Cosa Penso, e perchè lo state leggendo qui
In diverse epoche le masse sono state manipolate in vari modi. Religioni (nulla contro la spiritualità), la televisione, la paura, oggi tramite algoritmi e profilazione. Di queste le ultime sono senz'altro le peggiori.
Grazie a connettività costante e i “social” habbiamo l'impressione di essere a un tiro di schioppo l'uno dall'altra, di essere sempre in contatto tra noi, di avere il polso della situazione. Quando invece siamo così distanti l'uno dall'altro, guardiamo le vetrine altrui sui social, un interminabile gara al sensazionalismo all'esclusività.
La comunicazione e i rapporti tra persone sono composti da linguaggio non verbale, silenzi, osservazione, assenze, odri, pacche sulle spalle, emozioni vere e genuine.
Divide et impera
Ore passate a scrollare piattaforme che ci danno un illusione di libertà, assorbiti, senza accorgerci che persino il campo cerca restituisce una zuppa di contenuti esposti esattamente nel modo appetibili al profilo di chi effettua la ricerca.
Viviamo in una bolla, abbiamo l'impressione di avere accesso all'informazione, quando invece, ciò che ci viene proposto, sono solamente le stesse ideologie spinte nella forma con cui siamo più propensi ad ingoiarle.
Insomma, poco tempo per pensare, indottrinazione servita su misura grazie ad algoritmi e profilazione, e soprattutto tanta paura.
Ricordo l'indice della paura in Elianto (libro di Stefano Benni).
Questa consapevolezza mi squote costantemente.