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    <title>lottadiclasse &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:lottadiclasse</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sat, 25 Apr 2026 14:47:20 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Le classi esistono ancora, anche se non si devono nominare.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/le-classi-esistono-ancora-anche-se-non-si-devono-nominare</link>
      <description>&lt;![CDATA[(217)&#xA;&#xA;(LDC1)&#xA;&#xA;In #Italia ogni conflitto, aperto o latente, nasce da una diseguaglianza di fondo: quella tra chi possiede e chi sopravvive. &#xA;In un paese che si illude di essere uscito dall’età delle contrapposizioni, la linea di frattura tra le classi si è soltanto spostata, assumendo forme più sottili, più digitali, ma non meno violente. &#xA;Negli ultimi decenni il linguaggio politico ha provato a disinnescare la parola “classe”, quasi fosse un relitto ideologico. &#xA;Si è preferito parlare di “merito”, “mobilità sociale” o “uguaglianza di opportunità”. &#xA;&#xA;Ma dietro la facciata della modernità resta immutata la gerarchia di fondo: chi nasce povero continua, statisticamente, a restare tale, mentre chi nasce ricco eredita non solo patrimoni, ma anche relazioni, competenze e possibilità. &#xA;In questa Italia apparentemente pacificata, la lotta di classe non è mai finita: ha solo cambiato campo di battaglia. &#xA;Le nuove forme di conflitto sociale attraversano i luoghi di lavoro precario, le piattaforme digitali, le periferie abbandonate, le scuole pubbliche impoverite. &#xA;&#xA;Dalle piazze per il diritto alla casa ai cortei studenteschi, fino alle battaglie per un salario minimo dignitoso, si muove una costellazione di resistenze che hanno tutte lo stesso nemico: un sistema economico che concentra ricchezza in poche mani e lascia briciole al resto della nazione. &#xA;Eppure queste voci vengono spesso derise, ignorate o criminalizzate. &#xA;La narrazione dominante le descrive come minoritarie o “ideologiche”, quando in realtà raccontano la condizione di milioni di lavoratori, giovani, pensionati e migranti. &#xA;&#xA;(LDC2)&#xA;&#xA;La sinistra italiana sconta anni di arretramento culturale: ha accettato troppe volte le logiche del mercato e della finanza, dimenticando che la giustizia sociale non si misura in punti di PIL ma in vite dignitose. &#xA;Il vero dramma è che anche il fronte istituzionale, l’attuale governo, procede in direzione opposta. &#xA;Le politiche fiscali favoriscono i grandi patrimoni, la sanità pubblica viene smantellata pezzo per pezzo, la scuola vive di precarietà e tagli mentre il lavoro stabile è trattato come un privilegio. &#xA;&#xA;Si parla di sicurezza e decoro, mai di povertà; si invocano le “radici cristiane” ma si abbandonano i più fragili. &#xA;In questo scenario, riaffermare il valore delle lotte sociali significa restituire senso politico alla parola solidarietà. &#xA;Significa ricordare che ogni rivendicazione, dal diritto a un reddito dignitoso alla difesa del territorio, riguarda sempre la distribuzione del potere e della ricchezza. &#xA;&#xA;Riconoscere questo non è nostalgia, ma lucidità: finché l’Italia rimarrà divisa tra chi accumula e chi resiste, tra chi governa e chi sopporta, resterà intatta la verità di fondo da cui tutto parte: che ogni lotta, in ultima istanza, è una lotta di classe.&#xA;&#xA;#Blog #LottaDiClasse #Italia #Diseguaglianze #Opinioni #Società&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(217)</p>

<p><img src="https://contropiano.org/img/2022/01/disuguaglianze-vignetta.jpg" alt="(LDC1)"></p>

<p>In <a href="/transit/tag:Italia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Italia</span></a> ogni conflitto, aperto o latente, nasce da una diseguaglianza di fondo: quella tra chi possiede e chi sopravvive.
In un paese che si illude di essere uscito dall’età delle contrapposizioni, la linea di frattura tra le classi si è soltanto spostata, assumendo forme più sottili, più digitali, ma non meno violente.
Negli ultimi decenni il linguaggio politico ha provato a disinnescare la parola “classe”, quasi fosse un relitto ideologico.
Si è preferito parlare di “merito”, “mobilità sociale” o “uguaglianza di opportunità”.</p>

<p><strong>Ma dietro la facciata della modernità resta immutata la gerarchia di fondo: chi nasce povero continua, statisticamente, a restare tale, mentre chi nasce ricco eredita non solo patrimoni, ma anche relazioni, competenze e possibilità.
In questa Italia apparentemente pacificata, la lotta di classe non è mai finita: ha solo cambiato campo di battaglia</strong>.
Le nuove forme di conflitto sociale attraversano i luoghi di lavoro precario, le piattaforme digitali, le periferie abbandonate, le scuole pubbliche impoverite.</p>

<p>Dalle piazze per il diritto alla casa ai cortei studenteschi, fino alle battaglie per un salario minimo dignitoso, si muove una costellazione di resistenze che hanno tutte lo stesso nemico: un sistema economico che concentra ricchezza in poche mani e lascia briciole al resto della nazione.
Eppure queste voci vengono spesso derise, ignorate o criminalizzate.
La narrazione dominante le descrive come minoritarie o “ideologiche”, quando in realtà raccontano la condizione di milioni di lavoratori, giovani, pensionati e migranti.</p>

<p><img src="https://www.tortuga-econ.it/wp-content/uploads/2025/07/ChatGPT-Image-10-lug-2025-15_20_44.png" alt="(LDC2)"></p>

<p>La sinistra italiana sconta anni di arretramento culturale: ha accettato troppe volte le logiche del mercato e della finanza, dimenticando che la giustizia sociale non si misura in punti di PIL ma in vite dignitose.
Il vero dramma è che anche il fronte istituzionale, l’attuale governo, procede in direzione opposta.
<strong>Le politiche fiscali favoriscono i grandi patrimoni, la sanità pubblica viene smantellata pezzo per pezzo, la scuola vive di precarietà e tagli mentre il lavoro stabile è trattato come un privilegio</strong>.</p>

<p><strong>Si parla di sicurezza e decoro, mai di povertà</strong>; si invocano le “radici cristiane” ma si abbandonano i più fragili.
In questo scenario, riaffermare il valore delle lotte sociali significa restituire senso politico alla parola solidarietà.
Significa ricordare che ogni rivendicazione, dal diritto a un reddito dignitoso alla difesa del territorio, riguarda sempre la distribuzione del potere e della ricchezza.</p>

<p><strong>Riconoscere questo non è nostalgia, ma lucidità: finché l’Italia rimarrà divisa tra chi accumula e chi resiste, tra chi governa e chi sopporta, resterà intatta la verità di fondo da cui tutto parte: che ogni lotta, in ultima istanza, è una lotta di classe</strong>.</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:LottaDiClasse" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">LottaDiClasse</span></a> <a href="/transit/tag:Italia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Italia</span></a> <a href="/transit/tag:Diseguaglianze" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Diseguaglianze</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a> <a href="/transit/tag:Societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Società</span></a></p>

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corubomatt@gmail.com</p>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:56:41 +0000</pubDate>
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