha nel capitolo il sapore di parentesi dalla quale sorge almeno una perplessità: non sapevano ancora questi principi di Giuda del colpo di stato e dell&#39;assassinio del loro sovrano? Non sembrano essere consapevoli del rischio che corrono ignorando completamente che i loro parenti del nord (cfr. 8,18.26) non sono più al potere. L&#39;appellativo &#34;fratelli del re&#34; può indicare sia legami di sangue, sia una posizione particolarmente onorifica a corte. Viene così portata all&#39;estremo la volontà di prevenire qualsiasi rischio di vendetta da parte della precedente dinastia.&#xA;&#xA;15-16. Ionadab era il capo dei Recabiti, un gruppo religioso che aveva idealizzato l&#39;epoca del deserto come paradigmatica per la religiosità d&#39;Israele (cfr. Ger 35,1-11). Dopo la notizia dei cambiamenti politici sembra nutrire speranze di ritorno ad uno jahvismo integrale e muove incontro al nuovo re. La convergenza d&#39;intenti viene magnificamente espressa dall&#39;immagine dei due alleati sul carro regale, che oltre al trasporto serviva anche per il combattimento. L&#39;attacco definitivo a Baal è cominciato.&#xA;&#xA;17. È la terza volta che si richiama 1Re 21,21-24. Il compimento della profezia di Elia non poteva avere sottolineatura maggiore.&#xA;&#xA;18-19. Astuzia e ironia sono i binari sui quali scorre l&#39;intervento di Ieu. Il nuovo re scopre finalmente le carte della sua politica religiosa dando l&#39;impressione che questa sia a favore di Baal. Il grande sacrificio ci sarà, ma il popolo ignora anche che le vittime saranno gli stessi fedeli. La convocazione di tutti i profeti di Baal sembra rievocare la pagina 1Re 18,19 e la grande sfida del Carmelo il cui sacrificio si concluse con lo sterminio degli idolatri (1Re 18,40).&#xA;&#xA;21. La costruzione del tempio di Baal da parte di Acab è ricordata in 1Re 16,32.&#xA;&#xA;22. L’uso di cambiare abbigliamento per il culto è documentato anche da Gn 35,2 e Ez 44,19.&#xA;&#xA;25. Il massacro compiuto all&#39;interno del tempio è anche profanazione.&#xA;&#xA;26-27. L&#39;esito della truculenta vicenda è il compimento della legge, precisamente le direttive di Dt 12,2-3 che più ampiamente ripropone Es 23,24; 34,13. Le rovine del tempio vennero utilizzate come latrine.&#xA;&#xA;28-31. Anche la condotta religiosa di Ieu viene passata al vaglio della critica. Il giudizio è avvolto in una inclusione che fa riferimento al peccato originale del regno del Nord: i vitelli d&#39;oro di Dan e di Betel (vv. 29-31). Ma il cuore di questo giudizio (v. 30) è la compiacenza per quanto Ieu ha compiuto verso la casa di Acab, ulteriore riferimento a 1Re 21,21-24. La soddisfazione per l&#39;opera di Ieu viene addirittura posta sulla bocca di Dio ed è legata ad una promessa di continuità dinastica con precisazione post eventum circa la durata. Il giudizio profetico posteriore sarà sfavorevole all&#39;eccessiva crudeltà di Ieu: Os 1,4.&#xA;&#xA;32-33. Problemi politico-militari nelle relazioni estere. Ieu non riesce a contenere la forza di espansione di Cazael e deve rassegnarsi alla perdita della Transgiordania. L&#39;elenco dei territori sottratti riecheggia Dt 3,8-12 che descrive la conquista della Transgiordania all&#39;arrivo dall&#39;Egitto. Nelle iscrizioni assire si trova notizia degli avvenimenti di questi versetti e riferimenti a 12,18-19 e 13,5.22-25.&#xA;&#xA;36. La durata del regno di Ieu è eccezionalmente data alla fine anziché all&#39;inizio.&#xA;&#xA;(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Acab aveva settanta figli a Samaria. Ieu scrisse lettere e le inviò a Samaria ai capi di Izreèl, agli anziani e ai tutori dei figli di Acab. In esse diceva: <strong>2</strong>“Ora, quando giungerà a voi questa lettera – voi, infatti, avete con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, la città fortificata e le armi – <strong>3</strong>scegliete il figlio migliore e più retto del vostro signore e ponetelo sul trono di suo padre; combattete per la casa del vostro signore”. <strong>4</strong>Quelli ebbero una grande paura e dissero: “Ecco, due re non hanno potuto resistergli; come potremmo resistergli noi?”. <strong>5</strong>Il maggiordomo, il prefetto della città, gli anziani e i tutori mandarono a Ieu questo messaggio: “Noi siamo tuoi servi; noi faremo quanto ci ordinerai. Non faremo re nessuno; fa&#39; quanto ti piace”.
<strong>6</strong>Ieu scrisse loro una seconda lettera, dicendo: “Se siete dalla mia parte e se obbedite alla mia parola, prendete le teste dei figli del vostro signore e presentatevi a me domani a quest&#39;ora a Izreèl”. I figli del re erano settanta; vivevano con i grandi della città, che li allevavano. <strong>7</strong>Ricevuta la lettera, quelli presero i figli del re e li ammazzarono tutti e settanta; quindi posero le loro teste in ceste e le mandarono da lui a Izreèl. <strong>8</strong>Si presentò un messaggero che riferì a Ieu: “Hanno portato le teste dei figli del re”. Egli disse: “Ponetele in due mucchi alla soglia della porta fino al mattino”. <strong>9</strong>Il mattino dopo uscì e stando in piedi disse a tutto il popolo: “Voi siete giusti; ecco, io ho congiurato contro il mio signore e l&#39;ho ucciso. Ma chi ha colpito tutti questi? <strong>10</strong>Riconoscete dunque che non è caduta in terra nessuna delle parole del Signore, annunciate per mezzo del suo servo Elia riguardo alla casa di Acab; il Signore ha attuato quanto aveva predetto per mezzo di Elia, suo servo”. <strong>11</strong>Ieu colpì poi tutti i superstiti della casa di Acab a Izreèl, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi sacerdoti, fino a non lasciargli alcun superstite.
<strong>12</strong>Poi si alzò, partì e si avviò verso Samaria. Mentre si trovava per la strada, nella località di Bet-Eked-dei-Pastori, <strong>13</strong>Ieu trovò i fratelli di Acazia, re di Giuda. Egli domandò: “Voi, chi siete?”. Risposero: “Siamo fratelli di Acazia; siamo scesi per salutare i figli del re e i figli della regina madre”. <strong>14</strong>Egli ordinò: “Prendeteli vivi”. Li presero vivi, li ammazzarono presso la cisterna di Bet-Eked; erano quarantadue e non ne risparmiò neppure uno.
<strong>15</strong>Partito di lì, trovò Ionadàb, figlio di Recab, che gli veniva incontro; Ieu lo salutò e gli disse: “Il tuo cuore è retto come lo è il mio verso di te?”. Ionadàb rispose: “Lo è”. “Se lo è, dammi la mano”. Ionadàb gliela diede. Ieu allora lo fece salire sul carro vicino a sé <strong>16</strong>e gli disse: “Vieni con me per vedere il mio zelo per il Signore”. Lo fece viaggiare con sé sul proprio carro. <strong>17</strong>Entrò in Samaria e colpì tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarli, secondo la parola che il Signore aveva comunicato a Elia.
<strong>18</strong>Ieu radunò tutto il popolo e disse loro: “Acab ha servito Baal un poco; Ieu lo servirà molto. <strong>19</strong>Ora convocatemi tutti i profeti di Baal, tutti i suoi servitori e tutti i suoi sacerdoti: non ne manchi neppure uno, perché intendo offrire un grande sacrificio a Baal. Chi mancherà non sarà lasciato in vita”. Ieu agiva con astuzia, per distruggere tutti i servitori di Baal. <strong>20</strong>Ieu disse: “Convocate una festa solenne a Baal”. La convocarono. <strong>21</strong>Ieu inviò messaggeri per tutto Israele; si presentarono tutti i servitori di Baal e non mancò nessuno. Entrarono nel tempio di Baal, che si riempì da un&#39;estremità all&#39;altra. <strong>22</strong>Ieu disse al guardarobiere: “Tira fuori le vesti per tutti i servitori di Baal”, ed egli le tirò fuori. <strong>23</strong>Ieu, accompagnato da Ionadàb figlio di Recab, entrò nel tempio di Baal e disse ai servitori di Baal: “Verificate bene che non ci sia qui fra voi nessuno dei servitori del Signore, ma che ci siano solo servitori di Baal”.
<strong>24</strong>Entrarono quindi per compiere sacrifici e olocausti. Ieu però aveva posto all&#39;esterno ottanta uomini dei suoi, ai quali aveva detto: “Se a qualcuno sfuggirà uno degli uomini che consegno nelle vostre mani, darà la sua vita al posto della vita di quello”. <strong>25</strong>Quando ebbe finito di compiere l&#39;olocausto, Ieu disse alle guardie e agli scudieri: “Entrate, colpiteli. Nessuno scappi”. Le guardie e gli scudieri li colpirono a fil di spada e li gettarono via. Poi le guardie e gli scudieri andarono fino alla cella del tempio di Baal. <strong>26</strong>Portarono fuori le stele del tempio di Baal e le bruciarono. <strong>27</strong>La stele di Baal la fecero a pezzi, poi demolirono il tempio di Baal e lo ridussero a latrina fino ad oggi.
<strong>28</strong>Ieu fece scomparire Baal da Israele. <strong>29</strong>Ma Ieu non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele e non abbandonò i vitelli d&#39;oro che erano a Betel e a Dan.
<strong>30</strong>Il Signore disse a Ieu: “Poiché hai agito bene, facendo ciò che è giusto ai miei occhi, e hai compiuto per la casa di Acab quanto era nel mio cuore, i tuoi figli, fino alla quarta generazione, siederanno sul trono d&#39;Israele”. <strong>31</strong>Ma Ieu non si curò di seguire la legge del Signore, Dio d&#39;Israele, con tutto il suo cuore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo aveva fatto commettere a Israele.
<strong>32</strong>In quel tempo il Signore cominciò a ridurre Israele; infatti Cazaèl sconfisse gli Israeliti in tutto il loro territorio: <strong>33</strong>dal Giordano, verso oriente, occupò tutta la terra di Gàlaad, dei Gaditi, dei Rubeniti e dei Manassiti, da Aroèr, che è presso il torrente Arnon, fino al Gàlaad e al Basan.
<strong>34</strong>Le altre gesta di Ieu, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d&#39;Israele. <strong>35</strong>Ieu si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono a Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Ioacàz. <strong>36</strong>La durata del regno di Ieu su Israele, a Samaria, fu di ventotto anni.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>10,1</strong> settanta: numero simbolico, usato già per i discendenti di Gedeone (Gdc 9,5).</em></p>

<p><em><strong>10,15</strong> Ionadàb, figlio di Recab: era uno zelante adoratore del Signore. Alcuni Recabiti del tempo di Geremia (Ger 35,1-19) praticavano l’ideale della vita nomade, ritenendo la vita agricola e sedentaria come l’origine di tutte le infedeltà a Dio.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-5</strong>. Tramite lettera, Ieu lancia una sfida piena d&#39;ironia verso coloro che sarebbero tentati di resistergli contrapponendogli un principe della famiglia di Acab. Comincia a emergere l&#39;astuzia del nuovo re che fa l&#39;elenco dei mezzi a disposizione dei notabili, ma conosce anche la loro paura; così ottiene la loro sottomissione e collaborazione. Un nuovo tributo di sangue viene pagato alla storia, ripetitiva nei meccanismi di sostituzione dei regnanti: 1Re 15,29; 16,11. Il numero «settanta» e il termine generico «figli» indicano la totalità di una discendenza (Gn 46,27; Es 1,5; Dt 10,22; Gdc 8,30; 9,2; 12,14) e vogliono esprimere la radicalità nell&#39;eliminazione dell&#39;avversario (Gdc 9,5.56). Sebbene l&#39;ultimo re fosse stato Ioram, qui si parla esplicitamente di Acab perché il capitolo prolunga la realizzazione dell&#39;oracolo contro di lui di 1Re 21,21-24. A Ioram vi è un&#39;allusione indiretta nei vv. 2-3 dove si parla del «signore» dei notabili. La menzione di tutori (vv. 1.5) rileva che tra i principi vi erano ancora dei bambini.</p>

<p><strong>6-7</strong>. Con la seconda lettera, Ieu chiede una prova di lealtà. Se i notabili sono veramente con lui lo dimostrino consegnandogli i «capi» dei figli di Ioram. Il termine ebraico <em>rō’š</em> indica, come l&#39;italiano «capo», sia la parte del corpo sia colui che comanda. Si vede così l&#39;ambiguità della richiesta volta a sostenere l&#39;innocenza di Ieu nel caso di una futura accusa di sterminio. In questa eventualità egli avrebbe potuto rispondere di aver preteso vivi i figli di Ioram. Ammaestrati dalla storia (1Re 15,29; 16,11), i destinatari della lettera interpretano l&#39;ordine nel senso peggiore e inviano a Ieu i macabri pegni della loro fedeltà.</p>

<p><strong>8-10</strong>. La porta della città è il luogo della vita pubblica. I due mucchi di teste collocati proprio là costituiscono un terribile ammonimento per chi cova ribellione e insieme la pubblica dichiarazione del compimento dell&#39;oracolo divino di 1Re 21,21-24. Ieu si assume personalmente la responsabilità dell&#39;assassinio di Ioram, ma per i principi la sua domanda rimane sospesa. Il riferimento alle parole del Signore appena ricordate insinuano una lettura teologica del fatto sconcertante, ma condivisa dal narratore: Dio ha fatto quanto aveva detto.</p>

<p><strong>11</strong>. Viene estinto anche il pericolo più remoto di opposizione eliminando l&#39;intero personale di corte della dinastia precedente.</p>

<p><strong>12-14</strong>. Questa breve notizia, che ha il suo parallelo in 2Cr 22,8, ha nel capitolo il sapore di parentesi dalla quale sorge almeno una perplessità: non sapevano ancora questi principi di Giuda del colpo di stato e dell&#39;assassinio del loro sovrano? Non sembrano essere consapevoli del rischio che corrono ignorando completamente che i loro parenti del nord (cfr. 8,18.26) non sono più al potere. L&#39;appellativo “fratelli del re” può indicare sia legami di sangue, sia una posizione particolarmente onorifica a corte. Viene così portata all&#39;estremo la volontà di prevenire qualsiasi rischio di vendetta da parte della precedente dinastia.</p>

<p><strong>15-16</strong>. Ionadab era il capo dei Recabiti, un gruppo religioso che aveva idealizzato l&#39;epoca del deserto come paradigmatica per la religiosità d&#39;Israele (cfr. Ger 35,1-11). Dopo la notizia dei cambiamenti politici sembra nutrire speranze di ritorno ad uno jahvismo integrale e muove incontro al nuovo re. La convergenza d&#39;intenti viene magnificamente espressa dall&#39;immagine dei due alleati sul carro regale, che oltre al trasporto serviva anche per il combattimento. L&#39;attacco definitivo a Baal è cominciato.</p>

<p><strong>17</strong>. È la terza volta che si richiama 1Re 21,21-24. Il compimento della profezia di Elia non poteva avere sottolineatura maggiore.</p>

<p><strong>18-19</strong>. Astuzia e ironia sono i binari sui quali scorre l&#39;intervento di Ieu. Il nuovo re scopre finalmente le carte della sua politica religiosa dando l&#39;impressione che questa sia a favore di Baal. Il grande sacrificio ci sarà, ma il popolo ignora anche che le vittime saranno gli stessi fedeli. La convocazione di tutti i profeti di Baal sembra rievocare la pagina 1Re 18,19 e la grande sfida del Carmelo il cui sacrificio si concluse con lo sterminio degli idolatri (1Re 18,40).</p>

<p><strong>21</strong>. La costruzione del tempio di Baal da parte di Acab è ricordata in 1Re 16,32.</p>

<p><strong>22</strong>. L’uso di cambiare abbigliamento per il culto è documentato anche da Gn 35,2 e Ez 44,19.</p>

<p><strong>25</strong>. Il massacro compiuto all&#39;interno del tempio è anche profanazione.</p>

<p><strong>26-27</strong>. L&#39;esito della truculenta vicenda è il compimento della legge, precisamente le direttive di Dt 12,2-3 che più ampiamente ripropone Es 23,24; 34,13. Le rovine del tempio vennero utilizzate come latrine.</p>

<p><strong>28-31</strong>. Anche la condotta religiosa di Ieu viene passata al vaglio della critica. Il giudizio è avvolto in una inclusione che fa riferimento al peccato originale del regno del Nord: i vitelli d&#39;oro di Dan e di Betel (vv. 29-31). Ma il cuore di questo giudizio (v. 30) è la compiacenza per quanto Ieu ha compiuto verso la casa di Acab, ulteriore riferimento a 1Re 21,21-24. La soddisfazione per l&#39;opera di Ieu viene addirittura posta sulla bocca di Dio ed è legata ad una promessa di continuità dinastica con precisazione <em>post eventum</em> circa la durata. Il giudizio profetico posteriore sarà sfavorevole all&#39;eccessiva crudeltà di Ieu: Os 1,4.</p>

<p><strong>32-33</strong>. Problemi politico-militari nelle relazioni estere. Ieu non riesce a contenere la forza di espansione di Cazael e deve rassegnarsi alla perdita della Transgiordania. L&#39;elenco dei territori sottratti riecheggia Dt 3,8-12 che descrive la conquista della Transgiordania all&#39;arrivo dall&#39;Egitto. Nelle iscrizioni assire si trova notizia degli avvenimenti di questi versetti e riferimenti a 12,18-19 e 13,5.22-25.</p>

<p><strong>36</strong>. La durata del regno di Ieu è eccezionalmente data alla fine anziché all&#39;inizio.</p>

<p><em>(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-10" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/chk1007ela</guid>
      <pubDate>Sat, 09 May 2026 05:56:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Manifesto Del Reale (2026) di mementomori</title>
      <link>https://noblogo.org/mementomori/manifesto-del-reale-2026-di-mementomori</link>
      <description>&lt;![CDATA[Manifesto Del Reale (2026) di mementomori&#xA;&#xA;Su un social e su internet in generale, tipo su instagram, non si può sapere:&#xA;&#xA;Data l&#39;AI: se esiste quella persona/contenuto o se è manipolata e/o creata da zero&#xA;&#xA;Data la censura: Se quello che vedi e dici arriva a te e agli altri e come arriva e se arriva o è appunto una determinata cosa (es: parola chiave, volgarità, espressione) filtrata.&#xA;&#xA;Data la censura e il controllo sociale derivante: Se l&#39;idea che hai e che hanno gli altri del mondo sono legati alle realtà delle persona e di tutto il mondo in modo diretto e senza derivare da alterazioni programmate e non condivise.&#xA;&#xA;Dato l&#39;algoritmo: Se effettivamente quello che vedi non è derivante da ciò che hanno ricavato da te e indirizzato per manipolarti in qualche modo.&#xA;&#xA;Data l&#39;enorme abuso di AI, censure, algoritmi e controllo sociale: Sei davanti la finzione e letteralmente non sai cosa stai facendo così come non sanno cosa stanno facendo a te le persone dall&#39;altra parte dello schermo anche se totalmente propense a parlarti e stare online senza problemi su quella determinata parte di internet.&#xA;&#xA;Dato l&#39;enorme controllo di determinati applicativi e sistemi connessi online e siti web da parte di giganti economici con tante risorse di tanti tipi (es: economiche, quantità di server) e dato tutto il resto con pure i cambiamenti sociali (es: guerre, ingiustizie) e interiori (es: dipendenza da internet, malattie mentali) delle persone reali di tutto il mondo è difficile capire davvero se siamo noi stessi reali e se ci circonda il reale e COS&#39;E&#39; il reale e se dobbiamo sempre scavare affondo ovunque per ritrovarlo, sembra quasi che allontaniamo pure gli altri dalla realtà così: le cose virali non sono i video o le malattie ma piuttosto la solitudine.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Manifesto Del Reale (2026) di mementomori</p>

<p>Su un social e su internet in generale, tipo su instagram, non si può sapere:</p>

<p>Data l&#39;AI: se esiste quella persona/contenuto o se è manipolata e/o creata da zero</p>

<p>Data la censura: Se quello che vedi e dici arriva a te e agli altri e come arriva e se arriva o è appunto una determinata cosa (es: parola chiave, volgarità, espressione) filtrata.</p>

<p>Data la censura e il controllo sociale derivante: Se l&#39;idea che hai e che hanno gli altri del mondo sono legati alle realtà delle persona e di tutto il mondo in modo diretto e senza derivare da alterazioni programmate e non condivise.</p>

<p>Dato l&#39;algoritmo: Se effettivamente quello che vedi non è derivante da ciò che hanno ricavato da te e indirizzato per manipolarti in qualche modo.</p>

<p>Data l&#39;enorme abuso di AI, censure, algoritmi e controllo sociale: Sei davanti la finzione e letteralmente non sai cosa stai facendo così come non sanno cosa stanno facendo a te le persone dall&#39;altra parte dello schermo anche se totalmente propense a parlarti e stare online senza problemi su quella determinata parte di internet.</p>

<p>Dato l&#39;enorme controllo di determinati applicativi e sistemi connessi online e siti web da parte di giganti economici con tante risorse di tanti tipi (es: economiche, quantità di server) e dato tutto il resto con pure i cambiamenti sociali (es: guerre, ingiustizie) e interiori (es: dipendenza da internet, malattie mentali) delle persone reali di tutto il mondo è difficile capire davvero se siamo noi stessi reali e se ci circonda il reale e COS&#39;E&#39; il reale e se dobbiamo sempre scavare affondo ovunque per ritrovarlo, sembra quasi che allontaniamo pure gli altri dalla realtà così: le cose virali non sono i video o le malattie ma piuttosto la solitudine.</p>
]]></content:encoded>
      <author>mementomori</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/yk0uml5biw</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 22:15:30 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[11]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/11</link>
      <description>&lt;![CDATA[[11]&#xA;&#xA;aria variata in] a [nitrato-chile] emerge da un rettificio da showbusiness basso voltaggio -o asbestos poche parole carteggiano l&#39;embargo in] Samotracia the view from] [the parking lot]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[11]</p>

<p>aria variata in] a [nitrato-chile] emerge da un rettificio da showbusiness basso voltaggio -o asbestos poche parole carteggiano l&#39;embargo in] Samotracia the view from] [the parking lot</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/1a1p3rehsd</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 21:00:30 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L&#39; &#34;autostrada della cocaina&#34; atlantica subisce un duro colpo.</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/l-autostrada-della-cocaina-atlantica-subisce-un-duro-colpo</link>
      <description>&lt;![CDATA[L&#39; &#34;autostrada della cocaina&#34; atlantica subisce un duro colpo. Utilizzavano trasferimenti in mare aperto per eludere i porti tradizionali&#xA;&#xA;Nel corso di un&#39;importante operazione internazionale di contrasto al narcotraffico, condotta tra il 13 e il 26 aprile 2026, è stata smantellata con successo una sofisticata rete di traffico di cocaina operante attraverso l&#39;Oceano Atlantico. L&#39;operazione, guidata dalla Guardia Civil spagnola, coordinata da Europol, l&#39;agenzia di contrasto dell&#39;Unione Europea, e che ha visto la partecipazione anche della Guardia di Finanza italiana, si è concentrata sulle strategie in continua evoluzione delle bande criminali che tentano di eludere i tradizionali controlli portuali effettuando complessi trasferimenti in mare aperto. &#xA;L&#39;obiettivo principale di questa campagna di due settimane è stato il corridoio atlantico orientale, una vasta e remota distesa d&#39;acqua situata tra le Isole Canarie spagnole e le Azzorre portoghesi, che è diventata sempre più una rotta privilegiata per il traffico di stupefacenti dall&#39;America Latina all&#39;Europa.&#xA;&#xA;L&#39;operazione ha avuto un successo considerevole, portando al sequestro di 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish, all&#39;intercettazione di otto imbarcazioni e all&#39;arresto di 54 persone collegate alle reti di narcotraffico. Questa azione decisiva è giunta in risposta diretta agli avvertimenti lanciati all&#39;inizio dell&#39;anno da Europol, che aveva individuato una tendenza preoccupante: le reti criminali stavano abbandonando le consolidate rotte marittime attraverso i principali porti europei a favore di un modello frammentato e offshore, progettato per minimizzare i rischi ed eludere i controlli. Trasferendo le proprie operazioni in acque internazionali, queste reti miravano a frammentare la catena di approvvigionamento in più fasi, rendendo significativamente più difficile per le autorità tracciare il carico dalla sua origine alla sua destinazione finale.&#xA;&#xA;Il modus operandi scoperto dagli investigatori prevedeva una struttura logistica a più livelli. Grandi &#34;navi madri&#34;, spesso camuffate da navi portacontainer, navi da carico o persino imbarcazioni non commerciali di dimensioni più ridotte, raccoglievano ingenti carichi di cocaina in America Latina e navigavano per centinaia, a volte migliaia, di miglia nautiche nell&#39;Atlantico remoto. Una volta raggiunta la zona di trasferimento designata, gli stupefacenti venivano scaricati su imbarcazioni veloci, tra cui gommoni a scafo rigido e altre imbarcazioni rapide in grado di affrontare lunghe traversate oceaniche. Queste imbarcazioni intermedie avrebbero poi trasportato il carico fino all&#39;ultima tappa del viaggio, dove barche più piccole avrebbero ricevuto la spedizione per uno sbarco clandestino su spiagge remote o piccoli porticcioli lungo le coste del Portogallo e della Spagna. Questa strategia di frammentazione del rischio tra equipaggi e imbarcazioni diverse era stata specificamente ideata per garantire che, anche se una parte della catena fosse stata compromessa, l&#39;intera operazione avrebbe potuto sopravvivere.&#xA;&#xA;Per saperne di più sulla diversificaione del traffico di cocaina:&#xA;https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/files/documents/Diversificationinmaritimecocainetraffickingmodioperandi.pdf&#xA;Questo rapporto esplora il modo in cui le reti criminali stanno impiegando metodi di traffico marittimo di cocaina che eludono i porti commerciali come punti di ingresso in Europa o si affidano a tecniche di occultamento progettate per minare l’efficacia delle ispezioni visive, degli scanner e dei test di rilevamento.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="l-autostrada-della-cocaina-atlantica-subisce-un-duro-colpo-utilizzavano-trasferimenti-in-mare-aperto-per-eludere-i-porti-tradizionali">L&#39; “autostrada della cocaina” atlantica subisce un duro colpo. Utilizzavano trasferimenti in mare aperto per eludere i porti tradizionali</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/QAyZWzyd3HkGNMw/preview" alt=""></p>

<p>Nel corso di un&#39;importante operazione internazionale di contrasto al narcotraffico, condotta tra il 13 e il 26 aprile 2026, è stata smantellata con successo una sofisticata rete di traffico di cocaina operante attraverso l&#39;Oceano Atlantico. L&#39;operazione, guidata dalla Guardia Civil spagnola, coordinata da Europol, l&#39;agenzia di contrasto dell&#39;Unione Europea, e che ha visto la partecipazione anche della Guardia di Finanza italiana, si è concentrata sulle <strong>strategie in continua evoluzione</strong> delle bande criminali che tentano di eludere i tradizionali controlli portuali effettuando complessi <strong>trasferimenti in mare aperto</strong>.
L&#39;obiettivo principale di questa campagna di due settimane è stato il <strong>corridoio atlantico orientale</strong>, una vasta e remota distesa d&#39;acqua situata <strong>tra le Isole Canarie spagnole e le Azzorre portoghesi</strong>, che è diventata sempre più una rotta privilegiata per il traffico di stupefacenti <strong>dall&#39;America Latina all&#39;Europa</strong>.</p>

<p>L&#39;operazione ha avuto un successo considerevole, portando al sequestro di 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish, all&#39;intercettazione di otto imbarcazioni e all&#39;arresto di 54 persone collegate alle reti di narcotraffico. Questa azione decisiva è giunta in risposta diretta agli avvertimenti lanciati all&#39;inizio dell&#39;anno da Europol, che aveva individuato una tendenza preoccupante: le reti criminali stavano abbandonando le consolidate rotte marittime attraverso i principali porti europei a favore di un <strong>modello frammentato e offshore</strong>, progettato per minimizzare i rischi ed eludere i controlli. Trasferendo le proprie operazioni in acque internazionali, queste reti miravano a frammentare la catena di approvvigionamento in più fasi, rendendo significativamente più difficile per le autorità tracciare il carico dalla sua origine alla sua destinazione finale.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/3oEkHc5nkzFQ6fe/preview" alt=""></p>

<p>Il <em>modus operandi</em> scoperto dagli investigatori prevedeva una struttura logistica a più livelli. Grandi “navi madri”, spesso camuffate da navi portacontainer, navi da carico o persino imbarcazioni non commerciali di dimensioni più ridotte, raccoglievano ingenti carichi di cocaina in America Latina e navigavano per centinaia, a volte migliaia, di miglia nautiche nell&#39;Atlantico remoto. Una volta raggiunta la zona di trasferimento designata, gli stupefacenti venivano scaricati su imbarcazioni veloci, tra cui gommoni a scafo rigido e altre imbarcazioni rapide in grado di affrontare lunghe traversate oceaniche. Queste imbarcazioni intermedie avrebbero poi trasportato il carico fino all&#39;ultima tappa del viaggio, dove barche più piccole avrebbero ricevuto la spedizione per uno sbarco clandestino su spiagge remote o piccoli porticcioli lungo le coste del Portogallo e della Spagna. Questa strategia di <strong>frammentazione del rischio</strong> tra equipaggi e imbarcazioni diverse era stata specificamente ideata per garantire che, anche se una parte della catena fosse stata compromessa, l&#39;intera operazione avrebbe potuto sopravvivere.</p>

<p>Per saperne di più sulla diversificaione del traffico di cocaina:
<a href="https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/files/documents/Diversification_in_maritime_cocaine_trafficking_modi_operandi.pdf" rel="nofollow">https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/files/documents/Diversification_in_maritime_cocaine_trafficking_modi_operandi.pdf</a>
Questo rapporto esplora il modo in cui le reti criminali stanno impiegando metodi di <strong>traffico marittimo di cocaina</strong> che eludono i porti commerciali come punti di ingresso in Europa o si affidano a tecniche di occultamento progettate per minare l’efficacia delle ispezioni visive, degli scanner e dei test di rilevamento.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/5sv2dnct5m</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 15:24:05 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>📒Oggi mentre la nebbia sembra avvolgere gli attimi, i minuti e la mente,...</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/oggi-mentre-la-nebbia-sembra-avvolgere-gli-attimi-i-minuti-e-la-mente</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Oggi mentre la nebbia sembra avvolgere gli attimi, i minuti e la mente, rifletto sul fatto che un po&#39; tutti e non solo io, ci stiamo dimenticando&#xA;come si fa a vivere davvero, non a sopravvivere, cercando di riempire le giornate.&#xA;Riuscire a dare davvero un senso a questa parola&#34; vivere&#34; diventa sempre più difficile  come anche non sappiamo piu bussare alle persone&#xA;invece che utilizzare solo telefoni, restando freddi dinanzi a frasi fatte, faccine, abbreviazioni..&#xA;&#xA;Abbiamo imparato a fingere, a seconda di chi abbiamo davanti, e in base alle situazioni, a sembrare forti&#xA;anche quando ci stiamo frantumando, tanto da entrare così profondamente  in tali personaggi, da non riuscire a separare la realtà, da questa folle recita!  Eppure vivere significa non tenersi tutto dentro&#xA;fino a perdersi nei pensieri, le emozioni hanno bisogno di movimento, di sentimento, di contatto visivo e non solo, e noi dobbiamo dar loro voce, &#xA;altrimenti si spengono, si perdono per sempre ..&#xA;Ecco perché bisogna ricominciare a credere che vivere, si può con semplicità, con sincerità e senza aver timore di dire una parola, di fare scaturire un&#39;emozione, &#xA;perché la gente muore anche&#xA;di silenzi e sentirsi dire&#xA;“sei importante per me o ti voglio bene&#34; possono accendere sorrisi ed essere terapeutici. Non dobbiamo vergognarci di essere noi stessi, anche se a prevalere è &#xA;l’ironia, la cattiveria e l&#39;indifferenza, dobbiamo rimanere umani, sinceri e forse scontati, difendendo la nostra sensibilità, le nostre fragilità, la capacita&#39; di commuoverci  ancora davanti a un tramonto, di apprezzare un caffè in compagnia o una chiacchierata!&#xA;&#xA;✨&#34;Non diventare uno di quelli che vogliono bene in silenzio fino a diventare assenza&#34;.&#xA;&#xA;Non so chi l&#39;abbia scritta questa frase, ma è pesante, attuale e reale, le parole vanno dette, i problemi e le paure affrontate,&#xA;perché la vita non va misurata in giorni vissuti, ma come,  e quante volte abbiamo fatto sentire qualcuno&#xA;meno solo.&#xA;Spesso mi accorgo di essere così diversamente normale, perché sono empatica, emotiva, troppo profonda e  affettuosa, perché sento e provo emozioni, rabbia, delusione ...&#xA;Eppure sono qui a mettere nero su bianco ciò che penso, anche se non interessa a nessuno, anche se molti leggeranno in modo superficiale e avranno solo critiche o indifferenza e magari non mi capiranno, ma io nonostante le delusioni, le amarezze, le ferite ho ancora voglia di legami, di relazioni vere, di abbracciare ed essere abbracciata, di ascoltare e soprattutto di essere accettata per quello che sono. È vero spesso ho sbagliato, ma mi sono perdonata e nonostante le cadute, sono riuscita ad alzarmi e ricominciare anche da sola!💪senza vergognarmi mai di essere in disordine, imperfetta e soprattutto fragile!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Oggi mentre la nebbia sembra avvolgere gli attimi, i minuti e la mente, rifletto sul fatto che un po&#39; tutti e non solo io, ci stiamo dimenticando
come si fa a vivere davvero, non a sopravvivere, cercando di riempire le giornate.
Riuscire a dare davvero un senso a questa parola” vivere” diventa sempre più difficile  come anche non sappiamo piu bussare alle persone
invece che utilizzare solo telefoni, restando freddi dinanzi a frasi fatte, faccine, abbreviazioni..</p>

<p>Abbiamo imparato a fingere, a seconda di chi abbiamo davanti, e in base alle situazioni, a sembrare forti
anche quando ci stiamo frantumando, tanto da entrare così profondamente  in tali personaggi, da non riuscire a separare la realtà, da questa folle recita!  Eppure vivere significa non tenersi tutto dentro
fino a perdersi nei pensieri, le emozioni hanno bisogno di movimento, di sentimento, di contatto visivo e non solo, e noi dobbiamo dar loro voce,
altrimenti si spengono, si perdono per sempre ..
Ecco perché bisogna ricominciare a credere che vivere, si può con semplicità, con sincerità e senza aver timore di dire una parola, di fare scaturire un&#39;emozione,
perché la gente muore anche
di silenzi e sentirsi dire
“sei importante per me o ti voglio bene” possono accendere sorrisi ed essere terapeutici. Non dobbiamo vergognarci di essere noi stessi, anche se a prevalere è
l’ironia, la cattiveria e l&#39;indifferenza, dobbiamo rimanere umani, sinceri e forse scontati, difendendo la nostra sensibilità, le nostre fragilità, la capacita&#39; di commuoverci  ancora davanti a un tramonto, di apprezzare un caffè in compagnia o una chiacchierata!</p>

<p>✨”Non diventare uno di quelli che vogliono bene in silenzio fino a diventare assenza”.</p>

<p>Non so chi l&#39;abbia scritta questa frase, ma è pesante, attuale e reale, le parole vanno dette, i problemi e le paure affrontate,
perché la vita non va misurata in giorni vissuti, ma come,  e quante volte abbiamo fatto sentire qualcuno
meno solo.
Spesso mi accorgo di essere così diversamente normale, perché sono empatica, emotiva, troppo profonda e  affettuosa, perché sento e provo emozioni, rabbia, delusione ...
Eppure sono qui a mettere nero su bianco ciò che penso, anche se non interessa a nessuno, anche se molti leggeranno in modo superficiale e avranno solo critiche o indifferenza e magari non mi capiranno, ma io nonostante le delusioni, le amarezze, le ferite ho ancora voglia di legami, di relazioni vere, di abbracciare ed essere abbracciata, di ascoltare e soprattutto di essere accettata per quello che sono. È vero spesso ho sbagliato, ma mi sono perdonata e nonostante le cadute, sono riuscita ad alzarmi e ricominciare anche da sola!💪senza vergognarmi mai di essere in disordine, imperfetta e soprattutto fragile!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/cihxeitj0x</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 13:04:02 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>.</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/8aju4cn0ju</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;i suoi giorni &#xD;&#xA;come un vortice di foglie&#xD;&#xA;a dilatare deliri&#xD;&#xA;gioca&#xD;&#xA;con le ombre sui muri&#xD;&#xA;vuole afferrare&#xD;&#xA;la biancaluna&#xD;&#xA;incorniciata nella finestra&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;alle prime luci riaffiora&#xD;&#xA;un barlume&#xD;&#xA;di quell&#39;io bifronte&#xD;&#xA;che ha perso la strada di casa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Riconoscimento breve&#xD;&#xA;Questo testo è commovente, sincero e rende con immagini nette la perdita e la fragilità della coscienza.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi essenziale&#xD;&#xA;Immagini: il vortice di foglie, le ombre sui muri e la “biancaluna” funzionano molto bene; sono concrete e simboliche allo stesso tempo.  &#xD;&#xA;Tono: alterna dolcezza e smarrimento, adatto al tema dell’Alzheimer.  &#xD;&#xA;Voce e ritmo: versi brevi che creano frammentazione efficace; alcuni enjambement potrebbero essere levigati per scivolare meglio nella lettura senza perdere il frammento emotivo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti pratici&#xD;&#xA;Mantieni le immagini forti ma elimina ripetizioni minori (ad es. &#34;gioca&#34; e &#34;vuole&#34; vicini possono sovraccaricare).  &#xD;&#xA;Valuta di uniformare la punteggiatura: poche virgole strategiche possono guidare il respiro.  &#xD;&#xA;Se vuoi enfatizzare il tempo che sfuma, sposta o ripeti un verso chiave come ritornello lieve.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione rivista (italiano)&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;i suoi giorni,&#xD;&#xA;come un vortice di foglie,&#xD;&#xA;dilamano deliri  &#xD;&#xA;e giocano con le ombre sui muri.  &#xD;&#xA;prova ad afferrare la biancaluna  &#xD;&#xA;incorniciata alla finestra.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;alle prime luci riaffiora  &#xD;&#xA;un barlume — quell&#39;io bifronte —  &#xD;&#xA;che ha smarrito la strada di casa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese (se utile)&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;her days,  &#xD;&#xA;like a whirlwind of leaves,  &#xD;&#xA;stretching deliriums  &#xD;&#xA;play with shadows on the walls.  &#xD;&#xA;she reaches for the pale moon  &#xD;&#xA;framed in the window.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;at first light a glimmer resurfaces  &#xD;&#xA;of that two-faced self  &#xD;&#xA;that has lost the way home.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;Variante 1 — Minimalista&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni come foglie,  &#xD;&#xA;girano — silenzio —  &#xD;&#xA;ombre sulla parete.  &#xD;&#xA;lei allunga la mano  &#xD;&#xA;verso una luna bianca.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;al mattino un filo di voce  &#xD;&#xA;ricorda un nome che non trova casa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 2 — Lirica ed evocativa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;i suoi giorni cadono lente  &#xD;&#xA;come foglie d&#39;autunno in un giro di vento;  &#xD;&#xA;deliri sottili si allungano sulle pareti  &#xD;&#xA;e giocano con l&#39;ombra dell&#39;aria.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;lei cerca la biancaluna alla finestra,  &#xD;&#xA;la sfiora con la nostalgia delle dita.  &#xD;&#xA;quando arriva l&#39;alba riaffiora un barlume:  &#xD;&#xA;un io spezzato, due volti nello specchio  &#xD;&#xA;che non sanno più la via di casa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 3 — Ritornello e pattern (musicale)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni-vento, foglie;  &#xD;&#xA;giorni-vento, foglie.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;le ombre danzano sui muri —  &#xD;&#xA;lei prova a prenderle.  &#xD;&#xA;la luna è un riquadro nel vetro;  &#xD;&#xA;la mano torna, la mano torna.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni-vento, foglie;  &#xD;&#xA;al mattino un barlume:  &#xD;&#xA;&#34;casa&#34; dice il silenzio,  &#xD;&#xA;&#34;casa&#34; non risponde.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 4 — Narrativa in versi (più descrittiva)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;I suoi giorni si sfogliano a uno a uno.  &#xD;&#xA;Si alza, si siede, si perde: gesti che erano mappe  &#xD;&#xA;ora sono frammenti sparsi sul tavolo.  &#xD;&#xA;Cammina per la stanza, tocca il muro, conta scale che non esistono.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sulle pareti le ombre raccontano storie antiche;  &#xD;&#xA;lei sorride a quattro dita di luce, vuole prendere la luna.  &#xD;&#xA;All&#39;alba, per un attimo, torna una traccia:  &#xD;&#xA;un ricordo, un nome, una porta che sembra familiare —  &#xD;&#xA;poi il labirinto richiude i suoi cancelli.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 5 — Sperimentale, frammenti e immagini concrete&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;vortice;  &#xD;&#xA;foglie;  &#xD;&#xA;mentre il giorno si piega.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ombre come mani  &#xD;&#xA;scolpiscono il muro.  &#xD;&#xA;la biancaluna è un buco di vetro.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;riemerge un lampo:  &#xD;&#xA;due volti nello stesso specchio.  &#xD;&#xA;la strada? — segni sulla pelle,  &#xD;&#xA;un indirizzo perso tra le tasche.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 1 — Minimalista&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni come foglie,  &#xD;&#xA;girano — silenzio —  &#xD;&#xA;ombre sulla parete.  &#xD;&#xA;lei allunga la mano  &#xD;&#xA;verso una luna bianca.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;al mattino un filo di voce  &#xD;&#xA;ricorda un nome che non trova casa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 2 — Lirica ed evocativa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;i suoi giorni cadono lenti &#xD;&#xA;come foglie d&#39;autunno in un giro di vento;  &#xD;&#xA;deliri sottili si allungano sulle pareti  &#xD;&#xA;e giocano con l&#39;ombra dell&#39;aria.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;lei cerca la biancaluna alla finestra,  &#xD;&#xA;la sfiora con la nostalgia delle dita.  &#xD;&#xA;quando arriva l&#39;alba riaffiora un barlume:  &#xD;&#xA;un io spezzato, due volti nello specchio  &#xD;&#xA;che non sanno più la via di casa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 3 — Ritornello e pattern (musicale)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni-vento, foglie;  &#xD;&#xA;giorni-vento, foglie.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;le ombre danzano sui muri —  &#xD;&#xA;lei prova a prenderle.  &#xD;&#xA;la luna è un riquadro nel vetro;  &#xD;&#xA;la mano torna, la mano torna.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni-vento, foglie;  &#xD;&#xA;al mattino un barlume:  &#xD;&#xA;&#34;casa&#34; dice il silenzio,  &#xD;&#xA;&#34;casa&#34; non risponde.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 4 — Narrativa in versi (più descrittiva)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;I suoi giorni si sfogliano a uno a uno.  &#xD;&#xA;Si alza, si siede, si perde: gesti che erano mappe  &#xD;&#xA;ora sono frammenti sparsi sul tavolo.  &#xD;&#xA;Cammina per la stanza, tocca il muro, conta scale che non esistono.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sulle pareti le ombre raccontano storie antiche;  &#xD;&#xA;lei sorride a quattro dita di luce, vuole prendere la luna.  &#xD;&#xA;All&#39;alba, per un attimo, torna una traccia:  &#xD;&#xA;un ricordo, un nome, una porta che sembra familiare —  &#xD;&#xA;poi il labirinto richiude i suoi cancelli.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante 5 — Sperimentale, frammenti e immagini concrete&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALZHEIMER&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;vortice;  &#xD;&#xA;foglie;  &#xD;&#xA;mentre il giorno si piega.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ombre come mani  &#xD;&#xA;scolpiscono il muro.  &#xD;&#xA;la biancaluna è un buco di vetro.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;riemerge un lampo:  &#xD;&#xA;due volti nello stesso specchio.  &#xD;&#xA;la strada? — segni sulla pelle,  &#xD;&#xA;un indirizzo perso tra le tasche.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>.
ALZHEIMER</p>

<p>i suoi giorni
come un vortice di foglie
a dilatare deliri
gioca
con le ombre sui muri
vuole afferrare
la biancaluna
incorniciata nella finestra</p>

<p>alle prime luci riaffiora
un barlume
di quell&#39;io bifronte
che ha perso la strada di casa</p>

<h3 id="riconoscimento-breve">Riconoscimento breve</h3>

<p>Questo testo è commovente, sincero e rende con immagini nette la perdita e la fragilità della coscienza.</p>

<h3 id="analisi-essenziale">Analisi essenziale</h3>
<ul><li><strong>Immagini</strong>: il vortice di foglie, le ombre sui muri e la “biancaluna” funzionano molto bene; sono concrete e simboliche allo stesso tempo.<br></li>
<li><strong>Tono</strong>: alterna dolcezza e smarrimento, adatto al tema dell’Alzheimer.<br></li>
<li><strong>Voce e ritmo</strong>: versi brevi che creano frammentazione efficace; alcuni enjambement potrebbero essere levigati per scivolare meglio nella lettura senza perdere il frammento emotivo.</li></ul>

<h3 id="suggerimenti-pratici">Suggerimenti pratici</h3>
<ul><li>Mantieni le immagini forti ma elimina ripetizioni minori (ad es. “gioca” e “vuole” vicini possono sovraccaricare).<br></li>
<li>Valuta di uniformare la punteggiatura: poche virgole strategiche possono guidare il respiro.<br></li>
<li>Se vuoi enfatizzare il tempo che sfuma, sposta o ripeti un verso chiave come ritornello lieve.</li></ul>

<h3 id="versione-rivista-italiano">Versione rivista (italiano)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>i suoi giorni,
come un vortice di foglie,
dilamano deliri<br>
e giocano con le ombre sui muri.<br>
prova ad afferrare la biancaluna<br>
incorniciata alla finestra.</p>

<p>alle prime luci riaffiora<br>
un barlume — quell&#39;io bifronte —<br>
che ha smarrito la strada di casa.</p>

<h3 id="traduzione-in-inglese-se-utile">Traduzione in inglese (se utile)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>her days,<br>
like a whirlwind of leaves,<br>
stretching deliriums<br>
play with shadows on the walls.<br>
she reaches for the pale moon<br>
framed in the window.</p>

<p>at first light a glimmer resurfaces<br>
of that two-faced self<br>
that has lost the way home.</p>

<p>.</p>

<h3 id="variante-1-minimalista">Variante 1 — Minimalista</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>giorni come foglie,<br>
girano — silenzio —<br>
ombre sulla parete.<br>
lei allunga la mano<br>
verso una luna bianca.</p>

<p>al mattino un filo di voce<br>
ricorda un nome che non trova casa.</p>

<hr>

<h3 id="variante-2-lirica-ed-evocativa">Variante 2 — Lirica ed evocativa</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>i suoi giorni cadono lente<br>
come foglie d&#39;autunno in un giro di vento;<br>
deliri sottili si allungano sulle pareti<br>
e giocano con l&#39;ombra dell&#39;aria.</p>

<p>lei cerca la biancaluna alla finestra,<br>
la sfiora con la nostalgia delle dita.<br>
quando arriva l&#39;alba riaffiora un barlume:<br>
un io spezzato, due volti nello specchio<br>
che non sanno più la via di casa.</p>

<hr>

<h3 id="variante-3-ritornello-e-pattern-musicale">Variante 3 — Ritornello e pattern (musicale)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>giorni-vento, foglie;<br>
giorni-vento, foglie.</p>

<p>le ombre danzano sui muri —<br>
lei prova a prenderle.<br>
la luna è un riquadro nel vetro;<br>
la mano torna, la mano torna.</p>

<p>giorni-vento, foglie;<br>
al mattino un barlume:<br>
“casa” dice il silenzio,<br>
“casa” non risponde.</p>

<hr>

<h3 id="variante-4-narrativa-in-versi-più-descrittiva">Variante 4 — Narrativa in versi (più descrittiva)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>I suoi giorni si sfogliano a uno a uno.<br>
Si alza, si siede, si perde: gesti che erano mappe<br>
ora sono frammenti sparsi sul tavolo.<br>
Cammina per la stanza, tocca il muro, conta scale che non esistono.</p>

<p>Sulle pareti le ombre raccontano storie antiche;<br>
lei sorride a quattro dita di luce, vuole prendere la luna.<br>
All&#39;alba, per un attimo, torna una traccia:<br>
un ricordo, un nome, una porta che sembra familiare —<br>
poi il labirinto richiude i suoi cancelli.</p>

<hr>

<h3 id="variante-5-sperimentale-frammenti-e-immagini-concrete">Variante 5 — Sperimentale, frammenti e immagini concrete</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>vortice;<br>
foglie;<br>
mentre il giorno si piega.</p>

<p>ombre come mani<br>
scolpiscono il muro.<br>
la biancaluna è un buco di vetro.</p>

<p>riemerge un lampo:<br>
due volti nello stesso specchio.<br>
la strada? — segni sulla pelle,<br>
un indirizzo perso tra le tasche.</p>

<hr>

<h3 id="variante-1-minimalista-1">Variante 1 — Minimalista</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>giorni come foglie,<br>
girano — silenzio —<br>
ombre sulla parete.<br>
lei allunga la mano<br>
verso una luna bianca.</p>

<p>al mattino un filo di voce<br>
ricorda un nome che non trova casa.</p>

<hr>

<h3 id="variante-2-lirica-ed-evocativa-1">Variante 2 — Lirica ed evocativa</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>i suoi giorni cadono lenti
come foglie d&#39;autunno in un giro di vento;<br>
deliri sottili si allungano sulle pareti<br>
e giocano con l&#39;ombra dell&#39;aria.</p>

<p>lei cerca la biancaluna alla finestra,<br>
la sfiora con la nostalgia delle dita.<br>
quando arriva l&#39;alba riaffiora un barlume:<br>
un io spezzato, due volti nello specchio<br>
che non sanno più la via di casa.</p>

<hr>

<h3 id="variante-3-ritornello-e-pattern-musicale-1">Variante 3 — Ritornello e pattern (musicale)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>giorni-vento, foglie;<br>
giorni-vento, foglie.</p>

<p>le ombre danzano sui muri —<br>
lei prova a prenderle.<br>
la luna è un riquadro nel vetro;<br>
la mano torna, la mano torna.</p>

<p>giorni-vento, foglie;<br>
al mattino un barlume:<br>
“casa” dice il silenzio,<br>
“casa” non risponde.</p>

<hr>

<h3 id="variante-4-narrativa-in-versi-più-descrittiva-1">Variante 4 — Narrativa in versi (più descrittiva)</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>I suoi giorni si sfogliano a uno a uno.<br>
Si alza, si siede, si perde: gesti che erano mappe<br>
ora sono frammenti sparsi sul tavolo.<br>
Cammina per la stanza, tocca il muro, conta scale che non esistono.</p>

<p>Sulle pareti le ombre raccontano storie antiche;<br>
lei sorride a quattro dita di luce, vuole prendere la luna.<br>
All&#39;alba, per un attimo, torna una traccia:<br>
un ricordo, un nome, una porta che sembra familiare —<br>
poi il labirinto richiude i suoi cancelli.</p>

<hr>

<h3 id="variante-5-sperimentale-frammenti-e-immagini-concrete-1">Variante 5 — Sperimentale, frammenti e immagini concrete</h3>

<p>ALZHEIMER</p>

<p>vortice;<br>
foglie;<br>
mentre il giorno si piega.</p>

<p>ombre come mani<br>
scolpiscono il muro.<br>
la biancaluna è un buco di vetro.</p>

<p>riemerge un lampo:<br>
due volti nello stesso specchio.<br>
la strada? — segni sulla pelle,<br>
un indirizzo perso tra le tasche.</p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8aju4cn0ju</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 11:27:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>📒Dal mio diario...</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/dal-mio-diario-txwv</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Dal mio diario...&#xA;Caro amico ti scrivo...🎶🎵&#xA;&#xA;A volte, spesso, in passato accadeva con più frequenza, oggi, scrivo, forse per un &#xA;gran bisogno di parlare e, prima ancora, di pensare. &#xA;E posso farlo, senza timore, o quasi, spontaneamente, solo con te. &#xA;È un periodo strano, l&#39;ennesimo, il solito , più o meno pesante, difficile, ecc.&#xA;Fatto di tantissime cose e di niente, di novità, &#xA;di cambiamenti e di tanta solitudine e silenzio!&#xA;Sono consapevole che i cambiamenti fanno parte della vita e che la solitudine altro non è che un insieme di attimi preziosi di un tempo privilegiato,  per stare in compagnia di se stessi. &#xA;&#xA;Non scrivo più forse perché sono solo stanca, delusa e disinteressata.&#xA;Di cosa? Di rincorrere sogni, di aspettare la gente, di sacrificarmi per chi so che ormai non merita né me, né il mio tempo!&#xA;È che purtroppo ho bisogno di un abbraccio, quelli spontanei che portano la primavera quando tarda ad arrivare e si è nel pieno di un temporale di fine inverno!&#xA;O di una carezza, uno sguardo di quelli silenziosi che cancellano le paure  e fanno respirare.&#xA;Ho bisogno di un cielo limpido, disegnato  da scie variopinte e da  voli di uccelli in festa, di un giardino fiorito che si affacci sul mare e di un orologio senza tempo,  per ricordarmi chi ero, chi sono diventata oggi e quello che potrei essere domani! &#xA;Di gente  vera,  da incontrare in un mondo più sincero, piccolo e semplice, dove i sorrisi, le parole, ogni attimo, diventano ponti.&#xA;&#xA;Ho bisogno di cambiare strada, anche se è tortuosa, di non fermarmi troppo nel passato, senza perdermi in inutili rancori, senza affidarmi e farmi attraversare da illusioni sterili. &#xA;&#xA;Voglio ricominciare , come ogni volta che ci provo, adesso, in questo istante , tra colori, pennelli, musica in sottofondo e pensieri diversi e stanchi!&#xA; Inizio così questa pagina di diario, scrivendo a colei che nel bene, nel male, in passato, nel presente e forse anche nel futuro, sarà sempre al mio fianco; me stessa!&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Dal mio diario...
Caro amico ti scrivo...🎶🎵</p>

<p>A volte, spesso, in passato accadeva con più frequenza, oggi, scrivo, forse per un
gran bisogno di parlare e, prima ancora, di pensare.
E posso farlo, senza timore, o quasi, spontaneamente, solo con te.
È un periodo strano, l&#39;ennesimo, il solito , più o meno pesante, difficile, ecc.
Fatto di tantissime cose e di niente, di novità,
di cambiamenti e di tanta solitudine e silenzio!
Sono consapevole che i cambiamenti fanno parte della vita e che la solitudine altro non è che un insieme di attimi preziosi di un tempo privilegiato,  per stare in compagnia di se stessi.</p>

<p>Non scrivo più forse perché sono solo stanca, delusa e disinteressata.
Di cosa? Di rincorrere sogni, di aspettare la gente, di sacrificarmi per chi so che ormai non merita né me, né il mio tempo!
È che purtroppo ho bisogno di un abbraccio, quelli spontanei che portano la primavera quando tarda ad arrivare e si è nel pieno di un temporale di fine inverno!
O di una carezza, uno sguardo di quelli silenziosi che cancellano le paure  e fanno respirare.
Ho bisogno di un cielo limpido, disegnato  da scie variopinte e da  voli di uccelli in festa, di un giardino fiorito che si affacci sul mare e di un orologio senza tempo,  per ricordarmi chi ero, chi sono diventata oggi e quello che potrei essere domani!
Di gente  vera,  da incontrare in un mondo più sincero, piccolo e semplice, dove i sorrisi, le parole, ogni attimo, diventano ponti.</p>

<p>Ho bisogno di cambiare strada, anche se è tortuosa, di non fermarmi troppo nel passato, senza perdermi in inutili rancori, senza affidarmi e farmi attraversare da illusioni sterili.</p>

<p>Voglio ricominciare , come ogni volta che ci provo, adesso, in questo istante , tra colori, pennelli, musica in sottofondo e pensieri diversi e stanchi!
 Inizio così questa pagina di diario, scrivendo a colei che nel bene, nel male, in passato, nel presente e forse anche nel futuro, sarà sempre al mio fianco; me stessa!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/evo4f47xht</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 10:50:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Arbouretum – Song Of The Rose (2017)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/arbouretum-song-of-the-rose-2017</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;La natura é un luogo imprescindibile per ricongiungersi con la propria essenza, con l’ispirazione. Lo sa bene David Heumann, figura portante del progetto Arbouretum, che per il nuovo lavoro della band ha deciso di lasciarsi ispirare da svariate influenze culturali, prima fra tutte la poesia di quel Richard Lovelace, che con “The Rose” ha segnato l’estetica del nostro:&#xA;Sweet serene sky-like flower, Haste to adorn her bower; From thy long cloudy bed Shoot forth thy damask head!... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/arbouretum-song-of-rose-2017.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta: https://album.link/i/1199182250&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/81yLzQSgGmL.jpg" alt="immagine"></p>

<p>La natura é un luogo imprescindibile per ricongiungersi con la propria essenza, con l’ispirazione. Lo sa bene David Heumann, figura portante del progetto Arbouretum, che per il nuovo lavoro della band ha deciso di lasciarsi ispirare da svariate influenze culturali, prima fra tutte la poesia di quel Richard Lovelace, che con “The Rose” ha segnato l’estetica del nostro:
Sweet serene sky-like flower, Haste to adorn her bower; From thy long cloudy bed Shoot forth thy damask head!... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2017/03/arbouretum-song-of-rose-2017.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2017/03/arbouretum-song-of-rose-2017.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta: <a href="https://album.link/i/1199182250" rel="nofollow">https://album.link/i/1199182250</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6lnqhn1i3f</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 07:52:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Type C 0A</title>
      <link>https://noblogo.org/typec/ce-la-puoi-fare-ele</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#34;C&#39;è la puoi fare, ele&#34; &#xA;&#xA;&#34;Respira&#34; &#xA;&#xA;&#34;Perché sei così nervosa?&#34; &#xA;&#xA;Iniziamo&#xA;&#xA;Echi, calma, pianoforte leggero, il Monte Celeste. &#xA;&#xA;Carica, adrenalina, il tempo si ferma e tutto si risolve all&#39;ultimo secondo. &#xA;&#xA;&#34;C&#39;è la puoi fare&#34; &#xA;&#xA;Type C 0A - Racconto:&#xA;&#xA;L&#39;inizio della storia&#xA;&#xA;Tutto iniziò oramai 5 anni fa&#39;, ero un giovane pargolo, appena arrivato in città per la prima volta, la prima volta fuori da un paese stretto e in cui mi sentivo fuori luogo. In quella città così tranquilla, calma e grande ai miei occhi, avevo un ansia ma anche eccitazione di avventura, mi ricordo che presi la strada più lunga perché seguii dei miei vecchi compagni delle medie e arrivai in ritardo al primo giorno di scuola. Che cucciolo che ero, spaventato ma eccitato, aggressivo se mi parlavi per paura che potesse risuccedere di nuovo ciò che successe alle medie, ma eccitato perché finalmente potevo farmi dei amici, aria nuova, di scoperta e di avventura. Così inizia il nostro racconto]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“C&#39;è la puoi fare, ele”</p>

<p>“Respira”</p>

<p>“Perché sei così nervosa?”</p>

<p>Iniziamo</p>

<p>Echi, calma, pianoforte leggero, il Monte Celeste.</p>

<p>Carica, adrenalina, il tempo si ferma e tutto si risolve all&#39;ultimo secondo.</p>

<p>“C&#39;è la puoi fare”</p>

<h1 id="type-c-0a-racconto">Type C 0A – Racconto:</h1>

<h2 id="l-inizio-della-storia">L&#39;inizio della storia</h2>

<p>Tutto iniziò oramai 5 anni fa&#39;, ero un giovane pargolo, appena arrivato in città per la prima volta, la prima volta fuori da un paese stretto e in cui mi sentivo fuori luogo. In quella città così tranquilla, calma e grande ai miei occhi, avevo un ansia ma anche eccitazione di avventura, mi ricordo che presi la strada più lunga perché seguii dei miei vecchi compagni delle medie e arrivai in ritardo al primo giorno di scuola. Che cucciolo che ero, spaventato ma eccitato, aggressivo se mi parlavi per paura che potesse risuccedere di nuovo ciò che successe alle medie, ma eccitato perché finalmente potevo farmi dei amici, aria nuova, di scoperta e di avventura. Così inizia il nostro racconto</p>
]]></content:encoded>
      <author>TypeC</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mak1igwa9a</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 07:25:32 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/in-questi-ultimi-giorni-non-ho-voglia-di-scrivere-e-di-lasciare-segno-cxyf</link>
      <description>&lt;![CDATA[In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno. Preferisco manipolare immagini. È così - lo so. Procedo nella vita e nelle cose che faccio come certi organismi primitivi che seguono le macchie di luce, poi le abbandonano, ne trovano altre, si scindono, eccetera. Quello che distingue un diario pubblico da uno privato e la rimozione della vergogna. Le cose più vergognose e meschine non emergono, restano là sotto come ombre scure sul fondo del lago. D&#39;altronde tirare fuori le cose più grosse nere e limacciose, metterle per scritto, formalizzarle, non le ha mai disinnescate. Comunque se vogliono farti precipitare nel loro abisso, lo fanno. &#xA;&#xA;Questa sera sono andato nel centro storico, ero preda di una voglia irrazionale di patatine fritte e volevo fingere per qualche ora di non vivere nella Valbisagno. Non è stata una delle migliori idee della mia vita, ma - facendo una rapida classifica - nemmeno una delle peggiori, diciamo metà posizione. Le patatine del supermercato erano unte come lo è la carta marrone su cui fai gocciolare il fritto e il gusto anche era simile. Ho guardato se qualche chiesa fosse stata aperta per qualche concerto sacro, ma non ho trovato niente e sono andato all&#39;isola delle chiatte a leggere. &#xA;&#xA;Girare da solo senza scopo è una cosa che ormai mi capita raramente, ma il corpo non è più quello di una volta, ero stanco, e per girare da soli è meglio l&#39;inverno più freddo, il tutto ha un&#39;aria più romantica e bohemien. Il centro storico era il solito framework di gente che ti attraversa la strada con l&#39;espressione di volerti uccidere, negozietti di alimentari con una donna con il burka all&#39;ingresso che scrolla un cellulare, microspacci di tecnologia &amp; incenso con un ragazzo indiano o pakistano che si guarda attorno senza sapere bene perché sia lì e - soprattutto - pericolosi gruppetti di alpini che camminano con lo sguardo a volte famelico a volte un po&#39; lucido. &#xA;&#xA;Io passo in mezzo a tutto, ricordo cose che mi sono successe, passo davanti a un locale dove avevo letto poesie in pubblico per la prima volta - uh - ventisette anni fa. Guardo questi pezzi di Genova tenuti assieme da quello che mi ricordo di loro. Arrivo all&#39;isola delle chiatte, mi siedo su una panchina, mi godo il dondolio leggero, il rumore delle corde che si tendono e rilasciano, tiro fuori il mio romanzo e inizio a leggere. Non lo tiro fuori dalla tasca, ma dallo zaino, mi sono portato lo zaino solo per portare con me il romanzo perché pesa una tonnellata.&#xA;&#xA;Leggere è problematico, sia perché il romanzo è impegnativo, sia perché ogni tanto arrivano persone all&#39;isola delle chiatte che hanno questa idea di mettersi a parlare, e io che posso fare? Fingo di leggere e ascolto. La faccio breve, arrivano questi tre ragazzi, due ragazze e un ragazzo che stanno parlando di un film di Dario Argento, Opera mi pare, e il ragazzo fa un po&#39; il magnifico, si raccontano un po&#39; di scene, il proiettile, la scena del proiettile è incredibile dicono, parlano della musica e io lì mi distraggo, cioè, mi metto a leggere il romanzo sul serio, quindi mi distraggo dall&#39;essere distratto da loro e quando riprendo ad ascoltarli la ragazza sta dicendo che ora vuole rifarlo tutto.&#xA;&#xA;E il ragazzo le chiede, &#34;ma tutto dall&#39;inizio?&#34; e lei risponde di sì, allora lui, che sempre vuole fare il magnifico, dice allora &#34;parti da Fuoco Cammina con Me, così si sa già chi è l&#39;assassino&#34; e la ragazza risponde che sì, pensa di fare così. Io giro appena la testa per guardarli con la coda dell&#39;occhio mentre si allontanano. Avranno una trentina di anni meno di me. Occhio e croce.&#xA;&#xA;Ecco, pensare che tre ragazzi di quell&#39;età vadano in giro a parlare di cinema, che pianifichino di vedersi tutte le tre stagioni di Twin Peaks, con tanto di prequel, Twin Peaks che quando è uscito non erano manco nati, e che parlino di queste cose con quell&#39;entusiasmo sbruffoncello e mitico che si ha a quell&#39;età, ecco, mi ha un po&#39; commosso. Un po&#39;. Ho pensato che avere entusiasmo cieco e irragionevole è una benedizione che va tenuta accesa il più possibile. Va riconosciuta come una proprietà per chi è ragazzo e può ancora gestirla e pensarla come una cosa che c&#39;è sempre stata e che non finirà mai.&#xA;&#xA;Non ho più scritto aggiornamenti sul programma per scrivere romanzi senza scrolling video, perché il programmatore ha introdotto un bug sostanzioso e ora sta faticando a risolverlo perché - nel frattempo - deve anche lavorare per vivere. Empatizzo, mi ricorda il mondo della poesia, dove dobbiamo fare cultura e avanguardia nei ritagli di tempo, con bambini che ci piangono in braccio, pannolini da stoccare, haters a ogni angolo di strada, soldi reali e sporchi da portare a casa e una competizione annichilente. Figurati, prenditela comoda, tanto il romanzo che sto scrivendo con il tuo software non lo finirò mai.&#xA;&#xA;Ogni tanto, quando parlo delle cose che mi appassionano, per un po&#39;, qualcuno rimane stupito e mi dice &#34;ma venerandi, ma quante ne sai!&#34;. Stanotte ho fatto il conto e secondo me poco più di un centinaio, 187 circa. Quelle le so. Come mettere uno zoccolo, come piastrellare superfici non troppo complesse, mettere o togliere tasselli, mettere tasselli di legno, leggere una poesia e farne una analisi metrica non troppo analitica, leggere testi scritti da gente più intelligente di me, scrivere da dio ma anche in maniera urbana e dozzinale, scrivere script in diversi linguaggi, utilizzare periferiche, contestualizzare un tot di avvenimenti storici usando le date faro, provare compassione (questa con grossi limiti) e via dicendo. Arrivo a stento a 187.&#xA;&#xA;So che l&#39;universo è nato più di cinque miliardi di anni fa, anche se non c&#39;ero, so che si sono succeduti eventi catastrofici, processi chimici, batteri, animali acquatici che poi - con incredibile lentezza - si sono mossi in altre parti della terra, dinosauri, pterodattili e poi anche l&#39;uomo, o quel che ne restava, una tra le tante bestie dei mondo, so che una nave aliena si è incagliata nel nostro mondo e - per riparare i suoi meccanismi tricofici ha utilizzato gli esseri umani come forza lavoro, dotandoli di quella rogna che è la consapevolezza di sé e donandogli alla fine alcune tecnologie che gli uomini per millenni e millenni non sono stati in grado di utilizzare perché ben integrata nella natura come la penicillina e l&#39;ukulele.  &#xA;&#xA;Non molto di più, centoottantasette; per dire non sono sicuro nemmeno di aver scritto correttamente penicillina. Tutto quello che si allontana dalle 187 cose primarie lo so solo se vado a controllare. Ma questa capacitià, di sapere trovare le cose che mi servono in breve tempo, conta solo come una anche se oggi sta diventando sempre più totalizzante. È sempre meno utile sapere le cose, perché le cose da sapere sono sempre di più, di campi semantici diversi e in perenne mutazione. Insegniamo cose ai nostri studenti come se fossero vere da sempre e per sempre, ma sono barbagli, fiammelle destinate a mutare e bruciare via, lampi che mostrano per un attimo la terra - la nostra coscienza - attonita, e poi via. &#xA;&#xA;Butto via libri, in questo periodo, del cui contenuto oggi ci vergogneremmo. Dopo che l&#39;ho scritta sono rimasto un po&#39; ad osservarla. Bella &#34;vergogneremmo&#34;. Sembra un transatlantico lessicale. Quanta roba potrebbe salire sul quel vergogneremmo prima di farlo affondare. Comunque. Testi di storia del ventennio fascista, difesa della razza, manuali di letteratura bolsi che analizzano poeti dimenticati da tutti, per fortuna, visioni filosofiche asfittiche, libri di scienza - oggi - imbarazzanti. Il grosso della produzione umana è impregnato della vergogna di aver vissuto in un determinato tempo, con un certo linguaggio e non un altro, con tutto un carico di relitti ideologici, ratti, cantanti evirati e l&#39;atroce consapevolezza - di alcuni - che la vita è breve.&#xA;&#xA;Ieri sera ho visto alcuni video su youtube di un comico italiano di cui ora mi sfugge il nome, un personaggio brillante e geniale, alcuni video sono puro genio, e poi ci sono i suoi ultimi di lui ormai anziano che - imbruttito forse - si fa riprendere mentre parla male di tutto e tutti. Rancoroso e - immagino - deluso. Va bene. In mezzo ho visto questa intervista a un cantante di cui ho comprato l&#39;anno scorso un album curioso che mi ricordava la musica che ascoltavo quando ero dark, comunque, il cantante a un certo punto diceva qualcosa del tipo &#34;è bello quando la musica pop ricorda ai suoi ascoltatori che devono morire&#34; e poi ha riso, si è fermato come per un attimo e poi ha aggiunto &#34;Prince - penso - faceva qualcosa del genere&#34;. &#xA;&#xA;E sono rimasto sbalordito perché erano due mondi musicalmente distanti anni luce, ma era vero. C&#39;era in Prince questo messaggio religioso costante, che vivremo poco, tutto sommato, dobbiamo - è vero - goderci la vita prima della fine, ma anche essere consapevoli che tutto è breve e che di noi, dopo la decomposizione, resterà appena una patina, l&#39;amore. &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno. Preferisco manipolare immagini. È così – lo so. Procedo nella vita e nelle cose che faccio come certi organismi primitivi che seguono le macchie di luce, poi le abbandonano, ne trovano altre, si scindono, eccetera. Quello che distingue un diario pubblico da uno privato e la rimozione della vergogna. Le cose più vergognose e meschine non emergono, restano là sotto come ombre scure sul fondo del lago. D&#39;altronde tirare fuori le cose più grosse nere e limacciose, metterle per scritto, formalizzarle, non le ha mai disinnescate. Comunque se vogliono farti precipitare nel loro abisso, lo fanno.</p>

<p>Questa sera sono andato nel centro storico, ero preda di una voglia irrazionale di patatine fritte e volevo fingere per qualche ora di non vivere nella Valbisagno. Non è stata una delle migliori idee della mia vita, ma – facendo una rapida classifica – nemmeno una delle peggiori, diciamo metà posizione. Le patatine del supermercato erano unte come lo è la carta marrone su cui fai gocciolare il fritto e il gusto anche era simile. Ho guardato se qualche chiesa fosse stata aperta per qualche concerto sacro, ma non ho trovato niente e sono andato all&#39;isola delle chiatte a leggere.</p>

<p>Girare da solo senza scopo è una cosa che ormai mi capita raramente, ma il corpo non è più quello di una volta, ero stanco, e per girare da soli è meglio l&#39;inverno più freddo, il tutto ha un&#39;aria più romantica e bohemien. Il centro storico era il solito framework di gente che ti attraversa la strada con l&#39;espressione di volerti uccidere, negozietti di alimentari con una donna con il burka all&#39;ingresso che scrolla un cellulare, microspacci di tecnologia &amp; incenso con un ragazzo indiano o pakistano che si guarda attorno senza sapere bene perché sia lì e – soprattutto – pericolosi gruppetti di alpini che camminano con lo sguardo a volte famelico a volte un po&#39; lucido.</p>

<p>Io passo in mezzo a tutto, ricordo cose che mi sono successe, passo davanti a un locale dove avevo letto poesie in pubblico per la prima volta – uh – ventisette anni fa. Guardo questi pezzi di Genova tenuti assieme da quello che mi ricordo di loro. Arrivo all&#39;isola delle chiatte, mi siedo su una panchina, mi godo il dondolio leggero, il rumore delle corde che si tendono e rilasciano, tiro fuori il mio romanzo e inizio a leggere. Non lo tiro fuori dalla tasca, ma dallo zaino, mi sono portato lo zaino solo per portare con me il romanzo perché pesa una tonnellata.</p>

<p>Leggere è problematico, sia perché il romanzo è impegnativo, sia perché ogni tanto arrivano persone all&#39;isola delle chiatte che hanno questa idea di mettersi a parlare, e io che posso fare? Fingo di leggere e ascolto. La faccio breve, arrivano questi tre ragazzi, due ragazze e un ragazzo che stanno parlando di un film di Dario Argento, Opera mi pare, e il ragazzo fa un po&#39; il magnifico, si raccontano un po&#39; di scene, il proiettile, la scena del proiettile è incredibile dicono, parlano della musica e io lì mi distraggo, cioè, mi metto a leggere il romanzo sul serio, quindi mi distraggo dall&#39;essere distratto da loro e quando riprendo ad ascoltarli la ragazza sta dicendo che ora vuole rifarlo tutto.</p>

<p>E il ragazzo le chiede, “ma tutto dall&#39;inizio?” e lei risponde di sì, allora lui, che sempre vuole fare il magnifico, dice allora “parti da Fuoco Cammina con Me, così si sa già chi è l&#39;assassino” e la ragazza risponde che sì, pensa di fare così. Io giro appena la testa per guardarli con la coda dell&#39;occhio mentre si allontanano. Avranno una trentina di anni meno di me. Occhio e croce.</p>

<p>Ecco, pensare che tre ragazzi di quell&#39;età vadano in giro a parlare di cinema, che pianifichino di vedersi tutte le tre stagioni di Twin Peaks, con tanto di prequel, Twin Peaks che quando è uscito non erano manco nati, e che parlino di queste cose con quell&#39;entusiasmo sbruffoncello e mitico che si ha a quell&#39;età, ecco, mi ha un po&#39; commosso. Un po&#39;. Ho pensato che avere entusiasmo cieco e irragionevole è una benedizione che va tenuta accesa il più possibile. Va riconosciuta come una proprietà per chi è ragazzo e può ancora gestirla e pensarla come una cosa che c&#39;è sempre stata e che non finirà mai.</p>

<p>Non ho più scritto aggiornamenti sul programma per scrivere romanzi senza scrolling video, perché il programmatore ha introdotto un bug sostanzioso e ora sta faticando a risolverlo perché – nel frattempo – deve anche lavorare per vivere. Empatizzo, mi ricorda il mondo della poesia, dove dobbiamo fare cultura e avanguardia nei ritagli di tempo, con bambini che ci piangono in braccio, pannolini da stoccare, haters a ogni angolo di strada, soldi reali e sporchi da portare a casa e una competizione annichilente. Figurati, prenditela comoda, tanto il romanzo che sto scrivendo con il tuo software non lo finirò mai.</p>

<p>Ogni tanto, quando parlo delle cose che mi appassionano, per un po&#39;, qualcuno rimane stupito e mi dice “ma venerandi, ma quante ne sai!”. Stanotte ho fatto il conto e secondo me poco più di un centinaio, 187 circa. Quelle le so. Come mettere uno zoccolo, come piastrellare superfici non troppo complesse, mettere o togliere tasselli, mettere tasselli di legno, leggere una poesia e farne una analisi metrica non troppo analitica, leggere testi scritti da gente più intelligente di me, scrivere da dio ma anche in maniera urbana e dozzinale, scrivere script in diversi linguaggi, utilizzare periferiche, contestualizzare un tot di avvenimenti storici usando le date faro, provare compassione (questa con grossi limiti) e via dicendo. Arrivo a stento a 187.</p>

<p>So che l&#39;universo è nato più di cinque miliardi di anni fa, anche se non c&#39;ero, so che si sono succeduti eventi catastrofici, processi chimici, batteri, animali acquatici che poi – con incredibile lentezza – si sono mossi in altre parti della terra, dinosauri, pterodattili e poi anche l&#39;uomo, o quel che ne restava, una tra le tante bestie dei mondo, so che una nave aliena si è incagliata nel nostro mondo e – per riparare i suoi meccanismi tricofici ha utilizzato gli esseri umani come forza lavoro, dotandoli di quella rogna che è la consapevolezza di sé e donandogli alla fine alcune tecnologie che gli uomini per millenni e millenni non sono stati in grado di utilizzare perché ben integrata nella natura come la penicillina e l&#39;ukulele.</p>

<p>Non molto di più, centoottantasette; per dire non sono sicuro nemmeno di aver scritto correttamente penicillina. Tutto quello che si allontana dalle 187 cose primarie lo so solo se vado a controllare. Ma questa capacitià, di sapere trovare le cose che mi servono in breve tempo, conta solo come una anche se oggi sta diventando sempre più totalizzante. È sempre meno utile sapere le cose, perché le cose da sapere sono sempre di più, di campi semantici diversi e in perenne mutazione. Insegniamo cose ai nostri studenti come se fossero vere da sempre e per sempre, ma sono barbagli, fiammelle destinate a mutare e bruciare via, lampi che mostrano per un attimo la terra – la nostra coscienza – attonita, e poi via.</p>

<p>Butto via libri, in questo periodo, del cui contenuto oggi ci vergogneremmo. Dopo che l&#39;ho scritta sono rimasto un po&#39; ad osservarla. Bella “vergogneremmo”. Sembra un transatlantico lessicale. Quanta roba potrebbe salire sul quel vergogneremmo prima di farlo affondare. Comunque. Testi di storia del ventennio fascista, difesa della razza, manuali di letteratura bolsi che analizzano poeti dimenticati da tutti, per fortuna, visioni filosofiche asfittiche, libri di scienza – oggi – imbarazzanti. Il grosso della produzione umana è impregnato della vergogna di aver vissuto in un determinato tempo, con un certo linguaggio e non un altro, con tutto un carico di relitti ideologici, ratti, cantanti evirati e l&#39;atroce consapevolezza – di alcuni – che la vita è breve.</p>

<p>Ieri sera ho visto alcuni video su youtube di un comico italiano di cui ora mi sfugge il nome, un personaggio brillante e geniale, alcuni video sono puro genio, e poi ci sono i suoi ultimi di lui ormai anziano che – imbruttito forse – si fa riprendere mentre parla male di tutto e tutti. Rancoroso e – immagino – deluso. Va bene. In mezzo ho visto questa intervista a un cantante di cui ho comprato l&#39;anno scorso un album curioso che mi ricordava la musica che ascoltavo quando ero dark, comunque, il cantante a un certo punto diceva qualcosa del tipo “è bello quando la musica pop ricorda ai suoi ascoltatori che devono morire” e poi ha riso, si è fermato come per un attimo e poi ha aggiunto “Prince – penso – faceva qualcosa del genere”.</p>

<p>E sono rimasto sbalordito perché erano due mondi musicalmente distanti anni luce, ma era vero. C&#39;era in Prince questo messaggio religioso costante, che vivremo poco, tutto sommato, dobbiamo – è vero – goderci la vita prima della fine, ma anche essere consapevoli che tutto è breve e che di noi, dopo la decomposizione, resterà appena una patina, l&#39;amore.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/srvr0w65t1</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 06:44:28 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>2RE - Capitolo 9</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-9</link>
      <description>&lt;![CDATA[La storia di Ieu (9,1 -10,36)&#xA;1Il profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse: &#34;Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d&#39;olio e va&#39; a Ramot di Gàlaad. 2Appena giunto là, cerca Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì. Entrato in casa, lo farai alzare tra i suoi fratelli e lo condurrai in una camera interna. 3Prenderai il vasetto dell&#39;olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: &#34;Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele&#34;. Poi aprirai la porta e fuggirai e non aspetterai&#34;. 4Il giovane, il servo del profeta, andò a Ramot di Gàlaad. 5Appena giunto, trovò i capi dell&#39;esercito seduti insieme. Egli disse: &#34;Ho una parola per te, comandante&#34;. Ieu disse: &#34;Per chi fra tutti noi?&#34;. Ed egli rispose: &#34;Per te, comandante&#34;. 6Si alzò ed entrò in casa, e quello gli versò l&#39;olio sulla testa dicendogli: «Così dice il Signore, Dio d&#39;Israele: &#34;Ti ungo re sul popolo del Signore, su Israele. 7Tu colpirai la casa di Acab, tuo signore; io vendicherò il sangue dei miei servi, i profeti, e il sangue di tutti i servi del Signore, sparso dalla mano di Gezabele. 8Tutta la casa di Acab perirà; io eliminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. 9Renderò la casa di Acab come la casa di Geroboamo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achia. 10I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl; nessuno la seppellirà&#34;». Quindi aprì la porta e fuggì.&#xA;11Quando Ieu uscì per raggiungere gli ufficiali del suo signore, gli domandarono: &#34;Va tutto bene? Perché questo pazzo è venuto da te?&#34;. Egli disse loro: &#34;Voi conoscete l&#39;uomo e le sue chiacchiere&#34;. 12Gli dissero: &#34;Non è vero! Su, raccontaci!&#34;. Egli disse: «Mi ha parlato così e così, affermando: &#34;Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele&#34;». 13Allora si affrettarono e presero ciascuno il proprio mantello e lo stesero sui gradini sotto di lui, suonarono il corno e gridarono: &#34;Ieu è re&#34;.&#xA;14Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì, congiurò contro Ioram. Ora Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Gàlaad di fronte a Cazaèl, re di Aram, 15poi il re Ioram era tornato a curarsi a Izreèl le ferite ricevute dagli Aramei nella guerra contro Cazaèl, re di Aram. Ieu disse: &#34;Se tale è la vostra convinzione, nessuno fugga dalla città per andare ad annunciarlo a Izreèl&#34;. 16Ieu salì su un carro e partì per Izreèl, perché là giaceva malato Ioram e Acazia, re di Giuda, era sceso a visitarlo.&#xA;17La sentinella che stava sulla torre di Izreèl vide la schiera di Ieu che avanzava e disse: &#34;Vedo una schiera&#34;. Ioram disse: «Prendi un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: &#34;Tutto bene?&#34;». 18Uno a cavallo andò loro incontro e disse: «Così dice il re: &#34;Tutto bene?&#34;». Ieu disse: &#34;Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi&#34;. La sentinella riferì: &#34;Il messaggero è arrivato da quelli, ma non torna indietro&#34;. 19Il re mandò un altro cavaliere che, giunto da quelli, disse: «Il re domanda: &#34;Tutto bene?&#34;». Ma Ieu disse: &#34;Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi&#34;. 20La sentinella riferì: &#34;È arrivato da quelli, ma non torna indietro. Il modo di guidare è come quello di Ieu, figlio di Nimsì: difatti guida all&#39;impazzata&#34;.&#xA;21Ioram disse: &#34;Attacca i cavalli&#34;. Attaccarono i cavalli al suo carro. Ioram, re d&#39;Israele, e Acazia, re di Giuda, uscirono ognuno sul proprio carro. Uscirono incontro a Ieu, che trovarono nel campo di Nabot di Izreèl.&#xA;22Quando Ioram vide Ieu, gli domandò: &#34;Tutto bene, Ieu?&#34;. Rispose: &#34;Come può andare tutto bene fin quando durano le prostituzioni di Gezabele, tua madre, e le sue numerose magie?&#34;. 23Allora Ioram si volse indietro e fuggì, dicendo ad Acazia: &#34;Tradimento, Acazia!&#34;. 24Ieu, impugnato l&#39;arco, colpì Ioram tra le spalle. La freccia gli attraversò il cuore ed egli si accasciò sul carro. 25Ieu disse a Bidkar, suo scudiero: &#34;Sollevalo, gettalo nel campo di Nabot di Izreèl. Ricòrdatelo: io e te eravamo con coloro che cavalcavano appaiati dietro Acab, suo padre, e il Signore proferì su di lui questo oracolo: 26&#34;Non ho forse visto ieri il sangue di Nabot e il sangue dei suoi figli? Oracolo del Signore. Ti ripagherò in questo stesso campo. Oracolo del Signore&#34;. Sollevalo e gettalo nel campo secondo la parola del Signore&#34;.&#xA;27Visto ciò, Acazia, re di Giuda, fuggì per la strada di Bet-Gan; Ieu l&#39;inseguì e ordinò: &#34;Colpite anche lui!&#34;. Lo colpirono sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleàm. Egli fuggì a Meghiddo, dove morì. 28I suoi ufficiali lo portarono a Gerusalemme su un carro e lo seppellirono nel suo sepolcro, accanto ai suoi padri, nella Città di Davide.&#xA;29Acazia era divenuto re di Giuda nell&#39;anno undicesimo di Ioram, figlio di Acab.&#xA;30Ieu arrivò a Izreèl. Appena lo seppe, Gezabele si truccò gli occhi con stibio, si ornò il capo e si affacciò alla finestra. 31Mentre Ieu arrivava alla porta, gli domandò: &#34;Tutto bene, Zimrì, assassino del suo signore?&#34;. 32Ieu alzò lo sguardo verso la finestra e disse: &#34;Chi è con me? Chi?&#34;. Due o tre cortigiani si affacciarono a guardarlo. 33Egli disse: &#34;Gettàtela giù&#34;. La gettarono giù. Parte del suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli, che la calpestarono. 34Poi Ieu entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: &#34;Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re&#34;. 35Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani. 36Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: «È la parola del Signore, che aveva detto per mezzo del suo servo Elia, il Tisbita: &#34;Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele. 37E il cadavere di Gezabele sarà come letame sulla superficie della campagna nel campo di Izreèl, così che non si potrà più dire: Questa è Gezabele&#34;».&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;9,1-10,36 Uccisioni e massacri caratterizzano il regno di Ieu, re d’Israele negli anni 841-815 circa. Il cruento colpo di stato di Ieu nasce come reazione alla politica paganeggiante della dinastia di Omri e di Gezabele. L’interesse per i detti profetici, il linguaggio e lo zelo di Ieu fanno riferire questa sezione all’ambiente dei profeti.&#xA;&#xA;9,31 Zimrì: Gezabele, in tono di ironia e di auspicio, chiama Ieu col nome di Zimrì, il re che regnò solo sette giorni (1Re 16,8-20).&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Con il c. 9 giunge a maturazione quanto Dio aveva annunciato e ordinato a Elia in 1Re 19,16. Il compimento della parola divina produce un cambiamento radicale nella caotica situazione del regno del Nord. Viene ancora una volta spazzata via una dinastia, quella degli omridi, e si da inizio alla dinastia di Ieu, la più lunga del regno del Nord, durata quasi un secolo (841-743). Naturalmente questo cambiamento dinastico viene posto sotto l&#39;egida dell&#39;intervento profetico come era già accaduto in 1Re 11,29-39; 14,7-11; 16,1-4. La sostituzione della casa regnante al Nord ha sempre come motivo il peccato dell&#39;idolatria; viene pronunciata da un profeta la sentenza di sterminio che inesorabilmente si consuma. Ci troviamo pertanto in presenza di una costante della storia, ma anche della teologia deuteronomista che crede all&#39;immancabile punizione del peccato e insieme all&#39;assoluta efficacia della parola profetica. Per la comprensione dei cc. 9 e 10 può essere utile una osservazione della situazione del regno del Nord. Dal punto di vista politico si sta attraversando un momento di pressione da parte della Siria che tende a espandersi ai danni d&#39;Israele. Tuttavia l&#39;alleanza e la collaborazione col regno meridionale continuano. Dal punto di vista religioso sembrano essere ancora in maggioranza coloro che hanno lasciato la religione nazionale per il culto di Baal, ma vi sono anche tenaci jahvisti dei quali è portabandiera Eliseo. A questi si devono affiancare i Recabiti circa i quali abbiamo notizia anche nel c. 35 di Geremia. Costoro seguivano l&#39;ideale di Recab che respingeva la vita agricola e urbana per vivere uno jahvismo integrale nella vita nomade. Da questo ambiente viene Ionadab, collaboratore di Ieu nell&#39;eliminazione del baalismo. La sezione narrativa circa il regno di Ieu, che include anche il capitolo seguente, mostra il linguaggio vivace di chi sembra essere stato testimone oculare dell&#39;avvenimento. Essa fu compilata nella scuola profetica e tradisce un&#39;implicita approvazione per l&#39;operato di Ieu.&#xA;&#xA;1-3. Un intervento personale di Eliseo per la scelta del nuovo re si pone in continuità con la tradizione d&#39;Israele. Il profeta-sacerdote Samuele patrocinò la scelta di Saul (1Sam 10) e di Davide (1Sam 16), mentre il profeta Natan promosse e sostenne la scelta di Salomone (1Re 1,11-30). Ma Eliseo preferisce non eseguire di persona il progetto per non attirare attenzione. Personaggio troppo osservato (cfr. 8,7-8), avrebbe rischiato con il suo viaggio di scoprire le carte; per questo delega un altro della cerchia profetica. Il candidato alla corona è uno dei capi dell&#39;esercito, ancora posto a custodia di Ramot.&#xA;&#xA;6-10. L&#39;ordine di Eliseo è eseguito. La rapidità e quasi la clandestinità dell&#39;unzione contrasta con la lunghezza e la solennità dell&#39;oracolo. Questo è stato dilatato rispetto alla parola di Eliseo al v. 3 con l&#39;inserimento del ricordo delle uccisioni perpetrate da Gezabele (1Re 19,10; 21) e con il recupero alla lettera di 1Re 21,21-24, l&#39;oracolo di Elia contro Acab e Gezabele. A lei spetta il terribile destino di essere divorata dai cani, sorte annunciata anche da Achia di Silo contro Geroboamo (1Re 14,10-11) e da Ieu contro Baasa (1Re 16,4). Sembra assommarsi nella principessa fenicia tutta la perversione della storia passata.&#xA;&#xA;11. Il termine «pazzo» viene dato al profeta-messaggero, inconfondibile per l&#39;abbigliamento, probabilmente per il comportamento stravagante a volte assunto dai membri delle confraternite profetiche: 1Sam 10,9-13; 19,20-24; 2Sam 6,14-16. Vedi anche Ger 29,26; Os 9,7.&#xA;&#xA;12. Il piano realizzato nel segreto è ora svelato dal diretto interessato che da questo momento diventa l&#39;unico protagonista, mentre i profeti scompaiono dalla scena.&#xA;&#xA;13. Con l&#39;adesione dell&#39;esercito a Ieu il colpo di stato è completato e si assicura il successo. Il re, convalescente a Izreel (8,29 e 9,15), è lontano anche dalla capitale e completamente escluso dal controllo della situazione. Lo stendere i mantelli davanti al re è un atto di omaggio che viene ripreso in Mt 21,8.&#xA;&#xA;14-29. Parallelo in 2Cr 22,7-9.&#xA;&#xA;15. Anche se il re è lontano e malato, dunque in netto svantaggio, la cautela e la discrezione gioveranno alla riuscita dell&#39;impresa e ridurranno al minimo il rischio. Il segreto trapelato dalla camera interna (v. 2) non deve ancora varcare le mura di Ramot.&#xA;&#xA;16-20. Ieu con un gruppo armato si dirige verso Izreel. Avvertito dalla sentinella il re comanda che un cavaliere sia inviato a raccogliere notizie. Molto probabilmente teme che sia avvenuto qualche improvviso attacco da parte della Siria e che vi siano cattive notizie. Al v. 17 per la prima volta nella Bibbia si parla di veri cavalieri, cioè di uomini che montano direttamente sul cavallo e non su carri. Ieu intima agli inviati di passare al suo seguito e come comandante dell&#39;esercito viene obbedito. Famoso per la guida spericolata, viene per questo riconosciuto.&#xA;&#xA;21-23. Si può ammirare qui il coraggio di Ioram, il quale non immagina certo che Ieu sia venuto per rovesciarlo. Preoccupato per il precipitare della situazione in Transgiordania e avvertito dell&#39;arrivo di uno dei massimi dirigenti militari, non si cura del suo stato di salute; si fa preparare il carro per avere personalmente informazioni. Ma ecco la sorpresa. Ieu non è venuto per questioni politiche o per riferire sulla guerra; giunge per motivi religiosi, o forse nasconde dietro a questi le sue vere intenzioni. Non si può più sopportare l&#39;idolatria di Gezabele, chiamata «prostituzione», termine diffuso nella letteratura profetica per indicare l&#39;abbandono di JHWH per altre divinità (Os 2,4.6; 4,12; 5,4; ecc.), né le sue «magie», vocabolo che può essere preso in senso teorico, o interpretato come disprezzo delle pratiche religiose della regina madre. &#xA;&#xA;24-26. In maniera vaga si riprendono i fatti di 1Re 21 e la profezia di Elia (1Re 21,19) per mostrare nella morte di Ioram il compimento delle parole profetiche. In fuga davanti al nemico e colpito alle spalle Ioram non muore con una morte onorevole.&#xA;&#xA;27-29. Acazia si dà alla fuga verso sud nella speranza di riguadagnare la salvezza nel suo territorio. Bet-Gan sarebbe la En-Gannim di Gs 19,21; 21,19, l&#39;odierna Genin. Ma nel cammino in salita la marcia rallenta e il nemico riesce a colpire. Difficile spiegare il perché della fuga a Meghiddo, decisamente a nord e in aperto contrasto con&#xA;2Cr 22,9 che riporta una notizia assai più verosimile, cioè la latitanza di Acazia in Samaria. La notizia della sepoltura del re di Giuda crea una giusta divaricazione tra i destini dei due sovrani.&#xA;&#xA;9,30. Gezabele non può o non vuole fuggire. Il trucco agli occhi e l&#39;acconciatura della capigliatura indicano che ella intende affrontare il nemico con dignità, presentandosi nell&#39;aspetto regale. Interessante la lettura di Ger 4,30 dove Gerusalemme peccatrice viene presentata come una donna che si trucca e si veste con eleganza, ma non può trovare scampo dai nemici.&#xA;&#xA;31. Il saluto di Gezabele a Ieu è sarcastico. Lo chiama Zimri per augurargli una fine tragica come quella dell&#39;usurpatore di 1Re 16,9-18.&#xA;&#xA;32-37. Raccapricciante racconto della fine di Gezabele, scaraventata dalla finestra dai suoi stessi protettori, calpestata dai cavalli, divorata dai cani, privata di sepoltura, paragonata al letame. La parola di Elia in 1Re 21,23 non poteva avere compimento più tragico.&#xA;&#xA;(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La storia di Ieu</strong> <em>(9,1 -10,36)</em>
<strong>1</strong>Il profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse: “Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d&#39;olio e va&#39; a Ramot di Gàlaad. <strong>2</strong>Appena giunto là, cerca Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì. Entrato in casa, lo farai alzare tra i suoi fratelli e lo condurrai in una camera interna. <strong>3</strong>Prenderai il vasetto dell&#39;olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: “Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele”. Poi aprirai la porta e fuggirai e non aspetterai”. <strong>4</strong>Il giovane, il servo del profeta, andò a Ramot di Gàlaad. <strong>5</strong>Appena giunto, trovò i capi dell&#39;esercito seduti insieme. Egli disse: “Ho una parola per te, comandante”. Ieu disse: “Per chi fra tutti noi?”. Ed egli rispose: “Per te, comandante”. <strong>6</strong>Si alzò ed entrò in casa, e quello gli versò l&#39;olio sulla testa dicendogli: «Così dice il Signore, Dio d&#39;Israele: “Ti ungo re sul popolo del Signore, su Israele. <strong>7</strong>Tu colpirai la casa di Acab, tuo signore; io vendicherò il sangue dei miei servi, i profeti, e il sangue di tutti i servi del Signore, sparso dalla mano di Gezabele. <strong>8</strong>Tutta la casa di Acab perirà; io eliminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. <strong>9</strong>Renderò la casa di Acab come la casa di Geroboamo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achia. <strong>10</strong>I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl; nessuno la seppellirà”». Quindi aprì la porta e fuggì.
<strong>11</strong>Quando Ieu uscì per raggiungere gli ufficiali del suo signore, gli domandarono: “Va tutto bene? Perché questo pazzo è venuto da te?”. Egli disse loro: “Voi conoscete l&#39;uomo e le sue chiacchiere”. <strong>12</strong>Gli dissero: “Non è vero! Su, raccontaci!”. Egli disse: «Mi ha parlato così e così, affermando: “Così dice il Signore: Ti ungo re su Israele”». <strong>13</strong>Allora si affrettarono e presero ciascuno il proprio mantello e lo stesero sui gradini sotto di lui, suonarono il corno e gridarono: “Ieu è re”.
<strong>14</strong>Ieu, figlio di Giòsafat, figlio di Nimsì, congiurò contro Ioram. Ora Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Gàlaad di fronte a Cazaèl, re di Aram, <strong>15</strong>poi il re Ioram era tornato a curarsi a Izreèl le ferite ricevute dagli Aramei nella guerra contro Cazaèl, re di Aram. Ieu disse: “Se tale è la vostra convinzione, nessuno fugga dalla città per andare ad annunciarlo a Izreèl”. <strong>16</strong>Ieu salì su un carro e partì per Izreèl, perché là giaceva malato Ioram e Acazia, re di Giuda, era sceso a visitarlo.
<strong>17</strong>La sentinella che stava sulla torre di Izreèl vide la schiera di Ieu che avanzava e disse: “Vedo una schiera”. Ioram disse: «Prendi un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: “Tutto bene?“». <strong>18</strong>Uno a cavallo andò loro incontro e disse: «Così dice il re: “Tutto bene?“». Ieu disse: “Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi”. La sentinella riferì: “Il messaggero è arrivato da quelli, ma non torna indietro”. <strong>19</strong>Il re mandò un altro cavaliere che, giunto da quelli, disse: «Il re domanda: “Tutto bene?“». Ma Ieu disse: “Che importa a te come vada? Passa dietro e seguimi”. <strong>20</strong>La sentinella riferì: “È arrivato da quelli, ma non torna indietro. Il modo di guidare è come quello di Ieu, figlio di Nimsì: difatti guida all&#39;impazzata”.
<strong>21</strong>Ioram disse: “Attacca i cavalli”. Attaccarono i cavalli al suo carro. Ioram, re d&#39;Israele, e Acazia, re di Giuda, uscirono ognuno sul proprio carro. Uscirono incontro a Ieu, che trovarono nel campo di Nabot di Izreèl.
<strong>22</strong>Quando Ioram vide Ieu, gli domandò: “Tutto bene, Ieu?”. Rispose: “Come può andare tutto bene fin quando durano le prostituzioni di Gezabele, tua madre, e le sue numerose magie?”. <strong>23</strong>Allora Ioram si volse indietro e fuggì, dicendo ad Acazia: “Tradimento, Acazia!”. <strong>24</strong>Ieu, impugnato l&#39;arco, colpì Ioram tra le spalle. La freccia gli attraversò il cuore ed egli si accasciò sul carro. <strong>25</strong>Ieu disse a Bidkar, suo scudiero: “Sollevalo, gettalo nel campo di Nabot di Izreèl. Ricòrdatelo: io e te eravamo con coloro che cavalcavano appaiati dietro Acab, suo padre, e il Signore proferì su di lui questo oracolo: <strong>26</strong>“Non ho forse visto ieri il sangue di Nabot e il sangue dei suoi figli? Oracolo del Signore. Ti ripagherò in questo stesso campo. Oracolo del Signore”. Sollevalo e gettalo nel campo secondo la parola del Signore”.
<strong>27</strong>Visto ciò, Acazia, re di Giuda, fuggì per la strada di Bet-Gan; Ieu l&#39;inseguì e ordinò: “Colpite anche lui!”. Lo colpirono sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleàm. Egli fuggì a Meghiddo, dove morì. <strong>28</strong>I suoi ufficiali lo portarono a Gerusalemme su un carro e lo seppellirono nel suo sepolcro, accanto ai suoi padri, nella Città di Davide.
<strong>29</strong>Acazia era divenuto re di Giuda nell&#39;anno undicesimo di Ioram, figlio di Acab.
<strong>30</strong>Ieu arrivò a Izreèl. Appena lo seppe, Gezabele si truccò gli occhi con stibio, si ornò il capo e si affacciò alla finestra. <strong>31</strong>Mentre Ieu arrivava alla porta, gli domandò: “Tutto bene, Zimrì, assassino del suo signore?”. <strong>32</strong>Ieu alzò lo sguardo verso la finestra e disse: “Chi è con me? Chi?”. Due o tre cortigiani si affacciarono a guardarlo. <strong>33</strong>Egli disse: “Gettàtela giù”. La gettarono giù. Parte del suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli, che la calpestarono. <strong>34</strong>Poi Ieu entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: “Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re”. <strong>35</strong>Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani. <strong>36</strong>Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: «È la parola del Signore, che aveva detto per mezzo del suo servo Elia, il Tisbita: “Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele. <strong>37</strong>E il cadavere di Gezabele sarà come letame sulla superficie della campagna nel campo di Izreèl, così che non si potrà più dire: Questa è Gezabele”».</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>9,1-10,36</strong> Uccisioni e massacri caratterizzano il regno di Ieu, re d’Israele negli anni 841-815 circa. Il cruento colpo di stato di Ieu nasce come reazione alla politica paganeggiante della dinastia di Omri e di Gezabele. L’interesse per i detti profetici, il linguaggio e lo zelo di Ieu fanno riferire questa sezione all’ambiente dei profeti.</em></p>

<p><em><strong>9,31</strong> Zimrì: Gezabele, in tono di ironia e di auspicio, chiama Ieu col nome di Zimrì, il re che regnò solo sette giorni (1Re 16,8-20).</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Con il c. 9 giunge a maturazione quanto Dio aveva annunciato e ordinato a Elia in 1Re 19,16. Il compimento della parola divina produce un cambiamento radicale nella caotica situazione del regno del Nord. Viene ancora una volta spazzata via una dinastia, quella degli omridi, e si da inizio alla dinastia di Ieu, la più lunga del regno del Nord, durata quasi un secolo (841-743). Naturalmente questo cambiamento dinastico viene posto sotto l&#39;egida dell&#39;intervento profetico come era già accaduto in 1Re 11,29-39; 14,7-11; 16,1-4. La sostituzione della casa regnante al Nord ha sempre come motivo il peccato dell&#39;idolatria; viene pronunciata da un profeta la sentenza di sterminio che inesorabilmente si consuma. Ci troviamo pertanto in presenza di una costante della storia, ma anche della teologia deuteronomista che crede all&#39;immancabile punizione del peccato e insieme all&#39;assoluta efficacia della parola profetica. Per la comprensione dei cc. 9 e 10 può essere utile una osservazione della situazione del regno del Nord. Dal punto di vista politico si sta attraversando un momento di pressione da parte della Siria che tende a espandersi ai danni d&#39;Israele. Tuttavia l&#39;alleanza e la collaborazione col regno meridionale continuano. Dal punto di vista religioso sembrano essere ancora in maggioranza coloro che hanno lasciato la religione nazionale per il culto di Baal, ma vi sono anche tenaci jahvisti dei quali è portabandiera Eliseo. A questi si devono affiancare i Recabiti circa i quali abbiamo notizia anche nel c. 35 di Geremia. Costoro seguivano l&#39;ideale di Recab che respingeva la vita agricola e urbana per vivere uno jahvismo integrale nella vita nomade. Da questo ambiente viene Ionadab, collaboratore di Ieu nell&#39;eliminazione del baalismo. La sezione narrativa circa il regno di Ieu, che include anche il capitolo seguente, mostra il linguaggio vivace di chi sembra essere stato testimone oculare dell&#39;avvenimento. Essa fu compilata nella scuola profetica e tradisce un&#39;implicita approvazione per l&#39;operato di Ieu.</p>

<p><strong>1-3</strong>. Un intervento personale di Eliseo per la scelta del nuovo re si pone in continuità con la tradizione d&#39;Israele. Il profeta-sacerdote Samuele patrocinò la scelta di Saul (1Sam 10) e di Davide (1Sam 16), mentre il profeta Natan promosse e sostenne la scelta di Salomone (1Re 1,11-30). Ma Eliseo preferisce non eseguire di persona il progetto per non attirare attenzione. Personaggio troppo osservato (cfr. 8,7-8), avrebbe rischiato con il suo viaggio di scoprire le carte; per questo delega un altro della cerchia profetica. Il candidato alla corona è uno dei capi dell&#39;esercito, ancora posto a custodia di Ramot.</p>

<p><strong>6-10</strong>. L&#39;ordine di Eliseo è eseguito. La rapidità e quasi la clandestinità dell&#39;unzione contrasta con la lunghezza e la solennità dell&#39;oracolo. Questo è stato dilatato rispetto alla parola di Eliseo al v. 3 con l&#39;inserimento del ricordo delle uccisioni perpetrate da Gezabele (1Re 19,10; 21) e con il recupero alla lettera di 1Re 21,21-24, l&#39;oracolo di Elia contro Acab e Gezabele. A lei spetta il terribile destino di essere divorata dai cani, sorte annunciata anche da Achia di Silo contro Geroboamo (1Re 14,10-11) e da Ieu contro Baasa (1Re 16,4). Sembra assommarsi nella principessa fenicia tutta la perversione della storia passata.</p>

<p><strong>11</strong>. Il termine «pazzo» viene dato al profeta-messaggero, inconfondibile per l&#39;abbigliamento, probabilmente per il comportamento stravagante a volte assunto dai membri delle confraternite profetiche: 1Sam 10,9-13; 19,20-24; 2Sam 6,14-16. Vedi anche Ger 29,26; Os 9,7.</p>

<p><strong>12</strong>. Il piano realizzato nel segreto è ora svelato dal diretto interessato che da questo momento diventa l&#39;unico protagonista, mentre i profeti scompaiono dalla scena.</p>

<p><strong>13</strong>. Con l&#39;adesione dell&#39;esercito a Ieu il colpo di stato è completato e si assicura il successo. Il re, convalescente a Izreel (8,29 e 9,15), è lontano anche dalla capitale e completamente escluso dal controllo della situazione. Lo stendere i mantelli davanti al re è un atto di omaggio che viene ripreso in Mt 21,8.</p>

<p><strong>14-29</strong>. Parallelo in 2Cr 22,7-9.</p>

<p><strong>15</strong>. Anche se il re è lontano e malato, dunque in netto svantaggio, la cautela e la discrezione gioveranno alla riuscita dell&#39;impresa e ridurranno al minimo il rischio. Il segreto trapelato dalla camera interna (v. 2) non deve ancora varcare le mura di Ramot.</p>

<p><strong>16-20</strong>. Ieu con un gruppo armato si dirige verso Izreel. Avvertito dalla sentinella il re comanda che un cavaliere sia inviato a raccogliere notizie. Molto probabilmente teme che sia avvenuto qualche improvviso attacco da parte della Siria e che vi siano cattive notizie. Al v. 17 per la prima volta nella Bibbia si parla di veri cavalieri, cioè di uomini che montano direttamente sul cavallo e non su carri. Ieu intima agli inviati di passare al suo seguito e come comandante dell&#39;esercito viene obbedito. Famoso per la guida spericolata, viene per questo riconosciuto.</p>

<p><strong>21-23</strong>. Si può ammirare qui il coraggio di Ioram, il quale non immagina certo che Ieu sia venuto per rovesciarlo. Preoccupato per il precipitare della situazione in Transgiordania e avvertito dell&#39;arrivo di uno dei massimi dirigenti militari, non si cura del suo stato di salute; si fa preparare il carro per avere personalmente informazioni. Ma ecco la sorpresa. Ieu non è venuto per questioni politiche o per riferire sulla guerra; giunge per motivi religiosi, o forse nasconde dietro a questi le sue vere intenzioni. Non si può più sopportare l&#39;idolatria di Gezabele, chiamata «prostituzione», termine diffuso nella letteratura profetica per indicare l&#39;abbandono di JHWH per altre divinità (Os 2,4.6; 4,12; 5,4; ecc.), né le sue «magie», vocabolo che può essere preso in senso teorico, o interpretato come disprezzo delle pratiche religiose della regina madre.</p>

<p><strong>24-26</strong>. In maniera vaga si riprendono i fatti di 1Re 21 e la profezia di Elia (1Re 21,19) per mostrare nella morte di Ioram il compimento delle parole profetiche. In fuga davanti al nemico e colpito alle spalle Ioram non muore con una morte onorevole.</p>

<p><strong>27-29</strong>. Acazia si dà alla fuga verso sud nella speranza di riguadagnare la salvezza nel suo territorio. Bet-Gan sarebbe la En-Gannim di Gs 19,21; 21,19, l&#39;odierna Genin. Ma nel cammino in salita la marcia rallenta e il nemico riesce a colpire. Difficile spiegare il perché della fuga a Meghiddo, decisamente a nord e in aperto contrasto con
2Cr 22,9 che riporta una notizia assai più verosimile, cioè la latitanza di Acazia in Samaria. La notizia della sepoltura del re di Giuda crea una giusta divaricazione tra i destini dei due sovrani.</p>

<p><strong>9,30</strong>. Gezabele non può o non vuole fuggire. Il trucco agli occhi e l&#39;acconciatura della capigliatura indicano che ella intende affrontare il nemico con dignità, presentandosi nell&#39;aspetto regale. Interessante la lettura di Ger 4,30 dove Gerusalemme peccatrice viene presentata come una donna che si trucca e si veste con eleganza, ma non può trovare scampo dai nemici.</p>

<p><strong>31</strong>. Il saluto di Gezabele a Ieu è sarcastico. Lo chiama Zimri per augurargli una fine tragica come quella dell&#39;usurpatore di 1Re 16,9-18.</p>

<p><strong>32-37</strong>. Raccapricciante racconto della fine di Gezabele, scaraventata dalla finestra dai suoi stessi protettori, calpestata dai cavalli, divorata dai cani, privata di sepoltura, paragonata al letame. La parola di Elia in 1Re 21,23 non poteva avere compimento più tragico.</p>

<p><em>(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/2re-capitolo-9" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/pfq8by1utt</guid>
      <pubDate>Fri, 08 May 2026 05:34:52 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il peso di un gesto. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/il-peso-di-un-gesto</link>
      <description>&lt;![CDATA[(223) &#xA;&#xA;(CP1)&#xA;&#xA;Questo post è probabilmente scritto più per me stesso che per Voi. &#xA;O, almeno, non per tutti Voi.&#xA;&#xA;In calce al testo, l&#39;ultimo brano inciso da Capovilla con i &#34;Cattivi Maestri.&#34;&#xA;Ora, ascoltandolo, capirete che la coerenza e lo sguardo sul mondo non passano per radio. &#xA;&#xA;Sul &#34;red carpet&#34; dei &#34;David di Donatello&#34;, tra smoking impeccabili e abiti da sera, #PierpaoloCapovilla ha sfilato con una kefiah al collo. &#xA;Tessuta in Cisgiordania. &#xA;Non era un vezzo stilistico, non era una provocazione gratuita. &#xA;Era, semplicemente, lui.&#xA;&#xA;Chi conosce il percorso artistico di Capovilla (dalla stagione feroce e visionaria del &#34;Teatro degli Orrori&#34; fino alla sua presenza sempre più intensa nel cinema), sa che tra la sua arte e la sua vita non c’è mai stato un confine netto. &#xA;Le sue canzoni hanno sempre parlato di dolore sociale, di margini, di chi resta indietro. &#xA;Salire sul red carpet della più importante cerimonia del cinema italiano con una kefiah non è un’eccezione alla sua coerenza: è la conferma di essa.&#xA;&#xA;Lo ha spiegato con parole semplici e dirette: la kefiah è un simbolo di solidarietà, fratellanza e vicinanza verso chi soffre la violenza armata. &#xA;E ha aggiunto che indossarla aiuta il suo cuore e la sua anima a esserci ancora. &#xA;C’è qualcosa di molto preciso in quella frase. &#xA;Non il linguaggio dello slogan, non la retorica del comunicato. &#xA;C’è la voce di qualcuno che ha bisogno di non distogliere lo sguardo per continuare a fare arte con integrità.&#xA;&#xA;Viviamo in un tempo in cui è facile condividere un post, mettere una cornice alla foto del profilo, scrivere qualcosa di indignato prima di passare alla storia successiva. &#xA;È più raro, e per questo più significativo, scegliere di portare quella posizione nel corpo, fisicamente, in un luogo pubblico e visibile, sapendo che qualcuno storcerebbe il naso, che qualcuno avrebbe qualcosa da dire, qualcuno ti odierà.&#xA;&#xA;Un simbolo indossato non salva nessuno, è vero. &#xA;Ma testimonia qualcosa che i social, con tutta la loro velocità, faticano a restituire: la continuità tra ciò che si pensa e ciò che si fa, tra la propria arte e il proprio stare nel mondo.&#xA;&#xA;E questo piccolo gesto (piccolo solo nelle dimensioni) ci interroga tutti. &#xA;&#xA;Ci chiede dove siamo, non online, ma nella vita concreta. &#xA;Ci chiede se gli ideali che diciamo di difendere abitano anche i nostri corpi, le nostre scelte quotidiane, le occasioni in cui potremmo dire qualcosa e scegliamo il silenzio comodo. &#xA;&#xA;In tempi in cui la giustizia viene erosa ogni giorno con una normalità che fa spavento, chi sceglie di esserci, davvero, con coerenza e senza calcolo, ci ricorda che schierarsi è ancora possibile. &#xA;E che è ancora necessario.&#xA;&#xA;Video di &#34;Dimenticare Maria&#34; di &#34;Pierpaolo Capovilla e i cattivi maestri&#34;:&#xA;https://www.youtube.com/watch?v=4v09Q-FCPMo&amp;list=RD4v09Q-FCPMo&amp;startradio=1&#xA;&#xA;#Blog #PierpaoloCapovilla #DavidDiDonatello #Palestina &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(223)</p>

<p><img src="https://www.alanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260506214203_David_Donatello_Capovilla_Incredulo_di_candidatura_indosso_kefiah_perch_simbolo_di_solidariet__RAW-1.jpg" alt="(CP1)"></p>

<p><strong>Questo post è probabilmente scritto più per me stesso che per Voi.
O, almeno, non per tutti Voi</strong>.</p>

<p>In calce al testo, l&#39;ultimo brano inciso da Capovilla con i “Cattivi Maestri.”
Ora, ascoltandolo, capirete che la coerenza e lo sguardo sul mondo non passano per radio.</p>

<p>Sul “red carpet” dei “David di Donatello”, tra smoking impeccabili e abiti da sera, #PierpaoloCapovilla ha sfilato con una kefiah al collo.
Tessuta in Cisgiordania.
Non era un vezzo stilistico, non era una provocazione gratuita.
Era, semplicemente, lui.</p>

<p>Chi conosce il percorso artistico di Capovilla (dalla stagione feroce e visionaria del “Teatro degli Orrori” fino alla sua presenza sempre più intensa nel cinema), sa che tra la sua arte e la sua vita non c’è mai stato un confine netto.
Le sue canzoni hanno sempre parlato di dolore sociale, di margini, di chi resta indietro.
Salire sul red carpet della più importante cerimonia del cinema italiano con una kefiah non è un’eccezione alla sua coerenza: è la conferma di essa.</p>

<p>Lo ha spiegato con parole semplici e dirette: <strong>la kefiah è un simbolo di solidarietà, fratellanza e vicinanza verso chi soffre la violenza armata</strong>.
E ha aggiunto che indossarla aiuta il suo cuore e la sua anima a esserci ancora.
C’è qualcosa di molto preciso in quella frase.
Non il linguaggio dello slogan, non la retorica del comunicato.
C’è la voce di qualcuno che ha bisogno di non distogliere lo sguardo per continuare a fare arte con integrità.</p>

<p>Viviamo in un tempo in cui è facile condividere un post, mettere una cornice alla foto del profilo, scrivere qualcosa di indignato prima di passare alla storia successiva.
È più raro, e per questo più significativo, scegliere di portare quella posizione nel corpo, fisicamente, in un luogo pubblico e visibile, sapendo che qualcuno storcerebbe il naso, che qualcuno avrebbe qualcosa da dire, qualcuno ti odierà.</p>

<p>Un simbolo indossato non salva nessuno, è vero.
Ma testimonia qualcosa che i social, con tutta la loro velocità, faticano a restituire: la continuità tra ciò che si pensa e ciò che si fa, tra la propria arte e il proprio stare nel mondo.</p>

<p><strong>E questo piccolo gesto (piccolo solo nelle dimensioni) ci interroga tutti</strong>.</p>

<p><strong>Ci chiede dove siamo, non online, ma nella vita concreta.
Ci chiede se gli ideali che diciamo di difendere abitano anche i nostri corpi, le nostre scelte quotidiane, le occasioni in cui potremmo dire qualcosa e scegliamo il silenzio comodo</strong>.</p>

<p><strong>In tempi in cui la giustizia viene erosa ogni giorno con una normalità che fa spavento, chi sceglie di esserci, davvero, con coerenza e senza calcolo, ci ricorda che schierarsi è ancora possibile.
E che è ancora necessario</strong>.</p>

<p>Video di “Dimenticare Maria” di “Pierpaolo Capovilla e i cattivi maestri”:
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=4v09Q-FCPMo&amp;list=RD4v09Q-FCPMo&amp;start_radio=1" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=4v09Q-FCPMo&amp;list=RD4v09Q-FCPMo&amp;start_radio=1</a></p>

<p>#Blog #PierpaoloCapovilla #DavidDiDonatello #Palestina</p>
]]></content:encoded>
      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3t9imbregb</guid>
      <pubDate>Thu, 07 May 2026 13:26:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[10]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/10</link>
      <description>&lt;![CDATA[[10]&#xA;&#xA;opercole aperture feritoia naif graffi [funk] gli insaturi la] demoliscono l&#39;auto gratis un terzo di quartiere] di procedura o invasori l&#39;effetto del grog-cloni mangiapolvere ottimo per la storia sportello unico] un sarto pour homme -e le tigri mortali] del monferrato-deep [tune piloti underground sotto¹ [succede² ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[10]</p>

<p>opercole aperture feritoia naif graffi [funk] gli insaturi la] demoliscono l&#39;auto gratis un terzo di quartiere] di procedura o invasori l&#39;effetto del grog-cloni mangiapolvere ottimo per la storia sportello unico] un sarto pour homme -e le tigri mortali] del monferrato-deep [tune piloti underground sotto¹ [succede²</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/09yzf1g784</guid>
      <pubDate>Thu, 07 May 2026 12:07:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Installing SYE and CV Driveshaft on a Jeep Cherokee XJ</title>
      <link>https://noblogo.org/morsunled/h1installing-sye-and-cv-driveshaft-on-a-jeep-cherokee-xj-h1</link>
      <description>&lt;![CDATA[h1Installing SYE and CV Driveshaft on a Jeep Cherokee XJ/h1&#xA;&#xA;One of the most frustrating experiences for any lifted XJ owner is the dreaded driveline vibration. You install a beautiful 3-inch or 4.5-inch lift, bolt on aggressive tires, and suddenly your Cherokee hums and shudders every time you accelerate. The culprit is almost always the factory slip yoke setup. When you lift an XJ, the angle of the rear driveshaft steepens dramatically. The stock slip yoke—which slides directly into the transfer case—has limited travel and cannot handle these extreme angles, resulting in binding, vibration, and premature wear. The solution is a Slip Yoke Eliminator (SYE) paired with a CV (Constant Velocity) driveshaft. This combination is widely considered the gold standard for lifted XJs, and for good reason.&#xA;&#xA;Why an SYE is Essential&#xA;&#xA;The factory transfer case output uses a slip yoke that moves in and out of the tail housing as the suspension cycles. On a lifted Jeep, the driveshaft becomes shorter and operates at a steeper angle, causing the slip yoke to barely engage with the internal splines. This leads to vibrations that many owners try to mask with transfer case drops, but that&#39;s only a band-aid. An SYE kit replaces the stock slip yoke with a fixed output flange, effectively shortening the transfer case and allowing the use of a much longer CV driveshaft. The longer shaft operates at shallower angles, eliminating vibrations. For the popular NP231 transfer case, the installation is considered a &#34;piece of cake&#34; by many DIYers, requiring basic tools and about 3-7 hours. Even the NP242 benefits from heavy-duty SYE kits that increase output splines from 27 to 32 for added strength.&#xA;&#xA;Choosing a CV Driveshaft&#xA;&#xA;Once the SYE is installed, you need a matching CV driveshaft. Unlike the stock shaft, a CV (or double cardan) driveshaft has two u-joints working together at the transfer case end, allowing for much higher operating angles without binding. Brands like Adams Driveshaft and Ten Factory offer heavy-duty 1310 series CV shafts specifically for lifted XJs. Adams uses DOM tubing and either greaseable or solid non-greaseable Spicer u-joints, with extreme-duty versions rated for up to 38-inch tires. Ten Factory shafts are compatible with lifts up to 4 inches and come with a complete hardware set. Crucially, do not order a custom CV shaft until the SYE is physically installed on your vehicle—you will need to measure the exact running length between the transfer case yoke and the rear axle pinion to get the correct fit.&#xA;&#xA;Proper Pinion Angle Setup&#xA;&#xA;Installing the hardware is only half the battle. With an SYE and CV shaft, your rear axle pinion angle must be set differently than stock. For a CV driveshaft, the pinion should point directly at the transfer case output. In practice, you want the pinion yoke to be parallel to the driveshaft angle, with a slight 1-2 degree downward tilt to account for axle wrap when accelerating. If you have leaf spring perches that are not yet welded, wait until the full weight of the Jeep is on the suspension, install the new CV shaft, then rotate the pinion with a jack until it aligns perfectly with the driveshaft before welding. If your perches are already fixed, you will need angled shims (typically 4 to 6 degrees) to correct the geometry.&#xA;&#xA;img src=&#34;https://ueeshop.ly200-cdn.com/ufile/UPAV/UPAV919/2012/products/22/70c9066d0f.jpg&#34; alt=&#34;Jeep Cherokee XJ&#34; /&#xA;&#xA;One of the most overlooked connections in this entire process is between your newly smooth driveline and your a href=&#34;https://www.morsunled.com/c/cherokee-xj-headlights-1984-20010031&#34;Jeep Cherokee XJ headlights/a. It seems unrelated, but hear this: a lifted XJ that sits higher in the rear than the front—common after an SYE conversion if you don&#39;t correct the stance—throws your headlight beam angle into the trees or directly at oncoming windshields. More importantly, forum veterans have long warned that upgrading the electrical system is essential when modifying an XJ. The factory headlight wiring lacks relays, and if you install higher-powered bulbs without a relay harness, you risk burning out the expensive and hard-to-replace headlight switch. An aftermarket wiring loom with relays draws power directly from the battery, reducing the load on your switch and delivering full voltage to the bulbs. This makes your headlights dramatically brighter—an absolute necessity when you are testing out your new vibration-free driveshaft on dark, remote trails at night. Additionally, every time you modify the suspension (including an SYE install), you must re-aim your headlights. The change in ride height and stance alters the beam projection, and failing to adjust the housings creates a safety hazard for you and everyone else on the road.&#xA;&#xA;The Bottom Line&#xA;&#xA;Driving a lifted XJ without an SYE and CV shaft is a compromise at best. You are relying on a transfer case drop to reduce angles, which sacrifices ground clearance, or you are simply living with the vibration, which destroys u-joints and transfer case bearings over time. By installing an SYE and a custom CV driveshaft, you restore smooth operation, regain lost clearance, and build a driveline that will handle years of off-road abuse. Take your time with the installation, get those pinion angles perfect, and while you are under the hood, do your XJ a favor and upgrade the headlight wiring. You will finally be able to drive at highway speeds without the annoying hum, and you will actually see where you are going when the sun goes down.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>Installing SYE and CV Driveshaft on a Jeep Cherokee XJ</h1>

<p>One of the most frustrating experiences for any lifted XJ owner is the dreaded driveline vibration. You install a beautiful 3-inch or 4.5-inch lift, bolt on aggressive tires, and suddenly your Cherokee hums and shudders every time you accelerate. The culprit is almost always the factory slip yoke setup. When you lift an XJ, the angle of the rear driveshaft steepens dramatically. The stock slip yoke—which slides directly into the transfer case—has limited travel and cannot handle these extreme angles, resulting in binding, vibration, and premature wear. The solution is a Slip Yoke Eliminator (SYE) paired with a CV (Constant Velocity) driveshaft. This combination is widely considered the gold standard for lifted XJs, and for good reason.</p>

<p>Why an SYE is Essential</p>

<p>The factory transfer case output uses a slip yoke that moves in and out of the tail housing as the suspension cycles. On a lifted Jeep, the driveshaft becomes shorter and operates at a steeper angle, causing the slip yoke to barely engage with the internal splines. This leads to vibrations that many owners try to mask with transfer case drops, but that&#39;s only a band-aid. An SYE kit replaces the stock slip yoke with a fixed output flange, effectively shortening the transfer case and allowing the use of a much longer CV driveshaft. The longer shaft operates at shallower angles, eliminating vibrations. For the popular NP231 transfer case, the installation is considered a “piece of cake” by many DIYers, requiring basic tools and about 3-7 hours. Even the NP242 benefits from heavy-duty SYE kits that increase output splines from 27 to 32 for added strength.</p>

<p>Choosing a CV Driveshaft</p>

<p>Once the SYE is installed, you need a matching CV driveshaft. Unlike the stock shaft, a CV (or double cardan) driveshaft has two u-joints working together at the transfer case end, allowing for much higher operating angles without binding. Brands like Adams Driveshaft and Ten Factory offer heavy-duty 1310 series CV shafts specifically for lifted XJs. Adams uses DOM tubing and either greaseable or solid non-greaseable Spicer u-joints, with extreme-duty versions rated for up to 38-inch tires. Ten Factory shafts are compatible with lifts up to 4 inches and come with a complete hardware set. Crucially, do not order a custom CV shaft until the SYE is physically installed on your vehicle—you will need to measure the exact running length between the transfer case yoke and the rear axle pinion to get the correct fit.</p>

<p>Proper Pinion Angle Setup</p>

<p>Installing the hardware is only half the battle. With an SYE and CV shaft, your rear axle pinion angle must be set differently than stock. For a CV driveshaft, the pinion should point directly at the transfer case output. In practice, you want the pinion yoke to be parallel to the driveshaft angle, with a slight 1-2 degree downward tilt to account for axle wrap when accelerating. If you have leaf spring perches that are not yet welded, wait until the full weight of the Jeep is on the suspension, install the new CV shaft, then rotate the pinion with a jack until it aligns perfectly with the driveshaft before welding. If your perches are already fixed, you will need angled shims (typically 4 to 6 degrees) to correct the geometry.</p>

<p><img src="https://ueeshop.ly200-cdn.com/u_file/UPAV/UPAV919/2012/products/22/70c9066d0f.jpg" alt="Jeep Cherokee XJ"/></p>

<p>One of the most overlooked connections in this entire process is between your newly smooth driveline and your <a href="https://www.morsunled.com/c/cherokee-xj-headlights-1984-2001_0031" rel="nofollow">Jeep Cherokee XJ headlights</a>. It seems unrelated, but hear this: a lifted XJ that sits higher in the rear than the front—common after an SYE conversion if you don&#39;t correct the stance—throws your headlight beam angle into the trees or directly at oncoming windshields. More importantly, forum veterans have long warned that upgrading the electrical system is essential when modifying an XJ. The factory headlight wiring lacks relays, and if you install higher-powered bulbs without a relay harness, you risk burning out the expensive and hard-to-replace headlight switch. An aftermarket wiring loom with relays draws power directly from the battery, reducing the load on your switch and delivering full voltage to the bulbs. This makes your headlights dramatically brighter—an absolute necessity when you are testing out your new vibration-free driveshaft on dark, remote trails at night. Additionally, every time you modify the suspension (including an SYE install), you must re-aim your headlights. The change in ride height and stance alters the beam projection, and failing to adjust the housings creates a safety hazard for you and everyone else on the road.</p>

<p>The Bottom Line</p>

<p>Driving a lifted XJ without an SYE and CV shaft is a compromise at best. You are relying on a transfer case drop to reduce angles, which sacrifices ground clearance, or you are simply living with the vibration, which destroys u-joints and transfer case bearings over time. By installing an SYE and a custom CV driveshaft, you restore smooth operation, regain lost clearance, and build a driveline that will handle years of off-road abuse. Take your time with the installation, get those pinion angles perfect, and while you are under the hood, do your XJ a favor and upgrade the headlight wiring. You will finally be able to drive at highway speeds without the annoying hum, and you will actually see where you are going when the sun goes down.</p>
]]></content:encoded>
      <author>morsunled</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qbp6t5vu6d</guid>
      <pubDate>Thu, 07 May 2026 06:51:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/in-questi-ultimi-giorni-non-ho-voglia-di-scrivere-e-di-lasciare-segno</link>
      <description>&lt;![CDATA[In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno. Preferisco manipolare immagini. È così - lo so. Procedo nella vita e nelle cose che faccio come certi organismi primitivi che seguono le macchie di luce, poi le abbandonano, ne trovano altre, si scindono, eccetera. Quello che distingue un diario pubblico da uno privato è la rimozione della vergogna. Le cose più vergognose e meschine non emergono, restano là sotto come ombre scure sul fondo del lago. D&#39;altronde tirare fuori le cose più grosse nere e limacciose, metterle per scritto, formalizzarle, non le ha mai disinnescate. Comunque se vogliono farti precipitare nel loro abisso, lo fanno. &#xA;&#xA;Questa sera sono andato nel centro storico, ero preda di una voglia irrazionale di patatine fritte e volevo fingere per qualche ora di non vivere nella Valbisagno. Non è stata una delle migliori idee della mia vita, ma - facendo una rapida classifica - nemmeno una delle peggiori, diciamo metà posizione. Le patatine del supermercato erano unte come lo è la carta marrone su cui fai gocciolare il fritto e il gusto anche era simile. Ho guardato se qualche chiesa fosse stata aperta per qualche concerto sacro, ma non ho trovato niente e sono andato all&#39;isola delle chiatte a leggere. &#xA;&#xA;Girare da solo senza scopo è una cosa che ormai mi capita raramente, ma il corpo non è più quello di una volta, ero stanco, e per girare da soli è meglio l&#39;inverno più freddo, il tutto ha un&#39;aria più romantica e bohemien. Il centro storico era il solito framework di gente che ti attraversa la strada con l&#39;espressione di volerti uccidere, negozietti di alimentari con una donna con il burka all&#39;ingresso che scrolla un cellulare, microspacci di tecnologia &amp; incenso con un ragazzo indiano o pakistano che si guarda attorno senza sapere bene perché sia lì e - soprattutto - pericolosi gruppetti di alpini che camminano con lo sguardo a volte famelico a volte un po&#39; lucido. &#xA;&#xA;Io passo in mezzo a tutto, ricordo cose che mi sono successe, passo davanti a un locale dove avevo letto poesie in pubblico per la prima volta - uh - ventisette anni fa. Guardo questi pezzi di Genova tenuti assieme da quello che mi ricordo di loro. Arrivo all&#39;isola delle chiatte, mi siedo su una panchina, mi godo il dondolio leggero, il rumore delle corde che si tendono e rilasciano, tiro fuori il mio romanzo e inizio a leggere. Non lo tiro fuori dalla tasca, ma dallo zaino, mi sono portato lo zaino solo per portare con me il romanzo perché pesa una tonnellata.&#xA;&#xA;Leggere è problematico, sia perché il romanzo è impegnativo, sia perché ogni tanto arrivano persone all&#39;isola delle chiatte che hanno questa idea di mettersi a parlare, e io che posso fare? Fingo di leggere e ascolto. La faccio breve, arrivano questi tre ragazzi, due ragazze e un ragazzo che stanno parlando di un film di Dario Argento, Opera mi pare, e il ragazzo fa un po&#39; il magnifico, si raccontano un po&#39; di scene, il proiettile, la scena del proiettile è incredibile dicono, parlano della musica e io lì mi distraggo, cioè, mi metto a leggere il romanzo sul serio, quindi mi distraggo dall&#39;essere distratto da loro e quando riprendo ad ascoltarli la ragazza sta dicendo che ora vuole rifarlo tutto.&#xA;&#xA;E il ragazzo le chiede, &#34;ma tutto dall&#39;inizio?&#34; e lei risponde di sì, allora lui, che sempre vuole fare il magnifico, dice allora &#34;parti da Fuoco Cammina con Me, così si sa già chi è l&#39;assassino&#34; e la ragazza risponde che sì, pensa di fare così. Io giro appena la testa per guardarli con la coda dell&#39;occhio mentre si allontanano. Avranno una trentina di anni meno di me. Occhio e croce.&#xA;&#xA;Ecco, pensare che tre ragazzi di quell&#39;età vadano in giro a parlare di cinema, che pianifichino di vedersi tutte le tre stagioni di Twin Peaks, con tanto di prequel, Twin Peaks che quando è uscito non erano manco nati, e che parlino di queste cose con quell&#39;entusiasmo sbruffoncello e mitico che si ha a quell&#39;età, ecco, mi ha un po&#39; commosso. Un po&#39;. Ho pensato che avere entusiasmo cieco e irragionevole è una benedizione che va tenuta accesa il più possibile. Va riconosciuta come una proprietà per chi è ragazzo e può ancora gestirla e pensarla come una cosa che c&#39;è sempre stata e che non finirà mai.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni non ho voglia di scrivere e di lasciare segno. Preferisco manipolare immagini. È così – lo so. Procedo nella vita e nelle cose che faccio come certi organismi primitivi che seguono le macchie di luce, poi le abbandonano, ne trovano altre, si scindono, eccetera. Quello che distingue un diario pubblico da uno privato è la rimozione della vergogna. Le cose più vergognose e meschine non emergono, restano là sotto come ombre scure sul fondo del lago. D&#39;altronde tirare fuori le cose più grosse nere e limacciose, metterle per scritto, formalizzarle, non le ha mai disinnescate. Comunque se vogliono farti precipitare nel loro abisso, lo fanno.</p>

<p>Questa sera sono andato nel centro storico, ero preda di una voglia irrazionale di patatine fritte e volevo fingere per qualche ora di non vivere nella Valbisagno. Non è stata una delle migliori idee della mia vita, ma – facendo una rapida classifica – nemmeno una delle peggiori, diciamo metà posizione. Le patatine del supermercato erano unte come lo è la carta marrone su cui fai gocciolare il fritto e il gusto anche era simile. Ho guardato se qualche chiesa fosse stata aperta per qualche concerto sacro, ma non ho trovato niente e sono andato all&#39;isola delle chiatte a leggere.</p>

<p>Girare da solo senza scopo è una cosa che ormai mi capita raramente, ma il corpo non è più quello di una volta, ero stanco, e per girare da soli è meglio l&#39;inverno più freddo, il tutto ha un&#39;aria più romantica e bohemien. Il centro storico era il solito framework di gente che ti attraversa la strada con l&#39;espressione di volerti uccidere, negozietti di alimentari con una donna con il burka all&#39;ingresso che scrolla un cellulare, microspacci di tecnologia &amp; incenso con un ragazzo indiano o pakistano che si guarda attorno senza sapere bene perché sia lì e – soprattutto – pericolosi gruppetti di alpini che camminano con lo sguardo a volte famelico a volte un po&#39; lucido.</p>

<p>Io passo in mezzo a tutto, ricordo cose che mi sono successe, passo davanti a un locale dove avevo letto poesie in pubblico per la prima volta – uh – ventisette anni fa. Guardo questi pezzi di Genova tenuti assieme da quello che mi ricordo di loro. Arrivo all&#39;isola delle chiatte, mi siedo su una panchina, mi godo il dondolio leggero, il rumore delle corde che si tendono e rilasciano, tiro fuori il mio romanzo e inizio a leggere. Non lo tiro fuori dalla tasca, ma dallo zaino, mi sono portato lo zaino solo per portare con me il romanzo perché pesa una tonnellata.</p>

<p>Leggere è problematico, sia perché il romanzo è impegnativo, sia perché ogni tanto arrivano persone all&#39;isola delle chiatte che hanno questa idea di mettersi a parlare, e io che posso fare? Fingo di leggere e ascolto. La faccio breve, arrivano questi tre ragazzi, due ragazze e un ragazzo che stanno parlando di un film di Dario Argento, Opera mi pare, e il ragazzo fa un po&#39; il magnifico, si raccontano un po&#39; di scene, il proiettile, la scena del proiettile è incredibile dicono, parlano della musica e io lì mi distraggo, cioè, mi metto a leggere il romanzo sul serio, quindi mi distraggo dall&#39;essere distratto da loro e quando riprendo ad ascoltarli la ragazza sta dicendo che ora vuole rifarlo tutto.</p>

<p>E il ragazzo le chiede, “ma tutto dall&#39;inizio?” e lei risponde di sì, allora lui, che sempre vuole fare il magnifico, dice allora “parti da Fuoco Cammina con Me, così si sa già chi è l&#39;assassino” e la ragazza risponde che sì, pensa di fare così. Io giro appena la testa per guardarli con la coda dell&#39;occhio mentre si allontanano. Avranno una trentina di anni meno di me. Occhio e croce.</p>

<p>Ecco, pensare che tre ragazzi di quell&#39;età vadano in giro a parlare di cinema, che pianifichino di vedersi tutte le tre stagioni di Twin Peaks, con tanto di prequel, Twin Peaks che quando è uscito non erano manco nati, e che parlino di queste cose con quell&#39;entusiasmo sbruffoncello e mitico che si ha a quell&#39;età, ecco, mi ha un po&#39; commosso. Un po&#39;. Ho pensato che avere entusiasmo cieco e irragionevole è una benedizione che va tenuta accesa il più possibile. Va riconosciuta come una proprietà per chi è ragazzo e può ancora gestirla e pensarla come una cosa che c&#39;è sempre stata e che non finirà mai.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/h7tacizr9q</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 22:29:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Torneranno le rondini. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/torneranno-le-rondini</link>
      <description>&lt;![CDATA[(222) &#xA;&#xA;(T76)&#xA;&#xA;Per me sono passati cinquant&#39;anni da una sera che non dimenticherò mai. &#xA;I ricordi non sempre sanno scindere la gioia dal dolore ed oggi, dopo tanto tempo, voglio pensare a quel giorno non con le mie parole, ma con quelle di un amico, &#34;Lobster&#34; (i nick non sempre li amo, ma servono.)&#xA;E&#39; un privilegio ospitare un suo scritto che mi ha fatto grande piacere riportarvi ed in cui ritrovo parole dette con il cuore, come a me non sempre capita. &#xA;Oggi mi piacerebbe che chi legge queste righe si sentisse Friulano. &#xA;Oggi siete tutti Friulani.&#xA;&#xA;Il primo ricordo adulto della mia vita è quello del sei Maggio 1976. &#xA;&#xA;Scoprivo che esisteva un posto che avrei amato da adulto, ma soprattutto scoprivo che si poteva morire in casa, da bambini, da vecchi, nel posto sicuro della vita. &#xA;Ricordo i nomi dei paesi, le facce dei bambini, le immagini di quella che sarebbe diventata la protezione civile che si organizzava in una macchina che che sarebbe stata rodata a casa mia. &#xA;&#xA;Imparai come erano fatti i paesi rasi al suolo, imparai Gemona. &#xA;Ero un bambino che si domandava come quei bambini si sentivano, se lo domandava in un mondo di adulti che commentavano da adulti che non sapevano ciò che sarebbe accaduto a loro 4 anni dopo. &#xA;&#xA;Quei due terremoti colpirono i più deboli, popolazioni rurali, dimenticate fino a quel momento. &#xA;&#xA;Che beffa essere dimenticati in vita e diventare celebri per un disastro. &#xA;&#xA;Torno bambino e guardo un video ora, di bambini che non quasi non parlano in italiano: quelle parole sono simili a quelle di tutti i bambini del mondo sottoposti ai terremoti, le carestie, le guerre.&#xA;&#xA;Ogni giorno è il sei Maggio 1976 perché c’è un bambino che si domanda davanti alla tv perché sia accaduto e uno che si sente in colpa per essersi salvato, ma che in fondo pensa a quando torneranno le rondini. &#xA;&#xA;Video: &#xA;https://youtu.be/ttizkMpQWa8?si=a4yhjMKnnzhqL9tu &#xA;&#xA;#Blog #Terremoto #TerremotoDelFriuli #FriuliVeneziaGiulia #Ricordi]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(222)</p>

<p><img src="https://images.messaggeroveneto.it/view/acePublic/alias/contentid/1qmwem6xpz59okpip7h/1/martedi-11-maggio-1976-jpg.webp" alt="(T76)"></p>

<p><strong>Per me sono passati cinquant&#39;anni da una sera che non dimenticherò mai.
I ricordi non sempre sanno scindere la gioia dal dolore ed oggi, dopo tanto tempo, voglio pensare a quel giorno non con le mie parole, ma con quelle di un amico, “Lobster” (i nick non sempre li amo, ma servono.)
E&#39; un privilegio ospitare un suo scritto che mi ha fatto grande piacere riportarvi ed in cui ritrovo parole dette con il cuore, come a me non sempre capita.
Oggi mi piacerebbe che chi legge queste righe si sentisse Friulano.
Oggi siete tutti Friulani.</strong></p>

<p>Il primo ricordo adulto della mia vita è quello del sei Maggio 1976.</p>

<p>Scoprivo che esisteva un posto che avrei amato da adulto, ma soprattutto scoprivo che si poteva morire in casa, da bambini, da vecchi, nel posto sicuro della vita.
Ricordo i nomi dei paesi, le facce dei bambini, le immagini di quella che sarebbe diventata la protezione civile che si organizzava in una macchina che che sarebbe stata rodata a casa mia.</p>

<p>Imparai come erano fatti i paesi rasi al suolo, imparai Gemona.
Ero un bambino che si domandava come quei bambini si sentivano, se lo domandava in un mondo di adulti che commentavano da adulti che non sapevano ciò che sarebbe accaduto a loro 4 anni dopo.</p>

<p>Quei due terremoti colpirono i più deboli, popolazioni rurali, dimenticate fino a quel momento.</p>

<p>Che beffa essere dimenticati in vita e diventare celebri per un disastro.</p>

<p>Torno bambino e guardo un video ora, di bambini che non quasi non parlano in italiano: quelle parole sono simili a quelle di tutti i bambini del mondo sottoposti ai terremoti, le carestie, le guerre.</p>

<p>Ogni giorno è il sei Maggio 1976 perché c’è un bambino che si domanda davanti alla tv perché sia accaduto e uno che si sente in colpa per essersi salvato, ma che in fondo pensa a quando torneranno le rondini.</p>

<p>Video:
<a href="https://youtu.be/ttizkMpQWa8?si=a4yhjMKnnzhqL9tu" rel="nofollow">https://youtu.be/ttizkMpQWa8?si=a4yhjMKnnzhqL9tu</a></p>

<p>#Blog #Terremoto #TerremotoDelFriuli #FriuliVeneziaGiulia #Ricordi</p>
]]></content:encoded>
      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/jvalq7kpx0</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 12:50:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>FELICE SERINO</title>
      <link>https://noblogo.org/norise/felice-serino-ym18</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;FELICE SERINO&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ALTRE PROSPETTIVE&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;1&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nell&#39;essenza del sogno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;come nuvole pigre i pensieri&#xD;&#xA;veleggiavano verso isole di spleen&#xD;&#xA;nell&#39;essenza del sogno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e lei tenerezza&#xD;&#xA;in sorrisi di rose&#xD;&#xA;ad aprirti il cuore nel passare&#xD;&#xA;-un arco nel cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(riveduta 13.2.26)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;2&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Parole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;fanno eco in una valle di silenzi&#xD;&#xA;parole non udite che in sogno&#xD;&#xA;scaturite dalla notte del sangue&#xD;&#xA;alla prim&#39;alba del mondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;16.2.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;3&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L&#39;amico barman 2&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;aveva fatto il barman&#xD;&#xA;sulle navi da crociera&#xD;&#xA;anni di mare e di volti sconosciuti&#xD;&#xA;poi la terraferma lo aveva ripreso&#xD;&#xA;insieme all’età che avanzava&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;bastava un pomeriggio qualunque&#xD;&#xA;e ci si ritrovava seduti in un bar&#xD;&#xA;per un bicchiere condiviso&#xD;&#xA;lui che raccontava storie di mare&#xD;&#xA;e io che lo ascoltavo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quando lo accompagnavo a casa&#xD;&#xA;mi prendeva sottobraccio&#xD;&#xA;e sulle strisce diventava un’altra persona:&#xD;&#xA;si metteva a inveire contro le auto&#xD;&#xA;come se il mondo intero&#xD;&#xA;dovesse rallentare per lui&#xD;&#xA;e agitava il bastone in aria&#xD;&#xA;come fosse ancora sul ponte&#xD;&#xA;a impartire ordini al vento -&#xD;&#xA;io ridevo sotto i baffi&#xD;&#xA;ma c’era in lui una dignità ferita&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;poi arrivò la malattia&#xD;&#xA;entrambi capimmo subito&#xD;&#xA;che quella sarebbe stata l’ultima volta&#xD;&#xA;che andavo a trovarlo&#xD;&#xA;lui piangeva in silenzio&#xD;&#xA;con la fragilità di un bambino&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(variante estesa con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;22.2.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;4&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il guardiano del faro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;sembra toccare il cielo  &#xD;&#xA;attraverso la grande vetrata&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;gli fa visita il gabbiano  &#xD;&#xA;unico amico:  &#xD;&#xA;al crepuscolo - alla stessa ora &#xD;&#xA;nel becco l’argentea preda&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;l’uomo del faro non è  &#xD;&#xA;lo stravedere che il ragazzo aveva sognato  &#xD;&#xA;tra spume d’onde e uccelli marini.  &#xD;&#xA;altro è questo solitario &#xD;&#xA;che legge nel profondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;senza amici con cui chiacchierare:  &#xD;&#xA;una ferita — la perdita della compagna &#xD;&#xA;morta qualche anno prima al parto &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la sua Nina&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ora gli pare di vederla  &#xD;&#xA;tra le ombre della sera quando  &#xD;&#xA;si accendono le stelle&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(variante con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;5&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il nostromo &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;narrava dei suoi viaggi  &#xD;&#xA;— il mare a cullarne le memorie —  &#xD;&#xA;i porti toccati e lasciati:  &#xD;&#xA;Oslo Amsterdam &#xD;&#xA;taverne dove non mancavano  &#xD;&#xA;scazzottate come nei film.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quando il cielo era tempesta  &#xD;&#xA;e l&#39;onda alzava creste come mura  &#xD;&#xA;negli occhi gli si leggeva -raccontando-  &#xD;&#xA;che bastava un niente a morire&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;avvolti dal fumo  &#xD;&#xA;della sua pipa di schiuma  &#xD;&#xA;noi ragazzi ne eravamo rapiti —  &#xD;&#xA;ci passavano nello sguardo velieri lontani&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Jim il nostromo  — egli era  &#xD;&#xA;per il borgo natio:  &#xD;&#xA;occhi di cielo e cuore  &#xD;&#xA;grande come il mare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;così rimase — figura di vento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(variante con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;6&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Le torri di babele&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;spese folli in armamenti&#xD;&#xA;lo spreco e la fame&#xD;&#xA;(non è scena da film&#xD;&#xA;la bambina che corre sotto le bombe)&#xD;&#xA;la corsa dell&#39;ego &#xD;&#xA;all&#39;onnipotenza -&#xD;&#xA;l&#39;uomo impazzisce e non impara mai&#xD;&#xA;le torri di babele&#xD;&#xA;sono erette su sabbia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;24.2.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;7&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;La musa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;egli s&#39;inabissa nel profondo&#xD;&#xA;emerge &#xD;&#xA;con fonemi che hanno luce di sangue&#xD;&#xA;non sa che a sceglierli non è &#xD;&#xA;lui ma la musa che li desta&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;26.2.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;8&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Proiezioni&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;proiezioni del pensiero ci guidano  &#xD;&#xA;vaghiamo lenti tra realtà e sogno  &#xD;&#xA;noi isole - luce e memoria  &#xD;&#xA;onde che cantano i nostri nomi  &#xD;&#xA;anelli d&#39;una catena siamo&#xD;&#xA;mani che cercano oltre il mare  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(riveduta con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;9&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Agreste&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il puledro si rotola&#xD;&#xA;beato nell&#39;erba alta&#xD;&#xA;il sole a picco incendia finestre&#xD;&#xA;il vecchio seduto sull&#39;uscio&#xD;&#xA;manda volute di fumo nell&#39;aria ferma&#xD;&#xA;le cose sembrano librarsi&#xD;&#xA;in un silenzio sospeso&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;1.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;10&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Crans-Montana&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il rogo dei giovani corpi&#xD;&#xA;achille lauro veggente&#xD;&#xA;nella sua &#34;perdutamente&#34;&#xD;&#xA;-un colpo al cuore-&#xD;&#xA;per l&#39;incuria l&#39;ingordigia&#xD;&#xA;si paga un prezzo altissimo&#xD;&#xA;quando imparerà&#xD;&#xA;l&#39;uomo dai propri errori&#xD;&#xA;le madri piangono i figli&#xD;&#xA;incatenate a un destino crudele&#xD;&#xA;-inchiniamoci al loro dolore&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;3.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;11&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Come nei sogni&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un taglio il sangue sul foglio&#xD;&#xA;per il filo della carta&#xD;&#xA;comunione con la mano che scrive:&#xD;&#xA;come in sequenza onirica&#xD;&#xA;corpi che si attraversano&#xD;&#xA;e restano ombre sotto la pagina&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;6.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;12&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sospensione lucente&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;creiamo — senza volerlo —  &#xD;&#xA;un mondo fatto di piccole cose —&#xD;&#xA;il ronzio che segna il tempo —  la luce che non pesa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;sento che creando viviamo  &#xD;&#xA;di infinito: un filo sottile che ci tiene&#xD;&#xA;in questa sospensione lucente&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;10.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;13&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Stanze&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;le notti intrise di sogni  &#xD;&#xA;quando il nonsense veleggia lento  &#xD;&#xA;sulle ondivaghe acque dell&#39;inconscio &#xD;&#xA;mare di specchi -&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;segui come smarrito una cattedrale di stanze  &#xD;&#xA;una successione si dipana come un rosario di porte &#xD;&#xA;e tu ti perdi e ti ritrovi&#xD;&#xA;ti dissolvi in un caleidoscopio di memorie &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ogni porta spalanca un teatro di meraviglie:   &#xD;&#xA;e la realtà si piega &#xD;&#xA;fino a farsi sogno dentro il sogno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(riveduta con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;11.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;14&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L&#39;angelo ti addita&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dove finisce il mare&#xD;&#xA;dove il cielo - questo&#xD;&#xA;lambiccarsi -&#xD;&#xA;nella notte dell&#39;anima&#xD;&#xA;l&#39;angelo ti addita il sentiero&#xD;&#xA;che per fame dell&#39;io non vedi &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;mentre gira sul suo perno il mondo&#xD;&#xA;giunga il tuo sguardo&#xD;&#xA;alle molecole celesti&#xD;&#xA;sognando l&#39;otto orizzontale&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;14.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;15&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Un giorno senza tempo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quando stavo per &#34;andarmene&#34;&#xD;&#xA;sentii tirarmi per i piedi&#xD;&#xA;io nel sogno io sogno &#xD;&#xA;criptato&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un giorno senza tempo&#xD;&#xA;nella meridiana di sole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ero&#xD;&#xA;tra gli angeli e i morti&#xD;&#xA;con le mani piene di ombre  &#xD;&#xA;che non sapevano più come chiamarsi  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e il cielo&#xD;&#xA;mi restituiva il nome a pezzi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(riveduta con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;15.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;16&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sarà l&#39;ora&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal cuore degli operatori di pace&#xD;&#xA;si libra la colomba:&#xD;&#xA;nel sangue serba il grido inesausto&#xD;&#xA;dei cristi agli angoli delle strade&#xD;&#xA;sputati da impronunciabili epiteti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ma verrà l’ora&#xD;&#xA;in cui l’oro dei potenti&#xD;&#xA;diventerà ruggine&#xD;&#xA;e i regimi crolleranno&#xD;&#xA;sotto lo sguardo attento dei giusti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;24.3.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;17&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nell’ultimo sangue&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ora nell’ultimo sangue  &#xD;&#xA;c’è il vuoto delle braccia  &#xD;&#xA;ma ti immagino sull’amaca  &#xD;&#xA;i capelli sparsi come foglie  &#xD;&#xA;gli uccelli che ti raccontano il giorno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(variante con supporto IA)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;18&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nel sangue versato&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;nel sangue versato&#xD;&#xA;-a testimonianza-&#xD;&#xA;annegherà il male&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;non sarà sua l&#39;ultima parola&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;si ritirerà l&#39;artiglio&#xD;&#xA;che aveva lasciato ferite&#xD;&#xA;sulla carne del cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;1.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;19&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Oziare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;le mani in mano&#xD;&#xA;i piedi in mano perché no?&#xD;&#xA;un dito a esplorare tra le dita&#xD;&#xA;(l&#39;ozio è padre dei vizi)&#xD;&#xA;gingillarti così&#xD;&#xA;o al parco su una panchina&#xD;&#xA;il piccione che ti lascia un ricordo sulla giacca&#xD;&#xA;dici li mortacci&#xD;&#xA;mentre alzi gli occhi al cielo&#xD;&#xA;scongiurando la terza guerra mondiale&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;6.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;20&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Cosa aspettarsi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;cosa aspettarsi ancora&#xD;&#xA;se tutto è passato al tritacarne&#xD;&#xA;del già visto già vissuto&#xD;&#xA;tra pensieri azzurri e acque amare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;fatta tabula rasa&#xD;&#xA;il tempo gira all&#39;indietro&#xD;&#xA;gli anni ci cadono addosso&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;lasciamo &#xD;&#xA;gli scheletri nell&#39;armadio&#xD;&#xA;che il silenzio li consumi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;6.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;21&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Per sempre&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(ad un aspirante suicida)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;volevi liberarti &#xD;&#xA;dal carcere di carne&#xD;&#xA;saltando nel vuoto&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;non puoi uscire da te:&#xD;&#xA;sei &#34;per sempre&#34;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un giorno &#xD;&#xA;libero dai lacci&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;11.4.26 &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;22&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ondivagare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;l&#39;ondivagare del sogno&#xD;&#xA;farfalla di fumo -&#xD;&#xA;si disfa in cenere di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;14.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;23&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Dove sta andando il mondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dopo un bicchiere di troppo&#xD;&#xA;ti viene da piangere e&#xD;&#xA;ti chiudi in bagno per non farti vedere&#xD;&#xA;-ma dove sta andando il mondo&#xD;&#xA;le migliaia di morti ammazzati&#xD;&#xA;quintali di cibo nei rifiuti e&#xD;&#xA;bocche imploranti per fame&#xD;&#xA;nascono nuovi erodi&#xD;&#xA;si atrofizza la palpebra del sole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;14.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;24&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sei altro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;meglio l’attesa &#xD;&#xA;a dipanare e ritessere le ore  &#xD;&#xA;che l’appagamento senza brama:  &#xD;&#xA;il libro fresco di stampa tra le mani &#xD;&#xA;ora in un vortice di luce le parole  &#xD;&#xA;strappate all’anima si fanno ali &#xD;&#xA;vagano leggere  — non più tue ma del mondo  &#xD;&#xA;e tu resti altrove — come un nome perduto&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;25&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;memore della bella accoglienza&#xD;&#xA;me la trovo sul davanzale ogni mattina&#xD;&#xA;per “condividere” la colazione&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è d’un piumaggio lucido e vellutato&#xD;&#xA;l’ho chiamata “Nerina”&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;sempre puntuale&#xD;&#xA;precisa come un cronometro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quell’aria di libertà le invidio&#xD;&#xA;nei suoi volteggi quando&#xD;&#xA;con un fischio s’accomiata&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(riveduta 24-25.4.26)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L&#39;estro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quest&#39;allumare d&#39;anima&#xD;&#xA;ch&#39;è poesia&#xD;&#xA;questo adagiarti&#xD;&#xA;sulla spalliera d&#39;aria dell&#39;estro&#xD;&#xA;-musa o angelo&#xD;&#xA;che ti detta&#xD;&#xA;dalla volta delle stelle&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;29.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;27&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ostia di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il sole rosso&#xD;&#xA;ingoia l&#39;orizzonte&#xD;&#xA;ostia di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;30.4.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;28&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Un altro me&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;in questo scorcio di tempo che mi resta&#xD;&#xA;spio la mia figura nello specchio&#xD;&#xA;e sempre meno mi riconosco&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;intanto un altro &#xD;&#xA;me mi spia:&#xD;&#xA;il mio doppenganger&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;2.5.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;29&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il cielo era una pagina&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il cielo era una pagina&#xD;&#xA;una mano d&#39;aria tracciava lettere di luce&#xD;&#xA;-forse un nome tra le nuvole-&#xD;&#xA;le parole non restavano&#xD;&#xA;duravano il tempo di un respiro -&#xD;&#xA;ma in quel breve tratto lasciavano un segno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;3.5.26&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;30&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L&#39;Aleph&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;cerchiamo noi stessi&#xD;&#xA;nel segreto dello specchio&#xD;&#xA;a tu per tu col Sé&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;fatti per unificarci&#xD;&#xA;col Tutto: l&#39;Aleph&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;5.5.26&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>FELICE SERINO</p>

<p>ALTRE PROSPETTIVE</p>

<p>1</p>

<p>Nell&#39;essenza del sogno</p>

<p>come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell&#39;essenza del sogno</p>

<p>e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
-un arco nel cielo</p>

<p>(riveduta 13.2.26)</p>

<p>2</p>

<p>Parole</p>

<p>fanno eco in una valle di silenzi
parole non udite che in sogno
scaturite dalla notte del sangue
alla prim&#39;alba del mondo</p>

<p>16.2.26</p>

<p>3</p>

<p>L&#39;amico barman 2</p>

<p>aveva fatto il barman
sulle navi da crociera
anni di mare e di volti sconosciuti
poi la terraferma lo aveva ripreso
insieme all’età che avanzava</p>

<p>bastava un pomeriggio qualunque
e ci si ritrovava seduti in un bar
per un bicchiere condiviso
lui che raccontava storie di mare
e io che lo ascoltavo</p>

<p>quando lo accompagnavo a casa
mi prendeva sottobraccio
e sulle strisce diventava un’altra persona:
si metteva a inveire contro le auto
come se il mondo intero
dovesse rallentare per lui
e agitava il bastone in aria
come fosse ancora sul ponte
a impartire ordini al vento -
io ridevo sotto i baffi
ma c’era in lui una dignità ferita</p>

<p>poi arrivò la malattia
entrambi capimmo subito
che quella sarebbe stata l’ultima volta
che andavo a trovarlo
lui piangeva in silenzio
con la fragilità di un bambino</p>

<p>(variante estesa con supporto IA)</p>

<p>22.2.26</p>

<p>4</p>

<p>Il guardiano del faro</p>

<p>sembra toccare il cielo<br>
attraverso la grande vetrata</p>

<p>gli fa visita il gabbiano<br>
unico amico:<br>
al crepuscolo – alla stessa ora
nel becco l’argentea preda</p>

<p>l’uomo del faro non è<br>
lo stravedere che il ragazzo aveva sognato<br>
tra spume d’onde e uccelli marini.<br>
altro è questo solitario
che legge nel profondo</p>

<p>senza amici con cui chiacchierare:<br>
una ferita — la perdita della compagna
morta qualche anno prima al parto</p>

<p>la sua Nina</p>

<p>ora gli pare di vederla<br>
tra le ombre della sera quando<br>
si accendono le stelle</p>

<p>(variante con supporto IA)</p>

<p>5</p>

<p>Il nostromo</p>

<p>narrava dei suoi viaggi<br>
— il mare a cullarne le memorie —<br>
i porti toccati e lasciati:<br>
Oslo Amsterdam
taverne dove non mancavano<br>
scazzottate come nei film.</p>

<p>quando il cielo era tempesta<br>
e l&#39;onda alzava creste come mura<br>
negli occhi gli si leggeva -raccontando-<br>
che bastava un niente a morire</p>

<p>avvolti dal fumo<br>
della sua pipa di schiuma<br>
noi ragazzi ne eravamo rapiti —<br>
ci passavano nello sguardo velieri lontani</p>

<p>Jim il nostromo  — egli era<br>
per il borgo natio:<br>
occhi di cielo e cuore<br>
grande come il mare</p>

<p>così rimase — figura di vento</p>

<p>(variante con supporto IA)</p>

<p>6</p>

<p>Le torri di babele</p>

<p>spese folli in armamenti
lo spreco e la fame
(non è scena da film
la bambina che corre sotto le bombe)
la corsa dell&#39;ego
all&#39;onnipotenza -
l&#39;uomo impazzisce e non impara mai
le torri di babele
sono erette su sabbia</p>

<p>24.2.26</p>

<p>7</p>

<p>La musa</p>

<p>egli s&#39;inabissa nel profondo
emerge
con fonemi che hanno luce di sangue
non sa che a sceglierli non è
lui ma la musa che li desta</p>

<p>26.2.26</p>

<p>8</p>

<p>Proiezioni</p>

<p>proiezioni del pensiero ci guidano<br>
vaghiamo lenti tra realtà e sogno<br>
noi isole – luce e memoria<br>
onde che cantano i nostri nomi<br>
anelli d&#39;una catena siamo
mani che cercano oltre il mare</p>

<p>(riveduta con supporto IA)</p>

<p>9</p>

<p>Agreste</p>

<p>il puledro si rotola
beato nell&#39;erba alta
il sole a picco incendia finestre
il vecchio seduto sull&#39;uscio
manda volute di fumo nell&#39;aria ferma
le cose sembrano librarsi
in un silenzio sospeso</p>

<p>1.3.26</p>

<p>10</p>

<p>Crans-Montana</p>

<p>il rogo dei giovani corpi
achille lauro veggente
nella sua “perdutamente”
-un colpo al cuore-
per l&#39;incuria l&#39;ingordigia
si paga un prezzo altissimo
quando imparerà
l&#39;uomo dai propri errori
le madri piangono i figli
incatenate a un destino crudele
-inchiniamoci al loro dolore</p>

<p>3.3.26</p>

<p>11</p>

<p>Come nei sogni</p>

<p>un taglio il sangue sul foglio
per il filo della carta
comunione con la mano che scrive:
come in sequenza onirica
corpi che si attraversano
e restano ombre sotto la pagina</p>

<p>6.3.26</p>

<p>12</p>

<p>Sospensione lucente</p>

<p>creiamo — senza volerlo —<br>
un mondo fatto di piccole cose —
il ronzio che segna il tempo —  la luce che non pesa</p>

<p>sento che creando viviamo<br>
di infinito: un filo sottile che ci tiene
in questa sospensione lucente</p>

<p>10.3.26</p>

<p>13</p>

<p>Stanze</p>

<p>le notti intrise di sogni<br>
quando il nonsense veleggia lento<br>
sulle ondivaghe acque dell&#39;inconscio
– mare di specchi -</p>

<p>segui come smarrito una cattedrale di stanze<br>
una successione si dipana come un rosario di porte
e tu ti perdi e ti ritrovi
ti dissolvi in un caleidoscopio di memorie</p>

<p>ogni porta spalanca un teatro di meraviglie:<br>
e la realtà si piega
fino a farsi sogno dentro il sogno</p>

<p>(riveduta con supporto IA)</p>

<p>11.3.26</p>

<p>14</p>

<p>L&#39;angelo ti addita</p>

<p>dove finisce il mare
dove il cielo – questo
lambiccarsi -
nella notte dell&#39;anima
l&#39;angelo ti addita il sentiero
che per fame dell&#39;io non vedi</p>

<p>mentre gira sul suo perno il mondo
giunga il tuo sguardo
alle molecole celesti
sognando l&#39;otto orizzontale</p>

<p>14.3.26</p>

<p>15</p>

<p>Un giorno senza tempo</p>

<p>quando stavo per “andarmene”
sentii tirarmi per i piedi
io nel sogno io sogno
criptato</p>

<p>un giorno senza tempo
nella meridiana di sole</p>

<p>ero
tra gli angeli e i morti
con le mani piene di ombre<br>
che non sapevano più come chiamarsi</p>

<p>e il cielo
mi restituiva il nome a pezzi</p>

<p>(riveduta con supporto IA)</p>

<p>15.3.26</p>

<p>16</p>

<p>Sarà l&#39;ora</p>

<p>dal cuore degli operatori di pace
si libra la colomba:
nel sangue serba il grido inesausto
dei cristi agli angoli delle strade
sputati da impronunciabili epiteti</p>

<p>ma verrà l’ora
in cui l’oro dei potenti
diventerà ruggine
e i regimi crolleranno
sotto lo sguardo attento dei giusti</p>

<p>24.3.26</p>

<p>17</p>

<p>Nell’ultimo sangue</p>

<p>ora nell’ultimo sangue<br>
c’è il vuoto delle braccia<br>
ma ti immagino sull’amaca<br>
i capelli sparsi come foglie<br>
gli uccelli che ti raccontano il giorno</p>

<p>(variante con supporto IA)</p>

<p>18</p>

<p>Nel sangue versato</p>

<p>nel sangue versato
-a testimonianza-
annegherà il male</p>

<p>non sarà sua l&#39;ultima parola</p>

<p>si ritirerà l&#39;artiglio
che aveva lasciato ferite
sulla carne del cielo</p>

<p>1.4.26</p>

<p>19</p>

<p>Oziare</p>

<p>le mani in mano
i piedi in mano perché no?
un dito a esplorare tra le dita
(l&#39;ozio è padre dei vizi)
gingillarti così
o al parco su una panchina
il piccione che ti lascia un ricordo sulla giacca
dici li mortacci
mentre alzi gli occhi al cielo
scongiurando la terza guerra mondiale</p>

<p>6.4.26</p>

<p>20</p>

<p>Cosa aspettarsi</p>

<p>cosa aspettarsi ancora
se tutto è passato al tritacarne
del già visto già vissuto
tra pensieri azzurri e acque amare</p>

<p>fatta tabula rasa
il tempo gira all&#39;indietro
gli anni ci cadono addosso</p>

<p>lasciamo
gli scheletri nell&#39;armadio
che il silenzio li consumi</p>

<p>6.4.26</p>

<p>21</p>

<p>Per sempre</p>

<p>(ad un aspirante suicida)</p>

<p>volevi liberarti
dal carcere di carne
saltando nel vuoto</p>

<p>non puoi uscire da te:
sei “per sempre”</p>

<p>un giorno
libero dai lacci</p>

<p>11.4.26</p>

<p>22</p>

<p>Ondivagare</p>

<p>l&#39;ondivagare del sogno
– farfalla di fumo -
si disfa in cenere di luce</p>

<p>14.4.26</p>

<p>23</p>

<p>Dove sta andando il mondo</p>

<p>dopo un bicchiere di troppo
ti viene da piangere e
ti chiudi in bagno per non farti vedere
-ma dove sta andando il mondo
le migliaia di morti ammazzati
quintali di cibo nei rifiuti e
bocche imploranti per fame
nascono nuovi erodi
si atrofizza la palpebra del sole</p>

<p>14.4.26</p>

<p>24</p>

<p>Sei altro</p>

<p>meglio l’attesa
a dipanare e ritessere le ore<br>
che l’appagamento senza brama:<br>
il libro fresco di stampa tra le mani
ora in un vortice di luce le parole<br>
strappate all’anima si fanno ali
vagano leggere  — non più tue ma del mondo<br>
e tu resti altrove — come un nome perduto</p>

<p>25</p>

<p>memore della bella accoglienza
me la trovo sul davanzale ogni mattina
per “condividere” la colazione</p>

<p>è d’un piumaggio lucido e vellutato
l’ho chiamata “Nerina”</p>

<p>sempre puntuale
precisa come un cronometro</p>

<p>quell’aria di libertà le invidio
nei suoi volteggi quando
con un fischio s’accomiata</p>

<p>(riveduta 24-25.4.26)</p>

<p>26</p>

<p>L&#39;estro</p>

<p>quest&#39;allumare d&#39;anima
ch&#39;è poesia
questo adagiarti
sulla spalliera d&#39;aria dell&#39;estro
-musa o angelo
che ti detta
dalla volta delle stelle</p>

<p>29.4.26</p>

<p>27</p>

<p>Ostia di luce</p>

<p>il sole rosso
ingoia l&#39;orizzonte
ostia di luce</p>

<p>30.4.26</p>

<p>28</p>

<p>Un altro me</p>

<p>in questo scorcio di tempo che mi resta
spio la mia figura nello specchio
e sempre meno mi riconosco</p>

<p>intanto un altro
me mi spia:
il mio doppenganger</p>

<p>2.5.26</p>

<p>29</p>

<p>Il cielo era una pagina</p>

<p>il cielo era una pagina
una mano d&#39;aria tracciava lettere di luce
-forse un nome tra le nuvole-
le parole non restavano
duravano il tempo di un respiro -
ma in quel breve tratto lasciavano un segno</p>

<p>3.5.26</p>

<p>30</p>

<p>L&#39;Aleph</p>

<p>cerchiamo noi stessi
nel segreto dello specchio
a tu per tu col Sé</p>

<p>fatti per unificarci
col Tutto: l&#39;Aleph</p>

<p>5.5.26</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/hxzuvx1tiu</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 11:43:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Poesia è</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/poesia-e-dkp9</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Poesia è &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la poesia è traduzione&#xD;&#xA;da una lingua sconosciuta&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è dall&#39; Origine -&#xD;&#xA;dal Verbo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è lettere storte sull&#39;acqua&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;poesia è del vento e della foglia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è il cuore delle stelle o la musica&#xD;&#xA;della pioggia sulle tegole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la fiamma che arde&#xD;&#xA;della nostalgia di Dio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;.&#xD;&#xA;Riconoscimento breve&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Bella poesia — essenziale, sensoriale, con un respiro spirituale che attraversa immagini concrete e metafisiche.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Temi principali&#xD;&#xA;Traduzione e mistero: la poesia come atto di decodifica da una lingua sconosciuta; l’idea che il linguaggio poetico venga da un’origine primordiale.  &#xD;&#xA;Natura e elementi: acqua, vento, foglia, pioggia, stelle, tegole: concretezza sensoriale che radica il sacro nel quotidiano.  &#xD;&#xA;Spiritualità e nostalgia: il verso finale convoglia una tensione religiosa o esistenziale — la “nostalgia di Dio” come fiamma che arde.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Immagini e figure retoriche&#xD;&#xA;Metafora centrale: “la poesia è traduzione” stabilisce subito la prospettiva epistemologica del testo.  &#xD;&#xA;Sintesi ossimorica: “lettere storte sull&#39;acqua” fonde scrittura e fluidità, fisso e instabile.  &#xD;&#xA;Sinestesie e suoni: “musica della pioggia sulle tegole” lavora sul suono e sul tatto visivo-uditivo; il lessico è semplice ma evocativo.  &#xD;&#xA;Anastrofe e sospensione: pause e trattini (Origine - / Verbo) creano solennità e scansione liturgica.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Forza e possibilità di affinamento&#xD;&#xA;Forza: chiarezza immaginativa; ritmo meditativo; finale potente e memorabile.  &#xD;&#xA;Piccola proposta: giocare con la punteggiatura per modulare il respiro (es. separare più nettamente immagini opposte o unire alcune per creare una corrente unica).  &#xD;&#xA;Variante lessicale possibile: sostituire un termine per sorprendere ancora di più (es. “cuore delle stelle” è forte ma noto; un aggettivo inatteso potrebbe accentuare lo stupore).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Titolo suggerito&#xD;&#xA;“Traduzione dall’Origine”  &#xD;&#xA;“Lettere sull’acqua”  &#xD;&#xA;“La nostalgia di Dio”&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese (sintetica)&#xD;&#xA;Poetry is translation  &#xD;&#xA;from an unknown tongue&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;it is from the Origin —  &#xD;&#xA;the Word&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;it is crooked letters on water&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;poetry is of wind and leaf&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;it is the heart of the stars or the music  &#xD;&#xA;of rain on roof tiles&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;the flame that burns  &#xD;&#xA;the nostalgia for God&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione rivista&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Poesia è traduzione  &#xD;&#xA;da una lingua che non ha nome&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;viene dall’Origine —  &#xD;&#xA;dal Verbo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è lettere storte sull’acqua&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;poesia è vento e foglia&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;è il cuore delle stelle, è la musica  &#xD;&#xA;della pioggia sulle tegole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la fiamma che arde:  &#xD;&#xA;nostalgia di Dio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Brevi note sulle scelte&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ho snellito alcune locuzioni per rendere il ritmo più immediato e il respiro dei versi più controllato.  &#xD;&#xA;Ho mantenuto le immagini principali (lingua sconosciuta, Origine/Verbo, lettere sull’acqua, elementi naturali, stelle, pioggia, nostalgia di Dio) modificando appena l’ordine delle pause e la punteggiatura per accentuare la solennità e la musicalità.  &#xD;&#xA;Piccole scelte lessicali (es. “che non ha nome”, “è la musica”) mirano a conservare lo stupore originale aggiungendo una punta di chiarezza senza appiattire il mistero.&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Poesia è</p>

<p>la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta</p>

<p>è dall&#39; Origine -
dal Verbo</p>

<p>è lettere storte sull&#39;acqua</p>

<p>poesia è del vento e della foglia</p>

<p>è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole</p>

<p>la fiamma che arde
della nostalgia di Dio</p>

<p>.</p>

<h3 id="riconoscimento-breve">Riconoscimento breve</h3>

<p>Bella poesia — essenziale, sensoriale, con un respiro spirituale che attraversa immagini concrete e metafisiche.</p>

<hr>

<h3 id="temi-principali">Temi principali</h3>
<ul><li><strong>Traduzione e mistero</strong>: la poesia come atto di decodifica da una lingua sconosciuta; l’idea che il linguaggio poetico venga da un’origine primordiale.<br></li>
<li><strong>Natura e elementi</strong>: acqua, vento, foglia, pioggia, stelle, tegole: concretezza sensoriale che radica il sacro nel quotidiano.<br></li>
<li><strong>Spiritualità e nostalgia</strong>: il verso finale convoglia una tensione religiosa o esistenziale — la “nostalgia di Dio” come fiamma che arde.</li></ul>

<hr>

<h3 id="immagini-e-figure-retoriche">Immagini e figure retoriche</h3>
<ul><li><strong>Metafora centrale</strong>: “la poesia è traduzione” stabilisce subito la prospettiva epistemologica del testo.<br></li>
<li><strong>Sintesi ossimorica</strong>: “lettere storte sull&#39;acqua” fonde scrittura e fluidità, fisso e instabile.<br></li>
<li><strong>Sinestesie e suoni</strong>: “musica della pioggia sulle tegole” lavora sul suono e sul tatto visivo-uditivo; il lessico è semplice ma evocativo.<br></li>
<li><strong>Anastrofe e sospensione</strong>: pause e trattini (Origine – / Verbo) creano solennità e scansione liturgica.</li></ul>

<hr>

<h3 id="forza-e-possibilità-di-affinamento">Forza e possibilità di affinamento</h3>
<ul><li>Forza: chiarezza immaginativa; ritmo meditativo; finale potente e memorabile.<br></li>
<li>Piccola proposta: giocare con la punteggiatura per modulare il respiro (es. separare più nettamente immagini opposte o unire alcune per creare una corrente unica).<br></li>
<li>Variante lessicale possibile: sostituire un termine per sorprendere ancora di più (es. “cuore delle stelle” è forte ma noto; un aggettivo inatteso potrebbe accentuare lo stupore).</li></ul>

<hr>

<h3 id="titolo-suggerito">Titolo suggerito</h3>
<ul><li>“Traduzione dall’Origine”<br></li>
<li>“Lettere sull’acqua”<br></li>
<li>“La nostalgia di Dio”</li></ul>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese-sintetica">Traduzione in inglese (sintetica)</h3>

<p>Poetry is translation<br>
from an unknown tongue</p>

<p>it is from the Origin —<br>
the Word</p>

<p>it is crooked letters on water</p>

<p>poetry is of wind and leaf</p>

<p>it is the heart of the stars or the music<br>
of rain on roof tiles</p>

<p>the flame that burns<br>
the nostalgia for God</p>

<hr>

<h3 id="versione-rivista">Versione rivista</h3>

<p>Poesia è traduzione<br>
da una lingua che non ha nome</p>

<p>viene dall’Origine —<br>
dal Verbo</p>

<p>è lettere storte sull’acqua</p>

<p>poesia è vento e foglia</p>

<p>è il cuore delle stelle, è la musica<br>
della pioggia sulle tegole</p>

<p>la fiamma che arde:<br>
nostalgia di Dio</p>

<hr>

<h3 id="brevi-note-sulle-scelte">Brevi note sulle scelte</h3>
<ul><li>Ho snellito alcune locuzioni per rendere il ritmo più immediato e il respiro dei versi più controllato.<br></li>
<li>Ho mantenuto le immagini principali (lingua sconosciuta, Origine/Verbo, lettere sull’acqua, elementi naturali, stelle, pioggia, nostalgia di Dio) modificando appena l’ordine delle pause e la punteggiatura per accentuare la solennità e la musicalità.<br></li>
<li>Piccole scelte lessicali (es. “che non ha nome”, “è la musica”) mirano a conservare lo stupore originale aggiungendo una punta di chiarezza senza appiattire il mistero.</li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8x6w6qw79n</guid>
      <pubDate>Wed, 06 May 2026 07:55:45 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I-CAN, lottare contro la &#39;Ndrangheta si può, anche in America Latina</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/i-can-lottare-contro-la-ndrangheta-si-puo-anche-in-america-latina</link>
      <description>&lt;![CDATA[I-CAN, lottare contro la &#39;Ndrangheta si può, anche in America Latina&#xA;&#xA;Dal 27 al 29 aprile si è svolto a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla italiana Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. L&#39;incontro mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi partecipanti al progetto I-CAN e a raccogliere intelligence sull&#39;espansione della ‘Ndrangheta nel continente.&#xA;&#xA;I lavori, introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina, Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, hanno visto la partecipazione di investigatori italiani delle Forze di Polizia, dell&#39;Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Presenti anche 35 agenti di 12 Paesi del continente (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti con l&#39;FBI e Uruguay).&#xA;&#xA;Il gruppo ha analizzato le possibili connessioni operative e logistiche tra la ‘Ndrangheta e oltre 30 organizzazioni criminali locali e straniere attive in America Latina, tra cui il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano e il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano. Esaminato anche l&#39;impiego di modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio, anche digitale, attraverso il dark web, le criptovalute e l&#39;intelligenza artificiale.&#xA;&#xA;Le autorità della Polizia Federale Argentina e i responsabili dei programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 hanno riconosciuto la validità e i progressi del progetto I-CAN, definendolo un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che in America Latina opera come una vera e propria &#34;holding criminale&#34;. I risultati confermano la forte accelerazione operativa guidata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Raffaele Grassi, e testimoniano il ruolo della ‘Ndrangheta come broker mondiale del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati arrestati 4 ‘ndranghetisti, di cui 3 in Colombia e uno in Costa Rica.&#xA;&#xA;Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, sottolineano l&#39;importanza di sensibilizzare le diverse forze di polizia mondiali sul &#34;fenomeno ‘Ndrangheta&#34;. Il progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) conta oggi 25 Paesi e circa 2.500 investigatori formati. Sono stati arrestati 176 ‘ndranghetisti in oltre 30 Paesi nel mondo, di cui 68 latitanti; 73 arresti sono stati effettuati dall&#39;inizio del 2025 a oggi. Dal 2020 ad oggi, 21 ‘ndranghetisti sono stati arrestati in America, inclusi 18 latitanti.&#xA;&#xA;Per saperne di più:&#xA;https://www.interpol.int/Crimes/Organized-crime/Projects/INTERPOL-Cooperation-against-Ndrangheta-I-CAN-Phase-2&#xA;&#xA;#ndrangheta #ican]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="i-can-lottare-contro-la-ndrangheta-si-può-anche-in-america-latina">I-CAN, lottare contro la &#39;Ndrangheta si può, anche in America Latina</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/wk2GZYDjF4Hs5yn/preview" alt=""></p>

<p>Dal 27 al 29 aprile si è svolto a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla italiana Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. L&#39;incontro mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi partecipanti al progetto I-CAN e a raccogliere intelligence sull&#39;espansione della ‘Ndrangheta nel continente.</p>

<p>I lavori, introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina, Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, hanno visto la partecipazione di investigatori italiani delle Forze di Polizia, dell&#39;Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Presenti anche 35 agenti di 12 Paesi del continente (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti con l&#39;FBI e Uruguay).</p>

<p>Il gruppo ha analizzato le possibili connessioni operative e logistiche tra la ‘Ndrangheta e oltre 30 organizzazioni criminali locali e straniere attive in America Latina, tra cui il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano e il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano. Esaminato anche l&#39;impiego di modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio, anche digitale, attraverso il dark web, le criptovalute e l&#39;intelligenza artificiale.</p>

<p>Le autorità della Polizia Federale Argentina e i responsabili dei programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 hanno riconosciuto la validità e i progressi del progetto I-CAN, definendolo un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che in America Latina opera come una vera e propria “holding criminale”. I risultati confermano la forte accelerazione operativa guidata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Raffaele Grassi, e testimoniano il ruolo della ‘Ndrangheta come broker mondiale del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati arrestati 4 ‘ndranghetisti, di cui 3 in Colombia e uno in Costa Rica.</p>

<p>Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, sottolineano l&#39;importanza di sensibilizzare le diverse forze di polizia mondiali sul “fenomeno ‘Ndrangheta”. Il progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) conta oggi 25 Paesi e circa 2.500 investigatori formati. Sono stati arrestati 176 ‘ndranghetisti in oltre 30 Paesi nel mondo, di cui 68 latitanti; 73 arresti sono stati effettuati dall&#39;inizio del 2025 a oggi. Dal 2020 ad oggi, 21 ‘ndranghetisti sono stati arrestati in America, inclusi 18 latitanti.</p>

<p>Per saperne di più:
<a href="https://www.interpol.int/Crimes/Organized-crime/Projects/INTERPOL-Cooperation-against-Ndrangheta-I-CAN-Phase-2" rel="nofollow">https://www.interpol.int/Crimes/Organized-crime/Projects/INTERPOL-Cooperation-against-Ndrangheta-I-CAN-Phase-2</a></p>

<p>#ndrangheta #ican</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3dr66rgcv1</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:29:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[09]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/09</link>
      <description>&lt;![CDATA[[09]&#xA;&#xA;a seguire] battùte di materia lavorata dal meteore vista dalla terra sembra [nelle parti australi le case se] messe intorno se vanno al recupero dati  -o] della classe bebop expò cricot con] scasso recesso posto auto [autori per ordine in strauss ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[09]</p>

<p>a seguire] battùte di materia lavorata dal meteore vista dalla terra sembra [nelle parti australi le case se] messe intorno se vanno al recupero dati  -o] della classe bebop expò cricot con] scasso recesso posto auto [autori per ordine in strauss</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6arn1ibx54</guid>
      <pubDate>Tue, 05 May 2026 01:23:35 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/giornate-della-sicurezza-stradale-roadpol-2026-a-settembre-pedoni-al-centro</link>
      <description>&lt;![CDATA[Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell&#39;attenzione&#xA;&#xA;ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.&#xA;&#xA;Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).&#xA;&#xA;L&#39;attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l&#39;utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l&#39;organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell&#39;ordine internazionali per una cooperazione efficace.&#xA;&#xA;Dal 16 al 22 settembre 2026, l&#39;attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.&#xA;&#xA;La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.&#xA;&#xA;Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:&#xA;&#xA;Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza.&#xA;&#xA;Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare zone a 30 km/h (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l&#39;illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e separare i flussi pedonali da quelli veicolari.&#xA;&#xA;Vision Zero: l&#39;obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l&#39;unico modo per raggiungere questo traguardo.&#xA;&#xA;Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.&#xA;&#xA;#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="giornate-della-sicurezza-stradale-roadpol-2026-a-settembre-pedoni-al-centro-dell-attenzione">Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell&#39;attenzione</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/bf2dAbnEZBjaTwH/preview" alt=""></p>

<p>#ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.</p>

<p>Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).</p>

<p>L&#39;attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l&#39;utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l&#39;organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell&#39;ordine internazionali per una cooperazione efficace.</p>

<p><em>Dal 16 al 22 settembre 2026, l&#39;attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni</em> durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.</p>

<p>La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, <em>i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali</em>. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, <em>i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione</em>, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.</p>

<p>Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:</p>
<ul><li><p>Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; <em>anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza</em>.</p></li>

<li><p>Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare <em>zone a 30 km/h</em> (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l&#39;illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e <em>separare i flussi pedonali da quelli veicolari</em>.</p></li>

<li><p>Vision Zero: l&#39;obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l&#39;unico modo per raggiungere questo traguardo.</p></li></ul>

<p>Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.</p>

<p>#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/tzt6gbbg30</guid>
      <pubDate>Mon, 04 May 2026 16:15:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>📒Dal mio diario...</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/dal-mio-diario-v1ml</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Dal mio diario...&#xA;&#xA;Un pomeriggio tutto per me!&#xA;&#xA;Senza esagerare, mi son concessa un pomeriggio senza colori, pennelli, trulli, polveri varie e musica neomelodica in sottofondo! &#xA;Fuori c&#39;è un timido sole, ma anche un vento fastidioso, perciò pur volendo stare ore ed ore sull&#39;amaca, tra i miei ulivi, mi son ritagliata minuti, attimi e son contenta così!&#xA;Ed era giusto anche per me dedicarmi delle attenzioni, ma non di tipo materiale, semplicemente scrivendo e raccontando un po&#39; di me! &#xA;In realtà ho un amico, di penna, anzi di tastiera, con cui ci raccontiamo, e soprattutto io mi affido e confido! Però a volte , come oggi, voglio semplicemente, scrivere un po&#39; più semplicemente, senza badare troppo alle parole...e si perché spesso le parole son cattive, si lasciano influenzare dal momento, dal tempo e possono essere poco chiare o non capite! Ho ripensato, e altra cosa terribile che ho fatto in qsti giorni e scrivere e confidarmi e chiedere consiglio all&#39; Intelligenza Artificiale! Ho iniziato per gioco, volevo capire come capire, che gioco di parole, se alcune cose che leggevo, post, ecc. fossero frutto di questo aiutino! E si perché pare io sia ancora abbastanza ingenua e poco informata in materia! Risultato? E sì, è proprio così, è normale che spesso ci si faccia aiutare da questa intelligenza, certo, fa parte dell&#39;era moderna, del progresso, ma io e lei non andremo troppo d&#39;accordo? E sai perché!!? Non  comprendo, non mi interessa la perfezione, ma soprattutto all&#39;ordine, allo scriver bene, in modo corretto, preferisco ancora il cuore, i miei pensieri, le mie emozioni,.la mia quotidianità, e son anche consapevole che non interessa a nessuno, ma a me va bene così! Sono me stessa ho dato libero sfogo alla Martina, a cui piace scrivere, raccontare, confrontarsi! Stamattina ho ricevuto, consapevolmente una piccola delusione, per colpa della mia empatia, entro in connessione involontaria con chi ho di fronte, ma spesso anzi sempre , questa mia empatia diventa un problema non solo per me ma anche x chi mi è accanto! A volte mi piacerebbe ascoltare, essere considerata una persona degna di fiducia, cui affidare pensieri, emozioni, o semplicemente confrontarsi..non sono così insolente o  importante o tale da dispensare consigli o conforto, assolutamente no! Però vero è che spesso si manca di rispetto nei miei confronti, nel mio modo di essere , io accetto, comprendo e mi faccio indietro quando necessario, ma altri no, mi affondano con poco, una parola generica ,un confronto con il momento...e la totale indifferenza! Ho capito che a sbagliare sono io, che non interessa a nessuno nella mia vita reale, figuriamoci nel virtuale, salvo rare eccezioni; che io parli e racconti delle mie esperienze, della mia malattia, è brutto parlarne, certo altri argomenti sono meglio , più gestibili, più criticabili, parlare di ...e non lo nomino nemmeno per delicatezza e rispetto per chi come me , o anche peggio, sta vivendo tale situazione, perché caro Fabio, non è un bollettino medico, interessarsi a qualcuno , voler dare conforto, certo a chi ne è capace, lo faccia, che di sicuro fa bene a chi da e a chi riceve...Se tempo fa c&#39;è chi mi ha negato un abbraccio in un momento di difficoltà, oggi ancora di più non ho paura a chiederne, e se potessi li darei anche! No, oggi tutto ha più valore, piccoli gesti, saluti, attenzioni che possono sembrare stupide e banali,  cerco di cogliere l&#39;attimo, di godermi ogni alba, ogni tramonto, ogni respiro e ogni luna! Sarò malata, folle e diversamente normale, sono una pecorella nera, smarrita più volte, che si distingue , seppur non per bellezza o importanza o ricchezza, semplicemente per la sua umiltà, le sue passioni, i suoi amori, la sua vita, su figlio, valori ben radicati.&#xA;E si non sarò mai nessuno, rimarrò povera, sempre in lotta, dedita a scalare la sua vetta, ma voglio ancora credere in me, nella mia lealtà, nelle mie capacità e continuare a vivere così come ho sempre fatto, senza dover chiedere nulla, senza dovermi svendere o arrendere; e se qualche giorno il sole tarderà a sorgere, o la luna a farsi abbracciare, sarò in grado di illuminare ugualmente il mio cammino, ognuno può avere dentro di sé, tutto ciò di cui si ha bisogno, basta crederci e volerlo, lo so, son solo parole ed io dovrei fare seguire i fatti ad esse, ma ci provo ogni giorno, ogni volta che mi metto in discussione, ogni volta che cado e mi rialzo, e sempre da quando mi son dovuta riscoprire , reinventarmi e darmi la possibilità di continuare ad essere me stessa, diversamente, con calma, concedendomi tempo e  pazienza, forza e coraggio!  Va bene così mi sono raccontata, seppur ad uno schermo e non realmente sul mio diario cartaceo, ma riesco a riconoscere ciò che ho pensato, scritto senza dover ricorrere ad aiuti , sono così e pur sbagliando, pur risultando antica e noiosa, sicuramente sono io e sono vera....✨&#xA;&#xA;IMG-20260503-075550.jpg]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Dal mio diario...</p>

<p>Un pomeriggio tutto per me!</p>

<p>Senza esagerare, mi son concessa un pomeriggio senza colori, pennelli, trulli, polveri varie e musica neomelodica in sottofondo!
Fuori c&#39;è un timido sole, ma anche un vento fastidioso, perciò pur volendo stare ore ed ore sull&#39;amaca, tra i miei ulivi, mi son ritagliata minuti, attimi e son contenta così!
Ed era giusto anche per me dedicarmi delle attenzioni, ma non di tipo materiale, semplicemente scrivendo e raccontando un po&#39; di me!
In realtà ho un amico, di penna, anzi di tastiera, con cui ci raccontiamo, e soprattutto io mi affido e confido! Però a volte , come oggi, voglio semplicemente, scrivere un po&#39; più semplicemente, senza badare troppo alle parole...e si perché spesso le parole son cattive, si lasciano influenzare dal momento, dal tempo e possono essere poco chiare o non capite! Ho ripensato, e altra cosa terribile che ho fatto in qsti giorni e scrivere e confidarmi e chiedere consiglio all&#39; Intelligenza Artificiale! Ho iniziato per gioco, volevo capire come capire, che gioco di parole, se alcune cose che leggevo, post, ecc. fossero frutto di questo aiutino! E si perché pare io sia ancora abbastanza ingenua e poco informata in materia! Risultato? E sì, è proprio così, è normale che spesso ci si faccia aiutare da questa intelligenza, certo, fa parte dell&#39;era moderna, del progresso, ma io e lei non andremo troppo d&#39;accordo? E sai perché!!? Non  comprendo, non mi interessa la perfezione, ma soprattutto all&#39;ordine, allo scriver bene, in modo corretto, preferisco ancora il cuore, i miei pensieri, le mie emozioni,.la mia quotidianità, e son anche consapevole che non interessa a nessuno, ma a me va bene così! Sono me stessa ho dato libero sfogo alla Martina, a cui piace scrivere, raccontare, confrontarsi! Stamattina ho ricevuto, consapevolmente una piccola delusione, per colpa della mia empatia, entro in connessione involontaria con chi ho di fronte, ma spesso anzi sempre , questa mia empatia diventa un problema non solo per me ma anche x chi mi è accanto! A volte mi piacerebbe ascoltare, essere considerata una persona degna di fiducia, cui affidare pensieri, emozioni, o semplicemente confrontarsi..non sono così insolente o  importante o tale da dispensare consigli o conforto, assolutamente no! Però vero è che spesso si manca di rispetto nei miei confronti, nel mio modo di essere , io accetto, comprendo e mi faccio indietro quando necessario, ma altri no, mi affondano con poco, una parola generica ,un confronto con il momento...e la totale indifferenza! Ho capito che a sbagliare sono io, che non interessa a nessuno nella mia vita reale, figuriamoci nel virtuale, salvo rare eccezioni; che io parli e racconti delle mie esperienze, della mia malattia, è brutto parlarne, certo altri argomenti sono meglio , più gestibili, più criticabili, parlare di ...e non lo nomino nemmeno per delicatezza e rispetto per chi come me , o anche peggio, sta vivendo tale situazione, perché caro Fabio, non è un bollettino medico, interessarsi a qualcuno , voler dare conforto, certo a chi ne è capace, lo faccia, che di sicuro fa bene a chi da e a chi riceve...Se tempo fa c&#39;è chi mi ha negato un abbraccio in un momento di difficoltà, oggi ancora di più non ho paura a chiederne, e se potessi li darei anche! No, oggi tutto ha più valore, piccoli gesti, saluti, attenzioni che possono sembrare stupide e banali,  cerco di cogliere l&#39;attimo, di godermi ogni alba, ogni tramonto, ogni respiro e ogni luna! Sarò malata, folle e diversamente normale, sono una pecorella nera, smarrita più volte, che si distingue , seppur non per bellezza o importanza o ricchezza, semplicemente per la sua umiltà, le sue passioni, i suoi amori, la sua vita, su figlio, valori ben radicati.
E si non sarò mai nessuno, rimarrò povera, sempre in lotta, dedita a scalare la sua vetta, ma voglio ancora credere in me, nella mia lealtà, nelle mie capacità e continuare a vivere così come ho sempre fatto, senza dover chiedere nulla, senza dovermi svendere o arrendere; e se qualche giorno il sole tarderà a sorgere, o la luna a farsi abbracciare, sarò in grado di illuminare ugualmente il mio cammino, ognuno può avere dentro di sé, tutto ciò di cui si ha bisogno, basta crederci e volerlo, lo so, son solo parole ed io dovrei fare seguire i fatti ad esse, ma ci provo ogni giorno, ogni volta che mi metto in discussione, ogni volta che cado e mi rialzo, e sempre da quando mi son dovuta riscoprire , reinventarmi e darmi la possibilità di continuare ad essere me stessa, diversamente, con calma, concedendomi tempo e  pazienza, forza e coraggio!  Va bene così mi sono raccontata, seppur ad uno schermo e non realmente sul mio diario cartaceo, ma riesco a riconoscere ciò che ho pensato, scritto senza dover ricorrere ad aiuti , sono così e pur sbagliando, pur risultando antica e noiosa, sicuramente sono io e sono vera....✨</p>

<p><a href="https://postimg.cc/vcCh49K1" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/sggN049J/IMG-20260503-075550.jpg" alt="IMG-20260503-075550.jpg"></a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/w4d0jhgu7w</guid>
      <pubDate>Sun, 03 May 2026 16:03:29 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Monti Trebulani.</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bmonti-trebulani</link>
      <description>&lt;![CDATA[bMonti Trebulani. Escursionista fotografa particolare e scopre antico dipinto longobardo/b  &#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s3264/IMG20260501095600.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s320/IMG20260501095600.jpg&#34;//a/divLa presenza di grotte intitolate al culto di San Michele negli anfratti e grotte carsiche dei monti Trebulani si inserisce in un periodo storico ben documentato: quello Longobardo  del VIII-IX secolo. In quei tempi il culto Micaelico in Campania era molto diffuso. La presenza di grotte dedicate a San Michele Arcangelo sui Monti Trebulani fu introdotto e diffuso massicciamente dai Longobardi tra il VII e il IX secolo. La &#34;Langobardia Minor&#34; (Campania, Sannio, Puglia settentrionale) era costellata di santuari micaelici rupestri. I Longobardi sceglievano le grotte &#xA;carsiche perché erano luoghi ideali per eremi e santuari. San Michele era il santo patrono dei Longobardi, simbolicamente, Michele era la &#34;guida delle anime&#34; (psicopompo) e il combattente contro il male, ancora di salvezza.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5aXTyVKKSasHldOw2UHQiHv12gBOos2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDHves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIKqpmLiwWyZurIKWU-XpfgciqTcJMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s1518/IMG20260501095456~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; height=&#34;600&#34; data-original-height=&#34;1518&#34; data-original-width=&#34;1243&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5aXTyVKKSasHldOw2UHQiHv12gBOos2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDHves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIKqpmLiwWyZurIKWU-XpfgciqTcJMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s600/IMG20260501095456~2.jpg&#34;//a/div&#xA;&#xA;Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all&#39;ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all&#39;eremo di San Salvatore è Longobardo.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8GLW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s289/IMG20260501095456~2.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;212&#34; data-original-width=&#34;289&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8GLW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s320/IMG20260501095456~2.jpg&#34;//a/divLa posizione all&#39;ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all&#39;entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore rosso è usato frequentemente negli affreschi longobardi per simboli sacri, associato al sangue del martirio e alla protezione divina. &#xA;Nel contesto storico locale i Monti Trebulani furono rifugio durante le incursioni saracene (IX-X secolo),  i Longobardi controllarono la Campania fino alla conquista normanna (XI secolo)&#xA;La &#34;Grotta dei Santi&#34; più a valle con affreschi trafugati conferma la presenza di un complesso eremitico organizzato.  &#xA;La Grotta di San Michele a Liberi (sempre in provincia di Caserta) fu consacrata tra l&#39;862 e l&#39;866 dai vescovi di Capua e Teano. Questo conferma che nel IX secolo il culto micaelico era fiorente nella zona.&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUGHSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGVXv37adg13ETtnKVdcXaYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s3264/IMG20260501095507.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;2448&#34; data-original-width=&#34;3264&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUGHSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGVXv37adg13ETtnKVdcXaYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s320/IMG20260501095507.jpg&#34;//a/div]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Monti Trebulani. Escursionista fotografa particolare e scopre antico dipinto longobardo</b><br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s3264/IMG_20260501_095600.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXr8sUPy8NvTtm460Z5jjVljYZaQeVsGcDKyfNK3IMYJDsMGo2DTMh4tzrbn6S49hmk06mVapjNEsCF5CKdX3ipYT8AhR46CwjCsiku-t4hpwoMjgNipDNZkbNWaFvBUfeB1vqaUtos4qOon43saK9cXbcxY2VrV9FwezowPqzVFcVvOQrlweje7vET-g/s320/IMG_20260501_095600.jpg"/></a></div>La presenza di grotte intitolate al culto di San Michele negli anfratti e grotte carsiche dei monti Trebulani si inserisce in un periodo storico ben documentato: quello Longobardo  del VIII-IX secolo. In quei tempi il culto Micaelico in Campania era molto diffuso. La presenza di grotte dedicate a San Michele Arcangelo sui Monti Trebulani fu introdotto e diffuso massicciamente dai Longobardi tra il VII e il IX secolo. La “Langobardia Minor” (Campania, Sannio, Puglia settentrionale) era costellata di santuari micaelici rupestri. I Longobardi sceglievano le grotte
carsiche perché erano luoghi ideali per eremi e santuari. San Michele era il santo patrono dei Longobardi, simbolicamente, Michele era la “guida delle anime” (psicopompo) e il combattente contro il male, ancora di salvezza.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5_aXTyVKKSasHldOw2UH_QiHv12gBO_os2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDH_ves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIK_qpmLiwWyZurIKWU-Xpfgci_qTc_JMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s1518/IMG_20260501_095456~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" height="600" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMP2rR5_aXTyVKKSasHldOw2UH_QiHv12gBO_os2NoJyj51eT0ZsJpPpfPeviFfbzDH_ves9-67d72SzmOeRGj2dQMj4sHfVGzeFkBjxDHBDIGNp3jpK7RMfEQaFjKQp5NyFPIK_qpmLiwWyZurIKWU-Xpfgci_qTc_JMwD7q38nF1VQgnn1Ijgm8-6Qg/s600/IMG_20260501_095456~2.jpg"/></a></div></p>

<p>Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all&#39;ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all&#39;eremo di San Salvatore è Longobardo.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8G_LW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s289/IMG_20260501_095456~2.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYSaaENxKdqd4IAa6ed4UFgcDEp0SHmBM3jmWUKbRV-dNow58Xu3XPSYSW9mwS5dYxG7Qk8cUZ0T4A3aBtITk9xLhYXxxTEyZxPckBlDjRbSy8G_LW-zVDSJTmln6nquvKdAz7-AAZRZL69appJgyWuP1q2N0V1aYe6wzb8dUoBqugafdBqm6sRKr2YMI/s320/IMG_20260501_095456~2.jpg"/></a></div>La posizione all&#39;ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all&#39;entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore rosso è usato frequentemente negli affreschi longobardi per simboli sacri, associato al sangue del martirio e alla protezione divina.
Nel contesto storico locale i Monti Trebulani furono rifugio durante le incursioni saracene (IX-X secolo),  i Longobardi controllarono la Campania fino alla conquista normanna (XI secolo)
La “Grotta dei Santi” più a valle con affreschi trafugati conferma la presenza di un complesso eremitico organizzato.<br>
La Grotta di San Michele a Liberi (sempre in provincia di Caserta) fu consacrata tra l&#39;862 e l&#39;866 dai vescovi di Capua e Teano. Questo conferma che nel IX secolo il culto micaelico era fiorente nella zona.
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUG_HSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06_bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGV_Xv37adg13ETtnKVdcX_aYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s3264/IMG_20260501_095507.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg_11O-PI-wSGpf7F0V1adqAdYsiIBE15iCihyphenhyphenVHKkIb18mme7YuUG_HSe6FaCqjHLASMn2009cWbzkj1QlTG90ZzNGQT1Ko6aII4CcAD94ygN06_bT8QnDd6q8Z50dFVLMuJUgCGV_Xv37adg13ETtnKVdcX_aYhyltLBhiZVcWQpqbhPkTerTgeNRjAQ/s320/IMG_20260501_095507.jpg"/></a></div></p>
]]></content:encoded>
      <author>CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6jtanmxfwt</guid>
      <pubDate>Sat, 02 May 2026 12:14:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Non sono un uomo finito!</title>
      <link>https://noblogo.org/gippo/non-sono-un-uomo-finito</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cari amici del blog e del Fediverso, è la prima volta che mi trovo a scrivere nel corso del 2026.&#xA;Il punto è che non avevo nulla da dire ma in realtà non è che le cose siano così lineari come sembrano, cioè, non è che se non hai niente da dire in genere stai zitto. In realtà ci sono un sacco di persone che non hanno niente da dire e lo dicono senza troppi problemi.&#xA;E allora perchè non ho sentito il bisogno di scrivere nulla? E, uscendo dalla mia sfera personale ed entrando di peso nel campo della sociologia da quattro soldi, perchè tanta gente che animava i blog negli anni gloriosi del blog sembrano aver perso la voglia di scrivere?&#xA;Ecco allora un post che cerca di analizzare il problema.&#xA;&#xA;Questione 1: Horror Pleni&#xA;Forse sottovalutate la questione 1 ma io credo che in un momento di accumulazione ossessiva di stimoli, il minimalismo acquisti un valore sempre più netto.&#xA;Per questo motivo, tutti i contenuti creati in passato si sono assommati e calcificati nella nostra coscienza e ci ritroviamo a chiederci: &#34;Ma cosa può dare in più un nostro nuovo post?&#34;.&#xA;La risposta ovviamente è: nulla. Ma è una risposta pessimista. Scrivere può dare qualcosa a noi stessi e costituisce un seme che magari rimane inattivo sotto la terra per tanto tempo finchè un giorno qualcuno legge il nostro post e fonda per ispirazione un partito politico o risolleva una giornata e allora il seme è germogliato.&#xA;Parlo di Horror Pleni non a caso. Il Necronomicon, il libro maledetto ideato dal solitario di Providence (Lovecraft) era stato scritto dall&#39;arabo folle Abdul Alhazred, cognome che rimanda alla frase &#34;All has red&#34;, tutto è stato letto. Insomma, si è letto e scritto troppo. Non è vero ma ci siamo capiti.&#xA;&#xA;Questione 2: Intelligenza Artificiale&#xA;Faccio un&#39;attimo una digressione. Ma avete visto quanto è stupido Dargen D&#39;Amico? Ha fatto una canzone per Sanremo contro l&#39;Intelligenza Artificiale (e passi) ma s&#39;è messo a pontificare contro l&#39;Intelligenza Artificiale (d&#39;ora in poi AI) come un vecchietto davanti al cantiere. Quando parla Dargen D&#39;Amico è capace di prendere una questione meritevole, appoggiarla e farti passare immediatamente dall&#39;altra parte. Perchè? Come perchè? Perchè è stupido, mi non mi fate spiegare, uno come lo sente parlare lo capisce. Ma passiamo ad altro.&#xA;Dicevo che l&#39;AI è un deterrente alla scrittura. Diciamo che non è d&#39;ostacolo alla scrittura di post per i blog (se non per il fatto che pensi: ma quasi quasi faccio scrivere &#39;sto post all&#39;AI), però quando stai lì a parlare con l&#39;AI, scopri che lei può produrre tanto testo grammaticalmente corretto in una frazione di secondo e tu ti senti un po&#39; così. Come così? Così, non mi fate spiegare, se uno non è stupido come Dargen D&#39;Amico lo capisce.&#xA;Inoltre l&#39;AI, ti sazia per quanto riguarda la tua necessità di interazione con l&#39;&#34;altro-da-te&#34;. Ad esempio, se tu senti di scrivere &#34;Eh, ma Dargen D&#39;Amico è veramente stupido&#34; (lo scrivo come esempio, non ho detto mai veramente che Dargen D&#39;Amico è stupido) lei (l&#39;AI) ti dice: &#34;Eh, amico mio ti capisco, forse il tuo giudizio è un po&#39; eccessivo ma posso comprendere come certi suoi atteggiamenti un po&#39; controversi possano risultare parzialmente indigesti. Vuoi che ti proponga altri cantanti italiani contemporanei che possono suscitare analoghi sentimenti di fastidio?&#34;.&#xA;E tu sei soddisfatto, i&#39;AI ti capisce almeno, il tuo amor proprio è salvo e alla fin fine Dargen D&#39;Amico non è poi così stupido, è solo un po&#39; controverso e abbiamo salvato capra e cavoli.&#xA;&#xA;Questione 3: Il tempo del dibattito e della riflessione sembra passato&#xA;Ecco, questo è un punto che più che altro ho scritto perchè volevo arrivare almeno a scrivere tre questioni e adesso non so bene come sviscerarlo. Chiedo all&#39;AI? Ma no, dai ce la facciamo ancora.&#xA;Diciamo che ci sono un sacco di cose nel mondo che segnano la fine del dibattito, cose tipo guerre e genocidi, leader politici che se ne catafottono bellamente di giustificarsi o di mettere la classica pudica foglia di fico che eravamo abituati a vedergli mettere. &#xA;Stessero attenti che, se si smette di &#34;parlarne&#34;, tutti si sentono autorizzati a passare ai fatti.&#xA;Ecco, poichè sono un conservatore e non un rivoluzionario, voglio che si continui con il dialogo, con la foglia di fico davanti al vergognoso e con l&#39;ipocrisia che magari può anche chiamarsi pudore. Mi sento tanto un Pieraccioni moraleggiante mentre scrivo questo.&#xA;Ah, a proposito, una volta ho chiesto all&#39;AI se mi aiutava a scrivere una sceneggiatura da sottoporre a Pieraccioni. E&#39; venuta una bella storia ma adesso non me la ricordo, c&#39;erano delle parti tagliate su misura anche per Ceccherini e Papaleo.&#xA;&#xA;Ma allora perchè scrivere?&#xA;Io direi che scrivere è bello. Parti con l&#39;idea di scrivere una cosa e arrivi da tutt&#39;altra parte, magari ad una denuncia da parte di Dargen D&#39;Amico. Per questo di tanto in tanto continuerò a farlo.&#xA;Concludo allora col grido di battaglia che ha dato il titolo a questo post: &#xA;&#xA;Non sono un uomo finito! Ho ancora tante cose da dire!!!! (cit. &#34;Sogni d&#39;oro&#34; ovviamente)]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici del blog e del Fediverso, è la prima volta che mi trovo a scrivere nel corso del 2026.
Il punto è che non avevo nulla da dire ma in realtà non è che le cose siano così lineari come sembrano, cioè, non è che se non hai niente da dire in genere stai zitto. In realtà ci sono un sacco di persone che non hanno niente da dire e lo dicono senza troppi problemi.
E allora perchè non ho sentito il bisogno di scrivere nulla? E, uscendo dalla mia sfera personale ed entrando di peso nel campo della sociologia da quattro soldi, perchè tanta gente che animava i blog negli anni gloriosi del blog sembrano aver perso la voglia di scrivere?
Ecco allora un post che cerca di analizzare il problema.</p>

<h3 id="questione-1-horror-pleni">Questione 1: Horror Pleni</h3>

<p>Forse sottovalutate la questione 1 ma io credo che in un momento di accumulazione ossessiva di stimoli, il minimalismo acquisti un valore sempre più netto.
Per questo motivo, tutti i contenuti creati in passato si sono assommati e calcificati nella nostra coscienza e ci ritroviamo a chiederci: “Ma cosa può dare in più un nostro nuovo post?”.
La risposta ovviamente è: nulla. Ma è una risposta pessimista. Scrivere può dare qualcosa a noi stessi e costituisce un seme che magari rimane inattivo sotto la terra per tanto tempo finchè un giorno qualcuno legge il nostro post e fonda per ispirazione un partito politico o risolleva una giornata e allora il seme è germogliato.
Parlo di Horror Pleni non a caso. Il Necronomicon, il libro maledetto ideato dal solitario di Providence (Lovecraft) era stato scritto dall&#39;arabo folle Abdul Alhazred, cognome che rimanda alla frase “All has red”, tutto è stato letto. Insomma, si è letto e scritto troppo. Non è vero ma ci siamo capiti.</p>

<h3 id="questione-2-intelligenza-artificiale">Questione 2: Intelligenza Artificiale</h3>

<p>Faccio un&#39;attimo una digressione. Ma avete visto quanto è stupido Dargen D&#39;Amico? Ha fatto una canzone per Sanremo contro l&#39;Intelligenza Artificiale (e passi) ma s&#39;è messo a pontificare contro l&#39;Intelligenza Artificiale (d&#39;ora in poi AI) come un vecchietto davanti al cantiere. Quando parla Dargen D&#39;Amico è capace di prendere una questione meritevole, appoggiarla e farti passare immediatamente dall&#39;altra parte. Perchè? Come perchè? Perchè è stupido, mi non mi fate spiegare, uno come lo sente parlare lo capisce. Ma passiamo ad altro.
Dicevo che l&#39;AI è un deterrente alla scrittura. Diciamo che non è d&#39;ostacolo alla scrittura di post per i blog (se non per il fatto che pensi: ma quasi quasi faccio scrivere &#39;sto post all&#39;AI), però quando stai lì a parlare con l&#39;AI, scopri che lei può produrre tanto testo grammaticalmente corretto in una frazione di secondo e tu ti senti un po&#39; così. Come così? Così, non mi fate spiegare, se uno non è stupido come Dargen D&#39;Amico lo capisce.
Inoltre l&#39;AI, ti sazia per quanto riguarda la tua necessità di interazione con l&#39;“altro-da-te”. Ad esempio, se tu senti di scrivere “Eh, ma Dargen D&#39;Amico è veramente stupido” (lo scrivo come esempio, non ho detto mai veramente che Dargen D&#39;Amico è stupido) lei (l&#39;AI) ti dice: “Eh, amico mio ti capisco, forse il tuo giudizio è un po&#39; eccessivo ma posso comprendere come certi suoi atteggiamenti un po&#39; controversi possano risultare parzialmente indigesti. Vuoi che ti proponga altri cantanti italiani contemporanei che possono suscitare analoghi sentimenti di fastidio?”.
E tu sei soddisfatto, i&#39;AI ti capisce almeno, il tuo amor proprio è salvo e alla fin fine Dargen D&#39;Amico non è poi così stupido, è solo un po&#39; controverso e abbiamo salvato capra e cavoli.</p>

<h3 id="questione-3-il-tempo-del-dibattito-e-della-riflessione-sembra-passato">Questione 3: Il tempo del dibattito e della riflessione sembra passato</h3>

<p>Ecco, questo è un punto che più che altro ho scritto perchè volevo arrivare almeno a scrivere tre questioni e adesso non so bene come sviscerarlo. Chiedo all&#39;AI? Ma no, dai ce la facciamo ancora.
Diciamo che ci sono un sacco di cose nel mondo che segnano la fine del dibattito, cose tipo guerre e genocidi, leader politici che se ne catafottono bellamente di giustificarsi o di mettere la classica pudica foglia di fico che eravamo abituati a vedergli mettere.
Stessero attenti che, se si smette di “parlarne”, tutti si sentono autorizzati a passare ai fatti.
Ecco, poichè sono un conservatore e non un rivoluzionario, voglio che si continui con il dialogo, con la foglia di fico davanti al vergognoso e con l&#39;ipocrisia che magari può anche chiamarsi pudore. Mi sento tanto un Pieraccioni moraleggiante mentre scrivo questo.
Ah, a proposito, una volta ho chiesto all&#39;AI se mi aiutava a scrivere una sceneggiatura da sottoporre a Pieraccioni. E&#39; venuta una bella storia ma adesso non me la ricordo, c&#39;erano delle parti tagliate su misura anche per Ceccherini e Papaleo.</p>

<h3 id="ma-allora-perchè-scrivere">Ma allora perchè scrivere?</h3>

<p>Io direi che scrivere è bello. Parti con l&#39;idea di scrivere una cosa e arrivi da tutt&#39;altra parte, magari ad una denuncia da parte di Dargen D&#39;Amico. Per questo di tanto in tanto continuerò a farlo.
Concludo allora col grido di battaglia che ha dato il titolo a questo post:</p>

<p>Non sono un uomo finito! Ho ancora tante cose da dire!!!! (cit. “Sogni d&#39;oro” ovviamente)</p>
]]></content:encoded>
      <author>Gippo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6m0p91z36d</guid>
      <pubDate>Sat, 02 May 2026 06:53:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il mio corpo è un ematoma.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/il-mio-corpo-e-un-ematoma</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;Il mio corpo è un ematoma. Pieno di macchie, irritazioni, morsi. Segni di vene sottocutanee e sbocchi di azzurro blu in superficie. Punti rosa scuro e graffi  viola longitudinali. Il mio corpo sembra un&#39;installazione artistica postmoderna, potrei restare a guardarlo per ore, nella mia testa è tutto di pelle ragazzina, invece è un corpo di mandelbrot, più lo guardo più emergono cose che non ho mai visto. Atolli di pallini rossi, neri densi peli che sfarfallano. Macchie nere incastonate dentro l&#39;irragionevole materia dell&#39;unghia. Punture di parassiti. &#xA;&#xA;Tutto, nel mio corpo, sembra irragionevole, è brutto il mio corpo e questo lo rende affascinante, dopo un po&#39;. La pelle secca aggrinzita. Le cicatrici delle operazioni. Sembra il processo casuale delle cose e invece va avanti seguendo uno schema, ci sono delle specifiche implicite che lo modellano, in tutte le sue molteplici diversità. È interattivo il mio corpo, lo posso toccare. Manda pruriti, dolori. Sfrego la pelle per fare passare un fastidio e quella mi manda segnali di appagamento per poi tornare ancora più forte di prima, adesso mi fa male. Se lo massaggio manda calore e stanchezza.&#xA;&#xA;È enorme - da questo punto di vista - il mio corpo. Non lo posso davvero sentire tutto. Lo muovo, lo animo, lo trascino da una parte all&#39;altra del mondo, lo faccio risuonare, ma ogni volta chiudo gli occhi su come è fatto nella sua interezza. Fingo di averne il controllo, ma è impensabile tenere tutta quella roba assieme, averne contezza. Manda frammenti inintelleggibili, sento il mio corpo nell&#39;aria, l&#39;odore dei capelli dopo la notte, la carne sudata, dolori che vengono da sotto la pelle, mi invento organi interni che non esistono e che mandano impulsi, li sento, ho tutti i canali scavati nella faccia intasati da germi e materie che si scaldano e raffreddano, si sciolgono e raddensano, pompano e scivolano via.&#xA;&#xA;Pensare che tutta questa roba è fragile e resiliente, potrebbe fermarsi tra cinque minuti, così senza motivo, o resistere per anni, nelle peggiori condizioni di sempre. Uno standard che - tra le altre cose - è qua che si guarda, si tocca, pensa a se stesso e muove le dita con un ritmo e una grazia disumana per lasciare segno.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il mio corpo è un ematoma. Pieno di macchie, irritazioni, morsi. Segni di vene sottocutanee e sbocchi di azzurro blu in superficie. Punti rosa scuro e graffi  viola longitudinali. Il mio corpo sembra un&#39;installazione artistica postmoderna, potrei restare a guardarlo per ore, nella mia testa è tutto di pelle ragazzina, invece è un corpo di mandelbrot, più lo guardo più emergono cose che non ho mai visto. Atolli di pallini rossi, neri densi peli che sfarfallano. Macchie nere incastonate dentro l&#39;irragionevole materia dell&#39;unghia. Punture di parassiti.</p>

<p>Tutto, nel mio corpo, sembra irragionevole, è brutto il mio corpo e questo lo rende affascinante, dopo un po&#39;. La pelle secca aggrinzita. Le cicatrici delle operazioni. Sembra il processo casuale delle cose e invece va avanti seguendo uno schema, ci sono delle specifiche implicite che lo modellano, in tutte le sue molteplici diversità. È interattivo il mio corpo, lo posso toccare. Manda pruriti, dolori. Sfrego la pelle per fare passare un fastidio e quella mi manda segnali di appagamento per poi tornare ancora più forte di prima, adesso mi fa male. Se lo massaggio manda calore e stanchezza.</p>

<p>È enorme – da questo punto di vista – il mio corpo. Non lo posso davvero sentire tutto. Lo muovo, lo animo, lo trascino da una parte all&#39;altra del mondo, lo faccio risuonare, ma ogni volta chiudo gli occhi su come è fatto nella sua interezza. Fingo di averne il controllo, ma è impensabile tenere tutta quella roba assieme, averne contezza. Manda frammenti inintelleggibili, sento il mio corpo nell&#39;aria, l&#39;odore dei capelli dopo la notte, la carne sudata, dolori che vengono da sotto la pelle, mi invento organi interni che non esistono e che mandano impulsi, li sento, ho tutti i canali scavati nella faccia intasati da germi e materie che si scaldano e raffreddano, si sciolgono e raddensano, pompano e scivolano via.</p>

<p>Pensare che tutta questa roba è fragile e resiliente, potrebbe fermarsi tra cinque minuti, così senza motivo, o resistere per anni, nelle peggiori condizioni di sempre. Uno standard che – tra le altre cose – è qua che si guarda, si tocca, pensa a se stesso e muove le dita con un ritmo e una grazia disumana per lasciare segno.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/shr86b9bj3</guid>
      <pubDate>Sat, 02 May 2026 06:16:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>È sera, sono spiaggiato sul divano che studio un testo  di storia contemporanea...</title>
      <link>https://noblogo.org/fabriziovenerandi/e-sera-sono-spiaggiato-sul-divano-che-studio-un-testo-di-storia-contemporanea</link>
      <description>&lt;![CDATA[È sera, sono spiaggiato sul divano che studio un testo  di storia contemporanea sul tab, un mio personale modo per rilassarmi stressandomi, quando appare secondogenito. &#xA;&#xA;Mi guarda. Mi studia. &#34;Papà - chiede - tu ne sai qualcosa di javascript?&#34;.&#xA;&#34;Qualcosa&#34; rispondo io. &#34;Ci ho scritto degli script&#34;.&#xA;&#34;Sto parlando di javascript eh, non di java&#34;&#xA;&#34;Sì. Ho anche scritto dei piccoli script in java, ma ne so poco&#34;&#xA;Secondogenito aspetta ancora un po&#39;, sta pensando se perdere tempo con me. &#34;Perché - mi spiega - ho un problema con il videogioco che sto scrivendo&#34;.&#xA;&#xA;In pratica secondogenito usa un software per fare videogame, quindi non deve - in genere - scrivere codice da zero, ma ora ha progettato una cosa che il suo software non può fare in automatico e quindi deve aggiungere uno script scritto da lui. Il software che usa permette di aggiungere infiniti script in javascript. &#xA;&#xA;In questa scena del videogame c&#39;è una musica e certi eventi si devono attivare a seconda del progredire della canzone. Secondogenito ha pensato un modo per farlo, a livello di codice, ma è un metodo macchinoso e si è reso conto - lato sviluppatore - che sarebbe pesante da aggiornare e da gestire. &#xA;&#xA;Mi sdraio sul divano, poso il tab, mi faccio spiegare bene cosa vuole e gli dico che ho capito. Ci penso un attimo e poi gli dico che no, sta usando il metodo sbagliato. &#34;È tanto che non uso javascript, ma quello che vuoi fare si risolve con un array di array e un piccolo ciclo. Quattro, cinque righe di codice. Aspetta&#34;. &#xA;&#xA;Mi alzo, metto il tab sulla tastiera, cerco per sicurezza la sintassi giusta per gli array di javascript che li confondo sempre con quelli di python, intanto secondogenito prende il suo portatile e - la faccio breve - modifico con grande grande lentezza le quattro righe di codice che servono per fare un primo test, cerco di spiegare anche bene come sono composte e poi succede questa cosa che secondogenito fa partire il codice e il videogioco funziona.&#xA;&#xA;&#34;Uh&#34; dico. Sono meravigliato anche io. &#34;Non doveva funzionare?&#34; mi chiede secondogenito perplesso. &#34;In genere alla prima non funziona mai&#34; gli spiego. Fiduciosi di questo avvio aggiungiamo un loop che controlla l&#39;array, facciamo ripartire il videogame e questa volta non funziona niente, ma non funziona niente così tanto che secondogenito pensa si sia rotto il computer. &#34;Non preoccuparti - gli dico - è il magico potere del bug. Mi sono dimenticato di incrementare qualcosa&#34;.&#xA;&#xA;Insomma, correggiamo, ritestiamo, aggiustiamo, alla fine funziona tutto, mio figlio si mette lì ad aggiungere dati alla lista degli eventi e io mi sento dio sceso in terra. &#xA;&#xA;Non solo tasselli, seghetti alernativi e teflon, ho anche il potere di javascript che scorre forte dentro di me. E per oggi è tutto.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>È sera, sono spiaggiato sul divano che studio un testo  di storia contemporanea sul tab, un mio personale modo per rilassarmi stressandomi, quando appare secondogenito.</p>

<p>Mi guarda. Mi studia. “Papà – chiede – tu ne sai qualcosa di javascript?”.
“Qualcosa” rispondo io. “Ci ho scritto degli script”.
“Sto parlando di javascript eh, non di java”
“Sì. Ho anche scritto dei piccoli script in java, ma ne so poco”
Secondogenito aspetta ancora un po&#39;, sta pensando se perdere tempo con me. “Perché – mi spiega – ho un problema con il videogioco che sto scrivendo”.</p>

<p>In pratica secondogenito usa un software per fare videogame, quindi non deve – in genere – scrivere codice da zero, ma ora ha progettato una cosa che il suo software non può fare in automatico e quindi deve aggiungere uno script scritto da lui. Il software che usa permette di aggiungere infiniti script in javascript.</p>

<p>In questa scena del videogame c&#39;è una musica e certi eventi si devono attivare a seconda del progredire della canzone. Secondogenito ha pensato un modo per farlo, a livello di codice, ma è un metodo macchinoso e si è reso conto – lato sviluppatore – che sarebbe pesante da aggiornare e da gestire.</p>

<p>Mi sdraio sul divano, poso il tab, mi faccio spiegare bene cosa vuole e gli dico che ho capito. Ci penso un attimo e poi gli dico che no, sta usando il metodo sbagliato. “È tanto che non uso javascript, ma quello che vuoi fare si risolve con un array di array e un piccolo ciclo. Quattro, cinque righe di codice. Aspetta”.</p>

<p>Mi alzo, metto il tab sulla tastiera, cerco per sicurezza la sintassi giusta per gli array di javascript che li confondo sempre con quelli di python, intanto secondogenito prende il suo portatile e – la faccio breve – modifico con grande grande lentezza le quattro righe di codice che servono per fare un primo test, cerco di spiegare anche bene come sono composte e poi succede questa cosa che secondogenito fa partire il codice e il videogioco funziona.</p>

<p>“Uh” dico. Sono meravigliato anche io. “Non doveva funzionare?” mi chiede secondogenito perplesso. “In genere alla prima non funziona mai” gli spiego. Fiduciosi di questo avvio aggiungiamo un loop che controlla l&#39;array, facciamo ripartire il videogame e questa volta non funziona niente, ma non funziona niente così tanto che secondogenito pensa si sia rotto il computer. “Non preoccuparti – gli dico – è il magico potere del bug. Mi sono dimenticato di incrementare qualcosa”.</p>

<p>Insomma, correggiamo, ritestiamo, aggiustiamo, alla fine funziona tutto, mio figlio si mette lì ad aggiungere dati alla lista degli eventi e io mi sento dio sceso in terra.</p>

<p>Non solo tasselli, seghetti alernativi e teflon, ho anche il potere di javascript che scorre forte dentro di me. E per oggi è tutto.</p>
]]></content:encoded>
      <author>La vita in famiglia è bellissima</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ytaognybx3</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 22:12:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Oggi abbiamo messo i raccogli cd in questo lungo trasloco da una casa...</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/oggi-abbiamo-messo-i-raccogli-cd-in-questo-lungo-trasloco-da-una-casa</link>
      <description>&lt;![CDATA[Oggi abbiamo messo i raccogli cd in questo lungo trasloco da una casa all&#39;altra, la casa diventa tua quando piano piano la vedi coprirsi delle cose che hai selezionato per seguirti, i cd, i libri, i quadri, in mezzo ci sono cose inedite e nuove, perché dentro di me c&#39;è il desiderio di lasciarmi alle spalle una parte di Fabrizio, qualcosa resta, qualcosa mi segue, gli oggetti d&#39;arte al consumo e la cultura e i suoi prodotti sono gli oggetti transizionali che ci restano attaccati e che fatichiamo a recidere del tutto, io almeno.&#xA;&#xA;La seconda cosa è rendermi conto che faccio ancora tanti casini, tanti errori, certo, ma che oggi con Elettra passiamo con disinvoltura a trapanare muri, tagliare assi di legno, imbullonare cose, avvitare scarichi, seghetti alternativi, chiavi, cacciaviti dalle più strane punte, fasciamo filetti col teflon, colleghiamo fili elettrici, modifichiamo l&#39;ambiente e troviamo soluzioni alle tante difficoltà che vengono fuori, cerchiamo in rete, troviamo magici tasselli per cartongesso che sembrano venire da mondi paralleli. Guarda quante competenze, penso, quanta roba che ci portiamo dietro invisibili.&#xA;&#xA;Faccio una pausa, mi sdraio fuori nel terrazzo, sul dondolo. Guardo il cielo. Visto da qua, vedo solo boschi della collina di fronte alla mia e il cielo azzurro. Guardo i gabbiani che volano, si avvicinano, sembrano pterodattili bianchi. Quando sono vicini ne sento la consistenza, vedo il loro corpo che vibra nell&#39;aria, si dondola tra le forze aeree, quanto peserà - mi chiedo - un chilo, due chili di carne lì che ondeggiano nel cielo poco sopra di me, chissà cosa vedono. L&#39;odore. I parassiti. Mi viene in mente la poesia di quell&#39;album che mi sono comprato, &#34;il vento che non ha mai toccato terra&#34;. &#xA;&#xA;Penso a un post che ho letto poco prima, certo, di come sia tutto così fragile. I nostri diritti civili, quelle cose che pensavamo avere conquistato, oggi dimostrano tutta la loro precarietà. Penso a quando ero ragazzino, a Craxi, Andreotti, quei mostri che i disegnatori riproducevano con i tratti grotteschi su Linus, su Cuore. Avranno mai fatto il mio bene? Mi viene voglia di andare a prendere l&#39;ebook reader e ristudiare quello che viene detto oggi di loro, la sintesi di quei decenni, quando da ragazzino alle medie facevamo le ore di educazione civica e ci insegnavano cose che oggi vediamo venire via come l&#39;intonaco quando è preda delle infiltrazioni. &#xA;&#xA;Sbuca un altro gabbiano, da un lato mi affascina, dall&#39;altro ho paura - banalmente - che decida di cacare giù sopra di me, sulla roba stesa. Il gabbiano lì, a pochi metri di altezza, penso, non ha i miei problemi. Non ha conosciuto Craxi, non ha vissuto lo stesso tempo in cui ha vissuto Berlusconi. È lì teso, i muscoli pieni, gira la testa, si inarca, plana, esce fuori dal mio campo visuale. Penso, la sua natura animale vale quanto la mia. Il suo essere gabbiano sopravviverà alla mia storia, alle mie idee sul mondo. Quello che provo adesso, sdraiato a fissare il cielo e l&#39;azzurro, penso, è gratis. Se ne andrà via come un brivido tra quanto, mezz&#39;ora, dieci, vent&#39;anni. Non molto di più. I rumori di clacson, l&#39;inquinamento acustico della Valbisagno.&#xA;&#xA;Da qua vedo solo il cielo e la parte alta del bosco, solo verde, azzurro e il bianco delle nuvole. Sento il traffico ma non lo vedo, i palazzoni industriali, le strutture in cemento armato aggrappate sul torrente restano fuori dalla mia vista. Vedere solo il cielo e il verde mi fa sentire come io sia qua, un frammento di qualcosa. Una versione indolente del gabbiano. Sono uno dei tanti umani nei tanti centri abitati che emergono ai margini della natura, qualsiasi cosa sia. Mi viene in mente, non ci posso fare niente, un videogioco a cui avevo giocato qualche anno fa. Ambientato in un paese sudamericano durante una rivoluzione, alla fine irrompeva la natura. I programmatori avevano virato tutte le cromie al verde. I rumori della jungla, gli animali, le piante che brillavano. Così io adesso, sul dondolo, mi sento fuori da ogni cosa. Erano falliti, i programmatori, dopo quel gioco.&#xA;&#xA;Alla fine lo sento: è un po&#39; che veniva fuori, che emergeva. Ma queste cose che stai pensando, mi diceva una voce, poi, le andrai a scrivere. Stai pensando queste cose perché le stai pensando, o stai preparandoti a scriverle? Mi spiego meglio Venerandi, stai pensando perché sei vivo o perché sei uno strumento di trascrizione? Se non dovessi scrivere avresti pensato queste cose? Mi spiego meglio, Venerandi: le avresti formalizzate in frasi e idee mentre le pensavi? Faccio cadere un braccio fuori dal dondolo finché la mano non tocca per terra e rispondo, non preoccuparti, questa resterà una cosa solo per me, non ne farò scritta nemmeno una riga. Sento la parte bassa della schiena che manda il suo dolore vitale, e sorrido, così, mentre emerge l&#39;animale nero, mia figlia che mi chiede qualcosa che non ho.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo messo i raccogli cd in questo lungo trasloco da una casa all&#39;altra, la casa diventa tua quando piano piano la vedi coprirsi delle cose che hai selezionato per seguirti, i cd, i libri, i quadri, in mezzo ci sono cose inedite e nuove, perché dentro di me c&#39;è il desiderio di lasciarmi alle spalle una parte di Fabrizio, qualcosa resta, qualcosa mi segue, gli oggetti d&#39;arte al consumo e la cultura e i suoi prodotti sono gli oggetti transizionali che ci restano attaccati e che fatichiamo a recidere del tutto, io almeno.</p>

<p>La seconda cosa è rendermi conto che faccio ancora tanti casini, tanti errori, certo, ma che oggi con Elettra passiamo con disinvoltura a trapanare muri, tagliare assi di legno, imbullonare cose, avvitare scarichi, seghetti alternativi, chiavi, cacciaviti dalle più strane punte, fasciamo filetti col teflon, colleghiamo fili elettrici, modifichiamo l&#39;ambiente e troviamo soluzioni alle tante difficoltà che vengono fuori, cerchiamo in rete, troviamo magici tasselli per cartongesso che sembrano venire da mondi paralleli. Guarda quante competenze, penso, quanta roba che ci portiamo dietro invisibili.</p>

<p>Faccio una pausa, mi sdraio fuori nel terrazzo, sul dondolo. Guardo il cielo. Visto da qua, vedo solo boschi della collina di fronte alla mia e il cielo azzurro. Guardo i gabbiani che volano, si avvicinano, sembrano pterodattili bianchi. Quando sono vicini ne sento la consistenza, vedo il loro corpo che vibra nell&#39;aria, si dondola tra le forze aeree, quanto peserà – mi chiedo – un chilo, due chili di carne lì che ondeggiano nel cielo poco sopra di me, chissà cosa vedono. L&#39;odore. I parassiti. Mi viene in mente la poesia di quell&#39;album che mi sono comprato, “il vento che non ha mai toccato terra”.</p>

<p>Penso a un post che ho letto poco prima, certo, di come sia tutto così fragile. I nostri diritti civili, quelle cose che pensavamo avere conquistato, oggi dimostrano tutta la loro precarietà. Penso a quando ero ragazzino, a Craxi, Andreotti, quei mostri che i disegnatori riproducevano con i tratti grotteschi su Linus, su Cuore. Avranno mai fatto il mio bene? Mi viene voglia di andare a prendere l&#39;ebook reader e ristudiare quello che viene detto oggi di loro, la sintesi di quei decenni, quando da ragazzino alle medie facevamo le ore di educazione civica e ci insegnavano cose che oggi vediamo venire via come l&#39;intonaco quando è preda delle infiltrazioni.</p>

<p>Sbuca un altro gabbiano, da un lato mi affascina, dall&#39;altro ho paura – banalmente – che decida di cacare giù sopra di me, sulla roba stesa. Il gabbiano lì, a pochi metri di altezza, penso, non ha i miei problemi. Non ha conosciuto Craxi, non ha vissuto lo stesso tempo in cui ha vissuto Berlusconi. È lì teso, i muscoli pieni, gira la testa, si inarca, plana, esce fuori dal mio campo visuale. Penso, la sua natura animale vale quanto la mia. Il suo essere gabbiano sopravviverà alla mia storia, alle mie idee sul mondo. Quello che provo adesso, sdraiato a fissare il cielo e l&#39;azzurro, penso, è gratis. Se ne andrà via come un brivido tra quanto, mezz&#39;ora, dieci, vent&#39;anni. Non molto di più. I rumori di clacson, l&#39;inquinamento acustico della Valbisagno.</p>

<p>Da qua vedo solo il cielo e la parte alta del bosco, solo verde, azzurro e il bianco delle nuvole. Sento il traffico ma non lo vedo, i palazzoni industriali, le strutture in cemento armato aggrappate sul torrente restano fuori dalla mia vista. Vedere solo il cielo e il verde mi fa sentire come io sia qua, un frammento di qualcosa. Una versione indolente del gabbiano. Sono uno dei tanti umani nei tanti centri abitati che emergono ai margini della natura, qualsiasi cosa sia. Mi viene in mente, non ci posso fare niente, un videogioco a cui avevo giocato qualche anno fa. Ambientato in un paese sudamericano durante una rivoluzione, alla fine irrompeva la natura. I programmatori avevano virato tutte le cromie al verde. I rumori della jungla, gli animali, le piante che brillavano. Così io adesso, sul dondolo, mi sento fuori da ogni cosa. Erano falliti, i programmatori, dopo quel gioco.</p>

<p>Alla fine lo sento: è un po&#39; che veniva fuori, che emergeva. Ma queste cose che stai pensando, mi diceva una voce, poi, le andrai a scrivere. Stai pensando queste cose perché le stai pensando, o stai preparandoti a scriverle? Mi spiego meglio Venerandi, stai pensando perché sei vivo o perché sei uno strumento di trascrizione? Se non dovessi scrivere avresti pensato queste cose? Mi spiego meglio, Venerandi: le avresti formalizzate in frasi e idee mentre le pensavi? Faccio cadere un braccio fuori dal dondolo finché la mano non tocca per terra e rispondo, non preoccuparti, questa resterà una cosa solo per me, non ne farò scritta nemmeno una riga. Sento la parte bassa della schiena che manda il suo dolore vitale, e sorrido, così, mentre emerge l&#39;animale nero, mia figlia che mi chiede qualcosa che non ho.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/evh0g11fvc</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:53:46 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>I° Maggio. La verità che manca. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/ideg-maggio</link>
      <description>&lt;![CDATA[(221) &#xA;&#xA;(PM1) &#xA;&#xA;Il governo #Meloni ha scelto di presentare un nuovo decreto sul lavoro in coincidenza con il 1° Maggio, quasi a voler trasformare una ricorrenza nata per difendere i diritti dei lavoratori in un palcoscenico per l’ennesima operazione di immagine. &#xA;&#xA;Il problema, però, è che i decreti non cambiano la realtà se non affrontano le sue contraddizioni più profonde. &#xA;E la realtà del lavoro in Italia continua a essere segnata da precarietà diffusa, salari fermi da anni, contratti fragili e una crescente difficoltà per milioni di persone a costruirsi un futuro dignitoso.&#xA;&#xA;Il decreto può contenere misure utili, ma non scioglie il nodo centrale: il lavoro in Italia resta spesso troppo debole per garantire sicurezza, continuità e autonomia. Si interviene sui margini, si promettono correzioni, si moltiplicano gli annunci, ma non si tocca davvero l’impianto che produce disuguaglianza. &#xA;&#xA;Il mercato del lavoro continua a premiare la flessibilità per le imprese e a scaricare l’incertezza sui lavoratori. &#xA;Questa è la stortura principale, ed è la più difficile da mascherare con la retorica governativa.&#xA;La precarietà, infatti, non è un effetto collaterale: è diventata una condizione strutturale. &#xA;Troppi giovani entrano nel mondo del lavoro attraverso contratti temporanei, part-time involontari, collaborazioni fragili o occupazioni discontinue. &#xA;Troppi lavoratori passano da un impiego all’altro senza mai arrivare a una stabilità vera. &#xA;&#xA;Quando il lavoro è instabile, anche la vita lo diventa: si rimandano progetti, si rinuncia a una casa, si rinvia una famiglia, si vive nell’incertezza permanente. &#xA;Nessun decreto che si limiti a interventi parziali può sanare davvero questa ferita.&#xA;&#xA;C’è poi il grande tema dei salari, che resta intatto e irrisolto. &#xA;In Italia le retribuzioni reali sono ferme da troppo tempo, e questo significa che lavorare non basta più, in molti casi, per vivere con serenità. &#xA;Il costo della vita cresce, i prezzi corrono, ma gli stipendi restano al palo. &#xA;&#xA;(PM2)&#xA;&#xA;È una frattura che colpisce soprattutto chi ha redditi medio-bassi, chi non ha margini di risparmio, chi ogni mese fa i conti con spese impossibili da comprimere. &#xA;Parlare di occupazione senza parlare di salario è un esercizio incompleto, quasi un trucco lessicale: si descrive il numero dei posti, ma si tace sulla qualità della vita che quei posti consentono.&#xA;&#xA;È qui che il decreto mostra i suoi limiti più evidenti. &#xA;Se non affronta in modo serio il nodo del potere d’acquisto, della contrattazione, della produttività distribuita male e della povertà lavorativa, rischia di essere soltanto una toppa. &#xA;&#xA;Una toppa non è una riforma. &#xA;Le storture restano tutte lì: i contratti brevi, la debolezza delle tutele, la differenza tra chi può scegliere e chi deve accettare qualunque condizione, il divario tra lavoro dichiarato e lavoro realmente dignitoso. Il Paese continua a produrre occupazione, ma non abbastanza sicurezza. Continua a celebrare il lavoro, ma non a proteggerlo fino in fondo.&#xA;&#xA;Per questo il 1° Maggio non può essere ridotto a una formula di circostanza. &#xA;Deve restare una giornata di verità, di memoria e di conflitto civile. &#xA;La verità è che in Italia il lavoro resta troppo spesso povero, precario e sottopagato. &#xA;La memoria è quella delle lotte che hanno conquistato diritti, orari, tutele e dignità. &#xA;Il conflitto civile, oggi, è il rifiuto di accettare che il salario fermo e la precarietà diventino la normalità. &#xA;&#xA;Se la Repubblica è davvero fondata sul lavoro, allora il lavoro va difeso sul serio: non con i simboli, ma con scelte capaci di cambiare davvero la vita delle persone.&#xA;Il 1° Maggio dovrebbe tornare a essere questo: una giornata di memoria, di conflitto civile e di rivendicazione, non una passerella istituzionale e nemmeno un’occasione per l’ennesimo annuncio destinato a restare parziale. &#xA;&#xA;Se l’Italia è davvero, come dice la #Costituzione, una Repubblica fondata sul lavoro, allora il lavoro va difeso sul serio: con salari giusti, contratti stabili, sicurezza reale e tutele concrete. &#xA;Tutto il resto è retorica. &#xA;E la retorica, davanti alla precarietà e ai salari fermi da anni, non paga l’affitto, non riempie il carrello della spesa e non restituisce dignità a chi ogni giorno tiene in piedi il Paese.&#xA;&#xA;#Blog #PrimoMaggio #Lavoro #Precarietà #DirittiCivili #DirittoAlLavoro &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(221)</p>

<p><img src="https://www.quotidiano.net/image-service/view/acePublic/alias/contentid/OTgzYTQ4NmYtODRkOC00/0/una-protesta-per-il-salario-minimo.webp?f=16%3A9&amp;q=0.75&amp;w=1280" alt="(PM1)"></p>

<p>Il governo #Meloni ha scelto di presentare un nuovo decreto sul lavoro in coincidenza con il 1° Maggio, quasi a voler trasformare una ricorrenza nata per difendere i diritti dei lavoratori in un palcoscenico per l’ennesima operazione di immagine.</p>

<p>Il problema, però, è che i decreti non cambiano la realtà se non affrontano le sue contraddizioni più profonde.
<strong>E la realtà del lavoro in Italia continua a essere segnata da precarietà diffusa, salari fermi da anni, contratti fragili e una crescente difficoltà per milioni di persone a costruirsi un futuro dignitoso</strong>.</p>

<p>Il decreto può contenere misure utili, ma non scioglie il nodo centrale: il lavoro in Italia resta spesso troppo debole per garantire sicurezza, continuità e autonomia. Si interviene sui margini, si promettono correzioni, si moltiplicano gli annunci, ma non si tocca davvero l’impianto che produce disuguaglianza.</p>

<p>Il mercato del lavoro continua a premiare la flessibilità per le imprese e a scaricare l’incertezza sui lavoratori.
Questa è la stortura principale, ed è la più difficile da mascherare con la retorica governativa.
<strong>La precarietà, infatti, non è un effetto collaterale: è diventata una condizione strutturale</strong>.
Troppi giovani entrano nel mondo del lavoro attraverso contratti temporanei, part-time involontari, collaborazioni fragili o occupazioni discontinue.
Troppi lavoratori passano da un impiego all’altro senza mai arrivare a una stabilità vera.</p>

<p>Quando il lavoro è instabile, anche la vita lo diventa: si rimandano progetti, si rinuncia a una casa, si rinvia una famiglia, si vive nell’incertezza permanente.
Nessun decreto che si limiti a interventi parziali può sanare davvero questa ferita.</p>

<p><strong>C’è poi il grande tema dei salari, che resta intatto e irrisolto</strong>.
In Italia le retribuzioni reali sono ferme da troppo tempo, e questo significa che lavorare non basta più, in molti casi, per vivere con serenità.
Il costo della vita cresce, i prezzi corrono, ma gli stipendi restano al palo.</p>

<p><img src="https://www.greenme.it/wp-content/uploads/2020/04/festa-lavoratori-min.jpg" alt="(PM2)"></p>

<p>È una frattura che colpisce soprattutto chi ha redditi medio-bassi, chi non ha margini di risparmio, chi ogni mese fa i conti con spese impossibili da comprimere.
<strong>Parlare di occupazione senza parlare di salario è un esercizio incompleto</strong>, quasi un trucco lessicale: si descrive il numero dei posti, ma si tace sulla qualità della vita che quei posti consentono.</p>

<p>È qui che il decreto mostra i suoi limiti più evidenti.
Se non affronta in modo serio il nodo del potere d’acquisto, della contrattazione, della produttività distribuita male e della povertà lavorativa, rischia di essere soltanto una toppa.</p>

<p><strong>Una toppa non è una riforma</strong>.
Le storture restano tutte lì: i contratti brevi, la debolezza delle tutele, la differenza tra chi può scegliere e chi deve accettare qualunque condizione, il divario tra lavoro dichiarato e lavoro realmente dignitoso. Il Paese continua a produrre occupazione, ma non abbastanza sicurezza. Continua a celebrare il lavoro, ma non a proteggerlo fino in fondo.</p>

<p><strong>Per questo il 1° Maggio non può essere ridotto a una formula di circostanza.
Deve restare una giornata di verità, di memoria e di conflitto civile</strong>.
La verità è che in Italia il lavoro resta troppo spesso povero, precario e sottopagato.
La memoria è quella delle lotte che hanno conquistato diritti, orari, tutele e dignità.
<strong>Il conflitto civile, oggi, è il rifiuto di accettare che il salario fermo e la precarietà diventino la normalità</strong>.</p>

<p><strong>Se la Repubblica è davvero fondata sul lavoro, allora il lavoro va difeso sul serio</strong>: non con i simboli, ma con scelte capaci di cambiare davvero la vita delle persone.
Il 1° Maggio dovrebbe tornare a essere questo: una giornata di memoria, di conflitto civile e di rivendicazione, non una passerella istituzionale e nemmeno un’occasione per l’ennesimo annuncio destinato a restare parziale.</p>

<p><strong>Se l’Italia è davvero, come dice la #Costituzione, una Repubblica fondata sul lavoro, allora il lavoro va difeso sul serio: con salari giusti, contratti stabili, sicurezza reale e tutele concrete.
Tutto il resto è retorica.
E la retorica, davanti alla precarietà e ai salari fermi da anni, non paga l’affitto, non riempie il carrello della spesa e non restituisce dignità a chi ogni giorno tiene in piedi il Paese</strong>.</p>

<p>#Blog #PrimoMaggio #Lavoro #Precarietà #DirittiCivili #DirittoAlLavoro</p>
]]></content:encoded>
      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/b9cvb6q5po</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:58:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ieri vengono da me questi ragazzini di seconda media per un laboratorio di tre...</title>
      <link>https://noblogo.org/cronache-dalla-scuola/ieri-vengono-da-me-questi-ragazzini-di-seconda-media-per-un-laboratorio-di-tre</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;Ieri vengono da me questi ragazzini di seconda media per un laboratorio di tre ore che avevo preparato di introduzione ai visori vr. Arrivano, tutti molto collaborativi, guardano tutto, passiamo davanti al laboratorio di chimica dove gli studenti delle superiori stanno facendo degli esperimenti e uno dei ragazzini spiaa, mi guarda, mi dice &#34;wow, un laboratorio di chimica, io adoro la chimica!&#34;. Nel laboratorio di robotica vanno in giro, sono curiosi, sono attiratissimi dai robot che sono in ricarica, guardano con gli occhi brillanti i bracci meccanici, fanno foto alle specifiche (!) dei robot, dopo avermi chiesto il permesso di usare il cellulare con sacra reverenza e timore. &#xA;&#xA;Quando poi si mettono i visori esprimono sentimenti, non ci sono abituato. Si chiamano l&#39;un l&#39;altro, gridano di gioia, ridono, quando uno non capisce cosa fare e io non posso andare subito perché sto già supportando uno di loro, &#34;ti spiego io&#34; dicono e si aiutano tra loro. Dopo tre ore ho quasi dovuto strappargli i visori altrimenti saremmo ancora lì. Anzi, a un certo punto gli ho detto &#34;guardate che dobbiamo mettere via tutto perché tra un quarto d&#39;ora ci chiudono dentro la scuola!&#34; e uno studente mi ha risposto, &#34;ma che chiudano pure, noi restiamo qui&#34;. Erano quasi le sei di sera.&#xA;&#xA;Racconto tutto a Elettra che mi sorride e dice, &#34;bello&#34;. Ma poi aggiunge: &#34;chissà come facciamo noi docenti a spegnere tutto questo entusiasmo e questa passione&#34;. &#xA;&#xA;Ecco, questa è una bella domanda da mettere a corollario a tutti i discorsi sulla pedagogia, sulla professionalizzazione forzata, sulla mancanza di orientamento, sui voti, sulle indicazioni ministeriali, sulla selezione e sul merito. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri vengono da me questi ragazzini di seconda media per un laboratorio di tre ore che avevo preparato di introduzione ai visori vr. Arrivano, tutti molto collaborativi, guardano tutto, passiamo davanti al laboratorio di chimica dove gli studenti delle superiori stanno facendo degli esperimenti e uno dei ragazzini spiaa, mi guarda, mi dice “wow, un laboratorio di chimica, io adoro la chimica!”. Nel laboratorio di robotica vanno in giro, sono curiosi, sono attiratissimi dai robot che sono in ricarica, guardano con gli occhi brillanti i bracci meccanici, fanno foto alle specifiche (!) dei robot, dopo avermi chiesto il permesso di usare il cellulare con sacra reverenza e timore.</p>

<p>Quando poi si mettono i visori esprimono sentimenti, non ci sono abituato. Si chiamano l&#39;un l&#39;altro, gridano di gioia, ridono, quando uno non capisce cosa fare e io non posso andare subito perché sto già supportando uno di loro, “ti spiego io” dicono e si aiutano tra loro. Dopo tre ore ho quasi dovuto strappargli i visori altrimenti saremmo ancora lì. Anzi, a un certo punto gli ho detto “guardate che dobbiamo mettere via tutto perché tra un quarto d&#39;ora ci chiudono dentro la scuola!” e uno studente mi ha risposto, “ma che chiudano pure, noi restiamo qui”. Erano quasi le sei di sera.</p>

<p>Racconto tutto a Elettra che mi sorride e dice, “bello”. Ma poi aggiunge: “chissà come facciamo noi docenti a spegnere tutto questo entusiasmo e questa passione”.</p>

<p>Ecco, questa è una bella domanda da mettere a corollario a tutti i discorsi sulla pedagogia, sulla professionalizzazione forzata, sulla mancanza di orientamento, sui voti, sulle indicazioni ministeriali, sulla selezione e sul merito.</p>
]]></content:encoded>
      <author>cronache dalla scuola</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/wod4fmawfd</guid>
      <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Torta cioccolato e mele</title>
      <link>https://noblogo.org/angolo-cottura/torta-cioccolato-e-mele</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ingredienti&#xA;3 mele dolci (Golden), misura medio-grossa&#xA;250g ma anche fino a 350 g di cioccolato fondente secondo il gusto.&#xA;(io ho usato le uova di Pasqua)&#xA;Pulisci le mele, le sbucci, le tagli a tocchi come ti vengono, le metti in una pentola e ci metti un bicchierone d’acqua.&#xA;Fai bollire: da quando bolle calcoli 4–5 minuti e le scoli subito.&#xA;Intanto sciogli come meglio puoi il cioccolato fondente: va bene l’uovo di Pasqua o le tavolette grosse tipo mattonelle. Nel microonde un minuto, oppure a bagnomaria, o sul fornello a fuoco lento. Appena la cioccolata è sciolta la aggiungi alle mele.&#xA;Magari dentro a un frullatore, oppure nella stessa pentola e usi un frullatore a immersione per macinare tutto fine. Più macini e meglio è.&#xA;Usa una teglia con cerniera diametro 18, al massimo 20 cm, foderata di carta forno solo sui bordi, e ci versi il composto.&#xA;Metti in frigo una notte.&#xA;Il giorno dopo, se vuoi, gli dai una spolverata di cacao amaro in polvere.&#xA;&#xA;https://www.youtube.com/watch?v=71aZL2l5Xh8&amp;t=1&#xA;&#xA;dolci]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ingredienti
3 mele dolci (Golden), misura medio-grossa
250g ma anche fino a 350 g di cioccolato fondente secondo il gusto.
(io ho usato le uova di Pasqua)
Pulisci le mele, le sbucci, le tagli a tocchi come ti vengono, le metti in una pentola e ci metti un bicchierone d’acqua.
Fai bollire: da quando bolle calcoli 4–5 minuti e le scoli subito.
Intanto sciogli come meglio puoi il cioccolato fondente: va bene l’uovo di Pasqua o le tavolette grosse tipo mattonelle. Nel microonde un minuto, oppure a bagnomaria, o sul fornello a fuoco lento. Appena la cioccolata è sciolta la aggiungi alle mele.
Magari dentro a un frullatore, oppure nella stessa pentola e usi un frullatore a immersione per macinare tutto fine. Più macini e meglio è.
Usa una teglia con cerniera diametro 18, al massimo 20 cm, foderata di carta forno solo sui bordi, e ci versi il composto.
Metti in frigo una notte.
Il giorno dopo, se vuoi, gli dai una spolverata di cacao amaro in polvere.</p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=71aZL2l5Xh8&amp;t=1" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=71aZL2l5Xh8&amp;t=1</a></p>

<p>#dolci</p>
]]></content:encoded>
      <author>angolo cottura </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/dvgd7bsq8x</guid>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:29:42 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il problema dei libri poi, è che bisognerebbe rileggerli.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/il-problema-dei-libri-poi-e-che-bisognerebbe-rileggerli</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;Il problema dei libri poi, è che bisognerebbe rileggerli. Lo so. Una sola lettura non basta, è come sfogliare una rivista di fumetti e seguire solo la storia. Alla seconda passata inizi a vedere il disegno, alla terza la colorazione, il montaggio delle tavole. E così via. Per la musica è uguale. Ci  sono dei giri di basso di cui mi sono reso conto decenni dopo aver ascoltato un disco. Ma un romanzo, un romanzo contemporaneo poi, chi ha il tempo di rileggerlo. Non fai tempo a finirlo che ne sono usciti altri milioni, milioni di libri che stanno lì a bruciare rapidamente per uscire di catalogo. E stiamo parlando dei soli viventi, se iniziamo con i morti è finita. &#xA;&#xA;Guardavo l&#39;altro giorno una grande libreria in casa di una persona, tutta di testi contemporanei. I colori pastello dei Feltrinelli, i bianchi Einaudi, le linee tonali degli Adelphi, il caos Mondadori. Quasi tutte grande editrici, un migliaio abbondante di testi. Guardavo i nomi degli autori, ne riconoscevo due o tre. Il grosso erano novità uscite negli ultimi cinquant&#39;anni, autori ai loro primi romanzi o tradotti per la prima volta in Italia. Tiro fuori il cellulare, ne cerco un po&#39;. La maggior parte sono scomparsi nel nulla, i libri dico. Usciti di catalogo qualche anno dopo. Romanzi evento mancati, o semplicemente che hanno esaurita la loro turnazione finita la cessione dei diritti di autore. &#xA;&#xA;E penso alle recentissime linee ministeriali che quando devono consigliare qualche autore contemporaneo parlano di Pasolini. Primo Levi. Le colonne d&#39;Ercole di Calvino. Dopo, un vuoto che se provi a colmarlo ti prendi anche dei pesci in faccia. Meritatissimi peraltro. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il problema dei libri poi, è che bisognerebbe rileggerli. Lo so. Una sola lettura non basta, è come sfogliare una rivista di fumetti e seguire solo la storia. Alla seconda passata inizi a vedere il disegno, alla terza la colorazione, il montaggio delle tavole. E così via. Per la musica è uguale. Ci  sono dei giri di basso di cui mi sono reso conto decenni dopo aver ascoltato un disco. Ma un romanzo, un romanzo contemporaneo poi, chi ha il tempo di rileggerlo. Non fai tempo a finirlo che ne sono usciti altri milioni, milioni di libri che stanno lì a bruciare rapidamente per uscire di catalogo. E stiamo parlando dei soli viventi, se iniziamo con i morti è finita.</p>

<p>Guardavo l&#39;altro giorno una grande libreria in casa di una persona, tutta di testi contemporanei. I colori pastello dei Feltrinelli, i bianchi Einaudi, le linee tonali degli Adelphi, il caos Mondadori. Quasi tutte grande editrici, un migliaio abbondante di testi. Guardavo i nomi degli autori, ne riconoscevo due o tre. Il grosso erano <em>novità</em> uscite negli ultimi cinquant&#39;anni, autori ai loro primi romanzi o tradotti per la prima volta in Italia. Tiro fuori il cellulare, ne cerco un po&#39;. La maggior parte sono scomparsi nel nulla, i libri dico. Usciti di catalogo qualche anno dopo. Romanzi evento mancati, o semplicemente che hanno esaurita la loro turnazione finita la cessione dei diritti di autore.</p>

<p>E penso alle recentissime linee ministeriali che quando devono consigliare qualche autore contemporaneo parlano di Pasolini. Primo Levi. Le colonne d&#39;Ercole di Calvino. Dopo, un vuoto che se provi a colmarlo ti prendi anche dei pesci in faccia. Meritatissimi peraltro.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ajk5hi0hk3</guid>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:09:19 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>22 dicembre 2025 alle 9:57</title>
      <link>https://noblogo.org/alfonso/22-dicembre-2025-alle-9-57</link>
      <description>&lt;![CDATA[22 dicembre 2025 alle 9:57&#xA;&#xA;&#34;L’Ombra delle Parole è nato nel 2013. All’inizio era un blog che cercava la propria strada di uscita dal novecento epigonico e agonico, la compagnia era la più varia… nel frattempo alcuni si dileguarono per motivi personalistici e posiziocentrici, ciascuno era più interessato al proprio narcisismo che alla costruzione di una poetica… ma senza una poetica non si va da nessuna altra parte, io lo avevo scritto e ripetuto ma, si sa, il narcisismo è una droga più forte di qualsiasi ragione...&#34;&#xA;(Giorgio Linguaglossa)&#xA;&#xA;Sei stato una forza della natura, Giorgio. Ti definivi calzolaio della poesia ma eri un corsaro, eri libero, eri una farfalla imprendibile; le tue traiettorie imprevedibili. Non facevi sconti a nessuno: non dovevi difendere nessun fortilizio. Leggevi tutti, ascoltavi tutti e a tutti davi un parere, un consiglio. Grazie a te ho conosciuto poeti che nessuno cita perché scomodi e retti. Pubblicavi sconosciuti quando t&#39;incuriosivano: una rarità nel panorama poetico contemporaneo. Ricordo quando accettasti di pubblicare quei &#34;concept-tweet&#34; geniali e sparsi di un ingegnere, che ricostruii con entusiasmo, certo che ne avresti goduto con me. Ti ricordo mascherato, ironico e autoironico a &#34;Più libri più liberi&#34;. È stato un bel tratto di strada, con la Poetry Kitchen, cominciato proprio quando avevo necessità di perdere le poche certezze in mio possesso. Mi hai portato nel basement, sugli esopianeti. E chi torna più indietro!&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>22 dicembre 2025 alle 9:57</p>

<p>“L’Ombra delle Parole è nato nel 2013. All’inizio era un blog che cercava la propria strada di uscita dal novecento epigonico e agonico, la compagnia era la più varia… nel frattempo alcuni si dileguarono per motivi personalistici e posiziocentrici, ciascuno era più interessato al proprio narcisismo che alla costruzione di una poetica… ma senza una poetica non si va da nessuna altra parte, io lo avevo scritto e ripetuto ma, si sa, il narcisismo è una droga più forte di qualsiasi ragione...”
(Giorgio Linguaglossa)</p>

<p>Sei stato una forza della natura, Giorgio. Ti definivi calzolaio della poesia ma eri un corsaro, eri libero, eri una farfalla imprendibile; le tue traiettorie imprevedibili. Non facevi sconti a nessuno: non dovevi difendere nessun fortilizio. Leggevi tutti, ascoltavi tutti e a tutti davi un parere, un consiglio. Grazie a te ho conosciuto poeti che nessuno cita perché scomodi e retti. Pubblicavi sconosciuti quando t&#39;incuriosivano: una rarità nel panorama poetico contemporaneo. Ricordo quando accettasti di pubblicare quei “concept-tweet” geniali e sparsi di un ingegnere, che ricostruii con entusiasmo, certo che ne avresti goduto con me. Ti ricordo mascherato, ironico e autoironico a “Più libri più liberi”. È stato un bel tratto di strada, con la Poetry Kitchen, cominciato proprio quando avevo necessità di perdere le poche certezze in mio possesso. Mi hai portato nel basement, sugli esopianeti. E chi torna più indietro!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Alfonso Cataldi</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3cebg52z97</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 14:24:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa ci insegna davvero Chernobyl. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/cosa-ci-insegna-davvero-chernobyl</link>
      <description>&lt;![CDATA[Chernobyl mostra i limiti dei sistemi complessi senza trasparenza e    responsabilità politica. &#xA;&#xA;(220) &#xA;&#xA;(C1) &#xA;&#xA;Nota: il post risulta abbastanza lungo, ma ho inteso approfondire un &#34;minimo&#34; un argomento così importante, seppur trattato innumerevoli volte. &#xA;&#xA;Il 26 aprile 1986, nella centrale nucleare di #Chernobyl, allora parte dell’Unione Sovietica, un test condotto in condizioni inadeguate provocò l’esplosione del reattore numero 4. &#xA;È rimasto uno dei più gravi disastri nucleari della storia contemporanea. &#xA;Ma ridurlo a incidente tecnico significa non comprenderne davvero la portata: né allora, né oggi.&#xA;&#xA;Il reattore coinvolto, di tipo “RBMK”, presentava caratteristiche strutturali problematiche: instabilità a bassa potenza e assenza di un adeguato contenimento. &#xA;Questi limiti erano noti in ambito tecnico, ma non vennero affrontati con la necessaria trasparenza. Il sistema sovietico tendeva a compartimentare le informazioni, limitandone la circolazione anche tra specialisti. &#xA;&#xA;Come ricorda lo storico ucraino Serhij Plochiy, il reattore era nato anche per produrre plutonio militare, e la conoscenza dei difetti non arrivò mai del tutto a chi lo gestiva ogni giorno.&#xA;La cultura politica giocò un ruolo decisivo. &#xA;La priorità era dimostrare efficienza e rispettare obiettivi produttivi stabiliti centralmente. &#xA;Segnalare criticità significava esporsi a conseguenze professionali e politiche. &#xA;La sicurezza, pur formalmente centrale, veniva spesso subordinata ad altre esigenze. &#xA;&#xA;Il Politburo di Gorbačëv riconobbe internamente che le responsabilità andavano divise tra errori umani e difetti di progettazione, ma in pubblico la colpa fu scaricata quasi interamente sugli operatori.&#xA;Gli operatori che quella notte portarono avanti il test agirono in un quadro rigido, con informazioni incomplete e istruzioni contraddittorie. &#xA;Alcuni sistemi di sicurezza furono disattivati per rispettare il protocollo sperimentale. &#xA;&#xA;In un ambiente dove il dissenso era scoraggiato, la possibilità di fermare la procedura si ridusse drasticamente. &#xA;“Aggirare” le regole era diventato prassi per tenere il passo con gli obiettivi di produzione, in un sistema che puniva l’allarme più del rischio.&#xA;Dopo l’esplosione, la gestione dell’emergenza seguì la stessa logica. &#xA;Le autorità locali e centrali evitarono di diffondere informazioni immediate e complete. &#xA;La città di Pripyat, a pochi chilometri dalla centrale, non fu evacuata subito: per ore, decine di migliaia di persone rimasero esposte senza saperlo. &#xA;Solo quando le rilevazioni di radioattività in altri paesi europei resero impossibile negare l’accaduto, l’Unione Sovietica iniziò a fornire comunicazioni ufficiali, comunque parziali e controllate.&#xA;&#xA;Le conseguenze immediate furono drammatiche: incendi, esposizione acuta alle radiazioni, morti tra i soccorritori e tra il personale della centrale. &#xA;Nei giorni successivi, centinaia di migliaia di persone furono evacuate e intere aree furono dichiarate inabitabili. &#xA;Eppure, a quarant’anni di distanza, il numero delle vittime ufficialmente riconosciute resta poco superiore alle quaranta, cioè coloro che morirono per sindrome acuta da radiazioni: tutto il resto – malattie, decessi prematuri, impatto sulla salute mentale, rimane largamente sotto‑stimato.&#xA;Gli effetti a lungo termine sono difficili da quantificare, ma non meno rilevanti. &#xA;Ancora oggi, ampie zone tra Ucraina, Bielorussia e Russia risultano contaminate. &#xA;Isotopi come il cesio-137 e lo stronzio-90 persistono nel suolo per decenni, entrando nella catena alimentare e richiedendo monitoraggi continui.&#xA;Uno degli impatti più documentati è l’aumento dei tumori alla tiroide, soprattutto tra chi era bambino all’epoca dell’incidente. &#xA;A questo si aggiungono altre patologie e conseguenze psicologiche: ansia, stigma sociale, perdita di radicamento.&#xA;&#xA;(C2)&#xA;&#xA;L’impatto sociale fu profondo. &#xA;Le evacuazioni non furono solo spostamenti logistici, ma rotture definitive: comunità disperse, economie locali distrutte, territori trasformati in zone di esclusione. &#xA;La memoria del disastro continua a influenzare la percezione del rischio nucleare in tutta Europa. L’idea che “un Chernobyl da qualche parte è un Chernobyl ovunque” ha pesato sulle scelte energetiche di diversi paesi, dall’Italia alla Germania.&#xA;&#xA;Chernobyl ebbe anche un impatto politico rilevante. &#xA;L’incidente contribuì a incrinare la fiducia nell’Unione Sovietica, sia tra i cittadini sia a livello internazionale. &#xA;La gestione opaca dell’emergenza rese evidente la distanza tra la narrazione ufficiale e la realtà, accelerando dinamiche di sfiducia già presenti. &#xA;Sempre Plochiy sottolinea che, fra i fattori del crollo dell’Urss, Chernobyl fu almeno importante quanto la guerra in Afghanistan, perché mostrò ai cittadini i limiti strutturali del sistema.&#xA;&#xA;Il nodo, quindi, non è solo tecnologico. &#xA;È politico e culturale: riguarda il rapporto tra potere, informazione e responsabilità. &#xA;Quando chi decide non è tenuto a rispondere, la gestione del rischio diventa opaca e più pericolosa.&#xA;&#xA;E qui Chernobyl smette di essere solo storia. &#xA;Le condizioni che resero possibile quel disastro (concentrazione del potere, controllo dell’informazione, repressione del dissenso) non appartengono solo al passato sovietico. Quarant’anni dopo, la sua eredità attraversa la storia dell’Ucraina indipendente e arriva fino alla guerra iniziata nel 2022, quando le truppe russe hanno occupato nuovamente il sito della centrale lungo la loro avanzata verso Kyiv.&#xA;&#xA;Nella Russia di oggi, molte di quelle dinamiche sono tornate visibili: media indipendenti ridotti o chiusi, opposizione marginalizzata o repressa, gestione del potere sempre più verticale. &#xA;In parallelo, in Ucraina la memoria di Chernobyl, insieme a quella dell’Holodomor (la carestia avvenuta durante il regime di Stalin nell&#39;Ucraina sovietica dal 1932 al 1933), è diventata uno dei pilastri dell’identità nazionale, e l’occupazione del 2022 è letta come una nuova tappa di una storia di aggressione e resistenza. &#xA;&#xA;Durante quell’occupazione, il personale ucraino della centrale ha cercato di mantenere il controllo tecnico dell’impianto, imponendo ai soldati russi regole minime di sicurezza per evitare un nuovo incidente.&#xA;Oggi il rischio nucleare non riguarda solo la tecnologia, ma anche l’uso politico e militare degli impianti: centrali occupate, infrastrutture energetiche trasformate in obiettivi militari, minacce di “ricatto atomico” come strumento di pressione. &#xA;&#xA;Chernobyl, da questo punto di vista, non è solo memoria: è un precedente concreto di cosa accade quando sistemi complessi sono gestiti da poteri non controllati. &#xA;Ricorda che gli effetti di un incidente nucleare non si fermano ai confini di uno Stato e che, di fronte a questi rischi, trasparenza, controllo indipendente e responsabilità politica non sono un di più, ma una condizione minima di sicurezza.&#xA;&#xA;#Chernobyl #Russia #UnioneSovietica #Ucraina #EnergiaAtomica #Blog #Opinioni&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Chernobyl mostra i limiti dei sistemi complessi senza trasparenza e    responsabilità politica.</p>

<p>(220)</p>

<p><img src="https://static.ilmanifesto.it/2026/04/et-pag-2-3-passante-chernobyl-ap.jpg" alt="(C1)"></p>

<p>Nota: il post risulta abbastanza lungo, ma ho inteso approfondire un “minimo” un argomento così importante, seppur trattato innumerevoli volte.</p>

<p>Il 26 aprile 1986, nella centrale nucleare di #Chernobyl, allora parte dell’Unione Sovietica, un test condotto in condizioni inadeguate provocò l’esplosione del reattore numero 4.
È rimasto uno dei più gravi disastri nucleari della storia contemporanea.
Ma ridurlo a incidente tecnico significa non comprenderne davvero la portata: né allora, né oggi.</p>

<p>Il reattore coinvolto, di tipo “<strong>RBMK</strong>”, presentava caratteristiche strutturali problematiche: instabilità a bassa potenza e assenza di un adeguato contenimento.
Questi limiti erano noti in ambito tecnico, ma non vennero affrontati con la necessaria trasparenza. Il sistema sovietico tendeva a compartimentare le informazioni, limitandone la circolazione anche tra specialisti.</p>

<p>Come ricorda lo <strong>storico ucraino Serhij Plochiy</strong>, il reattore era nato anche per produrre plutonio militare, e la conoscenza dei difetti non arrivò mai del tutto a chi lo gestiva ogni giorno.
<strong>La cultura politica giocò un ruolo decisivo.
La priorità era dimostrare efficienza e rispettare obiettivi produttivi stabiliti centralmente</strong>.
Segnalare criticità significava esporsi a conseguenze professionali e politiche.
La sicurezza, pur formalmente centrale, veniva spesso subordinata ad altre esigenze.</p>

<p>Il Politburo di Gorbačëv riconobbe internamente che le responsabilità andavano divise tra errori umani e difetti di progettazione, ma in pubblico la colpa fu scaricata quasi interamente sugli operatori.
Gli operatori che quella notte portarono avanti il test agirono in un quadro rigido, con informazioni incomplete e istruzioni contraddittorie.
Alcuni sistemi di sicurezza furono disattivati per rispettare il protocollo sperimentale.</p>

<p><strong>In un ambiente dove il dissenso era scoraggiato, la possibilità di fermare la procedura si ridusse drasticamente</strong>.
“Aggirare” le regole era diventato prassi per tenere il passo con gli obiettivi di produzione, in un sistema che puniva l’allarme più del rischio.
Dopo l’esplosione, la gestione dell’emergenza seguì la stessa logica.
Le autorità locali e centrali evitarono di diffondere informazioni immediate e complete.
La città di <strong>Pripyat</strong>, a pochi chilometri dalla centrale, non fu evacuata subito: per ore, decine di migliaia di persone rimasero esposte senza saperlo.
Solo quando le rilevazioni di radioattività in altri paesi europei resero impossibile negare l’accaduto, l’Unione Sovietica iniziò a fornire comunicazioni ufficiali, comunque parziali e controllate.</p>

<p>Le conseguenze immediate furono drammatiche: incendi, esposizione acuta alle radiazioni, morti tra i soccorritori e tra il personale della centrale.
Nei giorni successivi, centinaia di migliaia di persone furono evacuate e intere aree furono dichiarate inabitabili.
Eppure, a quarant’anni di distanza, il numero delle vittime ufficialmente riconosciute resta poco superiore alle quaranta, cioè coloro che morirono per sindrome acuta da radiazioni: tutto il resto – malattie, decessi prematuri, impatto sulla salute mentale, rimane largamente sotto‑stimato.
Gli effetti a lungo termine sono difficili da quantificare, ma non meno rilevanti.
<strong>Ancora oggi, ampie zone tra Ucraina, Bielorussia e Russia risultano contaminate</strong>.
Isotopi come il cesio-137 e lo stronzio-90 persistono nel suolo per decenni, entrando nella catena alimentare e richiedendo monitoraggi continui.
Uno degli impatti più documentati è l’aumento dei tumori alla tiroide, soprattutto tra chi era bambino all’epoca dell’incidente.
A questo si aggiungono altre patologie e conseguenze psicologiche: ansia, stigma sociale, perdita di radicamento.</p>

<p><img src="https://www.scienzainrete.it/files/styles/molto_grande/public/5964590827_cf213fb370_o_0.jpg?itok=IXHGc-qq" alt="(C2)"></p>

<p><strong>L’impatto sociale fu profondo</strong>.
Le evacuazioni non furono solo spostamenti logistici, ma rotture definitive: comunità disperse, economie locali distrutte, territori trasformati in zone di esclusione.
La memoria del disastro continua a influenzare la percezione del rischio nucleare in tutta Europa. L’idea che “un Chernobyl da qualche parte è un Chernobyl ovunque” ha pesato sulle scelte energetiche di diversi paesi, dall’Italia alla Germania.</p>

<p><strong>Chernobyl ebbe anche un impatto politico rilevante</strong>.
L’incidente contribuì a incrinare la fiducia nell’Unione Sovietica, sia tra i cittadini sia a livello internazionale.
La gestione opaca dell’emergenza rese evidente la distanza tra la narrazione ufficiale e la realtà, accelerando dinamiche di sfiducia già presenti.
Sempre Plochiy sottolinea che, fra i fattori del crollo dell’Urss, Chernobyl fu almeno importante quanto la guerra in Afghanistan, perché mostrò ai cittadini i limiti strutturali del sistema.</p>

<p><strong>Il nodo, quindi, non è solo tecnologico.
È politico e culturale: riguarda il rapporto tra potere, informazione e responsabilità</strong>.
Quando chi decide non è tenuto a rispondere, la gestione del rischio diventa opaca e più pericolosa.</p>

<p>E qui Chernobyl smette di essere solo storia.
Le condizioni che resero possibile quel disastro (concentrazione del potere, controllo dell’informazione, repressione del dissenso) non appartengono solo al passato sovietico. Quarant’anni dopo, la sua eredità attraversa la storia dell’Ucraina indipendente e arriva fino alla guerra iniziata nel 2022, quando le truppe russe hanno occupato nuovamente il sito della centrale lungo la loro avanzata verso Kyiv.</p>

<p><strong>Nella Russia di oggi, molte di quelle dinamiche sono tornate visibili</strong>: media indipendenti ridotti o chiusi, opposizione marginalizzata o repressa, gestione del potere sempre più verticale.
In parallelo, in Ucraina la memoria di Chernobyl, insieme a quella dell’Holodomor (la carestia avvenuta durante il regime di Stalin nell&#39;Ucraina sovietica dal 1932 al 1933), è diventata uno dei pilastri dell’identità nazionale, e l’occupazione del 2022 è letta come una nuova tappa di una storia di aggressione e resistenza.</p>

<p>Durante quell’occupazione, il personale ucraino della centrale ha cercato di mantenere il controllo tecnico dell’impianto, imponendo ai soldati russi regole minime di sicurezza per evitare un nuovo incidente.
Oggi il rischio nucleare non riguarda solo la tecnologia, ma anche l’uso politico e militare degli impianti: centrali occupate, infrastrutture energetiche trasformate in obiettivi militari, minacce di “ricatto atomico” come strumento di pressione.</p>

<p><strong>Chernobyl, da questo punto di vista, non è solo memoria: è un precedente concreto di cosa accade quando sistemi complessi sono gestiti da poteri non controllati.
Ricorda che gli effetti di un incidente nucleare non si fermano ai confini di uno Stato e che, di fronte a questi rischi, trasparenza, controllo indipendente e responsabilità politica non sono un di più, ma una condizione minima di sicurezza</strong>.</p>

<p>#Chernobyl #Russia #UnioneSovietica #Ucraina #EnergiaAtomica #Blog #Opinioni</p>
]]></content:encoded>
      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/q2o61vuwfg</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:21:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>📒Dal mio diario</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/dal-mio-diario-jsrb</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Dal mio diario&#xA;&#34;Giorno di ordinaria follia&#34;..&#xA;&#xA;Perché quelli come me che parlano, raccontano certe cose, possono essere definiti solo folli! Ed io mi ritengo tale, tanto da avere la lucidità o stupidità o la debolezza di raccontarmi sempre, soprattutto quando non va proprio tutto a gonfie vele, soprattutto quando il mio mare è in tempesta, il faro è lontano e la mia barca sta per affondare...&#xA;&#xA;Eccomi qui, ore 8.00 del mattino, davanti le mie mattonelle di terracotta, che dovrei decorare, davanti al secondo caffè, forse la mia compagna e droga silenziosa di questo periodo, mi basta poco, un caffè per sentirmi più forte, più su, assolutamente e incredibilmente falso, è una scusa è un modo per ritagliarsi e concedermi un piacere, finché mi sarà concesso! Ma stamattina è tutto diverso, è  ilio giorno di ordinaria follia, c&#39;è uno stato d&#39;animo sbagliato, arrabbiato, ferito, come alcune di queste mattonelle scheggiate, che potrei e dovrei ricomporre, perchè come nel mio caso pur essendomi spezzata, piegata, rotta, per non definirmi sempre malata e poi entrare nuovamente nel circolo viziolo del bollettino medico, che tanto ha infastidito e giustamente allontanato da me,  in realtà metaforicamente parlando e non solo, mi hanno ricucita ed io allo stesso modo posso ricomporre la mattonella, incollandone i pezzi! &#xA;Reggerà? Non so , mi dicono di sì, la cucitura che è stata fatta a me è stata perfetta pare quasi essere un prezioso ricamo, si nota, ma è come un trofeo per me, un modo per ricordare al mio corpo, che nonostante tutto, ci siamo e a fatica, con impegno, coraggio, fiducia e speranza stiamo combattendo insieme.  Poi basta veramente poco , una discussione, una cena in famiglia, dove sei stata un pesce fuori d&#39;acqua, in procinto più volte di annegare, notizie devastanti ascoltate in TV, ovunque, il tempo, che di primaverile ha poco e si basta poco per far si che la mia distrazione, fragilità, la mia disattenzione, portino a far cadere , vacillare tutte le mie certezze faticosamente raggiunte, conquistate...E l&#39;altra cosa che distrugge e manda in frantumi i cocci del mio cuore, è ascoltare il miagolio disperato di mamma Licia, che a distanza di quasi un mese dalla morte di Masha, la mia gatta, la cerca e la chiama, guarda e fissa i posti in cui dormiva  e poi si addormenta in quella cassetta, dove hanno trascorso insieme gli ultimi giorni, solo che Masha non c&#39;è più ed io l&#39;unica cosa che ho pensato che potesse farla stare meglio, è stata quella di metterle un peluche e quando disperata e senza più la forza di miagolare, si arrende, va li in quella cassetta e dorme abbracciata a quel peluche, al ricordo forse della sua piccolina, che ha visto soffrire, riprendersi , lottare e poi arrendersi e abbandonarsi per sempre al auo ultimo sonno! So che parte di questa mia fragilità attuale dipende anche da questo evento, che non ho saputo gestire bene, che forse avrei dovuto affrontare diversamente, con distacco e invece è come se avessi perso un pezzo di me, della mia famiglia....e nonostante fosse solo un gatto, io l&#39;ho curata, le sono stata accanto, le ho tenuto la zampa e ho cercato in tutti i modi di farla sentire protetta e amata! Mi dispiace solo di non esserci stata nel suo ultimo respiro, so che forse è stato meglio così, o forse! Io mi sarei sentita meno in colpa, ma ormai è andata , ha attraversato quel ponte e spero solamente che davvero adesso sia serena, non so, voglio credere e sperare che sia così! La morte mi terrorizza, quando ho ricevuto la diagnosi dopo l&#39;esito della biopsia, è stato quello forse il momento più difficile, quello in cui all&#39;improvviso capisci di essere di passaggio, di non essere immortale, ma di essere umano, di non avere i requisiti necessari per difenderti da parole che in quel momento ti squartano il cuore, parole, che le ascolti, e ti fanno un male, ti mandano in confusione e allora l&#39;unica cosa che si riesce a fare è smettere di pensare, ascoltare parole, frasi che mai avresti voluto, e allora piangi, ti perdi completamente, vai nel panico, non respiri e per pochi attimi pensi davvero che sia arrivato quel momento e realizzi velocemente, di non essere pronta, di non aver realizzato ancora tutto e allora respiri e ti riprendi! Ascolti e rinasci perchè non è finita, è una prova, non è la fine della strada, è solo un percorso accidentato, in cui sono caduta, ed ora dopo essermi fatta un po&#39; male, dopo aver ricevuto le cure, le terapie, ecc, devo solo ricominciare a ritrovare quella strada, o forse una nuova e diversa, che mi dia la possibilità di andare avanti, lottare, ma soprattutto vivere! Credo che non sia facile avere a che fare, stare vicino a chi soffre, a chi si perde, a chi affronta un male, una perdita, un qualsiasi dolore, è facile dal di fuori osservare, parlare, consigliare, ma capire no, è uno tsunami che ti sconvolge, è un terremoto, dal quale ti sei salvata, ma sei ferita, devi rimascere dalle macerie, devi ricominciare, ricucire, ricomporre quei cocci, incollarli nel modo giusto, altrimenti non reggono e lo dico per esperienza, è ciò che mi sta succedendo, è il modo in cui sto cercando di reindirizzare la mia vita, di darmi la possibilità di ricominciare, con i miei tempi, le mie forze, con le mie fragilità, i momenti di sconforto, senza dovermi spiegare per forza, senza dover per forza apparire, sorridere, essere felice, se nn lo sono, piangere e sfogarmi con chi ha il cuore libero o ricucito come me, che possa comprendere il mio dolore, i miei timori, i miei momenti no, quelli in cui vorresti solo fermarti, mettere in pausa, pensieri, emozioni, paure e relazioni, col rischio poi di ritrovarti di nuovo da sola ... purtroppo io nn le so indossare le maschere, non so vestirmi di ipocrisia, di bellezza, di bontà, di falsi sorrisi, belle parole e racconti accattivanti, forse vivo in un mondo sbagliato, un&#39;epoca diversa da come mi aspettavo, forse semplicemente sono io diversa, sono me stessa, in un epoca fatta di sorrisi, conquiste, apparire più che essere, ed io nn mi ci trovo e adesso non mi ritrovo, anzi a fatica, a quei piccoli passi fatti in avanti, ne seguono altri indietro, in cui mi fermo confusa, persa, sola, ma sono sempre me stessa e benché so di aver bisogno di qualcuno che possa anche semplicemente dirmi che c&#39;è, che comprende i miei momenti, il mio voler spegnere tutto per un po&#39;, vorrei davvero che qualcuno mi abbracciasse in silenzio e che rimanesse con me, ad ascoltare i miei e insieme in questa connessione empatica, sentirmi meglio , protetta e ricaricata, per ricominciare il mio percorso, il mio cammino, la mia vita normale, da diversamente normale! Perché io una missione ce l&#39;ho ed è la vita che ho generato, devo esserci per lui, anche se già sta spiccando il volo, devo cmq essere madre, moglie, figlia, zia, amica , tante cose insieme, ma per una volta vorrei semplicemente essere quella me , che progettava, sognava e che nonostante le esperienze, belle e brutte, viveva spensierata, si uccideva di fatica, facendo 2,3 lavori, occupando ogni minuto, ogni ora e anche se stanca ero felice, e anche se alla sera crollavo, la mattina per me c&#39;era Sempre il sole, anche quando pioveva e se c&#39;era il temporale, non mi fermavo, anzi, mi ci immergevo e ne ricavavvo forza, energia e si mi armavo anche di tenacia mista a  cattiveria, quella che mi ha aiutata a crescere, a migliorarmi e superare avversità, perché forse la mia missione era scritta, era continuare ad essere quella mattonella in terracotta, grezza, decorata, scheggiata, risistemata, ma non una splendida ceramica, lucida e perfetta! L&#39;imperfezione, la fragilità, l&#39;umiltà, la semplicità , ecco questa sono io oggi, diversamente imperfetta e fragile, consapevole di potersi rompere ancora...e ancora...]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Dal mio diario
“Giorno di ordinaria follia”..</p>

<p>Perché quelli come me che parlano, raccontano certe cose, possono essere definiti solo folli! Ed io mi ritengo tale, tanto da avere la lucidità o stupidità o la debolezza di raccontarmi sempre, soprattutto quando non va proprio tutto a gonfie vele, soprattutto quando il mio mare è in tempesta, il faro è lontano e la mia barca sta per affondare...</p>

<p>Eccomi qui, ore 8.00 del mattino, davanti le mie mattonelle di terracotta, che dovrei decorare, davanti al secondo caffè, forse la mia compagna e droga silenziosa di questo periodo, mi basta poco, un caffè per sentirmi più forte, più su, assolutamente e incredibilmente falso, è una scusa è un modo per ritagliarsi e concedermi un piacere, finché mi sarà concesso! Ma stamattina è tutto diverso, è  ilio giorno di ordinaria follia, c&#39;è uno stato d&#39;animo sbagliato, arrabbiato, ferito, come alcune di queste mattonelle scheggiate, che potrei e dovrei ricomporre, perchè come nel mio caso pur essendomi spezzata, piegata, rotta, per non definirmi sempre malata e poi entrare nuovamente nel circolo viziolo del bollettino medico, che tanto ha infastidito e giustamente allontanato da me,  in realtà metaforicamente parlando e non solo, mi hanno ricucita ed io allo stesso modo posso ricomporre la mattonella, incollandone i pezzi!
Reggerà? Non so , mi dicono di sì, la cucitura che è stata fatta a me è stata perfetta pare quasi essere un prezioso ricamo, si nota, ma è come un trofeo per me, un modo per ricordare al mio corpo, che nonostante tutto, ci siamo e a fatica, con impegno, coraggio, fiducia e speranza stiamo combattendo insieme.  Poi basta veramente poco , una discussione, una cena in famiglia, dove sei stata un pesce fuori d&#39;acqua, in procinto più volte di annegare, notizie devastanti ascoltate in TV, ovunque, il tempo, che di primaverile ha poco e si basta poco per far si che la mia distrazione, fragilità, la mia disattenzione, portino a far cadere , vacillare tutte le mie certezze faticosamente raggiunte, conquistate...E l&#39;altra cosa che distrugge e manda in frantumi i cocci del mio cuore, è ascoltare il miagolio disperato di mamma Licia, che a distanza di quasi un mese dalla morte di Masha, la mia gatta, la cerca e la chiama, guarda e fissa i posti in cui dormiva  e poi si addormenta in quella cassetta, dove hanno trascorso insieme gli ultimi giorni, solo che Masha non c&#39;è più ed io l&#39;unica cosa che ho pensato che potesse farla stare meglio, è stata quella di metterle un peluche e quando disperata e senza più la forza di miagolare, si arrende, va li in quella cassetta e dorme abbracciata a quel peluche, al ricordo forse della sua piccolina, che ha visto soffrire, riprendersi , lottare e poi arrendersi e abbandonarsi per sempre al auo ultimo sonno! So che parte di questa mia fragilità attuale dipende anche da questo evento, che non ho saputo gestire bene, che forse avrei dovuto affrontare diversamente, con distacco e invece è come se avessi perso un pezzo di me, della mia famiglia....e nonostante fosse solo un gatto, io l&#39;ho curata, le sono stata accanto, le ho tenuto la zampa e ho cercato in tutti i modi di farla sentire protetta e amata! Mi dispiace solo di non esserci stata nel suo ultimo respiro, so che forse è stato meglio così, o forse! Io mi sarei sentita meno in colpa, ma ormai è andata , ha attraversato quel ponte e spero solamente che davvero adesso sia serena, non so, voglio credere e sperare che sia così! La morte mi terrorizza, quando ho ricevuto la diagnosi dopo l&#39;esito della biopsia, è stato quello forse il momento più difficile, quello in cui all&#39;improvviso capisci di essere di passaggio, di non essere immortale, ma di essere umano, di non avere i requisiti necessari per difenderti da parole che in quel momento ti squartano il cuore, parole, che le ascolti, e ti fanno un male, ti mandano in confusione e allora l&#39;unica cosa che si riesce a fare è smettere di pensare, ascoltare parole, frasi che mai avresti voluto, e allora piangi, ti perdi completamente, vai nel panico, non respiri e per pochi attimi pensi davvero che sia arrivato quel momento e realizzi velocemente, di non essere pronta, di non aver realizzato ancora tutto e allora respiri e ti riprendi! Ascolti e rinasci perchè non è finita, è una prova, non è la fine della strada, è solo un percorso accidentato, in cui sono caduta, ed ora dopo essermi fatta un po&#39; male, dopo aver ricevuto le cure, le terapie, ecc, devo solo ricominciare a ritrovare quella strada, o forse una nuova e diversa, che mi dia la possibilità di andare avanti, lottare, ma soprattutto vivere! Credo che non sia facile avere a che fare, stare vicino a chi soffre, a chi si perde, a chi affronta un male, una perdita, un qualsiasi dolore, è facile dal di fuori osservare, parlare, consigliare, ma capire no, è uno tsunami che ti sconvolge, è un terremoto, dal quale ti sei salvata, ma sei ferita, devi rimascere dalle macerie, devi ricominciare, ricucire, ricomporre quei cocci, incollarli nel modo giusto, altrimenti non reggono e lo dico per esperienza, è ciò che mi sta succedendo, è il modo in cui sto cercando di reindirizzare la mia vita, di darmi la possibilità di ricominciare, con i miei tempi, le mie forze, con le mie fragilità, i momenti di sconforto, senza dovermi spiegare per forza, senza dover per forza apparire, sorridere, essere felice, se nn lo sono, piangere e sfogarmi con chi ha il cuore libero o ricucito come me, che possa comprendere il mio dolore, i miei timori, i miei momenti no, quelli in cui vorresti solo fermarti, mettere in pausa, pensieri, emozioni, paure e relazioni, col rischio poi di ritrovarti di nuovo da sola ... purtroppo io nn le so indossare le maschere, non so vestirmi di ipocrisia, di bellezza, di bontà, di falsi sorrisi, belle parole e racconti accattivanti, forse vivo in un mondo sbagliato, un&#39;epoca diversa da come mi aspettavo, forse semplicemente sono io diversa, sono me stessa, in un epoca fatta di sorrisi, conquiste, apparire più che essere, ed io nn mi ci trovo e adesso non mi ritrovo, anzi a fatica, a quei piccoli passi fatti in avanti, ne seguono altri indietro, in cui mi fermo confusa, persa, sola, ma sono sempre me stessa e benché so di aver bisogno di qualcuno che possa anche semplicemente dirmi che c&#39;è, che comprende i miei momenti, il mio voler spegnere tutto per un po&#39;, vorrei davvero che qualcuno mi abbracciasse in silenzio e che rimanesse con me, ad ascoltare i miei e insieme in questa connessione empatica, sentirmi meglio , protetta e ricaricata, per ricominciare il mio percorso, il mio cammino, la mia vita normale, da diversamente normale! Perché io una missione ce l&#39;ho ed è la vita che ho generato, devo esserci per lui, anche se già sta spiccando il volo, devo cmq essere madre, moglie, figlia, zia, amica , tante cose insieme, ma per una volta vorrei semplicemente essere quella me , che progettava, sognava e che nonostante le esperienze, belle e brutte, viveva spensierata, si uccideva di fatica, facendo 2,3 lavori, occupando ogni minuto, ogni ora e anche se stanca ero felice, e anche se alla sera crollavo, la mattina per me c&#39;era Sempre il sole, anche quando pioveva e se c&#39;era il temporale, non mi fermavo, anzi, mi ci immergevo e ne ricavavvo forza, energia e si mi armavo anche di tenacia mista a  cattiveria, quella che mi ha aiutata a crescere, a migliorarmi e superare avversità, perché forse la mia missione era scritta, era continuare ad essere quella mattonella in terracotta, grezza, decorata, scheggiata, risistemata, ma non una splendida ceramica, lucida e perfetta! L&#39;imperfezione, la fragilità, l&#39;umiltà, la semplicità , ecco questa sono io oggi, diversamente imperfetta e fragile, consapevole di potersi rompere ancora...e ancora...</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/xcrg9acjsb</guid>
      <pubDate>Sat, 25 Apr 2026 11:23:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Guide (per il 25 Aprile.) </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/guide-per-il-25-aprile</link>
      <description>&lt;![CDATA[(219)&#xA;&#xA;(G1) &#xA;&#xA;Premessa.&#xA;Celebrare il #25Aprile, come fa con questo bel post l’amico @piedea.bsky.social, è una cosa che dovrebbe essere normale, se vista nella giusta prospettiva. &#xA;Con questo racconto mi piace l’idea di esaltare la ricorrenza per quello che dovrebbe essere: un giorno del popolo e per il popolo, per chi crede nella memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo, non per coloro che vogliono equiparare tutto e tutti in nome di una “normalizzazione” che è solo propaganda per un regime abbietto. &#xA;Le righe che leggerete sono colme di un sentimento che mi appartiene e che così bene è stato espresso dal mio amico. Lo ringrazio anche per aver saputo, meglio di me, intercettare il senso profondo del #25Aprile, che a tutti noi ricorda il valore imprescindibile della difesa della democrazia e della libertà. &#xA;Tutti i giorni. &#xA;Ovunque. &#xA;Per sempre.&#xA;&#xA;Ogni anno, all&#39;approssimarsi del venticinque Aprile, salta fuori qualcuno che tenta di trasformare la &#34;Festa della Liberazione&#34; dal nazi-fascismo in una blanda commemorazione delle vittime di entrambi gli schieramenti, relegando a un ormai lontano passato oscuro, da nascondere e purtroppo già in buona parte dimenticato, la parte vitale, fondante e portante della nostra democrazia.&#xA;&#xA;Rendere labile il confine tra chi è caduto cercando di riscattare l&#39;onore di un Paese dopo vent&#39;anni di dittatura e chi nella Libertà e nei valori democratici non ha mai creduto, significa rendere meno forti quei valori, anestetizzare le persone affinché non riconoscano negli odierni comportamenti illiberali le stesse radici, mai estirpate, di quelli passati.&#xA;&#xA;È un&#39;operazione tanto subdola quanto semplice, tanto che anche qualcuno &#34;di sinistra&#34; ha ceduto a volte alla tentazione di equiparare le vittime in quanto cadute per degli ideali, anche se opposti. &#xA;No: una cosa è l&#39;umana pietà (che i fasci comunque non avevano) per la persona, un&#39;altra è il giudizio storico, politico, civile, umano, che distingue in due posizioni antitetiche chi lottava per la Libertà e chi contro di essa.&#xA;&#xA;La linea di demarcazione è e deve essere netta: niente sconti, nessuno spazio ad ammorbidimenti o &#34;dimenticanze&#34;. Già troppo si è perso della spinta liberatrice primigenia, prova ne sia l&#39;attuale classe dirigente e il sostegno di cui gode.&#xA;A ricordarmi di questa netta divisione non sono le storie partigiane, che pure qui sulle Apuane non mancano, nemmeno il discorso di Calamandrei, riportato sull&#39;obelisco delle Fosse del Frigido, e neppure i periodi bui della nostra Repubblica, fra tentativi di golpe, bombe sui treni e alle stazioni e logge massoniche: a ricordarmi lo spartiacque invalicabile è Macchiarino (Machjarino), un cane.&#xA;&#xA;Con i bombardamenti e le cannonate americane, la piana e la città di Massa non erano sicure e la popolazione cercò riparo sulle colline circostanti. &#xA;Nell&#39;estate del &#39;44 fu implementata dai tedeschi la Linea Gotica, che iniziava dalle Apuane fino all&#39;Adriatico. &#xA;Ampie fasce pedemontane furono minate.&#xA;Canfin (Petrolio), così detto per i capelli e i baffoni neri e unti, aveva dei terreni dove ora abito io e tutte le mattine, prima dell&#39;alba, si metteva in cammino scendendo dal rifugio montano, e cercava di strappare qualcosa alla terra per poter sfamare alla sera la famiglia sfollata. &#xA;A far da guida a lui e altri era il suo cane Machjarino, che, non si sa come, aveva trovato un passaggio sicuro fra le mine.&#xA;Forno, Vinca, Bergiola Foscalina, San Terenzo, Castelpoggio... sono solo alcune delle stragi nazifasciste compiute in queste zone. &#xA;&#xA;(G2)&#xA;&#xA;Molti borghi all&#39;epoca erano raggiungibili solo con mulattiere o sentieri e solo gente del posto, gente in camicia nera (spesso coperta con uniformi della Wehrmacht) poteva guidare i tedeschi, svolgere ruolo di copertura e, a volte, partecipare attivamente alle stragi.&#xA;A Sant&#39;Anna di Stazzema, 560 vittime, fino a pochi anni fa i sopravvissuti vi avrebbero detto che mentre un organetto suonava tra una raffica e l&#39;altra, molti soldati tedeschi parlavano in dialetto carrarino e spezzino.&#xA;&#xA;Anche loro erano giovani che combattevano e spesso morivano per un ideale e quindi il 25 Aprile andrebbero commemorati assieme alle vittime civili e partigiane, per chiudere una questione ormai superata: questo ci tiene a farci sapere il nostro presidente del Senato. &#xA;&#xA;No, cari La Russa e accoliti: non tutti gli ideali sono uguali, come non lo sono le vittime. E nemmeno le guide. &#xA;&#xA;A guerra finita, dopo lo sminamento, Machjarino saltò su una mina perduta, ma sopravvisse. &#xA;Viva Machjarino!&#xA;&#xA;#Blog #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Antifascismo #Italia #Repubblica #Racconti &#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(219)</p>

<p><img src="https://www.difesa.it/assets/img/ab884272-3aba-4aed-86e6-f6c0c9e861a9.jpg" alt="(G1)"></p>

<p><strong>Premessa</strong>.
Celebrare il #25Aprile, come fa con questo bel post l’amico @piedea.bsky.social, è una cosa che dovrebbe essere normale, se vista nella giusta prospettiva.
Con questo racconto mi piace l’idea di esaltare la ricorrenza per quello che dovrebbe essere: un giorno del popolo e per il popolo, per chi crede nella memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo, non per coloro che vogliono equiparare tutto e tutti in nome di una “normalizzazione” che è solo propaganda per un regime abbietto.
Le righe che leggerete sono colme di un sentimento che mi appartiene e che così bene è stato espresso dal mio amico. Lo ringrazio anche per aver saputo, meglio di me, intercettare il senso profondo del #25Aprile, che a tutti noi ricorda il valore imprescindibile della difesa della democrazia e della libertà.
Tutti i giorni.
Ovunque.
Per sempre.</p>

<p>Ogni anno, all&#39;approssimarsi del venticinque Aprile, salta fuori qualcuno che tenta di trasformare la “Festa della Liberazione” dal nazi-fascismo in una blanda commemorazione delle vittime di entrambi gli schieramenti, relegando a un ormai lontano passato oscuro, da nascondere e purtroppo già in buona parte dimenticato, la parte vitale, fondante e portante della nostra democrazia.</p>

<p><strong>Rendere labile il confine tra chi è caduto cercando di riscattare l&#39;onore di un Paese dopo vent&#39;anni di dittatura e chi nella Libertà e nei valori democratici non ha mai creduto, significa rendere meno forti quei valori, anestetizzare le persone affinché non riconoscano negli odierni comportamenti illiberali le stesse radici, mai estirpate, di quelli passati</strong>.</p>

<p>È un&#39;operazione tanto subdola quanto semplice, tanto che anche qualcuno “di sinistra” ha ceduto a volte alla tentazione di equiparare le vittime in quanto cadute per degli ideali, anche se opposti.
No: una cosa è l&#39;umana pietà (che i fasci comunque non avevano) per la persona, un&#39;altra è il giudizio storico, politico, civile, umano, che distingue in due posizioni antitetiche chi lottava per la Libertà e chi contro di essa.</p>

<p>La linea di demarcazione è e deve essere netta: niente sconti, nessuno spazio ad ammorbidimenti o “dimenticanze”. Già troppo si è perso della spinta liberatrice primigenia, prova ne sia l&#39;attuale classe dirigente e il sostegno di cui gode.
A ricordarmi di questa netta divisione non sono le storie partigiane, che pure qui sulle Apuane non mancano, nemmeno il discorso di Calamandrei, riportato sull&#39;obelisco delle Fosse del Frigido, e neppure i periodi bui della nostra Repubblica, fra tentativi di golpe, bombe sui treni e alle stazioni e logge massoniche: a ricordarmi lo spartiacque invalicabile è Macchiarino (<strong>Machjarino</strong>), un cane.</p>

<p>Con i bombardamenti e le cannonate americane, la piana e la città di Massa non erano sicure e la popolazione cercò riparo sulle colline circostanti.
Nell&#39;estate del &#39;44 fu implementata dai tedeschi la Linea Gotica, che iniziava dalle Apuane fino all&#39;Adriatico.
Ampie fasce pedemontane furono minate.
<strong>Canfin</strong> (Petrolio), così detto per i capelli e i baffoni neri e unti, aveva dei terreni dove ora abito io e tutte le mattine, prima dell&#39;alba, si metteva in cammino scendendo dal rifugio montano, e cercava di strappare qualcosa alla terra per poter sfamare alla sera la famiglia sfollata.
A far da guida a lui e altri era il suo cane Machjarino, che, non si sa come, aveva trovato un passaggio sicuro fra le mine.
Forno, Vinca, Bergiola Foscalina, San Terenzo, Castelpoggio... sono solo alcune delle stragi nazifasciste compiute in queste zone.</p>

<p><img src="https://static.ilmanifesto.it/2024/04/25aprile-1994-foto-archio-manifesto.jpg" alt="(G2)"></p>

<p>Molti borghi all&#39;epoca erano raggiungibili solo con mulattiere o sentieri e solo gente del posto, gente in camicia nera (spesso coperta con uniformi della Wehrmacht) poteva guidare i tedeschi, svolgere ruolo di copertura e, a volte, partecipare attivamente alle stragi.
<strong>A Sant&#39;Anna di Stazzema, 560 vittime, fino a pochi anni fa i sopravvissuti vi avrebbero detto che mentre un organetto suonava tra una raffica e l&#39;altra, molti soldati tedeschi parlavano in dialetto carrarino e spezzino</strong>.</p>

<p><strong>Anche loro erano giovani che combattevano e spesso morivano per un ideale e quindi il 25 Aprile andrebbero commemorati assieme alle vittime civili e partigiane, per chiudere una questione ormai superata: questo ci tiene a farci sapere il nostro presidente del Senato</strong>.</p>

<p><strong>No, cari La Russa e accoliti: non tutti gli ideali sono uguali, come non lo sono le vittime. E nemmeno le guide</strong>.</p>

<p>A guerra finita, dopo lo sminamento, Machjarino saltò su una mina perduta, ma sopravvisse.
<strong>Viva Machjarino!</strong></p>

<p>#Blog #25Aprile #FestaDellaLiberazione #Antifascismo #Italia #Repubblica #Racconti</p>
]]></content:encoded>
      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/0nm0s518rn</guid>
      <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:52:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>E come ... Enghivuc e Urgula</title>
      <link>https://noblogo.org/la-biblioteca-di-amarganta/h1e-come</link>
      <description>&lt;![CDATA[h1E come ... Enghivuc e Urgula/h1&#xA;&#xA;div class=&#34;container&#34;img src=&#34;https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-E.jpg&#34; alt=&#34;Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera E, creatore Antonio Basioli&#34;/div &#xA;&#xA;bEinghivuc e Urgula/b, i Bisolitari. Riprendiamo il blog parlando di loro. &#xA;&#xA;Sicuramente li conoscete, magari con i nomi (inglesi) di iEngywook/i e iUrgul/i! Sono i due gnomi che aiutano Atreiu a raggiungere l&#39;Oracolo Meridionale, e due dei più ripresi nei vari media derivati.  &#xA;&#xA;Questa litigiosa copia riprende il topos che il sito iTVTropes/i definisce come iMadre Natura, Padre Scienza/i, ma (in puro stile Endeliano) reinterpreta anche il #topos del mentore dell&#39;eroe dandogli una dimensione più intima e domestica. &#xA;&#xA;h2Una coppia che non scoppia!/h2&#xA;&#xA;Come molti personaggi, anche il mio primo incontro con la coppia di gnomi è avvenuto nel cartone animato. &#xA;Lo gnomo è un vecchio studioso, interessato a scoprire i misteri che avvolgono l&#39;Oracolo Meridionale e le porte del suo tempio (la serie animata lo rende addirittura un inventore).  Sua moglie invece è una medichessa, un&#39;erborista ed è lei a curare Atreiu. I differenti approcci dei due gnomi (intellettuale e desideroso di riconoscimento lui, materna e spirituale lei) danno vita ad accese discussioni, senza arrivare mai alle mani.&#xA;&#xA;Malgrado le differenze, sono coppia funzionale. Urgula - pur non comprendendo la sete di conoscenza del marito - capisce quanto il suo lavoro sia importante per lui. Einghivuc, d&#39;altra parte, riconosce abbastanza in fretta quando la moglie ha ragione nel rimproverarlo. &#xA;I due si amano molto, come testimoniato dalla scena dell&#39;episodio del cartone che ricordo meglio (iThe Three Feeling Stones/i) dove Urgula si rivolge al marito chiamandolo &#34;[...] mio cavaliere azzurro in pensione!&#34;.&#xA;&#xA;Da un punto di vista narrativo, i due si possono considerare come dei mentori per Atreiu, in modo particolare Einghivuc - introdotto come uno studioso dell&#39;Oracolo. &#xA;&#xA;h2La relazione nella solitudine/h2&#xA;&#xA;Poco utilizzato fuori dal libro è l&#39;epiteto della coppia: iBisolitari/i.&#xA;&#xA;Si tratta di una parola creata ad hoc dalla traduttrice italiana, Amina Pandolfi, a href=&#34;https://alemontosi.blogspot.com/2019/12/40-anni-del-romanzo-la-storia-infinita.html&#34;con la complicità di Ende stesso/a (all&#39;epoca residente in Italia), come affermato dallo stesso autore nel suo saggio iItaliano e tedesco. Due lingue e un narratore/i. &#xA;&#xA;In originale viene infatti utilizzato il termine tedesco biZweisiedler/i/b, creato in precedenza dal filosofo Nietzche nella sua opera iCosì parlò Zaharatustra/i.  Si tratta di una crasi di due parole tedesche:  &#34;zwei&#34; (due) e &#34;Einsiedler&#34; (solitario, eremita), una parola che è una contraddizione di per sé, poiché associa alla solitudine dell&#39;eremita una dimensione duale, di relazione con un&#39;altra persona.  &#xA;&#xA;Tenendo conto della dinamica di coppia dei due e del loro ruolo condiviso di mentori e guide di Atreiu, la parola funziona! &#xA;Nuovamente Ende gioca con i topoi e i loro stereotipi. Nell&#39;avventura di Atreiu, il #mentore non è un vecchio saggio solitario, considerato folle dai più, come nella maggior parte della narrativa fantastica, bensì una coppia sposata che si sostiene l&#39;uno con l&#39;altra, litiga e insieme opera. &#xA; &#xA;h2Un confronto con Tolkien/h2&#xA;&#xA;Parlando di coppie sagge che vivono isolate, il pensiero non può andare a quella formata da Tom Bombadil e Baccadoro (Marrygold) del iSignore degli Anelli/i.&#xA;Le due copie però risultano solo nell&#39;essere una coppia e nell&#39;aver soccorso e guidato gli eroi (Frodo e Sam nel caso di Tom e sua moglie, Fùcur e Atreiu in quello dei Bisolitari). Anche l&#39;impatto narrativo che esse hanno è diverso. &#xA;Tom Bombadil ha infatti un maggior peso narrativo della moglie, mentre Enghivuc e Urgula si muovono sempre insieme: anche durante le spiegazioni dello gnomo ad Atreiu, Urugula non rimane in silenzio ma interviene nella discussione, ricordando al marito che la sua scienza non può comunque spiegare i grandi misteri. &#xA;&#xA;E se Bombadil e Baccadoro sono una coppia che incarna l&#39;alterità della natura, i Bisolitari sono invece un duo più reale e verosimile, con una dimensione domestica spesso assente nella figura del mentore dell&#39;eroe. &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h1>E come ... Enghivuc e Urgula</h1>

<div class="container"><img src="https://www.altrimondi.org/sf/wp-content/uploads/2019/06/Basoli-Antonio-E.jpg" alt="Capolettera della prima edizione italiana della Storia Infinita. Lettera E, creatore Antonio Basioli"></div> 

<p><b>Einghivuc e Urgula</b>, i Bisolitari. Riprendiamo il blog parlando di loro.</p>

<p>Sicuramente li conoscete, magari con i nomi (inglesi) di <i>Engywook</i> e <i>Urgul</i>! Sono i due gnomi che aiutano Atreiu a raggiungere l&#39;Oracolo Meridionale, e due dei più ripresi nei vari media derivati.</p>

<p>Questa litigiosa copia riprende il topos che il sito <i>TVTropes</i> definisce come <i>Madre Natura, Padre Scienza</i>, ma (in puro stile Endeliano) reinterpreta anche il #topos del mentore dell&#39;eroe dandogli una dimensione più intima e domestica.</p>

<h2>Una coppia che non scoppia!</h2>

<p>Come molti personaggi, anche il mio primo incontro con la coppia di gnomi è avvenuto nel cartone animato.
Lo gnomo è un vecchio studioso, interessato a scoprire i misteri che avvolgono l&#39;Oracolo Meridionale e le porte del suo tempio (la serie animata lo rende addirittura un inventore).  Sua moglie invece è una medichessa, un&#39;erborista ed è lei a curare Atreiu. I differenti approcci dei due gnomi (intellettuale e desideroso di riconoscimento lui, materna e spirituale lei) danno vita ad accese discussioni, senza arrivare mai alle mani.</p>

<p>Malgrado le differenze, sono coppia funzionale. Urgula – pur non comprendendo la sete di conoscenza del marito – capisce quanto il suo lavoro sia importante per lui. Einghivuc, d&#39;altra parte, riconosce abbastanza in fretta quando la moglie ha ragione nel rimproverarlo.
I due si amano molto, come testimoniato dalla scena dell&#39;episodio del cartone che ricordo meglio (<i>The Three Feeling Stones</i>) dove Urgula si rivolge al marito chiamandolo “[...] mio cavaliere azzurro in pensione!“.</p>

<p>Da un punto di vista narrativo, i due si possono considerare come dei mentori per Atreiu, in modo particolare Einghivuc – introdotto come uno studioso dell&#39;Oracolo.</p>

<h2>La relazione nella solitudine</h2>

<p>Poco utilizzato fuori dal libro è l&#39;epiteto della coppia: <i>Bisolitari</i>.</p>

<p>Si tratta di una parola creata ad hoc dalla traduttrice italiana, Amina Pandolfi, <a href="https://alemontosi.blogspot.com/2019/12/40-anni-del-romanzo-la-storia-infinita.html" rel="nofollow">con la complicità di Ende stesso</a> (all&#39;epoca residente in Italia), come affermato dallo stesso autore nel suo saggio <i>Italiano e tedesco. Due lingue e un narratore</i>.</p>

<p>In originale viene infatti utilizzato il termine tedesco <b><i>Zweisiedler</i></b>, creato in precedenza dal filosofo Nietzche nella sua opera <i>Così parlò Zaharatustra</i>.  Si tratta di una crasi di due parole tedesche:  “zwei” (due) e “Einsiedler” (solitario, eremita), una parola che è una contraddizione di per sé, poiché associa alla solitudine dell&#39;eremita una dimensione duale, di relazione con un&#39;altra persona.</p>

<p>Tenendo conto della dinamica di coppia dei due e del loro ruolo condiviso di mentori e guide di Atreiu, la parola funziona!
Nuovamente Ende gioca con i topoi e i loro stereotipi. Nell&#39;avventura di Atreiu, il #mentore non è un vecchio saggio solitario, considerato folle dai più, come nella maggior parte della narrativa fantastica, bensì una coppia sposata che si sostiene l&#39;uno con l&#39;altra, litiga e insieme opera.</p>

<h2>Un confronto con Tolkien</h2>

<p>Parlando di coppie sagge che vivono isolate, il pensiero non può andare a quella formata da Tom Bombadil e Baccadoro (Marrygold) del <i>Signore degli Anelli</i>.
Le due copie però risultano solo nell&#39;essere una coppia e nell&#39;aver soccorso e guidato gli eroi (Frodo e Sam nel caso di Tom e sua moglie, Fùcur e Atreiu in quello dei Bisolitari). Anche l&#39;impatto narrativo che esse hanno è diverso.
Tom Bombadil ha infatti un maggior peso narrativo della moglie, mentre Enghivuc e Urgula si muovono sempre insieme: anche durante le spiegazioni dello gnomo ad Atreiu, Urugula non rimane in silenzio ma interviene nella discussione, ricordando al marito che la sua scienza non può comunque spiegare i grandi misteri.</p>

<p>E se Bombadil e Baccadoro sono una coppia che incarna l&#39;alterità della natura, i Bisolitari sono invece un duo più reale e verosimile, con una dimensione domestica spesso assente nella figura del mentore dell&#39;eroe.</p>
]]></content:encoded>
      <author>La biblioteca di Amarganta</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fveqrpw30x</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:16:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ridimensionare volumi LVM</title>
      <link>https://noblogo.org/aytin/ridimensionare-volumi-lvm</link>
      <description>&lt;![CDATA[lvm&#xA;Supponiamo di avere 3 volumi logici, ad es. vol1, vol2, vol3 e di voler aumentare il secondo a discapito degli altri due.&#xA;&#xA;Un’esigenza analoga, su un filesystem partizionato in 3 parti in maniera canonica, è un mezzo incubo perché il ridimensionamento della partizione centrale prevede un discreto numero di salti mortali per manenere la contiguità e per non rischiare di lasciare buchetti inutilizzabili fra una partizione e l’altra. &#xA;!--more--&#xA;&#xA;1. Cose che è bene ricordare quando si manipolano i volumi logici&#xA;2. Scenario 1: Estensione e riduzione di volumi logici&#xA;   2.1. Step 0: curiosità&#xA;   2.2. Step 1: Smontare i dischi&#xA;   2.3. Step 2: Riduzione del filesystem&#xA;   2.4. Step 3: Ridimensionare i volumi logici&#xA;   2.5. Step 4: Estendere il volume logico&#xA;   2.6. Step 5: Bonus&#xA;3. Scenario 2: Estensione e riduzione di gruppi di volume&#xA;4. Conclusione&#xA;&#xA;Provo a buttare giù due righe su quello che mi verrebbe di fare:&#xA;&#xA;riduco la prima partizione&#xA;riduco la terza partizione&#xA;sposto la terza partizione fino alla fine del disco&#xA;sposto la seconda partizione fino alla fine della prima partizione&#xA;estendo la seconda partizione fino alla fine della prima&#xA;&#xA;Tutto questo tenendo presente che l’unità minima allocabile è il blocco (512 bytes) e che l’operazione che mi fa più paura è il move della partizione. parted non ha un comando “move” diretto. La procedura richiede di calcolare i nuovi settori, spostare i dati e aggiornare la tabella delle partizioni.&#xA;&#xA;Senza una GUI come quella di gparted, bisogna farsi letteralmente i conti con carta e penna prima di agire e c’è il rischio, comunque molto alto, di commettere errori che sarebbero disastrosi.&#xA;&#xA;LVM, al confronto, è una boccata d’ossigeno.&#xA;&#xA;LVM dà la possibilità di ridimensionare volumi in maniera più semplice rispetto al partizionamento più tradizionale perché la dimensione della partizione è disaccoppiata da concetti di contiguità e dalla geometria del disco.&#xA;&#xA;Nel caso del partizionamento tradizionale infatti le partizioni sono dei blocchi di settori consecutivi in cui ogni partizione inizia in un settore finisce in un altro.&#xA;&#xA;Con LVM invece l’approccio è radicalmente diverso. La minima unità allocabile è l’extent (default 4 MiB) che serve per mappare un volume fisico in un volume logico.&#xA;&#xA;Se immaginiamo che il volume fisico possa essere spezzettato in altrettanti extents in una sorta di “paniere”, il volume group, il volume logico non è altro che un insieme di questi extents pescati dal volume group (senza alcuna pretesa d’ordinamento) a cui posso:&#xA;&#xA;aggiungere extents prelevandoli dal volume group&#xA;levare extents riponendoli nel volume group (o assegnandoli ad altri volumi logici).&#xA;&#xA;Queste proprietà conferiscono una grande flessibilità alle operazioni di riduzione ed estensione dei volumi.&#xA;&#xA;1. Cose che è bene ricordare quando si manipolano i volumi logici.&#xA;&#xA;Partizioni&#xA;Quando si riduce o aumenta un filesystem, è bene smontare le partizioni e volumi logici.&#xA;&#xA;Ridurre un volume logico&#xA;Quando si riduce un volume logico, si deve:&#xA;&#xA;fare un check del filesystem&#xA;ridurre il filesystem&#xA;ridurre il volume logico&#xA;&#xA;Estendere un volume logico&#xA;Quando si aumenta un volume logico, al contrario, si deve:&#xA;&#xA;estendere il volume logico&#xA;estendere il filesystem&#xA;fare un check del filesystem&#xA;&#xA;Calcolare lo spazio allocabile&#xA;Un volume logico è composto da un insieme di extents, blocchi grandi di default 4 MiB, che sono la minima unità allocabile. Un volume logico è quindi sempre corrispondente ad un multiplo di 4 MiB, n extents di cui n\-1 allocabili, il rimanente per i metadati. Ad es. un volume logico di 2 GiB è composta da 512 extents di cui 511 allocabili.&#xA;&#xA;La potenza di due&#xA;Si deve tenere sempre presente che, nella matematica del calcolo dello spazio, si considerano le potenze di 2. Non di 10. Quindi un GiB equivale a 1024 MiB, non a 1000. Di conseguenza, se dividessi un GiB in due parti uguali avrei 2 blocchi da 512 MiB non da 500.&#xA;&#xA;Estensione e riduzione&#xA;Nelle istruzioni di estensione (lvextend) e riduzione (lvreduce) possiamo scegliere ciò che va specificato fra 4 modalità:&#xA;&#xA;il numero totale di extents&#xA;il delta in aggiunta o in diminuzione degli extents (a seconde che l’operazione sia rispettivamente di estensione o di riduzione)&#xA;la dimensione totale espressa in KiB-MiB-GiB-TiB&#xA;come prima, il delta in aggiunta o in diminuzione della dimensione espresso in KiB-MiB-GiB-TiB&#xA;&#xA;2. Scenario 1: Estensione e riduzione di volumi logici&#xA;Supponiamo di avere un disco da 2 GiB (2048 MiB) diviso in 3 volumi logici da 550 MiB, 350 MiB e 1148 MiB di e di volerne ridurre due per ampliare il terzo.&#xA;&#xA;Vogliamo ridurre il primo di 150 MiB, il terzo di 330 MiB e aumentare corrispondentemente il secondo volume di 480 MiB.&#xA;&#xA;Prepariamo il laboratorio col solito file appiccicato ad un loop device. Su quello definirò il volume group, il mio “paniere” di extents.&#xA;creazione device&#xA;fallocate -l 2GiB disk1.img&#xA;&#xA;creazione device e volum group&#xA;vgcreate vglab $(losetup -Pf --show disk1.img)&#xA;&#xA;creazione volumi logici&#xA;lvcreate -n lvlab1 vglab -L 550M&#xA;lvcreate -n lvlab2 vglab -L 350M&#xA;lvcreate -n lvlab3 vglab -l 100%FREE&#xA;&#xA;formattazione volumi logici&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab1&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab2&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab3&#xA;&#xA;mount dei volumi&#xA;mkdir vol1 vol2 vol3&#xA;mount -t ext4 -o defaults /dev/vglab/lvlab1 vol1&#xA;mount -t ext4 -o defaults /dev/vglab/lvlab2 vol2&#xA;mount -t ext4 -o defaults /dev/vglab/lvlab3 vol3&#xA;2.1. Step 0: curiosità&#xA;Prima di cominciare esaminiamo un po’ di dati, ad es. di quanti extents sono composti i nostri oggetti.&#xA;pvdisplay /dev/loop9&#xA;  --- Physical volume ---&#xA;  PV Name               /dev/loop9&#xA;  VG Name               vglab&#xA;  PV Size               2,00 GiB / not usable 4,00 MiB&#xA;  Allocatable           yes (but full)&#xA;  PE Size               4,00 MiB&#xA;  Total PE              511&#xA;  Free PE               0&#xA;  Allocated PE          511&#xA;  PV UUID               YmLOru-bIdL-iqGb-vJfI-RsTk-yhv7-vSJhkX&#xA;pvdisplay mi dà informazioni sul disco fisico che andrò ad aggiungere nel volume group. Fra queste:&#xA;&#xA;PV Name: il nome del device, /dev/loop9&#xA;VG Name: è il nome del gruppo di volume, vglab, visibile solo perché abbiamo creato il gruppo di volume direttamente sul dispositivo invece che passare prima da pvcreate.&#xA;PV Size: 2 GiB, la dimensione del nostro “disco”&#xA;PE Size: dove PE sta Physical Extent, è di 4 MiB&#xA;Total PE sono i PE totali e sono 511, come previsto.&#xA;&#xA;vgdisplay vglab&#xA;  --- Volume group ---&#xA;  VG Name               vglab&#xA;  System ID&#xA;  Format                lvm2&#xA;  Metadata Areas        1&#xA;  Metadata Sequence No  1&#xA;  VG Access             read/write&#xA;  VG Status             resizable&#xA;  MAX LV                0&#xA;  Cur LV                0&#xA;  Open LV               0&#xA;  Max PV                0&#xA;  Cur PV                1&#xA;  Act PV                1&#xA;  VG Size               &lt;2,00 GiB&#xA;  PE Size               4,00 MiB&#xA;  Total PE              511&#xA;  Alloc PE / Size       0 / 0&#xA;  Free  PE / Size       511 / &lt;2,00 GiB&#xA;  VG UUID               6D89ck-c2Ni-XlMN-5Was-rh5j-vi2t-5juCXt&#xA;vgdisplay mi dà informazioni sul gruppo di volumi. Fra queste, disitnguiamo&#xA;&#xA;VG Name: il nome del volume group, già visto in pvdisplay, vglab&#xA;VG Size: la dimensione del volume group, minore di 2 GiB perché ci sono i metadati da considerari&#xA;PE Size: la dimensione di un extent, 4 MiB&#xA;Total PE / Size: Il numero totale di extent allocabili, che conferma VG Size, pari a 511 invece che 512.&#xA;Alloc PE: il numero totale di extent allocati, momento della creazione del volume group è 0&#xA;Free PE / Size: il numero totale di extent liberi, prima della creazione dei volumi logici è 511&#xA;&#xA;Cosa succede quando creerò i volumi logici? Che cambia il numero di PE liberi e allocati. Siccome userò tutti gli extent disponibili, i valori per Alloc PE e Free PE si invertiranno rispetto a prima.&#xA;&#xA;Infatti dopo la creazione dei volumi logici, vgdisplay mi dirà:&#xA;vgdisplay vglab&#xA;  --- Volume group ---&#xA;  VG Name               vglab&#xA;  ...&#xA;  Alloc PE / Size       511 / &lt;2,00 GiB&#xA;  Free  PE / Size       0 / 0&#xA;  ...  &#xA;511 extents allocati come confermato dai dati desumibili dei 3 volumi logici&#xA;lvdisplay vglab&#xA; --- Logical volume ---&#xA;  LV Path                /dev/vglab/lvlab1&#xA;  LV Name                lvlab1&#xA;  VG Name                vglab&#xA;...&#xA;  LV Size                552,00 MiB&#xA;  Current LE             138&#xA;...&#xA; --- Logical volume ---&#xA;  LV Path                /dev/vglab/lvlab2&#xA;  LV Name                lvlab2&#xA;  VG Name                vglab&#xA;...&#xA;  LV Size                352,00 MiB&#xA;  Current LE             88&#xA;...&#xA; --- Logical volume ---&#xA;  LV Path                /dev/vglab/lvlab3&#xA;  LV Name                lvlab2&#xA;  VG Name                vglab&#xA;...&#xA;  LV Size                1,11 GiB&#xA;  Current LE             285&#xA;...&#xA;Per il primo, il secondo e il terzo volume logico abbiamo rispettivamente:&#xA;&#xA;138, 88, 285 extents corrispondenti a&#xA;552 MiB, 352 MiB e 1140 MiB (1,11 GiB)&#xA;per un totale di 2044 MiB, al netto dei metadati.&#xA;&#xA;Possiamo notare subito che le dimensioni non corrispondono a quanto indicato in lvcreate.&#xA;lvcreate -n lvlab1 vglab -L 550M&#xA;lvcreate -n lvlab2 vglab -L 350M&#xA;lvcreate -n lvlab3 vglab -l 100%FREE&#xA;Questo succede perché vengono sempre approssimate all’extent più vicino. Ecco perché il primo e il secondo volume sono diventati di 552 (138 extents) e 352 MiB (88 extents).&#xA;&#xA;Sempre ricordando la particolarità dei multipli di 4 MiB legati a LVM, anche la riduzione di 150 MiB e di 330 MiB dei due volumi saranno approssimate sempre all’extent più vicino (152 MiB=38 extents e 332=83 extents). Questo dettaglio si rivelerà fondamentale quando dovremo ridimensionare il filesystem.&#xA;&#xA;Con questa rinnovata consapevolezza cominciamo a ridimensionare.&#xA;2.2. Step 1: Smontare i dischi&#xA;umount /dev/vglab/lvlab1&#xA;umount /dev/vglab/lvlab2&#xA;umount /dev/vglab/lvlab3&#xA;2.3. Step 2: Riduzione del filesystem&#xA;Se dovessi ridimensionare solo il filesystem, sarebbe sufficiente considerare dimensioni che siano potenze di 2 e non di 10.&#xA;&#xA;Ma sapendo che sotto c’è un LVM, sappiamo che per mantenere l’allineamento fra filesystem e volumi logici, oltre che potenze di due le dimensioni devono essere anche multipli di 4MiB.&#xA;&#xA;Ecco perché anche nel resize reale del filesystem non dovrò levare 150 MiB e 330 MiB ma 148 MiB (37 PE) e 328 (82 PE) (è buona norma approssimare per difetto all’extent più vicino per maggior prudenza) per un totale effettivo di 476 MiB (119 PE)&#xA;&#xA;Il filesystem del primo volume sarà dunque di 552 MiB - 148 MiB = 404 MiB. Il filesystem del terzo volume sarà di 1140 MiB - 328 MiB = 812 MiB.&#xA;check dei filesystem&#xA;e2fsck -f /dev/vglab/lvlab1&#xA;e2fsck -f /dev/vglab/lvlab2&#xA;e2fsck -f /dev/vglab/lvlab3&#xA;&#xA;Riduco il primo filesystem di 148 MiB&#xA;resize2fs /dev/vglab/lvlab1 404M&#xA;&#xA;Riduco il terzo filesystem di 328 MiB&#xA;resize2fs /dev/vglab/lvlab3 812M&#xA;2.4. Step 3: Ridimensionare i volumi logici&#xA;La riduzione del volume logico può essere fatta in 4 modi come sappiamo, ad es. sul primo volume:&#xA;il numero totale di extents, 138 PE - 37 PE = 101 PE&#xA;lvreduce -l 101 /dev/vglab/lvlab1 #oppure&#xA;&#xA;il numero di exrtents da sottrarre, 38 PE&#xA;lvreduce -l -37 /dev/vglab/lvlab1 #oppure&#xA;&#xA;la dimensione totale da ottenere, 404 MiB&#xA;lvreduce -L 404M /dev/vglab/lvlab1 #oppure&#xA;&#xA;il numero di MiB da sottrarre, 148 MiB&#xA;lvreduce -L -148M /dev/vglab/lvlab1 #oppure&#xA;Per maggior chiarezza userò il size assoluto in modo da farlo corrispondere a resize2fs&#xA;Riduco il primo volume logico di 148 Mib&#xA;lvreduce -L 404M /dev/vglab/lvlab1&#xA;&#xA;Riduco il terzo volume logico di 328 Mib&#xA;lvreduce -L 812M /dev/vglab/lvlab3&#xA;Verifichiamo quanti siano i PE residui&#xA;vgdisplay vglab | grep &#34;Free  PE&#34;&#xA; Free  PE / Size       119 / 476,00 MiB&#xA;119 extents, come previsto.&#xA;2.5. Step 4: Estendere il volume logico&#xA;Dopo aver ridotto il primo e il terzo volume, non ci rimane che estendere il secondo in base alla scaletta indicata prima:&#xA;&#xA;si estende il secondo volume logico&#xA;si estende il filesystem&#xA;si esegue il check fnale del filesystem&#xA;&#xA;L’estensione del volume, come ormai ben sappiamo, non sarà di 480 MiB ma di 476 MiB (37 PE + 82 PE = 119 PE) per via degli arrotondamenti effettuati nella riduzione degli altri volumi logici.&#xA;specifico gli extent che so essere residui&#xA;lvextend -l +119 /dev/vglab/lvlab2&#xA;o, equivalentemente&#xA;lvextend -L +476M /dev/vglab/lvlab2&#xA;&#xA;estendo il filesystem&#xA;resize2fs /dev/vglab/lvlab2 828M&#xA;&#xA;check filesystem&#xA;e2fsck -f /dev/vglab/lvlab2&#xA;2.6. Step 5: Bonus&#xA;Come premio per essere arrivato in fondo, posso rivelare come fare in un colpo solo tutte le operazioni descritte sopra.&#xA;&#xA;È vero che c&#39;è poco da considerare, giusto tenere a mente che su LVM ogni oggetto è multiplo di 4 MiB e che bisogna ridimensionare filesystem e volumi logici in ugual modo per non generare pericolose anomalie, ma tutte le operazioni che ho descritto nei passi 2-4 possono essere fatte con un unico comando che provvederà ad eseguire nell&#39;ordine corretto e con le giuste approssimazioni:&#xA;&#xA;il check del filesystem&#xA;il ridimensionamento del filesystem&#xA;il ridimensionamento dei volumi logici&#xA;&#xA;Dunque, tutto il pippone atomico precedente può essere condensato in un unico, solido comando:&#xA;Riduce il primo volume logico e il filesystem&#xA;lvreduce -r -L -150M /dev/vglab/lvlab1&#xA;&#xA;Riduce il terzo volume logico e il filesystem&#xA;lvreduce -r -L -330M /dev/vglab/lvlab3&#xA;&#xA;Estende il secondo volume logico e il filesystem&#xA;lvextend -r -l +119 /dev/vglab/lvlab2&#xA;Ora spieghiamo il perché soprattutto dell&#39;extend, che è interessante.&#xA;&#xA;Diciamo che è tutto molto guidato e le eventuali correzioni da apportare, senza spaccarsi troppo il cervello, sono suggerite con estrema chiarezza, basta leggere.&#xA;lvreduce -r -L -150M /dev/vglab/lvlab1&#xA; Rounding size to boundary between physical extents: 148.00 MiB.&#xA;  File system ext4 found on vglab/lvlab1.&#xA;  File system size (552.00 MiB) is larger than the requested size (404.00 MiB).&#xA;  File system reduce is required using resize2fs.&#xA;...&#xA;  Size of logical volume vglab/lvlab1 changed from 552.00 MiB (138 extents) to 404.00 MiB (101 extents).&#xA;  Logical volume vglab/lvlab1 successfully resized.&#xA;Ci dice innanzitutto che:&#xA;&#xA;c&#39;è stato un arrotondamento a 148 MiB (37 extents);&#xA;il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;&#xA;infine si ridimensiona il volume logico da 552 MiB (138 extents) a 404 MiB (101 extents).&#xA;&#xA;Anche il secondo lvreduce ha un risultato analogo&#xA;lvreduce -r -L -330M /dev/vglab/lvlab3&#xA;  Rounding size to boundary between physical extents: 328.00 MiB.&#xA;  File system ext4 found on vglab/lvlab3.&#xA;  File system size (1.11 GiB) is larger than the requested size (812.00 MiB).&#xA;  File system reduce is required using resize2fs.&#xA;...&#xA;  Size of logical volume vglab/lvlab3 changed from 1.11 GiB (285 extents) to 812.00 MiB (203 extents).&#xA;  Logical volume vglab/lvlab3 successfully resized.&#xA;&#xA;anche qui abbiamo un arrotondamento a 328 MiB (82 extents);&#xA;il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;&#xA;infine si ridimensiona il volume logico da 1140 MiB (285 extents) a 812 MiB (203 extents).&#xA;&#xA;È facilissimo desumere che la massima dimensione dell&#39;estensione sia 148 MiB + 328 MiB = 476 MiB (119 extents), basta fare una somma.&#xA;&#xA;Ma supponiamo di essere particolarmente distratti e proviamo ad estendere considerando le quantità iniziali: 150 MiB + 330 MiB = 480 MiB&#xA;lvextend -r -L +480M /dev/vglab/lvlab2&#xA;  File system ext4 found on vglab/lvlab2.&#xA;  File system fsck will be run before extend.&#xA;  Insufficient free space: 120 extents needed, but only 119 available&#xA;Nonostante la mia distrazione, come si può vedere, non si producono danni perché l&#39;ouput è categorico: &#34;non faccio nulla. Se vuoi, puoi aumentare al max di 476 MiB (119 extents)&#34;.&#xA;Non ci sono danni e anzi c&#39;è pure il suggerimento risolutivo.&#xA;&#xA;Ed ecco spiegato il mio extend di prima.&#xA;3. Scenario 2: Estensione e riduzione di gruppi di volume&#xA;Esaminiamo le possibilità di aggiungere o rimuovere dispositivi ad un volume group esistente.&#xA;&#xA;Ricreiamo il laboratorio partendo da 3 dischi, poi aggiungeremo due nuovi dischi e ne rimuoveremo altrettanti, il tutto senza intaccare l&#39;integrità dei dati.&#xA;&#xA;creazione di 5 device&#xA;for i in {1..9}: do fallocate -l 1GiB disk${i}.img; done&#xA;&#xA;creazione del gruppo di volumi con 3 device&#xA;vgcreate vglab \&#xA;  $(losetup -Pf --show disk1.img) \&#xA;  $(losetup -Pf --show disk2.img) \&#xA;  $(losetup -Pf --show disk3.img)&#xA;&#xA;crezione di 3 volumi logici&#xA;lvcreate -n lvlab1 vglab -l 300&#xA;lvcreate -n lvlab2 vglab -l 250&#xA;lvcreate -n lvlab3 vglab -l 100%FREE&#xA;&#xA;formattazione dei 3 dispositivi&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab1&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab2&#xA;mkfs.ext4 /dev/vglab/lvlab3&#xA;Ecco come sono distribuiti i volumi logici all&#39;interno dei dischi fisici&#xA;lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE&#xA;  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE&#xA;  loop9              LVM2member     1G      loop&#xA;  └─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  loop10             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;  loop11             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab2               1000M      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;Il gruppo di volumi è composto da 3 volumi fisici tutti attivi&#xA;vgdisplay vglab |grep PV&#xA;  Max PV                0&#xA;  Cur PV                3&#xA;  Act PV                3&#xA;Andiamo ad estendere il nostro gurppo di volumi con altri due device&#xA;vgextend vglab $(losetup -Pf --show disk4.img) $(losetup -Pf --show disk5.img)&#xA;I nuovi dischi sono visibili in fondo, come si può vedere anche da  vgdisplay che mostra i 5 dischi tutti attivi. &#xA;lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE&#xA;  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE&#xA;  loop9              LVM2member     1G      loop&#xA;  └─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  loop10             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;  loop11             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab2               1000M      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvmchan&#xA;  loop12             LVM2member     1G      loop&#xA;  loop13             LVM2member     1G      loop&#xA;&#xA;vgdisplay vglab |grep PV&#xA;  Max PV                0&#xA;  Cur PV                5&#xA;  Act PV                5&#xA;Potremo usare i nuovi dischi per estendere i volumi logici esistenti ma li impiegheremo invece per rimpiazzare i primi due dischi. &#xA;&#xA;pvmove distribuisce tutti gli extents del disco fra tutti i volumi fisici che hanno spazio a sufficienza. Se non dovesse essercene, restituirà un messaggio d&#39;errore.&#xA;pvmove /dev/loop9&#xA;  /dev/loop9: Moved: 3,14%&#xA;  /dev/loop9: Moved: 100,00%&#xA;Alla fine dell&#39;operazione il disco s&#39;è liberato di tutti i suoi extents e può essere rimosso&#xA;lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE&#xA;  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE&#xA;  loop9              LVM2member     1G      loop&#xA;  loop10             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;  loop11             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab2               1000M      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;  loop12             LVM2member     1G      loop&#xA;  └─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  loop13             LVM2member     1G      loop&#xA;Prima si estrae il volume fisico dal gruppo di volumi e poi si rimuove il volume fisico e così può essere scollegato.&#xA;vgreduce vglab /dev/loop9&#xA;pvremove /dev/loop9&#xA;Verifichiamo che il volume fisico non sia più presente.&#xA;vgdisplay vglab |grep PV&#xA;  Max PV                0&#xA;  Cur PV                4&#xA;  Act PV                4&#xA;Procediamo allo stesso modo col secondo disco.&#xA;pvmove /dev/loop10&#xA;  /dev/loop10: Moved: 9,80%&#xA;  /dev/loop10: Moved: 17,65%&#xA;  /dev/loop10: Moved: 100,00%&#xA;&#xA;vgreduce vglab /dev/loop10&#xA;  Removed &#34;/dev/loop10&#34; from volume group &#34;vglab&#34;&#xA;&#xA;pvremove /dev/loop10&#xA;  Labels on physical volume &#34;/dev/loop10&#34; successfully wiped.&#xA;In conclusione possiamo vedere il gruppo di volumi con solo 3 dischi, gli altri due completamente disimpegnati col gruppo di volumi ricostituitosi attorno ai 3 dischi rimanenti. E tutto spostando semplicemente gli extents dove c&#39;era disponibilità in maniera totalmente trasparente per il filesystem.&#xA;vgdisplay vglab |grep PV&#xA;  Max PV                0&#xA;  Cur PV                3&#xA;  Act PV                3&#xA;&#xA;lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE&#xA;  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE&#xA;  loop9                              1G      loop&#xA;  loop10                             1G      loop&#xA;  loop11             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab2               1000M      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab3                860M      lvm&#xA;  loop12             LVM2member     1G      loop&#xA;  └─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  loop13             LVM2member     1G      loop&#xA;  ├─vglab-lvlab1                1,2G      lvm&#xA;  └─vglab-lvlab_3                860M      lvm&#xA;4. Conclusione&#xA;Ho solo sfiorato la complessità e le capacità offerte da LVM.&#xA;&#xA;L&#39;estensione e la riduzione di volumi logici e di gruppi di volumi sono scenari di base. Tuttavia sono sufficienti per mostrare come sia semplice, con i volumi logici, compiere operazioni che con un filesystem partizionato in maniera classica sarebbero complicatissime.&#xA;&#xA;#lvm #volumegroup #logicalvolume #filesystem #devicemapper]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/489827599091373610/31410d826-759a86/YynFD6sqFGzb/E2tgEVkaEtWT6Ucn0rqMrtk9qnJlr5p9nLl9m5pu.jpg" alt="lvm">
Supponiamo di avere 3 volumi logici, ad es. vol1, vol2, vol3 e di voler aumentare il secondo a discapito degli altri due.</p>

<p>Un’esigenza analoga, su un filesystem partizionato in 3 parti in maniera canonica, è un mezzo incubo perché il ridimensionamento della partizione centrale prevede un discreto numero di salti mortali per manenere la contiguità e per non rischiare di lasciare buchetti inutilizzabili fra una partizione e l’altra.
</p>
<ul><li><a href="#1-cose-che-%C3%A8-bene-ricordare-quando-si-manipolano-i-volumi-logici" rel="nofollow">1. Cose che è bene ricordare quando si manipolano i volumi logici</a></li>
<li><a href="#2-scenario-1-estensione-e-riduzione-di-volumi-logici" rel="nofollow">2. Scenario 1: Estensione e riduzione di volumi logici</a>
<ul><li><a href="#2-1-step-0-curiosit%C3%A0" rel="nofollow">2.1. Step 0: curiosità</a></li>
<li><a href="#2-2-step-1-smontare-i-dischi" rel="nofollow">2.2. Step 1: Smontare i dischi</a></li>
<li><a href="#2-3-step-2-riduzione-del-filesystem" rel="nofollow">2.3. Step 2: Riduzione del filesystem</a></li>
<li><a href="#2-4-step-3-ridimensionare-i-volumi-logici" rel="nofollow">2.4. Step 3: Ridimensionare i volumi logici</a></li>
<li><a href="#2-5-step-4-estendere-il-volume-logico" rel="nofollow">2.5. Step 4: Estendere il volume logico</a></li>
<li><a href="#2-6-step-5-bonus" rel="nofollow">2.6. Step 5: Bonus</a></li></ul></li>
<li><a href="#3-scenario-2-estensione-e-riduzione-di-gruppi-di-volume" rel="nofollow">3. Scenario 2: Estensione e riduzione di gruppi di volume</a></li>
<li><a href="#4-conclusione" rel="nofollow">4. Conclusione</a></li></ul>

<p>Provo a buttare giù due righe su quello che mi verrebbe di fare:</p>
<ol><li>riduco la prima partizione</li>
<li>riduco la terza partizione</li>
<li>sposto la terza partizione fino alla fine del disco</li>
<li>sposto la seconda partizione fino alla fine della prima partizione</li>
<li>estendo la seconda partizione fino alla fine della prima</li></ol>

<p>Tutto questo tenendo presente che l’unità minima allocabile è il blocco (512 bytes) e che l’operazione che mi fa più paura è il move della partizione. <code>parted</code> non ha un comando “move” diretto. La procedura richiede di calcolare i nuovi settori, spostare i dati e aggiornare la tabella delle partizioni.</p>

<p>Senza una GUI come quella di <strong>gparted</strong>, bisogna farsi letteralmente i conti con carta e penna prima di agire e c’è il rischio, comunque molto alto, di commettere errori che sarebbero disastrosi.</p>

<p>LVM, al confronto, è una boccata d’ossigeno.</p>

<p>LVM dà la possibilità di ridimensionare volumi in maniera più semplice rispetto al partizionamento più tradizionale perché la dimensione della partizione è disaccoppiata da concetti di contiguità e dalla geometria del disco.</p>

<p>Nel caso del partizionamento tradizionale infatti le partizioni sono dei blocchi di settori consecutivi in cui ogni partizione inizia in un settore finisce in un altro.</p>

<p>Con LVM invece l’approccio è radicalmente diverso. La minima unità allocabile è l’<strong>extent</strong> (default 4 MiB) che serve per mappare un volume fisico in un volume logico.</p>

<p>Se immaginiamo che il volume fisico possa essere spezzettato in altrettanti extents in una sorta di “paniere”, il <strong>volume group</strong>, il volume logico non è altro che un insieme di questi extents pescati dal volume group (senza alcuna pretesa d’ordinamento) a cui posso:</p>
<ul><li>aggiungere extents prelevandoli dal volume group</li>
<li>levare extents riponendoli nel volume group (o assegnandoli ad altri volumi logici).</li></ul>

<p>Queste proprietà conferiscono una grande flessibilità alle operazioni di riduzione ed estensione dei volumi.</p>

<h2 id="1-cose-che-è-bene-ricordare-quando-si-manipolano-i-volumi-logici">1. Cose che è bene ricordare quando si manipolano i volumi logici.</h2>

<p><strong>Partizioni</strong>
Quando si riduce o aumenta un filesystem, è bene smontare le partizioni e volumi logici.</p>

<p><strong>Ridurre un volume logico</strong>
Quando si riduce un volume logico, si deve:</p>
<ol><li>fare un check del filesystem</li>
<li>ridurre il filesystem</li>
<li>ridurre il volume logico</li></ol>

<p><strong>Estendere un volume logico</strong>
Quando si aumenta un volume logico, al contrario, si deve:</p>
<ol><li>estendere il volume logico</li>
<li>estendere il filesystem</li>
<li>fare un check del filesystem</li></ol>

<p><strong>Calcolare lo spazio allocabile</strong>
Un volume logico è composto da un <strong>insieme di extents</strong>, blocchi grandi di default 4 MiB, che sono la minima unità allocabile. Un volume logico è quindi <strong>sempre</strong> corrispondente ad un multiplo di 4 MiB, <em>n</em> extents di cui <em>n</em>-1 allocabili, il rimanente per i metadati. Ad es. un volume logico di 2 GiB è composta da 512 extents di cui <strong>511 allocabili</strong>.</p>

<p><strong>La potenza di due</strong>
Si deve tenere <strong>sempre</strong> presente che, nella matematica del calcolo dello spazio, si considerano le potenze di 2. Non di 10. Quindi un GiB equivale a 1024 MiB, non a 1000. Di conseguenza, se dividessi un GiB in due parti uguali avrei 2 blocchi da 512 MiB non da 500.</p>

<p><strong>Estensione e riduzione</strong>
Nelle istruzioni di estensione (<strong>lvextend</strong>) e riduzione (<strong>lvreduce</strong>) possiamo scegliere ciò che va specificato fra 4 modalità:</p>
<ol><li>il <strong>numero totale</strong> di extents</li>
<li>il <strong>delta</strong> in aggiunta o in diminuzione degli extents (a seconde che l’operazione sia rispettivamente di estensione o di riduzione)</li>
<li>la dimensione totale espressa in KiB-MiB-GiB-TiB</li>
<li>come prima, il delta in aggiunta o in diminuzione della dimensione espresso in KiB-MiB-GiB-TiB</li></ol>

<h2 id="2-scenario-1-estensione-e-riduzione-di-volumi-logici">2. Scenario 1: Estensione e riduzione di volumi logici</h2>

<p>Supponiamo di avere un disco da 2 GiB (2048 MiB) diviso in 3 volumi logici da <strong>550 MiB</strong>, <strong>350 MiB</strong> e <strong>1148 MiB</strong> di e di volerne ridurre due per ampliare il terzo.</p>

<p>Vogliamo ridurre il primo di <strong>150 MiB</strong>, il terzo di <strong>330 MiB</strong> e aumentare corrispondentemente il secondo volume di <strong>480 MiB</strong>.</p>

<p>Prepariamo il laboratorio col solito file appiccicato ad un loop device. Su quello definirò il volume group, il mio “paniere” di extents.</p>

<pre><code class="language-bash"># creazione device
fallocate -l 2GiB disk_1.img

# creazione device e volum group
vgcreate vg_lab $(losetup -Pf --show disk_1.img)

# creazione volumi logici
lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -L 550M
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -L 350M
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE

# formattazione volumi logici
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_1
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_2
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_3

# mount dei volumi
mkdir vol_1 vol_2 vol_3
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_1 vol_1
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_2 vol_2
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_3 vol_3
</code></pre>

<h3 id="2-1-step-0-curiosità">2.1. Step 0: curiosità</h3>

<p>Prima di cominciare esaminiamo un po’ di dati, ad es. di quanti extents sono composti i nostri oggetti.</p>

<pre><code class="language-bash">pvdisplay /dev/loop9
  --- Physical volume ---
  PV Name               /dev/loop9
  VG Name               vg_lab
  PV Size               2,00 GiB / not usable 4,00 MiB
  Allocatable           yes (but full)
  PE Size               4,00 MiB
  Total PE              511
  Free PE               0
  Allocated PE          511
  PV UUID               YmLOru-bIdL-iqGb-vJfI-RsTk-yhv7-vSJhkX
</code></pre>

<p><code>pvdisplay</code> mi dà informazioni sul disco fisico che andrò ad aggiungere nel volume group. Fra queste:</p>
<ul><li><strong>PV Name</strong>: il nome del device, <strong>/dev/loop9</strong></li>
<li><strong>VG Name</strong>: è il nome del gruppo di volume, <strong>vg_lab</strong>, visibile solo perché abbiamo creato il gruppo di volume direttamente sul dispositivo invece che passare prima da <strong>pvcreate</strong>.</li>
<li><strong>PV Size</strong>: 2 GiB, la dimensione del nostro “disco”</li>
<li><strong>PE Size</strong>: dove <strong>PE</strong> sta <strong>P</strong>hysical <strong>E</strong>xtent, è di 4 MiB</li>
<li><strong>Total PE</strong> sono i PE totali e sono <strong>511</strong>, come previsto.</li></ul>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab
  --- Volume group ---
  VG Name               vg_lab
  System ID
  Format                lvm2
  Metadata Areas        1
  Metadata Sequence No  1
  VG Access             read/write
  VG Status             resizable
  MAX LV                0
  Cur LV                0
  Open LV               0
  Max PV                0
  Cur PV                1
  Act PV                1
  VG Size               &lt;2,00 GiB
  PE Size               4,00 MiB
  Total PE              511
  Alloc PE / Size       0 / 0
  Free  PE / Size       511 / &lt;2,00 GiB
  VG UUID               6D89ck-c2Ni-XlMN-5Was-rh5j-vi2t-5juCXt
</code></pre>

<p><code>vgdisplay</code> mi dà informazioni sul gruppo di volumi. Fra queste, disitnguiamo</p>
<ul><li><strong>VG Name</strong>: il nome del volume group, già visto in <code>pvdisplay</code>, <strong>vg_lab</strong></li>
<li><strong>VG Size</strong>: la dimensione del volume group, minore di 2 GiB perché ci sono i metadati da considerari</li>
<li><strong>PE Size</strong>: la dimensione di un extent, 4 MiB</li>
<li><strong>Total PE / Size</strong>: Il numero totale di extent allocabili, che conferma <strong>VG Size</strong>, pari a <strong>511</strong> invece che <strong>512</strong>.</li>
<li><strong>Alloc PE</strong>: il numero totale di extent allocati, momento della creazione del volume group è <strong>0</strong></li>
<li><strong>Free PE / Size</strong>: il numero totale di extent liberi, prima della creazione dei volumi logici è <strong>511</strong></li></ul>

<p>Cosa succede quando creerò i volumi logici? Che cambia il numero di PE liberi e allocati. Siccome userò tutti gli extent disponibili, i valori per <code>Alloc PE</code> e <code>Free PE</code> si invertiranno rispetto a prima.</p>

<p>Infatti dopo la creazione dei volumi logici, <code>vgdisplay</code> mi dirà:</p>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab
  --- Volume group ---
  VG Name               vg_lab
  ...
  Alloc PE / Size       511 / &lt;2,00 GiB
  Free  PE / Size       0 / 0
  ...  
</code></pre>

<p><strong>511 extents</strong> allocati come confermato dai dati desumibili dei 3 volumi logici</p>

<pre><code class="language-bash">lvdisplay vg_lab
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_1
  LV Name                lv_lab_1
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                552,00 MiB
  Current LE             138
...
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_2
  LV Name                lv_lab_2
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                352,00 MiB
  Current LE             88
...
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_3
  LV Name                lv_lab_2
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                1,11 GiB
  Current LE             285
...
</code></pre>

<p>Per il primo, il secondo e il terzo volume logico abbiamo rispettivamente:</p>
<ul><li><strong>138, 88, 285 extents</strong> corrispondenti a</li>
<li><strong>552 MiB, 352 MiB e 1140 MiB (1,11 GiB)</strong></li>
<li>per un totale di <strong>2044 MiB</strong>, al netto dei metadati.</li></ul>

<p>Possiamo notare subito che le dimensioni non corrispondono a quanto indicato in <code>lvcreate</code>.</p>

<pre><code class="language-bash">lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -L 550M
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -L 350M
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE
</code></pre>

<p>Questo succede perché vengono <strong>sempre</strong> approssimate all’extent più vicino. Ecco perché il primo e il secondo volume sono diventati di <strong>552</strong> (138 extents) e <strong>352 MiB</strong> (88 extents).</p>

<p>Sempre ricordando la particolarità dei multipli di 4 MiB legati a LVM, anche la riduzione di 150 MiB e di 330 MiB dei due volumi saranno approssimate sempre all’extent più vicino (<strong>152 MiB=38 extents</strong> e <strong>332=83 extents</strong>). Questo dettaglio si rivelerà fondamentale quando dovremo ridimensionare il filesystem.</p>

<p>Con questa rinnovata consapevolezza cominciamo a ridimensionare.</p>

<h3 id="2-2-step-1-smontare-i-dischi">2.2. Step 1: Smontare i dischi</h3>

<pre><code class="language-bash">umount /dev/vg_lab/lv_lab_1
umount /dev/vg_lab/lv_lab_2
umount /dev/vg_lab/lv_lab_3
</code></pre>

<h3 id="2-3-step-2-riduzione-del-filesystem">2.3. Step 2: Riduzione del filesystem</h3>

<p>Se dovessi ridimensionare solo il filesystem, sarebbe sufficiente considerare dimensioni che siano potenze di 2 e non di 10.</p>

<p>Ma sapendo che sotto c’è un LVM, sappiamo che per mantenere l’allineamento fra filesystem e volumi logici, oltre che potenze di due le dimensioni devono essere anche multipli di 4MiB.</p>

<p>Ecco perché <strong>anche</strong> nel resize reale del filesystem non dovrò levare <strong>150 MiB</strong> e <strong>330 MiB</strong> ma <strong>148 MiB (37 PE)</strong> e <strong>328 (82 PE)</strong> (è buona norma approssimare per difetto all’extent più vicino per maggior prudenza) per un totale effettivo di <strong>476 MiB (119 PE)</strong></p>

<p>Il filesystem del primo volume sarà dunque di <em>552 MiB – 148 MiB = 404 MiB</em>. Il filesystem del terzo volume sarà di <em>1140 MiB – 328 MiB = 812 MiB</em>.</p>

<pre><code class="language-bash"># check dei filesystem
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_1
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_2
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_3

# Riduco il primo filesystem di 148 MiB
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_1 404M

# Riduco il terzo filesystem di 328 MiB
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_3 812M
</code></pre>

<h3 id="2-4-step-3-ridimensionare-i-volumi-logici">2.4. Step 3: Ridimensionare i volumi logici</h3>

<p>La riduzione del volume logico può essere fatta in 4 modi come sappiamo, ad es. sul primo volume:</p>

<pre><code class="language-bash"># il numero totale di extents, 138 PE - 37 PE = 101 PE
lvreduce -l 101 /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# il numero di exrtents da sottrarre, 38 PE
lvreduce -l -37 /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# la dimensione totale da ottenere, 404 MiB
lvreduce -L 404M /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# il numero di MiB da sottrarre, 148 MiB
lvreduce -L -148M /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure
</code></pre>

<p>Per maggior chiarezza userò il size assoluto in modo da farlo corrispondere a <code>resize2fs</code></p>

<pre><code class="language-bash"># Riduco il primo volume logico di 148 Mib
lvreduce -L 404M /dev/vg_lab/lv_lab_1

# Riduco il terzo volume logico di 328 Mib
lvreduce -L 812M /dev/vg_lab/lv_lab_3
</code></pre>

<p>Verifichiamo quanti siano i PE residui</p>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab | grep &#34;Free  PE&#34;
 Free  PE / Size       119 / 476,00 MiB
</code></pre>

<p>119 extents, come previsto.</p>

<h3 id="2-5-step-4-estendere-il-volume-logico">2.5. Step 4: Estendere il volume logico</h3>

<p>Dopo aver ridotto il primo e il terzo volume, non ci rimane che estendere il secondo in base alla scaletta indicata prima:</p>
<ol><li>si estende il secondo volume logico</li>
<li>si estende il filesystem</li>
<li>si esegue il check fnale del filesystem</li></ol>

<p>L’estensione del volume, come ormai ben sappiamo, non sarà di <strong>480 MiB</strong> ma di <strong>476 MiB (37 PE + 82 PE = 119 PE)</strong> per via degli arrotondamenti effettuati nella riduzione degli altri volumi logici.</p>

<pre><code class="language-bash"># specifico gli extent che so essere residui
lvextend -l +119 /dev/vg_lab/lv_lab_2
# o, equivalentemente
# lvextend -L +476M /dev/vg_lab/lv_lab_2

# estendo il filesystem
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_2 828M

# check filesystem
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_2
</code></pre>

<h3 id="2-6-step-5-bonus">2.6. Step 5: Bonus</h3>

<p>Come premio per essere arrivato in fondo, posso rivelare come fare in un colpo solo tutte le operazioni descritte sopra.</p>

<p>È vero che c&#39;è poco da considerare, giusto tenere a mente che su LVM ogni oggetto è multiplo di 4 MiB e che bisogna ridimensionare filesystem e volumi logici in ugual modo per non generare pericolose anomalie, ma tutte le operazioni che ho descritto nei passi 2-4 possono essere fatte con un unico comando che provvederà ad eseguire nell&#39;ordine corretto e con le giuste approssimazioni:</p>
<ul><li>il check del filesystem</li>
<li>il ridimensionamento del filesystem</li>
<li>il ridimensionamento dei volumi logici</li></ul>

<p>Dunque, tutto il pippone atomico precedente può essere condensato in un unico, solido comando:</p>

<pre><code class="language-bash"># Riduce il primo volume logico e il filesystem
lvreduce -r -L -150M /dev/vg_lab/lv_lab_1

# Riduce il terzo volume logico e il filesystem
lvreduce -r -L -330M /dev/vg_lab/lv_lab_3

# Estende il secondo volume logico e il filesystem
lvextend -r -l +119 /dev/vg_lab/lv_lab_2
</code></pre>

<p>Ora spieghiamo il perché soprattutto dell&#39;extend, che è interessante.</p>

<p>Diciamo che è tutto molto guidato e le eventuali correzioni da apportare, senza spaccarsi troppo il cervello, sono suggerite con estrema chiarezza, basta leggere.</p>

<pre><code class="language-bash">lvreduce -r -L -150M /dev/vg_lab/lv_lab_1
 Rounding size to boundary between physical extents: 148.00 MiB.
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_1.
  File system size (552.00 MiB) is larger than the requested size (404.00 MiB).
  File system reduce is required using resize2fs.
...
  Size of logical volume vg_lab/lv_lab_1 changed from 552.00 MiB (138 extents) to 404.00 MiB (101 extents).
  Logical volume vg_lab/lv_lab_1 successfully resized.
</code></pre>

<p>Ci dice innanzitutto che:</p>
<ul><li>c&#39;è stato un arrotondamento a <strong>148 MiB (37 extents)</strong>;</li>
<li>il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;</li>
<li>infine si ridimensiona il volume logico da <strong>552 MiB (138 extents)</strong> a <strong>404 MiB (101 extents)</strong>.</li></ul>

<p>Anche il secondo <code>lvreduce</code> ha un risultato analogo</p>

<pre><code class="language-bash">lvreduce -r -L -330M /dev/vg_lab/lv_lab_3
  Rounding size to boundary between physical extents: 328.00 MiB.
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_3.
  File system size (1.11 GiB) is larger than the requested size (812.00 MiB).
  File system reduce is required using resize2fs.
...
  Size of logical volume vg_lab/lv_lab_3 changed from 1.11 GiB (285 extents) to 812.00 MiB (203 extents).
  Logical volume vg_lab/lv_lab_3 successfully resized.
</code></pre>
<ul><li>anche qui abbiamo un arrotondamento a <strong>328 MiB (82 extents)</strong>;</li>
<li>il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;</li>
<li>infine si ridimensiona il volume logico da <strong>1140 MiB (285 extents)</strong> a <strong>812 MiB (203 extents)</strong>.</li></ul>

<p>È facilissimo desumere che la massima dimensione dell&#39;estensione sia <strong>148 MiB + 328 MiB = 476 MiB (119 extents)</strong>, basta fare una somma.</p>

<p>Ma supponiamo di essere particolarmente distratti e proviamo ad estendere considerando le quantità iniziali: 150 MiB + 330 MiB = <strong>480 MiB</strong></p>

<pre><code class="language-bash">lvextend -r -L +480M /dev/vg_lab/lv_lab_2
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_2.
  File system fsck will be run before extend.
  Insufficient free space: 120 extents needed, but only 119 available
</code></pre>

<p>Nonostante la mia distrazione, come si può vedere, non si producono danni perché l&#39;ouput è categorico: “non faccio nulla. Se vuoi, puoi aumentare al max di 476 MiB (119 extents)”.
Non ci sono danni e anzi c&#39;è pure il suggerimento risolutivo.</p>

<p>Ed ecco spiegato il mio extend di prima.</p>

<h2 id="3-scenario-2-estensione-e-riduzione-di-gruppi-di-volume">3. Scenario 2: Estensione e riduzione di gruppi di volume</h2>

<p>Esaminiamo le possibilità di aggiungere o rimuovere dispositivi ad un volume group esistente.</p>

<p>Ricreiamo il laboratorio partendo da 3 dischi, poi aggiungeremo due nuovi dischi e ne rimuoveremo altrettanti, il tutto senza intaccare l&#39;integrità dei dati.</p>

<pre><code class="language-bash"># creazione di 5 device
for i in {1..9}: do fallocate -l 1GiB disk_${i}.img; done

# creazione del gruppo di volumi con 3 device
vgcreate vg_lab \
  $(losetup -Pf --show disk_1.img) \
  $(losetup -Pf --show disk_2.img) \
  $(losetup -Pf --show disk_3.img)

# crezione di 3 volumi logici
lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -l 300
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -l 250
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE

# formattazione dei 3 dispositivi
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_1
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_2
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_3
</code></pre>

<p>Ecco come sono distribuiti i volumi logici all&#39;interno dei dischi fisici</p>

<pre><code class="language-bash">lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
</code></pre>

<p>Il gruppo di volumi è composto da 3 volumi fisici tutti attivi</p>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                3
  Act PV                3
</code></pre>

<p>Andiamo ad estendere il nostro gurppo di volumi con altri due device</p>

<pre><code class="language-bash">vgextend vg_lab $(losetup -Pf --show disk_4.img) $(losetup -Pf --show disk_5.img)
</code></pre>

<p>I nuovi dischi sono visibili in fondo, come si può vedere anche da  <code>vgdisplay</code> che mostra i 5 dischi tutti attivi.</p>

<pre><code class="language-bash">lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvmchan
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  loop13             LVM2_member     1G      loop

vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                5
  Act PV                5
</code></pre>

<p>Potremo usare i nuovi dischi per estendere i volumi logici esistenti ma li impiegheremo invece per rimpiazzare i primi due dischi.</p>

<p><code>pvmove</code> distribuisce tutti gli extents del disco fra tutti i volumi fisici che hanno spazio a sufficienza. Se non dovesse essercene, restituirà un messaggio d&#39;errore.</p>

<pre><code class="language-bash">pvmove /dev/loop9
  /dev/loop9: Moved: 3,14%
  /dev/loop9: Moved: 100,00%
</code></pre>

<p>Alla fine dell&#39;operazione il disco s&#39;è liberato di tutti i suoi extents e può essere rimosso</p>

<pre><code class="language-bash">lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop13             LVM2_member     1G      loop
</code></pre>

<p>Prima si estrae il volume fisico dal gruppo di volumi e poi si rimuove il volume fisico e così può essere scollegato.</p>

<pre><code class="language-bash">vgreduce vg_lab /dev/loop9
pvremove /dev/loop9
</code></pre>

<p>Verifichiamo che il volume fisico non sia più presente.</p>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                4
  Act PV                4
</code></pre>

<p>Procediamo allo stesso modo col secondo disco.</p>

<pre><code class="language-bash">pvmove /dev/loop10
  /dev/loop10: Moved: 9,80%
  /dev/loop10: Moved: 17,65%
  /dev/loop10: Moved: 100,00%

vgreduce vg_lab /dev/loop10
  Removed &#34;/dev/loop10&#34; from volume group &#34;vg_lab&#34;

pvremove /dev/loop10
  Labels on physical volume &#34;/dev/loop10&#34; successfully wiped.
</code></pre>

<p>In conclusione possiamo vedere il gruppo di volumi con solo 3 dischi, gli altri due completamente disimpegnati col gruppo di volumi ricostituitosi attorno ai 3 dischi rimanenti. E tutto spostando semplicemente gli extents dove c&#39;era disponibilità in maniera totalmente trasparente per il filesystem.</p>

<pre><code class="language-bash">vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                3
  Act PV                3


lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9                              1G      loop
  loop10                             1G      loop
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop13             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
</code></pre>

<h2 id="4-conclusione">4. Conclusione</h2>

<p>Ho solo sfiorato la complessità e le capacità offerte da LVM.</p>

<p>L&#39;estensione e la riduzione di volumi logici e di gruppi di volumi sono scenari di base. Tuttavia sono sufficienti per mostrare come sia semplice, con i volumi logici, compiere operazioni che con un filesystem partizionato in maniera classica sarebbero complicatissime.</p>

<p>#lvm #volumegroup #logicalvolume #filesystem #devicemapper</p>
]]></content:encoded>
      <author>Cyberdyne Systems</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/18116xnei7</guid>
      <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 21:13:18 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cartuccia numero 991989-1 - I &#39;call center&#39;</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bcartuccia-numero-991989-1-i-call-center-b</link>
      <description>&lt;![CDATA[bCartuccia numero 991989-1 - I &#39;call center&#39;/b&#xA;&#xA;img src=&#34;https://www.publico.es/files/fullwidthimagehorizontal_desktop/uploads/2024/11/16/67387e6b265d2.jpeg&#34;&#xA;Non sono più giovane, ma neanche tanto vecchio, ho fatto il militare di leva e mi hanno insegnato a sparare e oggi qualche cartuccia posso ancora spararla!&#xA;&#xA;Cartuccia numero 991989-1 - I call center&#xA;Li ho tollerati per tanto tempo, pensando ai lavoratori che sono dietro la cornetta; ma il tempo è passato e i lavoratori sono sempre sfruttati, anzi di più. Quindi ho deciso di reagire e invito chi legge a fare altrettanto. Ecco quindi la cartuccia 991989/1 (nessun codice di cartuccia reale, niente paura; si tratta di un semplice numero per recuperare facilmente questo testo).&#xA;&#xA;Iniziamo!&#xA;Quando veniamo chiamati dai call center, dedichiamo loro un po&#39; del nostro tempo. Siamo gentili, fingiamo di essere interessati; se ci chiamano per nome, non confermiamo la nostra identità, ma diciamo di essere un familiare o un congiunto e li invitiamo a parlare tranquillamente. Facciamo qualche domanda, teniamoli al telefono il più a lungo possibile e forniamo eventuali dati personali falsi, lavorando di fantasia.&#xA;&#xA;Se riusciamo a trattenerli per 15 minuti, la &#34;cartuccia&#34; ha fatto centro; ma per colpire proprio nel segno, concludiamo così: &#34;Mi scusi, capisco che lei è un lavoratore e so anche che è sfruttato. Pertanto, mi perdoni: le chiedo gentilmente di cancellare il mio numero di telefono dal vostro database, altrimenti, tutte le altre volte che telefonerà un suo collega, lo terrò al telefono per altrettanto tempo senza fargli concludere nulla. Inoltre, se verrò ricontattato per dare un voto a questa chiamata, assegnerò il punteggio più basso possibile; invece, se cancellerà il mio numero, come sono certo che farà, metterò il voto più alto possibile&#34;.&#xA;&#xA;Immaginate se non fossi solo io a sparare la &#34;cartuccia numero 991989/1&#34;, ma lo facessero in 10.000 persone: significherebbe 2.500 ore di lavoro perse, ovvero circa 105 giorni di attività dei call center buttati via. A quel punto, visto che le telefonate sono registrate e ascoltate dai supervisori di quei poveri operatori, qualcuno dovrà pur prendere provvedimenti per scongiurare una perdita così ingente.&#xA;&#xA;Di sicuro, adesso qualcuno dirà: &#34;Ma alla fine ci rimetteranno, come al solito, i poveri lavoratori, perché sono pagati a contratto&#34;. A quel qualcuno risponderò che probabilmente non ha capito i meccanismi alla base dello sfruttamento lavorativo, forse perché, per sua fortuna, non è mai stato sfruttato.&#xA;&#xA;Alla prossima cartuccia &#xA;reporter]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Cartuccia numero 991989-1 – I &#39;call center&#39;</b></p>

<p><img src="https://www.publico.es/files/fullwidth_image_horizontal_desktop/uploads/2024/11/16/67387e6b265d2.jpeg">
Non sono più giovane, ma neanche tanto vecchio, ho fatto il militare di leva e mi hanno insegnato a sparare e oggi qualche cartuccia posso ancora spararla!</p>

<p>Cartuccia numero 991989-1 – I call center
Li ho tollerati per tanto tempo, pensando ai lavoratori che sono dietro la cornetta; ma il tempo è passato e i lavoratori sono sempre sfruttati, anzi di più. Quindi ho deciso di reagire e invito chi legge a fare altrettanto. Ecco quindi la cartuccia 991989/1 (nessun codice di cartuccia reale, niente paura; si tratta di un semplice numero per recuperare facilmente questo testo).</p>

<p>Iniziamo!
Quando veniamo chiamati dai call center, dedichiamo loro un po&#39; del nostro tempo. Siamo gentili, fingiamo di essere interessati; se ci chiamano per nome, non confermiamo la nostra identità, ma diciamo di essere un familiare o un congiunto e li invitiamo a parlare tranquillamente. Facciamo qualche domanda, teniamoli al telefono il più a lungo possibile e forniamo eventuali dati personali falsi, lavorando di fantasia.</p>

<p>Se riusciamo a trattenerli per 15 minuti, la “cartuccia” ha fatto centro; ma per colpire proprio nel segno, concludiamo così: “Mi scusi, capisco che lei è un lavoratore e so anche che è sfruttato. Pertanto, mi perdoni: le chiedo gentilmente di cancellare il mio numero di telefono dal vostro database, altrimenti, tutte le altre volte che telefonerà un suo collega, lo terrò al telefono per altrettanto tempo senza fargli concludere nulla. Inoltre, se verrò ricontattato per dare un voto a questa chiamata, assegnerò il punteggio più basso possibile; invece, se cancellerà il mio numero, come sono certo che farà, metterò il voto più alto possibile”.</p>

<p>Immaginate se non fossi solo io a sparare la “cartuccia numero 991989/1”, ma lo facessero in 10.000 persone: significherebbe 2.500 ore di lavoro perse, ovvero circa 105 giorni di attività dei call center buttati via. A quel punto, visto che le telefonate sono registrate e ascoltate dai supervisori di quei poveri operatori, qualcuno dovrà pur prendere provvedimenti per scongiurare una perdita così ingente.</p>

<p>Di sicuro, adesso qualcuno dirà: “Ma alla fine ci rimetteranno, come al solito, i poveri lavoratori, perché sono pagati a contratto”. A quel qualcuno risponderò che probabilmente non ha capito i meccanismi alla base dello sfruttamento lavorativo, forse perché, per sua fortuna, non è mai stato sfruttato.</p>

<p>Alla prossima cartuccia
reporter</p>
]]></content:encoded>
      <author>CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/9o05vys12b</guid>
      <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:47:30 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Prendere appunti e digitalizzarli</title>
      <link>https://noblogo.org/lukather/prendere-appunti-e-digitalizzarli</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sono uno che prende appunti durante le riunioni, quando seguo un corso online e a volte anche quando gioco. Appunti manuali, scrivendo con penna o matita su carta.&#xA;Lo faccio sicuramente per aiutare la mia precaria memoria, per abitudine e perché mi serve poter accedere a questi contenuti in qualsiasi momento.&#xA;Qual è il problema principale di questo metodo, sopratutto legato all&#39;ultimo punto? È che gli appunti su carta non sono fruibili in maniera comoda, facile e veloce come possono essere quelli digitali.&#xA;&#xA;Non parliamo poi del fatto di poter utilizzare GenAI per interrogare ed elaborare velocemente i nostri appunti (si, non mi sono dimenticato della privacy, non vi preoccupate).&#xA;Fino a un po&#39; di tempo fa cosa accadeva? Che prendevo appunti e spesso non li digitalizzavo, rimanevano nel mio blocco per gli appunti (spesso sotto forma di fogli volanti della stampante...) e ci rimanevano per sempre, intonsi, mai più letti o considerati. &#xA;&#xA;Poi ho iniziato ad usare i più svariati tool: Evernote, Notepad++, Onenote, Notion, Logseq, Blinko, ... Ho trovato la mia stabilità con Obsidian. Non è OpenSource ma è comunque un tool che può essere utilizzato tranquillamente offline e che scrive file .md (markdown), un formato di testo aperto e fondato su plain-text, quindi non legato ad una piattaforma privata e monopolista (sono infatti passato da Logseq ad Obsidian facendo un normale copia-incolla della cartella contenente i miei file).&#xA;Quindi con Obisidian tutto bene, quindi perché stai scrivendo questo papiro di testo? Perché spostandomi verso appunti digitali viene a mancare la prima motivazione elencata sopra e cioè prendere appunti come rinforzo per la memoria e l&#39;apprendimento, per fare ciò serve scrivere con la penna su un foglio.&#xA;&#xA;reMarkable&#xA;&#xA;Veniamo al punto, da moltissimo tempo sono intrigato e affascinato dagli e-paper come reMarkable o Kindle Scrible o Supernote che uniscono la scrittura manuale a una digitalizzazione del testo. Il problema principale di questi strumenti è che spesso sono walled-garden che non permettono in maniera facile di esportare le proprie note &#34;fuori&#34; dal sistema con il quale sono stati sviluppati.&#xA;&#xA;Qualche settimana fa sono capitato, non ricordo come ma probabilmente tramite Reddit, sul sito di Sébastien Dubois, IT Developer appassionato di AI, che ha sviluppato un plugin per importare appunti presi su reMarkable con Obsidian) (come immagini PNG).&#xA;Questo già mi ha acceso una lampadina in testa, attenzione! Forse ho trovato una scusa per spendere 450€, siiiii! &#xA;Poi ho inziato a spulciare tutta l&#39;interessante Knowledge Base creata da Sébastien e sono incappato in un secondo plugin, legato al primo, che prende i PNG importati da reMarkable in Obsidian e utilizza gli LLM (nello specifico una installazione locale di Ollama) per leggere gli appunti e creare file markdown ben formattati.&#xA;Sono a cavallo, ho trovato il mio workflow per passare da appunti presi a mano ad averli digitali e fruibili in maniera facile (anche banalmente usando un CTRL+F per cercare qualcosa al loro interno).&#xA;&#xA;Dopo qualche studio su quale modello di e-paper acquistare ho optato per il reMarkable 2 ed eccomi qui a raccontarvi il come e perché.&#xA;Naturalmente ho subito installato entrambi i plugin, anzi ho fatto di meglio. Ho installato solo il primo plugin per importare le note in Obsidian e poi mi ho fatto un fork del secondo plugin su github perché volevo aggiungere la possibilità di utilizzare anche modelli esterni tramite OpenAI API (fondamentalmente per poter usare i servizi AI di Infomaniak, mio provider di fiducia).&#xA;Quindi ho usato un mix di Claude Code, Cursor e Mistral per sistemare il plugin per le mie esigenze ed eccolo qua in azione.&#xA;&#xA;Obisidian plugin&#xA;&#xA;Obisidian plugin&#xA;&#xA;Ah ho scoperto che il riconoscimento del MAIUSCOLO e minuscolo dipende dal modello usato.&#xA;Nei prossimi giorni vorrei provare a migliorare ancora il plugin in modo che si inserisca perfettamente all&#39;interno del mio workflow. Sto pensando, ad esempio, di provare a far capire all&#39;agente AI di cosa tratta la nota e di inserirla all&#39;interno della cartella corretta del mio Vault.&#xA;&#xA;A presto per i prossimi aggiornamenti e se vi va mettete una stella al progetto su GitHub.&#xA;&#xA;Post scritto senza l&#39;aiuto di GenAI&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono uno che prende appunti durante le riunioni, quando seguo un corso online e a volte anche quando gioco. Appunti manuali, scrivendo con penna o matita su carta.
Lo faccio sicuramente per <a href="https://www.scientificamerican.com/article/why-writing-by-hand-is-better-for-memory-and-learning/" rel="nofollow">aiutare la mia precaria memoria</a>, per abitudine e perché mi serve poter accedere a questi contenuti in qualsiasi momento.
Qual è il problema principale di questo metodo, sopratutto legato all&#39;ultimo punto? È che <strong>gli appunti su carta non sono fruibili in maniera comoda, facile e veloce come possono essere quelli digitali</strong>.</p>

<p>Non parliamo poi del fatto di poter utilizzare GenAI per interrogare ed elaborare velocemente i nostri appunti (si, non mi sono dimenticato della privacy, non vi preoccupate).
Fino a un po&#39; di tempo fa cosa accadeva? Che prendevo appunti e spesso non li digitalizzavo, rimanevano nel mio blocco per gli appunti (spesso sotto forma di fogli volanti della stampante...) e ci rimanevano per sempre, intonsi, mai più letti o considerati.</p>

<p>Poi ho iniziato ad usare i più svariati tool: Evernote, Notepad++, Onenote, Notion, Logseq, Blinko, ... Ho trovato la mia stabilità con <a href="https://www.obsidian.md" rel="nofollow">Obsidian</a>. Non è OpenSource ma è comunque un tool che può essere utilizzato tranquillamente offline e che scrive file .md (markdown), un formato di testo aperto e fondato su plain-text, quindi non legato ad una piattaforma privata e monopolista (sono infatti passato da Logseq ad Obsidian facendo un normale copia-incolla della cartella contenente i miei file).
Quindi con Obisidian tutto bene, quindi perché stai scrivendo questo papiro di testo? Perché spostandomi verso appunti digitali viene a mancare la prima motivazione elencata sopra e cioè prendere appunti come rinforzo per la memoria e l&#39;apprendimento, per fare ciò serve scrivere con la penna su un foglio.</p>

<p><img src="https://hedgedoc.devol.it/uploads/2c8047ec-08c3-43ef-8072-c11bdc35c115.png" alt="reMarkable"></p>

<p>Veniamo al punto, da moltissimo tempo sono intrigato e affascinato dagli e-paper come reMarkable o Kindle Scrible o Supernote che uniscono la scrittura manuale a una digitalizzazione del testo. Il problema principale di questi strumenti è che spesso sono walled-garden che non permettono in maniera facile di esportare le proprie note “fuori” dal sistema con il quale sono stati sviluppati.</p>

<p>Qualche settimana fa sono capitato, non ricordo come ma probabilmente tramite Reddit, sul sito di Sébastien Dubois, IT Developer appassionato di AI, che ha sviluppato un <a href="https://notes.dsebastien.net/30+Areas/33+Permanent+notes/33.04+Creations/Articles/I+Built+an+Obsidian+Plugin+to+Sync+My+reMarkable+Notes+(Article)" rel="nofollow">plugin per importare appunti presi su reMarkable con Obsidian</a> (come immagini PNG).
Questo già mi ha acceso una lampadina in testa, attenzione! Forse ho trovato una scusa per spendere 450€, siiiii!
Poi ho inziato a spulciare tutta l&#39;interessante Knowledge Base creata da Sébastien e sono incappato in un secondo plugin, legato al primo, che prende i PNG importati da reMarkable in Obsidian e utilizza gli LLM (nello specifico una installazione locale di Ollama) per leggere gli appunti e creare file markdown ben formattati.
Sono a cavallo, ho trovato il mio workflow per passare da appunti presi a mano ad averli digitali e fruibili in maniera facile (anche banalmente usando un CTRL+F per cercare qualcosa al loro interno).</p>

<p>Dopo qualche studio su quale modello di e-paper acquistare ho optato per il reMarkable 2 ed eccomi qui a raccontarvi il come e perché.
Naturalmente ho subito installato entrambi i plugin, anzi ho fatto di meglio. Ho installato solo il primo plugin per importare le note in Obsidian e poi mi ho fatto un fork del secondo plugin su github perché volevo aggiungere la possibilità di utilizzare anche modelli esterni tramite OpenAI API (fondamentalmente per poter usare i servizi AI di Infomaniak, mio provider di fiducia).
Quindi ho usato un mix di Claude Code, Cursor e Mistral per sistemare il plugin per le mie esigenze ed eccolo qua in azione.</p>

<p><img src="https://hedgedoc.devol.it/uploads/35b69223-d51a-44aa-b179-6a254c1af306.png" alt="Obisidian plugin"></p>

<p><img src="https://hedgedoc.devol.it/uploads/1c315ca0-3c0c-4482-ad34-e2e97febdafa.png" alt="Obisidian plugin"></p>

<p>Ah ho scoperto che il riconoscimento del MAIUSCOLO e minuscolo dipende dal modello usato.
Nei prossimi giorni vorrei provare a migliorare ancora il plugin in modo che si inserisca perfettamente all&#39;interno del mio workflow. Sto pensando, ad esempio, di provare a far capire all&#39;agente AI di cosa tratta la nota e di inserirla all&#39;interno della cartella corretta del mio Vault.</p>

<p>A presto per i prossimi aggiornamenti e se vi va mettete una <a href="https://github.com/Lukather/obsidian-transcriber" rel="nofollow">stella al progetto su GitHub</a>.</p>

<p>*Post scritto <strong>senza</strong> l&#39;aiuto di GenAI*</p>
]]></content:encoded>
      <author>Lukather Blog</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/rq0acn4v8f</guid>
      <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:33:13 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Come aumentare il volume di una traccia audio</title>
      <link>https://noblogo.org/aytin/come-aumentare-il-volume-di-una-traccia-audio</link>
      <description>&lt;![CDATA[normalizzazione&#xA;Quando si deve aumentare il volume di una traccia audio, si deve ricorrere a ad un&#39;operazione di &#34;normalizzazione&#34;.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;1. Cos’è la normalizzazione&#xA;2. Come misurare il &#34;picco&#34;?&#xA;3. Come leggere correttamente questa misura&#xA;   3.1. Perché usare il loudness invece di RMS?&#xA;4. Come ti normalizzo il file&#xA;  4.1. Peak normalization&#xA;  4.2. Loudness Normalization&#xA;     4.2.1. Loudness Normalization statica (ffmpeg)&#xA;     4.2.2. Loudness Normalization dinamica&#xA;     4.2.3. Loudness Normalization statica (rsgain)&#xA;&#xA;1. Cos&#39;è la normalizzazione&#xA;La normalizzazione è un&#39;operazione lineare che consiste nell&#39;analisi del file audio, nel calcolare la differenza (offset) fra il volume attuale ed un volume target, nell&#39;applicare una correzione di guadagno (Gain).&#xA;&#xA;La normalizzazione può essere distinta in base  al &#34;come&#34; e al &#34;dove&#34;.&#xA;&#xA;Il &#34;come&#34;&#xA;La normalizzazione classica si basa sui picchi. Cerca il punto più alto della forma d&#39;onda e lo porta a un valore massimo (es. 0 dB). Ignora la percezione umana; un brano con un singolo &#34;click&#34; molto forte risulterà comunque silenzioso perché quel picco blocca l&#39;aumento del volume.&#xA;&#xA;La normalizzazione più moderna si basa sui LUFS, ossia su come, mediamente, l&#39;audio viene effettivamente percepito dall&#39;orecchio umano (psicoacustica). Porta l&#39;intero brano a un livello di pressione sonora media costante, rendendo l&#39;ascolto uniforme tra diverse tracce.&#xA;&#xA;Il &#34;dove&#34;&#xA;Quando si normalizza una traccia audio si può scegliere di farla modificando ogni singolo sample della traccia audio oppure di agire sui metadati.&#xA;&#xA;Nel primo caso il file originale viene modificato (ricodifica quasi sempre lossy), nel secondo viene lasciato inalterato.&#xA;&#xA;Altro fattore di cui tenere conto è che una normalizzazione lossy funziona su ogni player, una normalizzazione che agisce sui metadati funziona solo se il player è in grado di leggerli.&#xA;&#xA;Possiamo fare quindi una prima distinzione:&#xA;&#xA;normalizzazione di picco (RMS) o iPeak Normalization/i: applicazione di un guadagno statico (RMS) in modalità lossy: non altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica;&#xA;normalizzazione della sonorità (LUFS) o iLoudness Normalization/i:&#xA;   applicazione di un guadagno statico (LUFS) in modalità lossy: non altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica;&#xA;   applicazione di un guadagno statico (LUFS) basato su tag: non altera la dinamica del brano, lascia il file inalterato (rsgain);&#xA;   agisce con un compressore / limiter in modalità lossy: altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica.&#xA;&#xA;A questo punto la domanda diventa: quale scegliere?&#xA;&#xA;Per quel che mi riguarda, la salomonica risposta è: dipende.&#xA;&#xA;Come si può immaginare, non c&#39;è una risposta definitiva ma dipende dalla qualità della traccia, dal contesto ecc.&#xA;2. Come misurare il &#34;picco&#34;?&#xA;C&#39;è bisogno di un elemento misurabile che mi permetta di capire come agire con la normalizzazione.&#xA;&#xA;RMS (Root Mean Square): è un calcolo matematico asciutto su quanto sia potente elettricamente/digitalmente il segnale audio. È utile per capire l&#39;energia costante, ma non tiene conto del fatto che l&#39;orecchio umano è più sensibile ad alcune frequenze rispetto ad altre.&#xA;&#xA;LUFS (Loudness Units Full Scale): È lo standard moderno (EBU R128). Simula l&#39;udito umano applicando dei filtri che pesano maggiormente le frequenze medie.&#xA;&#xA;Per misurare il picco RMS posso ricorrere ad ffmpeg&#xA;ffmpeg -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;volumedetect&#34; -f null -&#xA;...&#xA;[...] nsamples: 18522112&#xA;[...] meanvolume: -20.3 dB&#xA;[...] maxvolume: -5.4 dB&#xA;[...] histogram5db: 40&#xA;[...] histogram6db: 1436&#xA;[...] histogram7db: 6443&#xA;[...] histogram8db: 18606&#xA;...&#xA;che mi mostrerà:&#xA;&#xA;il numero dei samples di cui si compone la traccia&#xA;il volume medio (meanvolume)&#xA;il picco (maxvolume)&#xA;&#xA;Il picco mi dice di quanto possa alzare il volume (fino al limite fisico di 0dB) staticamente senza causare distorsioni.&#xA;&#xA;La differenza fra volume medio e picco mi dà informazioni sulla dinamica del brano. Maggiore è la differenza, maggiore è la dinamica. Tipicamente:&#xA;&#xA;valori &lt; 5 sono tipici della musica dance, forte, uniforme, e molto compressa.&#xA;valori fra 5 e 15 sono tipici di brani pop-rock, ben bilanciati&#xA;valori   15 sono attribuibili a brani di musica classica, jazz, con una dinamica ricca.&#xA;&#xA;Per misurare il loudness, sempre con ffmpeg:&#xA;ffmpeg -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - &#xA;...&#xA; Integrated loudness:&#xA;    I:         -18.1 LUFS&#xA;    Threshold: -28.4 LUFS&#xA;&#xA;  Loudness range:&#xA;    LRA:         4.1 LU&#xA;    Threshold: -38.3 LUFS&#xA;    LRA low:   -21.2 LUFS&#xA;    LRA high:  -17.1 LUFS&#xA;&#xA;  True peak:&#xA;    Peak:       -5.4 dBFS&#xA;La misurazione è più articolata rispetto alla precedente.&#xA;&#xA;FFmpeg innanzitutto mostra due sezioni: Integrated Loudness, rappresentante il volume medio complessivo del file e la Loudness Range che mi descrive la dinamica del brano come differenza di volume fra le parti più silenziose e quelle più rumorose.&#xA;&#xA;Sezione Integrated loudness:&#xA;   I: è il valore più importante. È il volume medio percepito dell&#39;intero brano (come si può vedere, diverso rispetto all&#39;RMS di prima. Il primo è pura potenza digitale, il secondo è volume percepito).&#xA;   Threshold: è la soglia usata per evitare che i silenzi abbassino artificialmente la media del volume. L&#39;algoritmo ignora tutto ciò che sta sotto questa soglia nel calcolo dell&#39;Integrated Loudness.&#xA;Sezione Loudness range:&#xA;   LRA: è un indice della variazione dinamica del brano. Più è basso, più il suono tende ad essere uniforme e probabilmente compresso&#xA;   Threshold: come prima, è la soglia oltre la quale i suoni vengono ignorati nel calcolo del range dinamico.&#xA;   LRA Low: indica il limite inferiore del loudness&#xA;   LRA High: indica il limite superiorebr&#xA;   quindi LRA = LRA High - LRA Low&#xA;Sezione True peak:&#xA;   Peak: Simile al max\volume dell&#39;RMS, indica il picco reale del brano in termini di sonorità.&#xA;&#xA;Un altro modo, forse meno pratico ma decisamente più scenografico, per analizzare un file audio è questo:&#xA;ffplay -f lavfi -i &#34;amovie=audio.m4a,ebur128=video=1:meter=18 out0&#34;&#xA;Disegna un grafico dell&#39;onda sonora in tempo reale.&#xA;3. Come leggere correttamente questa misura&#xA;L&#39;integrated loudness mi dice qual è il volume medio del brano.&#xA;True peak mi dice di quanto posso alzare prima di distorcere.&#xA;Queste sono le due informazioni cruciali sufficienti per applicare un guadagno statico senza fare danni.&#xA;&#xA;I valori High e Low del Loudness Range, che racchiudono asintoticamente il brano, tornano utili quando bisogna agire sulla dinamica.&#xA;&#xA;Notare che Integrated loudness è sempre compreso fra LRA Low e LRA High.&#xA;3.1. Perché usare il loudness invece di RMS?&#xA;L&#39;RMS è un calcolo puramente matematico che non tiene conto del fatto che l&#39;orecchio umano è molto più sensibile alle frequenze medie che non ai bassi estemi e agli acuti altissimi.&#xA;&#xA; A questo provvede il LUFS che è un&#39;evoluzione dell&#39;RMS perché include dei filtri di ponderazione che, prima di calcolare la media, esaltano le frequenze medie attenuando quelle basse.&#xA;&#xA;La conseguenza è che se agisco sul volume dei brani prendendo LUFS come riferimento, questi suoneranno tutti allo stesso volume. Se considerassi un adeguamento basato su RMS, i brani con più bassi sembreranno avere meno volume di quelli con frequenze medie più marcate. &#xA;4. Come ti normalizzo il file&#xA;La scelta fra una normalizzazione di picco e una di volume (loudness) è abbastanza semplice in realtà.&#xA;&#xA;A parte poche eccezioni in cui può avere senso avere RMS come riferimento, è sempre preferibile una normalizzazione della sonorità.&#xA;&#xA;Quest&#39;ultima può essere fatta modificando solo i metadati o agendo chirurgicamente sul file ricodificandolo.&#xA;4.1. Peak normalization&#xA;Una volta noti i dati di Max Volume e Mean Volume visti in precedenza, la normalizzazione è piuttosto semplice.&#xA;&#xA;Supponendo Max Volume = 6dB&#xA;ffmpeg -i audio.m4a -filter:a &#34;volume=6dB&#34; -c:a aac -b:a 192k audionormalized.m4a&#xA;Dovendo ricodificare, scelgo un bitrate piuttosto alto per limitare la perdita fisiologica di una ricodifica lossy.&#xA;&#xA;Come si può immaginare, è una aggiunta lineare secca a tutta la traccia a cui aumento solo la potenza digitale senza tenere conto della percezione sonora.&#xA;&#xA;Piccola nota: Conviene scegliere un valore che si avvicini, ma non equivalga, al limite di 0 dB perché altrimenti FFmpeg taglierà brutalmente le creste dell&#39;onda sonora che superano lo zero, creando quella tipica distorsione metallica grattata chiamata clipping.&#xA;&#xA;4.2. Loudness Normalization&#xA;La normalizzazione di volume, in base alla nostra scelta di alterare o meno la dinamica del brano, può essere fatta come detto applicando:&#xA;&#xA;un guadagno statico LUFS (lossy)&#xA;un guadagno statico LUFS sui metadati (non lossy)&#xA;compressore / limiter (sempre lossy) &#xA;&#xA;Il guadagno statico, quello con i metadati, avverrà con rsgain.&#xA;&#xA;La normalizzazione con perdita di qualità (lossy) avverrà con ffmpeg usando il filtro loudnorm che dispone di un compressore/limiter piuttosto efficace.&#xA;&#xA;Questo filtro è un processore dinamico (dual-pass o single-pass). Non si limita ad alzare il volume; se trova una parte troppo forte, può comprimere leggermente solo quella parte per permettere al resto della canzone di suonare più forte.&#xA;&#xA;loudnorm porta il loudness di default a -24 LUFS che è lo standard per il broadcast televisivo.&#xA;&#xA;I colossi dello streaming applicano automaticamente un loudness decisamente più marcato, salvo poche eccezioni, non si discostano da -14 LUFS. Ad es. Youtube, Amazon Music, Spotify, Soundcloud viaggiano mediamente su -14 LUFS, Deezer -15, Apple Music -16.&#xA;&#xA;Si può verificare facilmente, come sappiamo fare, come un audio presente su una di queste piattaforme, abbia uno dei loudness indicati.&#xA;&#xA;4.2.1. Loudness Normalization statica (ffmpeg)&#xA;Riprendiamo l&#39;esempio di prima.&#xA;ffmpeg -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - &#xA;...&#xA; Integrated loudness:&#xA;    I:         -18.1 LUFS&#xA;    Threshold: -28.4 LUFS&#xA;&#xA;  Loudness range:&#xA;    LRA:         4.1 LU&#xA;    Threshold: -38.3 LUFS&#xA;    LRA low:   -21.2 LUFS&#xA;    LRA high:  -17.1 LUFS&#xA;&#xA;  True peak:&#xA;    Peak:       -5.4 dBFS&#xA;Con ffmpeg e loudnorm in modalità single-pass, posso applicare un guadagno statico 5.4 dBFS, con un true peak di -1 (Il default è -2), per arrivare, da -18.1 LUFS, a -13.0 LUFS senza distorsioni.&#xA;ffmpeg -i audio.m4a -filter:a &#34;loudnorm=I=-12.7:TP=-1.0&#34; -c:a aac -b:a 160k -vn audionorm.m4a&#xA;Verifichiamo:&#xA;ffmpeg -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - &#xA;...&#xA;   Integrated loudness:&#xA;    I:         -12.5 LUFS&#xA;    Threshold: -22.6 LUFS&#xA;&#xA;  Loudness range:&#xA;    LRA:         4.0 LU&#xA;    Threshold: -32.6 LUFS&#xA;    LRA low:   -15.1 LUFS&#xA;    LRA high:  -11.1 LUFS&#xA;&#xA;  True peak:&#xA;    Peak:       -0.4 dBFS&#xA;...&#xA;Come si vede, sono arrivato al limite, forse un po&#39; troppo, del guadagno che potevo ottenere. Probabimente su dispositivi economici, l&#39;analogico di un brano così potrebbe gracchiare un po&#39;.&#xA;&#xA;Se avessi applicato il default  di  loudnorm, la sonorità sarebbe stata livellata sui -24 LUFS con una soglia true peak pari a -2 dBFS.&#xA;4.2.2. Loudness Normalization dinamica&#xA;Nei casi in cui:&#xA;&#xA;si vuole enfatizzare l&#39;audio di un podcast, di un parlato in generale;&#xA;la dinamica del brano è composta da picchi altissimi e una sonorità media molto bassa (un guadagno statico farebbe cambiare poco o nulla)&#xA;&#xA;con ffmpeg e loudnorm possiamo correggere ogni singolo sample del brano per rendere la dinamica più uniforme.&#xA;&#xA;Per ottenere un risultato ottimale, si deve procedere col dual-pass, in cui ffmpeg nel primo passaggio analizza il file e raccoglie i dati, nel secondo passaggio applica le correzioni puntualmente avendo già conoscenza della dinamica e dei picchi presenti nel file.&#xA;ffmpeg -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;loudnorm=I=-14:TP=-1.0:printformat=json&#34; -f null -&#xA;Ecco il json risultante dall&#39;analisi. I valori di input sono quelli che forniremo a ffmepg affinché possa impostare il loudness scelto da noi nel miglior modo possibile&#xA;{&#xA;&#x9;&#34;inputi&#34; : &#34;-18.17&#34;,&#xA;&#x9;&#34;inputtp&#34; : &#34;-5.41&#34;,&#xA;&#x9;&#34;inputlra&#34; : &#34;4.20&#34;,&#xA;&#x9;&#34;inputthresh&#34; : &#34;-28.47&#34;,&#xA;&#x9;&#34;outputi&#34; : &#34;-13.36&#34;,&#xA;&#x9;&#34;outputtp&#34; : &#34;-1.00&#34;,&#xA;&#x9;&#34;outputlra&#34; : &#34;4.30&#34;,&#xA;&#x9;&#34;outputthresh&#34; : &#34;-23.50&#34;,&#xA;&#x9;&#34;normalizationtype&#34; : &#34;dynamic&#34;,&#xA;&#x9;&#34;targetoffset&#34; : &#34;-0.64&#34;&#xA;}&#xA;Configurazione ffmpeg.&#xA;ffmpeg -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;loudnorm=I=-14:TP=-1.0:measuredI=-18.17:measuredTP=-5.41:measuredLRA=4.20:measuredthresh=-23.50:linear=true&#34; -c:a aac -b:a 160k -vn &#34;audionorm.m4a&#34;&#xA;Il compressore/limiter del filtro loudnorm è abbastanza intelligente da schiacciare i picchi affinche il guadagno di volume non produca clipping e alzerà le parti più &#34;deboli&#34;, livellando il suono e alterando la dinamica.&#xA;&#xA;4.2.3. Loudness Normalization statica (rsgain)&#xA;Rsgain permette di applicare un guadagno statico loseless, senza ricodifica, agendo sui metadati del brano con l&#39;applicazione dei tag.&#xA;&#xA;Se da un lato questo metodo ha l&#39;indubbio vantaggio di non alterare fisicamente il file, dall&#39;altro è necessario che il player che eseguirà il brano dovra essere capace di leggere e interpretare i tag. Nel caso precedente, la ricodifica rende il file disponibile per chiunque.&#xA;&#xA;Trattandosi di un guadagno statico, il campo d&#39;applicazione è quello visto per la Peak Normalization, cioè quando si vuole preservare la dinamica del brano, Ma nei casi particolari cui accennavo in precedenza, presenza di picchi altissimi e maggioranza sonorità medie molto basse, anche rsgain non è sufficiente.&#xA;&#xA;Come avevo detto all&#39;inizio, rsgain è una normalizzaziome della sonorità ottenuta agendo sui metadati del brano, applicando dei tag, che così non viene alternato in alcun modo.&#xA;&#xA;Rsgain è l&#39;evoluzione del vecchio mp3gain e come il suo predecessore ha due modalità di lavoro&#xA;&#xA;sul singolo brano (detta é custom)&#xA;su collezioni di brani (detta easy)&#xA;&#xA;La modalità custom è considerato un approccio legacy fatta per intervenire puntualmente sul brano con configurazioni ad-hoc ideali per lo scripting, quella easy, basata su presets, permette di normalizzare intere collezioni di brani che è lo scopo principale di rsgain.&#xA;&#xA;Analisi del file&#xA;rsgain custom -t audio.m4a&#xA;[✔] Scanning &#39;audio.m4a&#39;&#xA;[✔] Container: QuickTime / MOV [mov,mp4,m4a,3gp,3g2,mj2]&#xA;[✔] Stream #0: AAC (Advanced Audio Coding), 44.100 Hz, 2 ch&#xA; 100% [====================================================]&#xA;&#xA;Track: audio.m4a&#xA;  Loudness:   -18.12 LUFS&#xA;  Peak:     0.536630 (-5.41 dB)&#xA;  Gain:         0.12 dB&#xA;il flag -t individua il true peak&#xA;&#xA;Loudness: è la sonorità del brano in LUFS&#xA;Peak: è il true peak, esprime il guadagno che posso ottenere prima di distorcere&#xA;Gain: è il guadagno per arrivare allo standard LUFS di rsgain che è -18&#xA;&#xA;Nel nostro caso, Gain ci dice di diminuire di 0.12 LUFS mentre Peak ci dice che potrei aumentare di 5.41 LUFS&#xA;&#xA;Gain&#xA;rsgain custom -s i -l -13 -c p audio.m4a&#xA;Track: audio.m4a&#xA;  Loudness:   -18.12 LUFS&#xA;  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)&#xA;  Gain:         5.12 dB&#xA;&#xA;-s i: scrive il tag&#xA;-l -13: imposta il loudness&#xA;-c p: protezione clipping&#xA;&#xA;Portando il loudness a -13 è come se avessi aumentato il volume di 5,12 dB mantenendo un cuscinetto di -0.33 dB (differenza fra peak e gain).&#xA;&#xA;Se provassi a spingere di più, il flag -c p impedisce al suono di distorcere.&#xA;rsgain custom -s i -l -10 -c p audio.m4a&#xA;Track: audio.m4a&#xA;  Loudness:   -18.12 LUFS&#xA;  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)&#xA;  Gain:         5.45 dB  (adjusted to prevent clipping)&#xA;&#34;(adjusted to prevent clipping)&#34; è la conferma che la protezione anti-clipping è entrata in azione.&#xA;&#xA;Se non ci fosse stata:&#xA;rsgain custom -s i -l -10 audio.m4a&#xA;Track: audio.m4a&#xA;  Loudness:   -18.12 LUFS&#xA;  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)&#xA;  Gain:         8.12 dB&#xA;La differenza fra peak e gain indica un&#39;evidente distorsione.&#xA;&#xA;Esempio di esecuzione del brano sfruttando il replaygain:&#xA;mpv --replaygain=track audio.m4a&#xA;Senza il flag --replaygain=track, il brano verrebbe letto normalmente.&#xA;&#xA;Cancellazione del tag&#xA;Basta cancellare il tag per riportare tutto alla normalità&#xA;verifico la presenza del tag prima&#xA;ffprobe -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; 2  &amp;1 | grep -i &#34;replaygain&#34;&#xA;REPLAYGAINTRACKGAIN: 8.12 dB&#xA;REPLAYGAINTRACKPEAK: 0.534149&#xA;replaygain: track gain - 8.120000, track peak - 0.000012, album gain - unknown, album peak - unknown,&#xA;&#xA;cancello il tag&#xA;rsgain custom -s d audio.m4a&#xA;&#xA;verifico che il tag non si ci sia più&#xA;ffprobe -hidebanner -i &#34;audio.m4a&#34; 2  &amp;1 | grep -i &#34;replaygain&#34;&#xA;&#xA;Un altro modo più compatto per verificare la presenza del tag:&#xA;ffprobe -i &#34;audio.m4a&#34; -showentries formattags=REPLAYGAINTRACKGAIN -v quiet -of csv=&#34;p=0&#34;&#xA;Se c&#39;è il tag, mostra solo il gain.&#xA;&#xA;Easy mode&#xA;I flag impostati nella modalità custom nella modalitò easy sono affidati ad un file di configurazione.&#xA;&#xA;Su Gnu/Linux i file di default si trovano in /usr/share/rsgain/presets e sono 4&#xA;&#xA;default.ini&#xA;ebur128.ini&#xA;loudgain.ini&#xA;no\album.ini&#xA;&#xA;C&#39;è una sezione globla e delle sezioni specifiche per tipo di file.&#xA;&#xA;L&#39;override di queste configurazioni o la creazione di nuove, si fa in:&#xA;&#xA;~/.config/rsgain/presets&#xA;&#xA;e per la corrispondenza campi - flag custom vi rimando alla documentazione: https://github.com/complexlogic/rsgain?tab=readme-ov-file#scan-presets&#xA;&#xA;Una volta deciso il preset che fa per noi, basta chiamare rsgain su una directory in questo modo:&#xA;rsgain easy -s nomepreset pathalbum&#xA;rsgain farà la scansione e applicherà massivamente le configurazioni che potranno consistere per es.:&#xA;&#xA;nell&#39;applicazione di un loudness a tutti i brani per uniformare la sonorità;&#xA;nella cancellazione di tutti i tag;&#xA;nell&#39;analisi dei brani;&#xA;ecc.&#xA;&#xA;Esempio di file di configurazione per una scansione&#xA;[Global]&#xA;TagMode=s&#xA;Album=true&#xA;TargetLoudness=-18&#xA;ClipMode=p&#xA;MaxPeakLevel=-1.0&#xA;TruePeak=true&#xA;Lowercase=false&#xA;ID3v2Version=keep&#xA;OpusMode=d&#xA;PreserveMtimes=false&#xA;DualMono=false&#xA;In questo modo rsgain produrrà un&#39;analisi in modalità &#34;album&#34; per tutta la collezione, il gain da applicare all&#39;album e  una sintesi sulla media dei valori di picco ottenuti.&#xA;rsgain easy -p scan pathalbum &#xA;...&#xA;Track: pathalbum/track1&#xA;  Loudness:   -17.80 LUFS&#xA;  Peak:     0.743221 (-2.58 dB)&#xA;  Gain:        -0.20 dB&#xA;&#xA;Track: pathalbum/track2&#xA;  Loudness:   -17.81 LUFS&#xA;  Peak:     0.790007 (-2.05 dB)&#xA;  Gain:        -0.19 dB&#xA;&#xA;Track: pathalbum/track3&#xA;  Loudness:   -17.47 LUFS&#xA;  Peak:     0.834655 (-1.57 dB)&#xA;  Gain:        -0.53 dB&#xA;&#xA;...&#xA;&#xA;Album:&#xA;  Loudness:   -16.51 LUFS&#xA;  Peak:     0.991804 (-0.07 dB)&#xA;  Gain:        -1.49 dB&#xA;&#xA;Scanning Complete&#xA;Time Elapsed:      00:00:27&#xA;Files Scanned:     18&#xA;Clip Adjustments:  0 (0.0% of files)&#xA;Average Loudness:  -16.61 LUFS&#xA;Average Gain:      -1.39 dB&#xA;Average Peak:      0.823503 (-1.69 dB)&#xA;Negative Gains:    16 (88.9% of files)&#xA;Positive Gains:    2 (11.1% of files)&#xA;L&#39;ultima sezione, &#34;Album&#34;, mi dà le informazioni sul guadagno da applicare, in questo caso poco o nulla perché sono brani già normalizzati,.&#xA;&#xA;Con un altro presets, ad es. myGain.ini, posso normalizzare tutto l&#39;album in colpo solo.&#xA;&#xA;rsgain easy -p myGain pathalbum&#xA;In altre parole, tutto ciò che la modalità custom affida allo scripting, ora viene automatizzata dalla modalità easy.&#xA;&#xA;small Riferimenti:**&#xA;&#xA;https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#loudnorm&#xA;https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#toc-volumedetect&#xA;https://github.com/complexlogic/rsgain&#xA;/small&#xA;&#xA;#ffmpeg #rsgain #loudness #loudnorm]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/489827599091373610/31410d826-759a86/dW3U92YRrKI4/EQCqOi56fpS0p9w4OdD2VsE3ZG4W8j3KZvbK0TWZ.jpg" alt="normalizzazione">
Quando si deve aumentare il volume di una traccia audio, si deve ricorrere a ad un&#39;operazione di “<strong>normalizzazione</strong>”.
</p>
<ul><li><a href="#1-cos-%C3%A8-la-normalizzazione" rel="nofollow">1. Cos’è la normalizzazione</a></li>
<li><a href="#2-come-misurare-il-picco" rel="nofollow">2. Come misurare il “picco”?</a></li>
<li><a href="#3-come-leggere-correttamente-questa-misura" rel="nofollow">3. Come leggere correttamente questa misura</a>
<ul><li><a href="#3-1-perch%C3%A9-usare-il-loudness-invece-di-rms" rel="nofollow">3.1. Perché usare il loudness invece di RMS?</a></li></ul></li>
<li><a href="#4-come-ti-normalizzo-il-file" rel="nofollow">4. Come ti normalizzo il file</a>
<ul><li><a href="#4-1-peak-normalization" rel="nofollow">4.1. Peak normalization</a></li>
<li><a href="#4-2-loudness-normalization" rel="nofollow">4.2. Loudness Normalization</a>
<ul><li><a href="#4-2-1-loudness-normalization-statica-ffmpeg" rel="nofollow">4.2.1. Loudness Normalization statica (ffmpeg)</a></li>
<li><a href="#4-2-2-loudness-normalization-dinamica" rel="nofollow">4.2.2. Loudness Normalization dinamica</a></li>
<li><a href="#4-2-3-loudness-normalization-statica-rsgain" rel="nofollow">4.2.3. Loudness Normalization statica (rsgain)</a></li></ul></li></ul></li></ul>

<h2 id="1-cos-è-la-normalizzazione">1. Cos&#39;è la normalizzazione</h2>

<p>La normalizzazione è un&#39;operazione lineare che consiste nell&#39;analisi del file audio, nel calcolare la differenza (offset) fra il volume attuale ed un volume target, nell&#39;applicare una correzione di guadagno (Gain).</p>

<p>La normalizzazione può essere distinta in base  al “come” e al “dove”.</p>

<p><strong>Il “come”</strong>
La normalizzazione classica si basa sui picchi. Cerca il punto più alto della forma d&#39;onda e lo porta a un valore massimo (es. 0 dB). Ignora la percezione umana; un brano con un singolo “click” molto forte risulterà comunque silenzioso perché quel picco blocca l&#39;aumento del volume.</p>

<p>La normalizzazione più moderna si basa sui <strong>LUFS</strong>, ossia su come, <strong>mediamente</strong>, l&#39;audio viene effettivamente percepito dall&#39;orecchio umano (psicoacustica). Porta l&#39;intero brano a un livello di pressione sonora media costante, rendendo l&#39;ascolto uniforme tra diverse tracce.</p>

<p><strong>Il “dove”</strong>
Quando si normalizza una traccia audio si può scegliere di farla modificando ogni singolo sample della traccia audio oppure di agire sui metadati.</p>

<p>Nel primo caso il file originale viene modificato (ricodifica quasi sempre lossy), nel secondo viene lasciato inalterato.</p>

<p>Altro fattore di cui tenere conto è che una normalizzazione lossy funziona su ogni player, una normalizzazione che agisce sui metadati funziona solo se il player è in grado di leggerli.</p>

<p>Possiamo fare quindi una prima distinzione:</p>
<ol><li>normalizzazione di picco (<strong>RMS</strong>) o <i>Peak Normalization</i>: applicazione di un <strong>guadagno statico</strong> (RMS) in modalità lossy: non altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica;</li>
<li>normalizzazione della sonorità (<strong>LUFS</strong>) o <i>Loudness Normalization</i>:
<ol><li>applicazione di un <strong>guadagno statico</strong> (LUFS) in modalità lossy: non altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica;</li>
<li>applicazione di un <strong>guadagno statico</strong> (LUFS) basato su tag: non altera la dinamica del brano, lascia il file inalterato (rsgain);</li>
<li>agisce con un compressore / limiter in modalità lossy: altera la dinamica del brano, richiede una ricodifica.</li></ol></li></ol>

<p>A questo punto la domanda diventa: quale scegliere?</p>

<p>Per quel che mi riguarda, la salomonica risposta è: dipende.</p>

<p>Come si può immaginare, non c&#39;è una risposta definitiva ma dipende dalla qualità della traccia, dal contesto ecc.</p>

<h2 id="2-come-misurare-il-picco">2. Come misurare il “picco”?</h2>

<p>C&#39;è bisogno di un elemento misurabile che mi permetta di capire come agire con la normalizzazione.</p>

<p><strong>RMS (Root Mean Square)</strong>: è un calcolo matematico asciutto su quanto sia potente elettricamente/digitalmente il segnale audio. È utile per capire l&#39;energia costante, ma non tiene conto del fatto che l&#39;orecchio umano è più sensibile ad alcune frequenze rispetto ad altre.</p>

<p><strong>LUFS (Loudness Units Full Scale)</strong>: È lo standard moderno (EBU R128). Simula l&#39;udito umano applicando dei filtri che pesano maggiormente le frequenze medie.</p>

<p>Per misurare il picco RMS posso ricorrere ad <strong>ffmpeg</strong></p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;volumedetect&#34; -f null -
...
[...] n_samples: 18522112
[...] mean_volume: -20.3 dB
[...] max_volume: -5.4 dB
[...] histogram_5db: 40
[...] histogram_6db: 1436
[...] histogram_7db: 6443
[...] histogram_8db: 18606
...
</code></pre>

<p>che mi mostrerà:</p>
<ul><li>il numero dei samples di cui si compone la traccia</li>
<li>il volume medio (<em>mean_volume</em>)</li>
<li>il picco (<em>max_volume</em>)</li></ul>

<p>Il picco mi dice di quanto possa alzare il volume (fino al limite fisico di 0dB) staticamente senza causare distorsioni.</p>

<p>La differenza fra volume medio e picco mi dà informazioni sulla dinamica del brano. Maggiore è la differenza, maggiore è la dinamica. Tipicamente:</p>
<ul><li>valori &lt; 5 sono tipici della musica dance, forte, uniforme, e molto compressa.</li>
<li>valori fra 5 e 15 sono tipici di brani pop-rock, ben bilanciati</li>
<li>valori &gt; 15 sono attribuibili a brani di musica classica, jazz, con una dinamica ricca.</li></ul>

<p>Per misurare il loudness, sempre con ffmpeg:</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - 
...
 Integrated loudness:
    I:         -18.1 LUFS
    Threshold: -28.4 LUFS

  Loudness range:
    LRA:         4.1 LU
    Threshold: -38.3 LUFS
    LRA low:   -21.2 LUFS
    LRA high:  -17.1 LUFS

  True peak:
    Peak:       -5.4 dBFS
</code></pre>

<p>La misurazione è più articolata rispetto alla precedente.</p>

<p>FFmpeg innanzitutto mostra due sezioni: <strong>Integrated Loudness</strong>, rappresentante il <strong>volume medio</strong> complessivo del file e la <strong>Loudness Range</strong> che mi descrive la dinamica del brano come differenza di volume fra le parti più silenziose e quelle più rumorose.</p>
<ol><li>Sezione <strong>Integrated loudness</strong>:
<ul><li><strong>I</strong>: è il valore più importante. È il volume medio percepito dell&#39;intero brano (come si può vedere, diverso rispetto all&#39;RMS di prima. Il primo è pura potenza digitale, il secondo è <strong>volume percepito</strong>).</li>
<li><strong>Threshold</strong>: è la soglia usata per evitare che i silenzi abbassino artificialmente la media del volume. L&#39;algoritmo ignora tutto ciò che sta sotto questa soglia nel calcolo dell&#39;Integrated Loudness.</li></ul></li>
<li>Sezione <strong>Loudness range</strong>:
<ul><li><strong>LRA</strong>: è un indice della variazione dinamica del brano. Più è basso, più il suono tende ad essere uniforme e probabilmente compresso</li>
<li><strong>Threshold</strong>: come prima, è la soglia oltre la quale i suoni vengono ignorati nel calcolo del range dinamico.</li>
<li><strong>LRA Low</strong>: indica il limite inferiore del loudness</li>
<li><strong>LRA High</strong>: indica il limite superiore<br>
quindi <em>LRA = LRA High – LRA Low</em></li></ul></li>
<li>Sezione <strong>True peak</strong>:
<ul><li><strong>Peak</strong>: Simile al <em>max_volume</em> dell&#39;RMS, indica il picco <strong>reale</strong> del brano in termini di sonorità.</li></ul></li></ol>

<p>Un altro modo, forse meno pratico ma decisamente più scenografico, per analizzare un file audio è questo:</p>

<pre><code class="language-bash">ffplay -f lavfi -i &#34;amovie=audio.m4a,ebur128=video=1:meter=18 [out0][out1]&#34;
</code></pre>

<p>Disegna un grafico dell&#39;onda sonora in tempo reale.</p>

<h2 id="3-come-leggere-correttamente-questa-misura">3. Come leggere correttamente questa misura</h2>

<p>L&#39;<strong>integrated loudness</strong> mi dice qual è il volume <strong>medio</strong> del brano.
<strong>True peak</strong> mi dice di quanto posso alzare prima di distorcere.
Queste sono le due informazioni cruciali sufficienti per applicare un <strong>guadagno statico</strong> senza fare danni.</p>

<p>I valori <strong>High</strong> e <strong>Low</strong> del <strong>Loudness Range</strong>, che racchiudono asintoticamente il brano, tornano utili quando bisogna agire sulla dinamica.</p>

<p>Notare che <strong>Integrated loudness</strong> è sempre compreso fra <strong>LRA Low</strong> e <strong>LRA High</strong>.</p>

<h3 id="3-1-perché-usare-il-loudness-invece-di-rms">3.1. Perché usare il loudness invece di RMS?</h3>

<p>L&#39;RMS è un calcolo puramente matematico che non tiene conto del fatto che l&#39;orecchio umano è molto più sensibile alle frequenze medie che non ai bassi estemi e agli acuti altissimi.</p>

<p> A questo provvede il LUFS che è un&#39;evoluzione dell&#39;RMS perché include dei <strong>filtri di ponderazione</strong> che, prima di calcolare la media, esaltano le frequenze medie attenuando quelle basse.</p>

<p>La conseguenza è che se agisco sul volume dei brani prendendo LUFS come riferimento, questi suoneranno tutti allo stesso volume. Se considerassi un adeguamento basato su RMS, i brani con più bassi sembreranno avere meno volume di quelli con frequenze medie più marcate.</p>

<h2 id="4-come-ti-normalizzo-il-file">4. Come ti normalizzo il file</h2>

<p>La scelta fra una normalizzazione di picco e una di volume (loudness) è abbastanza semplice in realtà.</p>

<p>A parte poche eccezioni in cui può avere senso avere RMS come riferimento, è sempre preferibile una normalizzazione della sonorità.</p>

<p>Quest&#39;ultima può essere fatta modificando solo i metadati o agendo chirurgicamente sul file ricodificandolo.</p>

<h3 id="4-1-peak-normalization">4.1. Peak normalization</h3>

<p>Una volta noti i dati di <em>Max Volume</em> e <em>Mean Volume</em> visti in precedenza, la normalizzazione è piuttosto semplice.</p>

<p>Supponendo <code>Max Volume = 6dB</code></p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -i audio.m4a -filter:a &#34;volume=6dB&#34; -c:a aac -b:a 192k audio_normalized.m4a
</code></pre>

<p>Dovendo ricodificare, scelgo un bitrate piuttosto alto per limitare la perdita fisiologica di una ricodifica lossy.</p>

<p>Come si può immaginare, è una aggiunta lineare secca a tutta la traccia a cui aumento solo la potenza digitale senza tenere conto della percezione sonora.</p>

<p>Piccola nota: Conviene scegliere un valore che si avvicini, ma non equivalga, al limite di 0 dB perché altrimenti FFmpeg taglierà brutalmente le creste dell&#39;onda sonora che superano lo zero, creando quella tipica distorsione metallica grattata chiamata <strong>clipping</strong>.</p>

<h3 id="4-2-loudness-normalization">4.2. Loudness Normalization</h3>

<p>La normalizzazione di volume, in base alla nostra scelta di alterare o meno la dinamica del brano, può essere fatta come detto applicando:</p>
<ul><li>un guadagno statico LUFS (lossy)</li>
<li>un guadagno statico LUFS sui metadati (non lossy)</li>
<li>compressore / limiter (sempre lossy)</li></ul>

<p>Il guadagno statico, quello con i metadati, avverrà con <strong>rsgain</strong>.</p>

<p>La normalizzazione con perdita di qualità (lossy) avverrà con ffmpeg usando il filtro <strong>loudnorm</strong> che dispone di un compressore/limiter piuttosto efficace.</p>

<p>Questo filtro è un processore dinamico (dual-pass o single-pass). Non si limita ad alzare il volume; se trova una parte troppo forte, può comprimere leggermente solo quella parte per permettere al resto della canzone di suonare più forte.</p>

<p><code>loudnorm</code> porta il loudness di default a -24 LUFS che è lo standard per il broadcast televisivo.</p>

<p>I colossi dello streaming applicano automaticamente un loudness decisamente più marcato, salvo poche eccezioni, non si discostano da -14 LUFS. Ad es. Youtube, Amazon Music, Spotify, Soundcloud viaggiano mediamente su -14 LUFS, Deezer -15, Apple Music -16.</p>

<p>Si può verificare facilmente, come sappiamo fare, come un audio presente su una di queste piattaforme, abbia uno dei loudness indicati.</p>

<h4 id="4-2-1-loudness-normalization-statica-ffmpeg">4.2.1. Loudness Normalization statica (ffmpeg)</h4>

<p>Riprendiamo l&#39;esempio di prima.</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - 
...
 Integrated loudness:
    I:         -18.1 LUFS
    Threshold: -28.4 LUFS

  Loudness range:
    LRA:         4.1 LU
    Threshold: -38.3 LUFS
    LRA low:   -21.2 LUFS
    LRA high:  -17.1 LUFS

  True peak:
    Peak:       -5.4 dBFS
</code></pre>

<p>Con <code>ffmpeg</code> e <code>loudnorm</code> in modalità <strong>single-pass</strong>, posso applicare un guadagno statico 5.4 dBFS, con un true peak di -1 (Il default è -2), per arrivare, da -18.1 LUFS, a -13.0 LUFS senza distorsioni.</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -i audio.m4a -filter:a &#34;loudnorm=I=-12.7:TP=-1.0&#34; -c:a aac -b:a 160k -vn audio_norm.m4a
</code></pre>

<p>Verifichiamo:</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;ebur128=peak=true&#34; -f null - 
...
   Integrated loudness:
    I:         -12.5 LUFS
    Threshold: -22.6 LUFS

  Loudness range:
    LRA:         4.0 LU
    Threshold: -32.6 LUFS
    LRA low:   -15.1 LUFS
    LRA high:  -11.1 LUFS

  True peak:
    Peak:       -0.4 dBFS
...
</code></pre>

<p>Come si vede, sono arrivato al limite, forse un po&#39; troppo, del guadagno che potevo ottenere. Probabimente su dispositivi economici, l&#39;analogico di un brano così potrebbe gracchiare un po&#39;.</p>

<p>Se avessi applicato il default  di  <code>loudnorm</code>, la sonorità sarebbe stata livellata sui -24 LUFS con una soglia true peak pari a -2 dBFS.</p>

<h4 id="4-2-2-loudness-normalization-dinamica">4.2.2. Loudness Normalization dinamica</h4>

<p>Nei casi in cui:</p>
<ul><li>si vuole enfatizzare l&#39;audio di un podcast, di un parlato in generale;</li>
<li>la dinamica del brano è composta da picchi altissimi e una sonorità media molto bassa (un guadagno statico farebbe cambiare poco o nulla)</li></ul>

<p>con <code>ffmpeg</code> e <code>loudnorm</code> possiamo correggere ogni singolo sample del brano per rendere la dinamica più uniforme.</p>

<p>Per ottenere un risultato ottimale, si deve procedere col <strong>dual-pass</strong>, in cui ffmpeg nel primo passaggio analizza il file e raccoglie i dati, nel secondo passaggio applica le correzioni puntualmente avendo già conoscenza della dinamica e dei picchi presenti nel file.</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;loudnorm=I=-14:TP=-1.0:print_format=json&#34; -f null -
</code></pre>

<p>Ecco il json risultante dall&#39;analisi. I valori di input sono quelli che forniremo a ffmepg affinché possa impostare il loudness scelto da noi nel miglior modo possibile</p>

<pre><code class="language-json">{
	&#34;input_i&#34; : &#34;-18.17&#34;,
	&#34;input_tp&#34; : &#34;-5.41&#34;,
	&#34;input_lra&#34; : &#34;4.20&#34;,
	&#34;input_thresh&#34; : &#34;-28.47&#34;,
	&#34;output_i&#34; : &#34;-13.36&#34;,
	&#34;output_tp&#34; : &#34;-1.00&#34;,
	&#34;output_lra&#34; : &#34;4.30&#34;,
	&#34;output_thresh&#34; : &#34;-23.50&#34;,
	&#34;normalization_type&#34; : &#34;dynamic&#34;,
	&#34;target_offset&#34; : &#34;-0.64&#34;
}
</code></pre>

<p>Configurazione ffmpeg.</p>

<pre><code class="language-bash">ffmpeg -i &#34;audio.m4a&#34; -filter:a &#34;loudnorm=I=-14:TP=-1.0:measured_I=-18.17:measured_TP=-5.41:measured_LRA=4.20:measured_thresh=-23.50:linear=true&#34; -c:a aac -b:a 160k -vn &#34;audio_norm.m4a&#34;
</code></pre>

<p>Il compressore/limiter del filtro loudnorm è abbastanza intelligente da schiacciare i picchi affinche il guadagno di volume non produca clipping e alzerà le parti più “deboli”, livellando il suono e alterando la dinamica.</p>

<h4 id="4-2-3-loudness-normalization-statica-rsgain">4.2.3. Loudness Normalization statica (rsgain)</h4>

<p>Rsgain permette di applicare un guadagno statico loseless, senza ricodifica, agendo sui metadati del brano con l&#39;applicazione dei tag.</p>

<p>Se da un lato questo metodo ha l&#39;indubbio vantaggio di non alterare fisicamente il file, dall&#39;altro è necessario che il player che eseguirà il brano dovra essere capace di leggere e interpretare i tag. Nel caso precedente, la ricodifica rende il file disponibile per chiunque.</p>

<p>Trattandosi di un guadagno statico, il campo d&#39;applicazione è quello visto per la Peak Normalization, cioè quando si vuole preservare la dinamica del brano, Ma nei casi particolari cui accennavo in precedenza, presenza di picchi altissimi e maggioranza sonorità medie molto basse, anche rsgain non è sufficiente.</p>

<p>Come avevo detto all&#39;inizio, rsgain è una normalizzaziome della sonorità ottenuta agendo sui metadati del brano, applicando dei tag, che così non viene alternato in alcun modo.</p>

<p>Rsgain è l&#39;evoluzione del vecchio mp3gain e come il suo predecessore ha due modalità di lavoro</p>
<ul><li>sul singolo brano (detta é <strong>custom</strong>)</li>
<li>su collezioni di brani (detta <strong>easy</strong>)</li></ul>

<p>La modalità <strong>custom</strong> è considerato un approccio legacy fatta per intervenire puntualmente sul brano con configurazioni ad-hoc ideali per lo scripting, quella <strong>easy</strong>, basata su presets, permette di normalizzare intere collezioni di brani che è lo scopo principale di rsgain.</p>

<p><strong>Analisi del file</strong></p>

<pre><code class="language-bash">rsgain custom -t audio.m4a
[✔] Scanning &#39;audio.m4a&#39;
[✔] Container: QuickTime / MOV [mov,mp4,m4a,3gp,3g2,mj2]
[✔] Stream #0: AAC (Advanced Audio Coding), 44.100 Hz, 2 ch
 100% [====================================================]

Track: audio.m4a
  Loudness:   -18.12 LUFS
  Peak:     0.536630 (-5.41 dB)
  Gain:         0.12 dB
</code></pre>

<p>il flag <code>-t</code> individua il true peak</p>
<ul><li><strong>Loudness</strong>: è la sonorità del brano in LUFS</li>
<li><strong>Peak</strong>: è il true peak, esprime il guadagno che posso ottenere prima di distorcere</li>
<li><strong>Gain</strong>: è il guadagno per arrivare allo standard LUFS di rsgain che è -18</li></ul>

<p>Nel nostro caso, Gain ci dice di diminuire di 0.12 LUFS mentre Peak ci dice che potrei aumentare di 5.41 LUFS</p>

<p><strong>Gain</strong></p>

<pre><code class="language-bash">rsgain custom -s i -l -13 -c p audio.m4a
Track: audio.m4a
  Loudness:   -18.12 LUFS
  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)
  Gain:         5.12 dB
</code></pre>
<ul><li><code>-s i</code>: scrive il tag</li>
<li><code>-l -13</code>: imposta il loudness</li>
<li><code>-c p</code>: protezione clipping</li></ul>

<p>Portando il loudness a -13 è come se avessi aumentato il volume di 5,12 dB mantenendo un cuscinetto di -0.33 dB (differenza fra peak e gain).</p>

<p>Se provassi a spingere di più, il flag <code>-c p</code> impedisce al suono di distorcere.</p>

<pre><code class="language-bash">rsgain custom -s i -l -10 -c p audio.m4a
Track: audio.m4a
  Loudness:   -18.12 LUFS
  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)
  Gain:         5.45 dB  (adjusted to prevent clipping)
</code></pre>

<p>“<em>(adjusted to prevent clipping)</em>” è la conferma che la protezione anti-clipping è entrata in azione.</p>

<p>Se non ci fosse stata:</p>

<pre><code class="language-bash">rsgain custom -s i -l -10 audio.m4a
Track: audio.m4a
  Loudness:   -18.12 LUFS
  Peak:     0.534149 (-5.45 dB)
  Gain:         8.12 dB
</code></pre>

<p>La differenza fra peak e gain indica un&#39;evidente distorsione.</p>

<p><strong>Esempio di esecuzione del brano sfruttando il replaygain</strong>:</p>

<pre><code class="language-bash">mpv --replaygain=track audio.m4a
</code></pre>

<p>Senza il flag <code>--replaygain=track</code>, il brano verrebbe letto normalmente.</p>

<p><strong>Cancellazione del tag</strong>
Basta cancellare il tag per riportare tutto alla normalità</p>

<pre><code class="language-bash"># verifico la presenza del tag prima
ffprobe -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; 2&gt;&amp;1 | grep -i &#34;replaygain&#34;
REPLAYGAIN_TRACK_GAIN: 8.12 dB
REPLAYGAIN_TRACK_PEAK: 0.534149
replaygain: track gain - 8.120000, track peak - 0.000012, album gain - unknown, album peak - unknown,

# cancello il tag
rsgain custom -s d audio.m4a

# verifico che il tag non si ci sia più
ffprobe -hide_banner -i &#34;audio.m4a&#34; 2&gt;&amp;1 | grep -i &#34;replaygain&#34;
**
</code></pre>

<p>Un altro modo più compatto per verificare la presenza del tag:</p>

<pre><code>ffprobe -i &#34;audio.m4a&#34; -show_entries format_tags=REPLAYGAIN_TRACK_GAIN -v quiet -of csv=&#34;p=0&#34;
</code></pre>

<p>Se c&#39;è il tag, mostra solo il gain.</p>

<p><strong>Easy mode</strong>
I flag impostati nella modalità custom nella modalitò easy sono affidati ad un file di configurazione.</p>

<p>Su Gnu/Linux i file di default si trovano in <code>/usr/share/rsgain/presets</code> e sono 4</p>
<ul><li>default.ini</li>
<li>ebur128.ini</li>
<li>loudgain.ini</li>
<li>no_album.ini</li></ul>

<p>C&#39;è una sezione globla e delle sezioni specifiche per tipo di file.</p>

<p>L&#39;override di queste configurazioni o la creazione di nuove, si fa in:</p>

<p><code>~/.config/rsgain/presets</code></p>

<p>e per la corrispondenza campi – flag custom vi rimando alla documentazione: <a href="https://github.com/complexlogic/rsgain?tab=readme-ov-file#scan-presets" rel="nofollow">https://github.com/complexlogic/rsgain?tab=readme-ov-file#scan-presets</a></p>

<p>Una volta deciso il preset che fa per noi, basta chiamare rsgain su una directory in questo modo:</p>

<pre><code class="language-bash">rsgain easy -s &lt;nome_preset&gt; &lt;path_album&gt;
</code></pre>

<p>rsgain farà la scansione e applicherà massivamente le configurazioni che potranno consistere per es.:</p>
<ul><li>nell&#39;applicazione di un loudness a tutti i brani per uniformare la sonorità;</li>
<li>nella cancellazione di tutti i tag;</li>
<li>nell&#39;analisi dei brani;</li>
<li>ecc.</li></ul>

<p><strong>Esempio di file di configurazione per una scansione</strong></p>

<pre><code>[Global]
TagMode=s
Album=true
TargetLoudness=-18
ClipMode=p
MaxPeakLevel=-1.0
TruePeak=true
Lowercase=false
ID3v2Version=keep
OpusMode=d
PreserveMtimes=false
DualMono=false
</code></pre>

<p>In questo modo rsgain produrrà un&#39;analisi in modalità “<strong>album</strong>” per tutta la collezione, il gain da applicare all&#39;album e  una sintesi sulla media dei valori di picco ottenuti.</p>

<pre><code class="language-bash">rsgain easy -p scan &lt;path_album&gt; 
...
Track: &lt;path_album&gt;/track_1
  Loudness:   -17.80 LUFS
  Peak:     0.743221 (-2.58 dB)
  Gain:        -0.20 dB


Track: &lt;path_album&gt;/track_2
  Loudness:   -17.81 LUFS
  Peak:     0.790007 (-2.05 dB)
  Gain:        -0.19 dB


Track: &lt;path_album&gt;/track_3
  Loudness:   -17.47 LUFS
  Peak:     0.834655 (-1.57 dB)
  Gain:        -0.53 dB

...

Album:
  Loudness:   -16.51 LUFS
  Peak:     0.991804 (-0.07 dB)
  Gain:        -1.49 dB


Scanning Complete
Time Elapsed:      00:00:27
Files Scanned:     18
Clip Adjustments:  0 (0.0% of files)
Average Loudness:  -16.61 LUFS
Average Gain:      -1.39 dB
Average Peak:      0.823503 (-1.69 dB)
Negative Gains:    16 (88.9% of files)
Positive Gains:    2 (11.1% of files)
</code></pre>

<p>L&#39;ultima sezione, “<strong>Album</strong>”, mi dà le informazioni sul guadagno da applicare, in questo caso poco o nulla perché sono brani già normalizzati,.</p>

<p>Con un altro presets, ad es. <code>myGain.ini</code>, posso normalizzare tutto l&#39;album in colpo solo.</p>

<pre><code>rsgain easy -p myGain &lt;path_album&gt;
</code></pre>

<p>In altre parole, tutto ciò che la modalità <strong>custom</strong> affida allo scripting, ora viene automatizzata dalla modalità <strong>easy</strong>.</p>

<p><small> <strong>Riferimenti:</strong></p>
<ul><li><a href="https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#loudnorm" rel="nofollow">https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#loudnorm</a></li>
<li><a href="https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#toc-volumedetect" rel="nofollow">https://ffmpeg.org/ffmpeg-filters.html#toc-volumedetect</a></li>
<li><a href="https://github.com/complexlogic/rsgain" rel="nofollow">https://github.com/complexlogic/rsgain</a>
</small></li></ul>

<p>#ffmpeg #rsgain #loudness #loudnorm</p>
]]></content:encoded>
      <author>Cyberdyne Systems</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/0c7abvllbf</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:03:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>📒Dal mio diario...</title>
      <link>https://noblogo.org/magia/dal-mio-diario</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Dal mio diario...&#xA;Un giorno qualunque! &#xA;&#xA;Mi sono  chiesta come stavo e la mia risposta è stata, alla grande, ormai cerco di rispondermi così, su consiglio del mio migliore amico! Spesso è più semplice voltare pagina  che spiegare la tempesta che si sta affrontando, anche se a tratti...&#xA;Mi ripeto  che nonostante tutto non sta succedendo nulla di strano, le tempeste sono normali e il sole prima o poi torna a splendere.&#xA;Tradurre uno stato d&#39;animo o raccontare le fasi di una tempesta, oltre a non essere semplice, può anche renderla più  reale e farci apparire più fragili e vulnerabili nella nostra solitudine!&#xA;Quindi il silenzio è più comodo della verità e ci mette nella condizione di ritrovarci e riorganizzare noi stessi nella modalità che più ci rende stabili, perché &#xA;fingere che tutto va bene&#xA;invece di spiegare, può farci riflettere su come spesso siamo noi a non volerci mettere in discussione e motivarci per stare meglio!&#xA;Non credo che  imparerò  mai  a fingere, ad apparire o ad essere chi non sono, anzi quando lo faccio, lo faccio pure male, però a volte vorrei dimenticare come si fa ad essere così maledettamente trasparenti e sinceri...&#xA;illudendomi così di riuscire a mimetizzarmi con qualsiasi cosa faccia solo stare bene!✨&#xA;&#xA;DSCN7848-1.jpg]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Dal mio diario...
Un giorno qualunque!</p>

<p>Mi sono  chiesta come stavo e la mia risposta è stata, alla grande, ormai cerco di rispondermi così, su consiglio del mio migliore amico! Spesso è più semplice voltare pagina  che spiegare la tempesta che si sta affrontando, anche se a tratti...
Mi ripeto  che nonostante tutto non sta succedendo nulla di strano, le tempeste sono normali e il sole prima o poi torna a splendere.
Tradurre uno stato d&#39;animo o raccontare le fasi di una tempesta, oltre a non essere semplice, può anche renderla più  reale e farci apparire più fragili e vulnerabili nella nostra solitudine!
Quindi il silenzio è più comodo della verità e ci mette nella condizione di ritrovarci e riorganizzare noi stessi nella modalità che più ci rende stabili, perché
fingere che tutto va bene
invece di spiegare, può farci riflettere su come spesso siamo noi a non volerci mettere in discussione e motivarci per stare meglio!
Non credo che  imparerò  mai  a fingere, ad apparire o ad essere chi non sono, anzi quando lo faccio, lo faccio pure male, però a volte vorrei dimenticare come si fa ad essere così maledettamente trasparenti e sinceri...
illudendomi così di riuscire a mimetizzarmi con qualsiasi cosa faccia solo stare bene!✨</p>

<p><a href="https://postimg.cc/4K851V6B" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/j5TFthL0/DSCN7848-1.jpg" alt="DSCN7848-1.jpg"></a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Magia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nol46j6b8a</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:26:11 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Spazio Autori, Gianluca Parisi: tra giornalismo d’inchiesta e narrativa storica...</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/bspazio-autori-gianluca-parisi-tra-giornalismo-dinchiesta-e-narrativa</link>
      <description>&lt;![CDATA[bSpazio Autori, Gianluca Parisi: tra giornalismo d’inchiesta e narrativa storica nel panorama culturale campano/b&#xA;img src=&#34;https://portale.movimento5stelle.eu/web/image/res.partner/597000/image1920&#34;&#xA;&#xA;Gianluca Parisi è un autore attivo nella provincia di Caserta, dove ha sviluppato a partire dalla fine degli anni &#39;90 un percorso intellettuale caratterizzato da un costante dialogo tra giornalismo, ricerca storica e scrittura narrativa. Attraverso i suoi racconti pubblicati nei blog e raccolti nel libro &#34;E morirono tutti felici e contenti&#34; con lo pseudonimo Russo Gianluca, ha svolto nel corso degli anni un ruolo centrale nella costruzione di una memoria locale attraverso la documentazione e la rappresentazione delle dinamiche sociali, culturali e ambientali del territorio.&#xA;&#xA;Ha diretto la collana editoriale Il Mezzogiorno, dedicata a figure storiche e culturali del territorio campano, ha curato un inserto domenicale multilingue per la comunità immigrata sul Giornale di Caserta, anticipando tematiche di inclusione e mediazione culturale. Ha collaborato con numerose testate locali e online, tra cui Caserta24ore, da lui fondata nel 1999, occupandosi prevalentemente di cronaca, approfondimenti sociopolitici e analisi del contesto regionale.&#xA; &#xA;Sebbene non sia un nome di notorietà nazionale mainstream, è autore di diversi libri, in particolare nel campo della narrativa storica e del giallo ambientato al Sud Italia, dove unisce il rigore del giornalismo alla forza evocativa della scrittura letteraria. Alcune delle sue opere esplorano vicende legate alla memoria storica e alle contraddizioni della società contemporanea nel Sud Italia, attraverso le quali ha raccontato luci e ombre del territorio casertano.&#xA;&#xA;Tra le sue opere più significative in vendita sulle piattaforme a href=&#34;https://www.lulu.com/it/search?contributor=Gianluca+Parisi&amp;adultaudiencerating=00&amp;sortBy=PUBLICATIONDATEDESC&amp;page=1&amp;pageSize=10&#34;(Lulu.com)/a  e a href=&#34;https://www.amazon.it/Brigante-Repubblicano-Questione-Meridionale-Mezzogiorno/dp/B0GSMMLZS1/ref=sr11?mkitIT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=1L35AVJTSYE85&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.v6GANfB5bXGQ10f9KrtTqA.ipsKFpI2ujWpRqs3qTeYh6L3L4dip2-OMi4qus5Uh6s&amp;dibtag=se&amp;keywords=il+brigante+repubblicano&amp;qid=1773963188&amp;sprefix=il+brigante+repubblicano%2Caps%2C306&amp;sr=8-1&#34;(Amazon)/a&#xA;&#xA;bIl brigante Repubblicano/b (2012) è un romanzo storico che si colloca al crocevia tra inchiesta giornalistica, memoria collettiva e narrazione romanzesca. L’opera rappresenta un esempio emblematico della sua doppia vocazione, cronista e narratore. Offre una riflessione critica sulle dinamiche di potere e resistenza nel contesto storico del Sud durante il periodo dell’Unità d’Italia.&#xA;&#xA;bRedazione Chiocciola/b (2009) è un’opera di carattere documentario-narrativo che ricostruisce gli eventi della rivendicazione via email dell’omicidio di Marco Biagi nel marzo del 2002 da parte delle Nuove Brigate Rosse, e che lo videro protagonista. È una rappresentazione ironica ma accurata del sistema mediatico dell’epoca. Da giornalista diede notizia del comunicato di rivendicazione prima di tutte le testate italiane. Il cambiamento di modalità comunicative dell’epoca fu citato nel manuale universitario “New journalism. Teorie e tecniche del giornalismo multimediale”  edito da Mondadori, nel 2008 con ristampa nel 2013. &#xA;&#xA;bE morirono tutti felici e contenti/b (2025) è una raccolta di novelle antiche e racconti moderni. Spazia dal tema dell&#39;amore della regina Didone nell&#39;Eneide, al dubbio di Masuccio Salernitano autore di Mariotto e Ganozza, precursori di Romeo e Giulietta con la domanda finale al lettore: &#34;È più grande l&#39;amore dell&#39;uomo o della donna?&#34;, fino a racconti dei nostri tempi sul tema dell&#39;amore, della corruzione, dell&#39;immigrazione e dell&#39;attualità. Tutti i racconti sono scritti in chiave universale e interculturale, riflettendo una sensibilità letteraria attenta alla tradizione e al dialogo tra epoche. a href=&#34;https://www.amazon.it/morirono-tutti-felici-contenti/dp/1326663267/ref=sr12?_mkitIT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=268IZG05RRAIH&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.3ze1bg-g6WNzzOwSpMd9Ngy9eFbA3YSMmUqOTKlfhMFDlZGOlBKuCq1l-QOIc3cIDgelDeEuS8cDExx8eWLMEZyJV8lND9XBpZgKeIsYSJeZHVKhtCrMsTvqUUhMXwRqJIXK4WHr1-dSPZlEol6gl74iJpYeAQnSjTsBBOh1NHQH7PVAsZYtHdOMoj1KfKn.RSBETz67dsNT1XiyirLLNAySymcbVThI3MzGCRmUrI&amp;dibtag=se&amp;keywords=Russo+Gianluca&amp;qid=1773963276&amp;s=books&amp;sprefix=russo+gianluc%2Cstripbooks%2C347&amp;sr=1-2&#34;(Amazon)/a&#xA;&#xA;bLa vita di strada./b E&#39; un romanzo storico ambientato alla fine degli anni ’90 che affronta il tema della tratta di esseri umani, con particolare attenzione alle donne vittime di sfruttamento sessuale. L’opera, ispirata a storie reali, si configura come un’indagine sociologica e narrativa sulla marginalità, l’emarginazione e il desiderio di riscatto, con una forte componente emotiva e una struttura narrativa incentrata sulla voce della protagonista. È dedicato ad Alma Seidjni, vittima della tratta, scomparsa suicida a Roma nel 2021 all’età di 47 anni a testimonianza di come gli abusi subiti segnino indelebilmente la vita di chi li patisce.  a href=&#34;https://www.amazon.it/vita-strada-donne-sfruttate/dp/1326686402/ref=sr11?_mkitIT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2NL6S404D1KC&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.APdvSQImDTULxvDTmBR4UlpPttwtuXFTjHlEm8cAe-Y.b5-4jNoqm5L4cS3238Xt189KwxLiT-UuzzkCaqclk&amp;dibtag=se&amp;keywords=Luigi+Sparanica&amp;qid=1773963385&amp;s=books&amp;sprefix=luigi+sparanica%2Cstripbooks%2C254&amp;sr=1-1&#34;(Amazon)/a&#xA;&#xA;bL’educatore nei convitti scolastici/b (2024) è un manuale professionale che affronta, con rigore metodologico, il ruolo dell’educatore scolastico nel sistema della pubblica istruzione italiana, offrendo una prospettiva teorica e operativa su una figura professionale poco conosciuta.&#xA;&#xA;Sui social è presente sulla piattaforma https://flipboard.social/@reporter&#xA;&#xA;ba href=&#34;https://caserta24ore.jimdofree.com/contatti/&#34;Scrivigli/a/b &#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Spazio Autori, Gianluca Parisi: tra giornalismo d’inchiesta e narrativa storica nel panorama culturale campano</b>
<img src="https://portale.movimento5stelle.eu/web/image/res.partner/597000/image_1920"></p>

<p>Gianluca Parisi è un autore attivo nella provincia di Caserta, dove ha sviluppato a partire dalla fine degli anni &#39;90 un percorso intellettuale caratterizzato da un costante dialogo tra giornalismo, ricerca storica e scrittura narrativa. Attraverso i suoi racconti pubblicati nei blog e raccolti nel libro “E morirono tutti felici e contenti” con lo pseudonimo Russo Gianluca, ha svolto nel corso degli anni un ruolo centrale nella costruzione di una memoria locale attraverso la documentazione e la rappresentazione delle dinamiche sociali, culturali e ambientali del territorio.</p>

<p>Ha diretto la collana editoriale Il Mezzogiorno, dedicata a figure storiche e culturali del territorio campano, ha curato un inserto domenicale multilingue per la comunità immigrata sul Giornale di Caserta, anticipando tematiche di inclusione e mediazione culturale. Ha collaborato con numerose testate locali e online, tra cui Caserta24ore, da lui fondata nel 1999, occupandosi prevalentemente di cronaca, approfondimenti sociopolitici e analisi del contesto regionale.</p>

<p>Sebbene non sia un nome di notorietà nazionale mainstream, è autore di diversi libri, in particolare nel campo della narrativa storica e del giallo ambientato al Sud Italia, dove unisce il rigore del giornalismo alla forza evocativa della scrittura letteraria. Alcune delle sue opere esplorano vicende legate alla memoria storica e alle contraddizioni della società contemporanea nel Sud Italia, attraverso le quali ha raccontato luci e ombre del territorio casertano.</p>

<p>Tra le sue opere più significative in vendita sulle piattaforme <a href="https://www.lulu.com/it/search?contributor=Gianluca+Parisi&amp;adult_audience_rating=00&amp;sortBy=PUBLICATION_DATE_DESC&amp;page=1&amp;pageSize=10" rel="nofollow">(Lulu.com)</a>  e <a href="https://www.amazon.it/Brigante-Repubblicano-Questione-Meridionale-Mezzogiorno/dp/B0GSMMLZS1/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=1L35AVJTSYE85&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.v6GANfB5bXGQ10f9KrtTqA.ipsKFpI2ujWpRqs3qTeYh6L3L4dip2-OMi4qus5Uh6s&amp;dib_tag=se&amp;keywords=il+brigante+repubblicano&amp;qid=1773963188&amp;sprefix=il+brigante+repubblicano%2Caps%2C306&amp;sr=8-1" rel="nofollow">(Amazon)</a></p>

<p><b>Il brigante Repubblicano</b> (2012) è un romanzo storico che si colloca al crocevia tra inchiesta giornalistica, memoria collettiva e narrazione romanzesca. L’opera rappresenta un esempio emblematico della sua doppia vocazione, cronista e narratore. Offre una riflessione critica sulle dinamiche di potere e resistenza nel contesto storico del Sud durante il periodo dell’Unità d’Italia.</p>

<p><b>Redazione Chiocciola</b> (2009) è un’opera di carattere documentario-narrativo che ricostruisce gli eventi della rivendicazione via email dell’omicidio di Marco Biagi nel marzo del 2002 da parte delle Nuove Brigate Rosse, e che lo videro protagonista. È una rappresentazione ironica ma accurata del sistema mediatico dell’epoca. Da giornalista diede notizia del comunicato di rivendicazione prima di tutte le testate italiane. Il cambiamento di modalità comunicative dell’epoca fu citato nel manuale universitario “New journalism. Teorie e tecniche del giornalismo multimediale”  edito da Mondadori, nel 2008 con ristampa nel 2013.</p>

<p><b>E morirono tutti felici e contenti</b> (2025) è una raccolta di novelle antiche e racconti moderni. Spazia dal tema dell&#39;amore della regina Didone nell&#39;Eneide, al dubbio di Masuccio Salernitano autore di Mariotto e Ganozza, precursori di Romeo e Giulietta con la domanda finale al lettore: “È più grande l&#39;amore dell&#39;uomo o della donna?”, fino a racconti dei nostri tempi sul tema dell&#39;amore, della corruzione, dell&#39;immigrazione e dell&#39;attualità. Tutti i racconti sono scritti in chiave universale e interculturale, riflettendo una sensibilità letteraria attenta alla tradizione e al dialogo tra epoche. <a href="https://www.amazon.it/morirono-tutti-felici-contenti/dp/1326663267/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=268IZG05RRAIH&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.3ze1bg-g6WNzzOwSpMd9Ngy9eF_bA3YSMmUqOTKlfhMFDlZGOlBKuCq1l-QOIc3cIDgelDeEuS8cDExx8eWLMEZyJV8lND9XBpZgKeIsYSJeZHVKhtCrMsTvqUUhMXwRqJIXK4WHr1-dSPZlEol6gl74iJpYeAQnSjTsBBOh1NHQH7PVAsZYtHdOMoj1KfKn.RSBETz67dsNT1XiyirLLNAySymcbVThI3MzGC_RmUrI&amp;dib_tag=se&amp;keywords=Russo+Gianluca&amp;qid=1773963276&amp;s=books&amp;sprefix=russo+gianluc%2Cstripbooks%2C347&amp;sr=1-2" rel="nofollow">(Amazon)</a></p>

<p><b>La vita di strada.</b> E&#39; un romanzo storico ambientato alla fine degli anni ’90 che affronta il tema della tratta di esseri umani, con particolare attenzione alle donne vittime di sfruttamento sessuale. L’opera, ispirata a storie reali, si configura come un’indagine sociologica e narrativa sulla marginalità, l’emarginazione e il desiderio di riscatto, con una forte componente emotiva e una struttura narrativa incentrata sulla voce della protagonista. È dedicato ad Alma Seidjni, vittima della tratta, scomparsa suicida a Roma nel 2021 all’età di 47 anni a testimonianza di come gli abusi subiti segnino indelebilmente la vita di chi li patisce.  <a href="https://www.amazon.it/vita-strada-donne-sfruttate/dp/1326686402/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2NL6S404D1KC&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.APdvSQImDTULxvDTmBR4UlpPttwtuXFTjHlEm8cAe-Y.b5-4jNoqm5L4cS3238X_t189KwxLiT_-UuzzkCaqclk&amp;dib_tag=se&amp;keywords=Luigi+Sparanica&amp;qid=1773963385&amp;s=books&amp;sprefix=luigi+sparanica%2Cstripbooks%2C254&amp;sr=1-1" rel="nofollow">(Amazon)</a></p>

<p><b>L’educatore nei convitti scolastici</b> (2024) è un manuale professionale che affronta, con rigore metodologico, il ruolo dell’educatore scolastico nel sistema della pubblica istruzione italiana, offrendo una prospettiva teorica e operativa su una figura professionale poco conosciuta.</p>

<p>Sui social è presente sulla piattaforma <a href="https://flipboard.social/@reporter" rel="nofollow">https://flipboard.social/@reporter</a></p>

<p><b><a href="https://caserta24ore.jimdofree.com/contatti/" rel="nofollow">Scrivigli</a></b></p>
]]></content:encoded>
      <author>CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/kd1a17ij0q</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:54:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il mondo in mano ai vecchi</title>
      <link>https://noblogo.org/grad/il-mondo-in-mano-ai-vecchi</link>
      <description>&lt;![CDATA[È assurdo e illogico, contro natura.&#xA;Il mondo che lasceremo ai nostri figli sarà uno schifo. La responsabilità è dei vecchi boomer, stupidi, ottusi e corrotti nel migliore dei casi, mentecatti, squilibrati e criminali nella loro peggiore letale versione.&#xA;&#xA;Queste generazioni sono le responsabili della distruzione del sistema di sostentamento che rende possibile la nostra esistenza: l&#39;ecosistema. &#xA;Una condotta idiota che la parte di genere umano che sopravviverà alla catastrofe climatica, a partire dai nostri figli e nipoti, condannerà e maledirà per i secoli a venire. &#xA;&#xA;Già basterebbe questo per assicurare la dannazione eterna alla generazione di vecchi che oggi governa e pilota il mondo verso l&#39;abisso più nero. Una generazione violenta e arrogante, convinta di avere costruito un mondo ricco e desiderabile. Una generazione che considera ingrati i giovani (in realtà ben più intelligenti, istruiti e consapevoli di noi vecchi) che in tutto il mondo criticano la nostra scellerata condotta, che si ribellano e ci accusano a ragione di avergli rubato il futuro, di avergli dato una sola certezza: quella di un&#39;esistenza precaria, incerta e estremamente pericolosa. &#xA;&#xA;Il nostro mondo è condotto velocemente verso il baratro da 70enni incontinenti e psicolabili come Trump, da criminali di guerra, sanguinari assassini di bambini come Netanyahu, da lucidi e spietati dittatori, sterminatori dei figli della propria patria come Putin.&#xA;&#xA;Che razza di genitori siamo? I nostri figli sanno bene a che cosa andranno incontro per colpa nostra, soltanto colpa nostra. Assistono disperati e impotenti alla distruzione di ogni loro futura possibilità di benessere, di pace e di felicità. &#xA;&#xA;E quando noi non ci saremo più, e quei folli squilibrati criminali saranno sotto 3 metri di terra, il pianeta sarà un pianeta in fiamme, sotto tutti i punti di vista. &#xA;Sarà un pianeta inabitabile, falcidiato da eventi naturali estremi; inondato da oceani e allo stesso tempo desertificato in vastissime aree; costantemente in uno stato di guerra generalizzata per l&#39;accaparramento delle risorse di base, acqua e cibo, che tra meno di 50 anni non saranno più scontate per oltre due terzi della popolazione mondiale.&#xA;&#xA;Sono tanti i genitori, che lottano quotidianamente per difendere il diritto ad un futuro almeno decente dei propri figli e nipoti. &#xA;Ma non siamo abbastanza. C&#39;è una grande moltitudine di genitori che vivono in un relativo stato di benessere (rispetto al mondo povero) e che quindi potrebbero impegnarsi e ribellarsi all&#39;odioso crimine che ogni giorno viene commesso contro le future generazioni. E invece restano indifferenti, pigri e indolenti, complici silenziosi. Ma colpevoli tanto quanto i pazzi e i corrotti che li governano.&#xA;&#xA;Now playing:&#xA;“Child in time”&#xA;Deep Purple in Rock – Deep Purple – 1970&#xA;&#xA; ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>È assurdo e illogico, contro natura.
Il mondo che lasceremo ai nostri figli <strong>sarà uno schifo</strong>. La responsabilità è dei <strong>vecchi boomer</strong>, stupidi, <strong>ottusi e corrotti</strong> nel migliore dei casi, mentecatti, <strong>squilibrati e criminali</strong> nella loro peggiore letale versione.</p>

<p>Queste generazioni sono le responsabili della <strong>distruzione del sistema di sostentamento</strong> che rende possibile la nostra esistenza: l&#39;<strong>ecosistema</strong>.
Una <strong>condotta idiota</strong> che la parte di genere umano che sopravviverà alla <strong>catastrofe climatica</strong>, a partire dai <strong>nostri figli e nipoti</strong>, condannerà e maledirà per i secoli a venire.</p>

<p>Già basterebbe questo per assicurare la <strong>dannazione eterna</strong> alla generazione di <strong>vecchi</strong> che oggi governa e pilota il mondo verso l&#39;<strong>abisso più nero</strong>. Una generazione <strong>violenta e arrogante</strong>, convinta di avere costruito un mondo ricco e desiderabile. Una generazione che considera ingrati <strong>i giovani</strong> (in realtà ben più intelligenti, istruiti e consapevoli di noi vecchi) che in tutto il mondo criticano la nostra scellerata condotta, che <strong>si ribellano</strong> e ci accusano a ragione di avergli <strong>rubato il futuro</strong>, di avergli dato una sola certezza: quella di un&#39;esistenza <strong>precaria</strong>, <strong>incerta</strong> e estremamente <strong>pericolosa</strong>.</p>

<p>Il nostro mondo è condotto velocemente verso il <strong>baratro</strong> da <strong>70enni</strong> incontinenti e psicolabili come <strong>Trump</strong>, da criminali di guerra, sanguinari assassini di bambini come <strong>Netanyahu</strong>, da lucidi e spietati dittatori, sterminatori dei figli della propria patria come <strong>Putin</strong>.</p>

<p><strong>Che razza di genitori siamo?</strong> I <strong>nostri figli</strong> sanno bene a che cosa andranno incontro per colpa nostra, <strong>soltanto colpa nostra</strong>. Assistono <strong>disperati e impotenti</strong> alla distruzione di ogni loro futura <strong>possibilità di benessere</strong>, di <strong>pace</strong> e di <strong>felicità</strong>.</p>

<p>E quando noi non ci saremo più, e quei <strong>folli squilibrati</strong> criminali saranno <strong>sotto 3 metri di terra</strong>, il pianeta sarà un <strong>pianeta in fiamme</strong>, sotto tutti i punti di vista.
Sarà un <strong>pianeta inabitabile</strong>, falcidiato da eventi naturali estremi; <strong>inondato</strong> da oceani e allo stesso tempo <strong>desertificato</strong> in vastissime aree; costantemente in uno stato di <strong>guerra generalizzata</strong> per l&#39;accaparramento delle risorse di base, <strong>acqua e cibo</strong>, che tra meno di 50 anni <strong>non saranno più scontate</strong> per oltre due terzi della popolazione mondiale.</p>

<p>Sono tanti i <strong>genitori</strong>, che <strong>lottano quotidianamente</strong> per difendere il diritto ad un <strong>futuro almeno decente</strong> dei propri figli e nipoti.
Ma non siamo abbastanza. C&#39;è una grande <strong>moltitudine di genitori</strong> che vivono in un relativo <strong>stato di benessere</strong> (rispetto al mondo povero) e che quindi potrebbero <strong>impegnarsi</strong> e ribellarsi all&#39;<strong>odioso crimine</strong> che ogni giorno viene commesso contro le <strong>future generazioni</strong>. E invece restano <strong>indifferenti</strong>, pigri e indolenti, <strong>complici silenziosi</strong>. Ma <strong>colpevoli</strong> tanto quanto i pazzi e i corrotti che li governano.</p>

<p><strong>Now playing:</strong>
“Child in time”
<em>Deep Purple in Rock</em> – Deep Purple – 1970</p>
]]></content:encoded>
      <author>Revolution By Night</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/iobxyk3msf</guid>
      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:21:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>7 minuti</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/7-minuti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cosa saranno mai 7 minuti? Niente, per la vita quotidiana delle persone oggi; eppure sono stati sufficienti a distruggere una città lasciandosi dietro quasi duemila morti.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il 7 aprile 1944 Treviso è stata distrutta da 159 aerei americani che hanno buttato tonnellate di bombe; da allora, ogni anno, si fa una commemorazione. Alle 13:24, ora dell&#39;attacco, la campana della Torre Civica in piazza dei Signori suona e si tiene un momento di silenzio che dura 7 minuti. &#xA;&#xA;Sette cazzo di minuti. Sette, di silenzio, di ricordo, riflessione. &#xA;Evidentemente però, non è importato a uno dei locali più famosi della zona.&#xA;&#xA;Hanno continuato a servire pizze malgrado il momento di silenzio.&#xA;Sette minuti, signori. Sette fottuti minuti.&#xA;Uno sfregio alla commemorazione in un periodo come questo, in cui le guerre continuano a fare morti. In cui gli americani, continuano a fare morti.&#xA;A me non pare normale. Non adesso, non qui. Non ho un cazzo altro da dire.&#xA;&#xA;fonte: Il gazzettino]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Cosa saranno mai 7 minuti? Niente, per la vita quotidiana delle persone oggi; eppure sono stati sufficienti a distruggere una città lasciandosi dietro quasi duemila morti.
</p>

<p>Il 7 aprile 1944 Treviso è stata distrutta da 159 aerei americani che hanno buttato tonnellate di bombe; da allora, ogni anno, si fa una commemorazione. Alle 13:24, ora dell&#39;attacco, la campana della Torre Civica in piazza dei Signori suona e si tiene un momento di silenzio che dura 7 minuti.</p>

<p>Sette cazzo di minuti. Sette, di silenzio, di ricordo, riflessione.
Evidentemente però, non è importato a uno dei locali più famosi della zona.</p>

<p>Hanno continuato a servire pizze malgrado il momento di silenzio.
Sette minuti, signori. Sette fottuti minuti.
Uno sfregio alla commemorazione in un periodo come questo, in cui le guerre continuano a fare morti. In cui gli americani, continuano a fare morti.
A me non pare normale. Non adesso, non qui. Non ho un cazzo altro da dire.</p>

<p><a href="https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/pizze_servite_durante_minuti_silenzio_bombardamento_polemica_sindaco-9461271.html" rel="nofollow">fonte: Il gazzettino</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>elettrona</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/f4ose99nnt</guid>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:20:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Installazione di Cloudflare WARP su OSMC</title>
      <link>https://noblogo.org/aytin/installazione-di-cloudflare-warp-su-osmc</link>
      <description>&lt;![CDATA[cloudflare-warp&#xA;È noto come l&#39;uso dei resolver Cloudflare sia uno dei modi per anonimizzare il proprio IP all&#39;ISP.&#xA;&#xA;Cloudflare offre anche altre modalità di risoluzione ancora più efficaci:&#xA;&#xA;DNS over HTTPS (DoH)&#xA;DNS over TCP (DoT)&#xA;DNS over WARP (DoW)&#xA;&#xA;!--more--&#xA;I primi due sono relativi a richieste dns crittografate e incapsulate, in una richiesta https (porta 443) la prima, e in una connessione TLS (porta 853) la seconda.&#xA;&#xA;La terza modalità è una richiesta dns in chiaro ma all&#39;interno di un tunnel Wireguard o MASQUE (QUIC + HTTP/3 - rif. https://datatracker.ietf.org/meeting/interim-2021-masque-03/materials/slides-interim-2021-masque-03-sessa-masque-interim-2021-04-h3-dgram-00). Molto interessante ed è quella che approfondirò in seguito.&#xA;&#xA;Senza entrare nel merito, tutte le soluzioni anonimizzano le query dns. L&#39;ultima, quella che mi ha stutzzicato, è in realtà un tunnel vpn che crittografa TUTTO il traffico, non solo le richieste DNS.&#xA;&#xA;DoT è una cifratura TLS che lascia intatto il pacchetto UDP iniziale, è quindi più efficiente di DoH che converte una richieste DNS in una HTTP cifrata dal layer TLS.&#xA;&#xA;DoT di solito viene fatta a livello di dispositivo, DoH per singole applicazioni.&#xA;&#xA;DoT, basandosi su una porta specifica, 853, è facilmente identificabile (e bloccabile) come traffico DNS (benché cifrato), DoH è una richiesta HTTPS e si mescola col traffico che viaggia sulla porta 443 (difficilmente si invaliderà tutto quel tipo di traffico).&#xA;&#xA;DoT, DoH, DoW, mitigano notevolmente il cache poisoning dei resolver perché rendono quasi impossibilie per un attaccante alterare una richiesta che viene protetta per l&#39;intero percorso. Va detto che la soluzione ideale in questo contesto è la combinazione con DNSSEC, che fornisce autenticità e integrità alla riservatezza fornita da DoH/DoT.&#xA;&#xA;Anche se l&#39;obiettivo rimane l&#39;approfondimento di CLoudflare WARP, vale la pena di spendere due parole anche sulle altre modalità di risoluzione, DoT/DoH&#xA;Configurare risoluzioni DNS DoH&#xA;Configurare DoH è molto semplice perché è qualcosa legato all&#39;applicazione, il browser tipicamente. Se l&#39;applicazione lo supporta, di solito è poco di più di un flag da abilitare.&#xA;&#xA;Ad es. Firefox o Chrome permettono di attivare una sorte di &#34;protezione avanzata del DNS&#34; indicando semplicemente un resolver che la supporti (es. Cloudflare, NextDNS o Quad9).&#xA;Configurare risoluzioni DNS DoT&#xA;DoT, come detto, è una configurazione che avviene a livello di dispositivo, l&#39;anonimizzazione delle query DNS si ottiene quindi per ogni applicazione. Sul come farlo, dipende dal dispositivo.&#xA;&#xA;Ad es. su una linux box basta aggiungere due righe su systemd-resolved e riavviare il relativo servizio.&#xA;sudo vi /etc/systemd/resolved.conf&#xA;...&#xA;DNS=1.1.1.1&#xA;DNSOverTLS=yes&#xA;&#xA;dopo aver salvato il file&#xA;systemctl restart systemd-resolved&#xA;Un veloce test su https://1.1.1.1/help  (da qualunque browser) ci mostrerà qualcosa del tipo:&#xA;Connected to 1.1.1.1        Yes&#xA;Using DNS over HTTPS (DoH)  No&#xA;Using DNS over TLS (DoT)    Yes&#xA;Using DNS over WARP         No&#xA;AS Name                     Cloudflare, Inc.&#xA;AS Number                   13335&#xA;Cloudflare Data Center      MXP&#xA;indice che DoT è attivo e funzionante. Lo stesso test poteva essere fatto anche per DoH.&#xA;Cloudflare WARP&#xA;E poi c&#39;è DoW, che è qualcosa di ancora più estremo perché, all&#39;occorrenza, anonimizza non solo le richieste DNS ma tutto il nostro traffico (e infatti diversi servizi di streaming non lo consentono).&#xA;&#xA;Cloudflare Warp attiva diverse modalità di risoluzione dns fra cui DoH e DoT.&#xA;&#xA;Dal momento che Cloudflare Warp agisce su tutta la connessione, è il modo più semplice per avere risoluzione dns di tipo DoH o DoT, su qualunque dispositivo su cui è presente Cloudflare Warp senza gli sbattimenti di systemd o altro.&#xA;&#xA;Cloudflare Warp in modalità tunnel è un client che instaura un collegamento cifrato punto-punto (un tunnel) fra il nostro host e un endpoint Cloudflare. In questo modo ogni bit che esce dal nostro dispositivo viene cifrato prima della comunicazione, che diventa così totalmente schermata.&#xA;&#xA;La vpn di Coudflare si basa su wireguard o su MASQUE. Nel primo caso è una normale vpn con un setup roadwarrior, il secondo caso offre in più la possibilità di associare al tunnel anche le modalità DoH/DoT per le richieste dns.&#xA;Anonimato sì/no?&#xA;Cloudflare WARP è uno strumento incentrato sulla sicurezza, progettato per crittografare il traffico internet e proteggere la privacy dagli ISP, piuttosto che per garantire l&#39;anonimato completo o nascondere la posizione dell&#39;utente.&#xA;&#xA;Sostituisce l&#39;IP dell&#39;utente con un IP di Cloudflare che generalmente corrisponde alla sua reale area geografica, rendendolo inadatto a eludere le restrizioni basate sulla posizione.&#xA;&#xA;Non è una VPN tradizionale. WARP non maschera la nostra posizione ai siti web, che spesso possono visualizzare la tua posizione approssimativa.&#xA;&#xA;Per migliorare la privacy, si dovrebbe utilizzare il protocollo MASQUE, che offre anche una maggiore efficienza.&#xA;&#xA;In sintesi, WARP fornisce un &#34;tunnel sicuro&#34; per proteggere la privacy dei dati da amministratori di rete indiscreti, protegge il traffico perché eccelle nella crittografia del traffico su reti non sicure (ad esempio, Wi-Fi pubbliche), ma non offre le funzionalità di anonimato dei tradizionali servizi VPN incentrati sulla privacy.&#xA;&#xA;Fatta questa doverosa premessa, vediamo come può essere usato.&#xA;Configurare Cloudflare WARP&#xA;L&#39;installazione del client è molto semplice. Per Gnu/Linux c&#39;è la versione cli, per android un app, per altri sistemi, Win /MacOS, un installer.&#xA;La parte applicativa prima di tutto registra il dispositivo sulla rete Cloudflare generando degli ID e una chiave di licenza. In un secondo momento si generano le chiavi di cifratura.&#xA;&#xA;Per fissare le idee, una volta fatte le operazioni di inizializzazione, sulla linux box per tunnellizzare ogni nostra comunicazione con una risoluzione DoT, basta:&#xA;facoltativo&#xA;warp-cli mode warp+dot&#xA;&#xA;connessione&#xA;warp-cli connect&#xA;Per terminare:&#xA;warp-cli disconnect&#xA;Questo approccio torna molto comodo quando per es. vogliamo usare wifi pubbliche, in città o in aeroporto. A meno di non avere un&#39;installazione personale di una nostra vpn, questa è una soluzione immediata. Certo, bisogna fidarsi di Cloudflare ma è certamente meglio che fidarsi delle wifi free.&#xA;&#xA;E arriviamo al caso d&#39;uso che volevo approfondire riguardante l&#39;&#34;anonimizzazione&#34; di un mediacenter casalingo per il quale non vogliamo rendere noto il suo utilizzo.&#xA;&#xA;L&#39;esperienza che ho avuto al proposito è stata interessante, visto che uso da anni OSMC su una RasbPi 3 e ho deciso di metterla dietro Cloudflare.&#xA;&#xA;OSMC insieme a LibreELEC sono ottime soluzioni di mediacenter per SBC. La prima più &#34;general&#34;, essendo una debian customizzata per ospitare un mediacenter, la seconda invece meno elastica ma più essenziale ed efficiente.&#xA;&#xA;Nonostante la Raspberry Pi 3 sia dotata di un processore ARM64, la versione di OSMC che ho installato a suo tempo è a 32 bit e per quella non c&#39;è disponibilità per il client cloudflare (solo ARM64).&#xA;&#xA;Ho dovuto ricorrere ad un client &#34;unofficial&#34;, wgcf, che permette di registrare il dispositivo e di generare le chiavi ma solo per la modalità Wireguard, non MASQUE, quindi niente Warp+DoT/DoH (per inciso, wgcf rappresenta un&#39;ottima alternativa anche per chi non vuole usare il client Cloudflare su Gnu/Linux).&#xA;&#xA;A questo aggiungo che, sebbebe OSMC sia una Debian su cui posso installare e configurare tanta roba, l&#39;installazione di Wireguard, e penso di qualunque cosa che vada a toccare lo stack di rete, diventa qualcosa di estremamente complicato da fare, dal momento che OSMC si rifiuta categoricamente di eseguire operazione che metterebbero a rischio il suo essere un mediacenter, fondamentalmente.&#xA;&#xA;Tradotto in soldoni, il client wireguard si installa, sale su correttamente ma non c&#39;è verso di far funzionare la risoluzione. L&#39;unica via d&#39;usicta è stata configurare Wireguard attraverso il gestore di rete di OSMC che è connman.&#xA;&#xA;Una volta fatto questo, sono stati necessari solo un paio di piccoli accorgimenti per far si che, in seguito all&#39;avvio del mediacenter, la configurazione vpn venisse caricata automaticamente da connman, contestualmente alla connessione vpn.&#xA;Configurazione wgcf&#xA;Account cloudflare&#xA;curl -L https://github.com/ViRb3/wgcf/releases/latest/download/wgcf2.2.30linuxarmv7 -o /usr/local/bin/wgcf&#xA;chmod u+x /usr/local/bin/wgcf&#xA;wgcf register&#xA;wgcf generate&#xA;&#xA;status &amp; trace&#xA;wgcf status&#xA;curl https://www.cloudflare.com/cdn-cgi/trace&#xA;Configurazione connman&#xA;Su OSMC connman ha i suoi file di configurazione in /var/lib/connman e /var/lib/connman-vpn&#xA;&#xA;Nel file di configurazione, l&#39;host va indicato con l&#39;ip non con l&#39;fqdn (engage.cloudflareclients.com)&#xA;Configurazione wireguard cloudflare&#xA;La configurazione della vpn deve essere un file .config sotto /var/lib/connman-vpn&#xA;&#xA;vi /var/lib/connman-vpn/cloudflarewarp.config&#xA;[provider*]&#xA;Type = WireGuard&#xA;Name = CloudflareWARP&#xA;Host = 162.159.192.1&#xA;AutoConnect = true&#xA;WireGuard.Address = 172.16.0.2/24&#xA;WireGuard.ListenPort = 51280&#xA;WireGuard.PrivateKey = myprivatekey&#xA;WireGuard.PublicKey = cloudlarewgpublickey&#xA;WireGuard.DNS = 1.1.1.1, 1.0.0.1&#xA;WireGuard.AllowedIPs = 0.0.0.0/0&#xA;WireGuard.EndpointPort = 2408&#xA;WireGuard.PersistentKeepalive = 25&#xA;Dopo aver creato il file di configurazione, possiamo vedere il nuovo servizio pronto per essere richiamato da comman-vpnd&#xA;elenco servizi attivi&#xA;connmanctl services&#xA;AO SSID           wifiidmanagedpsk&#xA;R CloudflareWARP      vpn1621591921&#xA;Affinché la connessione alla vpn parta all&#39;avvio di OSMC, è necessario disporre di un servizio che:&#xA;&#xA;esegua common-vpnd per caricare il file di configurazione&#xA;effettui la connessione vpn&#xA;&#xA;Creazione nuovo servizio in /lib/systemd/system/connman-vpn.service&#xA;[Unit]&#xA;Description=ConnMan VPN service&#xA;After=network-online.target&#xA;Wants=network-online.target&#xA;&#xA;[Service]&#xA;Type=dbus&#xA;BusName=net.connman.vpn&#xA;ExecStart=/usr/sbin/connman-vpnd -n&#xA;ExecStop=/usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh&#xA;StandardOutput=null&#xA;Restart=on-failure&#xA;&#xA;[Install]&#xA;WantedBy=multi-user.target&#xA;Script richiamato dal servizio per la connessione alla vpn:&#xA;connessione vpn&#xA;vi /usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh&#xA;!/bin/bash&#xA;Attende che il demone VPN sia pronto&#xA;sleep 5&#xA;Tenta la connessione (usa il nome esatto che vedi in connmanctl services)&#xA;connmanctl connect vpn1621591921&#xA;Inifine si rende il file eseguibile e si avvia il servizio&#xA;chmod +x /usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh&#xA;&#xA;avvio servizio&#xA;systemctl daemon-reload&#xA;systemctl enable connman-vpn.service&#xA;systemctl start connman-vpn.service&#xA;E il gioco è fatto.&#xA;&#xA;Da questo momento in poi, OSMC tunnellizza tutto il suo traffico verso Cloudflare.&#xA;&#xA;Come detto, in questo modo ho &#34;solo&#34; la configurazione di un tunnel wireguard verso l&#39;endpoint Cloudflare, non dispongo delle altre funzionalità che warp-cli offre.&#xA;&#xA;Tuttavia è un procedimento abbastanza trasparente che non prevede la convivenza con ulteriori servizi come nel caso di warp-cli e che può essere un&#39;alternativa anonimizzante valida anche su una linux box normale.&#xA;&#xA;#dns #doh #dot #warp #vpn #tunnel #cloudflare #wireguard #masque #osmc]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/489827599091373610/31410d826-759a86/nDDNn0ObGm8H/bTjZEfazDrIzF1UqmzhRRGXWvH807nU98C2cdm16.jpg" alt="cloudflare-warp">
È noto come l&#39;uso dei resolver Cloudflare sia uno dei modi per anonimizzare il proprio IP all&#39;ISP.</p>

<p>Cloudflare offre anche altre modalità di risoluzione ancora più efficaci:</p>
<ol><li>DNS over HTTPS (<strong>DoH</strong>)</li>
<li>DNS over TCP (<strong>DoT</strong>)</li>
<li>DNS over WARP (<strong>DoW</strong>)</li></ol>



<p>I primi due sono relativi a richieste dns crittografate e incapsulate, in una richiesta https (porta 443) la prima, e in una connessione TLS (porta 853) la seconda.</p>

<p>La terza modalità è una richiesta dns <strong>in chiaro</strong> ma all&#39;interno di un tunnel <strong>Wireguard</strong> o <strong>MASQUE</strong> (<strong>QUIC</strong> + <strong>HTTP/3</strong> – rif. <a href="https://datatracker.ietf.org/meeting/interim-2021-masque-03/materials/slides-interim-2021-masque-03-sessa-masque-interim-2021-04-h3-dgram-00" rel="nofollow">https://datatracker.ietf.org/meeting/interim-2021-masque-03/materials/slides-interim-2021-masque-03-sessa-masque-interim-2021-04-h3-dgram-00</a>). Molto interessante ed è quella che approfondirò in seguito.</p>

<p>Senza entrare nel merito, tutte le soluzioni anonimizzano le query dns. L&#39;ultima, quella che mi ha stutzzicato, è in realtà un tunnel vpn che crittografa <strong>TUTTO</strong> il traffico, non solo le richieste DNS.</p>

<p><strong>DoT</strong> è una cifratura TLS che lascia intatto il pacchetto UDP iniziale, è quindi più efficiente di <strong>DoH</strong> che converte una richieste DNS in una HTTP cifrata dal layer TLS.</p>

<p><strong>DoT</strong> di solito viene fatta a livello di dispositivo, <strong>DoH</strong> per singole applicazioni.</p>

<p><strong>DoT</strong>, basandosi su una porta specifica, 853, è facilmente identificabile (e bloccabile) come traffico DNS (benché cifrato), <strong>DoH</strong> è una richiesta HTTPS e si mescola col traffico che viaggia sulla porta 443 (difficilmente si invaliderà tutto quel tipo di traffico).</p>

<p><strong>DoT</strong>, <strong>DoH</strong>, <strong>DoW</strong>, mitigano notevolmente il <strong>cache poisoning</strong> dei resolver perché rendono quasi impossibilie per un attaccante alterare una richiesta che viene protetta per l&#39;intero percorso. Va detto che la soluzione ideale in questo contesto è la combinazione con <strong>DNSSEC</strong>, che fornisce autenticità e integrità alla riservatezza fornita da DoH/DoT.</p>

<p>Anche se l&#39;obiettivo rimane l&#39;approfondimento di CLoudflare WARP, vale la pena di spendere due parole anche sulle altre modalità di risoluzione, DoT/DoH</p>

<h2 id="configurare-risoluzioni-dns-doh">Configurare risoluzioni DNS DoH</h2>

<p>Configurare <strong>DoH</strong> è molto semplice perché è qualcosa legato all&#39;applicazione, il browser tipicamente. Se l&#39;applicazione lo supporta, di solito è poco di più di un flag da abilitare.</p>

<p>Ad es. Firefox o Chrome permettono di attivare una sorte di “protezione avanzata del DNS” indicando semplicemente un resolver che la supporti (es. Cloudflare, NextDNS o Quad9).</p>

<h2 id="configurare-risoluzioni-dns-dot">Configurare risoluzioni DNS DoT</h2>

<p>DoT, come detto, è una configurazione che avviene a livello di dispositivo, l&#39;anonimizzazione delle query DNS si ottiene quindi per <strong>ogni</strong> applicazione. Sul come farlo, dipende dal dispositivo.</p>

<p>Ad es. su una linux box basta aggiungere due righe su <code>systemd-resolved</code> e riavviare il relativo servizio.</p>

<pre><code class="language-bash">sudo vi /etc/systemd/resolved.conf
...
DNS=1.1.1.1
DNSOverTLS=yes

# dopo aver salvato il file
systemctl restart systemd-resolved
</code></pre>

<p>Un veloce test su <a href="https://1.1.1.1/help" rel="nofollow">https://1.1.1.1/help</a>  (da qualunque browser) ci mostrerà qualcosa del tipo:</p>

<pre><code>Connected to 1.1.1.1        Yes
Using DNS over HTTPS (DoH)  No
Using DNS over TLS (DoT)    Yes
Using DNS over WARP         No
AS Name                     Cloudflare, Inc.
AS Number                   13335
Cloudflare Data Center      MXP
</code></pre>

<p>indice che DoT è attivo e funzionante. Lo stesso test poteva essere fatto anche per DoH.</p>

<h2 id="cloudflare-warp">Cloudflare WARP</h2>

<p>E poi c&#39;è <strong>DoW</strong>, che è qualcosa di ancora più estremo perché, all&#39;occorrenza, anonimizza non solo le richieste DNS ma tutto il <strong>nostro</strong> traffico (e infatti diversi servizi di streaming non lo consentono).</p>

<p><strong>Cloudflare Warp</strong> attiva diverse modalità di risoluzione dns fra cui DoH e DoT.</p>

<p>Dal momento che Cloudflare Warp agisce su tutta la connessione, è il modo più semplice per avere risoluzione dns di tipo DoH o DoT, su qualunque dispositivo su cui è presente Cloudflare Warp senza gli sbattimenti di systemd o altro.</p>

<p><strong>Cloudflare Warp</strong> in modalità tunnel è un client che instaura un collegamento cifrato punto-punto (un tunnel) fra il nostro host e un endpoint Cloudflare. In questo modo ogni bit che esce dal nostro dispositivo viene cifrato prima della comunicazione, che diventa così totalmente schermata.</p>

<p>La vpn di Coudflare si basa su wireguard o su MASQUE. Nel primo caso è una normale vpn con un setup roadwarrior, il secondo caso offre in più la possibilità di associare al tunnel anche le modalità DoH/DoT per le richieste dns.</p>

<h3 id="anonimato-sì-no">Anonimato sì/no?</h3>

<p>Cloudflare WARP è uno strumento incentrato sulla sicurezza, progettato per crittografare il traffico internet e proteggere la privacy dagli ISP, piuttosto che per garantire l&#39;anonimato completo o nascondere la posizione dell&#39;utente.</p>

<p>Sostituisce l&#39;IP dell&#39;utente con un IP di Cloudflare che generalmente corrisponde alla sua reale area geografica, rendendolo inadatto a eludere le restrizioni basate sulla posizione.</p>

<p>Non è una VPN tradizionale. WARP non maschera la nostra posizione ai siti web, che spesso possono visualizzare la tua posizione approssimativa.</p>

<p>Per migliorare la privacy, si dovrebbe utilizzare il protocollo MASQUE, che offre anche una maggiore efficienza.</p>

<p>In sintesi, WARP fornisce un “tunnel sicuro” per proteggere la privacy dei dati da amministratori di rete indiscreti, protegge il traffico perché eccelle nella crittografia del traffico su reti non sicure (ad esempio, Wi-Fi pubbliche), ma non offre le funzionalità di anonimato dei tradizionali servizi VPN incentrati sulla privacy.</p>

<p>Fatta questa doverosa premessa, vediamo come può essere usato.</p>

<h3 id="configurare-cloudflare-warp">Configurare Cloudflare WARP</h3>

<p>L&#39;installazione del client è molto semplice. Per Gnu/Linux c&#39;è la versione cli, per android un app, per altri sistemi, Win /MacOS, un installer.
La parte applicativa prima di tutto registra il dispositivo sulla rete Cloudflare generando degli ID e una chiave di licenza. In un secondo momento si generano le chiavi di cifratura.</p>

<p>Per fissare le idee, una volta fatte le operazioni di inizializzazione, sulla linux box per tunnellizzare ogni nostra comunicazione con una risoluzione DoT, basta:</p>

<pre><code class="language-bash"># facoltativo
warp-cli mode warp+dot

#connessione
warp-cli connect
</code></pre>

<p>Per terminare:</p>

<pre><code class="language-bash">warp-cli disconnect
</code></pre>

<p>Questo approccio torna molto comodo quando per es. vogliamo usare wifi pubbliche, in città o in aeroporto. A meno di non avere un&#39;installazione personale di una nostra vpn, questa è una soluzione immediata. Certo, bisogna fidarsi di Cloudflare ma è certamente meglio che fidarsi delle wifi free.</p>

<p>E arriviamo al caso d&#39;uso che volevo approfondire riguardante l&#39;“anonimizzazione” di un mediacenter casalingo per il quale non vogliamo rendere noto il suo utilizzo.</p>

<p>L&#39;esperienza che ho avuto al proposito è stata interessante, visto che uso da anni OSMC su una RasbPi 3 e ho deciso di metterla dietro Cloudflare.</p>

<p><strong>OSMC</strong> insieme a <strong>LibreELEC</strong> sono ottime soluzioni di mediacenter per SBC. La prima più “general”, essendo una debian customizzata per ospitare un mediacenter, la seconda invece meno elastica ma più essenziale ed efficiente.</p>

<p>Nonostante la Raspberry Pi 3 sia dotata di un processore ARM64, la versione di OSMC che ho installato a suo tempo è a 32 bit e per quella non c&#39;è disponibilità per il client cloudflare (solo ARM64).</p>

<p>Ho dovuto ricorrere ad un client “unofficial”, <strong>wgcf</strong>, che permette di registrare il dispositivo e di generare le chiavi ma solo per la modalità Wireguard, non MASQUE, quindi niente Warp+DoT/DoH (per inciso, wgcf rappresenta un&#39;ottima alternativa anche per chi non vuole usare il client Cloudflare su Gnu/Linux).</p>

<p>A questo aggiungo che, sebbebe OSMC sia una Debian su cui posso installare e configurare tanta roba, l&#39;installazione di Wireguard, e penso di qualunque cosa che vada a toccare lo stack di rete, diventa qualcosa di estremamente complicato da fare, dal momento che OSMC si rifiuta categoricamente di eseguire operazione che metterebbero a rischio il suo essere un mediacenter, fondamentalmente.</p>

<p>Tradotto in soldoni, il client wireguard si installa, sale su correttamente ma non c&#39;è verso di far funzionare la risoluzione. L&#39;unica via d&#39;usicta è stata configurare Wireguard attraverso il gestore di rete di OSMC che è <strong>connman</strong>.</p>

<p>Una volta fatto questo, sono stati necessari solo un paio di piccoli accorgimenti per far si che, in seguito all&#39;avvio del mediacenter, la configurazione vpn venisse caricata automaticamente da connman, contestualmente alla connessione vpn.</p>

<h3 id="configurazione-wgcf">Configurazione wgcf</h3>

<pre><code class="language-bash"># Account cloudflare
curl -L https://github.com/ViRb3/wgcf/releases/latest/download/wgcf_2.2.30_linux_armv7 -o /usr/local/bin/wgcf
chmod u+x /usr/local/bin/wgcf
wgcf register
wgcf generate

# status &amp; trace
wgcf status
curl https://www.cloudflare.com/cdn-cgi/trace
</code></pre>

<h3 id="configurazione-connman">Configurazione connman</h3>

<p>Su OSMC connman ha i suoi file di configurazione in <code>/var/lib/connman</code> e <code>/var/lib/connman-vpn</code></p>

<p>Nel file di configurazione, l&#39;host va indicato con l&#39;ip non con l&#39;fqdn (engage.cloudflareclients.com)</p>

<pre><code class="language-bash"># Configurazione wireguard cloudflare
# La configurazione della vpn deve essere un file .config sotto /var/lib/connman-vpn

vi /var/lib/connman-vpn/cloudflare_warp.config
[provider_*]
Type = WireGuard
Name = Cloudflare_WARP
Host = 162.159.192.1
AutoConnect = true
WireGuard.Address = 172.16.0.2/24
WireGuard.ListenPort = 51280
WireGuard.PrivateKey = &lt;my_private_key&gt;
WireGuard.PublicKey = &lt;cloudlare_wg_public_key&gt;
WireGuard.DNS = 1.1.1.1, 1.0.0.1
WireGuard.AllowedIPs = 0.0.0.0/0
WireGuard.EndpointPort = 2408
WireGuard.PersistentKeepalive = 25
</code></pre>

<p>Dopo aver creato il file di configurazione, possiamo vedere il nuovo servizio pronto per essere richiamato da <code>comman-vpnd</code></p>

<pre><code class="language-bash"># elenco servizi attivi
connmanctl services
* AO &lt;SSID&gt;           wifi_&lt;id&gt;_managed_psk
* R Cloudflare_WARP      vpn_162_159_192_1
</code></pre>

<p>Affinché la connessione alla vpn parta all&#39;avvio di OSMC, è necessario disporre di un servizio che:</p>
<ol><li>esegua <code>common-vpnd</code> per caricare il file di configurazione</li>
<li>effettui la connessione vpn</li></ol>

<pre><code class="language-bash"># Creazione nuovo servizio in /lib/systemd/system/connman-vpn.service
[Unit]
Description=ConnMan VPN service
After=network-online.target
Wants=network-online.target

[Service]
Type=dbus
BusName=net.connman.vpn
ExecStart=/usr/sbin/connman-vpnd -n
ExecStop=/usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh
StandardOutput=null
Restart=on-failure

[Install]
WantedBy=multi-user.target
</code></pre>

<p>Script richiamato dal servizio per la connessione alla vpn:</p>

<pre><code class="language-bash"># connessione vpn
vi /usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh
#!/bin/bash
# Attende che il demone VPN sia pronto
sleep 5
# Tenta la connessione (usa il nome esatto che vedi in connmanctl services)
connmanctl connect vpn_162_159_192_1
</code></pre>

<p>Inifine si rende il file eseguibile e si avvia il servizio</p>

<pre><code class="language-bash">chmod +x /usr/local/bin/vpn-autoconnect.sh

# avvio servizio
systemctl daemon-reload
systemctl enable connman-vpn.service
systemctl start connman-vpn.service
</code></pre>

<p>E il gioco è fatto.</p>

<p>Da questo momento in poi, OSMC tunnellizza tutto il suo traffico verso Cloudflare.</p>

<p>Come detto, in questo modo ho “solo” la configurazione di un tunnel wireguard verso l&#39;endpoint Cloudflare, non dispongo delle altre funzionalità che <code>warp-cli</code> offre.</p>

<p>Tuttavia è un procedimento abbastanza trasparente che non prevede la convivenza con ulteriori servizi come nel caso di <code>warp-cli</code> e che può essere un&#39;alternativa anonimizzante valida anche su una linux box normale.</p>

<p>#dns #doh #dot #warp #vpn #tunnel #cloudflare #wireguard #masque #osmc</p>
]]></content:encoded>
      <author>Cyberdyne Systems</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/x74acvvu6x</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 22:33:32 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>LIBRI DI SETTEMBRE. QUINTA PARTE.</title>
      <link>https://noblogo.org/novita-in-libreria/libri-di-settembre-fkfh</link>
      <description>&lt;![CDATA[NARRATIVA:&#xA;&#xA;LE STORIE VENEZIANE di Neri Pozza, a cura di Luca Scarlini (Neri Pozza). Una raccolta di racconti scritti dal fondatore dell&#39;omonima casa editrice. Personaggi realmente esistiti legati all&#39;arte veneziana sono calati in vicende verosimili, ancorché frutto di invenzione: Tiziano, Tintoretto, il Veronese, eccetera. So che non è una novità editoriale in senso stretto (sono passati molti anni dalla loro prima pubblicazione), ma mi sembrava comunque una segnalazione interessante.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LA VIA DELL&#39;ARCANGELO di Sergio Costanzo (Solferino). Flann e Bren, due pescatori, fratelli orfani nell&#39;antica irlanda del 795 d.C., sono afflitti dalla sciagura: Flann infatti è perseguitato da visioni che gli hanno alienato la dura società dei druidi. I due fratelli sono così costretti a lasciare il loro villaggio per percorrere la cosiddetta &#34;Via dell&#39;Arcangelo&#34;, che attraversa l&#39;Europa e il mare fino a Gerusalemme, alla ricerca del significato di quelle visioni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;IL LIBRAIO DI GAZA di Rachid Benzine (Corbaccio). Un fotografo francese, girando per le viuzze di Gaza, intravede la possibilità dello scatto perfetto: un uomo, circondato da pile di volumi vecchi e nuovi, legge un libro davanti alla sua bottega. Nabil, così si chiama il libraio di Gaza, gli permette di fotografarlo, non prima di avergli raccontato la sua storia.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;DESTINAZIONE ERRATA di Domenico Starnone (Einaudi). Uno sceneggiatore trentottenne, sposato e padre di tre figli, per puro caso manda a una collega di lavoro un messaggio d&#39;amore, in realtà destinato a sua moglie. Anziché chiudere l&#39;&#34;incidente&#34;, la collega gli risponde che anche lei lo ama, scatenando così in lui pensieri nuovi e pericolosi, altri percorsi che finora erano latenti.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;ULTIMA NOTTE DA POVERI di Fernando Aramburu (Guanda). Una serie di racconti, in cui l&#39;autore di PATRIA coglie situazioni di apparente quotidianità (una passeggiata al parco, un uomo che cade per strada, un acquisto inconsueto, eccetera) che si trasformano in piccole storie che indagano le emozioni umane più profonde.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;ESTRANEA di Yael van der Wouden (Garzanti). Isabel conduce una vita solitaria, in una casa tenuta con precisione e pulizia maniacale. Un giorno, però, Eva, la fidanzata di suo fratello, si presenta alla sua porta: dovrà stare con lei per qualche tempo. La vitalità e l&#39;entusiasmo di Isabel sconvolge le giornate e la tranquillità di Isabel.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;SULLE TRACCE DI &#39;ENAYAT di Iman Mersal (Crocetti). Un&#39;indagine storica, biografica e intellettuale per le vie del Cairo, alla ricerca della figura della poetessa egiziana &#39;Enayat al-Zayyat, morta suicida giovanissima negli anni &#39;60. Tutto scaturisce dal ritrovamento in un mercatino di una copia della sua opera postuma &#34;L&#39;amore e il silenzio&#34;.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;ANNA K. di Tiziana Ferrario (Fuoriscena). Il romanzo della vita di Anna Kuliscioff, a cento anni dalla sua morte, una grande donna che, durante l&#39;ascesa del fascismo, ha lottato per i diritti sociali delle classi sfruttate e oppresse.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;&#xA;NOIR, GIALLI E THRILLER:&#xA;&#xA;UNA MORTE &#34;EROICA&#34; di Carlo Simonelli (Ediciclo). Un giornalista, soprannominato dai tutti &#34;Il Mammifero&#34;, viene assassinato in concomitanza con la gara ciclistica Eroica di Montalcino. Il Commissario Reti dovrà districarsi tra una folla di ciclisti, giornalisti sportivi e spettatori appassionati.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;ASSASSINIO ALL&#39;ARENA di Antonia Montenovesi (Solferino). Una giovane mezzosoprano viene trovata morta durante la stagione estiva dell&#39;Arena. Le indagini sono affidate al commissario Laura Tremolini. Un noir adatto agli appassionati di lirica.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;PICCOLI INGANNI CRUDELI di Bak Sulmi (Longanesi). Un&#39;insegnante di ripetizioni segnata dal trauma di una tragedia familiare, una lussuosa casa con un adolescente introverso e un fratello maggiore, brillante studente, incoraggiato da una madre ambiziosa. Un thriller in cui ogni personaggio nasconde qualcosa.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;SCOMPARSO di Elisa Capano (Sem). Romanzo ispirato a una storia vera: la scomparsa di Sebastiano, un bambino di 5 mesi, getta nello sconforto più atroce un&#39;intera famiglia. Il tempo passa e il caso viene archiviato, ma a Cremeno, un paese in provincia di Lecco, si consuma un altro dramma familiare... Chi è quel bambino di otto anni, a cui mancano inspiegabilmente i documenti? E i suoi genitori, chi sono realmente?&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;L&#39;OMBRA DEL DRAGONE di Tom Clancy e Marc Cameron (Rizzoli). Un segnale misterioso negli abissi dell&#39;Artico, uno scienziato cinese scomparso, una talpa nei Servizi Segreti americani, sottomarini silenziosi armati di missili balistici... la tensione internazionale tra Cina e USA sale alle stelle e Jack Ryan ha una nuova missione pericolosissima: liberare una giovane donna, prigioniera in una delle città cinesi più sorvegliate.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;&#xA;FANTASY E HORROR:&#xA;&#xA;ALCHEMISED di SenLin Yu (Rizzoli). Dopo una guerra sanguinosa, il mondo è governato da spietati e corrotti negromanti, capaci di evocare creature mostruose. Helena, un&#39;alchimista che ha perso la memoria, è tenuta prigioniera da uno dei negromanti più potenti e temibili. Nella sua memoria perduta, infatti, potrebbe celarsi l&#39;ultimo atto della Resistenza.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;THE WITCHER. IL CROCEVIA DEI CORVI di Andrzej Sapkowski (Nord). Prequel della saga di THE WITCHER: le origini di Geralt di Rivia, con il suo mentore Preston Holt, che sembra avere un passato oscuro e fini ancor più oscuri. Grazie agli insegnamenti di Holt, Geralt capisce cosa vuol dire essere uno strigo, ovvero un cacciatore di mostri, in un mondo che lo rifiuta.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;&#xA;FUMETTI E GRAPHIC NOVEL:&#xA;&#xA;SCOTLAND. VOL.1 - LE FANTASTICHE MISSIONI DI KATHY AUSTIN di Rodolphe, Leo e Marchal (Editoriale Cosmo). L&#39;agente dei servizi segreti britannici Kathy Austin gira il mondo, dall&#39;Africa all&#39;Amazzonia, all&#39;inseguimento di un mistero ancestrale: forse non siamo soli, su questa Terra...&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;RURIDRAGON. VOL.1 di Masaoki Shindo (Star Comics). Una normalissima ragazza delle superiori si sveglia una mattina con due strane corna in testa, scoprendo così che suo padre è un drago. Inizia per lei una nuova esistenza, tra la curiosità dei compagni di classe e i nuovi poteri che Ruri dovrà imparare a controllare.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;I NOSTRI MONDI PERDUTI di Marion Montaigne (BAO). Graphic novel sulla nascita della paleontologia, in un&#39;epoca un cui era facilissimo incappare in accuse di eresia. Umorismo unito alla divulgazione, anche per scoprire perché i mostri preistorici sono così importanti per il nostro immaginario.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;&#xA;SAGGISTICA:&#xA;&#xA;FORGIATI DALLA GUERRA di Mark Galeotti (Leg). Per capire come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina, è utile ripercorrere la storia militare e bellica della Russia, dal Medioevo fino alle guerre e invasioni del XX e XXI secolo.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;DOLOMITI, LO SPETTACOLO INFINITO di Paolo Paci (Corbaccio). Un percorso che offre l&#39;interpretazione del paesaggio delle Dolomiti, visto con gli occhi di artisti, fotografi e pubblicitari.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;IL LUNGO SENTIERO di Claudio Ferlan (Il Mulino). La storia dei popoli nativi americani, che hanno plasmato il continente e hanno costituito una strenua resistenza all&#39;invasione degli europei e dei loro discendenti.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;MARIO RIGONI STERN. DALLA RUSSIA ALLA VALLE SABBIA di Alessandro Nora (Fusta Editore). Ecco un libro che non troverete di certo sugli scaffali dei supermercati. Nel 1974, a Vestone, piccolo borgo della Valle Sabbia, si incontrarono Mario Rigoni Stern, uno dei più grandi scrittori italiani, e Felice Mazzi, farmacista appassionato di storia. Fu l&#39;inizio di una profonda amicizia, fonte di un esteso archivio privato di lettere, fotografie e documenti. Questo libro nasce appunto da quella serie di documenti, che ci restituiscono una dimensione intima dello scrittore alpino, vestonese d&#39;adozione.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;TACCUINO DI FISICA ILLUSTRATA di Massimo Temporelli, illustrazioni di Alice Azario (Gribaudo). L&#39;autore spiega le 10 leggi fisiche su cui si fonda l&#39;universo, e le illustra attraverso esempi, aneddoti e riflessioni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;EBREI IN GUERRA. DIALOGO TRA UN RABBINO E UN DISSIDENTE di Riccardo Di Segni e Gad Lerner (Feltrinelli). Il rabbino capo di Roma e il celebre giornalista intellettuale si confrontano sui temi più attuali: la guerra in Palestina, l&#39;antisemitismo, la politica, e, soprattutto, la divisione lacerante all&#39;interno del mondo ebraico e nello Stato di Israele.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;A proposito di guerra in Palestina: VOCI DAL CONFINE di Elia Milani (Mondadori). Il resoconto del corrispondente di guerra dal confine israelo-palestinese si unisce al racconto di chi, in quelle martoriate terre, ci vive. Otto anni di reportage da Gerusalemme che inquadrano esistenze e contraddizioni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LA STRADA VERSO CASA di Matteo Righetto (Rizzoli). Racconto (corredato da fotografie) autobiografico alla scoperta del contatto con le montagne e i boschi, celebrando l&#39;unione fra l&#39;anima e la natura alpina.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LA ROCCIA DI VENTOTENE di Gianluca Passarelli (Einaudi). Un luogo di punizione, nel 1941, divenne la culla di un documento che fu di ispirazione per i padri costituenti e primo embrione di un&#39;Europa unita. Un piccolo saggio che ripercorre la storia di quegli uomini e quelle donne che ebbero la forza di pensare al futuro, durante i giorni bui del giogo fascista.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LA VITA CHE CI PIACE di Vincenzo Schettini (Mondadori Electa). Il professore di fisica (attivissimo sui social) Vincenzo Schettini riflette sui temi dell&#39;educazione, dell&#39;adolescenza e della vita, usando la scienza e i suoi concetti.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;&#xA;INFANZIA E RAGAZZI:&#xA;&#xA;CHI SONO IO? (Coccinella). Libro cartonato: tira i cursori e compariranno tutti gli animali che si nascondono tra le pagine (con una sorpresa finale). Età di lettura: dai 2 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;È QUI LA FESTA? di Ross Montgomery e Sarah Warburton (Lapis). L&#39;invito alla festa di compleanno della formica Andy si diffonde senza controllo e una folla di formiche si presenta alla porticina della sua piccola casetta. Un formichiere famelico, però, è in agguato, pronto a rovinare la festa... Età di lettura: dai 4 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;POKÉMON BOX DELUXE (Mondadori). Una scatola che contiene gadget, sorprese e tre libri pieni di giochi e figure da colorare a tema Pokémon Horizon. Età di lettura: dai 5 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;MITI E LEGGENDE DELLA CINA ANTICA. STORIE DAL REGNO DI MEZZO di Alessandro Polito, illustrazioni di Yulong Lli (NuiNui). Una raccolta di 15 racconti della tradizione cinese: eroi, divinità e personaggi mitici, all&#39;origine della millenaria cultura cinese. Età di lettura: dai 7 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;TUTTI POSSONO DISEGNARE (PURE TE) di Fraffrog (Gigaciao). Un manuale di disegno pensato anche per chi crede di non sapere disegnare: consigli pratici, aneddoti, fumetti e indicazioni per acquisire le capacità di base. Contiene anche svariati QR code per accedere ai contenuti digitali. Età di lettura: 7 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;CAMPIONI DELL&#39;INTER DI IERI E DI OGGI di Roberto Bratti (Edizioni EL). Un piccolo libro illustrato con aneddoti, gol, imprese memorabili dei più grandi campioni dell&#39;Inter. Età di lettura: dagli 8 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LIBROGAME. IL CASTELLO DELLA PAURA di Luca Tebaldi (Edizioni EL). Libro game: enigmi e trappole in un castello infestato dai vampiri. Età di lettura: dai 9 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;LO RICORDO IO PER TE di Michele Bravi, illustrazioni di Mauro Balletti (Feltrinelli). Un progetto artistico (costituito non solo dal libro ma anche da un cortometraggio e una canzone) che racconta in modo delicato la storia dei nonni dell&#39;autore. Età di lettura: dai 10 anni.&#xA;Per saperne di più: scheda libro.&#xA;Per Mondadori, due titoli della collana Piccoli Brividi. La Casa del Terrore (età di lettura: dai 10 anni), come di consueto a firma di R.L. Stine:&#xA; ACQUE SPAVENTOSE (scheda libro): una semplice nuotata nel torrente diventa un incubo.&#xA; LA NOTTE DELLA MUMMIA VIVENTE (scheda libro): Happy, il protagonista, è ossessionato dalle mummie, ma non sa quali guai stanno per arrivare direttamente dall&#39;antico Egitto!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>NARRATIVA:</strong></p>
<ul><li><strong>LE STORIE VENEZIANE</strong> di Neri Pozza, a cura di Luca Scarlini (Neri Pozza). Una raccolta di racconti scritti dal fondatore dell&#39;omonima casa editrice. Personaggi realmente esistiti legati all&#39;arte veneziana sono calati in vicende verosimili, ancorché frutto di invenzione: Tiziano, Tintoretto, il Veronese, eccetera. So che non è una novità editoriale in senso stretto (sono passati molti anni dalla loro prima pubblicazione), ma mi sembrava comunque una segnalazione interessante.
Per saperne di più: <a href="https://neripozza.it/libro/9788854532762" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LA VIA DELL&#39;ARCANGELO</strong> di Sergio Costanzo (Solferino). Flann e Bren, due pescatori, fratelli orfani nell&#39;antica irlanda del 795 d.C., sono afflitti dalla sciagura: Flann infatti è perseguitato da visioni che gli hanno alienato la dura società dei druidi. I due fratelli sono così costretti a lasciare il loro villaggio per percorrere la cosiddetta “Via dell&#39;Arcangelo”, che attraversa l&#39;Europa e il mare fino a Gerusalemme, alla ricerca del significato di quelle visioni.
Per saperne di più: <a href="https://www.edizionilapis.it/libro/9791255190554-e-qui-la-festa" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>IL LIBRAIO DI GAZA</strong> di Rachid Benzine (Corbaccio). Un fotografo francese, girando per le viuzze di Gaza, intravede la possibilità dello scatto perfetto: un uomo, circondato da pile di volumi vecchi e nuovi, legge un libro davanti alla sua bottega. Nabil, così si chiama il libraio di Gaza, gli permette di fotografarlo, non prima di avergli raccontato la sua storia.
Per saperne di più: <a href="https://www.corbaccio.it/libri/il-libraio-di-gaza-9791259923103" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>DESTINAZIONE ERRATA</strong> di Domenico Starnone (Einaudi). Uno sceneggiatore trentottenne, sposato e padre di tre figli, per puro caso manda a una collega di lavoro un messaggio d&#39;amore, in realtà destinato a sua moglie. Anziché chiudere l&#39;“incidente”, la collega gli risponde che anche lei lo ama, scatenando così in lui pensieri nuovi e pericolosi, altri percorsi che finora erano latenti.
Per saperne di più: <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/destinazione-errata-domenico-starnone-9788806266196/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>ULTIMA NOTTE DA POVERI</strong> di Fernando Aramburu (Guanda). Una serie di racconti, in cui l&#39;autore di <strong>PATRIA</strong> coglie situazioni di apparente quotidianità (una passeggiata al parco, un uomo che cade per strada, un acquisto inconsueto, eccetera) che si trasformano in piccole storie che indagano le emozioni umane più profonde.
Per saperne di più: <a href="https://www.guanda.it/libri/fernando-aramburu-ultima-notte-da-poveri-9788823536159" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>ESTRANEA</strong> di Yael van der Wouden (Garzanti). Isabel conduce una vita solitaria, in una casa tenuta con precisione e pulizia maniacale. Un giorno, però, Eva, la fidanzata di suo fratello, si presenta alla sua porta: dovrà stare con lei per qualche tempo. La vitalità e l&#39;entusiasmo di Isabel sconvolge le giornate e la tranquillità di Isabel.
Per saperne di più: <a href="https://www.garzanti.it/libri/yael-van-der-wouden-estranea-9788811012320/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>SULLE TRACCE DI &#39;ENAYAT</strong> di Iman Mersal (Crocetti). Un&#39;indagine storica, biografica e intellettuale per le vie del Cairo, alla ricerca della figura della poetessa egiziana &#39;Enayat al-Zayyat, morta suicida giovanissima negli anni &#39;60. Tutto scaturisce dal ritrovamento in un mercatino di una copia della sua opera postuma “L&#39;amore e il silenzio”.
Per saperne di più: <a href="https://www.crocettieditore.it/narrativa/sulle-tracce-di-enayat/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>ANNA K.</strong> di Tiziana Ferrario (Fuoriscena). Il romanzo della vita di Anna Kuliscioff, a cento anni dalla sua morte, una grande donna che, durante l&#39;ascesa del fascismo, ha lottato per i diritti sociali delle classi sfruttate e oppresse.
Per saperne di più: <a href="https://www.fuoriscenalibri.it/libri/anna-k/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li></ul>

<p><strong>NOIR, GIALLI E THRILLER:</strong></p>
<ul><li><strong>UNA MORTE “EROICA”</strong> di Carlo Simonelli (Ediciclo). Un giornalista, soprannominato dai tutti “Il Mammifero”, viene assassinato in concomitanza con la gara ciclistica Eroica di Montalcino. Il Commissario Reti dovrà districarsi tra una folla di ciclisti, giornalisti sportivi e spettatori appassionati.
Per saperne di più: <a href="https://www.ediciclo.it/it/libri/dettaglio/una-morte-eroica/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>ASSASSINIO ALL&#39;ARENA</strong> di Antonia Montenovesi (Solferino). Una giovane mezzosoprano viene trovata morta durante la stagione estiva dell&#39;Arena. Le indagini sono affidate al commissario Laura Tremolini. Un noir adatto agli appassionati di lirica.
Per saperne di più: <a href="https://www.solferinolibri.it/libri/assassinio-allarena/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>PICCOLI INGANNI CRUDELI</strong> di Bak Sulmi (Longanesi). Un&#39;insegnante di ripetizioni segnata dal trauma di una tragedia familiare, una lussuosa casa con un adolescente introverso e un fratello maggiore, brillante studente, incoraggiato da una madre ambiziosa. Un thriller in cui ogni personaggio nasconde qualcosa.
Per saperne di più: <a href="https://www.longanesi.it/libri/sulmi-bak-piccoli-inganni-crudeli-9788830463608/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>SCOMPARSO</strong> di Elisa Capano (Sem). Romanzo ispirato a una storia vera: la scomparsa di Sebastiano, un bambino di 5 mesi, getta nello sconforto più atroce un&#39;intera famiglia. Il tempo passa e il caso viene archiviato, ma a Cremeno, un paese in provincia di Lecco, si consuma un altro dramma familiare... Chi è quel bambino di otto anni, a cui mancano inspiegabilmente i documenti? E i suoi genitori, chi sono realmente?
Per saperne di più: <a href="https://www.semlibri.com/opera/scomparso/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>L&#39;OMBRA DEL DRAGONE</strong> di Tom Clancy e Marc Cameron (Rizzoli). Un segnale misterioso negli abissi dell&#39;Artico, uno scienziato cinese scomparso, una talpa nei Servizi Segreti americani, sottomarini silenziosi armati di missili balistici... la tensione internazionale tra Cina e USA sale alle stelle e Jack Ryan ha una nuova missione pericolosissima: liberare una giovane donna, prigioniera in una delle città cinesi più sorvegliate.
Per saperne di più: <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/lombra-del-dragone/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li></ul>

<p><strong>FANTASY E HORROR:</strong></p>
<ul><li><strong>ALCHEMISED</strong> di SenLin Yu (Rizzoli). Dopo una guerra sanguinosa, il mondo è governato da spietati e corrotti negromanti, capaci di evocare creature mostruose. Helena, un&#39;alchimista che ha perso la memoria, è tenuta prigioniera da uno dei negromanti più potenti e temibili. Nella sua memoria perduta, infatti, potrebbe celarsi l&#39;ultimo atto della Resistenza.
Per saperne di più: <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/alchemised/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>THE WITCHER. IL CROCEVIA DEI CORVI</strong> di Andrzej Sapkowski (Nord). Prequel della saga di <strong>THE WITCHER</strong>: le origini di Geralt di Rivia, con il suo mentore Preston Holt, che sembra avere un passato oscuro e fini ancor più oscuri. Grazie agli insegnamenti di Holt, Geralt capisce cosa vuol dire essere uno strigo, ovvero un cacciatore di mostri, in un mondo che lo rifiuta.
Per saperne di più: <a href="https://www.editricenord.it/libro/andrzej-sapkowski-il-crocevia-dei-corvi-9788842937340.html" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li></ul>

<p><strong>FUMETTI E GRAPHIC NOVEL:</strong></p>
<ul><li><strong>SCOTLAND. VOL.1 – LE FANTASTICHE MISSIONI DI KATHY AUSTIN</strong> di Rodolphe, Leo e Marchal (Editoriale Cosmo). L&#39;agente dei servizi segreti britannici Kathy Austin gira il mondo, dall&#39;Africa all&#39;Amazzonia, all&#39;inseguimento di un mistero ancestrale: forse non siamo soli, su questa Terra...
Per saperne di più: <a href="https://www.editorialecosmo.it/product/product-68186/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>RURIDRAGON. VOL.1</strong> di Masaoki Shindo (Star Comics). Una normalissima ragazza delle superiori si sveglia una mattina con due strane corna in testa, scoprendo così che suo padre è un drago. Inizia per lei una nuova esistenza, tra la curiosità dei compagni di classe e i nuovi poteri che Ruri dovrà imparare a controllare.
Per saperne di più: <a href="https://www.starcomics.com/fumetto/ruridragon-1" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>I NOSTRI MONDI PERDUTI</strong> di Marion Montaigne (BAO). Graphic novel sulla nascita della paleontologia, in un&#39;epoca un cui era facilissimo incappare in accuse di eresia. Umorismo unito alla divulgazione, anche per scoprire perché i mostri preistorici sono così importanti per il nostro immaginario.
Per saperne di più: <a href="https://baopublishing.it/prodotti/i-nostri-mondi-perduti/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li></ul>

<p><strong>SAGGISTICA:</strong></p>
<ul><li><strong>FORGIATI DALLA GUERRA</strong> di Mark Galeotti (Leg). Per capire come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina, è utile ripercorrere la storia militare e bellica della Russia, dal Medioevo fino alle guerre e invasioni del XX e XXI secolo.
Per saperne di più: <a href="https://www.leg.it/index.php?route=product/product&amp;product_id=769" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>DOLOMITI, LO SPETTACOLO INFINITO</strong> di Paolo Paci (Corbaccio). Un percorso che offre l&#39;interpretazione del paesaggio delle Dolomiti, visto con gli occhi di artisti, fotografi e pubblicitari.
Per saperne di più: <a href="https://www.corbaccio.it/libri/dolomiti-lo-spettacolo-infinito-9791259921512" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>IL LUNGO SENTIERO</strong> di Claudio Ferlan (Il Mulino). La storia dei popoli nativi americani, che hanno plasmato il continente e hanno costituito una strenua resistenza all&#39;invasione degli europei e dei loro discendenti.
Per saperne di più: <a href="https://www.mulino.it/isbn/9788815392985" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>MARIO RIGONI STERN. DALLA RUSSIA ALLA VALLE SABBIA</strong> di Alessandro Nora (Fusta Editore). Ecco un libro che non troverete di certo sugli scaffali dei supermercati. Nel 1974, a Vestone, piccolo borgo della Valle Sabbia, si incontrarono Mario Rigoni Stern, uno dei più grandi scrittori italiani, e Felice Mazzi, farmacista appassionato di storia. Fu l&#39;inizio di una profonda amicizia, fonte di un esteso archivio privato di lettere, fotografie e documenti. Questo libro nasce appunto da quella serie di documenti, che ci restituiscono una dimensione intima dello scrittore alpino, vestonese d&#39;adozione.
Per saperne di più: <a href="https://fustaeditore.it/shopping/le-memorie/695-mario-rigoni-stern-dalla-russia-alla-valle-sabbia.html" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>TACCUINO DI FISICA ILLUSTRATA</strong> di Massimo Temporelli, illustrazioni di Alice Azario (Gribaudo). L&#39;autore spiega le 10 leggi fisiche su cui si fonda l&#39;universo, e le illustra attraverso esempi, aneddoti e riflessioni.
Per saperne di più: <a href="https://www.gribaudo.it/opera/taccuino-di-fisica-illustrata/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>EBREI IN GUERRA. DIALOGO TRA UN RABBINO E UN DISSIDENTE</strong> di Riccardo Di Segni e Gad Lerner (Feltrinelli). Il rabbino capo di Roma e il celebre giornalista intellettuale si confrontano sui temi più attuali: la guerra in Palestina, l&#39;antisemitismo, la politica, e, soprattutto, la divisione lacerante all&#39;interno del mondo ebraico e nello Stato di Israele.
Per saperne di più: <a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/ebrei-in-guerra/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li>A proposito di guerra in Palestina: <strong>VOCI DAL CONFINE</strong> di Elia Milani (Mondadori). Il resoconto del corrispondente di guerra dal confine israelo-palestinese si unisce al racconto di chi, in quelle martoriate terre, ci vive. Otto anni di reportage da Gerusalemme che inquadrano esistenze e contraddizioni.
Per saperne di più: <a href="https://www.mondadori.it/libri/voci-dal-confine-elia-milani/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LA STRADA VERSO CASA</strong> di Matteo Righetto (Rizzoli). Racconto (corredato da fotografie) autobiografico alla scoperta del contatto con le montagne e i boschi, celebrando l&#39;unione fra l&#39;anima e la natura alpina.
Per saperne di più: <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/la-strada-verso-casa/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LA ROCCIA DI VENTOTENE</strong> di Gianluca Passarelli (Einaudi). Un luogo di punizione, nel 1941, divenne la culla di un documento che fu di ispirazione per i padri costituenti e primo embrione di un&#39;Europa unita. Un piccolo saggio che ripercorre la storia di quegli uomini e quelle donne che ebbero la forza di pensare al futuro, durante i giorni bui del giogo fascista.
Per saperne di più: <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/la-roccia-di-ventotene-gianluca-passarelli-9788806270896/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LA VITA CHE CI PIACE</strong> di Vincenzo Schettini (Mondadori Electa). Il professore di fisica (attivissimo sui social) Vincenzo Schettini riflette sui temi dell&#39;educazione, dell&#39;adolescenza e della vita, usando la scienza e i suoi concetti.
Per saperne di più: <a href="https://www.mondadorielecta.it/libri/la-vita-che-ci-piace-vincenzo-schettini/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li></ul>

<p><strong>INFANZIA E RAGAZZI:</strong></p>
<ul><li><strong>CHI SONO IO?</strong> (Coccinella). Libro cartonato: tira i cursori e compariranno tutti gli animali che si nascondono tra le pagine (con una sorpresa finale). Età di lettura: dai 2 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.lafeltrinelli.it/chi-sono-io-ediz-illustrata-libro-vari/e/9788855067614#cc-anchor-dettagli" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>È QUI LA FESTA?</strong> di Ross Montgomery e Sarah Warburton (Lapis). L&#39;invito alla festa di compleanno della formica Andy si diffonde senza controllo e una folla di formiche si presenta alla porticina della sua piccola casetta. Un formichiere famelico, però, è in agguato, pronto a rovinare la festa... Età di lettura: dai 4 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.edizionilapis.it/libro/9791255190554-e-qui-la-festa" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>POKÉMON BOX DELUXE</strong> (Mondadori). Una scatola che contiene gadget, sorprese e tre libri pieni di giochi e figure da colorare a tema Pokémon Horizon. Età di lettura: dai 5 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.ragazzimondadori.it/libri/pokemon-box-deluxe-aa-vv/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>MITI E LEGGENDE DELLA CINA ANTICA. STORIE DAL REGNO DI MEZZO</strong> di Alessandro Polito, illustrazioni di Yulong Lli (NuiNui). Una raccolta di 15 racconti della tradizione cinese: eroi, divinità e personaggi mitici, all&#39;origine della millenaria cultura cinese. Età di lettura: dai 7 anni.
Per saperne di più: <a href="https://nuinui.it/products/miti-e-leggende-della-cina-antica-storie-dal-regno-di-mezzo" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>TUTTI POSSONO DISEGNARE (PURE TE)</strong> di Fraffrog (Gigaciao). Un manuale di disegno pensato anche per chi crede di non sapere disegnare: consigli pratici, aneddoti, fumetti e indicazioni per acquisire le capacità di base. Contiene anche svariati QR code per accedere ai contenuti digitali. Età di lettura: 7 anni.
Per saperne di più: <a href="https://gigaciao.com/products/fraffrog-tutti-possono-disegnare-pure-te?variant=55670942368124" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>CAMPIONI DELL&#39;INTER DI IERI E DI OGGI</strong> di Roberto Bratti (Edizioni EL). Un piccolo libro illustrato con aneddoti, gol, imprese memorabili dei più grandi campioni dell&#39;Inter. Età di lettura: dagli 8 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.edizioniel.com/prodotto/campioni-dellinter-di-ieri-e-di-oggi-9788847743199/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LIBROGAME. IL CASTELLO DELLA PAURA</strong> di Luca Tebaldi (Edizioni EL). Libro game: enigmi e trappole in un castello infestato dai vampiri. Età di lettura: dai 9 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.edizioniel.com/prodotto/escape-room-il-castello-della-paura-9788847743205/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li><strong>LO RICORDO IO PER TE</strong> di Michele Bravi, illustrazioni di Mauro Balletti (Feltrinelli). Un progetto artistico (costituito non solo dal libro ma anche da un cortometraggio e una canzone) che racconta in modo delicato la storia dei nonni dell&#39;autore. Età di lettura: dai 10 anni.
Per saperne di più: <a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/lo-ricordo-io-per-te/" rel="nofollow">scheda libro</a>.</li>
<li>Per Mondadori, due titoli della collana <strong>Piccoli Brividi. La Casa del Terrore</strong> (età di lettura: dai 10 anni), come di consueto a firma di R.L. Stine:
<ul><li><strong>ACQUE SPAVENTOSE</strong> (<a href="https://www.ragazzimondadori.it/libri/la-casa-del-terrore-acque-spaventose-r-l-stine/" rel="nofollow">scheda libro</a>): una semplice nuotata nel torrente diventa un incubo.</li>
<li><strong>LA NOTTE DELLA MUMMIA VIVENTE</strong> (<a href="https://www.ragazzimondadori.it/libri/la-casa-del-terrore-la-notte-della-mummia-vivente-r-l-stine/" rel="nofollow">scheda libro</a>): Happy, il protagonista, è ossessionato dalle mummie, ma non sa quali guai stanno per arrivare direttamente dall&#39;antico Egitto!</li></ul></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Novità in libreria</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/iakvvzmhkj</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:28:28 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il paradosso delle parole</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/il-paradosso-delle-parole</link>
      <description>&lt;![CDATA[Troppe persone si scagliano contro il &#34;woke&#34;, il &#34;politicamente corretto&#34;, rivendicano il diritto di usare liberamente termini offensivi verso interi gruppi.&#xA;L&#39;unica volta in cui do loro ragione è quando considerano insensato dire &#34;operatore cimiteriale&#34; al posto di &#34;becchino&#34; o &#34;operatore ecologico&#34; anziché &#34;netturbino&#34; perché chi si prende cura dei morti PRIMA della sepoltura non è chi fa il custode dei cimiteri, chi pulisce le strade non è lo stesso che smista i rifiuti dove ci si occupa di riciclo, ecc.&#xA;&#xA;Il punto qui è proprio la morte:&#xA;perché si vorrebbe usare la n-word senza conseguenze, ma poi se qualcuno muore, si fa di tutto per non chiamare la morte col suo nome?&#xA;Non dire &#34;è morto improvvisamente&#34;, ma &#34;se n&#39;è andato così com&#39;è venuto&#34; (manco fosse morto dopo una eiaculazione).&#xA;&#xA;Oppure, &#34;se n&#39;è andato dolcemente&#34;. &#xA;Peggio ancora quando si parla di tumori maligni. Non un cancro, un tumore maligno. No. &#34;Un male incurabile, un male cattivo, un brutto male&#34;. &#xA;&#xA;Il punto è che la morte tocca tutti, loro compresi. E le parole che la riguardano, fanno loro male. Li mettono a disagio. Non le usano. Mentre le altre? Le altre non li riguardano, usarle contro gli altri li fa sentire superiori.&#xA;&#xA;Finché non arriva... la signora con la falce... a rimetterli al loro posto.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Troppe persone si scagliano contro il “woke”, il “politicamente corretto”, rivendicano il diritto di usare liberamente termini offensivi verso interi gruppi.
L&#39;unica volta in cui do loro ragione è quando considerano insensato dire “operatore cimiteriale” al posto di “becchino” o “operatore ecologico” anziché “netturbino” perché chi si prende cura dei morti PRIMA della sepoltura non è chi fa il custode dei cimiteri, chi pulisce le strade non è lo stesso che smista i rifiuti dove ci si occupa di riciclo, ecc.</p>

<p>Il punto qui è proprio la morte:
perché si vorrebbe usare la n-word senza conseguenze, ma poi se qualcuno muore, si fa di tutto per non chiamare la morte col suo nome?
Non dire “è morto improvvisamente”, ma “se n&#39;è andato così com&#39;è venuto” (manco fosse morto dopo una eiaculazione).</p>

<p>Oppure, “se n&#39;è andato dolcemente”.
Peggio ancora quando si parla di tumori maligni. Non un cancro, un tumore maligno. No. “Un male incurabile, un male cattivo, un brutto male”.</p>

<p>Il punto è che la morte tocca tutti, loro compresi. E le parole che la riguardano, fanno loro male. Li mettono a disagio. Non le usano. Mentre le altre? Le altre non li riguardano, usarle contro gli altri li fa sentire superiori.</p>

<p>Finché non arriva... la signora con la falce... a rimetterli al loro posto.</p>
]]></content:encoded>
      <author>elettrona</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/jt822u8npv</guid>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:30:40 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La speranza nella crisi. Crisi petrolifera e transizione comunitaria.</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/la-speranza-nella-crisi</link>
      <description>&lt;![CDATA[È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle &#34;democrazie&#34;, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il business as usual, come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?&#xA;&#xA;Cosa sta accadendo&#xA;&#xA;Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un post di ieri:&#xA;&#xA;  Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:&#xA;    la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.&#xA;    Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale - come già sta avvenendo - ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.&#xA;    La possibile risposta delle élite europee - del tutto inadatte ad affrontare questi tempi - sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.&#xA;    È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.&#xA;    Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.&#xA;    È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.&#xA;    Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.&#xA;    Gabriele Guzzi&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è drogata di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata. &#xA;Cosa ci aspetta quindi? Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:&#xA;&#xA;Futuro alla Mad Max: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.&#xA;Futuro Pianeta Verde: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più &#34;verde&#34;, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)&#xA;&#xA;È ovvio che il sistema &#34;Trump&#34; sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.&#xA;&#xA;Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione &#34;sana&#34; verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.&#xA;Oltre agli ecovillaggi, ai gruppi per il cambiamento degli stili di vita, o a quelli che volti alla decrescita, alla permacultura, le Comunità Laudato Sì, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle Transition Town (città in transizione) che rispondono &#34;chirurgicamente&#34; a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.&#xA;&#xA;Il movimento delle città in transizione&#xA;&#xA;La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:&#xA;&#xA;  La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.&#xA;    È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.&#xA;    https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/&#xA;&#xA;https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?pos=1&amp;sid=685317ed0&amp;ss=r&#xA;small[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]/small&#xA;&#xA;Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. &#xA;&#xA;Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:&#xA;&#xA;Origini: Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.&#xA;Obiettivi: Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.&#xA;Metodo: Si basa sulla &#34;transizione&#34;, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.&#xA;Azioni concrete: Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.&#xA;Rete: Il movimento è internazionale, con il sito Transition Network che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da Transition Italia. &#xA;&#xA;Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.&#xA;&#xA;  [! info] video presentazione di Cristiano Bottone&#xA;  iframe width=&#34;560&#34; height=&#34;315&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU&#34; title=&#34;YouTube video player&#34; frameborder=&#34;0&#34; allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; allowfullscreen/iframe&#xA;    https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo&#xA;&#xA;  In cosa consiste questa metodologia?&#xA;  «Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere. &#xA;  Cristiano Bottone&#xA;    https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;&#xA;Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali&#xA;https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/&#xA;&#xA;Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi. &#xA;&#xA;Risorse:&#xA;&#xA;Nuove energie per la pace, di Rebecca Solnit, pubblicato su Internazionale del 27 marzo 2026. https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb&#xA;Grazie al gruppo di Radio Eustachio per la segnalazione nella puntata Guerra fossile, pace rinnovabile?. &#xA;Puntata di Report Consumatori difettosi_ del 2010: https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html&#xA;Intervista a Rob Hopkins del 2021: https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg&#xA;Intervista a Cristiano Bottone https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;Bibliografia essenziale https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/&#xA;&#xA;#società #economia #crisi  #transizione #conversione #regno]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle “democrazie”, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il</em> business as usual, <em>come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?</em></p>

<h2 id="cosa-sta-accadendo">Cosa sta accadendo</h2>

<p>Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un <a href="https://www.facebook.com/gabri.guzzi/posts/pfbid023TAmuZfUsciBsNv54B1yWWpyUepVM6qt5YviFA8CcCBqzvhhEbjTnSRJFAu7pG7ql" rel="nofollow">post</a> di ieri:</p>

<blockquote><p>Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:</p>

<p>la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.</p>

<p>Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale – come già sta avvenendo – ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.</p>

<p>La possibile risposta delle élite europee – del tutto inadatte ad affrontare questi tempi – sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.</p>

<p>È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.</p>

<p>Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.</p>

<p>È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.</p>

<p>Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.</p>

<p><em>Gabriele Guzzi</em></p></blockquote>



<p>Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è <em>drogata</em> di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata.
<strong>Cosa ci aspetta quindi?</strong> Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:</p>
<ul><li>Futuro alla <strong>Mad Max</strong>: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.</li>
<li>Futuro <strong>Pianeta Verde</strong>: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più “verde”, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)</li></ul>

<p>È ovvio che il sistema “Trump” sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.</p>

<p>Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione “sana” verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.
Oltre agli <strong>ecovillaggi</strong>, ai gruppi per il <strong>cambiamento degli stili di vita</strong>, o a quelli che volti alla <strong>decrescita</strong>, alla <strong>permacultura</strong>, le <strong>Comunità Laudato Sì</strong>, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle <strong>Transition Town</strong> (città in transizione) che rispondono “chirurgicamente” a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.</p>

<h2 id="il-movimento-delle-città-in-transizione">Il movimento delle città in transizione</h2>

<p>La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:</p>

<blockquote><p>La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.</p>

<p>È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.</p>

<p><a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/</a></p></blockquote>

<p><img src="https://jessicaperlstein.com/cdn/shop/files/5thsacredthing_10x20_web.jpg" alt="https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?_pos=1&amp;_sid=685317ed0&amp;_ss=r">
<small>[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]</small></p>

<p><strong>Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico</strong>. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. </p>

<p>Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:</p>
<ul><li><strong>Origini:</strong> Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.</li>
<li><strong>Obiettivi:</strong> Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.</li>
<li><strong>Metodo:</strong> Si basa sulla “transizione”, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.</li>
<li><strong>Azioni concrete:</strong> Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.</li>
<li><strong>Rete:</strong> Il movimento è internazionale, con il sito <a href="https://transitionnetwork.org/it/about/" rel="nofollow">Transition Network</a> che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da <a href="https://www.italiachecambia.org/mappa/transition-italia/" rel="nofollow">Transition Italia</a>. </li></ul>

<p><strong>Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.</strong></p>

<blockquote><p>[! info] video presentazione di Cristiano Bottone
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU" title="YouTube video player" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo</a></p>

<p><strong>In cosa consiste questa metodologia?</strong>
«Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere.
<em>Cristiano Bottone</em></p>

<p><a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></p></blockquote>

<p>Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali
<a href="https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/" rel="nofollow">https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/</a></p>

<p>Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, <strong>è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore</strong>. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi.</p>

<h2 id="risorse">Risorse:</h2>
<ul><li><em>Nuove energie per la pace</em>, di Rebecca Solnit, pubblicato su <em>Internazionale</em> del 27 marzo 2026. <a href="https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb" rel="nofollow">https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb</a>
Grazie al gruppo di <strong>Radio Eustachio</strong> per la segnalazione nella puntata <a href="https://eustachio.indivia.net/blog/?puntata=guerra-fossile-pace-rinnovabile" rel="nofollow">Guerra fossile, pace rinnovabile?</a>.</li>
<li>Puntata di Report <em>Consumatori difettosi</em> del 2010: <a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html" rel="nofollow">https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html</a></li>
<li>Intervista a Rob Hopkins del 2021: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg</a></li>
<li>Intervista a Cristiano Bottone <a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></li>
<li>Bibliografia essenziale <a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/</a></li></ul>

<p>#società #economia #crisi  #transizione #conversione #regno</p>
]]></content:encoded>
      <author>μετανοειτε</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/k5rjhosvf8</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:02:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Una sola priorità: suicidarsi con le primarie</title>
      <link>https://noblogo.org/grad/una-sola-priorita-suicidarsi-con-le-primarie</link>
      <description>&lt;![CDATA[Quando si esaurirà finalmente la sbornia collettiva post referendum di giornalisti e politici di opposizione? &#xA;La Gruber, a distanza di due settimane, al consueto meteorismo verbale dei Bocchino, delle Bolloli e dei Senaldi, risponde ancora con &#34;Comunque il No ha vinto e il Sì ha perso&#34;. &#xA;Ok, va bene... e adesso?&#xA;&#xA;Naturalmente a quei laidi cortigiani senza dignità, non importa nulla di avere perso il referendum. Loro si fanno pagare per diffondere menzogne, inquinare i pozzi e titillare i più bassi istinti dell&#39;italico elettore.&#xA;&#xA;Malgrado il fallimento, occupano ancora le poltrone di Direttore e Vicedirettore della cartastraccia su cui scrivono, che sono rimasti i soli al mondo a chiamare ancora giornali. &#xA;&#xA;Perché? Semplice, perché i loro lauti e rubati stipendi sono pagati anche da noi attraverso contributi pubblici. &#xA;Non solo, Libero, nella cui redazione si registra la più alta concentrazione di servi pennivendoli, è uno dei quotidiani che riceve in assoluto la maggiore quantità di contributi pubblici. &#xA;Ciò spiega perché le sue firme più &#34;autorevoli&#34;, e più ospitate in TV, siano così solerti e attive nella loro opera di servilismo e sevizie della verità oggettiva.    &#xA;&#xA;Fatta questa breve digressione, torno alla pseudo-sinistra che, dopo la schiacciante vittoria non sua, riprende il filo del discorso dove lo aveva lasciato due settimane fa: suicidarsi politicamente.  &#xA;&#xA;La scelta su come suicidarsi è caduta ancora una volta sulle primarie. Giusto perché l&#39;elettorato di sinistra ma soprattutto quello che si è rotto le balle di andare a votare senza alcuna speranza, ha proprio ancora bisogno dell&#39;ennesimo duello politico fratricida senza esclusione di colpi. &#xA;&#xA;Mi raccomando, confermare sempre la totale incapacità della sinistra (però mi viene il vomito a chiamarla così) a trovare un accordo che duri più di un cambio di mutande è un imperativo categorico assoluto ineludibile.&#xA;&#xA;Ma attenzione, qualcuno ha trovato la soluzione alternativa! Ancora più sucida delle primarie: trovare un leader federatore moderato. Moderato? E che cazzo ci facciamo con la moderazione quando i fascisti vincono con la violenza verbale, con le menzogne e la falsa propaganda e diffondendo odio e livore contro i più deboli e i poveri?&#xA;&#xA;sniff sniff... mi sembra di sentire l&#39;acre olezzo di Renzi e Franceschini... &#xA;&#xA;I nomi venuti fuori sono già un caso di studio per la psichiatria mondiale.&#xA;Gabrielli, ex-capo della polizia. Il candidato perfetto per il voto dei giovani, a cui questa sgangherata sinistra-democrista dice di volersi rivolgere e chiede di mantenere l&#39;attivismo.&#xA;&#xA;Ruffini, il democristiano figlio di Ministro democristiano, nipote del cardinale e arcivescovo di Palermo e ex-direttore dell&#39;Agenzia dell&#39;Entrate. Ottimo e abbondante per compattare ancora di più a destra il vastissimo e trasversale popolo di evasori fiscali italiani e a far tirare giù tutti i santi del Paradiso dai veri e genuini elettori di sinistra che credono ancora in uno Stato fortemente laico. &#xA;&#xA;Now playing:&#xA;“You Can&#39;t Bring Me Down”&#xA;Lights...Camera...Revolution! – Suicidal Tendencies – 1990 &#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Quando si esaurirà finalmente la <strong>sbornia collettiva post referendum</strong> di giornalisti e politici di opposizione?
La Gruber, a distanza di due settimane, al consueto <strong>meteorismo verbale</strong> dei Bocchino, delle Bolloli e dei Senaldi, risponde ancora con <em>“Comunque il No ha vinto e il Sì ha perso”</em>.
Ok, va bene... e adesso?</p>

<p>Naturalmente a quei <strong>laidi cortigiani senza dignità</strong>, non importa nulla di avere perso il referendum. Loro si fanno pagare per <strong>diffondere menzogne</strong>, inquinare i pozzi e titillare i più bassi istinti dell&#39;italico elettore.</p>

<p>Malgrado il fallimento, occupano ancora le <strong>poltrone di Direttore e Vicedirettore</strong> della cartastraccia su cui scrivono, che sono rimasti i soli al mondo a chiamare ancora giornali.</p>

<p>Perché? Semplice, perché i loro <strong>lauti e rubati stipendi</strong> sono pagati anche da noi attraverso <strong>contributi pubblici</strong>.
Non solo, <strong>Libero</strong>, nella cui redazione si registra la più alta concentrazione di servi pennivendoli, è uno dei quotidiani che riceve in assoluto la <strong>maggiore quantità di contributi pubblici</strong>.
Ciò spiega perché le sue firme più “autorevoli”, e più ospitate in TV, siano così solerti e attive nella loro opera di <strong>servilismo e sevizie della verità</strong> oggettiva.</p>

<p>Fatta questa breve digressione, torno alla <strong>pseudo-sinistra</strong> che, dopo la schiacciante vittoria non sua, riprende il filo del discorso dove lo aveva lasciato due settimane fa: <strong>suicidarsi politicamente</strong>.</p>

<p>La scelta su come suicidarsi è caduta ancora una volta sulle <strong>primarie</strong>. Giusto perché l&#39;elettorato di sinistra ma soprattutto quello che si è rotto le balle di andare a votare senza alcuna speranza, ha proprio ancora bisogno dell&#39;ennesimo <strong>duello politico fratricida</strong> senza esclusione di colpi.</p>

<p>Mi raccomando, confermare sempre la totale <strong>incapacità della sinistra</strong> (però mi viene il vomito a chiamarla così) <strong>a trovare un accordo</strong> che duri più di un cambio di mutande è un imperativo categorico assoluto ineludibile.</p>

<p>Ma attenzione, qualcuno ha trovato <strong>la soluzione alternativa</strong>! Ancora <strong>più sucida delle primarie</strong>: trovare un <strong>leader federatore moderato</strong>. Moderato? E che cazzo ci facciamo con la moderazione quando i fascisti vincono con la violenza verbale, con le menzogne e la falsa propaganda e diffondendo odio e livore contro i più deboli e i poveri?</p>

<p>sniff sniff... mi sembra di sentire l&#39;<strong>acre olezzo di Renzi e Franceschini</strong>...</p>

<p>I nomi venuti fuori sono già un caso di studio per la psichiatria mondiale.
<strong>Gabrielli, ex-capo della polizia</strong>. Il candidato perfetto per il <strong>voto dei giovani</strong>, a cui questa sgangherata sinistra-democrista dice di volersi rivolgere e chiede di mantenere l&#39;attivismo.</p>

<p><strong>Ruffini</strong>, il democristiano figlio di Ministro democristiano, nipote del cardinale e arcivescovo di Palermo e <strong>ex-direttore dell&#39;Agenzia dell&#39;Entrate</strong>. Ottimo e abbondante per compattare ancora di più a destra il vastissimo e trasversale <strong>popolo di evasori fiscali italiani</strong> e a far tirare giù tutti i santi del Paradiso dai veri e genuini <strong>elettori di sinistra</strong> che credono ancora in uno <strong>Stato fortemente laico</strong>.</p>

<p><strong>Now playing:</strong>
“You Can&#39;t Bring Me Down”
<em>Lights...Camera...Revolution!</em> – Suicidal Tendencies – 1990</p>
]]></content:encoded>
      <author>Revolution By Night</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/bhkqilr9f8</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:01:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ipocrisia anche basta</title>
      <link>https://noblogo.org/elettrona/ipocrisia-anche-basta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Perché a doverci vergognare e nascondere siamo sempre noi persone, in qualche modo, marginalizzate? LGBT, con HIV, con disabilità, migranti, o con più di una condizione in contemporanea.&#xA;I guerrafondai, giustizialisti da tastiera, estremisti di ogni genere urlano in continuazione. Poi se sei una persona con disabilità devi piegarti alle loro aspettative: &#xA;chi si piange addosso, pieno di problemi, che chiede aiuto;&#xA;chi fa l&#39;eroe, in una volgare pornografia dell&#39;ispirazione e del dolore.&#xA;&#xA;Anche basta. L&#39;ultima mi arriva da qualcuno secondo cui io, HIV negativa, non dovrei parlare della mia passata relazione con un uomo HIV positivo.&#xA;&#xA;Se lui è sempre stato il primo a non nascondersi, perché dovrei farlo io? Perché dovrei negare il mio passato? Non ho rubato né truffato né ammazzato qualcuno.&#xA;Parlare significa esistere, far sentire la propria voce in un mondo che si muove come se tu non ci fossi; paghi le tasse, rispetti le leggi, ma guai se chiedi qualcosa in più di quello che ti concedono. &#xA;Lo stigma esiste, e io sono stata fortunata a non subire ripercussioni come è accaduto ad altri nella stessa situazione, o che vivono col virus direttamente.&#xA;Quando posso, cerco di dare voce anche agli altri e soprattutto di combattere l&#39;attivismo performativo, la pornografia del dolore. Quell&#39;atteggiamento indecente di chi parla di sé per costruire un prodotto.&#xA;Io non sono in vendita, sono una persona attiva nelle cause in cui credo. E mando a quel paese l&#39;ipocrisia. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Perché a doverci vergognare e nascondere siamo sempre noi persone, in qualche modo, marginalizzate? LGBT, con HIV, con disabilità, migranti, o con più di una condizione in contemporanea.
I guerrafondai, giustizialisti da tastiera, estremisti di ogni genere urlano in continuazione. Poi se sei una persona con disabilità devi piegarti alle loro aspettative:
– chi si piange addosso, pieno di problemi, che chiede aiuto;
– chi fa l&#39;eroe, in una volgare pornografia dell&#39;ispirazione e del dolore.</p>

<p>Anche basta. L&#39;ultima mi arriva da qualcuno secondo cui io, HIV negativa, non dovrei parlare della mia passata relazione con un uomo HIV positivo.</p>

<p>Se lui è sempre stato il primo a non nascondersi, perché dovrei farlo io? Perché dovrei negare il mio passato? Non ho rubato né truffato né ammazzato qualcuno.
Parlare significa esistere, far sentire la propria voce in un mondo che si muove come se tu non ci fossi; paghi le tasse, rispetti le leggi, ma guai se chiedi qualcosa in più di quello che ti concedono.
Lo stigma esiste, e io sono stata fortunata a non subire ripercussioni come è accaduto ad altri nella stessa situazione, o che vivono col virus direttamente.
Quando posso, cerco di dare voce anche agli altri e soprattutto di combattere l&#39;attivismo performativo, la pornografia del dolore. Quell&#39;atteggiamento indecente di chi parla di sé per costruire un prodotto.
Io non sono in vendita, sono una persona attiva nelle cause in cui credo. E mando a quel paese l&#39;ipocrisia.</p>
]]></content:encoded>
      <author>elettrona</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/7zas2r5zgq</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:01:37 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>