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    <title>noblogo.org Reader</title>
    <link>https://noblogo.org</link>
    <description>Read the latest posts from noblogo.org.</description>
    <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 12:47:59 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Libertà individuale, proprietà e beni comuni</title>
      <link>https://noblogo.org/cybershiva/liberta-individuale-proprieta-e-beni-comuni</link>
      <description>&lt;![CDATA[Esiste davvero soltanto una scelta tra capitalismo e statalismo?&#xA;&#xA;Per molto tempo il dibattito economico e politico è stato rappresentato come un&#39;alternativa quasi obbligata: da una parte la proprietà privata, il mercato e l&#39;iniziativa individuale; dall&#39;altra la proprietà collettiva e la gestione delle risorse da parte dello Stato.&#xA;&#xA;Ma esiste una terza possibilità, meno conosciuta e forse più interessante: una società fondata sulla libertà individuale e sulla proprietà privata, nella quale alcune risorse fondamentali vengono però gestite come beni comuni dalle comunità che ne fanno uso.&#xA;&#xA;Una delle studiose più importanti ad aver dimostrato che questo modello può funzionare nella realtà è stata l&#39;economista e politologa Elinor Ostrom, premio Nobel per l&#39;economia nel 2009.&#xA;&#xA;Proprietà privata non significa sfruttamento illimitato&#xA;&#xA;Il principio della proprietà privata è strettamente legato alla libertà individuale. Possedere una casa, un terreno, degli strumenti, un&#39;impresa o dei risparmi significa avere una certa autonomia rispetto agli altri e, soprattutto, rispetto allo Stato.&#xA;&#xA;Non è necessario rinunciare a questo principio per costruire una società più sostenibile.&#xA;&#xA;Il problema nasce quando la proprietà viene interpretata esclusivamente come diritto di estrarre il massimo valore economico possibile da ciò che si possiede.&#xA;&#xA;Un bosco può essere visto come una proprietà da cui ricavare legname. Ma può essere anche visto come un ecosistema, un paesaggio, una riserva d&#39;acqua, un luogo per le generazioni future.&#xA;&#xA;La domanda cambia:&#xA;&#xA;&#34;Quanto posso ricavare da questo bene?&#34;&#xA;&#xA;diventa:&#xA;&#xA;&#34;Come posso utilizzarlo senza distruggerne il valore nel tempo?&#34;&#xA;&#xA;La proprietà rimane, ma compare una seconda componente: la responsabilità.&#xA;&#xA;Oltre la dicotomia Stato o mercato&#xA;&#xA;È proprio qui che entra in gioco il concetto di commons, o beni comuni.&#xA;&#xA;Una risorsa non deve necessariamente appartenere a un privato oppure essere controllata dallo Stato. Può essere gestita direttamente da una comunità attraverso regole condivise.&#xA;&#xA;Ostrom studiò per decenni comunità che gestivano collettivamente risorse naturali come pascoli, foreste, sistemi di irrigazione e zone di pesca. Il suo lavoro dimostrò che, in determinate condizioni, le comunità possono sviluppare istituzioni efficaci per evitare il sovrasfruttamento delle risorse senza bisogno né della privatizzazione completa né del controllo centralizzato dello Stato.&#xA;&#xA;È un&#39;idea semplice ma radicale:&#xA;&#xA;alcune cose possono essere né esclusivamente private né esclusivamente statali, ma appartenere alla responsabilità di una comunità.&#xA;&#xA;Una società di individui sovrani&#xA;&#xA;Questa visione non richiede di abolire il mercato.&#xA;&#xA;Si può continuare a possedere una casa, acquistare un&#39;automobile, creare un&#39;impresa, commerciare, risparmiare, investire e diventare economicamente prosperi.&#xA;&#xA;La differenza sta nel riconoscere che non tutto ciò che ha valore deve necessariamente essere trasformato in una merce.&#xA;&#xA;Il territorio, l&#39;acqua, la natura, alcuni spazi comuni e determinate risorse fondamentali possono essere sottratti alla logica della massimizzazione economica e amministrati secondo un principio diverso: preservare il capitale naturale e sociale da cui dipende la comunità.&#xA;&#xA;Questo crea un equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte:&#xA;&#xA;libertà individuale&#xA;→ l&#39;individuo mantiene proprietà, autonomia economica e capacità decisionale.&#xA;&#xA;responsabilità collettiva&#xA;→ alcune risorse vengono amministrate pensando anche a chi verrà dopo di noi.&#xA;&#xA;Non è comunismo. Non è statalismo. E non è nemmeno necessariamente un rifiuto del capitalismo.&#xA;&#xA;È un tentativo di superare l&#39;idea che il mercato debba essere l&#39;unico criterio con cui decidere cosa ha valore.&#xA;&#xA;Il problema della crescita&#xA;&#xA;Una società industriale tende naturalmente a cercare maggiore produzione, maggiore efficienza e maggiore consumo.&#xA;&#xA;Ma più ricchezza non significa automaticamente più benessere.&#xA;&#xA;Una persona può lavorare sempre più ore per permettersi una casa più grande, un&#39;automobile più costosa, dispositivi elettronici sempre nuovi e vacanze sempre più elaborate, e contemporaneamente avere meno tempo, meno libertà, meno contatto con la natura e più stress.&#xA;&#xA;A quel punto è legittimo chiedersi:&#xA;&#xA;stiamo aumentando la ricchezza o stiamo semplicemente aumentando la quantità di cose che dobbiamo produrre per mantenere un determinato stile di vita?&#xA;&#xA;Il PIL misura l&#39;attività economica. Non misura direttamente la libertà, il tempo trascorso con i propri figli, la qualità delle relazioni, la bellezza di un paesaggio, l&#39;autonomia di una comunità o la possibilità di trascorrere un pomeriggio senza dover consumare qualcosa.&#xA;&#xA;Una società può quindi diventare più ricca senza diventare necessariamente più felice o più libera.&#xA;&#xA;Una possibile visione per una comunità sovrana&#xA;&#xA;È anche da questa riflessione che può nascere l&#39;idea di una Comunità di Individui Sovrani.&#xA;&#xA;Una comunità nella quale la sovranità appartiene innanzitutto alla persona: ogni individuo mantiene la propria autonomia, i propri beni, il proprio lavoro, i propri risparmi e la libertà di scegliere come vivere.&#xA;&#xA;Ma gli individui scelgono volontariamente di condividere alcune responsabilità e di preservare determinati beni comuni.&#xA;&#xA;Un terreno comunitario potrebbe essere utilizzato per produrre cibo senza essere trasformato in una macchina per massimizzare il rendimento.&#xA;&#xA;Un bosco potrebbe essere mantenuto come patrimonio naturale invece di essere sfruttato fino al limite della sua produttività.&#xA;&#xA;Gli spazi comuni potrebbero essere progettati per favorire la vita sociale anziché per generare continuamente reddito.&#xA;&#xA;La tecnologia potrebbe essere utilizzata per ridurre il lavoro necessario, non semplicemente per produrre ancora di più.&#xA;&#xA;E la prosperità potrebbe essere misurata anche attraverso una domanda molto semplice:&#xA;&#xA;quanto siamo liberi di vivere la vita che desideriamo?&#xA;&#xA;La libertà come fine, non come mezzo per consumare&#xA;&#xA;Forse il punto fondamentale è proprio questo.&#xA;&#xA;Una società libera non dovrebbe avere come obiettivo quello di trasformare ogni individuo in un consumatore sempre più efficiente.&#xA;&#xA;La libertà economica dovrebbe permettere alle persone di possedere, costruire, creare, risparmiare, scambiare e scegliere.&#xA;&#xA;Ma la libertà dovrebbe anche comprendere il diritto di non partecipare continuamente alla corsa verso la massimizzazione.&#xA;&#xA;Possiamo immaginare una società nella quale il progresso tecnologico permetta di lavorare meno, non necessariamente di produrre di più; nella quale la ricchezza permetta di avere più tempo, non soltanto più oggetti; nella quale la proprietà dia autonomia, ma comporti anche responsabilità.&#xA;&#xA;Non si tratta quindi di scegliere tra individuo e comunità, né tra mercato e Stato.&#xA;&#xA;Si tratta di costruire istituzioni nelle quali l&#39;individuo possa rimanere sovrano senza essere costretto a vivere in un mondo dove ogni cosa, ogni spazio e ogni momento della vita deve necessariamente diventare una fonte di profitto.&#xA;&#xA;Proprietà senza sfruttamento.&#xA;Mercato senza dominio.&#xA;Comunità senza statalismo.&#xA;Libertà accompagnata dalla responsabilità.&#xA;&#xA;Potrebbe essere questa una delle possibili direzioni per una società realmente orientata al benessere umano e alla libertà delle generazioni future.&#xA;&#xA;br&#xA;br&#xA;--  commenta qui: https://mastodon.uno/@shiva/117082310270946563]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Esiste davvero soltanto una scelta tra capitalismo e statalismo?</p>

<p>Per molto tempo il dibattito economico e politico è stato rappresentato come un&#39;alternativa quasi obbligata: da una parte la proprietà privata, il mercato e l&#39;iniziativa individuale; dall&#39;altra la proprietà collettiva e la gestione delle risorse da parte dello Stato.</p>

<p>Ma esiste una terza possibilità, meno conosciuta e forse più interessante: una società fondata sulla libertà individuale e sulla proprietà privata, nella quale alcune risorse fondamentali vengono però gestite come beni comuni dalle comunità che ne fanno uso.</p>

<p>Una delle studiose più importanti ad aver dimostrato che questo modello può funzionare nella realtà è stata l&#39;economista e politologa Elinor Ostrom, premio Nobel per l&#39;economia nel 2009.</p>

<p>Proprietà privata non significa sfruttamento illimitato</p>

<p>Il principio della proprietà privata è strettamente legato alla libertà individuale. Possedere una casa, un terreno, degli strumenti, un&#39;impresa o dei risparmi significa avere una certa autonomia rispetto agli altri e, soprattutto, rispetto allo Stato.</p>

<p>Non è necessario rinunciare a questo principio per costruire una società più sostenibile.</p>

<p>Il problema nasce quando la proprietà viene interpretata esclusivamente come diritto di estrarre il massimo valore economico possibile da ciò che si possiede.</p>

<p>Un bosco può essere visto come una proprietà da cui ricavare legname. Ma può essere anche visto come un ecosistema, un paesaggio, una riserva d&#39;acqua, un luogo per le generazioni future.</p>

<p>La domanda cambia:</p>

<p>“Quanto posso ricavare da questo bene?”</p>

<p>diventa:</p>

<p>“Come posso utilizzarlo senza distruggerne il valore nel tempo?”</p>

<p>La proprietà rimane, ma compare una seconda componente: la responsabilità.</p>

<p>Oltre la dicotomia Stato o mercato</p>

<p>È proprio qui che entra in gioco il concetto di commons, o beni comuni.</p>

<p>Una risorsa non deve necessariamente appartenere a un privato oppure essere controllata dallo Stato. Può essere gestita direttamente da una comunità attraverso regole condivise.</p>

<p>Ostrom studiò per decenni comunità che gestivano collettivamente risorse naturali come pascoli, foreste, sistemi di irrigazione e zone di pesca. Il suo lavoro dimostrò che, in determinate condizioni, le comunità possono sviluppare istituzioni efficaci per evitare il sovrasfruttamento delle risorse senza bisogno né della privatizzazione completa né del controllo centralizzato dello Stato.</p>

<p>È un&#39;idea semplice ma radicale:</p>

<p>alcune cose possono essere né esclusivamente private né esclusivamente statali, ma appartenere alla responsabilità di una comunità.</p>

<p>Una società di individui sovrani</p>

<p>Questa visione non richiede di abolire il mercato.</p>

<p>Si può continuare a possedere una casa, acquistare un&#39;automobile, creare un&#39;impresa, commerciare, risparmiare, investire e diventare economicamente prosperi.</p>

<p>La differenza sta nel riconoscere che non tutto ciò che ha valore deve necessariamente essere trasformato in una merce.</p>

<p>Il territorio, l&#39;acqua, la natura, alcuni spazi comuni e determinate risorse fondamentali possono essere sottratti alla logica della massimizzazione economica e amministrati secondo un principio diverso: preservare il capitale naturale e sociale da cui dipende la comunità.</p>

<p>Questo crea un equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte:</p>

<p>libertà individuale
→ l&#39;individuo mantiene proprietà, autonomia economica e capacità decisionale.</p>

<p>responsabilità collettiva
→ alcune risorse vengono amministrate pensando anche a chi verrà dopo di noi.</p>

<p>Non è comunismo. Non è statalismo. E non è nemmeno necessariamente un rifiuto del capitalismo.</p>

<p>È un tentativo di superare l&#39;idea che il mercato debba essere l&#39;unico criterio con cui decidere cosa ha valore.</p>

<p>Il problema della crescita</p>

<p>Una società industriale tende naturalmente a cercare maggiore produzione, maggiore efficienza e maggiore consumo.</p>

<p>Ma più ricchezza non significa automaticamente più benessere.</p>

<p>Una persona può lavorare sempre più ore per permettersi una casa più grande, un&#39;automobile più costosa, dispositivi elettronici sempre nuovi e vacanze sempre più elaborate, e contemporaneamente avere meno tempo, meno libertà, meno contatto con la natura e più stress.</p>

<p>A quel punto è legittimo chiedersi:</p>

<p>stiamo aumentando la ricchezza o stiamo semplicemente aumentando la quantità di cose che dobbiamo produrre per mantenere un determinato stile di vita?</p>

<p>Il PIL misura l&#39;attività economica. Non misura direttamente la libertà, il tempo trascorso con i propri figli, la qualità delle relazioni, la bellezza di un paesaggio, l&#39;autonomia di una comunità o la possibilità di trascorrere un pomeriggio senza dover consumare qualcosa.</p>

<p>Una società può quindi diventare più ricca senza diventare necessariamente più felice o più libera.</p>

<p>Una possibile visione per una comunità sovrana</p>

<p>È anche da questa riflessione che può nascere l&#39;idea di una Comunità di Individui Sovrani.</p>

<p>Una comunità nella quale la sovranità appartiene innanzitutto alla persona: ogni individuo mantiene la propria autonomia, i propri beni, il proprio lavoro, i propri risparmi e la libertà di scegliere come vivere.</p>

<p>Ma gli individui scelgono volontariamente di condividere alcune responsabilità e di preservare determinati beni comuni.</p>

<p>Un terreno comunitario potrebbe essere utilizzato per produrre cibo senza essere trasformato in una macchina per massimizzare il rendimento.</p>

<p>Un bosco potrebbe essere mantenuto come patrimonio naturale invece di essere sfruttato fino al limite della sua produttività.</p>

<p>Gli spazi comuni potrebbero essere progettati per favorire la vita sociale anziché per generare continuamente reddito.</p>

<p>La tecnologia potrebbe essere utilizzata per ridurre il lavoro necessario, non semplicemente per produrre ancora di più.</p>

<p>E la prosperità potrebbe essere misurata anche attraverso una domanda molto semplice:</p>

<p>quanto siamo liberi di vivere la vita che desideriamo?</p>

<p>La libertà come fine, non come mezzo per consumare</p>

<p>Forse il punto fondamentale è proprio questo.</p>

<p>Una società libera non dovrebbe avere come obiettivo quello di trasformare ogni individuo in un consumatore sempre più efficiente.</p>

<p>La libertà economica dovrebbe permettere alle persone di possedere, costruire, creare, risparmiare, scambiare e scegliere.</p>

<p>Ma la libertà dovrebbe anche comprendere il diritto di non partecipare continuamente alla corsa verso la massimizzazione.</p>

<p>Possiamo immaginare una società nella quale il progresso tecnologico permetta di lavorare meno, non necessariamente di produrre di più; nella quale la ricchezza permetta di avere più tempo, non soltanto più oggetti; nella quale la proprietà dia autonomia, ma comporti anche responsabilità.</p>

<p>Non si tratta quindi di scegliere tra individuo e comunità, né tra mercato e Stato.</p>

<p>Si tratta di costruire istituzioni nelle quali l&#39;individuo possa rimanere sovrano senza essere costretto a vivere in un mondo dove ogni cosa, ogni spazio e ogni momento della vita deve necessariamente diventare una fonte di profitto.</p>

<p>Proprietà senza sfruttamento.
Mercato senza dominio.
Comunità senza statalismo.
Libertà accompagnata dalla responsabilità.</p>

<p>Potrebbe essere questa una delle possibili direzioni per una società realmente orientata al benessere umano e alla libertà delle generazioni future.</p>

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      <author>CyberShiva</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qn93tv0d4r</guid>
      <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 11:27:17 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>NE - Capitolo 5</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/ne-capitolo-5</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ostacoli nella comunità&#xA;1Si alzò un gran lamento da parte della gente del popolo e delle loro mogli contro i loro fratelli Giudei. 2Alcuni dicevano: &#34;I nostri figli e le nostre figlie sono numerosi; prendiamoci del grano per mangiare e vivere!&#34;. 3Altri dicevano: &#34;Dobbiamo impegnare i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci il grano durante la carestia!&#34;. 4Altri ancora dicevano: &#34;Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. 5La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli, i nostri figli sono come i loro figli; ecco, dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù, e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave, e non possiamo fare nulla, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d&#39;altri&#34;.&#xA;6Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. 7Dopo aver riflettuto dentro di me, accusai i notabili e i magistrati e dissi loro: &#34;Voi esigete dunque un interesse tra fratelli?&#34;. Convocai contro di loro una grande assemblea 8e dissi loro: &#34;Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che si erano venduti agli stranieri, e ora proprio voi vendete i vostri fratelli perché siano rivenduti a noi?&#34;. Allora quelli tacquero e non seppero che cosa rispondere. 9Io dissi: &#34;Quello che voi fate non va bene. Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere scherniti dagli stranieri, nostri nemici? 10Ma anch&#39;io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito denaro e grano. Condoniamo questo debito! 11Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l&#39;interesse del denaro del grano, del vino e dell&#39;olio, che voi esigete da loro&#34;. 12Quelli risposero: &#34;Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici&#34;. Allora chiamai i sacerdoti e li feci giurare di attenersi a questa parola. 13Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: &#34;Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non manterrà questa parola e così sia egli scosso e svuotato di tutto!&#34;. Tutta l&#39;assemblea disse: &#34;Amen&#34; e lodarono il Signore. Il popolo si attenne a questa parola.&#xA;14Inoltre, da quando il re mi aveva stabilito loro governatore nel paese di Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re Artaserse, durante dodici anni, né io né i miei fratelli mangiammo la provvista assegnata al governatore. 15I governatori che mi avevano preceduto avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d&#39;argento; perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io non ho fatto così, per timore di Dio. 16Anzi ho messo mano ai lavori di restauro di queste mura e non abbiamo comprato alcun podere. Tutti i miei giovani erano raccolti là a lavorare. 17Avevo alla mia tavola centocinquanta uomini, Giudei e magistrati, oltre a quelli che venivano a noi dalle nazioni vicine. 18Quello che si preparava ogni giorno, un bue, sei capi scelti di bestiame minuto e uccelli, veniva preparato a mie spese. Ogni dieci giorni vino per tutti in abbondanza. Tuttavia non ho mai chiesto la provvista assegnata al governatore, perché il popolo era già gravato abbastanza a causa dei lavori. 19Mio Dio, ricòrdati in mio favore di quanto ho fatto a questo popolo.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;5,5 La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli: il prestito di denaro e la schiavitù non erano illegali (Es 21,2-11; 22,24-26; Lv 25; Dt 15,1-18; 24,10-13); qui il testo mette l’accento sulla solidarietà tra fratelli.&#xA;&#xA;5,14 L’affermazione che Neemia fu governatore non ha necessariamente un valore politico; inoltre non implica che fosse stato lui il primo a portare questo titolo in Giudea.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;L&#39;abiezione di Gerusalemme descritta da Canani a Neemia (1,2-3) non era dovuta soltanto allo spadroneggiare in essa di elementi estranei, ma anche alla mancanza di solidarietà tra i diversi strati della sua popolazione, per cui i ricchi diventavano sempre più ricchi e i poveri sempre più miseri. La mobilitazione generale nel lavoro e nelle armi per la ricostruzione e la difesa della patria comune provocò l&#39;esplosione della protesta dei poveri contro i loro fratelli Giudei: non si poteva chiedere ai proletari di lavorare alle mura dall&#39;alba all&#39;apparire delle stelle (4,15) se a essi e ai loro figli non si dava del pane.&#xA;Demotivati, anche per l&#39;incalzare delle scadenze e il moltiplicarsi degli interessi, erano anche molti piccoli possidenti che si erano spogliati dei loro beni, giungendo persino a vendere come schiave le proprie figlie, per acquistare cibo o per pagare le tasse. Neemia prestò ascolto al lamento e riprese aspramente i responsabili del degrado sociale, cioè i notabili e i magistrati; appellandosi alla fraternità che legava i Giudei tra loro (v. 7) e al rispetto verso Dio, di cui agli occhi dei pagani apparivano devoti risibili (v. 9), riuscì a imporre in una grande assemblea la restituzione dei campi e delle case prese in pegno e la remissione degli interessi maturati.&#xA;&#xA;1-5. Alla richiesta di pane e alla protesta contro l&#39;iniquità sociale ed economica presero parte anche le donne e questo indica la gravità della situazione, la cui denuncia ha riscontro anche nel profeta Malachia (2,9-10; 3,5-15).&#xA;&#xA;6-13. La legge permetteva il prestito su pegno (Es 22,25-26; Dt 24,10-13) e persino la vendita di se stessi o di un membro della propria famiglia a compratori o creditori Ebrei, col riacquisto però della libertà dopo sette anni (Es 21,2-6; Dt 15,12-18). Si ritiene che il prestito a interesse fra Israeliti fosse vietato (Es 22,24), ma forse la proibizione si riferiva all&#39;interesse elevato, quello che noi chiamiamo usura. Lo stesso Neemia, infatti, e gli uomini venuti con lui prestavano denaro e grano a interesse (5,10). Ciò che era delittuoso nella pratica dei ricchi creditori gerosolimitani era forse il tasso elevato, ma ancor più la spietatezza nell&#39;appropriarsi dei beni - cose o persone - ricevuti in pegno. Gli schiavi Ebrei venivano di solito rivenduti ai pagani, dai quali venivano poi riscattati dai Giudei della diaspora (v. 8), portando in tasche private denaro che doveva essere invece speso per la causa comune. La proposta di Neemia di restituire i pegni e di condonare gli interessi fu accolta dai creditori nel corso di una grande assemblea popolare e l&#39;assenso reso sacro mediante giuramento alla presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo (vv. 12-13). La concordia raggiunta, ma soprattutto il favore popolare che si riversò su Neemia, divennero il vero fondamento per la costruzione della nuova Gerusalemme.&#xA;&#xA;14-19. Neemia ricorda il comportamento esemplare che egli tenne nel corso del suo governatorato durato dodici anni (445-433 a.C.). Egli non riscosse dalla popolazione l&#39;imposta per il suo mantenimento e non angariò nessuno; lavorò insieme con i suoi servi alla ricostruzione delle mura; nutrì alla sua mensa a proprie spese i magistrati, la gente semplice e i forestieri che vi facevano capo, non acquistò alcun podere. Tutta la sua impresa era stata pura dedizione di amore, per Dio e per i fratelli. L&#39;unica ricompensa che egli chiedeva era la compiacenza divina per quanto aveva fatto per il suo popolo (v. 19). Da notare che questa richiesta, dall&#39;aspetto tanto innocente ed edificante, rivelerebbe, secondo alcuni antichi maestri Ebrei, la presunzione in Neemia d&#39;aver acquisito meriti davanti a Dio per quanto aveva fatto e di cui chiese il riconoscimento. Ma nessuna azione dell&#39;uomo, essi dicono, per quanto buona, è degna in se stessa di merito se non la si accompagna con l&#39;invocazione della misericordia divina. Per questo Neemia fu punito con la cancellazione del suo nome come autore del libro che narra le sue gesta&#xA;(6 Sanhedrin 93b). Tanto rigore sembra ingeneroso - né d&#39;altronde era condiviso da tutti i maestri - nei confronti di chi aveva sempre invocato Dio come principio, sostegno e fine di ogni sua azione, ma almeno conferma che anche nel giudaismo ogni merito è pura grazia.&#xA;&#xA;(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra - Neemia - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ostacoli nella comunità</em></strong>
<strong>1</strong>Si alzò un gran lamento da parte della gente del popolo e delle loro mogli contro i loro fratelli Giudei. <strong>2</strong>Alcuni dicevano: “I nostri figli e le nostre figlie sono numerosi; prendiamoci del grano per mangiare e vivere!”. <strong>3</strong>Altri dicevano: “Dobbiamo impegnare i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci il grano durante la carestia!”. <strong>4</strong>Altri ancora dicevano: “Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. <strong>5</strong>La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli, i nostri figli sono come i loro figli; ecco, dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù, e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave, e non possiamo fare nulla, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d&#39;altri”.
<strong>6</strong>Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. <strong>7</strong>Dopo aver riflettuto dentro di me, accusai i notabili e i magistrati e dissi loro: “Voi esigete dunque un interesse tra fratelli?”. Convocai contro di loro una grande assemblea <strong>8</strong>e dissi loro: “Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che si erano venduti agli stranieri, e ora proprio voi vendete i vostri fratelli perché siano rivenduti a noi?”. Allora quelli tacquero e non seppero che cosa rispondere. <strong>9</strong>Io dissi: “Quello che voi fate non va bene. Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere scherniti dagli stranieri, nostri nemici? <strong>10</strong>Ma anch&#39;io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito denaro e grano. Condoniamo questo debito! <strong>11</strong>Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l&#39;interesse del denaro del grano, del vino e dell&#39;olio, che voi esigete da loro”. <strong>12</strong>Quelli risposero: “Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici”. Allora chiamai i sacerdoti e li feci giurare di attenersi a questa parola. <strong>13</strong>Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: “Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non manterrà questa parola e così sia egli scosso e svuotato di tutto!”. Tutta l&#39;assemblea disse: “Amen” e lodarono il Signore. Il popolo si attenne a questa parola.
<strong>14</strong>Inoltre, da quando il re mi aveva stabilito loro governatore nel paese di Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re Artaserse, durante dodici anni, né io né i miei fratelli mangiammo la provvista assegnata al governatore. <strong>15</strong>I governatori che mi avevano preceduto avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d&#39;argento; perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io non ho fatto così, per timore di Dio. <strong>16</strong>Anzi ho messo mano ai lavori di restauro di queste mura e non abbiamo comprato alcun podere. Tutti i miei giovani erano raccolti là a lavorare. <strong>17</strong>Avevo alla mia tavola centocinquanta uomini, Giudei e magistrati, oltre a quelli che venivano a noi dalle nazioni vicine. <strong>18</strong>Quello che si preparava ogni giorno, un bue, sei capi scelti di bestiame minuto e uccelli, veniva preparato a mie spese. Ogni dieci giorni vino per tutti in abbondanza. Tuttavia non ho mai chiesto la provvista assegnata al governatore, perché il popolo era già gravato abbastanza a causa dei lavori. <strong>19</strong>Mio Dio, ricòrdati in mio favore di quanto ho fatto a questo popolo.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>5,5</strong> La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli: il prestito di denaro e la schiavitù non erano illegali (Es 21,2-11; 22,24-26; Lv 25; Dt 15,1-18; 24,10-13); qui il testo mette l’accento sulla solidarietà tra fratelli.</em></p>

<p><em><strong>5,14</strong> L’affermazione che Neemia fu governatore non ha necessariamente un valore politico; inoltre non implica che fosse stato lui il primo a portare questo titolo in Giudea.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>L&#39;abiezione di Gerusalemme descritta da Canani a Neemia (1,2-3) non era dovuta soltanto allo spadroneggiare in essa di elementi estranei, ma anche alla mancanza di solidarietà tra i diversi strati della sua popolazione, per cui i ricchi diventavano sempre più ricchi e i poveri sempre più miseri. La mobilitazione generale nel lavoro e nelle armi per la ricostruzione e la difesa della patria comune provocò l&#39;esplosione della protesta dei poveri contro i loro fratelli Giudei: non si poteva chiedere ai proletari di lavorare alle mura dall&#39;alba all&#39;apparire delle stelle (4,15) se a essi e ai loro figli non si dava del pane.
Demotivati, anche per l&#39;incalzare delle scadenze e il moltiplicarsi degli interessi, erano anche molti piccoli possidenti che si erano spogliati dei loro beni, giungendo persino a vendere come schiave le proprie figlie, per acquistare cibo o per pagare le tasse. Neemia prestò ascolto al lamento e riprese aspramente i responsabili del degrado sociale, cioè i notabili e i magistrati; appellandosi alla fraternità che legava i Giudei tra loro (v. 7) e al rispetto verso Dio, di cui agli occhi dei pagani apparivano devoti risibili (v. 9), riuscì a imporre in una grande assemblea la restituzione dei campi e delle case prese in pegno e la remissione degli interessi maturati.</p>

<p><strong>1-5</strong>. Alla richiesta di pane e alla protesta contro l&#39;iniquità sociale ed economica presero parte anche le donne e questo indica la gravità della situazione, la cui denuncia ha riscontro anche nel profeta Malachia (2,9-10; 3,5-15).</p>

<p><strong>6-13</strong>. La legge permetteva il prestito su pegno (Es 22,25-26; Dt 24,10-13) e persino la vendita di se stessi o di un membro della propria famiglia a compratori o creditori Ebrei, col riacquisto però della libertà dopo sette anni (Es 21,2-6; Dt 15,12-18). Si ritiene che il prestito a interesse fra Israeliti fosse vietato (Es 22,24), ma forse la proibizione si riferiva all&#39;interesse elevato, quello che noi chiamiamo usura. Lo stesso Neemia, infatti, e gli uomini venuti con lui prestavano denaro e grano a interesse (5,10). Ciò che era delittuoso nella pratica dei ricchi creditori gerosolimitani era forse il tasso elevato, ma ancor più la spietatezza nell&#39;appropriarsi dei beni – cose o persone – ricevuti in pegno. Gli schiavi Ebrei venivano di solito rivenduti ai pagani, dai quali venivano poi riscattati dai Giudei della diaspora (v. 8), portando in tasche private denaro che doveva essere invece speso per la causa comune. La proposta di Neemia di restituire i pegni e di condonare gli interessi fu accolta dai creditori nel corso di una grande assemblea popolare e l&#39;assenso reso sacro mediante giuramento alla presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo (vv. 12-13). La concordia raggiunta, ma soprattutto il favore popolare che si riversò su Neemia, divennero il vero fondamento per la costruzione della nuova Gerusalemme.</p>

<p><strong>14-19</strong>. Neemia ricorda il comportamento esemplare che egli tenne nel corso del suo governatorato durato dodici anni (445-433 a.C.). Egli non riscosse dalla popolazione l&#39;imposta per il suo mantenimento e non angariò nessuno; lavorò insieme con i suoi servi alla ricostruzione delle mura; nutrì alla sua mensa a proprie spese i magistrati, la gente semplice e i forestieri che vi facevano capo, non acquistò alcun podere. Tutta la sua impresa era stata pura dedizione di amore, per Dio e per i fratelli. L&#39;unica ricompensa che egli chiedeva era la compiacenza divina per quanto aveva fatto per il suo popolo (v. 19). Da notare che questa richiesta, dall&#39;aspetto tanto innocente ed edificante, rivelerebbe, secondo alcuni antichi maestri Ebrei, la presunzione in Neemia d&#39;aver acquisito meriti davanti a Dio per quanto aveva fatto e di cui chiese il riconoscimento. Ma nessuna azione dell&#39;uomo, essi dicono, per quanto buona, è degna in se stessa di merito se non la si accompagna con l&#39;invocazione della misericordia divina. Per questo Neemia fu punito con la cancellazione del suo nome come autore del libro che narra le sue gesta
(6 Sanhedrin 93b). Tanto rigore sembra ingeneroso – né d&#39;altronde era condiviso da tutti i maestri – nei confronti di chi aveva sempre invocato Dio come principio, sostegno e fine di ogni sua azione, ma almeno conferma che anche nel giudaismo ogni merito è pura grazia.</p>

<p><em>(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8mwkcjfwnx</guid>
      <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:00:57 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Anna Von Hausswolff – Dead Magic (2018)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/anna-von-hausswolff-dead-magic-2018</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Nel suo saper trattare con (s)confortante naturalezza temi plumbei ed ingombranti come la morte (in tutte le sue sfaccettature) Anna Von Hausswolff sembra provenire da un’altra epoca, da un altro universo. Sicuramente uno dei talenti più cristallini della scena europea, l’artista svedese ha fin qui sempre convinto e sorpreso nella sua esplorazione dell’esperienza del sacro e dell’esoterico per mezzo di un contesto sonoro difficilmente inquadrabile, ma comunque riconducibile ad un caleidoscopio di colori scuri e sonorità in bilico tra doom, drone e neoclassica... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/anna-von-hausswolff-dead-magic-2018.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/1837147293&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://metalitalia.com/wp-content/uploads/2018/05/anna-von-hausswolff-dead-magic-album-artwork.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Nel suo saper trattare con (s)confortante naturalezza temi plumbei ed ingombranti come la morte (in tutte le sue sfaccettature) Anna Von Hausswolff sembra provenire da un’altra epoca, da un altro universo. Sicuramente uno dei talenti più cristallini della scena europea, l’artista svedese ha fin qui sempre convinto e sorpreso nella sua esplorazione dell’esperienza del sacro e dell’esoterico per mezzo di un contesto sonoro difficilmente inquadrabile, ma comunque riconducibile ad un caleidoscopio di colori scuri e sonorità in bilico tra doom, drone e neoclassica... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2018/03/anna-von-hausswolff-dead-magic-2018.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2018/03/anna-von-hausswolff-dead-magic-2018.html</a></p>

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<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/1837147293" rel="nofollow">https://album.link/i/1837147293</a></p>

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      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/z98k68iokm</guid>
      <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 20:04:51 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>NE - Capitolo 4</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/ne-capitolo-4</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Ma quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto 2e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione.&#xA;3Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro. 4Quelli di Giuda dicevano: &#34;Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo ricostruire le mura!&#34;. 5I nostri avversari dicevano: &#34;Senza che s&#39;accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori&#34;. 6Poiché i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: &#34;Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi&#34;, 7io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi. 8Dopo aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: &#34;Non li temete! Ricordatevi del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!&#34;. 9Quando i nostri nemici sentirono che eravamo informati della cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro.&#xA;10Da quel giorno la metà dei miei giovani lavorava e l&#39;altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i preposti stavano dietro a tutta la casa di Giuda. 11Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi con una mano lavoravano e con l&#39;altra tenevano la loro arma; 12tutti i costruttori, lavorando, portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il suonatore di corno stava accanto a me. 13Dissi allora ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: &#34;L&#39;opera è grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l&#39;uno dall&#39;altro. 14Dovunque udrete il suono del corno, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio combatterà per noi&#34;. 15Così continuavamo i lavori, mentre la metà di loro teneva impugnata la lancia, dal sorgere dell&#39;alba allo spuntare delle stelle. 16Anche in quell&#39;occasione dissi al popolo: &#34;Ognuno con il suo aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, così saranno per noi una guardia di notte e mano d&#39;opera di giorno&#34;. 17Io, poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva l&#39;arma a portata di mano.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Poiché l&#39;offensiva degli scherni e delle provocazioni non aveva sortito effetto e la riparazione delle mura progrediva, i nemici di Giuda decisero di ricorrere alla violenza e progettarono di assalire di sorpresa i cantieri e demolire quanto era stato costruito, in modo da riportare Gerusalemme alla precedente condizione di vulnerabilità. Ai nemici già noti si aggiunsero ora anche gli abitanti della città filistea di Asdod (v. 1), completando così l&#39;accerchiamento politico e psicologico di Gerusalemme. Ma al centro dell&#39;assedio, a fianco del suo popolo, c&#39;era Dio, ricordò Neemia ai suoi (v. 14). E coniugando fede e prudenza umana, egli organizzò e armò gli operai in modo da non essere colti di sorpresa da eventuali assalti.&#xA;&#xA;4-17. Le mura erano giunte a metà altezza, ma il lavoro da fare era ancora tanto, e sotto la minaccia dei nemici esso prese a pesare doppiamente, al punto che una qînâ (lamento) risuonò sulle bocche degli operai: «Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo costruire le mura». Neemia reagì a questo senso d&#39;impotenza, eccitando gli animi con preparativi di battaglia e infiammandoli a combattere a difesa dei propri cari e dei propri beni; accompagnando questi preparativi con parole di fede, esortandoli a non temere i nemici, perché Iddio grande e tremendo avrebbe combattuto insieme con loro (vv. 3.8.14). Pur ricorrendo alle risorse umane, Neemia era sempre lì a ricordare che «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode» (Sal 127,1).&#xA;&#xA;(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra - Neemia - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995) &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Ma quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto <strong>2</strong>e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione.
<strong>3</strong>Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro. <strong>4</strong>Quelli di Giuda dicevano: “Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo ricostruire le mura!”. <strong>5</strong>I nostri avversari dicevano: “Senza che s&#39;accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori”. <strong>6</strong>Poiché i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: “Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi”, <strong>7</strong>io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi. <strong>8</strong>Dopo aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “Non li temete! Ricordatevi del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!”. <strong>9</strong>Quando i nostri nemici sentirono che eravamo informati della cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro.
<strong>10</strong>Da quel giorno la metà dei miei giovani lavorava e l&#39;altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i preposti stavano dietro a tutta la casa di Giuda. <strong>11</strong>Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi con una mano lavoravano e con l&#39;altra tenevano la loro arma; <strong>12</strong>tutti i costruttori, lavorando, portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il suonatore di corno stava accanto a me. <strong>13</strong>Dissi allora ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “L&#39;opera è grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l&#39;uno dall&#39;altro. <strong>14</strong>Dovunque udrete il suono del corno, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio combatterà per noi”. <strong>15</strong>Così continuavamo i lavori, mentre la metà di loro teneva impugnata la lancia, dal sorgere dell&#39;alba allo spuntare delle stelle. <strong>16</strong>Anche in quell&#39;occasione dissi al popolo: “Ognuno con il suo aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, così saranno per noi una guardia di notte e mano d&#39;opera di giorno”. <strong>17</strong>Io, poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva l&#39;arma a portata di mano.</p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Poiché l&#39;offensiva degli scherni e delle provocazioni non aveva sortito effetto e la riparazione delle mura progrediva, i nemici di Giuda decisero di ricorrere alla violenza e progettarono di assalire di sorpresa i cantieri e demolire quanto era stato costruito, in modo da riportare Gerusalemme alla precedente condizione di vulnerabilità. Ai nemici già noti si aggiunsero ora anche gli abitanti della città filistea di Asdod (v. 1), completando così l&#39;accerchiamento politico e psicologico di Gerusalemme. Ma al centro dell&#39;assedio, a fianco del suo popolo, c&#39;era Dio, ricordò Neemia ai suoi (v. 14). E coniugando fede e prudenza umana, egli organizzò e armò gli operai in modo da non essere colti di sorpresa da eventuali assalti.</p>

<p><strong>4-17</strong>. Le mura erano giunte a metà altezza, ma il lavoro da fare era ancora tanto, e sotto la minaccia dei nemici esso prese a pesare doppiamente, al punto che una <em>qînâ</em> (lamento) risuonò sulle bocche degli operai: «Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo costruire le mura». Neemia reagì a questo senso d&#39;impotenza, eccitando gli animi con preparativi di battaglia e infiammandoli a combattere a difesa dei propri cari e dei propri beni; accompagnando questi preparativi con parole di fede, esortandoli a non temere i nemici, perché Iddio grande e tremendo avrebbe combattuto insieme con loro (vv. 3.8.14). Pur ricorrendo alle risorse umane, Neemia era sempre lì a ricordare che «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode» (Sal 127,1).</p>

<p><em>(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/stcoy5qong</guid>
      <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 04:57:06 +0000</pubDate>
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      <title>[102]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/102</link>
      <description>&lt;![CDATA[[102]&#xA;&#xA;li] mimano lo sincronizzano si] [rovescia si] verifica parte dalle stime le] stimano con lo strumento caro agli dei alle elementari di spalle copie di kriminal oppure tavolini nail recover rescue [invadono i] greti la stagione consente una minaccia il prezzo sceso delle combinazioni gruppi [di oggetti in cui l&#39;ordine non conta]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[102]</p>

<p>li] mimano lo sincronizzano si] [rovescia si] verifica parte dalle stime le] stimano con lo strumento caro agli dei alle elementari di spalle copie di kriminal oppure tavolini nail recover rescue [invadono i] greti la stagione consente una minaccia il prezzo sceso delle combinazioni gruppi [di oggetti in cui l&#39;ordine non conta</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/i0nsykl5ux</guid>
      <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 01:29:18 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sicari a 15 anni.</title>
      <link>https://noblogo.org/neox62/sicari-a-15-anni</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sicari a 15 anni.&#xA;&#xA;Come l&#39;Europa sta reclutando adolescenti per uccidere a pagamento&#xA;&#xA;Il colpo di pistola che ha svelato un sistema&#xA;&#xA;Stoccolma, una notte d&#39;inverno dello scorso anno: un ragazzo di 18 anni si avvicina a uno studente ventenne che sta rientrando dal turno di lavoro e gli spara ripetutamente, fino a colpirlo alla testa. La vittima, Murad Abdelkader, non era nemmeno l&#39;obiettivo giusto. Il killer, Atilla Azimov, era stato pagato per uccidere qualcun altro. È solo uno degli oltre 35 omicidi che, dal 2022, le autorità europee attribuiscono alla rete criminale Foxtrot, un&#39;organizzazione con legami accertati con ambienti vicini al regime iraniano. Dietro Foxtrot e i gruppi che ne seguono il modello c&#39;è un fenomeno che gli inquirenti hanno battezzato &#34;violence-as-a-service&#34; (VaaS): la violenza venduta come un servizio, con adolescenti reclutati online e trattati, letteralmente, come pedine usa e getta. È rilevante ora perché il fenomeno, nato in Svezia, si è già esteso a Norvegia, Regno Unito e altri dieci paesi europei, e le autorità temono che sia solo all&#39;inizio.&#xA;&#xA;Un modello criminale nato in Scandinavia&#xA;&#xA;Foxtrot non è un&#39;anomalia isolata: è la punta di un sistema che sta ridisegnando il crimine organizzato in Europa. Il capo del Centro europeo di Europol per la criminalità organizzata, Andy Kraag, ha descritto il fenomeno come una vera e propria esternalizzazione calcolata dell&#39;omicidio verso soggetti fragili e vulnerabili. Per affrontarlo, Europol ha creato una task force dedicata, la OTF GRIMM, che oggi coinvolge undici paesi: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito.&#xA;&#xA;Il leader di Foxtrot, Rawa Majid, è oggi rifugiato a Teheran dopo essere fuggito da Svezia e Turchia. Secondo il giornalista investigativo svedese Diamant Salihu, che segue le attività della rete e i suoi legami con l&#39;Iran da tre anni, il regime avrebbe imposto a Majid di usare la sua organizzazione per colpire oppositori, giornalisti e obiettivi israeliani, come contropartita per la protezione ricevuta a Teheran. Non tutti gli attacchi, però, hanno matrice politica: molti nascono da semplici guerre tra bande per il controllo del narcotraffico.&#xA;&#xA;Come funziona il reclutamento: dal social alla pistola&#xA;&#xA;Il caso che più di tutti ha fatto emergere il meccanismo è quello di Johannes Natland, un diciottenne norvegese arrestato nel West Yorkshire mentre si preparava a compiere un omicidio su commissione. Figlio di due giornalisti, Natland era finito in un percorso di tossicodipendenza e disagio psichico che lo aveva portato in comunità di recupero, dove ha conosciuto un altro adolescente che lo ha messo in contatto con la rete.&#xA;&#xA;Da lì, la catena di reclutamento ha coinvolto diversi intermediari, tutti nascosti dietro pseudonimi presi in prestito dal mondo dei videogiochi: un &#34;coordinatore logistico&#34; gli ha inviato mappe e video per recuperare armi e denaro nascosti nel bosco vicino a Huddersfield, guidandolo passo dopo passo tramite l&#39;app di messaggistica criptata Signal, esattamente come si guiderebbe un personaggio in un videogame. Natland è stato fermato la mattina dopo essersi sistemato in hotel, senza ancora sapere chi avrebbe dovuto colpire.&#xA;&#xA;Secondo Salihu, la logica economica del sistema è brutale: i ragazzi vengono quasi sempre catturati prima di poter incassare il compenso promesso, e questo alla rete non importa affatto, perché una volta arrestati non possono più reclamare nulla. È, ha spiegato, una scelta deliberata puntare su reclutati sempre più giovani, proprio perché meno consapevoli delle conseguenze e più disposti a correre rischi.&#xA;&#xA;Numeri e risultati delle indagini&#xA;&#xA;Nei quindici mesi di attività della task force europea sono stati effettuati oltre 280 arresti, tra cui quello di Ali Shehad Ahmed, ritenuto essere il misterioso &#34;Agente 47&#34; che ha guidato Natland, catturato in Iraq e ora oggetto di una richiesta di estradizione da parte della Svezia. Ad aprile 2025 Foxtrot e il suo leader sono stati colpiti da sanzioni del governo britannico. Il vicecomandante della polizia svedese Stefan Hector ha sottolineato l&#39;obiettivo di ampliare la cooperazione internazionale per far capire alla criminalità organizzata che non esistono più rifugi sicuri.&#xA;&#xA;Nonostante questi risultati, la minaccia resta viva: reti rivali come Dalen Network hanno già copiato il modello VaaS, e il fenomeno continua a espandersi dalla Scandinavia verso il resto del continente.&#xA;&#xA;Perché funziona: la psicologia dietro il reclutamento&#xA;&#xA;Il punto più inquietante, secondo gli studi citati da Europol e da diversi centri di ricerca, non è solo economico ma psicologico. I gruppi criminali intercettano bisogni tipici dell&#39;adolescenza; appartenenza, status, riconoscimento, identità e li trasformano in una missione da videogioco: livelli da superare, mappe da seguire, ricompense da ottenere. La distanza digitale fa il resto: chi comanda non si mostra mai, e il ragazzo percepisce il compito come un incarico tecnico più che come la partecipazione a un omicidio reale.&#xA;&#xA;I profili più esposti condividono spesso più fattori di rischio insieme: famiglie fragili, scarsa supervisione, difficoltà scolastiche, bassa autostima, amicizie già coinvolte in piccoli reati e un uso intenso di social e piattaforme di gaming. Il reclutamento avviene quasi sempre online, spesso a partire da ambienti apparentemente innocui come server di gioco, chat vocali, gruppi Discord prima di spostarsi su canali cifrati come Telegram o Signal, dove vengono assegnati i primi &#34;incarichi&#34; minori e, in alcuni casi, si arriva fino alla violenza grave.&#xA;&#xA;Cosa ci dice questa storia, e cosa fare ora&#xA;&#xA;La vicenda di Foxtrot racconta qualcosa che va oltre la cronaca nera: mostra come il crimine organizzato abbia imparato a parlare il linguaggio dei ragazzi, usando le stesse logiche di missione, livello e ricompensa che troviamo nei videogiochi per trasformare adolescenti fragili in strumenti di morte, spesso senza che nemmeno arrivino a incassare il compenso promesso. Riconoscere i segnali come l&#39;isolamento improvviso, oggetti di valore inspiegabili, ossessione per chat criptate, fascinazione per contenuti violenti può fare la differenza tra un intervento in tempo e una tragedia.&#xA;&#xA;E tu cosa ne pensi? Conoscevi il fenomeno della &#34;violenza a pagamento&#34; e del reclutamento online di minori? Lascia un commento con la tua opinione, condividi questo articolo per aiutare a diffondere consapevolezza su un fenomeno che riguarda già diversi paesi europei, e se vuoi approfondire ulteriormente ti invitiamo a leggere il report originale della BBC e le analisi di Europol sul tema.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sicari a 15 anni.</p>

<p>Come l&#39;Europa sta reclutando adolescenti per uccidere a pagamento</p>

<p>Il colpo di pistola che ha svelato un sistema</p>

<p>Stoccolma, una notte d&#39;inverno dello scorso anno: un ragazzo di 18 anni si avvicina a uno studente ventenne che sta rientrando dal turno di lavoro e gli spara ripetutamente, fino a colpirlo alla testa. La vittima, Murad Abdelkader, non era nemmeno l&#39;obiettivo giusto. Il killer, Atilla Azimov, era stato pagato per uccidere qualcun altro. È solo uno degli oltre 35 omicidi che, dal 2022, le autorità europee attribuiscono alla rete criminale Foxtrot, un&#39;organizzazione con legami accertati con ambienti vicini al regime iraniano. Dietro Foxtrot e i gruppi che ne seguono il modello c&#39;è un fenomeno che gli inquirenti hanno battezzato “violence-as-a-service” (VaaS): la violenza venduta come un servizio, con adolescenti reclutati online e trattati, letteralmente, come pedine usa e getta. È rilevante ora perché il fenomeno, nato in Svezia, si è già esteso a Norvegia, Regno Unito e altri dieci paesi europei, e le autorità temono che sia solo all&#39;inizio.</p>

<p>Un modello criminale nato in Scandinavia</p>

<p>Foxtrot non è un&#39;anomalia isolata: è la punta di un sistema che sta ridisegnando il crimine organizzato in Europa. Il capo del Centro europeo di Europol per la criminalità organizzata, Andy Kraag, ha descritto il fenomeno come una vera e propria esternalizzazione calcolata dell&#39;omicidio verso soggetti fragili e vulnerabili. Per affrontarlo, Europol ha creato una task force dedicata, la OTF GRIMM, che oggi coinvolge undici paesi: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito.</p>

<p>Il leader di Foxtrot, Rawa Majid, è oggi rifugiato a Teheran dopo essere fuggito da Svezia e Turchia. Secondo il giornalista investigativo svedese Diamant Salihu, che segue le attività della rete e i suoi legami con l&#39;Iran da tre anni, il regime avrebbe imposto a Majid di usare la sua organizzazione per colpire oppositori, giornalisti e obiettivi israeliani, come contropartita per la protezione ricevuta a Teheran. Non tutti gli attacchi, però, hanno matrice politica: molti nascono da semplici guerre tra bande per il controllo del narcotraffico.</p>

<p>Come funziona il reclutamento: dal social alla pistola</p>

<p>Il caso che più di tutti ha fatto emergere il meccanismo è quello di Johannes Natland, un diciottenne norvegese arrestato nel West Yorkshire mentre si preparava a compiere un omicidio su commissione. Figlio di due giornalisti, Natland era finito in un percorso di tossicodipendenza e disagio psichico che lo aveva portato in comunità di recupero, dove ha conosciuto un altro adolescente che lo ha messo in contatto con la rete.</p>

<p>Da lì, la catena di reclutamento ha coinvolto diversi intermediari, tutti nascosti dietro pseudonimi presi in prestito dal mondo dei videogiochi: un “coordinatore logistico” gli ha inviato mappe e video per recuperare armi e denaro nascosti nel bosco vicino a Huddersfield, guidandolo passo dopo passo tramite l&#39;app di messaggistica criptata Signal, esattamente come si guiderebbe un personaggio in un videogame. Natland è stato fermato la mattina dopo essersi sistemato in hotel, senza ancora sapere chi avrebbe dovuto colpire.</p>

<p>Secondo Salihu, la logica economica del sistema è brutale: i ragazzi vengono quasi sempre catturati prima di poter incassare il compenso promesso, e questo alla rete non importa affatto, perché una volta arrestati non possono più reclamare nulla. È, ha spiegato, una scelta deliberata puntare su reclutati sempre più giovani, proprio perché meno consapevoli delle conseguenze e più disposti a correre rischi.</p>

<p>Numeri e risultati delle indagini</p>

<p>Nei quindici mesi di attività della task force europea sono stati effettuati oltre 280 arresti, tra cui quello di Ali Shehad Ahmed, ritenuto essere il misterioso “Agente 47” che ha guidato Natland, catturato in Iraq e ora oggetto di una richiesta di estradizione da parte della Svezia. Ad aprile 2025 Foxtrot e il suo leader sono stati colpiti da sanzioni del governo britannico. Il vicecomandante della polizia svedese Stefan Hector ha sottolineato l&#39;obiettivo di ampliare la cooperazione internazionale per far capire alla criminalità organizzata che non esistono più rifugi sicuri.</p>

<p>Nonostante questi risultati, la minaccia resta viva: reti rivali come Dalen Network hanno già copiato il modello VaaS, e il fenomeno continua a espandersi dalla Scandinavia verso il resto del continente.</p>

<p>Perché funziona: la psicologia dietro il reclutamento</p>

<p>Il punto più inquietante, secondo gli studi citati da Europol e da diversi centri di ricerca, non è solo economico ma psicologico. I gruppi criminali intercettano bisogni tipici dell&#39;adolescenza; appartenenza, status, riconoscimento, identità e li trasformano in una missione da videogioco: livelli da superare, mappe da seguire, ricompense da ottenere. La distanza digitale fa il resto: chi comanda non si mostra mai, e il ragazzo percepisce il compito come un incarico tecnico più che come la partecipazione a un omicidio reale.</p>

<p>I profili più esposti condividono spesso più fattori di rischio insieme: famiglie fragili, scarsa supervisione, difficoltà scolastiche, bassa autostima, amicizie già coinvolte in piccoli reati e un uso intenso di social e piattaforme di gaming. Il reclutamento avviene quasi sempre online, spesso a partire da ambienti apparentemente innocui come server di gioco, chat vocali, gruppi Discord prima di spostarsi su canali cifrati come Telegram o Signal, dove vengono assegnati i primi “incarichi” minori e, in alcuni casi, si arriva fino alla violenza grave.</p>

<p>Cosa ci dice questa storia, e cosa fare ora</p>

<p>La vicenda di Foxtrot racconta qualcosa che va oltre la cronaca nera: mostra come il crimine organizzato abbia imparato a parlare il linguaggio dei ragazzi, usando le stesse logiche di missione, livello e ricompensa che troviamo nei videogiochi per trasformare adolescenti fragili in strumenti di morte, spesso senza che nemmeno arrivino a incassare il compenso promesso. Riconoscere i segnali come l&#39;isolamento improvviso, oggetti di valore inspiegabili, ossessione per chat criptate, fascinazione per contenuti violenti può fare la differenza tra un intervento in tempo e una tragedia.</p>

<p>E tu cosa ne pensi? Conoscevi il fenomeno della “violenza a pagamento” e del reclutamento online di minori? Lascia un commento con la tua opinione, condividi questo articolo per aiutare a diffondere consapevolezza su un fenomeno che riguarda già diversi paesi europei, e se vuoi approfondire ulteriormente ti invitiamo a leggere il report originale della BBC e le analisi di Europol sul tema.</p>
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      <author>NetTalk</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/whpq8y6a7r</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 10:08:17 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>NE - Capitolo 3</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/ne-capitolo-3</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Eliasìb, sommo sacerdote, con i suoi fratelli sacerdoti si misero a costruire la porta delle Pecore. La consacrarono e vi misero i battenti; la consacrarono fino alla torre dei Cento e fino alla torre di Cananèl. 2Accanto a lui costruirono gli uomini di Gerico e accanto a lui costruì Zaccur, figlio di Imrì. 3I figli di Senaà costruirono la porta dei Pesci, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. 4Accanto a loro lavorò al restauro Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos; accanto a loro lavorò al restauro Mesullàm, figlio di Berechia, figlio di Mesezabèl; accanto a loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Baanà. 5Accanto a loro lavorarono al restauro quelli di Tekòa, ma i loro notabili non piegarono il collo a lavorare all&#39;opera del loro Signore. 6Ioiadà, figlio di Pasèach, e Mesullàm, figlio di Besodia, restaurarono la porta Vecchia, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. 7Accanto a loro lavorarono al restauro Melatia di Gàbaon, Iadon di Meronòt e gli uomini di Gàbaon e di Mispa, alle dipendenze della sede del governatore dell&#39;Oltrefiume. 8Accanto a loro lavorò al restauro Uzzièl, figlio di Caraià, uno degli orefici, e accanto a lui lavorò al restauro Anania, uno dei profumieri. Essi ricostruirono Gerusalemme fino al muro largo. 9Accanto a loro lavorò al restauro Refaià, figlio di Cur, capo della metà del distretto di Gerusalemme. 10Accanto a loro lavorò al restauro, di fronte alla sua casa, Iedaià, figlio di Carumàf, e accanto a lui lavorò al restauro Cattus, figlio di Casabnia. 11Malchia, figlio di Carim, e Cassub, figlio di Pacat-Moab, restaurarono la parte seguente e la torre dei Forni. 12Accanto a loro lavorò al restauro, insieme con le figlie, Sallum, figlio di Allochès, capo della metà del distretto di Gerusalemme. 13Canun e gli abitanti di Zanòach restaurarono la porta della Valle; la costruirono, vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille cubiti di muro fino alla porta del Letame. 14Malchia, figlio di Recab, capo del distretto di Bet-Cherem, restaurò la porta del Letame; la costruì, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre. 15Sallum, figlio di Col-Cozè, preposto del distretto di Mispa, restaurò la porta della Fonte; la ricostruì, la munì di tetto, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro della piscina di Sìloe, presso il giardino del re, fino alla scalinata per cui si scende dalla Città di Davide. 16Dopo di lui Neemia, figlio di Azbuk, preposto della metà del distretto di Bet-Sur, lavorò al restauro fin davanti alle tombe di Davide, fino alla piscina artificiale e fino alla casa dei prodi. 17Dopo di lui lavorarono al restauro i leviti, con Recum, figlio di Banì, e accanto a lui lavorò al restauro, per il suo distretto, Casabia, preposto della metà del distretto di Keila. 18Dopo di lui lavorarono al restauro i loro fratelli, Binnùi, figlio di Chenadàd, preposto dell&#39;altra metà del distretto di Keila. 19Accanto a lui Ezer, figlio di Giosuè, preposto di Mispa, restaurò un&#39;altra parte, di fronte alla salita dell&#39;arsenale, sul Cantone. 20Dopo di lui Baruc, figlio di Zabbài, restaurò con impegno un&#39;altra parte, dal Cantone fino alla porta della casa di Eliasìb, sommo sacerdote. 21Dopo di lui Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos, restaurò un&#39;altra parte, dalla porta della casa di Eliasìb fino all&#39;estremità della casa di Eliasìb. 22Dopo di lui lavorarono al restauro i sacerdoti che abitavano la periferia. 23Dopo di loro Beniamino e Cassub lavorarono al restauro di fronte alla loro casa. Dopo di loro Azaria, figlio di Maasia, figlio di Anania, lavorò al restauro presso la sua casa. 24Dopo di lui Binnùi, figlio di Chenadàd, restaurò un&#39;altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino al Cantone e fino all&#39;angolo. 25Palal, figlio di Uzài, lavorò al restauro di fronte al Cantone e alla torre sporgente dalla parte superiore della reggia, che dà sul cortile della prigione. Dopo di lui Pedaià, figlio di Paros, 26e gli oblati che abitavano sull&#39;Ofel lavorarono al restauro fin davanti alla porta delle Acque, verso oriente, e alla torre sporgente. 27Dopo di loro quelli di Tekòa restaurarono un&#39;altra parte, di fronte alla grande torre sporgente e fino al muro dell&#39;Ofel. 28I sacerdoti lavorarono al restauro sopra la porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla propria casa. 29Dopo di loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Immer, di fronte alla sua casa, e dopo di lui Semaià, figlio di Secania, custode della porta Orientale. 30Dopo di lui Anania, figlio di Selemia, e Canun, sesto figlio di Salaf, restaurarono un&#39;altra parte. Dopo di loro Mesullàm, figlio di Berechia, lavorò al restauro di fronte alla propria stanza. 31Dopo di lui Malchia, uno degli orefici, lavorò al restauro fino alla casa degli oblati e dei mercanti, di fronte alla porta della Rassegna e fino al vano superiore dell&#39;angolo. 32Gli orefici e i mercanti lavorarono al restauro fra il vano superiore dell&#39;angolo e la porta delle Pecore.&#xA;&#xA;Ostacoli da parte dei nemici&#xA;33Sanballàt, quando sentì che noi riedificavamo le mura, si adirò, si indignò molto, si fece beffe dei Giudei 34e disse in presenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria: &#34;Che vogliono fare questi miserabili Giudei? Dobbiamo lasciarli fare? Offriranno sacrifici? Finiranno in un sol giorno? Vogliono far rivivere da mucchi di polvere delle pietre già consumate dal fuoco?&#34;. 35Tobia l&#39;Ammonita, che gli stava accanto, disse: &#34;Edifichino pure! Se una volpe vi salta sopra, farà crollare il loro muro di pietra!&#34;.&#xA;36Ascolta, o nostro Dio, come siamo disprezzati! Fa&#39; ricadere sul loro capo l&#39;insulto e abbandonali al saccheggio in un paese di schiavitù! 37Non coprire la loro colpa e non sia cancellato dalla tua vista il loro peccato, perché hanno offeso i costruttori.&#xA;38Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono ben consolidate fino a metà altezza, e al popolo stava a cuore il lavoro.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;3,1 la porta delle Pecore: in questo capitolo si trova la più completa descrizione topografica della Gerusalemme dell’AT, ma l’identificazione di molti nomi è ipotetica.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Sull&#39;onda dell&#39;entusiasmo suscitato dalle parole di Neemia, si diede subito inizio ai lavori. Il circuito delle mura fu diviso in 42 lotti, ognuno dei quali fu affidato un gruppo di costruttori, che poteva essere costituito da una classe omogenea (cfr. i sacerdoti, i leviti e gli oblati dei vv. 1.17.22.26.28), dagli abitanti di un medesimo luogo, da un clan, da una corporazione (gli orefici, i profumieri e i mercanti dei vv. 8.32); tra i gruppi familiari, risalta quello di Sallum, che ebbe accanto a sé nel cantiere le sue figlie (v. 12). Alcuni si riservarono la ricostruzione della sezione di mura prospiciente la loro casa (vv. 10,23,28-30). Qualcuno, come Baruch figlio di Zaccai, si segnalò per l&#39;ardore straordinario che mise nel lavoro (v. 20), tutti comunque - capi, personale cultuale, semplici cittadini - appaiono profondamente partecipi e impegnati nell&#39;opera esaltante di restituire alla vita e alla libertà la loro città, che era anche la madre della nazione. Qualche località invero, come Betlem, non è menzionata tra i ricostruttori, forse perché sotto influenza samaritana; quanto agli abitanti di Tekoa, solo i poveri parteciparono all&#39;opera di ricostruzione, addossandosi la riparazione di una doppia sezione di mura, mentre gli aristocratici rifiutarono di piegare il collo al lavoro (v. 5).&#xA;&#xA;33-38. La notizia che i Giudei si erano messi sul serio al lavoro e che le mura cominciavano a riprendere rapidamente forma bruciò a Sanballat, che si recò a Gerusalemme circondato di amici e di un buon nerbo di armati di Samaria. Celando l&#39;ira che lo agitava, preferì per questa volta dare un tacito avvertimento di quello che sarebbe potuto accadere se si fosse perseverato nel ricostruire le fortificazioni.&#xA;Intanto abbondò negli insulti, ironizzando sui tempi brevi impostisi dai Giudei per completare i lavori e chiedendo se davvero essi, imbelli com&#39;erano, pensassero di far risorgere una città sepolta sotto mucchi di cenere e arrivare a offrire sacrifici per celebrare il completamento dell&#39;opera. La celerità con cui le mura crescevano era il segno della loro debolezza e quindi dell&#39;inutilità degli sforzi. Sarebbe bastato che una volpe vi saltasse sopra, ironizzò Tobia l&#39;Ammonita, perché esse si sgretolassero.&#xA;A questi insulti Neemia non reagì, ma rivolse al Signore l&#39;antica invocazione (Ger 18,23; Sal 69,25-28; 109,15-18) di prender nota degli scherni di cui erano fatti oggetto e di far ricadere sul capo degli oltraggiatori i tracotanti sarcasmi con cui avevano umiliato la sua gente. La quale uscì dalla prova più compatta e decisa che mai e continuò con passione il lavoro, portando in breve il muro a metà altezza.&#xA;&#xA;(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra - Neemia - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Eliasìb, sommo sacerdote, con i suoi fratelli sacerdoti si misero a costruire la porta delle Pecore. La consacrarono e vi misero i battenti; la consacrarono fino alla torre dei Cento e fino alla torre di Cananèl. <strong>2</strong>Accanto a lui costruirono gli uomini di Gerico e accanto a lui costruì Zaccur, figlio di Imrì. <strong>3</strong>I figli di Senaà costruirono la porta dei Pesci, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. <strong>4</strong>Accanto a loro lavorò al restauro Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos; accanto a loro lavorò al restauro Mesullàm, figlio di Berechia, figlio di Mesezabèl; accanto a loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Baanà. <strong>5</strong>Accanto a loro lavorarono al restauro quelli di Tekòa, ma i loro notabili non piegarono il collo a lavorare all&#39;opera del loro Signore. <strong>6</strong>Ioiadà, figlio di Pasèach, e Mesullàm, figlio di Besodia, restaurarono la porta Vecchia, la munirono di travi e vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. <strong>7</strong>Accanto a loro lavorarono al restauro Melatia di Gàbaon, Iadon di Meronòt e gli uomini di Gàbaon e di Mispa, alle dipendenze della sede del governatore dell&#39;Oltrefiume. <strong>8</strong>Accanto a loro lavorò al restauro Uzzièl, figlio di Caraià, uno degli orefici, e accanto a lui lavorò al restauro Anania, uno dei profumieri. Essi ricostruirono Gerusalemme fino al muro largo. <strong>9</strong>Accanto a loro lavorò al restauro Refaià, figlio di Cur, capo della metà del distretto di Gerusalemme. <strong>10</strong>Accanto a loro lavorò al restauro, di fronte alla sua casa, Iedaià, figlio di Carumàf, e accanto a lui lavorò al restauro Cattus, figlio di Casabnia. <strong>11</strong>Malchia, figlio di Carim, e Cassub, figlio di Pacat-Moab, restaurarono la parte seguente e la torre dei Forni. <strong>12</strong>Accanto a loro lavorò al restauro, insieme con le figlie, Sallum, figlio di Allochès, capo della metà del distretto di Gerusalemme. <strong>13</strong>Canun e gli abitanti di Zanòach restaurarono la porta della Valle; la costruirono, vi posero i battenti, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille cubiti di muro fino alla porta del Letame. <strong>14</strong>Malchia, figlio di Recab, capo del distretto di Bet-Cherem, restaurò la porta del Letame; la costruì, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre. <strong>15</strong>Sallum, figlio di Col-Cozè, preposto del distretto di Mispa, restaurò la porta della Fonte; la ricostruì, la munì di tetto, vi pose i battenti, le serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro della piscina di Sìloe, presso il giardino del re, fino alla scalinata per cui si scende dalla Città di Davide. <strong>16</strong>Dopo di lui Neemia, figlio di Azbuk, preposto della metà del distretto di Bet-Sur, lavorò al restauro fin davanti alle tombe di Davide, fino alla piscina artificiale e fino alla casa dei prodi. <strong>17</strong>Dopo di lui lavorarono al restauro i leviti, con Recum, figlio di Banì, e accanto a lui lavorò al restauro, per il suo distretto, Casabia, preposto della metà del distretto di Keila. <strong>18</strong>Dopo di lui lavorarono al restauro i loro fratelli, Binnùi, figlio di Chenadàd, preposto dell&#39;altra metà del distretto di Keila. <strong>19</strong>Accanto a lui Ezer, figlio di Giosuè, preposto di Mispa, restaurò un&#39;altra parte, di fronte alla salita dell&#39;arsenale, sul Cantone. <strong>20</strong>Dopo di lui Baruc, figlio di Zabbài, restaurò con impegno un&#39;altra parte, dal Cantone fino alla porta della casa di Eliasìb, sommo sacerdote. <strong>21</strong>Dopo di lui Meremòt, figlio di Uria, figlio di Akkos, restaurò un&#39;altra parte, dalla porta della casa di Eliasìb fino all&#39;estremità della casa di Eliasìb. <strong>22</strong>Dopo di lui lavorarono al restauro i sacerdoti che abitavano la periferia. <strong>23</strong>Dopo di loro Beniamino e Cassub lavorarono al restauro di fronte alla loro casa. Dopo di loro Azaria, figlio di Maasia, figlio di Anania, lavorò al restauro presso la sua casa. <strong>24</strong>Dopo di lui Binnùi, figlio di Chenadàd, restaurò un&#39;altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino al Cantone e fino all&#39;angolo. <strong>25</strong>Palal, figlio di Uzài, lavorò al restauro di fronte al Cantone e alla torre sporgente dalla parte superiore della reggia, che dà sul cortile della prigione. Dopo di lui Pedaià, figlio di Paros, <strong>26</strong>e gli oblati che abitavano sull&#39;Ofel lavorarono al restauro fin davanti alla porta delle Acque, verso oriente, e alla torre sporgente. <strong>27</strong>Dopo di loro quelli di Tekòa restaurarono un&#39;altra parte, di fronte alla grande torre sporgente e fino al muro dell&#39;Ofel. <strong>28</strong>I sacerdoti lavorarono al restauro sopra la porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla propria casa. <strong>29</strong>Dopo di loro lavorò al restauro Sadoc, figlio di Immer, di fronte alla sua casa, e dopo di lui Semaià, figlio di Secania, custode della porta Orientale. <strong>30</strong>Dopo di lui Anania, figlio di Selemia, e Canun, sesto figlio di Salaf, restaurarono un&#39;altra parte. Dopo di loro Mesullàm, figlio di Berechia, lavorò al restauro di fronte alla propria stanza. <strong>31</strong>Dopo di lui Malchia, uno degli orefici, lavorò al restauro fino alla casa degli oblati e dei mercanti, di fronte alla porta della Rassegna e fino al vano superiore dell&#39;angolo. <strong>32</strong>Gli orefici e i mercanti lavorarono al restauro fra il vano superiore dell&#39;angolo e la porta delle Pecore.</p>

<p><strong><em>Ostacoli da parte dei nemici</em></strong>
<strong>33</strong>Sanballàt, quando sentì che noi riedificavamo le mura, si adirò, si indignò molto, si fece beffe dei Giudei <strong>34</strong>e disse in presenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria: “Che vogliono fare questi miserabili Giudei? Dobbiamo lasciarli fare? Offriranno sacrifici? Finiranno in un sol giorno? Vogliono far rivivere da mucchi di polvere delle pietre già consumate dal fuoco?”. <strong>35</strong>Tobia l&#39;Ammonita, che gli stava accanto, disse: “Edifichino pure! Se una volpe vi salta sopra, farà crollare il loro muro di pietra!”.
<strong>36</strong>Ascolta, o nostro Dio, come siamo disprezzati! Fa&#39; ricadere sul loro capo l&#39;insulto e abbandonali al saccheggio in un paese di schiavitù! <strong>37</strong>Non coprire la loro colpa e non sia cancellato dalla tua vista il loro peccato, perché hanno offeso i costruttori.
<strong>38</strong>Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono ben consolidate fino a metà altezza, e al popolo stava a cuore il lavoro.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>3,1</strong> la porta delle Pecore: in questo capitolo si trova la più completa descrizione topografica della Gerusalemme dell’AT, ma l’identificazione di molti nomi è ipotetica.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Sull&#39;onda dell&#39;entusiasmo suscitato dalle parole di Neemia, si diede subito inizio ai lavori. Il circuito delle mura fu diviso in 42 lotti, ognuno dei quali fu affidato un gruppo di costruttori, che poteva essere costituito da una classe omogenea (cfr. i sacerdoti, i leviti e gli oblati dei vv. 1.17.22.26.28), dagli abitanti di un medesimo luogo, da un clan, da una corporazione (gli orefici, i profumieri e i mercanti dei vv. 8.32); tra i gruppi familiari, risalta quello di Sallum, che ebbe accanto a sé nel cantiere le sue figlie (v. 12). Alcuni si riservarono la ricostruzione della sezione di mura prospiciente la loro casa (vv. 10,23,28-30). Qualcuno, come Baruch figlio di Zaccai, si segnalò per l&#39;ardore straordinario che mise nel lavoro (v. 20), tutti comunque – capi, personale cultuale, semplici cittadini – appaiono profondamente partecipi e impegnati nell&#39;opera esaltante di restituire alla vita e alla libertà la loro città, che era anche la madre della nazione. Qualche località invero, come Betlem, non è menzionata tra i ricostruttori, forse perché sotto influenza samaritana; quanto agli abitanti di Tekoa, solo i poveri parteciparono all&#39;opera di ricostruzione, addossandosi la riparazione di una doppia sezione di mura, mentre gli aristocratici rifiutarono di piegare il collo al lavoro (v. 5).</p>

<p>33-38. La notizia che i Giudei si erano messi sul serio al lavoro e che le mura cominciavano a riprendere rapidamente forma bruciò a Sanballat, che si recò a Gerusalemme circondato di amici e di un buon nerbo di armati di Samaria. Celando l&#39;ira che lo agitava, preferì per questa volta dare un tacito avvertimento di quello che sarebbe potuto accadere se si fosse perseverato nel ricostruire le fortificazioni.
Intanto abbondò negli insulti, ironizzando sui tempi brevi impostisi dai Giudei per completare i lavori e chiedendo se davvero essi, imbelli com&#39;erano, pensassero di far risorgere una città sepolta sotto mucchi di cenere e arrivare a offrire sacrifici per celebrare il completamento dell&#39;opera. La celerità con cui le mura crescevano era il segno della loro debolezza e quindi dell&#39;inutilità degli sforzi. Sarebbe bastato che una volpe vi saltasse sopra, ironizzò Tobia l&#39;Ammonita, perché esse si sgretolassero.
A questi insulti Neemia non reagì, ma rivolse al Signore l&#39;antica invocazione (Ger 18,23; Sal 69,25-28; 109,15-18) di prender nota degli scherni di cui erano fatti oggetto e di far ricadere sul capo degli oltraggiatori i tracotanti sarcasmi con cui avevano umiliato la sua gente. La quale uscì dalla prova più compatta e decisa che mai e continuò con passione il lavoro, portando in breve il muro a metà altezza.</p>

<p><em>(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/05nhfrea21</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:17:24 +0000</pubDate>
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      <title>[rotazioni]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/rotazioni-k3yj</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>[rotazioni]</p>

<p>nei filmati alessandrini passabile è [una luce-chiave] oblò a membrana i prodotti [più amati a pezzi sali di nicotina l&#39;[offera scade esplora i margini dei buchi neri l&#39;ente] preposto li ha contati per difetto per Rolling] [Stone</p>
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      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/6m783y3pwe</guid>
      <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 01:24:26 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Haley Heynderickx – I Need To Start A Garden (2018)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/haley-heynderickx-i-need-to-start-a-garden-2018</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Grezzo, vivace, arcaico, l’Ep autoprodotto del 2016 “Fish Eyes” metteva già in luce un talento naturale e liricamente ricco. Ora che il primo album di Haley Heynderickx è una realtà, tutto quello che era in embrione è finalmente divenuto un corpo libero, autonomo, pronto a radicarsi nella storia del cantautorato moderno con la stessa virulenza di Vashti Bunyan e l’incorruttibile austerità spirituale di Mary Margaret O’Hara, anche se le menti più giovani evocheranno, a ragione, le gesta di Angel Olsen... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/haley-heynderickx-i-need-to-start.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/1332042313&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://media.pitchfork.com/photos/5a95824c295e795e002fb3a5/1:1/w_800,h_800,c_limit/I%20Need%20to%20Start%20a%20Garden.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Grezzo, vivace, arcaico, l’Ep autoprodotto del 2016 “Fish Eyes” metteva già in luce un talento naturale e liricamente ricco. Ora che il primo album di Haley Heynderickx è una realtà, tutto quello che era in embrione è finalmente divenuto un corpo libero, autonomo, pronto a radicarsi nella storia del cantautorato moderno con la stessa virulenza di Vashti Bunyan e l’incorruttibile austerità spirituale di Mary Margaret O’Hara, anche se le menti più giovani evocheranno, a ragione, le gesta di Angel Olsen... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2018/03/haley-heynderickx-i-need-to-start.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2018/03/haley-heynderickx-i-need-to-start.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/1332042313" rel="nofollow">https://album.link/i/1332042313</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/p4f2gfh5ro</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 21:04:11 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>se una cosa Giuliano Mesa ha schivato esplicitamente e assai accuratamente,...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/se-una-cosa-giuliano-mesa-ha-schivato-esplicitamente-e-assai-accuratamente</link>
      <description>&lt;![CDATA[se una cosa Giuliano Mesa ha schivato esplicitamente e assai accuratamente, sempre e comunque, è stata il sottobosco. me lo diceva piuttosto spesso: il sottobosco di ogni città, il pacchiano in poesia, va evitato come la peste. &#xA;oggi credo sia più difficile, quasi impossibile. attualmente sembra che &#34;poesia&#34; proprio coincida con &#34;sottobosco&#34;. (a volte viene ascensorizzato da un editore, da un festival, da un premio letterario, e - dove arriva - coinvolge nella palta tanta parte dei già facilmente stracorrotti critici letterari italofoni). &#xA;&#xA;(ancora sul fatto che &#34;non c&#39;è riparo&#34; / https://noblogo.org/differx/non-ce-riparo)&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>se una cosa Giuliano Mesa ha schivato esplicitamente e assai accuratamente, sempre e comunque, è stata il sottobosco. me lo diceva piuttosto spesso: il sottobosco di ogni città, il pacchiano in poesia, va evitato come la peste.
oggi credo sia più difficile, quasi impossibile. attualmente sembra che “poesia” proprio <em>coincida</em> con “sottobosco”. (a volte viene ascensorizzato da un editore, da un festival, da un premio letterario, e – dove arriva – coinvolge nella palta tanta parte dei già facilmente stracorrotti critici letterari italofoni).</p>

<p>(ancora sul fatto che “non c&#39;è riparo” / <a href="https://noblogo.org/differx/non-ce-riparo" rel="nofollow">https://noblogo.org/differx/non-ce-riparo</a>)</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/dadjdwbag4</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 19:01:21 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>FAQ</title>
      <link>https://noblogo.org/comunita-sovrana/faq</link>
      <description>&lt;![CDATA[br&#xA;&#xA;Dove sono Facebook, Instagram e WhatsApp?&#xA;&#xA;I social mainstream non sono particolarmente in linea con i principi alla base di una comunità di questo tipo. Mostrare il progetto al maggior numero possibile di persone, cercare like e approvazione o attirare persone che non ne condividono la visione non è funzionale.&#xA;&#xA;Non si tratta di nascondersi, ma di scegliere con attenzione dove e con chi costruire.&#xA;&#xA;L&#39;obiettivo è trovare persone compatibili,  che condividano una visione simile, che preferiscano costruire piuttosto che lamentarsi e che desiderino trasformare le idee in qualcosa di reale fuori dalla comfort zone!&#xA;&#xA;br&#xA;&#xA;Come potersi fidare di persone trovate su internet?&#xA;&#xA;La fiducia sarà necessariamente uno dei pilastri della comunità, e non nasce da una foto profilo o da un nickname, ma dal tempo, dalle conversazioni, dalla collaborazione e dalla coerenza tra ciò che una persona dice e ciò che fa. &#xA;&#xA;Se si formerà un gruppo, ci sarà un momento in cui sarà necessario incontrarsi fisicamente, guardarsi negli occhi, presentarci, raccontarci il nostro background, vedere si ci piacciamo e se siamo affini; gli esseri umani non sono algoritmi e l&#39;istinto ci dirà cosa fare&#xA;&#xA;E se poi un giorno il progetto diventerà realmente un luogo fisico, nascerà proprio da queste persone: persone che avranno scelto di conoscersi, fidarsi e costruire insieme.&#xA;&#xA;br&#xA;&#xA;Domande aperte&#xA;&#xA;Dove potrebbe avere senso realizzarla?&#xA;Come si prendono decisioni collettive?&#xA;Quale struttura giuridica potrebbe essere adatta?&#xA;Come si conciliano proprietà individuale e beni comuni?&#xA;&#xA;br&#xA;br&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><br></p>

<h2 id="dove-sono-facebook-instagram-e-whatsapp">Dove sono Facebook, Instagram e WhatsApp?</h2>

<p>I social mainstream non sono particolarmente in linea con i principi alla base di una comunità di questo tipo. Mostrare il progetto al maggior numero possibile di persone, cercare like e approvazione o attirare persone che non ne condividono la visione non è funzionale.</p>

<p>Non si tratta di nascondersi, ma di scegliere con attenzione dove e con chi costruire.</p>

<p>L&#39;obiettivo è trovare persone compatibili,  che condividano una visione simile, che preferiscano costruire piuttosto che lamentarsi e che desiderino trasformare le idee in qualcosa di reale <strong>fuori dalla comfort zone!</strong></p>

<p><br></p>

<h2 id="come-potersi-fidare-di-persone-trovate-su-internet">Come potersi fidare di persone trovate su internet?</h2>

<p>La fiducia sarà necessariamente uno dei pilastri della comunità, e non nasce da una foto profilo o da un nickname, ma dal tempo, dalle conversazioni, dalla collaborazione e dalla coerenza tra ciò che una persona dice e ciò che fa.</p>

<p>Se si formerà un gruppo, ci sarà un momento in cui sarà necessario incontrarsi fisicamente, guardarsi negli occhi, presentarci, raccontarci il nostro background, vedere si ci piacciamo e se siamo affini; gli esseri umani non sono algoritmi e l&#39;istinto ci dirà cosa fare</p>

<p>E se poi un giorno il progetto diventerà realmente un luogo fisico, nascerà proprio da queste persone: persone che avranno scelto di conoscersi, fidarsi e costruire insieme.</p>

<p><br></p>

<h2 id="domande-aperte">Domande aperte</h2>
<ul><li>Dove potrebbe avere senso realizzarla?</li>
<li>Come si prendono decisioni collettive?</li>
<li>Quale struttura giuridica potrebbe essere adatta?</li>
<li>Come si conciliano proprietà individuale e beni comuni?</li></ul>

<p><br>
<br></p>
]]></content:encoded>
      <author>Comunità Sovrana</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/i1pifx4bmw</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 13:45:35 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Clear Water</title>
      <link>https://noblogo.org/osteopatia/clear-water</link>
      <description>&lt;![CDATA[The seed of mystery Lies in muddy water.&#xA;How can we fathom this muddiness?&#xA;Water becomes clear through stillness.&#xA;How can we become still?&#xA;By moving with the stream.&#xA;Tim Leary&#xA;&#xA;Clear Water]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>The seed of mystery Lies in muddy water.
How can we fathom this muddiness?
Water becomes clear through stillness.
How can we become still?
By moving with the stream.
Tim Leary</em></p>

<p><img src="https://pixelfed.uno/storage/m/_v2/817490876729807958/9a26d276d-23d3a8/CUZEoADP7itJ/LJth0KSdrSq3wSHSDsunFdC1fu1HsNnu3oUgHEpy.jpg" alt="Clear Water"></p>
]]></content:encoded>
      <author>osteopatia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/h0n20tifap</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 13:37:34 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[101]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/101</link>
      <description>&lt;![CDATA[[101] &#xA;&#xA;i commi i vuoti] d&#39;arie tutti aramengO un prima un dopo lì -dopo i] pasti dei postiglioni febbrili sfitti nei lanci] del mattone nell&#39;adiacenza della provincia già fatta [iberica o] meno di un miglio all&#39;ecuadore il tagliandino se] minimizzano in sacca un battuto] di cavolfiori]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[101]</p>

<p>i commi i vuoti] d&#39;arie tutti aramengO un prima un dopo lì -dopo i] pasti dei postiglioni febbrili sfitti nei lanci] del mattone nell&#39;adiacenza della provincia già fatta [iberica o] meno di un miglio all&#39;ecuadore il tagliandino se] minimizzano in sacca un battuto] di cavolfiori</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qzfopnzx4m</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 10:50:49 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>E CGIL non si volta</title>
      <link>https://noblogo.org/grad/e-cgil-non-si-volta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Perchè CGIL non si volta di schiena durante il discorso di un fascista dichiarato, orgoglioso di essere fascista?&#xA;Io lo avrei apprezzato, avrei rivalutato un pochino l&#39;unico sindacato non a libro paga della Confindustria.&#xA;&#xA;Avrei voluto che i rappresentanti della CGIL si fossero uniti ai colleghi belgi nel manifestare il loro disprezzo per il fascista La Russa e per dimostrare che il movimento dei lavoratori di tutta Europa condivide gli stessi irrinunciabili principi, li difende e li rivedica in ogni occasione che si presenta.&#xA;E invece no.&#xA;&#xA;In Belgio, come i Germania, in Francia o in Spagna, il fascismo è considerato un crimine. Dichiararti fascista ti rende automaticamente un potenziale nemico dello Stato, come un islamico radicalizzato, e di solito ti mette sotto osservazione dei Servizi Segreti Interni.&#xA;&#xA;Il sindacato Belga ha prontamente rivendicato con orgoglio l&#39;atto di protesta civile, civilissima e civica. Ha ribadito che non ci può essere nessuno spazio, nessun dialogo o compromesso, in un Paese che si dichiari democratico, per le idee e le persone fasciste, anche se ricoprono alte cariche istituzionali. &#xA;I sindacalisti hanno fatto centro. &#xA;&#xA;Prontamente i fascisti nostrani si sono un tantino risentiti. Escono spudoratamente dalle fogne, sbraitano e urlano schiumanti di rabbia condannando un&#39;azione così semplice, civile, democratica e dovuta. &#xA;Un gesto che avrebbe dovuto spingere spontaneamente in piazza centinaia di migliaia di Italiani a manifestare condivisione e sostegno a quei sindacalisti e a ricordare che la stragrande maggioranza di noi è genuinamente e ostinatamente antifascista e che i fascisti li trattiamo nell&#39;unico modo che meritano.&#xA;&#xA;Il problema serio ce l&#39;hanno quelli che hanno messo un fascista dichiarato ad occupare la seconda carica dello Stato.&#xA;I fascisti sono un pericolo pubblico e dovrebbero tutti marcire i galera, senza pietà o eccezioni. &#xA;&#xA;In Italia i fascisti occupano la più alte cariche dello Stato, i vertici dell&#39;esercito e della polizia. Il risultato di ciò è uno Stato parallelo, strisciante e operativo costituito dalla Massoneria eversiva, dai Servizi deviati e dai gruppi paramilitari che, di concerto con le mafie, ha sempre agito in segreto per minare le ultime fondamenta che restano della nostra fragile democrazia. &#xA;&#xA;Ma ora non devono più nascondersi. Hanno preso il controllo delle istituzioni, possono farlo sotto gli occhi inebetiti dei sudditi italiani, che non meritano nemmeno di essere chiamati cittadini. I veri cittadini fanno quello che hanno fatto quei cittadini belgi di fronte alla merda fascista La Russa.&#xA;&#xA;Now playing:&#xA;Non ho mai perso un concerto di Guccini a Torino nei primi 30 anni della mia vita. Ho formato le mie idee, la mia cultura, i miei valori e la mia umanità sui suoi dischi. Ti voglio tanto bene Francesco.&#xA;“Stagioni”&#xA;Stagioni – Francesco Guccini – 2000&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Perchè <strong>CGIL non si volta di schiena</strong> durante il discorso di un <strong>fascista dichiarato</strong>, orgoglioso di essere fascista?
Io lo avrei apprezzato, avrei rivalutato un pochino l&#39;unico sindacato non a libro paga della Confindustria.</p>

<p>Avrei voluto che i rappresentanti della CGIL si fossero <strong>uniti ai colleghi belgi</strong> nel manifestare il loro disprezzo per il <strong>fascista La Russa</strong> e per dimostrare che il movimento dei lavoratori di tutta Europa condivide gli stessi <strong>irrinunciabili principi</strong>, li difende e li rivedica in ogni occasione che si presenta.
E invece no.</p>

<p>In Belgio, come i Germania, in Francia o in Spagna, il <strong>fascismo</strong> è considerato un <strong>crimine</strong>. Dichiararti fascista ti rende automaticamente un potenziale <strong>nemico dello Stato</strong>, come un islamico radicalizzato, e di solito ti mette sotto osservazione dei Servizi Segreti Interni.</p>

<p>Il <strong>sindacato Belga</strong> ha prontamente rivendicato con orgoglio l&#39;atto di protesta civile, civilissima e civica. Ha ribadito che non ci può essere <strong>nessuno spazio</strong>, nessun dialogo o compromesso, in un Paese che si dichiari democratico, <strong>per le idee e le persone fasciste</strong>, anche se ricoprono alte cariche istituzionali.
I sindacalisti hanno fatto centro.</p>

<p>Prontamente <strong>i fascisti nostrani si sono un tantino risentiti</strong>. Escono spudoratamente dalle fogne, sbraitano e urlano schiumanti di rabbia condannando un&#39;azione così semplice, civile, democratica e dovuta.
Un gesto che avrebbe dovuto <strong>spingere spontaneamente in piazza</strong> centinaia di migliaia di Italiani a manifestare <strong>condivisione e sostegno</strong> a quei sindacalisti e a ricordare che la stragrande maggioranza di noi è genuinamente e <strong>ostinatamente antifascista</strong> e che i fascisti li trattiamo nell&#39;unico modo che meritano.</p>

<p>Il problema serio ce l&#39;hanno quelli che hanno messo un fascista dichiarato ad occupare la seconda carica dello Stato.
I <strong>fascisti sono un pericolo pubblico</strong> e dovrebbero tutti <strong>marcire i galera</strong>, senza pietà o eccezioni.</p>

<p>In Italia i <strong>fascisti</strong> occupano la più alte <strong>cariche dello Stato</strong>, i <strong>vertici dell&#39;esercito e della polizia</strong>. Il risultato di ciò è uno <strong>Stato parallelo</strong>, strisciante e operativo costituito dalla <strong>Massoneria eversiva</strong>, dai <strong>Servizi deviati</strong> e dai <strong>gruppi paramilitari</strong> che, di concerto con le mafie, ha sempre <strong>agito in segreto</strong> per minare le ultime fondamenta che restano della nostra fragile democrazia.</p>

<p>Ma ora <strong>non devono più nascondersi</strong>. Hanno preso il controllo delle istituzioni, possono farlo sotto gli <strong>occhi inebetiti dei sudditi italiani</strong>, che non meritano nemmeno di essere chiamati cittadini. I veri cittadini fanno quello che hanno fatto quei cittadini belgi di fronte alla <strong>merda fascista</strong> La Russa.</p>

<p><strong>Now playing:</strong>
<em>Non ho mai perso un concerto di Guccini a Torino nei primi 30 anni della mia vita. Ho formato le mie idee, la mia cultura, i miei valori e la mia umanità sui suoi dischi. Ti voglio tanto bene Francesco.</em>
“Stagioni”
<em>Stagioni</em> – Francesco Guccini – 2000</p>
]]></content:encoded>
      <author>Revolution By Night</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/elmtm73pt2</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 08:39:13 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sono lì in spiaggia con Elettra, non dico dove.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/sono-li-in-spiaggia-con-elettra-non-dico-dove</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sono lì in spiaggia con Elettra, non dico dove. Mettiamo i nostri asciugamani, il nostro ombrellone entry level, ci sdraiamo come gatti al sole, io leggo la Morante, lei legge Roth, affrontiamo con tutto il coraggio del caso un pomeriggio sulla costa ligure, il vento porta brandelli di calore, la sabbia e i sassi hanno temperature incandescenti, arrivano alla fine i frammenti dei discorsi delle persone messe vicino a noi.&#xA;&#xA;Una signora sta commentando una notizia di cronaca, un ragazzo rimasto ucciso sotto ad un treno, in una località balneare lì vicino. &#34;Oh magari si è suicidato&#34; dice. Ci sono tante persone che hanno problemi e che non sono curate, dice. Fa una pausa. &#34;Io poi non sono razzista&#34; dice e io lì, prima che prosegua, mi chiedo cosa c&#39;entri, mi viene da pensare che la persona finita sotto al treno fosse un migrante e invece lei continua e dice che lei non è razzista, ma se le risorse per curare le persone le danno invece a questi qua che arrivano, tolgono i soldi agli italiani per darli agli stranieri, ti fanno diventare razzista eh. Attorno mormorii di approvazione.&#xA;&#xA;Dentro di me penso ai problemi cognitivi che una persona deve avere per partire da un incidente ferroviario e arrivare agli stranieri che ci tolgono le risorse, cioè, alla quantità di disagio mentale e tossicità che uno deve avere e apro anche gli occhi, mi giro, guardo e vedo due signore che potrebbero essere mia madre, due genovesi standard che mescolerebbero il loro non essere razziste, con la gente comune come virus tra la gente civile. Dentro la mia testa parte un dialogo - che nel mondo reale non avviene - in cui mi alzo e spiego alla signora che lei non è razzista, è proprio una testa di cazzo, che è diverso.&#xA;&#xA;Diverse mie conoscenze ultimamente mostrano senza vergogna di essere conservatori, razzisti, condividono materiali di estrema destra, fake news, hanno una visione della vita, dela scuola, della società oscurantista e - francamente - pericolosa. Ma - se contestati dagli amici di un tempo - si meravigliano, negano di essere di destra, dicono di non essere fascisti. Sono per il libero pensiero, dicono. Ecco. Penso: non sono quelli che andavano a dare fuoco all&#39;Avanti o che entravano nelle case con l&#39;olio di ricino, certo. Sono gli altri, la maggioranza silenziosa che lasciava fare e che - tutto sommato - gli stava bene e che avrebbe messo il like.&#xA;&#xA;Vado a fare il bagno e quando torno un gruppo di ragazzi, non ragazzini, si è messo accanto a me, ma non accanto, proprio a un centimetro dal mio asciugamano con dei lettini di metallo. Guardo il ragazzo che si è sdraiato proprio lì, con tutta la spiaggia libera che c&#39;è. Voleva - immagino - stare più vicino all&#39;acqua. È un ragazzo asciutto, con le cuffiette auricolari finto Apple che tiene gli occhi chiusi, tutta la testa coperta da perline di sudore. Sguardo incazzato.&#xA;&#xA;Elettra mi guarda. Dietro di noi tre ragazzine parlano, più giovani, qualche anno più di terzogenita. Ogni frase non può partire se non c&#39;è uno dei tre termini che seguono: &#34;cazzo&#34; &#34;coglione&#34; &#34;vaffanculo&#34;. Dentro di me ridacchio. Le frasi sembrano generate con un algoritmo random. &#34;Oh cazzo ma dove sono quei cogliioni?&#34; &#34;Che cazzo ne so, vaffanculo&#34; &#34;Eccoli là, cazzo, guarda quei coglioni&#34; &#34;Cazzo ma stanno là o vengono da noi, coglioni&#34; &#34;Che cazzo ne so, io me ne vado, vaffanculo&#34;.  &#xA;&#xA;Più in là due signori si mettono a parlare dei problemi di viabilità di Genova, &#34;basta&#34; dice Elettra. &#34;Andiamocene. Non mi sembra di essere in vacanza. Mi sembra di stare nella sala di aspetto del dottore&#34;. Rido, amaro, prendiamo tutto e ce ne andiamo. &#xA;&#xA;&#34;Il vantaggio di andare in vacanza all&#39;estero - dico ad Elettra - è che non capisci quello che la gente dice e automaticamente gli attribuisci un&#39;intelligenza e una sensibilità che - in realtà - probabilmente non hanno&#34;. Lei annuisce, ride. &#xA;&#xA;La verità è che abbiamo un fardello troppo pesante sulle spalle. Invecchiare è una merda.&#xA;&#xA;Per distrarci - in auto - Elettra mi parla di questa idea di remigrare tutti gli israeliani in occidente, liberare la Palestina, fare tornare gli ebrei in Europa e costringere le nazioni europee a ripagare l&#39;orrore che per secoli gli hanno fatto soffrire costruendo per loro nuove città.&#xA;&#xA;Così, la fiction.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Sono lì in spiaggia con Elettra, non dico dove. Mettiamo i nostri asciugamani, il nostro ombrellone entry level, ci sdraiamo come gatti al sole, io leggo la Morante, lei legge Roth, affrontiamo con tutto il coraggio del caso un pomeriggio sulla costa ligure, il vento porta brandelli di calore, la sabbia e i sassi hanno temperature incandescenti, arrivano alla fine i frammenti dei discorsi delle persone messe vicino a noi.</p>

<p>Una signora sta commentando una notizia di cronaca, un ragazzo rimasto ucciso sotto ad un treno, in una località balneare lì vicino. “Oh magari si è suicidato” dice. Ci sono tante persone che hanno problemi e che non sono curate, dice. Fa una pausa. “Io poi non sono razzista” dice e io lì, prima che prosegua, mi chiedo cosa c&#39;entri, mi viene da pensare che la persona finita sotto al treno fosse un migrante e invece lei continua e dice che lei non è razzista, ma se le risorse per curare le persone le danno invece a questi qua che arrivano, tolgono i soldi agli italiani per darli agli stranieri, ti fanno diventare razzista eh. Attorno mormorii di approvazione.</p>

<p>Dentro di me penso ai problemi cognitivi che una persona deve avere per partire da un incidente ferroviario e arrivare agli stranieri che ci tolgono le risorse, cioè, alla quantità di disagio mentale e tossicità che uno deve avere e apro anche gli occhi, mi giro, guardo e vedo due signore che potrebbero essere mia madre, due genovesi standard che mescolerebbero il loro non essere razziste, con la gente comune come virus tra la gente civile. Dentro la mia testa parte un dialogo – che nel mondo reale non avviene – in cui mi alzo e spiego alla signora che lei non è razzista, è proprio una testa di cazzo, che è diverso.</p>

<p>Diverse mie conoscenze ultimamente mostrano senza vergogna di essere conservatori, razzisti, condividono materiali di estrema destra, fake news, hanno una visione della vita, dela scuola, della società oscurantista e – francamente – pericolosa. Ma – se contestati dagli amici di un tempo – si meravigliano, negano di essere di destra, dicono di non essere fascisti. Sono per il libero pensiero, dicono. Ecco. Penso: non sono quelli che andavano a dare fuoco all&#39;Avanti o che entravano nelle case con l&#39;olio di ricino, certo. Sono gli altri, la maggioranza silenziosa che lasciava fare e che – tutto sommato – gli stava bene e che avrebbe messo il like.</p>

<p>Vado a fare il bagno e quando torno un gruppo di ragazzi, non ragazzini, si è messo accanto a me, ma non accanto, proprio a un centimetro dal mio asciugamano con dei lettini di metallo. Guardo il ragazzo che si è sdraiato proprio lì, con tutta la spiaggia libera che c&#39;è. Voleva – immagino – stare più vicino all&#39;acqua. È un ragazzo asciutto, con le cuffiette auricolari finto Apple che tiene gli occhi chiusi, tutta la testa coperta da perline di sudore. Sguardo incazzato.</p>

<p>Elettra mi guarda. Dietro di noi tre ragazzine parlano, più giovani, qualche anno più di terzogenita. Ogni frase non può partire se non c&#39;è uno dei tre termini che seguono: “cazzo” “coglione” “vaffanculo”. Dentro di me ridacchio. Le frasi sembrano generate con un algoritmo random. “Oh cazzo ma dove sono quei cogliioni?” “Che cazzo ne so, vaffanculo” “Eccoli là, cazzo, guarda quei coglioni” “Cazzo ma stanno là o vengono da noi, coglioni” “Che cazzo ne so, io me ne vado, vaffanculo”.</p>

<p>Più in là due signori si mettono a parlare dei problemi di viabilità di Genova, “basta” dice Elettra. “Andiamocene. Non mi sembra di essere in vacanza. Mi sembra di stare nella sala di aspetto del dottore”. Rido, amaro, prendiamo tutto e ce ne andiamo.</p>

<p>“Il vantaggio di andare in vacanza all&#39;estero – dico ad Elettra – è che non capisci quello che la gente dice e automaticamente gli attribuisci un&#39;intelligenza e una sensibilità che – in realtà – probabilmente non hanno”. Lei annuisce, ride.</p>

<p>La verità è che abbiamo un fardello troppo pesante sulle spalle. Invecchiare è una merda.</p>

<p>Per distrarci – in auto – Elettra mi parla di questa idea di remigrare tutti gli israeliani in occidente, liberare la Palestina, fare tornare gli ebrei in Europa e costringere le nazioni europee a ripagare l&#39;orrore che per secoli gli hanno fatto soffrire costruendo per loro nuove città.</p>

<p>Così, la fiction.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/h2ya0yvmr1</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 06:57:47 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Per fortuna di tutti non ho mai conosciuto Guccini, mai visto se non su di un...</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/per-fortuna-di-tutti-non-ho-mai-conosciuto-guccini-mai-visto-se-non-su-di-un</link>
      <description>&lt;![CDATA[Per fortuna di tutti non ho mai conosciuto Guccini, mai visto se non su di un palco. Non ci ho mai parlato e non ho mai sentito l&#39;esigenza di farmi fotografare con lui. E viceversa. Ieri leggendo i messaggi di cordoglio, quelli di disprezzo, quelli di disprezzo del cordoglio, quelli di disprezzo del disprezzo e quelli di disprezzo di qualunque cosa potesse essere scritta su Guccini nel giorno della sua morte, aka, &#34;guardatemi come sono originale&#34;, ecco, ho pensato a quanto un cantautore possa entrare nella vita delle persone, abitarla per un po&#39; di tempo, farsi amare e disprezzare e poi uscire e svanire nel tempo che passa.&#xA;&#xA;La prima volta che ho ascoltato Guccini ero alle superiori in gita verso la Spagna. La professoressa di Filosofia, una toscana dal carattere piuttosto particolare, ci aveva in classe più volte parlato di come lei fosse amica di Guccini e di come lui - quando si incontravano - suonasse per lei Contessa. Il fatto che Contessa non sia di Guccini rende questo mio ricordo poco affidabile. Probabilmente era Pietrangeli. Ma comunque, nel viaggio lunghissimo da Genova a Madrid la docente di Filosofia mise nell&#39;impianto stereo del pullman questa audiocassetta di non so quale album di Guccini, lunghissimo, che fummo costretti ad ascoltare allo sfinimento. &#xA;&#xA;Il secondo ricordo è legato al mondo scout: molte delle canzoni di Guccini non le ho sentite cantare da Guccini. Una cosa ammirevole del mondo scout sono questi hamburgher-canzonieri, pieni di testi e accordi per chitarra delle più disparate fonti, dove canti cristiani convivono con canti anarchici, politici, d&#39;amore e altro. Dalla immancabile Teorema, fino al Dio è morto appunto gucciniano. E io stesso, dovendo scegliere un canzoniere su cui impratichirmi, avevo comprato un piccolo canzoniere di pezzi di Guccini. Costava più o meno quanto la bresaola.&#xA;&#xA;Mi mettevo in camera, con la chitarra e provavo quelle più facili. Ricordo i tentativi di arrivare alla fine di Eskimo, che era abbastanza abbordabile, infinita ma divertente, di cui probabilmente sbagliavo del tutto il ritmo, ma che riuscivo a fare almeno fino al punto dell&#39;LSD con somma soddisfazione.&#xA;&#xA;Un mio amico d&#39;infanza, Claudio, era stato per un periodo appassionato di cantautorato italiano e aveva deciso che io dovevo conoscere questa musica. Da Milano mi inviava (o mi dava quando riuscivamo a vederci) delle cassette manufatte con i materiali che lui riteneva più importanti: De André, De Gregori, Fossati soprattutto, Finardi, Vecchioni e Guccini appunto. Credo che tutti gli album me li avesse passati lui in questo modo carbonaro. Di tutti gli album, non so perché, quello che ho ascoltato di più e che ricordo meglio è Amerigo, che non è neppure uno dei più popolari. Cringissimo pensarci oggi, ma mi chiudevo in camera, facevo partire Libera Nos Domine e la intepretavo in playback, fingendo di essere io lì a cantarla davanti a chissà chi. &#xA;&#xA;Tutto questo periodo liceo, più o meno. Una volta è venuto a Genova, alla Festa dell&#39;Unità, che all&#39;epoca era ancora enorme e sotto le bandiere del sol dell&#39;avvenire del PCI. Io non avevo i biglietti, ma qualcuno che era nell&#39;organizzazione, di cui non farò il nome (Flavio) mi fece avere un pass come tecnico luci o qualcosa del genere, così entrai a sentire dal vivo Guccini. Ovviamente pioveva e ricordo questa cosa, per me piuttosto divertente, di Guccini che prima di interrompere il concerto ci disse, &#34;vedete - io continuerei - perché gli organizzatori hanno messo la copertura sul palco. Ma il mixer è dall&#39;altra parte, in mezzo a voi. E quello non è coperto. E coprire il palco e non il mixer è come coprirsi l&#39;uccello e lasciare scoperto il buco del culo&#34; (la citazione è a memoria, ma il concetto è quello). A suo onore devo dire che - rischiando di fulminare il mixer - fece comuqnue un ultimo lungo pezzo prima di andarsene.&#xA;&#xA;Un&#39;altra volta, anni e anni dopo, Claudio venne da Milano a Genova per dirmi che era morta una persona amica di molti del club Tenco. Ora non ricordo, forse un farmacista. Non sono sicuro. E diversi cantanti del club Tenco avrebbero tenuto in concerto nel suo paese natale, a Dolceacqua, un paesino dell&#39;entroterra ligure. La faccio breve. Andammo io e lui, senza auto, un po&#39; in treno, un po&#39; a piedi, un po&#39; in autostop da Genova a Dolceacqua, per scoprire che i biglietti erano stati tutti venduti. Il posto era piccolissimo, una piccola piazza/posteggio contornata da case. Allora, con una sfacciataggine che ora non avrei, forse, io e Claudio andammo di appartamento in appartamento chiedendo se qualcuno ci avesse potuto ospitare sul suo poggiolo per sentire lo stesso il concerto. &#xA;&#xA;Così fu, sentimmo questo concerto stranissimo, vedendo salire sul palco Fossati, Paolo Conte e Guccini (anche altri, ma ricordo questi tre). Guccini fece una serie di canzoni che non erano ancora uscite, e che avrei sentito poi nel primo cd da me legalmente acquistato, Quello che non. Era quindi il 1989/1990. Fu un esperienza particolare, in casa di sconosciuti, sul loro poggiolo, sentire i pezzi del prossimo disco di Guccini. &#xA;&#xA;Poi andai ancora una volta a sentirlo al Palasport, ma ricordo solo l&#39;acustica terribile. Musicalmente penso che i suoi dischi, fino a Madame Bovary, siano davvero importanti, sia musicalmente che come scrittura. Di quelli successivi preferisco non parlare.&#xA;&#xA;L&#39;ultimo ricordo è legato a quanto tempo, negli ultimi decenni, io poi abbia speso serate a parlare con Marco e Francesco della musica dei nostri cantautori, a descriverne le parabole, a definire i momenti riusciti e le cadute, le cose brillanti e innovative e quelle retoriche e bolse. Di come - sostanzialmente - la mia generazione, quella più critica, abbia poi fatto i conti con quell&#39;immaginario che questa musica voleva trasmetterci. E di come, leggendo ieri i commenti su Facebook, questo immaginario si sia gonfiato e sgonfiato, ci abbia mostrato isole che non c&#39;erano e che pensavamo prima o poi di trovare e che oggi, di fronte a questo millennio in perpetuo cambiamento, sono proprio fuori mappa.&#xA;&#xA;Chiudo: così ognuno di noi conserva dei frammenti sporchi, delle scorie di quello che la produzione culturale ci ha imbastito. Immagini, suoni si mescolano con il teatrino della nostra vita, delle tante forme che siamo stati: ragazzini, liceali, universitari, cococo, amanti, contestatori, affittuari. Escono fuori questi pezzi di metallo con un po&#39; del corpo estraneo, un po&#39; del nostro, un po&#39; di quello che siamo stati ed è ancora lì, inerte, ad aspettare.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna di tutti non ho mai conosciuto Guccini, mai visto se non su di un palco. Non ci ho mai parlato e non ho mai sentito l&#39;esigenza di farmi fotografare con lui. E viceversa. Ieri leggendo i messaggi di cordoglio, quelli di disprezzo, quelli di disprezzo del cordoglio, quelli di disprezzo del disprezzo e quelli di disprezzo di qualunque cosa potesse essere scritta su Guccini nel giorno della sua morte, aka, “guardatemi come sono originale”, ecco, ho pensato a quanto un cantautore possa entrare nella vita delle persone, abitarla per un po&#39; di tempo, farsi amare e disprezzare e poi uscire e svanire nel tempo che passa.</p>

<p>La prima volta che ho ascoltato Guccini ero alle superiori in gita verso la Spagna. La professoressa di Filosofia, una toscana dal carattere piuttosto particolare, ci aveva in classe più volte parlato di come lei fosse amica di Guccini e di come lui – quando si incontravano – suonasse per lei Contessa. Il fatto che Contessa non sia di Guccini rende questo mio ricordo poco affidabile. Probabilmente era Pietrangeli. Ma comunque, nel viaggio lunghissimo da Genova a Madrid la docente di Filosofia mise nell&#39;impianto stereo del pullman questa audiocassetta di non so quale album di Guccini, lunghissimo, che fummo costretti ad ascoltare allo sfinimento.</p>

<p>Il secondo ricordo è legato al mondo scout: molte delle canzoni di Guccini non le ho sentite cantare da Guccini. Una cosa ammirevole del mondo scout sono questi hamburgher-canzonieri, pieni di testi e accordi per chitarra delle più disparate fonti, dove canti cristiani convivono con canti anarchici, politici, d&#39;amore e altro. Dalla immancabile Teorema, fino al Dio è morto appunto gucciniano. E io stesso, dovendo scegliere un canzoniere su cui impratichirmi, avevo comprato un piccolo canzoniere di pezzi di Guccini. Costava più o meno quanto la bresaola.</p>

<p>Mi mettevo in camera, con la chitarra e provavo quelle più facili. Ricordo i tentativi di arrivare alla fine di Eskimo, che era abbastanza abbordabile, infinita ma divertente, di cui probabilmente sbagliavo del tutto il ritmo, ma che riuscivo a fare almeno fino al punto dell&#39;LSD con somma soddisfazione.</p>

<p>Un mio amico d&#39;infanza, Claudio, era stato per un periodo appassionato di cantautorato italiano e aveva deciso che io dovevo conoscere questa musica. Da Milano mi inviava (o mi dava quando riuscivamo a vederci) delle cassette manufatte con i materiali che lui riteneva più importanti: De André, De Gregori, Fossati soprattutto, Finardi, Vecchioni e Guccini appunto. Credo che tutti gli album me li avesse passati lui in questo modo carbonaro. Di tutti gli album, non so perché, quello che ho ascoltato di più e che ricordo meglio è Amerigo, che non è neppure uno dei più popolari. Cringissimo pensarci oggi, ma mi chiudevo in camera, facevo partire Libera Nos Domine e la intepretavo in playback, fingendo di essere io lì a cantarla davanti a chissà chi.</p>

<p>Tutto questo periodo liceo, più o meno. Una volta è venuto a Genova, alla Festa dell&#39;Unità, che all&#39;epoca era ancora enorme e sotto le bandiere del sol dell&#39;avvenire del PCI. Io non avevo i biglietti, ma qualcuno che era nell&#39;organizzazione, di cui non farò il nome (Flavio) mi fece avere un pass come tecnico luci o qualcosa del genere, così entrai a sentire dal vivo Guccini. Ovviamente pioveva e ricordo questa cosa, per me piuttosto divertente, di Guccini che prima di interrompere il concerto ci disse, “vedete – io continuerei – perché gli organizzatori hanno messo la copertura sul palco. Ma il mixer è dall&#39;altra parte, in mezzo a voi. E quello non è coperto. E coprire il palco e non il mixer è come coprirsi l&#39;uccello e lasciare scoperto il buco del culo” (la citazione è a memoria, ma il concetto è quello). A suo onore devo dire che – rischiando di fulminare il mixer – fece comuqnue un ultimo lungo pezzo prima di andarsene.</p>

<p>Un&#39;altra volta, anni e anni dopo, Claudio venne da Milano a Genova per dirmi che era morta una persona amica di molti del club Tenco. Ora non ricordo, forse un farmacista. Non sono sicuro. E diversi cantanti del club Tenco avrebbero tenuto in concerto nel suo paese natale, a Dolceacqua, un paesino dell&#39;entroterra ligure. La faccio breve. Andammo io e lui, senza auto, un po&#39; in treno, un po&#39; a piedi, un po&#39; in autostop da Genova a Dolceacqua, per scoprire che i biglietti erano stati tutti venduti. Il posto era piccolissimo, una piccola piazza/posteggio contornata da case. Allora, con una sfacciataggine che ora non avrei, forse, io e Claudio andammo di appartamento in appartamento chiedendo se qualcuno ci avesse potuto ospitare sul suo poggiolo per sentire lo stesso il concerto.</p>

<p>Così fu, sentimmo questo concerto stranissimo, vedendo salire sul palco Fossati, Paolo Conte e Guccini (anche altri, ma ricordo questi tre). Guccini fece una serie di canzoni che non erano ancora uscite, e che avrei sentito poi nel primo cd da me legalmente acquistato, Quello che non. Era quindi il 1989/1990. Fu un esperienza particolare, in casa di sconosciuti, sul loro poggiolo, sentire i pezzi del prossimo disco di Guccini.</p>

<p>Poi andai ancora una volta a sentirlo al Palasport, ma ricordo solo l&#39;acustica terribile. Musicalmente penso che i suoi dischi, fino a Madame Bovary, siano davvero importanti, sia musicalmente che come scrittura. Di quelli successivi preferisco non parlare.</p>

<p>L&#39;ultimo ricordo è legato a quanto tempo, negli ultimi decenni, io poi abbia speso serate a parlare con Marco e Francesco della musica dei nostri cantautori, a descriverne le parabole, a definire i momenti riusciti e le cadute, le cose brillanti e innovative e quelle retoriche e bolse. Di come – sostanzialmente – la mia generazione, quella più critica, abbia poi fatto i conti con quell&#39;immaginario che questa musica voleva trasmetterci. E di come, leggendo ieri i commenti su Facebook, questo immaginario si sia gonfiato e sgonfiato, ci abbia mostrato isole che non c&#39;erano e che pensavamo prima o poi di trovare e che oggi, di fronte a questo millennio in perpetuo cambiamento, sono proprio fuori mappa.</p>

<p>Chiudo: così ognuno di noi conserva dei frammenti sporchi, delle scorie di quello che la produzione culturale ci ha imbastito. Immagini, suoni si mescolano con il teatrino della nostra vita, delle tante forme che siamo stati: ragazzini, liceali, universitari, cococo, amanti, contestatori, affittuari. Escono fuori questi pezzi di metallo con un po&#39; del corpo estraneo, un po&#39; del nostro, un po&#39; di quello che siamo stati ed è ancora lì, inerte, ad aspettare.</p>
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      <author>Diario</author>
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      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 06:55:59 +0000</pubDate>
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      <title>NE - Capitolo 2</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/ne-capitolo-2</link>
      <description>&lt;![CDATA[1Nel mese di Nisan dell&#39;anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui. 2Ma il re mi disse: &#34;Perché hai l&#39;aspetto triste? Eppure non sei malato; non può essere altro che un&#39;afflizione del cuore&#34;. Allora io ebbi grande timore 3e dissi al re: &#34;Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?&#34;. 4Il re mi disse: &#34;Che cosa domandi?&#34;. Allora io pregai il Dio del cielo 5e poi risposi al re: &#34;Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla&#34;. 6Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: &#34;Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?&#34;. Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data. 7Poi dissi al re: &#34;Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell&#39;Oltrefiume, perché mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea, 8e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per munire di travi le porte della cittadella del tempio, per le mura della città e la casa dove andrò ad abitare&#34;. Il re mi diede le lettere, perché la mano benefica del mio Dio era su di me.&#xA;&#xA;Ricostruzione delle mura&#xA;9Giunsi presso i governatori dell&#39;Oltrefiume e diedi loro le lettere del re. Il re aveva mandato con me una scorta di capi dell&#39;esercito e di cavalieri. 10Ma lo vennero a sapere Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e furono molto contrariati per il fatto che fosse venuto un uomo a procurare il bene degli Israeliti.&#xA;11Giunto a Gerusalemme, vi rimasi tre giorni. 12Poi mi alzai di notte, io e pochi uomini che erano con me, senza parlare a nessuno di quello che Dio mi aveva messo in cuore di fare per Gerusalemme e non avendo altro giumento oltre quello che io cavalcavo. 13Uscii di notte per la porta della Valle e andai verso la fonte del Drago e alla porta del Letame, osservando le mura di Gerusalemme, che erano diroccate, mentre le sue porte erano consumate dal fuoco. 14Mi spinsi verso la porta della Fonte e la piscina del Re, ma non vi era posto per cui potesse passare il giumento che cavalcavo. 15Allora risalii di notte lungo il torrente, sempre osservando le mura; poi, rientrato per la porta della Valle, me ne ritornai.&#xA;16I magistrati non sapevano né dove io fossi andato né che cosa facessi. Fino a quel momento non avevo detto nulla, né ai Giudei né ai sacerdoti né ai notabili né ai magistrati né agli altri che si dovevano occupare del lavoro. 17Allora io dissi loro: &#34;Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo, poiché Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!&#34;. 18Narrai loro della mano del mio Dio, che era benefica su di me, e riferii anche le parole che il re mi aveva riferite. Quelli dissero: &#34;Su, costruiamo!&#34;. E misero mano vigorosamente alla buona impresa.&#xA;19Ma quando Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e Ghesem, l&#39;Arabo, seppero la cosa, ci schernirono e ci derisero dicendo: &#34;Che state facendo? Volete forse ribellarvi al re?&#34;. 20Allora io risposi loro: &#34;Il Dio del cielo ci darà successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire. Ma voi non avrete né parte né diritto né ricordo in Gerusalemme&#34;.&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;2,1 Nisan: è il primo mese e corrisponde a marzo-aprile. Per Artaserse vedi nota a Esd 4,7.&#xA;&#xA;2,10 Sanballàt: vi fu un governatore di Samaria di nome Sanballàt. Tobia è il capostipite di una potente casata, attestata fino alla successiva epoca tolemaica.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;L&#39;occasione propizia per avviare il suo progetto di risistemazione di Gerusalemme si presentò a Neemia circa quattro mesi dopo il suo incontro con i viaggiatori di ritorno dalla Giudea, quando giunse il suo turno di servire il vino al re. La sofferenza per Gerusalemme e l&#39;emozione che l&#39;agitava per la richiesta che stava per presentare al re diedero al suo viso un&#39;espressione inabituale di tensione che incuriosì il sovrano, il quale gli chiese quale fosse la pena che lo affliggeva. Forse la stessa regina, che sedeva anch&#39;essa a mensa a fianco del re, aveva predisposto quel momento (cfr. Est 5), per cui fu più facile per Neemia aprire il suo cuore e chiedere al sovrano l&#39;autorizzazione ad andare a Gerusalemme per ricostruirla. L&#39;intimità della mensa, la giocondità del vino, il favore della regina furono fattori che concorsero tutti perché la richiesta fosse prontamente accolta, ma chi realmente apri il cuore e la bocca del re all&#39;assenso fu Dio, invocato da Neemia con un grido dell&#39;anima nell&#39;attimo che intercorse tra la domanda del re e la sua risposta (2,4-6).&#xA;&#xA;1. La concessione dell&#39;autorizzazione avvenne nel mese di Nisan (marzo-aprile). Si era nel ventesimo anno del regno di Artaserse I, cioè nel 445. Poiché presso i Persiani Nisan è il primo mese dell&#39;anno e in 1,1 si dice che l&#39;incontro di Neemia con i reduci dalla Giudea avvenne nel mese di Casleu, che era il nono mese, del medesimo ventesimo anno, sorge qui il problema dell&#39;attendibilità storica della sequenza dei fatti e quindi del testo. La soluzione preferita dagli esegeti è quella che considera la menzione dell&#39;anno in 1,1, priva del riferimento al sovrano, una interpolazione mal riuscita. È però possibile che ci sia stato un volontario scambio dei nomi dei mesi, per far cadere l&#39;avvio del programma salvifico di Neemia nello stesso mese che secoli prima aveva visto la liberazione delle tribù d&#39;Israele dalla servitù egiziana e dare così all&#39;impresa di Neemia lo stesso significato redentivo.&#xA;&#xA;2-5. Artaserse si accorge che la depressione di cui è preda Neemia non dipende da un male fisico, ma da una afflizione del cuore, e gliene domanda la causa. Il re si è dimostrato già abbastanza benevolo con il suo coppiere, perché era vietato a chi lo serviva mostrarsi tristi o di malumore. Neemia sente allora che è giunto il suo grande momento e confessa che la causa della sua sofferenza è la triste condizione di Gerusalemme. Egli ha però l&#39;accortezza di presentare la cosa innanzitutto come una ferita personale e non come un fatto politico: la causa della sua pena è l&#39;abbandono in cui versano le tombe dei suoi padri in una città in rovina e con le porte consumate dal fuoco (v. 3). Artaserse forse ha capito che l&#39;interesse del suo coppiere va al di là della questione sentimentale delle tombe dei padri e gli domanda cosa in realtà egli desideri. E Neemia, invocato con ardore Dio nel suo cuore, gli chiede di poter andare a Gerusalemme per ricostruire la città.&#xA;&#xA;6-8. Pur presentata con tanta umiltà e facendo appello a sentimenti di affetto che legavano il re al suo coppiere, la richiesta era audace, perché lo stesso Artaserse alcuni anni prima aveva espressamente ordinato, su sollecitazione dei popoli nemici di Giuda, di interrompere i lavori di ricostruzione delle mura di Gerusalemme, una città già dominatrice della contrada e dalla fama di ribelle (cfr. Esd 4). Ma ora, capriccio di autocrate in vena di generosità, anche per i begli occhi della regina che gli era accanto, o calcolo politico sui vantaggi della ricostruzione di una città munita ai confini con l&#39;Egitto e della cui lealtà avrebbe garantito il suo fedele funzionario, l&#39;assenso venne immediato. L&#39;impresa era ormai avviata. Neemia ottenne dal re lettere commendatizie per i governatori delle province della satrapia di Oltrefiume e l&#39;autorizzazione a rifornirsi di legname nelle foreste del re per le porte della fortezza del tempio, per le mura della città e per la dimora che egli, nominato governatore di Giuda (cfr. 5,14), si sarebbe costruito in Gerusalemme. E Neemia riconobbe che tutto era stato opera della mano benevola di Dio che era su di lui.&#xA;&#xA;9-10. L&#39;arrivo di Neemia nella satrapia d&#39;Oltrefiume, scortato dagli ufficiali e dai cavalieri datigli da Artaserse, non fu ben visto da Sanballat, governatore di Samaria, e dal giudeo Tobia, chiamato schiavo per dispregio, che governava Ammon agli ordini di Sanballat, perché compresero che esso significava il rilancio del progetto sionista vagheggiato dai devoti cultori dell&#39;alleanza e la liberazione degli Israeliti dall&#39;invadente presenza straniera. Sanballat e Tobia erano persone di grande potenza e influenza, come dimostrano i legami che avevano con la famiglia del sommo sacerdote (13,4-9.28) e come attesta, per Sanballat, un papiro rinvenuto a Elefantina e datato al 407 a.C. Tobia era con ogni probabilità il capostipite di quella famiglia dei Tobiadi che vari documenti mostrano fiorente nella regione di Ammon per ricchezze e potenza nel sec. III a.C. Dopo un breve riposo di tre giorni, Neemia programmò senza perder tempo l&#39;avvio dei lavori di ricostruzione della città, incominciando dal restauro delle mura e delle porte. Egli volle assicurare l&#39;incolumità degli abitanti, ma anche erigere un baluardo che esprimesse la compattezza interiore della comunità e separasse quasi visivamente la città santa dalle pretese e dalle influenze degli avversari (cfr. 13,19-22; Sal 122). Primo suo atto fu un&#39;ispezione notturna, in compagnia di pochi uomini, del settore meridionale della cinta muraria, per rendersi personalmente conto dello stato effettivo delle mura e dell&#39;entità dei lavori da farsi. Convocò quindi i maggiorenti e il popolo e rivelò loro quello che Dio gli aveva messo nel cuore per sollevare Gerusalemme dall&#39;umiliazione (vv. 12. 17) e l&#39;assenso del re alla sua iniziativa, ispirato anch&#39;esso da Dio. Gli astanti accolsero con grida di entusiasmo le parole di Neemia, proponendo di incominciare immediatamente l&#39;opera di ricostruzione.&#xA;&#xA;19-20. La prima reazione degli avversari di Neemia alla decisione di ricostruire le mura fu di sarcasmo. Essi domandarono anche se ciò non esprimesse la velleità di ribellarsi al re, insinuando così, con il dileggio, la minaccia di denunce presso il sovrano. Neemia avrebbe potuto ricordare loro l&#39;autorizzazione ricevuta da Artaserse, ma preferì esprimere la sua fiducia nel Dio del cielo, di cui egli e la sua gente erano servi. Dalla Gerusalemme che stava rinascendo, comunque, Sanballat e i suoi soci dovevano considerarsi totalmente estranei ed esclusi, sia per quanto concerneva il passato che per il presente e il futuro, e quindi non se ne immischiassero. Giuda cominciò tuttavia a sentirsi stretto d&#39;assedio. A Sanballat di Samaria e a Tobia di Ammon, infatti, si aggiunse ora Ghesem, o Gasmù (6,6) l&#39;Arabo. Era questi, come sappiamo da altre fonti, re di Qedar; insieme con il figlio era a capo di una lega di tribù arabe che avevano il controllo di Moab, di Edom e di una parte dell&#39;Arabia.&#xA;&#xA;(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra - Neemia - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>1</strong>Nel mese di Nisan dell&#39;anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui. <strong>2</strong>Ma il re mi disse: “Perché hai l&#39;aspetto triste? Eppure non sei malato; non può essere altro che un&#39;afflizione del cuore”. Allora io ebbi grande timore <strong>3</strong>e dissi al re: “Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?”. <strong>4</strong>Il re mi disse: “Che cosa domandi?”. Allora io pregai il Dio del cielo <strong>5</strong>e poi risposi al re: “Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla”. <strong>6</strong>Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: “Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?”. Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data. <strong>7</strong>Poi dissi al re: “Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell&#39;Oltrefiume, perché mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea, <strong>8</strong>e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per munire di travi le porte della cittadella del tempio, per le mura della città e la casa dove andrò ad abitare”. Il re mi diede le lettere, perché la mano benefica del mio Dio era su di me.</p>

<p><strong><em>Ricostruzione delle mura</em></strong>
<strong>9</strong>Giunsi presso i governatori dell&#39;Oltrefiume e diedi loro le lettere del re. Il re aveva mandato con me una scorta di capi dell&#39;esercito e di cavalieri. <strong>10</strong>Ma lo vennero a sapere Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e furono molto contrariati per il fatto che fosse venuto un uomo a procurare il bene degli Israeliti.
<strong>11</strong>Giunto a Gerusalemme, vi rimasi tre giorni. <strong>12</strong>Poi mi alzai di notte, io e pochi uomini che erano con me, senza parlare a nessuno di quello che Dio mi aveva messo in cuore di fare per Gerusalemme e non avendo altro giumento oltre quello che io cavalcavo. <strong>13</strong>Uscii di notte per la porta della Valle e andai verso la fonte del Drago e alla porta del Letame, osservando le mura di Gerusalemme, che erano diroccate, mentre le sue porte erano consumate dal fuoco. <strong>14</strong>Mi spinsi verso la porta della Fonte e la piscina del Re, ma non vi era posto per cui potesse passare il giumento che cavalcavo. <strong>15</strong>Allora risalii di notte lungo il torrente, sempre osservando le mura; poi, rientrato per la porta della Valle, me ne ritornai.
<strong>16</strong>I magistrati non sapevano né dove io fossi andato né che cosa facessi. Fino a quel momento non avevo detto nulla, né ai Giudei né ai sacerdoti né ai notabili né ai magistrati né agli altri che si dovevano occupare del lavoro. <strong>17</strong>Allora io dissi loro: “Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo, poiché Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!”. <strong>18</strong>Narrai loro della mano del mio Dio, che era benefica su di me, e riferii anche le parole che il re mi aveva riferite. Quelli dissero: “Su, costruiamo!”. E misero mano vigorosamente alla buona impresa.
<strong>19</strong>Ma quando Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e Ghesem, l&#39;Arabo, seppero la cosa, ci schernirono e ci derisero dicendo: “Che state facendo? Volete forse ribellarvi al re?”. <strong>20</strong>Allora io risposi loro: “Il Dio del cielo ci darà successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire. Ma voi non avrete né parte né diritto né ricordo in Gerusalemme”.
__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>2,1</strong> Nisan: è il primo mese e corrisponde a marzo-aprile. Per Artaserse vedi nota a Esd 4,7.</em></p>

<p><em><strong>2,10</strong> Sanballàt: vi fu un governatore di Samaria di nome Sanballàt. Tobia è il capostipite di una potente casata, attestata fino alla successiva epoca tolemaica.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>L&#39;occasione propizia per avviare il suo progetto di risistemazione di Gerusalemme si presentò a Neemia circa quattro mesi dopo il suo incontro con i viaggiatori di ritorno dalla Giudea, quando giunse il suo turno di servire il vino al re. La sofferenza per Gerusalemme e l&#39;emozione che l&#39;agitava per la richiesta che stava per presentare al re diedero al suo viso un&#39;espressione inabituale di tensione che incuriosì il sovrano, il quale gli chiese quale fosse la pena che lo affliggeva. Forse la stessa regina, che sedeva anch&#39;essa a mensa a fianco del re, aveva predisposto quel momento (cfr. Est 5), per cui fu più facile per Neemia aprire il suo cuore e chiedere al sovrano l&#39;autorizzazione ad andare a Gerusalemme per ricostruirla. L&#39;intimità della mensa, la giocondità del vino, il favore della regina furono fattori che concorsero tutti perché la richiesta fosse prontamente accolta, ma chi realmente apri il cuore e la bocca del re all&#39;assenso fu Dio, invocato da Neemia con un grido dell&#39;anima nell&#39;attimo che intercorse tra la domanda del re e la sua risposta (2,4-6).</p>

<p><strong>1</strong>. La concessione dell&#39;autorizzazione avvenne nel mese di Nisan (marzo-aprile). Si era nel ventesimo anno del regno di Artaserse I, cioè nel 445. Poiché presso i Persiani Nisan è il primo mese dell&#39;anno e in 1,1 si dice che l&#39;incontro di Neemia con i reduci dalla Giudea avvenne nel mese di Casleu, che era il nono mese, del medesimo ventesimo anno, sorge qui il problema dell&#39;attendibilità storica della sequenza dei fatti e quindi del testo. La soluzione preferita dagli esegeti è quella che considera la menzione dell&#39;anno in 1,1, priva del riferimento al sovrano, una interpolazione mal riuscita. È però possibile che ci sia stato un volontario scambio dei nomi dei mesi, per far cadere l&#39;avvio del programma salvifico di Neemia nello stesso mese che secoli prima aveva visto la liberazione delle tribù d&#39;Israele dalla servitù egiziana e dare così all&#39;impresa di Neemia lo stesso significato redentivo.</p>

<p><strong>2-5</strong>. Artaserse si accorge che la depressione di cui è preda Neemia non dipende da un male fisico, ma da una afflizione del cuore, e gliene domanda la causa. Il re si è dimostrato già abbastanza benevolo con il suo coppiere, perché era vietato a chi lo serviva mostrarsi tristi o di malumore. Neemia sente allora che è giunto il suo grande momento e confessa che la causa della sua sofferenza è la triste condizione di Gerusalemme. Egli ha però l&#39;accortezza di presentare la cosa innanzitutto come una ferita personale e non come un fatto politico: la causa della sua pena è l&#39;abbandono in cui versano le tombe dei suoi padri in una città in rovina e con le porte consumate dal fuoco (v. 3). Artaserse forse ha capito che l&#39;interesse del suo coppiere va al di là della questione sentimentale delle tombe dei padri e gli domanda cosa in realtà egli desideri. E Neemia, invocato con ardore Dio nel suo cuore, gli chiede di poter andare a Gerusalemme per ricostruire la città.</p>

<p><strong>6-8</strong>. Pur presentata con tanta umiltà e facendo appello a sentimenti di affetto che legavano il re al suo coppiere, la richiesta era audace, perché lo stesso Artaserse alcuni anni prima aveva espressamente ordinato, su sollecitazione dei popoli nemici di Giuda, di interrompere i lavori di ricostruzione delle mura di Gerusalemme, una città già dominatrice della contrada e dalla fama di ribelle (cfr. Esd 4). Ma ora, capriccio di autocrate in vena di generosità, anche per i begli occhi della regina che gli era accanto, o calcolo politico sui vantaggi della ricostruzione di una città munita ai confini con l&#39;Egitto e della cui lealtà avrebbe garantito il suo fedele funzionario, l&#39;assenso venne immediato. L&#39;impresa era ormai avviata. Neemia ottenne dal re lettere commendatizie per i governatori delle province della satrapia di Oltrefiume e l&#39;autorizzazione a rifornirsi di legname nelle foreste del re per le porte della fortezza del tempio, per le mura della città e per la dimora che egli, nominato governatore di Giuda (cfr. 5,14), si sarebbe costruito in Gerusalemme. E Neemia riconobbe che tutto era stato opera della mano benevola di Dio che era su di lui.</p>

<p><strong>9-10</strong>. L&#39;arrivo di Neemia nella satrapia d&#39;Oltrefiume, scortato dagli ufficiali e dai cavalieri datigli da Artaserse, non fu ben visto da Sanballat, governatore di Samaria, e dal giudeo Tobia, chiamato schiavo per dispregio, che governava Ammon agli ordini di Sanballat, perché compresero che esso significava il rilancio del progetto sionista vagheggiato dai devoti cultori dell&#39;alleanza e la liberazione degli Israeliti dall&#39;invadente presenza straniera. Sanballat e Tobia erano persone di grande potenza e influenza, come dimostrano i legami che avevano con la famiglia del sommo sacerdote (13,4-9.28) e come attesta, per Sanballat, un papiro rinvenuto a Elefantina e datato al 407 a.C. Tobia era con ogni probabilità il capostipite di quella famiglia dei Tobiadi che vari documenti mostrano fiorente nella regione di Ammon per ricchezze e potenza nel sec. III a.C. Dopo un breve riposo di tre giorni, Neemia programmò senza perder tempo l&#39;avvio dei lavori di ricostruzione della città, incominciando dal restauro delle mura e delle porte. Egli volle assicurare l&#39;incolumità degli abitanti, ma anche erigere un baluardo che esprimesse la compattezza interiore della comunità e separasse quasi visivamente la città santa dalle pretese e dalle influenze degli avversari (cfr. 13,19-22; Sal 122). Primo suo atto fu un&#39;ispezione notturna, in compagnia di pochi uomini, del settore meridionale della cinta muraria, per rendersi personalmente conto dello stato effettivo delle mura e dell&#39;entità dei lavori da farsi. Convocò quindi i maggiorenti e il popolo e rivelò loro quello che Dio gli aveva messo nel cuore per sollevare Gerusalemme dall&#39;umiliazione (vv. 12. 17) e l&#39;assenso del re alla sua iniziativa, ispirato anch&#39;esso da Dio. Gli astanti accolsero con grida di entusiasmo le parole di Neemia, proponendo di incominciare immediatamente l&#39;opera di ricostruzione.</p>

<p><strong>19-20</strong>. La prima reazione degli avversari di Neemia alla decisione di ricostruire le mura fu di sarcasmo. Essi domandarono anche se ciò non esprimesse la velleità di ribellarsi al re, insinuando così, con il dileggio, la minaccia di denunce presso il sovrano. Neemia avrebbe potuto ricordare loro l&#39;autorizzazione ricevuta da Artaserse, ma preferì esprimere la sua fiducia nel Dio del cielo, di cui egli e la sua gente erano servi. Dalla Gerusalemme che stava rinascendo, comunque, Sanballat e i suoi soci dovevano considerarsi totalmente estranei ed esclusi, sia per quanto concerneva il passato che per il presente e il futuro, e quindi non se ne immischiassero. Giuda cominciò tuttavia a sentirsi stretto d&#39;assedio. A Sanballat di Samaria e a Tobia di Ammon, infatti, si aggiunse ora Ghesem, o Gasmù (6,6) l&#39;Arabo. Era questi, come sappiamo da altre fonti, re di Qedar; insieme con il figlio era a capo di una lega di tribù arabe che avevano il controllo di Moab, di Edom e di una parte dell&#39;Arabia.</p>

<p><em>(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/knh04hx4oe</guid>
      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 05:14:23 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>non c&#39;è riparo.</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/non-ce-riparo</link>
      <description>&lt;![CDATA[non c&#39;è riparo. periodicamente il sottobosco poetico di questa o quella città ricompare, magari dopo dieci, dopo venti, dopo trent&#39;anni, da sotto la crema di candeggina che sembrava averlo debellato. e no, resiste, ha resistito. conosceva un assessore? probabile.&#xA;&#xA;adesso trepida opportunamente ascensorizzato da una scuola di scrittura, un editore, una biblioteca, un festival, un premio, un convento, una galleria d&#39;arte, una rivista anniversaria, un&#39;istituzione &#34;der teritorio&#34;, &#39;na scòlacarcio, un brand daa bbella vita, un elicotterificio, un&#39;azienda suinovinicola, un atelier di moda, una sionisteria, un anagramma similfascista del pd, un palazzo, uno studiolo, uno stadiolo. &#xA;&#xA;anche lui, o lei, nonostante quello che scrive, fa il suo ingresso nel culto del comunicato stappa. apre le danze e le spumantesse per l&#39;inauguratsija dell&#39;autosalone, omaggia un vate andato, un circolo di briscola, una sagra del bronco pisto, caca un&#39;ode sull&#39;ala novissima del brefotrofio gioendo in petto al sindaco che sforbicia i nastri a vanvera e via. &#xA;&#xA;extra-vano sperare che il dirigente di biblioteca, il ceo d&#39;azienda, il fascista, il litico politico, il giornalista e cose così si giovino di quei minimi elementi di criterio in grado di dare l&#39;alt al teratologio.&#xA;&#xA;il sottobosco, il muschio muffo del verso italino, non è che non può estinguersi: è, anzi, il motivo per cui la poesia, questa poesia, la sua, quella del muffo smurf, esiste e allaga. &#xA;&#xA;exsultet iam angelica turba caelorum. il corrugato che pesca nella fogna scarica direttamente in scaffale, ormai dentro la &#34;grande distribuzione&#34;.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>non c&#39;è riparo. periodicamente il sottobosco poetico di questa o quella città ricompare, magari dopo dieci, dopo venti, dopo trent&#39;anni, da sotto la crema di candeggina che sembrava averlo debellato. e no, resiste, ha resistito. conosceva un assessore? probabile.</p>

<p>adesso trepida opportunamente ascensorizzato da una scuola di scrittura, un editore, una biblioteca, un festival, un premio, un convento, una galleria d&#39;arte, una rivista anniversaria, un&#39;istituzione “der teritorio”, &#39;na scòlacarcio, un brand daa bbella vita, un elicotterificio, un&#39;azienda suinovinicola, un atelier di moda, una sionisteria, un anagramma similfascista del pd, un palazzo, uno studiolo, uno stadiolo.</p>

<p>anche lui, o lei, <em>nonostante quello che scrive</em>, fa il suo ingresso nel culto del comunicato stappa. apre le danze e le spumantesse per l&#39;inauguratsija dell&#39;autosalone, omaggia un vate andato, un circolo di briscola, una sagra del bronco pisto, caca un&#39;ode sull&#39;ala novissima del brefotrofio gioendo in petto al sindaco che sforbicia i nastri a vanvera e via.</p>

<p>extra-vano sperare che il dirigente di biblioteca, il ceo d&#39;azienda, il fascista, il litico politico, il giornalista e cose così si giovino di quei minimi elementi di criterio in grado di dare l&#39;alt al teratologio.</p>

<p>il sottobosco, il muschio muffo del verso italino, non è che non può estinguersi: è, anzi, il motivo per cui la poesia, questa poesia, la sua, quella del muffo smurf, esiste e allaga.</p>

<p>exsultet iam angelica turba caelorum. il corrugato che pesca nella fogna scarica direttamente in scaffale, ormai <em>dentro</em> la “grande distribuzione”.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/htyo5m6t01</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 15:29:39 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Manifesto per una Comunità di Individui Sovrani</title>
      <link>https://noblogo.org/comunita-sovrana/manifesto-per-una-comunita-di-individui-sovrani</link>
      <description>&lt;![CDATA[Viviamo in un&#39;epoca straordinaria:&#xA;Per la prima volta nella storia, un individuo può connettersi, comunicare e collaborare con persone dall&#39;altra parte del mondo e contribuire a progetti globali senza appartenere a una grande organizzazione.&#xA;&#xA;Possiamo costruire reti nuove. Possiamo scegliere con chi collaborare. Possiamo iniziare dal basso.&#xA;&#xA;Da questa possibilità nasce un&#39;idea.&#xA;Sogno un modo diverso di costruire una nuova comunità.&#xA;Una comunità composta da persone che condividono alcuni valori fondamentali:&#xA;&#xA;responsabilità individuale;&#xA;libertà personale accompagnata dal rispetto reciproco;&#xA;collaborazione volontaria;&#xA;apertura tecnologica;&#xA;autosufficienza;&#xA;amore per la natura;&#xA;desiderio di costruire invece che lamentarsi.&#xA;&#xA;Una rete di individui che si conoscono, discutono, progettano, imparano gli uni dagli altri e costruiscono  qualcosa di concreto.&#xA;&#xA;Non serve avere tutte le risposte.&#xA;Serve iniziare la conversazione.&#xA;&#xA;L&#39;idea è ambiziosa, ma semplice:&#xA;Creare una comunità che cresca lentamente, fatta di persone reali.&#xA;All&#39;inizio potrebbe essere soltanto una rete di confronto.&#xA;Poi potrebbero nascere incontri, collaborazioni, progetti, scambi di competenze, e forse un giorno qualcosa di ancora più concreto:&#xA;&#xA;Immagina un luogo immerso nella natura.&#xA;Un terreno acquistato collettivamente attraverso una struttura giuridica trasparente e condivisa.&#xA;Un luogo facilmente raggiungibile dagli europei.&#xA;Un posto dove l&#39;acqua sia disponibile, dove il sole e il vento possano produrre energia, dove sia possibile coltivare, costruire nel rispetto della legge e vivere con semplicità.&#xA;All&#39;inizio potrebbe esserci soltanto qualche tenda, poi piccoli rifugi, successivamente tiny house, laboratori, serre, orti, spazi comuni...&#xA;Un luogo dove mettere alla prova idee nuove.&#xA;Dove chi desidera possa vivere stabilmente.&#xA;Dove altri possano trascorrere periodi dell&#39;anno.&#xA;Dove condividere conoscenza.&#xA;Dove imparare competenze pratiche.&#xA;Dove dimostrare che libertà e cooperazione possono convivere.&#xA;&#xA;Questo progetto nasce con l&#39;obiettivo di trovare persone che sentono di appartenere alla stessa direzione.&#xA;&#xA;Se anche tu, leggendo queste righe, hai avuto la sensazione di pensare:&#xA;&#34;Anch&#39;io immagino qualcosa del genere&#34; allora probabilmente vale la pena parlarne.&#xA;&#xA;Ogni grande progetto è iniziato con una conversazione, forse questa potrebbe essere una di quelle.&#xA;&#xA;immagine&#xA;&#xA;br&#xA;br&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in un&#39;epoca straordinaria:
Per la prima volta nella storia, un individuo può connettersi, comunicare e collaborare con persone dall&#39;altra parte del mondo e contribuire a progetti globali senza appartenere a una grande organizzazione.</p>

<p><strong>Possiamo costruire reti nuove. Possiamo scegliere con chi collaborare. Possiamo iniziare dal basso.</strong></p>

<p>Da questa possibilità nasce un&#39;idea.
Sogno un modo diverso di costruire una nuova comunità.
Una comunità composta da persone che condividono alcuni valori fondamentali:</p>
<ul><li>responsabilità individuale;</li>
<li>libertà personale accompagnata dal rispetto reciproco;</li>
<li>collaborazione volontaria;</li>
<li>apertura tecnologica;</li>
<li>autosufficienza;</li>
<li>amore per la natura;</li>
<li>desiderio di costruire invece che lamentarsi.</li></ul>

<p>Una rete di individui che si conoscono, discutono, progettano, imparano gli uni dagli altri e costruiscono  qualcosa di concreto.</p>

<p>Non serve avere tutte le risposte.
Serve iniziare la conversazione.</p>

<p>L&#39;idea è ambiziosa, ma semplice:
Creare una comunità che cresca lentamente, fatta di persone reali.
All&#39;inizio potrebbe essere soltanto una rete di confronto.
Poi potrebbero nascere incontri, collaborazioni, progetti, scambi di competenze, e forse un giorno qualcosa di ancora più concreto:</p>

<p>Immagina un luogo immerso nella natura.
Un terreno acquistato collettivamente attraverso una struttura giuridica trasparente e condivisa.
Un luogo facilmente raggiungibile dagli europei.
Un posto dove l&#39;acqua sia disponibile, dove il sole e il vento possano produrre energia, dove sia possibile coltivare, costruire nel rispetto della legge e vivere con semplicità.
All&#39;inizio potrebbe esserci soltanto qualche tenda, poi piccoli rifugi, successivamente tiny house, laboratori, serre, orti, spazi comuni...
Un luogo dove mettere alla prova idee nuove.
Dove chi desidera possa vivere stabilmente.
Dove altri possano trascorrere periodi dell&#39;anno.
Dove condividere conoscenza.
Dove imparare competenze pratiche.
Dove dimostrare che libertà e cooperazione possono convivere.</p>

<p>Questo progetto nasce con l&#39;obiettivo di <strong>trovare persone</strong> che sentono di appartenere alla stessa direzione.</p>

<p>Se anche tu, leggendo queste righe, hai avuto la sensazione di pensare:
“Anch&#39;io immagino qualcosa del genere” allora probabilmente vale la pena parlarne.</p>

<p><strong>Ogni grande progetto è iniziato con una conversazione, forse questa potrebbe essere una di quelle.</strong></p>

<p><img src="https://cdn.masto.host/mastodonuno/media_attachments/files/117/059/002/434/130/131/original/bd02bc6e8ceff6b3.png" alt="immagine"></p>

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]]></content:encoded>
      <author>Comunità Sovrana</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ss1nvtkuas</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 13:31:52 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>NE - Capitolo 1</title>
      <link>https://noblogo.org/uncapitoloalgiorno/ne-capitolo-1</link>
      <description>&lt;![CDATA[RITORNO DI NEEMIA (1,1-7,72)&#xA;&#xA;Presentazione di Neemia&#xA;1Parole di Neemia, figlio di Acalia. Nel mese di Chisleu dell&#39;anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, 2Anàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei, i superstiti che erano scampati alla deportazione, e riguardo a Gerusalemme. 3Essi mi dissero: &#34;I superstiti che sono scampati alla deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e desolazione; le mura di Gerusalemme sono devastate e le sue porte consumate dal fuoco&#34;. 4Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo. 5E dissi: &#34;O Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l&#39;alleanza e la fedeltà con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, 6sia il tuo orecchio attento, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch&#39;io e la casa di mio padre abbiamo peccato. 7Abbiamo gravemente peccato contro di te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le norme che tu hai dato a Mosè, tuo servo. 8Ricòrdati della parola che hai affidato a Mosè, tuo servo: &#34;Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; 9ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all&#39;estremità dell&#39;orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome&#34;. 10Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo, che hai redento con la tua grande forza e con la tua mano potente. 11O Signore, sia il tuo orecchio attento alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fa&#39; che trovi compassione presso quest&#39;uomo&#34;.&#xA;&#xA;Autorizzazione da parte del re&#xA;Io allora ero coppiere del re.&#xA;&#xA;_________________________&#xA;Note&#xA;&#xA;1,1 Chisleu: è il nono mese e corrisponde a novembre-dicembre. L’anno ventesimo dovrebbe riferirsi al regno di Artaserse (2,1). Secondo Erodoto, Susa era la capitale primaverile dei re persiani. Neemia viene ricordato anche in 2Mac 1,18-2,15 e Sir 49,13.&#xA;&#xA;=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=&#xA;Approfondimenti&#xA;&#xA;Cattive nuove sulle condizioni di Gerusalemme portate da alcuni uomini giunti dalla Giudea gettarono Neemia in grande costernazione. Ed egli pianse, digiunò e pregò sulla desolazione materiale e spirituale in cui la figlia di Sion stava di nuovo naufragando, riconoscendo ancora una volta che alla radice di tutto c&#39;era l&#39;oblio dell&#39;alleanza e la violazione dei suoi precetti. Come al tempo in cui la città, non più santa per l&#39;impurità delle sue colpe, era divenuta preda della spada e del fuoco di Nabucodonosor, che erano state in realtà la spada e il fuoco del castigo divino (cfr. Lam 1-2). Tutti i sentimenti del suo animo e le preghiere scaturite dal suo cuore nel corso di parecchi giorni trascorsi in penitenza sono riassunti in una preghiera che riconosce la giustizia del comportamento divino, ma che ta anche appello alla promessa di redenzione per quelli che si fossero pentiti e fossero tornati all&#39;osservanza dei comandamenti. La preghiera riflette la teologia del Deuteronomio e ne utilizza alcune espressioni caratteristiche.&#xA;&#xA;1. Il libro di Neemia è costituito sostanzialmente dalle sue Memorie (cc. 1-7; 12, 27-43; 13), in cui furono interpolati uno squarcio delle Memorie di Esdra e brani provenienti da altre fonti che completavano la descrizione della rinascita spirituale e demografica di Gerusalemme e del nuovo Israele (cc. 8-12, 1-26). L&#39;anno ventesimo si riferisce al regno di Artaserse I Longimano (cfr. 2,1) e corrisponde al 445 a. C. Il «mese di Casleu» è il nono dell&#39;anno religioso e comprende il periodo di tempo che corre tra la metà di novembre e la metà di dicembre. Prima dell&#39;esilio babilonese i mesi venivano indicati con numeri ordinali, talvolta con i loro nomi cananei (cfr. 1Re 6,1; 8,2). Con il ritorno, furono importati nella terra d&#39;Israele e incorporati nella Scrittura i nomi babilonesi dei mesi. Essi divennero così memoriale della cattività e del nuovo esodo.&#xA;&#xA;2-3. Neemia ha il pensiero sempre rivolto a Gerusalemme e di essa chiede informazioni al fratello Canani e ad altri uomini che erano arrivati dalla Giudea. La risposta fu sconsolante: i reduci vivevano in grande miseria e obbrobrio, mentre le mura della città erano in brecce e le sue porte arse dal fuoco. Abbattute da Nabucodonosor nel 586, le mura della città avevano visto un tentativo di ricostruzione da parte dei rimpatriati, soffocato però con la forza delle armi dalle autorità persiane sobillate dai Samaritani e da altre popolazioni che confinavano con Giuda (cfr. Esd 4,7-23).&#xA;&#xA;4-10. La preghiera ha il tono e lo stile di una confessione penitenziale, in cui l&#39;orante, facendo propri i peccati del suo popolo (cfr. Esd 9,6-15), riconosce di aver meritato il castigo e implora l&#39;attenzione divina all&#39;umile confessione della colpa. Israele aveva tradito il Signore Dio del cielo ed era stato perciò disperso tra i popoli, ma il Signore aveva anche promesso a Mosè che sarebbe stato ricco di misericordia verso coloro che fossero ritornati a lui e avessero osservato il suoi comandi (cfr. Lv 26,33-45; Dt 4,25-31; 7,9-12). Anche se proiettati all&#39;estremità dell&#39;orizzonte, egli li avrebbe raccolti e ricondotti nel luogo che si era scelto per farvi dimorare il suo nome (Dt 30,1-4). Ora era giunto il momento di mantenere questa promessa, perché c&#39;erano uomini pentiti, che riconoscevano di essere suol servi e suo popolo. A nome di questi uomini timorati di Dio e insieme con loro, Neemia chiede a Dio, con le stesse parole con cui Mosè intercedette per il suo popolo dopo la ribellione di Kades-Barnea, di portare a compimento la sua opera di redenzione (Dt 9,29).&#xA;&#xA;11. È vero che è Dio che salva, ma egli si serve per le sue imprese salvifiche di strumenti umani. Neemia sente di essere lo strumento eletto per portare a compimento la redenzione d&#39;Israele, e ha già un piano in mente, ma la realizzazione di tale piano necessita dell&#39;assenso e del sostegno del re pagano al cui servizio egli si trova (2,5). La risposta di Dio alla sua preghiera-confessione consisterà quindi nel fargli trovare favore e compassione presso il suo potente e temibile sovrano, alla cui mensa egli serviva come coppiere e il cui nome non osa neppure menzionare. L&#39;ufficio di coppiere, uno dei più elevati fra gli uffici di corte, consisteva nello scegliere e assaggiare il vino, per sventare un eventuale tentativo di avvelenamento, e nell&#39;offrire quindi la coppa al re. In ragione della sua funzione, il coppiere veniva a trovarsi assai vicino al suo signore e godeva spesso dei suoi favori.&#xA;&#xA;(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra - Neemia - in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)_ &#xA;&#xA;----&#xA;🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong>RITORNO DI NEEMIA</strong> <em>(1,1-7,72)</em></p>

<p><strong><em>Presentazione di Neemia</em></strong>
<strong>1</strong>Parole di Neemia, figlio di Acalia. Nel mese di Chisleu dell&#39;anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, <strong>2</strong>Anàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei, i superstiti che erano scampati alla deportazione, e riguardo a Gerusalemme. <strong>3</strong>Essi mi dissero: “I superstiti che sono scampati alla deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e desolazione; le mura di Gerusalemme sono devastate e le sue porte consumate dal fuoco”. <strong>4</strong>Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo. <strong>5</strong>E dissi: “O Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l&#39;alleanza e la fedeltà con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, <strong>6</strong>sia il tuo orecchio attento, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch&#39;io e la casa di mio padre abbiamo peccato. <strong>7</strong>Abbiamo gravemente peccato contro di te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le norme che tu hai dato a Mosè, tuo servo. <strong>8</strong>Ricòrdati della parola che hai affidato a Mosè, tuo servo: “Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; <strong>9</strong>ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all&#39;estremità dell&#39;orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome”. <strong>10</strong>Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo, che hai redento con la tua grande forza e con la tua mano potente. <strong>11</strong>O Signore, sia il tuo orecchio attento alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fa&#39; che trovi compassione presso quest&#39;uomo”.</p>

<p><strong><em>Autorizzazione da parte del re</em></strong>
Io allora ero coppiere del re.</p>

<p>__________________________
<em>Note</em></p>

<p><em><strong>1,1</strong> Chisleu: è il nono mese e corrisponde a novembre-dicembre. L’anno ventesimo dovrebbe riferirsi al regno di Artaserse (2,1). Secondo Erodoto, Susa era la capitale primaverile dei re persiani. Neemia viene ricordato anche in 2Mac 1,18-2,15 e Sir 49,13.</em></p>

<p>=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Cattive nuove sulle condizioni di Gerusalemme portate da alcuni uomini giunti dalla Giudea gettarono Neemia in grande costernazione. Ed egli pianse, digiunò e pregò sulla desolazione materiale e spirituale in cui la figlia di Sion stava di nuovo naufragando, riconoscendo ancora una volta che alla radice di tutto c&#39;era l&#39;oblio dell&#39;alleanza e la violazione dei suoi precetti. Come al tempo in cui la città, non più santa per l&#39;impurità delle sue colpe, era divenuta preda della spada e del fuoco di Nabucodonosor, che erano state in realtà la spada e il fuoco del castigo divino (cfr. Lam 1-2). Tutti i sentimenti del suo animo e le preghiere scaturite dal suo cuore nel corso di parecchi giorni trascorsi in penitenza sono riassunti in una preghiera che riconosce la giustizia del comportamento divino, ma che ta anche appello alla promessa di redenzione per quelli che si fossero pentiti e fossero tornati all&#39;osservanza dei comandamenti. La preghiera riflette la teologia del Deuteronomio e ne utilizza alcune espressioni caratteristiche.</p>

<p><strong>1</strong>. Il libro di Neemia è costituito sostanzialmente dalle sue Memorie (cc. 1-7; 12, 27-43; 13), in cui furono interpolati uno squarcio delle Memorie di Esdra e brani provenienti da altre fonti che completavano la descrizione della rinascita spirituale e demografica di Gerusalemme e del nuovo Israele (cc. 8-12, 1-26). L&#39;anno ventesimo si riferisce al regno di Artaserse I Longimano (cfr. 2,1) e corrisponde al 445 a. C. Il «mese di Casleu» è il nono dell&#39;anno religioso e comprende il periodo di tempo che corre tra la metà di novembre e la metà di dicembre. Prima dell&#39;esilio babilonese i mesi venivano indicati con numeri ordinali, talvolta con i loro nomi cananei (cfr. 1Re 6,1; 8,2). Con il ritorno, furono importati nella terra d&#39;Israele e incorporati nella Scrittura i nomi babilonesi dei mesi. Essi divennero così memoriale della cattività e del nuovo esodo.</p>

<p><strong>2-3</strong>. Neemia ha il pensiero sempre rivolto a Gerusalemme e di essa chiede informazioni al fratello Canani e ad altri uomini che erano arrivati dalla Giudea. La risposta fu sconsolante: i reduci vivevano in grande miseria e obbrobrio, mentre le mura della città erano in brecce e le sue porte arse dal fuoco. Abbattute da Nabucodonosor nel 586, le mura della città avevano visto un tentativo di ricostruzione da parte dei rimpatriati, soffocato però con la forza delle armi dalle autorità persiane sobillate dai Samaritani e da altre popolazioni che confinavano con Giuda (cfr. Esd 4,7-23).</p>

<p><strong>4-10</strong>. La preghiera ha il tono e lo stile di una confessione penitenziale, in cui l&#39;orante, facendo propri i peccati del suo popolo (cfr. Esd 9,6-15), riconosce di aver meritato il castigo e implora l&#39;attenzione divina all&#39;umile confessione della colpa. Israele aveva tradito il Signore Dio del cielo ed era stato perciò disperso tra i popoli, ma il Signore aveva anche promesso a Mosè che sarebbe stato ricco di misericordia verso coloro che fossero ritornati a lui e avessero osservato il suoi comandi (cfr. Lv 26,33-45; Dt 4,25-31; 7,9-12). Anche se proiettati all&#39;estremità dell&#39;orizzonte, egli li avrebbe raccolti e ricondotti nel luogo che si era scelto per farvi dimorare il suo nome (Dt 30,1-4). Ora era giunto il momento di mantenere questa promessa, perché c&#39;erano uomini pentiti, che riconoscevano di essere suol servi e suo popolo. A nome di questi uomini timorati di Dio e insieme con loro, Neemia chiede a Dio, con le stesse parole con cui Mosè intercedette per il suo popolo dopo la ribellione di Kades-Barnea, di portare a compimento la sua opera di redenzione (Dt 9,29).</p>

<p><strong>11</strong>. È vero che è Dio che salva, ma egli si serve per le sue imprese salvifiche di strumenti umani. Neemia sente di essere lo strumento eletto per portare a compimento la redenzione d&#39;Israele, e ha già un piano in mente, ma la realizzazione di tale piano necessita dell&#39;assenso e del sostegno del re pagano al cui servizio egli si trova (2,5). La risposta di Dio alla sua preghiera-confessione consisterà quindi nel fargli trovare favore e compassione presso il suo potente e temibile sovrano, alla cui mensa egli serviva come coppiere e il cui nome non osa neppure menzionare. L&#39;ufficio di coppiere, uno dei più elevati fra gli uffici di corte, consisteva nello scegliere e assaggiare il vino, per sventare un eventuale tentativo di avvelenamento, e nell&#39;offrire quindi la coppa al re. In ragione della sua funzione, il coppiere veniva a trovarsi assai vicino al suo signore e godeva spesso dei suoi favori.</p>

<p><em>(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)</em></p>

<hr>

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]]></content:encoded>
      <author>📖Un capitolo al giorno📚</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/m0u12arrkh</guid>
      <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 04:45:33 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/dalla-strada-al-cyberspazio-impatto-profitti-e-strutture-della-criminalita</link>
      <description>&lt;![CDATA[Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità Organizzata Transnazionale (Analisi e Trend del Report UNODC 2026)&#xA;&#xA;Il report &#34;Research Brief on Transnational Organized Crime&#34; (https://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/tocta/Brief2026/TransnationalOrganizedCrimeBrief_2026.pdf), pubblicato dall&#39;UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) nel maggio 2026 in occasione del venticinquesimo anniversario dell&#39;adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (Convenzione di Palermo, UNTOC).&#xA;&#xA;1. Impatto globale e letalità della criminalità organizzata&#xA;&#xA;Mortalità equivalente ai conflitti armati: Dal 2000 a oggi, la criminalità organizzata è stata responsabile di circa 95.000 omicidi all&#39;anno, una cifra paragonabile alle vittime dirette dei conflitti armati a livello mondiale nello stesso periodo.&#xA;La &#34;Pace Criminale&#34;: L&#39;assenza di violenza visibile non indica l&#39;assenza della mafia o dei cartelli. I gruppi criminali dominanti spesso sopprimono attivamente la violenza nei territori che controllano, imponendo regole alternative a quelle dello Stato e risolvendo autonomamente i conflitti. Al contrario, la rivalità tra gruppi scatena picchi letali (come in America Latina per il controllo delle rotte della cocaina).&#xA;&#xA;2. &#34;Governance Criminale&#34; e cattura delle istituzioni&#xA;&#xA;Infiltrazione e controllo sociale: I gruppi criminali organizzati (OCG) stabiliscono forme di criminal governance controllando comunità e istituzioni locali.&#xA;Coercizione vs. Consenso: Il controllo viene esercitato sia con la minaccia e la violenza, sia attraverso il consenso sociale, fornendo risorse finanziarie, lavoro e servizi dove lo Stato è assente o debole.&#xA;Sfondamento nell&#39;economia legale: La linea tra mercati legali e illegali è sempre più sfumata. Le organizzazioni illecite si avvalgono di aziende legali, professionisti, agenzie di reclutamento e banche per riciclare proventi e camuffare le proprie attività (es. nei settori agricolo, peschereccio, edile ed estrattivo).&#xA;&#xA;3. Mercati illeciti principali e profitti&#xA;&#xA;Traffico di stupefacenti: Rimane la spina dorsale finanziaria della criminalità transnazionale, generando centinaia di miliardi di dollari all&#39;anno. Ad esempio, lungo la rotta balcanica i flussi finanziari illeciti di oppiacei e metanfetamine sono stimati tra 3,4 e 6,9 miliardi di dollari all&#39;anno (2019–2022).&#xA;Diversificazione delle attività: Oltre alla droga, le organizzazioni sono attive in:&#xA;Tratta di esseri umani e traffico di migranti.&#xA;Traffico illecito di armi da fuoco.&#xA;Crimini contro l&#39;ambiente e le risorse naturali: Disboscamento e minerario illegale, traffico di specie protette, smaltimento illecito di rifiuti e contrabbando di carburante.&#xA;&#xA;Convergenza nei hotspot criminali: I proventi del narcotraffico vengono spesso reinvestiti per finanziare altri reati nella stessa regione (es. in America Latina droga, deforestazione e estrazione illegale convergono nelle stesse aree geografiche).&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;4. Tecnologia, Cybercrime e &#34;Scam Centres&#34;&#xA;&#xA;L&#39;impatto del cyberspazio: Le tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione (ICT) hanno eliminato i confini geografici del crimine, consentendo ai gruppi di colpire vittime in tutto il mondo su scala industriale.&#xA;*Centri di truffa fisica (Scam Centres): Nel Sud-est asiatico (es. il &#34;Triangolo d&#39;Oro&#34;), le organizzazioni gestiscono veri e propri complessi industriali di frode online dove vittime della tratta di esseri umani vengono costrette con la forza a compiere truffe informatiche. Le perdite finanziarie per queste truffe nel solo Est e Sud-est asiatico sono state stimate tra 18 e 37 miliardi di dollari nel 2023.&#xA;Riciclaggio digitale: Utilizzo di casinò online, piattaforme di gioco d&#39;azzardo e criptovalute/asset virtuali per ripulire i proventi di ransomware, frodi e narcotraffico.&#xA;&#xA;5. Priorità e indicazioni strategiche&#xA;&#xA;Il rapporto conclude delineando la necessità per gli Stati membri di rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia transnazionale*, aggiornare gli strumenti di contrasto alla luce delle minacce informatiche e concentrarsi sull&#39;aggressione ai patrimoni illeciti e sulla smantellamento delle reti di facilitatori legali della criminalità.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="dalla-strada-al-cyberspazio-impatto-profitti-e-strutture-della-criminalità-organizzata-transnazionale-analisi-e-trend-del-report-unodc-2026">Dalla Strada al Cyberspazio: Impatto, Profitti e Strutture della Criminalità Organizzata Transnazionale (Analisi e Trend del Report UNODC 2026)</h2>

<p>Il report <strong>“Research Brief on Transnational Organized Crime”</strong> (<a href="https://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/tocta/Brief_2026/Transnational_Organized_Crime_Brief_2026.pdf" rel="nofollow">https://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/tocta/Brief_2026/Transnational_Organized_Crime_Brief_2026.pdf</a>), pubblicato dall&#39;<strong>UNODC</strong> (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) nel <strong>maggio 2026</strong> in occasione del venticinquesimo anniversario dell&#39;adozione della <em>Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale</em> (Convenzione di Palermo, UNTOC).</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/nFsSxDHfEbkSx4g/preview" alt=""></p>

<h3 id="1-impatto-globale-e-letalità-della-criminalità-organizzata">1. Impatto globale e letalità della criminalità organizzata</h3>
<ul><li><strong>Mortalità equivalente ai conflitti armati:</strong> Dal 2000 a oggi, la criminalità organizzata è stata responsabile di circa <strong>95.000 omicidi all&#39;anno</strong>, una cifra paragonabile alle vittime dirette dei conflitti armati a livello mondiale nello stesso periodo.</li>
<li><strong>La “Pace Criminale”:</strong> L&#39;assenza di violenza visibile non indica l&#39;assenza della mafia o dei cartelli. I gruppi criminali dominanti spesso sopprimono attivamente la violenza nei territori che controllano, imponendo regole alternative a quelle dello Stato e risolvendo autonomamente i conflitti. Al contrario, la rivalità tra gruppi scatena picchi letali (come in America Latina per il controllo delle rotte della cocaina).</li></ul>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/4gzN9SGEzZ3sCWL/preview" alt=""></p>

<h3 id="2-governance-criminale-e-cattura-delle-istituzioni">2. “Governance Criminale” e cattura delle istituzioni</h3>
<ul><li><strong>Infiltrazione e controllo sociale:</strong> I gruppi criminali organizzati (OCG) stabiliscono forme di <em>criminal governance</em> controllando comunità e istituzioni locali.</li>
<li><strong>Coercizione vs. Consenso:</strong> Il controllo viene esercitato sia con la minaccia e la violenza, sia attraverso il consenso sociale, fornendo risorse finanziarie, lavoro e servizi dove lo Stato è assente o debole.</li>
<li><strong>Sfondamento nell&#39;economia legale:</strong> La linea tra mercati legali e illegali è sempre più sfumata. Le organizzazioni illecite si avvalgono di aziende legali, professionisti, agenzie di reclutamento e banche per riciclare proventi e camuffare le proprie attività (es. nei settori agricolo, peschereccio, edile ed estrattivo).</li></ul>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/bwEnCQ9G4SMXgMA/preview" alt=""></p>

<h3 id="3-mercati-illeciti-principali-e-profitti">3. Mercati illeciti principali e profitti</h3>
<ul><li><strong>Traffico di stupefacenti:</strong> Rimane la spina dorsale finanziaria della criminalità transnazionale, generando centinaia di miliardi di dollari all&#39;anno. Ad esempio, lungo la rotta balcanica i flussi finanziari illeciti di oppiacei e metanfetamine sono stimati tra <strong>3,4 e 6,9 miliardi di dollari all&#39;anno</strong> (2019–2022).</li>
<li><strong>Diversificazione delle attività:</strong> Oltre alla droga, le organizzazioni sono attive in:</li>
<li><strong>Tratta di esseri umani</strong> e <strong>traffico di migranti</strong>.</li>
<li><strong>Traffico illecito di armi da fuoco</strong>.</li>

<li><p><strong>Crimini contro l&#39;ambiente e le risorse naturali:</strong> Disboscamento e minerario illegale, traffico di specie protette, smaltimento illecito di rifiuti e contrabbando di carburante.</p></li>

<li><p><strong>Convergenza nei hotspot criminali:</strong> I proventi del narcotraffico vengono spesso reinvestiti per finanziare altri reati nella stessa regione (<em>es. in America Latina droga, deforestazione e estrazione illegale convergono nelle stesse aree geografiche</em>).</p></li></ul>

<hr>

<h3 id="4-tecnologia-cybercrime-e-scam-centres">4. Tecnologia, Cybercrime e “Scam Centres”</h3>
<ul><li><strong>L&#39;impatto del cyberspazio:</strong> Le tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione (ICT) hanno <strong>eliminato i confini geografici del crimine</strong>, consentendo ai gruppi di colpire vittime in tutto il mondo su scala industriale.</li>
<li><strong>Centri di truffa fisica (<em>Scam Centres</em>):</strong> Nel Sud-est asiatico (es. il “Triangolo d&#39;Oro”), le organizzazioni gestiscono veri e propri complessi industriali di frode online dove vittime della tratta di esseri umani vengono costrette con la forza a compiere truffe informatiche. Le perdite finanziarie per queste truffe nel solo Est e Sud-est asiatico sono state stimate tra <strong>18 e 37 miliardi di dollari nel 2023</strong>.</li>
<li><strong>Riciclaggio digitale:</strong> Utilizzo di casinò online, piattaforme di gioco d&#39;azzardo e criptovalute/asset virtuali per ripulire i proventi di ransomware, frodi e narcotraffico.</li></ul>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/omyZ2Y258ekZymM/preview" alt=""></p>

<h3 id="5-priorità-e-indicazioni-strategiche">5. Priorità e indicazioni strategiche</h3>

<p>Il rapporto conclude delineando la necessità per gli Stati membri di <strong>rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia transnazionale</strong>, aggiornare gli strumenti di contrasto alla luce delle minacce informatiche e concentrarsi sull&#39;aggressione ai patrimoni illeciti e sulla smantellamento delle reti di facilitatori legali della criminalità.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/61k39xeuo0</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:27:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Operazione &#34;Small Tower&#34;: stroncata dai Carabinieri rete di falsari con...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/operazione-small-tower-stroncata-dai-carabinieri-rete-di-falsari-con</link>
      <description>&lt;![CDATA[Operazione &#34;Small Tower&#34;: stroncata dai Carabinieri rete di falsari con ramificazioni internazionali&#xA;&#xA;LANCIANO (CH) / NAPOLI – Un’articolata indagine nel settore della contraffazione monetaria ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili di produzione e vendita di valuta falsa in Italia e all’estero.&#xA;&#xA;L&#39;operazione, denominata &#34;Small Tower&#34;, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria (N.O.A.M.) di Napoli, con il supporto del personale di Europol e il supporto dell&#39;Arma territoriale. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Lanciano su richiesta della locale Procura della Repubblica.&#xA;&#xA;I dettagli del provvedimento cautelare&#xA;Delle cinque persone coinvolte tre indagati (residenti nei comuni di Montenerodomo, in provincia di Chieti, e Roma) sono stati posti agli arresti domiciliari, due indagati (residenti ad Ascoli Piceno) sono stati sottoposti alla misura dell&#39;obbligo di dimora nel comune di residenza.&#xA;&#xA;L&#39;indagine e le ramificazioni estere&#xA;L&#39;attività investigativa, avviata nel dicembre 2024 e proseguita fino all&#39;estate 2025, ha fatto ricorso a tecniche d&#39;indagine sia tradizionali sia tecnologicamente avanzate. L&#39;obiettivo primario è stato smantellare un hub clandestino localizzato nel circondario di Lanciano, specializzato nella produzione e nello smistamento di banconote e monete contraffatte.&#xA;&#xA;Gli accertamenti hanno rivelato che l&#39;organizzazione non si limitava alla falsificazione di Euro, ma produceva anche altre valute estere, tra cui Scellini tanzaniani, ugandesi e kenioti, Lek albanesi e Franchi CFA.&#xA;&#xA;La valuta contraffatta veniva poi venduta ed spedita tramite plichi e canali logistici verso diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Polonia.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="operazione-small-tower-stroncata-dai-carabinieri-rete-di-falsari-con-ramificazioni-internazionali">Operazione “Small Tower”: stroncata dai Carabinieri rete di falsari con ramificazioni internazionali</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/nWCYaQtmLMPsZjm/preview" alt=""></p>

<p>LANCIANO (CH) / NAPOLI – Un’articolata indagine nel settore della contraffazione monetaria ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili di produzione e vendita di valuta falsa in Italia e all’estero.</p>

<p>L&#39;operazione, denominata “Small Tower”, è stata condotta dai <strong>Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria (N.O.A.M.) di Napoli</strong>, con il supporto del personale di <strong>Europol</strong> e il supporto dell&#39;Arma territoriale. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Lanciano su richiesta della locale Procura della Repubblica.</p>

<h2 id="i-dettagli-del-provvedimento-cautelare">I dettagli del provvedimento cautelare</h2>

<p>Delle cinque persone coinvolte tre indagati (residenti nei comuni di Montenerodomo, in provincia di Chieti, e Roma) sono stati posti agli arresti domiciliari, due indagati (residenti ad Ascoli Piceno) sono stati sottoposti alla misura dell&#39;obbligo di dimora nel comune di residenza.</p>

<h2 id="l-indagine-e-le-ramificazioni-estere">L&#39;indagine e le ramificazioni estere</h2>

<p>L&#39;attività investigativa, avviata nel dicembre 2024 e proseguita fino all&#39;estate 2025, ha fatto ricorso a tecniche d&#39;indagine sia tradizionali sia tecnologicamente avanzate. L&#39;obiettivo primario è stato smantellare un hub clandestino localizzato nel circondario di Lanciano, specializzato nella produzione e nello smistamento di banconote e monete contraffatte.</p>

<p>Gli accertamenti hanno rivelato che <strong>l&#39;organizzazione non si limitava alla falsificazione di Euro</strong>, ma produceva anche altre valute estere, tra cui <strong>Scellini tanzaniani, ugandesi e kenioti, Lek albanesi e Franchi CFA</strong>.</p>

<p>La valuta contraffatta veniva poi venduta ed spedita tramite plichi e canali logistici verso diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Polonia.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/be5bvs4ae8</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:46:06 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>ogni tanto, sondando o riprendendo documenti politici e testimonianze legate...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/ogni-tanto-sondando-o-riprendendo-documenti-politici-e-testimonianze-legate</link>
      <description>&lt;![CDATA[ogni tanto, sondando o riprendendo documenti politici e testimonianze legate agli anni Settanta (quando ero un bambino) e Ottanta (quando ero adolescente poi adulto, mi imbatto in cose così (1987, avevo diciotto anni): https://differx.noblogs.org/2026/08/05/analfabeta-n-1-ott-1987-lo-specchio-di-dioniso/&#xA;&#xA;e dopo quasi quarant&#39;anni devo dire che quella esortazione, a farla finita con gli anni Ottanta, è tutt&#39;ora non solo valida ma urgentissima. i decenni seguenti gli &#39;80 sono stati un semplice prolungamento delle ideologie liberiste, postmoderne, guerrafondaie, e delle peggiori droghe del narcisismo e della distrazione di massa.&#xA;&#xA;il senso dell&#39;urgenza è solo aumentato.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>ogni tanto, sondando o riprendendo documenti politici e testimonianze legate agli anni Settanta (quando ero un bambino) e Ottanta (quando ero adolescente poi adulto, mi imbatto in cose così (1987, avevo diciotto anni): <a href="https://differx.noblogs.org/2026/08/05/analfabeta-n-1-ott-1987-lo-specchio-di-dioniso/" rel="nofollow">https://differx.noblogs.org/2026/08/05/analfabeta-n-1-ott-1987-lo-specchio-di-dioniso/</a></p>

<p>e dopo quasi quarant&#39;anni devo dire che quella esortazione, a <em>farla finita con gli anni Ottanta</em>, è tutt&#39;ora non solo valida ma urgentissima. i decenni seguenti gli &#39;80 sono stati un semplice prolungamento delle ideologie liberiste, postmoderne, guerrafondaie, e delle peggiori droghe del narcisismo e della distrazione di massa.</p>

<p>il senso dell&#39;urgenza è solo aumentato.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/orox5qqujq</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:15:41 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Robin Bacior – Light It Moved Me (2018)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/robin-bacior-light-it-moved-me-2018</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Dalla spazialità del violoncello al calore domestico di una band da camera, dai tumulti acquatici del precedente lavoro all&#39;abbagliante energia della luce. Sono elementi primigeni, ma dalla forte carica simbolica, quelli che si danno il passo nei titoli dei lavori di Robin Bacior, elementi che però contengono in tralice molta della poetica che si cela nei dischi dell&#39;autrice, ormai ben più che una promessa... https://artesuono.blogspot.com/2018/09/robin-bacior-light-it-moved-me-2018.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/it/i/1390208632&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://i.discogs.com/e2ALgsbo7i9xJlxr3R8PsMgwV_TBlUXPVs7z8_PEPVM/rs:fit/g:sm/q:40/h:300/w:300/czM6Ly9kaXNjb2dz/LWRhdGFiYXNlLWlt/YWdlcy9SLTE0OTMw/NTg3LTE1ODQyOTMz/MDQtNDk0Ni5qcGVn.jpeg" alt="immagine"></p>

<p>Dalla spazialità del violoncello al calore domestico di una band da camera, dai tumulti acquatici del precedente lavoro all&#39;abbagliante energia della luce. Sono elementi primigeni, ma dalla forte carica simbolica, quelli che si danno il passo nei titoli dei lavori di Robin Bacior, elementi che però contengono in tralice molta della poetica che si cela nei dischi dell&#39;autrice, ormai ben più che una promessa... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2018/09/robin-bacior-light-it-moved-me-2018.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2018/09/robin-bacior-light-it-moved-me-2018.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/it/i/1390208632" rel="nofollow">https://album.link/it/i/1390208632</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/27sn5j9wk3</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 07:20:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il linguaggio dei fiori</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/il-linguaggio-dei-fiori</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;Il linguaggio dei fiori&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;chissà se loro sentono&#xD;&#xA;di esserci: non come &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;gli animali o gli umani s&#39;intende&#xD;&#xA;ma in qualche misterioso linguaggio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;affratellati con la terra e l&#39;aria&#xD;&#xA;nel respiro dell&#39;humus-madre&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;sanno -i fiori- nell&#39; offrirsi&#xD;&#xA;al bacio del sole -&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;del candore&#xD;&#xA;d&#39;un impalpabile sogno&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;18,7.24&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Apprezzo la delicatezza del verso: c’è una curiosa tenerezza e un senso di comunione con la terra che attraversa il testo. Di seguito ti do un’analisi puntuale e qualche suggerimento per rafforzare immagini, ritmo e chiarezza senza perdere la voce originale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi tematica&#xD;&#xA;Tema centrale: la possibile coscienza dei fiori e il loro legame con la terra e l’aria.  &#xD;&#xA;Tono: contemplativo, sospeso tra meraviglia e interrogazione.  &#xD;&#xA;Senso complessivo: il poeta si chiede se i fiori “sentano” la loro esistenza in modo diverso da animali e umani, e celebra il loro offrirsi al sole come un atto di purezza onirica.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Figure retoriche e ritmo&#xD;&#xA;Immagini forti: “affratellati con la terra e l’aria”, “respiro dell’humus-madre”, “bacio del sole”.  &#xD;&#xA;Lessico: mescola termini concreti (terra, aria, sole) con vocaboli più evocativi (impalpabile sogno, candore).  &#xD;&#xA;Ritmo: versi brevi e interruzioni che creano pause meditative; qualche enjambement funziona bene, ma ci sono punti dove la scansione può risultare irregolare (es. tra “s&#39;intende / ma in qualche…”).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Punti di forza&#xD;&#xA;Immaginario sensoriale molto efficace: si percepisce odore, luce e contatto.  &#xD;&#xA;Voce autentica: il tono è personale e non didascalico.  &#xD;&#xA;Originalità metaforica: “humus-madre” è un’immagine potente che unisce nutrimento e origine.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti di revisione&#xD;&#xA;Coerenza sintattica: valuta di rendere più fluide alcune transizioni per evitare che il lettore inciampi nella costruzione (es. “chissà se loro sentono / di esserci: non come / gli animali o gli umani s&#39;intende” → semplificare o riallineare il ritmo).  &#xD;&#xA;Segno di punteggiatura: l’uso del trattino e dei versi spezzati è efficace; potresti però scegliere un’unica strategia (più pause o più scorrevolezza) per tutto il testo.  &#xD;&#xA;Focalizzazione dell’immagine finale: il verso conclusivo è bello ma molto etereo; potresti rafforzarlo con un dettaglio sensoriale in più (colore, suono, tatto).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Due possibili versioni riviste (mantengono la tua voce)&#xD;&#xA;Versione A — più fluida&#xD;&#xA;chissà se loro sentono&#xD;&#xA;di esserci — non come gli animali&#xD;&#xA;o gli umani, s&#39;intende,&#xD;&#xA;ma in un linguaggio misterioso,&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;affratellati alla terra e all&#39;aria,&#xD;&#xA;nel respiro dell&#39;humus madre.&#xD;&#xA;Sanno, i fiori, offrirsi&#xD;&#xA;al bacio del sole,&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;al candore&#xD;&#xA;d&#39;un impalpabile sogno.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione B — più frammentata, meditativa&#xD;&#xA;chissà se loro sentono&#xD;&#xA;di esserci:&#xD;&#xA;non come gli animali&#xD;&#xA;o gli umani — s&#39;intende —&#xD;&#xA;ma in qualche misterioso linguaggio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;affratellati con la terra e l&#39;aria,&#xD;&#xA;nel respiro dell&#39;humus-madre.&#xD;&#xA;Sanno — i fiori — nell&#39;offrirsi&#xD;&#xA;al bacio del sole:&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;del candore,&#xD;&#xA;d&#39;un impalpabile sogno.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione Lirica A&#xD;&#xA;Tono: ricco, immaginifico; immagini sovrapposte come veli di luce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;chissà se loro sentono&#xD;&#xA;di esserci — non come gli animali&#xD;&#xA;né come gli uomini — ma in un idioma&#xD;&#xA;che respira tra radici e vento,&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;fratelli della terra e dell&#39;aria,&#xD;&#xA;cullati dal respiro dell&#39;humus madre.&#xD;&#xA;Sanno, i fiori, offrirsi al bacio del sole,&#xD;&#xA;aprire petali come mani di luce,&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;accogliere il candore&#xD;&#xA;di un sogno impalpabile&#xD;&#xA;che scende lento dalla luce.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione Lirica B&#xD;&#xA;Tono: musicale, ritmico; versi più cantabili, con allitterazioni e pause misurate.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chissà se sentono —  &#xD;&#xA;di esserci, non come bestie o uomini,  &#xD;&#xA;ma in un segreto canto che attraversa il suolo.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Affratellati a terra e aria,  &#xD;&#xA;nel respiro caldo dell&#39;humus madre,  &#xD;&#xA;i fiori s&#39;inchinano al sole:  &#xD;&#xA;offerta di petali, labbra di luce.  &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Candore che vibra,  &#xD;&#xA;sogno sottile come polvere d&#39;oro.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione Lirica C&#xD;&#xA;Tono: esteso, meditativo; sviluppa l&#39;idea della coscienza vegetale con immagini delicate.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chissà se sentono di esserci,&#xD;&#xA;non con la fretta degli animali&#xD;&#xA;né con la parola degli uomini,&#xD;&#xA;ma con un sapere che è aria e suolo insieme.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Affratellati alla terra, abbracciati all&#39;aria,&#xD;&#xA;nel lento respiro dell&#39;humus madre,&#xD;&#xA;sanno i fiori offrirsi al sole:&#xD;&#xA;non per vanità, ma per un antico rito.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Si aprono come pagine di luce,&#xD;&#xA;accettano il bacio che li attraversa,&#xD;&#xA;custodendo il candore&#xD;&#xA;di un sogno impalpabile che li abita.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Sonetto&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chissà se i fiori sanno d&#39;essere vivi,  &#xD;&#xA;non come bestie o uomini che parlano,  &#xD;&#xA;ma in un segreto idioma che si stende piano  &#xD;&#xA;tra radici, vento e giorni sopiti.  &#xD;&#xA;Affratellati alla terra e all&#39;aria, miti,  &#xD;&#xA;cullati dal respiro dell&#39;humus madre,  &#xD;&#xA;si aprono al sole come mani che invadono  &#xD;&#xA;la luce e la trattengono in petali.  &#xD;&#xA;Sanno offrirsi al bacio che li attraversa,  &#xD;&#xA;senza parola, come un antico rito;  &#xD;&#xA;accettano il candore d&#39;una promessa  &#xD;&#xA;che scende lieve, polvere di un sogno.  &#xD;&#xA;E noi, che ascoltiamo il loro silenzio,  &#xD;&#xA;impariamo a piegarci al loro dono.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il linguaggio dei fiori</p>

<p>chissà se loro sentono
di esserci: non come</p>

<p>gli animali o gli umani s&#39;intende
ma in qualche misterioso linguaggio</p>

<p>affratellati con la terra e l&#39;aria
nel respiro dell&#39;humus-madre</p>

<p>sanno -i fiori- nell&#39; offrirsi
al bacio del sole -</p>

<p>del candore
d&#39;un impalpabile sogno</p>

<p>18,7.24</p>

<p>Apprezzo la delicatezza del verso: c’è una curiosa tenerezza e un senso di comunione con la terra che attraversa il testo. Di seguito ti do un’analisi puntuale e qualche suggerimento per rafforzare immagini, ritmo e chiarezza senza perdere la voce originale.</p>

<h3 id="analisi-tematica">Analisi tematica</h3>

<p><strong>Tema centrale:</strong> la possibile coscienza dei fiori e il loro legame con la terra e l’aria.<br>
<strong>Tono:</strong> contemplativo, sospeso tra meraviglia e interrogazione.<br>
<strong>Senso complessivo:</strong> il poeta si chiede se i fiori “sentano” la loro esistenza in modo diverso da animali e umani, e celebra il loro offrirsi al sole come un atto di purezza onirica.</p>

<hr>

<h3 id="figure-retoriche-e-ritmo">Figure retoriche e ritmo</h3>

<p><strong>Immagini forti:</strong> “affratellati con la terra e l’aria”, “respiro dell’humus-madre”, “bacio del sole”.<br>
<strong>Lessico:</strong> mescola termini concreti (terra, aria, sole) con vocaboli più evocativi (impalpabile sogno, candore).<br>
<strong>Ritmo:</strong> versi brevi e interruzioni che creano pause meditative; qualche enjambement funziona bene, ma ci sono punti dove la scansione può risultare irregolare (es. tra “s&#39;intende / ma in qualche…”).</p>

<hr>

<h3 id="punti-di-forza">Punti di forza</h3>
<ul><li><strong>Immaginario sensoriale</strong> molto efficace: si percepisce odore, luce e contatto.<br></li>
<li><strong>Voce autentica:</strong> il tono è personale e non didascalico.<br></li>
<li><strong>Originalità metaforica:</strong> “humus-madre” è un’immagine potente che unisce nutrimento e origine.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-di-revisione">Suggerimenti di revisione</h3>
<ul><li><strong>Coerenza sintattica:</strong> valuta di rendere più fluide alcune transizioni per evitare che il lettore inciampi nella costruzione (es. “chissà se loro sentono / di esserci: non come / gli animali o gli umani s&#39;intende” → semplificare o riallineare il ritmo).<br></li>
<li><strong>Segno di punteggiatura:</strong> l’uso del trattino e dei versi spezzati è efficace; potresti però scegliere un’unica strategia (più pause o più scorrevolezza) per tutto il testo.<br></li>
<li><strong>Focalizzazione dell’immagine finale:</strong> il verso conclusivo è bello ma molto etereo; potresti rafforzarlo con un dettaglio sensoriale in più (colore, suono, tatto).</li></ul>

<hr>

<h3 id="due-possibili-versioni-riviste-mantengono-la-tua-voce">Due possibili versioni riviste (mantengono la tua voce)</h3>

<p><strong>Versione A — più fluida</strong>
chissà se loro sentono
di esserci — non come gli animali
o gli umani, s&#39;intende,
ma in un linguaggio misterioso,</p>

<p>affratellati alla terra e all&#39;aria,
nel respiro dell&#39;humus madre.
Sanno, i fiori, offrirsi
al bacio del sole,</p>

<p>al candore
d&#39;un impalpabile sogno.</p>

<p><strong>Versione B — più frammentata, meditativa</strong>
chissà se loro sentono
di esserci:
non come gli animali
o gli umani — s&#39;intende —
ma in qualche misterioso linguaggio</p>

<p>affratellati con la terra e l&#39;aria,
nel respiro dell&#39;humus-madre.
Sanno — i fiori — nell&#39;offrirsi
al bacio del sole:</p>

<p>del candore,
d&#39;un impalpabile sogno.</p>

<hr>

<h3 id="versione-lirica-a">Versione Lirica A</h3>

<p><strong>Tono:</strong> ricco, immaginifico; immagini sovrapposte come veli di luce.</p>

<p>chissà se loro sentono
di esserci — non come gli animali
né come gli uomini — ma in un idioma
che respira tra radici e vento,</p>

<p>fratelli della terra e dell&#39;aria,
cullati dal respiro dell&#39;humus madre.
Sanno, i fiori, offrirsi al bacio del sole,
aprire petali come mani di luce,</p>

<p>accogliere il candore
di un sogno impalpabile
che scende lento dalla luce.</p>

<hr>

<h3 id="versione-lirica-b">Versione Lirica B</h3>

<p><strong>Tono:</strong> musicale, ritmico; versi più cantabili, con allitterazioni e pause misurate.</p>

<p>Chissà se sentono —<br>
di esserci, non come bestie o uomini,<br>
ma in un segreto canto che attraversa il suolo.</p>

<p>Affratellati a terra e aria,<br>
nel respiro caldo dell&#39;humus madre,<br>
i fiori s&#39;inchinano al sole:<br>
offerta di petali, labbra di luce.</p>

<p>Candore che vibra,<br>
sogno sottile come polvere d&#39;oro.</p>

<hr>

<h3 id="versione-lirica-c">Versione Lirica C</h3>

<p><strong>Tono:</strong> esteso, meditativo; sviluppa l&#39;idea della coscienza vegetale con immagini delicate.</p>

<p>Chissà se sentono di esserci,
non con la fretta degli animali
né con la parola degli uomini,
ma con un sapere che è aria e suolo insieme.</p>

<p>Affratellati alla terra, abbracciati all&#39;aria,
nel lento respiro dell&#39;humus madre,
sanno i fiori offrirsi al sole:
non per vanità, ma per un antico rito.</p>

<p>Si aprono come pagine di luce,
accettano il bacio che li attraversa,
custodendo il candore
di un sogno impalpabile che li abita.</p>

<hr>

<h3 id="sonetto">Sonetto</h3>

<p>Chissà se i fiori sanno d&#39;essere vivi,<br>
non come bestie o uomini che parlano,<br>
ma in un segreto idioma che si stende piano<br>
tra radici, vento e giorni sopiti.<br>
Affratellati alla terra e all&#39;aria, miti,<br>
cullati dal respiro dell&#39;humus madre,<br>
si aprono al sole come mani che invadono<br>
la luce e la trattengono in petali.<br>
Sanno offrirsi al bacio che li attraversa,<br>
senza parola, come un antico rito;<br>
accettano il candore d&#39;una promessa<br>
che scende lieve, polvere di un sogno.<br>
E noi, che ascoltiamo il loro silenzio,<br>
impariamo a piegarci al loro dono.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/55z133s1bn</guid>
      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:51:22 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e...</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/crimini-contro-la-terra-come-il-traffico-illegale-di-specie-legname-e</link>
      <description>&lt;![CDATA[Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e minerali distrugge il pianeta (e cosa si sta facendo per fermarlo)&#xA;&#xA;---&#xA;&#xA;Introduzione: Il pianeta sotto attacco&#xA;Immagina una foresta pluviale in Amazzonia: alberi secolari abbattuti illegalmente, fiumi avvelenati dal mercurio usato per estrarre oro, e animali come giaguari e scimmie trafficati come merce. Ora sposta lo sguardo in Africa, dove elefanti e rinoceronti vengono uccisi per le loro zanne e i loro corni, o in Asia, dove tonnellate di rifiuti elettronici illegali finiscono in discariche a cielo aperto, inquinando suolo e acqua.&#xA;&#xA;Questi non sono solo danni ambientali: sono crimini organizzati, gestiti da reti transnazionali che guadagnano miliardi di dollari ogni anno, spesso in connessione con il traffico di droga, armi e esseri umani. Secondo l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine), link in fondo, i crimini che colpiscono l’ambiente sono tra le attività illegali in più rapida crescita al mondo, con un impatto devastante su:&#xA;✅ Biodiversità (sparizione di specie protette).&#xA;✅ Sicurezza economica (perdita di risorse per i paesi in via di sviluppo).&#xA;✅ Stabilità sociale (conflitti per il controllo di risorse come oro, legname e pesce).&#xA;&#xA;Ma c’è una buona notizia: qualcosa si sta muovendo. Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment (GPCAE) dell’UNODC, nel suo Rapporto Annuale 2025, mostra come 36 paesi stiano collaborando per fermare questi crimini, con risultati concreti: 200+ sequestri di fauna e legname, 12 indagini transnazionali portate a termine, e 3.000+ funzionari formati per combatterli.&#xA;&#xA;1. Crimini ambientali: Non sono solo &#34;danni alla natura&#34;&#xA;Spesso si pensa ai crimini ambientali come a reati minori, magari puniti con una multa. In realtà, sono attività criminali organizzate, gestite da reti che operano a livello globale, con:&#xA;Guadagni illeciti stimati tra 110 e 281 miliardi di dollari all’anno (dati UNODC).&#xA;Collegamenti con la criminalità transnazionale: Le stesse organizzazioni che trafficano droga o armi spesso si occupano anche di fauna, legname, minerali o rifiuti.&#xA;Impatti sociali: In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il traffico illegale di oro finanzia gruppi armati e alimenta conflitti.&#xA;&#xA;I 5 &#34;big&#34; dei crimini ambientali&#xA;Il GPCAE si concentra su cinque aree principali:&#xA;&#xA;| Crimine          | Esempi concreti | Dove accade | Impatto |&#xA;|----------------------|---------------------|----------------|-------------|&#xA;| Traffico di fauna | Avorio, corni di rinoceronte, scaglie di pangolino, scimmie, rettili | Africa (Kenya, Tanzania), Asia (Vietnam, Cina) | Estinzione di specie, perdita di biodiversità |&#xA;| Deforestazione illegale | Taglio abusivo di legname pregiato (es. rosewood, mogano) | Amazzonia (Brasile, Perù), Sud-Est Asiatico (Indonesia, Malesia) | Distruzione di foreste, emissioni di CO₂ |&#xA;| Pesca INN (Illegale, Non dichiarata, Non regolamentata) | Pesca di squali per le pinne, traffico di aragoste | Africa Occidentale, Sud-Est Asiatico | Collasso degli ecosistemi marini, perdita di mezzi di sussistenza per le comunità costiere |&#xA;| Traffico di minerali | Oro, cobalto, coltan (usati in smartphone e auto elettriche) | Congo, Sud America (Ecuador, Perù) | Finanziamento di conflitti, inquinamento da mercurio |&#xA;| Traffico di rifiuti | Rifiuti elettronici, plastica, rifiuti medici | Europa → Sud-Est Asiatico (Thailandia, Malesia) | Inquinamento di suolo e acqua, rischi per la salute |&#xA;&#xA;Curiosità:&#xA;In Ecuador, i trafficanti usano container frigoriferi per nascondere droghe e fauna protetta insieme al pesce congelato.&#xA;In Nigeria, nel 2025 è stata approvata una legge che classifica il traffico di specie protette come &#34;reato grave&#34;, permettendo l’estradizione dei criminali.&#xA;&#xA;2. GPCAE: Il &#34;poliziotto ambientale&#34; dell’ONU&#xA;Il Global Programme on Crimes that Affect the Environment è il primo programma delle Nazioni Unite dedicato esclusivamente a contrastare questi crimini con un approccio giudiziario: non si limita a denunciare i danni, ma persegue i colpevoli come si farebbe con un traffico di droga.&#xA;&#xA;Come lavora il GPCAE?&#xA;Il programma agisce su tre fronti principali:&#xA;&#xA;1. Analisi e intelligence: Seguire i soldi e le rotte&#xA;Database globale: Gestisce il CITES Illegal Trade Database, con 160.000 record di sequestri di fauna protetta.&#xA;Rapporti tematici:&#xA;  &#34;Finned for Profit&#34; (2025): Studio sul traffico di pinne di squalo in America Latina.&#xA;  &#34;Global Analysis on Forest Crime&#34; (aprile 2025): Mostra come la domanda di legname in Cina e UE alimenti la deforestazione illegale.&#xA;Tecnologia:&#xA;  PELTS (Portable Enforcement Laboratory): Laboratori mobili per identificare in tempo reale le specie sequestrate (usati in Camerun, Madagascar, Nigeria).&#xA;  Droni e satellite: In Perù, il progetto ADETOP usa algoritmi per individuare il taglio illegale di alberi.&#xA;&#xA;2. Formazione e rafforzamento delle capacità&#xA;Corsi per funzionari:&#xA;  In Ecuador, 48 tecnici forestali hanno imparato a usare app per il riconoscimento del legname (come Xylorix).&#xA;  In Uganda, 70 agenti sono stati formati su raccolta prove e gestione della scena del crimine.&#xA;Laboratori forensi:&#xA;  Il Wildlife Forensics Lab in Uganda ha analizzato 300+ campioni nel 2025, aiutando a inchiodare i trafficanti.&#xA;&#xA;3. Cooperazione internazionale: Unire le forze&#xA;I crimini ambientali non hanno confini, quindi neanche la lotta a essi può essere isolata. Il GPCAE promuove:&#xA;Operazioni congiunte:&#xA;  Operation SAMA II: 32 paesi africani hanno collaborato per sequestrare 92 carichi di fauna e legname.&#xA;  Operation Mekong Dragon VII: 22 paesi asiatici hanno fermato 108 spedizioni di specie protette (tra cui 30 tartarughe, 12 lucertole e 5 elefanti).&#xA;Piattaforme regionali:&#xA;  WIRE Forum (Wildlife Inter-Regional Enforcement): 140 esperti da 35 paesi si sono incontrati a Bangkok per scambiare informazioni su indagini in corso.&#xA;  CORLAC: Nuova piattaforma per il coordinamento tra Brasile, Colombia, Ecuador e Perù contro il traffico di legname e oro.&#xA;Partnership con il settore privato:&#xA;  Operation COASTLINE: Collaborazione con compagnie di navigazione (come DP World) per identificare container sospetti.&#xA;  Unwaste: Progetto con UNEP per fermare il traffico di rifiuti tra UE e Sud-Est Asiatico (13 riforme legislative ottenute).&#xA;&#xA;Un dato impressionante:&#xA;Nel 2025, 51 milioni di persone hanno visto post sui social media con hashtag come #endENVcrime e #EndWildlifeCrime, a dimostrazione che l’attenzione globale sta crescendo.&#xA;&#xA;3. Successi del 2025: Le vittorie (e le lezioni imparate)&#xA;✅ Casi di successo&#xA;Nigeria: Una legge storica&#xA;   Ottobre 2025: Il parlamento nigeriano approva il &#34;Endangered Species Conservation and Protection Bill&#34;, che introduce pene più severe per il traffico di specie protette.&#xA;   Impatto: Ora i trafficanti possono essere estradati e processati all’estero.&#xA;&#xA;Uganda: Forensica al servizio della giustizia&#xA;   Il Wildlife Forensics Laboratory (sostenuto dal GPCAE) ha contribuito a 58 casi giudiziari, con analisi DNA che hanno permesso di collegare i sequestri ai trafficanti.&#xA;&#xA;Ecuador-Perù: Mappatura dei punti caldi&#xA;   Un studio binazionale ha identificato per la prima volta le zone di estrazione illegale di oro lungo il confine amazzonico, aiutando le autorità a mirare gli interventi.&#xA;&#xA;Sudafrica: Pesca illegale sotto accusa&#xA;   Il progetto FishNET II ha formato 35 pubblici ministeri, che ora applicano un approccio &#34;a catena del valore&#34; per smantellare le reti criminali (dalla barca al mercato).&#xA;&#xA;Thailandia: Sequestro record di corni di rinoceronte&#xA;   Grazie a profili di rischio sviluppati al WIRE Forum, le autorità tailandesi hanno sequestrato 5 corni di rinoceronte (6,86 kg) in un container diretto in Cina.&#xA;&#xA;Le sfide ancora aperte&#xA;Nonostante i progressi, ci sono ostacoli enormi:&#xA;Corruzione:&#xA;   In Kenya e Mozambico, funzionari corrotti permettono ai trafficanti di eludere i controlli.&#xA;   Soluzione: Il GPCAE ha formato 10 istituzioni in Africa su meccanismi di whistleblowing e codici etici.&#xA;&#xA;Mancanza di risorse:&#xA;   Molti paesi non hanno laboratori forensi o tecnologie avanzate (es. droni, analisi DNA).&#xA;   Esempio: In Africa Centrale, solo l’Uganda ha un laboratorio specializzato.&#xA;&#xA;Lacune legislative:&#xA;   In molti stati, i crimini ambientali non sono considerati &#34;gravi&#34;, quindi non si può attivare la cooperazione internazionale (es. estradizione).&#xA;&#xA;Crimine digitale:&#xA;   Il traffico di specie protette si sposta online (dark web, social media), rendendo più difficile il tracciamento.&#xA;&#xA;Minerali critici: L’oro &#34;sporco&#34; della transizione energetica&#xA;   La domanda di litio, cobalto e nichel (usati per batterie e pannelli solari) sta alimentando il traffico illegale in paesi come il Congo e il Perù.&#xA;&#xA;4. Il futuro: Cosa ci aspetta nel 2026?&#xA;Il GPCAE ha piani ambiziosi per il prossimo anno. Ecco le 5 priorità:&#xA;&#xA;1. Nuove leggi e accordi internazionali&#xA;Protocollo UNTOC: Si sta discutendo l’aggiunta di un protocollo specifico contro i crimini ambientali alla Convenzione ONU contro la criminalità transnazionale.&#xA;Direttiva UE: Entro maggio 2026, tutti i paesi UE dovranno adeguarsi alla nuova Direttiva sui crimini ambientali, che introduce sanzioni più severe.&#xA;&#xA;2. Tecnologia e innovazione&#xA;Intelligenza artificiale: Uso di AI per analizzare dati su rotte di traffico e modelli criminali (es. SinaflorLab in Brasile).&#xA;Blockchain: Tracciamento delle catene di approvvigionamento di minerali (es. oro, cobalto) per garantire che siano legali e sostenibili.&#xA;Droni e satellite: Monitoraggio in tempo reale delle aree a rischio (es. Amazzonia, Congo).&#xA;&#xA;3. Cooperazione pubblico-privato&#xA;Operation COASTLINE: Estensione ad altri porti globali (es. Rotterdam, Shanghai).&#xA;Collaborazione con le tech company: Facebook, Google e altre piattaforme potrebbero aiutare a identificare traffici online.&#xA;&#xA;4. Focus su aree critiche&#xA;| Regione       | Priorità 2026 | Progetti chiave |&#xA;|-------------------|-------------------|---------------------|&#xA;| Africa        | Traffico di fauna e legname | SAMA III (operazione doganale), rafforzamento di AWFN (rete forense) |&#xA;| America Latina | Mineraria illegale | Operation Free Amazon III, coordinamento via CORLAC |&#xA;| Asia-Pacifico | Traffico di rifiuti | WasteNet (progetto con Basel Convention) |&#xA;| Europa        | Implementazione Direttiva UE | Formazione per polizie ambientali |&#xA;&#xA;5. Obiettivi misurabili&#xA;Il GPCAE si è posto traguardi concreti per il 2026:&#xA;Aumento del 20% nelle condanne per crimini ambientali.&#xA;100+ operazioni congiunte tra paesi.&#xA;Integrazione dei crimini ambientali nei piani nazionali di sicurezza di almeno 20 paesi.&#xA;&#xA;Conclusione: Possiamo vincere questa battaglia?&#xA;I crimini ambientali sono una minaccia globale, ma il Rapporto 2025 del GPCAE dimostra che la lotta non è persa. Grazie a:&#xA;✔ Cooperazione internazionale (WIRE, CORLAC, SAMA).&#xA;✔ Tecnologia (forensica, AI, droni).&#xA;✔ Leggi più severe (Nigeria, UE).&#xA;✔ Sensibilizzazione (social media, campagne).&#xA;&#xA;...si stanno ottenendo risultati concreti.&#xA;&#xA;Ma servono ancora:&#xA;Più risorse per i paesi in via di sviluppo.&#xA;Maggiore impegno politico (es. ratifica del protocollo UNTOC).&#xA;Coinvolgimento di tutti: Governi, aziende, cittadini.&#xA;&#xA;La domanda finale è: Siamo pronti a trattare i crimini ambientali con la stessa serietà con cui trattiamo il traffico di droga o il terrorismo?&#xA;La risposta del GPCAE è sì. Ed il futuro sarà l’anno per dimostrarlo.&#xA;&#xA;Fonti e approfondimenti&#xA;UNODC GPCAE Annual Report 2025 (https://www.unodc.org/res/environment-climate/resourceshtml/AnnualReportGPCAE2025.pdf)&#xA;CITES Illegal Trade Database (cites.org)&#xA;IUCN World Conservation Congress 2025 (iucn.org)&#xA;Basel Convention (basel.int)&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="crimini-contro-la-terra-come-il-traffico-illegale-di-specie-legname-e-minerali-distrugge-il-pianeta-e-cosa-si-sta-facendo-per-fermarlo"><strong>Crimini contro la Terra: Come il traffico illegale di specie, legname e minerali distrugge il pianeta (e cosa si sta facendo per fermarlo)</strong></h2>

<hr>

<h2 id="introduzione-il-pianeta-sotto-attacco"><strong>Introduzione: Il pianeta sotto attacco</strong></h2>

<p>Immagina una <strong>foresta pluviale</strong> in Amazzonia: alberi secolari abbattuti illegalmente, fiumi avvelenati dal mercurio usato per estrarre oro, e animali come giaguari e scimmie trafficati come merce. Ora sposta lo sguardo in <strong>Africa</strong>, dove elefanti e rinoceronti vengono uccisi per le loro zanne e i loro corni, o in <strong>Asia</strong>, dove tonnellate di rifiuti elettronici illegali finiscono in discariche a cielo aperto, inquinando suolo e acqua.</p>

<p>Questi non sono solo <strong>danni ambientali</strong>: sono <strong>crimini organizzati</strong>, gestiti da reti transnazionali che guadagnano <strong>miliardi di dollari</strong> ogni anno, spesso in connessione con il traffico di droga, armi e esseri umani. Secondo l’<strong>UNODC</strong> (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine), link in fondo, i crimini che colpiscono l’ambiente sono tra le <strong>attività illegali in più rapida crescita al mondo</strong>, con un impatto devastante su:
✅ <strong>Biodiversità</strong> (sparizione di specie protette).
✅ <strong>Sicurezza economica</strong> (perdita di risorse per i paesi in via di sviluppo).
✅ <strong>Stabilità sociale</strong> (conflitti per il controllo di risorse come oro, legname e pesce).</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/Kfk8iZH9Z3mSYZC/preview" alt=""></p>

<p>Ma c’è una buona notizia: <strong>qualcosa si sta muovendo</strong>. Il <strong>Global Programme on Crimes that Affect the Environment (GPCAE)</strong> dell’UNODC, nel suo <strong>Rapporto Annuale 2025</strong>, mostra come <strong>36 paesi</strong> stiano collaborando per fermare questi crimini, con risultati concreti: <strong>200+ sequestri di fauna e legname</strong>, <strong>12 indagini transnazionali portate a termine</strong>, e <strong>3.000+ funzionari formati</strong> per combatterli.</p>

<h2 id="1-crimini-ambientali-non-sono-solo-danni-alla-natura"><strong>1. Crimini ambientali: Non sono solo “danni alla natura”</strong></h2>

<p>Spesso si pensa ai crimini ambientali come a <strong>reati minori</strong>, magari puniti con una multa. In realtà, sono <strong>attività criminali organizzate</strong>, gestite da <strong>reti che operano a livello globale</strong>, con:
– <strong>Guadagni illeciti</strong> stimati tra <strong>110 e 281 miliardi di dollari all’anno</strong> (dati UNODC).
– <strong>Collegamenti con la criminalità transnazionale</strong>: Le stesse organizzazioni che trafficano droga o armi spesso si occupano anche di <strong>fauna, legname, minerali o rifiuti</strong>.
– <strong>Impatti sociali</strong>: In paesi come la <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, il traffico illegale di oro finanzia <strong>gruppi armati</strong> e alimenta conflitti.</p>

<h3 id="i-5-big-dei-crimini-ambientali"><strong>I 5 “big” dei crimini ambientali</strong></h3>

<p>Il GPCAE si concentra su <strong>cinque aree principali</strong>:</p>

<table>
<thead>
<tr>
<th><strong>Crimine</strong></th>
<th><strong>Esempi concreti</strong></th>
<th><strong>Dove accade</strong></th>
<th><strong>Impatto</strong></th>
</tr>
</thead>

<tbody>
<tr>
<td><strong>Traffico di fauna</strong></td>
<td>Avorio, corni di rinoceronte, scaglie di pangolino, scimmie, rettili</td>
<td>Africa (Kenya, Tanzania), Asia (Vietnam, Cina)</td>
<td>Estinzione di specie, perdita di biodiversità</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Deforestazione illegale</strong></td>
<td>Taglio abusivo di legname pregiato (es. rosewood, mogano)</td>
<td>Amazzonia (Brasile, Perù), Sud-Est Asiatico (Indonesia, Malesia)</td>
<td>Distruzione di foreste, emissioni di CO₂</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Pesca INN</strong> (Illegale, Non dichiarata, Non regolamentata)</td>
<td>Pesca di squali per le pinne, traffico di aragoste</td>
<td>Africa Occidentale, Sud-Est Asiatico</td>
<td>Collasso degli ecosistemi marini, perdita di mezzi di sussistenza per le comunità costiere</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Traffico di minerali</strong></td>
<td>Oro, cobalto, coltan (usati in smartphone e auto elettriche)</td>
<td>Congo, Sud America (Ecuador, Perù)</td>
<td>Finanziamento di conflitti, inquinamento da mercurio</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Traffico di rifiuti</strong></td>
<td>Rifiuti elettronici, plastica, rifiuti medici</td>
<td>Europa → Sud-Est Asiatico (Thailandia, Malesia)</td>
<td>Inquinamento di suolo e acqua, rischi per la salute</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><strong>Curiosità</strong>:
– In <strong>Ecuador</strong>, i trafficanti usano <strong>container frigoriferi</strong> per nascondere <strong>droghe e fauna protetta</strong> insieme al pesce congelato.
– In <strong>Nigeria</strong>, nel 2025 è stata approvata una legge che <strong>classifica il traffico di specie protette come “reato grave”</strong>, permettendo l’estradizione dei criminali.</p>

<h2 id="2-gpcae-il-poliziotto-ambientale-dell-onu"><strong>2. GPCAE: Il “poliziotto ambientale” dell’ONU</strong></h2>

<p>Il <strong>Global Programme on Crimes that Affect the Environment</strong> è il <strong>primo programma delle Nazioni Unite</strong> dedicato esclusivamente a contrastare questi crimini con un approccio <strong>giudiziario</strong>: non si limita a denunciare i danni, ma <strong>persegue i colpevoli</strong> come si farebbe con un traffico di droga.</p>

<h3 id="come-lavora-il-gpcae"><strong>Come lavora il GPCAE?</strong></h3>

<p>Il programma agisce su <strong>tre fronti principali</strong>:</p>

<h4 id="1-analisi-e-intelligence-seguire-i-soldi-e-le-rotte"><strong>1. Analisi e intelligence: Seguire i soldi e le rotte</strong></h4>
<ul><li><strong>Database globale</strong>: Gestisce il <strong>CITES Illegal Trade Database</strong>, con <strong>160.000 record di sequestri</strong> di fauna protetta.</li>
<li><strong>Rapporti tematici</strong>:
<ul><li><em>“Finned for Profit”</em> (2025): Studio sul traffico di pinne di squalo in America Latina.</li>
<li><em>“Global Analysis on Forest Crime”</em> (aprile 2025): Mostra come la domanda di legname in Cina e UE alimenti la deforestazione illegale.</li></ul></li>
<li><strong>Tecnologia</strong>:
<ul><li><strong>PELTS</strong> (<em>Portable Enforcement Laboratory</em>): Laboratori mobili per identificare <strong>in tempo reale</strong> le specie sequestrate (usati in <strong>Camerun, Madagascar, Nigeria</strong>).</li>
<li><strong>Droni e satellite</strong>: In <strong>Perù</strong>, il progetto <strong>ADETOP</strong> usa <strong>algoritmi</strong> per individuare il taglio illegale di alberi.</li></ul></li></ul>

<h4 id="2-formazione-e-rafforzamento-delle-capacità"><strong>2. Formazione e rafforzamento delle capacità</strong></h4>
<ul><li><strong>Corsi per funzionari</strong>:
<ul><li>In <strong>Ecuador</strong>, 48 tecnici forestali hanno imparato a usare <strong>app per il riconoscimento del legname</strong> (come <strong>Xylorix</strong>).</li>
<li>In <strong>Uganda</strong>, 70 agenti sono stati formati su <strong>raccolta prove</strong> e <strong>gestione della scena del crimine</strong>.</li></ul></li>
<li><strong>Laboratori forensi</strong>:
<ul><li>Il <strong>Wildlife Forensics Lab</strong> in Uganda ha analizzato <strong>300+ campioni</strong> nel 2025, aiutando a inchiodare i trafficanti.</li></ul></li></ul>

<h4 id="3-cooperazione-internazionale-unire-le-forze"><strong>3. Cooperazione internazionale: Unire le forze</strong></h4>

<p>I crimini ambientali <strong>non hanno confini</strong>, quindi neanche la lotta a essi può essere isolata. Il GPCAE promuove:
– <strong>Operazioni congiunte</strong>:
  – <strong>Operation SAMA II</strong>: 32 paesi africani hanno collaborato per sequestrare <strong>92 carichi</strong> di fauna e legname.
  – <strong>Operation Mekong Dragon VII</strong>: 22 paesi asiatici hanno fermato <strong>108 spedizioni</strong> di specie protette (tra cui <strong>30 tartarughe, 12 lucertole e 5 elefanti</strong>).
– <strong>Piattaforme regionali</strong>:
  – <strong>WIRE Forum</strong> (Wildlife Inter-Regional Enforcement): 140 esperti da 35 paesi si sono incontrati a Bangkok per scambiare informazioni su <strong>indagini in corso</strong>.
  – <strong>CORLAC</strong>: Nuova piattaforma per il coordinamento tra <strong>Brasile, Colombia, Ecuador e Perù</strong> contro il traffico di legname e oro.
– <strong>Partnership con il settore privato</strong>:
  – <strong>Operation COASTLINE</strong>: Collaborazione con <strong>compagnie di navigazione</strong> (come <strong>DP World</strong>) per identificare container sospetti.
  – <strong>Unwaste</strong>: Progetto con <strong>UNEP</strong> per fermare il traffico di rifiuti tra UE e Sud-Est Asiatico (13 riforme legislative ottenute).</p>

<p><strong>Un dato impressionante</strong>:
Nel 2025, <strong>51 milioni di persone</strong> hanno visto post sui social media con hashtag come <strong>#endENVcrime</strong> e <strong>#EndWildlifeCrime</strong>, a dimostrazione che l’attenzione globale sta crescendo.</p>

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<h2 id="3-successi-del-2025-le-vittorie-e-le-lezioni-imparate"><strong>3. Successi del 2025: Le vittorie (e le lezioni imparate)</strong></h2>

<h3 id="casi-di-successo"><strong>✅ Casi di successo</strong></h3>
<ol><li><p><strong>Nigeria: Una legge storica</strong></p>
<ul><li>Ottobre 2025: Il parlamento nigeriano approva il <strong>“Endangered Species Conservation and Protection Bill”</strong>, che introduce <strong>pene più severe</strong> per il traffico di specie protette.</li>
<li><strong>Impatto</strong>: Ora i trafficanti possono essere <strong>estradati</strong> e processati all’estero.</li></ul></li>

<li><p><strong>Uganda: Forensica al servizio della giustizia</strong></p>
<ul><li>Il <strong>Wildlife Forensics Laboratory</strong> (sostenuto dal GPCAE) ha contribuito a <strong>58 casi giudiziari</strong>, con analisi DNA che hanno permesso di <strong>collegare i sequestri ai trafficanti</strong>.</li></ul></li>

<li><p><strong>Ecuador-Perù: Mappatura dei punti caldi</strong></p>
<ul><li>Un <strong>studio binazionale</strong> ha identificato per la prima volta le <strong>zone di estrazione illegale di oro</strong> lungo il confine amazzonico, aiutando le autorità a <strong>mirare gli interventi</strong>.</li></ul></li>

<li><p><strong>Sudafrica: Pesca illegale sotto accusa</strong></p>
<ul><li>Il progetto <strong>FishNET II</strong> ha formato <strong>35 pubblici ministeri</strong>, che ora applicano un <strong>approccio “a catena del valore”</strong> per smantellare le reti criminali (dalla barca al mercato).</li></ul></li>

<li><p><strong>Thailandia: Sequestro record di corni di rinoceronte</strong></p>
<ul><li>Grazie a <strong>profili di rischio sviluppati al WIRE Forum</strong>, le autorità tailandesi hanno sequestrato <strong>5 corni di rinoceronte (6,86 kg)</strong> in un container diretto in Cina.</li></ul></li></ol>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/5o3L5sPN3NSZRbL/preview" alt=""></p>

<h3 id="le-sfide-ancora-aperte"><strong>Le sfide ancora aperte</strong></h3>

<p>Nonostante i progressi, ci sono <strong>ostacoli enormi</strong>:
1. <strong>Corruzione</strong>:
   – In <strong>Kenya e Mozambico</strong>, funzionari corrotti permettono ai trafficanti di <strong>eludere i controlli</strong>.
   – <strong>Soluzione</strong>: Il GPCAE ha formato <strong>10 istituzioni</strong> in Africa su <strong>meccanismi di whistleblowing</strong> e <strong>codici etici</strong>.</p>
<ol><li><p><strong>Mancanza di risorse</strong>:</p>
<ul><li>Molti paesi <strong>non hanno laboratori forensi</strong> o <strong>tecnologie avanzate</strong> (es. droni, analisi DNA).</li>
<li><strong>Esempio</strong>: In <strong>Africa Centrale</strong>, solo l’Uganda ha un laboratorio specializzato.</li></ul></li>

<li><p><strong>Lacune legislative</strong>:</p>
<ul><li>In molti stati, i crimini ambientali <strong>non sono considerati “gravi”</strong>, quindi non si può attivare la <strong>cooperazione internazionale</strong> (es. estradizione).</li></ul></li>

<li><p><strong>Crimine digitale</strong>:</p>
<ul><li>Il traffico di specie protette <strong>si sposta online</strong> (dark web, social media), rendendo più difficile il tracciamento.</li></ul></li>

<li><p><strong>Minerali critici: L’oro “sporco” della transizione energetica</strong></p>
<ul><li>La domanda di <strong>litio, cobalto e nichel</strong> (usati per batterie e pannelli solari) sta <strong>alimentando il traffico illegale</strong> in paesi come il <strong>Congo</strong> e il <strong>Perù</strong>.</li></ul></li></ol>

<h2 id="4-il-futuro-cosa-ci-aspetta-nel-2026"><strong>4. Il futuro: Cosa ci aspetta nel 2026?</strong></h2>

<p>Il GPCAE ha <strong>piani ambiziosi</strong> per il prossimo anno. Ecco le <strong>5 priorità</strong>:</p>

<h3 id="1-nuove-leggi-e-accordi-internazionali"><strong>1. Nuove leggi e accordi internazionali</strong></h3>
<ul><li><strong>Protocollo UNTOC</strong>: Si sta discutendo l’aggiunta di un <strong>protocollo specifico</strong> contro i crimini ambientali alla <strong>Convenzione ONU contro la criminalità transnazionale</strong>.</li>
<li><strong>Direttiva UE</strong>: Entro <strong>maggio 2026</strong>, tutti i paesi UE dovranno adeguarsi alla nuova <strong>Direttiva sui crimini ambientali</strong>, che introduce <strong>sanzioni più severe</strong>.</li></ul>

<h3 id="2-tecnologia-e-innovazione"><strong>2. Tecnologia e innovazione</strong></h3>
<ul><li><strong>Intelligenza artificiale</strong>: Uso di <strong>AI</strong> per analizzare dati su <strong>rotte di traffico</strong> e <strong>modelli criminali</strong> (es. <strong>SinaflorLab</strong> in Brasile).</li>
<li><strong>Blockchain</strong>: Tracciamento delle <strong>catene di approvvigionamento</strong> di minerali (es. oro, cobalto) per garantire che siano <strong>legali e sostenibili</strong>.</li>
<li><strong>Droni e satellite</strong>: Monitoraggio <strong>in tempo reale</strong> delle aree a rischio (es. Amazzonia, Congo).</li></ul>

<h3 id="3-cooperazione-pubblico-privato"><strong>3. Cooperazione pubblico-privato</strong></h3>
<ul><li><strong>Operation COASTLINE</strong>: Estensione ad altri <strong>porti globali</strong> (es. Rotterdam, Shanghai).</li>
<li><strong>Collaborazione con le tech company</strong>: Facebook, Google e altre piattaforme potrebbero aiutare a <strong>identificare traffici online</strong>.</li></ul>

<h3 id="4-focus-su-aree-critiche"><strong>4. Focus su aree critiche</strong></h3>

<table>
<thead>
<tr>
<th><strong>Regione</strong></th>
<th><strong>Priorità 2026</strong></th>
<th><strong>Progetti chiave</strong></th>
</tr>
</thead>

<tbody>
<tr>
<td><strong>Africa</strong></td>
<td>Traffico di fauna e legname</td>
<td><strong>SAMA III</strong> (operazione doganale), rafforzamento di <strong>AWFN</strong> (rete forense)</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>America Latina</strong></td>
<td>Mineraria illegale</td>
<td><strong>Operation Free Amazon III</strong>, coordinamento via <strong>CORLAC</strong></td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Asia-Pacifico</strong></td>
<td>Traffico di rifiuti</td>
<td><strong>WasteNet</strong> (progetto con Basel Convention)</td>
</tr>

<tr>
<td><strong>Europa</strong></td>
<td>Implementazione Direttiva UE</td>
<td>Formazione per <strong>polizie ambientali</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<h3 id="5-obiettivi-misurabili"><strong>5. Obiettivi misurabili</strong></h3>

<p>Il GPCAE si è posto <strong>traguardi concreti</strong> per il 2026:
– <strong>Aumento del 20%</strong> nelle condanne per crimini ambientali.
– <strong>100+ operazioni congiunte</strong> tra paesi.
– <strong>Integrazione</strong> dei crimini ambientali nei <strong>piani nazionali di sicurezza</strong> di almeno 20 paesi.</p>

<h2 id="conclusione-possiamo-vincere-questa-battaglia"><strong>Conclusione: Possiamo vincere questa battaglia?</strong></h2>

<p>I crimini ambientali sono una <strong>minaccia globale</strong>, ma il <strong>Rapporto 2025 del GPCAE</strong> dimostra che <strong>la lotta non è persa</strong>. Grazie a:
✔ <strong>Cooperazione internazionale</strong> (WIRE, CORLAC, SAMA).
✔ <strong>Tecnologia</strong> (forensica, AI, droni).
✔ <strong>Leggi più severe</strong> (Nigeria, UE).
✔ <strong>Sensibilizzazione</strong> (social media, campagne).</p>

<p>...si stanno ottenendo <strong>risultati concreti</strong>.</p>

<p><strong>Ma servono ancora:</strong>
– <strong>Più risorse</strong> per i paesi in via di sviluppo.
– <strong>Maggiore impegno politico</strong> (es. ratifica del protocollo UNTOC).
– <strong>Coinvolgimento di tutti</strong>: Governi, aziende, cittadini.</p>

<p><strong>La domanda finale è: Siamo pronti a trattare i crimini ambientali con la stessa serietà con cui trattiamo il traffico di droga o il terrorismo?</strong>
La risposta del GPCAE è <strong>sì</strong>. Ed il futuro sarà l’anno per dimostrarlo.</p>

<h3 id="fonti-e-approfondimenti"><strong>Fonti e approfondimenti</strong></h3>
<ul><li><strong>UNODC GPCAE Annual Report 2025</strong> (<a href="https://www.unodc.org/unodc/en/environment-climate/" rel="nofollow">https://www.unodc.org/res/environment-climate/resources<em>html/Annual</em>Report<em>GPCAE</em>2025.pdf</a>)</li>
<li><strong>CITES Illegal Trade Database</strong> (<a href="https://cites.org/" rel="nofollow">cites.org</a>)</li>
<li><strong>IUCN World Conservation Congress 2025</strong> (<a href="https://www.iucn.org/" rel="nofollow">iucn.org</a>)</li>
<li><strong>Basel Convention</strong> (<a href="http://www.basel.int/" rel="nofollow">basel.int</a>)</li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/83zeyusbma</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 17:26:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana.</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/riconoscimento-biometrico-dal-regolamento-ue-alla-legge-italiana</link>
      <description>&lt;![CDATA[Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana. Una analisi del Professor Gialuz&#xA;&#xA;Una scheda tecnica e giuridica del 30 luglio 2026, sull&#39;adeguamento della normativa italiana al Regolamento UE 2024/1689 in materia di intelligenza artificiale per la polizia&#xA;&#xA;Il documento analizza lo Schema di decreto legislativo (atto n. 418) proposto per adeguare l&#39;Italia alle norme UE sull&#39;uso dell&#39;IA nella polizia. L&#39;autore, il professor Mitja Gialuz, mette in guardia dal rischio che l&#39;uso improprio di sistemi biometrici (come il SARI o il riconoscimento facciale) possa minacciare le libertà democratiche, generando un effetto di &#34;freddo&#34; (chilling effect) e una sorveglianza di massa.&#xA;&#xA;L&#39;autore individua diverse carenze nello schema normativo, evidenziando come esso non recepisca pienamente i principi di proporzionalità e il controllo giurisdizionale richiesti dalla Corte di Strasburgo e dalla Corte di Lussemburgo:&#xA;&#xA;Autorizzazione e Controllo: Attualmente, l&#39;autorizzazione per l&#39;uso del riconoscimento biometrico in tempo reale è demandata al Procuratore della Repubblica, che l&#39;autore ritiene parzialmente in conflitto di interessi. Propone di attribuire la competenza al Giudice (GIP o Presidente del Tribunale), unico organo in grado di garantire una neutralità adeguata tra esigenze investigative e diritti fondamentali (artt. 7 e 8 della Carta di Nizza).&#xA;Disciplina d&#39;Urgenza: La norma attuale permetterebbe alla polizia giudiziaria di attivare il riconoscimento biometrico in tempo reale in casi di urgenza senza autorizzazione preventiva, un aspetto che l&#39;autore considera a rischio di illegittimità costituzionale per violazione del principio di riservatezza e del divieto di sorveglianza indiscriminata.&#xA;Riconoscimento Facciale &#34;A Posteriori&#34;: L&#39;articolo 10 dello schema manca di una disciplina chiara per l&#39;autorizzazione preventiva, richiesta dal Regolamento UE. Inoltre, l&#39;autore critica l&#39;uso della deroga d&#39;urgenza, che viene applicata in modo troppo ampio (anche quando il sospetto è già individuato), e la creazione di archivi preventivi di volti in luoghi pubblici, che rischia di violare il principio di minimizzazione dei dati.&#xA;Mancanza di Garanzie Umane: Lo schema omette di prevedere un doppio controllo umano obbligatorio (verifica da parte di almeno due operatori indipendenti), un requisito fondamentale per mitigare errori algoritmici e bias.&#xA;&#xA;L&#39;analisi si chiude con un monito: senza solide barriere giuridiche e un controllo giurisdizionale rigoroso, l&#39;impiego massiccio del riconoscimento facciale rischia di compromettere la stessa democrazia che si intende difendere.&#xA;&#xA;Il testo, una rielaborazione della memoria presentata in occasione dell’Audizione svolta dall’Autore alla Commissione giustizia della Camera dei Deputati il 23 luglio 2026, è reperibile qui:&#xA;https://www.sistemapenale.it/it/scheda/gialuz-riconoscimento-biometrico-e-garanzie-necessarie-nello-stato-democratico]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="riconoscimento-biometrico-dal-regolamento-ue-alla-legge-italiana-una-analisi-del-professor-gialuz">Riconoscimento biometrico: dal Regolamento UE alla legge italiana. Una analisi del Professor Gialuz</h2>

<h3 id="una-scheda-tecnica-e-giuridica-del-30-luglio-2026-sull-adeguamento-della-normativa-italiana-al-regolamento-ue-2024-1689-in-materia-di-intelligenza-artificiale-per-la-polizia">Una scheda tecnica e giuridica del 30 luglio 2026, sull&#39;adeguamento della normativa italiana al Regolamento UE 2024/1689 in materia di intelligenza artificiale per la polizia</h3>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/tjSZWMKEcsoHJps/preview" alt=""></p>

<p>Il documento analizza lo Schema di decreto legislativo (atto n. 418) proposto per adeguare l&#39;Italia alle norme UE sull&#39;uso dell&#39;IA nella polizia. L&#39;autore, il professor Mitja Gialuz, mette in guardia dal rischio che l&#39;uso improprio di sistemi biometrici (come il SARI o il riconoscimento facciale) possa minacciare le libertà democratiche, generando un effetto di “freddo” (chilling effect) e una sorveglianza di massa.</p>

<p>L&#39;autore individua diverse carenze nello schema normativo, evidenziando come esso non recepisca pienamente i principi di proporzionalità e il controllo giurisdizionale richiesti dalla Corte di Strasburgo e dalla Corte di Lussemburgo:</p>
<ul><li>Autorizzazione e Controllo: Attualmente, l&#39;autorizzazione per l&#39;uso del riconoscimento biometrico in tempo reale è demandata al Procuratore della Repubblica, che l&#39;autore ritiene parzialmente in conflitto di interessi. Propone di attribuire la competenza al Giudice (GIP o Presidente del Tribunale), unico organo in grado di garantire una neutralità adeguata tra esigenze investigative e diritti fondamentali (artt. 7 e 8 della Carta di Nizza).</li>
<li>Disciplina d&#39;Urgenza: La norma attuale permetterebbe alla polizia giudiziaria di attivare il riconoscimento biometrico in tempo reale in casi di urgenza senza autorizzazione preventiva, un aspetto che l&#39;autore considera a rischio di illegittimità costituzionale per violazione del principio di riservatezza e del divieto di sorveglianza indiscriminata.</li>
<li>Riconoscimento Facciale “A Posteriori”: L&#39;articolo 10 dello schema manca di una disciplina chiara per l&#39;autorizzazione preventiva, richiesta dal Regolamento UE. Inoltre, l&#39;autore critica l&#39;uso della deroga d&#39;urgenza, che viene applicata in modo troppo ampio (anche quando il sospetto è già individuato), e la creazione di archivi preventivi di volti in luoghi pubblici, che rischia di violare il principio di minimizzazione dei dati.</li>
<li>Mancanza di Garanzie Umane: Lo schema omette di prevedere un doppio controllo umano obbligatorio (verifica da parte di almeno due operatori indipendenti), un requisito fondamentale per mitigare errori algoritmici e <em>bias</em>.</li></ul>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/ra9Fw5bMASDBEnD/preview" alt=""></p>

<p>L&#39;analisi si chiude con un monito: senza solide barriere giuridiche e un controllo giurisdizionale rigoroso, l&#39;impiego massiccio del riconoscimento facciale rischia di compromettere la stessa democrazia che si intende difendere.</p>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/2pH622E85wzF3Q5/preview" alt=""></p>

<p>Il testo, una rielaborazione della memoria presentata in occasione dell’Audizione svolta dall’Autore alla Commissione giustizia della Camera dei Deputati il 23 luglio 2026, è reperibile qui:
<a href="https://www.sistemapenale.it/it/scheda/gialuz-riconoscimento-biometrico-e-garanzie-necessarie-nello-stato-democratico" rel="nofollow">https://www.sistemapenale.it/it/scheda/gialuz-riconoscimento-biometrico-e-garanzie-necessarie-nello-stato-democratico</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/r77h3qlfke</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 16:42:50 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[100]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/100</link>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>[100]</p>

<p>nei registri dei contanastri giovanili] ciarpami -missili inti di halley fòra] o nessuna un travel] bag da viaggio ogni due sandisangue certe torte cotte gli elisir] fatti di contrabbando</p>
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      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/muvupaj18e</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:53:54 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Aesthetic Files - Memphis</title>
      <link>https://noblogo.org/daily-graphics/aesthetic-files-memphis</link>
      <description>&lt;![CDATA[Che succede quando menti creative si riuniscono per discutere di nuove forme espressive legate al design? Be&#39;, le possibilità sono 2: o si prendono a cazzotti, oppure danno vita a un collettivo capace di cambiare il corso degli eventi.&#xA;&#xA;Negli anni 80 prevalse la seconda opzione e il genere umano conobbe il Gruppo Memphis, ma le sue radici risalgono alla fine degli anni 70 e, per essere ancora più precisi, affondano nelle prime sperimentazioni al disegno industriale fatte allo Studio Alchymia da Ettore Sottsass.&#xA;&#xA;Quest&#39;uomo voleva introdurre un nuovo linguaggio visivo, ma non solo nelle mostre: la sua intenzione era venderlo nei negozi, di piazzarlo nelle case e usarlo tutti i giorni. Per farlo dovette lasciare il già citato studio, che non riuscì mai a mettere in piedi una parvenza di organizzazione commerciale.&#xA;&#xA;Organizzò poi una serie di incontri serali (tenutisi l&#39;11, il 12 e il 14 dicembre 1980) con quelli che poi saranno i 7 fondatori del gruppo, ossia  Michele De Lucchi, Aldo Cibic, Matteo Thun, Marco Zanini,  Martine Bedin \e Barbara Radice.&#xA;&#xA;Quest&#39;ultima era l’unica non designer, ciò nonostante diede un enorme contributo. Fu lei a fornire la giustificazione e ad articolare la posizione del progetto, in modo che diventasse più di un&#39;avventura passeggera. Inoltre, ne fu anche la storiografa.&#xA;&#xA;Ma come arrivarono a Memphis? Stando alla Radice, il nome saltò fuori al loro primo incontro, che si tenne a casa di Sottsass. A un certo punto, dopo aver ascoltato per l&#39;ennesima volta &#34;Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues&#34; di Bob Dylan, il sopracitato designer propose questo nome e tutti accettarono.&#xA;&#xA;Lo scelsero anche perché evocava sia Elvis Presley, cresciuto nell&#39;omonima città degli USA, che il dio egizio Ptah, il protettore di... esatto, Memphis. Praticamente, cultura bassa e alta che si incontrano. Questa dualità sarebbe poi stata presente anche nei loro arredi, fatti sia di plastica laminata che di radica (una pregiata escrescenza legnosa).&#xA;&#xA;Dunque, scelto il nome, bisognava lavorare ai mobili. Scelsero deliberatamente di allontanarsi dall&#39;estetica dominante dei primi anni 80 (caratterizzata da tonalità terrose) e dagli stili più sobri come il movimento britannico New Romantic. Al contrario,&#xA;introdussero un nuovo linguaggio visivo contraddistinto da vivaci colori neon e pastello, forme geometriche audaci e motivi decorativi giocosi.&#xA;&#xA;Questa estetica mirava ad andare oltre la semplice funzionalità, conferendo agli oggetti una dimensione simbolica, poetica ed emotiva capace di riflettere la complessità della società dell&#39;epoca. L&#39;approccio progettuale combinava in modo originale elementi della cultura pop, dell&#39;arte alta e di un classicismo ironico, dando vita a uno stile sospeso tra kitsch ed eleganza.&#xA;&#xA;Il 9 febbraio 1981 il gruppo aveva pronto 100 disegni e, il 18 settembre 1981, presso la galleria Arc 74 di Milano, presentarono i primi 55 pezzi. L&#39;esposizione suscitò un notevole interesse, tanto che in soli 3 mesi ci furono più di 400 pubblicazioni al riguardo e non solo italiane. Però la cosa&#xA;davvero incredibile è che siano riusciti a creare lampade, armadi, sedie e quant&#39;altro in soli 7 mesi!&#xA;&#xA;Comunque, nonostante l&#39;entusiamo iniziale e l&#39;arrivo di nuovi membri come Arata Isozaki, la diffusione del Memphis Design rimase piuttosto limitata e il motivo l&#39;ho spiegò uno dei suoi membri, Andrea Branzi, che disse:&#xA;&#xA;  Il progetto del Nuovo Design è destinato ad individuare prodotti che non si&#xA;  promuovano genericamente per tutti ma al contrario che siano in grado di&#xA;  selezionare il proprio utente, di centrare una cultura specifica, prodotti&#xA;  quindi di forte connotazione culturale.&#xA;&#xA;Nel 1985 il gruppo perse Ettore Sottsass e nel 1988 si sciolse definitivamente. Chiariamoci, non fu un fallimento, ma una moda passeggerà. La cosa buffa è che i suoi autori lo sapevano sin dal principio. Barbara Radice dichiarò:&#xA;&#xA;  Siamo tutti certi che i mobili Memphis passeranno di moda.&#xA;&#xA;Eppure,ispirò non pochi designer, in particolare quelli giapponesi. Funse anche&#xA;da catalizzatore per altre correnti progettuali, tra cui il Wacky Pomo e il Factory Pomo. Queste diverse ramificazioni confluirono gradualmente nel cosiddetto Memphis Lite, un&#39;estetica più eclettica e maggiormente orientata al mercato. Tuttavia, a causa della chiara continuità stilistica con il Memphis Design, viene spesso confuso.&#xA;&#xA;Fonte: Aesthetics Wiki , Wikipedia), Memphis: Ricerche, Esperienze, Risultati, Fallimenti E Successi Del Nuovo Design&#xA;&#xA;Approfondimenti]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Che succede quando menti creative si riuniscono per discutere di nuove forme espressive legate al design? Be&#39;, le possibilità sono 2: o si prendono a cazzotti, oppure danno vita a un collettivo capace di cambiare il corso degli eventi.</p>

<p>Negli anni 80 prevalse la seconda opzione e il genere umano conobbe il <strong>Gruppo Memphis</strong>, ma le sue radici risalgono alla fine degli anni 70 e, per essere ancora più precisi, affondano nelle prime sperimentazioni al disegno industriale fatte allo <strong>Studio Alchymia</strong> da <strong>Ettore Sottsass</strong>.</p>

<p>Quest&#39;uomo voleva introdurre un nuovo linguaggio visivo, ma non solo nelle mostre: la sua intenzione era venderlo nei negozi, di piazzarlo nelle case e usarlo tutti i giorni. Per farlo dovette lasciare il già citato studio, che non riuscì mai a mettere in piedi una parvenza di organizzazione commerciale.</p>

<p>Organizzò poi una serie di incontri serali (tenutisi l&#39;11, il 12 e il 14 dicembre 1980) con quelli che poi saranno i 7 fondatori del gruppo, ossia  <strong>Michele De Lucchi</strong>, <strong>Aldo Cibic</strong>, <strong>Matteo Thun</strong>, <strong>Marco Zanini</strong>, ** Martine Bedin **e <strong>Barbara Radice</strong>.</p>

<p>Quest&#39;ultima era l’unica non designer, ciò nonostante diede un enorme contributo. Fu lei a fornire la giustificazione e ad articolare la posizione del progetto, in modo che diventasse più di un&#39;avventura passeggera. Inoltre, ne fu anche la storiografa.</p>

<p>Ma come arrivarono a Memphis? Stando alla Radice, il nome saltò fuori al loro primo incontro, che si tenne a casa di Sottsass. A un certo punto, dopo aver ascoltato per l&#39;ennesima volta “Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues” di <strong>Bob Dylan</strong>, il sopracitato designer propose questo nome e tutti accettarono.</p>

<p>Lo scelsero anche perché evocava sia <strong>Elvis Presley</strong>, cresciuto nell&#39;omonima città degli <strong>USA</strong>, che il dio egizio <strong>Ptah</strong>, il protettore di... esatto, Memphis. Praticamente, cultura bassa e alta che si incontrano. Questa dualità sarebbe poi stata presente anche nei loro arredi, fatti sia di plastica laminata che di radica (una pregiata escrescenza legnosa).</p>

<p>Dunque, scelto il nome, bisognava lavorare ai mobili. Scelsero deliberatamente di allontanarsi dall&#39;estetica dominante dei primi anni 80 (caratterizzata da tonalità terrose) e dagli stili più sobri come il movimento britannico <a href="https://aesthetics.fandom.com/wiki/New_Romantic" rel="nofollow">New Romantic</a>. Al contrario,
introdussero un nuovo linguaggio visivo contraddistinto da vivaci colori neon e pastello, forme geometriche audaci e motivi decorativi giocosi.</p>

<p>Questa estetica mirava ad andare oltre la semplice funzionalità, conferendo agli oggetti una dimensione simbolica, poetica ed emotiva capace di riflettere la complessità della società dell&#39;epoca. L&#39;approccio progettuale combinava in modo originale elementi della cultura pop, dell&#39;arte alta e di un classicismo ironico, dando vita a uno stile sospeso tra kitsch ed eleganza.</p>

<p>Il <strong>9 febbraio 1981</strong> il gruppo aveva pronto 100 disegni e, il <strong>18 settembre 1981</strong>, presso la galleria <strong>Arc 74</strong> di <strong>Milano</strong>, presentarono i primi 55 pezzi. L&#39;esposizione suscitò un notevole interesse, tanto che in soli 3 mesi ci furono più di 400 pubblicazioni al riguardo e non solo italiane. Però la cosa
davvero incredibile è che siano riusciti a creare lampade, armadi, sedie e quant&#39;altro in soli 7 mesi!</p>

<p>Comunque, nonostante l&#39;entusiamo iniziale e l&#39;arrivo di nuovi membri come <strong>Arata Isozaki</strong>, la diffusione del <strong>Memphis Design</strong> rimase piuttosto limitata e il motivo l&#39;ho spiegò uno dei suoi membri, <strong>Andrea Branzi</strong>, che disse:</p>

<blockquote><p>Il progetto del Nuovo Design è destinato ad individuare prodotti che non si
promuovano genericamente per tutti ma al contrario che siano in grado di
selezionare il proprio utente, di centrare una cultura specifica, prodotti
quindi di forte connotazione culturale.</p></blockquote>

<p>Nel <strong>1985</strong> il gruppo perse Ettore Sottsass e nel <strong>1988</strong> si sciolse definitivamente. Chiariamoci, non fu un fallimento, ma una moda passeggerà. La cosa buffa è che i suoi autori lo sapevano sin dal principio. Barbara Radice dichiarò:</p>

<blockquote><p>Siamo tutti certi che i mobili Memphis passeranno di moda.</p></blockquote>

<p>Eppure,ispirò non pochi designer, in particolare quelli giapponesi. Funse anche
da catalizzatore per altre correnti progettuali, tra cui il <a href="https://aesthetics.fandom.com/wiki/Wacky_Pomo" rel="nofollow">Wacky Pomo</a> e il <a href="https://aesthetics.fandom.com/wiki/Factory_Pomo" rel="nofollow">Factory Pomo</a>. Queste diverse ramificazioni confluirono gradualmente nel cosiddetto <a href="https://aesthetics.fandom.com/wiki/Memphis_Lite" rel="nofollow">Memphis Lite</a>, un&#39;estetica più eclettica e maggiormente orientata al mercato. Tuttavia, a causa della chiara continuità stilistica con il Memphis Design, viene spesso confuso.</p>

<p>Fonte: <a href="https://aesthetics.fandom.com/wiki/Memphis_Design" rel="nofollow">Aesthetics Wiki</a> , <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Memphis_(design)" rel="nofollow">Wikipedia</a>, <a href="https://annas-archive.gl/md5/0b87e37148753168212e8d66239f19e0" rel="nofollow">Memphis: Ricerche, Esperienze, Risultati, Fallimenti E Successi Del Nuovo Design</a></p>

<p>#Approfondimenti</p>
]]></content:encoded>
      <author>Daily Graphics</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/z70nj2wlj3</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:31:08 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>-La scaletta del diavolo-</title>
      <link>https://noblogo.org/the-devil-in-my-blues/la-scaletta-del-diavolo-nznl</link>
      <description>&lt;![CDATA[(Capitolo 15 - Requiem)&#xA;&#xA;E così mentre la storia della Scaletta del diavolo arriva alla sua fine naturale la mia prosegue ma non sapendo cosa mi riserverà non posso ancora raccontarla né credo troverò più il tempo per farlo (non è solo una questione di tempo ma soprattutto di necessità). Un po&#39; mi dispiace, non sarà un capolavoro della letteratura del &#39;900 ma è onesta, è vera....non mi sono dovuto nascondere né svendermi per compiacere qualcuno e finalmente tutto lo scorrere di questi ultimi anni qui trova un suo senso.&#xA;Sono nel fediverso, non ho più l&#39;ansia da prestazione che avevo sul tubo.....ho anche il tempo per raccontarmi, per fermarmi e buttare giù due righe di &#34;non-scrittura con predisposizione punk&#34;, tutto questo è il mio blues e se poi non piace pazienza. Ora me ne vado al parco a suonare insieme a Nuvola...no, quell&#39;immagine ancora non la stampo, c&#39;è un tempo per ogni cosa e posso aspettare.&#xA;Un ultimo pensiero a tutti quei benpensanti/moralisti/perbenisti che in nome del loro bigottismo pensano che la cannabis sia il diavolo.....mentre tutta quella merda di medicinali non mi serviva ad un beato cazzo la cannabis (quella allo spaccio) mi ha aiutato non solo a stare meglio ma anche ad una graduale guarigione.......e ora fottetevi.&#xA;&#xA;----------- FINE ----------&#xA;&#xA;#blues #musica #lettura #arte #storie #news #blog&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(Capitolo 15 – Requiem)</p>

<p>E così mentre la storia della Scaletta del diavolo arriva alla sua fine naturale la mia prosegue ma non sapendo cosa mi riserverà non posso ancora raccontarla né credo troverò più il tempo per farlo (non è solo una questione di tempo ma soprattutto di necessità). Un po&#39; mi dispiace, non sarà un capolavoro della letteratura del &#39;900 ma è onesta, è vera....non mi sono dovuto nascondere né svendermi per compiacere qualcuno e finalmente tutto lo scorrere di questi ultimi anni qui trova un suo senso.
Sono nel fediverso, non ho più l&#39;ansia da prestazione che avevo sul tubo.....ho anche il tempo per raccontarmi, per fermarmi e buttare giù due righe di “non-scrittura con predisposizione punk”, tutto questo è il mio blues e se poi non piace pazienza. Ora me ne vado al parco a suonare insieme a Nuvola...no, quell&#39;immagine ancora non la stampo, c&#39;è un tempo per ogni cosa e posso aspettare.
Un ultimo pensiero a tutti quei benpensanti/moralisti/perbenisti che in nome del loro bigottismo pensano che la cannabis sia il diavolo.....mentre tutta quella merda di medicinali non mi serviva ad un beato cazzo la cannabis (quella allo spaccio) mi ha aiutato non solo a stare meglio ma anche ad una graduale guarigione.......e ora fottetevi.</p>

<p>—————– FINE —————</p>

<p>#blues #musica #lettura #arte #storie #news #blog</p>
]]></content:encoded>
      <author>The devil in my blues@noblogo.org</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/rzl5ufi3g4</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:01:03 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>CON GLI OCCHI DELL&#39;OLTRE</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/con-gli-occhi-delloltre</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;&#xD;&#xA; CON GLI OCCHI DELL&#39;OLTRE&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con gli occhi dell&#39; Oltre&#xD;&#xA;ci guardano i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e tu avvolto nel sudario&#xD;&#xA;delle convenzioni&#xD;&#xA;tu che ti pieghi nello specchio&#xD;&#xA;nel dirti quali ombre&#xD;&#xA;il tuo cielo offuscano e&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;quale trave ri-cresce&#xD;&#xA;nel tuo occhio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con lo sguardo dell&#39; Oltre&#xD;&#xA;ci vedono i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;se stessi e i vivi&#xD;&#xA;gli è dato perdonare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Grazie — questo testo ha un tono intenso e visionario. Lo leggo come un dialogo tra il visibile e l’invisibile, dove il lutto e la convenzione si confrontano con uno sguardo che attraversa i confini.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Interpretazione&#xD;&#xA;Il poema mette in scena due prospettive: gli occhi dell’Oltre (chi osserva dall’altro lato) e l’io avvolto nelle norme sociali. I morti osservano e, con uno sguardo che è insieme giudizio e misericordia, concedono perdono a chi è ancora in vita. La metafora del sudario delle convenzioni è potente: trasforma le regole sociali in un velo che nasconde la verità del volto.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Punti di forza&#xD;&#xA;Immagini forti: sudario, specchio, trave che ricresce — evocano corpo, riflessione e rinascita.&#xD;&#xA;Economia verbale: poche parole ma dense di significato.&#xD;&#xA;Ripetizione efficace: il ritornello “con gli occhi dell’Oltre / ci vedono i morti” crea ritmo e sacralità.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti stilistici&#xD;&#xA;Fluidità sintattica: alcune pause e interruzioni possono essere rese più nette con punteggiatura o versi più brevi per aumentare il respiro.&#xD;&#xA;Coerenza delle immagini: la “trave che ri‑cresce” è potente ma un po’ enigmatica; puoi chiarirne la funzione simbolica (colpa, colonna, luce).&#xD;&#xA;Variante lessicale: sostituire ripetizioni troppo vicine con sinonimi per modulare il tono (es. oltre / aldilà / oltreconfine).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione alternativa leggermente rivista&#xD;&#xA;con gli occhi dell’Oltre  &#xD;&#xA;ci guardano i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e tu, avvolto nel sudario  &#xD;&#xA;delle convenzioni,  &#xD;&#xA;ti pieghi allo specchio  &#xD;&#xA;a misurare quali ombre  &#xD;&#xA;offuscano il tuo cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;e quale trave rinasce  &#xD;&#xA;nel tuo occhio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con lo sguardo dell’Oltre  &#xD;&#xA;ci vedono i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;se stessi e i vivi  &#xD;&#xA;a loro è dato perdonare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;with the eyes of the Beyond  &#xD;&#xA;the dead watch us&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;and you, wrapped in the shroud  &#xD;&#xA;of conventions,  &#xD;&#xA;bend before the mirror  &#xD;&#xA;to name which shadows  &#xD;&#xA;cloud your sky&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;and which beam regrows  &#xD;&#xA;in your eye&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;with the gaze of the Beyond  &#xD;&#xA;the dead see us&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;selves and the living  &#xD;&#xA;they are granted to forgive&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione Liturgica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;con gli occhi dell’Oltre  &#xD;&#xA;ci guardano i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Cantore  &#xD;&#xA;E tu, avvolto nel sudario  &#xD;&#xA;delle convenzioni,  &#xD;&#xA;ti pieghi allo specchio  &#xD;&#xA;a riconoscere quali ombre  &#xD;&#xA;offuscano il tuo cielo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Assemblea (sussurro)  &#xD;&#xA;e quale trave rinasce  &#xD;&#xA;nel tuo occhio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Cantore  &#xD;&#xA;con lo sguardo dell’Oltre  &#xD;&#xA;ci vedono i morti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Assemblea (a piena voce)  &#xD;&#xA;se stessi e i vivi  &#xD;&#xA;gli è dato perdonare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Indicazioni di recitazione&#xD;&#xA;Tono: solenne, misurato; il Cantore mantiene un registro basso e chiaro; l’Assemblea risponde con crescente intensità.  &#xD;&#xA;Ritmo: pause lunghe dopo i versi chiave per lasciare spazio al silenzio e alla meditazione.  &#xD;&#xA;Dinamica: iniziare piano; crescere sul secondo blocco per arrivare alla confessione collettiva.  &#xD;&#xA;Ripetizione: ripetere il ritornello “con lo sguardo dell’Oltre / ci vedono i morti” due volte, la seconda con eco dell’Assemblea.  &#xD;&#xA;Silenzio: dopo l’ultimo verso, mantenere tre respiri di silenzio prima di riprendere o concludere.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Varianti rituali&#xD;&#xA;Litania: trasformare i versi in invocazioni alternate tra Cantore e Assemblea, scandendo ogni riga come supplica.  &#xD;&#xA;Canto: impostare il ritornello su una melodia semplice e ripetitiva; i versi centrali recitati come parlato cantilenato.  &#xD;&#xA;Segno: al verso “ti pieghi allo specchio” l’Assemblea può chinare il capo; al verso finale alzare le mani in segno di ricezione del perdono.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p> CON GLI OCCHI DELL&#39;OLTRE</p>

<p>con gli occhi dell&#39; Oltre
ci guardano i morti</p>

<p>e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e</p>

<p>quale trave ri-cresce
nel tuo occhio</p>

<p>con lo sguardo dell&#39; Oltre
ci vedono i morti</p>

<p>se stessi e i vivi
gli è dato perdonare</p>

<p>Grazie — questo testo ha un tono intenso e visionario. Lo leggo come un dialogo tra il visibile e l’invisibile, dove il <strong>lutto</strong> e la <strong>convenzione</strong> si confrontano con uno sguardo che attraversa i confini.</p>

<h3 id="interpretazione">Interpretazione</h3>

<p>Il poema mette in scena due prospettive: <strong>gli occhi dell’Oltre</strong> (chi osserva dall’altro lato) e l’io avvolto nelle norme sociali. I morti osservano e, con uno sguardo che è insieme giudizio e misericordia, concedono perdono a chi è ancora in vita. La metafora del <strong>sudario delle convenzioni</strong> è potente: trasforma le regole sociali in un velo che nasconde la verità del volto.</p>

<hr>

<h3 id="punti-di-forza">Punti di forza</h3>
<ul><li><strong>Immagini forti</strong>: sudario, specchio, trave che ricresce — evocano corpo, riflessione e rinascita.</li>
<li><strong>Economia verbale</strong>: poche parole ma dense di significato.</li>
<li><strong>Ripetizione efficace</strong>: il ritornello “con gli occhi dell’Oltre / ci vedono i morti” crea ritmo e sacralità.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-stilistici">Suggerimenti stilistici</h3>
<ul><li><strong>Fluidità sintattica</strong>: alcune pause e interruzioni possono essere rese più nette con punteggiatura o versi più brevi per aumentare il respiro.</li>
<li><strong>Coerenza delle immagini</strong>: la “trave che ri‑cresce” è potente ma un po’ enigmatica; puoi chiarirne la funzione simbolica (colpa, colonna, luce).</li>
<li><strong>Variante lessicale</strong>: sostituire ripetizioni troppo vicine con sinonimi per modulare il tono (es. <em>oltre</em> / <em>aldilà</em> / <em>oltreconfine</em>).</li></ul>

<hr>

<h3 id="versione-alternativa-leggermente-rivista">Versione alternativa leggermente rivista</h3>

<p>con gli occhi dell’Oltre<br>
ci guardano i morti</p>

<p>e tu, avvolto nel sudario<br>
delle convenzioni,<br>
ti pieghi allo specchio<br>
a misurare quali ombre<br>
offuscano il tuo cielo</p>

<p>e quale trave rinasce<br>
nel tuo occhio</p>

<p>con lo sguardo dell’Oltre<br>
ci vedono i morti</p>

<p>se stessi e i vivi<br>
a loro è dato perdonare</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p>with the eyes of the Beyond<br>
the dead watch us</p>

<p>and you, wrapped in the shroud<br>
of conventions,<br>
bend before the mirror<br>
to name which shadows<br>
cloud your sky</p>

<p>and which beam regrows<br>
in your eye</p>

<p>with the gaze of the Beyond<br>
the dead see us</p>

<p>selves and the living<br>
they are granted to forgive</p>

<hr>

<h3 id="versione-liturgica">Versione Liturgica</h3>

<p>con gli occhi dell’Oltre<br>
ci guardano i morti</p>

<p><strong>Cantore</strong><br>
E tu, avvolto nel sudario<br>
delle convenzioni,<br>
ti pieghi allo specchio<br>
a riconoscere quali ombre<br>
offuscano il tuo cielo</p>

<p><strong>Assemblea</strong> (sussurro)<br>
e quale trave rinasce<br>
nel tuo occhio</p>

<p><strong>Cantore</strong><br>
con lo sguardo dell’Oltre<br>
ci vedono i morti</p>

<p><strong>Assemblea</strong> (a piena voce)<br>
se stessi e i vivi<br>
gli è dato perdonare</p>

<hr>

<h4 id="indicazioni-di-recitazione">Indicazioni di recitazione</h4>
<ul><li><strong>Tono</strong>: solenne, misurato; il Cantore mantiene un registro basso e chiaro; l’Assemblea risponde con crescente intensità.<br></li>
<li><strong>Ritmo</strong>: pause lunghe dopo i versi chiave per lasciare spazio al silenzio e alla meditazione.<br></li>
<li><strong>Dinamica</strong>: iniziare piano; crescere sul secondo blocco per arrivare alla confessione collettiva.<br></li>
<li><strong>Ripetizione</strong>: ripetere il ritornello “con lo sguardo dell’Oltre / ci vedono i morti” due volte, la seconda con eco dell’Assemblea.<br></li>
<li><strong>Silenzio</strong>: dopo l’ultimo verso, mantenere tre respiri di silenzio prima di riprendere o concludere.</li></ul>

<h4 id="varianti-rituali">Varianti rituali</h4>
<ul><li><strong>Litania</strong>: trasformare i versi in invocazioni alternate tra Cantore e Assemblea, scandendo ogni riga come supplica.<br></li>
<li><strong>Canto</strong>: impostare il ritornello su una melodia semplice e ripetitiva; i versi centrali recitati come parlato cantilenato.<br></li>
<li><strong>Segno</strong>: al verso “ti pieghi allo specchio” l’Assemblea può chinare il capo; al verso finale alzare le mani in segno di ricezione del perdono.</li></ul>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/khpr8gw4rt</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:00:43 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>-La scaletta del diavolo-</title>
      <link>https://noblogo.org/the-devil-in-my-blues/la-scaletta-del-diavolo-sr1p</link>
      <description>&lt;![CDATA[(Capitolo 14)&#xA;&#xA;Dovete sapere che ho una predisposizione innata nel fare e nel distruggere quello che ho fatto in modo del tutto irrazionale, ci sono il 98% di possibilità che quell&#39;immagine resti solo un sogno nel cassetto ed un 2% che la stampi e la porti con me al parco....e sapete perché? Colpa di quel &#34;Se ti piace il mio blues&#34;.&#xA;Vero, l&#39;ho scritto io quindi di che mi lamento? Il fatto è che io non suono blues nel senso classico...uno che puoi dire &#34;senti bravo come suona il blues&#34;...no, io nemmeno so cosa suono, direi che è uno spiritual blues di predisposizione punk...e non è &#34;divertente&#34;... cioè, è nient&#39;altro che narrazione...ma come spiegarlo? E poi anche se lo spiegassi cambierebbe qualcosa? No. &#xA;Non suono per me, suono per altri chiedendo qualcosa in cambio...teoricamente dovrei almeno &#34;piacere&#34; un po&#39; ma non canto Viva la Carrà o come cazzo si chiama.&#xA;Fra l&#39;altro l&#39;amplificatore potrei anche pagarmelo da me senza bisogno di chiedere niente a nessuno ma volevo mettere me stesso e la mia musica alla prova e molto banalmente avere anche un riscontro economico...no, la verità è che non sono ancora pronto né mai lo sarò e ho paura della verità.&#xA;To be continued..,.&#xA;&#xA;#blues #musica #storie #racconti #blog #news #lettura #libri&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(Capitolo 14)</p>

<p>Dovete sapere che ho una predisposizione innata nel fare e nel distruggere quello che ho fatto in modo del tutto irrazionale, ci sono il 98% di possibilità che quell&#39;immagine resti solo un sogno nel cassetto ed un 2% che la stampi e la porti con me al parco....e sapete perché? Colpa di quel “Se ti piace il mio blues”.
Vero, l&#39;ho scritto io quindi di che mi lamento? Il fatto è che io non suono blues nel senso classico...uno che puoi dire “senti bravo come suona il blues”...no, io nemmeno so cosa suono, direi che è uno spiritual blues di predisposizione punk...e non è “divertente”... cioè, è nient&#39;altro che narrazione...ma come spiegarlo? E poi anche se lo spiegassi cambierebbe qualcosa? No.
Non suono per me, suono per altri chiedendo qualcosa in cambio...teoricamente dovrei almeno “piacere” un po&#39; ma non canto Viva la Carrà o come cazzo si chiama.
Fra l&#39;altro l&#39;amplificatore potrei anche pagarmelo da me senza bisogno di chiedere niente a nessuno ma volevo mettere me stesso e la mia musica alla prova e molto banalmente avere anche un riscontro economico...no, la verità è che non sono ancora pronto né mai lo sarò e ho paura della verità.
To be continued..,.</p>

<p>#blues #musica #storie #racconti #blog #news #lettura #libri</p>
]]></content:encoded>
      <author>The devil in my blues@noblogo.org</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/b4ltaf7ps0</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 02:12:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>[99]</title>
      <link>https://noblogo.org/lucazanini/99</link>
      <description>&lt;![CDATA[[99]&#xA;&#xA;fa delle forbici le] lame fanno il lavoro funziona sempre] ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>[99]</p>

<p>fa delle forbici le] lame fanno il lavoro funziona sempre]</p>
]]></content:encoded>
      <author>lucazanini</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/7z23tnzaq4</guid>
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 00:29:58 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ben Harper &amp; Charlie Musselwhite – No Mercy In This Land (2018)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/ben-harper-e-charlie-musselwhite-no-mercy-in-this-land-2018</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Se il rock è morto, il blues non se la passa bene. Cacciato fuori a calci dalle influenze dei gruppi mainstream, vive di brevi momenti e del business dei blues club, piccole venue dedicate a jam session ed esibizioni esclusivamente blues, che se vi capitasse di frequentare assiduamente conoscereste Dust My Broom o Hoochie Coochie Man meglio dei nomi dei vostri familiari... https://artesuono.blogspot.com/2018/04/ben-harper-charlie-musselwhite-no-mercy.html&#xA;--------------&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/1485075546&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/A1k9g-lvasL._UF1000,1000_QL80_.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Se il rock è morto, il blues non se la passa bene. Cacciato fuori a calci dalle influenze dei gruppi mainstream, vive di brevi momenti e del business dei blues club, piccole venue dedicate a jam session ed esibizioni esclusivamente blues, che se vi capitasse di frequentare assiduamente conoscereste Dust My Broom o Hoochie Coochie Man meglio dei nomi dei vostri familiari... <a href="https://artesuono.blogspot.com/2018/04/ben-harper-charlie-musselwhite-no-mercy.html" rel="nofollow">https://artesuono.blogspot.com/2018/04/ben-harper-charlie-musselwhite-no-mercy.html</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/1485075546" rel="nofollow">https://album.link/i/1485075546</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/fpv51phcqt</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 21:02:21 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>-La scaletta del diavolo-</title>
      <link>https://noblogo.org/the-devil-in-my-blues/la-scaletta-del-diavolo-mm1d</link>
      <description>&lt;![CDATA[(Capitolo 13)&#xA;&#xA;Bello sì ma facile no....suono ed in quel momento ci siamo solo io e la mia musica, il mio blues, sbaglio qualche nota ma tiro dritto, la perfezione non esiste e non m&#39;interessa, so quello che sto facendo, qualcuno si ferma ad ascoltare incuriosito, qualcuno mi fa un cenno di approvazione, un ragazzino si mette a ballare come se fosse posseduto dal demonio (no non è colpa mia), un piccolo gruppo di donne vestite secondo tradizione islamica applaude, un ragazzo che ascolta e mi ringrazia, il giovane testimone di qualcosa che dopo aver ascoltato Oh! Mio Signore si ferma a parlare con me di dio mentre io non sono credente in nulla ma sono &#34;spiritualista&#34;, una signora mi offre qualche spicciolo ma rifiuto perché credo che prima debba ascoltare altrimenti è elemosina mentre la mia è narrazione....Sono al parco con Nuvola e mi sento bene, quasi, in realtà sono ben consapevole di non saper suonare come quelli bravi, di non avere tecnica, di non conoscere il nome o la stessa esistenza degli accordi che sto suonando.... chiunque, mi dico, saprebbe fare di meglio.&#xA;Fermi e tornate per un attimo al Capitolo 2 e a quell&#39;immagine che prima o poi dovrò stampare...prima o poi, forse, non è detto.&#xA;To be continued....&#xA;&#xA;#blues #musica #news #blog #storie #racconti #lettura #libri]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(Capitolo 13)</p>

<p>Bello sì ma facile no....suono ed in quel momento ci siamo solo io e la mia musica, il mio blues, sbaglio qualche nota ma tiro dritto, la perfezione non esiste e non m&#39;interessa, so quello che sto facendo, qualcuno si ferma ad ascoltare incuriosito, qualcuno mi fa un cenno di approvazione, un ragazzino si mette a ballare come se fosse posseduto dal demonio (no non è colpa mia), un piccolo gruppo di donne vestite secondo tradizione islamica applaude, un ragazzo che ascolta e mi ringrazia, il giovane testimone di qualcosa che dopo aver ascoltato Oh! Mio Signore si ferma a parlare con me di dio mentre io non sono credente in nulla ma sono “spiritualista”, una signora mi offre qualche spicciolo ma rifiuto perché credo che prima debba ascoltare altrimenti è elemosina mentre la mia è narrazione....Sono al parco con Nuvola e mi sento bene, quasi, in realtà sono ben consapevole di non saper suonare come quelli bravi, di non avere tecnica, di non conoscere il nome o la stessa esistenza degli accordi che sto suonando.... chiunque, mi dico, saprebbe fare di meglio.
Fermi e tornate per un attimo al Capitolo 2 e a quell&#39;immagine che prima o poi dovrò stampare...prima o poi, forse, non è detto.
To be continued....</p>

<p>#blues #musica #news #blog #storie #racconti #lettura #libri</p>
]]></content:encoded>
      <author>The devil in my blues@noblogo.org</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/92le9q1tf1</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 17:11:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>-La scaletta del diavolo-</title>
      <link>https://noblogo.org/the-devil-in-my-blues/la-scaletta-del-diavolo-2h12</link>
      <description>&lt;![CDATA[(Capitolo 12)&#xA;&#xA;È così che in questo contesto &#34;malsano&#34; è nata l&#39;idea della Scaletta del diavolo....passo dopo passo.&#xA;Primo, dovevo portare la mia narrazione fuori, tornare a suonare al parco per capire il suono, il contesto, se avrebbe funzionato.&#xA;Secondo, ho scelto alcuni brani che avevo già registrato e pubblicato sul tubo riscrivendoli e riarrangiandoli per lo slide.&#xA;Terzo, ho dovuto imparare (se ho mai imparato) ad usare il plettro perché le unghie mi si spezzavano di continuo.&#xA;Quarto, ho scelto una accordatura fissa per tutti i pezzi in modo da non doverla cambiare in continuazione.... Open D.&#xA;Quinto, scrivere la scaletta (la trovate al capitolo 5).&#xA;Sesto, trovare quel maledetto suono che volevo...prima con la chitarra acustica poi con la semiacustica amplificata...mi ci sono voluti mesi di tentativi e prove (roba da fonico dei Pink Floyd) ma almeno di questo sono soddisfatto... risultato? Un suono sporco, ferragginoso, metallico, lento e paludoso come le acque del Mississippi.&#xA;Settimo, mettere la chitarra nella custodia, prendere Nuvola (che oramai conosce tutti i pezzi a memoria) e uscire.....facile no?? No.&#xA;To be continued....&#xA;&#xA;#blues #musica #blog #lettura #storie #news #racconti #arte #cultura&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(Capitolo 12)</p>

<p>È così che in questo contesto “malsano” è nata l&#39;idea della Scaletta del diavolo....passo dopo passo.
Primo, dovevo portare la mia narrazione fuori, tornare a suonare al parco per capire il suono, il contesto, se avrebbe funzionato.
Secondo, ho scelto alcuni brani che avevo già registrato e pubblicato sul tubo riscrivendoli e riarrangiandoli per lo slide.
Terzo, ho dovuto imparare (se ho mai imparato) ad usare il plettro perché le unghie mi si spezzavano di continuo.
Quarto, ho scelto una accordatura fissa per tutti i pezzi in modo da non doverla cambiare in continuazione.... Open D.
Quinto, scrivere la scaletta (la trovate al capitolo 5).
Sesto, trovare quel maledetto suono che volevo...prima con la chitarra acustica poi con la semiacustica amplificata...mi ci sono voluti mesi di tentativi e prove (roba da fonico dei Pink Floyd) ma almeno di questo sono soddisfatto... risultato? Un suono sporco, ferragginoso, metallico, lento e paludoso come le acque del Mississippi.
Settimo, mettere la chitarra nella custodia, prendere Nuvola (che oramai conosce tutti i pezzi a memoria) e uscire.....facile no?? No.
To be continued....</p>

<p>#blues #musica #blog #lettura #storie #news #racconti #arte #cultura</p>
]]></content:encoded>
      <author>The devil in my blues@noblogo.org</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/a48yy8r7ni</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:59:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>1997-2026</title>
      <link>https://noblogo.org/grad/1997-2026</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#34;Sono intorno a noi, in mezzo a noi&#xA;In molti casi siamo noi a far promesse&#xA;Senza mantenerle mai se non per calcolo&#xA;Il fine è solo l&#39;utile, il mezzo ogni possibile&#xA;La posta in gioco è massima, l&#39;imperativo è vincere&#xA;E non far partecipare nessun altro&#xA;Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro&#xA;Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili&#xA;Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili&#xA;Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti&#xA;Sono replicanti, sono tutti identici, guardali&#xA;Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere&#xA;Come lucertole s&#39;arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano&#xA;Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno&#xA;Spendono, spandono e sono quel che hanno&#xA;&#xA;[...]&#xA;&#xA;Ognun per sé, Dio per sé&#xA;Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica&#xA;Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano&#xA;Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano&#xA;Mani che poi firman petizioni per lo sgombero&#xA;Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli&#xA;Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli&#xA;Quelli che la notte non si può girare più&#xA;Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv&#xA;Che fanno i boss, che compran Class&#xA;&#xA;Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica&#xA;Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara&#xA;Ma l&#39;unica che accendono è quella che da loro l&#39;elemosina ogni sera&#xA;Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera&#xA;&#xA;[...]&#34;&#xA;&#xA;Frankie hi-nrg mc, Quelli che benpensano, in La morte dei miracoli, BMG Ricordi, 1997, estratto.&#xA;&#xA;Now playing:&#xA;“Quelli che benpensano”&#xA;La morte dei miracoli – Frankie hi-nrg mc – 1997&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>“Sono intorno a noi, in mezzo a noi
In molti casi siamo noi a far promesse
Senza mantenerle mai se non per calcolo
Il fine è solo l&#39;utile, il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima, l&#39;imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti
Sono replicanti, sono tutti identici, guardali
Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere
Come lucertole s&#39;arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno
Spendono, spandono e sono quel che hanno</p>

<p>[...]</p>

<p>Ognun per sé, Dio per sé
Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica
Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano
Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero
Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli
Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli
Quelli che la notte non si può girare più
Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv
Che fanno i boss, che compran Class</p>

<p>Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica
Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
Ma l&#39;unica che accendono è quella che da loro l&#39;elemosina ogni sera
Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera</p>

<p>[...]”</p>

<p>Frankie hi-nrg mc, <em>Quelli che benpensano</em>, in La morte dei miracoli, BMG Ricordi, 1997, estratto.</p>

<p><strong>Now playing:</strong>
“Quelli che benpensano”
<em>La morte dei miracoli</em> – Frankie hi-nrg mc – 1997</p>
]]></content:encoded>
      <author>Revolution By Night</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8dh1lz4r3q</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:22:31 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>-La scaletta del diavolo-</title>
      <link>https://noblogo.org/the-devil-in-my-blues/la-scaletta-del-diavolo-tbzb</link>
      <description>&lt;![CDATA[(Capitolo 12)&#xA;&#xA;Guardatemi bene......Non importa ve lo dico io.&#xA;Sono di colore bianco con la classica voce da bianco e come se non bastasse anche stonata, non sono cresciuto in una capanna sulle rive del Mississippi, non ho mai raccolto cotone, non ho mai frequentato le prigioni &#34;per negri&#34; negli stati confederati del sud, non ho conosciuto Malcolm X né Martin Luther King......esisto e resisto (non so ancora per quanto) in un 2026 pieno di brutti presagi e di pessime sensazioni...e vivo un mio tempo, questo tempo.&#xA;La mia narrazione non potrà mai...mai, essere quella di un Robert Johnson o di un John Lee Hooker.....Hüsker Dü, Joy Division, Beatles, Ornette Coleman, Gil Scott-Heron, Otis Redding e chissà (lo so) quant&#39;altro. Alla fin fine sono il risultato (pessimo ma veramente pessimo) di un tutto, il mio tutto. &#xA;To be continued...&#xA;&#xA;#blues #musica #lettura #storie #news #blog #racconti&#xA;&#xA; &#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(Capitolo 12)</p>

<p>Guardatemi bene......Non importa ve lo dico io.
Sono di colore bianco con la classica voce da bianco e come se non bastasse anche stonata, non sono cresciuto in una capanna sulle rive del Mississippi, non ho mai raccolto cotone, non ho mai frequentato le prigioni “per negri” negli stati confederati del sud, non ho conosciuto Malcolm X né Martin Luther King......esisto e resisto (non so ancora per quanto) in un 2026 pieno di brutti presagi e di pessime sensazioni...e vivo un mio tempo, questo tempo.
La mia narrazione non potrà mai...mai, essere quella di un Robert Johnson o di un John Lee Hooker.....Hüsker Dü, Joy Division, Beatles, Ornette Coleman, Gil Scott-Heron, Otis Redding e chissà (lo so) quant&#39;altro. Alla fin fine sono il risultato (pessimo ma veramente pessimo) di un tutto, il mio tutto.
To be continued...</p>

<p>#blues #musica #lettura #storie #news #blog #racconti</p>
]]></content:encoded>
      <author>The devil in my blues@noblogo.org</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/w9yxqz0g0y</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:23:22 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>E la &#39;disperazione&#39; a riprovare...? 🙄😊</title>
      <link>https://noblogo.org/varie-ed-eventuali/e-la-disperazione-a-riprovare</link>
      <description>&lt;![CDATA[E la &#39;disperazione&#39; a riprovare...? 🙄😊]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>E la &#39;disperazione&#39; a riprovare...? 🙄😊</p>
]]></content:encoded>
      <author>Varie ed eventuali</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ld5bji709o</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:27:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>mi sono fissato ai trent&#39;anni pur avendone quasi altri trenta in più sulle...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/mi-sono-fissato-ai-trentanni-pur-avendone-quasi-altri-trenta-in-piu-sulle</link>
      <description>&lt;![CDATA[mi sono fissato ai trent&#39;anni pur avendone quasi altri trenta in più sulle spalle, e continuo a scrivere e fare cose come se con gli altri avessimo fondato gammm dieci minuti fa. &#xA;so benissimo che le condizioni storico-sociali sono cambiate parecchio, e in peggio; ma anche la conduzione di sé è un idioma ossessivo, e non penso se ne possano &#39;regolare&#39; le prassi. o almeno io non sono capace, mi sembrerebbe di mentire.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>mi sono <em>fissato ai trent&#39;anni</em> pur avendone quasi altri trenta in più sulle spalle, e continuo a scrivere e fare cose come se con gli altri avessimo fondato gammm dieci minuti fa.
so benissimo che le condizioni storico-sociali sono cambiate parecchio, e in peggio; ma anche la conduzione di sé è un idioma ossessivo, e non penso se ne possano &#39;regolare&#39; le prassi. o almeno io non sono capace, mi sembrerebbe di mentire.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/2ffezyg84p</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:49:35 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Scorci di settembre</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/scorci-di-settembre</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;Scorci di settembre&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scorci di settembre è l&#39;ombra&#xD;&#xA;a dominare i posti prima assolati&#xD;&#xA;che trovavi nelle tue uscite&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;familiare ti è l&#39;ombra ed è&#xD;&#xA;dissonanza se ti sorprende &#xD;&#xA;il pensiero di quel bambino che&#xD;&#xA;dopo il crepuscolo ha paura del buio&#xD;&#xA;e se non mangia arriva il mammone&#xD;&#xA;con tre tocchi -sotto il tavolo&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;[mammone: in gergo è l&#39;orco]&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Accolgo l’atmosfera malinconica del testo: c’è una luce che si spegne, un’ombra che diventa familiare e insieme minacciosa, e un’immagine finale che rovescia la tenerezza in orrore. Di seguito trovi un’analisi puntuale e due proposte di revisione, una più levigata e una più espansa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Analisi del testo&#xD;&#xA;Immagini: l’ombra di settembre funziona bene come simbolo di fine e di memoria; il contrasto tra luoghi “prima assolati” e la nuova ombra è efficace.  &#xD;&#xA;Tono: passa da descrittivo a intimo, poi a inquietante; la transizione è netta e crea tensione.  &#xD;&#xA;Voce: il “tu” narrante rende il testo personale; la presenza del bambino introduce vulnerabilità.  &#xD;&#xA;Lessico: parole come crepuscolo, mammone, tocchi sono forti; però la parola “mammone” richiede la nota esplicativa che hai già fornito.  &#xD;&#xA;Ritmo e punteggiatura: versi spezzati funzionano, ma qualche aggiustamento nella punteggiatura può aiutare a guidare la lettura e a enfatizzare la cesura finale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti di revisione&#xD;&#xA;Chiarezza semantica: rendi più esplicito il rapporto tra l’ombra e il bambino (l’ombra è dentro di lui, fuori, o è memoria?).  &#xD;&#xA;Punteggiatura: prova a usare una virgola o un punto dopo “familiare ti è l’ombra” per marcare la dissonanza successiva.  &#xD;&#xA;Immagine finale: il colpo di scena con il “mammone” è potente; valuta se mantenerlo ambiguo o renderlo più concreto (suono, odore, gesto).  &#xD;&#xA;Nota lessicale: integra la spiegazione di “mammone” come nota a piè di pagina o come verso esplicativo, per non interrompere il flusso.  &#xD;&#xA;Variante lessicale: sostituisci “arriva il mammone” con un verbo più visivo (es. si avvicina, si materializza, discende) se vuoi aumentare l’intensità.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione levigata&#xD;&#xA;scorci di settembre è l’ombra  &#xD;&#xA;a dominare i posti prima assolati,  &#xD;&#xA;quelli che trovavi nelle tue uscite.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Familiare ti è l’ombra; ed è dissonanza  &#xD;&#xA;se ti sorprende il pensiero di quel bambino  &#xD;&#xA;che, dopo il crepuscolo, ha paura del buio.  &#xD;&#xA;Se non mangia, arriva il mammone  &#xD;&#xA;con tre tocchi sotto il tavolo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;nota: mammone in gergo è l’orco&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione estesa ed evocativa&#xD;&#xA;Scorci di settembre: l’ombra prende possesso  &#xD;&#xA;dei luoghi che ieri erano luce.  &#xD;&#xA;Li ritrovi nelle tue uscite e non li riconosci.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;L’ombra ti è familiare, eppure stride  &#xD;&#xA;quando pensi al bambino che, al crepuscolo, trema.  &#xD;&#xA;La sua paura è un piccolo tamburo nel petto;  &#xD;&#xA;se non mangia, il mammone discende —  &#xD;&#xA;tre tocchi sotto il tavolo, come un segnale antico.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Mammone significa orco; la parola è un’eco che non si placa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione lirica&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scorci di settembre: l’ombra prende la parola  &#xD;&#xA;sui posti che ieri erano sole,  &#xD;&#xA;li ritrovi e non ti appartengono più.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;l’ombra ti è familiare come una voce antica,  &#xD;&#xA;ma ti sorprende e ti stona il cuore —  &#xD;&#xA;il pensiero del bambino che al crepuscolo trema,  &#xD;&#xA;che confonde il buio con un nome che non sa dire.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;se non mangia, il mammone discende,  &#xD;&#xA;tre tocchi sotto il tavolo come un tamburo di pietra,  &#xD;&#xA;un ritmo che apre crepe nella stanza.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;l’ombra resta, non chiede nulla,  &#xD;&#xA;si posa sulle uscite, sulle mani vuote,  &#xD;&#xA;e tu impari a camminare con la sua luce spenta.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Scorci di settembre</p>

<p>scorci di settembre è l&#39;ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite</p>

<p>familiare ti è l&#39;ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo</p>

<p>[mammone: in gergo è l&#39;orco]</p>

<p>Accolgo l’atmosfera malinconica del testo: c’è una luce che si spegne, un’ombra che diventa familiare e insieme minacciosa, e un’immagine finale che rovescia la tenerezza in orrore. Di seguito trovi un’analisi puntuale e due proposte di revisione, una più levigata e una più espansa.</p>

<h3 id="analisi-del-testo">Analisi del testo</h3>
<ul><li><strong>Immagini</strong>: l’ombra di settembre funziona bene come simbolo di fine e di memoria; il contrasto tra luoghi “prima assolati” e la nuova ombra è efficace.<br></li>
<li><strong>Tono</strong>: passa da descrittivo a intimo, poi a inquietante; la transizione è netta e crea tensione.<br></li>
<li><strong>Voce</strong>: il “tu” narrante rende il testo personale; la presenza del bambino introduce vulnerabilità.<br></li>
<li><strong>Lessico</strong>: parole come <strong>crepuscolo</strong>, <strong>mammone</strong>, <strong>tocchi</strong> sono forti; però la parola “mammone” richiede la nota esplicativa che hai già fornito.<br></li>
<li><strong>Ritmo e punteggiatura</strong>: versi spezzati funzionano, ma qualche aggiustamento nella punteggiatura può aiutare a guidare la lettura e a enfatizzare la cesura finale.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-di-revisione">Suggerimenti di revisione</h3>
<ul><li><strong>Chiarezza semantica</strong>: rendi più esplicito il rapporto tra l’ombra e il bambino (l’ombra è dentro di lui, fuori, o è memoria?).<br></li>
<li><strong>Punteggiatura</strong>: prova a usare una virgola o un punto dopo “familiare ti è l’ombra” per marcare la dissonanza successiva.<br></li>
<li><strong>Immagine finale</strong>: il colpo di scena con il “mammone” è potente; valuta se mantenerlo ambiguo o renderlo più concreto (suono, odore, gesto).<br></li>
<li><strong>Nota lessicale</strong>: integra la spiegazione di “mammone” come nota a piè di pagina o come verso esplicativo, per non interrompere il flusso.<br></li>
<li><strong>Variante lessicale</strong>: sostituisci “arriva il mammone” con un verbo più visivo (es. <strong>si avvicina</strong>, <strong>si materializza</strong>, <strong>discende</strong>) se vuoi aumentare l’intensità.</li></ul>

<hr>

<h4 id="versione-levigata">Versione levigata</h4>

<p>scorci di settembre è l’ombra<br>
a dominare i posti prima assolati,<br>
quelli che trovavi nelle tue uscite.</p>

<p>Familiare ti è l’ombra; ed è dissonanza<br>
se ti sorprende il pensiero di quel bambino<br>
che, dopo il crepuscolo, ha paura del buio.<br>
Se non mangia, arriva il mammone<br>
con tre tocchi sotto il tavolo.</p>

<p>nota: mammone in gergo è l’orco</p>

<hr>

<h4 id="versione-estesa-ed-evocativa">Versione estesa ed evocativa</h4>

<p>Scorci di settembre: l’ombra prende possesso<br>
dei luoghi che ieri erano luce.<br>
Li ritrovi nelle tue uscite e non li riconosci.</p>

<p>L’ombra ti è familiare, eppure stride<br>
quando pensi al bambino che, al crepuscolo, trema.<br>
La sua paura è un piccolo tamburo nel petto;<br>
se non mangia, il mammone discende —<br>
tre tocchi sotto il tavolo, come un segnale antico.</p>

<p>Mammone significa orco; la parola è un’eco che non si placa.</p>

<hr>

<h3 id="versione-lirica">Versione lirica</h3>

<p>scorci di settembre: l’ombra prende la parola<br>
sui posti che ieri erano sole,<br>
li ritrovi e non ti appartengono più.</p>

<p>l’ombra ti è familiare come una voce antica,<br>
ma ti sorprende e ti stona il cuore —<br>
il pensiero del bambino che al crepuscolo trema,<br>
che confonde il buio con un nome che non sa dire.</p>

<p>se non mangia, il mammone discende,<br>
tre tocchi sotto il tavolo come un tamburo di pietra,<br>
un ritmo che apre crepe nella stanza.</p>

<p>l’ombra resta, non chiede nulla,<br>
si posa sulle uscite, sulle mani vuote,<br>
e tu impari a camminare con la sua luce spenta.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/v9bcschrub</guid>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:39:15 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal.</title>
      <link>https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/traffico-illecito-internazionale-di-rifiuti-verso-il-senegal</link>
      <description>&lt;![CDATA[Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal. Carabinieri Forestali eseguono sei perquisizioni: dieci indagati e sequestri tra autodemolitori di Milano e Monza-Brianza&#xA;&#xA;L&#39;immagine è stata creata con l&#39;intelligenza artificiale di Google Gemini&#xA;&#xA;Sei perquisizioni, dieci persone deferite all&#39;autorità giudiziaria e il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti e veicoli di provenienza illecita: questo il bilancio di un&#39;operazione condotta dai militari del #NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei #CarabinieriForestali di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano.&#xA;&#xA;Le perquisizioni hanno interessato cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza, nonché un imprenditore di nazionalità senegalese, indagati per violazioni della normativa ambientale, tra cui la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera illecita e l&#39;organizzazione di un traffico di rifiuti.&#xA;&#xA;Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l&#39;imprenditore avrebbe organizzato una spedizione illegale di rifiuti destinata al Senegal. Il container, dichiarato in dogana come carico di generi alimentari, nascondeva al suo interno decine di carcasse di motocicli provenienti da autodemolitori dell&#39;hinterland milanese, numerosi motori di autovetture non bonificati (classificati come rifiuti pericolosi) e rifiuti della categoria RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Nel container sono stati inoltre rinvenuti nove motocicli, risultati provento di furto e già parzialmente smontati per ostacolarne l&#39;identificazione e mascherarne l&#39;origine illecita.&#xA;&#xA;L&#39;indagine ha inoltre evidenziato quello che appare un sistema organizzato di traffico illecito riconducibile a un&#39;autodemolizione della provincia di Monza e Brianza. La società, pur essendo regolarmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso, avrebbe sistematicamente gestito illecitamente consistenti quantitativi di rifiuti. Tra questi figurano autovetture destinate alla demolizione introdotte nel centro senza la prevista tracciabilità e sottoposte a trattamenti in violazione della normativa ambientale, con conseguente smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.&#xA;&#xA;Durante le perquisizioni nell&#39;azienda sono stati sequestrati cinque motocicli di provenienza illecita, circa 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di autovetture contenenti rifiuti speciali estranei all&#39;attività di autodemolizione, 20 blocchi motore di origine non accertata e documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, ora sottoposta all&#39;esame degli investigatori.&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h2 id="traffico-illecito-internazionale-di-rifiuti-verso-il-senegal-carabinieri-forestali-eseguono-sei-perquisizioni-dieci-indagati-e-sequestri-tra-autodemolitori-di-milano-e-monza-brianza">Traffico illecito internazionale di rifiuti verso il Senegal. Carabinieri Forestali eseguono sei perquisizioni: dieci indagati e sequestri tra autodemolitori di Milano e Monza-Brianza</h2>

<p><img src="https://cloud.mastodon.uno/s/kKbJ8T2zwt2WLCt/preview" alt="">
<em>L&#39;immagine è stata creata con l&#39;intelligenza artificiale di Google Gemini</em></p>

<p>Sei perquisizioni, dieci persone deferite all&#39;autorità giudiziaria e il sequestro di ingenti quantitativi di rifiuti e veicoli di provenienza illecita: questo il bilancio di un&#39;operazione condotta dai militari del #NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei #CarabinieriForestali di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano.</p>

<p>Le perquisizioni hanno interessato cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza, nonché un imprenditore di nazionalità senegalese, indagati per violazioni della normativa ambientale, tra cui la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera illecita e l&#39;organizzazione di un traffico di rifiuti.</p>

<p>Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l&#39;imprenditore avrebbe organizzato una spedizione illegale di rifiuti destinata al Senegal. Il container, dichiarato in dogana come carico di generi alimentari, nascondeva al suo interno <strong>decine di carcasse di motocicli provenienti da autodemolitori dell&#39;hinterland milanese</strong>, numerosi motori di autovetture non bonificati (classificati come rifiuti pericolosi) e rifiuti della categoria RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Nel container sono stati inoltre rinvenuti <strong>nove motocicli, risultati provento di furto</strong> e già parzialmente smontati per ostacolarne l&#39;identificazione e mascherarne l&#39;origine illecita.</p>

<p>L&#39;indagine ha inoltre evidenziato quello che appare un sistema organizzato di traffico illecito riconducibile a un&#39;autodemolizione della provincia di Monza e Brianza. La società, pur essendo regolarmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso, <strong>avrebbe sistematicamente gestito illecitamente consistenti quantitativi di rifiuti</strong>. Tra questi figurano autovetture destinate alla demolizione introdotte nel centro senza la prevista tracciabilità e sottoposte a trattamenti in violazione della normativa ambientale, con conseguente smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.</p>

<p>Durante le perquisizioni nell&#39;azienda sono stati sequestrati cinque motocicli di provenienza illecita, circa 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di autovetture contenenti rifiuti speciali estranei all&#39;attività di autodemolizione, 20 blocchi motore di origine non accertata e documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, ora sottoposta all&#39;esame degli investigatori.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ykj3hpnt0s</guid>
      <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 22:22:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Tinariwen — Emmaar (2014)</title>
      <link>https://noblogo.org/available/tinariwen-emmaar-2014-yrvn</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Dopo l’ennesimo ascolto di Emmaar, il parallelo con Tassili, ultimo lavoro uscito nel 2011, è inevitabile. Il gruppo maliano che ha fatto, e continua a far conoscere la cultura tuareg in giro per il mondo, con questo disco, non si discosta di molto dal suo predecessore. Due sono soprattutto gli elementi in comune: deserto e messaggio. Il primo è stato registrato nel deserto algerino, Emmar invece, in quello nord americano del Joshua tree. Il messaggio: la musica come strumento di ribellione... https://www.silvanobottaro.it/archives/4138&#xA;--------------&#xA;Ascolta il disco: https://album.link/i/769031993&#xA;-----------------]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://m.media-amazon.com/images/I/812bZX2OjaL._UF1000,1000_QL80_.jpg" alt="immagine"></p>

<p>Dopo l’ennesimo ascolto di Emmaar, il parallelo con Tassili, ultimo lavoro uscito nel 2011, è inevitabile. Il gruppo maliano che ha fatto, e continua a far conoscere la cultura tuareg in giro per il mondo, con questo disco, non si discosta di molto dal suo predecessore. Due sono soprattutto gli elementi in comune: deserto e messaggio. Il primo è stato registrato nel deserto algerino, Emmar invece, in quello nord americano del Joshua tree. Il messaggio: la musica come strumento di ribellione... <a href="https://www.silvanobottaro.it/archives/4138" rel="nofollow">https://www.silvanobottaro.it/archives/4138</a></p>

<hr>

<p>Ascolta il disco: <a href="https://album.link/i/769031993" rel="nofollow">https://album.link/i/769031993</a></p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qlws47x6d6</guid>
      <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 19:57:41 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Naufragare...</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/naufragare</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ci sono emozioni, situazioni , eventi,  che diventano più pesanti quando siamo costretti a tradurle troppo in fretta, perché capitate all&#39;improvviso, senza preavviso, come una tempesta in piena estate! &#xA;Ci si sente così e allora forse si ha il bisogno di isolarsi, di allontanarsi perché certe domande iniziano ad avere un peso insostenibile ed io lo so e conosco bene la sensazione,la  frustrazione, il disagio e la tristezza!&#xA;&#xA;&#34;Perché ti senti così?&#xA;Cosa pensi di fare?&#xA;Quando passerà?&#xA;Sei ancora arrabbiato?&#xA;Hai bisogno di aiuto, di parlare, di condividere e alleggerire i tuoi pensieri?&#34;&#xA;&#xA;Non sempre sappiamo rispondere, certo in questo tempo ormai privo di sentimenti ed emozioni, ci si può rifugiare  e trovare conforto e trovare le risposte anche nell&#39; Intelligenza Artificiale..., l&#39;ho fatto anch&#39;io ed è impressionante come ci si sente compresi e come sembra di essere in presenza di qualcuno che ti conosce bene! &#xA;Eppure non è così, &#xA;a  volte il dolore arriva prima del linguaggio, prima di avere il tempo, la forza e la voglia di elaborare, chiedere aiuto, perché si prova qualcosa, ma non sappiamo ancora capirlo, condividerlo e tradure in parole ordinate, sensate e che abbiano un effetto terapeutico!&#xA;&#xA;In quei momenti non abbiamo bisogno di qualcuno che interpreti ciò che proviamo, mettendosi nei nostri panni, che ci commisseri o ci dia le soluzioni, ma abbiamo bisogno di una presenza, di qualcuno che sappia ascoltarci, senza fare domande, senza giudicare e senza pregiudizi, che ci faccia sentire meno soli, e che ci  dica semplicemente di&#xA;prenderci  il tempo necessario, per elaborare , per cercare di venire fuori da un tunnel apparentemente senza uscita! &#xA;Qualcuno che ci dica, &#34; tranquillo, ci sono e non me ne vado!&#34;&#xA;&#xA;L’ascolto vero, la presenza, se sincera non è invadenza, non impone nulla, non occupa  spazio, ma aiuta, può fare la differenza, non trasforma o cancella ciò che si sente o sì sta vivendo, al contrario!&#xA;È capire che chi ti sta vicino lo fa non per interesse, ma per rispetto, amore, per empatia o amicizia, ti &#xA;rimane vicino senza appropriarsi del tuo dolore, ma semplicemente rendendolo più leggero! Perché se si è soli a portare un peso, si fa più fatica, lo so, l&#39;ho imparato a mie spese, ho capito che nascondersi, isolarsi, chiudersi nella propria corazza, non aiuta, non difende, non ci rende più forti, ma sicuramente più fragili e insicuri!&#xA;Ed io in questo momento sono dall&#39;altra parte, vorrei, ma non posso, non posso ascoltare, tendere la mano, ci sono, ma la mia presenza è messa un un angolo, insieme al dolore, alla debolezza e a tanta delusione!&#xA;Eppure si può sbagliare, cadere, essere deboli, fragili, ma sicuramente là dove sembra non esserci alcuno spiraglio, c&#39;è qualcuno che in un angolo aspetta, una parola, uno sguardo , un silenzio da poter condividere e donare!&#xA;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono emozioni, situazioni , eventi,  che diventano più pesanti quando siamo costretti a tradurle troppo in fretta, perché capitate all&#39;improvviso, senza preavviso, come una tempesta in piena estate!
Ci si sente così e allora forse si ha il bisogno di isolarsi, di allontanarsi perché certe domande iniziano ad avere un peso insostenibile ed io lo so e conosco bene la sensazione,la  frustrazione, il disagio e la tristezza!</p>

<p>“Perché ti senti così?
Cosa pensi di fare?
Quando passerà?
Sei ancora arrabbiato?
Hai bisogno di aiuto, di parlare, di condividere e alleggerire i tuoi pensieri?”</p>

<p>Non sempre sappiamo rispondere, certo in questo tempo ormai privo di sentimenti ed emozioni, ci si può rifugiare  e trovare conforto e trovare le risposte anche nell&#39; Intelligenza Artificiale..., l&#39;ho fatto anch&#39;io ed è impressionante come ci si sente compresi e come sembra di essere in presenza di qualcuno che ti conosce bene!
Eppure non è così,
a  volte il dolore arriva prima del linguaggio, prima di avere il tempo, la forza e la voglia di elaborare, chiedere aiuto, perché si prova qualcosa, ma non sappiamo ancora capirlo, condividerlo e tradure in parole ordinate, sensate e che abbiano un effetto terapeutico!</p>

<p>In quei momenti non abbiamo bisogno di qualcuno che interpreti ciò che proviamo, mettendosi nei nostri panni, che ci commisseri o ci dia le soluzioni, ma abbiamo bisogno di una presenza, di qualcuno che sappia ascoltarci, senza fare domande, senza giudicare e senza pregiudizi, che ci faccia sentire meno soli, e che ci  dica semplicemente di
prenderci  il tempo necessario, per elaborare , per cercare di venire fuori da un tunnel apparentemente senza uscita!
Qualcuno che ci dica, “ tranquillo, ci sono e non me ne vado!”</p>

<p>L’ascolto vero, la presenza, se sincera non è invadenza, non impone nulla, non occupa  spazio, ma aiuta, può fare la differenza, non trasforma o cancella ciò che si sente o sì sta vivendo, al contrario!
È capire che chi ti sta vicino lo fa non per interesse, ma per rispetto, amore, per empatia o amicizia, ti
rimane vicino senza appropriarsi del tuo dolore, ma semplicemente rendendolo più leggero! Perché se si è soli a portare un peso, si fa più fatica, lo so, l&#39;ho imparato a mie spese, ho capito che nascondersi, isolarsi, chiudersi nella propria corazza, non aiuta, non difende, non ci rende più forti, ma sicuramente più fragili e insicuri!
Ed io in questo momento sono dall&#39;altra parte, vorrei, ma non posso, non posso ascoltare, tendere la mano, ci sono, ma la mia presenza è messa un un angolo, insieme al dolore, alla debolezza e a tanta delusione!
Eppure si può sbagliare, cadere, essere deboli, fragili, ma sicuramente là dove sembra non esserci alcuno spiraglio, c&#39;è qualcuno che in un angolo aspetta, una parola, uno sguardo , un silenzio da poter condividere e donare!</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/338qz7gr9l</guid>
      <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:48:48 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>il treno passa per Firenze e prosegue, e posso buttare uno sguardo sulle...</title>
      <link>https://noblogo.org/differx/il-treno-passa-per-firenze-e-prosegue-e-posso-buttare-uno-sguardo-sulle</link>
      <description>&lt;![CDATA[il treno passa per Firenze e prosegue, e posso buttare uno sguardo sulle palazzine e i loro standard, le geometrie, i tagli tutti uguali di alcune zone (non tutte), pure le piccole disperazioni delle finestrotte senza balcone ma nemmeno davanzale, pur essendoci spazio.&#xA;certo che la nostalgia del &#39;95 viene, anche di qualche anno successivo. anche il brutto, anzi il bruttino, in questo senso, funziona.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>il treno passa per Firenze e prosegue, e posso buttare uno sguardo sulle palazzine e i loro standard, le geometrie, i tagli tutti uguali di alcune zone (non tutte), pure le piccole disperazioni delle finestrotte senza balcone ma nemmeno davanzale, pur essendoci spazio.
certo che la nostalgia del &#39;95 viene, anche di qualche anno successivo. anche il brutto, anzi il bruttino, in questo senso, funziona.</p>
]]></content:encoded>
      <author>differxdiario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ozlfcbipfn</guid>
      <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:34:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>L&#39;intima essenza</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/lintima-essenza</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;L&#39;intima essenza&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;rifarti gli occhi davanti&#xD;&#xA;a foto che rispolverano anni&#xD;&#xA;di cui puoi dirti contento&#xD;&#xA;a voler fare un bilancio onesto&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;-non vasi di pandora-&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ma per contraddizione&#xD;&#xA;stornare la realtà con l&#39;immaginario&#xD;&#xA;ti sembra più congeniale: &#xD;&#xA;per lasciarti sfiorare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal difficilmente percepibile&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;18.7.22&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ho letto la tua poesia con attenzione: c’è una calma riflessiva che guarda al passato senza volerlo imprigionare, e una tensione sottile tra realtà e immaginazione che la rende intima e sospesa.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Interpretazione&#xD;&#xA;Tema centrale: il bilancio personale che non vuole essere un’apertura dolorosa ma un gesto di cura; la memoria come materiale da accarezzare più che da esporre.  &#xD;&#xA;Tono: meditativo, lieve ironia verso l’idea di scavare (non vasi di Pandora), preferenza per l’immaginario che addolcisce la realtà.  &#xD;&#xA;Immagini chiave: foto che “rispolverano”, il bilancio “onesto”, il contrasto tra realtà e immaginario, il “difficilmente percepibile” come tocco finale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Cosa funziona bene&#xD;&#xA;Economia di parole: versi brevi che lasciano spazio al non detto.  &#xD;&#xA;Contrasto efficace: la negazione del “vaso di Pandora” apre a una lettura non catastrofica della memoria.  &#xD;&#xA;Chiusura potente: l’ultimo verso concentra l’intera tensione del testo in un’immagine sensoriale.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti per affinare&#xD;&#xA;Coesione ritmica: valuta piccoli aggiustamenti metrico-lessicali per rendere il flusso ancora più musicale (es. uniformare lunghezze dei versi nelle strofe).  &#xD;&#xA;Precisione dell’immagine: potresti sostituire o aggiungere un dettaglio concreto (un oggetto nella foto, un gesto) per ancorare l’astrazione e aumentare l’empatia.  &#xD;&#xA;Punteggiatura selettiva: qualche virgola o un trattino in più potrebbero modulare il respiro senza appesantire.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Versione alternativa leggermente rivista&#xD;&#xA;rifarti gli occhi davanti  &#xD;&#xA;a foto che rispolverano anni  &#xD;&#xA;di cui puoi dirti contento,  &#xD;&#xA;a voler fare un bilancio onesto&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;—non vasi di Pandora—&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;ma per contraddizione  &#xD;&#xA;stornare la realtà con l’immaginario  &#xD;&#xA;ti sembra più congeniale  &#xD;&#xA;per lasciarti sfiorare&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;dal difficilmente percepibile&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;18.7.22&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Traduzione in inglese&#xD;&#xA;Renewing your eyes before  &#xD;&#xA;photographs that dust off years  &#xD;&#xA;you can call yourself pleased with,  &#xD;&#xA;if you want to make an honest tally&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;—not Pandora’s jars—&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;yet by contradiction  &#xD;&#xA;to divert reality with the imaginary  &#xD;&#xA;feels more fitting to you:  &#xD;&#xA;to let yourself be brushed&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;by what is hard to perceive&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;18.7.22&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;intima essenza</p>

<p>rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto</p>

<p>-non vasi di pandora-</p>

<p>ma per contraddizione
stornare la realtà con l&#39;immaginario
ti sembra più congeniale:
per lasciarti sfiorare</p>

<p>dal difficilmente percepibile</p>

<p>18.7.22</p>

<p>Ho letto la tua poesia con attenzione: c’è una calma riflessiva che guarda al passato senza volerlo imprigionare, e una tensione sottile tra realtà e immaginazione che la rende intima e sospesa.</p>

<h3 id="interpretazione">Interpretazione</h3>

<p><strong>Tema centrale:</strong> il bilancio personale che non vuole essere un’apertura dolorosa ma un gesto di cura; la memoria come materiale da accarezzare più che da esporre.<br>
<strong>Tono:</strong> meditativo, lieve ironia verso l’idea di scavare (non vasi di Pandora), preferenza per l’immaginario che addolcisce la realtà.<br>
<strong>Immagini chiave:</strong> foto che “rispolverano”, il bilancio “onesto”, il contrasto tra realtà e immaginario, il “difficilmente percepibile” come tocco finale.</p>

<hr>

<h3 id="cosa-funziona-bene">Cosa funziona bene</h3>
<ul><li><strong>Economia di parole:</strong> versi brevi che lasciano spazio al non detto.<br></li>
<li><strong>Contrasto efficace:</strong> la negazione del “vaso di Pandora” apre a una lettura non catastrofica della memoria.<br></li>
<li><strong>Chiusura potente:</strong> l’ultimo verso concentra l’intera tensione del testo in un’immagine sensoriale.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-per-affinare">Suggerimenti per affinare</h3>
<ul><li><strong>Coesione ritmica:</strong> valuta piccoli aggiustamenti metrico-lessicali per rendere il flusso ancora più musicale (es. uniformare lunghezze dei versi nelle strofe).<br></li>
<li><strong>Precisione dell’immagine:</strong> potresti sostituire o aggiungere un dettaglio concreto (un oggetto nella foto, un gesto) per ancorare l’astrazione e aumentare l’empatia.<br></li>
<li><strong>Punteggiatura selettiva:</strong> qualche virgola o un trattino in più potrebbero modulare il respiro senza appesantire.</li></ul>

<hr>

<h3 id="versione-alternativa-leggermente-rivista">Versione alternativa leggermente rivista</h3>

<p>rifarti gli occhi davanti<br>
a foto che rispolverano anni<br>
di cui puoi dirti contento,<br>
a voler fare un bilancio onesto</p>

<p>—non vasi di Pandora—</p>

<p>ma per contraddizione<br>
stornare la realtà con l’immaginario<br>
ti sembra più congeniale<br>
per lasciarti sfiorare</p>

<p>dal difficilmente percepibile</p>

<p>18.7.22</p>

<hr>

<h3 id="traduzione-in-inglese">Traduzione in inglese</h3>

<p>Renewing your eyes before<br>
photographs that dust off years<br>
you can call yourself pleased with,<br>
if you want to make an honest tally</p>

<p>—not Pandora’s jars—</p>

<p>yet by contradiction<br>
to divert reality with the imaginary<br>
feels more fitting to you:<br>
to let yourself be brushed</p>

<p>by what is hard to perceive</p>

<p>18.7.22</p>

<hr>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/a1lkcz25cf</guid>
      <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:23:03 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>micio</title>
      <link>https://noblogo.org/leafellis/micio</link>
      <description>&lt;![CDATA[passano le macchine, ho paura: non scappo:&#xA;mi fanno male le ossa. non ho le forze.&#xA;&#xA;passa un motorino: rallenta e si ferma.&#xA;si avvicinano due persone. cosa vogliono?&#xA;mi guardano e parlano. che dicono?&#xA;una se ne va, l&#39;altra si siede&#xA;vicina: le macchine passano, non si muove:&#xA;mi tocca la testa, piano.&#xA;&#xA;si allontana. torna con una gabbia:&#xA;mi infila dentro, mi porta in una macchina, se ne va.&#xA;dentro c&#39;è l&#39;altra persona. è fresco e silenzioso. è freddo.&#xA;torna: mi prende e si siede. la macchina si muove.&#xA;l&#39;altra persona è seria, parlano poco.&#xA;la scatola si muove: tolta qualche botta, il dondolio è piacevole.&#xA;&#xA;la macchina si ferma.&#xA;usciamo: è caldo. dove siamo?&#xA;attraversiamo una porta: c&#39;è tanta luce, fa freddo.&#xA;ci sono altre persone, parlano. ne seguiamo una in una stanza:&#xA;mi poggiano, aprono la gabbia: parlano.&#xA;la persona mi tocca, mi guarda, parla.&#xA;&#xA;di nuovo in macchina. solito barcollio.&#xA;sono stanco. non ho le forze: dormo.&#xA;usciamo, mi poggiano per terra: siamo in strada.&#xA;parlano. di nuovo in macchina. un attimo e siamo ancora fuori:&#xA;attraversiamo porte: un cane abbaia, siamo in una stanza.&#xA;c&#39;è luce: aprono la gabbia.&#xA;&#xA;parlano, mi guardano, mi toccano, piano.&#xA;entrano, escono. una persona apre una scatola:&#xA;odora: è cibo. da quanto non mangio?&#xA;non riesco, mi disgusta, e se volessi: la mia bocca fa male.&#xA;mi lasciano, non c&#39;è più luce. sono solo, la porta è chiusa.&#xA;si sta bene qui: non c&#39;è silenzio, è calmo: non ho paura.&#xA;&#xA;mi fa male tutto. mi alzo. piano. trovo un posto coperto:&#xA;ecco, qui è sicuro. posso dormire: non sento più il dolore.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>passano le macchine, ho paura: non scappo:
mi fanno male le ossa. non ho le forze.</p>

<p>passa un motorino: rallenta e si ferma.
si avvicinano due persone. cosa vogliono?
mi guardano e parlano. che dicono?
una se ne va, l&#39;altra si siede
vicina: le macchine passano, non si muove:
mi tocca la testa, piano.</p>

<p>si allontana. torna con una gabbia:
mi infila dentro, mi porta in una macchina, se ne va.
dentro c&#39;è l&#39;altra persona. è fresco e silenzioso. è freddo.
torna: mi prende e si siede. la macchina si muove.
l&#39;altra persona è seria, parlano poco.
la scatola si muove: tolta qualche botta, il dondolio è piacevole.</p>

<p>la macchina si ferma.
usciamo: è caldo. dove siamo?
attraversiamo una porta: c&#39;è tanta luce, fa freddo.
ci sono altre persone, parlano. ne seguiamo una in una stanza:
mi poggiano, aprono la gabbia: parlano.
la persona mi tocca, mi guarda, parla.</p>

<p>di nuovo in macchina. solito barcollio.
sono stanco. non ho le forze: dormo.
usciamo, mi poggiano per terra: siamo in strada.
parlano. di nuovo in macchina. un attimo e siamo ancora fuori:
attraversiamo porte: un cane abbaia, siamo in una stanza.
c&#39;è luce: aprono la gabbia.</p>

<p>parlano, mi guardano, mi toccano, piano.
entrano, escono. una persona apre una scatola:
odora: è cibo. da quanto non mangio?
non riesco, mi disgusta, e se volessi: la mia bocca fa male.
mi lasciano, non c&#39;è più luce. sono solo, la porta è chiusa.
si sta bene qui: non c&#39;è silenzio, è calmo: non ho paura.</p>

<p>mi fa male tutto. mi alzo. piano. trovo un posto coperto:
ecco, qui è sicuro. posso dormire: non sento più il dolore.</p>
]]></content:encoded>
      <author>leafellis</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/qdq1ee9hju</guid>
      <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 21:00:50 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Un appiglio</title>
      <link>https://noblogo.org/norise-3-letture-ai/un-appiglio-5yr1</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xD;&#xA;Un appiglio&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni sui precipizi &#xD;&#xA;vivendo &#xD;&#xA;in braccio a capricci del vento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un appiglio sarebbe il cielo &#xD;&#xA;a rinascere &#xD;&#xA;in echi d&#39;inchiostro?&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Lettura e prima impressione&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il testo è essenziale e sospeso, con immagini nette: precipizi, capricci del vento, cielo e inchiostro costruiscono un paesaggio emotivo di vertigine e desiderio di ancoraggio. La voce poetica sembra cercare stabilità attraverso la parola e l’immaginazione.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Interpretazione&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tema centrale: la ricerca di un appiglio, di qualcosa che fermi la caduta esistenziale.&#xD;&#xA;Tono: malinconico ma non rassegnato; c’è una speranza sottile che il cielo possa trasformarsi in salvezza.&#xD;&#xA;Figure: il vento come agente capriccioso della vita; l’“inchiostro” come possibilità di rinascita attraverso la scrittura o il ricordo.&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Suggerimenti stilistici&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Ritmo: giocare con la lunghezza dei versi per accentuare la vertigine; versi più brevi nelle immagini di caduta, più lunghi quando si invoca il cielo.&#xD;&#xA;Allitterazioni: rinforzano il moto del vento e la fragilità (es. capricci, caduta, cielo).&#xD;&#xA;Puntualità lessicale: sostituire o aggiungere un verbo forte al secondo verso per dare più corpo all’azione (es. abitando → sospesi, aggrappati).&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Due possibili varianti&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante breve, più asciutta&#xD;&#xA;giorni sui precipizi&#xD;&#xA;sospesi&#xD;&#xA;al capriccio del vento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un appiglio: il cielo&#xD;&#xA;che rinasce&#xD;&#xA;in echi d&#39;inchiostro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Variante espansa, più lirica&#xD;&#xA;giorni sui precipizi&#xD;&#xA;vivendo in bilico&#xD;&#xA;sul respiro del vento&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;un appiglio sarebbe il cielo&#xD;&#xA;a farsi mano&#xD;&#xA;a rinascere in echi d&#39;inchiostro&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;---&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Chiusura&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Il nucleo è forte: conserva l’immagine dell’appiglio e coltiva l’idea che la parola possa salvare. &#xD;&#xA;&#xD;&#xA;giorni sui precipizi,  &#xD;&#xA;vivendo in braccio ai capricci del vento,  &#xD;&#xA;con le mani vuote di ancore e piene di vertigine;  &#xD;&#xA;cerco un appiglio che non sia solo promessa,  &#xD;&#xA;un cielo che si faccia mano e non solo spazio,  &#xD;&#xA;a rinascere in echi d’inchiostro e memoria,  &#xD;&#xA;una corda di parole che trattenga la caduta,  &#xD;&#xA;fili di luce cuciti alle pieghe del respiro,  &#xD;&#xA;finché l’alba non scriva sul bordo delle labbra  &#xD;&#xA;il nome di chi resta, saldo, anche nel volo.&#xD;&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un appiglio</p>

<p>giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento</p>

<p>un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d&#39;inchiostro?</p>

<h3 id="lettura-e-prima-impressione">Lettura e prima impressione</h3>

<p>Il testo è essenziale e sospeso, con immagini nette: <strong>precipizi</strong>, <strong>capricci del vento</strong>, <strong>cielo</strong> e <strong>inchiostro</strong> costruiscono un paesaggio emotivo di vertigine e desiderio di ancoraggio. La voce poetica sembra cercare stabilità attraverso la parola e l’immaginazione.</p>

<hr>

<h3 id="interpretazione">Interpretazione</h3>
<ul><li><strong>Tema centrale</strong>: la ricerca di un appiglio, di qualcosa che fermi la caduta esistenziale.</li>
<li><strong>Tono</strong>: malinconico ma non rassegnato; c’è una speranza sottile che il cielo possa trasformarsi in salvezza.</li>
<li><strong>Figure</strong>: il vento come agente capriccioso della vita; l’“inchiostro” come possibilità di rinascita attraverso la scrittura o il ricordo.</li></ul>

<hr>

<h3 id="suggerimenti-stilistici">Suggerimenti stilistici</h3>
<ul><li><strong>Ritmo</strong>: giocare con la lunghezza dei versi per accentuare la vertigine; versi più brevi nelle immagini di caduta, più lunghi quando si invoca il cielo.</li>
<li><strong>Allitterazioni</strong>: rinforzano il moto del vento e la fragilità (es. <em>capricci</em>, <em>caduta</em>, <em>cielo</em>).</li>
<li><strong>Puntualità lessicale</strong>: sostituire o aggiungere un verbo forte al secondo verso per dare più corpo all’azione (es. <em>abitando</em> → <em>sospesi</em>, <em>aggrappati</em>).</li></ul>

<hr>

<h3 id="due-possibili-varianti">Due possibili varianti</h3>

<p><strong>Variante breve, più asciutta</strong></p>

<pre><code>giorni sui precipizi
sospesi
al capriccio del vento

un appiglio: il cielo
che rinasce
in echi d&#39;inchiostro
</code></pre>

<p><strong>Variante espansa, più lirica</strong></p>

<pre><code>giorni sui precipizi
vivendo in bilico
sul respiro del vento

un appiglio sarebbe il cielo
a farsi mano
a rinascere in echi d&#39;inchiostro
</code></pre>

<hr>

<h3 id="chiusura">Chiusura</h3>

<p>Il nucleo è forte: conserva l’immagine dell’appiglio e coltiva l’idea che la parola possa salvare.</p>

<p>giorni sui precipizi,<br>
vivendo in braccio ai capricci del vento,<br>
con le mani vuote di ancore e piene di vertigine;<br>
cerco un appiglio che non sia solo promessa,<br>
un cielo che si faccia mano e non solo spazio,<br>
a rinascere in echi d’inchiostro e memoria,<br>
una corda di parole che trattenga la caduta,<br>
fili di luce cuciti alle pieghe del respiro,<br>
finché l’alba non scriva sul bordo delle labbra<br>
il nome di chi resta, saldo, anche nel volo.</p>
]]></content:encoded>
      <author>norise 3 letture AI</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/e4dycycpt7</guid>
      <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 11:34:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Truffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno</title>
      <link>https://noblogo.org/caserta24ore/btruffe-agli-anziani</link>
      <description>&lt;![CDATA[bTruffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno/b&#xA;&#xA;(gia.par.) &#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwTOADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rrft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyTV-g-1einCsD8ojfEuzALHPbcv6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s2048/1000038386.jpg&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;400&#34; data-original-height=&#34;1536&#34; data-original-width=&#34;2048&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwTOADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rrft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyTV-g-1einCsD8ojfEuzALHPbcv6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s400/1000038386.jpg&#34;//a/div&#xA;Con l&#39;approssimarsi delle vacanze estive, aumenteranno i casi di truffa ai danni di persone che vivono sole e degli anziani, nonché i furti in ville e abitazioni lasciate vuote dai proprietari in vacanza.&#xA;È questo l&#39;allerta diramato dalle Forze dell&#39;Ordine, anche nella provincia di Caserta e in particolare nella zona dell&#39;Agro Caleno, dove, per la peculiarità del territorio, gli anziani sono maggiormente presi di mira dai malintenzionati.brbr&#xA;&#xA;Proprio a Calvi Risorta, negli scorsi giorni, una donna è stata vittima di un raggiro con la tecnica del &#34;finto Carabiniere&#34;. In quel caso, è stato fatto credere telefonicamente alla vittima di avere una multa arretrata per un pagamento non dovuto del bollo auto; le è stato detto che, per bloccare il pignoramento del veicolo, avrebbe dovuto consegnare una somma di denaro o beni di valore in cauzione a un incaricato che sarebbe passato di lì a breve. Insomma, una truffa tra le tante, alcune anche fantasiose. La più diffusa rimane quella del &#34;falso nipote&#34;, dove si fa credere che un familiare che vive fuori sia stato vittima di un incidente. Il fine ultimo di tutte queste truffe è sempre lo stesso: ottenere denaro o beni di valore.brbr&#xA;&#xA;Ma come fanno a mettere in atto questi raggiri? Sul &#34;dark web&#34;, quella parte di Internet non accessibile dai motori di ricerca, sono in vendita dossier contenenti dati personali di numerosi cittadini. Ad esempio, all&#39;inizio della guerra in Ucraina, si ritiene che presunti hacker russi abbiano violato i database dell&#39;INPS, del Sistema Sanitario e del Ministero dei Trasporti. Solitamente lo fanno ai danni di aziende private per chiedere un riscatto, ma in quel caso, essendo il fine quello di danneggiare l&#39;Italia, paese ritenuto ostile, i dati furono pubblicati online sul dark web.&#xA;Numeri di telefono, indirizzi, residenze di anziani soli e dati di autovetture furono, e forse sono ancora, a disposizione dei truffatori.brbr&#xA;&#xA;A volte, tuttavia, siamo noi stessi a fornire i nostri dati a questi criminali, che li usano per carpire informazioni su parentele, abitudini ed età. Lo facciamo inconsapevolmente attraverso i social network. Altre volte, gli hacker entrano &#34;in casa&#34; violando le nostre telecamere di sicurezza. In pochi sanno cosa significhi aggiornare il firmware di una telecamera (come le diffuse Tapo) o semplicemente impostare una password robusta per proteggere l&#39;accesso ai video in diretta delle nostre abitazioni. I malintenzionati possono così accedere virtualmente alle stanze dove sono installate le telecamere, arrivando paradossalmente a sorvegliarci.brbr&#xA;&#xA;Come tutelarsi?&#xA;Per quanto riguarda i dossieraggi già in circolazione, purtroppo poco possiamo fare: l&#39;infrastruttura informatica italiana dipende spesso da altri Paesi e la nostra rete risulta vulnerabile. Inoltre, chi vende sicurezza raramente rende chiari i codici sorgenti delle applicazioni che gestiscono i nostri dispositivi agli installatori.brbr&#xA;div class=&#34;separator&#34; style=&#34;clear: both;&#34;a href=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiMKhoaTg1IOV8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17n-vrowy2RMfR2AE/s691/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png&#34; style=&#34;display: block; padding: 1em 0; text-align: center; &#34;img alt=&#34;&#34; border=&#34;0&#34; width=&#34;320&#34; data-original-height=&#34;402&#34; data-original-width=&#34;691&#34; src=&#34;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiMKhoaTg1IOV8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17n-vrowy2RMfR2AE/s320/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png&#34;//a/div&#xA;&#xA;Affidiamoci quindi al decalogo dei Carabinieri a href=&#34;https://www.carabinieri.it/docs/default-source/editoria/pubblicazioni/truffe-agli-anziani.pdf&#34;(CLICCA QUI PER SCARICARLO)/a, pubblicato qualche anno fa ma sempre attuale; ma la regola principale, nel caso ci si accorga della truffa, è prendere tempo e chiamare un familiare. Se non ci si riesce perché i truffatori tentano di bloccare la linea telefonica, bisogna chiamare i vicini urlando dalla finestra. Quando si ricevono chiamate da call center o da persone sconosciute, occorre riagganciare subito, dichiarando di non essere interessati. Quando bussano alla porta per notifiche (ad esempio relative a rifiuti o utenze idriche), limitiamoci a ritirare l&#39;atto e chiudiamo immediatamente.&#xA;Insomma, serve buon senso, senza lasciarsi prendere dal panico; tuttavia, per un ultrasettantenne mantenere la lucidità non è sempre facile, bisogna quindi, non lasciare soli gli anziani, sopratutto in questo periodo di vacanze estive.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><b>Truffe agli anziani. Il decalogo dei Carabinieri e l&#39;alert nell&#39;Agro Caleno</b></p>

<p>(gia.par.)
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwT_OADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rr_ft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyT_V-g-1einCsD8ojfEuzALHPbc_v6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2_SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s2048/1000038386.jpg" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiytDzo-AjHApGpX9rKVtPXDZthNlSJP41CL9teZRKwT_OADbLuNg1a8x39C0xaBVDGPVV96rr_ft14gdr6LgOGXJzdBJiuBTuNFCHrjxmjaLKtTyT_V-g-1einCsD8ojfEuzALHPbc_v6BxYP5JwaPro0xWLyS2NvI9CPL2_SBDS-VJ5QwgI7a0G44uUA/s400/1000038386.jpg"/></a></div>
Con l&#39;approssimarsi delle vacanze estive, aumenteranno i casi di truffa ai danni di persone che vivono sole e degli anziani, nonché i furti in ville e abitazioni lasciate vuote dai proprietari in vacanza.
È questo l&#39;allerta diramato dalle Forze dell&#39;Ordine, anche nella provincia di Caserta e in particolare nella zona dell&#39;Agro Caleno, dove, per la peculiarità del territorio, gli anziani sono maggiormente presi di mira dai malintenzionati.<br><br></p>

<p>Proprio a Calvi Risorta, negli scorsi giorni, una donna è stata vittima di un raggiro con la tecnica del “finto Carabiniere”. In quel caso, è stato fatto credere telefonicamente alla vittima di avere una multa arretrata per un pagamento non dovuto del bollo auto; le è stato detto che, per bloccare il pignoramento del veicolo, avrebbe dovuto consegnare una somma di denaro o beni di valore in cauzione a un incaricato che sarebbe passato di lì a breve. Insomma, una truffa tra le tante, alcune anche fantasiose. La più diffusa rimane quella del “falso nipote”, dove si fa credere che un familiare che vive fuori sia stato vittima di un incidente. Il fine ultimo di tutte queste truffe è sempre lo stesso: ottenere denaro o beni di valore.<br><br></p>

<p>Ma come fanno a mettere in atto questi raggiri? Sul “dark web”, quella parte di Internet non accessibile dai motori di ricerca, sono in vendita dossier contenenti dati personali di numerosi cittadini. Ad esempio, all&#39;inizio della guerra in Ucraina, si ritiene che presunti hacker russi abbiano violato i database dell&#39;INPS, del Sistema Sanitario e del Ministero dei Trasporti. Solitamente lo fanno ai danni di aziende private per chiedere un riscatto, ma in quel caso, essendo il fine quello di danneggiare l&#39;Italia, paese ritenuto ostile, i dati furono pubblicati online sul dark web.
Numeri di telefono, indirizzi, residenze di anziani soli e dati di autovetture furono, e forse sono ancora, a disposizione dei truffatori.<br><br></p>

<p>A volte, tuttavia, siamo noi stessi a fornire i nostri dati a questi criminali, che li usano per carpire informazioni su parentele, abitudini ed età. Lo facciamo inconsapevolmente attraverso i social network. Altre volte, gli hacker entrano “in casa” violando le nostre telecamere di sicurezza. In pochi sanno cosa significhi aggiornare il firmware di una telecamera (come le diffuse Tapo) o semplicemente impostare una password robusta per proteggere l&#39;accesso ai video in diretta delle nostre abitazioni. I malintenzionati possono così accedere virtualmente alle stanze dove sono installate le telecamere, arrivando paradossalmente a sorvegliarci.<br><br></p>

<p>Come tutelarsi?
Per quanto riguarda i dossieraggi già in circolazione, purtroppo poco possiamo fare: l&#39;infrastruttura informatica italiana dipende spesso da altri Paesi e la nostra rete risulta vulnerabile. Inoltre, chi vende sicurezza raramente rende chiari i codici sorgenti delle applicazioni che gestiscono i nostri dispositivi agli installatori.<br><br>
<div class="separator" style="clear: both;"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiM_Kho_aTg1IO_V8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17_n-vrowy2RMfR2AE/s691/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png" style="display: block; padding: 1em 0; text-align: center; " rel="nofollow"><img alt="" width="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5KVkHlonXi7e3lNDABIDx9VS1nFq0BiM_Kho_aTg1IO_V8Xs77p6silMaD16BEoOapFG4PpxcKZU7slAvRcj0493mykDwxoVxnrqdV40bGMS8SLUqevw6MtAE389w4XRDtrDGW9vLUA6pVuqldxSKNa8XqkvyqK6WSu2OF3plL17_n-vrowy2RMfR2AE/s320/Screenshot%202026-08-01%2016.18.34.png"/></a></div></p>

<p>Affidiamoci quindi al decalogo dei Carabinieri <a href="https://www.carabinieri.it/docs/default-source/editoria/pubblicazioni/truffe-agli-anziani.pdf" rel="nofollow">(CLICCA QUI PER SCARICARLO)</a>, pubblicato qualche anno fa ma sempre attuale; ma la regola principale, nel caso ci si accorga della truffa, è prendere tempo e chiamare un familiare. Se non ci si riesce perché i truffatori tentano di bloccare la linea telefonica, bisogna chiamare i vicini urlando dalla finestra. Quando si ricevono chiamate da call center o da persone sconosciute, occorre riagganciare subito, dichiarando di non essere interessati. Quando bussano alla porta per notifiche (ad esempio relative a rifiuti o utenze idriche), limitiamoci a ritirare l&#39;atto e chiudiamo immediatamente.
Insomma, serve buon senso, senza lasciarsi prendere dal panico; tuttavia, per un ultrasettantenne mantenere la lucidità non è sempre facile, bisogna quindi, non lasciare soli gli anziani, sopratutto in questo periodo di vacanze estive.</p>
]]></content:encoded>
      <author>CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/82bbwl7dp7</guid>
      <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:11:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Questa mattina avevo voglia di leggere, così ho  preso e sono andato in una...</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/questa-mattina-avevo-voglia-di-leggere-cosi-ho-preso-e-sono-andato-in-una</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;Questa mattina avevo voglia di leggere, così ho  preso e sono andato in una delle biblioteche pubbliche della mia città. Non c&#39;è quasi nessuno, solo bambini in età prescolare che mandano le loro lallazioni occupando lo spazio sonoro che la loro natura di frugugnetti gli riconosce. Sto leggendo un ebook di letteratura comparata, da diversi mesi, che trovo un po&#39; difficile da razionalizzare ma piuttosto stimolante e che voglio finire di leggere entro fine dell&#39;estate. Qua, con gli occhiali, il relativo silenzio concesso dai piccoli corridori e dai padri &amp; madri relative, il mio grosso e largo ebook reader con il suo pennino, i condizionatori che danno al tutto un clima artico-temperato, insomma, non è male. &#xA;&#xA;Uscito da casa mia, nell&#39;afrore umido del genovese, mi ero voltato indietro: sulla facciata stavano sei sudamericani appesi alle loro corde che livellavano l&#39;intonaco. Uno si era voltato verso di me, riconoscendomi, mi ha salutato con un gesto e la voce. Guarda tu, ho pensato.&#xA;&#xA;Una considerazione che facevo scrivendo questo diario, e rileggendone alcune parti. Più le cose che scrivo diventano chiare, il lessico comprensibile e i miei ragionamenti razionali, meno quella persona che viene rappresentata dal diario mi somiglia. Tutta questa fatica di rendere quello che comunico - comunicabile - è fatta a danno di una teoria di cose di stomaco, di zecche vergognose nascoste sotto i capelli, di porcherie ingollate abbruttito in qualche parte del mondo. Di balbettamenti incomprensibili. Più mi rendo comprensibile, più faccio violenza e strappo via l&#39;incerto, il non linguistico, l&#39;irrazionale e l&#39;irragionevole. &#xA;&#xA;Ho iniziato, quasi per caso, a scrivere la struttura di un videogioco. &#34;Inferno&#34;, la visual novel che ho iniziato vent&#39;anni fa, si è bloccata. Ho finito il prologo, l&#39;ho anche messo su itch.io, ho iniziato la parte centrale ma sono andato in empasse. La storia e gli enigmi che ricordo e che mi sono segnato, non mi convincono più. Dovrei rifare buona parte della storia, ma sono vincolato a quello che la storia ancora occupa dentro di me. Sono agganciato alla struttura originaria, ma nello stesso tempo vedo che è arida. E sono anche costretto dalle immagini che già ho. È come se avessi davanti le carte di un gioco, ma le regole con cui giocare non mi convincono più. E non ne trovo di nuove efficaci. Credo che lo lascerò a macerare ancora per qualche tempo. &#xA;&#xA;Invece, dicevo, ho iniziato un arcade. Ho preso il motore che avevo programmato per Allydim, il videogame che avevo iniziato a fare con secondogenito, e ho cancellato tutto tranne la struttura vuota. Avevo in mente questa idea di un personaggio che non ha forma fissa, fatto di linee, punti, colori, a seconda dello svolgimento del gioco. Ho fatto giusto due prove di come questa idea rendeva graficamente e mi hanno soddisfatto. Ho alcune idee sulla storia, ma questa volta penso che storia e programmazione procederanno assieme, nel senso, la programmazione di elementi grafici impatterà sulla storia e viceversa. &#xA;&#xA;L&#39;idea - non originalissima - è quella di un corpo che muta e le sue variazioni gli permettono di accedere a determinate zone del gioco mentre determinate zone del gioco (o azioni) effettuano delle permutazioni al corpo stesso. Ho in mente alcune idee di base: per accedere al posto di lavoro il personaggio deve &#34;banalizzarsi&#34; perdendo i propri colori, diventando a livelli di grigio. La scuola è un ambiente in cui il personaggio può uniformarsi, perdendo appunto i colori personali. Ci sono poi luoghi dell&#39;antagonismo e della criticità dove si riesce a ritrovare le proprie cromie. Però così è un po&#39; troppo meccanico. Penso che &#34;giocherò&#34; ancora a programmare possibili corpi del giocatore prima di formalizzare la storia.&#xA;&#xA;Un elemento che mi attrae è che programmare è divertente. Dico, partire da zero, o quasi visto che mi appoggio a Pygame. Da questo punto di vista la programmazione &#34;standard&#34; di Ren&#39;Py è piuttosto piatta. Con Pygame ho la sensazione di libertà assoluta. Mentre vi scrivo una mamma sta cantando una canzone in francese per addormentare il proprio bambino. Qua a due scrivanie di distanza. Cinquantaquattro morti, almeno, di ragazzi marocchini che hanno cercato di entrare nell&#39;enclave di Ceuta. &#34;Entrare nell&#39;enclave&#34;, cioé, muoversi nel mondo. E qua una mamma canta in francese a un frugugnetto come se niente fosse, come se avessimo diritto di essere semplici esseri umani che lallano, frignano, mutano il corpo, succhiano, si innamorano, figliano - se ne hanno voglia. Prendono, camminano, se ne vanno. Muoversi nel mondo. Guarda tu, ho pensato. &#xA;&#xA;Io non lo vedrò.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina avevo voglia di leggere, così ho  preso e sono andato in una delle biblioteche pubbliche della mia città. Non c&#39;è quasi nessuno, solo bambini in età prescolare che mandano le loro lallazioni occupando lo spazio sonoro che la loro natura di frugugnetti gli riconosce. Sto leggendo un ebook di letteratura comparata, da diversi mesi, che trovo un po&#39; difficile da razionalizzare ma piuttosto stimolante e che voglio finire di leggere entro fine dell&#39;estate. Qua, con gli occhiali, il relativo silenzio concesso dai piccoli corridori e dai padri &amp; madri relative, il mio grosso e largo ebook reader con il suo pennino, i condizionatori che danno al tutto un clima artico-temperato, insomma, non è male.</p>

<p>Uscito da casa mia, nell&#39;afrore umido del genovese, mi ero voltato indietro: sulla facciata stavano sei sudamericani appesi alle loro corde che livellavano l&#39;intonaco. Uno si era voltato verso di me, riconoscendomi, mi ha salutato con un gesto e la voce. Guarda tu, ho pensato.</p>

<p>Una considerazione che facevo scrivendo questo diario, e rileggendone alcune parti. Più le cose che scrivo diventano chiare, il lessico comprensibile e i miei ragionamenti razionali, meno quella persona che viene rappresentata dal diario mi somiglia. Tutta questa fatica di rendere quello che comunico – comunicabile – è fatta a danno di una teoria di cose di stomaco, di zecche vergognose nascoste sotto i capelli, di porcherie ingollate abbruttito in qualche parte del mondo. Di balbettamenti incomprensibili. Più mi rendo comprensibile, più faccio violenza e strappo via l&#39;incerto, il non linguistico, l&#39;irrazionale e l&#39;irragionevole.</p>

<p>Ho iniziato, quasi per caso, a scrivere la struttura di un videogioco. “Inferno”, la visual novel che ho iniziato vent&#39;anni fa, si è bloccata. Ho finito il prologo, l&#39;ho anche messo su itch.io, ho iniziato la parte centrale ma sono andato in empasse. La storia e gli enigmi che ricordo e che mi sono segnato, non mi convincono più. Dovrei rifare buona parte della storia, ma sono vincolato a quello che la storia ancora occupa dentro di me. Sono agganciato alla struttura originaria, ma nello stesso tempo vedo che è arida. E sono anche costretto dalle immagini che già ho. È come se avessi davanti le carte di un gioco, ma le regole con cui giocare non mi convincono più. E non ne trovo di nuove efficaci. Credo che lo lascerò a macerare ancora per qualche tempo.</p>

<p>Invece, dicevo, ho iniziato un arcade. Ho preso il motore che avevo programmato per Allydim, il videogame che avevo iniziato a fare con secondogenito, e ho cancellato tutto tranne la struttura vuota. Avevo in mente questa idea di un personaggio che non ha forma fissa, fatto di linee, punti, colori, a seconda dello svolgimento del gioco. Ho fatto giusto due prove di come questa idea rendeva graficamente e mi hanno soddisfatto. Ho alcune idee sulla storia, ma questa volta penso che storia e programmazione procederanno assieme, nel senso, la programmazione di elementi grafici impatterà sulla storia e viceversa.</p>

<p>L&#39;idea – non originalissima – è quella di un corpo che muta e le sue variazioni gli permettono di accedere a determinate zone del gioco mentre determinate zone del gioco (o azioni) effettuano delle permutazioni al corpo stesso. Ho in mente alcune idee di base: per accedere al posto di lavoro il personaggio deve “banalizzarsi” perdendo i propri colori, diventando a livelli di grigio. La scuola è un ambiente in cui il personaggio può uniformarsi, perdendo appunto i colori personali. Ci sono poi luoghi dell&#39;antagonismo e della criticità dove si riesce a ritrovare le proprie cromie. Però così è un po&#39; troppo meccanico. Penso che “giocherò” ancora a programmare possibili corpi del giocatore prima di formalizzare la storia.</p>

<p>Un elemento che mi attrae è che programmare è divertente. Dico, partire da zero, o quasi visto che mi appoggio a Pygame. Da questo punto di vista la programmazione “standard” di Ren&#39;Py è piuttosto piatta. Con Pygame ho la sensazione di libertà assoluta. Mentre vi scrivo una mamma sta cantando una canzone in francese per addormentare il proprio bambino. Qua a due scrivanie di distanza. Cinquantaquattro morti, almeno, di ragazzi marocchini che hanno cercato di entrare nell&#39;enclave di Ceuta. “Entrare nell&#39;enclave”, cioé, muoversi nel mondo. E qua una mamma canta in francese a un frugugnetto come se niente fosse, come se avessimo diritto di essere semplici esseri umani che lallano, frignano, mutano il corpo, succhiano, si innamorano, figliano – se ne hanno voglia. Prendono, camminano, se ne vanno. Muoversi nel mondo. Guarda tu, ho pensato.</p>

<p>Io non lo vedrò.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/4d1urg7r77</guid>
      <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:19:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Articolo di Andrea Zhok del 12 Luglio 2026</title>
      <link>https://noblogo.org/feralis/articolo-di-andrea-zhok-del-12-luglio-2026</link>
      <description>&lt;![CDATA[Articolo di Andrea Zhok del 12 Luglio 2026&#xA;&#xA;SUL PROBLEMA DELLA DEMOCRAZIA&#xA;&#xA;Ogni volta che mi sono accostato ad un’esperienza politica negli ultimi anni, una delle principali costanti è stata incontrare – proprio tra quelli che avrebbero più ragioni per auspicare un serio cambiamento di rotta – una forma di rassegnazione endemica, di sfiducia capillare.&#xA;&#xA;Di fronte a qualunque tentativo di prendere sul serio la democrazia, cercando di portare istanze di popolo nelle istituzioni, nei governi locali o nazionali, innumerevoli persone pongono – con argomenti anche sottilmente diversi – una e una sola istanza scettica: “Pensi davvero che cambierà qualcosa?”&#xA;&#xA;Ora, credo che l’unica risposta onesta sia sempre una: “VOGLIO CREDERE che sia possibile cambiare qualcosa.” La forma di questa frase è quella di un atto di fede. La ragione di questa forma è che qui siamo su un piano che potremmo chiamare delle “profezie autorealizzantesi”. È un piano frequente nelle dinamiche collettive.&#xA;&#xA;Con un esempio, il denaro di per sé è una convenzione priva di valore in sé. Tuttavia il fatto che tutti credano che abbia valore, fa sì che esso funzioni davvero come una sostanza dotata di valore e produca tutte le conseguenze di una sostanza dotata di valore.&#xA;&#xA;Sul piano personale la mia ascendenza famigliare appartiene a quei ceti, rurali o piccolo-borghesi, che prima della Rivoluzione Francese non avrebbero toccato palla, e anche dopo hanno faticato non poco ad essere minimamente calcolati.&#xA;&#xA;Non vivo perciò la “democrazia” come un sistema istituzionale astratto, ma come un esperimento storico che di fatto ha dato parola a persone che altrimenti sarebbero rimaste il concime dei campi altrui.&#xA;E la maggior parte delle persone di qualità che ho conosciuto in vita mia appartenevano a questo stesso novero: non erano famiglie di antica nobiltà, né di antica proprietà, e in un mondo privo di elementi democratici non avrebbero mai avuto alcuna possibilità di alzare la testa e la voce.&#xA;&#xA;Sono state davvero poche le fasi storiche in cui “democrazia” è stata più che un’espressione teorica.&#xA;Tra queste la più prominente è stata quella dei decenni che hanno succeduto alla Seconda Guerra Mondiale in Europa, e di cui ho percepito solo la coda in via di dissolvimento, negli anni ’80 del XX secolo. In quella breve, ma importante, fase storica non abbiamo assistito soltanto ad un miglioramento economico dei ceti popolari.&#xA;Abbiamo anche assistito ad una crescita della partecipazione, della consapevolezza politica, della capacità di comprendere i propri bisogni e l’interesse pubblico.&#xA;Senza idealizzare un periodo storico che pure aveva molti limiti, dev’essere chiaro che in quella fase storica siamo andati approssimando forme di democrazia reale. Praticamente tutti i diritti sociali e collettivi che ancora oggi ci permettono di tenere (per alcuni, e a malapena) la testa al di sopra dell’abbrutimento paraschiavistico sono stati ottenuti in quegli anni.&#xA;&#xA;La democrazia è stata da sempre una scommessa complicata. Sin da Platone si sapeva che essa avrebbe avuto la tendenza a degenerare in demagogia e poi in tirannide. Perché ciò non accadesse era necessario “creare e coltivare” il popolo. E questo significava istruzione pubblica, funzione formativa dei media e stimolo costante alla partecipazione. La scommessa era che praticando la democrazia in forma partecipata il popolo sarebbe divenuto sempre più capace di esercitarla bene.&#xA;&#xA;Questa scommessa è stata lasciata cadere volontariamente a partire dagli anni ’80, accettando l’equazione liberale per cui l’unica vera espressione democratica di cui era doveroso curarsi era il mercato.&#xA;Si accettò l’idea che i media non dovessero avere un ruolo formativo (niente più sceneggiati su classici, niente più “maestro Manzi”, ecc.), ma dovesse solo intrattenere, abbassando progressivamente le richieste ai fruitori.&#xA;Si accettò l’idea che l’istruzione pubblica non dovesse produrre cittadini, ma “forza lavoro” (fallendo peraltro anche questo obiettivo).&#xA;Si promosse l’idea della fine delle ideologie, sostituite tutte da un’unica ideologia, fatta passare per norma naturale: il mercato come luogo di incontro e realizzazione dei desideri individuali.&#xA;&#xA;Con gli anni ’80 è dunque partito un processo di erosione che, se non arrestato, ha un unico punto di sbocco, ovvero una plutocrazia compiuta e istituzionalizzata. La plutocrazia che già intravediamo ha la stessa assolutezza di potere delle aristocrazie del passato, ma in un contesto gravemente degradato sul piano culturale. Al posto degli aristocratici e dei feudatari del passato – che almeno erano originariamente uomini d’arme e, spesso, avevano timor di Dio – oggi governano squali e usurai, ingranaggi di lusso dell’anonima macchina del capitale.&#xA;&#xA;Ecco, oggi nel 2026, è passato quasi mezzo secolo da quando il nostro esperimento di democrazia reale ha cominciato ad arretrare. Due generazioni sono nate e cresciute in questa temperie.&#xA;Oggi, gli scritti popolari che Marx, Engels, Gramsci e tanti altri rivolgevano agli operai e ai contadini – e che ebbero enorme ricezione – verrebbero percepiti come pipponi intollerabili, robe astruse; chiederemmo all’AI di farcene un riassunto in una frasetta o un reel. Non è che gli operai di fine ‘800 fossero più colti della popolazione media odierna. No, è che pensavano di AVER BISOGNO di strumenti per sollevarsi dall’ottusità e dall’impotenza, e per ciò, per darsi strumenti di lotta, erano persino disposti a fare fatica. Ma oggi la sola menzione di un argomento del genere suona come inquietante elitismo. Si è abituati ad essere sedotti dai prodotti, inclusi i prodotti culturali, che ci devono blandire affinché li si compri. E naturalmente se l’aspettativa è questa qui, i politici che vengono allevati dovranno essere solo abili venditori di pentole, che una volta che il bonifico è arrivato e il set di pentole è a casa, spariscono, lasciandoti le pentole arrugginite.&#xA;&#xA;Dunque, ritornando alla questione iniziale, a quello che ho chiamato “atto di fede”: se uno mi chiede oggi se sono convinto che possiamo evitare di andare a sbattere, se sono sicuro che potremo cambiare rotta, se ho fiducia che l’impegno delle persone di buona volontà verrà premiato, l’unica risposta che ho è: VOGLIO CREDERCI, perché solo volendolo esiste una possibilità (non una certezza) che quelle prospettive si realizzino.&#xA;Il sol dell’avvenir non ci attende quieto all’orizzonte.&#xA;È più probabile che all’orizzonte ci attenda l’incenerimento termonucleare.&#xA;Ma talvolta la fede, quando diviene collettiva, muove davvero le montagne.&#xA;&#xA;--------------------------------&#xA;Link all&#39;articolo originale https://t.me/andreazhok/873]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Articolo di Andrea Zhok del 12 Luglio 2026</p>

<p>SUL PROBLEMA DELLA DEMOCRAZIA</p>

<p>Ogni volta che mi sono accostato ad un’esperienza politica negli ultimi anni, una delle principali costanti è stata incontrare – proprio tra quelli che avrebbero più ragioni per auspicare un serio cambiamento di rotta – una forma di rassegnazione endemica, di sfiducia capillare.</p>

<p>Di fronte a qualunque tentativo di prendere sul serio la democrazia, cercando di portare istanze di popolo nelle istituzioni, nei governi locali o nazionali, innumerevoli persone pongono – con argomenti anche sottilmente diversi – una e una sola istanza scettica: “Pensi davvero che cambierà qualcosa?”</p>

<p>Ora, credo che l’unica risposta onesta sia sempre una: “VOGLIO CREDERE che sia possibile cambiare qualcosa.” La forma di questa frase è quella di un atto di fede. La ragione di questa forma è che qui siamo su un piano che potremmo chiamare delle “profezie autorealizzantesi”. È un piano frequente nelle dinamiche collettive.</p>

<p>Con un esempio, il denaro di per sé è una convenzione priva di valore in sé. Tuttavia il fatto che tutti credano che abbia valore, fa sì che esso funzioni davvero come una sostanza dotata di valore e produca tutte le conseguenze di una sostanza dotata di valore.</p>

<p>Sul piano personale la mia ascendenza famigliare appartiene a quei ceti, rurali o piccolo-borghesi, che prima della Rivoluzione Francese non avrebbero toccato palla, e anche dopo hanno faticato non poco ad essere minimamente calcolati.</p>

<p>Non vivo perciò la “democrazia” come un sistema istituzionale astratto, ma come un esperimento storico che di fatto ha dato parola a persone che altrimenti sarebbero rimaste il concime dei campi altrui.
E la maggior parte delle persone di qualità che ho conosciuto in vita mia appartenevano a questo stesso novero: non erano famiglie di antica nobiltà, né di antica proprietà, e in un mondo privo di elementi democratici non avrebbero mai avuto alcuna possibilità di alzare la testa e la voce.</p>

<p>Sono state davvero poche le fasi storiche in cui “democrazia” è stata più che un’espressione teorica.
Tra queste la più prominente è stata quella dei decenni che hanno succeduto alla Seconda Guerra Mondiale in Europa, e di cui ho percepito solo la coda in via di dissolvimento, negli anni ’80 del XX secolo. In quella breve, ma importante, fase storica non abbiamo assistito soltanto ad un miglioramento economico dei ceti popolari.
Abbiamo anche assistito ad una crescita della partecipazione, della consapevolezza politica, della capacità di comprendere i propri bisogni e l’interesse pubblico.
Senza idealizzare un periodo storico che pure aveva molti limiti, dev’essere chiaro che in quella fase storica siamo andati approssimando forme di democrazia reale. Praticamente tutti i diritti sociali e collettivi che ancora oggi ci permettono di tenere (per alcuni, e a malapena) la testa al di sopra dell’abbrutimento paraschiavistico sono stati ottenuti in quegli anni.</p>

<p>La democrazia è stata da sempre una scommessa complicata. Sin da Platone si sapeva che essa avrebbe avuto la tendenza a degenerare in demagogia e poi in tirannide. Perché ciò non accadesse era necessario “creare e coltivare” il popolo. E questo significava istruzione pubblica, funzione formativa dei media e stimolo costante alla partecipazione. La scommessa era che praticando la democrazia in forma partecipata il popolo sarebbe divenuto sempre più capace di esercitarla bene.</p>

<p>Questa scommessa è stata lasciata cadere volontariamente a partire dagli anni ’80, accettando l’equazione liberale per cui l’unica vera espressione democratica di cui era doveroso curarsi era il mercato.
Si accettò l’idea che i media non dovessero avere un ruolo formativo (niente più sceneggiati su classici, niente più “maestro Manzi”, ecc.), ma dovesse solo intrattenere, abbassando progressivamente le richieste ai fruitori.
Si accettò l’idea che l’istruzione pubblica non dovesse produrre cittadini, ma “forza lavoro” (fallendo peraltro anche questo obiettivo).
Si promosse l’idea della fine delle ideologie, sostituite tutte da un’unica ideologia, fatta passare per norma naturale: il mercato come luogo di incontro e realizzazione dei desideri individuali.</p>

<p>Con gli anni ’80 è dunque partito un processo di erosione che, se non arrestato, ha un unico punto di sbocco, ovvero una plutocrazia compiuta e istituzionalizzata. La plutocrazia che già intravediamo ha la stessa assolutezza di potere delle aristocrazie del passato, ma in un contesto gravemente degradato sul piano culturale. Al posto degli aristocratici e dei feudatari del passato – che almeno erano originariamente uomini d’arme e, spesso, avevano timor di Dio – oggi governano squali e usurai, ingranaggi di lusso dell’anonima macchina del capitale.</p>

<p>Ecco, oggi nel 2026, è passato quasi mezzo secolo da quando il nostro esperimento di democrazia reale ha cominciato ad arretrare. Due generazioni sono nate e cresciute in questa temperie.
Oggi, gli scritti popolari che Marx, Engels, Gramsci e tanti altri rivolgevano agli operai e ai contadini – e che ebbero enorme ricezione – verrebbero percepiti come pipponi intollerabili, robe astruse; chiederemmo all’AI di farcene un riassunto in una frasetta o un reel. Non è che gli operai di fine ‘800 fossero più colti della popolazione media odierna. No, è che pensavano di AVER BISOGNO di strumenti per sollevarsi dall’ottusità e dall’impotenza, e per ciò, per darsi strumenti di lotta, erano persino disposti a fare fatica. Ma oggi la sola menzione di un argomento del genere suona come inquietante elitismo. Si è abituati ad essere sedotti dai prodotti, inclusi i prodotti culturali, che ci devono blandire affinché li si compri. E naturalmente se l’aspettativa è questa qui, i politici che vengono allevati dovranno essere solo abili venditori di pentole, che una volta che il bonifico è arrivato e il set di pentole è a casa, spariscono, lasciandoti le pentole arrugginite.</p>

<p>Dunque, ritornando alla questione iniziale, a quello che ho chiamato “atto di fede”: se uno mi chiede oggi se sono convinto che possiamo evitare di andare a sbattere, se sono sicuro che potremo cambiare rotta, se ho fiducia che l’impegno delle persone di buona volontà verrà premiato, l’unica risposta che ho è: VOGLIO CREDERCI, perché solo volendolo esiste una possibilità (non una certezza) che quelle prospettive si realizzino.
Il sol dell’avvenir non ci attende quieto all’orizzonte.
È più probabile che all’orizzonte ci attenda l’incenerimento termonucleare.
Ma talvolta la fede, quando diviene collettiva, muove davvero le montagne.</p>

<hr>

<p>Link all&#39;articolo originale <a href="https://t.me/andreazhok/873" rel="nofollow">https://t.me/andreazhok/873</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>ferAlis</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/8nlohy88fv</guid>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:55:16 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La deriva della politica italiana</title>
      <link>https://noblogo.org/neox62/la-deriva-della-politica-italiana</link>
      <description>&lt;![CDATA[La deriva della politica italiana&#xA;&#xA;Ahi serva Italia, di dolore ostello,&#xA;nave senza nocchiere in gran tempesta,&#xA;non donna di provincie, ma bordello!&#xA;&#xA;Dante Alighieri!&#xA;&#xA;Quello che stiamo assistendo oggi nelle piazze e sulle principali piattaforme di comunicazione digitale, è una trasformazione radicale e preoccupante del dibattito pubblico, caratterizzato da una progressiva militarizzazione del linguaggio politico. I leader dei principali schieramenti e i loro team di comunicazione stanno progressivamente sostituendo il confronto programmatico con una strategia sistematica di polarizzazione identitaria. Questo fenomeno, particolarmente evidente nelle recenti tensioni elettorali a Genova e nella proliferazione di video propagandistici online, ridefinisce i confini della cittadinanza attiva nel 2026. Comprendere questa deriva è essenziale per i cittadini, poiché l&#39;inaridimento del dialogo costruttivo compromette la capacità delle istituzioni di affrontare le complesse sfide economiche e sociali del Paese.&#xA;&#xA;La grammatica dello scontro: l&#39;avversario come nemico assoluto&#xA;&#xA;La dialettica pubblica contemporanea mostra i sintomi di una crisi profonda, in cui la polemica ha smesso di essere uno strumento fisiologico di democrazia per trasformarsi in uno spettacolo di pura contrapposizione. Questa dinamica emerge con chiarezza in due contesti speculari della cronaca recente. Da un lato, il territorio ligure e la città di Genova sono divenuti il teatro di una retorica militante che evoca apertamente lo scontro frontale, descrivendo l&#39;attività politica in termini di &#34;caccia al nemico&#34;. Dall&#39;altro lato, i canali social ospitano produzioni video curate nei minimi dettagli in cui l&#39;avversario politico viene esibito alla stregua di un ostacolo da sacrificare nell&#39;arena pubblica. Sebbene cambino i colori politici e i simboli di appartenenza, la grammatica di fondo rimane identica: l&#39;interlocutore non è più un soggetto con cui misurarsi, bensì un bersaglio da delegittimare, schiacciare e isolare dal consorzio civile, se non da eliminare.&#xA;&#xA;Dalla proposta all&#39;algoritmo: la militarizzazione della comunicazione&#xA;&#xA;Questa mutazione linguistica trova il suo terreno ideale di coltura nella struttura stessa delle piattaforme digitali. La proposta strutturata e l&#39;approfondimento dei dossier cedono sistematicamente il passo alla provocazione calcolata, guidata dalle logiche di massimizzazione dell&#39;ingaggio degli algoritmi social. La stabilità del consenso politico si misura oggi sulla capacità di generare reazioni emotive istantanee, come rabbia o indignazione, poiché i messaggi estremi ottengono una diffusione infinitamente superiore rispetto alle analisi ponderate. Di conseguenza, l&#39;attenzione del pubblico è diventata la valuta più preziosa del mercato politico, un obiettivo da raggiungere anche a costo di sacrificare la coerenza ideale e la verità dei fatti.&#xA;&#xA;L&#39;eredità del modello Trump e la semplificazione del dibattito&#xA;&#xA;La strategia in atto rappresenta l&#39;applicazione rigorosa di tecniche di marketing politico ampiamente collaudate a livello internazionale, con particolare riferimento alla dottrina elettorale statunitense degli ultimi dieci anni. Gli spin doctor dei partiti italiani replicano in modo quasi scolastico i pilastri della comunicazione di Donald Trump: polarizzare l&#39;elettorato su base tribale, semplificare i problemi sistemici riducendoli a slogan binari e richiedere ai propri sostenitori un&#39;attestazione di fedeltà assoluta che esclude a priori qualsiasi forma di compromesso. L&#39;efficacia elettorale di questo approccio nel breve termine è innegabile, ma il prezzo da pagare nel lungo periodo è l&#39;estremo impoverimento dello spazio di discussione pubblica e la creazione di una cittadinanza permanentemente divisa.&#xA;&#xA;Il crollo della grammatica comune: il confronto con gli anni Settanta&#xA;&#xA;Per comprendere la gravità dello scenario presente, risulta utile operare un parallelismo storico con gli anni Settanta del Novecento, evitando tuttavia letture nostalgiche o edulcorate. In quel decennio la conflittualità sociale e politica in Italia era profonda, tragica e talvolta esasperata da derive violente. Nonostante la durezza dello scontro ideologico, le forze politiche mantenevano intatta una grammatica istituzionale comune, riconoscendosi reciprocamente la legittimità di esistere all&#39;interno dello stesso perimetro democratico. Le tribune politiche televisive e i dibattiti parlamentari dell&#39;epoca costituivano arene di confronto severo ma dialettico. Oggi, quella base di riconoscimento reciproco appare polverizzata, sostituita da un rumore di fondo che cancella ogni forma di argomentazione razionale.&#xA;&#xA;Le conseguenze sulla salute democratica: il cittadino ridotto a tifoso&#xA;&#xA;La trasformazione della politica in uno stato di belligeranza permanente produce effetti deleteri sulla qualità stessa della nostra democrazia. Nel momento in cui i partiti rinunciano a educare i cittadini alla complessità delle scelte pubbliche, l&#39;intera struttura sociale si indebolisce. La ricerca del consenso non avviene più attraverso la presentazione di un progetto di futuro credibile, bensì facendo leva sulle paure collettive e sul risentimento sociale. Questo meccanismo riduce il cittadino consapevole a mero tifoso di una fazione, spingendolo a valutare l&#39;azione di governo non per i risultati concreti ottenuti, ma per la durezza dei colpi inferti agli avversari. Una democrazia matura ha il dovere di contenere il conflitto fisiologico entro regole condivise e parole responsabili, rifiutando l&#39;idea che la gestione dello Stato sia una guerra a bassa intensità.&#xA;&#xA;Una riflessione finale&#xA;&#xA;Il superamento di questa deriva richiede una profonda discontinuità culturale prima ancora che un riassetto dei partiti. Risulta urgente ristabilire una netta distinzione tra la fermezza delle proprie convinzioni e la brutalità dell&#39;esposizione verbale, tra la rivendicazione della propria identità e la deriva verso il fanatismo ideologico. Se la classe politica continuerà a considerare la rabbia dei cittadini come l&#39;unico carburante per la propria sopravvivenza, il Paese intero andrà incontro a un progressivo declino civile, caratterizzato da diffidenza reciproca e incapacità di pianificare il proprio futuro. La ricostruzione di uno spazio pubblico comune è il primo, indispensabile passo per restituire dignità alle istituzioni e speranza alle nuove generazioni.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La deriva della politica italiana</p>

<p>Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!</p>

<p>Dante Alighieri!</p>

<p>Quello che stiamo assistendo oggi nelle piazze e sulle principali piattaforme di comunicazione digitale, è una trasformazione radicale e preoccupante del dibattito pubblico, caratterizzato da una progressiva militarizzazione del linguaggio politico. I leader dei principali schieramenti e i loro team di comunicazione stanno progressivamente sostituendo il confronto programmatico con una strategia sistematica di polarizzazione identitaria. Questo fenomeno, particolarmente evidente nelle recenti tensioni elettorali a Genova e nella proliferazione di video propagandistici online, ridefinisce i confini della cittadinanza attiva nel 2026. Comprendere questa deriva è essenziale per i cittadini, poiché l&#39;inaridimento del dialogo costruttivo compromette la capacità delle istituzioni di affrontare le complesse sfide economiche e sociali del Paese.</p>

<p>La grammatica dello scontro: l&#39;avversario come nemico assoluto</p>

<p>La dialettica pubblica contemporanea mostra i sintomi di una crisi profonda, in cui la polemica ha smesso di essere uno strumento fisiologico di democrazia per trasformarsi in uno spettacolo di pura contrapposizione. Questa dinamica emerge con chiarezza in due contesti speculari della cronaca recente. Da un lato, il territorio ligure e la città di Genova sono divenuti il teatro di una retorica militante che evoca apertamente lo scontro frontale, descrivendo l&#39;attività politica in termini di “caccia al nemico”. Dall&#39;altro lato, i canali social ospitano produzioni video curate nei minimi dettagli in cui l&#39;avversario politico viene esibito alla stregua di un ostacolo da sacrificare nell&#39;arena pubblica. Sebbene cambino i colori politici e i simboli di appartenenza, la grammatica di fondo rimane identica: l&#39;interlocutore non è più un soggetto con cui misurarsi, bensì un bersaglio da delegittimare, schiacciare e isolare dal consorzio civile, se non da eliminare.</p>

<p>Dalla proposta all&#39;algoritmo: la militarizzazione della comunicazione</p>

<p>Questa mutazione linguistica trova il suo terreno ideale di coltura nella struttura stessa delle piattaforme digitali. La proposta strutturata e l&#39;approfondimento dei dossier cedono sistematicamente il passo alla provocazione calcolata, guidata dalle logiche di massimizzazione dell&#39;ingaggio degli algoritmi social. La stabilità del consenso politico si misura oggi sulla capacità di generare reazioni emotive istantanee, come rabbia o indignazione, poiché i messaggi estremi ottengono una diffusione infinitamente superiore rispetto alle analisi ponderate. Di conseguenza, l&#39;attenzione del pubblico è diventata la valuta più preziosa del mercato politico, un obiettivo da raggiungere anche a costo di sacrificare la coerenza ideale e la verità dei fatti.</p>

<p>L&#39;eredità del modello Trump e la semplificazione del dibattito</p>

<p>La strategia in atto rappresenta l&#39;applicazione rigorosa di tecniche di marketing politico ampiamente collaudate a livello internazionale, con particolare riferimento alla dottrina elettorale statunitense degli ultimi dieci anni. Gli spin doctor dei partiti italiani replicano in modo quasi scolastico i pilastri della comunicazione di Donald Trump: polarizzare l&#39;elettorato su base tribale, semplificare i problemi sistemici riducendoli a slogan binari e richiedere ai propri sostenitori un&#39;attestazione di fedeltà assoluta che esclude a priori qualsiasi forma di compromesso. L&#39;efficacia elettorale di questo approccio nel breve termine è innegabile, ma il prezzo da pagare nel lungo periodo è l&#39;estremo impoverimento dello spazio di discussione pubblica e la creazione di una cittadinanza permanentemente divisa.</p>

<p>Il crollo della grammatica comune: il confronto con gli anni Settanta</p>

<p>Per comprendere la gravità dello scenario presente, risulta utile operare un parallelismo storico con gli anni Settanta del Novecento, evitando tuttavia letture nostalgiche o edulcorate. In quel decennio la conflittualità sociale e politica in Italia era profonda, tragica e talvolta esasperata da derive violente. Nonostante la durezza dello scontro ideologico, le forze politiche mantenevano intatta una grammatica istituzionale comune, riconoscendosi reciprocamente la legittimità di esistere all&#39;interno dello stesso perimetro democratico. Le tribune politiche televisive e i dibattiti parlamentari dell&#39;epoca costituivano arene di confronto severo ma dialettico. Oggi, quella base di riconoscimento reciproco appare polverizzata, sostituita da un rumore di fondo che cancella ogni forma di argomentazione razionale.</p>

<p>Le conseguenze sulla salute democratica: il cittadino ridotto a tifoso</p>

<p>La trasformazione della politica in uno stato di belligeranza permanente produce effetti deleteri sulla qualità stessa della nostra democrazia. Nel momento in cui i partiti rinunciano a educare i cittadini alla complessità delle scelte pubbliche, l&#39;intera struttura sociale si indebolisce. La ricerca del consenso non avviene più attraverso la presentazione di un progetto di futuro credibile, bensì facendo leva sulle paure collettive e sul risentimento sociale. Questo meccanismo riduce il cittadino consapevole a mero tifoso di una fazione, spingendolo a valutare l&#39;azione di governo non per i risultati concreti ottenuti, ma per la durezza dei colpi inferti agli avversari. Una democrazia matura ha il dovere di contenere il conflitto fisiologico entro regole condivise e parole responsabili, rifiutando l&#39;idea che la gestione dello Stato sia una guerra a bassa intensità.</p>

<p>Una riflessione finale</p>

<p>Il superamento di questa deriva richiede una profonda discontinuità culturale prima ancora che un riassetto dei partiti. Risulta urgente ristabilire una netta distinzione tra la fermezza delle proprie convinzioni e la brutalità dell&#39;esposizione verbale, tra la rivendicazione della propria identità e la deriva verso il fanatismo ideologico. Se la classe politica continuerà a considerare la rabbia dei cittadini come l&#39;unico carburante per la propria sopravvivenza, il Paese intero andrà incontro a un progressivo declino civile, caratterizzato da diffidenza reciproca e incapacità di pianificare il proprio futuro. La ricostruzione di uno spazio pubblico comune è il primo, indispensabile passo per restituire dignità alle istituzioni e speranza alle nuove generazioni.</p>
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      <author>NetTalk</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/t3zcycr1ts</guid>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:49:19 +0000</pubDate>
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      <title>Ceuta</title>
      <link>https://noblogo.org/provocatorio/quattro-ore</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ceuta&#xA;&#xA;Sánchez - Meloni&#xA;&#xA;Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.&#xA;&#xA;Uno dietro l&#39;altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.&#xA;&#xA;Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.&#xA;&#xA;E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all&#39;ultima, una montagna di bugie e porcherie.&#xA;&#xA;Mettiamole in fila, una per una.&#xA;&#xA;Primo.&#xA;&#xA;Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall&#39;altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.&#xA;&#xA;Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d&#39;identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.&#xA;&#xA;Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.&#xA;&#xA;Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l&#39;esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua. &#xA;&#xA;Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.&#xA;&#xA;Secondo.&#xA;&#xA;La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.&#xA;&#xA;Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell&#39;area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.&#xA;&#xA;Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all&#39;ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.&#xA;&#xA;Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.&#xA;&#xA;Terzo.&#xA;&#xA;Testuale, dal profilo di Tajani: &#34;Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata&#34;.&#xA;&#xA;Falso.&#xA;&#xA;La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.&#xA;&#xA;Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.&#xA;&#xA;Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall&#39;America Latina.&#xA;&#xA;Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.&#xA;&#xA;E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.&#xA;&#xA;Quarto.&#xA;&#xA;Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.&#xA;&#xA;Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l&#39;Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.&#xA;&#xA;Quinto.&#xA;&#xA;Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: &#34;Non possiamo essere lasciati soli&#34;, &#34;nessuno può affrontare la migrazione da solo&#34;, Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione. &#xA;&#xA;Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.&#xA;&#xA;Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.&#xA;&#xA;Sesto.&#xA;&#xA;Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l&#39;Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l&#39;ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c&#39;entra nulla la politica migratoria della Spagna.&#xA;&#xA;Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.&#xA;&#xA;Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate. &#xA;&#xA;Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.&#xA;&#xA;Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.&#xA;&#xA;Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel&#39;aveva concessa perché gli faceva pena.&#xA;&#xA;E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.&#xA;&#xA;Sono passati 41 giorni. Quarantuno.&#xA;&#xA;Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.&#xA;&#xA;Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.&#xA;&#xA;Ottavo.&#xA;&#xA;Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.&#xA;&#xA;Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.&#xA;&#xA;Che miseria senza fondo.&#xA;&#xA;Fonte: https://x.com/i/status/2083107928467276104]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>#Ceuta</p>

<p><img src="https://i.imgur.com/jOUI4c2.jpeg" alt="Sánchez - Meloni"></p>

<p><strong>Quattro ore</strong>. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.</p>

<p>Uno dietro l&#39;altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.</p>

<p>Hanno visto migliaia di persone e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.</p>

<p>E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all&#39;ultima, una montagna di bugie e porcherie.</p>

<p>Mettiamole in fila, una per una.</p>

<p><strong>Primo.</strong></p>

<p>Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall&#39;altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.</p>

<p>Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d&#39;identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.</p>

<p>Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.</p>

<p>Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l&#39;esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua.</p>

<p>Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.</p>

<p><strong>Secondo.</strong></p>

<p>La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.</p>

<p>Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell&#39;area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.</p>

<p>Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all&#39;ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.</p>

<p>Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera nei fatti già chiusa.</p>

<p><strong>Terzo.</strong></p>

<p>Testuale, dal profilo di Tajani: “Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata”.</p>

<p>Falso.</p>

<p>La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.</p>

<p>Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.</p>

<p>Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall&#39;America Latina.</p>

<p>Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.</p>

<p>E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.</p>

<p><strong>Quarto.</strong></p>

<p>Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.</p>

<p>Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l&#39;Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.</p>

<p><strong>Quinto.</strong></p>

<p>Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: “Non possiamo essere lasciati soli”, “nessuno può affrontare la migrazione da solo”, Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione.</p>

<p>Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.</p>

<p>Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.</p>

<p><strong>Sesto.</strong></p>

<p>Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l&#39;Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l&#39;ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c&#39;entra nulla la politica migratoria della Spagna.</p>

<p>Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.</p>

<p>Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate.</p>

<p>Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.</p>

<p><strong>Settimo.</strong> E qui arriviamo al fondo del barile.</p>

<p>Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel&#39;aveva concessa perché gli faceva pena.</p>

<p>E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.</p>

<p>Sono passati 41 giorni. Quarantuno.</p>

<p>Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.</p>

<p>Chi ti tende una mano quando sei a terra, gentaglia così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannare.</p>

<p><strong>Ottavo.</strong></p>

<p>Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.</p>

<p>Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.</p>

<p>Che miseria senza fondo.</p>

<p>Fonte: <a href="https://x.com/i/status/2083107928467276104" rel="nofollow">https://x.com/i/status/2083107928467276104</a></p>
]]></content:encoded>
      <author>Provocatorio</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/92uwvampz5</guid>
      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:40:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La storia è questa: uno si fa quasi 700 km.</title>
      <link>https://noblogo.org/alfonso/la-storia-e-questa-uno-si-fa-quasi-700-km</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;La storia è questa: uno si fa quasi 700 km. per mettere a riposo membra e intelletto, entrambi consumati da un duro anno di lavoro. Arriva in loco e trova una fauna umana abbondante e variegata, soprattutto rumorosa. E siccome l&#39;uno odia la fauna umana di ogni ordine e grado, al tramonto prende una barca e si allontana dalla riva. C&#39;è una leggera brezza; l&#39;uno beve tre bicchieri di prosecco gentilmente offerti. Il sole è ormai basso. L&#39;uno socchiude gli occhi, sta per raggiungere l&#39;Èden, quando percepisce in modo netto e nitido un sussurro provenire dalla moglie del tizio affianco: «Comunque, al di là di tutto, ha fatto anche cose buone.»]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La storia è questa: uno si fa quasi 700 km. per mettere a riposo membra e intelletto, entrambi consumati da un duro anno di lavoro. Arriva in loco e trova una fauna umana abbondante e variegata, soprattutto rumorosa. E siccome l&#39;uno odia la fauna umana di ogni ordine e grado, al tramonto prende una barca e si allontana dalla riva. C&#39;è una leggera brezza; l&#39;uno beve tre bicchieri di prosecco gentilmente offerti. Il sole è ormai basso. L&#39;uno socchiude gli occhi, sta per raggiungere l&#39;Èden, quando percepisce in modo netto e nitido un sussurro provenire dalla moglie del tizio affianco: «Comunque, al di là di tutto, ha fatto anche cose buone.»</p>
]]></content:encoded>
      <author>Alfonso Cataldi</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ewa6uktiww</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 12:23:40 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Non sono costretto a scrivere.</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/non-sono-costetto-a-scrivere</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non sono costretto a scrivere. Non costretto a leggere. Fare le piccole cose, chiudere con dei fiocchi blu metallici le cose che ho attorno. In questa busta ci metto un pezzo del cuore e tutte le unghie tagliate ai miei figli. Le cose - mi raccomando - sempre in coppia: altra busta il mio primo profilattico e un rasoio monolama Gilette in cui mettevo le lame intere, come quelle dei film. Terza busta uno Skyfonino e la carogna di un piccione che ho visto stamattina diventare tutt&#39;uno con l&#39;asfalto bollente qua vicino a casa mia. Molte cose le facevo a senso. Non ho mai riflettuto molto.&#xA;&#xA;Mi sono sempre mosso tra la paura e l&#39;entusiasmo. Entrare nei negozi con la paura di innamorarmi e il desiderio di trovare qualcosa di inedito. In fondo un centro commerciale è una foresta e la mia carta di credito è un coltello. Scrivere ad occhi chiusi, fatto anche questo; in apnea. Nelle ore notturne e diurne. Agganciarsi a un paragrafo scritto dieci, vent&#39;anni prima, per non lasciarlo morto, recidere lemmi e agganciarne di nuovi, fare innesti letterari, cambiare gusti, dimenticare i libri letti. Dimenticare anche quelli scritti. &#xA;&#xA;Le cose che ho fatto non hanno cambiato il mondo. Il mercato - comunque - determina una scelta del gusto. Alla fine nelle antologie resteranno certi nomi e non altri presi da una rosa del venduto e dell&#39;invenduto: Brizzi, Tamaro, Nove, Scarpa, Nori, Ammaniti, Santacroce, boh, Galiazzo, Morozzi, Piccolo, Mozzi, Genna, almeno metà di questi nomi scomparirà nel nulla in qualche decennio. Fuori catalogo dopo fuori catalogo. Qualche briciola verrà presa come rappresentativa del decennio.&#xA;&#xA;Giro nella libreria abbandonata, ricca di gente che negli anni sessanta-settanta era nel gusto comune:  non riconosco la maggior parte dei nomi. Titoli più recenti di meteore a cui Einaudi o Mondadori hanno anche dato la grazia del cartonato; de sa pa re ci dos. Tutto questo sbattone per sparire nel nulla. Era meglio allora coltivare le fragole. E nuovi ne arrivano di continuo, uno sciame oggi di aedi del digitale. Pensare di riprendere la propria faccia che cambia negli anni, dover parlare per sempre soli davanti a una videocamera che ci riprende, essere condannati a essere uno spettacolo vivente per due spicci e uno sciame - ancora - di follower.&#xA;&#xA;Ero l&#39;altro giorno a Quarto, o Quinto, non ho mai capito dove l&#39;uno diventi l&#39;altro. In spiaggia. Pensavo che non c&#39;è niente come la spiaggia per tornare negli anni settanta, specie quelle pubbliche. La tecnologia con cui si va al mare oggi è la stessa - sostanzialmente - di cinquant&#39;anni fa: l&#39;odore di creme solari, ombrelloni diseguali e variopinti, teli spiaggia e asciugamani, corpi seminudi che si osservano guardinghi sotto al sole assoluto dell&#39;estate: il mare poi, come un limes dell&#39;occhio.&#xA;&#xA;Gli anziani e Venerandi che si trascinano sul bagnasciuga, guardano, sognano. I gruppi di ragazzi che si mettono in cerchio - da decenni - per provare a tenere la palla in bilico nel cielo. Bambini che muovono la sabbia, costruiscono cose come se avessero tutto il tempo davanti: la dilatazione del tempo. La spiaggia è una macchina del tempo, reca consolazione all&#39;invecchiamento. Quealcuno legge libri, riviste, un Kindle. &#xA;&#xA;&#34;Fabrizio - Fabrizio&#34; mi sento chiamare. Mi giro, un uomo mi guarda sorridente, c&#39;è qualcosa in lui che mi pare di vedere sotto la carne, ma non lo riconosco. &#34;Non ti riconosco&#34; ammetto ridendo e lui mi dice il nome: è un compagno delle medie. Non ci vediamo da almeno quarant&#39;anni. Ci raccontiamo le nostre vite, in breve, una biografia essenziale. Ad un certo punto gli dico che insegno e lui - lo so, lo so - mi dice. &#34;Ti seguo su Facebook&#34; aggiunge. &#39;Ecco come mi ha riconosciuto!&#39; penso. Lui continua a dire che legge le cose che scrivo, che scrivo cose filosofiche. &#34;Ma già alle medie si vedeva - mi dice - che eri un filosofo&#34;.&#xA;&#xA;Torno a camminare sul bagnasciuga, che poi non si chiama bagnasciuga. Ecco, vedi, scompariamo nel nulla ma laciamo dei brandelli di memoria di noi di cui non sappiamo nulla, come della rucola in mezzo ai denti. Le ragazze le vedo, sono due. Una è sdraiata sul materassino, l&#39;altra in piedi nell&#39;acqua che parla. Ma non sta parlando all&#39;amica: la seconda ragazza, quella sdraiata sul materassino tiene in mano un asticella con un cellulare in fondo. Sta riprendendo quella in piedi con lo sfondo della linea del mare. Un&#39;influencer marina al lavoro. Quella in piedi parla al vuoto dello smartphone, al pubblico invisibile del suo canale. Ecco, questa è una inflitrazione del presente, una anomalia della macchina del tempo.&#xA;&#xA;Sotto la vita mi immagino le squame e la pinna della sirena digitale. Vorrei tuffarmi, nuotare fino ad entrare nel campo di ripresa del cellulare, diventare un elemento dello storytelling della ragazza e poi avvicinarmi, interromperla, chiedere scusa e sapere di cosa stanno parlando, per chi, su che canale. Cosa le spinge. &#34;Sapete - avrei detto - anche io comunico&#34;.  Restare a galleggiare per qualche minuto tra gli anni settanta e la fine degli anni venti, con il mio corpo come uno spaghetto teso nel buco azzurro del mare.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Non sono costretto a scrivere. Non costretto a leggere. Fare le piccole cose, chiudere con dei fiocchi blu metallici le cose che ho attorno. In questa busta ci metto un pezzo del cuore e tutte le unghie tagliate ai miei figli. Le cose – mi raccomando – sempre in coppia: altra busta il mio primo profilattico e un rasoio monolama Gilette in cui mettevo le lame intere, come quelle dei film. Terza busta uno Skyfonino e la carogna di un piccione che ho visto stamattina diventare tutt&#39;uno con l&#39;asfalto bollente qua vicino a casa mia. Molte cose le facevo a senso. Non ho mai riflettuto molto.</p>

<p>Mi sono sempre mosso tra la paura e l&#39;entusiasmo. Entrare nei negozi con la paura di innamorarmi e il desiderio di trovare qualcosa di inedito. In fondo un centro commerciale è una foresta e la mia carta di credito è un coltello. Scrivere ad occhi chiusi, fatto anche questo; in apnea. Nelle ore notturne e diurne. Agganciarsi a un paragrafo scritto dieci, vent&#39;anni prima, per non lasciarlo morto, recidere lemmi e agganciarne di nuovi, fare innesti letterari, cambiare gusti, dimenticare i libri letti. Dimenticare anche quelli scritti.</p>

<p>Le cose che ho fatto non hanno cambiato il mondo. Il mercato – comunque – determina una scelta del gusto. Alla fine nelle antologie resteranno certi nomi e non altri presi da una rosa del venduto e dell&#39;invenduto: Brizzi, Tamaro, Nove, Scarpa, Nori, Ammaniti, Santacroce, boh, Galiazzo, Morozzi, Piccolo, Mozzi, Genna, almeno metà di questi nomi scomparirà nel nulla in qualche decennio. Fuori catalogo dopo fuori catalogo. Qualche briciola verrà presa come rappresentativa del decennio.</p>

<p>Giro nella libreria abbandonata, ricca di gente che negli anni sessanta-settanta era nel gusto comune:  non riconosco la maggior parte dei nomi. Titoli più recenti di meteore a cui Einaudi o Mondadori hanno anche dato la grazia del cartonato; de sa pa re ci dos. Tutto questo sbattone per sparire nel nulla. Era meglio allora coltivare le fragole. E nuovi ne arrivano di continuo, uno sciame oggi di aedi del digitale. Pensare di riprendere la propria faccia che cambia negli anni, dover parlare per sempre soli davanti a una videocamera che ci riprende, essere condannati a essere uno spettacolo vivente per due spicci e uno sciame – ancora – di follower.</p>

<p>Ero l&#39;altro giorno a Quarto, o Quinto, non ho mai capito dove l&#39;uno diventi l&#39;altro. In spiaggia. Pensavo che non c&#39;è niente come la spiaggia per tornare negli anni settanta, specie quelle pubbliche. La tecnologia con cui si va al mare oggi è la stessa – sostanzialmente – di cinquant&#39;anni fa: l&#39;odore di creme solari, ombrelloni diseguali e variopinti, teli spiaggia e asciugamani, corpi seminudi che si osservano guardinghi sotto al sole assoluto dell&#39;estate: il mare poi, come un limes dell&#39;occhio.</p>

<p>Gli anziani e Venerandi che si trascinano sul bagnasciuga, guardano, sognano. I gruppi di ragazzi che si mettono in cerchio – da decenni – per provare a tenere la palla in bilico nel cielo. Bambini che muovono la sabbia, costruiscono cose come se avessero tutto il tempo davanti: la dilatazione del tempo. La spiaggia è una macchina del tempo, reca consolazione all&#39;invecchiamento. Quealcuno legge libri, riviste, un Kindle.</p>

<p>“Fabrizio – Fabrizio” mi sento chiamare. Mi giro, un uomo mi guarda sorridente, c&#39;è qualcosa in lui che mi pare di vedere sotto la carne, ma non lo riconosco. “Non ti riconosco” ammetto ridendo e lui mi dice il nome: è un compagno delle medie. Non ci vediamo da almeno quarant&#39;anni. Ci raccontiamo le nostre vite, in breve, una biografia essenziale. Ad un certo punto gli dico che insegno e lui – lo so, lo so – mi dice. “Ti seguo su Facebook” aggiunge. &#39;Ecco come mi ha riconosciuto!&#39; penso. Lui continua a dire che legge le cose che scrivo, che scrivo cose filosofiche. “Ma già alle medie si vedeva – mi dice – che eri un filosofo”.</p>

<p>Torno a camminare sul bagnasciuga, che poi non si chiama bagnasciuga. Ecco, vedi, scompariamo nel nulla ma laciamo dei brandelli di memoria di noi di cui non sappiamo nulla, come della rucola in mezzo ai denti. Le ragazze le vedo, sono due. Una è sdraiata sul materassino, l&#39;altra in piedi nell&#39;acqua che parla. Ma non sta parlando all&#39;amica: la seconda ragazza, quella sdraiata sul materassino tiene in mano un asticella con un cellulare in fondo. Sta riprendendo quella in piedi con lo sfondo della linea del mare. Un&#39;influencer marina al lavoro. Quella in piedi parla al vuoto dello smartphone, al pubblico invisibile del suo canale. Ecco, questa è una inflitrazione del presente, una anomalia della macchina del tempo.</p>

<p>Sotto la vita mi immagino le squame e la pinna della sirena digitale. Vorrei tuffarmi, nuotare fino ad entrare nel campo di ripresa del cellulare, diventare un elemento dello storytelling della ragazza e poi avvicinarmi, interromperla, chiedere scusa e sapere di cosa stanno parlando, per chi, su che canale. Cosa le spinge. “Sapete – avrei detto – anche io comunico”.  Restare a galleggiare per qualche minuto tra gli anni settanta e la fine degli anni venti, con il mio corpo come uno spaghetto teso nel buco azzurro del mare.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/la13lr7twe</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:53:28 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Il poeta.</title>
      <link>https://noblogo.org/cristiansavioli/il-poeta</link>
      <description>&lt;![CDATA[Il poeta.&#xA;&#xA;Salti, corri, cadi, riparti.&#xA;Corri, arrivi , piangi.&#xA;Il poeta, un atleta.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Il poeta.</p>

<p>Salti, corri, cadi, riparti.
Corri, arrivi , piangi.
Il poeta, un atleta.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Cristian Savioli</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/ethgim185x</guid>
      <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 21:52:18 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Primo post, ciao a tutti!</title>
      <link>https://noblogo.org/naufraghi/primo-post-ciao-a-tutti</link>
      <description>&lt;![CDATA[Primo post, ciao a tutti!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Primo post, ciao a tutti!</p>
]]></content:encoded>
      <author>naufraghi</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/y8ik8e98z3</guid>
      <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 17:26:31 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Oggi la prima notizia è la morte di Aldo Persico.</title>
      <link>https://noblogo.org/verosimile/oggi-la-prima-notizia-e-la-morte-di-aldo-persico</link>
      <description>&lt;![CDATA[Oggi la prima notizia è la morte di Aldo Persico.&#xA;L&#39;avevo incontrato un paio di mesi fa, nel pieno del mio disastro esistenziale, e lui mi ha fatto sorridere discutendo di come risalire a casa - per scelta ideologica rifiutava di fare il biglietto per prendere la metro, e il bus  - che a Napoli ancora concede la possibilità di imbucarsi - tardava ad arrivare]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la prima notizia è la morte di Aldo Persico.
L&#39;avevo incontrato un paio di mesi fa, nel pieno del mio disastro esistenziale, e lui mi ha fatto sorridere discutendo di come risalire a casa – per scelta ideologica rifiutava di fare il biglietto per prendere la metro, e il bus  – che a Napoli ancora concede la possibilità di imbucarsi – tardava ad arrivare</p>
]]></content:encoded>
      <author>VeroSimile</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/i71ry2owk2</guid>
      <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:13:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ho letto le tue parole. Ti ringrazio davvero per avermele dedicate.</title>
      <link>https://noblogo.org/alviro/ho-letto-le-tue-parole</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ho letto le tue parole. Ti ringrazio davvero per avermele dedicate.&#xA;&#xA;Vorrei dirti che mi hanno fatto stare meglio, ma non sarebbe vero. Quando si vive per tanto tempo con un peso addosso, anche le parole più belle fanno fatica a trovare spazio. È come se rimbalzassero contro qualcosa che ormai si è indurito.&#xA;&#xA;Mi dici che sono forte. Io, invece, mi sento solo stanco. Così stanco che ogni giorno sembra la copia sbiadita di quello precedente. Continuo ad andare avanti, ma spesso non perché ci creda, semplicemente perché il tempo continua a scorrere.&#xA;&#xA;Vorrei riuscire a vedere il leone di cui parli. Io vedo solo le ferite, e alcune sembrano non voler guarire mai. Ci provo, ogni giorno, ma a volte mi chiedo se tutto questo sforzo abbia davvero un senso.&#xA;&#xA;Nonostante questo, le tue parole le conserverò. Oggi non riescono a convincermi, ma sapere che qualcuno si è fermato a scrivermele significa più di quanto riesca ad ammettere.&#xA;&#xA;Spero che un giorno riuscirò a rileggere il tuo messaggio con occhi diversi. Oggi quel giorno mi sembra molto lontano.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto le tue parole. Ti ringrazio davvero per avermele dedicate.</p>

<p>Vorrei dirti che mi hanno fatto stare meglio, ma non sarebbe vero. Quando si vive per tanto tempo con un peso addosso, anche le parole più belle fanno fatica a trovare spazio. È come se rimbalzassero contro qualcosa che ormai si è indurito.</p>

<p>Mi dici che sono forte. Io, invece, mi sento solo stanco. Così stanco che ogni giorno sembra la copia sbiadita di quello precedente. Continuo ad andare avanti, ma spesso non perché ci creda, semplicemente perché il tempo continua a scorrere.</p>

<p>Vorrei riuscire a vedere il leone di cui parli. Io vedo solo le ferite, e alcune sembrano non voler guarire mai. Ci provo, ogni giorno, ma a volte mi chiedo se tutto questo sforzo abbia davvero un senso.</p>

<p>Nonostante questo, le tue parole le conserverò. Oggi non riescono a convincermi, ma sapere che qualcuno si è fermato a scrivermele significa più di quanto riesca ad ammettere.</p>

<p>Spero che un giorno riuscirò a rileggere il tuo messaggio con occhi diversi. Oggi quel giorno mi sembra molto lontano.</p>
]]></content:encoded>
      <author>Alviro </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/wy2q68r0qh</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 14:14:02 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ho provato a salvare tutto quello che ho scritto in questo diario negli ultimi...</title>
      <link>https://noblogo.org/diario/ho-provato-a-salvare-tutto-quello-che-ho-scritto-in-questo-diario-negli-ultimi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ho provato a salvare tutto quello che ho scritto in questo diario negli ultimi mesi, per vedere quanti caratteri erano. Il programma che uso sull&#39;Tab XC non ha curiosamente questa funzione, mi dice solo quante parole sono state scritte, ma non i caratteri, mentre io sono abituato a pensare in caratteri per capire quello che ho scritto che dimensione fisica ha. Ho esportato, importato su un clone di OpenOffice e lì guardato le statistiche che dicono che ho scritto più di duecentomila caratteri. La cosa è ovviamente semplice. Scrivere un diario, anche se pubblico, non sbagli mai. &#xA;&#xA;Non ci sono personaggi, climax, luoghi, spannung, tutta la tiritera che rende un romanzo romanzo e che non puoi tralasciare se vuoi - per dire - che il tuo romanzo sia leggibile. Il diario, scrivi e vai, puoi solo produrre contenuti, ogni blocco ha una sua autonomia interna, si capisce quando inizia una pagina di diario e quando finisce, anche se - per scelta - ho deciso di pensarla come un unico flusso. Più di ducentomila caratteri e scritti tutti su e-ink.&#xA;&#xA;Ieri ho iniziato a guardare &#34;Les Carabiniers&#34; di Godard in e-ink, ero nel letto e non avevo voglia di accendere lo schermo del Macbook. Ne ho visto un terzo in e-ink, faceva una strana impressione perché il film era in bianco e nero, un bianco e nero molto contrastato, quindi in e-ink funzionava bene, ma il software, per stare dietro ai frame, effettuava una specie di dithering, era come se la pellicola avesse una natura granulare. L&#39;immagine non sembrava una fotografia, ma un composto granulare di elementi singoli infinitesimali che interagivano per creare qualcosa. L&#39;ho fermato. Ho pensato che Godard non sarebbe stato contento e sono passato a vederlo con il banale LCD del Macbook.&#xA;&#xA;Il film ha diverse scene memorabili, ringrazio a chi lo ha riconosciuto nella descrizione che ne avevo fatto nel mio diario spagnolo. In sé, non è uno dei grandi film di Godard, ho anche letto delle critiche all&#39;uscita. Ho anche letto del progetto parallelo di Rossellini e del fiasco. Detto questo del film mi ha un po&#39; fatto soffrire solo una scena - lunghissima - verso la fine, quella con le cartoline. Ma poi, anche in quella, mi sono goduto i movimenti di telecamera, gli zoom. Gli attori. Bene. Anche questo fatto, dopo Bugonia, Les Carabiniers. Di Bugonia non dirò nulla.&#xA;&#xA;La scena che mi è piaciuta di più, nella prima parte, è quando uno dei protagonisti, chiamato ad andare in guerra, chiede informazioni su quello che potrà fare in guerra, se potrà prendersi le cose, uccidere gli innocenti, rubare e il soldato che gli risponde lo rassicura, certo, dice, è la guerra. L&#39;elencazione di cose che il ragazzino chiede è irragionevole e disordinata, ma la guerra inghiotte tutto, qualunque cosa diventa accettabile nel momento in cui cadono i sostegni della vita reale e si entra in questa alienazione sociale, questa roba che è diventata virale. A stare qua a ticchettare nella mia sala da pranzo la guerra, la morte, lo stupro, sono un sogno.&#xA;&#xA;Questa notte ho sognato che perdevo il mio Tab XC. Avevo accompagnato terzogenita in non so quale gita scolastica o scoutistica e - alla fine - nel rifare i bagagli era sparito il mio Tab XC. I sogni in cui perdo o - più spesso - spacco lo schermo del Tab XC sono più numerosi di quanto sarebbe opportuno. Evidentemente sono ancora - sotto sotto - un ragazzino innamorato degli oggetti. Anche se - pensavo ieri - in quesi ultimissimi anni sono cambiato nel condividere pubblicamente quello che faccio. Cancello molto più di un tempo. I prodotti finali, se non mi riescono bene, intendo dire il &#34;bene&#34; che avevo in testa, li cancello e non li posto, non li uso. Un tempo li buttavo comunque dentro, non si butta via niente, pensavo. Oggi c&#39;è troppa roba in circolo. Meglio recidere.&#xA;&#xA;Ieri Paolo Nori ha scritto un post in cui racconta di lui in Russia, delle critiche che ha ricevuto sui social per aver scritto bene della Russia in un momento storico come questo, senza prendere una posizione politica su quello che sta avvenendo in Ucraina. Nori ha risposto con lo stile che usa nei suoi romanzi, quel suo idioletto che lo caratterizza, dicendo - in sostanza che lui ama la Russia a prescindere da chi la governa. Ho trovato la risposta di Nori chiara e puerile per due motivi. Il primo è che - politicamente - è una risposta chiara, ma che - come direbbe qualcuno - preferirei di no. Se io amassi la Russia, avessi la libertà di azione e la cultura che Nori ha sulla storia russa, non andrei a sentire le campane a San Pietroburgo o dov&#39;era, ora non ricordo. Forse, oggi, nel 2026, uno scrittore dovrebbe andare dove quella politica che a Nori pare non interessare sta plasmando la storia dei prossimi decenni. &#xA;&#xA;La cosa puerile è lo stile, l&#39;idioletto. Scrivere a sessantatre anni usando ancora il cammuffamento dell&#39;idioletto per comunicare quello che doveva comunicare, in pubblico, l&#39;ho trovata una pratica puerile. Detto questo, Nori può fare quello che gli pare. Ci mancherebbe. Ho declamato i suoi libri in classe, ci sono cose che trovo interessanti e ardite tra quello che ha fatto, ma può benissimo essere una delle tante persone che non prendo come riferimento per capire il mondo. Siamo solo scrittori, attori, musicisti e tutta questa massa di roba ci rotea attorno come un turbine di vento e noi siamo qua a preoccuparci dei nostri ruttini. &#xA;&#xA;Poi stamattina leggo di un auto che si lancia contro il Pride di Berlino. Ero al Pride di Barcellona pochi giorni fa con mia moglie e terzogenita e ho pensato a questo, che una piccola parte di me, lì al Pride, aveva paura. Una piccola piccola parte pensava, ecco ora arrivano da una via laterale e iniziano a menarci. Suprematisti cattolici o integralisti musulmani, una delle tante forme di violenza, di repulsione e di - come scrivevo - incapacità di gestire il disagio. Leggo questa cosa qua, nel silenzio della mia sala da pranzo mentre ticchetto sulla tastiera, sento il traffico fuori, il mio malessere dentro e penso a questa microosmosi che sono, una particella elementare infilata in un tessuto granulare - un micropixel incerto nel frame di un film di Godard, un niente che concorre - volente o nolente - a una immagine generale di un piccolo frammento della storia. ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato a salvare tutto quello che ho scritto in questo diario negli ultimi mesi, per vedere quanti caratteri erano. Il programma che uso sull&#39;Tab XC non ha curiosamente questa funzione, mi dice solo quante parole sono state scritte, ma non i caratteri, mentre io sono abituato a pensare in caratteri per capire quello che ho scritto che dimensione fisica ha. Ho esportato, importato su un clone di OpenOffice e lì guardato le statistiche che dicono che ho scritto più di duecentomila caratteri. La cosa è ovviamente semplice. Scrivere un diario, anche se pubblico, non sbagli mai.</p>

<p>Non ci sono personaggi, climax, luoghi, spannung, tutta la tiritera che rende un romanzo romanzo e che non puoi tralasciare se vuoi – per dire – che il tuo romanzo sia leggibile. Il diario, scrivi e vai, puoi solo produrre contenuti, ogni blocco ha una sua autonomia interna, si capisce quando inizia una pagina di diario e quando finisce, anche se – per scelta – ho deciso di pensarla come un unico flusso. Più di ducentomila caratteri e scritti tutti su e-ink.</p>

<p>Ieri ho iniziato a guardare “Les Carabiniers” di Godard in e-ink, ero nel letto e non avevo voglia di accendere lo schermo del Macbook. Ne ho visto un terzo in e-ink, faceva una strana impressione perché il film era in bianco e nero, un bianco e nero molto contrastato, quindi in e-ink funzionava bene, ma il software, per stare dietro ai frame, effettuava una specie di dithering, era come se la pellicola avesse una natura granulare. L&#39;immagine non sembrava una fotografia, ma un composto granulare di elementi singoli infinitesimali che interagivano per creare qualcosa. L&#39;ho fermato. Ho pensato che Godard non sarebbe stato contento e sono passato a vederlo con il banale LCD del Macbook.</p>

<p>Il film ha diverse scene memorabili, ringrazio a chi lo ha riconosciuto nella descrizione che ne avevo fatto nel mio diario spagnolo. In sé, non è uno dei grandi film di Godard, ho anche letto delle critiche all&#39;uscita. Ho anche letto del progetto parallelo di Rossellini e del fiasco. Detto questo del film mi ha un po&#39; fatto soffrire solo una scena – lunghissima – verso la fine, quella con le cartoline. Ma poi, anche in quella, mi sono goduto i movimenti di telecamera, gli zoom. Gli attori. Bene. Anche questo fatto, dopo Bugonia, Les Carabiniers. Di Bugonia non dirò nulla.</p>

<p>La scena che mi è piaciuta di più, nella prima parte, è quando uno dei protagonisti, chiamato ad andare in guerra, chiede informazioni su quello che potrà fare in guerra, se potrà prendersi le cose, uccidere gli innocenti, rubare e il soldato che gli risponde lo rassicura, certo, dice, è la guerra. L&#39;elencazione di cose che il ragazzino chiede è irragionevole e disordinata, ma la guerra inghiotte tutto, qualunque cosa diventa accettabile nel momento in cui cadono i sostegni della vita reale e si entra in questa alienazione sociale, questa roba che è diventata virale. A stare qua a ticchettare nella mia sala da pranzo la guerra, la morte, lo stupro, sono un sogno.</p>

<p>Questa notte ho sognato che perdevo il mio Tab XC. Avevo accompagnato terzogenita in non so quale gita scolastica o scoutistica e – alla fine – nel rifare i bagagli era sparito il mio Tab XC. I sogni in cui perdo o – più spesso – spacco lo schermo del Tab XC sono più numerosi di quanto sarebbe opportuno. Evidentemente sono ancora – sotto sotto – un ragazzino innamorato degli oggetti. Anche se – pensavo ieri – in quesi ultimissimi anni sono cambiato nel condividere pubblicamente quello che faccio. Cancello molto più di un tempo. I prodotti finali, se non mi riescono bene, intendo dire il “bene” che avevo in testa, li cancello e non li posto, non li uso. Un tempo li buttavo comunque dentro, non si butta via niente, pensavo. Oggi c&#39;è troppa roba in circolo. Meglio recidere.</p>

<p>Ieri Paolo Nori ha scritto un post in cui racconta di lui in Russia, delle critiche che ha ricevuto sui social per aver scritto bene della Russia in un momento storico come questo, senza prendere una posizione politica su quello che sta avvenendo in Ucraina. Nori ha risposto con lo stile che usa nei suoi romanzi, quel suo idioletto che lo caratterizza, dicendo – in sostanza che lui ama la Russia a prescindere da chi la governa. Ho trovato la risposta di Nori chiara e puerile per due motivi. Il primo è che – politicamente – è una risposta chiara, ma che – come direbbe qualcuno – preferirei di no. Se io amassi la Russia, avessi la libertà di azione e la cultura che Nori ha sulla storia russa, non andrei a sentire le campane a San Pietroburgo o dov&#39;era, ora non ricordo. Forse, oggi, nel 2026, uno scrittore dovrebbe andare dove quella politica che a Nori pare non interessare sta plasmando la storia dei prossimi decenni.</p>

<p>La cosa puerile è lo stile, l&#39;idioletto. Scrivere a sessantatre anni usando ancora il cammuffamento dell&#39;idioletto per comunicare quello che doveva comunicare, in pubblico, l&#39;ho trovata una pratica puerile. Detto questo, Nori può fare quello che gli pare. Ci mancherebbe. Ho declamato i suoi libri in classe, ci sono cose che trovo interessanti e ardite tra quello che ha fatto, ma può benissimo essere una delle tante persone che non prendo come riferimento per capire il mondo. Siamo solo scrittori, attori, musicisti e tutta questa massa di roba ci rotea attorno come un turbine di vento e noi siamo qua a preoccuparci dei nostri ruttini.</p>

<p>Poi stamattina leggo di un auto che si lancia contro il Pride di Berlino. Ero al Pride di Barcellona pochi giorni fa con mia moglie e terzogenita e ho pensato a questo, che una piccola parte di me, lì al Pride, aveva paura. Una piccola piccola parte pensava, ecco ora arrivano da una via laterale e iniziano a menarci. Suprematisti cattolici o integralisti musulmani, una delle tante forme di violenza, di repulsione e di – come scrivevo – incapacità di gestire il disagio. Leggo questa cosa qua, nel silenzio della mia sala da pranzo mentre ticchetto sulla tastiera, sento il traffico fuori, il mio malessere dentro e penso a questa microosmosi che sono, una particella elementare infilata in un tessuto granulare – un micropixel incerto nel frame di un film di Godard, un niente che concorre – volente o nolente – a una immagine generale di un piccolo frammento della storia.</p>
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      <author>Diario</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/sjj7aqz4fi</guid>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 07:08:25 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Poème / L&#39;horloge</title>
      <link>https://noblogo.org/looping/poeme-lhorloge</link>
      <description>&lt;![CDATA[Poème / L&#39;horloge &#xA;&#xA;Alors que chaque chose est un murmure, &#xA;Souviens toi que le temps est un joueur parasite &#xA;Qui gagne sans tricher, à coup sûr ! &#xA;Chaque montre est notre propre Tempus fugit. &#xA;&#xA;Masse oscillante, balancier et contre poids.&#xA;86 400 fois par jour, ces merveilles d&#39;ingénierie &#xA;Chuchotent doucement : &#34;souviens-toi !&#34;. &#xA;Chaque montre est notre propre Memento Mori. &#xA;&#xA;Tantôt sonnera notre heure dernière ! &#xA;Alors profitons, avant la fin de ce poème, &#xA;Des engrenages jusqu&#39;aux impulsions toutes entières ! &#xA;Chaque montre est notre propre Carpe Diem.&#xA;&#xA;Looping, 25 Juillet 2026.&#xA;&#xA;Réponse à Baudelaire.&#xA;&#xA;L’horloge de Charles Baudelaire. &#xA;&#xA;Horloge ! dieu sinistre, effrayant, impassible,&#xA;Dont le doigt nous menace et nous dit :  » Souviens-toi !&#xA;Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi&#xA;Se planteront bientôt comme dans une cible,&#xA;&#xA;Le plaisir vaporeux fuira vers l’horizon&#xA;Ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse ;&#xA;Chaque instant te dévore un morceau du délice&#xA;A chaque homme accordé pour toute sa saison.&#xA;&#xA;Trois mille six cents fois par heure, la Seconde&#xA;Chuchote : Souviens-toi ! – Rapide, avec sa voix&#xA;D’insecte, Maintenant dit : Je suis Autrefois,&#xA;Et j’ai pompé ta vie avec ma trompe immonde !&#xA;&#xA;Remember ! Souviens-toi, prodigue ! Esto memor !&#xA;(Mon gosier de métal parle toutes les langues.)&#xA;Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues&#xA;Qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or !&#xA;&#xA;Souviens-toi que le Temps est un joueur avide&#xA;Qui gagne sans tricher, à tout coup ! c’est la loi.&#xA;Le jour décroît ; la nuit augmente, souviens-toi !&#xA;Le gouffre a toujours soif ; la clepsydre se vide.&#xA;&#xA;Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,&#xA;Où l’auguste Vertu, ton épouse encor vierge,&#xA;Où le repentir même (oh ! la dernière auberge !),&#xA;Où tout te dira : Meurs, vieux lâche ! il est trop tard !  »]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Poème / L&#39;horloge</p>

<p>Alors que chaque chose est un murmure,
Souviens toi que le temps est un joueur parasite
Qui gagne sans tricher, à coup sûr !
Chaque montre est notre propre Tempus fugit.</p>

<p>Masse oscillante, balancier et contre poids.
86 400 fois par jour, ces merveilles d&#39;ingénierie
Chuchotent doucement : “souviens-toi !”.
Chaque montre est notre propre Memento Mori.</p>

<p>Tantôt sonnera notre heure dernière !
Alors profitons, avant la fin de ce poème,
Des engrenages jusqu&#39;aux impulsions toutes entières !
Chaque montre est notre propre Carpe Diem.</p>

<p>Looping, 25 Juillet 2026.</p>

<p>Réponse à Baudelaire.</p>

<p>L’horloge de Charles Baudelaire.</p>

<p>Horloge ! dieu sinistre, effrayant, impassible,
Dont le doigt nous menace et nous dit :  » Souviens-toi !
Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi
Se planteront bientôt comme dans une cible,</p>

<p>Le plaisir vaporeux fuira vers l’horizon
Ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse ;
Chaque instant te dévore un morceau du délice
A chaque homme accordé pour toute sa saison.</p>

<p>Trois mille six cents fois par heure, la Seconde
Chuchote : Souviens-toi ! – Rapide, avec sa voix
D’insecte, Maintenant dit : Je suis Autrefois,
Et j’ai pompé ta vie avec ma trompe immonde !</p>

<p>Remember ! Souviens-toi, prodigue ! Esto memor !
(Mon gosier de métal parle toutes les langues.)
Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
Qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or !</p>

<p>Souviens-toi que le Temps est un joueur avide
Qui gagne sans tricher, à tout coup ! c’est la loi.
Le jour décroît ; la nuit augmente, souviens-toi !
Le gouffre a toujours soif ; la clepsydre se vide.</p>

<p>Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,
Où l’auguste Vertu, ton épouse encor vierge,
Où le repentir même (oh ! la dernière auberge !),
Où tout te dira : Meurs, vieux lâche ! il est trop tard !  »</p>
]]></content:encoded>
      <author>L&#39;arbre du Ténéré  </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/tt1ifw92ht</guid>
      <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 14:03:37 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Avevo scritto un post sciocco su questo blog su....</title>
      <link>https://noblogo.org/diventivento/avevo-scritto-un-post-sciocco-su-questo-blog-su</link>
      <description>&lt;![CDATA[Avevo scritto un post sciocco su questo blog su....&#xA;&#xA;...&#34;Alice in borderland&#34; (nessuna visualizzazione ha avuto tral&#39;altro, deve aver avuto qualche blocco di ban o bho, ora vedo con questo post) che era praticamente un meme ma devo dire che è diventata la mia nuova serie preferita e ci ho letteralmente fatto dei piantini diverse volte e ora sono all&#39;inizio della terza stagione (NON DICO NULLA DI SPOILER). &#xA;&#xA;Non direi epica ma &#34;importante per me&#34; di sicuro si. 8,75/10 di sicuro, seppur i suoi difetti evidenti, è comunque una roba jap e si sa che loro fanno scelte &#34;strane&#34; per le serie tratte da fumetti, non conosco il fumetto ma considerando che ho visto e letto cose simili come &#34;liar game&#34; (che tral&#39;altro l&#39;ho adorato) capisco il problema con il fare certe cose in modo piuttosto fatto bene, che piacciano alla gente anche non jap (mercato netflix, no?), al ricreare ambienti 3D/zone della città senza persone (costo) etc, pure altre serie hanno, si, un&#39;alta qualità ma sono appunto con altri difetti (tranne &#34;MPD psycho&#34;: NESSUNO RIUSCIRÀ A FARMI CAPIRE CHE NON È PERFETTOOOO XD) anche se l&#39;unica cosa che potrei dire a Alice è che certe cose sembrano appena accennate e non dette/non collegate tra loro ma almeno emotivamente, sonoricamente, come trama e come personaggi trascini tutto e difatti tutto ciò è il pregio maggiore a parte ovviamente i giochi come puro alibi per motivare il resto.&#xA;&#xA;Ciao!]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Avevo scritto un post sciocco su questo blog su....</p>

<p>...“Alice in borderland” (nessuna visualizzazione ha avuto tral&#39;altro, deve aver avuto qualche blocco di ban o bho, ora vedo con questo post) che era praticamente un meme ma devo dire che è diventata la mia nuova serie preferita e ci ho letteralmente fatto dei piantini diverse volte e ora sono all&#39;inizio della terza stagione (NON DICO NULLA DI SPOILER).</p>

<p>Non direi epica ma “importante per me” di sicuro si. 8,75/10 di sicuro, seppur i suoi difetti evidenti, è comunque una roba jap e si sa che loro fanno scelte “strane” per le serie tratte da fumetti, non conosco il fumetto ma considerando che ho visto e letto cose simili come “liar game” (che tral&#39;altro l&#39;ho adorato) capisco il problema con il fare certe cose in modo piuttosto fatto bene, che piacciano alla gente anche non jap (mercato netflix, no?), al ricreare ambienti 3D/zone della città senza persone (costo) etc, pure altre serie hanno, si, un&#39;alta qualità ma sono appunto con altri difetti (tranne “MPD psycho”: NESSUNO RIUSCIRÀ A FARMI CAPIRE CHE NON È PERFETTOOOO XD) anche se l&#39;unica cosa che potrei dire a Alice è che certe cose sembrano appena accennate e non dette/non collegate tra loro ma almeno emotivamente, sonoricamente, come trama e come personaggi trascini tutto e difatti tutto ciò è il pregio maggiore a parte ovviamente i giochi come puro alibi per motivare il resto.</p>

<p>Ciao!</p>
]]></content:encoded>
      <author>mementomori</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/av5ue3hyoj</guid>
      <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:00:56 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La sicurezza secondo Meloni: ordine, paura e confini della democrazia.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/la-sicurezza-secondo-meloni-ordine-paura-e-confini-della-democrazia</link>
      <description>&lt;![CDATA[(S1)&#xA;&#xA;(231) &#xA;&#xA;Quando la risposta politica alla crisi sociale si riduce a stretta, controllo e legittimazione della forza privata, a rischiare non è solo la libertà dei singoli, ma l’equilibrio costituzionale del Paese.&#xA;&#xA;La sicurezza secondo il #GovernoMeloni è una linea retta: ordine, controllo, punizione. &#xA;Non c’è un prima e un dopo, non c’è una riflessione sui contesti, sulle cause sociali, sul lavoro lungo di prevenzione; c’è l’idea che la sicurezza si misuri in divieti, fermi, aggravanti, poteri alle forze dell’ordine e messaggi muscolari al Paese. &#xA;&#xA;In questa visione, lo spazio pubblico è soprattutto un luogo da sorvegliare e disciplinare: la movida, le piazze, le periferie diventano scenari di devianza potenziale, più che luoghi di vita e di relazione. Ne deriva una sicurezza costruita come dispositivo di contenimento più che come garanzia di libertà: si previene vietando, si rassicura mostrando il pugno di ferro, si governa indicando di volta in volta una categoria da additare come problema.&#xA;&#xA;I provvedimenti degli ultimi mesi rendono plastica questa impostazione: dal divieto di aggregazione per gruppi di giovani alla possibilità di fermo preventivo esteso ai minorenni, dalle nuove strette sulla “mala movida” alla progressiva erosione dei margini di protesta, tutto concorre a spostare l’asse dalla tutela dei diritti alla gestione del sospetto. &#xA;&#xA;Il lessico politico scelto è quello dell’“approccio più duro”, della “tolleranza zero”, della “stretta anti‑maranza”: è un linguaggio che trasforma la complessità dei fenomeni sociali in un catalogo di allarmi, dove l’unica risposta legittima sembra essere quella penale o di polizia. &#xA;Invece di un’idea di sicurezza come risultato di scuola, servizi sociali, urbanistica, lavoro, cultura, emergono provvedimenti a cascata, sempre più dettagliati nel colpire comportamenti specifici, sempre più poveri nel costruire strumenti di emancipazione.&#xA;&#xA;(S2)&#xA;&#xA;Dentro questa cornice va collocata anche la riscrittura della legittima difesa e, soprattutto, la narrazione che l’accompagna. &#xA;Quando il messaggio politico diventa: “se ti difendi da un reato non devi risarcire chi ti ha aggredito”, si compie un salto simbolico preciso. &#xA;La legittima difesa esiste da sempre nel codice, ma viene caricata di una valenza morale nuova: non più eccezione rigorosa, ancorata a criteri di proporzionalità e necessità, ma quasi un diritto naturale alla reazione fisica, che si vorrebbe liberare da vincoli e cautele. &#xA;&#xA;In parallelo, i casi di cronaca che coinvolgono commercianti, cittadini che reagiscono, episodi di violenza vengono usati come palcoscenico per rafforzare l’idea che lo Stato debba mettersi esplicitamente dalla parte di chi colpisce, anche quando la linea tra difesa e vendetta è labile. &#xA;&#xA;È qui che l’ipotesi di una difesa personale violenta, culturalmente normalizzata, smette di essere un rischio teorico e diventa una possibile deriva concreta: se chi reagisce è per definizione nel giusto, lo spazio per il giudizio, per la valutazione dei fatti, per il limite, si restringe.&#xA;In questo scenario già inclinato verso la penalizzazione, il nuovo disegno di legge sull’imputabilità dei minori dai 14 anni, appena approvato dal Consiglio dei ministri, è un tassello perfettamente coerente, quasi inevitabile. &#xA;Formalmente l’età di imputabilità resta fissata a 14 anni, ma il cuore del disegno di legge del governo è lo spostamento della presunzione: tra i 14 e i 18 anni il minore è considerato imputabile, ed è la difesa – non più lo Stato – a dover dimostrare che non era capace di intendere e di volere. &#xA;&#xA;È un rovesciamento silenzioso, ma radicale. &#xA;Fino a ieri il sistema minorile si fondava su una cautela: sapere che l’età porta con sé immaturità, vulnerabilità, condizionamenti. &#xA;Oggi il messaggio è l’opposto: “chi sbaglia deve pagare, anche se è minorenne”, trasformando l’eccezione (il quattordicenne già pienamente consapevole) in regola, e la regola (la fragilità da valutare con attenzione) in ostacolo difensivo. &#xA;Inserito nel contesto della stretta anti‑maranza e del fermo preventivo per i ragazzi nelle aree della movida, questo disegno di legge fa emergere una figura nuova: il giovane non come soggetto da proteggere e rieducare, ma come adulto in anticipo, su cui scaricare l’intero peso simbolico della risposta penale.&#xA;&#xA;Il risultato complessivo è una sicurezza “contro” e non “per”: contro i giovani, contro le marginalità, contro chi esercita conflitto sociale e politico nello spazio pubblico, contro chi non corrisponde al modello del cittadino disciplinato. &#xA;Invece di rafforzare psicologi, educatori, mediazione culturale, presìdi sociali nei quartieri, si rafforzano fermo, ammonimento, imputabilità presunta, legittimazione della forza privata. &#xA;&#xA;È un prisma rovesciato: si chiede responsabilità totale a chi nasce e cresce dentro fratture economiche e culturali, e si concede invece un credito preventivo di legittimità a chi reagisce “per bene”, a chi incarna l’idea del cittadino che si fa giustizia o che chiede allo Stato soluzioni immediate e nette. &#xA;&#xA;Così, la difesa personale violenta non è più un tabù ma una possibilità implicitamente autorizzata: se il sistema viene costruito per colpire sempre più duro chi sbaglia, se i minori stessi vengono trattati come imputabili per definizione, l’idea che la forza sia una risposta normale si diffonde tanto nelle istituzioni quanto nel senso comune.&#xA;Una democrazia costituzionale non può accettare questa trasformazione senza interrogarsi. &#xA;&#xA;La Costituzione italiana affida alla pena una funzione rieducativa, non vendicativa; riconosce nella persona, e non nel reato, il fulcro della tutela, chiede allo Stato di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà e uguaglianza, non di costruire nuovi dispositivi di esclusione mascherati da sicurezza. &#xA;Quando l’ordinamento si piega alla logica della paura e dell’esemplarità punitiva, quando un quattordicenne diventa prima di tutto imputabile e solo dopo persona in formazione, quando la difesa privata viene caricata di una legittimazione politica più che giuridica, allora il problema non è più solo l’eccesso in un decreto o in una norma: è l’idea stessa di cittadinanza che si restringe. &#xA;&#xA;Uno Stato che smette di vedere nei propri giovani un investimento e li trasforma in soggetti da disciplinare, uno Stato che chiama “sicurezza” ciò che in realtà è controllo selettivo e delega occulta alla violenza privata, non sta difendendo la democrazia, la sta erodendo dal di dentro. &#xA;Un Paese che accetta questo scivolamento, in nome dell’ordine, deve sapere che non sta scegliendo più sicurezza: sta scegliendo meno libertà, e sta barattando la propria Costituzione con un’illusione pericolosamente fragile.&#xA;&#xA;#Blog #GovernoMeloni #Sicurezza #DirittiCivili #Opinioni&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://static.open.online/wp-content/uploads/2026/02/decreto-sicurezza-cdm-cauzione-manifestanti.jpg" alt="(S1)"></p>

<p>(231)</p>

<p>Quando la risposta politica alla crisi sociale si riduce a stretta, controllo e legittimazione della forza privata, a rischiare non è solo la libertà dei singoli, ma l’equilibrio costituzionale del Paese.</p>

<p><strong>La sicurezza secondo il #GovernoMeloni è una linea retta: ordine, controllo, punizione</strong>.
Non c’è un prima e un dopo, non c’è una riflessione sui contesti, sulle cause sociali, sul lavoro lungo di prevenzione; c’è l’idea che la sicurezza si misuri in divieti, fermi, aggravanti, poteri alle forze dell’ordine e messaggi muscolari al Paese.</p>

<p>In questa visione, lo spazio pubblico è soprattutto un luogo da sorvegliare e disciplinare: la movida, le piazze, le periferie diventano scenari di devianza potenziale, più che luoghi di vita e di relazione. <strong>Ne deriva una sicurezza costruita come dispositivo di contenimento più che come garanzia di libertà</strong>: si previene vietando, si rassicura mostrando il pugno di ferro, si governa indicando di volta in volta una categoria da additare come problema.</p>

<p>I provvedimenti degli ultimi mesi rendono plastica questa impostazione: dal divieto di aggregazione per gruppi di giovani alla possibilità di fermo preventivo esteso ai minorenni, dalle nuove strette sulla “mala movida” alla progressiva erosione dei margini di protesta, tutto concorre a spostare l’asse dalla tutela dei diritti alla gestione del sospetto.</p>

<p>Il lessico politico scelto è quello dell’“approccio più duro”, della “tolleranza zero”, della “stretta anti‑maranza”: è un linguaggio che trasforma la complessità dei fenomeni sociali in un catalogo di allarmi, dove l’unica risposta legittima sembra essere quella penale o di polizia.
<strong>Invece di un’idea di sicurezza come risultato di scuola, servizi sociali, urbanistica, lavoro, cultura, emergono provvedimenti a cascata, sempre più dettagliati nel colpire comportamenti specifici, sempre più poveri nel costruire strumenti di emancipazione</strong>.</p>

<p><img src="https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/04/21/9487072_21213853_decreto_sicurezza_fiducia_nuovo_decreto_mattarella_precedenti_moral_suasion.jpg" alt="(S2)"></p>

<p>Dentro questa cornice va collocata anche la riscrittura della legittima difesa e, soprattutto, la narrazione che l’accompagna.
Quando il messaggio politico diventa: “se ti difendi da un reato non devi risarcire chi ti ha aggredito”, si compie un salto simbolico preciso.
La legittima difesa esiste da sempre nel codice, ma viene caricata di una valenza morale nuova: non più eccezione rigorosa, ancorata a criteri di proporzionalità e necessità, ma quasi un diritto naturale alla reazione fisica, che si vorrebbe liberare da vincoli e cautele.</p>

<p>In parallelo, i casi di cronaca che coinvolgono commercianti, cittadini che reagiscono, episodi di violenza vengono usati come palcoscenico per rafforzare l’idea che lo Stato debba mettersi esplicitamente dalla parte di chi colpisce, anche quando la linea tra difesa e vendetta è labile.</p>

<p>È qui che l’ipotesi di una difesa personale violenta, culturalmente normalizzata, smette di essere un rischio teorico e diventa una possibile deriva concreta: se chi reagisce è per definizione nel giusto, lo spazio per il giudizio, per la valutazione dei fatti, per il limite, si restringe.
<strong>In questo scenario già inclinato verso la penalizzazione, il nuovo disegno di legge sull’imputabilità dei minori dai 14 anni, appena approvato dal Consiglio dei ministri, è un tassello perfettamente coerente, quasi inevitabile</strong>.
Formalmente l’età di imputabilità resta fissata a 14 anni, ma il cuore del disegno di legge del governo è lo spostamento della presunzione: tra i 14 e i 18 anni il minore è considerato imputabile, ed è la difesa – non più lo Stato – a dover dimostrare che non era capace di intendere e di volere.</p>

<p><strong>È un rovesciamento silenzioso, ma radicale</strong>.
Fino a ieri il sistema minorile si fondava su una cautela: sapere che l’età porta con sé immaturità, vulnerabilità, condizionamenti.
Oggi il messaggio è l’opposto: “chi sbaglia deve pagare, anche se è minorenne”, trasformando l’eccezione (il quattordicenne già pienamente consapevole) in regola, e la regola (la fragilità da valutare con attenzione) in ostacolo difensivo.
Inserito nel contesto della stretta anti‑maranza e del fermo preventivo per i ragazzi nelle aree della movida, questo disegno di legge fa emergere una figura nuova: <strong>il giovane non come soggetto da proteggere e rieducare, ma come adulto in anticipo, su cui scaricare l’intero peso simbolico della risposta penale</strong>.</p>

<p><strong>Il risultato complessivo è una sicurezza “contro” e non “per”</strong>: contro i giovani, contro le marginalità, contro chi esercita conflitto sociale e politico nello spazio pubblico, contro chi non corrisponde al modello del cittadino disciplinato.
Invece di rafforzare psicologi, educatori, mediazione culturale, presìdi sociali nei quartieri, si rafforzano fermo, ammonimento, imputabilità presunta, legittimazione della forza privata.</p>

<p>È un prisma rovesciato: si chiede responsabilità totale a chi nasce e cresce dentro fratture economiche e culturali, e si concede invece un credito preventivo di legittimità a chi reagisce “per bene”, a chi incarna l’idea del cittadino che si fa giustizia o che chiede allo Stato soluzioni immediate e nette.</p>

<p>Così, la difesa personale violenta non è più un tabù ma una possibilità implicitamente autorizzata: <strong>se il sistema viene costruito per colpire sempre più duro chi sbaglia, se i minori stessi vengono trattati come imputabili per definizione, l’idea che la forza sia una risposta normale si diffonde tanto nelle istituzioni quanto nel senso comune</strong>.
<strong>Una democrazia costituzionale non può accettare questa trasformazione senza interrogarsi</strong>.</p>

<p>La <strong>Costituzione italiana</strong> affida alla pena una funzione rieducativa, non vendicativa; riconosce nella persona, e non nel reato, il fulcro della tutela, chiede allo Stato di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà e uguaglianza, non di costruire nuovi dispositivi di esclusione mascherati da sicurezza.
Quando l’ordinamento si piega alla logica della paura e dell’esemplarità punitiva, quando un quattordicenne diventa prima di tutto imputabile e solo dopo persona in formazione, quando la difesa privata viene caricata di una legittimazione politica più che giuridica, allora il problema non è più solo l’eccesso in un decreto o in una norma: <strong>è l’idea stessa di cittadinanza che si restringe</strong>.</p>

<p>Uno Stato che smette di vedere nei propri giovani un investimento e li trasforma in soggetti da disciplinare, uno Stato che chiama “sicurezza” ciò che in realtà è controllo selettivo e delega occulta alla violenza privata, non sta difendendo la democrazia, la sta erodendo dal di dentro.
<strong>Un Paese che accetta questo scivolamento, in nome dell’ordine, deve sapere che non sta scegliendo più sicurezza: sta scegliendo meno libertà, e sta barattando la propria Costituzione con un’illusione pericolosamente fragile</strong>.</p>

<p>#Blog #GovernoMeloni #Sicurezza #DirittiCivili #Opinioni</p>
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      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/r72rux7ys1</guid>
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:56:02 +0000</pubDate>
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      <title>Uomo</title>
      <link>https://noblogo.org/cristiansavioli/uomo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Uomo&#xA;&#xA;Un uomo finito,&#xA;Dissero quelli che ancora cercavano il nastro di partenza.&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Uomo</p>

<p>Un uomo finito,
Dissero quelli che ancora cercavano il nastro di partenza.</p>
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      <author>Cristian Savioli</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/b3r6szaexj</guid>
      <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:37:42 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>prova</title>
      <link>https://noblogo.org/blistok/prova</link>
      <description>&lt;![CDATA[kjhfhgnbcv &#xA;kmjb&#xA;kjmggx&#xA;lk,jh&#xA;lmkmgbhj&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>kjhfhgnbcv
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lmkmgbhj</p>
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      <author>blistok </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/vk7qeffubt</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 21:49:50 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Non è un addio ..</title>
      <link>https://noblogo.org/bymarty/non-e-un-addio</link>
      <description>&lt;![CDATA[📒Dal mio diario...&#xA;&#xA;Dopo quasi 3 anni è arrivato quel momento in cui , credo che questa mia esperienza sia al capolinea, senza motivi particolari, semplicemente nonostante siano stati anni particolari in cui mi sono raccontata, ho condiviso pensieri, emozioni, racconti di vita quotidiana e poesie è arrivato il momento dei saluti;&#xA;Sicuramente ringrazio chi mi ha suggerito e aiutato in questa esperienza, ma quando ci sono stati problemi, poi parzialmente risolti e che cmq indirettamente  mi hanno coinvolta, ho capito che cmq  il mio tempo qui è terminato, non ho più  lo stesso entusiasmo, voglia, forse perchè sono cambiata io, il mio modo di pensare e di reagire e affrontare queste piccole difficoltà;  a me mancano le conoscenze, le competenze per poter affrontare e risolvere, senza dover necessariamente chiedere aiuto, aiuto che cmq ho ricevuto! Ma io sono così nel momento in cui non mi sento più a mio agio, nel momento in cui non c&#39;è entusiasmo, coinvolgimento e anche volontà di continuare, allora faccio un passo indietro, contenta di averci provato, di aver raggiunto magari qualcuno, che si è rivisto nelle mie parole, pensieri e immagini! Il tempo è diventato ancora più prezioso per me e adesso non mi sento più di continuare, forse perché un po&#39; pensavo, immaginavo che sarebbe stato diverso! Vorrei tornare a scrivere, a raccontare , come ho sempre fatto, usando la scrittura, dove anche un errore, uno spazio, hanno un valore e soprattutto un qualcosa di vero e reale che resta..&#xA;Quando mi sono persa e sembrava perso , cancellato tutto, io sono entrata nel panico, e così ho capito, che non fa per me che non ho le basi, che non posso affidarmi ad una realtà che non conosco bene, che non mi appartiene e che ancora purtroppo non tutela e non mette, noi utenti nuovi e inesperti, poco affini, nelle condizioni di muovere i primi passi , senza necessariamente dover soccombere alla prima difficoltà! Come direbbe il mio grande amico la vita reale è un&#39;altra e ognuno di noi ha la propria, storia, passione , interesse ...&#xA;Con affetto ringrazio chi mi ha ospitato, letto , seguito ..&#xA;A presto!👋❤️&#xA;&#xA;By Marty&#xA;]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>📒Dal mio diario...</p>

<p>Dopo quasi 3 anni è arrivato quel momento in cui , credo che questa mia esperienza sia al capolinea, senza motivi particolari, semplicemente nonostante siano stati anni particolari in cui mi sono raccontata, ho condiviso pensieri, emozioni, racconti di vita quotidiana e poesie è arrivato il momento dei saluti;
Sicuramente ringrazio chi mi ha suggerito e aiutato in questa esperienza, ma quando ci sono stati problemi, poi parzialmente risolti e che cmq indirettamente  mi hanno coinvolta, ho capito che cmq  il mio tempo qui è terminato, non ho più  lo stesso entusiasmo, voglia, forse perchè sono cambiata io, il mio modo di pensare e di reagire e affrontare queste piccole difficoltà;  a me mancano le conoscenze, le competenze per poter affrontare e risolvere, senza dover necessariamente chiedere aiuto, aiuto che cmq ho ricevuto! Ma io sono così nel momento in cui non mi sento più a mio agio, nel momento in cui non c&#39;è entusiasmo, coinvolgimento e anche volontà di continuare, allora faccio un passo indietro, contenta di averci provato, di aver raggiunto magari qualcuno, che si è rivisto nelle mie parole, pensieri e immagini! Il tempo è diventato ancora più prezioso per me e adesso non mi sento più di continuare, forse perché un po&#39; pensavo, immaginavo che sarebbe stato diverso! Vorrei tornare a scrivere, a raccontare , come ho sempre fatto, usando la scrittura, dove anche un errore, uno spazio, hanno un valore e soprattutto un qualcosa di vero e reale che resta..
Quando mi sono persa e sembrava perso , cancellato tutto, io sono entrata nel panico, e così ho capito, che non fa per me che non ho le basi, che non posso affidarmi ad una realtà che non conosco bene, che non mi appartiene e che ancora purtroppo non tutela e non mette, noi utenti nuovi e inesperti, poco affini, nelle condizioni di muovere i primi passi , senza necessariamente dover soccombere alla prima difficoltà! Come direbbe il mio grande amico la vita reale è un&#39;altra e ognuno di noi ha la propria, storia, passione , interesse ...
Con affetto ringrazio chi mi ha ospitato, letto , seguito ..
A presto!👋❤️</p>

<p>By Marty</p>
]]></content:encoded>
      <author>Bymarty</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/5d2cg1s2oc</guid>
      <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:09:31 +0000</pubDate>
    </item>
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      <title>Recensione fast come il fast-food di &#34;alice in borderland&#34; stagione 1 (gli...</title>
      <link>https://noblogo.org/diventivento/recensione-fast-come-il-fast-food-di-alice-in-borderland-stagione-1-gli</link>
      <description>&lt;![CDATA[Recensione fast come il fast-food di &#34;alice in borderland&#34; stagione 1 (gli spoiler ci sono, non me ne frega una minchia :) no stress here but only bipolar adhdhdhdhdhdh mind)&#xA;&#xA;dato che ho fatto netflix per caso, gratis e pure controvoglia (e pensavo pure inutilmente ma invece no) e dato che cercavo info sulla teoria dei giochi, sul k level reasoning etc. su una chat di claude ai e questa mi disse che c&#39;era un episodio della seconda stagione di alice in borderland che faceva un gioco sulla teoria dei giochi (si, nella chat avevo chiesto proprio dei giochi sulla teoria dei giochi e sembra proprio che io l&#39;abbia stupita perché ne ho inventato uno nuovo e originale a quanto pare...mon cherryyyy...frrr) mi sono messo a vederla senza troppe aspettative e devo dire invece che, come &#34;la regina di scacchi&#34; mi ha appassionato (le uniche due serie attualmente viste su netflix da parte mia lol, si vede che pago lo streaming, eh?) e ora ve ne parlo e spero in breve visto che devo continuarla e mi sto già rompendo il cazzo di brutto a commentarla e scrivere sto meme vivente olololol.&#xA;&#xA;vista rigorosamente in jap perché il doppiaggio da bimbi spastici in italiano fa cagare il cazzo pesantemente dato che inizialmente mi sembrava di vedere i teletubbies con quel doppiaggigio da cartone animato 2000 (si vede che sono del 93? lol) e i sub italiani facevano ancora più schifo (però che figata che non censurano la parola &#34;cazzo&#34;, vero eh? minchia rispetto agli anni 80, 90, 00, 10...ah no...si stava meglio quando si stava peggio...meglio...insomma...viva il...ok scherzo, era una battuta, si vede che non so fare le battute? beh lo so pure io e me ne vanto facendole lol, sono un tipo sveglio dicono) alla fine ho deciso di merdere i merda di sottotitoli in italiano e il dub jap perché preferisco che mi scoppiano gli occhi che le orecchie...sapete, ogni tanto posso batterli gli occhi o girarmi, per l&#39;audio ho un intolleranza assoluta e tappandomi le orecchie o mutando coprirei non solo i dialoghi ma tutto, e poi sono un audiofilo/musicofilo e preferisco un audio pulito e categoricamente originale, a parte quando è fatto bene il doppiaggio e l&#39;adattamento, ma qui pure dei sottotitoli sembravano fatti da un ubriaco...sei tu chatgpt? chiedo per un amico, direbbero su reddit.&#xA;&#xA;stigrancazzi, ma a chi cazzo glie ne frega porcozio? passiamo oltre.&#xA;&#xA;la serie parte malissimo perché appena la avvio (a parte essere neet pure io ed ex hikikomori come il nostro cumpa protagonista giappo...il lupo perde il pelo ma non il vizio dicevano...c&#39;entrerà con il finale della serie? i personaggi verranno tutti uccisi tranne il protagonista perché lui dirà &#34;faccio un game con te, master, non uccidermi e accetta la sfida della vita&#34; perché FINALMENTE diventa un uomo davvero furbo e adatto a lavorare nella società di merda giappo? oppure ancora: finirà che è un sogno suo e va dagli amici, li abbraccia e scopa pure? minchia bro...tutte ste ore buttate, no bro...io volevo solo seg...ehm, vedere delle belle tipe in piscina, è estate zio :C) noto che sti tre amichetti del cuore che sembrano usciti (seppur buoni ed è la parte più a presa a bene/male in senso positivo della serie,,,i légami...o lègami, chissà....spoiler lol) da un cartone animato della disney che stanno fissi al cell per due ore all&#39;inizio che potevano semplicemente chiamarsi...ecco io sta parte l&#39;avrò vista almeno 4 volte e l&#39;avevo interrotta e avevo lasciato la serie per sto motivo, ma questa volta sono andato avanti e alla fine la serie è fantastica, seppur farò battute a non finire mioporco perché certe robe, riviste, faranno pena ai posteri (ma davvero la gente nel 2026 su netflix riguarda la roba che passa? ah no perché la tolgono HAH l&#39;avete capita? spero di si LOL). &#xA;&#xA;passo veloce gli episodi così almeno saltate sta roba che è spoiler, tutto commentando con assoluta calma e senza indiniazio....(...bro...frate...vabbé la smetto sennò sembro quei rinco che si drogano e fanno i maranzini dalla sera alla mattina ma ora sono solo le 5:38 del mattina e sono in casa da una vita aiuto salvatemi chiamate il 123)...potrei sbagliarmi sul numero degli episodi, avviso, ci saranno spoilerissimi:&#xA;&#xA;1: il game di logica seppur basso di livello sembra il più spiegato bene, intelligente e difficile, lui sembra un cazzo di genio e poi invece si rivela un patetico stupido ragazzino (come la fanbase della serie o quasi lol)&#xA;&#xA;2: episodio fighissimo per cui conosciamo un personaggio futuro importante del the beach che è fantastico, adoro &lt;3  il più buono ed intelligente di tutti a mio parere alla fine&#xA;&#xA;3: ok mi ha fatto piangere pure a me la roba con i suoi amici e qui mi sono ricreduto sulla serie: leggera ma sa cambiare rotta, anche se si nota il difetto più palloso ed evidente di sto gioco da qui in poi ovvero che di logico non c&#39;è quasi nulla ma è tutto forza e ingannare gli altri (e pure stupidamente) e PIANGERE UEEE e conoscere &#34;le regole che sono sempre semplici e ovvie e che valgono per tutto in questo mondo e che il master è lì ad aspettarci e LO FOTTEREMO, VOGLIO TORNARE VIVO A CASA, HAI GABITO?&#34; mi fa chiedere: ma questa roba è meta? fa un po&#39; ridere, sembra quasi che il creatore di questa storia mi perculi dicendomi che la serie è basata su una storia senza logica ma solo per dirti, con una supercazzo-tautologia che la può seguire e capire anche un bimbo siccome tutto scorre troppo senza intoppi e senza dettagli veri (nemmeno dei game da una certa in poi) come di fatto è il protagonista della serie che è buono e bravo. ma sono troppo criticone, lo so, in realtà amo la serie ed è indubbiamente di valore, soprattutto per quanto avranno speso a desertificare le zone di tokyo..cari i miei vecchi tempi con gli zombie a londra...(vediamo se la capite)&#xA;&#xA;4: è quello dell&#39;autobus penso e anche quello della ragazza che salva il nostro neet-ic (capita? meetic-neet...ahhaahaah......che ridere) sotto la pioggia bla bla bla è bellissimo, forse il più figo esteticamente anche se anche qui si nota la superficialità pallossisima (e le bottigliette d&#39;acqua? sono un modo per farti pensare dopo che ci sarà una cascata d&#39;acqua a discesa e che tu morirai così se continui? e se restavano all&#39;autobus? ma che ci voleva geni....di stamminchia...ma dai)&#xA;&#xA;5-6-7: qui non ricordo di preciso ma diventa tutto strano all&#39;inizio, il mondo del the beach viene presentato asettico, senza vita, privo di storie vere e raccontate in modo profondo e tutto ciò come sempre e fino alla fine, i game non hanno più valore o quasi, lo spirito della logica e del ragionamento è solo dedotto dal protagonista e dalla storia che si scorre ma che si ripercuote su un elemento da doomscrolling più che da serie anche se ha senso logico e che ora il protagonista è un genio tral&#39;altro e di sto capso e che dice cose troppo legate alla trama per giustificarla seppur deduttive ma spesso messe in bocca nella trama a suon di forza. bho?&#xA;&#xA;8: vabbé fighissima ma la parte finale del finale, quando vanno nella metro, per esempio, non ci voleva nulla ad andare armati e uccidere tutti mentre sembra che è stato giustificato questo dalla scena subito dopo in cui tutti erano morti, con nel viso tipo &#34;woooow ma davvero?&#34; mancava solo che dicesse esplicitamente &#34;IO LO SAPEVO&#34; E POI &#34;SONO UN CAZZO DI GENIO&#34;. lol e il modo in cui è morta la ragazza per cui si caccia la strega ovvero per suicidio era una roba talmente stupida che il livello 7 in cui sono morti i suoi amici era peggio in confronto, e il gioco dei due del beach? bho, manco spiegato. &#xA;&#xA;e ora? nella stagione due? sto quasi finendo l&#39;ep 1 e c&#39;è sempre più forza, niente intelligenza, niente cultura vera, niente manipolazione, pochi riferimenti forzati al finale di espliciti e di non troppo espliciti ma in realtà esplicitissimi per uno che ha occhio (anche se mi sbaglio sempre perché io mi baso sulla psicologia mentre sti stronzi dellammerda perculano lo spettatore intelligente o quasi e hanno ragione sempre perché la serie ha enigmi stupidissimi che ipoteticamente se spiegati bene e fatti giusti uno ci ragionerebbe e li dedurrebbe invece NO, sempre enigmi irrisolvibili o quasi ma solo ai fini della spettacolarità e della trama che va avanti con colpi di scena continui e pure senza senso? bho. l&#39;amico del protagonista quello informatico oppure il protagonista stesso che sa fare il cubo di rubick, vuoi che non sappiano ipoteticamnente, nella trama, secondo sti fatti, cos&#39;è un enigma visto che sono appunto dei nerd? ma dai....appunto è solo apparenza da serie netflix casuale...si sono scemo, lasciamo stare), ma la logica è appunto è che tu ti appassioni al tempo cronometrato, alla colonna sonora (tutta uguale ma è la parte più bella), ai tempi, alle persone che mentono e alla loro quantità, al pacchetto completo che tral&#39;altro, nota strapositiva: ha un sacco di riferimenti che ho colto! bella lì. mi viene da riguardarmi liar game che è più figa&#xA;&#xA;piccolo meme: se liar game sono tutti sorridendi perché vogliono vincere ma anche piangono nel perdere (e pure in modo imbarazzante e scemo) qui sono tutti seri e non sono furbi. non è che la gente inizia ad avere un ritardo mentale nel mondo? LOL&#xA;&#xA;guardatela comunque.&#xA;&#xA;ora faccio il meme totale: VI DIRÒ COSA NE PENSERÒ DELLA STAGIONE 2 CON IL FINALE (che spero non sia il finale vero e che la continuino, non voglio saperlo se non alla fine guardandola) APPENA LO FARÒ E CON UN SOLO EDITING QUI, SARÀ TIPO: È NAMMERDA, È TIPO EASY, BOH STICAZZI O ROBE COSÌ. &#xA;&#xA;CIAO]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Recensione fast come il fast-food di “alice in borderland” stagione 1 (gli spoiler ci sono, non me ne frega una minchia :) no stress here but only bipolar adhdhdhdhdhdh mind)</p>

<p>dato che ho fatto netflix per caso, gratis e pure controvoglia (e pensavo pure inutilmente ma invece no) e dato che cercavo info sulla teoria dei giochi, sul k level reasoning etc. su una chat di claude ai e questa mi disse che c&#39;era un episodio della seconda stagione di alice in borderland che faceva un gioco sulla teoria dei giochi (si, nella chat avevo chiesto proprio dei giochi sulla teoria dei giochi e sembra proprio che io l&#39;abbia stupita perché ne ho inventato uno nuovo e originale a quanto pare...mon cherryyyy...<em>frrr</em>) mi sono messo a vederla senza troppe aspettative e devo dire invece che, come “la regina di scacchi” mi ha appassionato (le uniche due serie attualmente viste su netflix da parte mia lol, si vede che pago lo streaming, eh?) e ora ve ne parlo e spero in breve visto che devo continuarla e mi sto già rompendo il cazzo di brutto a commentarla e scrivere sto meme vivente olololol.</p>

<p>vista rigorosamente in jap perché il doppiaggio da bimbi spastici in italiano fa cagare il cazzo pesantemente dato che inizialmente mi sembrava di vedere i teletubbies con quel doppiaggigio da cartone animato 2000 (si vede che sono del 93? lol) e i sub italiani facevano ancora più schifo (però che figata che non censurano la parola “cazzo”, vero eh? minchia rispetto agli anni 80, 90, 00, 10...ah no...si stava meglio quando si stava peggio...meglio...insomma...viva il...ok scherzo, era una battuta, si vede che non so fare le battute? beh lo so pure io e me ne vanto facendole lol, sono un tipo sveglio dicono) alla fine ho deciso di merdere i merda di sottotitoli in italiano e il dub jap perché preferisco che mi scoppiano gli occhi che le orecchie...sapete, ogni tanto posso batterli gli occhi o girarmi, per l&#39;audio ho un intolleranza assoluta e tappandomi le orecchie o mutando coprirei non solo i dialoghi ma tutto, e poi sono un audiofilo/musicofilo e preferisco un audio pulito e categoricamente originale, a parte quando è fatto bene il doppiaggio e l&#39;adattamento, ma qui pure dei sottotitoli sembravano fatti da un ubriaco...sei tu chatgpt? chiedo per un amico, direbbero su reddit.</p>

<p>stigrancazzi, ma a chi cazzo glie ne frega porcozio? passiamo oltre.</p>

<p>la serie parte malissimo perché appena la avvio (a parte essere neet pure io ed ex hikikomori come il nostro cumpa protagonista giappo...il lupo perde il pelo ma non il vizio dicevano...c&#39;entrerà con il finale della serie? i personaggi verranno tutti uccisi tranne il protagonista perché lui dirà “faccio un game con te, master, non uccidermi e accetta la sfida della vita” perché FINALMENTE diventa un uomo davvero furbo e adatto a lavorare nella società di merda giappo? oppure ancora: finirà che è un sogno suo e va dagli amici, li abbraccia e scopa pure? minchia bro...tutte ste ore buttate, no bro...io volevo solo seg...ehm, vedere delle belle tipe in piscina, è estate zio :C) noto che sti tre amichetti del cuore che sembrano usciti (seppur buoni ed è la parte più a presa a bene/male in senso positivo della serie,,,i légami...o lègami, chissà....spoiler lol) da un cartone animato della disney che stanno fissi al cell per due ore all&#39;inizio che potevano semplicemente chiamarsi...ecco io sta parte l&#39;avrò vista almeno 4 volte e l&#39;avevo interrotta e avevo lasciato la serie per sto motivo, ma questa volta sono andato avanti e alla fine la serie è fantastica, seppur farò battute a non finire mioporco perché certe robe, riviste, faranno pena ai posteri (ma davvero la gente nel 2026 su netflix riguarda la roba che passa? ah no perché la tolgono HAH l&#39;avete capita? spero di si LOL).</p>

<p>passo veloce gli episodi così almeno saltate sta roba che è spoiler, tutto commentando con assoluta calma e senza indiniazio....(...bro...frate...vabbé la smetto sennò sembro quei rinco che si drogano e fanno i maranzini dalla sera alla mattina ma ora sono solo le 5:38 del mattina e sono in casa da una vita aiuto salvatemi chiamate il 123)...potrei sbagliarmi sul numero degli episodi, avviso, ci saranno spoilerissimi:</p>

<p>1: il game di logica seppur basso di livello sembra il più spiegato bene, intelligente e difficile, lui sembra un cazzo di genio e poi invece si rivela un patetico stupido ragazzino (come la fanbase della serie o quasi lol)</p>

<p>2: episodio fighissimo per cui conosciamo un personaggio futuro importante del the beach che è fantastico, adoro &lt;3  il più buono ed intelligente di tutti a mio parere alla fine</p>

<p>3: ok mi ha fatto piangere pure a me la roba con i suoi amici e qui mi sono ricreduto sulla serie: leggera ma sa cambiare rotta, anche se si nota il difetto più palloso ed evidente di sto gioco da qui in poi ovvero che di logico non c&#39;è quasi nulla ma è tutto forza e ingannare gli altri (e pure stupidamente) e PIANGERE UEEE e conoscere “le regole che sono sempre semplici e ovvie e che valgono per tutto in questo mondo e che il master è lì ad aspettarci e LO FOTTEREMO, VOGLIO TORNARE VIVO A CASA, HAI GABITO?” mi fa chiedere: ma questa roba è meta? fa un po&#39; ridere, sembra quasi che il creatore di questa storia mi perculi dicendomi che la serie è basata su una storia senza logica ma solo per dirti, con una supercazzo-tautologia che la può seguire e capire anche un bimbo siccome tutto scorre troppo senza intoppi e senza dettagli veri (nemmeno dei game da una certa in poi) come di fatto è il protagonista della serie che è buono e bravo. ma sono troppo criticone, lo so, in realtà amo la serie ed è indubbiamente di valore, soprattutto per quanto avranno speso a desertificare le zone di tokyo..cari i miei vecchi tempi con gli zombie a londra...(vediamo se la capite)</p>

<p>4: è quello dell&#39;autobus penso e anche quello della ragazza che salva il nostro neet-ic (capita? meetic-neet...ahhaahaah......che ridere) sotto la pioggia bla bla bla è bellissimo, forse il più figo esteticamente anche se anche qui si nota la superficialità pallossisima (e le bottigliette d&#39;acqua? sono un modo per farti pensare dopo che ci sarà una cascata d&#39;acqua a discesa e che tu morirai così se continui? e se restavano all&#39;autobus? ma che ci voleva geni....di stamminchia...ma dai)</p>

<p>5-6-7: qui non ricordo di preciso ma diventa tutto strano all&#39;inizio, il mondo del the beach viene presentato asettico, senza vita, privo di storie vere e raccontate in modo profondo e tutto ciò come sempre e fino alla fine, i game non hanno più valore o quasi, lo spirito della logica e del ragionamento è solo dedotto dal protagonista e dalla storia che si scorre ma che si ripercuote su un elemento da doomscrolling più che da serie anche se ha senso logico e che ora il protagonista è un genio tral&#39;altro e di sto capso e che dice cose troppo legate alla trama per giustificarla seppur deduttive ma spesso messe in bocca nella trama a suon di forza. bho?</p>

<p>8: vabbé fighissima ma la parte finale del finale, quando vanno nella metro, per esempio, non ci voleva nulla ad andare armati e uccidere tutti mentre sembra che è stato giustificato questo dalla scena subito dopo in cui tutti erano morti, con nel viso tipo “woooow ma davvero?” mancava solo che dicesse esplicitamente “IO LO SAPEVO” E POI “SONO UN CAZZO DI GENIO”. lol e il modo in cui è morta la ragazza per cui si caccia la strega ovvero per suicidio era una roba talmente stupida che il livello 7 in cui sono morti i suoi amici era peggio in confronto, e il gioco dei due del beach? bho, manco spiegato.</p>

<p>e ora? nella stagione due? sto quasi finendo l&#39;ep 1 e c&#39;è sempre più forza, niente intelligenza, niente cultura vera, niente manipolazione, pochi riferimenti forzati al finale di espliciti e di non troppo espliciti ma in realtà esplicitissimi per uno che ha occhio (anche se mi sbaglio sempre perché io mi baso sulla psicologia mentre sti stronzi dellammerda perculano lo spettatore intelligente o quasi e hanno ragione sempre perché la serie ha enigmi stupidissimi che ipoteticamente se spiegati bene e fatti giusti uno ci ragionerebbe e li dedurrebbe invece NO, sempre enigmi irrisolvibili o quasi ma solo ai fini della spettacolarità e della trama che va avanti con colpi di scena continui e pure senza senso? bho. l&#39;amico del protagonista quello informatico oppure il protagonista stesso che sa fare il cubo di rubick, vuoi che non sappiano ipoteticamnente, nella trama, secondo sti fatti, cos&#39;è un enigma visto che sono appunto dei nerd? ma dai....appunto è solo apparenza da serie netflix casuale...si sono scemo, lasciamo stare), ma la logica è appunto è che tu ti appassioni al tempo cronometrato, alla colonna sonora (tutta uguale ma è la parte più bella), ai tempi, alle persone che mentono e alla loro quantità, al pacchetto completo che tral&#39;altro, nota strapositiva: ha un sacco di riferimenti che ho colto! bella lì. mi viene da riguardarmi liar game che è più figa</p>

<p>piccolo meme: se liar game sono tutti sorridendi perché vogliono vincere ma anche piangono nel perdere (e pure in modo imbarazzante e scemo) qui sono tutti seri e non sono furbi. non è che la gente inizia ad avere un ritardo mentale nel mondo? LOL</p>

<p>guardatela comunque.</p>

<p>ora faccio il meme totale: VI DIRÒ COSA NE PENSERÒ DELLA STAGIONE 2 CON IL FINALE (che spero non sia il finale vero e che la continuino, non voglio saperlo se non alla fine guardandola) APPENA LO FARÒ E CON UN SOLO EDITING QUI, SARÀ TIPO: È NAMMERDA, È TIPO EASY, BOH STICAZZI O ROBE COSÌ.</p>

<p>CIAO</p>
]]></content:encoded>
      <author>mementomori</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/pvb2ip0agh</guid>
      <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 03:26:29 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Caso Roggero, la legge funziona: è la destra a deragliare.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/caso-roggero-la-legge-funziona-e-la-destra-a-deragliare</link>
      <description>&lt;![CDATA[(230) &#xA;&#xA;(R1)&#xA;&#xA;Nota: Come per Vannacci, questo sarà l&#39;unico post sulla faccenda da parte mia. Solo la grazia potrebbe farmi tornare a scrivere. &#xA;&#xA;La condanna è coerente con la legge voluta dal centrodestra, mentre la politica trasforma un imputato in martire per coprire i propri fallimenti sulla sicurezza.&#xA;&#xA;La condanna di #Roggero è giuridicamente corretta, applica alla lettera la legge sulla legittima difesa voluta dalla stessa destra che oggi urla allo scandalo e il modo in cui viene strumentalizzata configura una pericolosa deriva fascistoide nello spazio pubblico italiano. &#xA;Nel 2021 Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, inseguì in strada tre rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendone un terzo, quando l’azione dentro il negozio era già conclusa. &#xA;La Corte d’Assise d’Appello di Torino lo ha condannato per omicidio di due rapinatori e tentato omicidio del terzo, riducendo la pena da 17 anni a 14 anni e 9 mesi, poi confermati in via definitiva dalla Cassazione il 15 luglio 2026. &#xA;Nelle motivazioni, i giudici ricordano che anche dopo la riforma “#Salvini” del 2019 l’uso dell’arma è scriminato solo se il pericolo è attuale, l’impiego necessario e non vi siano alternative meno lesive; nel caso Roggero, al momento degli spari i rapinatori erano all’esterno, in fuga, e nessuno dei familiari era più esposto a un’offesa concreta. &#xA;&#xA;Proprio per questo la legittima difesa è stata esclusa: non si trattava di respingere un’aggressione in corso, ma di esercitare una violenza privata e letale in piena via pubblica, al di fuori di qualunque schema costituzionale di uso legittimo della forza. &#xA;Di fronte a questo quadro, la destra ha scelto la strada più semplice e più pericolosa: trasformare un imputato condannato definitivamente in un martire, un “uomo perbene” contro lo Stato cattivo. &#xA;&#xA;Leader come Salvini e Vannacci si sono letteralmente gettati sul “caso Roggero”, facendone il totem di una campagna sulla “difesa sempre legittima”, con sit‑in davanti al carcere e gare di dichiarazioni muscolari, in piena chiave elettorale. Non si tratta solo di solidarietà umana (che è legittima verso chiunque), ma di un uso sistematico della vicenda per alimentare l’idea che il giudice sia un nemico del “popolo” e che la sentenza non valga nulla se non coincide con l’istinto punitivo dell’opinione pubblica. &#xA;&#xA;(R2)&#xA;&#xA;In questa narrazione, il dettaglio fondamentale viene occultato: la condanna applica proprio quella legge sulla legittima difesa che il centrodestra ha sventolato come “licenza di sparare”, ma che, letta seriamente, non copre inseguimenti armati e colpi esplosi a freddo su soggetti già in fuga. &#xA;Mentre il paese affronta inflazione, salari fermi, servizi pubblici in crisi e una sicurezza reale fatta di quartieri dimenticati, il governo e la sua galassia mediatica hanno bisogno di un diversivo emotivo forte. &#xA;&#xA;Roggero, “gioielliere giustiziere”, è perfetto: polarizza, semplifica, spacca il discorso pubblico in due curve da stadio e sposta il focus dalle responsabilità concrete dell’esecutivo sul fronte della sicurezza quotidiana. &#xA;Non a caso le opposizioni sottolineano che il centrodestra insegue Vannacci facendo del caso Roggero un totem per nascondere il fallimento delle proprie politiche di sicurezza e l’incapacità di governare fenomeni complessi con strumenti diversi dallo slogan. &#xA;&#xA;Si parla per giorni di “grazia”, di “eroe tradito dallo Stato”, mentre si tace sul fatto che la stessa destra ha reso più difficile la vita nei quartieri, ha tagliato risorse e continua a vendere la favola della pistola come surrogato di politiche sociali e preventive assenti. &#xA;La Costituzione italiana pone al centro il monopolio pubblico della forza, il principio di uguaglianza davanti alla legge e il rifiuto della giustizia privata: è il cuore della rottura con il fascismo, che esaltava le spedizioni punitive e la violenza squadrista. &#xA;&#xA;L’articolo 610 del codice penale sulla violenza privata punisce proprio chi, con violenza o minaccia, costringe altri a fare o tollerare qualcosa: è il contrario del modello costituzionale di convivenza, che affida la reazione al reato alle istituzioni, non al singolo armato. &#xA;Quando esponenti di governo e leader di destra normalizzano l’idea che, una volta subita una rapina, sia “comprensibile” o addirittura giusto inseguire e giustiziare i fuggitivi sulla strada, stanno sdoganando la violenza privata come forma accettabile di regolazione dei conflitti. &#xA;&#xA;È esattamente la logica fascista: il cittadino “virile” che si fa Stato, che sostituisce il giudice con la pistola, che pretende una sorta di diritto personale alla vendetta, applaudito da una folla che considera la sentenza un fastidioso dettaglio tecnico invece che il fondamento dello stato di diritto. &#xA;Il pressing sulla grazia, cavalcato mediaticamente ancor prima che esistesse una domanda formalmente istruibile, è un altro tassello di questa deriva. &#xA;Il Quirinale ha ricordato che la grazia è una prerogativa del Capo dello Stato regolata dalla Costituzione e che non può trasformarsi in un quarto grado di giudizio deciso a colpi di hashtag. &#xA;&#xA;Eppure esponenti della destra hanno usato l’ipotesi di grazia come clava propagandistica, tentando di condizionare il Colle e di piegare un istituto di garanzia alla bisogna di campagna elettorale. &#xA;Quando un ministro annuncia o lascia intendere una corsia preferenziale per la grazia in concomitanza con una sentenza sgradita, manda un messaggio devastante: se il verdetto non piace al “popolo”, si cambia per via politica, non con gli strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento. &#xA;&#xA;Questo è il punto politico: la condanna di Roggero non è uno scandalo, è la dimostrazione che la Costituzione e il codice penale funzionano e difendono l’idea che nessuno possa farsi boia in nome della paura o della rabbia. &#xA;&#xA;Lo scandalo è la legittimazione di un clima in cui la violenza privata viene romanticizzata, i giudici diventano “nemici del popolo” e il governo usa casi di sangue per minare, un pezzo alla volta, la cultura dello Stato di diritto nata dall’antifascismo. &#xA;&#xA;La domanda chiave, allora, non è se Roggero meriti umanamente pietà (ogni vita, anche quella di chi ha ucciso, la merita), ma se siamo disposti a buttare a mare decenni di civiltà giuridica per compiacere un’onda emotiva alimentata ad arte, aprendo la porta a un ritorno, magari in giacca e cravatta, della vecchia idea fascista che la legge è solo un ostacolo sulla strada del “vero popolo”.&#xA;&#xA;#Blog #Roggero #Giustizia #GovernoMeloni #DirittiCivili #Opinioni]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(230)</p>

<p><img src="https://tg24.sky.it/assets/images/d75f229b8d8d7f03a41093d969717fa0e5776dfe/skytg24/it/cronaca/2026/07/18/mario-roggero-news/salvini_roggero_bollate_ansa.jpg?im=Resize,width=1218" alt="(R1)"></p>

<p>Nota: Come per Vannacci, questo sarà l&#39;unico post sulla faccenda da parte mia. Solo la grazia potrebbe farmi tornare a scrivere.</p>

<p><strong>La condanna è coerente con la legge voluta dal centrodestra, mentre la politica trasforma un imputato in martire per coprire i propri fallimenti sulla sicurezza</strong>.</p>

<p>La condanna di #Roggero è giuridicamente corretta, applica alla lettera la legge sulla legittima difesa voluta dalla stessa destra che oggi urla allo scandalo e il modo in cui viene strumentalizzata configura una pericolosa deriva fascistoide nello spazio pubblico italiano.
Nel 2021 Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, inseguì in strada tre rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendone un terzo, quando l’azione dentro il negozio era già conclusa.
La Corte d’Assise d’Appello di Torino lo ha condannato per omicidio di due rapinatori e tentato omicidio del terzo, riducendo la pena da 17 anni a 14 anni e 9 mesi, poi confermati in via definitiva dalla Cassazione il 15 luglio 2026.
Nelle motivazioni, i giudici ricordano che anche dopo la riforma “#Salvini” del 2019 l’uso dell’arma è scriminato solo se il pericolo è attuale, l’impiego necessario e non vi siano alternative meno lesive; nel caso Roggero, al momento degli spari i rapinatori erano all’esterno, in fuga, e nessuno dei familiari era più esposto a un’offesa concreta.</p>

<p><strong>Proprio per questo la legittima difesa è stata esclusa: non si trattava di respingere un’aggressione in corso, ma di esercitare una violenza privata e letale in piena via pubblica, al di fuori di qualunque schema costituzionale di uso legittimo della forza</strong>.
Di fronte a questo quadro, la destra ha scelto la strada più semplice e più pericolosa: <strong>trasformare un imputato condannato definitivamente in un martire, un “uomo perbene” contro lo Stato cattivo</strong>.</p>

<p>Leader come Salvini e Vannacci si sono letteralmente gettati sul “caso Roggero”, facendone il totem di una campagna sulla “difesa sempre legittima”, con sit‑in davanti al carcere e gare di dichiarazioni muscolari, in piena chiave elettorale. Non si tratta solo di solidarietà umana (che è legittima verso chiunque), ma di <strong>un uso sistematico della vicenda per alimentare l’idea che il giudice sia un nemico del “popolo” e che la sentenza non valga nulla se non coincide con l’istinto punitivo dell’opinione pubblica</strong>.</p>

<p><img src="https://www.osservatoriorepressione.info/wp-content/uploads/2026/07/roggero-vannacci.jpeg" alt="(R2)"></p>

<p>In questa narrazione, il dettaglio fondamentale viene occultato: la condanna applica proprio quella legge sulla legittima difesa che il centrodestra ha sventolato come “licenza di sparare”, ma che, letta seriamente, non copre inseguimenti armati e colpi esplosi a freddo su soggetti già in fuga.
<strong>Mentre il paese affronta inflazione, salari fermi, servizi pubblici in crisi e una sicurezza reale fatta di quartieri dimenticati, il governo e la sua galassia mediatica hanno bisogno di un diversivo emotivo forte</strong>.</p>

<p><strong>Roggero, “gioielliere giustiziere”, è perfetto: polarizza, semplifica, spacca il discorso pubblico in due curve da stadio e sposta il focus dalle responsabilità concrete dell’esecutivo sul fronte della sicurezza quotidiana</strong>.
Non a caso le opposizioni sottolineano che il centrodestra insegue Vannacci facendo del caso Roggero un totem per nascondere il fallimento delle proprie politiche di sicurezza e l’incapacità di governare fenomeni complessi con strumenti diversi dallo slogan.</p>

<p>Si parla per giorni di “grazia”, di “eroe tradito dallo Stato”, mentre si tace sul fatto che la stessa destra ha reso più difficile la vita nei quartieri, ha tagliato risorse e continua a vendere la favola della pistola come surrogato di politiche sociali e preventive assenti.
<strong>La Costituzione italiana pone al centro il monopolio pubblico della forza</strong>, il principio di uguaglianza davanti alla legge e il rifiuto della giustizia privata: è il cuore della rottura con il fascismo, che esaltava le spedizioni punitive e la violenza squadrista.</p>

<p><strong>L’articolo 610 del codice penale sulla violenza privata punisce proprio chi, con violenza o minaccia, costringe altri a fare o tollerare qualcosa</strong>: è il contrario del modello costituzionale di convivenza, che affida la reazione al reato alle istituzioni, non al singolo armato.
Quando esponenti di governo e leader di destra normalizzano l’idea che, una volta subita una rapina, sia “comprensibile” o addirittura giusto inseguire e giustiziare i fuggitivi sulla strada, <strong>stanno sdoganando la violenza privata come forma accettabile di regolazione dei conflitti</strong>.</p>

<p><strong>È esattamente la logica fascista</strong>: il cittadino “virile” che si fa Stato, che sostituisce il giudice con la pistola, che pretende una sorta di diritto personale alla vendetta, applaudito da una folla che considera la sentenza un fastidioso dettaglio tecnico invece che il fondamento dello stato di diritto.
<strong>Il pressing sulla grazia, cavalcato mediaticamente ancor prima che esistesse una domanda formalmente istruibile, è un altro tassello di questa deriva</strong>.
Il Quirinale ha ricordato che la grazia è una prerogativa del Capo dello Stato regolata dalla Costituzione e che non può trasformarsi in un quarto grado di giudizio deciso a colpi di hashtag.</p>

<p><strong>Eppure esponenti della destra hanno usato l’ipotesi di grazia come clava propagandistica</strong>, tentando di condizionare il Colle e di piegare un istituto di garanzia alla bisogna di campagna elettorale.
Quando un ministro annuncia o lascia intendere una corsia preferenziale per la grazia in concomitanza con una sentenza sgradita, manda un messaggio devastante: <strong>se il verdetto non piace al “popolo”, si cambia per via politica</strong>, non con gli strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento.</p>

<p><strong>Questo è il punto politico: la condanna di Roggero non è uno scandalo, è la dimostrazione che la Costituzione e il codice penale funzionano e difendono l’idea che nessuno possa farsi boia in nome della paura o della rabbia</strong>.</p>

<p>Lo scandalo è la legittimazione di un clima in cui la violenza privata viene romanticizzata, i giudici diventano “nemici del popolo” e il governo usa casi di sangue per minare, un pezzo alla volta, la cultura dello Stato di diritto nata dall’antifascismo.</p>

<p><strong>La domanda chiave, allora, non è se Roggero meriti umanamente pietà (ogni vita, anche quella di chi ha ucciso, la merita), ma se siamo disposti a buttare a mare decenni di civiltà giuridica per compiacere un’onda emotiva alimentata ad arte, aprendo la porta a un ritorno, magari in giacca e cravatta, della vecchia idea fascista che la legge è solo un ostacolo sulla strada del “vero popolo”</strong>.</p>

<p>#Blog #Roggero #Giustizia #GovernoMeloni #DirittiCivili #Opinioni</p>
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      <author>Transit </author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/nv9pwlpn1s</guid>
      <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 06:52:59 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>The Easiest Front Lighting Upgrade for Your Yamaha Raptor 700</title>
      <link>https://noblogo.org/morsunled/h1the-easiest-front-lighting-upgrade-for-your-yamaha-raptor-700-h1</link>
      <description>&lt;![CDATA[H1The Easiest Front Lighting Upgrade for Your Yamaha Raptor 700/H1&#xA;&#xA;The Yamaha Raptor 700 is a powerhouse of an ATV, but one of its most common shortcomings is the factory lighting. The stock dual 30W krypton headlights offer a dim, yellowish glow that barely illuminates the trail ahead. For riders who enjoy pushing their Raptor into the dusk, through dense trails, or across open dunes after sundown, this is not just an inconvenience—it is a genuine safety hazard. The easiest and most effective solution is a simple LED headlight bulb conversion. This upgrade delivers dramatically brighter, whiter light without requiring any permanent modifications to your machine, making it the perfect first step for any Raptor owner looking to improve nighttime visibility.&#xA;&#xA;The Heart of the Upgrade: The Headlight&#xA;&#xA;The core component of this conversion is replacing those outdated krypton bulbs with modern LED units designed specifically for the Raptor. Unlike traditional bulbs, LEDs produce a crisp 6000K white light that significantly enhances contrast, making it easier to spot rocks, ruts, and trail changes. Riders who have made the switch frequently describe the change as &#34;phenomenal,&#34; noting that the lights are &#34;incredible&#34; and &#34;changed the whole look of my Raptor.&#34; The high lumen output drastically improves visibility by projecting a clear, focused beam far down the trail, giving you more time to react to obstacles. This allows you to ride with greater confidence and safety once the sun goes down.&#xA;img src=&#34;https://ueeshop.ly200-cdn.com/u_file/UPAV/UPAV919/2311/products/24/85c28db0f4.jpg&#34; alt=&#34;Yamaha Raptor&#34; /&#xA;&#xA;Plug-and-Play Simplicity&#xA;&#xA;One of the primary reasons this upgrade is so popular is the sheer ease of installation. Most LED conversion kits for the Raptor 700 utilize a 100% plug-and-play design, meaning they are engineered to directly replace the factory bulbs and connect seamlessly to the existing wiring harness. For the majority of kits, there is no complex wiring, no cutting of cables, and no soldering required. This ensures that the new a href=&#34;https://www.morsunled.com/2006-2022-yamaha-raptor-700-led-headlights-assembly-p00479p1.html&#34;Yamaha Raptor LED headlights/a operate effectively as soon as they are connected, requiring minimal mechanical skill to install. This simplicity means you can have your bike upgraded and ready for night riding in a matter of minutes.&#xA;&#xA;Choosing a Quality Kit&#xA;&#xA;While the concept is simple, choosing a quality kit is essential for long-term reliability. Look for LED bulbs that are specifically listed as compatible with your Raptor 700 model year. High-quality kits are built to withstand the extreme vibrations and impacts of off-road riding, with reinforced solder joints and durable aluminum housings to dissipate heat effectively. Key features to check for include a waterproof rating to protect against water and dust, and a lifespan rating of around 50,000 hours. It is wise to avoid unbranded, extremely cheap options, as some riders have reported that these lower-quality bulbs can burn out after just a couple of rides.&#xA;&#xA;What to Expect After Installation&#xA;&#xA;Once you have installed your new LED bulbs, the difference is immediate and striking. The trail ahead transforms from a dim, shadowy path into a well-lit corridor, allowing you to spot obstacles like rocks, branches, and ruts much earlier. The improved depth perception helps you judge terrain changes and corners more accurately, reducing the risk of costly crashes. Many riders also report that the modern white light makes their Raptor look significantly more aggressive and contemporary, updating the front-end appearance without any additional modifications. It is truly a modification that delivers both form and function.&#xA;&#xA;Final Considerations&#xA;&#xA;Upgrading your Raptor 700&#39;s headlights to LEDs is one of the most practical and rewarding modifications you can make. It provides a substantial safety improvement, offers a modern aesthetic, and is a straightforward DIY project that takes very little time. For a relatively modest investment, you can transform your night riding experience and ensure your Raptor is ready to conquer the trails, whether under the sun or under the stars.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><h1>The Easiest Front Lighting Upgrade for Your Yamaha Raptor 700</h1></p>

<p>The Yamaha Raptor 700 is a powerhouse of an ATV, but one of its most common shortcomings is the factory lighting. The stock dual 30W krypton headlights offer a dim, yellowish glow that barely illuminates the trail ahead. For riders who enjoy pushing their Raptor into the dusk, through dense trails, or across open dunes after sundown, this is not just an inconvenience—it is a genuine safety hazard. The easiest and most effective solution is a simple LED headlight bulb conversion. This upgrade delivers dramatically brighter, whiter light without requiring any permanent modifications to your machine, making it the perfect first step for any Raptor owner looking to improve nighttime visibility.</p>

<p>The Heart of the Upgrade: The Headlight</p>

<p>The core component of this conversion is replacing those outdated krypton bulbs with modern LED units designed specifically for the Raptor. Unlike traditional bulbs, LEDs produce a crisp 6000K white light that significantly enhances contrast, making it easier to spot rocks, ruts, and trail changes. Riders who have made the switch frequently describe the change as “phenomenal,” noting that the lights are “incredible” and “changed the whole look of my Raptor.” The high lumen output drastically improves visibility by projecting a clear, focused beam far down the trail, giving you more time to react to obstacles. This allows you to ride with greater confidence and safety once the sun goes down.
<img src="https://ueeshop.ly200-cdn.com/u_file/UPAV/UPAV919/2311/products/24/85c28db0f4.jpg" alt="Yamaha Raptor"/></p>

<p>Plug-and-Play Simplicity</p>

<p>One of the primary reasons this upgrade is so popular is the sheer ease of installation. Most LED conversion kits for the Raptor 700 utilize a 100% plug-and-play design, meaning they are engineered to directly replace the factory bulbs and connect seamlessly to the existing wiring harness. For the majority of kits, there is no complex wiring, no cutting of cables, and no soldering required. This ensures that the new <a href="https://www.morsunled.com/2006-2022-yamaha-raptor-700-led-headlights-assembly-p00479p1.html" rel="nofollow">Yamaha Raptor LED headlights</a> operate effectively as soon as they are connected, requiring minimal mechanical skill to install. This simplicity means you can have your bike upgraded and ready for night riding in a matter of minutes.</p>

<p>Choosing a Quality Kit</p>

<p>While the concept is simple, choosing a quality kit is essential for long-term reliability. Look for LED bulbs that are specifically listed as compatible with your Raptor 700 model year. High-quality kits are built to withstand the extreme vibrations and impacts of off-road riding, with reinforced solder joints and durable aluminum housings to dissipate heat effectively. Key features to check for include a waterproof rating to protect against water and dust, and a lifespan rating of around 50,000 hours. It is wise to avoid unbranded, extremely cheap options, as some riders have reported that these lower-quality bulbs can burn out after just a couple of rides.</p>

<p>What to Expect After Installation</p>

<p>Once you have installed your new LED bulbs, the difference is immediate and striking. The trail ahead transforms from a dim, shadowy path into a well-lit corridor, allowing you to spot obstacles like rocks, branches, and ruts much earlier. The improved depth perception helps you judge terrain changes and corners more accurately, reducing the risk of costly crashes. Many riders also report that the modern white light makes their Raptor look significantly more aggressive and contemporary, updating the front-end appearance without any additional modifications. It is truly a modification that delivers both form and function.</p>

<p>Final Considerations</p>

<p>Upgrading your Raptor 700&#39;s headlights to LEDs is one of the most practical and rewarding modifications you can make. It provides a substantial safety improvement, offers a modern aesthetic, and is a straightforward DIY project that takes very little time. For a relatively modest investment, you can transform your night riding experience and ensure your Raptor is ready to conquer the trails, whether under the sun or under the stars.</p>
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      <author>morsunled</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/kh8htzqts9</guid>
      <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 03:21:18 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <description>&lt;![CDATA[I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability&#xA;&#xA;https://vk8mines.com&#xA;&#xA;https://playtokmines.com&#xA;&#xA;https://bd111top.com&#xA;&#xA;https://ggvipbonus.com&#xA;&#xA;https://bh999jili.com&#xA;&#xA;https://bd345bonus.com&#xA;&#xA;https://blog.dtth.ch/ck33vdzip1/ck33-reference&#xA;&#xA;https://giloo.ist/member/btdk310?mainTab=notes&amp;subTab=mynotes&#xA;&#xA;https://hashnode.com/@easybaji&#xA;&#xA;https://forum.aigato.vn/user/rb777-1&#xA;&#xA;https://ac.db0.company/user/user7843/]]&gt;</description>
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      <author>vk8fhq0hz</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/7prtlkxf9m</guid>
      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:28:02 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8fs8py2</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/31sz96g32e</guid>
      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:27:05 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
      <link>https://noblogo.org/vk8w3nrz1/vk8-reference</link>
      <description>&lt;![CDATA[I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability&#xA;&#xA;https://vk8mines.com&#xA;&#xA;https://bd111top.com&#xA;&#xA;https://jitabetmines.com&#xA;&#xA;https://victorbdtop.com&#xA;&#xA;https://a71jili.com&#xA;&#xA;https://7999betjili.com&#xA;&#xA;https://odesli.co/g77773&#xA;&#xA;https://kriya5724.bandcamp.com/album/kriya&#xA;&#xA;https://giloo.ist/member/kjbet1986?mainTab=notes&amp;subTab=mynotes&#xA;&#xA;https://qua.name/wicket718x5ksj/wicket71-reference&#xA;&#xA;https://ac.db0.company/user/bld7777317/]]&gt;</description>
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      <author>vk8w3nrz1</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:26:13 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
      <link>https://noblogo.org/vk8ujrzim/vk8-reference</link>
      <description>&lt;![CDATA[I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability&#xA;&#xA;https://vk8mines.com&#xA;&#xA;https://takabetbonus.com&#xA;&#xA;https://299betbonus.com&#xA;&#xA;https://9bajebonus.com&#xA;&#xA;https://bhai88jili.com&#xA;&#xA;https://sona101vip.com&#xA;&#xA;https://log.livellosegreto.it/1111bet5mgag2/1111bet-reference&#xA;&#xA;https://solo.to/bj6vk9&#xA;&#xA;https://tales.tiggi.es/bld777ngk67d/bld777-reference&#xA;&#xA;https://snippet.host/pitywx&#xA;&#xA;https://forum.hiv.plus/user/viptaka53795]]&gt;</description>
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      <author>vk8ujrzim</author>
      <guid>https://noblogo.org/read/a/exz2cfpkup</guid>
      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:25:14 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8qah2jf</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:24:13 +0000</pubDate>
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      <author>vk8f9axbr</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:23:18 +0000</pubDate>
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      <author>vk8y10h2p</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:22:20 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8nhkso2</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:21:15 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8ygx1ec</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:10:48 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8g07ol0</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:09:52 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8c30fn9</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:08:59 +0000</pubDate>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:07:56 +0000</pubDate>
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      <author>vk8z3emv2</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8er151m</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:06:06 +0000</pubDate>
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<p><a href="https://kingbetjili.com" rel="nofollow">https://kingbetjili.com</a></p>

<p><a href="https://leetcode.com/u/adda7e/" rel="nofollow">https://leetcode.com/u/adda7e/</a></p>

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<p><a href="https://maiotaku.com/p/bgd337992/info" rel="nofollow">https://maiotaku.com/p/bgd337992/info</a></p>

<p><a href="https://culturesbook.com/1784245906718886_106344" rel="nofollow">https://culturesbook.com/1784245906718886_106344</a></p>

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      <author>vk8w2zqku</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:05:12 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8z8odp9</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:04:15 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk80pjtkp</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:03:15 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability</p>

<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk88kpwme</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:02:23 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8khhhzx</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:01:24 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8whi872</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:00:27 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk84w79h6</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:59:36 +0000</pubDate>
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      <author>vk8ptrk7p</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:58:43 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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<p><a href="https://sparktv.net/at1333bet" rel="nofollow">https://sparktv.net/at1333bet</a></p>

<p><a href="https://culturesbook.com/1784045020471655_99217" rel="nofollow">https://culturesbook.com/1784045020471655_99217</a></p>
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      <author>vk8y8pm1t</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:57:46 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability</p>

<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8xaqc6f</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:56:56 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <content:encoded><![CDATA[<p>I recently came across a new platform while browsing, and I was surprised by how smooth and fast the overall experience feels compared to others I’ve tried before, especially in terms of loading speed and usability</p>

<p><a href="https://vk8mines.com" rel="nofollow">https://vk8mines.com</a></p>

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      <author>vk8a2sl3s</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:55:59 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8jnc2d6</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:55:04 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk80bf9xs</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:54:13 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8v1vd43</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:53:18 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8c5vd16</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:52:22 +0000</pubDate>
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      <title>vk8 reference</title>
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      <author>vk8synwzz</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:51:26 +0000</pubDate>
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