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    <title>Pentagono &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:Pentagono</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 21:29:58 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Da Good a Pretti: l’ICE ha perso Minneapolis. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/da-good-a-pretti-lice-ha-perso-minneapolis</link>
      <description>&lt;![CDATA[(199) &#xA;&#xA;(I1)&#xA;&#xA;Minneapolis è diventata un’altra ferita aperta negli Stati Uniti, non solo per la politica immigratoria, ma per la natura stessa del potere federale e della violenza che questo può esercitare contro i cittadini. &#xA;Quello che doveva essere un controllo migratorio si è trasformato in un’operazione di punizione di massa, con agenti federali che piombano in città, sparano a cittadini americani disarmati e poi si comportano come se non fosse successo nulla. &#xA;&#xA;Il risultato è una città in rivolta, con serrande abbassate, proteste dure, e una mobilitazione che rischia di bloccare il governo: la piazza e la protesta sono diventate l’unica vera forza sociale che ancora conti.&#xA;Da #Washington, il messaggio è stato chiaro fin dall’inizio: bisogna usare la forza, “spingere” l’immigrazione fuori dalle città, far paura, e mostrare che il governo non ha pietà. &#xA;&#xA;L’ #ICE è stata lanciata come una milizia pronta a colpire senza porsi troppi problemi di legalità, con operazioni che somigliano più a retate di guerra che a controlli di polizia. &#xA;Ma quando quei colpi sono arrivati addosso a due cittadini americani,Renée Good e Alex Pretti, qualcosa si è spezzato. &#xA;&#xA;Il sentimento di ribellione è diventato così forte che è arrivato a minacciare l’intero bilancio federale: nessun voto per finanziare lo stato federale, si è detto, finché quello stesso stato continua a inviare a Minneapolis agenti che sparano a chi vive lì.&#xA;&#xA;(I2)&#xA;&#xA;Proprio su questo fronte si è imposto all’attenzione mediatica il colpo di scena: la promessa di ritirare l’ICE. &#xA;Non perché ci sia stato un ripensamento morale, né per un’improvvisa riscoperta dei diritti civili, ma per pura convenienza. &#xA;&#xA;L’escalation è stata tale che minaccia di paralizzare il governo e di far pagare un prezzo politico troppo alto. Così, mentre si annuncia che i “muscoli” stanno per lasciare la città, si promette di lasciare una task force per contrastare le frodi ai servizi sociali, come se fosse un problema di frodi e non di violenza di stato. &#xA;È un modo per arretrare senza sembrare in fuga, per cambiare faccia alla repressione senza rinunciare a esercitarla.&#xA;&#xA;Intanto, la politica interna si trasforma in una sequenza di ritocchi tattici: fondi separati per il #Pentagono e la sanità, proposte per colpire le città che non collaborano con le deportazioni, qualche mea culpa strozzato, molta retorica sulla legge e sull’ordine. &#xA;La sostanza resta la stessa: la violenza è diventata strumento abituale, uno strumento che non si discute, ma si giustifica. E quando si uccide un cittadino americano, si parla di “errore” o di armi nascoste, si riscrive la storia per trasformare la vittima in minaccia, in modo che si possa continuare a credere di essere nel giusto.&#xA;&#xA;L’ICE, in questo quadro, appare per quello che è: una milizia fascistoide all’interno dello stato, una forza che agisce con impunità, furgoni anonimi, arresti lampo, violenza indiscriminata. &#xA;&#xA;Uccide in città che non hanno chiesto la sua presenza, invade comunità con una logica di guerra, e quando uccide due cittadini americani in un mese, viene difesa e coperta, non perseguita. &#xA;&#xA;Il presidente che la esalta, la chiama “fenomenale”, e non si assume la responsabilità di quei colpi di pistola, mostra che la sua America è un luogo dove la forza precede il diritto, dove la pelle, la lingua e il permesso di soggiorno definiscono chi merita di vivere e chi no.&#xA;&#xA;#Blog #USA #ICE #Minneapolis #Politica #DirittiCivili #DirittiUmani #Opinioni&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(199)</p>

<p><img src="https://images.euronews.com/articles/stories/09/62/47/82/1536x864_cmsv2_5c750b24-23f5-544d-b289-7b291109b132-9624782.jpg" alt="(I1)"></p>

<p><a href="/transit/tag:Minneapolis" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Minneapolis</span></a> è diventata un’altra ferita aperta negli Stati Uniti, non solo per la politica immigratoria, ma per la natura stessa del potere federale e della violenza che questo può esercitare contro i cittadini.
Quello che doveva essere un controllo migratorio si è trasformato in un’operazione di punizione di massa, con agenti federali che piombano in città, sparano a cittadini americani disarmati e poi si comportano come se non fosse successo nulla.</p>

<p>Il risultato è una città in rivolta, con serrande abbassate, proteste dure, e una mobilitazione che rischia di bloccare il governo: la piazza e la protesta sono diventate l’unica vera forza sociale che ancora conti.
Da <a href="/transit/tag:Washington" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Washington</span></a>, il messaggio è stato chiaro fin dall’inizio: bisogna usare la forza, “spingere” l’immigrazione fuori dalle città, far paura, e mostrare che il governo non ha pietà.</p>

<p>L’ <a href="/transit/tag:ICE" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ICE</span></a> è stata lanciata come una milizia pronta a colpire senza porsi troppi problemi di legalità, con operazioni che somigliano più a retate di guerra che a controlli di polizia.
Ma quando quei colpi sono arrivati addosso a due cittadini americani,Renée Good e Alex Pretti, qualcosa si è spezzato.</p>

<p>Il sentimento di ribellione è diventato così forte che è arrivato a minacciare l’intero bilancio federale: nessun voto per finanziare lo stato federale, si è detto, finché quello stesso stato continua a inviare a Minneapolis agenti che sparano a chi vive lì.</p>

<p><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2026/01/cartello-contro-ICE-rit.jpg" alt="(I2)"></p>

<p>Proprio su questo fronte si è imposto all’attenzione mediatica il colpo di scena: <strong>la promessa di ritirare l’ICE</strong>.
Non perché ci sia stato un ripensamento morale, né per un’improvvisa riscoperta dei diritti civili, ma per pura convenienza.</p>

<p>L’escalation è stata tale che minaccia di paralizzare il governo e di far pagare un prezzo politico troppo alto. Così, mentre si annuncia che i “muscoli” stanno per lasciare la città, si promette di lasciare una task force per contrastare le frodi ai servizi sociali, come se fosse un problema di frodi e non di violenza di stato.
È un modo per arretrare senza sembrare in fuga, per cambiare faccia alla repressione senza rinunciare a esercitarla.</p>

<p>Intanto, la politica interna si trasforma in una sequenza di ritocchi tattici: fondi separati per il <a href="/transit/tag:Pentagono" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Pentagono</span></a> e la sanità, proposte per colpire le città che non collaborano con le deportazioni, qualche mea culpa strozzato, molta retorica sulla legge e sull’ordine.
La sostanza resta la stessa: la violenza è diventata strumento abituale, uno strumento che non si discute, ma si giustifica. E quando si uccide un cittadino americano, si parla di “errore” o di armi nascoste, si riscrive la storia per trasformare la vittima in minaccia, in modo che si possa continuare a credere di essere nel giusto.</p>

<p>L’ICE, in questo quadro, appare per quello che è: <strong>una milizia fascistoide all’interno dello stato</strong>, una forza che agisce con impunità, furgoni anonimi, arresti lampo, violenza indiscriminata.</p>

<p>Uccide in città che non hanno chiesto la sua presenza, invade comunità con una logica di guerra, e quando uccide due cittadini americani in un mese, viene difesa e coperta, non perseguita.</p>

<p><strong>Il presidente che la esalta, la chiama “fenomenale”, e non si assume la responsabilità di quei colpi di pistola, mostra che la sua America è un luogo dove la forza precede il diritto, dove la pelle, la lingua e il permesso di soggiorno definiscono chi merita di vivere e chi no</strong>.</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:USA" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">USA</span></a> <a href="/transit/tag:ICE" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ICE</span></a> <a href="/transit/tag:Minneapolis" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Minneapolis</span></a> <a href="/transit/tag:Politica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Politica</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiCivili" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiCivili</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiUmani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiUmani</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a></p>

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<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
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      <guid>https://noblogo.org/transit/da-good-a-pretti-lice-ha-perso-minneapolis</guid>
      <pubDate>Mon, 26 Jan 2026 13:39:43 +0000</pubDate>
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