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    <title>noblogo.org Reader</title>
    <link>https://noblogo.org</link>
    <description>Read the latest posts from noblogo.org.</description>
    <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 01:13:56 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>[vortex]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/vortex-2fdn</link>
      <description>&lt;![CDATA[[vortex] &#xA;&#xA;incaglia si] disinstalla parte in [senso contrario riparte le arti [riparatorie trois morceaux a] quanto una forma la formula lampeggiano una [consistenza per la missione natura o] è sempre stata una grande adunanza la] chiusa della partita il pedale del -pianOff ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[vortex]</p>

<p>incaglia si] disinstalla parte in [senso contrario riparte le arti [riparatorie trois morceaux a] quanto una forma la formula lampeggiano una [consistenza per la missione natura o] è sempre stata una grande adunanza la] chiusa della partita il pedale del -pianOff</p>
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      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/e8zmfggcrx</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 21:58:28 +0000</pubDate>
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      <title>Questa mattina mi sono riaddormentato e ho sognato.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/questa-mattina-mi-sono-riaddormentato-e-ho-sognato</link>
      <description>&lt;![CDATA[Questa mattina mi sono riaddormentato e ho sognato. In questo sogno stavo tornando a casa con lo scooter elettrico, nel sogno era in realtà una moto di grossa cilindrata, sempre elettrica. Mentre tornavo a casa, era sera, entravo in una cosa che sembrava un mix tra una casa dello studente e un polo universitario umanistico: la struttura era quella tipica genovese universitaria, un luogo nato per tutt&#39;altro che veniva adattato. Ambienti piccoli, corridoi minoici, architettura caotica nella quale si aprivano di tanto in tanto aule a forma di anfiteatro. L&#39;ambiente serale dava al tutto un aspetto da locale serale anni novanta, pieno di ragazzi che giravano, si univano a gruppetti, parlavano.&#xA;&#xA;Io camminavo alieno lì in mezzo e vedevo questo posto come una specie di avamposto della prossima umanità: o forse come un miraggio di quella passata. I ragazzi erano lì, si rilassavano, si sdraiavano per terra, si abbracciavano. Alcuni si sedevano tra le sedie dell&#39;anfiteatro e improvvisavano ripassi di chissà quale materia. In una zona della struttura c&#39;erano libri e manga, in esposizione, tutti potevano prenderli e leggerli. Tutto era animato, quel centinaio di studenti stavano vivendo l&#39;ambiente e mettendo le basi di quello che sarebbe stato il loro futuro. Tutto era ancora possibile. Gli stimoli erano infiniti e il modo con cui il mondo sarebbe andato avanti era in discussione.&#xA;&#xA;E qui c&#39;è la cosa cringe: nel sogno mi sono commosso. Ho pensato che esisteva ancora una speranza e che questa cosa che avevo visto avrei dovuto scriverla e postarla su Facebook. &#xA;&#xA;Poi - nel sogno - incontravo anche dei docenti e studenti che stavano per fare uno spettacolo teatrale. Una docente si lamentava che non sarebbe mai riuscita a recitare per via del suo naso, troppo grosso. E scoprivo che la mia moto di grossa cilindrata elettrica con cui ero entrato dentro questa università, era bloccata perché non c&#39;era una strada per uscire. Avrei dovuto fare la scalinata ripida da cui ero passato, questa volta in salita, e non ero in grado. Le cose tipiche del sogno.&#xA;&#xA;Quando mi sono svegliato ci sono rimasto bene e male nello stesso tempo. Quel luogo immaginario era futuro e passato che si sovrapponevano. L&#39;idea che esista un animale, che è la cultura, che si riproduce nel silenzio della ricerca, della trasmissione e della creatività. E che trova nella gioventù un animale ospite per sopravvivere e prosperare. Era il mio passato, gli anni trascorsi nei corridoi dell&#39;università di Genova, ma anche il futuro, io che giro e incontro i miei ex studenti alle prese con il loro percorso.&#xA;&#xA;Solo, tutto questo, me lo ero immaginato. E adesso dovevo scriverci anche un post sopra.  &#xA;&#xA;Oggi ero in auto e mi sono messo a canticchiare l&#39;intro di Summer Games della Epyx, e ho provato per un attimo un brivido digitale di nostalgia. C&#39;è stata una pausa. &#34;Quanti videogiochi a cui ho giocato da ragazzino&#34; ho detto fra me e me nell&#39;abitacolo mentre secondogenito mi fissava perplesso. &#34;Tu non hai idea di quanti&#34; ho continuato guardandolo. &#34;Ok boomer&#34; mi ha risposto. Sono tornato a guardare la strada, le piattaforme mobili di Donkey Kong, gli alieni isterici di Moon Cresta.&#xA;&#xA;Dietro di noi, nei sedili posteriori abbattuti, in tutto il suo glorioso quintale di peso, il forno di fusione del vetro di Elettra che io e secondogenito avevamo trascinato per un chilometro, metro dopo metro, polpaccio dopo polpaccio. Respiro dopo respiro, per poi caricarlo nella Panda. Adesso era lì dietro che ci fissava, felice. Guardava il paesaggio che scrollava dietro al finestrino. Agitava il cavo di alimentazione, scodinzolando.&#xA;&#xA;A casa poi accendo l&#39;incenso al sandalo che mi sono comprato, metto della musica classica contemporanea, cioè, del secondo novecento. Una cosa lunghissima di Feldman. Inizio a cucinare. E ho il secondo deja-vu. Mi ricordo quando ero un universitario e mi chiudevo in camera, incenso, musica classica o colta contemporanea, mi sedevo con i miei remainder di Grande Letteratura Improbabile e mi mettevo lì a leggere &amp; sottolineare, come un novellino. Che tempi meravigliosi che ho avuto la fortuna di attraversare. Chiuso nella mia capsula temporale. Anche questa è andata, penso.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina mi sono riaddormentato e ho sognato. In questo sogno stavo tornando a casa con lo scooter elettrico, nel sogno era in realtà una moto di grossa cilindrata, sempre elettrica. Mentre tornavo a casa, era sera, entravo in una cosa che sembrava un mix tra una casa dello studente e un polo universitario umanistico: la struttura era quella tipica genovese universitaria, un luogo nato per tutt&#39;altro che veniva adattato. Ambienti piccoli, corridoi minoici, architettura caotica nella quale si aprivano di tanto in tanto aule a forma di anfiteatro. L&#39;ambiente serale dava al tutto un aspetto da locale serale anni novanta, pieno di ragazzi che giravano, si univano a gruppetti, parlavano.</p>

<p>Io camminavo alieno lì in mezzo e vedevo questo posto come una specie di avamposto della prossima umanità: o forse come un miraggio di quella passata. I ragazzi erano lì, si rilassavano, si sdraiavano per terra, si abbracciavano. Alcuni si sedevano tra le sedie dell&#39;anfiteatro e improvvisavano ripassi di chissà quale materia. In una zona della struttura c&#39;erano libri e manga, in esposizione, tutti potevano prenderli e leggerli. Tutto era animato, quel centinaio di studenti stavano vivendo l&#39;ambiente e mettendo le basi di quello che sarebbe stato il loro futuro. Tutto era ancora possibile. Gli stimoli erano infiniti e il modo con cui il mondo sarebbe andato avanti era in discussione.</p>

<p>E qui c&#39;è la cosa cringe: nel sogno mi sono commosso. Ho pensato che esisteva ancora una speranza e che questa cosa che avevo visto avrei dovuto scriverla e postarla su Facebook.</p>

<p>Poi – nel sogno – incontravo anche dei docenti e studenti che stavano per fare uno spettacolo teatrale. Una docente si lamentava che non sarebbe mai riuscita a recitare per via del suo naso, troppo grosso. E scoprivo che la mia moto di grossa cilindrata elettrica con cui ero entrato dentro questa università, era bloccata perché non c&#39;era una strada per uscire. Avrei dovuto fare la scalinata ripida da cui ero passato, questa volta in salita, e non ero in grado. Le cose tipiche del sogno.</p>

<p>Quando mi sono svegliato ci sono rimasto bene e male nello stesso tempo. Quel luogo immaginario era futuro e passato che si sovrapponevano. L&#39;idea che esista un animale, che è la cultura, che si riproduce nel silenzio della ricerca, della trasmissione e della creatività. E che trova nella gioventù un animale ospite per sopravvivere e prosperare. Era il mio passato, gli anni trascorsi nei corridoi dell&#39;università di Genova, ma anche il futuro, io che giro e incontro i miei ex studenti alle prese con il loro percorso.</p>

<p>Solo, tutto questo, me lo ero immaginato. E adesso dovevo scriverci anche un post sopra.</p>

<p>Oggi ero in auto e mi sono messo a canticchiare l&#39;intro di Summer Games della Epyx, e ho provato per un attimo un brivido digitale di nostalgia. C&#39;è stata una pausa. “Quanti videogiochi a cui ho giocato da ragazzino” ho detto fra me e me nell&#39;abitacolo mentre secondogenito mi fissava perplesso. “Tu non hai idea di quanti” ho continuato guardandolo. “Ok boomer” mi ha risposto. Sono tornato a guardare la strada, le piattaforme mobili di Donkey Kong, gli alieni isterici di Moon Cresta.</p>

<p>Dietro di noi, nei sedili posteriori abbattuti, in tutto il suo glorioso quintale di peso, il forno di fusione del vetro di Elettra che io e secondogenito avevamo trascinato per un chilometro, metro dopo metro, polpaccio dopo polpaccio. Respiro dopo respiro, per poi caricarlo nella Panda. Adesso era lì dietro che ci fissava, felice. Guardava il paesaggio che scrollava dietro al finestrino. Agitava il cavo di alimentazione, scodinzolando.</p>

<p>A casa poi accendo l&#39;incenso al sandalo che mi sono comprato, metto della musica classica contemporanea, cioè, del secondo novecento. Una cosa lunghissima di Feldman. Inizio a cucinare. E ho il secondo deja-vu. Mi ricordo quando ero un universitario e mi chiudevo in camera, incenso, musica classica o colta contemporanea, mi sedevo con i miei remainder di Grande Letteratura Improbabile e mi mettevo lì a leggere &amp; sottolineare, come un novellino. Che tempi meravigliosi che ho avuto la fortuna di attraversare. Chiuso nella mia capsula temporale. Anche questa è andata, penso.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/skg4iag1cf</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 19:27:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n.19</title>
      <link>https://noblogo.org/listerine/listarella-n-19</link>
      <description>&lt;![CDATA[Lettura de &#34;I ribelli dell&#39;Atlantico&#34;. Stupendamente di parte. Pirati, schiavi, indigeni e anabattisti che creano comunità per combattere il potere.&#xA;&#xA;Dopo due anni di lavoro sono finalmente libero di un peso: il mio saggio è finito. &#xA;&#xA;Mi interrogo sulla scrittura, sul modo di rendere sulla pagina un percorso di ricerca. Tendo a nascondermi dietro l&#39;idea che la scrittura storica è una scrittura funzionale e che quindi non deve avere bisogno di espressività. Ma poi i lettori non sono dei freddi burocrati dietro una scrivania...&#xA;&#xA;M. non sta bene, devo andare a prenderlo a scuola. &#xA;&#xA;L. ha preso un buon voto a latino. Bastava cambiare Prof per sentirsi liberata dal peso della stupidità e dell&#39;ansia.&#xA;&#xA;Ho saltato l&#39;appuntamento dal dentista: i miei soliti problemi con l&#39;agenda. Tornerò a comprarne una cartacea, per poi non usarla.&#xA;&#xA;Ieri Coco è volato giù dalla scala per andare a curiosare nel piano sotto. E&#39; salito sulla mano di L. e la becchettata un po&#39;. Ormai è un membro della famiglia. Curioso come una cocorita.&#xA;&#xA;Prove aperte alla Murga. Facce nuove e tanta energia. Per me l&#39;esperienza più coinvolgente degli ultimi anni. Ho provato il rullante. Ma il bombo resta il mio preferito.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>Lettura de “I ribelli dell&#39;Atlantico”. Stupendamente di parte. Pirati, schiavi, indigeni e anabattisti che creano comunità per combattere il potere.</p></li>

<li><p>Dopo due anni di lavoro sono finalmente libero di un peso: il mio saggio è finito.</p></li>

<li><p>Mi interrogo sulla scrittura, sul modo di rendere sulla pagina un percorso di ricerca. Tendo a nascondermi dietro l&#39;idea che la scrittura storica è una scrittura funzionale e che quindi non deve avere bisogno di espressività. Ma poi i lettori non sono dei freddi burocrati dietro una scrivania...</p></li>

<li><p>M. non sta bene, devo andare a prenderlo a scuola.</p></li>

<li><p>L. ha preso un buon voto a latino. Bastava cambiare Prof per sentirsi liberata dal peso della stupidità e dell&#39;ansia.</p></li>

<li><p>Ho saltato l&#39;appuntamento dal dentista: i miei soliti problemi con l&#39;agenda. Tornerò a comprarne una cartacea, per poi non usarla.</p></li>

<li><p>Ieri Coco è volato giù dalla scala per andare a curiosare nel piano sotto. E&#39; salito sulla mano di L. e la becchettata un po&#39;. Ormai è un membro della famiglia. Curioso come una cocorita.</p></li>

<li><p>Prove aperte alla Murga. Facce nuove e tanta energia. Per me l&#39;esperienza più coinvolgente degli ultimi anni. Ho provato il rullante. Ma il bombo resta il mio preferito.</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Listarelle</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6lm5ditm81</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 09:26:32 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>1MACCABEI - Capitolo 14</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-14</link>
      <description>&lt;![CDATA[Elogio di Simone&#xA;1Nell&#39;anno centosettantadue il re Demetrio radunò le sue milizie e partì per la Media, per raccogliere rinforzi e combattere Trifone. 2Ma Arsace, re della Persia e della Media, appena seppe che Demetrio era entrato nel suo territorio, mandò uno dei suoi generali per catturarlo vivo. 3Costui venne, batté l&#39;esercito di Demetrio, lo catturò e lo condusse ad Arsace e questi lo mise in carcere.&#xA;4Rimase tranquilla la terra di Giuda per tutta la vita di Simone;&#xA;egli cercò il bene della sua gente&#xA;e a loro fu gradito il suo potere&#xA;e la sua gloria per tutti i suoi giorni.&#xA;5In aggiunta a tutte le sue glorie&#xA;egli prese Giaffa per farne un porto&#xA;e aprì un accesso alle isole del mare.&#xA;6Ampliò i confini del suo popolo&#xA;e riconquistò la regione.&#xA;7Raccolse una turba di prigionieri&#xA;e si impadronì di Ghezer, di Bet-Sur e della Cittadella;&#xA;spazzò via da essa le impurità,&#xA;e nessuno gli si oppose.&#xA;8In pace si diedero a coltivare la loro terra;&#xA;il suolo dava i suoi prodotti&#xA;e gli alberi della campagna i loro frutti.&#xA;9I vecchi sedevano nelle piazze,&#xA;tutti deliberavano sugli interessi comuni,&#xA;i giovani indossavano splendide vesti&#xA;e armature di guerra.&#xA;10Alle città fornì vettovaglie,&#xA;e le munì con mezzi di difesa;&#xA;così divenne celebre il suo nome&#xA;e la sua gloria fino all&#39;estremità della terra.&#xA;11Fece regnare sul paese la pace&#xA;e Israele gioì di grande letizia.&#xA;12Ognuno sedeva sotto la sua vite&#xA;e sotto il suo fico&#xA;e nessuno incuteva loro timore.&#xA;13Scomparve dal paese chi li avversava&#xA;e i re andarono in rovina in quei giorni.&#xA;14Confortò tutti i derelitti nel suo popolo;&#xA;ricercò la legge ed eliminò ogni iniquo e maligno.&#xA;15Diede splendore al tempio&#xA;e lo arricchì dei suoi arredi.&#xA;16Si sparse fino a Roma e a Sparta la notizia che era morto Giònata e se ne rattristarono molto. 17Tuttavia, quando seppero che Simone, suo fratello, era divenuto sommo sacerdote al suo posto e continuava a mantenere il potere sulla regione e sulle città, 18gli scrissero su tavolette di bronzo per rinnovare con lui l&#39;amicizia e l&#39;alleanza che avevano concluso con Giuda e Giònata, suoi fratelli. 19I messaggi furono letti davanti all&#39;assemblea a Gerusalemme. 20Questa è la copia della lettera che inviarono gli Spartani:&#xA;&#34;Le autorità e la cittadinanza degli Spartani a Simone, grande sacerdote, agli anziani, ai sacerdoti e al resto del popolo dei Giudei, loro fratelli, salute! 21I messaggeri inviati al nostro popolo ci hanno riferito intorno alla vostra gloria e al vostro onore e noi ci siamo rallegrati per il loro arrivo. 22Abbiamo registrato le loro dichiarazioni negli atti pubblici, in questi termini: &#34;Numenio, figlio di Antioco, e Antìpatro, figlio di Giasone, messaggeri dei Giudei, sono giunti presso di noi per rinnovare l&#39;amicizia con noi. 23È piaciuto al popolo di ricevere questi uomini con ogni onore e inserire la copia del loro discorso nei registri a disposizione del pubblico, perché il popolo degli Spartani ne mantenga il ricordo. Ne è stata scritta una copia per Simone, il sommo sacerdote&#34;&#34;.&#xA;24Successivamente Simone mandò a Roma Numenio con un grande scudo d&#39;oro, del peso di mille mine, per confermare l&#39;alleanza con loro.&#xA;25Quando il popolo seppe queste cose, si disse: &#34;Quale contraccambio daremo a Simone e ai suoi figli? 26Egli infatti e i suoi fratelli e la casa di suo padre sono stati saldi e hanno ricacciato da sé con le armi i nemici d&#39;Israele e gli hanno restituito la libertà&#34;. Incisero perciò un&#39;iscrizione su tavole di bronzo e l&#39;apposero su colonne sul monte Sion. 27Questa è la copia dell&#39;iscrizione:&#xA;&#34;Il diciotto di Elul dell&#39;anno centosettantadue, che è il terzo anno di Simone, sommo sacerdote, in Asaramèl, 28nella grande assemblea dei sacerdoti e del popolo, dei capi della nazione e degli anziani della regione, ci è stato reso noto: 29Poiché più volte erano sorte guerre nel paese, Simone, figlio di Mattatia, sacerdote della stirpe di Ioarìb, e i suoi fratelli si gettarono nella mischia e si opposero agli avversari del loro popolo, perché restassero incolumi il santuario e la legge, procurando gloria grande al loro popolo. 30Giònata diede unità alla nazione, ne divenne sommo sacerdote e poi fu riunito al suo popolo. 31I loro nemici volevano invadere il loro paese e stendere la mano contro il santuario. 32Simone allora si oppose e si batté per la sua nazione, spese molto del suo per dotare di armi le milizie della sua nazione e pagò loro il salario. 33Inoltre fortificò le città della Giudea e Bet-Sur nel territorio della Giudea, dove prima c&#39;era la roccaforte dei nemici, e vi pose un presidio di soldati giudei. 34Fortificò anche Giaffa, situata sul mare, e Ghezer presso i confini di Azoto, nelle quali prima risiedevano i nemici; vi fece abitare dei Giudei e le rifornì di quanto era necessario al loro sostentamento. 35Il popolo vide la fede di Simone e la gloria che egli si proponeva di procurare alla sua nazione; lo costituirono loro capo e sommo sacerdote per queste sue imprese e per la giustizia e la fede che egli aveva conservato al suo popolo e perché aveva cercato con ogni mezzo di elevare il suo popolo. 36Nei suoi giorni si riuscì felicemente, per suo mezzo, a scacciare dal paese le nazioni e quelli che erano nella Città di Davide e a Gerusalemme, che si erano edificati la Cittadella e ne uscivano profanando i dintorni del santuario e recando offesa grande alla sua purità. 37Egli vi insediò soldati giudei, la fortificò per la sicurezza della regione e della città ed elevò le mura di Gerusalemme. 38Il re Demetrio quindi gli confermò il sommo sacerdozio, 39lo ascrisse tra i suoi amici e gli conferì grandi onori. 40Seppe infatti che i Giudei erano considerati amici, alleati e fratelli da parte dei Romani, e che questi erano andati incontro ai messaggeri di Simone con segni di onore, 41che i Giudei e i sacerdoti avevano approvato che Simone fosse sempre loro condottiero e sommo sacerdote finché non sorgesse un profeta fedele, 42che fosse loro stratega e avesse cura del santuario e fossero nominati da lui i sovrintendenti ai lavori, al paese, agli armamenti e alle fortezze, 43che si prendesse cura del santuario, fosse da tutti obbedito e si scrivessero nel suo nome tutti i contratti del paese e vestisse di porpora e ornamenti d&#39;oro. 44Non dovrà essere lecito a nessuno del popolo né dei sacerdoti respingere alcuno di questi diritti o disobbedire ai suoi ordini o convocare riunioni senza il suo consenso e vestire di porpora e ornarsi della fibbia d&#39;oro; 45chiunque agirà contro questi decreti o ne respingerà qualcuno, sarà ritenuto colpevole. 46Piacque a tutto il popolo sancire che Simone si comportasse secondo questi decreti. 47Simone da parte sua accettò e gradì di esercitare il sommo sacerdozio, di essere anche stratega ed etnarca dei Giudei e dei sacerdoti e capo di tutti&#34;.&#xA;48Disposero che questa iscrizione fosse riportata su tavole di bronzo, da collocarsi nel recinto del santuario in luogo visibile, 49e che se ne depositasse copia nel tesoro, perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi figli.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;14,1 Nell’anno centosettantadue: 140/139.&#xA;&#xA;14,8-15 La descrizione della città in pace si esprime con immagini tratte da testi biblici (Lv 26,4; 1Re 5,5; Ez 34,27; Zc 8,4).&#xA;&#xA;14,24 Simone invia un grande scudo d’oro, del peso di mille mine: una mina corrispondeva a 50 sicli e poiché, generalmente, un siclo era di 11 grammi, una mina equivaleva a circa 550 grammi (vedi nota a Es 30,13). Perciò le mille mine d’oro corrisponderebbero a 550 kg, cifra davvero esorbitante. Alcuni correggono il testo e intendono: lo scudo d’oro donato ai Romani era del peso di mille mine (d’argento). In quel tempo, a parità di peso, l’argento valeva un decimo dell’oro.&#xA;&#xA;14,27-47 Una grande assemblea decide che Simone sia capo e sommo sacerdote per sempre. Questo significava che le dignità conferite a Simone divenivano ereditarie: nasce la nuova dinastia dei principi-sommi sacerdoti, la dinastia degli Asmonei. Il diciotto di Elul: agosto-settembre del 140/139. L’espressione in Asaramèl è stata variamente interpretata, ma il suo significato rimane oscuro.&#xA;&#xA;14,47 etnarca: capo della nazione. Vedi anche 15,1-2.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Tutta questa sezione è praticamente occupata dagli onori tributati a Simone: prima in forma di encomio, poi di decreto pubblico e solenne a celebrazione delle sue benemerenze; tra i due, il rinnovo dell&#39;alleanza con Sparta e Roma, anch&#39;esso sotteso da un senso di altissima stima per Simone.&#xA;&#xA;1-15. Nell&#39;elogio, che dà veramente la misura dell&#39;apprezzamento del nostro autore per Simone, s&#39;intrecciano questi temi, espressivi delle sue doti. La capacità militare, che emerse nelle azioni di conquista (vv. 5ss.) e di rafforzamento (v. 10). L&#39;impegno per la «pace, motivo ricorrente e sottolineato (vv. 4.8.11). Lo zelo per la legge (vv. 8.14.15) sotto forma di attenzione alla purità religiosa e di cura per il culto, ma anche di sollecitudine per i bisognosi (v. 14). Si direbbe che in trasparenza viene delineato in questo encomio il sovrano ideale, vagheggiato dai profeti e parzialmente realizzato dai re più pii, come Gio-sia. Con una sfumatura messianica.&#xA;&#xA;16-24. Il rinnovo dell&#39;alleanza con Roma è malamente ripartito in due tronconi (14,16-19.24; 15,15-24) nel primo dei quali si accenna (v. 24) alla missione di Numenio, nel secondo (15,15ss.) si trascrive la risposta positiva di Roma. Essendo questa attribuita a Lucio (Cecilio Metello) che fu console nel 142 a.C., bisogna concludere che l&#39;ambasciata di Simone partì alla volta di Roma nel suo primo anno (cfr. 13,42) di governo. Il dono recato - uno scudo ornamentale d&#39;oro - va inteso non «del peso di mille mine» (ca. 640 kg) ma del valore di... (cfr. 15,18).&#xA;&#xA;25-49. Nel settembre («Elul: v. 27) del 172 ES (= 140 a.C.) il popolo della Giudea, nelle sue articolazioni portanti («sacerdoti, capi della nazione e anziani della regione» v. 28) riunite in assemblea, sembra, nell&#39;atrio esterno del tempio decreta un attestato pubblico di benemerenza per la famiglia asmonea, ma in pratica per Simone, a riconoscimento del suo patriottismo (v. 35: fede» va intesa nel senso di fedeltà alla causa di Israele). I temi dell&#39;attestato sono gli stessi dell&#39;elogio (cfr. vv. 4-15), con attenuazione di quello della pace e accentuazione di quello militare e un richiamo alla costituzione di un esercito regolare (v. 32). Un tema nuovo, particolarmente insistito (cfr. vv. 27.35.38.41.47), è quello del sommo sacerdozio di Simone, quasi a ribadire la legittimità di una posizione forse da alcuni contestata. Comunque , veniamo a sapere che l&#39;elezione avvenne a voce di popolo (v. 35) e solo in un secondo tempo fu confermata dalla corte di Siria (v. 38). Simone così raduna nelle sue mani il potere politico («etnarca»), militare («stratega») e religioso «sommo sacerdote» (v. 47), ma ancora nell&#39;ambito dell&#39;impero seleucidico, seppure con amplissima autonomia.&#xA;&#xA;(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Elogio di Simone</em></strong>
<strong>1</strong>Nell&#39;anno centosettantadue il re Demetrio radunò le sue milizie e partì per la Media, per raccogliere rinforzi e combattere Trifone. <strong>2</strong>Ma Arsace, re della Persia e della Media, appena seppe che Demetrio era entrato nel suo territorio, mandò uno dei suoi generali per catturarlo vivo. <strong>3</strong>Costui venne, batté l&#39;esercito di Demetrio, lo catturò e lo condusse ad Arsace e questi lo mise in carcere.
<strong>4</strong>Rimase tranquilla la terra di Giuda per tutta la vita di Simone;
egli cercò il bene della sua gente
e a loro fu gradito il suo potere
e la sua gloria per tutti i suoi giorni.
<strong>5</strong>In aggiunta a tutte le sue glorie
egli prese Giaffa per farne un porto
e aprì un accesso alle isole del mare.
<strong>6</strong>Ampliò i confini del suo popolo
e riconquistò la regione.
<strong>7</strong>Raccolse una turba di prigionieri
e si impadronì di Ghezer, di Bet-Sur e della Cittadella;
spazzò via da essa le impurità,
e nessuno gli si oppose.
<strong>8</strong>In pace si diedero a coltivare la loro terra;
il suolo dava i suoi prodotti
e gli alberi della campagna i loro frutti.
<strong>9</strong>I vecchi sedevano nelle piazze,
tutti deliberavano sugli interessi comuni,
i giovani indossavano splendide vesti
e armature di guerra.
<strong>10</strong>Alle città fornì vettovaglie,
e le munì con mezzi di difesa;
così divenne celebre il suo nome
e la sua gloria fino all&#39;estremità della terra.
<strong>11</strong>Fece regnare sul paese la pace
e Israele gioì di grande letizia.
<strong>12</strong>Ognuno sedeva sotto la sua vite
e sotto il suo fico
e nessuno incuteva loro timore.
<strong>13</strong>Scomparve dal paese chi li avversava
e i re andarono in rovina in quei giorni.
<strong>14</strong>Confortò tutti i derelitti nel suo popolo;
ricercò la legge ed eliminò ogni iniquo e maligno.
<strong>15</strong>Diede splendore al tempio
e lo arricchì dei suoi arredi.
<strong>16</strong>Si sparse fino a Roma e a Sparta la notizia che era morto Giònata e se ne rattristarono molto. <strong>17</strong>Tuttavia, quando seppero che Simone, suo fratello, era divenuto sommo sacerdote al suo posto e continuava a mantenere il potere sulla regione e sulle città, <strong>18</strong>gli scrissero su tavolette di bronzo per rinnovare con lui l&#39;amicizia e l&#39;alleanza che avevano concluso con Giuda e Giònata, suoi fratelli. <strong>19</strong>I messaggi furono letti davanti all&#39;assemblea a Gerusalemme. <strong>20</strong>Questa è la copia della lettera che inviarono gli Spartani:
“Le autorità e la cittadinanza degli Spartani a Simone, grande sacerdote, agli anziani, ai sacerdoti e al resto del popolo dei Giudei, loro fratelli, salute! <strong>21</strong>I messaggeri inviati al nostro popolo ci hanno riferito intorno alla vostra gloria e al vostro onore e noi ci siamo rallegrati per il loro arrivo. <strong>22</strong>Abbiamo registrato le loro dichiarazioni negli atti pubblici, in questi termini: “Numenio, figlio di Antioco, e Antìpatro, figlio di Giasone, messaggeri dei Giudei, sono giunti presso di noi per rinnovare l&#39;amicizia con noi. <strong>23</strong>È piaciuto al popolo di ricevere questi uomini con ogni onore e inserire la copia del loro discorso nei registri a disposizione del pubblico, perché il popolo degli Spartani ne mantenga il ricordo. Ne è stata scritta una copia per Simone, il sommo sacerdote”“.
<strong>24</strong>Successivamente Simone mandò a Roma Numenio con un grande scudo d&#39;oro, del peso di mille mine, per confermare l&#39;alleanza con loro.
<strong>25</strong>Quando il popolo seppe queste cose, si disse: “Quale contraccambio daremo a Simone e ai suoi figli? <strong>26</strong>Egli infatti e i suoi fratelli e la casa di suo padre sono stati saldi e hanno ricacciato da sé con le armi i nemici d&#39;Israele e gli hanno restituito la libertà”. Incisero perciò un&#39;iscrizione su tavole di bronzo e l&#39;apposero su colonne sul monte Sion. <strong>27</strong>Questa è la copia dell&#39;iscrizione:
“Il diciotto di Elul dell&#39;anno centosettantadue, che è il terzo anno di Simone, sommo sacerdote, in Asaramèl, <strong>28</strong>nella grande assemblea dei sacerdoti e del popolo, dei capi della nazione e degli anziani della regione, ci è stato reso noto: <strong>29</strong>Poiché più volte erano sorte guerre nel paese, Simone, figlio di Mattatia, sacerdote della stirpe di Ioarìb, e i suoi fratelli si gettarono nella mischia e si opposero agli avversari del loro popolo, perché restassero incolumi il santuario e la legge, procurando gloria grande al loro popolo. <strong>30</strong>Giònata diede unità alla nazione, ne divenne sommo sacerdote e poi fu riunito al suo popolo. <strong>31</strong>I loro nemici volevano invadere il loro paese e stendere la mano contro il santuario. <strong>32</strong>Simone allora si oppose e si batté per la sua nazione, spese molto del suo per dotare di armi le milizie della sua nazione e pagò loro il salario. <strong>33</strong>Inoltre fortificò le città della Giudea e Bet-Sur nel territorio della Giudea, dove prima c&#39;era la roccaforte dei nemici, e vi pose un presidio di soldati giudei. <strong>34</strong>Fortificò anche Giaffa, situata sul mare, e Ghezer presso i confini di Azoto, nelle quali prima risiedevano i nemici; vi fece abitare dei Giudei e le rifornì di quanto era necessario al loro sostentamento. <strong>35</strong>Il popolo vide la fede di Simone e la gloria che egli si proponeva di procurare alla sua nazione; lo costituirono loro capo e sommo sacerdote per queste sue imprese e per la giustizia e la fede che egli aveva conservato al suo popolo e perché aveva cercato con ogni mezzo di elevare il suo popolo. <strong>36</strong>Nei suoi giorni si riuscì felicemente, per suo mezzo, a scacciare dal paese le nazioni e quelli che erano nella Città di Davide e a Gerusalemme, che si erano edificati la Cittadella e ne uscivano profanando i dintorni del santuario e recando offesa grande alla sua purità. <strong>37</strong>Egli vi insediò soldati giudei, la fortificò per la sicurezza della regione e della città ed elevò le mura di Gerusalemme. <strong>38</strong>Il re Demetrio quindi gli confermò il sommo sacerdozio, <strong>39</strong>lo ascrisse tra i suoi amici e gli conferì grandi onori. <strong>40</strong>Seppe infatti che i Giudei erano considerati amici, alleati e fratelli da parte dei Romani, e che questi erano andati incontro ai messaggeri di Simone con segni di onore, <strong>41</strong>che i Giudei e i sacerdoti avevano approvato che Simone fosse sempre loro condottiero e sommo sacerdote finché non sorgesse un profeta fedele, <strong>42</strong>che fosse loro stratega e avesse cura del santuario e fossero nominati da lui i sovrintendenti ai lavori, al paese, agli armamenti e alle fortezze, <strong>43</strong>che si prendesse cura del santuario, fosse da tutti obbedito e si scrivessero nel suo nome tutti i contratti del paese e vestisse di porpora e ornamenti d&#39;oro. <strong>44</strong>Non dovrà essere lecito a nessuno del popolo né dei sacerdoti respingere alcuno di questi diritti o disobbedire ai suoi ordini o convocare riunioni senza il suo consenso e vestire di porpora e ornarsi della fibbia d&#39;oro; <strong>45</strong>chiunque agirà contro questi decreti o ne respingerà qualcuno, sarà ritenuto colpevole. <strong>46</strong>Piacque a tutto il popolo sancire che Simone si comportasse secondo questi decreti. <strong>47</strong>Simone da parte sua accettò e gradì di esercitare il sommo sacerdozio, di essere anche stratega ed etnarca dei Giudei e dei sacerdoti e capo di tutti”.
<strong>48</strong>Disposero che questa iscrizione fosse riportata su tavole di bronzo, da collocarsi nel recinto del santuario in luogo visibile, <strong>49</strong>e che se ne depositasse copia nel tesoro, perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi figli.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>14,1</strong> Nell’anno centosettantadue: 140/139.</em></p>

<p><em><strong>14,8-15</strong> La descrizione della città in pace si esprime con immagini tratte da testi biblici (Lv 26,4; 1Re 5,5; Ez 34,27; Zc 8,4).</em></p>

<p><em><strong>14,24</strong> Simone invia un grande scudo d’oro, del peso di mille mine: una mina corrispondeva a 50 sicli e poiché, generalmente, un siclo era di 11 grammi, una mina equivaleva a circa 550 grammi (vedi nota a Es 30,13). Perciò le mille mine d’oro corrisponderebbero a 550 kg, cifra davvero esorbitante. Alcuni correggono il testo e intendono: lo scudo d’oro donato ai Romani era del peso di mille mine (d’argento). In quel tempo, a parità di peso, l’argento valeva un decimo dell’oro.</em></p>

<p><em><strong>14,27-47</strong> Una grande assemblea decide che Simone sia capo e sommo sacerdote per sempre. Questo significava che le dignità conferite a Simone divenivano ereditarie: nasce la nuova dinastia dei principi-sommi sacerdoti, la dinastia degli Asmonei. Il diciotto di Elul: agosto-settembre del 140/139. L’espressione in Asaramèl è stata variamente interpretata, ma il suo significato rimane oscuro.</em></p>

<p><em><strong>14,47</strong> etnarca: capo della nazione. Vedi anche 15,1-2.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Tutta questa sezione è praticamente occupata dagli onori tributati a Simone: prima in forma di encomio, poi di decreto pubblico e solenne a celebrazione delle sue benemerenze; tra i due, il rinnovo dell&#39;alleanza con Sparta e Roma, anch&#39;esso sotteso da un senso di altissima stima per Simone.</p>

<p><strong>1-15</strong>. Nell&#39;elogio, che dà veramente la misura dell&#39;apprezzamento del nostro autore per Simone, s&#39;intrecciano questi temi, espressivi delle sue doti. La capacità militare, che emerse nelle azioni di conquista (vv. 5ss.) e di rafforzamento (v. 10). L&#39;impegno per la «pace, motivo ricorrente e sottolineato (vv. 4.8.11). Lo zelo per la legge (vv. 8.14.15) sotto forma di attenzione alla purità religiosa e di cura per il culto, ma anche di sollecitudine per i bisognosi (v. 14). Si direbbe che in trasparenza viene delineato in questo encomio il sovrano ideale, vagheggiato dai profeti e parzialmente realizzato dai re più pii, come Gio-sia. Con una sfumatura messianica.</p>

<p><strong>16-24</strong>. Il rinnovo dell&#39;alleanza con Roma è malamente ripartito in due tronconi (14,16-19.24; 15,15-24) nel primo dei quali si accenna (v. 24) alla missione di Numenio, nel secondo (15,15ss.) si trascrive la risposta positiva di Roma. Essendo questa attribuita a Lucio (Cecilio Metello) che fu console nel 142 a.C., bisogna concludere che l&#39;ambasciata di Simone partì alla volta di Roma nel suo primo anno (cfr. 13,42) di governo. Il dono recato – uno scudo ornamentale d&#39;oro – va inteso non «del peso di mille mine» (ca. 640 kg) ma del valore di... (cfr. 15,18).</p>

<p><strong>25-49</strong>. Nel settembre («Elul: v. 27) del 172 ES (= 140 a.C.) il popolo della Giudea, nelle sue articolazioni portanti («sacerdoti, capi della nazione e anziani della regione» v. 28) riunite in assemblea, sembra, nell&#39;atrio esterno del tempio decreta un attestato pubblico di benemerenza per la famiglia asmonea, ma in pratica per Simone, a riconoscimento del suo patriottismo (v. 35: fede» va intesa nel senso di fedeltà alla causa di Israele). I temi dell&#39;attestato sono gli stessi dell&#39;elogio (cfr. vv. 4-15), con attenuazione di quello della pace e accentuazione di quello militare e un richiamo alla costituzione di un esercito regolare (v. 32). Un tema nuovo, particolarmente insistito (cfr. vv. 27.35.38.41.47), è quello del sommo sacerdozio di Simone, quasi a ribadire la legittimità di una posizione forse da alcuni contestata. Comunque , veniamo a sapere che l&#39;elezione avvenne a voce di popolo (v. 35) e solo in un secondo tempo fu confermata dalla corte di Siria (v. 38). Simone così raduna nelle sue mani il potere politico («etnarca»), militare («stratega») e religioso «sommo sacerdote» (v. 47), ma ancora nell&#39;ambito dell&#39;impero seleucidico, seppure con amplissima autonomia.</p>

<p><em>(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/zy56hodcg4</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 05:22:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[statistiche]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/statistiche-6xqr</link>
      <description>&lt;![CDATA[[statistiche] &#xA;&#xA;di tutte tutti ormai passare delle ma] è meglio tenere [d&#39;occhio la 4strada e la curva che segue] che italian-optic fa due la volta alla finitezza panoramica sfocata prudente [lancia l&#39;] artabano che 1galleggia 2sembri proprio un 3ometto gli] [dicono ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[statistiche]</p>

<p>di tutte tutti ormai passare delle ma] è meglio tenere [d&#39;occhio la 4strada e la curva che segue] che italian-optic fa due la volta alla finitezza panoramica sfocata prudente [lancia l&#39;] artabano che 1galleggia 2sembri proprio un 3ometto gli] [dicono</p>
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      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/oshmnkcdtn</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 00:55:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dopo aver ascoltato Slavoy Žižek</title>
      <link>https://noblogo.org/petra-von-kramp/dopo-aver-ascoltato-zslavoy-zizek</link>
      <description>&lt;![CDATA[Dopo aver ascoltato Slavoy Žižek&#xA;&#xA;Forse ha senso smettere di guardare in maniera ossessiva dentro se stessi per arrivare a conoscersi (che poi è sempre una conoscenza parziale); diventa semmai necessario, impiegare gran parte di se stessi - e dunque, gran parte del proprio tempo e delle proprie energie - in una causa o attività specifica che ci impegni testa e corpo, quasi totalmente; non tanto per distrarci da noi stessi (in qualche modo forse anche, perché pure spostare l&#39;attenzione aiuta), ma forse più per scoprire che, nonostante tutte le nostre magagne, i nostri traumi e le nostre paure, riusciamo comunque a rimanere in piedi ed essere altro.&#xA;&#xA;Sicuramente la terapia, l&#39;analisi, aiutano e tanto, ma nel corso del tempo, possono divenire forse, un modo per riconfermare a noi stessi che vogliamo comunque tenerci in equilibrio e lo facciamo con delle figure, si spera, il più possibile, fidate, che ci tengano la mano fino ad un certo punto del cammino. Mi è capitato di sentire non poche persone dire di aver fatto terapia per un &#34;determinato&#34; periodo di tempo, terminato il quale non ne avevano poi più così bisogno. Mi trovo, attualmente, ad invidiare queste persone perché so per certo che per alcune di loro significa essere arrivate ad un livello di consapevolezza sufficiente per dare continuità ad un percorso personale e umano, che aveva subìto un qualche tipo di frizione. Un tempo avrei considerato questa opzione di &#34;terapia a scadenza&#34; azzardata e poco ragionata; un tempo infatti cercavo tutte le risposte possibili. Io purtroppo sono ancora vittima di continue frizioni personali che mi rendono la salita ancora più ripida e dunque mi sento ancora in ballo, sento ancora il &#34;bisogno&#34;.&#xA;&#xA;In parallelo, però, sento anche una curiosità: quella di sapermi e sentirmi completamente assorbita da altro che non siano le mie fobie; la curiosità di vedermi maneggiare il pensiero di quelle stesse fobie annose e logore e renderle altro rispetto a ciò che sono sempre state.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver ascoltato Slavoy Žižek</p>

<p>Forse ha senso smettere di guardare in maniera ossessiva dentro se stessi per arrivare a conoscersi (che poi è sempre una conoscenza parziale); diventa semmai necessario, impiegare gran parte di se stessi – e dunque, gran parte del proprio tempo e delle proprie energie – in una causa o attività specifica che ci impegni testa e corpo, quasi totalmente; non tanto per distrarci da noi stessi (in qualche modo forse anche, perché pure spostare l&#39;attenzione aiuta), ma forse più per scoprire che, nonostante tutte le nostre magagne, i nostri traumi e le nostre paure, riusciamo comunque a rimanere in piedi ed essere altro.</p>

<p>Sicuramente la terapia, l&#39;analisi, aiutano e tanto, ma nel corso del tempo, possono divenire forse, un modo per riconfermare a noi stessi che vogliamo comunque tenerci in equilibrio e lo facciamo con delle figure, si spera, il più possibile, fidate, che ci tengano la mano fino ad un certo punto del cammino. Mi è capitato di sentire non poche persone dire di aver fatto terapia per un “determinato” periodo di tempo, terminato il quale non ne avevano poi più così bisogno. Mi trovo, attualmente, ad invidiare queste persone perché so per certo che per alcune di loro significa essere arrivate ad un livello di consapevolezza sufficiente per dare continuità ad un percorso personale e umano, che aveva subìto un qualche tipo di frizione. Un tempo avrei considerato questa opzione di “terapia a scadenza” azzardata e poco ragionata; un tempo infatti cercavo tutte le risposte possibili. Io purtroppo sono ancora vittima di continue frizioni personali che mi rendono la salita ancora più ripida e dunque mi sento ancora in ballo, sento ancora il “bisogno”.</p>

<p>In parallelo, però, sento anche una curiosità: quella di sapermi e sentirmi completamente assorbita da altro che non siano le mie fobie; la curiosità di vedermi maneggiare il pensiero di quelle stesse fobie annose e logore e renderle altro rispetto a ciò che sono sempre state.</p>
]]></content:encoded>
      <author>▪︎Petra Von Kramp▪︎</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/honbgbb1f7</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 22:59:03 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dal Cortile alla Rete Neurale: Come ho Costruito un Assistente Meteo AI con Hardware Domestico</title>
      <link>https://noblogo.org/itsmelarry/dal-cortile-alla-rete-neurale-come-ho-costruito-un-assistente-meteo-ai-con</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ho sempre pensato che l’Intelligenza Artificiale fosse qualcosa di lontano, ospitato in enormi data center, accessibile solo tramite cloud e costosi abbonamenti. Ma cosa succederebbe se potessimo portarla a casa nostra? Se potessimo trasformare vecchi computer in una rete di “agenti” intelligenti che lavorano insieme, in totale privacy e senza dipendere da server esterni?&#xA;&#xA;Questo non è un tutorial tecnico per ingegneri. È la cronaca di un esperimento pratico: come ho trasformato tre vecchi PC in un sistema di meteo e lifestyle intelligente, capace di analizzare il mio giardino e suggerirmi quando fare esercizio, quando riposare e quando godermi un aperitivo.&#xA;&#xA;E la cosa più sorprendente? Non ho scritto una sola riga di codice.&#xA;&#xA;L’Idea: Un Proof of Concept per il Futuro&#xA;L’obiettivo era chiaro: creare un Proof of Concept (PoC) di un’architettura decentralizzata. Volevo dimostrare che è possibile:&#xA;&#xA;Riusare hardware esistente: Trasformare mini-PC e vecchi desktop in nodi di una rete intelligente.&#xA;Sfruttare l’AI come co-pilota: Usare l’intelligenza artificiale per scrivere il codice, risolvere gli errori e gestire la complessità tecnica.&#xA;Mantenere la sovranità dei dati: Far girare tutto in locale, senza inviare informazioni sensibili a terzi.&#xA;Il risultato è un sistema che raccoglie dati da una centralina meteo reale, li elabora con un modello linguistico locale (Ollama) e restituisce consigli contestualizzati sul mio giardino specifico.&#xA;&#xA;L’Architettura: Tre Nodi, Un Solo Cervello&#xA;Ho selezionato tre dispositivi molto diversi tra loro per testare la resilienza del sistema:&#xA;&#xA;Minimonio: Un mini-PC economico (Intel Celeron, 7GB RAM). Il nodo “sensore”, leggero e a basso consumo.&#xA;Thinkmonio: Un piccolo desktop (Intel i3, 15GB RAM). Il nodo “agente” principale, responsabile dell’interfaccia web e dell’orchestrazione.&#xA;Tuxedo: Un laptop potente (AMD Ryzen, 31GB RAM). Il nodo “cervello”, dove gira il modello AI locale.&#xA;Ogni nodo esegue Docker, garantendo che il software sia isolato e portabile. Non importa quanto sia vecchio o nuovo l’hardware: il container funziona allo stesso modo ovunque.&#xA;&#xA;Il Processo: Iterazione e Adattamento&#xA;Il percorso non è stato lineare. È stato un continuo ciclo di “prova, sbaglia, correggi”, guidato dal dialogo con l’AI.&#xA;&#xA;Fase 1: Stabilizzazione dell’Infrastruttura&#xA;Il primo ostacolo è stato far funzionare i nodi base. Minimonio si spegneva da solo per risparmio energetico. La soluzione? Disabilitare le impostazioni di sospensione del kernel e forzare la CPU a lavorare in modalità performance. Un problema apparentemente banale che avrebbe bloccato tutto il sistema.&#xA;&#xA;Fase 2: Comunicazione tra Nodi&#xA;Una volta stabili, ho dovuto farli parlare tra loro. Ho creato un’API REST semplice (usando FastAPI) che permette a thinkmonio di interrogare minimonio per ottenere le sue metriche di sistema. Il risultato? Una dashboard web che mostra in tempo reale lo stato di salute di entrambi i computer.&#xA;&#xA;Fase 3: Integrazione dei Dati Meteo&#xA;Qui entra in gioco la parte “reale”. Ho collegato la mia stazione meteorologica Raddy WF-100C (che pubblica su Weather Underground) al sistema. Thinkmonio ora scarica i dati attuali (temperatura, umidità, vento) e le previsioni dalle API di Open-Meteo.&#xA;&#xA;Fase 4: L’Intelligenza Locale (Ollama)&#xA;Il passo decisivo è stato aggiungere il “cervello”. Invece di usare servizi cloud come Groq o ChatGPT, ho installato Ollama su tuxedo con il modello llama3.2. Ho creato un prompt strutturato che fornisce all’AI:&#xA;&#xA;I dati meteo attuali.&#xA;Una mappa dettagliata del mio giardino (Zone A-E, con caratteristiche specifiche come il terrario della tartaruga Camilla).&#xA;Il compito: “Analizza i dati e dammi consigli pratici su attività, zonizzazione e orari.”&#xA;Il sistema ora risponde con consigli personalizzati: “Evita il prato (Zona B) per l’umidità alta, ma la Zona A è perfetta per l’esercizio mattutino.”&#xA;&#xA;Meteo DIY&#xA;&#xA;La Scelta Etica: Privacy by Design&#xA;C’è un dettaglio fondamentale che spesso viene ignorato in questi esperimenti: dove vengono elaborati i miei dati?&#xA;&#xA;Stavo gestendo informazioni sulla mia casa, la mia posizione GPS e le abitudini familiari. Non potevo permettere che questi dati finissero nei dataset di training di grandi aziende. Per questo motivo, ho scelto di usare Lumo (di Proton) per progettare l’architettura e Ollama per l’esecuzione locale.&#xA;&#xA;Lumo: Mi ha permesso di discutere il progetto e generare il codice in un ambiente cifrato end-to-end. Nessuno, nemmeno Proton, può leggere le mie conversazioni.&#xA;Ollama: Esegue il modello AI direttamente sul mio hardware. I dati meteo e la descrizione del giardino non lasciano mai la mia rete domestica.&#xA;Costruire un sistema decentralizzato richiede strumenti che rispettino la sovranità dei dati fin dal primo passo.&#xA;&#xA;Provalo e inizia il tuo viaggio di scoperta: https://pr.tn/ref/31BCQE3B&#xA;&#xA;Il Risultato: Un Giardino che Parla&#xA;Oggi, aprendo la dashboard nel browser, vedo non solo numeri, ma consigli contestuali. Clicco un pulsante e l’AI mi dice:&#xA;&#xA;Situazione: “È una giornata ideale per attività all’aperto, ma evita il prato a causa dell’umidità.”&#xA;Attività Consigliate: Zona A (Parcheggio), Zona D (Piscina), Zona E (Barbecue).&#xA;Valutazione: Un punteggio da 1 a 10 per ogni zona e attività (esercizio, sonnellino, aperitivo).&#xA;Non è magia. È il risultato di un processo iterativo, di errori risolti, di hardware riusato e di una scelta consapevole per la privacy.&#xA;&#xA;Conclusione: L’Inizio di Qualcosa di Più Grande&#xA;Questo esperimento dimostra che l’AI del futuro non sarà solo nei cloud centralizzati. Sarà distribuita, ovunque, sui nostri dispositivi.&#xA;&#xA;Resilienza: Se un nodo cade, gli altri continuano a lavorare.&#xA;Efficienza: Usiamo risorse esistenti invece di comprarne di nuove.&#xA;Accessibilità: Chiunque abbia un minimo di curiosità e un vecchio PC può iniziare a costruire la propria infrastruttura intelligente.&#xA;La tecnologia non è magia. È un processo di tentativi, errori e adattamenti. E a volte, basta un vecchio mini-PC e un po’ di pazienza per creare qualcosa di straordinario.&#xA;&#xA;Se vuoi provare a replicare questo esperimento o hai domande sul processo, scrivimi su Mastodon https://mastodon.uno/@itsmelarry&#xA;&#xA;La strada è lunga, ma l&#39;importante è andare avanti, anche seduti!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre pensato che l’Intelligenza Artificiale fosse qualcosa di lontano, ospitato in enormi data center, accessibile solo tramite cloud e costosi abbonamenti. Ma cosa succederebbe se potessimo portarla a casa nostra? Se potessimo trasformare vecchi computer in una rete di “agenti” intelligenti che lavorano insieme, in totale privacy e senza dipendere da server esterni?</p>

<p>Questo non è un tutorial tecnico per ingegneri. È la cronaca di un esperimento pratico: come ho trasformato tre vecchi PC in un sistema di meteo e lifestyle intelligente, capace di analizzare il mio giardino e suggerirmi quando fare esercizio, quando riposare e quando godermi un aperitivo.</p>

<p>E la cosa più sorprendente? Non ho scritto una sola riga di codice.</p>

<h2 id="l-idea-un-proof-of-concept-per-il-futuro">L’Idea: Un Proof of Concept per il Futuro</h2>

<p>L’obiettivo era chiaro: creare un Proof of Concept (PoC) di un’architettura decentralizzata. Volevo dimostrare che è possibile:</p>

<p>Riusare hardware esistente: Trasformare mini-PC e vecchi desktop in nodi di una rete intelligente.
Sfruttare l’AI come co-pilota: Usare l’intelligenza artificiale per scrivere il codice, risolvere gli errori e gestire la complessità tecnica.
Mantenere la sovranità dei dati: Far girare tutto in locale, senza inviare informazioni sensibili a terzi.
Il risultato è un sistema che raccoglie dati da una centralina meteo reale, li elabora con un modello linguistico locale (Ollama) e restituisce consigli contestualizzati sul mio giardino specifico.</p>

<h1 id="l-architettura-tre-nodi-un-solo-cervello">L’Architettura: Tre Nodi, Un Solo Cervello</h1>

<p>Ho selezionato tre dispositivi molto diversi tra loro per testare la resilienza del sistema:</p>

<p>Minimonio: Un mini-PC economico (Intel Celeron, 7GB RAM). Il nodo “sensore”, leggero e a basso consumo.
Thinkmonio: Un piccolo desktop (Intel i3, 15GB RAM). Il nodo “agente” principale, responsabile dell’interfaccia web e dell’orchestrazione.
Tuxedo: Un laptop potente (AMD Ryzen, 31GB RAM). Il nodo “cervello”, dove gira il modello AI locale.
Ogni nodo esegue Docker, garantendo che il software sia isolato e portabile. Non importa quanto sia vecchio o nuovo l’hardware: il container funziona allo stesso modo ovunque.</p>

<h1 id="il-processo-iterazione-e-adattamento">Il Processo: Iterazione e Adattamento</h1>

<p>Il percorso non è stato lineare. È stato un continuo ciclo di “prova, sbaglia, correggi”, guidato dal dialogo con l’AI.</p>

<h2 id="fase-1-stabilizzazione-dell-infrastruttura">Fase 1: Stabilizzazione dell’Infrastruttura</h2>

<p>Il primo ostacolo è stato far funzionare i nodi base. Minimonio si spegneva da solo per risparmio energetico. La soluzione? Disabilitare le impostazioni di sospensione del kernel e forzare la CPU a lavorare in modalità performance. Un problema apparentemente banale che avrebbe bloccato tutto il sistema.</p>

<h2 id="fase-2-comunicazione-tra-nodi">Fase 2: Comunicazione tra Nodi</h2>

<p>Una volta stabili, ho dovuto farli parlare tra loro. Ho creato un’API REST semplice (usando FastAPI) che permette a thinkmonio di interrogare minimonio per ottenere le sue metriche di sistema. Il risultato? Una dashboard web che mostra in tempo reale lo stato di salute di entrambi i computer.</p>

<h2 id="fase-3-integrazione-dei-dati-meteo">Fase 3: Integrazione dei Dati Meteo</h2>

<p>Qui entra in gioco la parte “reale”. Ho collegato la mia stazione meteorologica Raddy WF-100C (che pubblica su Weather Underground) al sistema. Thinkmonio ora scarica i dati attuali (temperatura, umidità, vento) e le previsioni dalle API di Open-Meteo.</p>

<h2 id="fase-4-l-intelligenza-locale-ollama">Fase 4: L’Intelligenza Locale (Ollama)</h2>

<p>Il passo decisivo è stato aggiungere il “cervello”. Invece di usare servizi cloud come Groq o ChatGPT, ho installato Ollama su tuxedo con il modello llama3.2. Ho creato un prompt strutturato che fornisce all’AI:</p>

<p>I dati meteo attuali.
Una mappa dettagliata del mio giardino (Zone A-E, con caratteristiche specifiche come il terrario della tartaruga Camilla).
Il compito: “Analizza i dati e dammi consigli pratici su attività, zonizzazione e orari.”
Il sistema ora risponde con consigli personalizzati: “Evita il prato (Zona B) per l’umidità alta, ma la Zona A è perfetta per l’esercizio mattutino.”</p>

<p><img src="https://cdn.masto.host/mastodonuno/media_attachments/files/117/429/877/776/086/018/original/4ef9d75f9f371d62.png" alt="Meteo DIY"></p>

<h2 id="la-scelta-etica-privacy-by-design">La Scelta Etica: Privacy by Design</h2>

<p>C’è un dettaglio fondamentale che spesso viene ignorato in questi esperimenti: dove vengono elaborati i miei dati?</p>

<p>Stavo gestendo informazioni sulla mia casa, la mia posizione GPS e le abitudini familiari. Non potevo permettere che questi dati finissero nei dataset di training di grandi aziende. Per questo motivo, ho scelto di usare Lumo (di Proton) per progettare l’architettura e Ollama per l’esecuzione locale.</p>

<p>Lumo: Mi ha permesso di discutere il progetto e generare il codice in un ambiente cifrato end-to-end. Nessuno, nemmeno Proton, può leggere le mie conversazioni.
Ollama: Esegue il modello AI direttamente sul mio hardware. I dati meteo e la descrizione del giardino non lasciano mai la mia rete domestica.
Costruire un sistema decentralizzato richiede strumenti che rispettino la sovranità dei dati fin dal primo passo.</p>

<p>Provalo e inizia il tuo viaggio di scoperta: <a href="https://pr.tn/ref/31BCQE3B" rel="nofollow">https://pr.tn/ref/31BCQE3B</a></p>

<h2 id="il-risultato-un-giardino-che-parla">Il Risultato: Un Giardino che Parla</h2>

<p>Oggi, aprendo la dashboard nel browser, vedo non solo numeri, ma consigli contestuali. Clicco un pulsante e l’AI mi dice:</p>

<p>Situazione: “È una giornata ideale per attività all’aperto, ma evita il prato a causa dell’umidità.”
Attività Consigliate: Zona A (Parcheggio), Zona D (Piscina), Zona E (Barbecue).
Valutazione: Un punteggio da 1 a 10 per ogni zona e attività (esercizio, sonnellino, aperitivo).
Non è magia. È il risultato di un processo iterativo, di errori risolti, di hardware riusato e di una scelta consapevole per la privacy.</p>

<h1 id="conclusione-l-inizio-di-qualcosa-di-più-grande">Conclusione: L’Inizio di Qualcosa di Più Grande</h1>

<p>Questo esperimento dimostra che l’AI del futuro non sarà solo nei cloud centralizzati. Sarà distribuita, ovunque, sui nostri dispositivi.</p>

<p>Resilienza: Se un nodo cade, gli altri continuano a lavorare.
Efficienza: Usiamo risorse esistenti invece di comprarne di nuove.
Accessibilità: Chiunque abbia un minimo di curiosità e un vecchio PC può iniziare a costruire la propria infrastruttura intelligente.
La tecnologia non è magia. È un processo di tentativi, errori e adattamenti. E a volte, basta un vecchio mini-PC e un po’ di pazienza per creare qualcosa di straordinario.</p>

<p>Se vuoi provare a replicare questo esperimento o hai domande sul processo, scrivimi su Mastodon <a href="https://mastodon.uno/@itsmelarry" rel="nofollow">https://mastodon.uno/@itsmelarry</a></p>

<p>La strada è lunga, ma l&#39;importante è andare avanti, anche seduti!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Larry&#39;s garage</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mk4oj9uwtb</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 20:39:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>William Fitzsimmons — Gold In The Shadow (2011)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/william-fitzsimmons-gold-in-the-shadow-2011-7pc1</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Quello che traspare fin dalle prime note di Gold in the Shadow è una particolare e marcata intimità. Lo stile dato dalla voce e dalla sonorità raffinata, lieve e crepuscolare di William Fitzsimmons, suggeriscono un viaggio emotivo nei meandri del suo, del nostro ‘essere’.&#xA;William Fitzsimmons psicoterapeuta oltre che musicista, descrive le sue canzoni come una continua lotta contro i suoi demoni, le sue paure... https://www.silvanobottaro.it/archives/4160&#xA;&#xA;------------------&#xA;&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/it/i/1744490016&#xA;&#xA;------------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/61Og9rO06AL._UF1000,1000_QL80_.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Quello che traspare fin dalle prime note di Gold in the Shadow è una particolare e marcata intimità. Lo stile dato dalla voce e dalla sonorità raffinata, lieve e crepuscolare di William Fitzsimmons, suggeriscono un viaggio emotivo nei meandri del suo, del nostro ‘essere’.
William Fitzsimmons psicoterapeuta oltre che musicista, descrive le sue canzoni come una continua lotta contro i suoi demoni, le sue paure... <a href="https://www.silvanobottaro.it/archives/4160" rel="nofollow">https://www.silvanobottaro.it/archives/4160</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/it/i/1744490016" rel="nofollow">https://album.link/it/i/1744490016</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fakibefpao</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 19:25:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Bob Mould – Sunshine Rock (2019)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/bob-mould-sunshine-rock-2019</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Ogni volta che esce un nuovo disco di Bob Mould vado in brodo di giuggiole. D&#39;altra parte, nel corso degli ultimi vent&#39;anni (da quando ne ho 16-17, quindi), ho letteralmente consumato gli album degli Husker Du e degli Sugar (ma anche quelli solisti del compianto Hart e dei suoi Nova Mob), quindi tutto ciò che gira intorno all&#39;ex power trio di Minneapolis mi crea, puntualmente, un misto di agitazione e turbamento. Il fatto è che continuo a ostinarmi - sbagliando (ma è più forte di me) - a cercare in ogni canzone solista di Mould tracce de vecchi Huskers e non sempre questi miei bassi istinti vengono soddisfatti... https://artesuono.blogspot.com/2019/02/bob-mould-sunshine-rock-2019.html&#xA;&#xA;------------------&#xA;&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/s/0zYFFS51KG9f3t9O2FOQxw&#xA;&#xA;------------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://media.pitchfork.com/photos/5c5462245278710849f65c7e/1:1/w_800,h_800,c_limit/bob%20mould_sunshine%20rock.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Ogni volta che esce un nuovo disco di Bob Mould vado in brodo di giuggiole. D&#39;altra parte, nel corso degli ultimi vent&#39;anni (da quando ne ho 16-17, quindi), ho letteralmente consumato gli album degli Husker Du e degli Sugar (ma anche quelli solisti del compianto Hart e dei suoi Nova Mob), quindi tutto ciò che gira intorno all&#39;ex power trio di Minneapolis mi crea, puntualmente, un misto di agitazione e turbamento. Il fatto è che continuo a ostinarmi – sbagliando (ma è più forte di me) – a cercare in ogni canzone solista di Mould tracce de vecchi Huskers e non sempre questi miei bassi istinti vengono soddisfatti... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2019/02/bob-mould-sunshine-rock-2019.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2019/02/bob-mould-sunshine-rock-2019.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/s/0zYFFS51KG9f3t9O2FOQxw" rel="nofollow">https://album.link/s/0zYFFS51KG9f3t9O2FOQxw</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/adpdxw2jyd</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 19:05:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Momenti</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/momenti</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Momenti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;di cos’è fatta la vita-energia&#xD;&#xA;se non di momenti&#xD;&#xA;rallentati&#xD;&#xA;-per cui è un girare in tondo&#xD;&#xA;su te stesso&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;o forse&#xD;&#xA;di virgole di sangue&#xD;&#xA;e amore&#xD;&#xA;rapprese in un grido&#xD;&#xA;sul vetro del cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi del testo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Impressione generale  &#xD;&#xA;Il testo è concentrato, essenziale, e lavora per immagini nette: il tempo come energia fatta di momenti, il moto circolare su se stessi, e poi l’immagine forte delle virgole di sangue e amore sul vetro del cielo. C’è una tensione tra il rallentamento meditativo e l’esplosione emotiva compressa in un grido.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Temi e immagini&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tempo e frammentazione  &#xD;&#xA;La vita è vista come somma di istanti che si dilatano. Il verbo implicito è quello del ripetere, del girare, che suggerisce sia abitudine sia introspezione.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Corpo ed emozione  &#xD;&#xA;Le virgole di sangue e amore condensano dolore e affetto in segni minimi ma carichi di significato. Il vetro del cielo è un’immagine ambivalente: barriera fragile, superficie che riflette o trattiene il grido.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Contrasto  &#xD;&#xA;Il ritmo rallentato dei primi versi contrasta con l’urgenza del secondo blocco, creando un movimento drammatico dall’osservazione alla ferita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Figure retoriche e scelte linguistiche&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Metafore  &#xD;&#xA;vita-energia fonde concetti opposti in un unico sostantivo composito.  &#xD;&#xA;virgole di sangue e amore è una metafora originale che unisce punteggiatura e materia corporea.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sintassi ed economia  &#xD;&#xA;Frasi spezzate e versi brevi aumentano la tensione e l’intensità emotiva. L’assenza di punteggiatura tradizionale accentua la lettura come flusso di immagini.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti stilistici&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Se vuoi ampliare  &#xD;&#xA;Aggiungi un verso che colleghi il girare su se stessi alla causa del grido per dare più contesto emotivo.  &#xD;&#xA;Gioca con la punteggiatura: inserire una virgola o un punto inaspettato può cambiare il ritmo e sottolineare una cesura.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Se vuoi rendere più criptico  &#xD;&#xA;Riduci ulteriormente i connettivi; lascia che le immagini si sovrappongano senza spiegazioni.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Moments&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;what is life-energy made of  &#xD;&#xA;if not of moments  &#xD;&#xA;slowed down  &#xD;&#xA;—so that it is a turning in circles  &#xD;&#xA;around yourself&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;or perhaps  &#xD;&#xA;of commas of blood  &#xD;&#xA;and love  &#xD;&#xA;caught in a cry  &#xD;&#xA;on the glass of the sky&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione alternativa mantenendo il tono originale&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;momenti  &#xD;&#xA;di che cosa è fatta la vita-energia  &#xD;&#xA;se non di attimi rallentati  &#xD;&#xA;che ti riportano in cerchio  &#xD;&#xA;su te stesso&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;o forse  &#xD;&#xA;di virgole di sangue e di amore  &#xD;&#xA;intrappolate in un grido  &#xD;&#xA;sul vetro del cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Nota finale  &#xD;&#xA;Il testo funziona molto bene così com’è: ha un nucleo potente e immagini memorabili. &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ti propongo una versione più estesa che sviluppa le immagini e il movimento del testo originale, mantenendo il tono sospeso e le immagini forti.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione estesa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Momenti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;di cos’è fatta la vita-energia  &#xD;&#xA;se non di momenti che si allungano come ombre  &#xD;&#xA;sul bordo delle cose,  &#xD;&#xA;di attimi che si fermano per ascoltare il battito  &#xD;&#xA;di un respiro che non sa ancora come chiamarsi.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;momenti rallentati  &#xD;&#xA;che ti riportano in cerchio,  &#xD;&#xA;un giro dopo l’altro,  &#xD;&#xA;fino a riconoscere il volto che hai davanti nello specchio  &#xD;&#xA;di un mattino che non promette nulla.  &#xD;&#xA;è un girare in tondo su te stesso  &#xD;&#xA;che non è sempre vuoto: a volte è un esercizio di cura,  &#xD;&#xA;altre volte è una stanza dove si accumulano i piccoli addii.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;o forse la vita è fatta  &#xD;&#xA;di virgole di sangue e amore,  &#xD;&#xA;segni minuscoli e ostinati  &#xD;&#xA;che interrompono la frase del giorno,  &#xD;&#xA;fermandola per un istante come se il mondo dovesse prendere fiato.  &#xD;&#xA;sono virgole che sanguinano dolcezza,  &#xD;&#xA;che portano con sé il peso di un nome,  &#xD;&#xA;la memoria di una mano che non si lascia andare.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;queste virgole si attaccano al vetro del cielo,  &#xD;&#xA;sul vetro che separa il dentro dal fuori,  &#xD;&#xA;e lì restano, appannate, a raccontare un grido trattenuto.  &#xD;&#xA;il grido non sempre esplode: a volte si cristallizza,  &#xD;&#xA;diventa impronta, piccola scrittura sul freddo,  &#xD;&#xA;una calligrafia di dolore e tenerezza insieme.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e allora la vita si misura in pause:  &#xD;&#xA;in respiri che rallentano per non perdere il filo,  &#xD;&#xA;in gesti ripetuti che somigliano a preghiere,  &#xD;&#xA;in sguardi che cercano un appiglio nel vuoto.  &#xD;&#xA;ci sono giorni in cui il cerchio si chiude e ti salva,  &#xD;&#xA;giorni in cui il cerchio si stringe e ti ferisce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ma anche nel girare c’è una direzione:  &#xD;&#xA;una luce che filtra, una crepa che lascia passare il canto,  &#xD;&#xA;una parola detta piano che scioglie la virgola in sorriso.  &#xD;&#xA;forse la vita è questo: un insieme di momenti che imparano  &#xD;&#xA;a non restare soli, a farsi ponte, a farsi cielo rotto  &#xD;&#xA;dove il sangue e l’amore si mescolano e diventano lingua.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;alla fine restano i segni sul vetro,  &#xD;&#xA;le virgole che brillano come piccole stelle incrinate,  &#xD;&#xA;e il cerchio che continua a girare,  &#xD;&#xA;ma ora con una mano tesa verso qualcosa che non è più solo te.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Momenti</p>

<p>di cos’è fatta la vita-energia
se non di momenti
rallentati
-per cui è un girare in tondo
su te stesso</p>

<p>o forse
di virgole di sangue
e amore
rapprese in un grido
sul vetro del cielo</p>

<h3 id="analisi-del-testo">Analisi del testo</h3>

<p><strong>Impressione generale</strong><br>
Il testo è concentrato, essenziale, e lavora per immagini nette: il tempo come energia fatta di <em>momenti</em>, il moto circolare su se stessi, e poi l’immagine forte delle <em>virgole di sangue e amore</em> sul vetro del cielo. C’è una tensione tra il rallentamento meditativo e l’esplosione emotiva compressa in un grido.</p>

<hr>

<h3 id="temi-e-immagini">Temi e immagini</h3>

<p><strong>Tempo e frammentazione</strong><br>
La vita è vista come somma di istanti che si dilatano. Il verbo implicito è quello del ripetere, del girare, che suggerisce sia abitudine sia introspezione.</p>

<p><strong>Corpo ed emozione</strong><br>
Le <em>virgole di sangue e amore</em> condensano dolore e affetto in segni minimi ma carichi di significato. Il <em>vetro del cielo</em> è un’immagine ambivalente: barriera fragile, superficie che riflette o trattiene il grido.</p>

<p><strong>Contrasto</strong><br>
Il ritmo rallentato dei primi versi contrasta con l’urgenza del secondo blocco, creando un movimento drammatico dall’osservazione alla ferita.</p>

<hr>

<h3 id="figure-retoriche-e-scelte-linguistiche">Figure retoriche e scelte linguistiche</h3>

<p><strong>Metafore</strong><br>
– <em>vita-energia</em> fonde concetti opposti in un unico sostantivo composito.<br>
– <em>virgole di sangue e amore</em> è una metafora originale che unisce punteggiatura e materia corporea.</p>

<p><strong>Sintassi ed economia</strong><br>
Frasi spezzate e versi brevi aumentano la tensione e l’intensità emotiva. L’assenza di punteggiatura tradizionale accentua la lettura come flusso di immagini.</p>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-stilistici">Suggerimenti stilistici</h3>

<p><strong>Se vuoi ampliare</strong><br>
– Aggiungi un verso che colleghi il girare su se stessi alla causa del grido per dare più contesto emotivo.<br>
– Gioca con la punteggiatura: inserire una virgola o un punto inaspettato può cambiare il ritmo e sottolineare una cesura.</p>

<p><strong>Se vuoi rendere più criptico</strong><br>
– Riduci ulteriormente i connettivi; lascia che le immagini si sovrappongano senza spiegazioni.</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p><strong>Moments</strong></p>

<p>what is life-energy made of<br>
if not of moments<br>
slowed down<br>
—so that it is a turning in circles<br>
around yourself</p>

<p>or perhaps<br>
of commas of blood<br>
and love<br>
caught in a cry<br>
on the glass of the sky</p>

<hr>

<h3 id="versione-alternativa-mantenendo-il-tono-originale">Versione alternativa mantenendo il tono originale</h3>

<p>momenti<br>
di che cosa è fatta la vita-energia<br>
se non di attimi rallentati<br>
che ti riportano in cerchio<br>
su te stesso</p>

<p>o forse<br>
di virgole di sangue e di amore<br>
intrappolate in un grido<br>
sul vetro del cielo</p>

<p><strong>Nota finale</strong><br>
Il testo funziona molto bene così com’è: ha un nucleo potente e immagini memorabili.</p>

<p>Ti propongo una versione più estesa che sviluppa le immagini e il movimento del testo originale, mantenendo il tono sospeso e le immagini forti.</p>

<h3 id="versione-estesa">Versione estesa</h3>

<p><strong>Momenti</strong></p>

<p>di cos’è fatta la vita-energia<br>
se non di momenti che si allungano come ombre<br>
sul bordo delle cose,<br>
di attimi che si fermano per ascoltare il battito<br>
di un respiro che non sa ancora come chiamarsi.</p>

<p>momenti rallentati<br>
che ti riportano in cerchio,<br>
un giro dopo l’altro,<br>
fino a riconoscere il volto che hai davanti nello specchio<br>
di un mattino che non promette nulla.<br>
è un girare in tondo su te stesso<br>
che non è sempre vuoto: a volte è un esercizio di cura,<br>
altre volte è una stanza dove si accumulano i piccoli addii.</p>

<p>o forse la vita è fatta<br>
di virgole di sangue e amore,<br>
segni minuscoli e ostinati<br>
che interrompono la frase del giorno,<br>
fermandola per un istante come se il mondo dovesse prendere fiato.<br>
sono virgole che sanguinano dolcezza,<br>
che portano con sé il peso di un nome,<br>
la memoria di una mano che non si lascia andare.</p>

<p>queste virgole si attaccano al vetro del cielo,<br>
sul vetro che separa il dentro dal fuori,<br>
e lì restano, appannate, a raccontare un grido trattenuto.<br>
il grido non sempre esplode: a volte si cristallizza,<br>
diventa impronta, piccola scrittura sul freddo,<br>
una calligrafia di dolore e tenerezza insieme.</p>

<p>e allora la vita si misura in pause:<br>
in respiri che rallentano per non perdere il filo,<br>
in gesti ripetuti che somigliano a preghiere,<br>
in sguardi che cercano un appiglio nel vuoto.<br>
ci sono giorni in cui il cerchio si chiude e ti salva,<br>
giorni in cui il cerchio si stringe e ti ferisce.</p>

<p>ma anche nel girare c’è una direzione:<br>
una luce che filtra, una crepa che lascia passare il canto,<br>
una parola detta piano che scioglie la virgola in sorriso.<br>
forse la vita è questo: un insieme di momenti che imparano<br>
a non restare soli, a farsi ponte, a farsi cielo rotto<br>
dove il sangue e l’amore si mescolano e diventano lingua.</p>

<p>alla fine restano i segni sul vetro,<br>
le virgole che brillano come piccole stelle incrinate,<br>
e il cerchio che continua a girare,<br>
ma ora con una mano tesa verso qualcosa che non è più solo te.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/umc88s6enw</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:39:50 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>1MACCABEI - Capitolo 13</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-13</link>
      <description>&lt;![CDATA[STORIA DI SIMONE MACCABEO (13,1-16,17)&#xA;&#xA;Simone capo dei Giudei&#xA;1Simone seppe che Trifone stava radunando un numeroso esercito per venire in Giudea a devastarla. 2Vedendo che il popolo era tremante e impaurito, andò a Gerusalemme e radunò il popolo; 3li confortò e disse loro: &#34;Voi sapete bene quanto io e i miei fratelli e la casa di mio padre abbiamo fatto per le leggi e per il santuario, e le guerre e le difficoltà che abbiamo sostenuto. 4È per questo che i miei fratelli sono morti tutti per la causa d&#39;Israele e sono restato io solo. 5Ebbene, mai risparmierò la vita di fronte a qualunque tribolazione, perché io non sono più importante dei miei fratelli. 6Anzi, io vendicherò la mia nazione, il santuario, le vostre mogli e i vostri figli, poiché tutti i pagani, spinti dall&#39;odio, si sono radunati per sterminarci&#34;. 7Lo spirito del popolo si infiammò all&#39;udire queste parole; 8perciò risposero gridando a gran voce: &#34;Tu sei il nostro condottiero al posto di Giuda e di Giònata, tuo fratello; 9combatti la nostra guerra e quanto ci comanderai noi lo faremo&#34;. 10Egli allora radunò tutti gli uomini idonei alle armi e accelerò il completamento delle mura di Gerusalemme e la fortificò tutt&#39;intorno. 11Poi inviò Giònata, figlio di Assalonne, con un forte esercito a Giaffa; ne scacciò gli occupanti e vi si stabilì.&#xA;&#xA;Morte e seppellimento di Giònata&#xA;12Intanto Trifone si mosse da Tolemàide con ingenti forze per venire in Giudea e con lui Giònata prigioniero. 13Simone a sua volta si accampò ad Adidà, di fronte alla pianura. 14Trifone venne a sapere che Simone era succeduto a Giònata, suo fratello, e che si accingeva a muovergli guerra; perciò gli mandò messaggeri a proporgli: 15&#34;Giònata, tuo fratello, lo tratteniamo a causa del denaro che doveva al tesoro del re per gli affari che amministrava. 16Ora, mandaci cento talenti d&#39;argento e due dei suoi figli in ostaggio, perché, una volta liberato, non si allontani per ribellarsi a noi. Con questo lo rimetteremo in libertà&#34;. 17Simone si rese conto che gli parlavano con inganno, ma mandò ugualmente a prendere l&#39;argento e i figli, per non attirarsi forte inimicizia da parte del popolo, 18che poteva commentare: &#34;È morto perché non gli hai mandato l&#39;argento né i figli&#34;. 19Perciò gli mandò i cento talenti e i figli; ma quello non mantenne la parola e non liberò Giònata. 20Fatto questo, Trifone si mosse per entrare nel paese e devastarlo, girando per la via che conduce ad Adorà. Ma Simone con le sue truppe ne seguiva le mosse, puntando su tutti i luoghi dove quegli si dirigeva. 21Quelli della Cittadella intanto inviarono messaggeri a Trifone, sollecitandolo a venire da loro attraverso il deserto e a inviare loro vettovaglie. 22Trifone allestì tutta la sua cavalleria per andare, ma in quella notte cadde neve abbondantissima e così a causa della neve non poté andare. Perciò si mosse e andò in Gàlaad. 23Quando fu vicino a Bascamà, uccise Giònata e lo seppellì sul posto. 24Poi tornò e partì per la sua regione.&#xA;25Simone mandò a prendere le ossa di Giònata, suo fratello, e lo seppellì a Modin, città dei suoi padri. 26Tutto Israele lo pianse con un grande lamento e fece lutto su di lui per molti giorni. 27Simone sopraelevò il sepolcro del padre e dei fratelli e lo pose bene in vista, con pietre levigate, dietro e davanti. 28Poi dispose sette piramidi, l&#39;una di fronte all&#39;altra, per il padre, per la madre e per i quattro fratelli. 29Le completò con una struttura architettonica, ponendovi attorno grandi colonne; pose sulle colonne trofei di armi a perenne memoria e presso i trofei navi scolpite, che si potessero osservare da quanti erano in navigazione sul mare. 30Tale è il mausoleo che eresse a Modin e che esiste ancora.&#xA;&#xA;Fine del giogo e vittorie di Simone&#xA;31Trifone agiva con perfidia verso Antioco, il re ancora giovane, e lo uccise. 32Si fece re al suo posto, si mise in capo la corona dell&#39;Asia e procurò grandi rovine al paese. 33Simone intanto completò le fortezze della Giudea, le cinse di torri elevate e di mura solide con portoni e sbarre e rifornì le fortezze di viveri. 34Poi Simone scelse alcuni uomini e li inviò al re Demetrio per ottenere esenzioni al paese, perché tutti gli atti di Trifone erano stati delle rapine.&#xA;35Il re Demetrio lo assicurò in questo senso, poi gli rispose per iscritto inviandogli la seguente lettera:&#xA;36&#34;Il re Demetrio a Simone, sommo sacerdote e amico del re, agli anziani e alla nazione dei Giudei, salute! 37Abbiamo ricevuto la corona d&#39;oro e la palma che ci avete inviato e siamo pronti a concludere con voi una pace solenne e a scrivere ai sovrintendenti agli affari di concedervi le esenzioni; 38quanto stabilimmo con voi resta stabilito e le fortezze che avete costruito restino di vostra proprietà. 39Vi condoniamo le mancanze e le colpe commesse fino ad oggi e la corona che ci dovete; se altro si riscuoteva a Gerusalemme, non sia più riscosso. 40Se alcuni di voi sono idonei a essere arruolati nella nostra guardia del corpo, siano iscritti e regni la pace tra noi&#34;.&#xA;41Nell&#39;anno centosettanta fu tolto il giogo dei pagani da Israele 42e il popolo cominciò a scrivere negli atti pubblici e nei contratti: &#34;Anno primo di Simone, sommo sacerdote insigne, stratega e capo dei Giudei&#34;.&#xA;43In quei giorni Simone pose il campo contro Ghezer, la circondò di accampamenti, fece allestire una torre mobile, la spinse contro la città e abbatté una torre e la conquistò. 44I soldati della torre mobile si lanciarono nella città e si produsse in città un grande trambusto. 45I cittadini salirono sulle mura insieme con le mogli e i bambini, stracciandosi le vesti, e supplicavano a gran voce, chiedendo a Simone di dare loro la destra, 46e dicevano: &#34;Non trattarci secondo le nostre iniquità, ma secondo la tua clemenza&#34;. 47Simone venne a patti con loro e non combatté oltre contro di loro; ma li scacciò dalla città, purificò le case nelle quali c&#39;erano idoli, e così entrò in città con canti di lode e di ringraziamento. 48Eliminò da essa ogni impurità e vi stabilì uomini osservanti della legge; poi la fortificò e vi costruì un&#39;abitazione per sé.&#xA;49Ora quelli della Cittadella di Gerusalemme, messi nell&#39;impossibilità di uscire e venire nel paese a comprare e vendere, erano molto affamati e una parte di essi moriva di fame. 50Allora supplicarono Simone perché desse loro la destra, e Simone la diede; ma li sloggiò di là e purificò la Cittadella da tutte le contaminazioni. 51Fecero ingresso in quel luogo il ventitré del secondo mese dell&#39;anno centosettantuno, con canti di lode e con palme, con suoni di cetre, cimbali e arpe e con inni e canti, perché era stato eliminato un grande nemico da Israele. 52Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno di festa. Intanto completò la fortificazione del monte del tempio vicino alla Cittadella e vi si stabilì con i suoi. 53Vedendo poi che suo figlio Giovanni era ormai uomo, Simone lo fece capo di tutte le milizie e questi pose la sua residenza a Ghezer.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;13,20 Adorà: oggi Dura, circa 6 chilometri a sud-ovest di Ebron.&#xA;&#xA;13,25 Modin: la cittadina dove Mattatia si era stabilito (2,1).&#xA;&#xA;13,37 La corona d’oro e il ramoscello di palma, anch’esso d’oro o di metallo prezioso, stanno a indicare un atto di omaggio e l’offerta di una somma (vedi 2Mac 14,4).&#xA;&#xA;13,41 Nell’anno centosettanta, cioè nel 142/141, si celebra la fine del giogo, cioè della schiavitù. L’importanza del momento è sottolineata dal fatto che i documenti vengono datati, d’ora in poi, a partire dagli anni di Simone, capo religioso, militare e civile dei Giudei (v. 42).&#xA;&#xA;13,51 L’ingresso nella Cittadella avviene il 23 del secondo mese, cioè il mese di Ijjar, corrispondente ad aprile-maggio, in mezzo a canti, palme - simboli di vittoria - e suono di strumenti musicali: tutte espressioni di grande gioia&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;13,1-16,23. Non è soltanto perché con lui si raggiunge la pratica indipendenza politica che l&#39;autore di 1Mac sembra privilegiare tra i figli di Mattatia il secondogenito, Simone Tassi (cfr. 2,3). L&#39;elogio che tesse di lui (14,4-25) mostra che non sono tanto i successi ottenuti a fare di lui il prototipo della guida del popolo di Dio, quanto l&#39;insieme del suo comportamento che gli consentì di stabilire con la sua gente un rapporto privilegiato per cui egli ne «cercò il bene... e da essi fu gradito il suo potere e la sua gloriai» (14,4). In che specifici atteggiamenti e azioni abbiano visto realizzato l&#39;ideale, non è facile precisare; diciamo che una somma di saggezza, prudenza ed energia caratterizzarono il suo governo. In effetti, i suoi interventi non differiscono materialmente molto da quelli di Gionata; è semmai il modo di compierli che li qualifica. Dopo aver liquidato Trifone (13,1-30), riceve onori e favori dal re Demetrio II, riuscendo finalmente ad occupare l&#39;Acra (13,31-53). Il popolo riconoscente per quanto fatto, volle ricompensare in lui tutta la famiglia asmonea eleggendolo suo capo con poteri praticamente sovrani (14,1-48) mediante un decreto ufficiale. Intanto i rapporti con la Siria passavano dall&#39;armonia al conflitto (15,1-16,10) e all&#39;interno nascevano rivalità che alla fine portarono alla morte dello stesso Simone (16,11-23).&#xA;&#xA;13,1-30. Come la morte di Giuda (9,23ss.), anche l&#39;imprigionamento di Gionata gettò il popolo nella costernazione e primo compito del nuovo capo fu di rianimare e allontanare il pericolo.&#xA;&#xA;1-11. La presa di possesso del comando da parte di Giuda era avvenuta senza intervento d&#39;altri, quasi per diritto divino (cfr. 3,1), in realtà per esigenze di guerra (cfr. 2,66) essendo l&#39;insurrezione ancora in fasce; Gionata è eletto dal gruppo dei simpatizzanti per la rivolta maccabaica (cfr. 9,28s.) che ha bisogno di riorganizzarsi; Simone è scelto dal popolo dopo una specie di presentazione del programma (cfr. vv. 5s.), che si riallaccia all&#39;apporto della famiglia per la libertà del paese. Nonostante tutto, il risorgimento giudaico aveva camminato e il popolo si sentiva chiamato direttamente in causa per decidere del suo destino. La scelta di Simone fu particolarmente felice. Per prima cosa egli si premurò di garantire l&#39;accesso al mare (cfr. 14,2) facendo di Giaffa non solo un porto militare, ma una città saldamente giudaica mediante il cambio forzato della popolazione; poi, garantì la sicurezza della capitale (v. 10).&#xA;&#xA;12-22. Nei confronti di Trifone si mostrò insieme più avveduto e più prudente di Gionata. Pur subodorando infatti subito l&#39;inganno, tiene conto della reazione del popolo e preferisce tentare la via dell&#39;accordo con il rischio, reale, di perdere assieme al prigioniero anche il denaro richiesto per tributi non pagati e i figli di lui pretesi in ostaggio a garanzia di futuri gesti di insubordinazione nei confronti del governo siro. Nei riguardi dell&#39;esercito nemico, non permette che si muova a piacimento nel territorio, ma non lo attacca frontalmente: si accontenta di minacciarlo da vicino. Siamo nel sud della Palestina (Adoras è a ca. 10 km ovest di Ebron), in pieno inverno (dicembre 143 a.C.), come testimonia la «neve» (vv. 22), fenomeno non insolito nella regione di Gerusalemme e, anche se non eccezionale, sufficiente a bloccare un esercito non attrezzato. Trifone è costretto a rientrare per una via non precisabile. &#xA;&#xA;25-30. Gionata viene sepolto nel mausoleo di famiglia che lo stesso Simone fa ingrandire e ornare sontuosamente secondo lo stile dell&#39;epoca, ispirandosi all&#39;arte funeraria egizia con le «piramidi» («sette» includendovi quella destinata a sé: v. 28s.), naturalmente in formato ridotto. Sembra che le «colonne» ornamentali non circondassero perimetralmente l&#39;insieme delle piramidi ma aggettassero dallo zoccolo di ciascuna sorreggendo un fregio di trofei. La visibilità dal mare (v. 29b) suppone un posto non distante dal Mediterraneo (Modin è a ca. 30 km in linea d&#39;aria) e una struttura imponente su qualche collina.&#xA;&#xA;31-53. Anche Simone, sebbene meno vistosamente di Gionata, si avvale della diplomazia per accrescere l&#39;autonomia del paese, in questo caso facendo leva su Demetrio contro Trifone. Ma è soprattutto con la forza militare che porta avanti il processo di indipendenza.&#xA;&#xA;31-42. La successione degli eventi alla corte di Siria, che l&#39;autore richiama in ordine sparso (cfr. 14,1ss.; 15,1s.), sembra sia stata la seguente. Trifone si proclama re (dal 142 a 138 a.C.) al posto del giovanissimo - non ancora decenne - Antioco VI (cfr. 11,54ss.), suo uomo di paglia contro Demetrio II. Questi, che regnava su un&#39;altra zona dell&#39;impero, cerca di scalzare il rivale largheggiando in concessioni con le popolazioni sottoposte, come i Giudei. Partito però in guerra contro i Parti, è fatto prigioniero da Mitridate, ma trattato con riguardo, anche per tener deste le rivalità alla corte di Antiochia. Il fratello di Demetrio, Antioco VII Evergete (cfr. 15,1ss.), ne prende il posto e prosegue la lotta contro Trifone. Questi fa uccidere Antioco VI (nel 139 a.C.) ma, sconfitto dall&#39;Evergete, si dà la morte (ca. 138 a.C.). La presentazione del nostro autore al v. 31 compendia la vicenda di Antioco VI senza preoccuparsi di distinguere la successione degli eventi. A lui interessa l&#39;esenzione piena dalle tasse ottenuta da Simone (v. 33) almeno per la Giudea (cfr. 15, 31), per cui con enfasi può proclamare che nel 170 ES (= 142 a.C.) «fu tolto il giogo dei pagani» Simone, nel frattempo nominato sommo sacerdote al posto del fratello (cfr. 14,35), ne ha il merito. Incomincia per il popolo quasi una nuova era, anche se di per sé «anno primo...» indica semplicemente che Simone conta gli anni a partire dalla sua elezione.&#xA;&#xA;43-53. Il &#34;clou&#34; delle imprese guerresche di Simone è la conquista dell&#39;Acra che era rimasta quale marchio umiliante del dominio siro e minaccia per la capitale. Tanto è importante questo evento che viene festeggiato con una processione solenne (v. 51) e dichiarata giorno festivo la ricorrenza annuale. Era il maggio (v. 51 «secondo mese» nel computo babilonese) del 171 ES (=141 a.C.: v. 51). Con la capitale, anche l&#39;accesso al mare viene assicurato mediante la conquista di Ghezer (v. 43) a ca. 30 km ovest di Gerusalemme, nella Sefela. In queste azioni Simone lascia trasparire, per l&#39;ebraicità, una preoccupazione finora sconosciuta che lo spinge a purificare le zone conquistate dopo averne espulso gli abitanti, sostituendovene altri di provata identità religiosa e razziale. Insieme, mostra una particolare magnanimità e propensione a risparmiare vite umane di fronte alla resa del nemico (cfr. vv. 45ss. 50).&#xA;&#xA;(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>STORIA DI SIMONE MACCABEO</strong> <em>(13,1-16,17)</em></p>

<p><strong><em>Simone capo dei Giudei</em></strong>
<strong>1</strong>Simone seppe che Trifone stava radunando un numeroso esercito per venire in Giudea a devastarla. <strong>2</strong>Vedendo che il popolo era tremante e impaurito, andò a Gerusalemme e radunò il popolo; <strong>3</strong>li confortò e disse loro: “Voi sapete bene quanto io e i miei fratelli e la casa di mio padre abbiamo fatto per le leggi e per il santuario, e le guerre e le difficoltà che abbiamo sostenuto. <strong>4</strong>È per questo che i miei fratelli sono morti tutti per la causa d&#39;Israele e sono restato io solo. <strong>5</strong>Ebbene, mai risparmierò la vita di fronte a qualunque tribolazione, perché io non sono più importante dei miei fratelli. <strong>6</strong>Anzi, io vendicherò la mia nazione, il santuario, le vostre mogli e i vostri figli, poiché tutti i pagani, spinti dall&#39;odio, si sono radunati per sterminarci”. <strong>7</strong>Lo spirito del popolo si infiammò all&#39;udire queste parole; <strong>8</strong>perciò risposero gridando a gran voce: “Tu sei il nostro condottiero al posto di Giuda e di Giònata, tuo fratello; <strong>9</strong>combatti la nostra guerra e quanto ci comanderai noi lo faremo”. <strong>10</strong>Egli allora radunò tutti gli uomini idonei alle armi e accelerò il completamento delle mura di Gerusalemme e la fortificò tutt&#39;intorno. <strong>11</strong>Poi inviò Giònata, figlio di Assalonne, con un forte esercito a Giaffa; ne scacciò gli occupanti e vi si stabilì.</p>

<p><strong><em>Morte e seppellimento di Giònata</em></strong>
<strong>12</strong>Intanto Trifone si mosse da Tolemàide con ingenti forze per venire in Giudea e con lui Giònata prigioniero. <strong>13</strong>Simone a sua volta si accampò ad Adidà, di fronte alla pianura. <strong>14</strong>Trifone venne a sapere che Simone era succeduto a Giònata, suo fratello, e che si accingeva a muovergli guerra; perciò gli mandò messaggeri a proporgli: <strong>15</strong>“Giònata, tuo fratello, lo tratteniamo a causa del denaro che doveva al tesoro del re per gli affari che amministrava. <strong>16</strong>Ora, mandaci cento talenti d&#39;argento e due dei suoi figli in ostaggio, perché, una volta liberato, non si allontani per ribellarsi a noi. Con questo lo rimetteremo in libertà”. <strong>17</strong>Simone si rese conto che gli parlavano con inganno, ma mandò ugualmente a prendere l&#39;argento e i figli, per non attirarsi forte inimicizia da parte del popolo, <strong>18</strong>che poteva commentare: “È morto perché non gli hai mandato l&#39;argento né i figli”. <strong>19</strong>Perciò gli mandò i cento talenti e i figli; ma quello non mantenne la parola e non liberò Giònata. <strong>20</strong>Fatto questo, Trifone si mosse per entrare nel paese e devastarlo, girando per la via che conduce ad Adorà. Ma Simone con le sue truppe ne seguiva le mosse, puntando su tutti i luoghi dove quegli si dirigeva. <strong>21</strong>Quelli della Cittadella intanto inviarono messaggeri a Trifone, sollecitandolo a venire da loro attraverso il deserto e a inviare loro vettovaglie. <strong>22</strong>Trifone allestì tutta la sua cavalleria per andare, ma in quella notte cadde neve abbondantissima e così a causa della neve non poté andare. Perciò si mosse e andò in Gàlaad. <strong>23</strong>Quando fu vicino a Bascamà, uccise Giònata e lo seppellì sul posto. <strong>24</strong>Poi tornò e partì per la sua regione.
<strong>25</strong>Simone mandò a prendere le ossa di Giònata, suo fratello, e lo seppellì a Modin, città dei suoi padri. <strong>26</strong>Tutto Israele lo pianse con un grande lamento e fece lutto su di lui per molti giorni. <strong>27</strong>Simone sopraelevò il sepolcro del padre e dei fratelli e lo pose bene in vista, con pietre levigate, dietro e davanti. <strong>28</strong>Poi dispose sette piramidi, l&#39;una di fronte all&#39;altra, per il padre, per la madre e per i quattro fratelli. <strong>29</strong>Le completò con una struttura architettonica, ponendovi attorno grandi colonne; pose sulle colonne trofei di armi a perenne memoria e presso i trofei navi scolpite, che si potessero osservare da quanti erano in navigazione sul mare. <strong>30</strong>Tale è il mausoleo che eresse a Modin e che esiste ancora.</p>

<p><strong><em>Fine del giogo e vittorie di Simone</em></strong>
<strong>31</strong>Trifone agiva con perfidia verso Antioco, il re ancora giovane, e lo uccise. <strong>32</strong>Si fece re al suo posto, si mise in capo la corona dell&#39;Asia e procurò grandi rovine al paese. <strong>33</strong>Simone intanto completò le fortezze della Giudea, le cinse di torri elevate e di mura solide con portoni e sbarre e rifornì le fortezze di viveri. <strong>34</strong>Poi Simone scelse alcuni uomini e li inviò al re Demetrio per ottenere esenzioni al paese, perché tutti gli atti di Trifone erano stati delle rapine.
<strong>35</strong>Il re Demetrio lo assicurò in questo senso, poi gli rispose per iscritto inviandogli la seguente lettera:
<strong>36</strong>“Il re Demetrio a Simone, sommo sacerdote e amico del re, agli anziani e alla nazione dei Giudei, salute! <strong>37</strong>Abbiamo ricevuto la corona d&#39;oro e la palma che ci avete inviato e siamo pronti a concludere con voi una pace solenne e a scrivere ai sovrintendenti agli affari di concedervi le esenzioni; <strong>38</strong>quanto stabilimmo con voi resta stabilito e le fortezze che avete costruito restino di vostra proprietà. <strong>39</strong>Vi condoniamo le mancanze e le colpe commesse fino ad oggi e la corona che ci dovete; se altro si riscuoteva a Gerusalemme, non sia più riscosso. <strong>40</strong>Se alcuni di voi sono idonei a essere arruolati nella nostra guardia del corpo, siano iscritti e regni la pace tra noi”.
<strong>41</strong>Nell&#39;anno centosettanta fu tolto il giogo dei pagani da Israele <strong>42</strong>e il popolo cominciò a scrivere negli atti pubblici e nei contratti: “Anno primo di Simone, sommo sacerdote insigne, stratega e capo dei Giudei”.
<strong>43</strong>In quei giorni Simone pose il campo contro Ghezer, la circondò di accampamenti, fece allestire una torre mobile, la spinse contro la città e abbatté una torre e la conquistò. <strong>44</strong>I soldati della torre mobile si lanciarono nella città e si produsse in città un grande trambusto. <strong>45</strong>I cittadini salirono sulle mura insieme con le mogli e i bambini, stracciandosi le vesti, e supplicavano a gran voce, chiedendo a Simone di dare loro la destra, <strong>46</strong>e dicevano: “Non trattarci secondo le nostre iniquità, ma secondo la tua clemenza”. <strong>47</strong>Simone venne a patti con loro e non combatté oltre contro di loro; ma li scacciò dalla città, purificò le case nelle quali c&#39;erano idoli, e così entrò in città con canti di lode e di ringraziamento. <strong>48</strong>Eliminò da essa ogni impurità e vi stabilì uomini osservanti della legge; poi la fortificò e vi costruì un&#39;abitazione per sé.
<strong>49</strong>Ora quelli della Cittadella di Gerusalemme, messi nell&#39;impossibilità di uscire e venire nel paese a comprare e vendere, erano molto affamati e una parte di essi moriva di fame. <strong>50</strong>Allora supplicarono Simone perché desse loro la destra, e Simone la diede; ma li sloggiò di là e purificò la Cittadella da tutte le contaminazioni. <strong>51</strong>Fecero ingresso in quel luogo il ventitré del secondo mese dell&#39;anno centosettantuno, con canti di lode e con palme, con suoni di cetre, cimbali e arpe e con inni e canti, perché era stato eliminato un grande nemico da Israele. <strong>52</strong>Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno di festa. Intanto completò la fortificazione del monte del tempio vicino alla Cittadella e vi si stabilì con i suoi. <strong>53</strong>Vedendo poi che suo figlio Giovanni era ormai uomo, Simone lo fece capo di tutte le milizie e questi pose la sua residenza a Ghezer.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>13,20</strong> Adorà: oggi Dura, circa 6 chilometri a sud-ovest di Ebron.</em></p>

<p><em><strong>13,25</strong> Modin: la cittadina dove Mattatia si era stabilito (2,1).</em></p>

<p><em><strong>13,37</strong> La corona d’oro e il ramoscello di palma, anch’esso d’oro o di metallo prezioso, stanno a indicare un atto di omaggio e l’offerta di una somma (vedi 2Mac 14,4).</em></p>

<p><em><strong>13,41</strong> Nell’anno centosettanta, cioè nel 142/141, si celebra la fine del giogo, cioè della schiavitù. L’importanza del momento è sottolineata dal fatto che i documenti vengono datati, d’ora in poi, a partire dagli anni di Simone, capo religioso, militare e civile dei Giudei (v. 42).</em></p>

<p><em><strong>13,51</strong> L’ingresso nella Cittadella avviene il 23 del secondo mese, cioè il mese di Ijjar, corrispondente ad aprile-maggio, in mezzo a canti, palme – simboli di vittoria – e suono di strumenti musicali: tutte espressioni di grande gioia</em></p>

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<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>13,1-16,23</strong>. Non è soltanto perché con lui si raggiunge la pratica indipendenza politica che l&#39;autore di 1Mac sembra privilegiare tra i figli di Mattatia il secondogenito, Simone Tassi (cfr. 2,3). L&#39;elogio che tesse di lui (14,4-25) mostra che non sono tanto i successi ottenuti a fare di lui il prototipo della guida del popolo di Dio, quanto l&#39;insieme del suo comportamento che gli consentì di stabilire con la sua gente un rapporto privilegiato per cui egli ne «cercò il bene... e da essi fu gradito il suo potere e la sua gloriai» (14,4). In che specifici atteggiamenti e azioni abbiano visto realizzato l&#39;ideale, non è facile precisare; diciamo che una somma di saggezza, prudenza ed energia caratterizzarono il suo governo. In effetti, i suoi interventi non differiscono materialmente molto da quelli di Gionata; è semmai il modo di compierli che li qualifica. Dopo aver liquidato Trifone (13,1-30), riceve onori e favori dal re Demetrio II, riuscendo finalmente ad occupare l&#39;Acra (13,31-53). Il popolo riconoscente per quanto fatto, volle ricompensare in lui tutta la famiglia asmonea eleggendolo suo capo con poteri praticamente sovrani (14,1-48) mediante un decreto ufficiale. Intanto i rapporti con la Siria passavano dall&#39;armonia al conflitto (15,1-16,10) e all&#39;interno nascevano rivalità che alla fine portarono alla morte dello stesso Simone (16,11-23).</p>

<p><strong>13,1-30</strong>. Come la morte di Giuda (9,23ss.), anche l&#39;imprigionamento di Gionata gettò il popolo nella costernazione e primo compito del nuovo capo fu di rianimare e allontanare il pericolo.</p>

<p><strong>1-11</strong>. La presa di possesso del comando da parte di Giuda era avvenuta senza intervento d&#39;altri, quasi per diritto divino (cfr. 3,1), in realtà per esigenze di guerra (cfr. 2,66) essendo l&#39;insurrezione ancora in fasce; Gionata è eletto dal gruppo dei simpatizzanti per la rivolta maccabaica (cfr. 9,28s.) che ha bisogno di riorganizzarsi; Simone è scelto dal popolo dopo una specie di presentazione del programma (cfr. vv. 5s.), che si riallaccia all&#39;apporto della famiglia per la libertà del paese. Nonostante tutto, il risorgimento giudaico aveva camminato e il popolo si sentiva chiamato direttamente in causa per decidere del suo destino. La scelta di Simone fu particolarmente felice. Per prima cosa egli si premurò di garantire l&#39;accesso al mare (cfr. 14,2) facendo di Giaffa non solo un porto militare, ma una città saldamente giudaica mediante il cambio forzato della popolazione; poi, garantì la sicurezza della capitale (v. 10).</p>

<p><strong>12-22</strong>. Nei confronti di Trifone si mostrò insieme più avveduto e più prudente di Gionata. Pur subodorando infatti subito l&#39;inganno, tiene conto della reazione del popolo e preferisce tentare la via dell&#39;accordo con il rischio, reale, di perdere assieme al prigioniero anche il denaro richiesto per tributi non pagati e i figli di lui pretesi in ostaggio a garanzia di futuri gesti di insubordinazione nei confronti del governo siro. Nei riguardi dell&#39;esercito nemico, non permette che si muova a piacimento nel territorio, ma non lo attacca frontalmente: si accontenta di minacciarlo da vicino. Siamo nel sud della Palestina (Adoras è a ca. 10 km ovest di Ebron), in pieno inverno (dicembre 143 a.C.), come testimonia la «neve» (vv. 22), fenomeno non insolito nella regione di Gerusalemme e, anche se non eccezionale, sufficiente a bloccare un esercito non attrezzato. Trifone è costretto a rientrare per una via non precisabile.</p>

<p><strong>25-30</strong>. Gionata viene sepolto nel mausoleo di famiglia che lo stesso Simone fa ingrandire e ornare sontuosamente secondo lo stile dell&#39;epoca, ispirandosi all&#39;arte funeraria egizia con le «piramidi» («sette» includendovi quella destinata a sé: v. 28s.), naturalmente in formato ridotto. Sembra che le «colonne» ornamentali non circondassero perimetralmente l&#39;insieme delle piramidi ma aggettassero dallo zoccolo di ciascuna sorreggendo un fregio di trofei. La visibilità dal mare (v. 29b) suppone un posto non distante dal Mediterraneo (Modin è a ca. 30 km in linea d&#39;aria) e una struttura imponente su qualche collina.</p>

<p><strong>31-53</strong>. Anche Simone, sebbene meno vistosamente di Gionata, si avvale della diplomazia per accrescere l&#39;autonomia del paese, in questo caso facendo leva su Demetrio contro Trifone. Ma è soprattutto con la forza militare che porta avanti il processo di indipendenza.</p>

<p><strong>31-42</strong>. La successione degli eventi alla corte di Siria, che l&#39;autore richiama in ordine sparso (cfr. 14,1ss.; 15,1s.), sembra sia stata la seguente. Trifone si proclama re (dal 142 a 138 a.C.) al posto del giovanissimo – non ancora decenne – Antioco VI (cfr. 11,54ss.), suo uomo di paglia contro Demetrio II. Questi, che regnava su un&#39;altra zona dell&#39;impero, cerca di scalzare il rivale largheggiando in concessioni con le popolazioni sottoposte, come i Giudei. Partito però in guerra contro i Parti, è fatto prigioniero da Mitridate, ma trattato con riguardo, anche per tener deste le rivalità alla corte di Antiochia. Il fratello di Demetrio, Antioco VII Evergete (cfr. 15,1ss.), ne prende il posto e prosegue la lotta contro Trifone. Questi fa uccidere Antioco VI (nel 139 a.C.) ma, sconfitto dall&#39;Evergete, si dà la morte (ca. 138 a.C.). La presentazione del nostro autore al v. 31 compendia la vicenda di Antioco VI senza preoccuparsi di distinguere la successione degli eventi. A lui interessa l&#39;esenzione piena dalle tasse ottenuta da Simone (v. 33) almeno per la Giudea (cfr. 15, 31), per cui con enfasi può proclamare che nel 170 ES (= 142 a.C.) «fu tolto il giogo dei pagani» Simone, nel frattempo nominato sommo sacerdote al posto del fratello (cfr. 14,35), ne ha il merito. Incomincia per il popolo quasi una nuova era, anche se di per sé «anno primo...» indica semplicemente che Simone conta gli anni a partire dalla sua elezione.</p>

<p><strong>43-53</strong>. Il “clou” delle imprese guerresche di Simone è la conquista dell&#39;Acra che era rimasta quale marchio umiliante del dominio siro e minaccia per la capitale. Tanto è importante questo evento che viene festeggiato con una processione solenne (v. 51) e dichiarata giorno festivo la ricorrenza annuale. Era il maggio (v. 51 «secondo mese» nel computo babilonese) del 171 ES (=141 a.C.: v. 51). Con la capitale, anche l&#39;accesso al mare viene assicurato mediante la conquista di Ghezer (v. 43) a ca. 30 km ovest di Gerusalemme, nella Sefela. In queste azioni Simone lascia trasparire, per l&#39;ebraicità, una preoccupazione finora sconosciuta che lo spinge a purificare le zone conquistate dopo averne espulso gli abitanti, sostituendovene altri di provata identità religiosa e razziale. Insieme, mostra una particolare magnanimità e propensione a risparmiare vite umane di fronte alla resa del nemico (cfr. vv. 45ss. 50).</p>

<p><em>(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

<p><a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-13" rel="nofollow">🔝</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/leggere-il-nuovo-testamento-un-capitolo-al-giorno" rel="nofollow">C A L E N D A R I</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/indice-bibbia" rel="nofollow">Indice BIBBIA</a> ● <a href="https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno" rel="nofollow">Homepage</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ng5qzcrcug</guid>
      <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 05:12:28 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[escursioni]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/escursioni-2pbv</link>
      <description>&lt;![CDATA[[escursioni] &#xA;&#xA;le stragi lo] stradivari quello] dei passanti lo stradario querido dice in commercio lo sanno scatta l&#39;emettitore il] polo museale il cambio d&#39;aria un minuto tre dura] l&#39;audio in cuffia ad esempio per degli insetti per un rumore meccanico o per un pensiero insistente]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[escursioni]</p>

<p>le stragi lo] stradivari quello] dei passanti lo stradario querido dice in commercio lo sanno scatta l&#39;emettitore il] polo museale il cambio d&#39;aria un minuto tre dura] l&#39;audio in cuffia ad esempio per degli insetti per un rumore meccanico o per un pensiero insistente</p>
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      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/7aoklh5xwq</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 23:39:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Non è stato un buon weekend dal punto di vista personale.</title>
      <link>https://noblogo.org/squadro/non-e-stato-un-buon-weekend-dal-punto-di-vista-personale</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non è stato un buon weekend dal punto di vista personale.&#xA;Il rapporto con A. è stato teso, inutilmente.&#xA;Non abbiamo imparato nulla.&#xA;Mesi, anni buttati.&#xA;Forse dovrei sentire davvero il dottor R.&#xA;Devo.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non è stato un buon weekend dal punto di vista personale.
Il rapporto con A. è stato teso, inutilmente.
Non abbiamo imparato nulla.
Mesi, anni buttati.
Forse dovrei sentire davvero il dottor R.
Devo.</p>
]]></content:encoded>
      <author>squadro</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/r05dggov3c</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 21:41:26 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dalle Ceneri del Vecchio PC: Un Proof of Concept per Capire l&#39;AI (Senza Essere Programmatori)</title>
      <link>https://noblogo.org/itsmelarry/dalle-ceneri-del-vecchio-pc-un-proof-of-concept-per-capire-lai-senza-essere</link>
      <description>&lt;![CDATA[Spesso sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale come di una forza esterna, qualcosa di enorme che arriva da lontano e cambia le regole del gioco. Ma cosa succede se proviamo a portarla noi, qui, in casa nostra? E se provassimo a capirla non studiando libri di teoria, ma costruendo qualcosa di concreto con le nostre mani?&#xA;&#xA;Questo post non è un tutorial tecnico. È la cronaca di un esperimento. Un Proof of Concept nato dalla semplice curiosità di capire come funziona davvero l&#39;AI quando smette di essere un &#34;chatbot&#34; e diventa un operatore pratico.&#xA;&#xA;Perché ho fatto questo esperimento?&#xA;&#xA;Volevo capire due cose fondamentali:&#xA;&#xA;L&#39;hardware conta ancora? In un&#39;epoca di cloud infinito, possiamo ancora fare cose utili con vecchi computer che giacciono in un cassetto?&#xA;Possiamo &#34;dialogare&#34; con la tecnologia senza saperla programmare? Se l&#39;AI è davvero il futuro, dovrebbe essere accessibile a tutti, non solo agli ingegneri del software.&#xA;L&#39;idea era trasformare tre dispositivi eterogenei (due mini-PC economici e un laptop) in una rete di agenti autonomi. Non volevo solo accenderli, volevo che parlassero tra loro, si monitorassero e lavorassero insieme. L&#39;obiettivo finale è studiare come l&#39;AI possa gestire infrastrutture fisiche in modo decentralizzato, senza dipendere da server centralizzati lontani.&#xA;&#xA;Il Metodo: Io penso, l&#39;AI scrive&#xA;Qui entra in gioco la parte più affascinante. Io non sono un programmatore. Non so scrivere codice Python, non conosco Docker a memoria e non so configurare server Linux.&#xA;&#xA;Tutto il codice che vedete in questo progetto, tutte le configurazioni, la risoluzione degli errori e la creazione della dashboard grafica sono stati generati dall&#39;AI. Il mio ruolo è stato quello di architetto e direttore d&#39;orchestra:&#xA;&#xA;Ho definito l&#39;obiettivo: &#34;Voglio che questi PC si scambino i dati e me li mostrino su una pagina web.&#34;&#xA;Ho descritto il problema: &#34;Il sistema va in crash, ricevo questo errore.&#34;&#xA;L&#39;AI ha tradotto queste richieste in codice funzionante.&#xA;È stato un processo iterativo di tentativi ed errori. Ci sono stati momenti di frustrazione: schermate nere, container che si spegnevano da soli, errori di memoria che sembravano insormontabili. Ma ogni volta, invece di arrendermi, ho usato l&#39;AI come un mentore tecnico, chiedendo: &#34;Perché è successo? Come lo sistemiamo?&#34;. E lei rispondeva, spiegandomi il concetto dietro l&#39;errore e fornendomi la soluzione.&#xA;&#xA;In questo modo, ho imparato a costruire un&#39;infrastruttura complessa senza mai toccare manualmente una riga di codice. Ho capito che il valore non sta nel memorizzare la sintassi, ma nel sapere cosa chiedere e come guidare lo strumento.&#xA;&#xA;Agent Dashboard&#xA;&#xA;La Scelta della Privacy: Perché Lumo e Proton&#xA;&#xA;C&#39;è un dettaglio fondamentale che spesso viene ignorato in questi esperimenti: dove avviene la conversazione?&#xA;&#xA;Stavo chiedendo all&#39;AI di scrivere codice per la mia rete domestica, di configurare server e di gestire dati sensibili. Non potevo permettere che queste informazioni finissero nei dataset di training di grandi aziende o che venissero lette da terzi.&#xA;&#xA;Per questo motivo, ho scelto di usare Lumo, l&#39;assistente AI sviluppato da Proton.&#xA;&#xA;Proton è noto per la sua missione di proteggere la privacy digitale (con servizi come Mail e VPN crittografati), e Lumo porta questa filosofia nell&#39;ambito dell&#39;AI.&#xA;&#xA;Critptografia End-to-End: Tutto ciò che scambiamo è cifrato. Nemmeno Proton può leggere le mie conversazioni o il codice che sto generando.&#xA;Nessun Training sui Tuoi Dati: Le mie richieste, gli errori che incollavo e le soluzioni trovate rimangono private. Non vengono usate per addestrare modelli pubblici.&#xA;Indipendenza: Costruire un sistema decentralizzato richiede strumenti che rispettino la sovranità dei dati fin dal primo passo.&#xA;Usare Lumo mi ha permesso di fare questo esperimento con la tranquillità di sapere che il mio lavoro, le mie idee e la mia infrastruttura erano al sicuro. È la differenza tra costruire una casa su terreni in affitto o sulla tua terra.&#xA;&#xA;Conclusione: L&#39;Inizio di un Viaggio&#xA;Questo esperimento è solo l&#39;inizio. Ho dimostrato che è possibile creare una rete di agenti AI distribuita usando hardware comune e guidati dall&#39;intelligenza artificiale, senza bisogno di competenze di programmazione tradizionali.&#xA;&#xA;Ma la strada è lunga. Il prossimo passo sarà far sì che questi agenti non si limitino a scambiare dati, ma prendano decisioni autonome basate su ciò che osservano. E continuerò a farlo con gli stessi principi: curiosità, sperimentazione e, soprattutto, rispetto per la privacy.&#xA;&#xA;Se anche voi volete iniziare a esplorare questo mondo, creando la vostra infrastruttura digitale in totale sicurezza, vi invito a provare Lumo. È uno strumento potente che mette l&#39;utente al centro, non i dati.&#xA;&#xA;Provalo e inizia il tuo viaggio di scoperta: https://pr.tn/ref/31BCQE3B&#xA;&#xA;L&#39;AI non è magia. È uno strumento. E come ogni strumento, il suo valore dipende da come lo usiamo e da chi lo costruisce al nostro fianco.&#xA;&#xA;Grazie per aver letto la mia storia. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Spesso sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale come di una forza esterna, qualcosa di enorme che arriva da lontano e cambia le regole del gioco. Ma cosa succede se proviamo a portarla noi, qui, in casa nostra? E se provassimo a capirla non studiando libri di teoria, ma costruendo qualcosa di concreto con le nostre mani?</p>

<p>Questo post non è un tutorial tecnico. È la cronaca di un esperimento. Un Proof of Concept nato dalla semplice curiosità di capire come funziona davvero l&#39;AI quando smette di essere un “chatbot” e diventa un operatore pratico.</p>

<h2 id="perché-ho-fatto-questo-esperimento">Perché ho fatto questo esperimento?</h2>

<p>Volevo capire due cose fondamentali:</p>

<p>L&#39;hardware conta ancora? In un&#39;epoca di cloud infinito, possiamo ancora fare cose utili con vecchi computer che giacciono in un cassetto?
Possiamo “dialogare” con la tecnologia senza saperla programmare? Se l&#39;AI è davvero il futuro, dovrebbe essere accessibile a tutti, non solo agli ingegneri del software.
L&#39;idea era trasformare tre dispositivi eterogenei (due mini-PC economici e un laptop) in una rete di agenti autonomi. Non volevo solo accenderli, volevo che parlassero tra loro, si monitorassero e lavorassero insieme. L&#39;obiettivo finale è studiare come l&#39;AI possa gestire infrastrutture fisiche in modo decentralizzato, senza dipendere da server centralizzati lontani.</p>

<h2 id="il-metodo-io-penso-l-ai-scrive">Il Metodo: Io penso, l&#39;AI scrive</h2>

<p>Qui entra in gioco la parte più affascinante. Io non sono un programmatore. Non so scrivere codice Python, non conosco Docker a memoria e non so configurare server Linux.</p>

<p>Tutto il codice che vedete in questo progetto, tutte le configurazioni, la risoluzione degli errori e la creazione della dashboard grafica sono stati generati dall&#39;AI. Il mio ruolo è stato quello di architetto e direttore d&#39;orchestra:</p>

<p>Ho definito l&#39;obiettivo: “Voglio che questi PC si scambino i dati e me li mostrino su una pagina web.”
Ho descritto il problema: “Il sistema va in crash, ricevo questo errore.”
L&#39;AI ha tradotto queste richieste in codice funzionante.
È stato un processo iterativo di tentativi ed errori. Ci sono stati momenti di frustrazione: schermate nere, container che si spegnevano da soli, errori di memoria che sembravano insormontabili. Ma ogni volta, invece di arrendermi, ho usato l&#39;AI come un mentore tecnico, chiedendo: “Perché è successo? Come lo sistemiamo?”. E lei rispondeva, spiegandomi il concetto dietro l&#39;errore e fornendomi la soluzione.</p>

<p>In questo modo, ho imparato a costruire un&#39;infrastruttura complessa senza mai toccare manualmente una riga di codice. Ho capito che il valore non sta nel memorizzare la sintassi, ma nel sapere cosa chiedere e come guidare lo strumento.</p>

<p><img src="https://cdn.masto.host/mastodonuno/media_attachments/files/117/424/195/053/335/280/original/d767200d7df1c163.png" alt="Agent Dashboard"></p>

<h2 id="la-scelta-della-privacy-perché-lumo-e-proton">La Scelta della Privacy: Perché Lumo e Proton</h2>

<p>C&#39;è un dettaglio fondamentale che spesso viene ignorato in questi esperimenti: dove avviene la conversazione?</p>

<p>Stavo chiedendo all&#39;AI di scrivere codice per la mia rete domestica, di configurare server e di gestire dati sensibili. Non potevo permettere che queste informazioni finissero nei dataset di training di grandi aziende o che venissero lette da terzi.</p>

<p>Per questo motivo, ho scelto di usare Lumo, l&#39;assistente AI sviluppato da Proton.</p>

<p>Proton è noto per la sua missione di proteggere la privacy digitale (con servizi come Mail e VPN crittografati), e Lumo porta questa filosofia nell&#39;ambito dell&#39;AI.</p>

<p>Critptografia End-to-End: Tutto ciò che scambiamo è cifrato. Nemmeno Proton può leggere le mie conversazioni o il codice che sto generando.
Nessun Training sui Tuoi Dati: Le mie richieste, gli errori che incollavo e le soluzioni trovate rimangono private. Non vengono usate per addestrare modelli pubblici.
Indipendenza: Costruire un sistema decentralizzato richiede strumenti che rispettino la sovranità dei dati fin dal primo passo.
Usare Lumo mi ha permesso di fare questo esperimento con la tranquillità di sapere che il mio lavoro, le mie idee e la mia infrastruttura erano al sicuro. È la differenza tra costruire una casa su terreni in affitto o sulla tua terra.</p>

<h2 id="conclusione-l-inizio-di-un-viaggio">Conclusione: L&#39;Inizio di un Viaggio</h2>

<p>Questo esperimento è solo l&#39;inizio. Ho dimostrato che è possibile creare una rete di agenti AI distribuita usando hardware comune e guidati dall&#39;intelligenza artificiale, senza bisogno di competenze di programmazione tradizionali.</p>

<p>Ma la strada è lunga. Il prossimo passo sarà far sì che questi agenti non si limitino a scambiare dati, ma prendano decisioni autonome basate su ciò che osservano. E continuerò a farlo con gli stessi principi: curiosità, sperimentazione e, soprattutto, rispetto per la privacy.</p>

<p>Se anche voi volete iniziare a esplorare questo mondo, creando la vostra infrastruttura digitale in totale sicurezza, vi invito a provare Lumo. È uno strumento potente che mette l&#39;utente al centro, non i dati.</p>

<p>Provalo e inizia il tuo viaggio di scoperta: <a href="https://pr.tn/ref/31BCQE3B" rel="nofollow">https://pr.tn/ref/31BCQE3B</a></p>

<p>L&#39;AI non è magia. È uno strumento. E come ogni strumento, il suo valore dipende da come lo usiamo e da chi lo costruisce al nostro fianco.</p>

<p>Grazie per aver letto la mia storia.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Larry&#39;s garage</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6egbzarmtj</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 20:57:42 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n. 18</title>
      <link>https://noblogo.org/listerine/listarella-n-rwg2</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ah, dormire...&#xA;&#xA;Oggi risotto allo zafferano, stasera minestrone. I piatti che sono la domenica per definizione. Malinconia, autunno, calore famigliare.&#xA;&#xA;Ieri mia figlia ha scoperto l&#39;habitus: un ragazzo uguale a suo fratello i cui genitori assomigliano a noi.&#xA;&#xA;&#34;ma allora - le ho chiesto - cosa resta del libero arbitrio?&#34;&#xA;&#xA;Bourdieu diceva: &#34;80% habitus; 20% libero arbitrio&#34;&#xA;&#xA;Ho recuperato una maionese impazzita.&#xA;&#xA;studiato arabo insieme. Divertente. Scatta subito la competizione. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>Ah, dormire...</p></li>

<li><p>Oggi risotto allo zafferano, stasera minestrone. I piatti che sono la domenica per definizione. Malinconia, autunno, calore famigliare.</p></li>

<li><p>Ieri mia figlia ha scoperto l&#39;habitus: un ragazzo uguale a suo fratello i cui genitori assomigliano a noi.</p></li>

<li><p>“ma allora – le ho chiesto – cosa resta del libero arbitrio?”</p></li>

<li><p>Bourdieu diceva: “80% habitus; 20% libero arbitrio”</p></li>

<li><p>Ho recuperato una maionese impazzita.</p></li>

<li><p>studiato arabo insieme. Divertente. Scatta subito la competizione.</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Listarelle</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fp81fuz6bu</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 20:14:35 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Grazie tante Bymarty,mi ha fatto molto piacere il tuo benvenuto su Noblogo!...</title>
      <link>https://noblogo.org/capaldinifrancesco/grazie-tante-bymarty-mi-ha-fatto-molto-piacere-il-tuo-benvenuto-su-noblogo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Grazie tante Bymarty,mi ha fatto molto piacere il tuo benvenuto su Noblogo! Devo ancora capire come funziona e non so se leggerai.Non so come seguire un&#39;utente e se si possa fare,ma forse questa nicchia,con un pò di luce si rivelerà magari una stanza affrescata.Grazie ancora! ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Grazie tante Bymarty,mi ha fatto molto piacere il tuo benvenuto su Noblogo! Devo ancora capire come funziona e non so se leggerai.Non so come seguire un&#39;utente e se si possa fare,ma forse questa nicchia,con un pò di luce si rivelerà magari una stanza affrescata.Grazie ancora!</p>
]]></content:encoded>
      <author>CapaldiniFrancesco</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/z5wejgemhb</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 16:30:43 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Benvenuto </title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/benvenuto</link>
      <description>&lt;![CDATA[Volevo fare un saluto a Francesco e dargli il benvenuto! Diciamo che qualcuno , forse ci legge, io stessa, da due anni qui, non ho ben chiari i meccanismi, perché mi piace scrivere, condividere e comunicare, senza cmq aspettarmi risposte ecc..Ma quando posso leggo e ascolto con piacere , quelli che sono i racconti, le emozioni, le sensazioni che magari si nascondono dietro alle parole, una foto, un saluto o un pensiero! Sai anch&#39;io ho un amico infermiere, e ti assicuro che il vostro lavoro merita sempre un plauso, ammirazione, e sicuramente una vocazione! Detto ciò, per oggi credo di aver scritto, condiviso abbastanza, non vorrei urtare la sensibilità di qualcuno, o essere ripetitiva ! Alla prossima....👋✨]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Volevo fare un saluto a Francesco e dargli il benvenuto! Diciamo che qualcuno , forse ci legge, io stessa, da due anni qui, non ho ben chiari i meccanismi, perché mi piace scrivere, condividere e comunicare, senza cmq aspettarmi risposte ecc..Ma quando posso leggo e ascolto con piacere , quelli che sono i racconti, le emozioni, le sensazioni che magari si nascondono dietro alle parole, una foto, un saluto o un pensiero! Sai anch&#39;io ho un amico infermiere, e ti assicuro che il vostro lavoro merita sempre un plauso, ammirazione, e sicuramente una vocazione! Detto ciò, per oggi credo di aver scritto, condiviso abbastanza, non vorrei urtare la sensibilità di qualcuno, o essere ripetitiva ! Alla prossima....👋✨</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/puhf3zh4e0</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 15:18:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tchico Tchicaya, La Voix d’Or</title>
      <link>https://noblogo.org/cassette-pirata/tchico-tchicaya-la-voix-dor</link>
      <description>&lt;![CDATA[Copertina: Tchico Tchicaya, La Voix d’Or&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Tchico Tchicaya · La Voix d’Or · Congo · 1990 · CBS&#xA;&#xA;Who is Tchico Tchicaya&#xA;&#xA;His real name is Denis Pambou Tchicaya, born near Pointe-Noire in the Republic of Congo (Congo-Brazzaville). He is a singer, guitarist, composer and arranger of Congolese rumba and soukous, singing in Lingala.&#xA;&#xA;His career, according to the biographies I found:&#xA;&#xA;1970: begins as a singer in Brazzaville with the band Manta Lokoka.&#xA;From 1972: joins Les Bantous de la Capitale, one of Brazzaville’s most important orchestras, as one of the solo singers. Sources disagree on when he left: 1974 or 1976.&#xA;Late 1970s: lives in Nigeria (around 1976/77–1979) and records four albums there, with afrobeat influences. This is where the nickname “la voix d’or” takes hold, along with “le rossignol de Pointe-Noire”, which is in fact the title of track 3 on side 1.&#xA;With Mavoungou Lolo Lolita he forms a duo (one source says from 1981) and records one of his big hits, Jeannot, considered a classic.&#xA;1983: moves to Paris, before many other Congolese musicians, and records for various labels. His band changes names often: Afro Festival, Les Evadés de Ponton la Belle, Les Officiers de la Musique Africaine. The album Soukous Machine came out in 1987.&#xA;Early 1990s: according to one source, his star begins to fade. In 1990 he tours Australia with Passi Jo.&#xA;From 1999 to 2005 he lives in Australia and founds Warako Musica with Passi Jo, then returns to France. More recently he is reported to lead Maya-Maya Musica.&#xA;&#xA;What the object tells us:&#xA;&#xA;“Spécial 1990” places the release in 1990, during his Paris period, shortly before the decline some sources mention.&#xA;The title La Voix d’Or is his historic nickname, so it looks like a compilation or “celebratory” release rather than a concept title. “Le Rossignol de Pointe-Noire” likewise evokes his city and his legend.&#xA;The track “Congo-Zaïre Show” names both banks of the river together, which makes sense for a musician from Brazzaville who grew up in the scene shared with Kinshasa (Zaire reverted to the name Congo in 1997).&#xA;&#xA;Covers&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Tracklist&#xA;&#xA;Side A&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/TchicoTchicaya/A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;Africa Vcarnaval (sic)&#xA;Congo-Zaïre Show&#xA;Le Rossignol de Pointe-Noire&#xA;&#xA;Side B&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;Escale aux Antilles&#xA;Pamela&#xA;Fleur des Tropiques&#xA;Loango&#xA;&#xA;Internet Archive listing&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/CopertinaFronte.png" alt="Copertina: Tchico Tchicaya, La Voix d’Or"></p>



<p><strong>Tchico Tchicaya</strong> · La Voix d’Or · Congo · 1990 · CBS</p>

<p>Who is Tchico Tchicaya</p>

<p>His real name is Denis Pambou Tchicaya, born near Pointe-Noire in the Republic of Congo (Congo-Brazzaville). He is a singer, guitarist, composer and arranger of Congolese rumba and soukous, singing in Lingala.</p>

<p>His career, according to the biographies I found:</p>

<p>1970: begins as a singer in Brazzaville with the band Manta Lokoka.
From 1972: joins Les Bantous de la Capitale, one of Brazzaville’s most important orchestras, as one of the solo singers. Sources disagree on when he left: 1974 or 1976.
Late 1970s: lives in Nigeria (around 1976/77–1979) and records four albums there, with afrobeat influences. This is where the nickname “la voix d’or” takes hold, along with “le rossignol de Pointe-Noire”, which is in fact the title of track 3 on side 1.
With Mavoungou Lolo Lolita he forms a duo (one source says from 1981) and records one of his big hits, Jeannot, considered a classic.
1983: moves to Paris, before many other Congolese musicians, and records for various labels. His band changes names often: Afro Festival, Les Evadés de Ponton la Belle, Les Officiers de la Musique Africaine. The album Soukous Machine came out in 1987.
Early 1990s: according to one source, his star begins to fade. In 1990 he tours Australia with Passi Jo.
From 1999 to 2005 he lives in Australia and founds Warako Musica with Passi Jo, then returns to France. More recently he is reported to lead Maya-Maya Musica.</p>

<p>What the object tells us:</p>

<p>“Spécial 1990” places the release in 1990, during his Paris period, shortly before the decline some sources mention.
The title La Voix d’Or is his historic nickname, so it looks like a compilation or “celebratory” release rather than a concept title. “Le Rossignol de Pointe-Noire” likewise evokes his city and his legend.
The track “Congo-Zaïre Show” names both banks of the river together, which makes sense for a musician from Brazzaville who grew up in the scene shared with Kinshasa (Zaire reverted to the name Congo in 1997).</p>

<h3 id="covers">Covers</h3>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/CassettB.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/CassettaA.png" alt="Cover"></p>

<h3 id="tracklist">Tracklist</h3>

<p><strong>Side A</strong></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/A.wav"></audio></p>
<ol><li>Africa Vcarnaval (sic)</li>
<li>Congo-Zaïre Show</li>
<li>Le Rossignol de Pointe-Noire</li></ol>

<p><strong>Side B</strong></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Tchico_Tchicaya/B.wav"></audio></p>
<ol><li>Escale aux Antilles</li>
<li>Pamela</li>
<li>Fleur des Tropiques</li>
<li>Loango</li></ol>

<p><a href="https://archive.org/details/tchico-tchicaya" rel="nofollow">Internet Archive listing</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>cassette:pirata</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/4epcwqdety</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 12:52:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Avrei voluto abbracciati e dire &#34;Auguri C.</title>
      <link>https://noblogo.org/squadro/auguri-c</link>
      <description>&lt;![CDATA[Avrei voluto abbracciati e dire &#34;Auguri C. ! &#34;&#xA;Avrei voluto augurarti &#34;altri 50 di questi giorni&#34;, ma ahimè non ci sei arrivat*.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto abbracciati e dire “Auguri C. ! “
Avrei voluto augurarti “altri 50 di questi giorni”, ma ahimè non ci sei arrivat*.</p>
]]></content:encoded>
      <author>squadro</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/efpcbo2r03</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 07:42:14 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>1MACCABEI - Capitolo 12</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-12</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Giònata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse alcuni uomini e li inviò a Roma per ristabilire e rinnovare l&#39;amicizia con i Romani. 2Anche presso gli Spartani e in altre località inviò lettere sullo stesso argomento. 3Partirono dunque per Roma, entrarono nel Senato e dissero: &#34;Giònata, sommo sacerdote, e la nazione dei Giudei ci hanno inviati a rinnovare l&#39;amicizia e l&#39;alleanza con loro come prima&#34;. 4E i Romani diedero loro delle lettere per le autorità dei vari luoghi, perché favorissero il loro ritorno pacifico in Giudea.&#xA;5Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani:&#xA;&#xA;Alleanze di Giònata con Roma e Sparta&#xA;6&#34;Giònata, sommo sacerdote, e il consiglio degli anziani della nazione, i sacerdoti e il resto del popolo dei Giudei, agli Spartani, loro fratelli, salute! 7Già in passato era stata spedita una lettera a Onia, sommo sacerdote, da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l&#39;attestazione che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa. 8Onia aveva accolto con onore l&#39;inviato e aveva accettato la lettera, nella quale erano dichiarazioni di alleanza e di amicizia. 9Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre mani, 10ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fratellanza e l&#39;amicizia con voi, in modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a noi. 11Noi dunque fedelmente, in tutte le feste e negli altri giorni prescritti, ci ricordiamo di voi nei sacrifici che offriamo e nelle nostre invocazioni, com&#39;è doveroso e conveniente ricordarsi dei fratelli. 12Ci rallegriamo della vostra gloria. 13Noi invece siamo stati stretti da tante oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuto i re dei paesi vicini, 14ma non abbiamo voluto disturbare né voi né gli altri nostri alleati e amici in queste lotte; 15abbiamo infatti dal Cielo un valido aiuto, per il quale siamo stati liberati dai nostri nemici, mentre essi sono stati umiliati. 16Ora abbiamo designato Numenio, figlio di Antioco, e Antìpatro, figlio di Giasone, e li abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro. 17Abbiamo quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi, per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fratellanza. 18Voi dunque farete cosa ottima, comunicandoci una risposta al riguardo&#34;.&#xA;19E questa è la copia della lettera che essi avevano inviato a Onia:&#xA;20&#34;Areo, re degli Spartani, a Onia, grande sacerdote, salute! 21Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. 22Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questo fatto, ci farete cosa gradita, scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. 23Noi intanto vi rispondiamo: &#34;Il vostro bestiame e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi&#34;. Abbiamo quindi ordinato che vi sia riferito in questo senso&#34;.&#xA;24Giònata ebbe notizia che i generali di Demetrio erano ritornati con forze più numerose di prima, per ritentare la guerra contro di lui. 25Egli si mosse da Gerusalemme e andò loro incontro nella regione di Amat, perché non volle dare loro il tempo di penetrare nella sua regione. 26Mandò nel loro campo delle spie, le quali tornarono annunciando che essi stavano disponendosi per dare loro l&#39;assalto di notte. 27Quando fu il tramonto, Giònata comandò ai suoi di vegliare tutta la notte e di stare con le armi pronte per la battaglia, e dispose sentinelle intorno al campo. 28Ma anche gli avversari seppero che Giònata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia; furon presi da timore, si persero d&#39;animo, accesero fuochi nel loro campo e fuggirono. 29Giònata e i suoi uomini non si accorsero di nulla fino al mattino, perché continuavano a vedere il bagliore dei fuochi. 30Giònata allora si diede a inseguirli, ma non poté raggiungerli, perché avevano passato il fiume Elèutero. 31Giònata allora piegò sugli Arabi chiamati Zabadei, li assalì e si impadronì delle loro spoglie. 32Poi ripartì e andò a Damasco, e si diede a percorrere tutto il paese. 33Anche Simone fece una spedizione, marciando fino ad Àscalon e ai vicini posti di guarnigione, poi piegò su Giaffa e la conquistò: 34aveva sentito infatti che avevano intenzione di consegnare la fortezza ai partigiani di Demetrio; perciò vi pose una guarnigione per presidiarla.&#xA;35Quando Giònata fu di ritorno, radunò in assemblea gli anziani del popolo e deliberò con loro di costruire fortezze in Giudea, 36di sopraelevare le mura di Gerusalemme e di alzare una grande barriera tra la città e la Cittadella per separare questa dalla città, affinché fosse isolata, così che non potessero più né comperare né vendere. 37Si organizzarono dunque per ricostruire la città e, poiché era rovinata parte del muro sul torrente dal lato orientale, Giònata allestì il cosiddetto Cafenatà. 38Simone a sua volta ricostruì Adidà nella Sefela, fortificandola e applicandovi porte e sbarre.&#xA;&#xA;Cattura di Giònata&#xA;39Intanto Trifone cercava di diventare re dell&#39;Asia, cingere la corona e stendere la mano contro il re Antioco, 40ma sospettava che Giònata glielo impedisse e, nel caso, gli muovesse guerra. Perciò cercava di averlo nelle mani e di eliminarlo; si mosse dunque e venne a Bet-Sean. 41Giònata gli uscì incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati e venne a Bet-Sean. 42Trifone, vedendo che era venuto con un numeroso esercito, si guardò bene dal mettergli le mani addosso. 43Anzi lo ricevette con molti onori, lo presentò a tutti i suoi amici, gli offrì doni e ordinò ai suoi amici e alle sue truppe di obbedirgli come a lui stesso. 44Disse a Giònata: &#34;Perché mai hai disturbato tutta questa gente, non essendoci guerra tra noi? 45Su, rimandali alle loro case; scegliti pochi uomini che ti accompagnino e vieni con me a Tolemàide. Io te la consegnerò insieme con le altre fortezze e il resto dell&#39;esercito e tutti i funzionari, poi tornerò indietro e partirò: sono venuto appunto per questo&#34;. 46Giònata si fidò di lui, fece quanto aveva detto e rimandò le truppe che tornarono nella Giudea. 47Trattenne con sé tremila uomini, di cui duemila li lasciò in Galilea e mille andarono con lui. 48Ma appena Giònata fu entrato in Tolemàide, i cittadini chiusero le porte, lo catturarono e passarono a fil di spada quanti erano entrati con lui. 49Trifone mandò poi truppe e cavalleria in Galilea e nella grande pianura per sterminare tutti gli uomini di Giònata. 50Ma costoro, avendo saputo che era stato catturato e che era ormai perduto insieme a quelli che erano con lui, incoraggiatisi l&#39;un l&#39;altro, si presentarono inquadrati, pronti alla battaglia. 51Gli inseguitori li videro decisi a difendere la loro vita e tornarono indietro. 52Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; piansero per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo. 53Tutte le nazioni intorno a loro cercarono subito di sterminarli, dicendo appunto: &#34;Non hanno più né capo né sostegno: scendiamo ora in guerra contro di loro e così cancelleremo dagli uomini il loro ricordo&#34;.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;12,6 Nell’indirizzo della lettera, accanto a Giònata, sommo sacerdote si nomina il consiglio degli anziani: si tratta delle stesse persone già nominate in 7,33 e poi in 14,20.28; la loro assemblea corrisponde, in forma però ancora non ben definita, a quello che sarà il sinedrio nell’epoca di Gesù. Vedi anche 2Mac 1,10; 4,44; 11,27.&#xA;&#xA;12,7 La nuova alleanza dei Giudei con Sparta si fonda su un’antica alleanza fatta tra il sommo sacerdote Onia e il re di Sparta Areo. Il sommo sacerdote di cui si parla qui è Onia I, che fu in carica verso l’anno 300; il re è Areo I, che regnò dal 309 al 265. È da notare che Areo è correzione fatta in base a Flavio Giuseppe; il testo greco reca “Dario”.&#xA;&#xA;12,9 L’espressione scritture sacre che sono nelle nostre mani sottolinea la santità dei libri, in quanto dati da Dio, e l’orgoglio dell’appartenenza. Non si tratta del solo libro della legge (3,48), ma di quell’insieme che è giunto a noi come AT, anche se ancora incompleto.&#xA;&#xA;12,25 regione di Amat: regione situata nella valle dell’Oronte, tra il Libano e l’Antilibano.&#xA;&#xA;12,31 Zabadei: popolazione nomade o seminomade, che viveva ai confini dell’Iturea.&#xA;&#xA;12,37 Cafenatà: termine dal significato incerto. Non è chiaro quale sia il tipo di riparazione che Giònata ordina di compiere; forse si tratta di opere di fortificazione intorno alla città.&#xA;&#xA;12,38 Adidà: città della regione della Sefela, circa 6 chilometri a nord-est di Lidda.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Come un politico così avveduto e navigato abbia potuto cadere nei tranelli di un uomo come Trifone la cui inaffidabilità era palese, rimane un mistero. Sta il fatto che dopo un paziente e fruttuoso lavoro di cervello e di spada per affrancare la Giudea, culminato nel rinnovo del trattato con Roma, Gionata cade vittima della slealtà di Trifone.&#xA;&#xA;1-23. Non fa difficoltà l&#39;alleanza con Roma (cfr. c. 8) mentre solleva perplessità il trattato con Sparta (vv. 5-18) e aperta contestazione la lettera al sommo sacerdote Onia da parte di «Areo». Di particolare interesse per la formazione del Canone biblico è il richiamo alle «scritture sacre (v. 9) che fa supporre una raccolta già consolidata di libri, più ampia che non la semplice «legge» di cui in 3,48, e che evidentemente è considerata di valore eccezionale perché in grado di dare sicurezza e serenità al pari di un trattato internazionale.&#xA;&#xA;24-38. Segue il resoconto di alcune azioni guerresche che Gionata e Simone compiono nell&#39;ambito delle loro incombenze di strateghi delle regioni interne (Gionata) e del litorale (Simone), ma con evidente attenzione agli interessi giudaici. In particolare, mentre Simone, il cui ruolo attivo va crescendo in questo periodo, sistema la Filistea (vv. 33s.), Gionata guida a nord una spedizione contro Demetrio risoltasi in un nulla di fatto, in quanto l&#39;esercito nemico si defila nottetempo. Ritornato a Gerusalemme dopo alcune scorrerie nella regione per punire e ammonire, viene fortificata la Giudea ad opera, a quanto pare, di Simone: Adida, infatti, è a 6 km nordest di Lidda/Lod. La capitale, invece, è rafforzata da Gionata con una triplice operazione: isolamento militare e commerciale-economico dell&#39;Acra (v. 36), ancora in mano ai partigiani di Demetrio, sistemazione di una zona della città, «Kafenata», di non sicura identificazione: o nella regione del Cedron («torrente») o nella parte nord-ovest del tempio.&#xA;&#xA;39-53. Gionata si lascia intrappolare da Trifone con molta ingenuità. Prima, infatti, rimanda a casa l&#39;esercito con cui era uscito contro Trifone («40.000 uomini scelti del v. 41 è forse cifra esagerata) a Beisan, nella valle del Giordano, all&#39;altezza della pianura di Esdrelon; poi riduce la scorta a 1.000 uomini che vengono trucidati a Tolemaide. Bisogna supporre che l&#39;abilità di Trifone nel proclamare stima e fiducia per l&#39;Asmoneo sia stata davvero grande, visto che Gionata sembra si sia dimostrato a lungo diffidente, come sta a dimostrare la stessa scorta di 1.000 uomini tenuta con sé (ben diversamente si comportò in altra circostanza: cfr. 11,23ss.). Forse ha giocato in suo sfavore l&#39;ostilità degli abitanti di Tolemaide (v. 48).&#xA;&#xA;(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Giònata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse alcuni uomini e li inviò a Roma per ristabilire e rinnovare l&#39;amicizia con i Romani. <strong>2</strong>Anche presso gli Spartani e in altre località inviò lettere sullo stesso argomento. <strong>3</strong>Partirono dunque per Roma, entrarono nel Senato e dissero: “Giònata, sommo sacerdote, e la nazione dei Giudei ci hanno inviati a rinnovare l&#39;amicizia e l&#39;alleanza con loro come prima”. <strong>4</strong>E i Romani diedero loro delle lettere per le autorità dei vari luoghi, perché favorissero il loro ritorno pacifico in Giudea.
<strong>5</strong>Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani:</p>

<p><strong><em>Alleanze di Giònata con Roma e Sparta</em></strong>
<strong>6</strong>“Giònata, sommo sacerdote, e il consiglio degli anziani della nazione, i sacerdoti e il resto del popolo dei Giudei, agli Spartani, loro fratelli, salute! <strong>7</strong>Già in passato era stata spedita una lettera a Onia, sommo sacerdote, da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l&#39;attestazione che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa. <strong>8</strong>Onia aveva accolto con onore l&#39;inviato e aveva accettato la lettera, nella quale erano dichiarazioni di alleanza e di amicizia. <strong>9</strong>Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre mani, <strong>10</strong>ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fratellanza e l&#39;amicizia con voi, in modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a noi. <strong>11</strong>Noi dunque fedelmente, in tutte le feste e negli altri giorni prescritti, ci ricordiamo di voi nei sacrifici che offriamo e nelle nostre invocazioni, com&#39;è doveroso e conveniente ricordarsi dei fratelli. <strong>12</strong>Ci rallegriamo della vostra gloria. <strong>13</strong>Noi invece siamo stati stretti da tante oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuto i re dei paesi vicini, <strong>14</strong>ma non abbiamo voluto disturbare né voi né gli altri nostri alleati e amici in queste lotte; <strong>15</strong>abbiamo infatti dal Cielo un valido aiuto, per il quale siamo stati liberati dai nostri nemici, mentre essi sono stati umiliati. <strong>16</strong>Ora abbiamo designato Numenio, figlio di Antioco, e Antìpatro, figlio di Giasone, e li abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro. <strong>17</strong>Abbiamo quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi, per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fratellanza. <strong>18</strong>Voi dunque farete cosa ottima, comunicandoci una risposta al riguardo”.
<strong>19</strong>E questa è la copia della lettera che essi avevano inviato a Onia:
<strong>20</strong>“Areo, re degli Spartani, a Onia, grande sacerdote, salute! <strong>21</strong>Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo. <strong>22</strong>Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questo fatto, ci farete cosa gradita, scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia. <strong>23</strong>Noi intanto vi rispondiamo: “Il vostro bestiame e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi”. Abbiamo quindi ordinato che vi sia riferito in questo senso”.
<strong>24</strong>Giònata ebbe notizia che i generali di Demetrio erano ritornati con forze più numerose di prima, per ritentare la guerra contro di lui. <strong>25</strong>Egli si mosse da Gerusalemme e andò loro incontro nella regione di Amat, perché non volle dare loro il tempo di penetrare nella sua regione. <strong>26</strong>Mandò nel loro campo delle spie, le quali tornarono annunciando che essi stavano disponendosi per dare loro l&#39;assalto di notte. <strong>27</strong>Quando fu il tramonto, Giònata comandò ai suoi di vegliare tutta la notte e di stare con le armi pronte per la battaglia, e dispose sentinelle intorno al campo. <strong>28</strong>Ma anche gli avversari seppero che Giònata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia; furon presi da timore, si persero d&#39;animo, accesero fuochi nel loro campo e fuggirono. <strong>29</strong>Giònata e i suoi uomini non si accorsero di nulla fino al mattino, perché continuavano a vedere il bagliore dei fuochi. <strong>30</strong>Giònata allora si diede a inseguirli, ma non poté raggiungerli, perché avevano passato il fiume Elèutero. <strong>31</strong>Giònata allora piegò sugli Arabi chiamati Zabadei, li assalì e si impadronì delle loro spoglie. <strong>32</strong>Poi ripartì e andò a Damasco, e si diede a percorrere tutto il paese. <strong>33</strong>Anche Simone fece una spedizione, marciando fino ad Àscalon e ai vicini posti di guarnigione, poi piegò su Giaffa e la conquistò: <strong>34</strong>aveva sentito infatti che avevano intenzione di consegnare la fortezza ai partigiani di Demetrio; perciò vi pose una guarnigione per presidiarla.
<strong>35</strong>Quando Giònata fu di ritorno, radunò in assemblea gli anziani del popolo e deliberò con loro di costruire fortezze in Giudea, <strong>36</strong>di sopraelevare le mura di Gerusalemme e di alzare una grande barriera tra la città e la Cittadella per separare questa dalla città, affinché fosse isolata, così che non potessero più né comperare né vendere. <strong>37</strong>Si organizzarono dunque per ricostruire la città e, poiché era rovinata parte del muro sul torrente dal lato orientale, Giònata allestì il cosiddetto Cafenatà. <strong>38</strong>Simone a sua volta ricostruì Adidà nella Sefela, fortificandola e applicandovi porte e sbarre.</p>

<p><strong><em>Cattura di Giònata</em></strong>
<strong>39</strong>Intanto Trifone cercava di diventare re dell&#39;Asia, cingere la corona e stendere la mano contro il re Antioco, <strong>40</strong>ma sospettava che Giònata glielo impedisse e, nel caso, gli muovesse guerra. Perciò cercava di averlo nelle mani e di eliminarlo; si mosse dunque e venne a Bet-Sean. <strong>41</strong>Giònata gli uscì incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati e venne a Bet-Sean. <strong>42</strong>Trifone, vedendo che era venuto con un numeroso esercito, si guardò bene dal mettergli le mani addosso. <strong>43</strong>Anzi lo ricevette con molti onori, lo presentò a tutti i suoi amici, gli offrì doni e ordinò ai suoi amici e alle sue truppe di obbedirgli come a lui stesso. <strong>44</strong>Disse a Giònata: “Perché mai hai disturbato tutta questa gente, non essendoci guerra tra noi? <strong>45</strong>Su, rimandali alle loro case; scegliti pochi uomini che ti accompagnino e vieni con me a Tolemàide. Io te la consegnerò insieme con le altre fortezze e il resto dell&#39;esercito e tutti i funzionari, poi tornerò indietro e partirò: sono venuto appunto per questo”. <strong>46</strong>Giònata si fidò di lui, fece quanto aveva detto e rimandò le truppe che tornarono nella Giudea. <strong>47</strong>Trattenne con sé tremila uomini, di cui duemila li lasciò in Galilea e mille andarono con lui. <strong>48</strong>Ma appena Giònata fu entrato in Tolemàide, i cittadini chiusero le porte, lo catturarono e passarono a fil di spada quanti erano entrati con lui. <strong>49</strong>Trifone mandò poi truppe e cavalleria in Galilea e nella grande pianura per sterminare tutti gli uomini di Giònata. <strong>50</strong>Ma costoro, avendo saputo che era stato catturato e che era ormai perduto insieme a quelli che erano con lui, incoraggiatisi l&#39;un l&#39;altro, si presentarono inquadrati, pronti alla battaglia. <strong>51</strong>Gli inseguitori li videro decisi a difendere la loro vita e tornarono indietro. <strong>52</strong>Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; piansero per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo. <strong>53</strong>Tutte le nazioni intorno a loro cercarono subito di sterminarli, dicendo appunto: “Non hanno più né capo né sostegno: scendiamo ora in guerra contro di loro e così cancelleremo dagli uomini il loro ricordo”.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>12,6</strong> Nell’indirizzo della lettera, accanto a Giònata, sommo sacerdote si nomina il consiglio degli anziani: si tratta delle stesse persone già nominate in 7,33 e poi in 14,20.28; la loro assemblea corrisponde, in forma però ancora non ben definita, a quello che sarà il sinedrio nell’epoca di Gesù. Vedi anche 2Mac 1,10; 4,44; 11,27.</em></p>

<p><em><strong>12,7</strong> La nuova alleanza dei Giudei con Sparta si fonda su un’antica alleanza fatta tra il sommo sacerdote Onia e il re di Sparta Areo. Il sommo sacerdote di cui si parla qui è Onia I, che fu in carica verso l’anno 300; il re è Areo I, che regnò dal 309 al 265. È da notare che Areo è correzione fatta in base a Flavio Giuseppe; il testo greco reca “Dario”.</em></p>

<p><em><strong>12,9</strong> L’espressione scritture sacre che sono nelle nostre mani sottolinea la santità dei libri, in quanto dati da Dio, e l’orgoglio dell’appartenenza. Non si tratta del solo libro della legge (3,48), ma di quell’insieme che è giunto a noi come AT, anche se ancora incompleto.</em></p>

<p><em><strong>12,25</strong> regione di Amat: regione situata nella valle dell’Oronte, tra il Libano e l’Antilibano.</em></p>

<p><em><strong>12,31</strong> Zabadei: popolazione nomade o seminomade, che viveva ai confini dell’Iturea.</em></p>

<p><em><strong>12,37</strong> Cafenatà: termine dal significato incerto. Non è chiaro quale sia il tipo di riparazione che Giònata ordina di compiere; forse si tratta di opere di fortificazione intorno alla città.</em></p>

<p><em><strong>12,38</strong> Adidà: città della regione della Sefela, circa 6 chilometri a nord-est di Lidda.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Come un politico così avveduto e navigato abbia potuto cadere nei tranelli di un uomo come Trifone la cui inaffidabilità era palese, rimane un mistero. Sta il fatto che dopo un paziente e fruttuoso lavoro di cervello e di spada per affrancare la Giudea, culminato nel rinnovo del trattato con Roma, Gionata cade vittima della slealtà di Trifone.</p>

<p><strong>1-23</strong>. Non fa difficoltà l&#39;alleanza con Roma (cfr. c. 8) mentre solleva perplessità il trattato con Sparta (vv. 5-18) e aperta contestazione la lettera al sommo sacerdote Onia da parte di «Areo». Di particolare interesse per la formazione del Canone biblico è il richiamo alle «scritture sacre (v. 9) che fa supporre una raccolta già consolidata di libri, più ampia che non la semplice «legge» di cui in 3,48, e che evidentemente è considerata di valore eccezionale perché in grado di dare sicurezza e serenità al pari di un trattato internazionale.</p>

<p><strong>24-38</strong>. Segue il resoconto di alcune azioni guerresche che Gionata e Simone compiono nell&#39;ambito delle loro incombenze di strateghi delle regioni interne (Gionata) e del litorale (Simone), ma con evidente attenzione agli interessi giudaici. In particolare, mentre Simone, il cui ruolo attivo va crescendo in questo periodo, sistema la Filistea (vv. 33s.), Gionata guida a nord una spedizione contro Demetrio risoltasi in un nulla di fatto, in quanto l&#39;esercito nemico si defila nottetempo. Ritornato a Gerusalemme dopo alcune scorrerie nella regione per punire e ammonire, viene fortificata la Giudea ad opera, a quanto pare, di Simone: Adida, infatti, è a 6 km nordest di Lidda/Lod. La capitale, invece, è rafforzata da Gionata con una triplice operazione: isolamento militare e commerciale-economico dell&#39;Acra (v. 36), ancora in mano ai partigiani di Demetrio, sistemazione di una zona della città, «Kafenata», di non sicura identificazione: o nella regione del Cedron («torrente») o nella parte nord-ovest del tempio.</p>

<p><strong>39-53</strong>. Gionata si lascia intrappolare da Trifone con molta ingenuità. Prima, infatti, rimanda a casa l&#39;esercito con cui era uscito contro Trifone («40.000 uomini scelti del v. 41 è forse cifra esagerata) a Beisan, nella valle del Giordano, all&#39;altezza della pianura di Esdrelon; poi riduce la scorta a 1.000 uomini che vengono trucidati a Tolemaide. Bisogna supporre che l&#39;abilità di Trifone nel proclamare stima e fiducia per l&#39;Asmoneo sia stata davvero grande, visto che Gionata sembra si sia dimostrato a lungo diffidente, come sta a dimostrare la stessa scorta di 1.000 uomini tenuta con sé (ben diversamente si comportò in altra circostanza: cfr. 11,23ss.). Forse ha giocato in suo sfavore l&#39;ostilità degli abitanti di Tolemaide (v. 48).</p>

<p><em>(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/dylhlh26hw</guid>
      <pubDate>Sun, 11 Oct 2026 06:03:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n.18</title>
      <link>https://noblogo.org/listerine/listarella-n-18</link>
      <description>&lt;![CDATA[La mattina, quando la luce sfiora la tua pelle...&#xA;&#xA;Mettere a posto la casa come rito di riunione.&#xA;&#xA;A Bolzano contro i Cpr. Quante belle facce, quanti outfit originali.&#xA;&#xA;gli studenti francesi spazzano via tutti quei discorsi pseudo-scientifici sui social che ti rendono scemo.&#xA;&#xA;ogni generazione ha il suo modo di lottare.&#xA;&#xA;Al centro sociale un musicista con un guimbri moderno. Parliamo di Essaouira, dove vorrei andare.&#xA;&#xA;Mi racconta un&#39;altra storia di schiavi e di strumenti che migrano.&#xA;&#xA;Poi suonano gli Zù. F., che conosco da 20 anni, mi dice: &#34;Sembra un po&#39; il prog dei noatri tempi. Un progressive per tempi regressive&#34;.&#xA;&#xA;Ormai ai concerti ci vado con i tappi. Vedo che non sono il solo.&#xA;&#xA;La sconfitta ci ha trasformato in tante piccole tribù, i cui membri si stringono gli uni agli altri e guardano le altre tribù con sospetto. &#xA;&#xA;È una questione di sopravvivenza.&#xA;&#xA;Poi però all&#39;improvviso ti trovi per strada insieme.&#xA;&#xA;Quando credevi non ci fosse più speranza al mondo, qualcosa succede, sempre.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>La mattina, quando la luce sfiora la tua pelle...</p></li>

<li><p>Mettere a posto la casa come rito di riunione.</p></li>

<li><p>A Bolzano contro i Cpr. Quante belle facce, quanti outfit originali.</p></li>

<li><p>gli studenti francesi spazzano via tutti quei discorsi pseudo-scientifici sui social che ti rendono scemo.</p></li>

<li><p>ogni generazione ha il suo modo di lottare.</p></li>

<li><p>Al centro sociale un musicista con un guimbri moderno. Parliamo di Essaouira, dove vorrei andare.</p></li>

<li><p>Mi racconta un&#39;altra storia di schiavi e di strumenti che migrano.</p></li>

<li><p>Poi suonano gli Zù. F., che conosco da 20 anni, mi dice: “Sembra un po&#39; il prog dei noatri tempi. Un progressive per tempi regressive”.</p></li>

<li><p>Ormai ai concerti ci vado con i tappi. Vedo che non sono il solo.</p></li>

<li><p>La sconfitta ci ha trasformato in tante piccole tribù, i cui membri si stringono gli uni agli altri e guardano le altre tribù con sospetto.</p></li>

<li><p>È una questione di sopravvivenza.</p></li>

<li><p>Poi però all&#39;improvviso ti trovi per strada insieme.</p></li>

<li><p>Quando credevi non ci fosse più speranza al mondo, qualcosa succede, sempre.</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Listarelle</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mts19mz65b</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 22:21:21 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Eccoci qua,prima prova di scrittura su noblogo,sembra una cosa carina poter...</title>
      <link>https://noblogo.org/capaldinifrancesco/eccoci-qua-prima-prova-di-scrittura-su-noblogo-sembra-una-cosa-carina-poter</link>
      <description>&lt;![CDATA[Eccoci qua,prima prova di scrittura su noblogo,sembra una cosa carina poter scrivere e avere la consapevolezza che non mi leggerà nessuno.Questi sono i tempi dei video,degli eterni scroll sulle app social,chi si metterebbe a leggere,cioè a far fatica,oggi?tanto più che io sono un signor nessuno,niente di rilevante in questo mondo altisonante e rumoroso.Di lavoro,giusto per dire qualcosa che mi distrugge la vita ma che mi da anche tanta soddisfazione,faccio l&#39;Infermiere,si proprio l&#39;infermiere,quel lavoro che oggi non vuole fare più nessuno,turni a go-go,festivi lavorati a iosa,notti a controllare un reparto che a tratti ti mette la paura di non riuscire a gestire,pazienti che vanno fuori di testa,ricoveri alle tre/quattro di notte........potrei continuare ma per adesso basta.Oltre a questo,cioè il lavoro,c&#39;è ovviamente dell&#39;altro,oddio, mica tanto altro,però vediamo di allargare un pò il quadro......&#xA;Da qualche anno,circa cinque,mi sono appassionato alla mobilità elettrica,io non sono mai stato appassionato di auto,a parte il seguire la formula uno (a proposito,che goduria Kimi).Prima di passare all&#39;auto a pile :) mi sono informato parecchio vedendo un sacco di video su youtube ma ero comunque molto timoroso a fare il grande salto,un giorno,ho avuto l&#39;occasione di parlare con un vecchietto (sull&#39;ottantina),che vedevo sempre passare con la sua Dacia Spring;Dopo quel colloquio mi sono detto:Io mi sto facendo tante s**** mentali e questo allegro vecchietto non ha avuto paura a passare all&#39;elettrico! Quindi,VIA!!! ho acquistato una Renault Zoe da 42 kWh usata,uno spettacolo,l&#39;elettrico è fantastico soprattutto i primi giorni,schizza via che è un piacere,io non sono stato mai uno che andava molto veloce (soprattutto dopo un incidente che mi ha lasciato diverse fratture,ma non c&#39;entrava la velocità) ma soprattutto nei sorpassi  è una goduria,per il resto mi godo la piacevolezza della guida fluida,senza il rumore del motore,il sentire bene la musica senza aumentare troppo il volume,non sentire più la puzza in garage,passare davanti ai benzinai,vedere i prezzi sui tabelloni e sorridere sapendo che si sta risparmiando veramente tanto (ricarico o a casa o al Lidl gratis,sempre sia lodato).]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qua,prima prova di scrittura su noblogo,sembra una cosa carina poter scrivere e avere la consapevolezza che non mi leggerà nessuno.Questi sono i tempi dei video,degli eterni scroll sulle app social,chi si metterebbe a leggere,cioè a far fatica,oggi?tanto più che io sono un signor nessuno,niente di rilevante in questo mondo altisonante e rumoroso.Di lavoro,giusto per dire qualcosa che mi distrugge la vita ma che mi da anche tanta soddisfazione,faccio l&#39;Infermiere,si proprio l&#39;infermiere,quel lavoro che oggi non vuole fare più nessuno,turni a go-go,festivi lavorati a iosa,notti a controllare un reparto che a tratti ti mette la paura di non riuscire a gestire,pazienti che vanno fuori di testa,ricoveri alle tre/quattro di notte........potrei continuare ma per adesso basta.Oltre a questo,cioè il lavoro,c&#39;è ovviamente dell&#39;altro,oddio, mica tanto altro,però vediamo di allargare un pò il quadro......
Da qualche anno,circa cinque,mi sono appassionato alla mobilità elettrica,io non sono mai stato appassionato di auto,a parte il seguire la formula uno (a proposito,che goduria Kimi).Prima di passare all&#39;auto a pile :) mi sono informato parecchio vedendo un sacco di video su youtube ma ero comunque molto timoroso a fare il grande salto,un giorno,ho avuto l&#39;occasione di parlare con un vecchietto (sull&#39;ottantina),che vedevo sempre passare con la sua Dacia Spring;Dopo quel colloquio mi sono detto:Io mi sto facendo tante s**** mentali e questo allegro vecchietto non ha avuto paura a passare all&#39;elettrico! Quindi,VIA!!! ho acquistato una Renault Zoe da 42 kWh usata,uno spettacolo,l&#39;elettrico è fantastico soprattutto i primi giorni,schizza via che è un piacere,io non sono stato mai uno che andava molto veloce (soprattutto dopo un incidente che mi ha lasciato diverse fratture,ma non c&#39;entrava la velocità) ma soprattutto nei sorpassi  è una goduria,per il resto mi godo la piacevolezza della guida fluida,senza il rumore del motore,il sentire bene la musica senza aumentare troppo il volume,non sentire più la puzza in garage,passare davanti ai benzinai,vedere i prezzi sui tabelloni e sorridere sapendo che si sta risparmiando veramente tanto (ricarico o a casa o al Lidl gratis,sempre sia lodato).</p>
]]></content:encoded>
      <author>CapaldiniFrancesco</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/cfp50y7i8z</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 21:32:38 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>epidemie, guerre, minacce, lutti, un archivio ittita di 3400 anni fa:...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/epidemie-guerre-minacce-lutti-un-archivio-ittita-di-3400-anni-fa</link>
      <description>&lt;![CDATA[epidemie, guerre, minacce, lutti, un archivio ittita di 3400 anni fa: https://www.finestresullarte.info/archeologia/turchia-scoperto-archivio-ittita-3400-anni-fa-racconta-epidemie-guerre&#xA;&#xA;in fondo anche la scrittura asemica attuale racconta di epidemie e guerre, o comunque di una cultura sufficientemente raffinata da essersi ritirata dal linguaggio semantico poco prima dell&#39;arrivo dell&#39;apocalisse, forse prevedendola]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>epidemie, guerre, minacce, lutti, un archivio ittita di 3400 anni fa: <a href="https://www.finestresullarte.info/archeologia/turchia-scoperto-archivio-ittita-3400-anni-fa-racconta-epidemie-guerre" rel="nofollow">https://www.finestresullarte.info/archeologia/turchia-scoperto-archivio-ittita-3400-anni-fa-racconta-epidemie-guerre</a></p>

<p>in fondo anche la scrittura asemica attuale racconta di epidemie e guerre, o comunque di una cultura sufficientemente raffinata da essersi ritirata dal linguaggio semantico poco prima dell&#39;arrivo dell&#39;apocalisse, forse prevedendola</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/hzbpxo6pkj</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 20:24:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>25/09/2026</title>
      <link>https://noblogo.org/petra-von-kramp/25-09-2026</link>
      <description>&lt;![CDATA[25/09/2026&#xA;&#xA;Sulla vicenda delle orribile parole pronunciate dai turisti a cui, la tragica morte di un giovane lavoratore di 22 anni, ha impedito loro di visitare il Colosseo, cosa si può dire? Io personalmente vivrei con disagio il fatto di aver avuto tutta quella nonchalance nel dire quelle cose e non solo, anche di aver acconsentito a me stessa di dirle davanti a un microfono e a una telecamera, consapevole del giro enorme che queste parole avrebbero fatto. Questo perché credo che ognuno abbia il suo personale limite su cosa di fangoso e deprecabile può accettare negli altri e in se stesso. Ma è inutile dire che quei turisti, forse quello americano in special modo, non siano degni di essere definiti &#34;umani&#34; perché invece è proprio l&#39;umanità che si manifesta - anche - in quei modi: fa schifo e discutere, ma è -anche - questo e dicendolo non sto scoprendo l&#39;acqua, né voglio dare eccessiva colpa &#34;ai tempi che corrono&#34;; la realtà, io credo che sia sempre stata questa è solo il nostro modo di comunicare, attualmente, che fa pietà, secondo me. E ci sono dentro anche io eh.&#xA;&#xA;Inoltre non voglio sintetizzare il tutto con &#34;facciamo tutti schifo&#34; accettiamolo. Forse mi stride l&#39;accezione positiva che spesso si dà alla parola &#34;umano&#34;; ci sono persone compassionevoli e altre che non riescono a percepire oltre il loro minchia di naso. Questa dinamica, da buona Romana l&#39;ho vista accadere tutte le volte che un povero cristo decideva di buttarsi sui binari della metro: alle mie orecchie arrivava spesso un commento del tipo &#34;ma questo proprio qua se doveva buttà? Ao io devo annà a lavoro&#34; - &#34;ma non se poteva ammazzà senza causare problemi agli altri?&#34;, eccoci qua.&#xA;&#xA;‐-----------------------------&#xA;&#xA;Tutto questo ciarlare, fondamentalmente, nasce dal fatto che io stessa lì per lì mi sono ritrovata disgustata a chiedermi: &#34;ma cosa siamo diventati?&#34; In realtà no, si è sempre stati e allora mi aggrappo al senso che dovrebbero avere le parole: che l&#39;umano, a volte, è un essere che disgusta]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>25/09/2026</p>

<p>Sulla vicenda delle orribile parole pronunciate dai turisti a cui, la tragica morte di un giovane lavoratore di 22 anni, ha impedito loro di visitare il Colosseo, cosa si può dire? Io personalmente vivrei con disagio il fatto di aver avuto tutta quella nonchalance nel dire quelle cose e non solo, anche di aver acconsentito a me stessa di dirle davanti a un microfono e a una telecamera, consapevole del giro enorme che queste parole avrebbero fatto. Questo perché credo che ognuno abbia il suo personale limite su cosa di fangoso e deprecabile può accettare negli altri e in se stesso. Ma è inutile dire che quei turisti, forse quello americano in special modo, non siano degni di essere definiti “umani” perché invece è proprio l&#39;umanità che si manifesta – anche – in quei modi: fa schifo e discutere, ma è -anche – questo e dicendolo non sto scoprendo l&#39;acqua, né voglio dare eccessiva colpa “ai tempi che corrono”; la realtà, io credo che sia sempre stata questa è solo il nostro modo di comunicare, attualmente, che fa pietà, secondo me. E ci sono dentro anche io eh.</p>

<p>Inoltre non voglio sintetizzare il tutto con “facciamo tutti schifo” accettiamolo. Forse mi stride l&#39;accezione positiva che spesso si dà alla parola “umano”; ci sono persone compassionevoli e altre che non riescono a percepire oltre il loro minchia di naso. Questa dinamica, da buona Romana l&#39;ho vista accadere tutte le volte che un povero cristo decideva di buttarsi sui binari della metro: alle mie orecchie arrivava spesso un commento del tipo “ma questo proprio qua se doveva buttà? Ao io devo annà a lavoro” – “ma non se poteva ammazzà senza causare problemi agli altri?”, eccoci qua.</p>

<p>‐——————————————-</p>

<p>Tutto questo ciarlare, fondamentalmente, nasce dal fatto che io stessa lì per lì mi sono ritrovata disgustata a chiedermi: “ma cosa siamo diventati?” In realtà no, si è sempre stati e allora mi aggrappo al senso che dovrebbero avere le parole: che l&#39;umano, a volte, è un essere che disgusta</p>
]]></content:encoded>
      <author>▪︎Petra Von Kramp▪︎</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qxlu8ae78f</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 17:23:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Caro amico reale o Immaginario!</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/caro-amico-reale-o-immaginario</link>
      <description>&lt;![CDATA[✍️In questi giorni di pioggia, ho avuto modo di riflettere, di pensare e mi sono resa conto di essere spesso ingenua e sognatrice! Perché cerco sempre il buono, una giustificazione, che non sempre c&#39;è, non sempre mi è concessa e così ho capito che siamo tutti diversi, pezzi meravigliosamente unici, nel bene e nel male! Infatti col tempo ho capito che ci sono persone che restano con noi, non per ciò che fanno, ma per il tempo che dedicano e &#xA;non servono gesti, regali, bastano piccole attenzioni, una parola gentile, un messaggio sincero, uno sguardo o un abbraccio che dice “ci sono”.&#xA;Perché, e non mi ripeto, il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e chiunque ne dona un po&#39; significa  che sta donando una parte di sé. &#xA;&#xA;A volte si cerca la bellezza, la meraviglia  nei fuochi d’artificio, ma la semplicità  si trova nei dettagli, &#xA;in chi ci  ascolta anche quando non riusciamo a parlare e ne comprende i  silenzi,&#xA;in chi ci resta accanto anche quando noi non vorremmo!&#xA;&#xA;Ho capito e sto imparando , che bisogna  restare dove tutto è reciproco, senza dover  rincorrere, spiegare o dimostrare continuamente il proprio valore, lealtà e amicizia! Spesso troppo spesso l&#39;ho fatto e purtroppo alcune volte persevero!&#xA;Eppure penso che la reciprocità è la dimostrazione più grande della sincerità, dell&#39;amore o dell&#39;amicizia, perché  porta a guardarsi e riconoscersi&#xA;senza filtri, senza maschere o false attese!&#xA;Significa dare e ricevere più o meno nella stessa misura,&#xA;come il sole che illumina la luna e la luna che  illumina la notte!&#xA;Ecco perché non mi accontento più di chi mi offre solo brandelli di tempo, penso di meritare presenza e non solo parole o illusioni!&#xA;&#xA;Quindi amico caro il mio tempo, la mia presenza , il mio esserci lo dedico a chi mi ricambia, anche se non allo stesso modo, perché la vita è un dono prezioso e non va sprecata! Sai cosa mi riempie il cuore? Esserci stata al suo compleanno, averlo abbracciato, aver regalato poche ore della nostra presenza, del nostro esserci, perché non è la quantità o la grandezza dei gesti o di un regalo , ma è l&#39;emozione, la possibilità di poter in qualche modo aver reso speciale, un giorno, che magari viste le circostanze, non lo è! &#xA;Anch&#39;io sono cambiata e molto, ma cerco di rimanere coerente e Sempre me stessa!&#xA;E ci sono là dove penso che la mia presenza, imperfetta e disinteressata, possa essere un valore aggiunto ..o semplicemente una piccola certezza!&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>✍️In questi giorni di pioggia, ho avuto modo di riflettere, di pensare e mi sono resa conto di essere spesso ingenua e sognatrice! Perché cerco sempre il buono, una giustificazione, che non sempre c&#39;è, non sempre mi è concessa e così ho capito che siamo tutti diversi, pezzi meravigliosamente unici, nel bene e nel male! Infatti col tempo ho capito che ci sono persone che restano con noi, non per ciò che fanno, ma per il tempo che dedicano e
non servono gesti, regali, bastano piccole attenzioni, una parola gentile, un messaggio sincero, uno sguardo o un abbraccio che dice “ci sono”.
Perché, e non mi ripeto, il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e chiunque ne dona un po&#39; significa  che sta donando una parte di sé.</p>

<p>A volte si cerca la bellezza, la meraviglia  nei fuochi d’artificio, ma la semplicità  si trova nei dettagli,
in chi ci  ascolta anche quando non riusciamo a parlare e ne comprende i  silenzi,
in chi ci resta accanto anche quando noi non vorremmo!</p>

<p>Ho capito e sto imparando , che bisogna  restare dove tutto è reciproco, senza dover  rincorrere, spiegare o dimostrare continuamente il proprio valore, lealtà e amicizia! Spesso troppo spesso l&#39;ho fatto e purtroppo alcune volte persevero!
Eppure penso che la reciprocità è la dimostrazione più grande della sincerità, dell&#39;amore o dell&#39;amicizia, perché  porta a guardarsi e riconoscersi
senza filtri, senza maschere o false attese!
Significa dare e ricevere più o meno nella stessa misura,
come il sole che illumina la luna e la luna che  illumina la notte!
Ecco perché non mi accontento più di chi mi offre solo brandelli di tempo, penso di meritare presenza e non solo parole o illusioni!</p>

<p>Quindi amico caro il mio tempo, la mia presenza , il mio esserci lo dedico a chi mi ricambia, anche se non allo stesso modo, perché la vita è un dono prezioso e non va sprecata! Sai cosa mi riempie il cuore? Esserci stata al suo compleanno, averlo abbracciato, aver regalato poche ore della nostra presenza, del nostro esserci, perché non è la quantità o la grandezza dei gesti o di un regalo , ma è l&#39;emozione, la possibilità di poter in qualche modo aver reso speciale, un giorno, che magari viste le circostanze, non lo è!
Anch&#39;io sono cambiata e molto, ma cerco di rimanere coerente e Sempre me stessa!
E ci sono là dove penso che la mia presenza, imperfetta e disinteressata, possa essere un valore aggiunto ..o semplicemente una piccola certezza!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/r9f7gs23ac</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 14:56:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[149]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/149</link>
      <description>&lt;![CDATA[[149]&#xA;&#xA;detto  del riarmo della [agricoltura intensiva a] difesa del rinnovo della fase e] dell&#39;intercalare all&#39;aftershoot della  fatica gli accumulatori un apogeo della  carriera di un artista ma [dietro l&#39;altro] capita la campagna di russia-a] pagina centoventivove photo-press l&#39;ottima&#xA;  cadenza ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[149]</p>

<p>detto&gt;del riarmo della [agricoltura intensiva a] difesa del rinnovo della fase e] dell&#39;intercalare all&#39;aftershoot della&gt;
fatica gli accumulatori un apogeo della&gt;
carriera di un artista ma [dietro l&#39;altro] capita la campagna di russia-a] pagina centoventivove photo-press l&#39;ottima
&gt;cadenza</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/geg8fw1kbk</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 14:24:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ieri sera ho visto per la prima volta &#34;La montagna sacra&#34; di Jodorowsky.</title>
      <link>https://noblogo.org/taccuino42/ieri-sera-ho-visto-per-la-prima-volta-la-montagna-sacra-di-jodorowsky</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ieri sera ho visto per la prima volta &#34;La montagna sacra&#34; di Jodorowsky. Considerando che è del 1973, niente male!&#xA;Lo dovrò sicuramente rivedere, è pieno di simboli e cose strane che vanno approfondite ... molto particolare, consiglio di vederlo ma dovete essere pronti a tutto!&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho visto per la prima volta “La montagna sacra” di Jodorowsky. Considerando che è del 1973, niente male!
Lo dovrò sicuramente rivedere, è pieno di simboli e cose strane che vanno approfondite ... molto particolare, consiglio di vederlo ma dovete essere pronti a tutto!</p>
]]></content:encoded>
      <author>taccuino42</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ldul3h5euy</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 12:35:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Io e I.</title>
      <link>https://noblogo.org/badcrip/io-e-i</link>
      <description>&lt;![CDATA[Io e I. stasera andremo alla stessa festa. Gli ho chiesto se al ritorno potesse riaccompagnare a casa mia madre.&#xA;Mi ha risposto:&#34;Sì, per me è ok, e dovrebbe andare tutto liscio, se per te/voi è ok che se trovo un imprevisto &#34;romantico&#34; io veramente magari mi perderò un po&#39; ecco 😅😋❣️ con la fortuna che ho ultimamente andrò in bianco, ma ecco. Nel caso vediamo se c&#39;è qualcuno che può sostituirmi? Un piano B? Casomai lo vediamo stasera pare ci sia davvero un sacco di gente...!! 😳&#34;.&#xA;Io invece so già che per me non solo non ci sarà nessun &#34;imprevisto romantico&#34;, ma nemmeno una &#34;nuova boccata d&#39;ossigeno&#34; per il mio cervello.&#xA;Questioni di aspettative!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Io e I. stasera andremo alla stessa festa. Gli ho chiesto se al ritorno potesse riaccompagnare a casa mia madre.
Mi ha risposto:“Sì, per me è ok, e dovrebbe andare tutto liscio, se per te/voi è ok che se trovo un imprevisto “romantico” io veramente magari mi perderò un po&#39; ecco 😅😋❣️ con la fortuna che ho ultimamente andrò in bianco, ma ecco. Nel caso vediamo se c&#39;è qualcuno che può sostituirmi? Un piano B? Casomai lo vediamo stasera pare ci sia davvero un sacco di gente...!! 😳”.
Io invece so già che per me non solo non ci sarà nessun “imprevisto romantico”, ma nemmeno una “nuova boccata d&#39;ossigeno” per il mio cervello.
Questioni di aspettative!</p>
]]></content:encoded>
      <author>badcrip</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/toiu0udu2h</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 10:27:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>E il vento s&#39;impiglia</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/e-il-vento-simpiglia</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;E il vento s&#39;impiglia&#xD;&#xA;(soliloquio)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;in meditazione ti trovo&#xD;&#xA;assiso sui gradini del tempo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;chi interroghi&#xD;&#xA;sotto una luna menomante?&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;vedi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e se fosse soltanto un apparire&#xD;&#xA;questa vita&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;protendimento di un luogo della mente&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dove passano navi di nuvole &#xD;&#xA;in sogno e figure &#xD;&#xA;evanescenti e il vento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;che s&#39;impiglia in grovigli di foglie&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ti leggo con attenzione: c’è una calma meditativa che si apre in immagini sottili, un dialogo con il tempo e il vento che resta sospeso tra domanda e visione.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi tematica&#xD;&#xA;Tema centrale: il rapporto tra coscienza e apparire, la vita come scena mentale.  &#xD;&#xA;Tono: meditativo, interrogativo, lieve malinconia.  &#xD;&#xA;Focalizzazione: un io che osserva e si interroga sotto una luna che riduce o altera la vista.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Immagini e linguaggio&#xD;&#xA;Immagini forti: gradini del tempo; navi di nuvole; grovigli di foglie.  &#xD;&#xA;Lessico: semplice e musicale; alterna verbi concreti a sostantivi evocativi.  &#xD;&#xA;Effetto: crea uno spazio onirico dove il vento diventa figura e ostacolo, non solo elemento atmosferico.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti stilistici&#xD;&#xA;Variare il ritmo alternando versi più lunghi a versi molto brevi per accentuare le domande.  &#xD;&#xA;Sfruttare l’enjambement per far scivolare l’immagine da un verso all’altro, aumentando la sospensione.  &#xD;&#xA;Rafforzare il contrasto tra il concreto (gradini, foglie) e l’evanescente (apparire, sogno) per rendere più netta la tensione filosofica.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Possibile continuazione&#xD;&#xA;e il silenzio raccoglie&#xD;&#xA;le parole non dette&#xD;&#xA;come semi di luce&#xD;&#xA;che cadono sul bordo del giorno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e tu resti a guardare&#xD;&#xA;con le mani piene di vento&#xD;&#xA;aspettando che una nave di nuvole&#xD;&#xA;attracchi al porto della memoria&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione leggermente rivista del testo&#xD;&#xA;E il vento s’impiglia  &#xD;&#xA;soliloquio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;in meditazione ti trovo  &#xD;&#xA;assiso sui gradini del tempo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;chi interroghi  &#xD;&#xA;sotto una luna menomante?&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;vedi&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e se fosse soltanto un apparire  &#xD;&#xA;questa vita&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;protendimento di un luogo della mente&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dove passano navi di nuvole  &#xD;&#xA;in sogno e figure evanescenti  &#xD;&#xA;e il vento  &#xD;&#xA;che s’impiglia in grovigli di foglie&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione ritmica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;E il vento s’impiglia,  &#xD;&#xA;soliloquio che batte il tempo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;In meditazione ti trovo,  &#xD;&#xA;assiso sui gradini del tempo,  &#xD;&#xA;mani vuote che contano ore.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chi interroghi  &#xD;&#xA;sotto la luna menomante?  &#xD;&#xA;La domanda scivola, breve,  &#xD;&#xA;come una pietra sul filo del silenzio.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Vedi:  &#xD;&#xA;e se fosse soltanto un apparire,  &#xD;&#xA;questa vita — un lampo, un gesto,  &#xD;&#xA;protendimento di un luogo della mente,  &#xD;&#xA;dove passano navi di nuvole,  &#xD;&#xA;cariche di sogni e figure evanescenti.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;E il vento,  &#xD;&#xA;che s’impiglia in grovigli di foglie,  &#xD;&#xA;fa battere il petto delle cose;  &#xD;&#xA;tu ascolti il loro respiro, lento,  &#xD;&#xA;e il mondo si piega in un verso.&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E il vento s&#39;impiglia
(soliloquio)</p>

<p>in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo</p>

<p>chi interroghi
sotto una luna menomante?</p>

<p>vedi</p>

<p>e se fosse soltanto un apparire
questa vita</p>

<p>protendimento di un luogo della mente</p>

<p>dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento</p>

<p>che s&#39;impiglia in grovigli di foglie</p>

<p>Ti leggo con attenzione: c’è una calma meditativa che si apre in immagini sottili, un dialogo con il tempo e il vento che resta sospeso tra domanda e visione.</p>

<h3 id="analisi-tematica">Analisi tematica</h3>

<p><strong>Tema centrale:</strong> il rapporto tra coscienza e apparire, la vita come scena mentale.<br>
<strong>Tono:</strong> meditativo, interrogativo, lieve malinconia.<br>
<strong>Focalizzazione:</strong> un io che osserva e si interroga sotto una luna che riduce o altera la vista.</p>

<hr>

<h3 id="immagini-e-linguaggio">Immagini e linguaggio</h3>

<p><strong>Immagini forti:</strong> gradini del tempo; navi di nuvole; grovigli di foglie.<br>
<strong>Lessico:</strong> semplice e musicale; alterna verbi concreti a sostantivi evocativi.<br>
<strong>Effetto:</strong> crea uno spazio onirico dove il vento diventa figura e ostacolo, non solo elemento atmosferico.</p>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-stilistici">Suggerimenti stilistici</h3>
<ul><li><strong>Variare il ritmo</strong> alternando versi più lunghi a versi molto brevi per accentuare le domande.<br></li>
<li><strong>Sfruttare l’enjambement</strong> per far scivolare l’immagine da un verso all’altro, aumentando la sospensione.<br></li>
<li><strong>Rafforzare il contrasto</strong> tra il concreto (gradini, foglie) e l’evanescente (apparire, sogno) per rendere più netta la tensione filosofica.</li></ul>

<hr>

<h3 id="possibile-continuazione">Possibile continuazione</h3>

<p>e il silenzio raccoglie
le parole non dette
come semi di luce
che cadono sul bordo del giorno</p>

<p>e tu resti a guardare
con le mani piene di vento
aspettando che una nave di nuvole
attracchi al porto della memoria</p>

<hr>

<h3 id="versione-leggermente-rivista-del-testo">Versione leggermente rivista del testo</h3>

<p>E il vento s’impiglia<br>
soliloquio</p>

<p>in meditazione ti trovo<br>
assiso sui gradini del tempo</p>

<p>chi interroghi<br>
sotto una luna menomante?</p>

<p>vedi</p>

<p>e se fosse soltanto un apparire<br>
questa vita</p>

<p>protendimento di un luogo della mente</p>

<p>dove passano navi di nuvole<br>
in sogno e figure evanescenti<br>
e il vento<br>
che s’impiglia in grovigli di foglie</p>

<hr>

<h3 id="versione-ritmica">Versione ritmica</h3>

<p>E il vento s’impiglia,<br>
soliloquio che batte il tempo.</p>

<p>In meditazione ti trovo,<br>
assiso sui gradini del tempo,<br>
mani vuote che contano ore.</p>

<p>Chi interroghi<br>
sotto la luna menomante?<br>
La domanda scivola, breve,<br>
come una pietra sul filo del silenzio.</p>

<p>Vedi:<br>
e se fosse soltanto un apparire,<br>
questa vita — un lampo, un gesto,<br>
protendimento di un luogo della mente,<br>
dove passano navi di nuvole,<br>
cariche di sogni e figure evanescenti.</p>

<p>E il vento,<br>
che s’impiglia in grovigli di foglie,<br>
fa battere il petto delle cose;<br>
tu ascolti il loro respiro, lento,<br>
e il mondo si piega in un verso.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/4oqw4an7h2</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 07:14:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>1MACCABEI - Capitolo 11</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-11</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Il re d&#39;Egitto raccolse forze numerose come la sabbia che è lungo il lido del mare e molte navi, cercando d&#39;impadronirsi con inganno del regno di Alessandro per annetterlo al proprio regno. 2Venne in Siria con dimostrazioni pacifiche, e tutte le città gli aprivano le porte e gli andavano incontro, perché era ordine del re Alessandro di andargli incontro, essendo suo suocero. 3Ma quando Tolomeo entrava nelle città, stabiliva in ognuna di esse le sue truppe di guarnigione. 4Quando giunse ad Azoto, gli mostrarono il tempio di Dagon bruciato e Azoto e i villaggi intorno distrutti, i cadaveri buttati qua e là e quelli carbonizzati, che Giònata aveva bruciato nella guerra: li avevano appunto accumulati lungo il suo percorso. 5Raccontarono al re quanto aveva fatto Giònata, per metterlo in cattiva luce, ma il re tacque. 6Giònata andò incontro al re a Giaffa con sfarzo e si salutarono scambievolmente e vi passarono la notte. 7Giònata accompagnò poi il re fino al fiume chiamato Elèutero e fece ritorno a Gerusalemme. 8Il re Tolomeo si impadronì di tutte le città della costa fino a Selèucia marittima e covava piani iniqui riguardo ad Alessandro. 9Mandò ambasciatori a dire al re Demetrio: &#34;Su, concludiamo un&#39;alleanza fra noi: io ti darò mia figlia che Alessandro ha in moglie, e regnerai nel regno di tuo padre. 10Mi sono pentito di avergli dato mia figlia, perché ha cercato di uccidermi&#34;. 11In realtà lo calunniava, perché egli aspirava al suo regno. 12Quindi, toltagli la figlia, la diede a Demetrio e cambiò atteggiamento verso Alessandro e così divenne manifesta la loro inimicizia. 13Tolomeo entrò in Antiòchia e cinse la corona dell&#39;Asia; si pose in capo due corone, quella dell&#39;Egitto e quella dell&#39;Asia. 14Il re Alessandro in quel frattempo era in Cilicia, perché si erano sollevati gli abitanti di quelle province. 15Appena seppe la cosa, Alessandro venne contro di lui per combatterlo. Tolomeo condusse l&#39;esercito contro di lui, gli andò incontro con forze ingenti e lo sconfisse. 16Alessandro fuggì in Arabia per trovarvi scampo e il re Tolomeo trionfò. 17L&#39;arabo Zabdièl tagliò la testa ad Alessandro e la mandò a Tolomeo. 18Ma anche il re Tolomeo morì al terzo giorno, e coloro che si trovavano nelle sue fortezze furono sopraffatti da quelli che già erano di stanza nelle fortezze. 19Così Demetrio divenne re nell&#39;anno centosessantasette.&#xA;20In quei giorni Giònata radunò gli uomini della Giudea per espugnare la Cittadella di Gerusalemme e allestì molte macchine contro di essa. 21Allora alcuni nemici del popolo, uomini iniqui, che odiavano la propria gente, corsero dal re ad annunciare che Giònata assediava la Cittadella. 22Sentendo la cosa, quegli si adirò; quando ne ebbe conferma, si mise subito in viaggio, venne a Tolemàide e scrisse a Giònata di sospendere l&#39;assedio e di andargli incontro a Tolemàide al più presto per un colloquio. 23Quando Giònata ricevette il messaggio, ordinò di continuare l&#39;assedio e, scelti alcuni anziani e sacerdoti, decise di esporre se stesso al pericolo; 24prese con sé argento e oro, vesti e molti altri doni, e si recò dal re a Tolemàide e trovò favore presso di lui. 25C&#39;erano però alcuni rinnegati del suo popolo a deporre contro di lui, 26ma il re lo trattò come lo avevano trattato i suoi predecessori e lo esaltò davanti a tutti i suoi amici, 27lo confermò nella dignità di sommo sacerdote e in tutti gli onori che aveva prima e stabilì che fosse annoverato tra i primi suoi amici. 28Giònata poi chiese che il re dichiarasse la Giudea esente dai tributi, insieme alle tre toparchie e alla Samaria, e gli promise trecento talenti. 29Il re acconsentì e scrisse a Giònata, a proposito di tutto questo, lettere del seguente tenore:&#xA;30&#34;Il re Demetrio al fratello Giònata e alla nazione dei Giudei, salute! 31Rimettiamo anche a voi copia della lettera che abbiamo scritto a Làstene, nostro parente, intorno a voi, perché ne prendiate conoscenza. 32&#34;Re Demetrio a Làstene, suo padre, salute! 33Abbiamo deciso di beneficare la nazione dei Giudei, nostri amici e rispettosi dei nostri diritti, per la loro benevolenza nei nostri riguardi. 34Abbiamo assegnato loro il territorio della Giudea e i tre distretti di Afèrema, Lod e Ramatàim; restano trasferiti dalla Samaria alla Giudea con le loro dipendenze in favore di quanti offrono sacrifici a Gerusalemme, in compenso dei diritti che il re prelevava in passato ogni anno da loro sui frutti della terra e degli alberi. 35D&#39;ora innanzi tutte le altre nostre competenze delle decime e delle tasse a noi dovute e le saline e le corone a noi spettanti, tutto condoniamo loro. 36Nessuna di queste disposizioni sarà mai revocata da oggi e per sempre. 37Sia dunque vostra cura preparare una copia della presente e rimetterla a Giònata, perché sia esposta sul monte santo in luogo visibile&#34;&#34;.&#xA;38Il re Demetrio, vedendo che il paese rimaneva tranquillo sotto di lui e nessuno gli faceva resistenza, congedò tutte le sue truppe perché ognuno tornasse a casa sua, eccetto le forze straniere che aveva assoldate dalle isole dei pagani. Allora gli si inimicarono tutte le milizie dei suoi padri. 39Trifone, che prima stava con quelli di Alessandro, come vide che tutte le milizie mormoravano contro Demetrio, andò presso l&#39;arabo Imalcuè, che allevava il piccolo Antioco, figlio di Alessandro, 40e insisteva perché glielo cedesse per farlo regnare al posto di suo padre. Gli riferì quanto aveva detto Demetrio e l&#39;ostilità che avevano per lui i soldati e rimase là molti giorni. 41Giònata intanto mandò a chiedere al re Demetrio che richiamasse da Gerusalemme gli occupanti della Cittadella e quelli delle altre fortezze, perché erano sempre in lotta con Israele. 42Demetrio fece rispondere a Giònata: &#34;Non solo questo farò per te e per la tua nazione, ma colmerò te e la tua nazione di onori appena ne avrò l&#39;opportunità. 43Ora però farai bene a inviarmi uomini che combattano con me, perché si sono ritirate le mie truppe&#34;. 44Giònata gli inviò ad Antiòchia tremila uomini tra i più forti; essi si recarono presso il re e il re si rallegrò della loro venuta. 45I cittadini si radunarono al centro della città in numero di circa centoventimila e volevano eliminare il re. 46Il re si rifugiò nel palazzo, i cittadini occuparono le vie della città e incominciarono a combattere. 47Il re chiamò in aiuto i Giudei, i quali accorsero tutti presso di lui, poi si sparsero per la città e ne uccisero in quel giorno circa centomila; 48quindi incendiarono la città, fecero in quel giorno gran bottino e salvarono il re. 49I cittadini videro che i Giudei si erano impadroniti della città a loro piacere, si persero d&#39;animo e gridarono al re con voce supplichevole: 50&#34;Dacci la mano destra e desistano i Giudei dal combattere noi e la città&#34;. 51Gettarono le armi e fecero la pace. Così i Giudei si coprirono di gloria davanti al re e presso quanti erano nel suo regno, e fecero ritorno a Gerusalemme portando grande bottino. 52Demetrio rimase sul trono del suo regno, e il paese rimase tranquillo sotto di lui. 53Ma rinnegò quanto aveva detto, cambiò rapporti con Giònata e non corrispose alla benevolenza che gli aveva dimostrata e lo fece soffrire molto.&#xA;54Dopo questi fatti, Trifone ritornò con Antioco ancora adolescente, il quale cominciò a regnare e cinse la corona. 55Si raccolsero presso di lui tutte le milizie che Demetrio aveva congedato; combatterono contro costui, il quale fuggì e rimase sconfitto. 56Trifone catturò gli elefanti e si impadronì di Antiòchia. 57Allora il giovane Antioco scrisse a Giònata: &#34;Ti confermo il sommo sacerdozio, ti faccio capo dei quattro distretti e ti concedo di essere tra gli amici del re&#34;. 58Gli inviò vasi d&#39;oro e un servizio da tavola, con la facoltà di bere in vasi d&#39;oro, di vestire la porpora e portare la fibbia d&#39;oro. 59Nominò anche Simone, suo fratello, comandante dalla Scala di Tiro fino ai confini dell&#39;Egitto. 60Giònata poi si diede a percorrere la regione dell&#39;Oltrefiume e le varie città e accorse a lui, come alleato, tutto l&#39;esercito della Siria. Andò ad Àscalon e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. 61Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d&#39;assedio e incendiò i sobborghi e li saccheggiò. 62Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco. 63Giònata venne a sapere che i capi di Demetrio si trovavano presso Kedes di Galilea con un numeroso esercito, con l&#39;intenzione di distoglierlo dall&#39;impresa. 64Egli si mosse contro di loro, lasciando il fratello Simone nel paese. 65Simone si accampò contro Bet-Sur e l&#39;assalì per molti giorni assediandola. 66Allora supplicarono che desse loro la destra ed egli la diede, ma li fece sloggiare di là, occupò la città e vi pose una guarnigione. 67Giònata, a sua volta, e il suo esercito si erano accampati presso il lago di Gennèsaret e raggiunsero di buon mattino la pianura di Asor. 68Ed ecco l&#39;esercito degli stranieri avanzare contro di lui nella pianura, dopo aver disposto un&#39;imboscata contro di lui sui monti. Essi avanzavano di fronte, 69quando quelli che erano appostati sbucarono dalle loro posizioni e attaccarono battaglia. 70Tutti gli uomini di Giònata fuggirono, nessuno di loro rimase, se non Mattatia, figlio di Assalonne, e Giuda, figlio di Calfì, comandanti di contingenti dell&#39;esercito. 71Allora Giònata si stracciò le vesti, si cosparse il capo di polvere e si prostrò a pregare. 72Poi ritornò a combattere contro di loro, li sconfisse e li costrinse alla fuga. 73I suoi che erano fuggiti, quando videro ciò, ritornarono a lui e con lui si diedero all&#39;inseguimento fino a Kedes, dov&#39;era il loro accampamento, e là anche loro si accamparono. 74Gli stranieri caduti in quel giorno furono circa tremila. Giònata tornò poi a Gerusalemme.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;11,7 Elèutero: fiume corrispondente all’attuale Nahr-el-Kebir, a nord di Tripoli.&#xA;&#xA;11,14 Cilicia: regione sulla costa sud-orientale dell’Asia Minore.&#xA;&#xA;11,16 Arabia: si intende qui la zona che si estende a sud del Mar Morto, fino quasi al monte Sinai, e a est, risalendo fino alle vicinanze di Damasco.&#xA;&#xA;11,19 anno centosessantasette: è l’anno 145/144.&#xA;&#xA;11,38 isole dei pagani: i luoghi dove erano arruolati i mercenari, in particolare Creta e le coste della Caria.&#xA;&#xA;11,59 Scala di Tiro: alta collina, tagliata da una via a scalini a strapiombo, situata circa 10 chilometri a sud di Tiro.&#xA;&#xA;11,61 Gaza: antica e importante città dei Filistei, ultimo caposaldo sulla via verso l’Egitto.&#xA;&#xA;11,63 Kedes: città della Galilea, dista circa 35 chilometri da Tiro.&#xA;&#xA;11,65 Bet-Sur: antica città delle montagne della Giudea, il cui nome significa “Casa delle rocce”.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-19. La sconfitta di Apollonio si direbbe abbia tagliato le gambe al movimento legalista di Demetrio II. Ma inaspettatamente si mosse in suo aiuto il re d&#39;Egitto, Tolomeo VI, che era suocero di Alessandro (cfr. 10,51-56). In realtà, la mossa di Tolomeo, piuttosto subdola, fu dettata dal desiderio di riprendere possesso della Celesiria che aveva rappresentato per decenni il pomo della discordia tra Alessandria e Antiochia. In questa circostanza Gionata stette prudentemente alla finestra, anche se molto probabilmente propendeva per Tolomeo che accompagnò fino al confine nord dell&#39;attuale Libano «fiume... Eleutero»: v. 7 = Nahr el Kebir), fiutandone il successo, che si verificò nella battaglia di Oiniporos, sul fiume Nahr Afrin, a nord-est di Antiochia. Così Demetrio II salì al trono di Antiochia nel 167 ES (= 145 a.C.: v. 19).&#xA;&#xA;20-37. Nei confronti dei Giudei, dopo un inizio un po&#39; agitato a motivo dell&#39;Acra che Gionata era deciso ad occupare in forza di una vecchia concessione (cfr. 10,32.47) contro il parere dei Siri, il giovane re si dimostrò condiscendente, anche per l&#39;ardita decisione di Gionata di presentarsi personalmente alla corte di Antiochia (v. 24). Le esenzioni tributarie concesse, pur non corrispondendo in tutto alle richieste di Gionata (cfr. v. 28), costituivano un buono sgravio fiscale. Gionata aveva chiesto di sostituire l&#39;imposta fondiaria con un tributo annuo (v. 28: 300 talenti era la somma da versare al fisco) per la Giudea e i tre distretti che le vengono assegnati (Aferemas-Efraim, «Lidda e Ramataim: v. 34). Il re invece, a quanto pare, lo concede solo per la Giudea mentre per i tre distretti impone che le tasse vadano a beneficio del tempio di Gerusalemme e non fa parola dell&#39;Acra che considera sempre direttamente alle dipendenze della corona. Queste concessioni vengono formulate ufficialmente in un documento pubblico (v. 27) affidato, per l&#39;esecuzione, al primo ministro Lastene di Creta. Gionata per l&#39;occasione viene elevato al rango di «parente del re» («fratello»: v. 30).&#xA;&#xA;38-53. Probabilmente per calcolo politico, più che per fedeltà al sovrano, Gionata gli va in aiuto quando si trova a mal partito a motivo della rivalità sorta tra diverse fazioni all&#39;interno dell&#39;esercito, che prendono l&#39;avvio da una misura non troppo indovinata di economia (lincenziamento delle truppe locali per mantenere solo quelle cretesi) suggerita da Lastene con intenti non del tutto disinteressati. L&#39;episodio è ricordato per mostrare, in contrasto con la slealtà di Demetrio (v. 53), la lealtà di Gionata e giustificare il successivo passaggio di campo, ma anche per esibire un saggio del valore dei Giudei, magari con cifre un po&#39; gonfiate (v. 47) e a prescindere dal comportamento poco umanitario di essi.&#xA;&#xA;54-74. Entra ora in scena - siamo probabilmente nel 144 a.C. - un personaggio che diede in seguito molte amarezze al movimento asmoneo (cfr. c. 12), Trifone. Approfittando del malumore serpeggiante, egli si fa sostenitore del figlio di Alessandro Balas, Antioco VI, in esilio presso lo sceicco Imalcue (cfr. vv. 39s.) e lo insedia ancora bambino (secondo Livio aveva sei anni) in Antiochia (v. 57). Il nuovo re - il reggente per esso - conferma Gionata nelle cariche (vv. 57s.) affiancandogli il fratello Simone quale comandante, stratega, della regione costiera che corre dai confini dell&#39;Egitto, a sud (v. 59), fino all&#39;estremo nord costiero di Israele, a Ras en-Naqura, un picco a cui si accede mediante gradini nella roccia («Scala») e che stacca la regione di Tolemaide da quella di Tiro, a ca. 15 km sud da questa. Se la carica data a Simone non fu dettata direttamente dall&#39;intenzione di creare rivalità nel clan asmoneo, si può dire che almeno intese suddividere i poteri, evitando di concentrare tutto nelle mani di Gionata. In realtà, però, è sempre Gionata che conduce l&#39;azione, relegando Simone a compiti in definitiva secondari, come la conquista di Bet-Zur (v. 65) a sud di Gerusalemme. E Gionata, intatti, che con il grosso dell&#39;esercito si porta al nord, probabilmente per congiungersi con Trifone contro le truppe di Demetrio. Per impedire questa manovra, Demetrio sposta verso sud un contingente che affronta Gionata a «Casor», tra il lago di Genesaret e quello di Hule. L&#39;operazione militare di Demetrio riesce almeno nel senso che Gionata al termine rientra a Gerusalemme (v. 74). L&#39;esito della battaglia, invece, rimane non chiaro in quanto a una prima sconfitta delle truppe di Gionata, cadute in un agguato, succede, per il valore e la preghiera di Gionata stesso (v. 71), un rovesciamento di situazione, anche se non decisivo.&#xA;&#xA;(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Il re d&#39;Egitto raccolse forze numerose come la sabbia che è lungo il lido del mare e molte navi, cercando d&#39;impadronirsi con inganno del regno di Alessandro per annetterlo al proprio regno. <strong>2</strong>Venne in Siria con dimostrazioni pacifiche, e tutte le città gli aprivano le porte e gli andavano incontro, perché era ordine del re Alessandro di andargli incontro, essendo suo suocero. <strong>3</strong>Ma quando Tolomeo entrava nelle città, stabiliva in ognuna di esse le sue truppe di guarnigione. <strong>4</strong>Quando giunse ad Azoto, gli mostrarono il tempio di Dagon bruciato e Azoto e i villaggi intorno distrutti, i cadaveri buttati qua e là e quelli carbonizzati, che Giònata aveva bruciato nella guerra: li avevano appunto accumulati lungo il suo percorso. <strong>5</strong>Raccontarono al re quanto aveva fatto Giònata, per metterlo in cattiva luce, ma il re tacque. <strong>6</strong>Giònata andò incontro al re a Giaffa con sfarzo e si salutarono scambievolmente e vi passarono la notte. <strong>7</strong>Giònata accompagnò poi il re fino al fiume chiamato Elèutero e fece ritorno a Gerusalemme. <strong>8</strong>Il re Tolomeo si impadronì di tutte le città della costa fino a Selèucia marittima e covava piani iniqui riguardo ad Alessandro. <strong>9</strong>Mandò ambasciatori a dire al re Demetrio: “Su, concludiamo un&#39;alleanza fra noi: io ti darò mia figlia che Alessandro ha in moglie, e regnerai nel regno di tuo padre. <strong>10</strong>Mi sono pentito di avergli dato mia figlia, perché ha cercato di uccidermi”. <strong>11</strong>In realtà lo calunniava, perché egli aspirava al suo regno. <strong>12</strong>Quindi, toltagli la figlia, la diede a Demetrio e cambiò atteggiamento verso Alessandro e così divenne manifesta la loro inimicizia. <strong>13</strong>Tolomeo entrò in Antiòchia e cinse la corona dell&#39;Asia; si pose in capo due corone, quella dell&#39;Egitto e quella dell&#39;Asia. <strong>14</strong>Il re Alessandro in quel frattempo era in Cilicia, perché si erano sollevati gli abitanti di quelle province. <strong>15</strong>Appena seppe la cosa, Alessandro venne contro di lui per combatterlo. Tolomeo condusse l&#39;esercito contro di lui, gli andò incontro con forze ingenti e lo sconfisse. <strong>16</strong>Alessandro fuggì in Arabia per trovarvi scampo e il re Tolomeo trionfò. <strong>17</strong>L&#39;arabo Zabdièl tagliò la testa ad Alessandro e la mandò a Tolomeo. <strong>18</strong>Ma anche il re Tolomeo morì al terzo giorno, e coloro che si trovavano nelle sue fortezze furono sopraffatti da quelli che già erano di stanza nelle fortezze. <strong>19</strong>Così Demetrio divenne re nell&#39;anno centosessantasette.
<strong>20</strong>In quei giorni Giònata radunò gli uomini della Giudea per espugnare la Cittadella di Gerusalemme e allestì molte macchine contro di essa. <strong>21</strong>Allora alcuni nemici del popolo, uomini iniqui, che odiavano la propria gente, corsero dal re ad annunciare che Giònata assediava la Cittadella. <strong>22</strong>Sentendo la cosa, quegli si adirò; quando ne ebbe conferma, si mise subito in viaggio, venne a Tolemàide e scrisse a Giònata di sospendere l&#39;assedio e di andargli incontro a Tolemàide al più presto per un colloquio. <strong>23</strong>Quando Giònata ricevette il messaggio, ordinò di continuare l&#39;assedio e, scelti alcuni anziani e sacerdoti, decise di esporre se stesso al pericolo; <strong>24</strong>prese con sé argento e oro, vesti e molti altri doni, e si recò dal re a Tolemàide e trovò favore presso di lui. <strong>25</strong>C&#39;erano però alcuni rinnegati del suo popolo a deporre contro di lui, <strong>26</strong>ma il re lo trattò come lo avevano trattato i suoi predecessori e lo esaltò davanti a tutti i suoi amici, <strong>27</strong>lo confermò nella dignità di sommo sacerdote e in tutti gli onori che aveva prima e stabilì che fosse annoverato tra i primi suoi amici. <strong>28</strong>Giònata poi chiese che il re dichiarasse la Giudea esente dai tributi, insieme alle tre toparchie e alla Samaria, e gli promise trecento talenti. <strong>29</strong>Il re acconsentì e scrisse a Giònata, a proposito di tutto questo, lettere del seguente tenore:
<strong>30</strong>“Il re Demetrio al fratello Giònata e alla nazione dei Giudei, salute! <strong>31</strong>Rimettiamo anche a voi copia della lettera che abbiamo scritto a Làstene, nostro parente, intorno a voi, perché ne prendiate conoscenza. <strong>32</strong>“Re Demetrio a Làstene, suo padre, salute! <strong>33</strong>Abbiamo deciso di beneficare la nazione dei Giudei, nostri amici e rispettosi dei nostri diritti, per la loro benevolenza nei nostri riguardi. <strong>34</strong>Abbiamo assegnato loro il territorio della Giudea e i tre distretti di Afèrema, Lod e Ramatàim; restano trasferiti dalla Samaria alla Giudea con le loro dipendenze in favore di quanti offrono sacrifici a Gerusalemme, in compenso dei diritti che il re prelevava in passato ogni anno da loro sui frutti della terra e degli alberi. <strong>35</strong>D&#39;ora innanzi tutte le altre nostre competenze delle decime e delle tasse a noi dovute e le saline e le corone a noi spettanti, tutto condoniamo loro. <strong>36</strong>Nessuna di queste disposizioni sarà mai revocata da oggi e per sempre. <strong>37</strong>Sia dunque vostra cura preparare una copia della presente e rimetterla a Giònata, perché sia esposta sul monte santo in luogo visibile”“.
<strong>38</strong>Il re Demetrio, vedendo che il paese rimaneva tranquillo sotto di lui e nessuno gli faceva resistenza, congedò tutte le sue truppe perché ognuno tornasse a casa sua, eccetto le forze straniere che aveva assoldate dalle isole dei pagani. Allora gli si inimicarono tutte le milizie dei suoi padri. <strong>39</strong>Trifone, che prima stava con quelli di Alessandro, come vide che tutte le milizie mormoravano contro Demetrio, andò presso l&#39;arabo Imalcuè, che allevava il piccolo Antioco, figlio di Alessandro, <strong>40</strong>e insisteva perché glielo cedesse per farlo regnare al posto di suo padre. Gli riferì quanto aveva detto Demetrio e l&#39;ostilità che avevano per lui i soldati e rimase là molti giorni. <strong>41</strong>Giònata intanto mandò a chiedere al re Demetrio che richiamasse da Gerusalemme gli occupanti della Cittadella e quelli delle altre fortezze, perché erano sempre in lotta con Israele. <strong>42</strong>Demetrio fece rispondere a Giònata: “Non solo questo farò per te e per la tua nazione, ma colmerò te e la tua nazione di onori appena ne avrò l&#39;opportunità. <strong>43</strong>Ora però farai bene a inviarmi uomini che combattano con me, perché si sono ritirate le mie truppe”. <strong>44</strong>Giònata gli inviò ad Antiòchia tremila uomini tra i più forti; essi si recarono presso il re e il re si rallegrò della loro venuta. <strong>45</strong>I cittadini si radunarono al centro della città in numero di circa centoventimila e volevano eliminare il re. <strong>46</strong>Il re si rifugiò nel palazzo, i cittadini occuparono le vie della città e incominciarono a combattere. <strong>47</strong>Il re chiamò in aiuto i Giudei, i quali accorsero tutti presso di lui, poi si sparsero per la città e ne uccisero in quel giorno circa centomila; <strong>48</strong>quindi incendiarono la città, fecero in quel giorno gran bottino e salvarono il re. <strong>49</strong>I cittadini videro che i Giudei si erano impadroniti della città a loro piacere, si persero d&#39;animo e gridarono al re con voce supplichevole: <strong>50</strong>“Dacci la mano destra e desistano i Giudei dal combattere noi e la città”. <strong>51</strong>Gettarono le armi e fecero la pace. Così i Giudei si coprirono di gloria davanti al re e presso quanti erano nel suo regno, e fecero ritorno a Gerusalemme portando grande bottino. <strong>52</strong>Demetrio rimase sul trono del suo regno, e il paese rimase tranquillo sotto di lui. <strong>53</strong>Ma rinnegò quanto aveva detto, cambiò rapporti con Giònata e non corrispose alla benevolenza che gli aveva dimostrata e lo fece soffrire molto.
<strong>54</strong>Dopo questi fatti, Trifone ritornò con Antioco ancora adolescente, il quale cominciò a regnare e cinse la corona. <strong>55</strong>Si raccolsero presso di lui tutte le milizie che Demetrio aveva congedato; combatterono contro costui, il quale fuggì e rimase sconfitto. <strong>56</strong>Trifone catturò gli elefanti e si impadronì di Antiòchia. <strong>57</strong>Allora il giovane Antioco scrisse a Giònata: “Ti confermo il sommo sacerdozio, ti faccio capo dei quattro distretti e ti concedo di essere tra gli amici del re”. <strong>58</strong>Gli inviò vasi d&#39;oro e un servizio da tavola, con la facoltà di bere in vasi d&#39;oro, di vestire la porpora e portare la fibbia d&#39;oro. <strong>59</strong>Nominò anche Simone, suo fratello, comandante dalla Scala di Tiro fino ai confini dell&#39;Egitto. <strong>60</strong>Giònata poi si diede a percorrere la regione dell&#39;Oltrefiume e le varie città e accorse a lui, come alleato, tutto l&#39;esercito della Siria. Andò ad Àscalon e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. <strong>61</strong>Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d&#39;assedio e incendiò i sobborghi e li saccheggiò. <strong>62</strong>Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco. <strong>63</strong>Giònata venne a sapere che i capi di Demetrio si trovavano presso Kedes di Galilea con un numeroso esercito, con l&#39;intenzione di distoglierlo dall&#39;impresa. <strong>64</strong>Egli si mosse contro di loro, lasciando il fratello Simone nel paese. <strong>65</strong>Simone si accampò contro Bet-Sur e l&#39;assalì per molti giorni assediandola. <strong>66</strong>Allora supplicarono che desse loro la destra ed egli la diede, ma li fece sloggiare di là, occupò la città e vi pose una guarnigione. <strong>67</strong>Giònata, a sua volta, e il suo esercito si erano accampati presso il lago di Gennèsaret e raggiunsero di buon mattino la pianura di Asor. <strong>68</strong>Ed ecco l&#39;esercito degli stranieri avanzare contro di lui nella pianura, dopo aver disposto un&#39;imboscata contro di lui sui monti. Essi avanzavano di fronte, <strong>69</strong>quando quelli che erano appostati sbucarono dalle loro posizioni e attaccarono battaglia. <strong>70</strong>Tutti gli uomini di Giònata fuggirono, nessuno di loro rimase, se non Mattatia, figlio di Assalonne, e Giuda, figlio di Calfì, comandanti di contingenti dell&#39;esercito. <strong>71</strong>Allora Giònata si stracciò le vesti, si cosparse il capo di polvere e si prostrò a pregare. <strong>72</strong>Poi ritornò a combattere contro di loro, li sconfisse e li costrinse alla fuga. <strong>73</strong>I suoi che erano fuggiti, quando videro ciò, ritornarono a lui e con lui si diedero all&#39;inseguimento fino a Kedes, dov&#39;era il loro accampamento, e là anche loro si accamparono. <strong>74</strong>Gli stranieri caduti in quel giorno furono circa tremila. Giònata tornò poi a Gerusalemme.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>11,7</strong> Elèutero: fiume corrispondente all’attuale Nahr-el-Kebir, a nord di Tripoli.</em></p>

<p><em><strong>11,14</strong> Cilicia: regione sulla costa sud-orientale dell’Asia Minore.</em></p>

<p><em><strong>11,16</strong> Arabia: si intende qui la zona che si estende a sud del Mar Morto, fino quasi al monte Sinai, e a est, risalendo fino alle vicinanze di Damasco.</em></p>

<p><em><strong>11,19</strong> anno centosessantasette: è l’anno 145/144.</em></p>

<p><em><strong>11,38</strong> isole dei pagani: i luoghi dove erano arruolati i mercenari, in particolare Creta e le coste della Caria.</em></p>

<p><em><strong>11,59</strong> Scala di Tiro: alta collina, tagliata da una via a scalini a strapiombo, situata circa 10 chilometri a sud di Tiro.</em></p>

<p><em><strong>11,61</strong> Gaza: antica e importante città dei Filistei, ultimo caposaldo sulla via verso l’Egitto.</em></p>

<p><em><strong>11,63</strong> Kedes: città della Galilea, dista circa 35 chilometri da Tiro.</em></p>

<p><em><strong>11,65</strong> Bet-Sur: antica città delle montagne della Giudea, il cui nome significa “Casa delle rocce”.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-19</strong>. La sconfitta di Apollonio si direbbe abbia tagliato le gambe al movimento legalista di Demetrio II. Ma inaspettatamente si mosse in suo aiuto il re d&#39;Egitto, Tolomeo VI, che era suocero di Alessandro (cfr. 10,51-56). In realtà, la mossa di Tolomeo, piuttosto subdola, fu dettata dal desiderio di riprendere possesso della Celesiria che aveva rappresentato per decenni il pomo della discordia tra Alessandria e Antiochia. In questa circostanza Gionata stette prudentemente alla finestra, anche se molto probabilmente propendeva per Tolomeo che accompagnò fino al confine nord dell&#39;attuale Libano «fiume... Eleutero»: v. 7 = Nahr el Kebir), fiutandone il successo, che si verificò nella battaglia di Oiniporos, sul fiume Nahr Afrin, a nord-est di Antiochia. Così Demetrio II salì al trono di Antiochia nel 167 ES (= 145 a.C.: v. 19).</p>

<p><strong>20-37</strong>. Nei confronti dei Giudei, dopo un inizio un po&#39; agitato a motivo dell&#39;Acra che Gionata era deciso ad occupare in forza di una vecchia concessione (cfr. 10,32.47) contro il parere dei Siri, il giovane re si dimostrò condiscendente, anche per l&#39;ardita decisione di Gionata di presentarsi personalmente alla corte di Antiochia (v. 24). Le esenzioni tributarie concesse, pur non corrispondendo in tutto alle richieste di Gionata (cfr. v. 28), costituivano un buono sgravio fiscale. Gionata aveva chiesto di sostituire l&#39;imposta fondiaria con un tributo annuo (v. 28: 300 talenti era la somma da versare al fisco) per la Giudea e i tre distretti che le vengono assegnati (Aferemas-Efraim, «Lidda e Ramataim: v. 34). Il re invece, a quanto pare, lo concede solo per la Giudea mentre per i tre distretti impone che le tasse vadano a beneficio del tempio di Gerusalemme e non fa parola dell&#39;Acra che considera sempre direttamente alle dipendenze della corona. Queste concessioni vengono formulate ufficialmente in un documento pubblico (v. 27) affidato, per l&#39;esecuzione, al primo ministro Lastene di Creta. Gionata per l&#39;occasione viene elevato al rango di «parente del re» («fratello»: v. 30).</p>

<p><strong>38-53</strong>. Probabilmente per calcolo politico, più che per fedeltà al sovrano, Gionata gli va in aiuto quando si trova a mal partito a motivo della rivalità sorta tra diverse fazioni all&#39;interno dell&#39;esercito, che prendono l&#39;avvio da una misura non troppo indovinata di economia (lincenziamento delle truppe locali per mantenere solo quelle cretesi) suggerita da Lastene con intenti non del tutto disinteressati. L&#39;episodio è ricordato per mostrare, in contrasto con la slealtà di Demetrio (v. 53), la lealtà di Gionata e giustificare il successivo passaggio di campo, ma anche per esibire un saggio del valore dei Giudei, magari con cifre un po&#39; gonfiate (v. 47) e a prescindere dal comportamento poco umanitario di essi.</p>

<p><strong>54-74</strong>. Entra ora in scena – siamo probabilmente nel 144 a.C. – un personaggio che diede in seguito molte amarezze al movimento asmoneo (cfr. c. 12), Trifone. Approfittando del malumore serpeggiante, egli si fa sostenitore del figlio di Alessandro Balas, Antioco VI, in esilio presso lo sceicco Imalcue (cfr. vv. 39s.) e lo insedia ancora bambino (secondo Livio aveva sei anni) in Antiochia (v. 57). Il nuovo re – il reggente per esso – conferma Gionata nelle cariche (vv. 57s.) affiancandogli il fratello Simone quale comandante, stratega, della regione costiera che corre dai confini dell&#39;Egitto, a sud (v. 59), fino all&#39;estremo nord costiero di Israele, a Ras en-Naqura, un picco a cui si accede mediante gradini nella roccia («Scala») e che stacca la regione di Tolemaide da quella di Tiro, a ca. 15 km sud da questa. Se la carica data a Simone non fu dettata direttamente dall&#39;intenzione di creare rivalità nel clan asmoneo, si può dire che almeno intese suddividere i poteri, evitando di concentrare tutto nelle mani di Gionata. In realtà, però, è sempre Gionata che conduce l&#39;azione, relegando Simone a compiti in definitiva secondari, come la conquista di Bet-Zur (v. 65) a sud di Gerusalemme. E Gionata, intatti, che con il grosso dell&#39;esercito si porta al nord, probabilmente per congiungersi con Trifone contro le truppe di Demetrio. Per impedire questa manovra, Demetrio sposta verso sud un contingente che affronta Gionata a «Casor», tra il lago di Genesaret e quello di Hule. L&#39;operazione militare di Demetrio riesce almeno nel senso che Gionata al termine rientra a Gerusalemme (v. 74). L&#39;esito della battaglia, invece, rimane non chiaro in quanto a una prima sconfitta delle truppe di Gionata, cadute in un agguato, succede, per il valore e la preghiera di Gionata stesso (v. 71), un rovesciamento di situazione, anche se non decisivo.</p>

<p><em>(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/yn21mo8m6f</guid>
      <pubDate>Sat, 10 Oct 2026 06:29:46 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>È pazzesco vedere come la verità sia relativa.</title>
      <link>https://noblogo.org/badcrip/e-pazzesco-vedere-come-la-verita-sia-relativa</link>
      <description>&lt;![CDATA[ È pazzesco vedere come la verità sia relativa. Ciascuno ha la propria e ciascuno decide a chi credere.&#xA;C&#39;è chi dice che non vuol sapere e poi giudica ciò che non sa e chi non conosce.&#xA;È violenza. Impalpabile ma che affonda la sua lama nella carne dell&#39;anima.&#xA;C&#39;è chi giudica in base a quanto le persone gli rompono i coglioni.&#xA;Chi glieli rompe poco detiene la verità. &#xA;C&#39;è chi spara sentenze senza prima guardare l&#39;ammasso di travi nel suo occhio.&#xA;O forse sono solo le bugie di un ragazzino, o ragazzina che sia.&#xA;Una persona in formazione che nessuno/a si è preso/a la briga di educare perché è più comodo assecondarla. Molto più comodo.&#xA;Ti hanno mollato la patata bollente, chi se ne frega dei tuoi out out.&#xA;Oggi sono davvero svuotata, ma in realtà quanto è successo non dovrebbe meravigliarmi: i coglioni dovrebbero nascere sterili, le squilibrate pure.&#xA;La cosa peggiore è che ti inducono a dubitare della tua stessa verità.&#xA;In più di un anno non una chiamata. E nemmeno una scappata per vedere come stava e cosa combinava sua figlia! E si permette di giudicare, sempre che S. dica il vero.&#xA;Sono da sola con la &#34;patata bollente&#34; che nessuno/a vuole!&#xA;Non so se, come e quando finirà. Spero di non soccombere!&#xA;Hai bisogno di un contatto con la realtà, ma purtroppo i tuoi adulti di riferimento si muovono alla rinfusa, come cani senza padrone. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p> È pazzesco vedere come la verità sia relativa. Ciascuno ha la propria e ciascuno decide a chi credere.
C&#39;è chi dice che non vuol sapere e poi giudica ciò che non sa e chi non conosce.
È violenza. Impalpabile ma che affonda la sua lama nella carne dell&#39;anima.
C&#39;è chi giudica in base a quanto le persone gli rompono i coglioni.
Chi glieli rompe poco detiene la verità.
C&#39;è chi spara sentenze senza prima guardare l&#39;ammasso di travi nel suo occhio.
O forse sono solo le bugie di un ragazzino, o ragazzina che sia.
Una persona in formazione che nessuno/a si è preso/a la briga di educare perché è più comodo assecondarla. Molto più comodo.
Ti hanno mollato la patata bollente, chi se ne frega dei tuoi out out.
Oggi sono davvero svuotata, ma in realtà quanto è successo non dovrebbe meravigliarmi: i coglioni dovrebbero nascere sterili, le squilibrate pure.
La cosa peggiore è che ti inducono a dubitare della tua stessa verità.
In più di un anno non una chiamata. E nemmeno una scappata per vedere come stava e cosa combinava sua figlia! E si permette di giudicare, sempre che S. dica il vero.
Sono da sola con la “patata bollente” che nessuno/a vuole!
Non so se, come e quando finirà. Spero di non soccombere!
Hai bisogno di un contatto con la realtà, ma purtroppo i tuoi adulti di riferimento si muovono alla rinfusa, come cani senza padrone.</p>
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      <author>badcrip</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/cpjkz13tg0</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 22:59:52 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>Sto facendo un sacco di errori.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/sto-facendo-un-sacco-di-errori</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sto facendo un sacco di errori. Scrivo e le parole escono diverse da come le avevo pensate. Parlo e dico le cose e vedo la faccia dei miei interlocutori che non hanno capito quello che sto dicendo. Dico ai ragazzi delle cose e quelli se ne fregano beatamente, ridono, si feriscono e strappano le cose per vedere l&#39;effetto che fa. Mi trovo a dover fare delle scelte mature e io non ho idea da dove cominciare, tutto è appiccicoso. Ho scritto a una mia collega, mentre aspettavo il cambio d&#39;ora, vorrei essere - le ho scritto - vorrei essere su una sdraio in riva al mare, al caldo, con un cocktail secco in mano a osservare sulle onde del mare un&#39;atomica che esplode e sorridere chiudendo gli occhi mentre aspetto l&#39;onda d&#39;urto. La collega ha risposto con uno smile giallo.&#xA;&#xA;C&#39;è una cosa che facevo da bambino e che posso ancora fare oggi: chiudere gli occhi e premere leggermente le pupille: il grigio siderale si popola allora di campanelle giallastre, aurore boreali sincopate, macchie di luce e di colore, un caleidoscopio delle neuroscienze doloroso e che - una volta disattivato - mi riporta in un mondo svuotato di forme e privo di colori. Sempre meglio che autoindursi l&#39;euforia per ossigeno. I piccoli innocenti giochi di noi generazione x quando ancora non potevamo ammazzarci con l&#39;eroina.&#xA;&#xA;Ieri parlavo con mia zia, lei era sdraiata nel letto con la cannula dell&#39;ossigeno nel naso. Cannula che per motivi a le sconosciuti si chiama occhiello o occhiale, non ricordo. Parlavamo degli studenti, raccontavo che in alcune classi ho ragazzi che hanno difficoltà a scrivere e leggere testi complessi e lei diceva che la colpa è di questi cosi elettronici, che questi cosi elettronici danno dipendenza e li distraggono e in più - dice mia zia - i ragazzi non sanno più affrontare la noia, hanno sempre bisogno di stimoli mentre noi - e indica me mentre dice noi - da ragazzi affrontavamo la noia, eravamo creativi. A questo punto del discorso mi guarda e mi dice, tu, tu Fabrizio, quando avevi la loro età, ti annoiavi? E io dico, zia no, io non mi annoiavo: io avevo il computer. &#34;Cosa?&#34; fa lei, pensa di non aver capite bene. &#34;Zia io a tredici anni avevo il computer, certo che non mi annoiavo&#34;. Si ritira sotto le coperte, ferita, &#34;bastardo&#34; mi dice e mi sorride.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sto facendo un sacco di errori. Scrivo e le parole escono diverse da come le avevo pensate. Parlo e dico le cose e vedo la faccia dei miei interlocutori che non hanno capito quello che sto dicendo. Dico ai ragazzi delle cose e quelli se ne fregano beatamente, ridono, si feriscono e strappano le cose per vedere l&#39;effetto che fa. Mi trovo a dover fare delle scelte mature e io non ho idea da dove cominciare, tutto è appiccicoso. Ho scritto a una mia collega, mentre aspettavo il cambio d&#39;ora, vorrei essere – le ho scritto – vorrei essere su una sdraio in riva al mare, al caldo, con un cocktail secco in mano a osservare sulle onde del mare un&#39;atomica che esplode e sorridere chiudendo gli occhi mentre aspetto l&#39;onda d&#39;urto. La collega ha risposto con uno smile giallo.</p>

<p>C&#39;è una cosa che facevo da bambino e che posso ancora fare oggi: chiudere gli occhi e premere leggermente le pupille: il grigio siderale si popola allora di campanelle giallastre, aurore boreali sincopate, macchie di luce e di colore, un caleidoscopio delle neuroscienze doloroso e che – una volta disattivato – mi riporta in un mondo svuotato di forme e privo di colori. Sempre meglio che autoindursi l&#39;euforia per ossigeno. I piccoli innocenti giochi di noi generazione x quando ancora non potevamo ammazzarci con l&#39;eroina.</p>

<p>Ieri parlavo con mia zia, lei era sdraiata nel letto con la cannula dell&#39;ossigeno nel naso. Cannula che per motivi a le sconosciuti si chiama occhiello o occhiale, non ricordo. Parlavamo degli studenti, raccontavo che in alcune classi ho ragazzi che hanno difficoltà a scrivere e leggere testi complessi e lei diceva che la colpa è di questi cosi elettronici, che questi cosi elettronici danno dipendenza e li distraggono e in più – dice mia zia – i ragazzi non sanno più affrontare la noia, hanno sempre bisogno di stimoli mentre noi – e indica me mentre dice noi – da ragazzi affrontavamo la noia, eravamo creativi. A questo punto del discorso mi guarda e mi dice, tu, tu Fabrizio, quando avevi la loro età, ti annoiavi? E io dico, zia no, io non mi annoiavo: io avevo il computer. “Cosa?” fa lei, pensa di non aver capite bene. “Zia io a tredici anni avevo il computer, certo che non mi annoiavo”. Si ritira sotto le coperte, ferita, “bastardo” mi dice e mi sorride.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/evkol77rx3</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 17:52:17 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n.17</title>
      <link>https://noblogo.org/listerine/listarella-n-17</link>
      <description>&lt;![CDATA[Francesco cantava in francese le lodi di Dio&#xA;&#xA;Gli USA vogliono fucilare in live streaming un condannato a morte. &#xA;&#xA;Leggere Anne Carson. Gianni Montieri mi racconta in diretta che ha letto un suo romanzo alla moglie sul letto di morte.&#xA;&#xA;Intervistata da una giornalista islandese sul Nobel, lei dice: &#34;They are crazy&#34;.&#xA;&#xA;I due parti di mia moglie. Li ricordo bene, ma come un momento sospeso in un tempo altro. quando la vita, la biologia, strappano il velo del quotidiano, protetto dalla cultura.&#xA;&#xA;La mia compagna mi sta rieducando. Il lavoro di una vita.&#xA;&#xA;E&#39;  finita la settimana. C&#39;è allegria nell&#39;aria. Il caffé delle 15.30 è gioioso.&#xA;&#xA;Ho ricevuto un biglietto d&#39;auguri: &#34;Caro, sempre in prima linea, tu sei così, battagliero, un amico prezioso. un condottiero leale e sincero!&#34;. Mi sono commosso.&#xA;&#xA;Ancora gli studenti francesi. Video buffi degli studenti francesi che dicono wesh. Sono imprendibili.&#xA;&#xA;terze, quarte generazioni che dicono che vogliono la scuola che funziona e di aggiustare l&#39;ascensore.&#xA;&#xA;Dice un collega: &#34;Ogni 5 anni i francesi eleggono un re e passano il resto del tempo a cercare di tagliargli la testa&#34;.&#xA;&#xA;Tra poco non avremo più macchine che fanno matematica meglio di noi ma oracoli a cui affidarci senza più capire.&#xA;&#xA;Il mondo dell&#39;IA sta sviluppando la sua ideologia, che somiglia molto a un nuovo culto]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>Francesco cantava in francese le lodi di Dio</p></li>

<li><p>Gli USA vogliono fucilare in live streaming un condannato a morte.</p></li>

<li><p>Leggere Anne Carson. Gianni Montieri mi racconta in diretta che ha letto un suo romanzo alla moglie sul letto di morte.</p></li>

<li><p>Intervistata da una giornalista islandese sul Nobel, lei dice: “They are crazy”.</p></li>

<li><p>I due parti di mia moglie. Li ricordo bene, ma come un momento sospeso in un tempo altro. quando la vita, la biologia, strappano il velo del quotidiano, protetto dalla cultura.</p></li>

<li><p>La mia compagna mi sta rieducando. Il lavoro di una vita.</p></li>

<li><p>E&#39;  finita la settimana. C&#39;è allegria nell&#39;aria. Il caffé delle 15.30 è gioioso.</p></li>

<li><p>Ho ricevuto un biglietto d&#39;auguri: “Caro, sempre in prima linea, tu sei così, battagliero, un amico prezioso. un condottiero leale e sincero!”. Mi sono commosso.</p></li>

<li><p>Ancora gli studenti francesi. Video buffi degli studenti francesi che dicono wesh. Sono imprendibili.</p></li>

<li><p>terze, quarte generazioni che dicono che vogliono la scuola che funziona e di aggiustare l&#39;ascensore.</p></li>

<li><p>Dice un collega: “Ogni 5 anni i francesi eleggono un re e passano il resto del tempo a cercare di tagliargli la testa”.</p></li>

<li><p>Tra poco non avremo più macchine che fanno matematica meglio di noi ma oracoli a cui affidarci senza più capire.</p></li>

<li><p>Il mondo dell&#39;IA sta sviluppando la sua ideologia, che somiglia molto a un nuovo culto</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Listarelle</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/vc2bmasocg</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:21:48 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>✨Attimi passati</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/attimi-passati</link>
      <description>&lt;![CDATA[✨Attimi passati&#xA;Ma poi ci provi, resisti, e non puoi fare a meno di abbassare le difese e crolla tutto, certezze, forza, tutto ciò che avevi con fatica messo su, dopo ogni caduta, dopo ogni crollo...un continuo ricominciare, cadere e rialzarsi.. Ci provi anche a tendere la mano verso il niente, nessuno è lì davanti a te, ci sei solo tu e la tua ombra, la tua forza, le tue debolezze, vorresti piangere, un abbraccio o semplicemente ascoltata, anche in silenzio, magari stare insieme ad osservare il mare, senza dire nulla! Non so , anzi lo so che  è l&#39;effetto della terapia, che inevitabilmente a volte , ogni mese, fa si che io , mi perda, e così che poi nel mio caos, nella mia solitudine mi ritrovo.. riesco a rialzarmi, magari meno forte di prima! Scrivo perché nessuno o quasi legge, scrivo sperando di alleggerirmi, scrivo per dimenticare, per ricordare o semplicemente per fare capire a me stessa, che ci sono, sono sulla buona strada e che non devo per forza cercare aiuto in chi in realtà non può o non vuole o in chi credo di poter abbracciare anche se solo con le parole , con i miei pensieri ed emozioni! Ero inebriata dai colori dell&#39;alba, eppure è durata poco, i colori si sono dissolti e nuvole grigie e pesanti  mi hanno travolto! Mi sento stanca oggi, ho la consapevolezza che passerà, che il sole tornerà, la luna, i tramonti, sono solo attimi bui, che devo cmq affrontare, che devo necessariamente accettare nella mia vita!&#xA;Arrivano, li accetto, &#xA;mi travolgono&#xA;e poi miracolosamente vanno via, basta poco..l&#39;alba di un giorno nuovo, il Sorriso di mio figlio, un timido raggio di sole che filtra da una finestra,&#xA;di una stanza buia!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>✨Attimi passati
Ma poi ci provi, resisti, e non puoi fare a meno di abbassare le difese e crolla tutto, certezze, forza, tutto ciò che avevi con fatica messo su, dopo ogni caduta, dopo ogni crollo...un continuo ricominciare, cadere e rialzarsi.. Ci provi anche a tendere la mano verso il niente, nessuno è lì davanti a te, ci sei solo tu e la tua ombra, la tua forza, le tue debolezze, vorresti piangere, un abbraccio o semplicemente ascoltata, anche in silenzio, magari stare insieme ad osservare il mare, senza dire nulla! Non so , anzi lo so che  è l&#39;effetto della terapia, che inevitabilmente a volte , ogni mese, fa si che io , mi perda, e così che poi nel mio caos, nella mia solitudine mi ritrovo.. riesco a rialzarmi, magari meno forte di prima! Scrivo perché nessuno o quasi legge, scrivo sperando di alleggerirmi, scrivo per dimenticare, per ricordare o semplicemente per fare capire a me stessa, che ci sono, sono sulla buona strada e che non devo per forza cercare aiuto in chi in realtà non può o non vuole o in chi credo di poter abbracciare anche se solo con le parole , con i miei pensieri ed emozioni! Ero inebriata dai colori dell&#39;alba, eppure è durata poco, i colori si sono dissolti e nuvole grigie e pesanti  mi hanno travolto! Mi sento stanca oggi, ho la consapevolezza che passerà, che il sole tornerà, la luna, i tramonti, sono solo attimi bui, che devo cmq affrontare, che devo necessariamente accettare nella mia vita!
Arrivano, li accetto,
mi travolgono
e poi miracolosamente vanno via, basta poco..l&#39;alba di un giorno nuovo, il Sorriso di mio figlio, un timido raggio di sole che filtra da una finestra,
di una stanza buia!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nl3klbnswp</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:14:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>ARTE POETICA</title>
      <link>https://noblogo.org/trztn/arte-poetica</link>
      <description>&lt;![CDATA[La poesía habita el mundo, el poema habita sus versos. Los versos tambien son mundo. La poesía es mi karma, mi piedra en el estómago, mi gozo absoluto, mi impronunciable deseo. Y sin embargo, odio la retórica excesiva de los sentimientos, las palabras arrojadas al precipicio de los significados, porque cualquier cosa puede significar cualquier cosa. Creo en el poema como la extensión de algo más, algo que no se puede confesar abiertamente, y sin embargo, algo imposible de borrar. El misterio no reside en el poema. Habita en la luz, en la gota de agua, en la estrella peregrina. Nosotros somos meros instrumentos de la poesía. Y el poema es la herramienta. Un medio para comprenderla y hacerla vivir entre nosotros. A veces, la inextricable madeja de símbolos nos impide ver el fondo de su verdad. Pero, ¿cuál es la verdad? Cambia cada vez que se pronuncia, cada vez que cuestiona el mundo, cada vez que lo conjura. No sé para qué escribo todo esto. A nadie le importa dónde se encuentra la magia, o si la magia existe, porque la evidencia de su influjo es escasa. Lo único, lo tangible y lo cuantificable, se resuelve sin misterios. El conocimiento ha sido decodificado, organizado, estructurado en un sistema que resuelve los problemas con un solo clic. ¿Para qué necesitaríamos de la invocación de los versos, de la escucha, de las viejas historias? La pantalla es el nuevo placebo, la nueva droga que nos aleja del peligro, y nos evita el sufrimiento. Si el poema desaparece de este mundo una vez que nos hayamos despojado del cuerpo físico, de nuestras sensaciones primitivas para acceder a otro nivel de conciencia, si la poesía se convierte en otra respuesta calculada de la memoria universal y transparente, ya no quedará espacio para lo ignoto, para nuestro mayor misterio. Entonces, la poesía habrá muerto con nosotros, con nuestra animalidad, con la posibilidad de convertir lo cotidiano en un objeto poético, con todos los sentimientos que nos hicieron humanos alguna vez. &#xA;&#xA;Imagino que este texto también desaparecerá. O tal vez, se habrá perdido como una botella en el océano, esperando en vano su destinatario, en un mundo extinto, que nosotros habremos deshecho.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La poesía habita el mundo, el poema habita sus versos. Los versos tambien son mundo. La poesía es mi karma, mi piedra en el estómago, mi gozo absoluto, mi impronunciable deseo. Y sin embargo, odio la retórica excesiva de los sentimientos, las palabras arrojadas al precipicio de los significados, porque cualquier cosa puede significar cualquier cosa. Creo en el poema como la extensión de algo más, algo que no se puede confesar abiertamente, y sin embargo, algo imposible de borrar. El misterio no reside en el poema. Habita en la luz, en la gota de agua, en la estrella peregrina. Nosotros somos meros instrumentos de la poesía. Y el poema es la herramienta. Un medio para comprenderla y hacerla vivir entre nosotros. A veces, la inextricable madeja de símbolos nos impide ver el fondo de su verdad. Pero, ¿cuál es la verdad? Cambia cada vez que se pronuncia, cada vez que cuestiona el mundo, cada vez que lo conjura. No sé para qué escribo todo esto. A nadie le importa dónde se encuentra la magia, o si la magia existe, porque la evidencia de su influjo es escasa. Lo único, lo tangible y lo cuantificable, se resuelve sin misterios. El conocimiento ha sido decodificado, organizado, estructurado en un sistema que resuelve los problemas con un solo clic. ¿Para qué necesitaríamos de la invocación de los versos, de la escucha, de las viejas historias? La pantalla es el nuevo placebo, la nueva droga que nos aleja del peligro, y nos evita el sufrimiento. Si el poema desaparece de este mundo una vez que nos hayamos despojado del cuerpo físico, de nuestras sensaciones primitivas para acceder a otro nivel de conciencia, si la poesía se convierte en otra respuesta calculada de la memoria universal y transparente, ya no quedará espacio para lo ignoto, para nuestro mayor misterio. Entonces, la poesía habrá muerto con nosotros, con nuestra animalidad, con la posibilidad de convertir lo cotidiano en un objeto poético, con todos los sentimientos que nos hicieron humanos alguna vez.</p>

<p>Imagino que este texto también desaparecerá. O tal vez, se habrá perdido como una botella en el océano, esperando en vano su destinatario, en un mundo extinto, que nosotros habremos deshecho.</p>
]]></content:encoded>
      <author>las causas de la triztesa</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/01doa3m14y</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:06:05 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sono rimasto davvero dispiaciuto della morte del ragazzino.</title>
      <link>https://noblogo.org/squadro/sono-rimasto-davvero-dispiaciuto-della-morte-del-ragazzino</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sono rimasto davvero dispiaciuto della morte del ragazzino.&#xA;Aveva la stessa età di E.&#xA;L&#39;avevo conosciuto.&#xA;Mi spiace per suo padre, che non stimo.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono rimasto davvero dispiaciuto della morte del ragazzino.
Aveva la stessa età di E.
L&#39;avevo conosciuto.
Mi spiace per suo padre, che non stimo.</p>
]]></content:encoded>
      <author>squadro</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/xnbqp45coi</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:40:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Mancano pochi giorni alla fine.</title>
      <link>https://noblogo.org/squadro/mancano-pochi-giorni-alla-fine</link>
      <description>&lt;![CDATA[Mancano pochi giorni alla fine.&#xA;Ho voglia di finire, e di iniziare qualcosa di nuovo.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni alla fine.
Ho voglia di finire, e di iniziare qualcosa di nuovo.</p>
]]></content:encoded>
      <author>squadro</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/q4cuixrcpa</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:37:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tripudio di luce</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/tripudio-di-luce</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tripudio di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;aspetto l’ ineluttabile&#xD;&#xA;disfacimento della veste&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;come l’ albero delle&#xD;&#xA;foglie&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quelle macerano&#xD;&#xA;l’ albero è albero&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il suo sangue in letargo&#xD;&#xA;attende&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un nuovo tripudio della luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Accolgo la tua poesia come un piccolo rito: c’è attesa, trasformazione e una fiducia calma nel ritorno della luce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Interpretazione&#xD;&#xA;Tema centrale: il ciclo naturale della vita e della morte visto come un processo necessario e persino celebrativo.  &#xD;&#xA;Immagini chiave: la veste che si disfa, l’albero che perde le foglie, il sangue in letargo — tutte evocano metamorfosi e riposo rigenerativo.  &#xD;&#xA;Tono: meditativo, lieve ma risoluto; non c’è angoscia, solo accettazione e speranza.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Punti di forza&#xD;&#xA;Economia di linguaggio: versi brevi che lasciano spazio al silenzio e all’immaginazione.  &#xD;&#xA;Metafora coerente: l’albero come corpo che si spoglia funziona molto bene per parlare di disfacimento e rinascita.  &#xD;&#xA;Contrasto finale: il ritorno del “tripudio della luce” chiude il testo con una nota di festa che ribalta l’immagine iniziale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti per revisioni&#xD;&#xA;Variare il ritmo: potresti alternare un verso più lungo ogni tanto per creare un’onda ritmica che accompagni l’idea del ciclo.  &#xD;&#xA;Precisione lessicale: sostituire parole generiche (es. “quelle”) con un’immagine più concreta può aumentare l’impatto visivo.  &#xD;&#xA;Gioco sonoro: prova a lavorare su allitterazioni o assonanze (es. suoni in /l/ o /r/) per legare i versi tra loro.  &#xD;&#xA;Puntualizzare il soggetto: se vuoi che il lettore si identifichi, inserisci un elemento che colleghi l’albero a un’esperienza umana più esplicita, anche minima.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione alternativa breve&#xD;&#xA;Tripudio di luce  &#xD;&#xA;aspetto l’inevitabile:  &#xD;&#xA;la veste si scioglie come foglie.  &#xD;&#xA;L’albero resta albero;  &#xD;&#xA;il suo sangue dorme,  &#xD;&#xA;attende il canto della luce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;Triumph of Light  &#xD;&#xA;I await the inevitable  &#xD;&#xA;unraveling of the robe&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;like the tree of leaves&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;they rot  &#xD;&#xA;the tree remains tree&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;its blood in hibernation  &#xD;&#xA;waits&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;for a new triumph of light&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tripudio di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tripudio di luce  &#xD;&#xA;Attendo l’inevitabile disfacimento  &#xD;&#xA;della veste che mi avvolge —  &#xD;&#xA;una lenta pioggia di foglie d’oro.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L’albero si spoglia senza fretta,  &#xD;&#xA;ogni foglia un piccolo addio che profuma di terra;  &#xD;&#xA;macerano, si fanno humus, memoria.  &#xD;&#xA;L’albero resta albero, cuore di linfa e silenzio.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il suo sangue si ritira in un sonno di radici,  &#xD;&#xA;un respiro che si piega sotto la neve,  &#xD;&#xA;un canto che si conserva nel buio.  &#xD;&#xA;E io ascolto: attendo il ritorno della luce,  &#xD;&#xA;quel nuovo, esultante tripudio che scioglie l’inverno.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Note sulla scelta stilistica&#xD;&#xA;Musicalità: ho allungato alcuni versi e introdotto enjambment per creare un flusso più cantabile.  &#xD;&#xA;Immagini sensoriali: ho intensificato odori e sensazioni (terra, neve, linfa) per rendere la lirica più tattile.  &#xD;&#xA;Tono: ho mantenuto l’accettazione serena, accentuando però la celebrazione finale della luce.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tripudio di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Attendo il disfacimento della veste:  &#xD;&#xA;foglie che si sciolgono in polvere d’oro.  &#xD;&#xA;L’albero resta, linfa che si ritrae nel buio.  &#xD;&#xA;Il sangue dorme nelle radici.  &#xD;&#xA;Poi la luce esplode, un unico feroce canto.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Tripudio di luce</p>

<p>aspetto l’ ineluttabile
disfacimento della veste</p>

<p>come l’ albero delle
foglie</p>

<p>quelle macerano
l’ albero è albero</p>

<p>il suo sangue in letargo
attende</p>

<p>un nuovo tripudio della luce</p>

<p>Accolgo la tua poesia come un piccolo rito: c’è attesa, trasformazione e una fiducia calma nel ritorno della luce.</p>

<h3 id="interpretazione">Interpretazione</h3>

<p><strong>Tema centrale:</strong> il ciclo naturale della vita e della morte visto come un processo necessario e persino celebrativo.<br>
<strong>Immagini chiave:</strong> la veste che si disfa, l’albero che perde le foglie, il sangue in letargo — tutte evocano metamorfosi e riposo rigenerativo.<br>
<strong>Tono:</strong> meditativo, lieve ma risoluto; non c’è angoscia, solo accettazione e speranza.</p>

<hr>

<h3 id="punti-di-forza">Punti di forza</h3>
<ul><li><strong>Economia di linguaggio:</strong> versi brevi che lasciano spazio al silenzio e all’immaginazione.<br></li>
<li><strong>Metafora coerente:</strong> l’albero come corpo che si spoglia funziona molto bene per parlare di disfacimento e rinascita.<br></li>
<li><strong>Contrasto finale:</strong> il ritorno del “tripudio della luce” chiude il testo con una nota di festa che ribalta l’immagine iniziale.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-per-revisioni">Suggerimenti per revisioni</h3>
<ul><li><strong>Variare il ritmo:</strong> potresti alternare un verso più lungo ogni tanto per creare un’onda ritmica che accompagni l’idea del ciclo.<br></li>
<li><strong>Precisione lessicale:</strong> sostituire parole generiche (es. “quelle”) con un’immagine più concreta può aumentare l’impatto visivo.<br></li>
<li><strong>Gioco sonoro:</strong> prova a lavorare su allitterazioni o assonanze (es. suoni in /l/ o /r/) per legare i versi tra loro.<br></li>
<li><strong>Puntualizzare il soggetto:</strong> se vuoi che il lettore si identifichi, inserisci un elemento che colleghi l’albero a un’esperienza umana più esplicita, anche minima.</li></ul>

<hr>

<h3 id="versione-alternativa-breve">Versione alternativa breve</h3>

<p><strong>Tripudio di luce</strong><br>
aspetto l’inevitabile:<br>
la veste si scioglie come foglie.<br>
L’albero resta albero;<br>
il suo sangue dorme,<br>
attende il canto della luce.</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p><strong>Triumph of Light</strong><br>
I await the inevitable<br>
unraveling of the robe</p>

<p>like the tree of leaves</p>

<p>they rot<br>
the tree remains tree</p>

<p>its blood in hibernation<br>
waits</p>

<p>for a new triumph of light</p>

<h3 id="tripudio-di-luce">Tripudio di luce</h3>

<p><strong>Tripudio di luce</strong><br>
Attendo l’inevitabile disfacimento<br>
della veste che mi avvolge —<br>
una lenta pioggia di foglie d’oro.</p>

<p>L’albero si spoglia senza fretta,<br>
ogni foglia un piccolo addio che profuma di terra;<br>
macerano, si fanno humus, memoria.<br>
L’albero resta albero, cuore di linfa e silenzio.</p>

<p>Il suo sangue si ritira in un sonno di radici,<br>
un respiro che si piega sotto la neve,<br>
un canto che si conserva nel buio.<br>
E io ascolto: attendo il ritorno della luce,<br>
quel nuovo, esultante tripudio che scioglie l’inverno.</p>

<hr>

<h4 id="note-sulla-scelta-stilistica">Note sulla scelta stilistica</h4>
<ul><li><strong>Musicalità:</strong> ho allungato alcuni versi e introdotto enjambment per creare un flusso più cantabile.<br></li>
<li><strong>Immagini sensoriali:</strong> ho intensificato odori e sensazioni (terra, neve, linfa) per rendere la lirica più tattile.<br></li>
<li><strong>Tono:</strong> ho mantenuto l’accettazione serena, accentuando però la celebrazione finale della luce.<br></li></ul>

<h3 id="tripudio-di-luce-1">Tripudio di luce</h3>

<p>Attendo il disfacimento della veste:<br>
foglie che si sciolgono in polvere d’oro.<br>
L’albero resta, linfa che si ritrae nel buio.<br>
Il sangue dorme nelle radici.<br>
Poi la luce esplode, un unico feroce canto.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/108keiwtm9</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 06:07:16 +0000</pubDate>
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      <title>1MACCABEI - Capitolo 10</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/1maccabei-capitolo-10</link>
      <description>&lt;![CDATA[Giònata sommo sacerdote, stratega e governatore&#xA;1Nell&#39;anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antioco, s&#39;imbarcò e occupò Tolemàide, dove fu ben accolto e cominciò a regnare. 2Quando lo seppe, il re Demetrio radunò un esercito molto grande e gli mosse contro per fargli guerra. 3Demetrio mandò anche lettere a Giònata, con espressioni di amicizia per esaltarlo. 4Diceva infatti tra sé: &#34;Affrettiamoci a far pace con Giònata, prima che lui la faccia con Alessandro contro di noi. 5Si ricorderà certo di tutti i mali che abbiamo causato a lui, ai suoi fratelli e al suo popolo&#34;. 6Gli concesse facoltà di raccogliere milizie, di preparare armi e considerarsi suo alleato, e gli fece restituire gli ostaggi che erano nella Cittadella. 7Giònata venne a Gerusalemme e lesse le lettere davanti a tutto il popolo e a quelli della Cittadella, 8i quali ebbero grande timore quando sentirono che il re gli aveva concesso facoltà di arruolare milizie. 9Quelli della Cittadella perciò restituirono gli ostaggi a Giònata, che li rese ai loro genitori. 10Giònata allora pose la residenza a Gerusalemme e incominciò a ricostruire e rinnovare la città. 11Ordinò ai costruttori di edificare le mura e la cinta muraria del monte Sion con pietre quadrate per fortificazione, e così fecero. 12Gli stranieri che stavano nelle fortezze edificate da Bàcchide fuggirono, 13abbandonando ciascuno la sua posizione e tornando alla propria terra; 14solo a Bet-Sur rimasero alcuni traditori della legge e dei comandamenti, e fu quello il loro rifugio.&#xA;15Il re Alessandro seppe dell&#39;ambasciata che Demetrio aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate. 16Allora disse: &#34;Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e nostro alleato&#34;. 17Scrisse e spedì a lui questa lettera:&#xA;18&#34;Il re Alessandro al fratello Giònata, salute! 19Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. 20Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re - gli aveva inviato anche la porpora e la corona d&#39;oro - perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi&#34;. 21Giònata indossò le vesti sacre nel settimo mese dell&#39;anno centosessanta, nella festa delle Capanne, arruolò soldati e fece preparare molte armi.&#xA;22Demetrio venne a sapere queste cose e rattristato disse: 23&#34;Perché abbiamo lasciato che Alessandro ci prevenisse nell&#39;accaparrarsi l&#39;amicizia dei Giudei a suo sostegno? 24Scriverò anch&#39;io parole d&#39;invito con proposte di onori e di doni, perché mi siano di aiuto&#34;. 25Scrisse loro in questi termini: &#34;Il re Demetrio alla nazione dei Giudei, salute! 26Avete osservato le nostre alleanze, siete rimasti nella nostra amicizia e non siete passati ai nostri nemici: l&#39;abbiamo saputo e ce ne siamo rallegrati. 27Continuate dunque a mantenerci la vostra fedeltà e ricambieremo con favori quello che farete per noi. 28Vi concederemo ampie immunità e vi invieremo doni. 29Fin da ora dispenso voi ed esonero tutti i Giudei dal tributo e dalla tassa del sale e dalle corone. 30Rinuncio anche da oggi in poi a riscuotere dalla Giudea e dai tre distretti che le sono annessi, dalla Samaria e dalla Galilea, la terza parte del grano e la metà dei frutti degli alberi che mi spetta, da oggi per sempre. 31Gerusalemme con il suo distretto sia santa ed esente dalle decime e dai tributi. 32Rinuncio al potere sulla Cittadella di Gerusalemme e la cedo al sommo sacerdote, perché vi stabilisca uomini da lui scelti a presidiarla. 33Rimetto in libertà senza compenso ogni persona giudea, fatta prigioniera fuori del paese di Giuda in tutti i miei domìni; tutti siano esonerati dai tributi, anche da quelli del bestiame. 34Tutte le feste, i sabati, i noviluni, i giorni stabiliti, il triduo prima e il triduo dopo la festa, siano tutti giorni di esenzione e di immunità per tutti i Giudei che sono nel mio regno; 35nessuno avrà il potere di intentare causa contro di loro o di disturbarli per alcun motivo. 36Si arruoleranno nell&#39;esercito del re fino a trentamila uomini e sarà dato loro il soldo, come spetta a tutte le forze del re. 37Sarà posto di stanza qualcuno di loro nelle più grandi fortezze del re e alcuni di loro saranno preposti agli affari di fiducia del regno; i loro superiori e i comandanti saranno scelti tra di loro e potranno regolarsi secondo le loro leggi, come ha prescritto il re anche per la Giudea. 38I tre distretti assegnati alla Giudea, detraendoli dalla regione della Samaria, saranno riconosciuti alla Giudea e considerati come sottoposti a uno solo e non dipendenti da altra autorità che non sia quella del sommo sacerdote. 39Assegno Tolemàide e le sue dipendenze come dono al tempio di Gerusalemme, per le spese necessarie al santuario. 40Dai diritti del re sulle località di mia spettanza, io ogni anno assegno quindicimila sicli d&#39;argento. 41Gli ulteriori contributi, che non sono stati versati dagli incaricati come negli anni precedenti, d&#39;ora in poi saranno corrisposti per le opere del tempio. 42Oltre a ciò, i cinquemila sicli che venivano prelevati dall&#39;ammontare delle entrate annuali del tempio, sono condonati anch&#39;essi, perché appartengono ai sacerdoti che vi prestano servizio. 43Chiunque si rifugerà nel tempio di Gerusalemme e nella sua zona, con debiti da rendere al re o per qualunque motivo, sarà dichiarato libero con quanto gli appartiene nel mio regno. 44Per le costruzioni e i restauri nel tempio le spese saranno sostenute dalla cassa del re. 45Anche per la costruzione delle mura e delle fortificazioni intorno a Gerusalemme le spese saranno sostenute dall&#39;erario del re e così per la costruzione di mura nella Giudea&#34;.&#xA;46Quando Giònata e il popolo intesero simili espressioni, non vi prestarono fede e non le accettarono, ricordando le grandi iniquità da lui compiute contro Israele e quanto li avesse fatti soffrire. 47Invece preferirono Alessandro, perché questi era stato il primo ad avviare trattative di pace, e gli furono sempre alleati.&#xA;48Il re Alessandro raccolse grandi forze e uscì in campo contro Demetrio. 49I due re attaccarono battaglia e l&#39;esercito di Demetrio fu messo in fuga; Alessandro lo inseguì ed ebbe la meglio sulle sue truppe. 50La battaglia infuriò fino al tramonto del sole e Demetrio cadde ucciso in quel giorno. 51Alessandro mandò allora ambasciatori a Tolomeo, re d&#39;Egitto, con questo messaggio: 52&#34;Ecco, sono rientrato nel mio regno e mi sono seduto sul trono dei miei padri; ho ripreso il comando e ho sconfitto Demetrio e mi sono impadronito della nostra regione. 53Infatti gli ho mosso guerra ed egli e il suo esercito sono stati sconfitti da noi, sicché ci siamo seduti sul trono del suo regno. 54Ora, perciò, concludiamo tra noi un patto di amicizia; tu concedimi in sposa tua figlia, io sarò tuo genero e offrirò a te e a lei doni degni di te&#34;.&#xA;55Il re Tolomeo rispose: &#34;Felice il giorno in cui sei tornato nella terra dei tuoi padri e ti sei seduto sul trono del loro regno. 56Io farò quanto hai proposto, ma tu vienimi incontro fino a Tolemàide, perché possiamo vederci l&#39;un l&#39;altro, e io diventerò tuo suocero, come hai chiesto&#34;.&#xA;57Tolomeo partì dall&#39;Egitto con la figlia Cleopatra e si recò a Tolemàide nell&#39;anno centosessantadue. 58Gli andò incontro il re Alessandro: Tolomeo gli diede sua figlia Cleopatra e celebrò le sue nozze a Tolemàide, secondo lo stile dei re, in grande sfarzo.&#xA;59Il re Alessandro scrisse a Giònata di venirgli incontro. 60Egli andò con grande sfarzo a Tolemàide e s&#39;incontrò con i due re; offrì a loro e ai loro amici oro e argento e molti doni, e si guadagnò il loro favore. 61Si accordarono però contro di lui uomini pestiferi d&#39;Israele, traditori della legge, per deporre contro di lui, ma il re non prestò loro ascolto. 62Il re invece diede ordine di far deporre a Giònata le sue vesti e di rivestirlo della porpora, e l&#39;ordine fu eseguito. 63Il re lo fece sedere accanto a sé e disse ai suoi ufficiali: &#34;Attraversate con lui la città e proclamate che nessuno porti accuse contro di lui, per qualunque motivo, e nessuno gli rechi molestia in alcun modo&#34;. 64Ora, quando i suoi accusatori videro gli onori che riceveva, come proclamava il banditore, e che era stato rivestito di porpora, si dileguarono tutti. 65Il re gli conferì onori e lo ascrisse tra i suoi primi amici e lo costituì stratega e governatore della provincia. 66Così Giònata tornò a Gerusalemme in pace e gioia.&#xA;&#xA;Giònata aumenta ancora il suo potere (10,67-11,74)&#xA;67Nell&#39;anno centosessantacinque Demetrio, figlio di Demetrio, venne da Creta nella terra dei suoi padri. 68Il re Alessandro, quando lo seppe, ne fu assai preoccupato e tornò ad Antiòchia. 69Demetrio affidò il governo della Celesiria ad Apollònio, il quale, radunato un grande esercito, si accampò presso Iàmnia e inviò al sommo sacerdote Giònata questo messaggio:&#xA;70&#34;Soltanto tu ti sei alzato contro di noi e io sono diventato oggetto di derisione e di scherno a causa tua. Perché ti fai forte contro di noi stando sui monti? 71Ora, se sei tanto sicuro delle tue forze, scendi contro di noi nella pianura e qui misuriamoci, perché con me c&#39;è la forza delle città. 72Infórmati e sappi chi sono io e chi sono gli altri che ci aiutano. Ti diranno: &#34;Non potete tenere saldo il piede davanti a noi, perché già due volte sono stati da noi respinti i tuoi padri nella loro terra&#34;. 73Così ora non potrai resistere alla cavalleria e a un esercito come il nostro in pianura, ove non c&#39;è roccia né scoglio né luogo in cui rifugiarsi&#34;. 74Quando Giònata intese le parole di Apollònio, ne ebbe l&#39;animo irritato; scelse diecimila uomini e uscì da Gerusalemme. Suo fratello Simone gli venne incontro per aiutarlo. 75Si accampò presso Giaffa, ma gli abitanti avevano chiuso la città, perché a Giaffa c&#39;era un presidio di Apollònio. Le diedero l&#39;assalto 76e i cittadini, spaventati, aprirono. Così Giònata divenne padrone di Giaffa. 77Apollònio lo seppe e mise in campo tremila cavalieri e molte truppe e si mosse verso Azoto, come se intendesse fare quel percorso; ma subito si spinse nella pianura, poiché aveva una cavalleria numerosa, sulla quale contava. 78Giònata lo inseguì alle spalle in direzione di Azoto e gli eserciti attaccarono battaglia. 79Apollònio aveva lasciato un migliaio di cavalieri nascosti dietro di loro; 80Giònata però si era accorto che c&#39;era un appostamento dietro di lui. Quelli circondarono il suo schieramento e lanciarono frecce contro le truppe dal mattino alla sera. 81Ma le truppe tennero fermo, come aveva ordinato Giònata, mentre i cavalli di quelli si stancarono. 82Allora Simone fece uscire le sue riserve e attaccò la falange e, poiché la cavalleria ormai era esausta, quelli furono da lui travolti e si diedero alla fuga; 83i cavalieri si dispersero nella pianura: fuggirono verso Azoto ed entrarono in Bet-Dagon, il tempio del loro idolo, in cerca di scampo. 84Giònata allora incendiò Azoto e le città dei dintorni, prese le loro spoglie e diede alle fiamme anche il tempio di Dagon con quanti vi si erano rifugiati. 85Gli uccisi di spada e i morti tra le fiamme assommarono a circa ottomila uomini. 86Poi Giònata tolse il campo di là e si accampò di fronte ad Àscalon, e i cittadini gli vennero incontro con grandi onori. 87Così Giònata tornò a Gerusalemme con i suoi uomini carichi di bottino. 88Il re Alessandro, udendo queste notizie, aumentò gli onori a Giònata; 89gli inviò la fibbia d&#39;oro, che si usa donare ai parenti del re, e gli diede in possesso Ekron e tutto il suo territorio.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;10,1 anno centosessanta: è l’anno 152/151. Alessandro Epìfane: altro nome di Alessandro Bala, un giovane di umili origini che si oppose a Demetrio come pretendente al trono.&#xA;&#xA;10,18-20 Alessandro Bala nomina Giònata sommo sacerdote e gli invia la porpora e la corona d’oro, segni di rango principesco. Giònata apparteneva a una famiglia sacerdotale (2,1), ma la sua non era tra quelle famiglie alle quali fino ad allora erano appartenuti i sommi sacerdoti. Così egli unifica in sé l’autorità religiosa e il potere militare e politico (vedi v. 65 e nota).&#xA;&#xA;10,21 Sono indicate la data e la festa liturgica del momento in cui Giònata assume la dignità di sommo sacerdote: nel settembre-ottobre del 152, durante la festa delle Capanne. Era questa la festa di ringraziamento per il raccolto (Es 23,16; 34,22; Dt 16,13-16).&#xA;&#xA;10,29 tassa del sale: tassa personale fondata sul consumo di sale, calcolato mediamente per ogni individuo; corone: doni in natura accompagnati dall’invio di una corona in metallo prezioso.&#xA;&#xA;10,40 quindicimila sicli d’argento: il siclo, in quanto moneta del conio di Tiro, era di peso superiore al siclo corrente in Israele (vedi nota a Es 30,13).&#xA;&#xA;10,62 La porpora è il mantello di cerimonia dei cortigiani, secondo l’uso persiano e macedone; il colore attestava una forma di partecipazione alla vita del monarca.&#xA;&#xA;10,65 Il titolo di stratega si riferisce al comando militare; quello di governatore della provincia indica il potere civile sulla Giudea.&#xA;&#xA;10,67 anno centosessantacinque: è l’anno 147/146.&#xA;&#xA;10,69 Celesiria: il termine significa “Siria infossata” e veniva dato, ma non sempre in modo uniforme, alla valle dell’Oronte, alla valle del Giordano e alle zone vicine.&#xA;&#xA;10,75 Giaffa: vicino alla moderna Tel-Aviv, costituiva il miglior porto della regione, dal Carmelo all’Egitto.&#xA;&#xA;10,86 Àscalon: antica e importante città filistea.&#xA;&#xA;10,89 parenti del re: la classe più elevata dei dignitari di corte. Ekron: altra città filistea.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;1-66. Inizia ora, nell&#39;esposizione del nostro autore, il racconto di una vera gara tra due rivali al trono di Antiochia, Alessandro I Balas e Demetrio I, per accaparrarsi i favori dei Giudei a suon di concessioni sempre più ampie e culminanti nella nomina di Gionata a «stratega e governatore» (v. 65) della provincia: la rivolta maccabaica metteva così a segno uno dei colpi meglio riusciti ottenendo l&#39;investitura ufficiale, sia religiosa che politica. Le vicende che portarono a questo successo, dovuto all&#39;abilità politica di Gionata, sono lette dall&#39;autore in chiave nettamente positiva e giudeocentrica. In realtà, però, non furono da tutti ugualmente apprezzate e nel quadro degli eventi mondiali del tempo si collocano piuttosto al margine. Ma certamente interessò ai vari pretendenti avere più sostenitori possibile, per quanto non avessero molto peso politico-&#xA;militare. Il periodo decorre dal 152 a.C.(v. 1: 160 ES).&#xA;&#xA;1-21. Alessandro (v. 1) è uno sconosciuto intrigante ambizioso che riesce ad occupare il trono dei Seleucidi spacciandosi per figlio dell&#39;Epifane di cui assume per sé il soprannome. Per parare una sua eventuale mossa in direzione dei Giudei, Demetrio si affretta, senza impegnarsi in riconoscimenti ufficiali, a concedere a Gionata ampia libertà di iniziativa nei confronti delle posizioni avversarie e delle popolazioni ostili (vv. 6ss.). Come contromossa, Alessandro va più al concreto e nomina Gionata sommo sacerdote (v. 20). La carica probabilmente era rimasta vacante con la morte di Alcimo e toccava al re di Siria - Alessandro era stato riconosciuto da Roma - la nomina del successore (cfr. 2Mac 4,10). Per il nostro autore la scelta non fa difficoltà ma non tutti accettarono di buon grado questa estromissione dal sommo sacerdozio della famiglia degli Oniadi che la deteneva dall&#39;epoca persiana (cfr. Ne 12,10), ricollegandosi con Zadok (cfr. 1Cr 5,34). In particolare, sembra che proprio per reazione a questa nomina considerata illegittima e quindi invalida, il Maestro di Giustizia si sia ritirato con i suoi seguaci a Qumran, considerando Gionata «sacerdote empio». &#xA;&#xA;22-50. A questo punto, Demetrio non tanto raddoppia quanto decuplica le concessioni, rivolgendosi per di più non propriamente a Gionata ma al «popolo dei Giudei» (v. 25) e facendo leva su ciò che al popolo poteva meglio riuscire gradito, l&#39;esenzione dalle tasse pesanti (v. 30); dichiara Gerusalemme città santa con diritto, quindi, di asilo (v. 31); concede una specie di privilegium fori (v. 35) e il libero accesso alle cariche ecc. Ma Gionata non si lascia scavalcare e subodorando un trucco o prevedendo che Demetrio non ce l&#39;avrebbe fatta contro Alessandro, opta per quest&#39;ultimo che risulterà in effetti vincitore nello scontro a cui l&#39;autore aveva accennato fin dal v. 2.&#xA;&#xA;51-66. L&#39;interesse dell&#39;autore in questa sezione è tutto per la nomina di Gionata a «stratega e governatore della provincia» (v. 65) che costituisce un altro successo notevole degli Asmonei. Il racconto delle manovre di Alessandro per legarsi ai Tolomei con un matrimonio (vv. 51-58) ha lo scopo di preparare l&#39;incontro del re con Gionata nella città di Tolemaide ove l&#39;abilità diplomatica dell&#39;Asmoneo la vince anche sui tentativi di rivalsa dei filoellenisti, comprensibilmente delusi dal nuovo corso politico di Antiochia che abbandonava gli antichi alleati per appoggiarsi all&#39;astro crescente. In effetti, se fu una mossa politica sagace di Gionata quella di legarsi ai due re, fu pure indovinato da parte di Alessandro scegliere il partito degli Asmonei anziché quello degli ellenisti, chiaramente in declino, e specialmente puntare su Gionata inserendolo il più possibile nella struttura statale seleucidica. Così, se prima l&#39;aveva fatto amico del re» (cfr. v. 20), ora lo fa entrare tra i dignitari di prima classe (v. 65) e il suo ruolo di capo dei Giudei viene ufficializzato anche dal punto di vista civile. Il titolo di governatore, infatti, fa di lui un diretto rappresentante del re nella Giudea (fors&#39;anche in altri distretti), con ampi poteri militari e civili.&#xA;&#xA;10,67-11,74. Alla ricerca di una sempre più ampia autonomia, Gionata si destreggia con diplomazia non sempre trasparente nell&#39;intrico di colpi di stato che caratterizzano il regno di Siria in quel tempo.&#xA;&#xA;10,67-89. Le lotte intestine della corte di Antiochia non sono sempre occasione di vantaggi: possono anche creare grossi pericoli, come nel caso di Demetrio II, figlio del re morto in battaglia (v. 50), che nell&#39;anno 165 ES (= 147 a.C.: v. 67) decide di punire l&#39;appoggio dato da Giónata al rivale del padre, Alessandro, inviando un nutrito contingente di truppe sotto la guida di Apollonio (v. 69). Si sottintende che era riuscito a sottrarre ad Alessandro una parte del territorio del regno, probabilmente perché erano passati dalla sua alcuni governatori di regioni, tra i quali appunto Apollonio governatore della Celesiria (v. 69), propriamente la regione posta tra Libano e Antilibano. La lettera (vv. 70-73) di sfida inviata a Gionata sembra supporre che la resistenza maccabaica si limitasse tuttora alla guerriglia. In realtà, invece, pare che Gionata nei tre anni dalla nomina a stratega (cfr. v. 57) non abbia perso tempo, se riesce a mettere in campo 10.000 uomini (v. 74) che sconfiggono l&#39;esercito di Apollonio non solo per valore e tattica militare, ma anche per resistenza alla fatica bellica (cfr. vv. 80ss.). La vittoria valse l&#39;ampliamento della regione amministrata da Gionata verso il litorale: Ekron è a ca. 30 km ovest di Gerusalemme nella Filistea (parimenti Asdod, vv. 83s., e Ascalona, v. 86) a cui rimanda anche il culto del dio «Dagons (cfr. 1Sam 5).&#xA;&#xA;(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Giònata sommo sacerdote, stratega e governatore</em></strong>
<strong>1</strong>Nell&#39;anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antioco, s&#39;imbarcò e occupò Tolemàide, dove fu ben accolto e cominciò a regnare. <strong>2</strong>Quando lo seppe, il re Demetrio radunò un esercito molto grande e gli mosse contro per fargli guerra. <strong>3</strong>Demetrio mandò anche lettere a Giònata, con espressioni di amicizia per esaltarlo. <strong>4</strong>Diceva infatti tra sé: “Affrettiamoci a far pace con Giònata, prima che lui la faccia con Alessandro contro di noi. <strong>5</strong>Si ricorderà certo di tutti i mali che abbiamo causato a lui, ai suoi fratelli e al suo popolo”. <strong>6</strong>Gli concesse facoltà di raccogliere milizie, di preparare armi e considerarsi suo alleato, e gli fece restituire gli ostaggi che erano nella Cittadella. <strong>7</strong>Giònata venne a Gerusalemme e lesse le lettere davanti a tutto il popolo e a quelli della Cittadella, <strong>8</strong>i quali ebbero grande timore quando sentirono che il re gli aveva concesso facoltà di arruolare milizie. <strong>9</strong>Quelli della Cittadella perciò restituirono gli ostaggi a Giònata, che li rese ai loro genitori. <strong>10</strong>Giònata allora pose la residenza a Gerusalemme e incominciò a ricostruire e rinnovare la città. <strong>11</strong>Ordinò ai costruttori di edificare le mura e la cinta muraria del monte Sion con pietre quadrate per fortificazione, e così fecero. <strong>12</strong>Gli stranieri che stavano nelle fortezze edificate da Bàcchide fuggirono, <strong>13</strong>abbandonando ciascuno la sua posizione e tornando alla propria terra; <strong>14</strong>solo a Bet-Sur rimasero alcuni traditori della legge e dei comandamenti, e fu quello il loro rifugio.
<strong>15</strong>Il re Alessandro seppe dell&#39;ambasciata che Demetrio aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate. <strong>16</strong>Allora disse: “Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e nostro alleato”. <strong>17</strong>Scrisse e spedì a lui questa lettera:
<strong>18</strong>“Il re Alessandro al fratello Giònata, salute! <strong>19</strong>Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. <strong>20</strong>Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re – gli aveva inviato anche la porpora e la corona d&#39;oro – perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi”. <strong>21</strong>Giònata indossò le vesti sacre nel settimo mese dell&#39;anno centosessanta, nella festa delle Capanne, arruolò soldati e fece preparare molte armi.
<strong>22</strong>Demetrio venne a sapere queste cose e rattristato disse: <strong>23</strong>“Perché abbiamo lasciato che Alessandro ci prevenisse nell&#39;accaparrarsi l&#39;amicizia dei Giudei a suo sostegno? <strong>24</strong>Scriverò anch&#39;io parole d&#39;invito con proposte di onori e di doni, perché mi siano di aiuto”. <strong>25</strong>Scrisse loro in questi termini: “Il re Demetrio alla nazione dei Giudei, salute! <strong>26</strong>Avete osservato le nostre alleanze, siete rimasti nella nostra amicizia e non siete passati ai nostri nemici: l&#39;abbiamo saputo e ce ne siamo rallegrati. <strong>27</strong>Continuate dunque a mantenerci la vostra fedeltà e ricambieremo con favori quello che farete per noi. <strong>28</strong>Vi concederemo ampie immunità e vi invieremo doni. <strong>29</strong>Fin da ora dispenso voi ed esonero tutti i Giudei dal tributo e dalla tassa del sale e dalle corone. <strong>30</strong>Rinuncio anche da oggi in poi a riscuotere dalla Giudea e dai tre distretti che le sono annessi, dalla Samaria e dalla Galilea, la terza parte del grano e la metà dei frutti degli alberi che mi spetta, da oggi per sempre. <strong>31</strong>Gerusalemme con il suo distretto sia santa ed esente dalle decime e dai tributi. <strong>32</strong>Rinuncio al potere sulla Cittadella di Gerusalemme e la cedo al sommo sacerdote, perché vi stabilisca uomini da lui scelti a presidiarla. <strong>33</strong>Rimetto in libertà senza compenso ogni persona giudea, fatta prigioniera fuori del paese di Giuda in tutti i miei domìni; tutti siano esonerati dai tributi, anche da quelli del bestiame. <strong>34</strong>Tutte le feste, i sabati, i noviluni, i giorni stabiliti, il triduo prima e il triduo dopo la festa, siano tutti giorni di esenzione e di immunità per tutti i Giudei che sono nel mio regno; <strong>35</strong>nessuno avrà il potere di intentare causa contro di loro o di disturbarli per alcun motivo. <strong>36</strong>Si arruoleranno nell&#39;esercito del re fino a trentamila uomini e sarà dato loro il soldo, come spetta a tutte le forze del re. <strong>37</strong>Sarà posto di stanza qualcuno di loro nelle più grandi fortezze del re e alcuni di loro saranno preposti agli affari di fiducia del regno; i loro superiori e i comandanti saranno scelti tra di loro e potranno regolarsi secondo le loro leggi, come ha prescritto il re anche per la Giudea. <strong>38</strong>I tre distretti assegnati alla Giudea, detraendoli dalla regione della Samaria, saranno riconosciuti alla Giudea e considerati come sottoposti a uno solo e non dipendenti da altra autorità che non sia quella del sommo sacerdote. <strong>39</strong>Assegno Tolemàide e le sue dipendenze come dono al tempio di Gerusalemme, per le spese necessarie al santuario. <strong>40</strong>Dai diritti del re sulle località di mia spettanza, io ogni anno assegno quindicimila sicli d&#39;argento. <strong>41</strong>Gli ulteriori contributi, che non sono stati versati dagli incaricati come negli anni precedenti, d&#39;ora in poi saranno corrisposti per le opere del tempio. <strong>42</strong>Oltre a ciò, i cinquemila sicli che venivano prelevati dall&#39;ammontare delle entrate annuali del tempio, sono condonati anch&#39;essi, perché appartengono ai sacerdoti che vi prestano servizio. <strong>43</strong>Chiunque si rifugerà nel tempio di Gerusalemme e nella sua zona, con debiti da rendere al re o per qualunque motivo, sarà dichiarato libero con quanto gli appartiene nel mio regno. <strong>44</strong>Per le costruzioni e i restauri nel tempio le spese saranno sostenute dalla cassa del re. <strong>45</strong>Anche per la costruzione delle mura e delle fortificazioni intorno a Gerusalemme le spese saranno sostenute dall&#39;erario del re e così per la costruzione di mura nella Giudea”.
<strong>46</strong>Quando Giònata e il popolo intesero simili espressioni, non vi prestarono fede e non le accettarono, ricordando le grandi iniquità da lui compiute contro Israele e quanto li avesse fatti soffrire. <strong>47</strong>Invece preferirono Alessandro, perché questi era stato il primo ad avviare trattative di pace, e gli furono sempre alleati.
<strong>48</strong>Il re Alessandro raccolse grandi forze e uscì in campo contro Demetrio. <strong>49</strong>I due re attaccarono battaglia e l&#39;esercito di Demetrio fu messo in fuga; Alessandro lo inseguì ed ebbe la meglio sulle sue truppe. <strong>50</strong>La battaglia infuriò fino al tramonto del sole e Demetrio cadde ucciso in quel giorno. <strong>51</strong>Alessandro mandò allora ambasciatori a Tolomeo, re d&#39;Egitto, con questo messaggio: <strong>52</strong>“Ecco, sono rientrato nel mio regno e mi sono seduto sul trono dei miei padri; ho ripreso il comando e ho sconfitto Demetrio e mi sono impadronito della nostra regione. <strong>53</strong>Infatti gli ho mosso guerra ed egli e il suo esercito sono stati sconfitti da noi, sicché ci siamo seduti sul trono del suo regno. <strong>54</strong>Ora, perciò, concludiamo tra noi un patto di amicizia; tu concedimi in sposa tua figlia, io sarò tuo genero e offrirò a te e a lei doni degni di te”.
<strong>55</strong>Il re Tolomeo rispose: “Felice il giorno in cui sei tornato nella terra dei tuoi padri e ti sei seduto sul trono del loro regno. <strong>56</strong>Io farò quanto hai proposto, ma tu vienimi incontro fino a Tolemàide, perché possiamo vederci l&#39;un l&#39;altro, e io diventerò tuo suocero, come hai chiesto”.
<strong>57</strong>Tolomeo partì dall&#39;Egitto con la figlia Cleopatra e si recò a Tolemàide nell&#39;anno centosessantadue. <strong>58</strong>Gli andò incontro il re Alessandro: Tolomeo gli diede sua figlia Cleopatra e celebrò le sue nozze a Tolemàide, secondo lo stile dei re, in grande sfarzo.
<strong>59</strong>Il re Alessandro scrisse a Giònata di venirgli incontro. <strong>60</strong>Egli andò con grande sfarzo a Tolemàide e s&#39;incontrò con i due re; offrì a loro e ai loro amici oro e argento e molti doni, e si guadagnò il loro favore. <strong>61</strong>Si accordarono però contro di lui uomini pestiferi d&#39;Israele, traditori della legge, per deporre contro di lui, ma il re non prestò loro ascolto. <strong>62</strong>Il re invece diede ordine di far deporre a Giònata le sue vesti e di rivestirlo della porpora, e l&#39;ordine fu eseguito. <strong>63</strong>Il re lo fece sedere accanto a sé e disse ai suoi ufficiali: “Attraversate con lui la città e proclamate che nessuno porti accuse contro di lui, per qualunque motivo, e nessuno gli rechi molestia in alcun modo”. <strong>64</strong>Ora, quando i suoi accusatori videro gli onori che riceveva, come proclamava il banditore, e che era stato rivestito di porpora, si dileguarono tutti. <strong>65</strong>Il re gli conferì onori e lo ascrisse tra i suoi primi amici e lo costituì stratega e governatore della provincia. <strong>66</strong>Così Giònata tornò a Gerusalemme in pace e gioia.</p>

<p><strong><em>Giònata aumenta ancora il suo potere</em></strong> <em>(10,67-11,74)</em>
<strong>67</strong>Nell&#39;anno centosessantacinque Demetrio, figlio di Demetrio, venne da Creta nella terra dei suoi padri. <strong>68</strong>Il re Alessandro, quando lo seppe, ne fu assai preoccupato e tornò ad Antiòchia. <strong>69</strong>Demetrio affidò il governo della Celesiria ad Apollònio, il quale, radunato un grande esercito, si accampò presso Iàmnia e inviò al sommo sacerdote Giònata questo messaggio:
<strong>70</strong>“Soltanto tu ti sei alzato contro di noi e io sono diventato oggetto di derisione e di scherno a causa tua. Perché ti fai forte contro di noi stando sui monti? <strong>71</strong>Ora, se sei tanto sicuro delle tue forze, scendi contro di noi nella pianura e qui misuriamoci, perché con me c&#39;è la forza delle città. <strong>72</strong>Infórmati e sappi chi sono io e chi sono gli altri che ci aiutano. Ti diranno: “Non potete tenere saldo il piede davanti a noi, perché già due volte sono stati da noi respinti i tuoi padri nella loro terra”. <strong>73</strong>Così ora non potrai resistere alla cavalleria e a un esercito come il nostro in pianura, ove non c&#39;è roccia né scoglio né luogo in cui rifugiarsi”. <strong>74</strong>Quando Giònata intese le parole di Apollònio, ne ebbe l&#39;animo irritato; scelse diecimila uomini e uscì da Gerusalemme. Suo fratello Simone gli venne incontro per aiutarlo. <strong>75</strong>Si accampò presso Giaffa, ma gli abitanti avevano chiuso la città, perché a Giaffa c&#39;era un presidio di Apollònio. Le diedero l&#39;assalto <strong>76</strong>e i cittadini, spaventati, aprirono. Così Giònata divenne padrone di Giaffa. <strong>77</strong>Apollònio lo seppe e mise in campo tremila cavalieri e molte truppe e si mosse verso Azoto, come se intendesse fare quel percorso; ma subito si spinse nella pianura, poiché aveva una cavalleria numerosa, sulla quale contava. <strong>78</strong>Giònata lo inseguì alle spalle in direzione di Azoto e gli eserciti attaccarono battaglia. <strong>79</strong>Apollònio aveva lasciato un migliaio di cavalieri nascosti dietro di loro; <strong>80</strong>Giònata però si era accorto che c&#39;era un appostamento dietro di lui. Quelli circondarono il suo schieramento e lanciarono frecce contro le truppe dal mattino alla sera. <strong>81</strong>Ma le truppe tennero fermo, come aveva ordinato Giònata, mentre i cavalli di quelli si stancarono. <strong>82</strong>Allora Simone fece uscire le sue riserve e attaccò la falange e, poiché la cavalleria ormai era esausta, quelli furono da lui travolti e si diedero alla fuga; <strong>83</strong>i cavalieri si dispersero nella pianura: fuggirono verso Azoto ed entrarono in Bet-Dagon, il tempio del loro idolo, in cerca di scampo. <strong>84</strong>Giònata allora incendiò Azoto e le città dei dintorni, prese le loro spoglie e diede alle fiamme anche il tempio di Dagon con quanti vi si erano rifugiati. <strong>85</strong>Gli uccisi di spada e i morti tra le fiamme assommarono a circa ottomila uomini. <strong>86</strong>Poi Giònata tolse il campo di là e si accampò di fronte ad Àscalon, e i cittadini gli vennero incontro con grandi onori. <strong>87</strong>Così Giònata tornò a Gerusalemme con i suoi uomini carichi di bottino. <strong>88</strong>Il re Alessandro, udendo queste notizie, aumentò gli onori a Giònata; <strong>89</strong>gli inviò la fibbia d&#39;oro, che si usa donare ai parenti del re, e gli diede in possesso Ekron e tutto il suo territorio.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>10,1</strong> anno centosessanta: è l’anno 152/151. Alessandro Epìfane: altro nome di Alessandro Bala, un giovane di umili origini che si oppose a Demetrio come pretendente al trono.</em></p>

<p><em><strong>10,18-20</strong> Alessandro Bala nomina Giònata sommo sacerdote e gli invia la porpora e la corona d’oro, segni di rango principesco. Giònata apparteneva a una famiglia sacerdotale (2,1), ma la sua non era tra quelle famiglie alle quali fino ad allora erano appartenuti i sommi sacerdoti. Così egli unifica in sé l’autorità religiosa e il potere militare e politico (vedi v. 65 e nota).</em></p>

<p><em><strong>10,21</strong> Sono indicate la data e la festa liturgica del momento in cui Giònata assume la dignità di sommo sacerdote: nel settembre-ottobre del 152, durante la festa delle Capanne. Era questa la festa di ringraziamento per il raccolto (Es 23,16; 34,22; Dt 16,13-16).</em></p>

<p><em><strong>10,29</strong> tassa del sale: tassa personale fondata sul consumo di sale, calcolato mediamente per ogni individuo; corone: doni in natura accompagnati dall’invio di una corona in metallo prezioso.</em></p>

<p><em><strong>10,40</strong> quindicimila sicli d’argento: il siclo, in quanto moneta del conio di Tiro, era di peso superiore al siclo corrente in Israele (vedi nota a Es 30,13).</em></p>

<p><em><strong>10,62</strong> La porpora è il mantello di cerimonia dei cortigiani, secondo l’uso persiano e macedone; il colore attestava una forma di partecipazione alla vita del monarca.</em></p>

<p><em><strong>10,65</strong> Il titolo di stratega si riferisce al comando militare; quello di governatore della provincia indica il potere civile sulla Giudea.</em></p>

<p><em><strong>10,67</strong> anno centosessantacinque: è l’anno 147/146.</em></p>

<p><em><strong>10,69</strong> Celesiria: il termine significa “Siria infossata” e veniva dato, ma non sempre in modo uniforme, alla valle dell’Oronte, alla valle del Giordano e alle zone vicine.</em></p>

<p><em><strong>10,75</strong> Giaffa: vicino alla moderna Tel-Aviv, costituiva il miglior porto della regione, dal Carmelo all’Egitto.</em></p>

<p><em><strong>10,86</strong> Àscalon: antica e importante città filistea.</em></p>

<p><em><strong>10,89</strong> parenti del re: la classe più elevata dei dignitari di corte. Ekron: altra città filistea.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><strong>1-66</strong>. Inizia ora, nell&#39;esposizione del nostro autore, il racconto di una vera gara tra due rivali al trono di Antiochia, Alessandro I Balas e Demetrio I, per accaparrarsi i favori dei Giudei a suon di concessioni sempre più ampie e culminanti nella nomina di Gionata a «stratega e governatore» (v. 65) della provincia: la rivolta maccabaica metteva così a segno uno dei colpi meglio riusciti ottenendo l&#39;investitura ufficiale, sia religiosa che politica. Le vicende che portarono a questo successo, dovuto all&#39;abilità politica di Gionata, sono lette dall&#39;autore in chiave nettamente positiva e giudeocentrica. In realtà, però, non furono da tutti ugualmente apprezzate e nel quadro degli eventi mondiali del tempo si collocano piuttosto al margine. Ma certamente interessò ai vari pretendenti avere più sostenitori possibile, per quanto non avessero molto peso politico-
militare. Il periodo decorre dal 152 a.C.(v. 1: 160 ES).</p>

<p><strong>1-21</strong>. Alessandro (v. 1) è uno sconosciuto intrigante ambizioso che riesce ad occupare il trono dei Seleucidi spacciandosi per figlio dell&#39;Epifane di cui assume per sé il soprannome. Per parare una sua eventuale mossa in direzione dei Giudei, Demetrio si affretta, senza impegnarsi in riconoscimenti ufficiali, a concedere a Gionata ampia libertà di iniziativa nei confronti delle posizioni avversarie e delle popolazioni ostili (vv. 6ss.). Come contromossa, Alessandro va più al concreto e nomina Gionata sommo sacerdote (v. 20). La carica probabilmente era rimasta vacante con la morte di Alcimo e toccava al re di Siria – Alessandro era stato riconosciuto da Roma – la nomina del successore (cfr. 2Mac 4,10). Per il nostro autore la scelta non fa difficoltà ma non tutti accettarono di buon grado questa estromissione dal sommo sacerdozio della famiglia degli Oniadi che la deteneva dall&#39;epoca persiana (cfr. Ne 12,10), ricollegandosi con Zadok (cfr. 1Cr 5,34). In particolare, sembra che proprio per reazione a questa nomina considerata illegittima e quindi invalida, il Maestro di Giustizia si sia ritirato con i suoi seguaci a Qumran, considerando Gionata «sacerdote empio».</p>

<p><strong>22-50</strong>. A questo punto, Demetrio non tanto raddoppia quanto decuplica le concessioni, rivolgendosi per di più non propriamente a Gionata ma al «popolo dei Giudei» (v. 25) e facendo leva su ciò che al popolo poteva meglio riuscire gradito, l&#39;esenzione dalle tasse pesanti (v. 30); dichiara Gerusalemme città santa con diritto, quindi, di asilo (v. 31); concede una specie di <em>privilegium fori</em> (v. 35) e il libero accesso alle cariche ecc. Ma Gionata non si lascia scavalcare e subodorando un trucco o prevedendo che Demetrio non ce l&#39;avrebbe fatta contro Alessandro, opta per quest&#39;ultimo che risulterà in effetti vincitore nello scontro a cui l&#39;autore aveva accennato fin dal v. 2.</p>

<p><strong>51-66</strong>. L&#39;interesse dell&#39;autore in questa sezione è tutto per la nomina di Gionata a «stratega e governatore della provincia» (v. 65) che costituisce un altro successo notevole degli Asmonei. Il racconto delle manovre di Alessandro per legarsi ai Tolomei con un matrimonio (vv. 51-58) ha lo scopo di preparare l&#39;incontro del re con Gionata nella città di Tolemaide ove l&#39;abilità diplomatica dell&#39;Asmoneo la vince anche sui tentativi di rivalsa dei filoellenisti, comprensibilmente delusi dal nuovo corso politico di Antiochia che abbandonava gli antichi alleati per appoggiarsi all&#39;astro crescente. In effetti, se fu una mossa politica sagace di Gionata quella di legarsi ai due re, fu pure indovinato da parte di Alessandro scegliere il partito degli Asmonei anziché quello degli ellenisti, chiaramente in declino, e specialmente puntare su Gionata inserendolo il più possibile nella struttura statale seleucidica. Così, se prima l&#39;aveva fatto amico del re» (cfr. v. 20), ora lo fa entrare tra i dignitari di prima classe (v. 65) e il suo ruolo di capo dei Giudei viene ufficializzato anche dal punto di vista civile. Il titolo di governatore, infatti, fa di lui un diretto rappresentante del re nella Giudea (fors&#39;anche in altri distretti), con ampi poteri militari e civili.</p>

<p><strong>10,67-11,74</strong>. Alla ricerca di una sempre più ampia autonomia, Gionata si destreggia con diplomazia non sempre trasparente nell&#39;intrico di colpi di stato che caratterizzano il regno di Siria in quel tempo.</p>

<p><strong>10,67-89</strong>. Le lotte intestine della corte di Antiochia non sono sempre occasione di vantaggi: possono anche creare grossi pericoli, come nel caso di Demetrio II, figlio del re morto in battaglia (v. 50), che nell&#39;anno 165 ES (= 147 a.C.: v. 67) decide di punire l&#39;appoggio dato da Giónata al rivale del padre, Alessandro, inviando un nutrito contingente di truppe sotto la guida di Apollonio (v. 69). Si sottintende che era riuscito a sottrarre ad Alessandro una parte del territorio del regno, probabilmente perché erano passati dalla sua alcuni governatori di regioni, tra i quali appunto Apollonio governatore della Celesiria (v. 69), propriamente la regione posta tra Libano e Antilibano. La lettera (vv. 70-73) di sfida inviata a Gionata sembra supporre che la resistenza maccabaica si limitasse tuttora alla guerriglia. In realtà, invece, pare che Gionata nei tre anni dalla nomina a stratega (cfr. v. 57) non abbia perso tempo, se riesce a mettere in campo 10.000 uomini (v. 74) che sconfiggono l&#39;esercito di Apollonio non solo per valore e tattica militare, ma anche per resistenza alla fatica bellica (cfr. vv. 80ss.). La vittoria valse l&#39;ampliamento della regione amministrata da Gionata verso il litorale: Ekron è a ca. 30 km ovest di Gerusalemme nella Filistea (parimenti Asdod, vv. 83s., e Ascalona, v. 86) a cui rimanda anche il culto del dio «Dagons (cfr. 1Sam 5).</p>

<p><em>(cf. EMILIANO VALLAURI, 1Maccabei – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/onom8dr568</guid>
      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 05:34:39 +0000</pubDate>
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      <title>148]</title>
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<p>un tiro di fionda una sentinella un] tiro di fionda una sentinella la moneta mano] destra sinistra crolla l&#39;economia globale dentro lo [sferisterio i lampadari a goccia sono] avvisaglie il primo è beato il secondo [bendato] riempie le cassette postali volàno [dalle piccionaie càmpano] un quarto di spy al nero il fondo del caffè tinge i capelli</p>
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      <author>lucazanini</author>
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      <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 00:39:12 +0000</pubDate>
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      <title>Vénérable maître, et vous tous, mes frères…</title>
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      <description>&lt;![CDATA[Vénérable maître, et vous tous, mes frères…&#xA;&#xA;Écrit en 1895, publié en 1910 et dédié à son fils John, le poème If du frère Rudyard Kipling nous est surtout connu par la magnifique adaptation de André Maurois, publiée en 1918 sous le titre : “Tu seras un homme, mon fils”. La version de Maurois magnifie le poème original avec une grande liberté, tout en respectant parfaitement son esprit. Comme nous le verrons au fil de cette planche, le poème original est légèrement différent de ce que nous en connaissons.&#xA;&#xA;Le stoïcisme est une philosophie antique axée sur le développement de la force de caractère et la maîtrise des émotions. Il enseigne à se concentrer sur nos actions et jugements, afin d&#39;atteindre un état de bonheur et d&#39;épanouissement menant à une floraison personnelle.&#xA;&#xA;If de Rudyard Kipling, une introduction au stoïcisme :&#xA;&#xA;Pour saisir les nuances du poème original, je vous propose une nouvelle traduction, plus littérale, mais aussi plus fidèle au sens profond que j&#39;y perçois.&#xA;&#xA;“Si tu peux garder la tête froide quand tout le monde autour de toi Perd la sienne et t’en accuse, Si tu peux te faire confiance quand tous doutent de toi, Mais aussi savoir en tenir compte.”&#xA;&#xA;Ces premiers vers nous introduisent à l&#39;autosuffisance et la maîtrise de soi : se suffire à soi même, être maître de son cœur et de ses sentiments. C&#39;est la confiance du Stoïcien en son propre jugement, à s&#39;en tenir à ses principes. Même face à une pression écrasante. Tout en restant ouvert à la critique constructive.&#xA;&#xA;“Si tu peux attendre sans être fatigué d’attendre, Ou être calomnié sans céder au mensonge, Ou être détesté sans sombrer dans la haine, Et pourtant sans fanfaronner ni donner de leçons.”&#xA;&#xA;Ces vers illustrent l&#39;importance de la patience, l&#39;indifférence aux choses extérieures et le refus d&#39;être compromis par les vices d&#39;autrui. Ne pas fanfaronner, c&#39;est éviter la vanité, un obstacle à la vraie vertu. Car elle est intrinsèque et ne nécessite pas de validation externe ou de démonstration égocentrique.&#xA;&#xA;“Si tu peux rêver et ne pas faire des reves ton maître, si tu peux penser et ne pas faire de tes pensées ton but,”&#xA;&#xA;Kipling et les stoïciens soulignent le danger de l&#39;excès, même dans les domaines de l&#39;imagination créative et du raisonnement logique. Pousser toute qualité mentale à l&#39;extrême la transforme en vice. Kipling et les stoïciens ont reconnu ces vices pour ce qu&#39;ils sont : une brèche qui nous éloigne des obligations morales vitales de l&#39;ici et du maintenant. Il nous faut donc modération et discipline.&#xA;&#xA;“Si tu peux rencontrer le triomphe et le désastre Et traiter ces deux imposteurs en toute égalité,”&#xA;&#xA;Pour les stoïciens, les événements extérieurs ne sont pas bons ou mauvais en soi. Au contraire, ils sont moralement neutres, ou “indifférents”. Les événements sont des imposteurs parce qu’ils ne sont pas ce qu’ils paraissent. Ce ne sont que des phases de la vie qui ne définissent pas sa valeur intrinsèque.&#xA;&#xA;En effet, on ne mesure pas la valeur d&#39;une vie aux victoires ou aux défaites, mais plutôt à la façon de mener son existence. En répondant correctement à toute situation, le bien peut être extrait du malheur, et à l&#39;inverse, nous pouvons ruiner presque toute bonne chose en y répondant mal.&#xA;&#xA;“Si tu peux supporter d’entendre ta vérité Déformée par des fripons pour tromper des imbéciles Ou voyant détruit l’ouvrage de ta vie, Prendre tes vieux outils pour te remettre au travail,”&#xA;&#xA;Qu&#39;importe que la vérité soit déformée ou l&#39;œuvre de sa vie détruite. Les événements extérieurs sont neutres comme nous l&#39;avons vu. Le stoïcien se concentre sur ce qui est à sa portée : bien vivre et dire la vérité du mieux qu&#39;il peut. Il ne réussira pas toujours, mais en se concentrant sur cet objectif, il peut faire des pas concrets vers ces idéaux.&#xA;&#xA;“Si tu peux faire un tas de toutes tes possessions Et les risquer sur un seul coup de dé, Et perdre, et recommencer de zero, Et ne jamais souffler un mot de ta perte,”&#xA;&#xA;C&#39;est la liberté face à l&#39;attachement matériel, et une grande force de caractère. Perdre sans se lamenter, et recommencer, c&#39;est l&#39;essence de l&#39;autonomie intérieure. Plutôt que de se morfondre, le stoïcien se tourne encore vers ce qui est à sa portée : sa réponse à la situation et sa capacité à agir pour se relever.&#xA;&#xA;“Si tu peux obliger ta force, ton cœur et ton courage A te servir longtemps apres leur départ, Et ainsi persévérer quand il n’y a plus rien d’autre Que ta volonté qui te dit “Tiens bon !”,”&#xA;&#xA;C&#39;est la maîtrise de l&#39;esprit sur le corps, la volonté de faire son devoir même face à l&#39;épuisement. C&#39;est la volonté qui doit être le moteur, non les sensations physiques. Les stoïciens se préparent à ce niveau de persévérance et de volonté quasi surhumain, car ils savent que la vie l&#39;exige parfois.&#xA;&#xA;“Si tu peux parler aux foules et garder ta vertu, Ou vivre auprès des rois en gardant les pieds sur terre,”&#xA;&#xA;C&#39;est la preuve d&#39;une grande maîtrise de soi, d&#39;intégrité et d&#39;indépendance d&#39;esprit. Le Stoïcien juge les gens sur le caractère, la décence et les actions, non sur le statut ou les apparences.&#xA;&#xA;Comme le franc maçon qui est “ami du riche et du pauvre s&#39;ils sont vertueux.”&#xA;&#xA;“Si ni les ennemis ni les amis ne peuvent te blesser, Si tout le monde compte pour toi, mais aucun ne compte trop”&#xA;&#xA;Pour le stoïcien, seules nos propres actions vicieuses peuvent nous blesser. Nos ennemis et nos amis ne peuvent atteindre notre essence. Et s&#39;il faut aimer tout le monde, il faut aussi un juste milieu dans l&#39;amour et l&#39;attachement.&#xA;&#xA;“Si tu peux remplir chaque minute impitoyable Avec soixante secondes de vie parcourue,”&#xA;&#xA;C&#39;est une injonction à vivre sa vie pleinement. Pour le stoïcien, se rappeler qu’il est mortel le conduit à profiter de chaque instant, et à l’humilité de ses choix de vie, sans pour autant manquer d’ambition.&#xA;&#xA;“A toi est la terre et tout ce qu’elle contient Et mieux encore, tu seras un homme, mon fils.”&#xA;&#xA;Si Kipling s&#39;adresse ici spécifiquement à son fils, l&#39;idéal qu&#39;il dépeint est universel.&#xA;&#xA;Kipling ne se contente pas de nous inspirer, il nous engage résolument au travail pour notre progrès moral et spirituel. En embrassant ces principes stoïciens, nous nous approchons de l&#39;être humain idéal : celui qui, quelles que soient les circonstances, est capable de “tenir sa tête”, de vivre avec intégrité, de servir l&#39;humanité et, finalement, de posséder “la Terre et tout ce qui s&#39;y trouve”, car il se possède lui-même.&#xA;&#xA;“L&#39;homme conquiert le monde en se conquérant”, disait Zenon de Citium, le fondateur du stoïcisme.&#xA;&#xA;Je vais maintenant détailler quelques concepts fondamentaux du stoïcisme, qui ont été introduits par le poème.&#xA;&#xA;Dichotomie de contrôle : la cartographie de notre pouvoir d&#39;agir&#xA;&#xA;Au cœur de la pensée stoïcienne se trouve un principe fondamental : la distinction lucide entre ce qui est à notre portée et ce qui ne l&#39;est pas. Il s&#39;agit de tracer une carte précise de notre pouvoir d&#39;agir. Cette cartographie clarifie deux territoires. Le premier, le seul sur lequel nous avons une souveraineté totale, est notre monde intérieur. Il contient nos jugements, c&#39;est-à-dire l&#39;interprétation que nous faisons des événements ; nos intentions et nos impulsions à agir ; et notre assentiment, ce choix délibéré d&#39;adhérer ou non à une pensée ou à une impression. C&#39;est le domaine de notre volonté. Le second territoire est tout le reste : notre corps, notre santé, notre réputation, les actions des autres, les événements politiques, le résultat final de nos projets. Sur ce territoire, nous pouvons avoir une influence, mais jamais une emprise. Tenter d&#39;y imposer notre volonté de la même manière que nous la maîtrisons en nous est une erreur de navigation fondamentale. L&#39;objectif de cette distinction est l&#39;économie de notre énergie vitale. Chaque minute passée à s&#39;angoisser pour un résultat qui ne nous appartient pas, chaque once de colère dépensée contre un événement négatif, chaque instant de frustration face à l&#39;incompréhension d&#39;autrui est une force gaspillée. C&#39;est une énergie qui aurait pu être investie dans le seul domaine qui compte : la qualité de nos propres choix et la justesse de nos actions.&#xA;&#xA;Ce ne sont pas les choses qui nous troublent, disait Epictète, mais les jugements que nous portons sur elles.&#xA;&#xA;En concentrant notre énergie uniquement sur nos jugements, nos intentions et nos actions, nous cessons de la dissiper contre les forces extérieures. C&#39;est le premier pas vers la liberté. Non pas la liberté d&#39;obtenir ce que l&#39;on veut du monde, mais la liberté intérieure de ne pas être brisé par lui. L&#39;impératif du stoïcisme, fonder son bonheur sur ce que l’on peut toucher.&#xA;&#xA;En définissant la source de notre bien-être, la dichotomie de contrôle nous mène directement à l&#39;autosuffisance. L&#39;Autosuffisance : La Forteresse Imprenable de l&#39;âme&#xA;&#xA;La quête d&#39;une vie vertueuse, qu&#39;elle soit guidée par les préceptes de Kipling ou les enseignements du stoïcisme, passe nécessairement par l&#39;édification d&#39;une forteresse intérieure : celle de l&#39;autosuffisance. Se suffire à soi-même ne signifie pas s&#39;isoler du monde ou rejeter l&#39;aide d&#39;autrui. Il s&#39;agit plutôt de cultiver une autonomie de l&#39;esprit et du cœur qui nous rendent invulnérables aux aléas extérieurs. C&#39;est la capacité à maintenir notre équilibre et notre intégrité, quelles que soient les circonstances, et ce, indépendamment des éloges ou des critiques que nous recevons. Ainsi, “ni les ennemis ni les amis ne peuvent nous blesser”.&#xA;&#xA;Cette force intérieure est la quintessence de la sagesse stoïcienne. Avec la dichotomie de contrôle, la seule chose qui soit véritablement à notre portée, et donc la seule chose sur laquelle nous devons fonder notre bonheur, c&#39;est nous-même !&#xA;&#xA;“Fouille en dedans. C&#39;est en dedans qu&#39;est la source du bien et elle peut jaillir sans cesse si tu fouilles toujours”, disait Marc Aurèle.&#xA;&#xA;Cette capacité à rester inébranlable face aux critiques extérieures, qu&#39;elles soient amicales ou hostiles, repose sur un amour de soi sain et juste. Il ne s&#39;agit pas d&#39;un égoïsme narcissique, mais de l&#39;estime et du respect de sa propre intégrité, de sa dignité et de sa valeur en tant qu&#39;être vertueux. S&#39;aimer de cette manière, c&#39;est reconnaître que la seule personne que l&#39;on ne peut pas fuir est soi-même, et que la seule opinion qui compte in fine est celle que l&#39;on se porte, par rapport à ses propres principes. C&#39;est cette autonomie de jugement et cette estime de soi vertueuse qui nous permettent d&#39;interagir avec le monde sans être ballottés par ses caprices, et de maintenir notre cap même quand les vents sont contraires.&#xA;&#xA;“Qui vit en paix avec lui-même vit en paix avec l&#39;univers”, disait Marc Aurèle.&#xA;&#xA;En Franc-Maçonnerie, cette quête de l&#39;autosuffisance se matérialise dans le travail sur la Pierre Brute. Chaque Maçon est invité à se connaître, à identifier ses aspérités, ses faiblesses, et à les polir par un effort constant et personnel. C&#39;est en devenant “maître” de lui-même qu&#39;il peut ensuite, de manière désintéressée, contribuer à l&#39;édification du Temple, en offrant non pas sa dépendance, mais sa force et sa lumière propre.&#xA;&#xA;L&#39;autosuffisance n&#39;est donc pas une fin en soi, mais un moyen d&#39;atteindre la liberté et le bonheur intérieur, et de servir le monde avec intégrité et sérénité. C&#39;est la base sur laquelle repose toute construction vertueuse.&#xA;&#xA;L&#39;autosuffisance nous rend maître de nous-mêmes ; le Memento Mori nous rappelle l&#39;urgence de vivre pleinement cette maîtrise.&#xA;&#xA;Memento Mori : La conscience de l&#39;éphémère comme moteur&#xA;&#xA;Les vers de Kipling, invitant à vivre “chaque minute impitoyable avec soixante secondes de vie parcourue”, résonnent avec le principe stoïcien du Memento Mori : “souviens-toi que tu dois mourir”. Pour les Stoïciens, cette réflexion n&#39;était pas morbide. Elle souligne la brièveté de l&#39;existence et la nécessité d&#39;embrasser chaque moment. Car rien d&#39;autre n&#39;existe que l&#39;instant présent.&#xA;&#xA;Cependant, cette perspective comporte le risque d&#39;un suprémacisme du plaisir menant à une vision à court terme, voire à du nihilisme. Pour mieux le comprendre, le Memento Mori peut être complété par le Memento Vivere : “souviens-toi que tu dois mourir, mais souviens-toi que tu dois vivre”. Parce qu’il est probable que nous ne mourrons pas demain, d&#39;où la nécessité de maintenir nos engagements et responsabilités à long terme. La conscience de notre mortalité doit inciter à vivre pleinement le présent. Si demain était votre dernier jour sur Terre, comment voudriez-vous le vivre ? Alors vivez chaque jour ainsi.&#xA;&#xA;“Vous pourriez quitter la vie maintenant. Que cela détermine ce que vous faites, dites et pensez.” disait Marc Aurèle.&#xA;&#xA;Adopter cette perspective au quotidien n&#39;est pas une incitation au désespoir, mais un principe actif pour maximiser la qualité de notre existence. D&#39;une part, cela clarifie nos priorités. Les préoccupations triviales s&#39;estompent face à l&#39;inéluctabilité de la mort. Nous nous concentrons sur ce qui a une réelle valeur : nos relations, nos passions, nos principes. Cela nous pousse à agir en accord avec notre moi profond, sans reporter.&#xA;&#xA;D&#39;autre part, cela intensifie l&#39;expérience du présent. L&#39;attention n&#39;est plus détournée par les regrets ou les anxiétés. Ainsi, tous les endroits deviennent le centre de l&#39;univers, et chaque moment est le plus important. Enfin, c&#39;est un puissant levier pour l&#39;action et l&#39;intégrité. Face à la probabilité de la mort, souhaitons-nous laisser des choses inachevées ou des mots inexprimés ? Ce cadre encourage à prendre des risques, à poursuivre des rêves, à pardonner et à vivre de manière authentique.&#xA;&#xA;En somme, ce n&#39;est pas une morbidité, mais une stratégie pour une vie plus riche, intentionnelle et alignée avec nos valeurs.&#xA;&#xA;Il nous appartient de faire en sorte que le jour où la mort nous trouvera soit un jour dont nous puissions être fiers.&#xA;&#xA;La conscience de notre mortalité ne prend tout son sens que dans l&#39;impératif de l&#39;action.&#xA;&#xA;L&#39;impératif de l&#39;action : Au-delà de la Pensée et du Discours&#xA;&#xA;Nous avons exploré les exigences de Kipling et les principes stoïciens qui nous invitent à la maîtrise de soi, à la sagesse et à la vertu. Mais il est crucial de rappeler que toutes ces réflexions ne trouvent leur véritable sens que dans l&#39;action. Pour les Stoïciens, la sagesse n&#39;est pas une simple contemplation intellectuelle ou une accumulation de savoirs théoriques : elle est avant tout une pratique quotidienne. Nos intentions les plus pures, nos pensées les plus nobles ne suffisent pas ! Qui que l&#39;on soit au fond de nous, nous ne sommes jugés que d&#39;après nos actes. C&#39;est notre comportement, nos réponses aux défis, la manière dont nous agissons dans le monde qui témoigne de notre vertu. Le bonheur stoïcien n&#39;est pas un état passif, mais le résultat d&#39;un travail volontaire sur soi, manifesté par des actions justes et une maîtrise de nos réactions. Marc Aurèle disait : “Ne perds plus de temps à discuter de ce que doit être un homme de bien. Sois-en un.”&#xA;&#xA;En Franc-Maçonnerie, cette primauté de l&#39;action est tout aussi fondamentale. Les outils symboliques dont nous nous servons en Loge ne sont pas de simples ornements, ils sont les emblèmes d&#39;un travail concret et continu sur soi. Ce n&#39;est pas ce que nous disons être, mais ce que nous faisons qui définit la Maçon. Nos serments, nos symboles, nos rituels nous guident, mais c&#39;est par nos actions que nous prouvons notre adhésion aux valeurs de notre Ordre et que nous contribuons véritablement à la construction du Temple.&#xA;&#xA;C&#39;est ici que prend tout son sens la notion de “propagande par l&#39;exemple”. Il ne s&#39;agit pas pour le Maçon de proclamer haut et fort ses vertus ou d&#39;imposer ses idées par la force du discours. Il s&#39;agit plutôt d&#39;incarner, dans sa vie quotidienne, les principes qu&#39;il médite en Loge. C&#39;est par la qualité de ses actions, la sérénité de son jugement et la noblesse de son caractère que le Maçon inspire. Non par un discours doctrinaire, mais par la lumière de son propre perfectionnement qui rejaillit sur son entourage. C&#39;est en étant lui-même une preuve vivante des idéaux maçonniques qu&#39;il participe concrètement à l&#39;amélioration de l&#39;humanité.&#xA;&#xA;Epictète disait : “Dis-toi d&#39;abord qui tu veux être, puis agis en conséquence.”&#xA;&#xA;L&#39;homme décrit par Kipling est un homme d&#39;action, capable de “se remettre au travail” après la destruction de son œuvre, de “risquer” ses possessions matérielles, et de “persévérer” même quand il n&#39;y a plus rien d&#39;autre que sa volonté. Il incarne l&#39;idée que la vertu n&#39;est pas une passivité sereine, mais une mise en pratique constante. Au-delà de nos pensées et de nos intentions les plus secrètes, c&#39;est ce que nous manifestons dans le monde qui nous définit véritablement.&#xA;&#xA;Vénérable maître, j&#39;ai dit.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Vénérable maître, et vous tous, mes frères…</p>

<p>Écrit en 1895, publié en 1910 et dédié à son fils John, le poème If du frère Rudyard Kipling nous est surtout connu par la magnifique adaptation de André Maurois, publiée en 1918 sous le titre : “Tu seras un homme, mon fils”. La version de Maurois magnifie le poème original avec une grande liberté, tout en respectant parfaitement son esprit. Comme nous le verrons au fil de cette planche, le poème original est légèrement différent de ce que nous en connaissons.</p>

<p>Le stoïcisme est une philosophie antique axée sur le développement de la force de caractère et la maîtrise des émotions. Il enseigne à se concentrer sur nos actions et jugements, afin d&#39;atteindre un état de bonheur et d&#39;épanouissement menant à une floraison personnelle.</p>

<p>If de Rudyard Kipling, une introduction au stoïcisme :</p>

<p>Pour saisir les nuances du poème original, je vous propose une nouvelle traduction, plus littérale, mais aussi plus fidèle au sens profond que j&#39;y perçois.</p>

<p>“Si tu peux garder la tête froide quand tout le monde autour de toi Perd la sienne et t’en accuse, Si tu peux te faire confiance quand tous doutent de toi, Mais aussi savoir en tenir compte.”</p>

<p>Ces premiers vers nous introduisent à l&#39;autosuffisance et la maîtrise de soi : se suffire à soi même, être maître de son cœur et de ses sentiments. C&#39;est la confiance du Stoïcien en son propre jugement, à s&#39;en tenir à ses principes. Même face à une pression écrasante. Tout en restant ouvert à la critique constructive.</p>

<p>“Si tu peux attendre sans être fatigué d’attendre, Ou être calomnié sans céder au mensonge, Ou être détesté sans sombrer dans la haine, Et pourtant sans fanfaronner ni donner de leçons.”</p>

<p>Ces vers illustrent l&#39;importance de la patience, l&#39;indifférence aux choses extérieures et le refus d&#39;être compromis par les vices d&#39;autrui. Ne pas fanfaronner, c&#39;est éviter la vanité, un obstacle à la vraie vertu. Car elle est intrinsèque et ne nécessite pas de validation externe ou de démonstration égocentrique.</p>

<p>“Si tu peux rêver et ne pas faire des reves ton maître, si tu peux penser et ne pas faire de tes pensées ton but,”</p>

<p>Kipling et les stoïciens soulignent le danger de l&#39;excès, même dans les domaines de l&#39;imagination créative et du raisonnement logique. Pousser toute qualité mentale à l&#39;extrême la transforme en vice. Kipling et les stoïciens ont reconnu ces vices pour ce qu&#39;ils sont : une brèche qui nous éloigne des obligations morales vitales de l&#39;ici et du maintenant. Il nous faut donc modération et discipline.</p>

<p>“Si tu peux rencontrer le triomphe et le désastre Et traiter ces deux imposteurs en toute égalité,”</p>

<p>Pour les stoïciens, les événements extérieurs ne sont pas bons ou mauvais en soi. Au contraire, ils sont moralement neutres, ou “indifférents”. Les événements sont des imposteurs parce qu’ils ne sont pas ce qu’ils paraissent. Ce ne sont que des phases de la vie qui ne définissent pas sa valeur intrinsèque.</p>

<p>En effet, on ne mesure pas la valeur d&#39;une vie aux victoires ou aux défaites, mais plutôt à la façon de mener son existence. En répondant correctement à toute situation, le bien peut être extrait du malheur, et à l&#39;inverse, nous pouvons ruiner presque toute bonne chose en y répondant mal.</p>

<p>“Si tu peux supporter d’entendre ta vérité Déformée par des fripons pour tromper des imbéciles Ou voyant détruit l’ouvrage de ta vie, Prendre tes vieux outils pour te remettre au travail,”</p>

<p>Qu&#39;importe que la vérité soit déformée ou l&#39;œuvre de sa vie détruite. Les événements extérieurs sont neutres comme nous l&#39;avons vu. Le stoïcien se concentre sur ce qui est à sa portée : bien vivre et dire la vérité du mieux qu&#39;il peut. Il ne réussira pas toujours, mais en se concentrant sur cet objectif, il peut faire des pas concrets vers ces idéaux.</p>

<p>“Si tu peux faire un tas de toutes tes possessions Et les risquer sur un seul coup de dé, Et perdre, et recommencer de zero, Et ne jamais souffler un mot de ta perte,”</p>

<p>C&#39;est la liberté face à l&#39;attachement matériel, et une grande force de caractère. Perdre sans se lamenter, et recommencer, c&#39;est l&#39;essence de l&#39;autonomie intérieure. Plutôt que de se morfondre, le stoïcien se tourne encore vers ce qui est à sa portée : sa réponse à la situation et sa capacité à agir pour se relever.</p>

<p>“Si tu peux obliger ta force, ton cœur et ton courage A te servir longtemps apres leur départ, Et ainsi persévérer quand il n’y a plus rien d’autre Que ta volonté qui te dit “Tiens bon !”,”</p>

<p>C&#39;est la maîtrise de l&#39;esprit sur le corps, la volonté de faire son devoir même face à l&#39;épuisement. C&#39;est la volonté qui doit être le moteur, non les sensations physiques. Les stoïciens se préparent à ce niveau de persévérance et de volonté quasi surhumain, car ils savent que la vie l&#39;exige parfois.</p>

<p>“Si tu peux parler aux foules et garder ta vertu, Ou vivre auprès des rois en gardant les pieds sur terre,”</p>

<p>C&#39;est la preuve d&#39;une grande maîtrise de soi, d&#39;intégrité et d&#39;indépendance d&#39;esprit. Le Stoïcien juge les gens sur le caractère, la décence et les actions, non sur le statut ou les apparences.</p>

<p>Comme le franc maçon qui est “ami du riche et du pauvre s&#39;ils sont vertueux.”</p>

<p>“Si ni les ennemis ni les amis ne peuvent te blesser, Si tout le monde compte pour toi, mais aucun ne compte trop”</p>

<p>Pour le stoïcien, seules nos propres actions vicieuses peuvent nous blesser. Nos ennemis et nos amis ne peuvent atteindre notre essence. Et s&#39;il faut aimer tout le monde, il faut aussi un juste milieu dans l&#39;amour et l&#39;attachement.</p>

<p>“Si tu peux remplir chaque minute impitoyable Avec soixante secondes de vie parcourue,”</p>

<p>C&#39;est une injonction à vivre sa vie pleinement. Pour le stoïcien, se rappeler qu’il est mortel le conduit à profiter de chaque instant, et à l’humilité de ses choix de vie, sans pour autant manquer d’ambition.</p>

<p>“A toi est la terre et tout ce qu’elle contient Et mieux encore, tu seras un homme, mon fils.”</p>

<p>Si Kipling s&#39;adresse ici spécifiquement à son fils, l&#39;idéal qu&#39;il dépeint est universel.</p>

<p>Kipling ne se contente pas de nous inspirer, il nous engage résolument au travail pour notre progrès moral et spirituel. En embrassant ces principes stoïciens, nous nous approchons de l&#39;être humain idéal : celui qui, quelles que soient les circonstances, est capable de “tenir sa tête”, de vivre avec intégrité, de servir l&#39;humanité et, finalement, de posséder “la Terre et tout ce qui s&#39;y trouve”, car il se possède lui-même.</p>

<p>“L&#39;homme conquiert le monde en se conquérant”, disait Zenon de Citium, le fondateur du stoïcisme.</p>

<p>Je vais maintenant détailler quelques concepts fondamentaux du stoïcisme, qui ont été introduits par le poème.</p>

<p>Dichotomie de contrôle : la cartographie de notre pouvoir d&#39;agir</p>

<p>Au cœur de la pensée stoïcienne se trouve un principe fondamental : la distinction lucide entre ce qui est à notre portée et ce qui ne l&#39;est pas. Il s&#39;agit de tracer une carte précise de notre pouvoir d&#39;agir. Cette cartographie clarifie deux territoires. Le premier, le seul sur lequel nous avons une souveraineté totale, est notre monde intérieur. Il contient nos jugements, c&#39;est-à-dire l&#39;interprétation que nous faisons des événements ; nos intentions et nos impulsions à agir ; et notre assentiment, ce choix délibéré d&#39;adhérer ou non à une pensée ou à une impression. C&#39;est le domaine de notre volonté. Le second territoire est tout le reste : notre corps, notre santé, notre réputation, les actions des autres, les événements politiques, le résultat final de nos projets. Sur ce territoire, nous pouvons avoir une influence, mais jamais une emprise. Tenter d&#39;y imposer notre volonté de la même manière que nous la maîtrisons en nous est une erreur de navigation fondamentale. L&#39;objectif de cette distinction est l&#39;économie de notre énergie vitale. Chaque minute passée à s&#39;angoisser pour un résultat qui ne nous appartient pas, chaque once de colère dépensée contre un événement négatif, chaque instant de frustration face à l&#39;incompréhension d&#39;autrui est une force gaspillée. C&#39;est une énergie qui aurait pu être investie dans le seul domaine qui compte : la qualité de nos propres choix et la justesse de nos actions.</p>

<p>Ce ne sont pas les choses qui nous troublent, disait Epictète, mais les jugements que nous portons sur elles.</p>

<p>En concentrant notre énergie uniquement sur nos jugements, nos intentions et nos actions, nous cessons de la dissiper contre les forces extérieures. C&#39;est le premier pas vers la liberté. Non pas la liberté d&#39;obtenir ce que l&#39;on veut du monde, mais la liberté intérieure de ne pas être brisé par lui. L&#39;impératif du stoïcisme, fonder son bonheur sur ce que l’on peut toucher.</p>

<p>En définissant la source de notre bien-être, la dichotomie de contrôle nous mène directement à l&#39;autosuffisance. L&#39;Autosuffisance : La Forteresse Imprenable de l&#39;âme</p>

<p>La quête d&#39;une vie vertueuse, qu&#39;elle soit guidée par les préceptes de Kipling ou les enseignements du stoïcisme, passe nécessairement par l&#39;édification d&#39;une forteresse intérieure : celle de l&#39;autosuffisance. Se suffire à soi-même ne signifie pas s&#39;isoler du monde ou rejeter l&#39;aide d&#39;autrui. Il s&#39;agit plutôt de cultiver une autonomie de l&#39;esprit et du cœur qui nous rendent invulnérables aux aléas extérieurs. C&#39;est la capacité à maintenir notre équilibre et notre intégrité, quelles que soient les circonstances, et ce, indépendamment des éloges ou des critiques que nous recevons. Ainsi, “ni les ennemis ni les amis ne peuvent nous blesser”.</p>

<p>Cette force intérieure est la quintessence de la sagesse stoïcienne. Avec la dichotomie de contrôle, la seule chose qui soit véritablement à notre portée, et donc la seule chose sur laquelle nous devons fonder notre bonheur, c&#39;est nous-même !</p>

<p>“Fouille en dedans. C&#39;est en dedans qu&#39;est la source du bien et elle peut jaillir sans cesse si tu fouilles toujours”, disait Marc Aurèle.</p>

<p>Cette capacité à rester inébranlable face aux critiques extérieures, qu&#39;elles soient amicales ou hostiles, repose sur un amour de soi sain et juste. Il ne s&#39;agit pas d&#39;un égoïsme narcissique, mais de l&#39;estime et du respect de sa propre intégrité, de sa dignité et de sa valeur en tant qu&#39;être vertueux. S&#39;aimer de cette manière, c&#39;est reconnaître que la seule personne que l&#39;on ne peut pas fuir est soi-même, et que la seule opinion qui compte in fine est celle que l&#39;on se porte, par rapport à ses propres principes. C&#39;est cette autonomie de jugement et cette estime de soi vertueuse qui nous permettent d&#39;interagir avec le monde sans être ballottés par ses caprices, et de maintenir notre cap même quand les vents sont contraires.</p>

<p>“Qui vit en paix avec lui-même vit en paix avec l&#39;univers”, disait Marc Aurèle.</p>

<p>En Franc-Maçonnerie, cette quête de l&#39;autosuffisance se matérialise dans le travail sur la Pierre Brute. Chaque Maçon est invité à se connaître, à identifier ses aspérités, ses faiblesses, et à les polir par un effort constant et personnel. C&#39;est en devenant “maître” de lui-même qu&#39;il peut ensuite, de manière désintéressée, contribuer à l&#39;édification du Temple, en offrant non pas sa dépendance, mais sa force et sa lumière propre.</p>

<p>L&#39;autosuffisance n&#39;est donc pas une fin en soi, mais un moyen d&#39;atteindre la liberté et le bonheur intérieur, et de servir le monde avec intégrité et sérénité. C&#39;est la base sur laquelle repose toute construction vertueuse.</p>

<p>L&#39;autosuffisance nous rend maître de nous-mêmes ; le Memento Mori nous rappelle l&#39;urgence de vivre pleinement cette maîtrise.</p>

<p>Memento Mori : La conscience de l&#39;éphémère comme moteur</p>

<p>Les vers de Kipling, invitant à vivre “chaque minute impitoyable avec soixante secondes de vie parcourue”, résonnent avec le principe stoïcien du Memento Mori : “souviens-toi que tu dois mourir”. Pour les Stoïciens, cette réflexion n&#39;était pas morbide. Elle souligne la brièveté de l&#39;existence et la nécessité d&#39;embrasser chaque moment. Car rien d&#39;autre n&#39;existe que l&#39;instant présent.</p>

<p>Cependant, cette perspective comporte le risque d&#39;un suprémacisme du plaisir menant à une vision à court terme, voire à du nihilisme. Pour mieux le comprendre, le Memento Mori peut être complété par le Memento Vivere : “souviens-toi que tu dois mourir, mais souviens-toi que tu dois vivre”. Parce qu’il est probable que nous ne mourrons pas demain, d&#39;où la nécessité de maintenir nos engagements et responsabilités à long terme. La conscience de notre mortalité doit inciter à vivre pleinement le présent. Si demain était votre dernier jour sur Terre, comment voudriez-vous le vivre ? Alors vivez chaque jour ainsi.</p>

<p>“Vous pourriez quitter la vie maintenant. Que cela détermine ce que vous faites, dites et pensez.” disait Marc Aurèle.</p>

<p>Adopter cette perspective au quotidien n&#39;est pas une incitation au désespoir, mais un principe actif pour maximiser la qualité de notre existence. D&#39;une part, cela clarifie nos priorités. Les préoccupations triviales s&#39;estompent face à l&#39;inéluctabilité de la mort. Nous nous concentrons sur ce qui a une réelle valeur : nos relations, nos passions, nos principes. Cela nous pousse à agir en accord avec notre moi profond, sans reporter.</p>

<p>D&#39;autre part, cela intensifie l&#39;expérience du présent. L&#39;attention n&#39;est plus détournée par les regrets ou les anxiétés. Ainsi, tous les endroits deviennent le centre de l&#39;univers, et chaque moment est le plus important. Enfin, c&#39;est un puissant levier pour l&#39;action et l&#39;intégrité. Face à la probabilité de la mort, souhaitons-nous laisser des choses inachevées ou des mots inexprimés ? Ce cadre encourage à prendre des risques, à poursuivre des rêves, à pardonner et à vivre de manière authentique.</p>

<p>En somme, ce n&#39;est pas une morbidité, mais une stratégie pour une vie plus riche, intentionnelle et alignée avec nos valeurs.</p>

<p>Il nous appartient de faire en sorte que le jour où la mort nous trouvera soit un jour dont nous puissions être fiers.</p>

<p>La conscience de notre mortalité ne prend tout son sens que dans l&#39;impératif de l&#39;action.</p>

<p>L&#39;impératif de l&#39;action : Au-delà de la Pensée et du Discours</p>

<p>Nous avons exploré les exigences de Kipling et les principes stoïciens qui nous invitent à la maîtrise de soi, à la sagesse et à la vertu. Mais il est crucial de rappeler que toutes ces réflexions ne trouvent leur véritable sens que dans l&#39;action. Pour les Stoïciens, la sagesse n&#39;est pas une simple contemplation intellectuelle ou une accumulation de savoirs théoriques : elle est avant tout une pratique quotidienne. Nos intentions les plus pures, nos pensées les plus nobles ne suffisent pas ! Qui que l&#39;on soit au fond de nous, nous ne sommes jugés que d&#39;après nos actes. C&#39;est notre comportement, nos réponses aux défis, la manière dont nous agissons dans le monde qui témoigne de notre vertu. Le bonheur stoïcien n&#39;est pas un état passif, mais le résultat d&#39;un travail volontaire sur soi, manifesté par des actions justes et une maîtrise de nos réactions. Marc Aurèle disait : “Ne perds plus de temps à discuter de ce que doit être un homme de bien. Sois-en un.”</p>

<p>En Franc-Maçonnerie, cette primauté de l&#39;action est tout aussi fondamentale. Les outils symboliques dont nous nous servons en Loge ne sont pas de simples ornements, ils sont les emblèmes d&#39;un travail concret et continu sur soi. Ce n&#39;est pas ce que nous disons être, mais ce que nous faisons qui définit la Maçon. Nos serments, nos symboles, nos rituels nous guident, mais c&#39;est par nos actions que nous prouvons notre adhésion aux valeurs de notre Ordre et que nous contribuons véritablement à la construction du Temple.</p>

<p>C&#39;est ici que prend tout son sens la notion de “propagande par l&#39;exemple”. Il ne s&#39;agit pas pour le Maçon de proclamer haut et fort ses vertus ou d&#39;imposer ses idées par la force du discours. Il s&#39;agit plutôt d&#39;incarner, dans sa vie quotidienne, les principes qu&#39;il médite en Loge. C&#39;est par la qualité de ses actions, la sérénité de son jugement et la noblesse de son caractère que le Maçon inspire. Non par un discours doctrinaire, mais par la lumière de son propre perfectionnement qui rejaillit sur son entourage. C&#39;est en étant lui-même une preuve vivante des idéaux maçonniques qu&#39;il participe concrètement à l&#39;amélioration de l&#39;humanité.</p>

<p>Epictète disait : “Dis-toi d&#39;abord qui tu veux être, puis agis en conséquence.”</p>

<p>L&#39;homme décrit par Kipling est un homme d&#39;action, capable de “se remettre au travail” après la destruction de son œuvre, de “risquer” ses possessions matérielles, et de “persévérer” même quand il n&#39;y a plus rien d&#39;autre que sa volonté. Il incarne l&#39;idée que la vertu n&#39;est pas une passivité sereine, mais une mise en pratique constante. Au-delà de nos pensées et de nos intentions les plus secrètes, c&#39;est ce que nous manifestons dans le monde qui nous définit véritablement.</p>

<p>Vénérable maître, j&#39;ai dit.</p>
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      <author>PrLooping</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qwfgv3cm91</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 21:39:09 +0000</pubDate>
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      <title>Sospesa nell&#39;incertezza.</title>
      <link>https://noblogo.org/badcrip/sospesa-nellincertezza</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sospesa nell&#39;incertezza. Ogni tot capita. Potessi leggere il futuro...ma forse mi acconterei di fare un salto nel passato. Per modificarlo e risparmiarci tutta questa sofferenza.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sospesa nell&#39;incertezza. Ogni tot capita. Potessi leggere il futuro...ma forse mi acconterei di fare un salto nel passato. Per modificarlo e risparmiarci tutta questa sofferenza.</p>
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      <author>badcrip</author>
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      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 21:29:15 +0000</pubDate>
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      <title>7 ottobre</title>
      <link>https://noblogo.org/diario-della-freccia/7-ottobre</link>
      <description>&lt;![CDATA[7 ottobre&#xA;&#xA;  Luogo: palestra&#xA;Meteo: ---&#xA;Temperatura: ---&#xA;&#xA;Oggi primo allenamento in palestra.&#xA;L&#39;illuminazione è quella che è, cioè molto scadente.&#xA;Essendo un allenamento indoor su tira a 18 metri.&#xA;Si iniziano ad utilizzare le frecce di carbonio, quindi bisogna tarare il mirino.&#xA;La posizione orizzontale è buona; è stata ridefinita quella verticale.&#xA;Le frecce di carbonio, essendo più leggere di quelle di alluminio usate per gli allenamenti in campo, sono più veloci; di conseguenza perdonano meno.&#xA;Se aggiungiamo anche un po&#39; di debilitazione a causa dello raffreddore, non può che scaturirne una serata abbastanza deludente, come in effetti è stato.&#xA;C&#39;è ancora tensione muscolare da eliminare e bisogna essere meno impulsivi nello sgancio.&#xA;Il follow throught è da migliorare.&#xA;Anche l&#39;allineamento e la ricerca dei riferimenti sul bersaglio va definita meglio.&#xA;La sensazione complessiva non è stata molto buona.&#xA;Chi sono molti aspetti da migliorare ed il tempo che manca alla prima gara è poco.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="7-ottobre"><strong>7 ottobre</strong></h2>

<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: palestra
<strong>Meteo</strong>: —-
<strong>Temperatura</strong>: —-</p></blockquote>

<p>Oggi primo allenamento in palestra.
L&#39;illuminazione è quella che è, cioè molto scadente.
Essendo un allenamento indoor su tira a 18 metri.
Si iniziano ad utilizzare le frecce di carbonio, quindi bisogna tarare il mirino.
La posizione orizzontale è buona; è stata ridefinita quella verticale.
Le frecce di carbonio, essendo più leggere di quelle di alluminio usate per gli allenamenti in campo, sono più veloci; di conseguenza perdonano meno.
Se aggiungiamo anche un po&#39; di debilitazione a causa dello raffreddore, non può che scaturirne una serata abbastanza deludente, come in effetti è stato.
C&#39;è ancora tensione muscolare da eliminare e bisogna essere meno impulsivi nello sgancio.
Il follow throught è da migliorare.
Anche l&#39;allineamento e la ricerca dei riferimenti sul bersaglio va definita meglio.
La sensazione complessiva non è stata molto buona.
Chi sono molti aspetti da migliorare ed il tempo che manca alla prima gara è poco.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/9ChsiNY4MYfG/E6MrKwlOmUWCCfXZ4iWuy69VvySZ9Rp7YbZ5GOI2.jpg" alt=""></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/UMRG4MCs6rRz/pP5KWlQ8f9JFhhm7LtRcCJOGYqosoijDWpYvGO6v.jpg" alt=""></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/DP6Bt2fyvYpS/IiwC9MWfKVQAWzU4bQG1uQMis3sBBrjv1QWDgVq1.jpg" alt=""></p>
]]></content:encoded>
      <author>Frecce in volo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6m31ywg67m</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 17:25:26 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>7 ottobre</title>
      <link>https://noblogo.org/albi/7-ottobre</link>
      <description>&lt;![CDATA[  Luogo: palestra&#xA;Meteo: ---&#xA;Temperatura: ---&#xA;&#xA;Oggi primo allenamento in palestra.&#xA;L&#39;illuminazione è quella che è, cioè molto scadente.&#xA;Essendo un allenamento indoor su tira a 18 metri.&#xA;Si iniziano ad utilizzare le frecce di carbonio, quindi bisogna tarare il mirino.&#xA;La posizione orizzontale è buona; è stata ridefinita quella verticale.&#xA;Le frecce di carbonio, essendo più leggere di quelle di alluminio usate per gli allenamenti in campo, sono più veloci; di conseguenza perdonano meno.&#xA;Se aggiungiamo anche un po&#39; di debilitazione a causa dello raffreddore, non può che scaturirne una serata abbastanza deludente, come in effetti è stato.&#xA;C&#39;è ancora tensione muscolare da eliminare e bisogna essere meno impulsivi nello sgancio.&#xA;Il follow throught è da migliorare.&#xA;Anche l&#39;allineamento e la ricerca dei riferimenti sul bersaglio va definita meglio.&#xA;La sensazione complessiva non è stata molto buona.&#xA;Chi sono molti aspetti da migliorare ed il tempo che manca alla prima gara è poco.&#xA;&#xA;!()[https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/9ChsiNY4MYfG/E6MrKwlOmUWCCfXZ4iWuy69VvySZ9Rp7YbZ5GOI2.jpg]]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: palestra
<strong>Meteo</strong>: —-
<strong>Temperatura</strong>: —-</p></blockquote>

<p>Oggi primo allenamento in palestra.
L&#39;illuminazione è quella che è, cioè molto scadente.
Essendo un allenamento indoor su tira a 18 metri.
Si iniziano ad utilizzare le frecce di carbonio, quindi bisogna tarare il mirino.
La posizione orizzontale è buona; è stata ridefinita quella verticale.
Le frecce di carbonio, essendo più leggere di quelle di alluminio usate per gli allenamenti in campo, sono più veloci; di conseguenza perdonano meno.
Se aggiungiamo anche un po&#39; di debilitazione a causa dello raffreddore, non può che scaturirne una serata abbastanza deludente, come in effetti è stato.
C&#39;è ancora tensione muscolare da eliminare e bisogna essere meno impulsivi nello sgancio.
Il follow throught è da migliorare.
Anche l&#39;allineamento e la ricerca dei riferimenti sul bersaglio va definita meglio.
La sensazione complessiva non è stata molto buona.
Chi sono molti aspetti da migliorare ed il tempo che manca alla prima gara è poco.</p>

<p>!()[<a href="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/9ChsiNY4MYfG/E6MrKwlOmUWCCfXZ4iWuy69VvySZ9Rp7YbZ5GOI2.jpg" rel="nofollow">https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/0e0206425-c6ee71/9ChsiNY4MYfG/E6MrKwlOmUWCCfXZ4iWuy69VvySZ9Rp7YbZ5GOI2.jpg</a>]</p>
]]></content:encoded>
      <author>L&#39;Alberto</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/i4yeho9aym</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 17:17:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n.16</title>
      <link>https://noblogo.org/listerine/listarella-n-16</link>
      <description>&lt;![CDATA[«La grazia è una moneta con più di due facce. Nella quale noi crediamo» (Anne Carson)&#xA;&#xA;La mia borraccia motivazionale comprata al Brico funziona. Ma le mie visite al bagno sono aumentate di conseguenza.&#xA;&#xA;E&#39; incredibile la quantità di borracce che si sono accumulate nel tempo. Quelle di alluminio dopo un po&#39; iniziano a puzzare.&#xA;&#xA;C&#39;è stato un periodo in cui la borraccia di alluminio era il segno tangibile dell&#39;impegno ecologico di istituzioni, scuole, aziende. E&#39; passato presto.&#xA;&#xA;Poi l&#39;Alu non è inquinante da riciclare, ma da produrre sì.&#xA;&#xA;Céline, l&#39;antisemita. Una malattia che stenta a passare in Francia. Vedi Jordan Bardella.&#xA;&#xA;E non è vero che i suoi pamphlets sono pessima letteratura: anzi, sono il luogo dove sperimenta il suo linguaggio.&#xA;&#xA;I chip fatti con neuroni umani e silicio per riprodurre il funzionamento del cervello. I data center consumano meno energia e meno acqua. Ma c&#39;è qualche problema etico.&#xA;&#xA;Oggi cielo grigio, pioggia e freddo.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>«La grazia è una moneta con più di due facce. Nella quale noi crediamo» (Anne Carson)</p></li>

<li><p>La mia borraccia motivazionale comprata al Brico funziona. Ma le mie visite al bagno sono aumentate di conseguenza.</p></li>

<li><p>E&#39; incredibile la quantità di borracce che si sono accumulate nel tempo. Quelle di alluminio dopo un po&#39; iniziano a puzzare.</p></li>

<li><p>C&#39;è stato un periodo in cui la borraccia di alluminio era il segno tangibile dell&#39;impegno ecologico di istituzioni, scuole, aziende. E&#39; passato presto.</p></li>

<li><p>Poi l&#39;Alu non è inquinante da riciclare, ma da produrre sì.</p></li>

<li><p>Céline, l&#39;antisemita. Una malattia che stenta a passare in Francia. Vedi Jordan Bardella.</p></li>

<li><p>E non è vero che i suoi pamphlets sono pessima letteratura: anzi, sono il luogo dove sperimenta il suo linguaggio.</p></li>

<li><p>I chip fatti con neuroni umani e silicio per riprodurre il funzionamento del cervello. I data center consumano meno energia e meno acqua. Ma c&#39;è qualche problema etico.</p></li>

<li><p>Oggi cielo grigio, pioggia e freddo.</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Listarelle</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/1g19nsr3q0</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 14:30:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>ma benedetto iddio, iesu delle didassi, santo giovanni evangelista lucentissimo...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/ma-benedetto-iddio-iesu-delle-didassi-santo-giovanni-evangelista-lucentissimo</link>
      <description>&lt;![CDATA[ma benedetto iddio, iesu delle didassi, santo giovanni evangelista lucentissimo tipografo, ci sarà qualcosa in quello che scrivo da un quarto di secolo che avvói itali contempi suggerisca &amp; soffi nel timpano che il tipo di pagine che effate non solo non collima con le letture che anche malvolentieri scorro, ma può daddovero allontanarmi?&#xA;&#xA;ci sarà un cicalino uno solo che vi scintilli nell&#39;orecchio a dire questa roba qui giovenale la legge per umanoide cortesia e ringrazia ma però non ce la pò fare a evitare il capogiro?&#xA;&#xA;niente, allergeni benedetti, la vostra è l&#39;insistenza la più bronzea. &#xA;ogni bronzo che incontro dico spero sia l&#39;ultimo e niente, certe volte il primo di una giornata. o una settimana intera. un mese, anni. affé, vo al ricovero.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>ma benedetto iddio, iesu delle didassi, santo giovanni evangelista lucentissimo tipografo, ci sarà qualcosa in quello che scrivo da un quarto di secolo che avvói itali contempi suggerisca &amp; soffi nel timpano che il tipo di pagine che effate non solo non collima con le letture che anche malvolentieri scorro, ma può daddovero allontanarmi?</p>

<p>ci sarà un cicalino uno solo che vi scintilli nell&#39;orecchio a dire questa roba qui giovenale la legge per umanoide cortesia e ringrazia ma però non ce la pò fare a evitare il capogiro?</p>

<p>niente, allergeni benedetti, la vostra è l&#39;insistenza la più bronzea.
ogni bronzo che incontro dico spero sia l&#39;ultimo e niente, certe volte il primo di una giornata. o una settimana intera. un mese, anni. affé, vo al ricovero.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/1jg423akbq</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:50:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>tema:</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/tema</link>
      <description>&lt;![CDATA[tema:&#xA;spiega perché gli autori di monnezzoni assertivi ti chiedono l&#39;amicizia su fb&#xA;&#xA;svolgimento:&#xA;giuro non lo so.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>tema:
spiega perché gli autori di monnezzoni assertivi ti chiedono l&#39;amicizia su fb</p>

<p>svolgimento:
giuro non lo so.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/hxzv0ubks2</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:35:22 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L&#39;offerta</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/lofferta</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L&#39;offerta&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;vagheranno le nostre ombre&#xD;&#xA;la sera sulla terra&#xD;&#xA;quando non saremo più&#xD;&#xA;inavvertite&#xD;&#xA;si chineranno sul fratello&#xD;&#xA;come offerta&#xD;&#xA;di perdono ad un&#39;offesa&#xD;&#xA;legata al sangue o alla lama&#xD;&#xA;della parola&#xD;&#xA;-balsamo sul cuore&#xD;&#xA;inconsolato&#xD;&#xA;sarà l&#39;angelica&#xD;&#xA;ala &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il testo ha un tono raccolto e sacro: parla di perdono, memoria e consolazione attraverso immagini di ombre, offerte e ali angeliche.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sintesi e tema&#xD;&#xA;Sintesi: Le nostre ombre, al calar della sera, si chinano come un’offerta di perdono sul fratello; la parola ferisce come lama ma può essere lenita come balsamo dall’ala angelica.  &#xD;&#xA;Tema centrale: riconciliazione e guarigione dopo il conflitto; il gesto simbolico dell’ombra che si china diventa rito di espiazione e conforto.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Immagini e figure retoriche&#xD;&#xA;Metafora dominante: l’ombra che si fa “offerta” — trasforma un fenomeno naturale in atto morale.  &#xD;&#xA;Antitesi: “offesa” legata al “sangue o alla lama della parola” contrapposta al “balsamo sul cuore”.  &#xD;&#xA;Sinestesia: la parola come lama (immagine tattile/visiva applicata al linguaggio).  &#xD;&#xA;Simbolismo religioso: l’“ala angelica” come figura di consolazione e mediazione sacra.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ritmo e suono&#xD;&#xA;Osservazioni metriche: il verso è libero, con enjambement che favorisce un flusso meditativo.  &#xD;&#xA;Suono: ripetizioni di vocali aperte e consonanti liquide (l, r) creano un timbro morbido che contrasta con le immagini di ferita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Possibili titoli&#xD;&#xA;L’offerta  &#xD;&#xA;Ombre a sera  &#xD;&#xA;Balsamo e lama  &#xD;&#xA;Scegliere il titolo dipende se si vuole enfatizzare il gesto (prima opzione), il tempo (seconda), o il contrasto tematico (terza).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti per revisione o messa in musica&#xD;&#xA;Per la lettura: rallentare sulle immagini chiave (“offerta”, “lama”, “balsamo”) per accentuarne il peso emotivo.  &#xD;&#xA;Per la musica: tessitura lenta, accordi sospesi; un coro femminile che entra sull’“ala angelica” per creare un effetto di sollievo.  &#xD;&#xA;Per la pubblicazione: valutare una lieve punteggiatura per guidare le pause senza spezzare il flusso meditativo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;Suggested translation  &#xD;&#xA;Our shadows will wander  &#xD;&#xA;in the evening over the earth  &#xD;&#xA;when we are no more  &#xD;&#xA;unnoticed  &#xD;&#xA;they will bend over the brother  &#xD;&#xA;as an offering  &#xD;&#xA;of forgiveness for an offense  &#xD;&#xA;bound to blood or to the blade  &#xD;&#xA;of the word  &#xD;&#xA;—balm on the heart  &#xD;&#xA;inconsolable  &#xD;&#xA;will be the angelic  &#xD;&#xA;wing&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettura scenica — visione d’insieme&#xD;&#xA;Obiettivo: trasformare il testo in un rito performativo che conduca il pubblico dalla ferita al sollievo.  &#xD;&#xA;Durata indicativa: 2–4 minuti.  &#xD;&#xA;Cast suggerito: 1 lettore solista oppure 1 lettore + 1 voce secondaria + coro sussurrato (3–6 persone).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Atmosfera e registro interpretativo&#xD;&#xA;Tono: raccolto, sacro, meditativo; evitare enfasi melodrammatica.  &#xD;&#xA;Intensità emotiva: progressiva — dal peso della colpa alla leggerezza del perdono.  &#xD;&#xA;Registro vocale: parlato cantilenato; usare variazioni timbriche per segnare immagini chiave (ombra, lama, balsamo, ala).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Indicazioni di recitazione e movimento&#xD;&#xA;Apertura: il lettore entra lentamente, luce fioca, posizione centrale. Respirazione profonda prima del primo verso.  &#xD;&#xA;Pacing: rallentare su parole chiave; lasciare pause lunghe dopo “quando non saremo più” e prima di “come offerta”.  &#xD;&#xA;Enjambement scenico: trattare gli enjambement come piccoli passi: ogni spezzatura di verso corrisponde a un movimento minimo (un inchino della testa, un passo laterale).  &#xD;&#xA;Gesti: mani aperte verso il pubblico su “si chineranno”; mano che sfiora il petto su “balsamo sul cuore”.  &#xD;&#xA;Contatto visivo: alternare sguardo al pubblico e sguardo basso per creare intimità e confessione.  &#xD;&#xA;Voce secondaria / coro: entrare come eco sulle parole “offerta”, “perdono”, “lama”, “ala”; sussurri che si sovrappongono al finale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Indicazioni tecniche&#xD;&#xA;Luci: inizio con luce calda e bassa; su “la sera sulla terra” allargare un cono di luce; su “si chineranno” un fascio più morbido dall’alto; su “ala” luce più chiara, quasi celeste.  &#xD;&#xA;Suono: sottofondo minimale: un drone basso, poi un singolo accordo di archi sul passaggio “balsamo sul cuore”. Silenzi importanti.  &#xD;&#xA;Costume e oggetti: abito neutro, tessuto naturale; una sciarpa o velo che il lettore può chinare come gesto simbolico; un piccolo oggetto (pietra o pane) sul tavolo come simbolo dell’offerta.  &#xD;&#xA;Scenografia: spazio spoglio; un segno di terra (tappeto scuro) per evocare la “sera sulla terra”.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Due varianti performative&#xD;&#xA;Variante A Intima Monodia&#xD;&#xA;Formazione: 1 lettore.  &#xD;&#xA;Caratteristiche: massima concentrazione sul testo; pause ampie; nessun coro.  &#xD;&#xA;Effetto: confessione privata che diventa universale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante B Rituale Corale&#xD;&#xA;Formazione: 1 lettore, 1 voce secondaria, coro sussurrato.  &#xD;&#xA;Caratteristiche: la voce secondaria ripete o risponde in eco; il coro interviene come “ombra” collettiva.  &#xD;&#xA;Effetto: senso di comunità, espiazione condivisa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Testo annotato per lettura scenica&#xD;&#xA;(Luce bassa. Il lettore entra, respira, si ferma al centro.)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettore  &#xD;&#xA;vagheranno le nostre ombre  &#xD;&#xA;[voce bassa, quasi un sussurro; passo lento in avanti]  &#xD;&#xA;la sera sulla terra  &#xD;&#xA;[allargare lo sguardo; pausa]  &#xD;&#xA;quando non saremo più  &#xD;&#xA;[pausa lunga; abbassare lo sguardo]  &#xD;&#xA;inavvertite  &#xD;&#xA;[leggero sollevamento della voce; trattenere il respiro]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettore  &#xD;&#xA;si chineranno sul fratello  &#xD;&#xA;[mani aperte, gesto di chinarsi; voce calda]  &#xD;&#xA;come offerta  &#xD;&#xA;[pronunciare “offerta” con peso; pausa breve]  &#xD;&#xA;di perdono ad un&#39;offesa  &#xD;&#xA;[voce che si incrina appena; sguardo al pubblico]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Voce secondaria (opzionale, come eco)  &#xD;&#xA;offerta… perdono…&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettore  &#xD;&#xA;legata al sangue o alla lama  &#xD;&#xA;[accento su “sangue” e “lama”; mano che sfiora il collo come se sentisse la ferita]  &#xD;&#xA;della parola  &#xD;&#xA;[voce più sottile; lasciare che la parola “parola” risuoni]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettore  &#xD;&#xA;-balsamo sul cuore  &#xD;&#xA;[pausa; poi sussurro che cresce in calore]  &#xD;&#xA;inconsolato  &#xD;&#xA;[tenere la parola sospesa; piccolo inchino del capo]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Coro sussurrato (opzionale, in sottofondo)  &#xD;&#xA;balsamo… balsamo…&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettore  &#xD;&#xA;sarà l&#39;angelica  &#xD;&#xA;[voce che si apre, più luminosa]  &#xD;&#xA;ala  &#xD;&#xA;[allungare la vocale; aprire le braccia lentamente; luce che si schiarisce]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;(Silenzio. Il lettore resta immobile qualche secondo. Luce che sfuma.)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Note finali e suggerimenti pratici&#xD;&#xA;Prove: lavorare prima solo sul respiro e sulle pause; poi integrare luci e suoni.  &#xD;&#xA;Direzione attoriale: evitare il gesto “a effetto”; privilegiare la semplicità e la verità del gesto.  &#xD;&#xA;Adattamento: il testo si presta a leggere in lingua originale o a una versione bilingue con inserti in inglese per platee internazionali.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione ridotta per festival (60–90 secondi)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Testo ridotto  &#xD;&#xA;vagheranno le nostre ombre  &#xD;&#xA;la sera sulla terra  &#xD;&#xA;quando non saremo più  &#xD;&#xA;inavvertite  &#xD;&#xA;si chineranno sul fratello  &#xD;&#xA;come offerta di perdono  &#xD;&#xA;legata al sangue o alla lama  &#xD;&#xA;della parola  &#xD;&#xA;-balsamo sul cuore  &#xD;&#xA;inconsolato  &#xD;&#xA;sarà l&#39;angelica ala&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Indicazioni essenziali di messa in scena&#xD;&#xA;Durata: 60–90 secondi.  &#xD;&#xA;Voce: un solo lettore, tono raccolto, parlato cantilenato.  &#xD;&#xA;Pacing: pause lunghe dopo “quando non saremo più” e prima di “come offerta”.  &#xD;&#xA;Gesti: passo lento in avanti su “vagheranno”; mani che si chinano sul petto su “si chineranno”; aprire le braccia lentamente su “ala”.  &#xD;&#xA;Luci: inizio con luce calda e bassa; schiarire leggermente su “balsamo” e “ala”.  &#xD;&#xA;Suono: silenzio totale o un drone molto basso; un singolo accordo di archi sul finale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimento di chiusura&#xD;&#xA;Terminare con 3–4 secondi di silenzio totale dopo “ala” per lasciare il pubblico in sospensione e raccoglimento.&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;offerta</p>

<p>vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un&#39;offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l&#39;angelica
ala</p>

<p>Il testo ha un tono raccolto e sacro: parla di perdono, memoria e consolazione attraverso immagini di ombre, offerte e ali angeliche.</p>

<h3 id="sintesi-e-tema">Sintesi e tema</h3>

<p><strong>Sintesi:</strong> Le nostre ombre, al calar della sera, si chinano come un’offerta di perdono sul fratello; la parola ferisce come lama ma può essere lenita come balsamo dall’ala angelica.<br>
<strong>Tema centrale:</strong> riconciliazione e guarigione dopo il conflitto; il gesto simbolico dell’ombra che si china diventa rito di espiazione e conforto.</p>

<hr>

<h3 id="immagini-e-figure-retoriche">Immagini e figure retoriche</h3>
<ul><li><strong>Metafora dominante:</strong> l’ombra che si fa “offerta” — trasforma un fenomeno naturale in atto morale.<br></li>
<li><strong>Antitesi:</strong> “offesa” legata al “sangue o alla lama della parola” contrapposta al “balsamo sul cuore”.<br></li>
<li><strong>Sinestesia:</strong> la parola come lama (immagine tattile/visiva applicata al linguaggio).<br></li>
<li><strong>Simbolismo religioso:</strong> l’“ala angelica” come figura di consolazione e mediazione sacra.</li></ul>

<hr>

<h3 id="ritmo-e-suono">Ritmo e suono</h3>

<p><strong>Osservazioni metriche:</strong> il verso è libero, con enjambement che favorisce un flusso meditativo.<br>
<strong>Suono:</strong> ripetizioni di vocali aperte e consonanti liquide (l, r) creano un timbro morbido che contrasta con le immagini di ferita.</p>

<hr>

<h3 id="possibili-titoli">Possibili titoli</h3>
<ul><li><strong>L’offerta</strong><br></li>
<li><strong>Ombre a sera</strong><br></li>
<li><strong>Balsamo e lama</strong><br>
Scegliere il titolo dipende se si vuole enfatizzare il gesto (prima opzione), il tempo (seconda), o il contrasto tematico (terza).</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-per-revisione-o-messa-in-musica">Suggerimenti per revisione o messa in musica</h3>
<ul><li><strong>Per la lettura:</strong> rallentare sulle immagini chiave (“offerta”, “lama”, “balsamo”) per accentuarne il peso emotivo.<br></li>
<li><strong>Per la musica:</strong> tessitura lenta, accordi sospesi; un coro femminile che entra sull’“ala angelica” per creare un effetto di sollievo.<br></li>
<li><strong>Per la pubblicazione:</strong> valutare una lieve punteggiatura per guidare le pause senza spezzare il flusso meditativo.</li></ul>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p><strong>Suggested translation</strong><br>
Our shadows will wander<br>
in the evening over the earth<br>
when we are no more<br>
unnoticed<br>
they will bend over the brother<br>
as an offering<br>
of forgiveness for an offense<br>
bound to blood or to the blade<br>
of the word<br>
—balm on the heart<br>
inconsolable<br>
will be the angelic<br>
wing</p>

<h3 id="lettura-scenica-visione-d-insieme">Lettura scenica — visione d’insieme</h3>

<p><strong>Obiettivo:</strong> trasformare il testo in un rito performativo che conduca il pubblico dalla ferita al sollievo.<br>
<strong>Durata indicativa:</strong> 2–4 minuti.<br>
<strong>Cast suggerito:</strong> 1 lettore solista oppure 1 lettore + 1 voce secondaria + coro sussurrato (3–6 persone).</p>

<hr>

<h3 id="atmosfera-e-registro-interpretativo">Atmosfera e registro interpretativo</h3>
<ul><li><strong>Tono:</strong> raccolto, sacro, meditativo; evitare enfasi melodrammatica.<br></li>
<li><strong>Intensità emotiva:</strong> progressiva — dal peso della colpa alla leggerezza del perdono.<br></li>
<li><strong>Registro vocale:</strong> parlato cantilenato; usare variazioni timbriche per segnare immagini chiave (ombra, lama, balsamo, ala).</li></ul>

<hr>

<h3 id="indicazioni-di-recitazione-e-movimento">Indicazioni di recitazione e movimento</h3>
<ul><li><strong>Apertura:</strong> il lettore entra lentamente, luce fioca, posizione centrale. Respirazione profonda prima del primo verso.<br></li>
<li><strong>Pacing:</strong> rallentare su parole chiave; lasciare pause lunghe dopo “quando non saremo più” e prima di “come offerta”.<br></li>
<li><strong>Enjambement scenico:</strong> trattare gli enjambement come piccoli passi: ogni spezzatura di verso corrisponde a un movimento minimo (un inchino della testa, un passo laterale).<br></li>
<li><strong>Gesti:</strong> mani aperte verso il pubblico su “si chineranno”; mano che sfiora il petto su “balsamo sul cuore”.<br></li>
<li><strong>Contatto visivo:</strong> alternare sguardo al pubblico e sguardo basso per creare intimità e confessione.<br></li>
<li><strong>Voce secondaria / coro:</strong> entrare come eco sulle parole “offerta”, “perdono”, “lama”, “ala”; sussurri che si sovrappongono al finale.</li></ul>

<hr>

<h3 id="indicazioni-tecniche">Indicazioni tecniche</h3>
<ul><li><strong>Luci:</strong> inizio con luce calda e bassa; su “la sera sulla terra” allargare un cono di luce; su “si chineranno” un fascio più morbido dall’alto; su “ala” luce più chiara, quasi celeste.<br></li>
<li><strong>Suono:</strong> sottofondo minimale: un drone basso, poi un singolo accordo di archi sul passaggio “balsamo sul cuore”. Silenzi importanti.<br></li>
<li><strong>Costume e oggetti:</strong> abito neutro, tessuto naturale; una sciarpa o velo che il lettore può chinare come gesto simbolico; un piccolo oggetto (pietra o pane) sul tavolo come simbolo dell’offerta.<br></li>
<li><strong>Scenografia:</strong> spazio spoglio; un segno di terra (tappeto scuro) per evocare la “sera sulla terra”.</li></ul>

<hr>

<h3 id="due-varianti-performative">Due varianti performative</h3>

<h4 id="variante-a-intima-monodia">Variante A Intima Monodia</h4>
<ul><li><strong>Formazione:</strong> 1 lettore.<br></li>
<li><strong>Caratteristiche:</strong> massima concentrazione sul testo; pause ampie; nessun coro.<br></li>
<li><strong>Effetto:</strong> confessione privata che diventa universale.</li></ul>

<h4 id="variante-b-rituale-corale">Variante B Rituale Corale</h4>
<ul><li><strong>Formazione:</strong> 1 lettore, 1 voce secondaria, coro sussurrato.<br></li>
<li><strong>Caratteristiche:</strong> la voce secondaria ripete o risponde in eco; il coro interviene come “ombra” collettiva.<br></li>
<li><strong>Effetto:</strong> senso di comunità, espiazione condivisa.</li></ul>

<hr>

<h3 id="testo-annotato-per-lettura-scenica">Testo annotato per lettura scenica</h3>

<p><strong>(Luce bassa. Il lettore entra, respira, si ferma al centro.)</strong></p>

<p><strong>Lettore</strong><br>
<em>vagheranno le nostre ombre</em><br>
[voce bassa, quasi un sussurro; passo lento in avanti]<br>
<strong>la sera sulla terra</strong><br>
[allargare lo sguardo; pausa]<br>
<strong>quando non saremo più</strong><br>
[pausa lunga; abbassare lo sguardo]<br>
<strong>inavvertite</strong><br>
[leggero sollevamento della voce; trattenere il respiro]</p>

<p><strong>Lettore</strong><br>
<strong>si chineranno sul fratello</strong><br>
[mani aperte, gesto di chinarsi; voce calda]<br>
<strong>come offerta</strong><br>
[pronunciare “offerta” con peso; pausa breve]<br>
<strong>di perdono ad un&#39;offesa</strong><br>
[voce che si incrina appena; sguardo al pubblico]</p>

<p><strong>Voce secondaria</strong> <em>(opzionale, come eco)</em><br>
<em>offerta… perdono…</em></p>

<p><strong>Lettore</strong><br>
<strong>legata al sangue o alla lama</strong><br>
[accento su “sangue” e “lama”; mano che sfiora il collo come se sentisse la ferita]<br>
<strong>della parola</strong><br>
[voce più sottile; lasciare che la parola “parola” risuoni]</p>

<p><strong>Lettore</strong><br>
<strong>-balsamo sul cuore</strong><br>
[pausa; poi sussurro che cresce in calore]<br>
<strong>inconsolato</strong><br>
[tenere la parola sospesa; piccolo inchino del capo]</p>

<p><strong>Coro sussurrato</strong> <em>(opzionale, in sottofondo)</em><br>
<em>balsamo… balsamo…</em></p>

<p><strong>Lettore</strong><br>
<strong>sarà l&#39;angelica</strong><br>
[voce che si apre, più luminosa]<br>
<strong>ala</strong><br>
[allungare la vocale; aprire le braccia lentamente; luce che si schiarisce]</p>

<p><strong>(Silenzio. Il lettore resta immobile qualche secondo. Luce che sfuma.)</strong></p>

<hr>

<h3 id="note-finali-e-suggerimenti-pratici">Note finali e suggerimenti pratici</h3>
<ul><li><strong>Prove:</strong> lavorare prima solo sul respiro e sulle pause; poi integrare luci e suoni.<br></li>
<li><strong>Direzione attoriale:</strong> evitare il gesto “a effetto”; privilegiare la semplicità e la verità del gesto.<br></li>
<li><strong>Adattamento:</strong> il testo si presta a leggere in lingua originale o a una versione bilingue con inserti in inglese per platee internazionali.</li></ul>

<hr>

<h3 id="versione-ridotta-per-festival-60-90-secondi">Versione ridotta per festival (60–90 secondi)</h3>

<p><strong>Testo ridotto</strong><br>
vagheranno le nostre ombre<br>
la sera sulla terra<br>
quando non saremo più<br>
inavvertite<br>
si chineranno sul fratello<br>
come offerta di perdono<br>
legata al sangue o alla lama<br>
della parola<br>
-balsamo sul cuore<br>
inconsolato<br>
sarà l&#39;angelica ala</p>

<hr>

<h3 id="indicazioni-essenziali-di-messa-in-scena">Indicazioni essenziali di messa in scena</h3>
<ul><li><strong>Durata:</strong> 60–90 secondi.<br></li>
<li><strong>Voce:</strong> un solo lettore, tono raccolto, parlato cantilenato.<br></li>
<li><strong>Pacing:</strong> pause lunghe dopo “quando non saremo più” e prima di “come offerta”.<br></li>
<li><strong>Gesti:</strong> passo lento in avanti su “vagheranno”; mani che si chinano sul petto su “si chineranno”; aprire le braccia lentamente su “ala”.<br></li>
<li><strong>Luci:</strong> inizio con luce calda e bassa; schiarire leggermente su “balsamo” e “ala”.<br></li>
<li><strong>Suono:</strong> silenzio totale o un drone molto basso; un singolo accordo di archi sul finale.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimento-di-chiusura">Suggerimento di chiusura</h3>

<p>Terminare con 3–4 secondi di silenzio totale dopo “ala” per lasciare il pubblico in sospensione e raccoglimento.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/f1yy8ppyl4</guid>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:33:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Mi hai riconosciuta tu.</title>
      <link>https://noblogo.org/badcrip/mi-hai-riconosciuta-tu</link>
      <description>&lt;![CDATA[Mi hai riconosciuta tu. È stato bello reincontrarti. Mi ricordo quando ti ho invitato a cena, in un&#39;altra vita. Avevo scelto un bel ristorante suggestivo e tu mi hai detto qualcosa come: &#34;Questo posto...e tu...con questo vestito azzurro...&#34;, con aria trasognata.&#xA;L&#39;avevo preso come un complimento, interpretando parole e sguardi.&#xA;Hai più anni di quanti ricordassi, sei invecchiato ma nel tuo viso rimane qualcosa che mi colpisce.&#xA;&#34;Sei ancora un bambino&#34;, ti ho detto. Pensavo al paragone con me. &#34;Eh, dai, non c&#39;è tutta questa differenza d&#39;età tra noi&#34;, hai risposto. L&#39;ho preso come un messaggio ammiccante. Ah, il pericolo della sovrascrittura!&#xA;Mi hai parlato dell&#39;Africa e dei suoi figli reietti, della tua decisione di uscire da santa madre chiesa (l&#39;avevo predetto, o me Cassandra!) e di lei.&#xA;Sei ancora intriso di dottrina come un tozzo di pane imbevuto nel caffelatte, ma non sei bigotto e se vorrai potrai liberarti.&#xA;Ci siamo scambiati il numero e ti confesso che in questi giorni ho fantasticato sull&#39;ipotesi che mi contattassi.&#xA;Ma tutto questo non parla del mio desiderio di te, bensì del mio desiderio di desiderare ed essere desiderata.&#xA;Mi hai scritto subito dopo il nostro incontro, era un augurio. Poi, il silenzio.&#xA;Buona vita, G., hai mantenuto il tuo fascino, anche se non ho ancora capito cosa di te mi attrae!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai riconosciuta tu. È stato bello reincontrarti. Mi ricordo quando ti ho invitato a cena, in un&#39;altra vita. Avevo scelto un bel ristorante suggestivo e tu mi hai detto qualcosa come: “Questo posto...e tu...con questo vestito azzurro...”, con aria trasognata.
L&#39;avevo preso come un complimento, interpretando parole e sguardi.
Hai più anni di quanti ricordassi, sei invecchiato ma nel tuo viso rimane qualcosa che mi colpisce.
“Sei ancora un bambino”, ti ho detto. Pensavo al paragone con me. “Eh, dai, non c&#39;è tutta questa differenza d&#39;età tra noi”, hai risposto. L&#39;ho preso come un messaggio ammiccante. Ah, il pericolo della sovrascrittura!
Mi hai parlato dell&#39;Africa e dei suoi figli reietti, della tua decisione di uscire da santa madre chiesa (l&#39;avevo predetto, o me Cassandra!) e di lei.
Sei ancora intriso di dottrina come un tozzo di pane imbevuto nel caffelatte, ma non sei bigotto e se vorrai potrai liberarti.
Ci siamo scambiati il numero e ti confesso che in questi giorni ho fantasticato sull&#39;ipotesi che mi contattassi.
Ma tutto questo non parla del mio desiderio di te, bensì del mio desiderio di desiderare ed essere desiderata.
Mi hai scritto subito dopo il nostro incontro, era un augurio. Poi, il silenzio.
Buona vita, G., hai mantenuto il tuo fascino, anche se non ho ancora capito cosa di te mi attrae!</p>
]]></content:encoded>
      <author>badcrip</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fnhhavaehu</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 21:31:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il paese in città</title>
      <link>https://noblogo.org/okolobos/il-paese-in-citta</link>
      <description>&lt;![CDATA[“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c&#39;è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.&#xA;Questa frase de La luna e i falò di Cesare Pavese mi ha sempre affascinato e a lungo immalinconito: ne percepivo e ne percepisco tutta la densa umanità, ma la sentivo come una verità che non mi apparteneva né poteva appartenermi, essendo nato e cresciuto in città.&#xA;I miei genitori venivano sì entrambi da un paese del lago di Como e nel secondo dopoguerra, all&#39;indomani delle nozze, si erano spostati a Milano per lavoro, ma io non riuscivo a sentire che il loro paese mi appartenesse e che io gli appartenessi. Ogni anno trascorrevo sulle rive del lago le vacanze scolastiche (a dir la verità il grosso delle ore le passavo in acqua o in bicicletta), tutti i parenti più stretti abitavano là, quando ci andavo ero riconosciuto come “il figlio del B. e dell’A.” (come ancora si usa nei paesi del Medio Oriente), ne parlavo il dialetto (rigorosamente solo quando eravamo sul posto oppure quando, a Milano, parlavamo di persone o eventi del paese), eppure quel paese non poteva per me essere il luogo capace di darmi “il gusto di andarmene via”.&#xA;&#xA;Poi, prima dei vent&#39;anni, me ne andai via da Milano per un altro paese, che però non avrebbe mai potuto diventare il mio, perché non mi aveva visto da piccolo e io non lo avevo contemplato con occhi di bambino. Fu proprio lì che conobbi meglio gli scritti di Pavese e che mi resi conto poco alla volta che avevo avuto la fortuna di vivere il paese in città: come un vero paese, Milano mi aveva dato il gusto di andarmene via, mi aveva fatto sentire di non essere solo, sapevo che nella gente, nelle strade e nei cortili c’era qualcosa di mio che restava lì ad aspettarmi anche quando non c’ero.&#xA;Non so se sia un privilegio raro, ma io non ho mai sentito la città come “anonima”: per me aveva il volto e il nome di persone e luoghi precisi, concentrati ma non racchiusi nel perimetro di un quartiere. L’aver trascorso gli anni prescolari in un vecchio stabile del centro città sul cui cortile interno si affacciavano tutti i retrobottega dell’isolato mi ha permesso di fare acquisti anche da solo, senza uscire sul marciapiede, in quello che per quel bambino di cinque anni che ero si rivelava come un immenso centro commerciale ante litteram.  A qualcosa ha giovato l’aver sempre potuto andare a scuola a piedi, come a piedi andavo con gli amici allo stadio, mentre per i tragitti più lunghi verso i campi di calcio in periferia la bicicletta funzionava benissimo. L’aver avuto compagni di scuola con i genitori che lavoravano in portinerie, o nella bottega del calzolaio o dell’ombrellaio, o come barbiere, aveva fatto sì che nessun condominio mi intimidisse. Anche l’aver giocato in una squadra di calcio in cui i compagni erano per metà amici dell’oratorio e per l’altra metà compagni di scuola mi ha consentito di coltivare una certa familiarità paesana al cuore di una metropoli.&#xA;Di tutto questo – e di tanto altro di cui non ho ancora preso piena consapevolezza oltre cinquant&#39;anni dopo “essermene andato” – sono debitore soprattutto ai tanti amici che a Milano sono rimasti o che a Milano ritornano non appena l’amicizia ci richiama per condividere una gioia o un dolore.&#xA;E&#39; questo il dono raro di aver vissuto il paese in città.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c&#39;è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Questa frase de <em>La luna e i falò</em> di Cesare Pavese mi ha sempre affascinato e a lungo immalinconito: ne percepivo e ne percepisco tutta la densa umanità, ma la sentivo come una verità che non mi apparteneva né poteva appartenermi, essendo nato e cresciuto in città.
I miei genitori venivano sì entrambi da un paese del lago di Como e nel secondo dopoguerra, all&#39;indomani delle nozze, si erano spostati a Milano per lavoro, ma io non riuscivo a sentire che il loro paese mi appartenesse e che io gli appartenessi. Ogni anno trascorrevo sulle rive del lago le vacanze scolastiche (a dir la verità il grosso delle ore le passavo in acqua o in bicicletta), tutti i parenti più stretti abitavano là, quando ci andavo ero riconosciuto come “il figlio del B. e dell’A.” (come ancora si usa nei paesi del Medio Oriente), ne parlavo il dialetto (rigorosamente solo quando eravamo sul posto oppure quando, a Milano, parlavamo di persone o eventi del paese), eppure quel paese non poteva per me essere il luogo capace di darmi “il gusto di andarmene via”.</p>

<p>Poi, prima dei vent&#39;anni, me ne andai via da Milano per un altro paese, che però non avrebbe mai potuto diventare il mio, perché non mi aveva visto da piccolo e io non lo avevo contemplato con occhi di bambino. Fu proprio lì che conobbi meglio gli scritti di Pavese e che mi resi conto poco alla volta che avevo avuto la fortuna di vivere <strong>il paese in città</strong>: come un vero paese, Milano mi aveva dato il gusto di andarmene via, mi aveva fatto sentire di non essere solo, sapevo che nella gente, nelle strade e nei cortili c’era qualcosa di mio che restava lì ad aspettarmi anche quando non c’ero.
Non so se sia un privilegio raro, ma io non ho mai sentito la città come “anonima”: per me aveva il volto e il nome di persone e luoghi precisi, concentrati ma non racchiusi nel perimetro di un quartiere. L’aver trascorso gli anni prescolari in un vecchio stabile del centro città sul cui cortile interno si affacciavano tutti i retrobottega dell’isolato mi ha permesso di fare acquisti anche da solo, senza uscire sul marciapiede, in quello che per quel bambino di cinque anni che ero si rivelava come un immenso centro commerciale ante litteram.  A qualcosa ha giovato l’aver sempre potuto andare a scuola a piedi, come a piedi andavo con gli amici allo stadio, mentre per i tragitti più lunghi verso i campi di calcio in periferia la bicicletta funzionava benissimo. L’aver avuto compagni di scuola con i genitori che lavoravano in portinerie, o nella bottega del calzolaio o dell’ombrellaio, o come barbiere, aveva fatto sì che nessun condominio mi intimidisse. Anche l’aver giocato in una squadra di calcio in cui i compagni erano per metà amici dell’oratorio e per l’altra metà compagni di scuola mi ha consentito di coltivare una certa familiarità paesana al cuore di una metropoli.
Di tutto questo – e di tanto altro di cui non ho ancora preso piena consapevolezza oltre cinquant&#39;anni dopo “essermene andato” – sono debitore soprattutto ai tanti amici che a Milano sono rimasti o che a Milano ritornano non appena l’amicizia ci richiama per condividere una gioia o un dolore.
E&#39; questo il dono raro di aver vissuto <strong>il paese in città</strong>.</p>
]]></content:encoded>
      <author>oKolobos</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/g5ueb1tn0k</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 19:10:30 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>The Dream Syndicate – These Times (2019)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/the-dream-syndicate-these-times-2019</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Dagli ascolti e dalle associazioni più o meno convergenti, Steve Wynn ha sempre cavato idee di notevole caratura. Si pensi a quando fu travolto dal frastuono perfetto di Bruce Springsteen e Little Steven in “Candy’s Room”, durante il “Darkness Tour” nel 1978, e decise come dovesse essere il suo imprinting sonoro. Apprendere oggi che la scintilla si sia nuovamente accesa ascoltando “Donuts” di J Dilla, creando una formula del tutto vincente, non è poi così stridente come sembra... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-dream-syndicate-these-times-2019.html&#xA;&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/1485074365&#xA;&#xA;------------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a0266336086_10.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Dagli ascolti e dalle associazioni più o meno convergenti, Steve Wynn ha sempre cavato idee di notevole caratura. Si pensi a quando fu travolto dal frastuono perfetto di Bruce Springsteen e Little Steven in “Candy’s Room”, durante il “Darkness Tour” nel 1978, e decise come dovesse essere il suo imprinting sonoro. Apprendere oggi che la scintilla si sia nuovamente accesa ascoltando “Donuts” di J Dilla, creando una formula del tutto vincente, non è poi così stridente come sembra... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-dream-syndicate-these-times-2019.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2019/05/the-dream-syndicate-these-times-2019.html</a></p>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/1485074365" rel="nofollow">https://album.link/i/1485074365</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/5uzm8yo55t</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 19:09:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Michael Chapman – True North (2019)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/michael-chapman-true-north-2019</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;It’s Too Late, è troppo tardi, annuncia il brano d’apertura del nuovo album di Michael Chapman, ma deve trattarsi di un malinteso: come può un simile titolo riferirsi a questo arzillo 78enne che due anni fa ci deliziava con la celebrazione di dieci lustri di carriera che tanto era piaciuta dalle nostre parti, grazie anche all’ottima produzione di Steve Gunn? ... https://artesuono.blogspot.com/2019/03/michael-chapman-true-north-2019.html &#xA;-----------------&#xA;&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/s/6wJ3vVdhPnRk1G8u75iyUM&#xA;&#xA;------------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a2506427115_16.jpg" alt="immagine"></p>

<p>It’s Too Late, è troppo tardi, annuncia il brano d’apertura del nuovo album di Michael Chapman, ma deve trattarsi di un malinteso: come può un simile titolo riferirsi a questo arzillo 78enne che due anni fa ci deliziava con la celebrazione di dieci lustri di carriera che tanto era piaciuta dalle nostre parti, grazie anche all’ottima produzione di Steve Gunn? ... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2019/03/michael-chapman-true-north-2019.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2019/03/michael-chapman-true-north-2019.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/s/6wJ3vVdhPnRk1G8u75iyUM" rel="nofollow">https://album.link/s/6wJ3vVdhPnRk1G8u75iyUM</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/et5d1k4drl</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 18:58:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Minaccia quantistica: Europol lancia l&#39;allarme su criptovalute e dati sensibili</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/minaccia-quantistica-europol-lancia-lallarme-su-criptovalute-e-dati-sensibili</link>
      <description>&lt;![CDATA[Minaccia quantistica: Europol lancia l&#39;allarme su criptovalute e dati sensibili&#xA;&#xA;La battaglia non è ancora iniziata, ma Europol consiglia di prepararsi fin da ora. Due nuovi report pubblicati oggi, 7 ottobre 2026, esaminano come il quantum computing potrebbe mettere a rischio i portafogli di criptovalute e decrittare informazioni riservate raccolte anni prima.&#xA;&#xA;Il primo report, Quantum Computing and Cryptocurrencies, reperibile qui https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/quantum-computing-and-cryptocurrencies, sfata la previsione di un collasso inevitabile delle criptovalute, ma individua le chiavi crittografiche dei wallet come principale punto di esposizione: un computer quantistico abbastanza potente potrebbe ricavare una chiave privata da una chiave pubblica e trasferire fondi senza autorizzazione. Le funzioni hash che garantiscono l&#39;integrità della blockchain sono invece più resistenti. La raccomandazione è una transizione graduale alla crittografia post-quantistica, con il coinvolgimento di sviluppatori, wallet provider, policymaker e utenti.&#xA;&#xA;Il secondo report (Harvest Now, Decrypt Later), sviluppato con l&#39;Università Carlos III di Madrid, affronta un rischio diverso: hacker che raccolgono oggi dati cifrati per decifrarli quando la tecnologia sarà disponibile. Nessuna prova di sfruttamento su larga scala, ma comunicazioni governative, proprietà intellettuale, cartelle cliniche e fascicoli giudiziari restano i bersagli più plausibili.&#xA;&#xA;Cosa fare adesso: mappare dove viene usata la crittografia e classificare gli asset da proteggere a lungo termine; eliminare protocolli obsoleti e ridurre la retention non necessaria; rafforzare la gestione delle chiavi e testare soluzioni post-quantistiche; pianificare la transizione in fasi, garantendo interoperabilità con i sistemi esistenti&#xA;&#xA;Il momento esatto in cui i computer quantistici diventeranno una minaccia è incerto, ma adattare i sistemi richiede tempo. La crypto-agilità va perseguita proattivamente, non quando sarà troppo tardi.&#xA;&#xA;#QuantumComputing #Crittografia #CyberSecurity #Criptovalute #Europol #PostQuantum&#xA;&#xA;immagini create con intelligenza artificiale&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="minaccia-quantistica-europol-lancia-l-allarme-su-criptovalute-e-dati-sensibili">Minaccia quantistica: Europol lancia l&#39;allarme su criptovalute e dati sensibili</h2>

<p>La battaglia non è ancora iniziata, ma Europol consiglia di prepararsi fin da ora. Due nuovi report pubblicati oggi, 7 ottobre 2026, esaminano come il quantum computing potrebbe mettere a rischio i portafogli di criptovalute e decrittare informazioni riservate raccolte anni prima.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/NtnCBCwWtNdqdHb/preview" alt=""></p>

<p>Il primo report, Quantum Computing and Cryptocurrencies, reperibile qui <a href="https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/quantum-computing-and-cryptocurrencies" rel="nofollow">https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/quantum-computing-and-cryptocurrencies</a>, sfata la previsione di un collasso inevitabile delle criptovalute, ma individua le chiavi crittografiche dei wallet come principale punto di esposizione: un computer quantistico abbastanza potente potrebbe ricavare una chiave privata da una chiave pubblica e trasferire fondi senza autorizzazione. Le funzioni hash che garantiscono l&#39;integrità della blockchain sono invece più resistenti. La raccomandazione è una transizione graduale alla crittografia post-quantistica, con il coinvolgimento di sviluppatori, wallet provider, policymaker e utenti.</p>

<p>Il secondo report (Harvest Now, Decrypt Later), sviluppato con l&#39;Università Carlos III di Madrid, affronta un rischio diverso: hacker che raccolgono oggi dati cifrati per decifrarli quando la tecnologia sarà disponibile. Nessuna prova di sfruttamento su larga scala, ma comunicazioni governative, proprietà intellettuale, cartelle cliniche e fascicoli giudiziari restano i bersagli più plausibili.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/QDAAXojqPesdtdN/preview" alt=""></p>

<p>Cosa fare adesso: mappare dove viene usata la crittografia e classificare gli asset da proteggere a lungo termine; eliminare protocolli obsoleti e ridurre la retention non necessaria; rafforzare la gestione delle chiavi e testare soluzioni post-quantistiche; pianificare la transizione in fasi, garantendo interoperabilità con i sistemi esistenti</p>

<p>Il momento esatto in cui i computer quantistici diventeranno una minaccia è incerto, ma adattare i sistemi richiede tempo. La crypto-agilità va perseguita proattivamente, non quando sarà troppo tardi.</p>

<p>#QuantumComputing #Crittografia #CyberSecurity #Criptovalute #Europol #PostQuantum</p>

<p><em>immagini create con intelligenza artificiale</em></p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/oa3i7y2sd3</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 16:16:22 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La comunità ad economia solidale</title>
      <link>https://noblogo.org/vocazione-comunitaria-del-cristianesimo/la-comunita-ad-economia-solidale</link>
      <description>&lt;![CDATA[La comunità ad economia solidale&#xA;&#xA;Una possibile soluzione ai problemi dell&#39;emarginazione e dell&#39;esclusione sociale&#xA;(anziani, disagiati psichici, fisici, economici, ecc.):&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://lovepeacejoy.altervista.org/" rel="nofollow">La comunità ad economia solidale</a></p>

<p>Una possibile soluzione ai problemi dell&#39;emarginazione e dell&#39;esclusione sociale
(anziani, disagiati psichici, fisici, economici, ecc.):</p>
]]></content:encoded>
      <author>Vocazione comunitaria del cristianesimo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/315iebx57e</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:39:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Post Zero</title>
      <link>https://noblogo.org/j3n4/post-zero</link>
      <description>&lt;![CDATA[Post Zero&#xA;Dopo molto tempo, provo questa strada.&#xA;Per scrivere un po&#39;, senza altre distrazioni.&#xA;Questa e&#39; una prova anche per Mastodon.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Post Zero
Dopo molto tempo, provo questa strada.
Per scrivere un po&#39;, senza altre distrazioni.
Questa e&#39; una prova anche per Mastodon.</p>
]]></content:encoded>
      <author>j3n4</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/0vafh74otk</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:02:41 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La regione del sogno</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/la-regione-del-sogno</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;La regione del sogno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la via regia puoi dirla&#xD;&#xA;vita trasversale&#xD;&#xA;nell&#39;ondeggiare di curve di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;del pensiero allucinato&#xD;&#xA;vedi prendere vita&#xD;&#xA;le figure surreali di dalì&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e ancora da questa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;infinita vastità del sogno&#xD;&#xA;emergere gli angeli di rafael&#xD;&#xA;o le eccelse visioni&#xD;&#xA;di blake su uno sfondo viola&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettura e impressione&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il testo crea un paesaggio onirico denso e mobile, dove riferimenti psicoanalitici e artistici si intrecciano. La via regia apre la scena come un percorso interno; le immagini di Dalí, Rafael e Blake funzionano da fari visivi che trasformano il sogno in una galleria in movimento. Il tono è sospeso, lirico, con un ritmo che ondeggia tra visione e definizione.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi delle immagini e dei riferimenti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Via regia: usata come chiave interpretativa, richiama la teoria freudiana del sogno e dà al testo una base teorica che rende il paesaggio mentale più solido.  &#xD;&#xA;Dalí: le “figure surreali” evocano deformazioni, prospettive impossibili e un senso di straniamento che ben si accorda con l’“allucinato”.  &#xD;&#xA;Rafael: interpreto qui Raffaello Sanzio come il pittore rinascimentale; gli “angeli di Rafael” portano una luce classica e armoniosa che contrasta con il surrealismo.  &#xD;&#xA;Blake: le “visioni di Blake su uno sfondo viola” aggiungono una dimensione mistica e simbolica, cromaticamente intensa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti stilistici&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Coesione ritmica: alternare versi più lunghi e più brevi per accentuare l’“ondeggiare” del sogno; spezzare una o due frasi in enjambement per aumentare la fluidità.  &#xD;&#xA;Precisione lessicale: sostituire parole generiche come infinita vastità con immagini più concrete (es.: mare di velluto, cielo a specchio) per rendere la scena più tangibile.  &#xD;&#xA;Contrasti visivi: enfatizzare il contrasto tra il surreale e il classico (es.: “orologi molli e madonne in marmo”) per far risaltare le figure citate.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione rivista in italiano&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la via regia la puoi dirla  &#xD;&#xA;vita trasversale  &#xD;&#xA;nell’ondeggiare di curve di luce&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;del pensiero allucinato  &#xD;&#xA;vedi prendere vita  &#xD;&#xA;figure surreali di Dalí&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;da questa vasta notte del sogno  &#xD;&#xA;emergono angeli di Raffaello  &#xD;&#xA;e le visioni eccelse di Blake  &#xD;&#xA;su un fondo di viola profondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;the royal road you may name it  &#xD;&#xA;a transversal life  &#xD;&#xA;in the swaying of luminous curves&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;from the hallucinatory thought  &#xD;&#xA;see take shape  &#xD;&#xA;Dalí’s surreal figures&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;from this boundless night of dream  &#xD;&#xA;emerge Raphael’s angels  &#xD;&#xA;and Blake’s exalted visions  &#xD;&#xA;against a deep violet ground&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chiusura  &#xD;&#xA;Il testo ha già una forte identità: con piccoli aggiustamenti ritmici e qualche immagine più concreta può diventare ancora più potente e cinematografico. &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione più visionaria&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la via regia la puoi dire  &#xD;&#xA;come un corridoio di stelle cadute  &#xD;&#xA;vita trasversale  &#xD;&#xA;che scivola tra archi di luce liquida&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal pensiero allucinato  &#xD;&#xA;si animano sculture d’aria  &#xD;&#xA;orologi che si sciolgono, cavalli di vetro  &#xD;&#xA;figure di Dalí che respirano il cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;da questa notte senza confini  &#xD;&#xA;sorgono angeli di Raffaello in volo inverso  &#xD;&#xA;e le visioni di Blake si spalancano come fiori di fuoco  &#xD;&#xA;su un mare viola che pulsa sotto la pelle del mondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante onirico-epica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;via regia, sentiero regale del sogno  &#xD;&#xA;una vita che taglia trasversalmente il tempo  &#xD;&#xA;onde di luce piegano la prospettiva&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il pensiero, febbre luminosa, plasma forme  &#xD;&#xA;surreali come statue che camminano  &#xD;&#xA;ombre che ridono, mani che diventano mappe&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dalla vastità senza bordo del sogno  &#xD;&#xA;emergono angeli rinascimentali e profeti di fuoco  &#xD;&#xA;Blake canta in violetti e lampi; Dalí risponde con sorrisi di bronzo  &#xD;&#xA;tutto si muove come se il mondo fosse un organo che respira&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Note stilistiche e suggerimenti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Immagini sinestetiche: unire sensazioni (colore, suono, tatto) per rendere la visione più totale.  &#xD;&#xA;Verbi attivi e trasformativi: preferire verbi che mostrano metamorfosi (es.: si sciolgono, si spalancano, si animano).  &#xD;&#xA;Contrasti cromatici: enfatizzare il viola con tocchi metallici o dorati per aumentare la carica visionaria.  &#xD;&#xA;Ritmo: alternare versi brevi e lunghi per simulare l’“ondeggiare” del sogno; usare enjambement per sospendere il lettore.  &#xD;&#xA;Immagini concrete sorprendenti: inserire un dettaglio inatteso (es.: una bussola che piange, una scala fatta di note) per rendere la scena memorabile.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Se vuoi, trasformo una di queste versioni in una prosa poetica più lunga o la adatto a un tono più oscuro o più luminoso.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione più luminosa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la via regia la puoi dire  &#xD;&#xA;come un corridoio di luce aperta  &#xD;&#xA;vita trasversale  &#xD;&#xA;che scivola in archi di chiaro e d’oro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal pensiero allucinato  &#xD;&#xA;si fanno carne bagliori gentili  &#xD;&#xA;figure di Dalí si vestono di mattino  &#xD;&#xA;orologi che sorridono al sole&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;da questa vasta alba del sogno  &#xD;&#xA;emergono angeli di Raffaello in luce di latte  &#xD;&#xA;le visioni di Blake si accendono di violetta chiara  &#xD;&#xA;e il cielo diventa un mare di seta che riflette il mondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante solare e serena&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;via regia, sentiero di luce franca  &#xD;&#xA;una vita che attraversa i giorni come un raggio  &#xD;&#xA;onde di luce piegano il tempo in carezze&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il pensiero, caldo e lucente, modella forme amiche  &#xD;&#xA;sculture d’aria che cantano, mani che offrono mappe di luce  &#xD;&#xA;Dalí sorride in colori chiari, le sue stranezze diventano festa&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dalla vastità luminosa del sogno  &#xD;&#xA;sorgono angeli rinascimentali con ali di alabastro  &#xD;&#xA;Blake intona visioni in violetti chiari e oro tenue  &#xD;&#xA;tutto pulsa come un cuore che batte alla luce del mattino&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Note stilistiche  &#xD;&#xA;Tonalità: privilegiare vocaboli caldi (oro, latte, mattino, seta) per aumentare la luminosità.  &#xD;&#xA;Suono: usare allitterazioni morbide (s, l, m) per creare una luce che scivola.  &#xD;&#xA;Contrasto: mantenere qualche immagine surreale ma addolcirla con aggettivi che la rendono accogliente.  &#xD;&#xA;Ritmo: versi brevi alternati a uno o due versi più lunghi per simulare il fluire della luce.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Prossimo passo  &#xD;&#xA;Posso trasformare una di queste versioni in prosa poetica o adattarla a un tono ancora più etereo o più solare.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione eterea&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;la via regia la puoi dire  &#xD;&#xA;come un filo di luce sospeso  &#xD;&#xA;vita trasversale  &#xD;&#xA;che sfiora le cose senza peso&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal pensiero allucinato  &#xD;&#xA;si sollevano bagliori di vetro e polvere  &#xD;&#xA;figure di Dalí come piume di tempo  &#xD;&#xA;che sfumano in un respiro di cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;da questa alba senza confine  &#xD;&#xA;emergono angeli di Raffaello in trasparenza  &#xD;&#xA;le visioni di Blake si distendono in violetti di nebbia  &#xD;&#xA;e il sogno diventa un soffio che attraversa il mondo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante sussurrata&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;via regia, sentiero di silenzio chiaro  &#xD;&#xA;una vita che passa come luce sottile  &#xD;&#xA;onde minute piegano l’aria&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;il pensiero, lieve, modella ombre di seta  &#xD;&#xA;forme che non pesano, sorrisi che evaporano  &#xD;&#xA;Dalí appare come un lampo gentile&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dalla vastità diafana del sogno  &#xD;&#xA;sorgono ali di alabastro e canto tenue  &#xD;&#xA;Blake intona note di viola pallido  &#xD;&#xA;tutto fluttua come polvere in una stanza illuminata&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Note stilistiche&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lessico: preferire parole leggere (sospeso, soffio, diafano, trasparenza) per ottenere l’effetto etereo.  &#xD;&#xA;Suono: allitterazioni morbide e versi brevi per creare un ritmo che sembra fluttuare.  &#xD;&#xA;Immagini: mantenere i riferimenti artistici ma stemperarli in dettagli vaporosi e luminosi.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Se vuoi, converto una di queste versioni in prosa poetica ancora più estesa o la adatto a un tono musicale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Prosa poetica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;La via regia si stende come un filo di luce sospeso, un corridoio che non pesa e attraversa la carne del mondo; la vita scivola trasversale, sfiora le cose senza impronta e lascia al passaggio un lieve tremito d’oro. Dal pensiero allucinato si sollevano bagliori di vetro e polvere: figure di Dalí fluttuano come piume di tempo, orologi che respirano, statue che si disfano in un sorriso di mattino.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Da questa alba senza confine emergono angeli di Raffaello in trasparenza, ali di alabastro che rifrangono la luce in piccole benedizioni; le visioni di Blake si distendono in violetti di nebbia, fiori di fuoco che non bruciano ma illuminano dall’interno. Tutto è lieve, tutto è sospeso: il sogno è un soffio che attraversa il mondo e lo rende più sottile, una stanza di seta dove i contorni si dissolvono e restano solo riverberi, mappe di luce che indicano strade senza nome.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Cammina piano lungo la via regia: ogni passo è un’apertura, ogni respiro un’immagine che si fa aria.&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La regione del sogno</p>

<p>la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell&#39;ondeggiare di curve di luce</p>

<p>del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì</p>

<p>e ancora da questa</p>

<p>infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola</p>

<p>[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]</p>

<h3 id="lettura-e-impressione">Lettura e impressione</h3>

<p>Il testo crea un paesaggio onirico denso e mobile, dove riferimenti psicoanalitici e artistici si intrecciano. La <strong>via regia</strong> apre la scena come un percorso interno; le immagini di <strong>Dalí</strong>, <strong>Rafael</strong> e <strong>Blake</strong> funzionano da fari visivi che trasformano il sogno in una galleria in movimento. Il tono è sospeso, lirico, con un ritmo che ondeggia tra visione e definizione.</p>

<hr>

<h3 id="analisi-delle-immagini-e-dei-riferimenti">Analisi delle immagini e dei riferimenti</h3>
<ul><li><strong>Via regia</strong>: usata come chiave interpretativa, richiama la teoria freudiana del sogno e dà al testo una base teorica che rende il paesaggio mentale più solido.<br></li>
<li><strong>Dalí</strong>: le “figure surreali” evocano deformazioni, prospettive impossibili e un senso di straniamento che ben si accorda con l’“allucinato”.<br></li>
<li><strong>Rafael</strong>: interpreto qui <strong>Raffaello Sanzio</strong> come il pittore rinascimentale; gli “angeli di Rafael” portano una luce classica e armoniosa che contrasta con il surrealismo.<br></li>
<li><strong>Blake</strong>: le “visioni di Blake su uno sfondo viola” aggiungono una dimensione mistica e simbolica, cromaticamente intensa.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-stilistici">Suggerimenti stilistici</h3>
<ul><li><strong>Coesione ritmica</strong>: alternare versi più lunghi e più brevi per accentuare l’“ondeggiare” del sogno; spezzare una o due frasi in enjambement per aumentare la fluidità.<br></li>
<li><strong>Precisione lessicale</strong>: sostituire parole generiche come <em>infinita vastità</em> con immagini più concrete (es.: <em>mare di velluto</em>, <em>cielo a specchio</em>) per rendere la scena più tangibile.<br></li>
<li><strong>Contrasti visivi</strong>: enfatizzare il contrasto tra il surreale e il classico (es.: “orologi molli e madonne in marmo”) per far risaltare le figure citate.</li></ul>

<hr>

<h3 id="versione-rivista-in-italiano">Versione rivista in italiano</h3>

<p>la via regia la puoi dirla<br>
vita trasversale<br>
nell’ondeggiare di curve di luce</p>

<p>del pensiero allucinato<br>
vedi prendere vita<br>
figure surreali di Dalí</p>

<p>da questa vasta notte del sogno<br>
emergono angeli di Raffaello<br>
e le visioni eccelse di Blake<br>
su un fondo di viola profondo</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p>the royal road you may name it<br>
a transversal life<br>
in the swaying of luminous curves</p>

<p>from the hallucinatory thought<br>
see take shape<br>
Dalí’s surreal figures</p>

<p>from this boundless night of dream<br>
emerge Raphael’s angels<br>
and Blake’s exalted visions<br>
against a deep violet ground</p>

<hr>

<p><strong>Chiusura</strong><br>
Il testo ha già una forte identità: con piccoli aggiustamenti ritmici e qualche immagine più concreta può diventare ancora più potente e cinematografico.</p>

<h3 id="versione-più-visionaria">Versione più visionaria</h3>

<p>la via regia la puoi dire<br>
come un corridoio di stelle cadute<br>
vita trasversale<br>
che scivola tra archi di luce liquida</p>

<p>dal pensiero allucinato<br>
si animano sculture d’aria<br>
orologi che si sciolgono, cavalli di vetro<br>
figure di Dalí che respirano il cielo</p>

<p>da questa notte senza confini<br>
sorgono angeli di Raffaello in volo inverso<br>
e le visioni di Blake si spalancano come fiori di fuoco<br>
su un mare viola che pulsa sotto la pelle del mondo</p>

<h3 id="variante-onirico-epica">Variante onirico-epica</h3>

<p>via regia, sentiero regale del sogno<br>
una vita che taglia trasversalmente il tempo<br>
onde di luce piegano la prospettiva</p>

<p>il pensiero, febbre luminosa, plasma forme<br>
surreali come statue che camminano<br>
ombre che ridono, mani che diventano mappe</p>

<p>dalla vastità senza bordo del sogno<br>
emergono angeli rinascimentali e profeti di fuoco<br>
Blake canta in violetti e lampi; Dalí risponde con sorrisi di bronzo<br>
tutto si muove come se il mondo fosse un organo che respira</p>

<h3 id="note-stilistiche-e-suggerimenti">Note stilistiche e suggerimenti</h3>
<ul><li><strong>Immagini sinestetiche</strong>: unire sensazioni (colore, suono, tatto) per rendere la visione più totale.<br></li>
<li><strong>Verbi attivi e trasformativi</strong>: preferire verbi che mostrano metamorfosi (es.: <em>si sciolgono, si spalancano, si animano</em>).<br></li>
<li><strong>Contrasti cromatici</strong>: enfatizzare il viola con tocchi metallici o dorati per aumentare la carica visionaria.<br></li>
<li><strong>Ritmo</strong>: alternare versi brevi e lunghi per simulare l’“ondeggiare” del sogno; usare enjambement per sospendere il lettore.<br></li>
<li><strong>Immagini concrete sorprendenti</strong>: inserire un dettaglio inatteso (es.: <em>una bussola che piange</em>, <em>una scala fatta di note</em>) per rendere la scena memorabile.</li></ul>

<p>Se vuoi, trasformo una di queste versioni in una prosa poetica più lunga o la adatto a un tono più oscuro o più luminoso.</p>

<h3 id="versione-più-luminosa">Versione più luminosa</h3>

<p>la via regia la puoi dire<br>
come un corridoio di luce aperta<br>
vita trasversale<br>
che scivola in archi di chiaro e d’oro</p>

<p>dal pensiero allucinato<br>
si fanno carne bagliori gentili<br>
figure di Dalí si vestono di mattino<br>
orologi che sorridono al sole</p>

<p>da questa vasta alba del sogno<br>
emergono angeli di Raffaello in luce di latte<br>
le visioni di Blake si accendono di violetta chiara<br>
e il cielo diventa un mare di seta che riflette il mondo</p>

<hr>

<h3 id="variante-solare-e-serena">Variante solare e serena</h3>

<p>via regia, sentiero di luce franca<br>
una vita che attraversa i giorni come un raggio<br>
onde di luce piegano il tempo in carezze</p>

<p>il pensiero, caldo e lucente, modella forme amiche<br>
sculture d’aria che cantano, mani che offrono mappe di luce<br>
Dalí sorride in colori chiari, le sue stranezze diventano festa</p>

<p>dalla vastità luminosa del sogno<br>
sorgono angeli rinascimentali con ali di alabastro<br>
Blake intona visioni in violetti chiari e oro tenue<br>
tutto pulsa come un cuore che batte alla luce del mattino</p>

<hr>

<h3 id="note-stilistiche"><strong>Note stilistiche</strong></h3>
<ul><li><strong>Tonalità</strong>: privilegiare vocaboli caldi (oro, latte, mattino, seta) per aumentare la luminosità.<br></li>
<li><strong>Suono</strong>: usare allitterazioni morbide (s, l, m) per creare una luce che scivola.<br></li>
<li><strong>Contrasto</strong>: mantenere qualche immagine surreale ma addolcirla con aggettivi che la rendono accogliente.<br></li>
<li><strong>Ritmo</strong>: versi brevi alternati a uno o due versi più lunghi per simulare il fluire della luce.<br></li></ul>

<p><strong>Prossimo passo</strong><br>
Posso trasformare una di queste versioni in prosa poetica o adattarla a un tono ancora più etereo o più solare.</p>

<h3 id="versione-eterea">Versione eterea</h3>

<p>la via regia la puoi dire<br>
come un filo di luce sospeso<br>
vita trasversale<br>
che sfiora le cose senza peso</p>

<p>dal pensiero allucinato<br>
si sollevano bagliori di vetro e polvere<br>
figure di Dalí come piume di tempo<br>
che sfumano in un respiro di cielo</p>

<p>da questa alba senza confine<br>
emergono angeli di Raffaello in trasparenza<br>
le visioni di Blake si distendono in violetti di nebbia<br>
e il sogno diventa un soffio che attraversa il mondo</p>

<hr>

<h3 id="variante-sussurrata">Variante sussurrata</h3>

<p>via regia, sentiero di silenzio chiaro<br>
una vita che passa come luce sottile<br>
onde minute piegano l’aria</p>

<p>il pensiero, lieve, modella ombre di seta<br>
forme che non pesano, sorrisi che evaporano<br>
Dalí appare come un lampo gentile</p>

<p>dalla vastità diafana del sogno<br>
sorgono ali di alabastro e canto tenue<br>
Blake intona note di viola pallido<br>
tutto fluttua come polvere in una stanza illuminata</p>

<hr>

<h3 id="note-stilistiche-1">Note stilistiche</h3>
<ul><li><strong>Lessico</strong>: preferire parole leggere (sospeso, soffio, diafano, trasparenza) per ottenere l’effetto etereo.<br></li>
<li><strong>Suono</strong>: allitterazioni morbide e versi brevi per creare un ritmo che sembra fluttuare.<br></li>
<li><strong>Immagini</strong>: mantenere i riferimenti artistici ma stemperarli in dettagli vaporosi e luminosi.<br></li></ul>

<p>Se vuoi, converto una di queste versioni in prosa poetica ancora più estesa o la adatto a un tono musicale.</p>

<h3 id="prosa-poetica">Prosa poetica</h3>

<p>La via regia si stende come un filo di luce sospeso, un corridoio che non pesa e attraversa la carne del mondo; la vita scivola trasversale, sfiora le cose senza impronta e lascia al passaggio un lieve tremito d’oro. Dal pensiero allucinato si sollevano bagliori di vetro e polvere: figure di Dalí fluttuano come piume di tempo, orologi che respirano, statue che si disfano in un sorriso di mattino.</p>

<p>Da questa alba senza confine emergono angeli di Raffaello in trasparenza, ali di alabastro che rifrangono la luce in piccole benedizioni; le visioni di Blake si distendono in violetti di nebbia, fiori di fuoco che non bruciano ma illuminano dall’interno. Tutto è lieve, tutto è sospeso: il sogno è un soffio che attraversa il mondo e lo rende più sottile, una stanza di seta dove i contorni si dissolvono e restano solo riverberi, mappe di luce che indicano strade senza nome.</p>

<p>Cammina piano lungo la via regia: ogni passo è un’apertura, ogni respiro un’immagine che si fa aria.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/b2du7nl574</guid>
      <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:37:13 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ieri sera ho visto A.</title>
      <link>https://noblogo.org/squadro/ieri-sera-ho-visto-a</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ieri sera ho visto A. &#xA;Mi ha raccontato un po&#39; della malattia di C.&#xA;Di come il rapporto con i suoceri sia pessimo, arrivati persino alle azioni legali.&#xA;Ho trovato casa sua davvero disordinata. :-(]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho visto A.
Mi ha raccontato un po&#39; della malattia di C.
Di come il rapporto con i suoceri sia pessimo, arrivati persino alle azioni legali.
Ho trovato casa sua davvero disordinata. :–(</p>
]]></content:encoded>
      <author>squadro</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mkvv9oil5p</guid>
      <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 20:04:14 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Proteggere i giovani dai criminali della droga: le nuove sfide per l&#39;Europa</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/proteggere-i-giovani-dai-criminali-della-droga-le-nuove-sfide-per-leuropa</link>
      <description>&lt;![CDATA[Proteggere i giovani dai criminali della droga: le nuove sfide per l&#39;Europa&#xA;&#xA;Il nuovo report pubblicato dall’EUDA (European Union Drugs Agency) in collaborazione con l’Università di Limerick (link a fine post) fa il punto su un fenomeno allarmante: il coinvolgimento dei giovani e dei minori nelle reti criminali del narcotraffico in Europa.   &#xA;&#xA;I punti chiave&#xA;&#xA;Il reclutamento digitale e la coercizione. Oltre il 70% delle reti criminali in Europa coinvolge giovani. Il reclutamento non avviene solo nei quartieri difficili, ma sempre più spesso online attraverso social media, messaggistica crittografata, dark web e piattaforme di gaming. Con tecniche di &#34;gamification&#34; e promesse di guadagni facili, i giovani vengono ingaggiati come corrieri, &#34;prestanome&#34; (money mules) o informatori, sfumando il confine tra amicizia e sfruttamento. &#xA;&#xA;Vittime o criminali? Spesso i minori vengono spinti al crimine attraverso forme di intimidazione, debiti di droga ed estorsioni (debt bondage). La ricerca evidenzia una criticità nei sistemi giudiziari europei: i giovani coinvolti vengono frequentemente trattati unicamente come colpevoli anziché come vittime di sfruttamento criminale.   &#xA;&#xA;Un grande vuoto nella ricerca e negli interventi. Nonostante la gravità del problema, le evidenze scientifiche su &#34;cosa funzioni davvero&#34; per prevenire questo fenomeno in Europa sono estremamente limitate e frammentate. Le soluzioni standard o &#34;preconfezionate&#34; scaricate da altri contesti spesso falliscono.   &#xA;&#xA;Cinque le raccomandazioni chiave per la politica e le istituzioni:&#xA;&#xA;Dati e definizioni condivise: Creare indicatori comuni a livello UE per monitorare il fenomeno e valutare gli interventi.   &#xA;Pilota e co-progettazione: Sperimentare modelli flessibili e co-progettati con il territorio (supporto alle famiglie, percorsi educativi e interventi digitali).   &#xA;Studi longitudinali: Investire in ricerche a lungo termine per comprendere esattamente i meccanismi e i tempi di reclutamento.   &#xA;Focalizzarsi sull&#39;attuazione pratica: Rendere i servizi di supporto realmente ed ergonomicamente &#34;raggiungibili&#34; dai ragazzi più a rischio, superando ostacoli burocratici e mancanza di personale.   &#xA;Infrastruttura di apprendimento UE: Condividere le buone pratiche (e gli errori) tra i Paesi membri prima di estendere i progetti su larga scala.&#xA;&#xA;Serve un approccio integrato tra sicurezza, sanità pubblica e politiche sociali, capace di adattarsi alla rapida evoluzione digitale delle reti criminali per sottrarre i ragazzi dallo sfruttamento.   📄 &#xA;&#xA;Per saperne di più: Report [lingia inglese] &#34;Safe Futures: Protecting young people from recruitment into criminal drug networks&#34; (EUDA, 2026) https://www.euda.europa.eu/system/files/documents/2026-09/safe-futures-research-needs-and-priorities-report_final.pdf]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="proteggere-i-giovani-dai-criminali-della-droga-le-nuove-sfide-per-l-europa">Proteggere i giovani dai criminali della droga: le nuove sfide per l&#39;Europa</h2>

<p>Il nuovo report pubblicato dall’EUDA (European Union Drugs Agency) in collaborazione con l’Università di Limerick (<em>link a fine post</em>) fa il punto su un fenomeno allarmante: il coinvolgimento dei giovani e dei minori nelle reti criminali del narcotraffico in Europa.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/StnSwMEMLyLxa4q/preview" alt=""></p>

<p><strong>I punti chiave</strong></p>
<ol><li><p>Il reclutamento digitale e la coercizione. <strong>Oltre il 70% delle reti criminali in Europa coinvolge giovani</strong>. Il reclutamento non avviene solo nei quartieri difficili, ma sempre più spesso online attraverso social media, messaggistica crittografata, dark web e piattaforme di gaming. Con tecniche di “gamification” e promesse di guadagni facili, i giovani vengono ingaggiati come corrieri, “prestanome” (money mules) o informatori, sfumando il confine tra amicizia e sfruttamento.</p></li>

<li><p>Vittime o criminali? Spesso i minori vengono spinti al crimine attraverso forme di intimidazione, debiti di droga ed estorsioni (<em>debt bondage</em>). La ricerca evidenzia una criticità nei sistemi giudiziari europei: i giovani coinvolti vengono frequentemente trattati unicamente come colpevoli anziché come vittime di sfruttamento criminale.</p></li>

<li><p>Un grande vuoto nella ricerca e negli interventi. Nonostante la gravità del problema, le evidenze scientifiche su “cosa funzioni davvero” per prevenire questo fenomeno in Europa sono estremamente limitate e frammentate. Le soluzioni standard o “preconfezionate” scaricate da altri contesti spesso falliscono.</p></li></ol>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/8Mp7eqcy82ba5en/preview" alt=""></p>

<p>Cinque le raccomandazioni chiave per la politica e le istituzioni:</p>
<ul><li>Dati e definizioni condivise: Creare indicatori comuni a livello UE per monitorare il fenomeno e valutare gli interventi.<br></li>
<li>Pilota e co-progettazione: Sperimentare modelli flessibili e co-progettati con il territorio (supporto alle famiglie, percorsi educativi e interventi digitali).<br></li>
<li>Studi longitudinali: Investire in ricerche a lungo termine per comprendere esattamente i meccanismi e i tempi di reclutamento.<br></li>
<li>Focalizzarsi sull&#39;attuazione pratica: Rendere i servizi di supporto realmente ed ergonomicamente “raggiungibili” dai ragazzi più a rischio, superando ostacoli burocratici e mancanza di personale.<br></li>
<li>Infrastruttura di apprendimento UE: Condividere le buone pratiche (e gli errori) tra i Paesi membri prima di estendere i progetti su larga scala.</li></ul>

<p>Serve un approccio integrato tra sicurezza, sanità pubblica e politiche sociali, capace di adattarsi alla rapida evoluzione digitale delle reti criminali per sottrarre i ragazzi dallo sfruttamento.   📄</p>

<p>Per saperne di più: Report [lingia inglese] “Safe Futures: Protecting young people from recruitment into criminal drug networks” (EUDA, 2026) <a href="https://www.euda.europa.eu/system/files/documents/2026-09/safe-futures-research-needs-and-priorities-report_final.pdf" rel="nofollow">https://www.euda.europa.eu/system/files/documents/2026-09/safe-futures-research-needs-and-priorities-report_final.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/b6guyyq9df</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 16:00:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>grazie ad ‘angolo cieco’, oggi, 5 ottobre, mi rendo conto di una cosa.</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/grazie-ad-angolo-cieco-oggi-5-ottobre-mi-rendo-conto-di-una-cosa</link>
      <description>&lt;![CDATA[grazie ad ‘angolo cieco’, oggi, 5 ottobre, mi rendo conto di una cosa. &#xA;mi spiego qui:  &#xA;https://slowforward.net/2026/10/05/cose-di-mg-su-angolo-cieco-da-oggi-5-ottobre/]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>grazie ad ‘angolo cieco’, oggi, 5 ottobre, mi rendo conto di una cosa.
mi spiego qui:<br>
<a href="https://slowforward.net/2026/10/05/cose-di-mg-su-angolo-cieco-da-oggi-5-ottobre/" rel="nofollow">https://slowforward.net/2026/10/05/cose-di-mg-su-angolo-cieco-da-oggi-5-ottobre/</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/c56sk093bg</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:51:47 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>periodicamente torno a questo post, su slowforward, di fine novembre 2023,...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/periodicamente-torno-a-questo-post-su-slowforward-di-fine-novembre-2023</link>
      <description>&lt;![CDATA[periodicamente torno a questo post, su slowforward, di fine novembre 2023, quando era già chiarissimo che ci si trovava di fronte a un genocidio. &#xA;non mi resta che tornare a quel link: https://slowforward.net/2023/11/30/la-situazione-in-palestina-la-posizione-di-slowforward-i-prossimi-post/&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>periodicamente torno a questo post, su slowforward, di fine novembre 2023, quando era già chiarissimo che ci si trovava di fronte a un genocidio.
non mi resta che tornare a quel link: <a href="https://slowforward.net/2023/11/30/la-situazione-in-palestina-la-posizione-di-slowforward-i-prossimi-post/" rel="nofollow">https://slowforward.net/2023/11/30/la-situazione-in-palestina-la-posizione-di-slowforward-i-prossimi-post/</a></p>
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      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8qgnqnhrni</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:11:34 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Diario diario diario, caro diario.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/diario-diario-diario-caro-diario</link>
      <description>&lt;![CDATA[Diario diario diario, caro diario. Non perdere mai il ritmo. Morire, ma con gusto. Passare dallo sconforto più profondo, toccare con mano la muffa consistente della depressione e poi provare l&#39;euforia disorganica della creazione. Così, un ritmo continuo. Desiderare di immergersi nella broda bollente, la fanghiglia di quel romanzo di fantascenza, chissà chi era. Sentire il fango bollente e odoroso che lentamente seduce ogni piccolo atollo della tua pelle.&#xA;&#xA;Ieri ero a tavola e bevevo la mia bibita Ginger marchiata Primia. Leggo gli ingredienti mentre le bollicine rossastre mi saturano la bocca. Nella bibita Ginger marchiata Primia non c&#39;è il ginger. Niente zenzero, non ufficialmente. Solo acqua, zucchero, vari acidificanti, carote e altre cose per dare colore, e poi: aromi. Cosa ci sia negli aromi non è lecito sapere. &#xA;&#xA;Mi scrive Z Tapes. C&#39;è un concorso per partecipare a una compilation di shoegaze music. Cerco su internet cosa sia la shoegaze music. Leggo la descrizione, mi faccio una idea. Penso seriamente di partecipare al concorso. In fondo cosa ci vuole? Ho un basso elettrico, il mondo è pieno di suoni.&#xA;&#xA;Invece mi butto sul divano. Sono distrutto. Metto su un album di Morton Feldman. Noioso come la morte. Penso che sia una delle cose più noiose che abbia nella mia biblioteca musicale. Lo ascolto però molto spesso, lo metto su, come una specie di ospite in casa. Io faccio le mie cose mentre Feldman fa le sue. Comunque, metto su la lavapiatti e la faccio partire, faccio anche di queste cose. Chissà se Eco si occupava personalmente della lavapiatti. Buzzati. Pasolini che si mette lì a infilare bene i piatti per riempirla al meglio. Baricco. Baricco forse sì, ce lo vedo. Come gesto di emancipazione.&#xA;&#xA;Torno sul divano. Provo a dormire, ma ora la musica di Feldman si è impastata con il rumore della lavastoviglie. In una chat ho scritto che i suoni dei due elementi si mesmerizzavano, e io lì sul divano, trovo affascinante la cosa e - contro il volere del mio corpo - mi alzo, prendo il cellulare e inizio a registrare tutto. Due minuti di Feldman mesmerizzato con la lavastoglie. Salvo il file e penso che potrei usarlo per un video. Penso a qualcosa di statico, una camera fissa. Provo a inquadrare il traffico, con un filtro in bianco e nero che uso spesso in questo periodo, ma non funziona. Allora vedo sul muro un insetto. Piccolo, non so come si chiamino. Sono delle specie di incrocio tra un moscerino e una libellula.&#xA;&#xA;Lo inquadro e ingrandisco, zommo al 300 per cento. Scopro che se mi allontano o se mi avvicino dopo averlo messo a fuoco, il filtro sgrana, trasforma l&#39;insetto in un insieme di punti. Diventa un insetto granuare. Faccio un po&#39; di riprese dell&#39;insetto sempre tenendo il microfono che registra l&#39;ambiente, nel mio caso Feldman e la lavastoviglie. Invio tutto al portatile e mi metto sul divano, finalmente, a fare il montaggio. &#xA;&#xA;Soprappongo i due video landscape, in modo da ottenere un unico video di forma quadrata. Creo tre tracce audio: una per la registrazione che avevo fatto con il cellulare messo tra la lavastoviglie e Feldman, e due per quella video, più spostato   verso la finestra. In tutte e tre ci sono momenti diversi del pezzo di Feldamn con la lavastoglie in funzione. &#xA;&#xA;Uno dei video finisce prima dell&#39;altro e l&#39;audio finisce ancora dopo. Penso allora che tutto funzionerebbe meglio se ci fossero delle scritte rosse. Ho in mente dei post che ho letto in rete. Gente che definisce &#34;genociccio&#34; lo sterminio dei palestinesi da parte dell&#39;esercito di Israele. Penso alla prostata di questi utenti Facebook mentre guardo l&#39;insetto ingrandito in bianco e nero, immobile. Inizio a scrivere i testi, mettendo sullo stesso piano informazioni sulla prostata e microframmenti di comunicazione standard sulla questione. Non è una satira. È puro materiale lessicale. Chiudo con una citazione, il titolo di un libro di Morovich. Carico tutto sui social e esco di casa, cammino e mentre cammino penso che alcune scritte rosse erano male allineate rispetto ai due video.&#xA;&#xA;Me ne ero accorto ma per sciatteria le avevo lasciate così. Tanto cosa importa. Invece mi brucia. Quando torno a casa cancello i video che avevo caricato e mi rimetto a lavorare sul file del montaggio. Sposto le scritte come le avevo pensate. Cambio anche una frase che funzionava male e ne aggiungo una finale dopo quella di Morovich. Ridacchio. Ricarico tutto. Non se ne accorgerà nessuno, pochi guardano questi video mentre io ne sono piuttosto convinto. E anche se non lo fossi poco importa. Mi danno soddisfazione mentre li faccio. Tanto basta. In un mondo di ciechi chi è orbo, eccetera. Quaranta minuti circa.&#xA;&#xA;Mentre scrivevo questo diario, mentre raccontavo di me sul divano che facevo il montaggio, il Tab XC si è spento. Mi ero dimenticato che mi aveva avvertito che la batteria stava per scaricarsi. Mi ero invexendato, ero tutto preso nello scrivere questa cronaca, nel miglior stile possibile ma senza perderci troppo tempo. Non avevo salvato niente, perché uso una applicazione cinese che dovrebbe salvare periodicamente mentre scrivo. Lo schermo con una grossa batteria che indica che è completamente scarico. Vado a cercare l&#39;alimentatore, attacco tutto, riavvio il tablet. Apro. L&#39;applicazione cinese ha salvato tutto, caro diario. Continuo a scrivere febbrile, mentre la schiena manda i suoi strilli e mi dice di mollare, venerandi, e mollami.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Diario diario diario, caro diario. Non perdere mai il ritmo. Morire, ma con gusto. Passare dallo sconforto più profondo, toccare con mano la muffa consistente della depressione e poi provare l&#39;euforia disorganica della creazione. Così, un ritmo continuo. Desiderare di immergersi nella broda bollente, la fanghiglia di quel romanzo di fantascenza, chissà chi era. Sentire il fango bollente e odoroso che lentamente seduce ogni piccolo atollo della tua pelle.</p>

<p>Ieri ero a tavola e bevevo la mia bibita Ginger marchiata Primia. Leggo gli ingredienti mentre le bollicine rossastre mi saturano la bocca. Nella bibita Ginger marchiata Primia non c&#39;è il ginger. Niente zenzero, non ufficialmente. Solo acqua, zucchero, vari acidificanti, carote e altre cose per dare colore, e poi: aromi. Cosa ci sia negli aromi non è lecito sapere.</p>

<p>Mi scrive Z Tapes. C&#39;è un concorso per partecipare a una compilation di shoegaze music. Cerco su internet cosa sia la shoegaze music. Leggo la descrizione, mi faccio una idea. Penso <em>seriamente</em> di partecipare al concorso. In fondo cosa ci vuole? Ho un basso elettrico, il mondo è pieno di suoni.</p>

<p>Invece mi butto sul divano. Sono distrutto. Metto su un album di Morton Feldman. Noioso come la morte. Penso che sia una delle cose più noiose che abbia nella mia biblioteca musicale. Lo ascolto però molto spesso, lo metto su, come una specie di ospite in casa. Io faccio le mie cose mentre Feldman fa le sue. Comunque, metto su la lavapiatti e la faccio partire, faccio anche di queste cose. Chissà se Eco si occupava personalmente della lavapiatti. Buzzati. Pasolini che si mette lì a infilare bene i piatti per riempirla al meglio. Baricco. Baricco forse sì, ce lo vedo. Come gesto di emancipazione.</p>

<p>Torno sul divano. Provo a dormire, ma ora la musica di Feldman si è impastata con il rumore della lavastoviglie. In una chat ho scritto che i suoni dei due elementi si mesmerizzavano, e io lì sul divano, trovo affascinante la cosa e – contro il volere del mio corpo – mi alzo, prendo il cellulare e inizio a registrare tutto. Due minuti di Feldman mesmerizzato con la lavastoglie. Salvo il file e penso che potrei usarlo per un video. Penso a qualcosa di statico, una camera fissa. Provo a inquadrare il traffico, con un filtro in bianco e nero che uso spesso in questo periodo, ma non funziona. Allora vedo sul muro un insetto. Piccolo, non so come si chiamino. Sono delle specie di incrocio tra un moscerino e una libellula.</p>

<p>Lo inquadro e ingrandisco, zommo al 300 per cento. Scopro che se mi allontano o se mi avvicino dopo averlo messo a fuoco, il filtro sgrana, trasforma l&#39;insetto in un insieme di punti. Diventa un insetto granuare. Faccio un po&#39; di riprese dell&#39;insetto sempre tenendo il microfono che registra l&#39;ambiente, nel mio caso Feldman e la lavastoviglie. Invio tutto al portatile e mi metto sul divano, finalmente, a fare il montaggio.</p>

<p>Soprappongo i due video landscape, in modo da ottenere un unico video di forma quadrata. Creo tre tracce audio: una per la registrazione che avevo fatto con il cellulare messo tra la lavastoviglie e Feldman, e due per quella video, più spostato   verso la finestra. In tutte e tre ci sono momenti diversi del pezzo di Feldamn con la lavastoglie in funzione.</p>

<p>Uno dei video finisce prima dell&#39;altro e l&#39;audio finisce ancora dopo. Penso allora che tutto funzionerebbe meglio se ci fossero delle scritte rosse. Ho in mente dei post che ho letto in rete. Gente che definisce “genociccio” lo sterminio dei palestinesi da parte dell&#39;esercito di Israele. Penso alla prostata di questi utenti Facebook mentre guardo l&#39;insetto ingrandito in bianco e nero, immobile. Inizio a scrivere i testi, mettendo sullo stesso piano informazioni sulla prostata e microframmenti di comunicazione standard sulla questione. Non è una satira. È puro materiale lessicale. Chiudo con una citazione, il titolo di un libro di Morovich. Carico tutto sui social e esco di casa, cammino e mentre cammino penso che alcune scritte rosse erano male allineate rispetto ai due video.</p>

<p>Me ne ero accorto ma per sciatteria le avevo lasciate così. Tanto cosa importa. Invece mi brucia. Quando torno a casa cancello i video che avevo caricato e mi rimetto a lavorare sul file del montaggio. Sposto le scritte come le avevo pensate. Cambio anche una frase che funzionava male e ne aggiungo una finale dopo quella di Morovich. Ridacchio. Ricarico tutto. Non se ne accorgerà nessuno, pochi guardano questi video mentre io ne sono piuttosto convinto. E anche se non lo fossi poco importa. Mi danno soddisfazione mentre li faccio. Tanto basta. In un mondo di ciechi chi è orbo, eccetera. Quaranta minuti circa.</p>

<p>Mentre scrivevo questo diario, mentre raccontavo di me sul divano che facevo il montaggio, il Tab XC si è spento. Mi ero dimenticato che mi aveva avvertito che la batteria stava per scaricarsi. Mi ero invexendato, ero tutto preso nello scrivere questa cronaca, nel miglior stile possibile ma senza perderci troppo tempo. Non avevo salvato niente, perché uso una applicazione cinese che dovrebbe salvare periodicamente mentre scrivo. Lo schermo con una grossa batteria che indica che è completamente scarico. Vado a cercare l&#39;alimentatore, attacco tutto, riavvio il tablet. Apro. L&#39;applicazione cinese ha salvato tutto, caro diario. Continuo a scrivere febbrile, mentre la schiena manda i suoi strilli e mi dice di mollare, venerandi, e mollami.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/mc3udwl47y</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 20:12:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Calvinismo, elezione e patologia della perfezione.</title>
      <link>https://noblogo.org/endurista/calvinismo-elezione-e-patologia-della-perfezione</link>
      <description>&lt;![CDATA[Calvinismo, elezione e patologia della perfezione.&#xA;&#xA;Ogni volta che vengo qui, spesso per lavoro, raramente per diletto, molte domande si affacciano al mio lobo frontale.&#xA;Perché questa ricerca di perfezione?&#xA;È sincera? È sana? O c&#39;è qualcosa di impalpabilmente oscuro che si cela dietro le apparenze?&#xA;Dopo qualche ragionamento, ho capito. È il calvinismo. &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Calvinismo, elezione e patologia della perfezione.</p>

<p>Ogni volta che vengo qui, spesso per lavoro, raramente per diletto, molte domande si affacciano al mio lobo frontale.
Perché questa ricerca di perfezione?
È sincera? È sana? O c&#39;è qualcosa di impalpabilmente oscuro che si cela dietro le apparenze?
Dopo qualche ragionamento, ho capito. È il calvinismo.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Endurista</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nb652rc95c</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 18:49:42 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Angelique Kidjo – Celia (2019)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/angelique-kidjo-celia-2019</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Celia è il nuovo lavoro discografico di Angélique Kidjo, l’artista che da quando se n’è andata Miriam Makeba è diventata la nuova Mama Africa. Nata e cresciuta a Ouidah, quella del “viceré” di Bruce Chatwin (da cui Herzog trasse il suo bellissimo Cobra Verde), da anni è cittadina del mondo, vivendo random tra Parigi e New York. Anche i suoi ultimi lavori discografici sono nomadi. A partire da una trilogia con cui la Kidjo ha voluto indagare le influenze della musica africana nel mondo, una ricerca fatta seguendo le orme della diaspora che ha riguardato il continente... https://artesuono.blogspot.com/2019/05/angelique-kidjo-celia-2019.html&#xA;-----------------&#xA;&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/1454514314&#xA;&#xA;------------------&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://images.squarespace-cdn.com/content/v1/63fd02e606cccd0e747fbe32/1678464514392-YGY8L9SKZARLXCHIPAE1/CELIA_ALBUM_COVER_grammy-winner.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Celia è il nuovo lavoro discografico di Angélique Kidjo, l’artista che da quando se n’è andata Miriam Makeba è diventata la nuova Mama Africa. Nata e cresciuta a Ouidah, quella del “viceré” di Bruce Chatwin (da cui Herzog trasse il suo bellissimo Cobra Verde), da anni è cittadina del mondo, vivendo random tra Parigi e New York. Anche i suoi ultimi lavori discografici sono nomadi. A partire da una trilogia con cui la Kidjo ha voluto indagare le influenze della musica africana nel mondo, una ricerca fatta seguendo le orme della diaspora che ha riguardato il continente... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2019/05/angelique-kidjo-celia-2019.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2019/05/angelique-kidjo-celia-2019.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/1454514314" rel="nofollow">https://album.link/i/1454514314</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/obrrsbx7hq</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 16:31:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Diari di una gentilezza imperfetta</title>
      <link>https://noblogo.org/giuliano1993/diari-di-una-gentilezza-imperfetta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Torno di nuovo a scrivere, con un titolo che non è arrivato con altre settimane ed altri eventi che hanno continuato ad accumularsi nel contesto pubblico. Altre violenze da parte della polizia - non serve indicare la parte del mondo, in generale sembra basti indicare uno stato a caso in questo momento - l&#39;america di Trump che prova ad imporsi, nuovi regolamenti europei approvati che legalizzano la deportazione degli esseri umani arrivati &#34;illegalmente&#34; - quando la legalità non è un&#39;opzione.&#xA;&#xA;Quello che mi rimane addosso ogni volta che mi affaccio alle notizie è un immenso senso di violenza, verso i più deboli, verso chi è diverso ( per nazionalità, religione, opinione ). È una sensazione che si attacca addosso e non se ne va, ma sembra piuttosto voler autoaccrescersi, invitare a una rabbia che sfocia anch&#39;essa in altra violenza, perché in fondo nel momento in cui tutti fanno così, esiste un altro modo di farsi sentire? Di sopravvivere in mezzo a tutta questa violenza collettiva.&#xA;&#xA;La risposta un po&#39; naive ma giusta ed anche estremamente difficile è la scelta della gentilezza. Nel mezzo di un clima pieno di odio e violenza probabilmente questa è l&#39;unica cosa che può aver senso. Ma non voglio dirla come luogo comune o come qualcosa che sia facile da portare avanti. Essere gentili non è facile; non lo è quando chiunque è diffidente, quando ci si aspetta sempre il peggio dal prossimo. Mi ci metto anche io in mezzo, con quella che è l&#39;attualità è difficile fidarsi di chi si ha a fianco, di vivere senza giudicare a prescindere. Anche qui l&#39;idea che si manda in giro è che sia facile, essere gentile con le altre persone, essere sempre accogliente e scevri da pregiudizi, non è una cosa semplice. Va desiderata, va coltivata, nella coscienza che molte volte non sarà capita come cosa, che spesso sarà fraintesa. Siamo abituati che spesso se qualcuno è immotivatamente gentile con noi è per proprio tornaconto; ragionando in questo modo viene meno naturale essere gentili col prossimo in modo del tutto spontaneo: ed anche la spontaneità è spesso bloccata sempre da abitudini sociali malsane con cui siamo cresciuti, abitudini che portano ancora a reagire davanti a cose genuinamente belle o gentili, come fossero qualcosa di cringe . &#xA;&#xA;Quanto detto finora non vogliono essere scuse, ma solo un flusso di pensieri che si snoda nel momento in cui rifletto sul bisogni di gentilezza che c&#39;è, come unico vero riparo da tutta la violenza che ci circonda. Essere gentili non è una passeggiata di piacere, non nel mondo in cui ci troviamo, è più simile a una lotta, con tutto quello che c&#39;è stato insegnato, con le immagini che ci arrivano dalla quotidianità. Richiede forza e desiderio di comportarsi in modo diverso da quanto ci si aspetta. Certo è che nel momento in cui riusciamo ad attuarla, può diventare un cuscino per noi e per chi abbiamo intorno da quello che è un mondo fin troppo spinoso. Perché prima di combattere le grandi battaglie, bisogna passare per quelle piccole, sentirci al sicuro noi e far sentire al sicuro le persone che abbiamo intorno. Avere la forza di essere gentili e di far scoprire agli altri questa stessa forza protettiva e rassicurante. Può essere un primo passo, penso. Non risolve tutta la violenza del mondo, non ne risolve affatto, ma è intanto un antidoto contro il nostro continuare questa catena da anello inconsapevole; noi scegliamo di rompere il concatenamento violento   e sostituirlo con qualcosa di più soffice.&#xA;&#xA;Dobbiamo scegliere di fare un passo indietro, scegliere anche in parte di sottrarci a tutto quello che normalizza quest&#39;aggressività, perché al di la dei fatti di cronaca, siamo circondati da media che promuovono contenuti sempre più apertamente violenti e aggressivi, in un modo che ci ha desensibilizzato a cose che solo qualche anno fa sarebbero state considerate assurde. Invece oggi oltre ai media delle notizie, anche le serie e i film mostrano contenuti estremamente violenti, e cose che all&#39;inizio ci scandalizzavano ora sono considerati la base da cui partire. Per come la vedo io la scelta sta anche nell&#39;evitare il più possibile questo tipo di messaggio, che va piano piano a scavarsi nel nostro cervello, stabilendo man mano una nuova normalità. La scelta dell&#39;individuo deve essere totale, nel momento in cui decidiamo di volerci tirar fuori da un sistema che normalizza ogni forma di violenza, dobbiamo tirarcene fuori per capire quanto sia fuori di testa.&#xA;&#xA;Io personalmente ho bisogni di tirarmene fuori, tendenzialmente già lo faccio ma ogni tanto ci ricasco, sia nei contenuti che consumo o nel farmi prendere da quella rabbia che la cronaca mi fa ribollire dentro. Però nessun percorso è totalmente dritto, si sbaglia tanto, io di errori ne faccio a valangate. Però penso che in fondo sia importante aver chiaro l&#39;obiettivo e pian piano muoversi in quella direzione. Quel che so è che voglio tirarmi fuori da questo magma rabbioso che ti entra dentro e ti fa ribollire dall&#39;interno, spero di riuscir a passare un po di gentilezza a chi mi sta intorno. Spero anche di non esser solo su questa strada.&#xA;&#xA;Ci sentiamo la prossima volta.&#xA;&#xA;G.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Torno di nuovo a scrivere, con un titolo che non è arrivato con altre settimane ed altri eventi che hanno continuato ad accumularsi nel contesto pubblico. Altre violenze da parte della polizia – non serve indicare la parte del mondo, in generale sembra basti indicare uno stato a caso in questo momento – l&#39;america di Trump che prova ad imporsi, nuovi regolamenti europei approvati che legalizzano la deportazione degli esseri umani arrivati “illegalmente” – quando la legalità non è un&#39;opzione.</p>

<p>Quello che mi rimane addosso ogni volta che mi affaccio alle notizie è un immenso senso di violenza, verso i più deboli, verso chi è diverso ( per nazionalità, religione, opinione ). È una sensazione che si attacca addosso e non se ne va, ma sembra piuttosto voler autoaccrescersi, invitare a una rabbia che sfocia anch&#39;essa in altra violenza, perché in fondo nel momento in cui tutti fanno così, esiste un altro modo di farsi sentire? Di sopravvivere in mezzo a tutta questa violenza collettiva.</p>

<p>La risposta un po&#39; naive ma giusta ed anche estremamente difficile è la scelta della gentilezza. Nel mezzo di un clima pieno di odio e violenza probabilmente questa è l&#39;unica cosa che può aver senso. Ma non voglio dirla come luogo comune o come qualcosa che sia facile da portare avanti. Essere gentili non è facile; non lo è quando chiunque è diffidente, quando ci si aspetta sempre il peggio dal prossimo. Mi ci metto anche io in mezzo, con quella che è l&#39;attualità è difficile fidarsi di chi si ha a fianco, di vivere senza giudicare a prescindere. Anche qui l&#39;idea che si manda in giro è che sia facile, essere gentile con le altre persone, essere sempre accogliente e scevri da pregiudizi, non è una cosa semplice. Va desiderata, va coltivata, nella coscienza che molte volte non sarà capita come cosa, che spesso sarà fraintesa. Siamo abituati che spesso se qualcuno è immotivatamente gentile con noi è per proprio tornaconto; ragionando in questo modo viene meno naturale essere gentili col prossimo in modo del tutto spontaneo: ed anche la spontaneità è spesso bloccata sempre da abitudini sociali malsane con cui siamo cresciuti, abitudini che portano ancora a reagire davanti a cose genuinamente belle o gentili, come fossero qualcosa di <em>cringe</em> .</p>

<p>Quanto detto finora non vogliono essere scuse, ma solo un flusso di pensieri che si snoda nel momento in cui rifletto sul bisogni di gentilezza che c&#39;è, come unico vero riparo da tutta la violenza che ci circonda. Essere gentili non è una passeggiata di piacere, non nel mondo in cui ci troviamo, è più simile a una lotta, con tutto quello che c&#39;è stato insegnato, con le immagini che ci arrivano dalla quotidianità. Richiede forza e desiderio di comportarsi in modo diverso da quanto ci si aspetta. Certo è che nel momento in cui riusciamo ad attuarla, può diventare un cuscino per noi e per chi abbiamo intorno da quello che è un mondo fin troppo spinoso. Perché prima di combattere le grandi battaglie, bisogna passare per quelle piccole, sentirci al sicuro noi e far sentire al sicuro le persone che abbiamo intorno. Avere la forza di essere gentili e di far scoprire agli altri questa stessa forza protettiva e rassicurante. Può essere un primo passo, penso. Non risolve tutta la violenza del mondo, non ne risolve affatto, ma è intanto un antidoto contro il nostro continuare questa catena da anello inconsapevole; noi <strong>scegliamo</strong> di rompere il concatenamento violento   e sostituirlo con qualcosa di più soffice.</p>

<p>Dobbiamo scegliere di fare un passo indietro, scegliere anche in parte di sottrarci a tutto quello che normalizza quest&#39;aggressività, perché al di la dei fatti di cronaca, siamo circondati da media che promuovono contenuti sempre più apertamente violenti e aggressivi, in un modo che ci ha desensibilizzato a cose che solo qualche anno fa sarebbero state considerate assurde. Invece oggi oltre ai media delle notizie, anche le serie e i film mostrano contenuti estremamente violenti, e cose che all&#39;inizio ci scandalizzavano ora sono considerati la base da cui partire. Per come la vedo io la scelta sta anche nell&#39;evitare il più possibile questo tipo di messaggio, che va piano piano a scavarsi nel nostro cervello, stabilendo man mano una nuova normalità. La scelta dell&#39;individuo deve essere totale, nel momento in cui decidiamo di volerci tirar fuori da un sistema che normalizza ogni forma di violenza, dobbiamo tirarcene fuori per capire quanto sia fuori di testa.</p>

<p>Io personalmente ho bisogni di tirarmene fuori, tendenzialmente già lo faccio ma ogni tanto ci ricasco, sia nei contenuti che consumo o nel farmi prendere da quella rabbia che la cronaca mi fa ribollire dentro. Però nessun percorso è totalmente dritto, si sbaglia tanto, io di errori ne faccio a valangate. Però penso che in fondo sia importante aver chiaro l&#39;obiettivo e pian piano muoversi in quella direzione. Quel che so è che voglio tirarmi fuori da questo magma rabbioso che ti entra dentro e ti fa ribollire dall&#39;interno, spero di riuscir a passare un po di gentilezza a chi mi sta intorno. Spero anche di non esser solo su questa strada.</p>

<p>Ci sentiamo la prossima volta.</p>

<p>G.</p>
]]></content:encoded>
      <author>giuliano1993</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6blto4epq0</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:55:52 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Pensieri e timori</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/pensieri-e-timori</link>
      <description>&lt;![CDATA[✨In questi giorni si fanno avanti ricordi, emozioni, sensazioni, sono quelle date che ti segnano, che ti lasciano profonde cicatrici, Eppure il tempo passa, lenisce il dolore, ci rende più forti, ci cuce una corazza, così spessa da fare male ...&#xA;Magari ci si isola, ci si allontana, quasi fosse un modo per espiare, per ritrovarsi, in un percorso fatto di ostacoli, di cadute, di piccole battaglie perse!&#xA;Così l&#39;amore, la determinazione e soprattutto la consapevolezza di essere in grado di affrontare e magari superare, grazie alle terapie, alla ricerca, alla presenza di parenti, amici, medici, diventano ogni giorno linfa, stimolo e forza..&#xA;Eppure basta poco per cadere, quello che sembra un banale raffreddore, diventa più problematico, perché siamo un po&#39; più fragili e anche il tempo non ci aiuta! Siamo al 4 ottobre  e fa caldo, è pur vero che sono le 13.30, c&#39;è chi sta al mare a godersi un bagno e un po&#39; di sole, io mi accontento di un dondolo e delle carezze che mi regala il vento! Ma raffreddata come sono sembro una cipolla, mi copro a strati, cercando di farmi meno male, ma il raffreddore continua, anche se è in fase di allontanamento! Quindi aerosol, i giorni prima della terapia mensile cmq mi buttano giù, ed io non posso che aspettare, andate avanti e cercare di nn farmi travolgere! 2 anni fa oggi, il mio prericovero, un mese prima la scoperta, il numero della mia stanza e tanti altri ricordi! Stamattina un po&#39; in ansia per la mia gatta, in terapia dopo un ictus, fino a ieri era più energica, stamane l&#39;ho vista un po&#39; giù, e inevitabilmente sto in ansia x lei! Un mese fa abbiamo perso Spillo, ha attraversato quel ponte dopo un mese di sofferenza e poco dopo licia ha avuto questa ricaduta, perché credo anzi son sicura, che abbia avvertito e sofferto! Così ho cercato di starle dietro, di coccolarla di più, quasi fosse tornata cucciola! Non voglio pensare al peggio, voglio essere positiva per lei, per me, il 6 ho una visita, esami e la settimana successiva la visita dei sei mesi! E quindi vorrei , nulla, che vada tutto bene, che il percorso proceda nella direzione giusta, senza ulteriori ostacoli o problemi! Ogni volta si provano le stesse ansie, timori, tutto torna a galla, tutto sembra fare male e paura, e sorgono di nuovo dubbi e timori! Così momentaneamente mi rifugio nella mia corazza, nel mio mondo, in quella mia realtà, dove pochi sono mai voluti entrare, alcuni son andati via, altri son spariti e altri hanno pure loro, problemi, realtà, croci, situazioni per cui non ci si può incontrare, confrontare o semplicemente offrire una presenza, una parola, un sorriso...&#xA;Così con il sole che mi bacia, aspetto, anzi no rientro, per non peggiorare, mi concedo come premio e un mio sostegno, un caffè, preso virtualmente con chi come me, in qsto momento ne ha bisogno!E caffè sia!✨]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>✨In questi giorni si fanno avanti ricordi, emozioni, sensazioni, sono quelle date che ti segnano, che ti lasciano profonde cicatrici, Eppure il tempo passa, lenisce il dolore, ci rende più forti, ci cuce una corazza, così spessa da fare male ...
Magari ci si isola, ci si allontana, quasi fosse un modo per espiare, per ritrovarsi, in un percorso fatto di ostacoli, di cadute, di piccole battaglie perse!
Così l&#39;amore, la determinazione e soprattutto la consapevolezza di essere in grado di affrontare e magari superare, grazie alle terapie, alla ricerca, alla presenza di parenti, amici, medici, diventano ogni giorno linfa, stimolo e forza..
Eppure basta poco per cadere, quello che sembra un banale raffreddore, diventa più problematico, perché siamo un po&#39; più fragili e anche il tempo non ci aiuta! Siamo al 4 ottobre  e fa caldo, è pur vero che sono le 13.30, c&#39;è chi sta al mare a godersi un bagno e un po&#39; di sole, io mi accontento di un dondolo e delle carezze che mi regala il vento! Ma raffreddata come sono sembro una cipolla, mi copro a strati, cercando di farmi meno male, ma il raffreddore continua, anche se è in fase di allontanamento! Quindi aerosol, i giorni prima della terapia mensile cmq mi buttano giù, ed io non posso che aspettare, andate avanti e cercare di nn farmi travolgere! 2 anni fa oggi, il mio prericovero, un mese prima la scoperta, il numero della mia stanza e tanti altri ricordi! Stamattina un po&#39; in ansia per la mia gatta, in terapia dopo un ictus, fino a ieri era più energica, stamane l&#39;ho vista un po&#39; giù, e inevitabilmente sto in ansia x lei! Un mese fa abbiamo perso Spillo, ha attraversato quel ponte dopo un mese di sofferenza e poco dopo licia ha avuto questa ricaduta, perché credo anzi son sicura, che abbia avvertito e sofferto! Così ho cercato di starle dietro, di coccolarla di più, quasi fosse tornata cucciola! Non voglio pensare al peggio, voglio essere positiva per lei, per me, il 6 ho una visita, esami e la settimana successiva la visita dei sei mesi! E quindi vorrei , nulla, che vada tutto bene, che il percorso proceda nella direzione giusta, senza ulteriori ostacoli o problemi! Ogni volta si provano le stesse ansie, timori, tutto torna a galla, tutto sembra fare male e paura, e sorgono di nuovo dubbi e timori! Così momentaneamente mi rifugio nella mia corazza, nel mio mondo, in quella mia realtà, dove pochi sono mai voluti entrare, alcuni son andati via, altri son spariti e altri hanno pure loro, problemi, realtà, croci, situazioni per cui non ci si può incontrare, confrontare o semplicemente offrire una presenza, una parola, un sorriso...
Così con il sole che mi bacia, aspetto, anzi no rientro, per non peggiorare, mi concedo come premio e un mio sostegno, un caffè, preso virtualmente con chi come me, in qsto momento ne ha bisogno!E caffè sia!✨</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sx53u4rqih</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 11:51:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Listarella n.12</title>
      <link>https://noblogo.org/nasosecco/listarella-n-12</link>
      <description>&lt;![CDATA[Preso brioches alla pasticceria in fondo alla strada. Tre in un sacchettino di plastica a 2 euro. I pasticceri sono del Sud. Chissà che ci fanno qui a faticare tra le montagne?&#xA;&#xA;Riordinato cucina e passato aspirapolvere. Ogni volta che passo mi dico: 2Sembra già molto più puloito&#34;, come se potessi vedere la polvere...&#xA;&#xA;Sono solo con i ragazzi. E&#39; come se la responsabilità e il desiderio di controllo si fossero trasferiti in me. E&#39; una bella sensazione. &#xA;&#xA;Faccio tre bucati di fila. Posso valutare la funzionalità dei fili per stendere che ho installato qualche settimana fa con tanto di tiranti. &#xA;&#xA;Sveglio i ragazzi. Oggi devono studiare.&#xA;&#xA;Preparo il pranzo. Do da mangiare alla Cocorita. Il lavoro di cura, che di solito - un po&#39; per convenienza, un po&#39; per necessità - delego in parte, oggi è al centro delle mie attività. E&#39; rilassante. Per un giorno.&#xA;&#xA;Alle 17 scatta l&#39;ora del ripasso. Oggi al menù c&#39;è la crisi della Repubblica e i tentativi di riforma dei fratelli Gracco. La storia romana è incredibilmente ricca di colpi di scena.&#xA;&#xA;Preparo la cena. Per la vegetariana seitan marinato con piselli. Buono, me lo segno, da rifare.&#xA;&#xA;Torna la mia metà. Felice e contenta. Io faccio le valige e parto. Giusto il tempo di salutarci e di darci il cambio. A lei spetta un ripasso intenso di latino.&#xA;&#xA;Alle 23.30 arrivo nel mio secondo mondo. Switch.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p>Preso brioches alla pasticceria in fondo alla strada. Tre in un sacchettino di plastica a 2 euro. I pasticceri sono del Sud. Chissà che ci fanno qui a faticare tra le montagne?</p></li>

<li><p>Riordinato cucina e passato aspirapolvere. Ogni volta che passo mi dico: 2Sembra già molto più puloito”, come se potessi vedere la polvere...</p></li>

<li><p>Sono solo con i ragazzi. E&#39; come se la responsabilità e il desiderio di controllo si fossero trasferiti in me. E&#39; una bella sensazione.</p></li>

<li><p>Faccio tre bucati di fila. Posso valutare la funzionalità dei fili per stendere che ho installato qualche settimana fa con tanto di tiranti.</p></li>

<li><p>Sveglio i ragazzi. Oggi devono studiare.</p></li>

<li><p>Preparo il pranzo. Do da mangiare alla Cocorita. Il lavoro di cura, che di solito – un po&#39; per convenienza, un po&#39; per necessità – delego in parte, oggi è al centro delle mie attività. E&#39; rilassante. Per un giorno.</p></li>

<li><p>Alle 17 scatta l&#39;ora del ripasso. Oggi al menù c&#39;è la crisi della Repubblica e i tentativi di riforma dei fratelli Gracco. La storia romana è incredibilmente ricca di colpi di scena.</p></li>

<li><p>Preparo la cena. Per la vegetariana seitan marinato con piselli. Buono, me lo segno, da rifare.</p></li>

<li><p>Torna la mia metà. Felice e contenta. Io faccio le valige e parto. Giusto il tempo di salutarci e di darci il cambio. A lei spetta un ripasso intenso di latino.</p></li>

<li><p>Alle 23.30 arrivo nel mio secondo mondo. Switch.</p></li></ul>
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      <author>nasosecco</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/1phbjg61c4</guid>
      <pubDate>Sun, 04 Oct 2026 09:37:49 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>numero #2</title>
      <link>https://noblogo.org/ruas/numero-2-qdvp</link>
      <description>&lt;![CDATA[numero #2&#xA;&#xA;LeTormenta&#xA;&#xA;LeTormenta&#xA;&#xA;I LeTormenta sono stati uno dei gruppi punk hc italiani (earth grind core!) che mi ha sempre trasmesso tanta energia, le cui parole mi hanno toccato dentro, scosso ed emozionato come pochi altri. Li ho scoperti nel 2008, leggendo una recensione dell&#39;album Resést su una fanzine Torinese, Casa Perno e Zora.&#xA;&#xA;CasaPernoEZora&#xA;Casa Perno &amp; Zora, no. 8&#xA;&#xA;All&#39;epoca, divoravo fanzine punk, leggendole dall&#39;inizio alla fine, scoprendone i dettagli nascosti, una o due a settimana. Chiedevo ai gruppi locali in tour di portarmene qualcuna dalle loro trasferte. E se non bastavano le copie fisiche in mio possesso, ne scaricavo di nuove da punk4free.org! Una vera manna dal cielo! Le fanzine diy mi sorprendevano sempre. Ogni autore dava la propria prospettiva secondo le proprie capacità narrative, artistiche o talvolta, più o meno schizofreniche.&#xA;La copertina dell&#39;album Resést mi colpì subito: un scena angosciante di un uomo intrappolato in un ingranaggio, ma per certi versi, anche piena di energia, di riscatto. La dipinsi sul retro della mia felpa. Ne ordinai una copia e l&#39;album mi piacque tantissimo. Inoltre, include quella che secondo me è la più bella cover di “Lo spirito continua” dei Negazione.&#xA;&#xA;Resést&#xA;Album EP Resést, 2007&#xA;&#xA;Sono stato a svariati concerti dei LeTormenta dal vivo nel corso degli anni, e l&#39;energia che hanno trasmesso al pubblico è sempre stata altissima. Mi ricordo in particolare di due&#xA;concerti in cui lanciarono dei nastri sul pubblico per unirci. Il pubblico ben accettò, facendosi legare ed intrecciare con la band, cantando all&#39;unisono le canzoniº&#xA;&#xA;ºA proposito dell’esperienza live, il cantante Ezio per il Kalashnikov collective ammise: “Non mi piace il palco, non mi va di “elevarmi” [...] Il contatto con le persone, spesso amici, riuscire a vedere gli occhi di chi ho di fronte, cantare assieme a loro… è semplicemente grandioso!”&#xA;&#xA;Ed Enrico aggiunse: “Vuoi mettere l&#39;emozione di stare in mezzo ai miei amici, piuttosto che su un alto e freddo piedistallo?!? Il concerto come lo intendo deve essere un momento di felicità per tutti, compreso chi suona!&#34;&#xA;&#xA;Quando recentemente ho sentito che stavano cercando coproduttori diy per l’album conclusivo, non ho potuto non contattarli per esprimere tutto il mio interesse. Ma prima dinpresentare l’album “Le Ombre più Scure”, ho voluto ripercorrere il percorso musicale di questo gruppo, attingendo dalle interviste rilasciate a varie fanzine nel corso degli anni.&#xA;&#xA;I LeTormenta si formarono nella Romagna di inizi 2000, nell’inverno a cavallo del 2002 e 2003. La primaformazione comprendeva Enrico e Momi (di Roid), Vero, Cespo, ed Ezio , col contributo successivo di Paolo bass, Steno, Davide e Matteo (di Ederalaneve).&#xA;“Cinque persone con vite talmente differenti che a volte anche il solo riuscire a provare ogni quindici giorni o prima di un concerto programmato è un mezzo miracolo! Nel tempo ci&#xA;siamo così diversificati che l&#39;amalgama che ne esce fuori quando stiamo insieme è unico, frizzante e divertente!”, riportò Enrico. Ed Ezio aggiunse: “La cosa bella è che non ci diamo mai paletti di alcun tipo e quello che ne viene fuori è quello che ascoltate. Ognuno ci mette del suo anche chi, come me, da vero punk, non ne sa niente di musica.’’&#xA;&#xA;“Il nome LeTormenta riflette semplicemente quel che vogliamo raccontare, ed è stato scelto per la sua forza e irruenza: il nome rappresenta l&#39;intento del gruppo, il voler essere prima di tutto uno spunto di riflessione, le nostre idee. Inoltre è un&#39; omaggio ad una delle forze naturali più tremende.&#34;&#xA;&#xA;L&#39;Unico elemento&#xA;&#xA;‘’L’erba che cresce, gli alberi che si espandono e si allungano, I fiori e le foglie che si colorano, arti e sensi di un pianeta vivente. La pioggia che cade, l’acqua che scorre, I fiumi e i mari che irrorano la vita, dolce sangue per essa. La brezza che spira, il vento che soffia, l’aria che si muove, inonda e avvolge ogni cosa, il polmone per la terra, il sole che scalda, abbraccia qualsiasi forma e ne permette l’esistenza. E la morte, il cuore di ovunque” -  L’unico elemento, intro, 2009&#xA;&#xA; [Enrico] “Da sempre le tematiche da cui siamo più ispirati sono quelle legate ai cicli della terra, alla natura, alla libertà, in ognuna delle sfumature possibili. La dimensione politica di ciò che cantiamo la viviamo nell&#39;unico modo possibile: in prima persona e quotidianamente. Cantando della natura l&#39;unico modo che si ha per poter descrivere certe emozioni è immergersi in essa. Non si potrà mai raccontare dei sentimenti che si provano nell&#39;essere in contatto con un albero se mai si è entrati in una foresta.&#xA;&#xA;I LeTormenta sono stati una band profondamente legata ad istanze vegan ed eco-radicali, promuovendo una moltitudine di iniziative. Ne riviviamo alcune, attraverso le interviste fatte per il Kalashnikov collective, LT e Marco Treviso HC.&#xA;&#xA;[Enrico] “La Terra è uno dei miei amori fondamentali. Non potrei esistere senza il legame che ho con lei. Vivo l&#39;essere uomo con la consapevolezza che ogni giorno faccio qualcosa che, direttamente o indirettamente, la ferisce, le procura dolore (guidare un&#39;auto, usare energia elettrica, comperare prodotti in un supermercato, ecc). Cerco di compensare il danno che procuro coltivando la terra in un certo modo, capendo quali sono i danni e gli sprechi di questa società deviata e migliorando, nel mio piccolo, il mio modo di vivere nei suoi confronti. Mi rieduco ad un tipo di vita più in sintonia con la Terra.” &#xA;“Da un po&#39; di anni abbiamo avviato la pratica Food Not Bombs, cioè il recupero del cibo di scarto e la ridistribuzione di esso, ai concerti, alle cene benefit, alle persone per strada. È una pratica che nella sua ultima evoluzione ha trovato un nome buffo e coreografico ovvero IL VASCELLO VEGANO, il cui scopo è quello di cucinare cibo (in prevalenza di recupero ma anche no), venderlo a prezzi bassi e devolvere ogni ricavato a chi al momento ha più bisogno di aiuto (in prevalenza casse di solidarietà ai detenuti).”&#xA;&#xA;[Ezio] “Ci sono tante cose che mi piacciono di F.N.B., la più profonda e toccante, per me che vivo a Forlì, è il vedere quanto cibo viene buttato ogni giorno… INPENSABILE… in questa società si può mangiare benissimo (anche biologico) senza spendere neppure 1€ … basta farsi i contatti giusti… ed ancora una volta una pratica che ci fa cambiare vita. Il NONCONSUMO, a mio avviso è la pratica più rivoluzionaria di adesso.”&#xA;&#xA;Alla base del gruppo vi è stata una grande condivisione di influenze musicali e umanistiche diverse, quali, ma non solo, gruppi come Negazione, Frammenti. Contrasto, Affranti, CGB, Hobophobic, Ludd, e generi come l’opera classica, il black  e death metal (Immortal), il cantautorato italiano (Branduardi), il progressive rock, il punk degli esordi, la musica elettronica,  il gothic, il dark, l’emo, il grind, il folk ; autori quali Orwell, Adams, Tolkien, Asimov, Evangelisti e saggistica legata al mondo rurale e contadino. &#xA;&#xA;“Tutto ciò che vediamo, leggiamo, ascoltiamo contribuisce a creare il nostro gusto, per così dire, artistico”, rispose Enrico ad Audiodrome.&#xA;&#xA;E infatti il genere musicale dei LeTormenta, è difficilmente categorizzabile: spesso descritto come earth-grind core, ha sia elementi folk, che punk hc. I testi si arricchiscono di storie, poesie, citazioni. Il risultato è un suono duro, talvolta più melodico, con parole che toccano nel profondo. Spesso si susseguono cambi di ritmo, e i pezzi più urlati si alternano a canzoni lente, espressive. In quanto ai testi, essi hanno costituito la spina dorsale della produzione musicale dei LeTormenta. Enrico per il Kalashnikov collective, alla domanda su quale messaggio accomuni tutti i testi, riferì: ”Un&#39;unica emozione: l&#39;amore. Tutto gira intorno ad esso, il gruppo, la mia vita, il mio mondo. È il cuore di LeTormenta e di ogni cosa faccio. Mi fa piacere se ad altri cuori quelle parole rendono un poco di calore. L&#39;Unico Elemento è un disco dedicato a tutti coloro che sanno cosa vuol dire provare amore mentre Resést è una conseguenza di esso. Difficile pensare alla mia esistenza senza l&#39;amore, smetterei di vivere. […] Quando cerco di raccontare qualcosa provo a trasportare le stesse emozioni che hanno invaso anche me, nel momento in cui mi sono trovato faccia a faccia con esse. Provo a fare un esempio: in Resést c&#39;è una canzone a cui sono particolarmente legato ovvero “Inverno, Storia Del Gatto e Delle Oche”. Quella canzone è il frutto di  un&#39;esperienza che mi è capitata veramente, in cui ho visto davvero i gatti le oche giocare insieme e in cui ho avuto una sorta di dialogo con un&#39;altra persona. In quel momento l&#39;atmosfera è cambiata, una sorta di magia ha permeato tutto e mi è sembrato di essere all&#39;interno di una fiaba. Ho cercato di rendere il più possibile le sensazioni che mi attraversavano, anche se devo ammettere piuttosto goffamente, rispetto al ricordo che mi è rimasto dentro. Quella canzone ha molteplici chiavi di lettura e ognuno sceglie quella che più si addice a se stesso. Mi piace lasciare varie porte aperte, di modo che il piccolo spunto che lancio possa condurre a luoghi e a riflessioni diverse. Questo è un po’ l&#39;approccio che ho quando scrivo un testo, raccontare le mie esperienze: tutto quello che mi ha segnato può lasciare qualcosa anche ad altri, quindi ci provo.’’&#xA;&#xA;Il recensore Perno per Punkadeka, il maggiore magazine punk italiano, nel 2013 assegnò 9.2 punti a “L&#39;Unico elemento”, opera prima del gruppo, riportando: “Le liriche rigorosamente in italiano spediscono il messaggio direttamente al cuore, canzoni bellissime mi sono entrate subito nella mia roccia palpitante, canzoni come “Amore nero” o “La Luna” potrebbero fare resuscitare un morto”.&#xA;&#xA;Le Urla&#xA;Sono il sangue che bagna le tue mani&#xA;Sono il dolore per cui provi piacere&#xA;Guardi nei miei occhi (colmi di terrore) e ridi&#xA;Colmi di terrore .... e ridi&#xA;Guardi nei miei occhi e ridi&#xA;Il senso di superiorita&#39; ti riempie di orgoglio&#xA;Per la continua ricerca del falso&#xA;Ma secoli di sbagli trovano l&#39;appoggio&#xA;Di chi dal falso ha creato un impero&#xA;Ed io sono l&#39;ennesima vittima sacrificale&#xA;IO ENNESIMA VITTIMA SACRIFICALE&#xA;Il mio corpo trafitto da freddo acciaio e&#39; il mio corpo&#xA;PADRONI DEL MIO CORPO&#xA;Non ho piu&#39; il controllo o forse non l&#39;ho mai avuto&#xA;In quest&#39;apice di agonia continui a ridere&#xA;ODIO VENDETTA GIUSTIZIA nella mia mente&#xA;Ma la bestia sono io e tu che rimani&#xA;In silenzio davanti a tutto questo sei complice e carnefice.&#xA;https://letormenta.bandcamp.com/track/le-urla&#xA;&#xA;Sangue che vive &#xA;Quanto tempo ancora dovro&#39; percorrere&#xA;questo sentiero non posso saperlo.&#xA;Le mete sono lontane, miraggi&#xA;in un mare denso e scuro&#xA;Sono caduto gia&#39; troppe volte&#xA;Ma sempre le vostre mani ad alzarmi&#xA;e le vostre voci a scaldare il mio cuore&#xA;[…] la vetta e&#39; li&#39;. Amici, stringetevi,&#xA;stringetemi, stringiamoci&#xA;Cosi&#39; che io possa sentirvi il respiro&#xA;La forza e il cuore, il sangue che vive&#xA;Della mia carne, dei miei fratelli&#xA;Il sentiero che ho scelto e&#39; buio, piu&#39; vado avanti piu&#39; si&#xA;fa scuro, non riesco a vedere i miei passi, non riesco&#xA;a vedere i miei occhi.&#xA;Ma stringo qualcosa nelle mani.&#xA;Forte. Vive. Stringo altre mani. Le vene si uniscono, il&#xA;sangue mi fluisce in corpo. Il vostro stesso sangue , il&#xA;nostro stesso sangue (ed e&#39; cosi&#39; dolce)&#xA;Stringo...e faccio un altro passo&#xA;https://letormenta.bandcamp.com/album/letormenta-contrasto-split-7&#xA;&#xA;Domanda bonus: Qualche consiglio ad un giovane punk?&#xA;[Enrico] ‘’Ecco una cosa che mi sento di dire ai giovani punk e hc di oggi è di non svincolare questo suono e questo mondo dal messaggio politico: sembra scontato (o per lo meno lo è per me!) ma non tutti capiscono che il punk (quello vero!) è nato prima di tutto come analisi, quindi pensiero, poi è diventato suono. Che poi negli anni quel suono sia diventato dannatamente seducente e ben fatto da surclassare la valenza politica forse è anche un po&#39; colpa nostra, dei cosi detti “vecchi”, che non hanno dato forza, o forza abbastanza, ad un veicolo di questa caratura e importanza sociale. Mi vedo da fuori e penso che se non fosse stato per il punk e per i messaggi che ad esempio i Wretched mi sputavano in faccia in quel modo così crudo e violento non sarei mia diventato ciò che sono ora. E là non si può certo parlare di tecnica compositiva o abilità musicale ma era tutta forza ideologica insita in quel caos. Quindi prima di tutto allenare la mente, dedurre, analizzare, capire. Poi si passa alla musica e al divertimento.‘’&#xA;[Ezio] ‘’I pochi consigli che mi sento di dare sono quelli di girare il più possibile e di vedere concerti, conosce i gruppi e allacciare con loro confronti, di supportarli comprando/barattando i loro dischi sostenendo così questa scena. Inoltre supportare chi ancora dà vita a fanze, come questa, cartacea, acquistandola, fotocopiandola e divulgandola in giro...’’&#xA;&#xA;“Il punk non si trova ovunque, lo si deve andare a cercare tra le righe, tra le pieghe e negli anfratti.” - Enrico&#xA;&#xA;[Enrico] ‘’Il punk hc non è un genere musicale e non è nato per divertire chi lo suona o lo ascolta: nasce da profondi disagi sociali e dal senso concreto di oppressione con cui la società moderna sta schiacciando se stessa. Il punk è un&#39;arma e una minaccia, e noi come gruppo cerchiamo di usarlo nel modo più appropriato.“ Continua Ezio: “I LeTormenta sono per me il contenitore di tutte le emozioni positive e negative, ma soprattutto delle mie azioni, l’agire come mezzo politico del fare e creare, senza delega alcuna.”&#xA;&#xA;Contatti:&#xA;https://letormenta.bandcamp.com/ &#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>numero #2</p>

<h2 id="letormenta">LeTormenta</h2>

<p><img src="https://www.wallacerecords.com/_next/image?url=https%3A%2F%2Fwallacerecords.s3.eu-west-1.amazonaws.com%2Fletormenta-1.webp&amp;w=640&amp;q=75" alt="LeTormenta"></p>

<p>I LeTormenta sono stati uno dei gruppi punk hc italiani (earth grind core!) che mi ha sempre trasmesso tanta energia, le cui parole mi hanno toccato dentro, scosso ed emozionato come pochi altri. Li ho scoperti nel 2008, leggendo una recensione dell&#39;album Resést su una fanzine Torinese, Casa Perno e Zora.</p>

<p><img src="https://www.punk4free.org/images/fanzine/casa_perno_&amp;_zora_08.jpg" alt="CasaPernoEZora">
<em>Casa Perno &amp; Zora, no. 8</em></p>

<p>All&#39;epoca, divoravo fanzine punk, leggendole dall&#39;inizio alla fine, scoprendone i dettagli nascosti, una o due a settimana. Chiedevo ai gruppi locali in tour di portarmene qualcuna dalle loro trasferte. E se non bastavano le copie fisiche in mio possesso, ne scaricavo di nuove da punk4free.org! Una vera manna dal cielo! Le fanzine diy mi sorprendevano sempre. Ogni autore dava la propria prospettiva secondo le proprie capacità narrative, artistiche o talvolta, più o meno schizofreniche.
La copertina dell&#39;album Resést mi colpì subito: un scena angosciante di un uomo intrappolato in un ingranaggio, ma per certi versi, anche piena di energia, di riscatto. La dipinsi sul retro della mia felpa. Ne ordinai una copia e l&#39;album mi piacque tantissimo. Inoltre, include quella che secondo me è la più bella cover di “Lo spirito continua” dei Negazione.</p>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a2995623434_10.jpg" alt="Resést">
<em>Album EP Resést, 2007</em></p>

<p>Sono stato a svariati concerti dei LeTormenta dal vivo nel corso degli anni, e l&#39;energia che hanno trasmesso al pubblico è sempre stata altissima. Mi ricordo in particolare di due
concerti in cui lanciarono dei nastri sul pubblico per unirci. Il pubblico ben accettò, facendosi legare ed intrecciare con la band, cantando all&#39;unisono le canzoniº</p>

<p>ºA proposito dell’esperienza live, il cantante Ezio per il Kalashnikov collective ammise: <em>“Non mi piace il palco, non mi va di “elevarmi” [...] Il contatto con le persone, spesso amici, riuscire a vedere gli occhi di chi ho di fronte, cantare assieme a loro… è semplicemente grandioso!”</em></p>

<p>Ed Enrico aggiunse: <em>“Vuoi mettere l&#39;emozione di stare in mezzo ai miei amici, piuttosto che su un alto e freddo piedistallo?!? Il concerto come lo intendo deve essere un momento di felicità per tutti, compreso chi suona!”</em></p>

<p>Quando recentemente ho sentito che stavano cercando coproduttori diy per l’album conclusivo, non ho potuto non contattarli per esprimere tutto il mio interesse. Ma prima dinpresentare l’album “Le Ombre più Scure”, ho voluto ripercorrere <strong>il percorso musicale</strong> di questo gruppo, attingendo dalle interviste rilasciate a varie fanzine nel corso degli anni.</p>

<p>I LeTormenta si formarono nella Romagna di inizi 2000, nell’inverno a cavallo del 2002 e 2003. La primaformazione comprendeva Enrico e Momi (di Roid), Vero, Cespo, ed Ezio , col contributo successivo di Paolo bass, Steno, Davide e Matteo (di Ederalaneve).
<em>“Cinque persone con vite talmente differenti che a volte anche il solo riuscire a provare ogni quindici giorni o prima di un concerto programmato è un mezzo miracolo! Nel tempo ci
siamo così diversificati che l&#39;amalgama che ne esce fuori quando stiamo insieme è unico, frizzante e divertente!”</em>, riportò Enrico. Ed Ezio aggiunse: <em>“La cosa bella è che non ci diamo mai paletti di alcun tipo e quello che ne viene fuori è quello che ascoltate. Ognuno ci mette del suo anche chi, come me, da vero punk, non ne sa niente di musica.’’</em></p>

<p><em>“Il nome LeTormenta riflette semplicemente quel che vogliamo raccontare, ed è stato scelto per la sua forza e irruenza: il nome rappresenta l&#39;intento del gruppo, il voler essere prima di tutto uno spunto di riflessione, le nostre idee. Inoltre è un&#39; omaggio ad una delle forze naturali più tremende.”</em></p>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a2344676463_10.jpg" alt="L&#39;Unico elemento"></p>

<p><strong><em>‘’L’erba che cresce, gli alberi che si espandono e si allungano, I fiori e le foglie che si colorano, arti e sensi di un pianeta vivente. La pioggia che cade, l’acqua che scorre, I fiumi e i mari che irrorano la vita, dolce sangue per essa. La brezza che spira, il vento che soffia, l’aria che si muove, inonda e avvolge ogni cosa, il polmone per la terra, il sole che scalda, abbraccia qualsiasi forma e ne permette l’esistenza. E la morte, il cuore di ovunque”</em></strong> –  <strong>L’unico elemento, intro, 2009</strong></p>

<p> [Enrico] <em>“Da sempre le tematiche da cui siamo più ispirati sono quelle legate ai cicli della terra, alla natura, alla libertà, in ognuna delle sfumature possibili. La dimensione politica di ciò che cantiamo la viviamo nell&#39;unico modo possibile: in prima persona e quotidianamente. Cantando della natura l&#39;unico modo che si ha per poter descrivere certe emozioni è immergersi in essa. Non si potrà mai raccontare dei sentimenti che si provano nell&#39;essere in contatto con un albero se mai si è entrati in una foresta.</em></p>

<p>I LeTormenta sono stati una band profondamente legata ad istanze vegan ed eco-radicali, promuovendo una moltitudine di iniziative. Ne riviviamo alcune, attraverso le interviste fatte per il Kalashnikov collective, LT e Marco Treviso HC.</p>

<p>[Enrico] <em>“La Terra è uno dei miei amori fondamentali. Non potrei esistere senza il legame che ho con lei. Vivo l&#39;essere uomo con la consapevolezza che ogni giorno faccio qualcosa che, direttamente o indirettamente, la ferisce, le procura dolore (guidare un&#39;auto, usare energia elettrica, comperare prodotti in un supermercato, ecc). Cerco di compensare il danno che procuro coltivando la terra in un certo modo, capendo quali sono i danni e gli sprechi di questa società deviata e migliorando, nel mio piccolo, il mio modo di vivere nei suoi confronti. Mi rieduco ad un tipo di vita più in sintonia con la Terra.”</em>
<em>“Da un po&#39; di anni abbiamo avviato la pratica Food Not Bombs, cioè il recupero del cibo di scarto e la ridistribuzione di esso, ai concerti, alle cene benefit, alle persone per strada. È una pratica che nella sua ultima evoluzione ha trovato un nome buffo e coreografico ovvero IL VASCELLO VEGANO, il cui scopo è quello di cucinare cibo (in prevalenza di recupero ma anche no), venderlo a prezzi bassi e devolvere ogni ricavato a chi al momento ha più bisogno di aiuto (in prevalenza casse di solidarietà ai detenuti).”</em></p>

<p>[Ezio] <em>“Ci sono tante cose che mi piacciono di F.N.B., la più profonda e toccante, per me che vivo a Forlì, è il vedere quanto cibo viene buttato ogni giorno… INPENSABILE… in questa società si può mangiare benissimo (anche biologico) senza spendere neppure 1€ … basta farsi i contatti giusti… ed ancora una volta una pratica che ci fa cambiare vita. Il NONCONSUMO, a mio avviso è la pratica più rivoluzionaria di adesso.”</em></p>

<p>Alla base del gruppo vi è stata una grande condivisione di influenze musicali e umanistiche diverse, quali, ma non solo, gruppi come Negazione, Frammenti. Contrasto, Affranti, CGB, Hobophobic, Ludd, e generi come l’opera classica, il black  e death metal (Immortal), il cantautorato italiano (Branduardi), il progressive rock, il punk degli esordi, la musica elettronica,  il gothic, il dark, l’emo, il grind, il folk ; autori quali Orwell, Adams, Tolkien, Asimov, Evangelisti e saggistica legata al mondo rurale e contadino.</p>

<p><em>“Tutto ciò che vediamo, leggiamo, ascoltiamo contribuisce a creare il nostro gusto, per così dire, artistico”</em>, rispose Enrico ad Audiodrome.</p>

<p>E infatti il genere musicale dei LeTormenta, è difficilmente categorizzabile: spesso descritto come earth-grind core, ha sia elementi folk, che punk hc. I testi si arricchiscono di storie, poesie, citazioni. Il risultato è un suono duro, talvolta più melodico, con parole che toccano nel profondo. Spesso si susseguono cambi di ritmo, e i pezzi più urlati si alternano a canzoni lente, espressive. In quanto ai testi, essi hanno costituito la spina dorsale della produzione musicale dei LeTormenta. Enrico per il Kalashnikov collective, alla domanda su quale messaggio accomuni tutti i testi, riferì: <em>”Un&#39;unica emozione: l&#39;amore. Tutto gira intorno ad esso, il gruppo, la mia vita, il mio mondo. È il cuore di LeTormenta e di ogni cosa faccio. Mi fa piacere se ad altri cuori quelle parole rendono un poco di calore. L&#39;Unico Elemento è un disco dedicato a tutti coloro che sanno cosa vuol dire provare amore mentre Resést è una conseguenza di esso. Difficile pensare alla mia esistenza senza l&#39;amore, smetterei di vivere. […] Quando cerco di raccontare qualcosa provo a trasportare le stesse emozioni che hanno invaso anche me, nel momento in cui mi sono trovato faccia a faccia con esse. Provo a fare un esempio: in Resést c&#39;è una canzone a cui sono particolarmente legato ovvero “Inverno, Storia Del Gatto e Delle Oche”. Quella canzone è il frutto di  un&#39;esperienza che mi è capitata veramente, in cui ho visto davvero i gatti le oche giocare insieme e in cui ho avuto una sorta di dialogo con un&#39;altra persona. In quel momento l&#39;atmosfera è cambiata, una sorta di magia ha permeato tutto e mi è sembrato di essere all&#39;interno di una fiaba. Ho cercato di rendere il più possibile le sensazioni che mi attraversavano, anche se devo ammettere piuttosto goffamente, rispetto al ricordo che mi è rimasto dentro. Quella canzone ha molteplici chiavi di lettura e ognuno sceglie quella che più si addice a se stesso. Mi piace lasciare varie porte aperte, di modo che il piccolo spunto che lancio possa condurre a luoghi e a riflessioni diverse. Questo è un po’ l&#39;approccio che ho quando scrivo un testo, raccontare le mie esperienze: tutto quello che mi ha segnato può lasciare qualcosa anche ad altri, quindi ci provo.’’</em></p>

<p>Il recensore Perno per Punkadeka, il maggiore magazine punk italiano, nel 2013 assegnò 9.2 punti a “L&#39;Unico elemento”, opera prima del gruppo, riportando: <em>“Le liriche rigorosamente in italiano spediscono il messaggio direttamente al cuore, canzoni bellissime mi sono entrate subito nella mia roccia palpitante, canzoni come “Amore nero” o “La Luna” potrebbero fare resuscitare un morto”.</em></p>

<p><strong><em>Le Urla</em></strong>
<em>Sono il sangue che bagna le tue mani
Sono il dolore per cui provi piacere
Guardi nei miei occhi (colmi di terrore) e ridi
Colmi di terrore .... e ridi
Guardi nei miei occhi e ridi
Il senso di superiorita&#39; ti riempie di orgoglio
Per la continua ricerca del falso
Ma secoli di sbagli trovano l&#39;appoggio
Di chi dal falso ha creato un impero
Ed io sono l&#39;ennesima vittima sacrificale
IO ENNESIMA VITTIMA SACRIFICALE
Il mio corpo trafitto da freddo acciaio e&#39; il mio corpo
PADRONI DEL MIO CORPO
Non ho piu&#39; il controllo o forse non l&#39;ho mai avuto
In quest&#39;apice di agonia continui a ridere
ODIO VENDETTA GIUSTIZIA nella mia mente
Ma la bestia sono io e tu che rimani
In silenzio davanti a tutto questo sei complice e carnefice.</em>
<a href="https://letormenta.bandcamp.com/track/le-urla" rel="nofollow">https://letormenta.bandcamp.com/track/le-urla</a></p>

<p><strong><em>Sangue che vive</em></strong>
<em>Quanto tempo ancora dovro&#39; percorrere
questo sentiero non posso saperlo.
Le mete sono lontane, miraggi
in un mare denso e scuro
Sono caduto gia&#39; troppe volte
Ma sempre le vostre mani ad alzarmi
e le vostre voci a scaldare il mio cuore
[…] la vetta e&#39; li&#39;. Amici, stringetevi,
stringetemi, stringiamoci
Cosi&#39; che io possa sentirvi il respiro
La forza e il cuore, il sangue che vive
Della mia carne, dei miei fratelli
Il sentiero che ho scelto e&#39; buio, piu&#39; vado avanti piu&#39; si
fa scuro, non riesco a vedere i miei passi, non riesco
a vedere i miei occhi.
Ma stringo qualcosa nelle mani.
Forte. Vive. Stringo altre mani. Le vene si uniscono, il
sangue mi fluisce in corpo. Il vostro stesso sangue , il
nostro stesso sangue (ed e&#39; cosi&#39; dolce)
Stringo...e faccio un altro passo</em>
<a href="https://letormenta.bandcamp.com/album/letormenta-contrasto-split-7" rel="nofollow">https://letormenta.bandcamp.com/album/letormenta-contrasto-split-7</a></p>

<p><strong>Domanda bonus: Qualche consiglio ad un giovane punk?</strong>
[Enrico] <em>‘’Ecco una cosa che mi sento di dire ai giovani punk e hc di oggi è di non svincolare questo suono e questo mondo dal messaggio politico: sembra scontato (o per lo meno lo è per me!) ma non tutti capiscono che il punk (quello vero!) è nato prima di tutto come analisi, quindi pensiero, poi è diventato suono. Che poi negli anni quel suono sia diventato dannatamente seducente e ben fatto da surclassare la valenza politica forse è anche un po&#39; colpa nostra, dei cosi detti “vecchi”, che non hanno dato forza, o forza abbastanza, ad un veicolo di questa caratura e importanza sociale. Mi vedo da fuori e penso che se non fosse stato per il punk e per i messaggi che ad esempio i Wretched mi sputavano in faccia in quel modo così crudo e violento non sarei mia diventato ciò che sono ora. E là non si può certo parlare di tecnica compositiva o abilità musicale ma era tutta forza ideologica insita in quel caos. Quindi prima di tutto allenare la mente, dedurre, analizzare, capire. Poi si passa alla musica e al divertimento.‘’</em>
[Ezio] <em>‘’I pochi consigli che mi sento di dare sono quelli di girare il più possibile e di vedere concerti, conosce i gruppi e allacciare con loro confronti, di supportarli comprando/barattando i loro dischi sostenendo così questa scena. Inoltre supportare chi ancora dà vita a fanze, come questa, cartacea, acquistandola, fotocopiandola e divulgandola in giro...’’</em></p>

<p><strong><em>“Il punk non si trova ovunque, lo si deve andare a cercare tra le righe, tra le pieghe e negli anfratti.”</em></strong> – <em>Enrico</em></p>

<p>[Enrico] <em>‘’Il punk hc non è un genere musicale e non è nato per divertire chi lo suona o lo ascolta: nasce da profondi disagi sociali e dal senso concreto di oppressione con cui la società moderna sta schiacciando se stessa. Il punk è un&#39;arma e una minaccia, e noi come gruppo cerchiamo di usarlo nel modo più appropriato.“</em> Continua Ezio: <em>“I LeTormenta sono per me il contenitore di tutte le emozioni positive e negative, ma soprattutto delle mie azioni, l’agire come mezzo politico del fare e creare, senza delega alcuna.”</em></p>

<p>Contatti:
<a href="https://letormenta.bandcamp.com/" rel="nofollow">https://letormenta.bandcamp.com/</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Ruas MI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fh4m1ifwf7</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 22:10:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>numero #2</title>
      <link>https://noblogo.org/ruas/numero-2-r3dr</link>
      <description>&lt;![CDATA[numero #2&#xA;Le Ombre più Buie, LP, 2025&#xA;&#xA;Le Ombre più buie&#xA;&#xA;Le Ombre più buie è il disco conclusivo dei LeTormenta. Un cammino ventennale che ha scosso ed emozionato migliaia di anime e cuori.&#xA;Quest’album di sette tracce racchiude tutta l’essenza del gruppo, con maturato e rinnovato vigore. Quelle forze naturali introdotte in L’Unico Elemento, sono ora inarrestabili e il loro impeto è un potente fil rouge lirico che attraversa tutto l’album.&#xA;Il disco inizia con grande energia con la prima canzone “L’amore per sempre perduto”, a cui segue un climax crescente con “Il grande fuoco” incalzato dai cori ai ritornelli con grande impatto emotivo.&#xA;“Sglaili”, terza traccia dell’album, è liberamente ispirata a La Collina Dei Conigli di Richard Adams. E’ un brano musicale molto ricco, intenso, in cui parti melodiche, arpeggi di chitarra,&#xA;cori e humming arricchiscono la traccia punk hc, supportando la voce narrante.&#xA;Poi “Sbarre”, tratta da una poesia di Carmelo Musumeci, entrato in carcere nel 1991 e condannato all’ergastolo ostativo.&#xA;Inizialmente veloce e aggressiva, poi più lenta e melodica durante una riflessione alla non-vita degli ergastolani, ritorna poi a un crescendo emotivo e sonoro quando Ezio interpreta una lettera scritta da Carmelo nel carcere di Spoleto a maggio 2020.&#xA;Seguono “Nelle tue ombre” e il “Sogno del lupo”. Quest’ultima canzone, si muove fra storia e metafora, sogno e realtà, evocando emozioni oscure e notturne, di rifugio e guarigione, luminose e relazionali; il tutto racchiuso da una ricca ambientazione sonora, impreziosita anche dall’uso finale delle tastiere.&#xA;Conclude “Un altro inverno”, cover dei Frammenti. Nella scelta delle parole e delle immagini, il brano suona come un addio silenzioso e necessario: la fine di un ciclo vissuto fino in fondo, un inverno che passa lasciando dietro di sé rami spogli ma una linfa ancora viva, sospesa tra stanchezza e resistenza.&#xA;&#xA;https://youtu.be/NVYKg5WuWPY?si=UloDteUYqQxvswrR&#xA;&#xA;https://letormenta.bandcamp.com/album/le-ombre-pi-buie-lp&#xA;To get a copy: ruasmi@tutamail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>numero #2</p>

<h2 id="le-ombre-più-buie-lp-2025">Le Ombre più Buie, LP, 2025</h2>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a3569641783_10.jpg" alt="Le Ombre più buie"></p>

<p>Le Ombre più buie è il disco conclusivo dei LeTormenta. Un cammino ventennale che ha scosso ed emozionato migliaia di anime e cuori.
Quest’album di sette tracce racchiude tutta l’essenza del gruppo, con maturato e rinnovato vigore. Quelle forze naturali introdotte in L’Unico Elemento, sono ora inarrestabili e il loro impeto è un potente fil rouge lirico che attraversa tutto l’album.
Il disco inizia con grande energia con la prima canzone “L’amore per sempre perduto”, a cui segue un climax crescente con “Il grande fuoco” incalzato dai cori ai ritornelli con grande impatto emotivo.
“Sglaili”, terza traccia dell’album, è liberamente ispirata a La Collina Dei Conigli di Richard Adams. E’ un brano musicale molto ricco, intenso, in cui parti melodiche, arpeggi di chitarra,
cori e humming arricchiscono la traccia punk hc, supportando la voce narrante.
Poi “Sbarre”, tratta da una poesia di Carmelo Musumeci, entrato in carcere nel 1991 e condannato all’ergastolo ostativo.
Inizialmente veloce e aggressiva, poi più lenta e melodica durante una riflessione alla non-vita degli ergastolani, ritorna poi a un crescendo emotivo e sonoro quando Ezio interpreta una lettera scritta da Carmelo nel carcere di Spoleto a maggio 2020.
Seguono “Nelle tue ombre” e il “Sogno del lupo”. Quest’ultima canzone, si muove fra storia e metafora, sogno e realtà, evocando emozioni oscure e notturne, di rifugio e guarigione, luminose e relazionali; il tutto racchiuso da una ricca ambientazione sonora, impreziosita anche dall’uso finale delle tastiere.
Conclude “Un altro inverno”, cover dei Frammenti. Nella scelta delle parole e delle immagini, il brano suona come un addio silenzioso e necessario: la fine di un ciclo vissuto fino in fondo, un inverno che passa lasciando dietro di sé rami spogli ma una linfa ancora viva, sospesa tra stanchezza e resistenza.</p>

<p><a href="https://youtu.be/NVYKg5WuWPY?si=UloDteUYqQxvswrR" rel="nofollow">https://youtu.be/NVYKg5WuWPY?si=UloDteUYqQxvswrR</a></p>

<p><a href="https://letormenta.bandcamp.com/album/le-ombre-pi-buie-lp" rel="nofollow">https://letormenta.bandcamp.com/album/le-ombre-pi-buie-lp</a>
To get a copy: ruasmi@tutamail.com</p>
]]></content:encoded>
      <author>Ruas MI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/pwpv66b9h5</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 22:05:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>numero #1</title>
      <link>https://noblogo.org/ruas/numero-1-gr6j</link>
      <description>&lt;![CDATA[numero #1&#xA;&#xA;Alessandro Ducoli&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;Tre persone, due cani, un pianoforte e una tranquilla sera d’agosto. Ormai erano mesi che passavo le giornate tra il collezionare insetti in campo e lo studiare in laboratorio le reazioni di piante infestate, per scoprire nuovi dettagli sul linguaggio delle piante.&#xA;Poi arrivava il weekend ed il più delle volte non era altro che un’occasione per anticipare il lavoro della settimana dopo… ma adesso erano tre settimane di fila con questo ritmo. Presi il telefono, un giro di messaggi per comprendere che quella sera non ci sarebbe stato proprio nessuno disposto a uscire… poco male. &#xA;Restare a casa era fuori discussione. Raccolsi la giacca, un paio di copie di menti inquinate [quel dannato giornaletto faidate contenente interviste a gruppi che non avete mai sentito e che non sareste mai andati a cercarvi altrimenti e probabilmente dubitavate molto della loro esistenza, che è sempre un piacere propinare in giro] e mi diressi verso la bookique.&#xA;Avevo infatti sentito che doveva suonare un tipo strano, un minuto di youtube prima di lasciare casa e mi aveva già conquistato!&#xA;100 km più sud una macchina sfrecciava veloce nella notte.&#xA;La bookique è un locale dove si fa musica. E questa breve descrizione dovrebbe bastare considerando la realtà della ridente cittadina che va a dormire presto. Ci sono anche un&#xA;sacco di persone… di solito. Quella sera non c’erano che due baristi, due passanti e me. La locandina diceva chiaramente inizio concerto alle 21… erano le 21.45 e nessun’altro. Sfodero&#xA;le menti inquinate e ho subito l’attenzione dei due baristi (il 50% del pubblico precisamente)… ben presto scopro che uno di loro aveva partecipato ad Eco Art!&#xA;Avete presente il festival annuale in Val di Non sul lago di Santa Giustina “rumori dal lago”? Bene, è su quelle sponde che il popolo di Eco Art ha vissuto in armonia con la natura per diversi anni. Ora rimangono solo poche tracce di quello che sono stati, ma venti anni fa sareste potuti rimanere ammaliati dalle loro creazioni. Attraversare quella parte di bosco dove si radunavano era un po’ come entrare in un mondo fatato.&#xA;&#xA;Infatti avevano fatto numerose costruzioni usando arbusti e sassi trovati sul posto, avevano fatto il loro anfiteatro e fili scendevano dagli alberi riportanti delle poesie. Si erano anche costruiti una zattera per poter girare il lago e ripulirlo dai cadaveri galleggianti di bottiglie di platica e altri imballaggi.&#xA;Pian piano inizia ad esserci più gente, due cani, un pianoforte, due sagome all’orizzonte … finalmente si inizia.&#xA;Al centro della piazzetta di fronte al locale hanno preso posizione Alessandro Ducoli ed il suo staff: un pianista (Valerio Gaffurini) e due cagnolini, che rapisco subito l’attenzione dei bambini presenti (… i cagnolini!) Il concerto, o meglio, lo spettacolo, è un continuo alternarsi di aneddoti e canzoni che spaziano armonicamente fra il folk, il blues, il jazz ad il rock.&#xA;Le canzoni raccontano storie, interpretano poesie, parlano d’amore e di viaggi, di solitudine e di gioia.&#xA;Continui sono i rimandi alla natura selvaggia, ai suoi abitanti e alla loro esaltazione… impossibile non cogliere l’occasione di conoscere più da vicino il protagonista della serata!&#xA;&#xA;Mi ritrovo quindi al bancone a sorseggiare birra con lui, il Ducoli, e scopro che anche lui è passato per le fanzine faidate, stampando appassionate storie, su supporti cartacei, destinati all’usura per arrivare pressoché illeggibili all’utente finale. La fanzine si chiamava Pecora nera ed era dedicata alle band folk inglesi, che non troverete citato all’interno della sua vastissima bibliografia di racconti ed album musicali e tantomeno nelle recensioni ed interviste del circuito indipendente.&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;A fine del tuo concerto a Trento mi raccontavi che la domanda che viene fatta nelle interviste e la consecutiva risposta che più odi è quella riguardante il panorama musicale italiano ed alla sua precarietà. Mi dicevi infatti che molti professionisti della musica puntano il dito contro la mancanza di spazi, ai giovani d’oggi.  Ma il punto secondo te è che qualcuno innanzitutto ha creato i gusti di questi giovani d’oggi e che è vero che ci sono pochi spazi, ma gli spazi si conquistano e si creano se segui l’estro dentro di te, il fuoco e conosci il tuo passato. Che non vuol dire che bisogna copiare gli schemi di quelli che son riconosciuti i divi della musica nell’estetica e nel contenuto, ma saper cogliere il loro genio e costruire qualcosa di nuovo, senza aver paura di mostrare qual è la propria formazione.&#xA;La musica è in continua evoluzione, anche quando sembra involversi. Questo dovrebbe essere un assunto che consente a chiunque di sperimentare nuove cose, nuovi suoni, nuovi ritmi e nuovi slogan. Il problema vero arriva quando subentra il concetto reale che sta dentro a quello di evoluzione: sopravvive il più adatto. È questo che, nella musica, abbiamo travisato oggi: si ritiene che sia più adatta la merda, trascurando il semplice fatto che la musica, volenti o nolenti, è una forma di espressione tra le più assolute e pertanto comunque sacra (non nel senso teologico del termine). Se chiunque vuole dirci che è bello essere una merda deve metterci il pensiero, e che sia forte, innovativo, in grado di sostenere con forza il solo semplice fatto di essere una merda… altrimenti non si è altro che un povero stronzo, l’ennesimo. Certo è naturale una certa tendenza nel “derivare” modelli che sono andati bene a qualcuno. È successo con tutti: con Hank, con Elvis, poi Chuck Berry, poi sono arrivati i Beatles e poi giù di beat, e poi via dicendo passando per il punk, per l’hard rock, per The Cure, Marley, per i Duran Duran, fino al grunge e a tutto il resto di cui oggi ho perso il filo. Ogni forma artisticamente perfetta, viene da sempre emulata fino all’esasperazione. Ma non sarebbe nemmeno un problema: il problema vero è oggi se ne abusa oltre ogni limite, fino a massacrare i coglioni di tutti con il concetto di “squadra vincente”… la si copia, la si munge, la si spreme, fino a quando può dare qualcosa… anche senza essere Elvis è bello essere come lui. Questo in genere accade soprattutto in Italia, nella musica oltre confine si riesce sempre a cogliere un certo amore per i grandi maestri. In Italia non riesco ancora a cogliere fino in fondo questo fatto… ci stiamo fracassando le ossa di taranta, de denadreismi, ci stiamo stanno fracassando i coglioni con tutti questi indie obiettivamente orribili (oggi una band indie la si intuisce già dal nome…). Prima c’erano i cantautori, poi i melodici, poi quelli del Vasco style, poi quelli della dance e via dicendo. Tutti a copiare e ripetere, sempre più male, sempre peggio. Sembriamo insetti. Tutti a parlare d’amore e tutti con facce che non sembrano aver nulla a che fare con l’amore. Tutti a parlare di rivoluzione… la stessa cosa. Tutti a parlare di noia… peggio, stanno sdoganando in merda anche quella. La musica è intrattenimento prima di ogni altra cosa. Anche prima del valore artistico, che dovrebbe essere comunque una condizione necessaria. Si suona per far muovere i culi e i cuori. Questo è quello che si deve fare. Quello che vedo oggi è soprattutto gente che suona e scrive per farsi adulare. Il concetto canzone viene sempre per ultimo, come se Mozart o Verdi non avessero avuto a cuore il cuore del pubblico…&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;La tua bibliografia e discografia si compone di svariate decine di album e libri, dove trovi la voglia di alimentare questo immenso estro creativo?&#xA;Dalle cicatrici. Dall’abuso quotidiano dell’esercizio più logorante che possiamo fare: scopare, bere, mangiare, cagare, pregare, insultare, bestemmiare, sputare, respirare… Queste robette qui. Se fai tutto senza badare alle cicatrici, il gioco è fatto. &#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;Ducoli e il mondo naturale, selvaggio. Perché è così importante per te il rapporto con la natura e la foresta, i cui elementi si percepiscono in molte delle tue canzoni?&#xA;Io ho scelto di fare il funzionario pubblico in ambito forestale (non Guardia Forestale! Ma Dottore Forestale!), perché ho sempre creduto nel valore collettivo che sta dentro alle foreste. Era già stato scritto a caratteri cubitali da Carletto Magno nel prezioso Capitulare de villis, e poi sancito più volte nei successivi provvedimenti legislativi fino ad oggi. Il problema è che ho scelto Regione Lombardia che non sta dando un grande esempio di “valore collettivo”, ma questi sono problemi miei… Se ho scelto questo significa che mi va bene così, anche solo per il fatto che ogni volta mi piace impazzire per rimettere le cose a posto (fin dove riesco). La questione forestale penso che arrivi in primis da una laurea in Scienze Forestali, ma anche dai miei autori preferiti: da Mark Twain e H.D. Thoureau (l’Anarchico), fino a Jack London. La foresta è un organismo vivo. Come ogni altro ecosistema, tende naturalmente a un proprio equilibrio… Si dice Capacità di omeostasi e descrive l’innata e straordinaria attitudine di questi “spazi” a riguadagnare il proprio equilibrio anche di fronte ad eventi esterni estremamente negativi. In un certo senso è come se alberi, funghi, muschi, felci, licheni e animali, fossero esseri umani in fase di convivenza obbligata (quando si osserva la straordinaria bellezza di una foresta vergine, non bisogna mai trascurare che la realtà dei fatti è un continuo combattersi, allearsi, mangiarsi, rubarsi lo spazio, la luce, l’acqua e l’aria; a tutt gli effetti, il concetto di biodiversità naturale, non è tanto diverso da quello di biodiversità umana… ma se vuoi è più facile citare il mondo è bello perché è vario); calamità naturali, incendi, disboscamento, ignoranza, bracconaggio, olio di palma e pesca dei delfini, sono gli tutti eventi esterni negativi… Io studio il limite oltre cui non si può andare e credo che, per forza di cose, sia diventata una deformazione professionale anche in tutto il resto che faccio. Rimane il fatto che il mio contributo alla gestione forestale terminerà allo scadere dei miei 50 anni (per come la vedo io: allo scadere del mio secondo turno di curazione forestale), perché vorrei passare il testimone a gente giovane e più propensa ad aggiornarsi rispetto a me… poi farò il cantautore vero.&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;I rimandi sono molteplici mi viene in mente Brumantica, lettera, tutta colpa sua, Rattus, in Sandropiteco e molte altre. A volte sembra un richiamo all&#39;umiltà nei confronti del rispetto della natura, rispetto per i suoi meccanismi, ma anche un richiamo per l&#39;uomo animale di essere parte consapevole di un ecosistema, che scandisce i ritmi uguali per tutti (anche nell&#39;amore).&#xA;L’abbiamo definita deformazione professionale… Non c’è solo “rispetto della natura” nelle mie canzoni, c’è anche molta della mia naturale, puerile, incontrollata, ossessiva, autodistruttiva, presunzione… Tutta comunque mossa all’interno di un teatrino funzionale all’elevazione (sia nel senso sessuale, ma anche in quello naturale: abete … abeo-ire, andare verso l’alto… qualcosa di simile…), sempre attuata con profonda scemenza, ma in una visione Ducolicentrica del mio agire. È qui che si torna al concetto di cicatrici di cui parlavamo prima: puoi anche essere presuntuoso nel tuo agire, ma solo quando sei mosso da onesto e dolce esercizio delle cose sei giustificabile anche se non sei altro che un povero pirla (inelevato, riabbassato…).&#xA;&#xA;Per quanto riguarda i libri, raccontaci qualcosa su qualche storia, qualche consiglio per la lettura!&#xA;I libri sono segreti. Consiglio la lettura di Star Rover… come sempre.&#xA;&#xA;Ducoli&#xA;&#xA;Discografia essenziale&#xA;ADORABILI CANNIBALI (2023)&#xA;IL COTONE (2022)&#xA;20 KM DI PAURA (2019; PLK)&#xA;DIAVOLI E CONTRARI (2018)&#xA;GUFI, ALLOCCHI, BARBAGIANNE E ALTRE&#xA;GIOVANI STREGHE (2015)&#xA;DIVANOMACHIA (2015)&#xA;IO CHE SONO SOLAMENTE UN SERVITORE&#xA;(2014)&#xA;SANDROPITECO I-II (2013)&#xA;TRALLALLEROTRALLALLA’ (2013; Artemisia&#xA;absinthium, Piccoli Animaletti)&#xA;BRUMANTICA (2011; De luxe edition)&#xA;PICCOLI ANIMALETTI (2010)&#xA;LURIDO LIVE! (Mammut Festival; 2009)&#xA;QUANDO SI TAGLIAVA LA CODA AI CANI&#xA;(2008; Ristampa)&#xA;ARTEMISIA ABSINTHIUM (2008)&#xA;LOLITA&#39;S MALTS (2007)&#xA;BRUMANTICA (2006)&#xA;TAVERNE, STAMBERGHE, CAVERNE (2003; La&#xA;Banda del Ducoli)&#xA;ANCHE IO NON POSSO ENTARE (200)&#xA;MALASPINA (1999)&#xA;LOLITA (1997)&#xA;SOPRA I MURI DI QUESTA CITTÀ (1995;&#xA;demotape)&#xA;ROSSO (1994; demotape)&#xA;BACCO IL MATTO&#xA;CERCATORI D&#39;ORO (2000; Bacco il Matto)&#xA;SAN MARCO (1999; Bacco il Matto)&#xA;CLETUS COBB&#xA;I NEVER SHOT AN INDIE (2013; Lupita’s&#xA;Project)&#xA;I NEVER SHOT AN INDIAN (2013; Spanish&#xA;Jonny, The Other Apostles)&#xA;I LEAVE MY PLACE TO THE BITCHES (2009;&#xA;The Other Apostles)&#xA;EASYLOVE (2008; The Other Apostles)&#xA;JOKERJOHNNY II (2007; Spanish Johnny)&#xA;JOKERJOHNNY I (2006; Spanish Johnny)&#xA;TONIGHT&#39;S THE DAY (2004; My Uncle the&#xA;Dog)&#xA;&#xA;Album scelti:&#xA;Brumantica&#xA;Brumantica è un album delicato, lento, carico. Alla sua composizione hanno partecipato volti noti del panorama jazz italiano. Le tematiche sono imperniate sul binomio atroce presenza/mancanza nell’amore per qualcosa, di qualcuno, di qualcosa. I testi, a primo ascolto talvolta enigmatici, vengono spiegati nel booklet attraverso altrettante enigmatiche poesie, che ti avvolgono e ti rendono partecipe e ti aprono la strada a numerose altre interpretazioni e divagazioni, d&#39;altronde, come scritto in calce “Brumatica è l’arte di conoscere i meccanismi della nebbia che passeggia sul bordo del fiume. Quellafoschia leggera che spesso ti confonde la traccia del sentiero.” Chiude la prima parte dell’album la cover in chiave jazz di La Canzone Marinella di De André, seguita da ben dieci bonus track.&#xA;&#xA;https://youtu.be/Qvl94oDqLKs?si=izWeQzsF37AVoq9V&#xA;&#xA;[..]Un pezzo di luna sopravvive alle luci di&#xA;questi lampioni&#xA;Attraversa le prime foglie dei tigli e colora le&#xA;pozze di pioggia rimaste appoggiate su&#xA;questo sentiero&#xA;Ricalcate su questo selciato di pietra di cava&#xA;appena rubata dal fondo del fiume.&#xA;Nidi di ragno, di merlo, di corvo, rifugi di&#xA;gufo e di sorcio&#xA;Scorci di luce riflessi nell&#39;acqua di stagno che&#xA;usano i miei topiragno&#xA;Le acque che abitano tutte le altre famiglie&#xA;accertate di questo immenso universo,&#xA;diverso.&#xA;&#xA;Lupita’s Project .Never.Shot.An.Indie (2008-2013)&#xA;Due album in uno, dal rock e pop-rock di Sex Me, con richiami synth ai Deep Purple come in Lady Mud, alle storie rock’n’roll di I.Leave.My.Place.To.The.Bitches. Lasciatevi trovolgere dal ritmo r’n’roll fresco e sprezzante!&#xA;&#xA;Trallalerotrallalà (Deluxe Ed. 2013)&#xA;Trallalerotrallallà è un delizioso album di filastrocche, gli stili musicali variano dalla musica leggera, al pop al rock. Come in molti altri album le collaborazioni musicali sono molteplici, coinvolgendo qui anche un coro di voci bianche, che interpretano Rattus, canzone dedicato alla forze distruttrici della natura.&#xA;&#xA;Vorrei ricordare ai lettori che anche Alessandro Ducoli ha pubblicato oltre 27 libri con decine di racconti, purtroppo solo in italiano. http://www.ducoli.eu/books.htm&#xA;&#xA;Carne e Ossa (Ed. Latakia, 2020)&#xA;Un testo breve che si sviluppa in tre parti, iniziando fra ragionamenti, dialoghi e considerazioni per poi addentrarsi in un mondo distopico sospeso fra realtà e incubo e terminare in un garage dove sembra essere passato un Platone sbronzo in fuga dalla caverna. Diretto, arrabbiato, irriverente e spietato come non mai, Alessandro Ducoli si fotografa e ci fotografa esponendo i suoi scatti senza ritocchi né filtri, mostrando ogni soggetto per ciò che è. In carne e Ossa.&#xA;&#xA;Io ho letto “Il naufragar m’è dolce…” e l’ho trovato strepitoso e molto diretto. Alcune storie mi hanno fatto ridere,altre sorriddere, e altre le ho trovate semplicemente avvincenti.&#xA;Il libro include: Vacanze italiane (2011), Lo sbarco in Lombardia (2013), Whisky Tales (2008-2010): Quindici brevi racconti. Spassosissime storielline per chi lo whisky può apprezzarlo anche come semplice fonte di pensiero. Storie da degustare! Consigliato anche agli astemi; The Whiskiller (2010), Degeneration Beat - Tropico Boreale (2004-2005);&#xA;Dopotutto si muore (2012), bonus cd «Diavoli e Contrari»&#xA;&#xA;Contatti:&#xA;http://www.ducoli.eu/ &#xA;https://open.spotify.com/intl-it/artist/0wAcsF2lsHxGlcNykcZDrY&#xA;ducoli.71@gmail.com&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>numero #1</p>

<h2 id="alessandro-ducoli">Alessandro Ducoli</h2>

<p><img src="http://www.ducoli.eu/default_file/image210.jpg" alt="Ducoli"></p>

<p><img src="https://rayuelaedizioni.it/cdn/shop/collections/ducoli.jpg?v=1724085741" alt="Ducoli"></p>

<p>Tre persone, due cani, un pianoforte e una tranquilla sera d’agosto. Ormai erano mesi che passavo le giornate tra il collezionare insetti in campo e lo studiare in laboratorio le reazioni di piante infestate, per scoprire nuovi dettagli sul linguaggio delle piante.
Poi arrivava il weekend ed il più delle volte non era altro che un’occasione per anticipare il lavoro della settimana dopo… ma adesso erano tre settimane di fila con questo ritmo. Presi il telefono, un giro di messaggi per comprendere che quella sera non ci sarebbe stato proprio nessuno disposto a uscire… poco male.
Restare a casa era fuori discussione. Raccolsi la giacca, un paio di copie di menti inquinate [quel dannato giornaletto faidate contenente interviste a gruppi che non avete mai sentito e che non sareste mai andati a cercarvi altrimenti e probabilmente dubitavate molto della loro esistenza, che è sempre un piacere propinare in giro] e mi diressi verso la bookique.
Avevo infatti sentito che doveva suonare un tipo strano, un minuto di youtube prima di lasciare casa e mi aveva già conquistato!
100 km più sud una macchina sfrecciava veloce nella notte.
La bookique è un locale dove si fa musica. E questa breve descrizione dovrebbe bastare considerando la realtà della ridente cittadina che va a dormire presto. Ci sono anche un
sacco di persone… di solito. Quella sera non c’erano che due baristi, due passanti e me. La locandina diceva chiaramente inizio concerto alle 21… erano le 21.45 e nessun’altro. Sfodero
le menti inquinate e ho subito l’attenzione dei due baristi (il 50% del pubblico precisamente)… ben presto scopro che uno di loro aveva partecipato ad Eco Art!
Avete presente il festival annuale in Val di Non sul lago di Santa Giustina “rumori dal lago”? Bene, è su quelle sponde che il popolo di Eco Art ha vissuto in armonia con la natura per diversi anni. Ora rimangono solo poche tracce di quello che sono stati, ma venti anni fa sareste potuti rimanere ammaliati dalle loro creazioni. Attraversare quella parte di bosco dove si radunavano era un po’ come entrare in un mondo fatato.</p>

<p>Infatti avevano fatto numerose costruzioni usando arbusti e sassi trovati sul posto, avevano fatto il loro anfiteatro e fili scendevano dagli alberi riportanti delle poesie. Si erano anche costruiti una zattera per poter girare il lago e ripulirlo dai cadaveri galleggianti di bottiglie di platica e altri imballaggi.
Pian piano inizia ad esserci più gente, due cani, un pianoforte, due sagome all’orizzonte … finalmente si inizia.
Al centro della piazzetta di fronte al locale hanno preso posizione Alessandro Ducoli ed il suo staff: un pianista (Valerio Gaffurini) e due cagnolini, che rapisco subito l’attenzione dei bambini presenti (… i cagnolini!) Il concerto, o meglio, lo spettacolo, è un continuo alternarsi di aneddoti e canzoni che spaziano armonicamente fra il folk, il blues, il jazz ad il rock.
Le canzoni raccontano storie, interpretano poesie, parlano d’amore e di viaggi, di solitudine e di gioia.
Continui sono i rimandi alla natura selvaggia, ai suoi abitanti e alla loro esaltazione… impossibile non cogliere l’occasione di conoscere più da vicino il protagonista della serata!</p>

<p>Mi ritrovo quindi al bancone a sorseggiare birra con lui, il Ducoli, e scopro che anche lui è passato per le fanzine faidate, stampando appassionate storie, su supporti cartacei, destinati all’usura per arrivare pressoché illeggibili all’utente finale. La fanzine si chiamava Pecora nera ed era dedicata alle band folk inglesi, che non troverete citato all’interno della sua vastissima bibliografia di racconti ed album musicali e tantomeno nelle recensioni ed interviste del circuito indipendente.</p>

<p><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTVkVamnS0vny552qDYPfjELFn4zUQ7kUkS_Vef4OwS7MEVrAbg_zwjBJI&amp;s=10" alt="Ducoli"></p>

<p><strong>A fine del tuo concerto a Trento mi raccontavi che la domanda che viene fatta nelle interviste e la consecutiva risposta che più odi è quella riguardante il panorama musicale italiano ed alla sua precarietà. Mi dicevi infatti che molti professionisti della musica puntano il dito contro la mancanza di spazi, ai giovani d’oggi.  Ma il punto secondo te è che qualcuno innanzitutto ha creato i gusti di questi giovani d’oggi e che è vero che ci sono pochi spazi, ma gli spazi si conquistano e si creano se segui l’estro dentro di te, il fuoco e conosci il tuo passato. Che non vuol dire che bisogna copiare gli schemi di quelli che son riconosciuti i divi della musica nell’estetica e nel contenuto, ma saper cogliere il loro genio e costruire qualcosa di nuovo, senza aver paura di mostrare qual è la propria formazione.</strong>
La musica è in continua evoluzione, anche quando sembra involversi. Questo dovrebbe essere un assunto che consente a chiunque di sperimentare nuove cose, nuovi suoni, nuovi ritmi e nuovi slogan. Il problema vero arriva quando subentra il concetto reale che sta dentro a quello di evoluzione: sopravvive il più adatto. È questo che, nella musica, abbiamo travisato oggi: si ritiene che sia più adatta la merda, trascurando il semplice fatto che la musica, volenti o nolenti, è una forma di espressione tra le più assolute e pertanto comunque sacra (non nel senso teologico del termine). Se chiunque vuole dirci che è bello essere una merda deve metterci il pensiero, e che sia forte, innovativo, in grado di sostenere con forza il solo semplice fatto di essere una merda… altrimenti non si è altro che un povero stronzo, l’ennesimo. Certo è naturale una certa tendenza nel “derivare” modelli che sono andati bene a qualcuno. È successo con tutti: con Hank, con Elvis, poi Chuck Berry, poi sono arrivati i Beatles e poi giù di beat, e poi via dicendo passando per il punk, per l’hard rock, per The Cure, Marley, per i Duran Duran, fino al grunge e a tutto il resto di cui oggi ho perso il filo. Ogni forma artisticamente perfetta, viene da sempre emulata fino all’esasperazione. Ma non sarebbe nemmeno un problema: il problema vero è oggi se ne abusa oltre ogni limite, fino a massacrare i coglioni di tutti con il concetto di “squadra vincente”… la si copia, la si munge, la si spreme, fino a quando può dare qualcosa… anche senza essere Elvis è bello essere come lui. Questo in genere accade soprattutto in Italia, nella musica oltre confine si riesce sempre a cogliere un certo amore per i grandi maestri. In Italia non riesco ancora a cogliere fino in fondo questo fatto… ci stiamo fracassando le ossa di taranta, de denadreismi, ci stiamo stanno fracassando i coglioni con tutti questi indie obiettivamente orribili (oggi una band indie la si intuisce già dal nome…). Prima c’erano i cantautori, poi i melodici, poi quelli del Vasco style, poi quelli della dance e via dicendo. Tutti a copiare e ripetere, sempre più male, sempre peggio. Sembriamo insetti. Tutti a parlare d’amore e tutti con facce che non sembrano aver nulla a che fare con l’amore. Tutti a parlare di rivoluzione… la stessa cosa. Tutti a parlare di noia… peggio, stanno sdoganando in merda anche quella. La musica è intrattenimento prima di ogni altra cosa. Anche prima del valore artistico, che dovrebbe essere comunque una condizione necessaria. Si suona per far muovere i culi e i cuori. Questo è quello che si deve fare. Quello che vedo oggi è soprattutto gente che suona e scrive per farsi adulare. Il concetto canzone viene sempre per ultimo, come se Mozart o Verdi non avessero avuto a cuore il cuore del pubblico…</p>

<p><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgWqKswVufSG-w-5APEvtGNl1zyEEF7uW4wmxcJYI_ud60XXI8TNLHJux1maueiNMB5xeF4j-Awq3T2xLHsXzqiSW7y47eawzgYexAzUkJ_GYpARC0_yJHTQPI-44_IhQE9vSsKeBL4J6qylUnz08oayR5UAxcPH7GnEBflDe7qpi5JmsTeNGnnqA=w400-h289" alt="Ducoli"></p>

<p><strong>La tua bibliografia e discografia si compone di svariate decine di album e libri, dove trovi la voglia di alimentare questo immenso estro creativo?</strong>
Dalle cicatrici. Dall’abuso quotidiano dell’esercizio più logorante che possiamo fare: scopare, bere, mangiare, cagare, pregare, insultare, bestemmiare, sputare, respirare… Queste robette qui. Se fai tutto senza badare alle cicatrici, il gioco è fatto.</p>

<p><img src="https://mosaic.scdn.co/300/ab67616d00001e02355574c9a57f273e1c58dbceab67616d00001e026597ddec32d6be4e61864e3aab67616d00001e0265eb54e13903e3fe839f5826ab67616d00001e02993021be47d5957a397d50a8" alt="Ducoli"></p>

<p><strong>Ducoli e il mondo naturale, selvaggio. Perché è così importante per te il rapporto con la natura e la foresta, i cui elementi si percepiscono in molte delle tue canzoni?</strong>
Io ho scelto di fare il funzionario pubblico in ambito forestale (non Guardia Forestale! Ma Dottore Forestale!), perché ho sempre creduto nel valore collettivo che sta dentro alle foreste. Era già stato scritto a caratteri cubitali da Carletto Magno nel prezioso Capitulare de villis, e poi sancito più volte nei successivi provvedimenti legislativi fino ad oggi. Il problema è che ho scelto Regione Lombardia che non sta dando un grande esempio di “valore collettivo”, ma questi sono problemi miei… Se ho scelto questo significa che mi va bene così, anche solo per il fatto che ogni volta mi piace impazzire per rimettere le cose a posto (fin dove riesco). La questione forestale penso che arrivi in primis da una laurea in Scienze Forestali, ma anche dai miei autori preferiti: da Mark Twain e <a href="https://www.anarcopedia.org/index.php/Henry_David_Thoreau" rel="nofollow">H.D. Thoureau</a> (l’Anarchico), fino a Jack London. La foresta è un organismo vivo. Come ogni altro ecosistema, tende naturalmente a un proprio equilibrio… Si dice Capacità di omeostasi e descrive l’innata e straordinaria attitudine di questi “spazi” a riguadagnare il proprio equilibrio anche di fronte ad eventi esterni estremamente negativi. In un certo senso è come se alberi, funghi, muschi, felci, licheni e animali, fossero esseri umani in fase di convivenza obbligata (quando si osserva la straordinaria bellezza di una foresta vergine, non bisogna mai trascurare che la realtà dei fatti è un continuo combattersi, allearsi, mangiarsi, rubarsi lo spazio, la luce, l’acqua e l’aria; a tutt gli effetti, il concetto di biodiversità naturale, non è tanto diverso da quello di biodiversità umana… ma se vuoi è più facile citare il mondo è bello perché è vario); calamità naturali, incendi, disboscamento, ignoranza, bracconaggio, olio di palma e pesca dei delfini, sono gli tutti eventi esterni negativi… Io studio il limite oltre cui non si può andare e credo che, per forza di cose, sia diventata una deformazione professionale anche in tutto il resto che faccio. Rimane il fatto che il mio contributo alla gestione forestale terminerà allo scadere dei miei 50 anni (per come la vedo io: allo scadere del mio secondo turno di curazione forestale), perché vorrei passare il testimone a gente giovane e più propensa ad aggiornarsi rispetto a me… poi farò il cantautore vero.</p>

<p><img src="https://imusic.b-cdn.net/images/item/original/925/8012786923925.jpg?barbagianna-s-ducoli-alessandro-2019-gufi-allocchi-barbagianne-e-altre-giovani-streghe-cd&amp;class=scaled&amp;v=1580736490" alt="Ducoli"></p>

<p><strong>I rimandi sono molteplici mi viene in mente Brumantica, lettera, tutta colpa sua, Rattus, in Sandropiteco e molte altre. A volte sembra un richiamo all&#39;umiltà nei confronti del rispetto della natura, rispetto per i suoi meccanismi, ma anche un richiamo per l&#39;uomo animale di essere parte consapevole di un ecosistema, che scandisce i ritmi uguali per tutti (anche nell&#39;amore).</strong>
L’abbiamo definita deformazione professionale… Non c’è solo “rispetto della natura” nelle mie canzoni, c’è anche molta della mia naturale, puerile, incontrollata, ossessiva, autodistruttiva, presunzione… Tutta comunque mossa all’interno di un teatrino funzionale all’elevazione (sia nel senso sessuale, ma anche in quello naturale: abete … abeo-ire, andare verso l’alto… qualcosa di simile…), sempre attuata con profonda scemenza, ma in una visione Ducolicentrica del mio agire. È qui che si torna al concetto di cicatrici di cui parlavamo prima: puoi anche essere presuntuoso nel tuo agire, ma solo quando sei mosso da onesto e dolce esercizio delle cose sei giustificabile anche se non sei altro che un povero pirla (inelevato, riabbassato…).</p>

<p><strong>Per quanto riguarda i libri, raccontaci qualcosa su qualche storia, qualche consiglio per la lettura!</strong>
I libri sono segreti. Consiglio la lettura di Star Rover… come sempre.</p>

<p><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhRp7BgraWqnYWZ1mSJJLD9yyHbFDFH59VxSjkzkX7myIpj-bYiMbd5djMYh4Tgf8CjV80ZancNk8E8MAdMDoQTjbb36UdqV7Gk35t_PrWuSrr1IRGX4hLUdTOexZggeSp86s7KwQwZPXuQYWJZVzTuz3nogf6ILFjBdCqxQ3InvpynNfnEcD4Pkw=w400-h296" alt="Ducoli"></p>

<p><strong>Discografia essenziale</strong>
ADORABILI CANNIBALI (2023)
IL COTONE (2022)
20 KM DI PAURA (2019; PLK)
DIAVOLI E CONTRARI (2018)
GUFI, ALLOCCHI, BARBAGIANNE E ALTRE
GIOVANI STREGHE (2015)
DIVANOMACHIA (2015)
IO CHE SONO SOLAMENTE UN SERVITORE
(2014)
SANDROPITECO I-II (2013)
TRALLALLEROTRALLALLA’ (2013; Artemisia
absinthium, Piccoli Animaletti)
BRUMANTICA (2011; De luxe edition)
PICCOLI ANIMALETTI (2010)
LURIDO LIVE! (Mammut Festival; 2009)
QUANDO SI TAGLIAVA LA CODA AI CANI
(2008; Ristampa)
ARTEMISIA ABSINTHIUM (2008)
LOLITA&#39;S MALTS (2007)
BRUMANTICA (2006)
TAVERNE, STAMBERGHE, CAVERNE (2003; La
Banda del Ducoli)
ANCHE IO NON POSSO ENTARE (200)
MALASPINA (1999)
LOLITA (1997)
SOPRA I MURI DI QUESTA CITTÀ (1995;
demotape)
ROSSO (1994; demotape)
BACCO IL MATTO
CERCATORI D&#39;ORO (2000; Bacco il Matto)
SAN MARCO (1999; Bacco il Matto)
CLETUS COBB
I NEVER SHOT AN INDIE (2013; Lupita’s
Project)
I NEVER SHOT AN INDIAN (2013; Spanish
Jonny, The Other Apostles)
I LEAVE MY PLACE TO THE BITCHES (2009;
The Other Apostles)
EASYLOVE (2008; The Other Apostles)
JOKERJOHNNY II (2007; Spanish Johnny)
JOKERJOHNNY I (2006; Spanish Johnny)
TONIGHT&#39;S THE DAY (2004; My Uncle the
Dog)</p>

<p>Album scelti:
<strong>Brumantica</strong>
Brumantica è un album delicato, lento, carico. Alla sua composizione hanno partecipato volti noti del panorama jazz italiano. Le tematiche sono imperniate sul binomio atroce presenza/mancanza nell’amore per qualcosa, di qualcuno, di qualcosa. I testi, a primo ascolto talvolta enigmatici, vengono spiegati nel booklet attraverso altrettante enigmatiche poesie, che ti avvolgono e ti rendono partecipe e ti aprono la strada a numerose altre interpretazioni e divagazioni, d&#39;altronde, come scritto in calce “Brumatica è l’arte di conoscere i meccanismi della nebbia che passeggia sul bordo del fiume. Quellafoschia leggera che spesso ti confonde la traccia del sentiero.” Chiude la prima parte dell’album la cover in chiave jazz di La Canzone Marinella di De André, seguita da ben dieci bonus track.</p>

<p><a href="https://youtu.be/Qvl94oDqLKs?si=izWeQzsF37AVoq9V" rel="nofollow">https://youtu.be/Qvl94oDqLKs?si=izWeQzsF37AVoq9V</a></p>

<p><em>[..]Un pezzo di luna sopravvive alle luci di
questi lampioni
Attraversa le prime foglie dei tigli e colora le
pozze di pioggia rimaste appoggiate su
questo sentiero
Ricalcate su questo selciato di pietra di cava
appena rubata dal fondo del fiume.
Nidi di ragno, di merlo, di corvo, rifugi di
gufo e di sorcio
Scorci di luce riflessi nell&#39;acqua di stagno che
usano i miei topiragno
Le acque che abitano tutte le altre famiglie
accertate di questo immenso universo,
diverso.</em></p>

<p><strong>Lupita’s Project .Never.Shot.An.Indie (2008-2013)</strong>
Due album in uno, dal rock e pop-rock di Sex Me, con richiami synth ai Deep Purple come in Lady Mud, alle storie rock’n’roll di I.Leave.My.Place.To.The.Bitches. Lasciatevi trovolgere dal ritmo r’n’roll fresco e sprezzante!</p>

<p><strong>Trallalerotrallalà (Deluxe Ed. 2013)</strong>
Trallalerotrallallà è un delizioso album di filastrocche, gli stili musicali variano dalla musica leggera, al pop al rock. Come in molti altri album le collaborazioni musicali sono molteplici, coinvolgendo qui anche un coro di voci bianche, che interpretano Rattus, canzone dedicato alla forze distruttrici della natura.</p>

<p>Vorrei ricordare ai lettori che anche Alessandro Ducoli ha pubblicato oltre 27 libri con decine di racconti, purtroppo solo in italiano. <a href="http://www.ducoli.eu/books.htm" rel="nofollow">http://www.ducoli.eu/books.htm</a></p>

<p><strong>Carne e Ossa (Ed. Latakia, 2020)</strong>
Un testo breve che si sviluppa in tre parti, iniziando fra ragionamenti, dialoghi e considerazioni per poi addentrarsi in un mondo distopico sospeso fra realtà e incubo e terminare in un garage dove sembra essere passato un Platone sbronzo in fuga dalla caverna. Diretto, arrabbiato, irriverente e spietato come non mai, Alessandro Ducoli si fotografa e ci fotografa esponendo i suoi scatti senza ritocchi né filtri, mostrando ogni soggetto per ciò che è. In carne e Ossa.</p>

<p>Io ho letto <strong>“Il naufragar m’è dolce…”</strong> e l’ho trovato strepitoso e molto diretto. Alcune storie mi hanno fatto ridere,altre sorriddere, e altre le ho trovate semplicemente avvincenti.
Il libro include: Vacanze italiane (2011), Lo sbarco in Lombardia (2013), Whisky Tales (2008-2010): Quindici brevi racconti. Spassosissime storielline per chi lo whisky può apprezzarlo anche come semplice fonte di pensiero. Storie da degustare! Consigliato anche agli astemi; The Whiskiller (2010), Degeneration Beat – Tropico Boreale (2004-2005);
Dopotutto si muore (2012), bonus cd «Diavoli e Contrari»</p>

<p><em>Contatti:</em>
<a href="http://www.ducoli.eu/" rel="nofollow">http://www.ducoli.eu/</a>
<a href="https://open.spotify.com/intl-it/artist/0wAcsF2lsHxGlcNykcZDrY" rel="nofollow">https://open.spotify.com/intl-it/artist/0wAcsF2lsHxGlcNykcZDrY</a>
ducoli.71@gmail.com</p>
]]></content:encoded>
      <author>Ruas MI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/rp3npyo622</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 19:58:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Maan</title>
      <link>https://noblogo.org/ailaroe/maan</link>
      <description>&lt;![CDATA[L’idealizzazione ha un aspetto di luce: ci permette di sperimentare i sentimenti più puri, nella loro forma più elevata ed intensa. Nel suo tempo, la creatura che li ha catalizzati ci sembra anche in grado di accoglierli, questa speranza ci permette di provarli nella loro pienezza. Solo il divino ha la possibilità di mantenere integra l’idealizzazione, quando lo poniamo al riparo dalle dinamiche della relazione umana e dalla delusione che ne può derivare. Solo il divino può sostenerci nell’espressione continua e infinita di quel tipo di sentimenti. Nel divino sperimentiamo divina grandezza. Vrindavan. &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L’idealizzazione ha un aspetto di luce: ci permette di sperimentare i sentimenti più puri, nella loro forma più elevata ed intensa. Nel suo tempo, la creatura che li ha catalizzati ci sembra anche in grado di accoglierli, questa speranza ci permette di provarli nella loro pienezza. Solo il divino ha la possibilità di mantenere integra l’idealizzazione, quando lo poniamo al riparo dalle dinamiche della relazione umana e dalla delusione che ne può derivare. Solo il divino può sostenerci nell’espressione continua e infinita di quel tipo di sentimenti. Nel divino sperimentiamo divina grandezza. Vrindavan.</p>
]]></content:encoded>
      <author>ailaroe</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/0nv2x9et23</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 17:00:40 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>numero #1</title>
      <link>https://noblogo.org/ruas/numero-1-m7wx</link>
      <description>&lt;![CDATA[numero #1&#xA;Centromalessere&#xA;&#xA;Centromalessere&#xA;&#xA;Olá, Pol! Como é que surgiu a ideia de dar início ao projeto musical Centromalessere?&#xA;Como é que se conheceram? Vêm de experiências musicais diferentes; o que é que trazem dessas experiências e o que é que, por outro lado, pretendem propor agora?&#xA;Olá! Olá, amigo!! Então: a ideia do «Centromalessere» surgiu da paixão que sempre tive pela&#xA;música de autor e da necessidade de cantar as minhas razões (e também os meus&#xA;erros) a um público variado, a todos, enfim…&#xA;Tinha muitas canções em preparação há anos, mas sabia que não conseguiria valorizá-las sozinho; por isso, perguntei a dois amigos se queriam ajudar-me e foi assim que começámos esta aventura. O Cisco, (guitarra e coros), o Fedri (guitarra com solos fantásticos) e eu vínhamos de mundos musicais muito diferentes, mas isso não era um obstáculo, pelo contrário...&#xA;Cada um traz consigo algo diferente e, uma vez na sala... vamos lá com as ideias!&#xA;A certa altura, passámos a ser seis, incluindo uma violinista. No entanto, o grupo estava desestruturado, as pessoas iam e vinham. Imagina que devíamos tocar com os Modena City Ramblers, mas, infelizmente, não deu em nada! Tivemos de procurar um novo teclista e foram precisas dezasseis tentativas para encontrar um novo.&#xA;A banda, agora, é algo abstrato. Para mim, a música faz parte do dia-a-dia e gostaria de ver a banda como uma família. Se não te convém, divorcia-se.&#xA;Não faz sentido que uma pessoa tenha de fazer tudo e que tenha de estar sempre a lembrar aos outros para virem aos ensaios. O Centromalessere é um grupo onde quero expressar-me. A criação de canções é feita pelas pessoas que a fazem. Depois, cada um tem os seus interesses, mas compor músicas é uma razão de viver. Na formação atual, somos cinco: eu (voz e baixo), Cisco, Al (guitarra solo), Bonzo (bateria) e Pola (teclados).&#xA;&#xA;Já foram entrevistados por alguma outra revista?&#xA;Siamo stati intervistati da Guido Smadelli per conto di L’ Adige. Guido era il bassista dei Pietra Filosofale, primo gruppo progressive della nostra regione.&#xA;&#xA;La Sindrome dell&#39;Uomo&#xA;&#xA;Ao ouvir as vossas canções, percebe-se toda a vossa mestria como músicos, bem como aquela atmosfera sombria que se sentia nos Congegno!&#xA;Quanto à habilidade, agradeço-te, mas posso garantir-te que não somos especialistas; o nosso ponto forte não é, certamente, a técnica. Já no que diz respeito aos Congegno, por outro lado, posso dar-te razão, no sentido de que, como sou eu que escrevo as letras de ambos, é normal que se sinta uma espécie de fio condutor na minha forma de escrever. Depois, tenho de te dar razão também noutra coisa, a melancolia; de facto, admito que não&#xA;sou muito alegre musicalmente...&#xA;Quanto à melancolia sonora, creio que seja simplesmente uma questão de gostos ou de um certo tipo de atitude, ou de várias influências, sei lá... A melancolia verbal, por outro lado, surge simplesmente da minha maneira de ver e de querer dizer as coisas... ou seja, considero que não é interessante falar de forma alegre e despreocupada sobre algo que é bonito e que funciona bem; prefiro falar das coisas que me afetam negativamente, para poder compreendê-las e, quem sabe, um dia melhorá-las; entretanto, começo por tentar compreendê-las.&#xA;&#xA;Estão a trabalhar em alguma peça nova?&#xA;Estamos a trabalhar num segundo álbum, depois do nosso álbum de estreia «La Sindrome dell’Uomo». Já nos tornámos um grupo de obituários. Cantamos sobre assassinos em série, homicídios ou mesas de cabeceira. O álbum incluirá a canção «Pamela», sobre uma rapariga encontrada morta numa mala em Macerata; e depois «Specchio», que fala de uma rapariga que não gosta de si própria, torna-se anoréxica e morre. Mas ela vive uma dor dupla: além&#xA;de se destruir a si própria, rejeita a dádiva de ter vindo ao mundo.&#xA;Na minha opinião, estas canções nem sequer deviam ser explicadas. O público não deve tornar-se a agência fiscal das palavras. Uma canção pode ser o conjunto de muitas outras histórias e da forma como as imaginamos noutros contextos.&#xA;A experiência com os Psychoanalisi, por outro lado, chegou ao fim. Agora tenho um novo&#xA;grupo, os Reflusso, que musicalmente são um pouco mais hardcore do que estes últimos. Já temos algumas faixas e esperamos gravar um álbum no início de 2025!&#xA;&#xA;Psychoanalisi&#xA;O projeto paralelo de psicanálise estreou-se com «Musica per Cervelli» em 2019, com design gráfico de Pol e coproduzido também pela Ruas MI. https://psychoanalisi.bandcamp.com &#xA;&#xA;Podias voltar a contar a história de Pino Erba e explicar por que razão consideraste importante voltar a abordar o seu trágico fim?&#xA;Escrevi a canção de uma só vez, pode-se dizer, porque há anos que, na fábrica onde trabalho, em Roveré della Luna, me contam a misteriosa história desta personagem, provavelmente morto por uma brincadeira de mau gosto ou por uma rixa que acabou mal. Digo «provavelmente» porque não há certezas, pois o Pino estava sozinho e ninguém se preocupou em descobrir a verdade; o que é certo é que, na noite em que morreu, tinha o hálito a cheirar a gasolina; &#xA;Há quem diga que lhe arranjaram tudo e há quem diga que ele fez tudo sozinho; há quem fique irritado quando dizem que ele se desenvolveu sozinho e há quem fique irritado pelo&#xA;contrário; infelizmente, acho que nunca vamos saber a verdade...&#xA;Escrevi esta canção apesar de não conhecer diretamente o Giuseppe Erba, conhecido como Pino, porque o conheci indiretamente ao longo dos anos através das palavras daqueles que lhe tinham carinho e, por isso, acabei por me afeiçoar a ele. Uma noite, estava no bar completamente bêbado e observava uns velhinhos ainda mais bêbados do que eu, que se divertiam à grande e espalhavam alegria, e pensei: quero escrever uma canção para elogiar&#xA;estes velhinhos bêbados porque, no fim de contas, proporcionam-nos imensos sorrisos, ok, nem sempre... mas muitas vezes... aqueles que eu conheço... no dia seguinte, pensei que havia um bêbado que não conhecia pessoalmente, mas que me parecia mais próximo do que os outros: era o Pino!!&#xA;&#xA;Brindiamo per Pino&#xA;Pino al mattino aveva già voglia di bere ed andava a chiedere di casa in casa un bicchiere&#xA;che fosse di vino di grappa o liquore a Pino bastava un bicchiere offerto col cuore&#xA;Pino alla porta bussava e a chi lo ospitava augurava buona pasqua e per non sbagliare anche buon natale&#xA;la gente gli offriva il bicchiere lui lo prendeva e in un sorso soltanto in un sorso beveva&#xA;Poi ringraziava il bicchiere appoggiava e ripartiva verso un’altra casa verso chi gli offriva&#xA;un bicchiere di gioia e cinque minuti soltanto del proprio tempo cinque minuti della propria vita&#xA;Pino era sempre in cammino beveva e smaltiva scendeva e&#xA;saliva la strada in paese&#xA;voleva soltanto del vino non aveva altre pretese&#xA;Pino era un uomo gentile non era insistente&#xA;Pino era un uomo cortese&#xA;chi l’avrebbe mai detto che un giorno ne avrebbe pagato le spese&#xA;Pino un mattino come sempre in cammino suonò il campanello&#xA;alla porta di un triste destino&#xA;poi fece un sorriso al falso buon viso che quella mattina gli&#xA;diede da bere benzina&#xA;così senza guardare il veleno ingerì&#xA;la mano vigliacca decise così&#xA;Pino riprese il cammino ma alla sera morì&#xA;così senza guardare il veleno ingerì&#xA;la mano vigliacca decise così&#xA;Pino riprese il cammino per l’ultimo dì&#xA;Brindiamo per Pino affinché il suo assassino si possa di notte&#xA;svegliare&#xA;davanti al fantasma di Pino che gli grida in faccia felice natale!”&#xA;Brindiamo per Pino affinché il suo cammino possa continuare&#xA;senza mai incontrare&#xA;la mano codarda già pronta alla porta del male&#xA;Brindiamo per Pino affinché il suo cammino possa continuare&#xA;senza mai incontrare&#xA;la mano codarda già pronta a fargli del male&#xA;&#xA;https://youtu.be/Hyybusq4CQ?si=1ngXVMqn2EBc2axb&#xA;iframe width=&#34;560&#34; height=&#34;315&#34; src=&#34;https://youtu.be/Hyybusq4CQ?si=yQcBoqQ6tuZOhoEs&#34; frameborder=&#34;0&#34; allow=&#34;accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture&#34; allowfullscreen/iframe&#xA;&#xA;De uma entrevista iniciada em 2017 e atualizada ao longo dos anos&#xA;&#xA;centromalessere.bandcamp.com&#xA;centromalessere.tn@gmail.com&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>numero #1</p>

<h2 id="centromalessere">Centromalessere</h2>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/0036441788_21.jpg" alt="Centromalessere"></p>

<p><strong>Olá, Pol! Como é que surgiu a ideia de dar início ao projeto musical Centromalessere?
Como é que se conheceram? Vêm de experiências musicais diferentes; o que é que trazem dessas experiências e o que é que, por outro lado, pretendem propor agora?</strong>
Olá! Olá, amigo!! Então: a ideia do «Centromalessere» surgiu da paixão que sempre tive pela
música de autor e da necessidade de cantar as minhas razões (e também os meus
erros) a um público variado, a todos, enfim…
Tinha muitas canções em preparação há anos, mas sabia que não conseguiria valorizá-las sozinho; por isso, perguntei a dois amigos se queriam ajudar-me e foi assim que começámos esta aventura. O Cisco, (guitarra e coros), o Fedri (guitarra com solos fantásticos) e eu vínhamos de mundos musicais muito diferentes, mas isso não era um obstáculo, pelo contrário...
Cada um traz consigo algo diferente e, uma vez na sala... vamos lá com as ideias!
A certa altura, passámos a ser seis, incluindo uma violinista. No entanto, o grupo estava desestruturado, as pessoas iam e vinham. Imagina que devíamos tocar com os Modena City Ramblers, mas, infelizmente, não deu em nada! Tivemos de procurar um novo teclista e foram precisas dezasseis tentativas para encontrar um novo.
A banda, agora, é algo abstrato. Para mim, a música faz parte do dia-a-dia e gostaria de ver a banda como uma família. Se não te convém, divorcia-se.
Não faz sentido que uma pessoa tenha de fazer tudo e que tenha de estar sempre a lembrar aos outros para virem aos ensaios. O Centromalessere é um grupo onde quero expressar-me. A criação de canções é feita pelas pessoas que a fazem. Depois, cada um tem os seus interesses, mas compor músicas é uma razão de viver. Na formação atual, somos cinco: eu (voz e baixo), Cisco, Al (guitarra solo), Bonzo (bateria) e Pola (teclados).</p>

<p><strong>Já foram entrevistados por alguma outra revista?</strong>
Siamo stati intervistati da Guido Smadelli per conto di L’ Adige. Guido era il bassista dei Pietra Filosofale, primo gruppo progressive della nostra regione.</p>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a711416730_1x1_700.avif" alt="La Sindrome dell&#39;Uomo"></p>

<p><strong>Ao ouvir as vossas canções, percebe-se toda a vossa mestria como músicos, bem como aquela atmosfera sombria que se sentia nos Congegno!</strong>
Quanto à habilidade, agradeço-te, mas posso garantir-te que não somos especialistas; o nosso ponto forte não é, certamente, a técnica. Já no que diz respeito aos Congegno, por outro lado, posso dar-te razão, no sentido de que, como sou eu que escrevo as letras de ambos, é normal que se sinta uma espécie de fio condutor na minha forma de escrever. Depois, tenho de te dar razão também noutra coisa, a melancolia; de facto, admito que não
sou muito alegre musicalmente...
Quanto à melancolia sonora, creio que seja simplesmente uma questão de gostos ou de um certo tipo de atitude, ou de várias influências, sei lá... A melancolia verbal, por outro lado, surge simplesmente da minha maneira de ver e de querer dizer as coisas... ou seja, considero que não é interessante falar de forma alegre e despreocupada sobre algo que é bonito e que funciona bem; prefiro falar das coisas que me afetam negativamente, para poder compreendê-las e, quem sabe, um dia melhorá-las; entretanto, começo por tentar compreendê-las.</p>

<p><strong>Estão a trabalhar em alguma peça nova?</strong>
Estamos a trabalhar num segundo álbum, depois do nosso álbum de estreia «La Sindrome dell’Uomo». Já nos tornámos um grupo de obituários. Cantamos sobre assassinos em série, homicídios ou mesas de cabeceira. O álbum incluirá a canção «Pamela», sobre uma rapariga encontrada morta numa mala em Macerata; e depois «Specchio», que fala de uma rapariga que não gosta de si própria, torna-se anoréxica e morre. Mas ela vive uma dor dupla: além
de se destruir a si própria, rejeita a dádiva de ter vindo ao mundo.
Na minha opinião, estas canções nem sequer deviam ser explicadas. O público não deve tornar-se a agência fiscal das palavras. Uma canção pode ser o conjunto de muitas outras histórias e da forma como as imaginamos noutros contextos.
A experiência com os Psychoanalisi, por outro lado, chegou ao fim. Agora tenho um novo
grupo, os Reflusso, que musicalmente são um pouco mais hardcore do que estes últimos. Já temos algumas faixas e esperamos gravar um álbum no início de 2025!</p>

<p><img src="https://f4.bcbits.com/img/a3486089800_10.jpg" alt="Psychoanalisi">
<em>O projeto paralelo de psicanálise estreou-se com «Musica per Cervelli» em 2019, com design gráfico de Pol e coproduzido também pela Ruas MI. <a href="https://psychoanalisi.bandcamp.com" rel="nofollow">https://psychoanalisi.bandcamp.com</a></em></p>

<p><strong>Podias voltar a contar a história de Pino Erba e explicar por que razão consideraste importante voltar a abordar o seu trágico fim?</strong>
Escrevi a canção de uma só vez, pode-se dizer, porque há anos que, na fábrica onde trabalho, em Roveré della Luna, me contam a misteriosa história desta personagem, provavelmente morto por uma brincadeira de mau gosto ou por uma rixa que acabou mal. Digo «provavelmente» porque não há certezas, pois o Pino estava sozinho e ninguém se preocupou em descobrir a verdade; o que é certo é que, na noite em que morreu, tinha o hálito a cheirar a gasolina;
Há quem diga que lhe arranjaram tudo e há quem diga que ele fez tudo sozinho; há quem fique irritado quando dizem que ele se desenvolveu sozinho e há quem fique irritado pelo
contrário; infelizmente, acho que nunca vamos saber a verdade...
Escrevi esta canção apesar de não conhecer diretamente o Giuseppe Erba, conhecido como Pino, porque o conheci indiretamente ao longo dos anos através das palavras daqueles que lhe tinham carinho e, por isso, acabei por me afeiçoar a ele. Uma noite, estava no bar completamente bêbado e observava uns velhinhos ainda mais bêbados do que eu, que se divertiam à grande e espalhavam alegria, e pensei: quero escrever uma canção para elogiar
estes velhinhos bêbados porque, no fim de contas, proporcionam-nos imensos sorrisos, ok, nem sempre... mas muitas vezes... aqueles que eu conheço... no dia seguinte, pensei que havia um bêbado que não conhecia pessoalmente, mas que me parecia mais próximo do que os outros: era o Pino!!</p>

<p><strong>Brindiamo per Pino</strong>
<em>Pino al mattino aveva già voglia di bere ed andava a chiedere di casa in casa un bicchiere
che fosse di vino di grappa o liquore a Pino bastava un bicchiere offerto col cuore
Pino alla porta bussava e a chi lo ospitava augurava buona pasqua e per non sbagliare anche buon natale
la gente gli offriva il bicchiere lui lo prendeva e in un sorso soltanto in un sorso beveva
Poi ringraziava il bicchiere appoggiava e ripartiva verso un’altra casa verso chi gli offriva
un bicchiere di gioia e cinque minuti soltanto del proprio tempo cinque minuti della propria vita
Pino era sempre in cammino beveva e smaltiva scendeva e
saliva la strada in paese
voleva soltanto del vino non aveva altre pretese
Pino era un uomo gentile non era insistente
Pino era un uomo cortese
chi l’avrebbe mai detto che un giorno ne avrebbe pagato le spese
Pino un mattino come sempre in cammino suonò il campanello
alla porta di un triste destino
poi fece un sorriso al falso buon viso che quella mattina gli
diede da bere benzina
così senza guardare il veleno ingerì
la mano vigliacca decise così
Pino riprese il cammino ma alla sera morì
così senza guardare il veleno ingerì
la mano vigliacca decise così
Pino riprese il cammino per l’ultimo dì
Brindiamo per Pino affinché il suo assassino si possa di notte
svegliare
davanti al fantasma di Pino che gli grida in faccia felice natale!”
Brindiamo per Pino affinché il suo cammino possa continuare
senza mai incontrare
la mano codarda già pronta alla porta del male
Brindiamo per Pino affinché il suo cammino possa continuare
senza mai incontrare
la mano codarda già pronta a fargli del male</em></p>

<p><a href="https://youtu.be/Hy_ybusq4CQ?si=1ngXVMqn2EBc2axb" rel="nofollow">https://youtu.be/Hy_ybusq4CQ?si=1ngXVMqn2EBc2axb</a>
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<ul><li><em>De uma entrevista iniciada em 2017 e atualizada ao longo dos anos</em></li></ul>

<p>centromalessere.bandcamp.com
centromalessere.tn@gmail.com</p>
]]></content:encoded>
      <author>Ruas MI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/5t5ik929gt</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 16:49:31 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Coazione a ripetere</title>
      <link>https://noblogo.org/petra-von-kramp/coazione-a-ripetere</link>
      <description>&lt;![CDATA[Coazione a ripetere&#xA; &#xA;&#xA;Entrambi abbiamo agito in modo vile e spregevole con persone considerate da noi inferiori, per motivi, forse abbastanza scontati. Li abbiamo tenuti -e li teniamo ancora- con più o meno consapevolezza, in nostro potere. Detesto ammetterlo, ma siamo simili nel nostro essere infimi e infami.&#xA;&#xA;Siamo simili nel nostro svalutare e pontificare; se tu sei più spietato è solo per il diverso innato temperamento, ma l&#39;intento di schiacciare con il nostro fare da padri-padroni e madri-matrone è il medesimo.&#xA;&#xA;Tutto questo parla più di noi e di quanto siamo piccoli; parla più delle nostre parti prese a calci e ricoperte di sputi. Non parla di chi subisce, no: loro forse ci amano, cercano un angolo dove mettere i nostri panni sporchi e dopo ci aiutano persino a smacchiarli.&#xA;&#xA;Io e te, dopo aver mancato di gentilezza, ci prostriamo all&#39;altro, ci spertichiamo in scuse convincenti e addolorate; vorremmo sotterrarci però, perché in fondo l&#39;altro è sempre il nostro specchio e quel riflesso ha proprio dei contorni che ci portano solo nausea e vergogna.&#xA;&#xA;Qui di lieto non c&#39;è niente, ma solo dinamiche che si reiterano nel tempo, perché la frustrazione di ritrovarsi in una condizione che in realtà non avremmo voluto vivere o si impara a maneggiare o si finisce per essere maneggiati a propria volta con mani di acciaio gelide e ingenerose]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Coazione a ripetere</p>

<p>Entrambi abbiamo agito in modo vile e spregevole con persone considerate da noi inferiori, per motivi, forse abbastanza scontati. Li abbiamo tenuti -e li teniamo ancora- con più o meno consapevolezza, in nostro potere. Detesto ammetterlo, ma siamo simili nel nostro essere infimi e infami.</p>

<p>Siamo simili nel nostro svalutare e pontificare; se tu sei più spietato è solo per il diverso innato temperamento, ma l&#39;intento di schiacciare con il nostro fare da padri-padroni e madri-matrone è il medesimo.</p>

<p>Tutto questo parla più di noi e di quanto siamo piccoli; parla più delle nostre parti prese a calci e ricoperte di sputi. Non parla di chi subisce, no: loro forse ci amano, cercano un angolo dove mettere i nostri panni sporchi e dopo ci aiutano persino a smacchiarli.</p>

<p>Io e te, dopo aver mancato di gentilezza, ci prostriamo all&#39;altro, ci spertichiamo in scuse convincenti e addolorate; vorremmo sotterrarci però, perché in fondo l&#39;altro è sempre il nostro specchio e quel riflesso ha proprio dei contorni che ci portano solo nausea e vergogna.</p>

<p>Qui di lieto non c&#39;è niente, ma solo dinamiche che si reiterano nel tempo, perché la frustrazione di ritrovarsi in una condizione che in realtà non avremmo voluto vivere o si impara a maneggiare o si finisce per essere maneggiati a propria volta con mani di acciaio gelide e ingenerose</p>
]]></content:encoded>
      <author>▪︎Petra Von Kramp▪︎</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/szstlk9c8h</guid>
      <pubDate>Sat, 03 Oct 2026 07:36:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ahmet Kaya, Acılara Tutunmak</title>
      <link>https://noblogo.org/cassette-pirata/ahmet-kaya-acilara-tutunmak</link>
      <description>&lt;![CDATA[Copertina: Ahmet Kaya, Acılara Tutunmak&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Ahmet Kaya · Acılara Tutunmak · Turkey · Taç Plak&#xA;&#xA;Ahmet Kaya · Acılara Tutunmak · Turkey · Taç Plak&#xA;&#xA;Format: Cassette, Süper Stereo&#xA;Label: Taç Plak, İMÇ 6. Blok 6409, Unkapanı, İstanbul&#xA;Year: Not printed on the cover. Probably mid-1980s (unverified)&#xA;&#xA;Some covers make you stop digging through the crate, and this is one of them. A harsh, high-contrast black-and-white photo of Ahmet Kaya, looking like it was photocopied one too many times, with the title in hot magenta. Taç Plak&#39;s crown logo sits in yellow on the spine and in pink in the corner. It is cheap Unkapanı cassette printing at its best, when the cheapness became the style.&#xA;&#xA;The man&#xA;&#xA;Ahmet Kaya (1957–2000) was born in Malatya and became one of the most loved, and most hounded, voices in Turkish music. He came up through folk and özgün müzik, then mixed in arabesk and protest song. His songs deal with poverty, injustice and longing, and they made him a hero to many listeners and a problem for the authorities.&#xA;&#xA;His story ends badly. In 1999, at a televised ceremony, he said he wanted to record a Kurdish-language video. The backlash was brutal, prosecution followed, and he left for France. He died in Paris in November 2000, aged 43. Thousands attended his funeral at Père Lachaise, and his reputation in Turkey has largely recovered since.&#xA;&#xA;The record&#xA;&#xA;This is early Kaya, and it&#39;s basically a poetry album set to music. Hasan Hüseyin (Korkmazgil), the great leftist poet, supplies five of the ten songs. Enver Gökçe, Orhan Veli and Ataol Behramoğlu are heavyweights of Turkish verse too. Kaya wrote all the music and only one set of lyrics (“Neden”).&#xA;&#xA;The title track became one of his signature songs. The tape closes with “Sivastopol Marşı”, a march about the siege of Sevastopol in the Crimean War. It&#39;s probably traditional, which would explain the missing credits.&#xA;&#xA;All the music is credited to Ahmet Kaya, except the closing march, which has no credit at all.&#xA;&#xA;There is an unidentified track on both sides of the cassette. Furthermore, the order of the songs printed on the cover does not match the order in which they were recorded on the tape.&#xA;&#xA;Credits&#xA;Producer: Cihan Sütşurup&#xA;Arrangement director: Sezer Bağcan&#xA;Sound engineer: Yılmaz Karayalım&#xA;Recorded at Stüdyo Değişim&#xA;&#xA;The J-card also carries the line saying Taç Plak is a member of the S.S. Müzik Prodüktörleri cooperative, the printed sign of legitimacy that gives the Turkish cassette scene its charm.&#xA;&#xA;Covers&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Tracklist&#xA;&#xA;Side A&#xA;&#xA;Amenna (words: Hasan Hüseyin)&#xA;Öyle Bir Yerdeyim Ki (Hasan Hüseyin)&#xA;Acılara Tutunmak (Hasan Hüseyin)&#xA;Yusuf Yusuf (Enver Gökçe)&#xA;Ghost track&#xA;&#xA;Side B&#xA;&#xA;Kadınlar (Hasan Hüseyin)&#xA;Macera (Orhan Veli)&#xA;Neden (Ahmet Kaya)&#xA;Bu Dert Beni Adam Eder (A. Behramoğlu)&#xA;Güzel Günler (Hasan Hüseyin)&#xA;Sivastopol Marşı (no credits printed)&#xA;Ghost track&#xA;&#xA;Listen&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/1A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/2A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/3A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/4A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/5A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/1B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/2B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/3B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/4B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/5B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/6B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/7B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;Internet Archive listing&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/Copertina_fronte.png" alt="Copertina: Ahmet Kaya, Acılara Tutunmak"></p>



<p><strong>Ahmet Kaya</strong> · Acılara Tutunmak · Turkey · Taç Plak</p>

<p>Ahmet Kaya · Acılara Tutunmak · Turkey · Taç Plak</p>

<p>Format: Cassette, Süper Stereo
Label: Taç Plak, İMÇ 6. Blok 6409, Unkapanı, İstanbul
Year: Not printed on the cover. Probably mid-1980s (unverified)</p>

<p>Some covers make you stop digging through the crate, and this is one of them. A harsh, high-contrast black-and-white photo of Ahmet Kaya, looking like it was photocopied one too many times, with the title in hot magenta. Taç Plak&#39;s crown logo sits in yellow on the spine and in pink in the corner. It is cheap Unkapanı cassette printing at its best, when the cheapness became the style.</p>

<p>The man</p>

<p>Ahmet Kaya (1957–2000) was born in Malatya and became one of the most loved, and most hounded, voices in Turkish music. He came up through folk and özgün müzik, then mixed in arabesk and protest song. His songs deal with poverty, injustice and longing, and they made him a hero to many listeners and a problem for the authorities.</p>

<p>His story ends badly. In 1999, at a televised ceremony, he said he wanted to record a Kurdish-language video. The backlash was brutal, prosecution followed, and he left for France. He died in Paris in November 2000, aged 43. Thousands attended his funeral at Père Lachaise, and his reputation in Turkey has largely recovered since.</p>

<p>The record</p>

<p>This is early Kaya, and it&#39;s basically a poetry album set to music. Hasan Hüseyin (Korkmazgil), the great leftist poet, supplies five of the ten songs. Enver Gökçe, Orhan Veli and Ataol Behramoğlu are heavyweights of Turkish verse too. Kaya wrote all the music and only one set of lyrics (“Neden”).</p>

<p>The title track became one of his signature songs. The tape closes with “Sivastopol Marşı”, a march about the siege of Sevastopol in the Crimean War. It&#39;s probably traditional, which would explain the missing credits.</p>

<p>All the music is credited to Ahmet Kaya, except the closing march, which has no credit at all.</p>

<p>There is an unidentified track on both sides of the cassette. Furthermore, the order of the songs printed on the cover does not match the order in which they were recorded on the tape.</p>

<p>Credits
Producer: Cihan Sütşurup
Arrangement director: Sezer Bağcan
Sound engineer: Yılmaz Karayalım
Recorded at Stüdyo Değişim</p>

<p>The J-card also carries the line saying Taç Plak is a member of the S.S. Müzik Prodüktörleri cooperative, the printed sign of legitimacy that gives the Turkish cassette scene its charm.</p>

<h3 id="covers">Covers</h3>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/CassettaA.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/CassettaB.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/Copertina_retro.png" alt="Cover"></p>

<h3 id="tracklist">Tracklist</h3>

<p><strong>Side A</strong></p>
<ol><li>Amenna (words: Hasan Hüseyin)</li>
<li>Öyle Bir Yerdeyim Ki (Hasan Hüseyin)</li>
<li>Acılara Tutunmak (Hasan Hüseyin)</li>
<li>Yusuf Yusuf (Enver Gökçe)</li>
<li>Ghost track</li></ol>

<p><strong>Side B</strong></p>
<ol><li>Kadınlar (Hasan Hüseyin)</li>
<li>Macera (Orhan Veli)</li>
<li>Neden (Ahmet Kaya)</li>
<li>Bu Dert Beni Adam Eder (A. Behramoğlu)</li>
<li>Güzel Günler (Hasan Hüseyin)</li>
<li>Sivastopol Marşı (no credits printed)</li>
<li>Ghost track</li></ol>

<h3 id="listen">Listen</h3>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/1A.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/2A.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/3A.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/4A.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/5A.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/1B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/2B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/3B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/4B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/5B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/6B.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Ahmet%20Kaya/7B.wav"></audio></p>

<p><a href="https://archive.org/details/ahmet-kaya" rel="nofollow">Internet Archive listing</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>cassette:pirata</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/r5i12p5j56</guid>
      <pubDate>Fri, 02 Oct 2026 22:11:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Naïf onesta</title>
      <link>https://noblogo.org/petra-von-kramp/naif-onesta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Naïf onesta&#xA;&#xA;So di essere estremamente naïf mentre mi poggio, scomodamente, su pensieri dall&#39;aspro sapore dell&#39;invidia, ma sono anche questo: invidiosa, appunto.&#xA;&#xA;Invidiosa di chi, grazie al lavoro che svolge gode di un diritto innato, forse appartenente a noi tutti e cioè il diritto alla vanità. E ne gode senza che questo lo faccia sembrare patetico: è il suo stesso lavoro che nobilita l&#39;atto di mostrarsi, imbellettarsi, pavoneggiarsi e costruire nella mente degli altri un ricordo prestigioso di sé. Mi si potrebbe controbattere, a ragione, che magari il soggetto in questione per arrivare dov&#39;è ha studiato, ha investito su di sé, insomma, quel posto lo ha immaginato, sognato, sudato(?) e dunque se lo è guadagnato. Niente di più vero, ma questo è un assunto che riguarda chiunque nella vita ottenga qualcosa con i propri sforzi.&#xA;&#xA;Allora diciamo che continuo intrinsecamente a provare un fastidio atavico che a seconda dei casi infuoca le mie viscere in maniera più o meno intensa; poco importa, internamente sono comunque in fiamme. Tutto questo non mi fa vivere bene, perché indubbiamente ripercorro le mie scelte e quelle che i miei due adulti di riferimento avrebbero dovuto prendere in considerazione per me e si sa come si sta dopo certi pensieri; dunque mi sposto su ciò che ha portato all&#39;origine di tutto questo modus operandi ormai collaudato, accettato e perfettamente integrato nella nostra società come se ciò potesse in qualche modo domare le fiammate, che si dipanano velocissime. Mi ritrovo con delle risposte fattuali ma con le interiora ridotte in cenere perché la sensazione perpetua è quella di far parte di un meccanismo in cui molti di noi divengono dei pezzi interscambiali, mangiati dalla fatica e con i cervelli, a volte, troppo stanchi per partorire concetti lucidi. Sento come se tutto questo riflettere su delle differenze così enormi ma reali, rischi di corroderci o forse sono io che mi sento -ingenuamente- corrosa]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Naïf onesta</p>

<p>So di essere estremamente naïf mentre mi poggio, scomodamente, su pensieri dall&#39;aspro sapore dell&#39;invidia, ma sono anche questo: invidiosa, appunto.</p>

<p>Invidiosa di chi, grazie al lavoro che svolge gode di un diritto innato, forse appartenente a noi tutti e cioè il diritto alla vanità. E ne gode senza che questo lo faccia sembrare patetico: è il suo stesso lavoro che nobilita l&#39;atto di mostrarsi, imbellettarsi, pavoneggiarsi e costruire nella mente degli altri un ricordo prestigioso di sé. Mi si potrebbe controbattere, a ragione, che magari il soggetto in questione per arrivare dov&#39;è ha studiato, ha investito su di sé, insomma, quel posto lo ha immaginato, sognato, sudato(?) e dunque se lo è guadagnato. Niente di più vero, ma questo è un assunto che riguarda chiunque nella vita ottenga qualcosa con i propri sforzi.</p>

<p>Allora diciamo che continuo intrinsecamente a provare un fastidio atavico che a seconda dei casi infuoca le mie viscere in maniera più o meno intensa; poco importa, internamente sono comunque in fiamme. Tutto questo non mi fa vivere bene, perché indubbiamente ripercorro le mie scelte e quelle che i miei due adulti di riferimento avrebbero dovuto prendere in considerazione per me e si sa come si sta dopo certi pensieri; dunque mi sposto su ciò che ha portato all&#39;origine di tutto questo modus operandi ormai collaudato, accettato e perfettamente integrato nella nostra società come se ciò potesse in qualche modo domare le fiammate, che si dipanano velocissime. Mi ritrovo con delle risposte fattuali ma con le interiora ridotte in cenere perché la sensazione perpetua è quella di far parte di un meccanismo in cui molti di noi divengono dei pezzi interscambiali, mangiati dalla fatica e con i cervelli, a volte, troppo stanchi per partorire concetti lucidi. Sento come se tutto questo riflettere su delle differenze così enormi ma reali, rischi di corroderci o forse sono io che mi sento -ingenuamente- corrosa</p>
]]></content:encoded>
      <author>▪︎Petra Von Kramp▪︎</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/e2zva0o1gg</guid>
      <pubDate>Fri, 02 Oct 2026 19:45:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>29 Settembre</title>
      <link>https://noblogo.org/diario-della-freccia/29-settembre</link>
      <description>&lt;![CDATA[29 Settembre&#xA;&#xA;  Luogo: campo di tiro esterno&#xA;Meteo: sereno&#xA;Temperatura: non rilevata&#xA;&#xA;Anche oggi bel tempo, quello giusto per fare una capatina al campo di tiro.&#xA;Un po&#39; di tensione muscolare, che non è il massimo. Infatti la sessione non è il massimo come punteggio (un po&#39; troppi &#34;rossi&#34;).&#xA;La sensazione però non è male.&#xA;Ancora da migliorare il follow through. Bisogna fare un po&#39; più di attenzione.&#xA;Non siamo arrivati a fare 60 frecce, ma solo 45, complici anche le giornate che si accorciano. Andare in campo alle 17.30 accorcia il tempo disponibile.&#xA;Ecco qua statistica e punteggio.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="29-settembre"><strong>29 Settembre</strong></h2>

<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: campo di tiro esterno
<strong>Meteo</strong>: sereno
<strong>Temperatura</strong>: non rilevata</p></blockquote>

<p>Anche oggi bel tempo, quello giusto per fare una capatina al campo di tiro.
Un po&#39; di tensione muscolare, che non è il massimo. Infatti la sessione non è il massimo come punteggio (un po&#39; troppi “rossi”).
La sensazione però non è male.
Ancora da migliorare il follow through. Bisogna fare un po&#39; più di attenzione.
Non siamo arrivati a fare 60 frecce, ma solo 45, complici anche le giornate che si accorciano. Andare in campo alle 17.30 accorcia il tempo disponibile.
Ecco qua statistica e punteggio.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/riqyXdeq0AAU/GKt4igdbbl5wGNdtTSB9ekvs677XwkYVJ5ZTL6gB.jpg" alt=""></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/CPgnEaH3idLb/5gG0zCuFa7Z2RVWib908feEei0305OYFNITX2cBX.jpg" alt=""></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/dkTalOkeBxPj/khpRI2Zvxs3se73CYT1lY8UEGtsaVtzAfvst7ERf.jpg" alt=""></p>
]]></content:encoded>
      <author>Frecce in volo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/lifbgf7f8i</guid>
      <pubDate>Fri, 02 Oct 2026 17:31:07 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Europol lancia allarme sul crescente traffico di cannabis dal Nord America e...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/europol-lancia-allarme-sul-crescente-traffico-di-cannabis-dal-nord-america-e</link>
      <description>&lt;![CDATA[Europol lancia allarme sul crescente traffico di cannabis dal Nord America e dalla Thailandia verso l&#39;Europa&#xA;&#xA;Le reti criminali transatlantiche sfruttano i mercati legali sovrabbondanti per introdurre prodotti ad alta potenza nel nostro continente&#xA;&#xA;Recentemente è stata scompaginata una rete criminale che operava attraverso l&#39;aeroporto di Bruxelles usando &#34;estrattori&#34; e dipendenti compiacenti per evadere i controlli ed importare cannabis sul territorio europeo.&#xA;&#xA;Europol ha constatato un aumento esponenziale del contrabbando via cargo aereo e container dal 2023. Le Organizzazioni criminali utilizzano metodi sempre più sofisticati: compagnie fittizie, marketplace online e metodi di occultamento avanzati.&#xA;L&#39;impatto è grave: violenza, corruzione, riciclaggio di denaro e rischi per la salute dei consumatori, nonché un danno ambientale significativo dalle coltivazioni illegali non regolamentate.&#xA;&#xA;Europol ha istituito una Task force Operativa, dedicata a smantellare queste reti e rafforzare la sorveglianza alle frontiere. La rotta dell&#39;Africa occidentale, già usata per la cocaina, viene ora sfruttata anche per il traffico di cannabis.&#xA;&#xA;L&#39;Europa risponde in modo coordinato a questa minaccia in evoluzione che mette a rischio sicurezza, salute e ambiente.&#xA;&#xA;MinacciaCannabis&#xA;&#xA;Immagine generata con Intelligenza Artificiale]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 id="europol-lancia-allarme-sul-crescente-traffico-di-cannabis-dal-nord-america-e-dalla-thailandia-verso-l-europa">Europol lancia allarme sul crescente traffico di cannabis dal Nord America e dalla Thailandia verso l&#39;Europa</h3>

<h2 id="le-reti-criminali-transatlantiche-sfruttano-i-mercati-legali-sovrabbondanti-per-introdurre-prodotti-ad-alta-potenza-nel-nostro-continente">Le reti criminali transatlantiche sfruttano i mercati legali sovrabbondanti per introdurre prodotti ad alta potenza nel nostro continente</h2>

<p>Recentemente è stata scompaginata una rete criminale che operava attraverso l&#39;aeroporto di Bruxelles usando “estrattori” e dipendenti compiacenti per evadere i controlli ed <strong>importare cannabis sul territorio europeo</strong>.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/wiiXrMCLL6myrg5/preview" alt=""></p>

<p>Europol ha constatato un aumento esponenziale del contrabbando via cargo aereo e container dal 2023. Le Organizzazioni criminali utilizzano metodi sempre più sofisticati: compagnie fittizie, marketplace online e metodi di occultamento avanzati.
L&#39;impatto è grave: violenza, corruzione, riciclaggio di denaro e rischi per la salute dei consumatori, nonché un danno ambientale significativo dalle coltivazioni illegali non regolamentate.</p>

<p>Europol ha istituito una Task force Operativa, dedicata a smantellare queste reti e rafforzare la sorveglianza alle frontiere. <strong>La rotta dell&#39;Africa occidentale, già usata per la cocaina, viene ora sfruttata anche per il traffico di cannabis</strong>.</p>

<p>L&#39;Europa risponde in modo coordinato a questa minaccia in evoluzione che mette a rischio sicurezza, salute e ambiente.</p>

<p>#MinacciaCannabis</p>

<p><em>Immagine generata con Intelligenza Artificiale</em></p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/4ve1ivllh0</guid>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 16:46:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dear Friend </title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/dear-friend</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non speravo in una risposta, non volevo fare accuse, il mio era lo sfogo, di chi involontariamente si è trovata a dover affrontare, condividere una situazione, nuova, particolare e difficile! Non mi sono schierata , semplicemente sono rimasta là, al mio posto, nel bene, nel male , nella distanza, ho smesso, in parte di preoccuparmi troppo x gli altri, xchè non fa bene alla mia salute, non ho voluto assolutamente dire la mia, su una storia che merita delicatezza, ma soprattutto rispetto! Ho continuato ad essere me stessa, ho continuato e continuerò sempre a voler bene a tuo figlio, nonostante credo mostri già i primi segni della situazione e credo sia normale! Ho ascoltato lei, e non solo, ma senza poter in qualche modo dire la mia, ho ascoltato come ho fatto con te, ho messo da parte ogni confidenza, ogni parola, ho semplicemente fatto ciò che avrebbe fatto una cara amica, non volevo giudicarti, ma è ciò che appare ai miei occhi! Non spetta a me , che non sono nessuno, comprendere, xchè non è la mia vita che sta subendo un cambiamento, ma la vostra, però amico caro, a volte il dolore ci fa apparire ed essere così, lo so x esperienza, xchè anch&#39;io x un motivo diverso ho visto crollare tutto davanti a me, certezze, futuro, sogni, ed oggi a quasi 2 anni, riaffiorano dubbi, paure, incertezze e timori! E l&#39;unica mia forza rimane mio figlio, la volontà e il bisogno di vederlo crescere, di stargli accanto, non sono una madre perfetta, non posso io dirti come comportarti, ma spetta a noi proteggere e dare l&#39;esempio, spetta a noi sacrificarci e sicuramente  di errori ne abbiamo fatto, xchè siamo umani! Posso immaginare il tuo dolore, capire, ma non posso andare oltre e non posso pretendere da nessuno di voi, nulla di più! Ho riletto con attenzione, ho percepito il tuo dolore, apprezzo che anche in questo modo, tu abbia voluto confidarti! Non posso pretendere di rimanere nelle vostre vite, lo so che i rapporti cambiano, forse alcune mie affermazioni sono state troppo pesanti o inappropriate, mi spiace, ma almeno credo siano servite a me x capire! Sapevo già da tempo che cmq le cose sarebbero cambiate, sapevo che non avrei potuto fare nulla , avevo la consapevolezza che ognuno ha la propria vita, ognuno di noi è libero di credere, di affidarsi o confidarsi con chi vuole! È vero è passato tanto tempo, ma forse mi ero illusa io di poter davvero tendere la mano , ho peccato di presunzione, perché non posso arrivare , là dove , non è il mio posto, non posso dire la mia su fatti, che non mi riguardano e soprattutto giudicare! Chissà il mio unico pensiero sinceramente è sempre andato a vs figlio, e oggi il mio augurio e che possa continuare a crescere ed essere sereno! Io non posso fare di più, posso scrivere , ma so , e ti do ragione, le parole a volte , cambiano, aspettano, si perdono...&#xA;Oggi mi hai dato modo di riflettere, pensare e per un momento smettere di pensare alle mie paure, a ciò che devo affrontare, non per colpa mia, anzi, chissà il destino, o una punizione dall&#39;alto! Ma so per certo che non possiamo permetterci di mollare, tra alti e bassi, dobbiamo vivere, sopravvivere e combattere x i nostri figli e le persone a cui vogliamo bene! ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non speravo in una risposta, non volevo fare accuse, il mio era lo sfogo, di chi involontariamente si è trovata a dover affrontare, condividere una situazione, nuova, particolare e difficile! Non mi sono schierata , semplicemente sono rimasta là, al mio posto, nel bene, nel male , nella distanza, ho smesso, in parte di preoccuparmi troppo x gli altri, xchè non fa bene alla mia salute, non ho voluto assolutamente dire la mia, su una storia che merita delicatezza, ma soprattutto rispetto! Ho continuato ad essere me stessa, ho continuato e continuerò sempre a voler bene a tuo figlio, nonostante credo mostri già i primi segni della situazione e credo sia normale! Ho ascoltato lei, e non solo, ma senza poter in qualche modo dire la mia, ho ascoltato come ho fatto con te, ho messo da parte ogni confidenza, ogni parola, ho semplicemente fatto ciò che avrebbe fatto una cara amica, non volevo giudicarti, ma è ciò che appare ai miei occhi! Non spetta a me , che non sono nessuno, comprendere, xchè non è la mia vita che sta subendo un cambiamento, ma la vostra, però amico caro, a volte il dolore ci fa apparire ed essere così, lo so x esperienza, xchè anch&#39;io x un motivo diverso ho visto crollare tutto davanti a me, certezze, futuro, sogni, ed oggi a quasi 2 anni, riaffiorano dubbi, paure, incertezze e timori! E l&#39;unica mia forza rimane mio figlio, la volontà e il bisogno di vederlo crescere, di stargli accanto, non sono una madre perfetta, non posso io dirti come comportarti, ma spetta a noi proteggere e dare l&#39;esempio, spetta a noi sacrificarci e sicuramente  di errori ne abbiamo fatto, xchè siamo umani! Posso immaginare il tuo dolore, capire, ma non posso andare oltre e non posso pretendere da nessuno di voi, nulla di più! Ho riletto con attenzione, ho percepito il tuo dolore, apprezzo che anche in questo modo, tu abbia voluto confidarti! Non posso pretendere di rimanere nelle vostre vite, lo so che i rapporti cambiano, forse alcune mie affermazioni sono state troppo pesanti o inappropriate, mi spiace, ma almeno credo siano servite a me x capire! Sapevo già da tempo che cmq le cose sarebbero cambiate, sapevo che non avrei potuto fare nulla , avevo la consapevolezza che ognuno ha la propria vita, ognuno di noi è libero di credere, di affidarsi o confidarsi con chi vuole! È vero è passato tanto tempo, ma forse mi ero illusa io di poter davvero tendere la mano , ho peccato di presunzione, perché non posso arrivare , là dove , non è il mio posto, non posso dire la mia su fatti, che non mi riguardano e soprattutto giudicare! Chissà il mio unico pensiero sinceramente è sempre andato a vs figlio, e oggi il mio augurio e che possa continuare a crescere ed essere sereno! Io non posso fare di più, posso scrivere , ma so , e ti do ragione, le parole a volte , cambiano, aspettano, si perdono...
Oggi mi hai dato modo di riflettere, pensare e per un momento smettere di pensare alle mie paure, a ciò che devo affrontare, non per colpa mia, anzi, chissà il destino, o una punizione dall&#39;alto! Ma so per certo che non possiamo permetterci di mollare, tra alti e bassi, dobbiamo vivere, sopravvivere e combattere x i nostri figli e le persone a cui vogliamo bene!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/k73clg4sci</guid>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:04:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Contacto</title>
      <link>https://noblogo.org/poderobrero/contacto</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cuentas principales&#xA;@poderobrero@leftist.network&#xA;poderobrero@pod.beautifulmathuncensored.de&#xA;&#xA;Cuenta secundaria&#xA;@poderobrero@rebelbase.site]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cuentas principales</strong>
– @poderobrero@leftist.network
– <a href="https://pod.beautifulmathuncensored.de/people/b6f91f90994e013e3509018e4f6d503e" rel="nofollow">poderobrero@pod.beautifulmathuncensored.de</a></p>

<p><strong>Cuenta secundaria</strong>
– @poderobrero@rebelbase.site</p>
]]></content:encoded>
      <author>Роძэя ΟЬяэяо</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nxfo8nbwvw</guid>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:27:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>EUDA (Agenzia dell&#39;Unione Europea contro le Droghe) e Italia insieme per...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/euda-agenzia-dellunione-europea-contro-le-droghe-e-italia-insieme-per</link>
      <description>&lt;![CDATA[EUDA (Agenzia dell&#39;Unione Europea contro le Droghe) e Italia insieme per sistemi di allerta precoce più forti&#xA;&#xA;L&#39;Agenzia dell&#39;Unione Europea contro le Droghe (#EUDA) e l&#39; Italia stanno collaborando per rafforzare i sistemi di monitoraggio delle sostanze psicoattive di nuova sintesi (#NPS) a livello internazionale. Recentemente esperti sugli stupefacenti provenienti da sette paesi partner dell&#39;allargamento e del vicinato (Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Moldavia, Montenegro e Ucraina) hanno effettuato a Roma una visita di studio di tre giorni. Tra le istituzioni coinvolte il Laboratorio di Tossicologia Forense dell&#39;Università Cattolica di Roma, l&#39;Unità di Investigazione Scientifica dei Carabinieri, il Servizio di Polizia Scientifica e il Centro Nazionale sulle Dipendenze e Doping dell&#39;Istituto Nazionale di Salute.&#xA;&#xA;Le New Psychoactive Substances sono droghe sintetiche di laboratorio progettate per imitare gli effetti di sostanze stupefacenti tradizionali (cannabis, cocaina, ecstasy, ecc.) ma con strutture chimiche leggermente modificate. Possono essere estremamente pericolose perché non esistono studi sulla loro sicurezza, tossicità ed effetti a lungo termine.&#xA;&#xA;Attraverso i progetti di cooperazione tecnica finanziati dall&#39; #UE (IPA8 e EU4MD II), si sta lavorando per estendere le capacità di allerta precoce oltre i confini dell&#39;Unione Europea, coinvolgendo partner internazionali nella lotta a queste nuove minacce. L&#39;identificazione rapida delle modifiche nei mercati e nei modelli di consumo di droga è fondamentale per garantire che decisori politici e operatori del settore siano preparati ad affrontare le emergenze sanitarie.&#xA;&#xA;Questa iniziativa rafforza la rete #REITOX e amplia la cooperazione con i paesi dei Balcani occidentali e della Politica Europea di Vicinato.&#xA;La rete REITOX (dal francese Réseau Européen d&#39;Information sur les Drogues et les Toxicomanies) è la Rete Europea di Informazione su Droghe e Tossicodipendenze, il sistema attraverso cui l&#39;EUDA raccoglie, analizza e diffonde dati sul fenomeno droga in Europa. È composta dai punti focali nazionali (national focal points) presenti in ciascun paese membro dell&#39;UE, nei paesi candidati e in altri partner. La rete include 29 sistemi di allerta precoce nazionali in tutta Europa (27 Stati membri UE, Norvegia, Turchia, e altri paesi partner come i Balcani occidentali).&#xA;&#xA;Ogni paese ha un proprio &#34;punto focale&#34; — solitamente un istituto di ricerca, un ministero o un&#39;agenzia sanitaria nazionale, per l&#39;Italia è il Dipartimento per le politiche antidroga è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri  — che:&#xA;&#xA;Raccoglie dati nazionali su consumo di droghe, trattamenti, decessi, sequestri&#xA;Monitora le nuove sostanze psicoattive (NPS) che appaiono sul mercato&#xA;Fornisce informazioni all&#39;EUDA per le relazioni europee (come il European Drug Report)&#xA;Coordina la risposta nazionale alle emergenze droga&#xA;&#xA;REITOX garantisce che l&#39;EUDA possa fornire un quadro completo e comparabile della situazione droga in Europa, fondamentale per le politiche pubbliche e le risposte sanitarie coordinate a livello continentale.&#xA;&#xA;#DrugPolicy #SostanzePsicoattive #AllertaPrecoce #PublicHealth #CooperazioneInternazionale]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="euda-agenzia-dell-unione-europea-contro-le-droghe-e-italia-insieme-per-sistemi-di-allerta-precoce-più-forti">EUDA (Agenzia dell&#39;Unione Europea contro le Droghe) e Italia insieme per sistemi di allerta precoce più forti</h2>

<p>L&#39;Agenzia dell&#39;Unione Europea contro le Droghe (#EUDA) e l&#39; <strong>Italia</strong> stanno collaborando per rafforzare i sistemi di monitoraggio delle <em>sostanze psicoattive di nuova sintesi</em> (#NPS) a livello internazionale. Recentemente esperti sugli stupefacenti provenienti da sette paesi partner dell&#39;allargamento e del vicinato (<strong>Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Moldavia, Montenegro e Ucraina</strong>) hanno effettuato a Roma una visita di studio di tre giorni. Tra le istituzioni coinvolte il <strong>Laboratorio di Tossicologia Forense dell&#39;Università Cattolica di Roma, l&#39;Unità di Investigazione Scientifica dei Carabinieri, il Servizio di Polizia Scientifica e il Centro Nazionale sulle Dipendenze e Doping dell&#39;Istituto Nazionale di Salute</strong>.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/eNaaamKNXPCDB8b/preview" alt=""></p>

<p>Le <strong>New Psychoactive Substances</strong> sono droghe sintetiche di laboratorio progettate per imitare gli effetti di sostanze stupefacenti tradizionali (cannabis, cocaina, ecstasy, ecc.) ma con strutture chimiche leggermente modificate. Possono essere estremamente pericolose perché non esistono studi sulla loro sicurezza, tossicità ed effetti a lungo termine.</p>

<p>Attraverso i progetti di cooperazione tecnica finanziati dall&#39; #UE (IPA8 e EU4MD II), si sta lavorando per estendere le capacità di allerta precoce oltre i confini dell&#39;Unione Europea, coinvolgendo partner internazionali nella lotta a queste nuove minacce. L&#39;identificazione rapida delle modifiche nei mercati e nei modelli di consumo di droga è fondamentale per garantire che decisori politici e operatori del settore siano preparati ad affrontare le emergenze sanitarie.</p>

<p>Questa iniziativa rafforza la rete #REITOX e amplia la cooperazione con i paesi dei Balcani occidentali e della Politica Europea di Vicinato.
La rete REITOX (dal francese Réseau Européen d&#39;Information sur les Drogues et les Toxicomanies) è la Rete Europea di Informazione su Droghe e Tossicodipendenze, il sistema attraverso cui l&#39;EUDA raccoglie, analizza e diffonde dati sul fenomeno droga in Europa. È composta dai punti focali nazionali (<em>national focal points</em>) presenti in ciascun paese membro dell&#39;UE, nei paesi candidati e in altri partner. La rete include 29 sistemi di allerta precoce nazionali in tutta Europa (27 Stati membri UE, Norvegia, Turchia, e altri paesi partner come i Balcani occidentali).</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/StnSwMEMLyLxa4q/preview" alt=""></p>

<p>Ogni paese ha un proprio “punto focale” — solitamente un istituto di ricerca, un ministero o un&#39;agenzia sanitaria nazionale, per l&#39;Italia è il Dipartimento per le politiche antidroga è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri  — che:</p>
<ul><li>Raccoglie dati nazionali su consumo di droghe, trattamenti, decessi, sequestri</li>
<li>Monitora le nuove sostanze psicoattive (NPS) che appaiono sul mercato</li>
<li>Fornisce informazioni all&#39;EUDA per le relazioni europee (come il European Drug Report)</li>
<li>Coordina la risposta nazionale alle emergenze droga</li></ul>

<p>REITOX garantisce che l&#39;EUDA possa fornire un quadro completo e comparabile della situazione droga in Europa, fondamentale per le politiche pubbliche e le risposte sanitarie coordinate a livello continentale.</p>

<p>#DrugPolicy #SostanzePsicoattive #AllertaPrecoce #PublicHealth #CooperazioneInternazionale</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/wx9cnzcq59</guid>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:30:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Cara amica</title>
      <link>https://noblogo.org/alviro/cara-amica</link>
      <description>&lt;![CDATA[Cara amica&#xA;&#xA;ho letto le tue parole con attenzione, più di una volta. E forse proprio perché le ho lette con attenzione sento il bisogno di risponderti.&#xA;Mi ha colpito soprattutto una frase: «non ho allentato io i fili ma li hai volutamente spezzati, per paura, timore, ipocrisia, incoerenza».&#xA;È una frase molto forte. E, soprattutto, è una ricostruzione dei fatti nella quale io non mi riconosco.&#xA;Non credo di aver spezzato quei fili per paura, né per ipocrisia o incoerenza. Credo piuttosto che tu abbia visto il mio allontanamento senza riuscire, o forse senza poter vedere, ciò che c&#39;era dietro.&#xA;Perché io, in questi ultimi due mesi, non ho semplicemente preso le distanze da qualcuno.&#xA;&#xA;Sono stato cacciato da casa come un cane randagio.&#xA;&#xA;Sono stato allontanato da un luogo che per me non era soltanto una casa, ma rappresentava una parte della mia vita, delle mie abitudini, dei miei affetti, della mia quotidianità. E insieme a quella casa ho perso, almeno per un periodo, anche la possibilità di vivere con naturalezza il rapporto con mio figlio.&#xA;&#xA;Sono passati due mesi.&#xA;&#xA;Due mesi durante i quali ho dovuto cercare di andare avanti mentre dentro di me si consumava qualcosa che non so nemmeno come descrivere.&#xA;E proprio ieri, per la prima volta dopo tutto questo tempo, ho potuto rivedere mio figlio in quei luoghi. La piazza, il centro storico, il suo vecchio asilo......&#xA;Sono tornato in quella casa, in quel paese, dentro una realtà che fino a poco tempo fa sentivo mia e che improvvisamente mi è diventata estranea.&#xA;&#xA;E quando sono andato via ho pianto.&#xA;&#xA;Ho pianto in macchina, da solo, durante il viaggio di ritorno.&#xA;Non te lo racconto per suscitare compassione, né per mettere il mio dolore davanti a quello di qualcun altro. Te lo racconto perché forse, sapendo questo, puoi comprendere quanto sia difficile per me leggere che avrei semplicemente scelto di «spezzare i fili» per paura o incoerenza.&#xA;Ci sono momenti nella vita in cui una persona si allontana  perché sta cercando semplicemente di sopravvivere a quello che le sta accadendo.&#xA;&#xA;Io sono stato dentro questo momento.&#xA;&#xA; Ci siamo conosciuti e frequentati soprattutto attraverso le circostanze, le persone e la vita che condividevamo allora. Ci sono stati momenti belli, conversazioni, caffè, serate e risate, e li ricordo per quello che sono stati.&#xA;&#xA;Non ho mai chiesto di schierarti dalla mia parte.&#xA;&#xA;Ma inevitabilmente, dopo quello che è successo, anche il modo in cui guardo alle persone che mi sono state vicine è cambiato. Ognuno è libero di frequentare chi vuole e di mantenere i rapporti che ritiene importanti. Io, altrettanto liberamente, posso però trarre le mie conclusioni e decidere quali rapporti sento ancora compatibili con ciò che sto vivendo.&#xA;&#xA;Non è un&#39;accusa e non è una richiesta di schieramento.&#xA;&#xA;È semplicemente una consapevolezza alla quale sono arrivato.&#xA;Le canzoni?  Le parole affidate al web?&#xA;Uno strumento può eventualmente aiutare a trovare le parole, non può inventare il dolore che c&#39;è dietro.&#xA;&#xA;Su questo posso dirti soltanto una cosa: non sempre il modo in cui si riesce a mettere insieme delle parole corrisponde alla quantità di sentimento che c&#39;è dietro.&#xA;A volte le parole arrivano facilmente. Altre volte bisogna cercarle, ordinarle, lasciarle decantare. Ma questo non rende meno autentico ciò che si prova.&#xA;&#xA;Le parole possono essere aiutate, corrette, persino riscritte.&#xA;&#xA;Quello che una persona ha dentro, invece, rimane suo.&#xA;E quello che ho vissuto in questi due mesi, nel bene e soprattutto nel dolore, non può essere scritto da nessun altro.&#xA;Ieri, quando sono ripartito da quei luoghi, non avevo bisogno di una canzone da condividere.&#xA;&#xA;Avevo soltanto bisogno di andare via.&#xA;&#xA;E mentre guidavo e piangevo, ripensavo a mio figlio, a quello che era il mio nido e rifugio, anche a Lei,  a quello che è stato e a tutto ciò che improvvisamente non è più come prima.&#xA;&#xA;Quello era il mio pensiero.&#xA;Quella era la mia sofferenza.&#xA;&#xA;E nessuno strumento avrebbe potuto renderla più vera o più falsa.&#xA;&#xA;Per questo non vorrei che il mio silenzio, le mie assenze o il diverso modo in cui oggi riesco a comunicare venissero interpretati come la prova che l&#39;amicizia sia stata  un falso. &#xA;Non lo è stato, e in un certo senso c&#39;è ancora, altrimenti non starei qui a scrivere.&#xA;&#xA;Ma oggi io sono inevitabilmente diverso.&#xA;&#xA;Non perché abbia scelto di esserlo, ma perché certe esperienze ti cambiano anche quando non lo chiedi.&#xA;E allora, più che accusarti, voglio semplicemente dirti che la mia distanza non è nata dal disinteresse.&#xA;&#xA;È nata dal dolore.&#xA;&#xA;E forse anche dalla necessità di proteggermi.&#xA;Tu hai raccontato la tua percezione di quello che è accaduto. Io sentivo di dover raccontare la mia.&#xA;&#xA;Non per stabilire chi abbia ragione.&#xA;&#xA;Semplicemente perché non posso accettare che il mio silenzio venga trasformato in paura, la mia distanza in ipocrisia e il mio dolore in incoerenza.&#xA;&#xA;In questi due mesi ho perso molto.&#xA;&#xA;Ho perso una casa, una quotidianità, delle certezze. E ho dovuto imparare a convivere con un&#39;assenza che non avevo scelto.&#xA;&#xA;Forse, proprio per questo, oggi guardo ogni rapporto con occhi diversi.&#xA;&#xA;Non con rancore.&#xA;Con maggiore consapevolezza.&#xA;&#xA;E forse è questa, alla fine, la cosa più difficile da accettare: alcune persone rimangono nella nostra storia, ma non necessariamente rimangono nello stesso posto della nostra vita.&#xA;Ma non posso nemmeno fingere che, dopo tutto quello che è successo, io sia ancora la stessa persona di prima.&#xA;&#xA;Questo è ciò che volevo dirti.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="cara-amica">Cara amica</h2>

<p>ho letto le tue parole con attenzione, più di una volta. E forse proprio perché le ho lette con attenzione sento il bisogno di risponderti.
Mi ha colpito soprattutto una frase: «non ho allentato io i fili ma li hai volutamente spezzati, per paura, timore, ipocrisia, incoerenza».
È una frase molto forte. E, soprattutto, è una ricostruzione dei fatti nella quale io non mi riconosco.
Non credo di aver spezzato quei fili per paura, né per ipocrisia o incoerenza. Credo piuttosto che tu abbia visto il mio allontanamento senza riuscire, o forse senza poter vedere, ciò che c&#39;era dietro.
Perché io, in questi ultimi due mesi, non ho semplicemente preso le distanze da qualcuno.</p>

<p>Sono stato cacciato da casa come un cane randagio.</p>

<p>Sono stato allontanato da un luogo che per me non era soltanto una casa, ma rappresentava una parte della mia vita, delle mie abitudini, dei miei affetti, della mia quotidianità. E insieme a quella casa ho perso, almeno per un periodo, anche la possibilità di vivere con naturalezza il rapporto con mio figlio.</p>

<p>Sono passati due mesi.</p>

<p>Due mesi durante i quali ho dovuto cercare di andare avanti mentre dentro di me si consumava qualcosa che non so nemmeno come descrivere.
E proprio ieri, per la prima volta dopo tutto questo tempo, ho potuto rivedere mio figlio in quei luoghi. La piazza, il centro storico, il suo vecchio asilo......
Sono tornato in quella casa, in quel paese, dentro una realtà che fino a poco tempo fa sentivo mia e che improvvisamente mi è diventata estranea.</p>

<p>E quando sono andato via ho pianto.</p>

<p>Ho pianto in macchina, da solo, durante il viaggio di ritorno.
Non te lo racconto per suscitare compassione, né per mettere il mio dolore davanti a quello di qualcun altro. Te lo racconto perché forse, sapendo questo, puoi comprendere quanto sia difficile per me leggere che avrei semplicemente scelto di «spezzare i fili» per paura o incoerenza.
Ci sono momenti nella vita in cui una persona si allontana  perché sta cercando semplicemente di sopravvivere a quello che le sta accadendo.</p>

<p>Io sono stato dentro questo momento.</p>

<p> Ci siamo conosciuti e frequentati soprattutto attraverso le circostanze, le persone e la vita che condividevamo allora. Ci sono stati momenti belli, conversazioni, caffè, serate e risate, e li ricordo per quello che sono stati.</p>

<p>Non ho mai chiesto di schierarti dalla mia parte.</p>

<p>Ma inevitabilmente, dopo quello che è successo, anche il modo in cui guardo alle persone che mi sono state vicine è cambiato. Ognuno è libero di frequentare chi vuole e di mantenere i rapporti che ritiene importanti. Io, altrettanto liberamente, posso però trarre le mie conclusioni e decidere quali rapporti sento ancora compatibili con ciò che sto vivendo.</p>

<p>Non è un&#39;accusa e non è una richiesta di schieramento.</p>

<p>È semplicemente una consapevolezza alla quale sono arrivato.
Le canzoni?  Le parole affidate al web?
Uno strumento può eventualmente aiutare a trovare le parole, non può inventare il dolore che c&#39;è dietro.</p>

<p>Su questo posso dirti soltanto una cosa: non sempre il modo in cui si riesce a mettere insieme delle parole corrisponde alla quantità di sentimento che c&#39;è dietro.
A volte le parole arrivano facilmente. Altre volte bisogna cercarle, ordinarle, lasciarle decantare. Ma questo non rende meno autentico ciò che si prova.</p>

<p>Le parole possono essere aiutate, corrette, persino riscritte.</p>

<p>Quello che una persona ha dentro, invece, rimane suo.
E quello che ho vissuto in questi due mesi, nel bene e soprattutto nel dolore, non può essere scritto da nessun altro.
Ieri, quando sono ripartito da quei luoghi, non avevo bisogno di una canzone da condividere.</p>

<p>Avevo soltanto bisogno di andare via.</p>

<p>E mentre guidavo e piangevo, ripensavo a mio figlio, a quello che era il mio nido e rifugio, anche a Lei,  a quello che è stato e a tutto ciò che improvvisamente non è più come prima.</p>

<p>Quello era il mio pensiero.
Quella era la mia sofferenza.</p>

<p>E nessuno strumento avrebbe potuto renderla più vera o più falsa.</p>

<p>Per questo non vorrei che il mio silenzio, le mie assenze o il diverso modo in cui oggi riesco a comunicare venissero interpretati come la prova che l&#39;amicizia sia stata  un falso.
Non lo è stato, e in un certo senso c&#39;è ancora, altrimenti non starei qui a scrivere.</p>

<p>Ma oggi io sono inevitabilmente diverso.</p>

<p>Non perché abbia scelto di esserlo, ma perché certe esperienze ti cambiano anche quando non lo chiedi.
E allora, più che accusarti, voglio semplicemente dirti che la mia distanza non è nata dal disinteresse.</p>

<p>È nata dal dolore.</p>

<p>E forse anche dalla necessità di proteggermi.
Tu hai raccontato la tua percezione di quello che è accaduto. Io sentivo di dover raccontare la mia.</p>

<p>Non per stabilire chi abbia ragione.</p>

<p>Semplicemente perché non posso accettare che il mio silenzio venga trasformato in paura, la mia distanza in ipocrisia e il mio dolore in incoerenza.</p>

<p>In questi due mesi ho perso molto.</p>

<p>Ho perso una casa, una quotidianità, delle certezze. E ho dovuto imparare a convivere con un&#39;assenza che non avevo scelto.</p>

<p>Forse, proprio per questo, oggi guardo ogni rapporto con occhi diversi.</p>

<p>Non con rancore.
Con maggiore consapevolezza.</p>

<p>E forse è questa, alla fine, la cosa più difficile da accettare: alcune persone rimangono nella nostra storia, ma non necessariamente rimangono nello stesso posto della nostra vita.
Ma non posso nemmeno fingere che, dopo tutto quello che è successo, io sia ancora la stessa persona di prima.</p>

<p>Questo è ciò che volevo dirti.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Alviro </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/3yyv2a3074</guid>
      <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:26:14 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Da oggi 30 settembre la polizia italiana potrà &#34;leggere&#34; i volti in tempo reale...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/da-oggi-30-settembre-la-polizia-italiana-potra-leggere-i-volti-in-tempo-reale</link>
      <description>&lt;![CDATA[Da oggi 30 settembre la polizia italiana potrà &#34;leggere&#34; i volti in tempo reale (e perché l&#39;UE lo permette). Cosa succede all&#39;estero?&#xA;&#xA;Da oggi 30 settembre 2026 entra in vigore il Decreto Legislativo 160/2026 https://www.normattiva.it/eli/id/2026/09/15/26G00179/ORIGINAL, che sancisce un passaggio storico: per la prima volta l&#39;intelligenza artificiale entra ufficialmente nel Codice di Procedura Penale italiano. Telecamere intelligenti, algoritmi di riconoscimento facciale e banche dati biometriche diventano strumenti d&#39;indagine a tutti gli effetti. Ma con un vincolo ferreo: niente sorveglianza senza autorizzazione del magistrato.&#xA;&#xA;Il decreto attua in Italia l&#39; AI Act (Regolamento UE 2024/1689 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ%3AL_202401689), il regolamento europeo sull&#39;intelligenza artificiale. L&#39;AI Act classifica il riconoscimento facciale biometrico remoto in tempo reale come pratica ad &#34;rischio inaccettabile&#34; — quindi vietata in linea generale — ma prevede deroghe rigorose per finalità di sicurezza pubblica.&#xA;&#xA;L&#39;Italia è tra i primi paesi europei a legiferare concretamente su queste deroghe, attrezzando la polizia di una tecnologia già sperimentata in altri contesti (pensate ai controlli in aeroporto) ma mai regolamentata per le indagini penali.&#xA;&#xA;Si potrà:&#xA;Collegare telecamere pubbliche a sistemi AI che confrontano volti in tempo reale con banche dati di ricercati&#xA;Attivare la sorveglianza biometrica per cercare latitanti, persone scomparse o sospettati di reati gravi&#xA;Utilizzare i risultati come prova nel processo penale&#xA;&#xA;Mentre i paletti invalicabili sono:&#xA;&#xA;Autorizzazione del magistrato obbligatoria per ogni attivazione&#xA;Cancellazione dei dati al termine dell&#39;indagine (salvo che costituiscano &#34;corpo del reato&#34;)&#xA;Reato specifico (art. 437-bis c.p.) per chi abusa della tecnologia o crea discriminazioni algoritmiche (&#34;Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi&#34;, punibile con la reclusione fino a dieci anni in caso di pericolo per la sicurezza dello Stato, e stabilisce regole processuali civilistiche per il risarcimento del danno derivante dall&#39;uso di sistemi di IA, inclusa la presunzione del nesso di causalità in caso di violazione del regolamento europeo)&#xA;&#xA;L&#39;Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama mondiale — più garantista della Cina, più strutturata del Regno Unito, ma più permissiva di alcuni stati americani.&#xA;&#xA;🇪🇺 Unione Europea&#x9;L&#39;AI Act vieta la sorveglianza biometrica in tempo reale, ma prevede deroghe per ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche e reati gravi — con autorizzazione giudiziaria. L&#39;Italia sta attuando proprio queste deroghe.&#xA;🇸🇪 Svezia&#x9;Ha anticipato l&#39;Italia: dal 1° gennaio 2026 è il primo paese UE con una legge specifica che autorizza la polizia al riconoscimento facciale in tempo reale, con via libera del procuratore e oversight dell&#39;autorità privacy.&#xA;🇬🇧 Regno Unito&#x9;Nessuna legge ad hoc. La polizia utilizza il riconoscimento facciale dal 2016 sulla base di linee guida interne e interpretazioni del common law. Nel 2025 sono state scansionate oltre 7 milioni di facce. Il governo ha promesso un &#34;quadro di governance chiaro&#34; entro fine 2025.&#xA;🇺🇸 Stati Uniti&#x9;Patchwork normativo: alcuni stati (Illinois, Texas, Washington) hanno leggi restrittive che richiedono consenso esplicito, altri permettono uso indiscriminato. Al Congresso sono in discussione il Facial Recognition Act of 2025 e l&#39;ICE Out of Our Faces Act per limitare l&#39;impiego nell&#39;immigrazione.&#xA;🇨🇳 Cina&#x9;Il modello opposto: sorveglianza di massa con riconoscimento facciale ubiquo, spesso senza trasparenza né controlli sulla privacy.&#xA;&#xA;Il decreto italiano risponde a un&#39;esigenza reale: la tecnologia di riconoscimento facciale esiste già, viene già usata (anche da privati), ma mancava un quadro normativo che ne regolamentasse l&#39;impiego pubblico. &#xA;&#xA;Fonti: D.Lgs. 160/2026, Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), La Legge per Tutti, Privacy International, State of Surveillance&#xA;&#xA;L&#39;immagine è stata generata con AI&#xA;&#xA;#RiconoscimentoFacciale #AIAct #IntelligenzaArtificiale #Sicurezza #Privacy #Decreto160 ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="da-oggi-30-settembre-la-polizia-italiana-potrà-leggere-i-volti-in-tempo-reale-e-perché-l-ue-lo-permette-cosa-succede-all-estero">Da oggi 30 settembre la polizia italiana potrà “leggere” i volti in tempo reale (e perché l&#39;UE lo permette). Cosa succede all&#39;estero?</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/RRts7Ts7XWJkktw/preview" alt=""></p>

<p>Da oggi 30 settembre 2026 entra in vigore il Decreto Legislativo 160/2026 <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/2026/09/15/26G00179/ORIGINAL" rel="nofollow">https://www.normattiva.it/eli/id/2026/09/15/26G00179/ORIGINAL</a>, che sancisce un passaggio storico: per la prima volta l&#39;intelligenza artificiale entra ufficialmente nel Codice di Procedura Penale italiano. Telecamere intelligenti, algoritmi di riconoscimento facciale e banche dati biometriche diventano strumenti d&#39;indagine a tutti gli effetti. Ma con un vincolo ferreo: niente sorveglianza senza autorizzazione del magistrato.</p>

<p>Il decreto attua in Italia l&#39; <strong>AI Act</strong> (Regolamento UE 2024/1689 <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ%3AL_202401689" rel="nofollow">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ%3AL_202401689</a>), il regolamento europeo sull&#39;intelligenza artificiale. L&#39;AI Act classifica il <strong>riconoscimento facciale biometrico remoto in tempo reale</strong> come pratica ad “rischio inaccettabile” — quindi vietata in linea generale — ma prevede deroghe rigorose per finalità di sicurezza pubblica.</p>

<p>L&#39;Italia è tra i primi paesi europei a legiferare concretamente su queste deroghe, attrezzando la polizia di una tecnologia già sperimentata in altri contesti (pensate ai controlli in aeroporto) ma mai regolamentata per le indagini penali.</p>

<p>Si potrà:
– Collegare telecamere pubbliche a sistemi AI che confrontano volti in tempo reale con banche dati di ricercati
– Attivare la sorveglianza biometrica per cercare latitanti, persone scomparse o sospettati di reati gravi
– Utilizzare i risultati come prova nel processo penale</p>

<p>Mentre i paletti invalicabili sono:</p>
<ul><li>Autorizzazione del magistrato obbligatoria per ogni attivazione</li>
<li>Cancellazione dei dati al termine dell&#39;indagine (salvo che costituiscano “corpo del reato”)</li>
<li>Reato specifico (art. 437-bis c.p.) per chi abusa della tecnologia o crea discriminazioni algoritmiche (“Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi”, punibile con la reclusione fino a dieci anni in caso di pericolo per la sicurezza dello Stato, e stabilisce regole processuali civilistiche per il risarcimento del danno derivante dall&#39;uso di sistemi di IA, inclusa la presunzione del nesso di causalità in caso di violazione del regolamento europeo)</li></ul>

<p>L&#39;Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama mondiale — più garantista della Cina, più strutturata del Regno Unito, ma più permissiva di alcuni stati americani.</p>

<p>🇪🇺 Unione Europea   L&#39;AI Act vieta la sorveglianza biometrica in tempo reale, ma prevede deroghe per ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche e reati gravi — con autorizzazione giudiziaria. L&#39;Italia sta attuando proprio queste deroghe.
🇸🇪 Svezia   Ha anticipato l&#39;Italia: dal 1° gennaio 2026 è il primo paese UE con una legge specifica che autorizza la polizia al riconoscimento facciale in tempo reale, con via libera del procuratore e oversight dell&#39;autorità privacy.
🇬🇧 Regno Unito  Nessuna legge ad hoc. La polizia utilizza il riconoscimento facciale dal 2016 sulla base di linee guida interne e interpretazioni del common law. Nel 2025 sono state scansionate oltre 7 milioni di facce. Il governo ha promesso un “quadro di governance chiaro” entro fine 2025.
🇺🇸 Stati Uniti  Patchwork normativo: alcuni stati (Illinois, Texas, Washington) hanno leggi restrittive che richiedono consenso esplicito, altri permettono uso indiscriminato. Al Congresso sono in discussione il Facial Recognition Act of 2025 e l&#39;ICE Out of Our Faces Act per limitare l&#39;impiego nell&#39;immigrazione.
🇨🇳 Cina Il modello opposto: sorveglianza di massa con riconoscimento facciale ubiquo, spesso senza trasparenza né controlli sulla privacy.</p>

<p>Il decreto italiano risponde a un&#39;esigenza reale: la tecnologia di riconoscimento facciale esiste già, viene già usata (anche da privati), ma mancava un quadro normativo che ne regolamentasse l&#39;impiego pubblico.</p>

<p><em>Fonti: D.Lgs. 160/2026, Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), La Legge per Tutti, Privacy International, State of Surveillance</em></p>

<p><em>L&#39;immagine è stata generata con AI</em></p>

<p>#RiconoscimentoFacciale #AIAct #IntelligenzaArtificiale #Sicurezza #Privacy #Decreto160</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/5jcexepbwg</guid>
      <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:44:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Avete vinto voi, </title>
      <link>https://noblogo.org/diventivento/avete-vinto-voi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Avete vinto voi, &#xA;mi avete cancellato dall&#39;esistenza umana, sia in quanto essere a sé, sia come essere pensante e sia come essere sociale, avete vinto voi, io non voglio, non posso, non riesco, e non riuscirò mai più ad esistere in quanto persona...]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avete vinto voi,
mi avete cancellato dall&#39;esistenza umana, sia in quanto essere a sé, sia come essere pensante e sia come essere sociale, avete vinto voi, io non voglio, non posso, non riesco, e non riuscirò mai più ad esistere in quanto persona...</p>
]]></content:encoded>
      <author>mementomori</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/0p20u0uckd</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 21:59:19 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Enlaces de interés</title>
      <link>https://noblogo.org/poderobrero/enlaces-de-interes</link>
      <description>&lt;![CDATA[Marxists Internet Archive - Sección en Español&#xA;DESDE MARX HASTA MAO/index(sp).html)&#xA;Conferencia Internacional de Partidos y Organizaciones Marxistas Leninistas (CIPOML)&#xA;La Internacional Comunista (Stalinista-Hoxhaista) &#xA;Editorial Templando El Acero&#xA;Ediciones Uno en Dos&#xA;Editorial Ródina&#xA;Dos cuadrados&#xA;Diccionario filosófico marxista&#xA;Bitácora (Marxista-Leninista)&#xA;Amistad Hispano-Soviética&#xA;World Federation of Democratic Youth&#xA;Federación Sindical Mundial]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><a href="https://www.marxists.org/espanol/index.htm" rel="nofollow">Marxists Internet Archive – Sección en Español</a></li>
<li><a href="http://www.marx2mao.com/M2M(SP)/index(sp).html" rel="nofollow">DESDE MARX HASTA MAO</a></li>
<li><a href="https://www.cipoml.net/es/" rel="nofollow">Conferencia Internacional de Partidos y Organizaciones Marxistas Leninistas (CIPOML)</a></li>
<li><a href="http://ciml.250x.com/index_spanish.html" rel="nofollow">La Internacional Comunista (Stalinista-Hoxhaista) </a></li>
<li><a href="https://librosml.blogspot.com/" rel="nofollow">Editorial Templando El Acero</a></li>
<li><a href="https://unoendos.net/" rel="nofollow">Ediciones Uno en Dos</a></li>
<li><a href="https://www.facebook.com/EditorialRodina/" rel="nofollow">Editorial Ródina</a></li>
<li><a href="https://doscuadrados.es/" rel="nofollow">Dos cuadrados</a></li>
<li><a href="https://filosofia.org/urss/dfm1946.htm" rel="nofollow">Diccionario filosófico marxista</a></li>
<li><a href="https://bitacoramarxistaleninista.blogspot.com/" rel="nofollow">Bitácora (Marxista-Leninista)</a></li>
<li><a href="https://amistadhispanosovietica.blogspot.com/" rel="nofollow">Amistad Hispano-Soviética</a></li>
<li><a href="http://www.wfdy.org/" rel="nofollow">World Federation of Democratic Youth</a></li>
<li><a href="https://www.wftucentral.org/?lang=es" rel="nofollow">Federación Sindical Mundial</a></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Роძэя ΟЬяэяо</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/518hfq0ft4</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 18:41:21 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Nelle ultime due settimane, a Bologna ci sono state due aggressioni omofobe in...</title>
      <link>https://noblogo.org/smaschieramenti/nelle-ultime-due-settimane-a-bologna-ci-sono-state-due-aggressioni-omofobe-in</link>
      <description>&lt;![CDATA[Nelle ultime due settimane, a Bologna ci sono state due aggressioni omofobe in strada che sono finite sui giornali, suscitando molto clamore. &#xA;&#xA;Siamo indignat3: siamo vicin3 alle vittime perché al loro posto poteva esserci un3 qualunque di noi, e ci sentiamo particolarmente colpite perché queste aggressioni, su cui tutta la città spende parole di indignazione anche perché i giornali hanno scritto che sono state commesse da ragazzi di origine straniera, sono in realtà parte della violenza e dell&#39;oppressione che noi gay, lesbiche, trans, bisessuali e, in generale, persone che non si conformano alla &#34;normalità&#34; sessuale e di genere viviamo ogni giorno.&#xA;&#xA;L&#39;aggressione in strada fa il paio con la derisione a scuola e in famiglia, con i luoghi di lavoro in cui dobbiamo nascondere la nostra sessualità, con i lavori sottopagati che dobbiamo accettare, con le case che non ci vengono affittate, con la discriminazione, l&#39;incomprensione e il paternalismo che incontriamo nei già scarsi servizi sanitari e sociali, con le nostre famiglie di origine che ci accettano a fatica e non ci trattano nello stesso modo delle sorelle e dei fratelli cis/etero, con la paura di fare dei figli che potrebbero non essere riconosciuti legalmente come nostri, con la difficoltà di accedere agli ormoni e ai trattamenti medici necessari al percorso di affermazione di genere, con la mancanza di spazi per l&#39;autogestione, l&#39;autorganizzazione politica e la socialità non commerciale della nostra comunità e per l&#39;accoglienza di quelle di noi che non sanno dove andare.&#xA;&#xA;Chiunque commenti l&#39;accaduto riconducendo l&#39;omofobia a questioni culturali-razziali sta consapevolmente colludendo con tutto il resto della violenza che subiamo da parte della nostra civilissima società occidentale, contribuendo a nasconderla e giustificarla, insieme all&#39;esclusione socio-economica, all&#39;abbrutimento, alla competitività e al razzismo che rendono le nostre città luoghi sempre più segregati e violenti.&#xA;&#xA;Vogliamo dare risonanza alle parole del ragazzo aggredito in via San Felice: un giovane gay razzializzato, di seconda generazione, che nell&#39;intervista su Repubblica ha sottolineato come nessuno dei passanti in via San Felice sia intervenuto per difenderlo, commentando amaramente: &#34;chissà, magari hanno pensato che erano solo dei neri che si picchiavano fra di loro&#34;. La vita di un nero vale meno di quella di un bianco, la vita di un gay vale meno di quella di un etero, salvo quando serve a inferiorizzare e disumanizzare ancora di più quella di un nero.&#xA;&#xA;Questa nostra sorella ha inoltre riferito che una delle sue preoccupazioni, nei giorni successivi all&#39;aggressione, è proprio la mancanza di interventi educativi nelle scuole che, chissà, magari avrebbero potuto regalare ai suoi giovanissimi aggressori una visione diversa della sessualità, della virilità, della vita in genere, o almeno far sentire a lui, a noi, che la collettività è impegnata nella lotta all&#39;omofobia e al sessismo non solo quando siamo sui giornali, non solo quando l&#39;aggressione avviene per strada, non solo quando c&#39;è da dare addosso agli stranieri e competere, in campagna elettorale, per chi è il più intransigente sulla &#34;sicurezza&#34;.&#xA;&#xA;La promessa che facciamo alle sorelle che sono state aggredite in questi giorni, alle sorelle che vivono mille altre aggressioni, in mille forme, tutti i giorni, e a noi stess3 è che non cesseremo di organizzarci per lottare per i nostri diritti, la nostra vita, la nostra felicità e per una società più giusta e libera dall&#39;omo-lesbo-bi-transfobia, dal sessismo, dalla segregazione razziale e dall&#39;abbandono organizzato e intenzionale di intere fasce di popolazione.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane, a Bologna ci sono state due aggressioni omofobe in strada che sono finite sui giornali, suscitando molto clamore.</p>

<p>Siamo indignat3: siamo vicin3 alle vittime perché al loro posto poteva esserci un3 qualunque di noi, e ci sentiamo particolarmente colpite perché queste aggressioni, su cui tutta la città spende parole di indignazione anche perché i giornali hanno scritto che sono state commesse da ragazzi di origine straniera, sono in realtà parte della violenza e dell&#39;oppressione che noi gay, lesbiche, trans, bisessuali e, in generale, persone che non si conformano alla “normalità” sessuale e di genere viviamo ogni giorno.</p>

<p>L&#39;aggressione in strada fa il paio con la derisione a scuola e in famiglia, con i luoghi di lavoro in cui dobbiamo nascondere la nostra sessualità, con i lavori sottopagati che dobbiamo accettare, con le case che non ci vengono affittate, con la discriminazione, l&#39;incomprensione e il paternalismo che incontriamo nei già scarsi servizi sanitari e sociali, con le nostre famiglie di origine che ci accettano a fatica e non ci trattano nello stesso modo delle sorelle e dei fratelli cis/etero, con la paura di fare dei figli che potrebbero non essere riconosciuti legalmente come nostri, con la difficoltà di accedere agli ormoni e ai trattamenti medici necessari al percorso di affermazione di genere, con la mancanza di spazi per l&#39;autogestione, l&#39;autorganizzazione politica e la socialità non commerciale della nostra comunità e per l&#39;accoglienza di quelle di noi che non sanno dove andare.</p>

<p>Chiunque commenti l&#39;accaduto riconducendo l&#39;omofobia a questioni culturali-razziali sta consapevolmente colludendo con tutto il resto della violenza che subiamo da parte della nostra civilissima società occidentale, contribuendo a nasconderla e giustificarla, insieme all&#39;esclusione socio-economica, all&#39;abbrutimento, alla competitività e al razzismo che rendono le nostre città luoghi sempre più segregati e violenti.</p>

<p>Vogliamo dare risonanza alle parole del ragazzo aggredito in via San Felice: un giovane gay razzializzato, di seconda generazione, che nell&#39;intervista su Repubblica ha sottolineato come nessuno dei passanti in via San Felice sia intervenuto per difenderlo, commentando amaramente: “chissà, magari hanno pensato che erano solo dei neri che si picchiavano fra di loro”. La vita di un nero vale meno di quella di un bianco, la vita di un gay vale meno di quella di un etero, salvo quando serve a inferiorizzare e disumanizzare ancora di più quella di un nero.</p>

<p>Questa nostra sorella ha inoltre riferito che una delle sue preoccupazioni, nei giorni successivi all&#39;aggressione, è proprio la mancanza di interventi educativi nelle scuole che, chissà, magari avrebbero potuto regalare ai suoi giovanissimi aggressori una visione diversa della sessualità, della virilità, della vita in genere, o almeno far sentire a lui, a noi, che la collettività è impegnata nella lotta all&#39;omofobia e al sessismo non solo quando siamo sui giornali, non solo quando l&#39;aggressione avviene per strada, non solo quando c&#39;è da dare addosso agli stranieri e competere, in campagna elettorale, per chi è il più intransigente sulla “sicurezza”.</p>

<p>La promessa che facciamo alle sorelle che sono state aggredite in questi giorni, alle sorelle che vivono mille altre aggressioni, in mille forme, tutti i giorni, e a noi stess3 è che non cesseremo di organizzarci per lottare per i nostri diritti, la nostra vita, la nostra felicità e per una società più giusta e libera dall&#39;omo-lesbo-bi-transfobia, dal sessismo, dalla segregazione razziale e dall&#39;abbandono organizzato e intenzionale di intere fasce di popolazione.</p>
]]></content:encoded>
      <author>smaschieramenti</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/87s366sdfa</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 11:38:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Condanne a Roma, sorrisi al Cairo. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/condanne-a-roma-sorrisi-al-cairo</link>
      <description>&lt;![CDATA[(234) &#xA;&#xA;(R1) &#xA;&#xA;La sentenza di primo grado sul caso #Regeni è una vittoria della giustizia contro un muro di silenzio che sembrava insuperabile. &#xA;Ma è una vittoria che rende ancora più difficile accettare la prudenza del governo italiano: mentre un tribunale condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani, il ministro degli Esteri Antonio #Tajani si preoccupa soprattutto di precisare che l’Egitto, come Stato, non è stato condannato.&#xA;Il 28 settembre 2026 la Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni di reclusione a tre agenti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni e ha assolto il quarto imputato. &#xA;&#xA;È essenziale non attribuire alla sentenza ciò che non dice: non c’è stata una condanna per l’omicidio. &#xA;Le motivazioni devono ancora essere depositate. &#xA;Eppure il risultato è enorme. &#xA;Dopo più di dieci anni, la responsabilità penale per il rapimento del ricercatore di #Fiumicello è stata riconosciuta nonostante l’assenza degli imputati e gli ostacoli che hanno rischiato di impedire persino la celebrazione del processo.&#xA;Quegli ostacoli non sono un dettaglio diplomatico. &#xA;Le autorità egiziane non hanno fornito gli indirizzi necessari a notificare gli atti agli imputati. &#xA;Nel corso delle indagini si sono succedute versioni fuorvianti: l’incidente stradale, il delitto legato a una relazione sessuale, la pista della banda criminale. &#xA;&#xA;La Corte costituzionale è dovuta intervenire perché la mancata collaborazione egiziana non si trasformasse in una protezione per gli imputati e in un’impossibilità di accertare i fatti. &#xA;Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha detto che il risultato è arrivato “...nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziane”,&#xA;&#xA;Di fronte a tutto questo, #Tajani ha scelto parole di una cautela sconcertante: “Non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”. &#xA;Ha aggiunto che la sentenza è di primo grado, che si vedrà cosa accadrà nei successivi gradi di giudizio e che “...la giustizia farà il suo corso”. &#xA;Sul mancato aiuto del Cairo, la sua risposta è stata: “Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione”. &#xA;È una distinzione giuridicamente corretta, ma politicamente desolante. &#xA;Nessuno chiede al ministro di attribuire al presidente egiziano una responsabilità penale che la Corte non ha accertato. &#xA;Gli si chiede di riconoscere il comportamento dello Stato con cui intrattiene rapporti diplomatici.&#xA;&#xA;(R2)&#xA;&#xA;La distanza tra le richieste italiane e la risposta egiziana è il punto. &#xA;“Abbiamo sempre chiesto” non spiega che cosa il governo intenda fare quando quelle richieste restano senza esito. &#xA;Suona tanto più insufficiente ricordando che, all’inizio di settembre, lo stesso Tajani aveva celebrato i “rapporti politici solidi” tra Italia ed #Egitto e l’intenzione di tradurli in crescita e investimenti. &#xA;&#xA;La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia.&#xA;La famiglia Regeni, attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini, ha dichiarato che “Oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta”. &#xA;È una fiducia conquistata con tenacia, non concessa dal silenzio del Cairo. &#xA;La sentenza non chiude la ricerca delle responsabilità per le torture e per l’uccisione di Giulio; proprio per questo non può diventare il pretesto per aspettare in silenzio.&#xA;&#xA;Adesso lo Stato italiano deve dire pubblicamente quale collaborazione pretende dall’Egitto, quali iniziative assumerà per rendere effettive le condanne e quali conseguenze politiche trarrà da un nuovo rifiuto. &#xA;Non basta dichiarare “non accettabile” un omicidio e poi trattare come ordinaria l’ostruzione alla giustizia. &#xA;&#xA;Un Paese che celebra la forza dei propri tribunali ma continua a riservare parole premurose a chi ne ha ostacolato il lavoro manda un messaggio intollerabile: la verità conta, purché non disturbi i rapporti con il Cairo. &#xA;Giulio Regeni e la sua famiglia meritano una risposta più ferma. &#xA;Ed anche l’Italia che non si volta dall’altra parte.&#xA;&#xA;#Blog #GiulioRegeni #Egitto #GovernoMeloni #Opinioni #Politica #DirittiUmani #DirittiCivili &#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(234)</p>

<p><img src="https://static-prod.cdnilpost.com/wp-content/uploads/2026/09/29/1790664651-2026-09-28T170252Z_1540789475_RC2GSNAJFKJI_RTRMADP_3_ITALY-EGYPT-REGENI.jpg" alt="(R1)"></p>

<p>La sentenza di primo grado sul caso #Regeni è una vittoria della giustizia contro un muro di silenzio che sembrava insuperabile.
<strong>Ma è una vittoria che rende ancora più difficile accettare la prudenza del governo italiano</strong>: mentre un tribunale condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani, il ministro degli Esteri Antonio #Tajani si preoccupa soprattutto di precisare che l’Egitto, come Stato, non è stato condannato.
Il 28 settembre 2026 la Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni di reclusione a tre agenti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni e ha assolto il quarto imputato.</p>

<p><strong>È essenziale non attribuire alla sentenza ciò che non dice: non c’è stata una condanna per l’omicidio</strong>.
Le motivazioni devono ancora essere depositate.
Eppure il risultato è enorme.
Dopo più di dieci anni, la responsabilità penale per il rapimento del ricercatore di #Fiumicello è stata riconosciuta nonostante l’assenza degli imputati e <strong>gli ostacoli che hanno rischiato di impedire persino la celebrazione del processo</strong>.
<strong>Quegli ostacoli non sono un dettaglio diplomatico</strong>.
Le autorità egiziane non hanno fornito gli indirizzi necessari a notificare gli atti agli imputati.
Nel corso delle indagini si sono succedute versioni fuorvianti: l’incidente stradale, il delitto legato a una relazione sessuale, la pista della banda criminale.</p>

<p>La Corte costituzionale è dovuta intervenire perché la mancata collaborazione egiziana non si trasformasse in una protezione per gli imputati e in un’impossibilità di accertare i fatti.
Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha detto che il risultato è arrivato “...nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziane”,</p>

<p>Di fronte a tutto questo, #Tajani ha scelto parole di una cautela sconcertante: “Non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”.
Ha aggiunto che la sentenza è di primo grado, che si vedrà cosa accadrà nei successivi gradi di giudizio e che “...la giustizia farà il suo corso”.
Sul mancato aiuto del Cairo, la sua risposta è stata: “Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione”.
<strong>È una distinzione giuridicamente corretta, ma politicamente desolante</strong>.
Nessuno chiede al ministro di attribuire al presidente egiziano una responsabilità penale che la Corte non ha accertato.
<strong>Gli si chiede di riconoscere il comportamento dello Stato con cui intrattiene rapporti diplomatici</strong>.</p>

<p><img src="https://www.startupbusiness.it/wp-content/uploads/2026/09/Regeni-a-oltre-10-anni-dal-sequestro-e-dallomicidio-attesa-la-sentenza-per-i-quattro-007-egiziani.webp" alt="(R2)"></p>

<p><strong>La distanza tra le richieste italiane e la risposta egiziana è il punto</strong>.
<strong>“Abbiamo sempre chiesto” non spiega che cosa il governo intenda fare quando quelle richieste restano senza esito</strong>.
Suona tanto più insufficiente ricordando che, all’inizio di settembre, lo stesso Tajani aveva celebrato i “rapporti politici solidi” tra Italia ed #Egitto e l’intenzione di tradurli in crescita e investimenti.</p>

<p><strong>La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia</strong>.
La famiglia Regeni, attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini, ha dichiarato che “Oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta”.
È una fiducia conquistata con tenacia, non concessa dal silenzio del Cairo.
La sentenza non chiude la ricerca delle responsabilità per le torture e per l’uccisione di Giulio; proprio per questo non può diventare il pretesto per aspettare in silenzio.</p>

<p><strong>Adesso lo Stato italiano deve dire pubblicamente quale collaborazione pretende dall’Egitto, quali iniziative assumerà per rendere effettive le condanne e quali conseguenze politiche trarrà da un nuovo rifiuto</strong>.
Non basta dichiarare “non accettabile” un omicidio e poi trattare come ordinaria l’ostruzione alla giustizia.</p>

<p><strong>Un Paese che celebra la forza dei propri tribunali ma continua a riservare parole premurose a chi ne ha ostacolato il lavoro manda un messaggio intollerabile: la verità conta, purché non disturbi i rapporti con il Cairo.
Giulio Regeni e la sua famiglia meritano una risposta più ferma.
Ed anche l’Italia che non si volta dall’altra parte</strong>.</p>

<p>#Blog #GiulioRegeni #Egitto #GovernoMeloni #Opinioni #Politica #DirittiUmani #DirittiCivili</p>
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      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/h9nzj53buj</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:07:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Frases</title>
      <link>https://noblogo.org/poderobrero/frases</link>
      <description>&lt;![CDATA[ullip id=&#34;idf9833&#34;Las únicas charlas sobre concienciación que hay que dar son las que tienen que ver con la conciencia de clase, que se nos está llenando todo de desclasados de mierda. (@aleznes)/p/lilip id=&#34;idf9834&#34;Fidel Castro: Aunque todo el mundo pueda ser confundido una parte del tiempo, todo el mundo no puede ser engañado todo el tiempo./p/lilip id=&#34;idf9835&#34;Fidel Castro: Esa capacidad de crear, ese sacrificio, esa generosidad de unos hacia otros, esa hermandad que hoy reina en nuestro pueblo, eso es socialismo! Y esa esperanza, esa gran esperanza de mañana, ¡eso es socialismo!, y por eso, ¡seremos siempre socialistas!/p/lilip id=&#34;idf9836&#34;Fidel Castro: La Revolución liberó el deporte, lo convirtió en una sana práctica de todo el pueblo, erradicó toda fórmula de profesionalismo deportivo./p/lilip id=&#34;idf9837&#34;O tenemos conciencia de clase o está todo perdido. (@RedRofega)/p/lilip id=&#34;idf9838&#34;Che Guevara: El Partido es el ejemplo vivo; sus cuadros deben dictar cátedras de laboriosidad y sacrificio, llevar con su acción, a las masas al fin de la tarea revolucionaria, lo que entraña años de duro bregar contra las dificultades de la construcción...las lacras del pasado, el imperialismo./p/lilip id=&#34;idf9839&#34;Louis-Ferdinand Céline: Os lo digo, infelices, jodidos de la vida, vencidos, desollados, siempre empapados de sudor; os lo advierto: cuando los grandes de este mundo empiezan a amaros es porque van a convertiros en carne de cañón./p/lilip id=&#34;idf9840&#34;Anton Pannekoek: La democracia parlamentaria es una democracia tramposa. A las personas se les permite votar una vez cada cuatro o cinco años y escoger a sus delegados; ay de ellos si no escogen al hombre correcto./p/lilip id=&#34;idf9841&#34;Lula da Silva: Nos acusan de ser comunistas, como si eso nos ofendiera... no estamos ofendidos. Nos sentiríamos ofendidos si nos llamaran nazis, neo-fascistas, terroristas./p/lilip id=&#34;idf9842&#34;Franz Kafka: Un libro debe ser el hacha que rompa el mar helado que hay dentro de nosotros./p/lilip id=&#34;idf9843&#34;Franz Kafka: La desgracia de Don Quijote no fue su fantasía, sino Sancho Panza./p/lilip id=&#34;idf9844&#34;No es tu condición sexual la que determina tu visión del mundo, sino tu posición en el proceso productivo y respecto de los medios de producción. (@sacedator)/p/lilip id=&#34;idf9845&#34;Thomas Sankara: Ningún altar, ninguna creencia, ningún libro sagrado ha podido jamás reconciliar al rico y al pobre, al explotador y al explotado. Y Jesús mismo había tomado el látigo para echarlos de su templo. De hecho, es porque ese es el único idioma que escuchan./p/lilip id=&#34;idf9846&#34;Fidel Castro: No ganan batallas aquellos que creen que el combate es fácil, ganan batallas aquellos que saben que el combate es difícil./p/lilip id=&#34;idf9847&#34;Dwight Eisenhower: Tengo dos tipos de problemas, los urgentes y los importantes. Los urgentes no son importantes, y los importantes nunca son urgentes./p/lilip id=&#34;idf9848&#34;Fidel Castro: La revolución necesita las condiciones propicias para ello en el seno de la propia sociedad, y solo cada pueblo puede ser su propio creador./p/lilip id=&#34;idf9849&#34;Jorge Luis Borges: La tauromaquia es una de las formas vigentes de la barbarie. En cuanto a la figura del torero, creo que es esencialmente un cobarde. Un hombre que con todo un aparato racional de estrategias, entrenamientos, armas, estocadas practicadas, clases y mucho estudio premeditado, se mide frente un animal pasmado por la sorpresa, por la ansiedad; un animal que no tiene otro recurso que los reflejos de su instinto primario. Bajo esa disparidad podemos medir el valor de los toreros. La valentía verdadera no soporta desniveles tan abusivos. Por eso para mí los toreros no son valientes, sino más bien bufones; los bufones de la valentía./p/lilip id=&#34;idf9850&#34;Vladímir Vladímirovich Mayakovski: Las frases sobre la paz son una utopía vacía hasta que la clase capitalista sea expropiada./p/lilip id=&#34;idf9851&#34;Lenin: Quien &#34;admite&#34; la revolución proletaria sólo &#34;a condición&#34; de que transcurra lisa y llanamente, de que actúen de consuno los proletarios de distintos países, de que exista una garantía contra las derrotas, de que el camino de la revolución sea ancho, recto y esté despejado, de que para vencer no haya necesidad de pasar a veces por los más penosos sacrificios, de &#34;permanecer en una fortaleza sitiada&#34; o abrirse camino por las más tortuosas, angostas, impracticables y peligrosas veredas montañosas, ése ni es revolucionario ni se ha despojado de la pedantería intelectual burguesa y, de hecho, se deslizará siempre al campo de la burguesía contrarrevolucionaria, como les ocurre a nuestros eseristas de derecha, a nuestros mencheviques e incluso (aunque con menos frecuencia) a nuestros eseristas de izquierda./p/lilip id=&#34;idf9852&#34;Lenin: Obtener la victoria sobre un adversario más poderoso únicamente es posible poniendo en tensión todas las fuerzas y utilizando obligatoriamente con solicitud, minucia, prudencia y habilidad, la menor &#34;grieta&#34; entre los enemigos, toda contradicción de intereses entre la burguesía de los distintos países, entre los diferentes grupos o diferentes categorías burguesas en el interior de cada país; hay que aprovechar igualmente las menores posibilidades de obtener un aliado de masas, aunque sea temporal, vacilante, inestable, poco seguro, condicional. El que no comprenda esto no comprende ni una palabra de marxismo ni de socialismo científico contemporáneo, en general./p/lilip id=&#34;idf9853&#34;Fidel Castro: Se necesita tener la confianza, la seguridad, comprender que realmente el problema de derrocar a las oligarquías no es tan difícil. La imaginación, el pesimismo, el derrotismo, es lo que ha hecho que ese problema sea un problema que parezca un poco más difícil./p/lilip id=&#34;idf9854&#34;Octave Mirbeau: Los corderos van al matadero. No se dicen nada ni esperan nada. Pero al menos no votan por el matarife que los sacrificará ni por el burgués que se los comerá. Más bestia que las bestias, más cordero que los corderos, el elector designa a su matarife y elige a su burgués./p/lilip id=&#34;idf9855&#34;Aunque la burguesa se vista de obrera, burguesa se queda. (Anónimo)/p/lilip id=&#34;idf9856&#34;Charles de Gaulle: El pueblo ruso nunca será feliz sabiendo que hay injusticia en algún lado./p/lilip id=&#34;idf9857&#34;Winston Churchill: No puedo adelantarle las acciones de Rusia. Es un acertijo, envuelto en un misterio, dentro de un enigma, pero quizá haya una clave. La clave es el interés nacional de Rusia./p/lilip id=&#34;idf9858&#34;Mark Twain: EE.UU. debe mucho a Rusia, está endeudado con ella en muchos sentidos, y principalmente por su inquebrantable amistad en el momento de mayor necesidad. Esa misma amistad que será para ella en los tiempos venideros. Rezamos con confianza en que (esta amistad) es y será agradecida por Rusia y su soberano. Sabemos muy bien que si se pierde será por un acto premeditado o injusto o por ir por un camino injusto. Sería una traición pensarlo./p/lilip id=&#34;idf9859&#34;George Bernard Shaw: Abandono la tierra de la esperanza y vuelvo a las tierras de la desesperación. (…) Es una tortura volver al capitalismo. Cuando has visto el bolchevismo de cerca no hay duda de que el capitalismo está abocado al fracaso./p/lilip id=&#34;idf9860&#34;Otto von Bismarck: Incluso el final más favorable de una guerra nunca acabaría con el principal centro de poder en Rusia, basado en la fe ortodoxa de millones de rusos. Incluso si se separasen por un tratado, se reunirían rápidamente como esparcidas gotas de mercurio./p/lilip id=&#34;idf9861&#34;Bernard Montgomery: Regla número uno en la página uno del libro de la guerra: &#39;No marchar sobre Moscú&#39;. Varias personas lo han intentado, Napoleón y Hitler, y no está bien./p/lilip id=&#34;idf9862&#34;Charles E. Bohlen: Hay dos casos en los que se puede decir definitivamente que usted es un mentiroso. Si un hombre dice que puede beber champán toda la noche sin emborracharse y si dice que entiende a los rusos./p/lilip id=&#34;idf9863&#34;Eurípides: El oportunista que no sirve para nada siempre hechiza a la chusma./p/lilip id=&#34;idf9864&#34;Eurípides: La temeridad es peligrosa en un jefe: el verdadero coraje es la prudencia./p/lilip id=&#34;idf9865&#34;Eurípides: La vida es lucha./p/lilip id=&#34;idf9866&#34;Karl Marx: En la corte, en los ministerios, en la cumbre de la administración y del ejército, se amontona un tropel de bribones, del mejor de los cuales puede decirse que no sabe de dónde viene, una bohème estrepitosa, sospechosa y ávida de saqueo, que se arrastra en sus casacas galoneadas con la misma grotesca dignidad que los grandes dignatarios de Soulouque./p/lilip id=&#34;idf9867&#34;Fidel Castro: No concibo cómo se puede hablar de democracia aspirando a controlar, incluso, las opiniones de otros pueblos, aspirando a que los pueblos piensen de acuerdo con intereses determinados, intereses que generalmente son enemigos de esos mismos pueblos./p/lilip id=&#34;idf9868&#34;Enver Hoxha: La pseudodemocracia burguesa, el parlamento que supuestamente elige al gobierno, no es más que un títere en manos del poder del capital que opera &#34;detrás de escena&#34; y dicta en diversas formas todo desde afuera./p/lilip id=&#34;idf9869&#34;Fidel Castro: Las amenazas de guerra hoy en el mundo, como siempre a lo largo de la historia, provienen de los que quieren seguir manteniendo sobre el hombre el derecho al pillaje y a la explotación./p/lilip id=&#34;idf9870&#34;Ahogar las penas está bien; ahogar al que te las produce, está mejor. (@RedRofega)/p/lilip id=&#34;idf9871&#34;Eva Perón: Ostento dos honores: el amor de mi pueblo, y el odio de los oligarcas./p/lilip id=&#34;idf9872&#34;Platón: Imagina unos hombres en una habitación subterránea en forma de caverna con una gran abertura del lado de la luz. Se encuentran en ella desde su niñez, sujetos por cadenas que les inmovilizan las piernas y el cuello, de tal manera que no pueden ni cambiar de sitio ni volver la cabeza, y no ven más que lo que está delante de ellos. La luz les viene de un fuego encendido a una cierta distancia detrás de ellos sobre una eminencia del terreno. Entre ese fuego y los prisioneros, hay un camino elevado, a lo largo del cual debes imaginar un pequeño muro semejante a las barreras que los ilusionistas levantan entre ellos y los espectadores y por encima de las cuales muestran sus prodigios. -Ya lo veo, dijo. -Piensa ahora que a lo largo de este muro unos hombres llevan objetos de todas clases, figuras de hombres y de animales de madera o de piedra, v de mil formas distintas, de manera que aparecen por encima del muro. Y naturalmente entre los hombres que pasan, unos hablan y otros no dicen nada. -Es esta una extraña escena y unos extraños prisioneros, dijo. -Se parecen a nosotros, respondí. Y ante todo, ¿crees que en esta situación verán otra cosa de sí mismos y de los que están a su lado que unas sombras proyectadas por la luz del fuego sobre el fondo de la caverna que está frente a ellos. -No, puesto que se ven forzados a mantener toda su vida la cabeza inmóvil. -¿Y no ocurre lo mismo con los objetos que pasan por detrás de ellos? -Sin duda. -Y si estos hombres pudiesen conversar entre sí, ¿no crees que creerían nombrar a las cosas en sí nombrando las sombras que ven pasar? -Necesariamente. -y si hubiese un eco que devolviese los sonidos desde el fondo de la prisión, cada vez que hablase uno de los que pasan, ¿no creerían que oyen hablar a la sombra misma que pasa ante sus ojos? -Sí, por Zeus, exclamó. -En resumen, ¿estos prisioneros no atribuirán realidad más que a estas sombras? -Es inevitable. -Supongamos ahora que se les libre de sus cadenas y se les cure de su error; mira lo que resultaría naturalmente de la nueva situación en que vamos a colocarlos. Liberamos a uno de estos prisioneros. Le obligamos a levantarse, a volver la cabeza, a andar y a mirar hacia el lado de la luz: no podrá hacer nada de esto sin sufrir, y el deslumbramiento le impedirá distinguir los objetos cuyas sombras antes veía. Te pregunto qué podrá responder si alguien le dice que hasta entonces sólo había contemplado sombras vanas, pero que ahora, más cerca de la realidad y vuelto hacia objetos más reales, ve con más perfección; y si por último, mostrándole cada objeto a medida que pasa, se le obligase a fuerza de preguntas a decir qué es, ¿no crees que se encontrará en un apuro, y que le parecerá más verdadero lo que veía antes que lo que ahora le muestran? -Sin duda, dijo. -y si se le obliga a mirar la misma luz, ¿no se le dañarían los ojos? ¿No apartará su mirada de ella para dirigirla a esas sombras que mira sin esfuerzo? ¿No creerá que estas sombras son realmente más visibles que los objetos que le enseñan? -Seguramente. -Y si ahora lo arrancamos de su caverna a viva fuerza y lo llevamos por el sendero áspero y escarpado hasta la claridad del sol, ¿esta violencia no provocará sus quejas y su cólera? Y cuando esté ya a pleno sol, deslumbrado por su resplandor, ¿podrá ver alguno de los objetos que llamamos verdaderos? -No podrá, al menos los primeros instantes. -Sus ojos deberán acostumbrarse poco a poco a esta región superior. Lo que más fácilmente verá al principio serán las sombras, después las imágenes de los hombres y de los demás objetos reflejadas en las aguas, y por último los objetos mismos. De ahí dirigirá sus miradas al cielo, y soportará más fácilmente la vista del cielo durante la noche, cuando contemple la luna y las estrenas, que durante el día el sol y su resplandor. -Así lo creo. -Y creo que al fin podrá no sólo ver al sol reflejado en las aguas o en cualquier otra parte, sino contemplarlo a él mismo en su verdadero asiento. -Indudablemente. -Después de esto, poniéndose a pensar, llegará a la conclusión de que el sol produce las estaciones y los años, lo gobierna todo en el mundo visible y es en cierto modo la causa de lo que ellos veían en la caverna. -Es evidente que llegará a esta conclusión siguiendo estos pasos. -Y al acordarse entonces de su primera habitación y de sus conocimientos allí y de sus compañeros de cautiverio, ¿no se sentirá feliz por su cambio y no compadecerá a los otros? -Ciertamente. -Y si en su vida anterior hubiese habido honores, alabanzas, recompensas públicas establecidas entre ellos para aquel que observase mejor las sombras a su paso, que recordase mejor en qué orden acostumbran a precederse, a seguirse o a aparecer juntas y que por ello fuese el más hábil en pronosticar su aparición, ¿crees que el hombre de que hablamos sentiría nostalgia de estas distinciones, y envidiaría a los más señalados por sus honores o autoridad entre sus compañeros de cautiverio? ¿No crees más bien que será como el héroe de Homero y preferirá mil veces no ser más «que un mozo de labranza al servicio de un pobre campesino» y sufrir todos los males posibles antes que volver a su primera ilusión y vivir como vivía? -No dudo que estaría dispuesto a sufrirlo todo antes que vivir como anteriormente. -Imagina ahora que este hombre vuelva a la caverna y se siente en su antiguo lugar. ¿No se le quedarían los ojos como cegados por este paso súbito a la obscuridad? -Sí, no hay duda. -y si, mientras su vista aún está confusa, antes de que sus ojos se hayan acomodado de nuevo a la obscuridad, tuviese que dar su opinión sobre estas sombras y discutir sobre ellas con sus compañeros que no han abandonado el cautiverio, ¿no les daría que reír? ¿No dirán que por haber subido al exterior ha perdido la vista, y no vale la pena intentar la ascensión? Y si alguien intentase desatados y llevarlos allí, ¿no lo matarían, si pudiesen cogerlo y matado? -Es muy probable. -Ésta es precisamente, mi querido Glaucón, la imagen de nuestra condición. La caverna subterránea es el mundo visible. El fuego que la ilumina, es la luz del sol. Este prisionero que sube a la región superior y contempla sus maravillas, es el alma que se eleva al mundo inteligible. Esto es lo que yo pienso, ya que quieres conocerlo; sólo Dios sabe si es verdad. En todo caso, yo creo que en los últimos límites del mundo inteligible está la idea del bien, que percibimos con dificultad, pero que no podemos contemplar sin concluir que ella es la causa de todo lo bello y bueno que existe. Que en el mundo visible es ella la que produce la luz y el astro de la que procede. Que en el mundo inteligible es ella también la que produce la verdad y la inteligencia. Y por último que es necesario mantener los ojos fijos en esta idea para conducirse con sabiduría, tanto en la vida privada como en la pública. Yo también lo veo de esta manera, dijo, hasta el punto de que puedo seguirte./p/lilip id=&#34;idf9873&#34;Platón: Si es adecuado que algunos hombres mientan, éstos serán los que gobiernan el Estado, y que frente a sus enemigos o frente a los ciudadanos mientan para beneficio del Estado; a todos los demás les estará vedado./p/lilip id=&#34;idf9874&#34;Gabriela Mistral: Dame señor la fuerza de las olas del mar, que hacen de cada retroceso un nuevo punto de partida./p/li/ul]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ul><li><p id="idf9833">Las únicas charlas sobre concienciación que hay que dar son las que tienen que ver con la conciencia de clase, que se nos está llenando todo de desclasados de mierda. (@aleznes)</p></li><li><p id="idf9834">Fidel Castro: Aunque todo el mundo pueda ser confundido una parte del tiempo, todo el mundo no puede ser engañado todo el tiempo.</p></li><li><p id="idf9835">Fidel Castro: Esa capacidad de crear, ese sacrificio, esa generosidad de unos hacia otros, esa hermandad que hoy reina en nuestro pueblo, eso es socialismo! Y esa esperanza, esa gran esperanza de mañana, ¡eso es socialismo!, y por eso, ¡seremos siempre socialistas!</p></li><li><p id="idf9836">Fidel Castro: La Revolución liberó el deporte, lo convirtió en una sana práctica de todo el pueblo, erradicó toda fórmula de profesionalismo deportivo.</p></li><li><p id="idf9837">O tenemos conciencia de clase o está todo perdido. (@RedRofega)</p></li><li><p id="idf9838">Che Guevara: El Partido es el ejemplo vivo; sus cuadros deben dictar cátedras de laboriosidad y sacrificio, llevar con su acción, a las masas al fin de la tarea revolucionaria, lo que entraña años de duro bregar contra las dificultades de la construcción...las lacras del pasado, el imperialismo.</p></li><li><p id="idf9839">Louis-Ferdinand Céline: Os lo digo, infelices, jodidos de la vida, vencidos, desollados, siempre empapados de sudor; os lo advierto: cuando los grandes de este mundo empiezan a amaros es porque van a convertiros en carne de cañón.</p></li><li><p id="idf9840">Anton Pannekoek: La democracia parlamentaria es una democracia tramposa. A las personas se les permite votar una vez cada cuatro o cinco años y escoger a sus delegados; ay de ellos si no escogen al hombre correcto.</p></li><li><p id="idf9841">Lula da Silva: Nos acusan de ser comunistas, como si eso nos ofendiera... no estamos ofendidos. Nos sentiríamos ofendidos si nos llamaran nazis, neo-fascistas, terroristas.</p></li><li><p id="idf9842">Franz Kafka: Un libro debe ser el hacha que rompa el mar helado que hay dentro de nosotros.</p></li><li><p id="idf9843">Franz Kafka: La desgracia de Don Quijote no fue su fantasía, sino Sancho Panza.</p></li><li><p id="idf9844">No es tu condición sexual la que determina tu visión del mundo, sino tu posición en el proceso productivo y respecto de los medios de producción. (@sacedator)</p></li><li><p id="idf9845">Thomas Sankara: Ningún altar, ninguna creencia, ningún libro sagrado ha podido jamás reconciliar al rico y al pobre, al explotador y al explotado. Y Jesús mismo había tomado el látigo para echarlos de su templo. De hecho, es porque ese es el único idioma que escuchan.</p></li><li><p id="idf9846">Fidel Castro: No ganan batallas aquellos que creen que el combate es fácil, ganan batallas aquellos que saben que el combate es difícil.</p></li><li><p id="idf9847">Dwight Eisenhower: Tengo dos tipos de problemas, los urgentes y los importantes. Los urgentes no son importantes, y los importantes nunca son urgentes.</p></li><li><p id="idf9848">Fidel Castro: La revolución necesita las condiciones propicias para ello en el seno de la propia sociedad, y solo cada pueblo puede ser su propio creador.</p></li><li><p id="idf9849">Jorge Luis Borges: La tauromaquia es una de las formas vigentes de la barbarie. En cuanto a la figura del torero, creo que es esencialmente un cobarde. Un hombre que con todo un aparato racional de estrategias, entrenamientos, armas, estocadas practicadas, clases y mucho estudio premeditado, se mide frente un animal pasmado por la sorpresa, por la ansiedad; un animal que no tiene otro recurso que los reflejos de su instinto primario. Bajo esa disparidad podemos medir el valor de los toreros. La valentía verdadera no soporta desniveles tan abusivos. Por eso para mí los toreros no son valientes, sino más bien bufones; los bufones de la valentía.</p></li><li><p id="idf9850">Vladímir Vladímirovich Mayakovski: Las frases sobre la paz son una utopía vacía hasta que la clase capitalista sea expropiada.</p></li><li><p id="idf9851">Lenin: Quien &#34;admite&#34; la revolución proletaria sólo &#34;a condición&#34; de que transcurra lisa y llanamente, de que actúen de consuno los proletarios de distintos países, de que exista una garantía contra las derrotas, de que el camino de la revolución sea ancho, recto y esté despejado, de que para vencer no haya necesidad de pasar a veces por los más penosos sacrificios, de &#34;permanecer en una fortaleza sitiada&#34; o abrirse camino por las más tortuosas, angostas, impracticables y peligrosas veredas montañosas, ése ni es revolucionario ni se ha despojado de la pedantería intelectual burguesa y, de hecho, se deslizará siempre al campo de la burguesía contrarrevolucionaria, como les ocurre a nuestros eseristas de derecha, a nuestros mencheviques e incluso (aunque con menos frecuencia) a nuestros eseristas de izquierda.</p></li><li><p id="idf9852">Lenin: Obtener la victoria sobre un adversario más poderoso únicamente es posible poniendo en tensión todas las fuerzas y utilizando obligatoriamente con solicitud, minucia, prudencia y habilidad, la menor &#34;grieta&#34; entre los enemigos, toda contradicción de intereses entre la burguesía de los distintos países, entre los diferentes grupos o diferentes categorías burguesas en el interior de cada país; hay que aprovechar igualmente las menores posibilidades de obtener un aliado de masas, aunque sea temporal, vacilante, inestable, poco seguro, condicional. El que no comprenda esto no comprende ni una palabra de marxismo ni de socialismo científico contemporáneo, en general.</p></li><li><p id="idf9853">Fidel Castro: Se necesita tener la confianza, la seguridad, comprender que realmente el problema de derrocar a las oligarquías no es tan difícil. La imaginación, el pesimismo, el derrotismo, es lo que ha hecho que ese problema sea un problema que parezca un poco más difícil.</p></li><li><p id="idf9854">Octave Mirbeau: Los corderos van al matadero. No se dicen nada ni esperan nada. Pero al menos no votan por el matarife que los sacrificará ni por el burgués que se los comerá. Más bestia que las bestias, más cordero que los corderos, el elector designa a su matarife y elige a su burgués.</p></li><li><p id="idf9855">Aunque la burguesa se vista de obrera, burguesa se queda. (Anónimo)</p></li><li><p id="idf9856">Charles de Gaulle: El pueblo ruso nunca será feliz sabiendo que hay injusticia en algún lado.</p></li><li><p id="idf9857">Winston Churchill: No puedo adelantarle las acciones de Rusia. Es un acertijo, envuelto en un misterio, dentro de un enigma, pero quizá haya una clave. La clave es el interés nacional de Rusia.</p></li><li><p id="idf9858">Mark Twain: EE.UU. debe mucho a Rusia, está endeudado con ella en muchos sentidos, y principalmente por su inquebrantable amistad en el momento de mayor necesidad. Esa misma amistad que será para ella en los tiempos venideros. Rezamos con confianza en que (esta amistad) es y será agradecida por Rusia y su soberano. Sabemos muy bien que si se pierde será por un acto premeditado o injusto o por ir por un camino injusto. Sería una traición pensarlo.</p></li><li><p id="idf9859">George Bernard Shaw: Abandono la tierra de la esperanza y vuelvo a las tierras de la desesperación. (…) Es una tortura volver al capitalismo. Cuando has visto el bolchevismo de cerca no hay duda de que el capitalismo está abocado al fracaso.</p></li><li><p id="idf9860">Otto von Bismarck: Incluso el final más favorable de una guerra nunca acabaría con el principal centro de poder en Rusia, basado en la fe ortodoxa de millones de rusos. Incluso si se separasen por un tratado, se reunirían rápidamente como esparcidas gotas de mercurio.</p></li><li><p id="idf9861">Bernard Montgomery: Regla número uno en la página uno del libro de la guerra: &#39;No marchar sobre Moscú&#39;. Varias personas lo han intentado, Napoleón y Hitler, y no está bien.</p></li><li><p id="idf9862">Charles E. Bohlen: Hay dos casos en los que se puede decir definitivamente que usted es un mentiroso. Si un hombre dice que puede beber champán toda la noche sin emborracharse y si dice que entiende a los rusos.</p></li><li><p id="idf9863">Eurípides: El oportunista que no sirve para nada siempre hechiza a la chusma.</p></li><li><p id="idf9864">Eurípides: La temeridad es peligrosa en un jefe: el verdadero coraje es la prudencia.</p></li><li><p id="idf9865">Eurípides: La vida es lucha.</p></li><li><p id="idf9866">Karl Marx: En la corte, en los ministerios, en la cumbre de la administración y del ejército, se amontona un tropel de bribones, del mejor de los cuales puede decirse que no sabe de dónde viene, una bohème estrepitosa, sospechosa y ávida de saqueo, que se arrastra en sus casacas galoneadas con la misma grotesca dignidad que los grandes dignatarios de Soulouque.</p></li><li><p id="idf9867">Fidel Castro: No concibo cómo se puede hablar de democracia aspirando a controlar, incluso, las opiniones de otros pueblos, aspirando a que los pueblos piensen de acuerdo con intereses determinados, intereses que generalmente son enemigos de esos mismos pueblos.</p></li><li><p id="idf9868">Enver Hoxha: La pseudodemocracia burguesa, el parlamento que supuestamente elige al gobierno, no es más que un títere en manos del poder del capital que opera &#34;detrás de escena&#34; y dicta en diversas formas todo desde afuera.</p></li><li><p id="idf9869">Fidel Castro: Las amenazas de guerra hoy en el mundo, como siempre a lo largo de la historia, provienen de los que quieren seguir manteniendo sobre el hombre el derecho al pillaje y a la explotación.</p></li><li><p id="idf9870">Ahogar las penas está bien; ahogar al que te las produce, está mejor. (@RedRofega)</p></li><li><p id="idf9871">Eva Perón: Ostento dos honores: el amor de mi pueblo, y el odio de los oligarcas.</p></li><li><p id="idf9872">Platón: Imagina unos hombres en una habitación subterránea en forma de caverna con una gran abertura del lado de la luz. Se encuentran en ella desde su niñez, sujetos por cadenas que les inmovilizan las piernas y el cuello, de tal manera que no pueden ni cambiar de sitio ni volver la cabeza, y no ven más que lo que está delante de ellos. La luz les viene de un fuego encendido a una cierta distancia detrás de ellos sobre una eminencia del terreno. Entre ese fuego y los prisioneros, hay un camino elevado, a lo largo del cual debes imaginar un pequeño muro semejante a las barreras que los ilusionistas levantan entre ellos y los espectadores y por encima de las cuales muestran sus prodigios. -Ya lo veo, dijo. -Piensa ahora que a lo largo de este muro unos hombres llevan objetos de todas clases, figuras de hombres y de animales de madera o de piedra, v de mil formas distintas, de manera que aparecen por encima del muro. Y naturalmente entre los hombres que pasan, unos hablan y otros no dicen nada. -Es esta una extraña escena y unos extraños prisioneros, dijo. -Se parecen a nosotros, respondí. Y ante todo, ¿crees que en esta situación verán otra cosa de sí mismos y de los que están a su lado que unas sombras proyectadas por la luz del fuego sobre el fondo de la caverna que está frente a ellos. -No, puesto que se ven forzados a mantener toda su vida la cabeza inmóvil. -¿Y no ocurre lo mismo con los objetos que pasan por detrás de ellos? -Sin duda. -Y si estos hombres pudiesen conversar entre sí, ¿no crees que creerían nombrar a las cosas en sí nombrando las sombras que ven pasar? -Necesariamente. -y si hubiese un eco que devolviese los sonidos desde el fondo de la prisión, cada vez que hablase uno de los que pasan, ¿no creerían que oyen hablar a la sombra misma que pasa ante sus ojos? -Sí, por Zeus, exclamó. -En resumen, ¿estos prisioneros no atribuirán realidad más que a estas sombras? -Es inevitable. -Supongamos ahora que se les libre de sus cadenas y se les cure de su error; mira lo que resultaría naturalmente de la nueva situación en que vamos a colocarlos. Liberamos a uno de estos prisioneros. Le obligamos a levantarse, a volver la cabeza, a andar y a mirar hacia el lado de la luz: no podrá hacer nada de esto sin sufrir, y el deslumbramiento le impedirá distinguir los objetos cuyas sombras antes veía. Te pregunto qué podrá responder si alguien le dice que hasta entonces sólo había contemplado sombras vanas, pero que ahora, más cerca de la realidad y vuelto hacia objetos más reales, ve con más perfección; y si por último, mostrándole cada objeto a medida que pasa, se le obligase a fuerza de preguntas a decir qué es, ¿no crees que se encontrará en un apuro, y que le parecerá más verdadero lo que veía antes que lo que ahora le muestran? -Sin duda, dijo. -y si se le obliga a mirar la misma luz, ¿no se le dañarían los ojos? ¿No apartará su mirada de ella para dirigirla a esas sombras que mira sin esfuerzo? ¿No creerá que estas sombras son realmente más visibles que los objetos que le enseñan? -Seguramente. -Y si ahora lo arrancamos de su caverna a viva fuerza y lo llevamos por el sendero áspero y escarpado hasta la claridad del sol, ¿esta violencia no provocará sus quejas y su cólera? Y cuando esté ya a pleno sol, deslumbrado por su resplandor, ¿podrá ver alguno de los objetos que llamamos verdaderos? -No podrá, al menos los primeros instantes. -Sus ojos deberán acostumbrarse poco a poco a esta región superior. Lo que más fácilmente verá al principio serán las sombras, después las imágenes de los hombres y de los demás objetos reflejadas en las aguas, y por último los objetos mismos. De ahí dirigirá sus miradas al cielo, y soportará más fácilmente la vista del cielo durante la noche, cuando contemple la luna y las estrenas, que durante el día el sol y su resplandor. -Así lo creo. -Y creo que al fin podrá no sólo ver al sol reflejado en las aguas o en cualquier otra parte, sino contemplarlo a él mismo en su verdadero asiento. -Indudablemente. -Después de esto, poniéndose a pensar, llegará a la conclusión de que el sol produce las estaciones y los años, lo gobierna todo en el mundo visible y es en cierto modo la causa de lo que ellos veían en la caverna. -Es evidente que llegará a esta conclusión siguiendo estos pasos. -Y al acordarse entonces de su primera habitación y de sus conocimientos allí y de sus compañeros de cautiverio, ¿no se sentirá feliz por su cambio y no compadecerá a los otros? -Ciertamente. -Y si en su vida anterior hubiese habido honores, alabanzas, recompensas públicas establecidas entre ellos para aquel que observase mejor las sombras a su paso, que recordase mejor en qué orden acostumbran a precederse, a seguirse o a aparecer juntas y que por ello fuese el más hábil en pronosticar su aparición, ¿crees que el hombre de que hablamos sentiría nostalgia de estas distinciones, y envidiaría a los más señalados por sus honores o autoridad entre sus compañeros de cautiverio? ¿No crees más bien que será como el héroe de Homero y preferirá mil veces no ser más «que un mozo de labranza al servicio de un pobre campesino» y sufrir todos los males posibles antes que volver a su primera ilusión y vivir como vivía? -No dudo que estaría dispuesto a sufrirlo todo antes que vivir como anteriormente. -Imagina ahora que este hombre vuelva a la caverna y se siente en su antiguo lugar. ¿No se le quedarían los ojos como cegados por este paso súbito a la obscuridad? -Sí, no hay duda. -y si, mientras su vista aún está confusa, antes de que sus ojos se hayan acomodado de nuevo a la obscuridad, tuviese que dar su opinión sobre estas sombras y discutir sobre ellas con sus compañeros que no han abandonado el cautiverio, ¿no les daría que reír? ¿No dirán que por haber subido al exterior ha perdido la vista, y no vale la pena intentar la ascensión? Y si alguien intentase desatados y llevarlos allí, ¿no lo matarían, si pudiesen cogerlo y matado? -Es muy probable. -Ésta es precisamente, mi querido Glaucón, la imagen de nuestra condición. La caverna subterránea es el mundo visible. El fuego que la ilumina, es la luz del sol. Este prisionero que sube a la región superior y contempla sus maravillas, es el alma que se eleva al mundo inteligible. Esto es lo que yo pienso, ya que quieres conocerlo; sólo Dios sabe si es verdad. En todo caso, yo creo que en los últimos límites del mundo inteligible está la idea del bien, que percibimos con dificultad, pero que no podemos contemplar sin concluir que ella es la causa de todo lo bello y bueno que existe. Que en el mundo visible es ella la que produce la luz y el astro de la que procede. Que en el mundo inteligible es ella también la que produce la verdad y la inteligencia. Y por último que es necesario mantener los ojos fijos en esta idea para conducirse con sabiduría, tanto en la vida privada como en la pública. Yo también lo veo de esta manera, dijo, hasta el punto de que puedo seguirte.</p></li><li><p id="idf9873">Platón: Si es adecuado que algunos hombres mientan, éstos serán los que gobiernan el Estado, y que frente a sus enemigos o frente a los ciudadanos mientan para beneficio del Estado; a todos los demás les estará vedado.</p></li><li><p id="idf9874">Gabriela Mistral: Dame señor la fuerza de las olas del mar, que hacen de cada retroceso un nuevo punto de partida.</p></li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Роძэя ΟЬяэяо</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/kxdfylk79p</guid>
      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 19:24:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Introduction</title>
      <link>https://noblogo.org/vocazione-comunitaria-del-cristianesimo/introduction-wfvr</link>
      <description>&lt;![CDATA[Introduction&#xA;&#xA;This blog was created with the aim of inviting people to heed Jesus&#39;s call to love one another—a call found in the long discourse He delivered immediately after instituting the Last Supper (and the accompanying washing of the feet) and prior to His death. Below are the posts on this topic that will appear on the blog in the near future:&#xA;&#xA;Christianity as Ideology According to E. Fromm&#xA;&#xA;In his essay To Have or to Be?, E. Fromm wrote that for a Christian who does not live according to the values ​​of &#34;Being&#34;—namely giving, sharing, self-sacrifice, and love—but rather according to the values ​​of &#34;Having&#34;—such as success, money, and power—religion is merely an ideology. That is, it is a set of ideas they subscribe to without in the least affecting the structure of their own character. Fromm goes so far as to argue that, throughout history, only small communal groups have managed to fully live out Christian values; this is a view I cannot share, as numerous Saints have demonstrated the contrary.&#xA;&#xA;Love for One&#39;s Neighbor&#xA;&#xA;The commandment to love one&#39;s neighbor already existed in the Old Testament—specifically in the Book of Leviticus—and Jesus explains it through the &#34;Parable of the Good Samaritan.&#34; An interpretation of this parable reveals that the &#34;neighbor&#34; to be loved is any person in need, regardless of nationality, gender, social status, proximity, or any other factor.&#xA;&#xA;Mutual Love&#xA;&#xA;However, in the Gospel of John, Jesus goes further, inviting His disciples—those who accept His message—to love one another just as He has loved us, setting the example through the washing of the feet. In my view, washing someone&#39;s feet represents attending to the humblest and most hidden aspects of a person; thus, the love Jesus speaks of—as recounted by Saint John—is a love expressed not merely in words, but through deeds and in truth. &#xA;&#xA;Christian Communities, Nomadelfia, and Kibbutzim&#xA;&#xA;The Acts of the Apostles recounts that the early Christians shared everything, ensuring that no one lacked anything. This model has been adopted by the modern-day Nomadelfia community in Grosseto, where all income is pooled into a common fund that individuals can draw from according to their needs. The Jewish people developed a similar concept with the kibbutz.&#xA;&#xA;ChurchCRM Software&#xA;&#xA;Regardless of whether a formal community is established, one can put Jesus&#39;s call to mutual love into practice within a church, community center, club, or similar setting. This can be done by entering personal data into a database—specifically, information gathered via a form detailing the assistance people can offer (companionship, caring for the sick, after-school support, various repairs, etc.) and the needs they have (financial difficulties, loneliness, illness, etc.). This process can be managed using ChurchCRM, an open-source software built with PHP and MySQL. Naturally, someone needs to query the database to match offers of help with specific needs. This software is described in the Open Source Church Wikibook. A survey form in ODF format that individuals can fill out is available here .&#xA;&#xA;If anyone is considering using ChurchCRM within their parish, community center, or club, please let me know by emailing lovepeacejoy404@gmail.com so we can collaborate. Thank you.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 id="introduction">Introduction</h3>

<p>This blog was created with the aim of inviting people to heed Jesus&#39;s call to love one another—a call found in the long discourse He delivered immediately after instituting the Last Supper (and the accompanying washing of the feet) and prior to His death. Below are the posts on this topic that will appear on the blog in the near future:</p>

<h3 id="christianity-as-ideology-according-to-e-fromm">Christianity as Ideology According to E. Fromm</h3>

<p>In his essay <em>To Have or to Be?</em>, E. Fromm wrote that for a Christian who does not live according to the values ​​of “Being”—namely giving, sharing, self-sacrifice, and love—but rather according to the values ​​of “Having”—such as success, money, and power—religion is merely an ideology. That is, it is a set of ideas they subscribe to without in the least affecting the structure of their own character. Fromm goes so far as to argue that, throughout history, only small communal groups have managed to fully live out Christian values; this is a view I cannot share, as numerous Saints have demonstrated the contrary.</p>

<h3 id="love-for-one-s-neighbor">Love for One&#39;s Neighbor</h3>

<p>The commandment to love one&#39;s neighbor already existed in the Old Testament—specifically in the Book of Leviticus—and Jesus explains it through the “Parable of the Good Samaritan.” An interpretation of this parable reveals that the “neighbor” to be loved is any person in need, regardless of nationality, gender, social status, proximity, or any other factor.</p>

<h3 id="mutual-love">Mutual Love</h3>

<p>However, in the Gospel of John, Jesus goes further, inviting His disciples—those who accept His message—to love one another just as He has loved us, setting the example through the washing of the feet. In my view, washing someone&#39;s feet represents attending to the humblest and most hidden aspects of a person; thus, the love Jesus speaks of—as recounted by Saint John—is a love expressed not merely in words, but through deeds and in truth.</p>

<h3 id="christian-communities-nomadelfia-and-kibbutzim">Christian Communities, Nomadelfia, and Kibbutzim</h3>

<p>The Acts of the Apostles recounts that the early Christians shared everything, ensuring that no one lacked anything. This model has been adopted by the modern-day Nomadelfia community in Grosseto, where all income is pooled into a common fund that individuals can draw from according to their needs. The Jewish people developed a similar concept with the kibbutz.</p>

<h3 id="churchcrm-software">ChurchCRM Software</h3>

<p>Regardless of whether a formal community is established, one can put Jesus&#39;s call to mutual love into practice within a church, community center, club, or similar setting. This can be done by entering personal data into a database—specifically, information gathered via a form detailing the assistance people can offer (companionship, caring for the sick, after-school support, various repairs, etc.) and the needs they have (financial difficulties, loneliness, illness, etc.). This process can be managed using ChurchCRM, an open-source software built with PHP and MySQL. Naturally, someone needs to query the database to match offers of help with specific needs. This software is described in the <a href="https://en.wikibooks.org/wiki/Open_Source_Church" rel="nofollow">Open Source Church</a> Wikibook. A survey form in ODF format that individuals can fill out is available <a href="http://lovepeacejoy.altervista.org/Scheda_sondaggio_chiesa.odt" rel="nofollow">here</a> .</p>

<p>If anyone is considering using ChurchCRM within their parish, community center, or club, please let me know by emailing lovepeacejoy404@gmail.com so we can collaborate. Thank you.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Vocazione comunitaria del cristianesimo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/9c927qcuiq</guid>
      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 16:43:21 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La Bilancia</title>
      <link>https://noblogo.org/osteopatia/la-bilancia</link>
      <description>&lt;![CDATA[Will si trovava in un negozio di paese a Cape Cod. Vide un’antica bilancia di precisione a due piatti appesa al soffitto. Parlò del fulcro tramite cui lavorava l’equilibrio... uno &#34;stillpoint&#34;, il punto di potenza per il funzionamento della bilancia, un fulcro... e di quanto fosse facile spostarlo con un tocco leggero, mentre stava spiegando ciò ai suoi allievi, il vento entrò dalla porta e la bilancia si spostò. Ne fu entusiasta.&#xA;Questa metafora non è una metafora.&#xA;Questa realtà è così dolce che deve essere insegnata come un’abilità di base e uno stato naturale dell’essere.&#xA;&#xA;La Bilancia]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>Will si trovava in un negozio di paese a Cape Cod. Vide un’antica bilancia di precisione a due piatti appesa al soffitto. Parlò del fulcro tramite cui lavorava l’equilibrio... uno “stillpoint”, il punto di potenza per il funzionamento della bilancia, un fulcro... e di quanto fosse facile spostarlo con un tocco leggero, mentre stava spiegando ciò ai suoi allievi, il vento entrò dalla porta e la bilancia si spostò. Ne fu entusiasta.
Questa metafora non è una metafora.
Questa realtà è così dolce che deve essere insegnata come un’abilità di base e uno stato naturale dell’essere.</em></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/817490876729807958/f0975049d-79c41a/omoPXrpSe5qO/eRv95hx4GYu3xeVOykIACMAIVMz23VlYUjC1Kmly.png" alt="La Bilancia"></p>
]]></content:encoded>
      <author>osteopatia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fgvocrfj4s</guid>
      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:29:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Abdessadeq Cheqara, Ya Bent Bladi</title>
      <link>https://noblogo.org/cassette-pirata/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Copertina: Abdessadeq Cheqara, Ya Bent Bladi&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Abdessadeq Cheqara · Ya Bent Bladi · Morocco&#xA;&#xA;Abdessadeq Cheqara – Ya Bent Bladi (Ouhmane Cassette, Casablanca)&#xA;&#xA;Some tapes announce themselves loudly. This one doesn&#39;t even give itself a title. The cover carries the artist&#39;s name in Arabic, four song titles, a man in a red fez, and the &#34;OUHMANE&#34; logo. Everything else you have to work out yourself, which is half the fun of collecting Moroccan cassettes.&#xA;&#xA;The tape at a glance&#xA;&#xA;Artist: عبد الصادق اشقارة, Abdessadeq Cheqara (also spelled Chekara, Chqara, Shkara and many other ways)&#xA;&#xA;Label: Ouhmane Cassette (أوحمان كاسيط), which Discogs describes as a Moroccan label based in Casablanca &#xA;&#xA;Format: stereo cassette, tan shell with green print, fold-out cover with a blue-tinted inner flap&#xA;&#xA;Not printed: album title, year, catalogue number, barcode, and any composer, lyricist or musician credits&#xA;&#xA;Collector listings for this tape give the same A1–B2 tracklist and title it Ya Bent Bladi, after the closing song. The title is a later convention, since nothing on the tape says so. &#xA;&#xA;The artist&#xA;&#xA;Cheqara (1931–1998) was a Moroccan singer of Andalusian classical music and Moroccan folk music, born in Tetuan, and also a violin and oud virtuoso. He came from a musical family: his father was a singer and musician in Tetuan, and his mother descended from a family of poets, musicians and philosophers. &#xA;&#xA;Some milestones from his biography:&#xA;&#xA;In 1961 he recorded eight nawbas of Andalusian music for a UNESCO-linked association, to preserve Morocco&#39;s Andalusian heritage. &#xA;&#xA;In 1978 he became Supervisor General of the National Conservatory. &#xA;&#xA;In 1991 he worked with Michael Nyman on &#34;The Upside-Down Violin&#34;, recorded live at the Seville World&#39;s Fair. &#xA;&#xA;Wikipedia also credits him with taking Andalusian music beyond an elite audience, and claims he learned songs from Tetuani women musicians who weren&#39;t allowed to record. That last claim is flagged there as needing better sourcing, so read it as reported, not settled.&#xA;&#xA;The songs&#xA;&#xA;This isn&#39;t a classical nawba record. It&#39;s a set of his popular songs, mostly northern-Moroccan in flavour.&#xA;&#xA;Ya Bent Bladi is the one everybody knows. A Moroccan newspaper piece says the lyrics were written by the poet Abderrahmane El Alami, and that Cheqara blended northern folk music with Spanish flamenco and Andalusian music. Wikipedia tells it a bit differently: in 1982 he met Professor José Heredia in Granada and they produced the song, a fusion of Tetuani music and flamenco. The two accounts disagree on who wrote the words, so I&#39;d treat authorship as open. The same newspaper piece also lists the other three songs on this tape among his known repertoire. &#xA;&#xA;The label&#xA;&#xA;Ouhmane was one of the big Casablanca cassette houses. It also issued material by other major Moroccan acts: the NTS page for Nass El Ghiwane lists tracks credited to Ouhmane Cassette. That makes this a mainstream popular release, not an obscure private pressing. &#xA;&#xA;When is it from?&#xA;&#xA;I can&#39;t tell you, and I&#39;d rather say so than guess. One streaming service tags &#34;Allah yhdik ya ghzali&#34; with 1982, but that&#39;s platform metadata, not a cassette date. If the 1982 Granada story is right, the tape can&#39;t be much older than the early 1980s. That&#39;s inference, not evidence. The stereo marking and the six-digit Casablanca phone numbers fit the period without proving it. &#xA;&#xA;Do you have another copy, or know Ouhmane&#39;s catalogue numbering? Drop it in the comments. A catalogue number or a year on another pressing would settle this.&#xA;&#xA;Covers&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Tracklist&#xA;&#xA;Side A&#xA;&#xA;الله يهديك يا غزالي&#x9;Allah yhdik ya ghzali&#x9;&#34;May God guide you, my gazelle&#34;&#xA;أنا في عارك&#x9;Ana f &#39;arek&#x9;An appeal to someone&#39;s honour or protection&#xA;&#xA;Side B&#xA;&#xA;يا وليدي يا حبيبي&#x9;Ya oulidi ya habibi&#x9;&#34;My boy, my beloved&#34;&#xA;يا بنت بلادي&#x9;Ya bent bladi&#x9;&#34;Girl of my country&#34;&#xA;&#xA;Listen&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/FacciataA.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/facciataB.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;Internet Archive listing&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/CopertinaFronte.png" alt="Copertina: Abdessadeq Cheqara, Ya Bent Bladi"></p>



<p><strong>Abdessadeq Cheqara</strong> · Ya Bent Bladi · Morocco</p>

<p>Abdessadeq Cheqara – Ya Bent Bladi (Ouhmane Cassette, Casablanca)</p>

<p>Some tapes announce themselves loudly. This one doesn&#39;t even give itself a title. The cover carries the artist&#39;s name in Arabic, four song titles, a man in a red fez, and the “OUHMANE” logo. Everything else you have to work out yourself, which is half the fun of collecting Moroccan cassettes.</p>

<p>The tape at a glance</p>

<p>Artist: عبد الصادق اشقارة, Abdessadeq Cheqara (also spelled Chekara, Chqara, Shkara and many other ways)</p>

<p>Label: Ouhmane Cassette (أوحمان كاسيط), which Discogs describes as a Moroccan label based in Casablanca</p>

<p>Format: stereo cassette, tan shell with green print, fold-out cover with a blue-tinted inner flap</p>

<p>Not printed: album title, year, catalogue number, barcode, and any composer, lyricist or musician credits</p>

<p>Collector listings for this tape give the same A1–B2 tracklist and title it Ya Bent Bladi, after the closing song. The title is a later convention, since nothing on the tape says so.</p>

<p>The artist</p>

<p>Cheqara (1931–1998) was a Moroccan singer of Andalusian classical music and Moroccan folk music, born in Tetuan, and also a violin and oud virtuoso. He came from a musical family: his father was a singer and musician in Tetuan, and his mother descended from a family of poets, musicians and philosophers.</p>

<p>Some milestones from his biography:</p>

<p>In 1961 he recorded eight nawbas of Andalusian music for a UNESCO-linked association, to preserve Morocco&#39;s Andalusian heritage.</p>

<p>In 1978 he became Supervisor General of the National Conservatory.</p>

<p>In 1991 he worked with Michael Nyman on “The Upside-Down Violin”, recorded live at the Seville World&#39;s Fair.</p>

<p>Wikipedia also credits him with taking Andalusian music beyond an elite audience, and claims he learned songs from Tetuani women musicians who weren&#39;t allowed to record. That last claim is flagged there as needing better sourcing, so read it as reported, not settled.</p>

<p>The songs</p>

<p>This isn&#39;t a classical nawba record. It&#39;s a set of his popular songs, mostly northern-Moroccan in flavour.</p>

<p>Ya Bent Bladi is the one everybody knows. A Moroccan newspaper piece says the lyrics were written by the poet Abderrahmane El Alami, and that Cheqara blended northern folk music with Spanish flamenco and Andalusian music. Wikipedia tells it a bit differently: in 1982 he met Professor José Heredia in Granada and they produced the song, a fusion of Tetuani music and flamenco. The two accounts disagree on who wrote the words, so I&#39;d treat authorship as open. The same newspaper piece also lists the other three songs on this tape among his known repertoire.</p>

<p>The label</p>

<p>Ouhmane was one of the big Casablanca cassette houses. It also issued material by other major Moroccan acts: the NTS page for Nass El Ghiwane lists tracks credited to Ouhmane Cassette. That makes this a mainstream popular release, not an obscure private pressing.</p>

<p>When is it from?</p>

<p>I can&#39;t tell you, and I&#39;d rather say so than guess. One streaming service tags “Allah yhdik ya ghzali” with 1982, but that&#39;s platform metadata, not a cassette date. If the 1982 Granada story is right, the tape can&#39;t be much older than the early 1980s. That&#39;s inference, not evidence. The stereo marking and the six-digit Casablanca phone numbers fit the period without proving it.</p>

<p>Do you have another copy, or know Ouhmane&#39;s catalogue numbering? Drop it in the comments. A catalogue number or a year on another pressing would settle this.</p>

<h3 id="covers">Covers</h3>

<p><img src="https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/cassettaA.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/cassettaB.png" alt="Cover"></p>

<h3 id="tracklist">Tracklist</h3>

<p><strong>Side A</strong></p>
<ol><li>الله يهديك يا غزالي  Allah yhdik ya ghzali   “May God guide you, my gazelle”</li>
<li>أنا في عارك  Ana f &#39;arek An appeal to someone&#39;s honour or protection</li></ol>

<p><strong>Side B</strong></p>
<ol><li>يا وليدي يا حبيبي    Ya oulidi ya habibi “My boy, my beloved”</li>
<li>يا بنت بلادي Ya bent bladi   “Girl of my country”</li></ol>

<h3 id="listen">Listen</h3>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/FacciataA.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi/facciataB.wav"></audio></p>

<p><a href="https://archive.org/details/abdessadeq-cheqara-ya-bent-bladi" rel="nofollow">Internet Archive listing</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>cassette:pirata</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nv37dq07as</guid>
      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:53:49 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ehe</title>
      <link>https://noblogo.org/aletheia/ehe</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ehe]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ehe</p>
]]></content:encoded>
      <author>ALETHEIA</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/x31zvf9x88</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 22:19:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali</title>
      <link>https://noblogo.org/cassette-pirata/al-haj-al-hussein-al-toulali</link>
      <description>&lt;![CDATA[Copertina: Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali&#xA;&#xA;Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali&#xA;&#xA;On the green cover featuring a photo of the artist playing the oud, the following information is provided:&#xA;Artist (in Latin characters): L&#39;HAJ L&#39;HOUCINE TOULALI&#xA;&#xA;Artist (in Arabic characters, center and top left): الحاج الحسين التولالي (Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali)&#xA;&#xA;L&#39;Haj L&#39;Houcine Toulali (1924 – 1998) was a legendary Moroccan musician and singer, universally recognized as one of the greatest masters (in Arabic Cheikh) of Malhun (or Melhoun).&#xA;Born in Toulal, a village near the imperial city of Meknes, Toulali dedicated his life to preserving this ancient musical genre. Malhun is a form of sung poetry typical of Morocco, historically linked to the guilds of Andalusian-Moroccan artisans. Toulali is credited with “democratizing” this art form: with his powerful voice, his oud, and his orchestra, he brought Malhun out of exclusive circles, introducing it to the general public through radio, television, and theaters worldwide. He also founded a school in Meknes to pass on this complex vocal and poetic art to new generations.&#xA;&#xA;This cassette is a classic release of traditional Moroccan music. It is not a pop album with short songs, but a collection of Qasidat (singular Qasida), which are long sung narrative poems that form the backbone of Malhun.&#xA;Track structure: The Qasidat are very long poems that tell stories of daily life, love, historical anecdotes, or morals. Because of their considerable length, it was common practice on audio cassettes to have to “split” a track. As can be seen from the cover, the Qasidat Zine Es-Soura (which praises beauty) begins at the end of Side 1 and continues (“continued”) at the beginning of Side 2.&#xA;&#xA;The Style: Musically, Toulali&#39;s recordings are characterized by the use of traditional Andalusian-Maghrebi instruments (oud, vertically played violin, percussion such as the darbouka and tar) and male choirs that respond to the lead singer, creating a hypnotic atmosphere deeply rooted in Moroccan culture.&#xA;&#xA;Covers&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Tracklist&#xA;&#xA;Side A&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/HajHougineToulal/A.wav&#34;/audio&#xA;&#xA; قصيدة حمان (Qasidat Hamman – The poem of Hamman)&#xA; قصيدة زين الصورة (Qasidat Zine Es-Soura – The poem of the beautiful face)&#xA;&#xA;Side B&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/HajHougine_Toulal/B.wav&#34;/audio&#xA;&#xA; قصيدة زين الصورة (تابع) (Qasidat Zine Es-Soura (Tabi&#39;) – The poem of the beautiful face, continued)&#xA; قصيدة ليتام (Qasidat L&#39;ytam – The poem of the orphan)&#xA;&#xA;Internet Archive listing&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Haj_Hougine_Toulal/copertina_fronte.png" alt="Copertina: Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali"></p>



<p><strong>Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali</strong></p>

<p>Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali</p>

<p>On the green cover featuring a photo of the artist playing the oud, the following information is provided:
Artist (in Latin characters): L&#39;HAJ L&#39;HOUCINE TOULALI</p>

<p>Artist (in Arabic characters, center and top left): الحاج الحسين التولالي (Al-Haj Al-Hussein Al-Toulali)</p>

<p>L&#39;Haj L&#39;Houcine Toulali (1924 – 1998) was a legendary Moroccan musician and singer, universally recognized as one of the greatest masters (in Arabic Cheikh) of Malhun (or Melhoun).
Born in Toulal, a village near the imperial city of Meknes, Toulali dedicated his life to preserving this ancient musical genre. Malhun is a form of sung poetry typical of Morocco, historically linked to the guilds of Andalusian-Moroccan artisans. Toulali is credited with “democratizing” this art form: with his powerful voice, his oud, and his orchestra, he brought Malhun out of exclusive circles, introducing it to the general public through radio, television, and theaters worldwide. He also founded a school in Meknes to pass on this complex vocal and poetic art to new generations.</p>

<p>This cassette is a classic release of traditional Moroccan music. It is not a pop album with short songs, but a collection of Qasidat (singular Qasida), which are long sung narrative poems that form the backbone of Malhun.
Track structure: The Qasidat are very long poems that tell stories of daily life, love, historical anecdotes, or morals. Because of their considerable length, it was common practice on audio cassettes to have to “split” a track. As can be seen from the cover, the Qasidat Zine Es-Soura (which praises beauty) begins at the end of Side 1 and continues (“continued”) at the beginning of Side 2.</p>

<p>The Style: Musically, Toulali&#39;s recordings are characterized by the use of traditional Andalusian-Maghrebi instruments (oud, vertically played violin, percussion such as the darbouka and tar) and male choirs that respond to the lead singer, creating a hypnotic atmosphere deeply rooted in Moroccan culture.</p>

<h3 id="covers">Covers</h3>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Haj_Hougine_Toulal/SideA.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Haj_Hougine_Toulal/SideB.png" alt="Cover"></p>

<h3 id="tracklist">Tracklist</h3>

<p><strong>Side A</strong></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Haj_Hougine_Toulal/A.wav"></audio></p>
<ol><li>* قصيدة حمان (Qasidat Hamman – The poem of Hamman)</li>
<li>* قصيدة زين الصورة (Qasidat Zine Es-Soura – The poem of the beautiful face)</li></ol>

<p><strong>Side B</strong></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://pub-3bebd8673f9941c2ba21ecf7c1baecec.r2.dev/Haj_Hougine_Toulal/B.wav"></audio></p>
<ol><li>* قصيدة زين الصورة (تابع) (Qasidat Zine Es-Soura (Tabi&#39;) – The poem of the beautiful face, continued)</li>
<li>* قصيدة ليتام (Qasidat L&#39;ytam – The poem of the orphan)</li></ol>

<p><a href="https://archive.org/details/al-haj-al-hussein-al-toulali" rel="nofollow">Internet Archive listing</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>cassette:pirata</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/dn5eyc096w</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 16:39:28 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Joan Miró - L&#39;Or de l&#39;Azur (L&#39;oro dell&#39;azzurro)</title>
      <link>https://noblogo.org/54rv36u/a-href-postimg-cc-yjtfrq4n-target-blankimg</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;&#xA;a href=&#34;https://postimg.cc/yJtFRq4n&#34; target=&#34;blank&#34;img src=&#34;https://i.postimg.cc/d1tnzvWM/miro.jpg&#34; alt=&#34;miro&#34;/a&#xA;&#xA;Joan Miró - L&#39;Or de l&#39;Azur (L&#39;oro dell&#39;azzurro)&#xA;&#xA;Un quadro che non ricordo d&#39;aver mai visto, mi è comparso stamattina postato su Bluesky. Le riflessioni che mi ha suscitato non riguardano l&#39;opera in sé, può piacere o non piacere, non era questo il mio punto.&#xA;Mi son sempre chiesto, nei quadri astratti che è lo stile artistico che prediligo, quando e perché l&#39;artista ritenga che sia completo.&#xA;Non nascondo che anch&#39;io faccio &#34;quadri&#34;, &#34;lavori artistici&#34; (e quadri e lavori artistici qui va preso con l&#39;estensione più ampia possibile, così come una disegno (scarabocchio?) fatto da un bimbo è una espressione artistica), ma molto spesso resto bloccato. Le mie indecisioni mi portano all&#39;inazione. Lo lascio lì, non finito e senza idea se un domani lo finirò. Spesso poi lo butto via come se fosse un esperimento che non sta portando a nulla e che sarebbe troppo stancante metterci mano per dargli almeno una possibilità.&#xA;Credo ci sia una componente &#34;psicologica&#34; che mi appartiene profondamente &#34;dentro&#34; e che nella vita reale, quando poi ripenso a quali motivazioni m&#39;abbiano portato ad reagire ad un accadimento, mi faccia comportare come un animale la cui reazione principale sia dettata dall&#39;imperativo &#34;resta immobile!&#34;&#xA;Senz&#39;altro è un&#39;interpretazione auto psicologica da 2 bicci al chilo.&#xA;Per esempio in questo quadro. Se un pallino nero, uno qualsiasi, fosse stato un po&#39; più grande o un po&#39; più piccolo, appena spostato oppure cancellato, se un &#34;asterisco&#34; più piccolo fosse stato aggiunto o la linea ondulata fosse stata rivolta nella direzione opposta oppure ne fosse stata aggiunta un&#39;altra, il quadro sarebbe sempre &#34;lo stesso&#34;?&#xA;Ora, comprendo che l&#39;artista ed in generale chi debba &#34;fare qualcosa&#34; nella vita reale, alla fine cristallizzi in un &#34;ecco, così mi va bene&#34; una tra le infinite possibilità di creazione.&#xA;È naturale che sia così. È biologicamente &#34;conveniente&#34; ed è connaturato in noi. L&#39;assoluta inazione porterebbe alla cessazione di qualsiasi attività.&#xA;Lo stesso, una volta completato qualcosa, mi chiedo come sarebbe stato se avessi agito diverso. Se avessi aggiunto un pallino nero o tolto un asterisco.&#xA;Perché, mi chiedo, una possibilità che aveva le stesse &#34;chances&#34; non si è materializzata.&#xA;Perché un figlio che poteva essere nato non c&#39;è?&#xA;Perché un seme che non è germogliato e diventato albero così non è stato?&#xA;Perché un&#39;acciuga che poteva vivere la sua vita ora (non) ci guarda adagiata sul letto di ghiacciolini assieme a tante compagne in una pescheria?&#xA;Va bene, sono d&#39;accordo, è il caso e più non dimandare.&#xA;E poi ci sono le possibilità che ci provano ma non avranno chances.&#xA;&#xA;a href=&#34;https://postimg.cc/yWHyVHV2&#34; target=&#34;blank&#34;img src=&#34;https://i.postimg.cc/1RgCrmbR/IMG20260925113150.jpg&#34; alt=&#34;IMG20260925113150&#34;/a&#xA;&#xA;Google lens dice: &#34;giovane piantina di cucurbitacea (zucca, melone, anguria) all&#39;inizio della germogliazione&#34;. &#xA;L&#39;ho fotografata l&#39;altro giorno sulla spiaggia, sarà stata ad una trentina di metri dal  bagnasciuga, la prima mareggiata invernale se la porterà e fine della possibilità. Non so perché ma vedo le due cose collegate, le infinite possibili scelte di pallini neri (e l&#39;obbligo di sceglierne una) e l&#39;obbligo di scegliere se tentare o no del seme di anguria (io punto su anguria, è più da spiaggia ma anche il melone la sua la può dire) che mi va a germogliare dove non ha possibilità (ma sempre di più che non germogliare).&#xA;Domande bischere, poi si sopravvive lo stesso.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://postimg.cc/yJtFRq4n" target="_blank" rel="nofollow noopener"><img src="https://i.postimg.cc/d1tnzvWM/miro.jpg" alt="miro"></a></p>

<p>Joan Miró – L&#39;Or de l&#39;Azur (L&#39;oro dell&#39;azzurro)</p>

<p>Un quadro che non ricordo d&#39;aver mai visto, mi è comparso stamattina postato su Bluesky. Le riflessioni che mi ha suscitato non riguardano l&#39;opera in sé, può piacere o non piacere, non era questo il mio punto.
Mi son sempre chiesto, nei quadri astratti che è lo stile artistico che prediligo, quando e perché l&#39;artista ritenga che sia completo.
Non nascondo che anch&#39;io faccio “quadri”, “lavori artistici” (e quadri e lavori artistici qui va preso con l&#39;estensione più ampia possibile, così come una disegno (scarabocchio?) fatto da un bimbo è una espressione artistica), ma molto spesso resto bloccato. Le mie indecisioni mi portano all&#39;inazione. Lo lascio lì, non finito e senza idea se un domani lo finirò. Spesso poi lo butto via come se fosse un esperimento che non sta portando a nulla e che sarebbe troppo stancante metterci mano per dargli almeno una possibilità.
Credo ci sia una componente “psicologica” che mi appartiene profondamente “dentro” e che nella vita reale, quando poi ripenso a quali motivazioni m&#39;abbiano portato ad reagire ad un accadimento, mi faccia comportare come un animale la cui reazione principale sia dettata dall&#39;imperativo “resta immobile!”
Senz&#39;altro è un&#39;interpretazione auto psicologica da 2 bicci al chilo.
Per esempio in questo quadro. Se un pallino nero, uno qualsiasi, fosse stato un po&#39; più grande o un po&#39; più piccolo, appena spostato oppure cancellato, se un “asterisco” più piccolo fosse stato aggiunto o la linea ondulata fosse stata rivolta nella direzione opposta oppure ne fosse stata aggiunta un&#39;altra, il quadro sarebbe sempre “lo stesso”?
Ora, comprendo che l&#39;artista ed in generale chi debba “fare qualcosa” nella vita reale, alla fine cristallizzi in un “ecco, così mi va bene” una tra le infinite possibilità di creazione.
È naturale che sia così. È biologicamente “conveniente” ed è connaturato in noi. L&#39;assoluta inazione porterebbe alla cessazione di qualsiasi attività.
Lo stesso, una volta completato qualcosa, mi chiedo come sarebbe stato se avessi agito diverso. Se avessi aggiunto un pallino nero o tolto un asterisco.
Perché, mi chiedo, una possibilità che aveva le stesse “chances” non si è materializzata.
Perché un figlio che poteva essere nato non c&#39;è?
Perché un seme che non è germogliato e diventato albero così non è stato?
Perché un&#39;acciuga che poteva vivere la sua vita ora (non) ci guarda adagiata sul letto di ghiacciolini assieme a tante compagne in una pescheria?
Va bene, sono d&#39;accordo, è il caso e più non dimandare.
E poi ci sono le possibilità che ci provano ma non avranno chances.</p>

<p><a href="https://postimg.cc/yWHyVHV2" target="_blank" rel="nofollow noopener"><img src="https://i.postimg.cc/1RgCrmbR/IMG20260925113150.jpg" alt="IMG20260925113150"></a></p>

<p>Google lens dice: “giovane piantina di cucurbitacea (zucca, melone, anguria) all&#39;inizio della germogliazione”.
L&#39;ho fotografata l&#39;altro giorno sulla spiaggia, sarà stata ad una trentina di metri dal  bagnasciuga, la prima mareggiata invernale se la porterà e fine della possibilità. Non so perché ma vedo le due cose collegate, le infinite possibili scelte di pallini neri (e l&#39;obbligo di sceglierne una) e l&#39;obbligo di scegliere se tentare o no del seme di anguria (io punto su anguria, è più da spiaggia ma anche il melone la sua la può dire) che mi va a germogliare dove non ha possibilità (ma sempre di più che non germogliare).
Domande bischere, poi si sopravvive lo stesso.</p>
]]></content:encoded>
      <author>54rv36u</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/c5g3lzhfsc</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:43:37 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Nuovo post</title>
      <link>https://noblogo.org/francescoperlo/nuovo-post</link>
      <description>&lt;![CDATA[Nuovo post&#xA;&#xA;Questo è un nuovo post. &#xA;Non capisco se si possono aggiungere immagini a questo post]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo post</p>

<p>Questo è un nuovo post.
Non capisco se si possono aggiungere immagini a questo post</p>
]]></content:encoded>
      <author>Francesco Perlo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sq6wx5n66b</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 11:28:44 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ieri sera dicevo ad Elettra che in questi ultimi sei mesi mi sono reso conto di...</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/ieri-sera-dicevo-ad-elettra-che-in-questi-ultimi-sei-mesi-mi-sono-reso-conto-di</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ieri sera dicevo ad Elettra che in questi ultimi sei mesi mi sono reso conto di essere una persona piena di imperfezioni. Lei ha contestato: dice che ho sempre riconosciuto i miei difetti, anche prima. Determinato, così ha detto, nelle sue idee, ma che riconosceva i propri difetti. Non ero d&#39;accordo; ho risposto che ultimamente ho visto che le cose sbagliate che faccio sono molte di più di quelle che pensavo prima. Girando la carne c&#39;erano tutti i vermetti. Non verrò rivalutato post mortem anche perché - dopo che sarò morto - per quel che ne posso sapere io, il mondo potrebbe dissolversi come un sogno o come un enorme glitch di qualche inintelleggibile sistema dati. &#xA;&#xA;In più, a scavare, è pieno di gente che meriterebbe di essere rivalutata. Potere della rete; giri e trovi badilate di cultura. Levata la manciata di persone che il sistema culturale porta per qualche istante davanti agli occhi della gente, per poi farla - spesso - ripiombare nel buio, sotto, c&#39;è pieno di gente che scrive, fa musica, gira video, programma cose. Pieno. Qua siamo a ricordare Susanna Tamaro perché. Perché ci fa comodo. Abbiamo bisogno di bamboline voodoo da infilzare con gli spilli della nostra povertà spirituale e del nostro immondo bisogno di mondo. Teniamo appesi agli alberi gli specchietti di vetro per attirare indigeni e spaventare corvi, a seconda. Ma sono solo dei pezzetti di vetro di nessun valore. Sotto, nel terreno pieno di humus, c&#39;è tutta una umanità di creatività che si contorce, lombrichi che sono lì a mangiare con una bocca e defecare cultura con l&#39;altra.&#xA;&#xA;Così la polemica di oggi è di un romanzo che forse è stato scritto interamente con l&#39;intelligenza artificiale, forse no. Esiste un concorso annuale, da molto tempo, me lo aveva segnalato Roberta, dove si ha un mese per scrivere un software che scriva letteratura. Una volta ho partecipato, ho scritto un software che prendeva frammenti da Madame Bovary di Flaubert, divisi tra Emma e Leon, due tra i protagonisti, e divisi tra sentimenti di amore, indifferenza e odio. Poi generava infiniti capitoli dove un termometro variava chi provava cosa, attingendo alla base dati di Flaubert. Figurati. Sai cosa me ne frega dell&#39;intelligenza artificiale. Usare l&#39;intelligenza artificiale, per scrivere narrativa, è per me come comprare una minestra liofilizzata e guardare uno che se la mangia al posto tuo. Dico meglio: usare l&#39;intelligenza artificiale per scrivere romanzi al posto mio, è una idiozia. Se voglio usare l&#39;intelligenza artificiale è per fare cose che io - da solo - non posso fare. Ma se sono scarso a scrivere, perché mettermi a scrivere romanzi? Ci sono tante belle cose più remunerative che si possono fare.&#xA;&#xA;Al netto di questo giudizio di stomaco, legato a me oggi e non domani e non ieri, in questo momento, appunto, di usare l&#39;intelligenza artificiale non ne ho voglia. Non sento il controllo. Troppi attori che ci mettono le mani. Ancora è nel pieno del suo sviluppo. Le sperimentazioni le ho già fatte, in questo momento la guardo e la seguo da lontano, faccio brevi prove, ma non ho proprio voglia di perderci tempo, accumulare competenze che tra tre mesi saranno diventate ridicole. Per fortuna non sono costretto a fare il fuffa-guru. Per snobberia, di fronte alla possibilità di platinare prompt, vado nella direzione opposta. Tipico di me. Passo il pomeriggio a riprendere pietre nel greto del Bisagno con una fotocamera in bianco e nero. Registro suoni della natura, motori, vetri che si spezzano. Sempre fatto così, direzione ostinata, contraria e antiremunerativa. Pieno di errori, dicevo. Sorry.&#xA;&#xA;E stamattina, domenica, sono seduto al tavolo della cucina, lontano il Macbook manda i brani di o\i di Peter Gabriel mentre io batto i miei diti, anzi le mie dita - femminile sovraesteso - alcune mie dita sono genere maschile senz&#39;altro - sulla tastierina morbidosa del Tab XC e dalla finestra sbuca finalmente un sole caldo che mi brucia la schiena e illumina tutto lo schermo a inchiostro elettronico dove le parole che penso - magia! - appaiono nero su bianco man mano che le le mie dita fanno la loro ginnastica e questo - essere qua seduto a scrivere, ascoltare nuova musica, avere davanti un ebook che si sta generando man mano che penso, mi pare una bellezza invidiabile a cui sta aggrappato tutto il mio corpo sempre più orribile, le mie idee sempre più puerili, tutti i rumori gargarismi del mio stomaco, tutti i casini della vita e della routine lì appoggiati che aspettano di annichilirmi. Qua e ora. Un sottile senso di nausea. Il secondo caffé della giornata, gli accenti sbagliati, i refusi invisibili. Nessun dio, almeno questo, ad alitarmi addosso per rendermi più vivo. Qua sono già tutto arrossato, grazie. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera dicevo ad Elettra che in questi ultimi sei mesi mi sono reso conto di essere una persona piena di imperfezioni. Lei ha contestato: dice che ho sempre riconosciuto i miei difetti, anche prima. Determinato, così ha detto, nelle sue idee, ma che riconosceva i propri difetti. Non ero d&#39;accordo; ho risposto che ultimamente ho visto che le cose sbagliate che faccio sono molte di più di quelle che pensavo prima. Girando la carne c&#39;erano tutti i vermetti. Non verrò rivalutato post mortem anche perché – dopo che sarò morto – per quel che ne posso sapere io, il mondo potrebbe dissolversi come un sogno o come un enorme glitch di qualche inintelleggibile sistema dati.</p>

<p>In più, a scavare, è pieno di gente che meriterebbe di essere rivalutata. Potere della rete; giri e trovi badilate di cultura. Levata la manciata di persone che il sistema culturale porta per qualche istante davanti agli occhi della gente, per poi farla – spesso – ripiombare nel buio, sotto, c&#39;è pieno di gente che scrive, fa musica, gira video, programma cose. Pieno. Qua siamo a ricordare Susanna Tamaro perché. Perché ci fa comodo. Abbiamo bisogno di bamboline voodoo da infilzare con gli spilli della nostra povertà spirituale e del nostro immondo bisogno di mondo. Teniamo appesi agli alberi gli specchietti di vetro per attirare indigeni e spaventare corvi, a seconda. Ma sono solo dei pezzetti di vetro di nessun valore. Sotto, nel terreno pieno di humus, c&#39;è tutta una umanità di creatività che si contorce, lombrichi che sono lì a mangiare con una bocca e defecare cultura con l&#39;altra.</p>

<p>Così la polemica di oggi è di un romanzo che forse è stato scritto interamente con l&#39;intelligenza artificiale, forse no. Esiste un concorso annuale, da molto tempo, me lo aveva segnalato Roberta, dove si ha un mese per scrivere un software che scriva letteratura. Una volta ho partecipato, ho scritto un software che prendeva frammenti da Madame Bovary di Flaubert, divisi tra Emma e Leon, due tra i protagonisti, e divisi tra sentimenti di amore, indifferenza e odio. Poi generava infiniti capitoli dove un termometro variava chi provava cosa, attingendo alla base dati di Flaubert. Figurati. Sai cosa me ne frega dell&#39;intelligenza artificiale. Usare l&#39;intelligenza artificiale, per scrivere narrativa, è per me come comprare una minestra liofilizzata e guardare uno che se la mangia al posto tuo. Dico meglio: usare l&#39;intelligenza artificiale per scrivere romanzi al posto mio, è una idiozia. Se voglio usare l&#39;intelligenza artificiale è per fare cose che io – da solo – non posso fare. Ma se sono scarso a scrivere, perché mettermi a scrivere romanzi? Ci sono tante belle cose più remunerative che si possono fare.</p>

<p>Al netto di questo giudizio di stomaco, legato a me oggi e non domani e non ieri, in questo momento, appunto, di usare l&#39;intelligenza artificiale non ne ho voglia. Non sento il controllo. Troppi attori che ci mettono le mani. Ancora è nel pieno del suo sviluppo. Le sperimentazioni le ho già fatte, in questo momento la guardo e la seguo da lontano, faccio brevi prove, ma non ho proprio voglia di perderci tempo, accumulare competenze che tra tre mesi saranno diventate ridicole. Per fortuna non sono costretto a fare il fuffa-guru. Per snobberia, di fronte alla possibilità di platinare prompt, vado nella direzione opposta. Tipico di me. Passo il pomeriggio a riprendere pietre nel greto del Bisagno con una fotocamera in bianco e nero. Registro suoni della natura, motori, vetri che si spezzano. Sempre fatto così, direzione ostinata, contraria e antiremunerativa. Pieno di errori, dicevo. Sorry.</p>

<p>E stamattina, domenica, sono seduto al tavolo della cucina, lontano il Macbook manda i brani di o\i di Peter Gabriel mentre io batto i miei diti, anzi le mie dita – femminile sovraesteso – alcune mie dita sono genere maschile senz&#39;altro – sulla tastierina morbidosa del Tab XC e dalla finestra sbuca finalmente un sole caldo che mi brucia la schiena e illumina tutto lo schermo a inchiostro elettronico dove le parole che penso – magia! – appaiono nero su bianco man mano che le le mie dita fanno la loro ginnastica e questo – essere qua seduto a scrivere, ascoltare nuova musica, avere davanti un ebook che si sta generando man mano che penso, mi pare una bellezza invidiabile a cui sta aggrappato tutto il mio corpo sempre più orribile, le mie idee sempre più puerili, tutti i rumori gargarismi del mio stomaco, tutti i casini della vita e della routine lì appoggiati che aspettano di annichilirmi. Qua e ora. Un sottile senso di nausea. Il secondo caffé della giornata, gli accenti sbagliati, i refusi invisibili. Nessun dio, almeno questo, ad alitarmi addosso per rendermi più vivo. Qua sono già tutto arrossato, grazie.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qpn43utj3i</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 07:21:36 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Proyecto de Plataforma de Descentralización Integral — Comprehensive Decentralization Platform Project</title>
      <link>https://noblogo.org/descentralizacion-integral/proyecto-de-plataforma-de-descentralizacion-integral-comprehensive</link>
      <description>&lt;![CDATA[Infraestructura para la soberanía alimentaria, la economía real, la coordinación autónoma y las redes descentralizadas&#xA;&#xA;Infrastructure for food sovereignty, the real economy, autonomous coordination, and decentralized networks&#xA;&#xA;br&#xA;El problema — The Problem&#xA;&#xA;2.690 millones de personas no tienen acceso económico a una dieta saludable. 645 millones padecieron hambre en 2025. El mundo produce alimentos suficientes —5.935 kilocalorías por persona por día— pero entre el campo y la mesa, más de la mitad se pierde: 338 kcal en pérdidas agrícolas, 332 en almacenamiento, 808 en biocombustibles, 1.738 en alimentación animal que retorna únicamente 594. El sistema no produce demasiado poco; produce de forma ineficiente.&#xA;&#xA;2.69 billion people cannot afford a healthy diet. 645 million faced hunger in 2025. The world produces enough food —5,935 kcal per person per day— but between the field and the plate, more than half is lost: 338 kcal in the soil, 332 in storage, 808 in biofuels, 1,738 in animal feed that returns only 594. The system doesn&#39;t produce too little; it produces poorly.&#xA;&#xA;br&#xA;La solución — The Solution&#xA;&#xA;La plataforma es una infraestructura de coordinación que permite a las comunidades autogestionar su economía y gobernanza. Integra:&#xA;&#xA;The platform is a coordination infrastructure that enables communities to self-manage their economy and governance. It integrates:&#xA;&#xA;   &#xA; -Gobernanza asamblearia con mecanismo de doble umbral, paneles deliberativos seleccionados por sorteo, y custodios en tres niveles.&#xA;&#xA;    Assembly governance with double threshold, deliberative panels by sortition, and custodians at three levels.&#xA;&#xA;  -Moneda social respaldada por producción real, no por especulación.&#xA;&#xA;    Social currency as a ledger backed by real production, not speculation.&#xA;&#xA;   -Tesoro común con activos físicos y reservas líquidas, que opera como puente hacia el exterior sin exponer la moneda social a la volatilidad.&#xA;    &#xA;     Common treasury with physical assets and liquid reserves, operating as a bridge to the outside without exposing the social currency to volatility.&#xA;&#xA;   -Red autónoma con LoRa (para telegramas) y HaLow (para contenido), enrutada mediante BATMAN-adv.&#xA;&#xA;    Autonomous network with LoRa (telegrams) and HaLow (content), routed with BATMAN-adv.&#xA;&#xA;    -Identificador descentralizado autónomo de doble capa con verificación de unicidad y atributos mediante pruebas de conocimiento cero.&#xA;&#xA;    Dual-layer autonomous decentralized identifier with zero-knowledge proof-based uniqueness and attribute verification&#xA;&#xA;    -Registro encadenado con firmas umbral, sin consenso económico ni dependencia de validadores externos.&#xA;&#xA;    Chained ledger with threshold signatures, without economic consensus or dependency on external validators.&#xA;    &#xA;&#xA;  &#xA;&#xA;.&#xA;br&#xA;&#xA;Estado actual: Etapa comunicacional. El desarrollo técnico está en pausa a la espera de articular redes afines a escalas continentales, o a escala global (&#39;Dilema de Adamas&#39;).&#xA;&#xA;Current Status: Communication phase. Technical development is on hold, awaiting the establishment of like-minded networks on  a continental scale, or on a global scale (&#39;Adamas Dilemma&#39;).&#xA;&#xA;br&#xA;Documentación — Documentation&#xA;&#xA;   [Plataforma de Descentralizacion Integral (documento de trabajo)&#xA; — Comprehensive Decentralization Platform (Working Draft)](https://drive.proton.me/urls/CCGKFKKYRR#r3dNsQ57j96N) — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)&#xA;&#xA;   Complemento de Economia con registro histórico (documento de trabajo) — Economics Supplement with Historical Record (Working Draft) — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)&#xA;&#xA;   Modelo A. (documento de trabajo) — Model A (Working Draft) — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)&#xA; &#xA;  Complemento Protocolos, seguridad, modelo de almacenamiento y resiliencia (documento de trabajo) — Supplement: Protocols, Security, Storage Model, and Resilience (Working Draft) — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)&#xA;&#xA;   Complemento herramientas, lenguajes, desiciones,estrategias  y protocolos de programación (documento de trabajo) — Supplement: Tools, Languages, Decisions, Strategies, and Programming Protocols (Working Draft) — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)&#xA; &#xA;  Dilema de Adamas — The Adamas Dilemma — Archivo Binario — Binary File (spanish)&#xA;&#xA;br&#xA;br&#xA;&#xA;Contacto: descentralizacion.integral@protonmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Infraestructura para la soberanía alimentaria, la economía real, la coordinación autónoma y las redes descentralizadas</p>

<p>Infrastructure for food sovereignty, the real economy, autonomous coordination, and decentralized networks</p>

<p><br>
El problema — The Problem</p>

<p>2.690 millones de personas no tienen acceso económico a una dieta saludable. 645 millones padecieron hambre en 2025. El mundo produce alimentos suficientes —5.935 kilocalorías por persona por día— pero entre el campo y la mesa, más de la mitad se pierde: 338 kcal en pérdidas agrícolas, 332 en almacenamiento, 808 en biocombustibles, 1.738 en alimentación animal que retorna únicamente 594. El sistema no produce demasiado poco; produce de forma ineficiente.</p>

<p>2.69 billion people cannot afford a healthy diet. 645 million faced hunger in 2025. The world produces enough food —5,935 kcal per person per day— but between the field and the plate, more than half is lost: 338 kcal in the soil, 332 in storage, 808 in biofuels, 1,738 in animal feed that returns only 594. The system doesn&#39;t produce too little; it produces poorly.</p>

<p><br>
La solución — The Solution</p>

<p>La plataforma es una infraestructura de coordinación que permite a las comunidades autogestionar su economía y gobernanza. Integra:</p>

<p>The platform is a coordination infrastructure that enables communities to self-manage their economy and governance. It integrates:</p>

<p> -Gobernanza asamblearia con mecanismo de doble umbral, paneles deliberativos seleccionados por sorteo, y custodios en tres niveles.</p>

<p>    Assembly governance with double threshold, deliberative panels by sortition, and custodians at three levels.</p>

<p>  -Moneda social respaldada por producción real, no por especulación.</p>

<p>    Social currency as a ledger backed by real production, not speculation.</p>

<p>   -Tesoro común con activos físicos y reservas líquidas, que opera como puente hacia el exterior sin exponer la moneda social a la volatilidad.</p>

<p>     Common treasury with physical assets and liquid reserves, operating as a bridge to the outside without exposing the social currency to volatility.</p>

<p>   -Red autónoma con LoRa (para telegramas) y HaLow (para contenido), enrutada mediante BATMAN-adv.</p>

<p>    Autonomous network with LoRa (telegrams) and HaLow (content), routed with BATMAN-adv.</p>

<p>    -Identificador descentralizado autónomo de doble capa con verificación de unicidad y atributos mediante pruebas de conocimiento cero.</p>

<p>    Dual-layer autonomous decentralized identifier with zero-knowledge proof-based uniqueness and attribute verification</p>

<p>    -Registro encadenado con firmas umbral, sin consenso económico ni dependencia de validadores externos.</p>

<p>    Chained ledger with threshold signatures, without economic consensus or dependency on external validators.</p>

<p>.
<br></p>

<p>Estado actual: Etapa comunicacional. El desarrollo técnico está en pausa a la espera de articular redes afines a escalas continentales, o a escala global (&#39;Dilema de Adamas&#39;).</p>

<p>Current Status: Communication phase. Technical development is on hold, awaiting the establishment of like-minded networks on  a continental scale, or on a global scale (&#39;Adamas Dilemma&#39;).</p>

<p><br>
Documentación — Documentation</p>

<p>   <a href="https://drive.proton.me/urls/CCGKFKKYRR#r3dNsQ57j96N" rel="nofollow">Plataforma de Descentralizacion Integral (documento de trabajo)
 — Comprehensive Decentralization Platform (Working Draft)</a> — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)</p>

<p>   <a href="https://drive.proton.me/urls/NMQ6VXFKK4#eIyOiH0h1zkC" rel="nofollow">Complemento de Economia con registro histórico (documento de trabajo) — Economics Supplement with Historical Record (Working Draft)</a> — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)</p>

<p>   <a href="https://drive.proton.me/urls/GB8BQSGYPC#854ASemkbfZv" rel="nofollow">Modelo A. (documento de trabajo) — Model A (Working Draft)</a> — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)</p>

<p>  <a href="https://drive.proton.me/urls/S1JBECPKSG#98HdApjCsDH1" rel="nofollow">Complemento Protocolos, seguridad, modelo de almacenamiento y resiliencia (documento de trabajo) — Supplement: Protocols, Security, Storage Model, and Resilience (Working Draft)</a> — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)</p>

<p>   <a href="https://drive.proton.me/urls/WB2Q96K024#KABL25kwy93A" rel="nofollow">Complemento herramientas, lenguajes, desiciones,estrategias  y protocolos de programación (documento de trabajo) — Supplement: Tools, Languages, Decisions, Strategies, and Programming Protocols (Working Draft)</a> — Documento de texto OpenDocument — OpenDocument Text File (spanish)</p>

<p>  <a href="https://drive.proton.me/urls/M3G5803GHG#NHdCkQx3GqlL" rel="nofollow">Dilema de Adamas — The Adamas Dilemma</a> — Archivo Binario — Binary File (spanish)</p>

<p><br>
<br></p>

<p>Contacto: descentralizacion.integral@protonmail.com</p>
]]></content:encoded>
      <author>Descentralizacion.Integral</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/4scp46k8o0</guid>
      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 04:27:30 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Amal Eddine El Arfaoui, Ma Tjib Ammara (ماتجيب أمّارة)</title>
      <link>https://noblogo.org/cassette-pirata/amal-eddine-el-arfaoui-ma-tjib-ammara-mtjyb-mwr</link>
      <description>&lt;![CDATA[Copertina: Amal Eddine El Arfaoui, Ma Tjib Ammara (ماتجيب أمّارة)&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Amal Eddine El Arfaoui · Ma Tjib Ammara (ماتجيب أمّارة) · Tunisia · Phonie&#xA;&#xA;This tape takes us to Tunisia, into the world of popular, festive music built around a wooden reed pipe with a metal bell — an instrument close to what&#39;s known regionally as zokra, mizwad or ghaita — rather than the more &#34;classical&#34; Tunisian malouf tradition.&#xA;&#xA;About this release&#xA;&#xA;Honestly, I couldn&#39;t find any independent information about the artist Jamal Eddine El Arfaoui: no discography, no biography, nothing in the usual music databases or archives. The name is fairly common in Tunisia, but I found no trace connecting any public figure with that name to music.&#xA;&#xA;What can be said with more confidence comes from the cassette itself. It was released on Phonie, a real Tunisian commercial cassette label based in Tunis, active in the pre-digital era — the same label format (Phonie, &#34;PH&#34; + catalogue number) also turns up on a cassette by the Algerian raï singer Cheb Khaled, which confirms the label existed and operated this way, even though this specific catalogue number couldn&#39;t be independently verified.&#xA;&#xA;Covers&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Cover&#xA;&#xA;Tracklist&#xA;&#xA;Side A&#xA;&#xA;ماتجيب أمّارة&#xA;غزالي شرد وجلاني حامل الرجا...ش&#xA;&#xA;Side B&#xA;&#xA;اروّح عالرملة هاوي جيت&#xA;مادام عيني حية يا فاطمة&#xA;&#xA;Listen&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/1a.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/2a.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/3a.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/1b.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/2b.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;audio controls preload=&#34;none&#34; src=&#34;https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/3b.wav&#34;/audio&#xA;&#xA;Internet Archive listing&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/copertinafronte.png" alt="Copertina: Amal Eddine El Arfaoui, Ma Tjib Ammara (ماتجيب أمّارة)"></p>



<p><strong>Amal Eddine El Arfaoui</strong> · Ma Tjib Ammara (ماتجيب أمّارة) · Tunisia · Phonie</p>

<p>This tape takes us to Tunisia, into the world of popular, festive music built around a wooden reed pipe with a metal bell — an instrument close to what&#39;s known regionally as zokra, mizwad or ghaita — rather than the more “classical” Tunisian malouf tradition.</p>

<p>About this release</p>

<p>Honestly, I couldn&#39;t find any independent information about the artist Jamal Eddine El Arfaoui: no discography, no biography, nothing in the usual music databases or archives. The name is fairly common in Tunisia, but I found no trace connecting any public figure with that name to music.</p>

<p>What can be said with more confidence comes from the cassette itself. It was released on Phonie, a real Tunisian commercial cassette label based in Tunis, active in the pre-digital era — the same label format (Phonie, “PH” + catalogue number) also turns up on a cassette by the Algerian raï singer Cheb Khaled, which confirms the label existed and operated this way, even though this specific catalogue number couldn&#39;t be independently verified.</p>

<h3 id="covers">Covers</h3>

<p><img src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/CassettaA.png" alt="Cover"></p>

<p><img src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/CassettaB.png" alt="Cover"></p>

<h3 id="tracklist">Tracklist</h3>

<p><strong>Side A</strong></p>
<ol><li>ماتجيب أمّارة</li>
<li>غزالي شرد وجلاني حامل الرجا...ش</li></ol>

<p><strong>Side B</strong></p>
<ol><li>اروّح عالرملة هاوي جيت</li>
<li>مادام عيني حية يا فاطمة</li></ol>

<h3 id="listen">Listen</h3>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/1a.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/2a.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/3a.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/1b.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/2b.wav"></audio></p>

<p><audio controls="" preload="none" src="https://archive.org/download/amal-eddine-el-arfaoui/3b.wav"></audio></p>

<p><a href="https://archive.org/details/amal-eddine-el-arfaoui" rel="nofollow">Internet Archive listing</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>cassette:pirata</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/7czeni7fc1</guid>
      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 13:41:38 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>San Sebastiano</title>
      <link>https://noblogo.org/albi/san-sebastiano</link>
      <description>&lt;![CDATA[San Sebastiano&#xA;&#xA;  Luogo: Ferrara&#xA;&#xA;Siamo stati qualche giorno a Ferrara ed abbiamo visitato la pinacoteca del Palazzo dei Diamanti.&#xA;Certo che lì San Sebastiano va proprio alla grande!&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="san-sebastiano"><strong>San Sebastiano</strong></h2>

<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: Ferrara</p></blockquote>

<p>Siamo stati qualche giorno a Ferrara ed abbiamo visitato la pinacoteca del Palazzo dei Diamanti.
Certo che lì San Sebastiano va proprio alla grande!
<img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/31410d826-759a86/fktqmkh9l7D0/90MBGTfHCd2nQJGbBN7X76gaJ4vcFtwRpn7Qt9db.jpg" alt="">
<img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/31410d826-759a86/aVlvxHD9122U/U5jloeMHtlsA3RrcixlZZwnOlmtqXDV6u6qmbv1i.jpg" alt=""></p>
]]></content:encoded>
      <author>L&#39;Alberto</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/kqnbuvwgul</guid>
      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:26:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>25 Settembre</title>
      <link>https://noblogo.org/diario-della-freccia/25-settembre</link>
      <description>&lt;![CDATA[25 Settembre&#xA;&#xA;  Luogo: campo di tiro esterno&#xA;Meteo: nuvoloso&#xA;Temperatura: non rilevata&#xA;&#xA;Oggi torniamo in campo. Sono le 17.30 circa.  &#xA;È un po&#39; nuvoloso e non troppo caldo, con qualche sprazzo di sole. Non male per un allenamento.  &#xA;Non si bada molto al punteggio, ma ci si concentra sull&#39;impostazione, a stare rilassati e a chiudere bene le scapole.  &#xA;Con una buona chiusura delle scapole la posizione è più stabile ed i punteggi buoni.  &#xA;Proviamo anche a modificare l&#39;estensione del mirino, ma alla fine l&#39;impostazione migliore è tutto fuori.  &#xA;Bisogna porre attenzione a non perdere la concentrazione e a non farsi distrarre dai pensieri.  &#xA;L&#39;andamento è altalenante.  &#xA;Bisogna curare di più il follow through.  &#xA;La mano dell&#39;arco è generalmente ben rilassata. Da rilassare meglio quella dello sgancio.  &#xA;Alla fine delle 60 frecce, nonostante gli alti e bassi, non è andata malissimo, con un punteggio di 540 (media 9).  &#xA;L&#39;arco pesa sulle braccia, serve ancora allenamento.&#xA;&#xA;score&#xA;&#xA;Diagramma&#xA;&#xA;andamento]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="25-settembre"><strong>25 Settembre</strong></h2>

<blockquote><p><strong>Luogo</strong>: campo di tiro esterno
<strong>Meteo</strong>: nuvoloso
<strong>Temperatura</strong>: non rilevata</p></blockquote>

<p>Oggi torniamo in campo. Sono le 17.30 circa.<br>
È un po&#39; nuvoloso e non troppo caldo, con qualche sprazzo di sole. Non male per un allenamento.<br>
Non si bada molto al punteggio, ma ci si concentra sull&#39;impostazione, a stare rilassati e a chiudere bene le scapole.<br>
Con una buona chiusura delle scapole la posizione è più stabile ed i punteggi buoni.<br>
Proviamo anche a modificare l&#39;estensione del mirino, ma alla fine l&#39;impostazione migliore è tutto fuori.<br>
Bisogna porre attenzione a non perdere la concentrazione e a non farsi distrarre dai pensieri.<br>
L&#39;andamento è altalenante.<br>
Bisogna curare di più il follow through.<br>
La mano dell&#39;arco è generalmente ben rilassata. Da rilassare meglio quella dello sgancio.<br>
Alla fine delle 60 frecce, nonostante gli alti e bassi, non è andata malissimo, con un punteggio di 540 (media 9).<br>
L&#39;arco pesa sulle braccia, serve ancora allenamento.</p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/GzEa1iZGuMgI/CaG48SGHbsJjY9iBcaigIaBaIm3mFlTTgiLnMe4v.jpg" alt="score"></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/5CPW29RCM0nF/HLkG64sHTdCywAhqpBFARzIezbeT9wCRtr3WhZSZ.jpg" alt="Diagramma"></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/507144102598662307/f0975049d-79c41a/UQ92VyxQiHYm/NTpvNmhRvKY8xuw7VEg9n9K72xcBadXGR3ebFg8V.jpg" alt="andamento"></p>
]]></content:encoded>
      <author>Frecce in volo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fm5kmnlu3a</guid>
      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:22:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Si riparte!</title>
      <link>https://noblogo.org/diario-della-freccia/si-riparte</link>
      <description>&lt;![CDATA[Dopo il periodo estivo passato a battere un po’ la fiacca (anche a causa del gran caldo), eccoci qua a ricominciare con il nostro avanti e indietro.  &#xA;Siamo le Alu90, le vecchie frecce di alluminio.  &#xA;Siccome il nostro arciere ha bisogno di riprendere un po’ le forze perse, perchè si sa, l’arco non è leggerissimo e per sostenerlo per almeno 60 tiri serve un po’ di allenamento, siamo tornate in campo.  &#xA;Quindi… si riparte!  &#xA;Abbiamo fatto qualche capatina al campo di tiro, tanto per riprendere pratica con il volo. Voli brevi, 18 metri, tanto la stagione indoor è alle porte, quindi è anche stato necessario reimpostare il mirino dalla vecchia distanza di 50 metri, a quella nuova di 18.  &#xA;Le nostre sorelline del gruppo Carbo50 sono state riposte ed ora ci siamo noi.  &#xA;I primi tiri non sono andati malaccio, pensavamo peggio, vista la lunga sosta estiva.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il periodo estivo passato a battere un po’ la fiacca (anche a causa del gran caldo), eccoci qua a ricominciare con il nostro avanti e indietro.<br>
Siamo le <em>Alu90</em>, le vecchie frecce di alluminio.<br>
Siccome il nostro arciere ha bisogno di riprendere un po’ le forze perse, perchè si sa, l’arco non è leggerissimo e per sostenerlo per almeno 60 tiri serve un po’ di allenamento, siamo tornate in campo.<br>
Quindi… si riparte!<br>
Abbiamo fatto qualche capatina al campo di tiro, tanto per riprendere pratica con il volo. Voli brevi, 18 metri, tanto la stagione indoor è alle porte, quindi è anche stato necessario reimpostare il mirino dalla vecchia distanza di 50 metri, a quella nuova di 18.<br>
Le nostre sorelline del gruppo <em>Carbo50</em> sono state riposte ed ora ci siamo noi.<br>
I primi tiri non sono andati malaccio, pensavamo peggio, vista la lunga sosta estiva.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Frecce in volo</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/x5rmn5v8bq</guid>
      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 11:58:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Giro su internet come un ladro che cerca qualcosa che non c&#39;è.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/giro-su-internet-come-un-ladro-che-cerca-qualcosa-che-non-ce</link>
      <description>&lt;![CDATA[Giro su internet come un ladro che cerca qualcosa che non c&#39;è. Niente dà appagamento, è come se cercassi continuamente un update di una notizia che non esiste e che mi darebbe quello scarico di adrenalina di cui ho bisogno. Mi sveglio di notte, vengo preso dai terrori della notte che cantava Ferretti, le cose ingigantiscono, le febbri sociali, la vita diventa inesorabile, tutto diventa inesorabile, i fallimenti diventano inesorabili. Superare la notte, tenersi stretto a un peluche a forma di aminoacido, stringere con passione il proprio bite. &#xA;&#xA;Giro per YouTube guardando le interviste di Klaus Kinsky. Ho di queste passioni rapide e che lasciano poi alle spalle carta bruciata. Metto i sottotitoli generati automaticamente che falliscono e generano dialoghi senza senso tra Kinsky e i suoi interlocutori. Studio i movimenti del corpo, del viso. Che bestia da spettacolo e che persona terribile. Poi passo a Carl Einar Hackner, giro nel suo canale e ora è un ragazzino che sembra uscito da un film di Kubrick, ora un vecchio youtuber degli anni &#39;20. Mi prendo i frammenti di genio del corpo, i bagliori degli occhi. La società dello spettacolo è debordata in rete.&#xA;&#xA;Siamo tutti lì a posizionare cellulari, accenderli e immetterci nella rete mentre facciamo il nostro frammento di cabaret. La rete è un grosso Drive In degli anni ottanta, con le cameriere tettorute, i tormentoni, la declinazione dei meme; ma il pubblico questa volta non resta al bordo a fingere di ridere (alcuni prodotti sono surgelati all&#39;origine), ma si danno il cambio sul palco, come nei reading di poesia. Ora fai tu il poeta che io vado a fare il pubblico. Scrollo i profili dei violenti di destra che fanno la loro parte di NPC nei thread dei giornali online, e trovo il solito mix umano di attacco alle zecche di sinistra, amore per le moto di grossa cilindrata, difesa degli animali abbandonati, deliri antivaccinisti,  attacchi contro l&#39;Islam e poi elementi inattesi, il dispiacere per la morte di Battiato, l&#39;attacco a Netanyahu. Sembrano tutte variabili acceso / spento, messe un po&#39; a casaccio. Probabilmente è così per ognuno di noi. &#xA;&#xA;Quando entro nel mio profilo e vengo accolto da messaggi compatibili a quello che penso io, alla mia idea di scuola, di vita e di civiltà, vedo alcuni profili che promuovono cose in cui sostanzialmente credo anche io, accoglienza, accettazione del diverso, difesa della fragilità ambientale,  dopo un po&#39; che scrollo in questa bolla algoritmicamente selezionata che conferma la mia rudimentale visione del mondo, mi immagino che la stessa cosa accada agli altri, chi entra e si trova i sistemi basati sulla razza, il terrore dell&#39;Islam, la sostituzione etnica, le big pharma, la scuola meritocratica dei figli dei benestanti e giri in questa sua versione di Facebook dove trova solidità e conferme della sua visione del mondo, sempre più radicalizzata e incompatibile con la mia. Questa scellerata manciata di miliardari non la pagherà.&#xA;&#xA;Su un sito in cui si supportano gli artisti che lavorano a progetti in fieri mi sono abbonato a un programmatore di videogiochi erotici. Sta sviluppando un videogame erotico, una visual novel costruita come sandbox. Non dirò il titolo. La cosa di scrivere al programmatore per segnalare i bug o i suggerimenti di un videogioco erotico mi mancava, è piuttosto straniante. La cosa che sto un po&#39; studiando di questo campo del arte videoludica è il cambiamento di linguaggio e di interazione di quella che da millenni è stata la forma della narrazione erotica in letteratura, cinema, fumetti. Il videogioco anche in questo caso ingloba e - nei casi più interessanti - mashuppa generi e linguaggi diversi ampliando il racconto minimo del porno.&#xA;&#xA;Capita che venga presentata una tipica situazione da film porno: l&#39;amica di quella con cui ci stai provando che ci prova - di nascosto - con te, l&#39;amico di colore che ci prova con tutte e poi ti racconta le sue imprese erotiche e poi questi stereotipi vengano scardinati: l&#39;amica che ci prova ha un padre che a casa la mena, sta per crollare psicologicamente. Il tuo amico che ci prova con tutte ti sta mentendo: ha un tumore e prende farmaci che lo hanno reso impotente. E così via. In altri viene gamificata la Lolita di Nabokov in chiave un po&#39; pop. Insomma, la parte erotica resta, ma i confini narrativi vengono ampliati con la tipica struttura a bivi che danno al lettore/giocatore una libertà che al porno tradizionale non era concessa. Non stai guardando due che fanno sesso: choose your own orgasm.&#xA;&#xA;E mi aveva colpito qualche anno fa quando avevo preso un bundle enorme di videogame indie, di quanto la visual novel, anche erotica, fosse uno strumento di sensibilizzazione LGBT. Se è vero che che il grosso dei videogame erotico/porno in cui ci si imbatte ha come target il maschio (temo anche un po&#39; aged, e di bocca buona), tantissime altre visual novel sdoganano ad esempio la relazione omosessuale, con narrazioni inconsuete e sincere. In una - ricordo - la protagonista si innamorava di un essere alieno e il goal era stabilire una relazione sentimentale con lei (tentacoli! spore!). In un&#39;altra sono una sorta di corvo bandito pistolero antropomorfo che sta faticosamente flirtando con un altro bandito pistolero cercando di salvare un villaggio di ex-minatori. Why not?&#xA;&#xA;Ieri invece stavo giocando a Outer Wilds con secondogenito e terzogenita e a un certo punto terzogenita stava per atterrare su un pianeta sul quale io regolarmente mi schianto, così per auto-sfottermi le ho detto che adesso le avrei spiegato come si atterra. Lei ha riso perché è più brava di me a muovere la navicella, così io le ho detto che dovevo spiegarlo lo stesso perché io sono un maschio adulto, mentre lei è una femmina e quindi era mio dovere fare mansplaining. Lei ha continuato a ridacchiare e io le ho detto, &#34;ma forse non sai cosa è il mansplaining?&#34;. &#34;So benissimo cosa è!&#34; ha risposto lei, al che secondogenito è intervenuto: &#34;beh, è nostro dovere come maschi spiegartelo ugualmente, perché - in quanto femmina - probabilmente non lo hai capito bene&#34;. Abbiamo continuato così tutta la sera ridendo come dei cretini coniando termini come daugthersplaining e dandoci consigli non richiesti a vicenda. &#xA;&#xA;Ieri invece, nel bar della scuola, una collega si lamentava di come spesso, in prima, se una ragazza nei primi mesi va male, in molti docenti scatti la molla del riorientamento. &#34;Non è adatta a questa scuola&#34;. E la cosa che notava la collega è che questo meccanismo scatta molto più facilmente nelle ragazze che nei ragazzi. Ai maschi vengono perdonate le peggio cose per molto più tempo, si dà per scontato che possano essere fuori asse rispetto alle aspettative dei docenti. Una ragazza che sbaglia invece no. Le ragazze sono più serie, ci credono di più: questo pensano i docenti. Se una ragazza è fuori asse, vuol dire che proprio non ce la potrà mai fare. &#34;E il fatto è che molti colleghi nemmeno se ne rendono conto di aver questi bias cognitivi&#34; concludeva. &#xA;&#xA;Io, fuori luogo, portavo il discorso anche sugli stranieri. Per gli stranieri, specie se parlano poco l&#39;italiano, scatta un meccanismo simile. Riorientare significa in realtà togliersi dalla classe gli elementi rognosi, quelli che sarebbero fuori luogo in ogni scuola, secondo quest&#39;ottica. Certi docenti vorrebbero avere in classe solo studenti collaborativi. Magari ben istruiti e con una buona famiglia alle spalle. Ma nel dirlo mi sono reso conto di aver sbagliato: avevo anche io tipitizzato e minimizzato quello che era un discorso ben preciso. In realtà erano due discorsi diversi; nell&#39;accomunarli avevo sminuito l&#39;importanza e l&#39;identità del primo. Che fatica. Dietro, le macchine del caffé, l&#39;orologio che inesorabilmente crollava verso il suono della campanella.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Giro su internet come un ladro che cerca qualcosa che non c&#39;è. Niente dà appagamento, è come se cercassi continuamente un update di una notizia che non esiste e che mi darebbe quello scarico di adrenalina di cui ho bisogno. Mi sveglio di notte, vengo preso dai terrori della notte che cantava Ferretti, le cose ingigantiscono, le febbri sociali, la vita diventa inesorabile, tutto diventa inesorabile, i fallimenti diventano inesorabili. Superare la notte, tenersi stretto a un peluche a forma di aminoacido, stringere con passione il proprio bite.</p>

<p>Giro per YouTube guardando le interviste di Klaus Kinsky. Ho di queste passioni rapide e che lasciano poi alle spalle carta bruciata. Metto i sottotitoli generati automaticamente che falliscono e generano dialoghi senza senso tra Kinsky e i suoi interlocutori. Studio i movimenti del corpo, del viso. Che bestia da spettacolo e che persona terribile. Poi passo a Carl Einar Hackner, giro nel suo canale e ora è un ragazzino che sembra uscito da un film di Kubrick, ora un vecchio youtuber degli anni &#39;20. Mi prendo i frammenti di genio del corpo, i bagliori degli occhi. La società dello spettacolo è debordata in rete.</p>

<p>Siamo tutti lì a posizionare cellulari, accenderli e immetterci nella rete mentre facciamo il nostro frammento di cabaret. La rete è un grosso Drive In degli anni ottanta, con le cameriere tettorute, i tormentoni, la declinazione dei meme; ma il pubblico questa volta non resta al bordo a fingere di ridere (alcuni prodotti sono surgelati all&#39;origine), ma si danno il cambio sul palco, come nei reading di poesia. Ora fai tu il poeta che io vado a fare il pubblico. Scrollo i profili dei violenti di destra che fanno la loro parte di NPC nei thread dei giornali online, e trovo il solito mix umano di attacco alle zecche di sinistra, amore per le moto di grossa cilindrata, difesa degli animali abbandonati, deliri antivaccinisti,  attacchi contro l&#39;Islam e poi elementi inattesi, il dispiacere per la morte di Battiato, l&#39;attacco a Netanyahu. Sembrano tutte variabili acceso / spento, messe un po&#39; a casaccio. Probabilmente è così per ognuno di noi.</p>

<p>Quando entro nel mio profilo e vengo accolto da messaggi compatibili a quello che penso io, alla mia idea di scuola, di vita e di civiltà, vedo alcuni profili che promuovono cose in cui sostanzialmente credo anche io, accoglienza, accettazione del diverso, difesa della fragilità ambientale,  dopo un po&#39; che scrollo in questa bolla algoritmicamente selezionata che conferma la mia rudimentale visione del mondo, mi immagino che la stessa cosa accada agli altri, chi entra e si trova i sistemi basati sulla razza, il terrore dell&#39;Islam, la sostituzione etnica, le big pharma, la scuola meritocratica dei figli dei benestanti e giri in questa sua versione di Facebook dove trova solidità e conferme della sua visione del mondo, sempre più radicalizzata e incompatibile con la mia. Questa scellerata manciata di miliardari non la pagherà.</p>

<p>Su un sito in cui si supportano gli artisti che lavorano a progetti in fieri mi sono abbonato a un programmatore di videogiochi erotici. Sta sviluppando un videogame erotico, una visual novel costruita come sandbox. Non dirò il titolo. La cosa di scrivere al programmatore per segnalare i bug o i suggerimenti di un videogioco erotico mi mancava, è piuttosto straniante. La cosa che sto un po&#39; studiando di questo campo del arte videoludica è il cambiamento di linguaggio e di interazione di quella che da millenni è stata la forma della narrazione erotica in letteratura, cinema, fumetti. Il videogioco anche in questo caso ingloba e – nei casi più interessanti – mashuppa generi e linguaggi diversi ampliando il racconto minimo del porno.</p>

<p>Capita che venga presentata una tipica situazione da film porno: l&#39;amica di quella con cui ci stai provando che ci prova – di nascosto – con te, l&#39;amico di colore che ci prova con tutte e poi ti racconta le sue imprese erotiche e poi questi stereotipi vengano scardinati: l&#39;amica che ci prova ha un padre che a casa la mena, sta per crollare psicologicamente. Il tuo amico che ci prova con tutte ti sta mentendo: ha un tumore e prende farmaci che lo hanno reso impotente. E così via. In altri viene gamificata la Lolita di Nabokov in chiave un po&#39; pop. Insomma, la parte erotica resta, ma i confini narrativi vengono ampliati con la tipica struttura a bivi che danno al lettore/giocatore una libertà che al porno tradizionale non era concessa. Non stai guardando due che fanno sesso: choose your own orgasm.</p>

<p>E mi aveva colpito qualche anno fa quando avevo preso un bundle enorme di videogame indie, di quanto la visual novel, anche erotica, fosse uno strumento di sensibilizzazione LGBT. Se è vero che che il grosso dei videogame erotico/porno in cui ci si imbatte ha come target il maschio (temo anche un po&#39; aged, e di bocca buona), tantissime altre visual novel sdoganano ad esempio la relazione omosessuale, con narrazioni inconsuete e sincere. In una – ricordo – la protagonista si innamorava di un essere alieno e il goal era stabilire una relazione sentimentale con lei (tentacoli! spore!). In un&#39;altra sono una sorta di corvo bandito pistolero antropomorfo che sta faticosamente flirtando con un altro bandito pistolero cercando di salvare un villaggio di ex-minatori. Why not?</p>

<p>Ieri invece stavo giocando a Outer Wilds con secondogenito e terzogenita e a un certo punto terzogenita stava per atterrare su un pianeta sul quale io regolarmente mi schianto, così per auto-sfottermi le ho detto che adesso le avrei spiegato come si atterra. Lei ha riso perché è più brava di me a muovere la navicella, così io le ho detto che dovevo spiegarlo lo stesso perché io sono un maschio adulto, mentre lei è una femmina e quindi era mio dovere fare mansplaining. Lei ha continuato a ridacchiare e io le ho detto, “ma forse non sai cosa è il mansplaining?”. “So benissimo cosa è!” ha risposto lei, al che secondogenito è intervenuto: “beh, è nostro dovere come maschi spiegartelo ugualmente, perché – in quanto femmina – probabilmente non lo hai capito bene”. Abbiamo continuato così tutta la sera ridendo come dei cretini coniando termini come daugthersplaining e dandoci consigli non richiesti a vicenda.</p>

<p>Ieri invece, nel bar della scuola, una collega si lamentava di come spesso, in prima, se una ragazza nei primi mesi va male, in molti docenti scatti la molla del riorientamento. “Non è adatta a questa scuola”. E la cosa che notava la collega è che questo meccanismo scatta molto più facilmente nelle ragazze che nei ragazzi. Ai maschi vengono perdonate le peggio cose per molto più tempo, si dà per scontato che possano essere fuori asse rispetto alle aspettative dei docenti. Una ragazza che sbaglia invece no. Le ragazze sono più serie, ci credono di più: questo pensano i docenti. Se una ragazza è fuori asse, vuol dire che proprio non ce la potrà mai fare. “E il fatto è che molti colleghi nemmeno se ne rendono conto di aver questi bias cognitivi” concludeva.</p>

<p>Io, fuori luogo, portavo il discorso anche sugli stranieri. Per gli stranieri, specie se parlano poco l&#39;italiano, scatta un meccanismo simile. Riorientare significa in realtà togliersi dalla classe gli elementi rognosi, quelli che sarebbero fuori luogo in ogni scuola, secondo quest&#39;ottica. Certi docenti vorrebbero avere in classe solo studenti collaborativi. Magari ben istruiti e con una buona famiglia alle spalle. Ma nel dirlo mi sono reso conto di aver sbagliato: avevo anche io tipitizzato e minimizzato quello che era un discorso ben preciso. In realtà erano due discorsi diversi; nell&#39;accomunarli avevo sminuito l&#39;importanza e l&#39;identità del primo. Che fatica. Dietro, le macchine del caffé, l&#39;orologio che inesorabilmente crollava verso il suono della campanella.</p>
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      <author>Diario</author>
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      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 06:16:14 +0000</pubDate>
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