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    <title>Cambiare le cose</title>
    <link>https://noblogo.org/yattaman/</link>
    <description>Riflessioni su un mondo che così non va bene</description>
    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:47:21 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Sul rimorso per non  sentirsi patriottico</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/sul-rimorso-per-non-sentirsi-patriottico</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #società #ricorrenze&#xA;&#xA;Ieri era la Festa della Repubblica, e io quasi non me ne sono accorto. Il mio amico Matteo, ex spadista olimpico e militare dell&#39;Aeronautica ha postato una foto in divisa, mentre io non ho acceso la TV, nemmeno per tenere la parata in sottofondo mentre facevo le pulizie.&#xA;E questo sinceramente mi disturba. Mi disturba non aver sentito lo spirito della ricorrenza, mi disturba non aver celebrato in nessun modo la nostra Repubblica, in tempi come questi in cui la democrazia sembra in pericolo, non solo in Italia ma in tutto il mondo.&#xA;Sarà il disgusto che provo verso questa classe dirigente, sarà il fatto che di questi tempi (sicuramente a torto) le parole patria e patriota evocano foschi ricordi fascisti, sarà che mi sono sempre sentito più europeo che italiano, ma quest&#39;anno la festa della repubblica mi è scivolata via così, in una sorta di pigra indifferenza.&#xA;E non è che ne sia fiero, intendiamoci, anzi, un po&#39; di rimorso lo sento.&#xA;Briciola&#xA;Vi lascio con una foto di Briciola, la mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo, che se ne va in pensione, beata lei... (dal sito quattrozampe.online)&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/yattaman/tag:ricorrenze" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ricorrenze</span></a></p>

<p>Ieri era la Festa della Repubblica, e io quasi non me ne sono accorto. Il mio amico Matteo, ex spadista olimpico e militare dell&#39;Aeronautica ha postato una foto in divisa, mentre io non ho acceso la TV, nemmeno per tenere la parata in sottofondo mentre facevo le pulizie.
E questo sinceramente mi disturba. Mi disturba non aver sentito lo spirito della ricorrenza, mi disturba non aver celebrato in nessun modo la nostra Repubblica, in tempi come questi in cui la democrazia sembra in pericolo, non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Sarà il disgusto che provo verso questa classe dirigente, sarà il fatto che di questi tempi (sicuramente a torto) le parole <em>patria</em> e <em>patriota</em> evocano foschi ricordi fascisti, sarà che mi sono sempre sentito più <em>europeo</em> che <em>italiano</em>, ma quest&#39;anno la festa della repubblica mi è scivolata via così, in una sorta di pigra indifferenza.
E non è che ne sia fiero, intendiamoci, anzi, un po&#39; di rimorso lo sento.
<img src="https://www.quattrozampe.online/wp-content/uploads/2019/06/briciola-cane-mascotte-dei-carabinieri-1024x684.jpg" alt="Briciola">
<em>Vi lascio con una foto di Briciola, la mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo, che se ne va in pensione, beata lei... (dal sito quattrozampe.online)</em></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/yattaman/sul-rimorso-per-non-sentirsi-patriottico</guid>
      <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:31:09 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Piccoli gesti che spero possano fare tanto</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/piccoli-gesti-che-spero-possano-fare-tanto</link>
      <description>&lt;![CDATA[#azioni #società&#xA;&#xA;Ho conosciuto Kiva grazie al mio amico Mario, scrittore di talento, acquerellista, persona molto sensibile e intelligente.&#xA;In parole semplici, quello che fa Kiva è prendere i soldi che gli metti a disposizione e darli a organizzazioni di microcredito che a loro volta li prestano a persone a cui servono per la loro impresa, per riparare casa, per andare a scuola, pagarsi le spese sanitarie e altro. Sul sito di Kiva sono elencate tutte le richieste di finanziamento, il loro ammontare, la persona che lo ha richiesto e altre informazioni come l’organizzazione che eroga i fondi, il paese ecc., tu scegli la richiesta, l’importo, e se vuoi fare una donazione a Kiva per sostenere i costi amministrativi, poi fai il checkout.&#xA;Non si tratta di elemosina, si tratta di aiutare qualcuno che ha bisogno di un prestito per migliorare la propria condizione ma non può accedere a un finanziamento tradizionale. Normalmente sono persone in zone povere del mondo, o che non offrono le garanzie che normalmente chiede una banca quando ti dà dei soldi.&#xA;!--more--&#xA;Chi chiede un prestito paga gli interessi, che però non vanno a Kiva né al prestatore, ma restano all&#39;organizzazione locale che ha erogato il denaro, per coprire le spese di gestione del prestito stesso. Quindi l&#39;utente di Kiva non guadagna nulla, presta denaro senza nessun compenso.&#xA;Perché farlo, allora?&#xA;Perché mi sembra un buon modo per aiutare le persone senza cadere nel paternalismo: non regaliamo niente, diamo invece la possibilità a qualcuno di farcela con le proprie forze, fornendo solo un piccolo aiuto.&#xA;Si possono fare, e si fanno, molti discorsi su Kiva, e non sono tutti di lode - la pagina Wikipedia) in inglese riporta critiche e controversie alla piattaforma - ma io preferisco riportare il mio caso personale. Ovviamente devo fidarmi dei dati forniti da Kiva stessa, ma mi sembra molto improbabile che una piattaforma con tale visibilità e numero di utenti possa barare in modo spudorato su questo.&#xA;&#xA;Mi sono iscritto a Kiva nel 2018, e questo è il mio profilo pubblico.&#xA;&#xA;Dal 7 marzo 2018 al 1 giugno 2026 ho fatto 54 prestiti in 26 nazioni delle 73 in cui Kiva opera. Kiva01&#xA;&#xA;Il totale dei soldi prestati è 1560$ ma io ho investito 272,52$ perché ho riutilizzato quelli ripagati da chi ha chiesto un prestito per prestarli ad altri. Kiva02&#xA;&#xA;I settori nei quali ho prestato sono 11 su 19 elencati dalla piattaforma, le attività specifiche 26 su 166. Kiva03&#xA;&#xA;272 dollari non sono poi molti, soprattutto se investiti nel corso di 8 anni, ma possono contribuire a fare tanto per persone che vogliono uscire dalla povertà, studiare, o migliorare le condizioni in cui vivono.&#xA;272 dollari non sono poi molti per fare qualcosa che renda migliore il mondo in cui viviamo, anche se quel qualcosa riguarda persone lontane che non conosceremo mai.&#xA;272 dollari non sono poi molti per capire che facciamo tutti parte della stessa, grande comunità e che aiutarci fra noi è giusto e bello.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:azioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">azioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a></p>

<p>Ho conosciuto <a href="https://www.kiva.org" rel="nofollow">Kiva</a> grazie al mio amico Mario, scrittore di talento, acquerellista, persona molto sensibile e intelligente.
In parole semplici, quello che fa Kiva è prendere i soldi che gli metti a disposizione e darli a organizzazioni di microcredito che a loro volta li prestano a persone a cui servono per la loro impresa, per riparare casa, per andare a scuola, pagarsi le spese sanitarie e altro. Sul sito di Kiva sono elencate tutte le richieste di finanziamento, il loro ammontare, la persona che lo ha richiesto e altre informazioni come l’organizzazione che eroga i fondi, il paese ecc., tu scegli la richiesta, l’importo, e se vuoi fare una donazione a Kiva per sostenere i costi amministrativi, poi fai il checkout.
Non si tratta di elemosina, si tratta di aiutare qualcuno che ha bisogno di un prestito per migliorare la propria condizione ma non può accedere a un finanziamento tradizionale. Normalmente sono persone in zone povere del mondo, o che non offrono le garanzie che normalmente chiede una banca quando ti dà dei soldi.

Chi chiede un prestito paga gli interessi, che però non vanno a Kiva né al prestatore, ma restano all&#39;organizzazione locale che ha erogato il denaro, per coprire le spese di gestione del prestito stesso. Quindi l&#39;utente di Kiva non guadagna nulla, presta denaro senza nessun compenso.
<strong>Perché farlo, allora?</strong>
Perché mi sembra un buon modo per aiutare le persone senza cadere nel paternalismo: non regaliamo niente, diamo invece la possibilità a qualcuno di farcela con le proprie forze, fornendo solo un piccolo aiuto.
Si possono fare, e si fanno, molti discorsi su Kiva, e non sono tutti di lode – la pagina <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kiva_(organization)" rel="nofollow">Wikipedia</a> in inglese riporta critiche e controversie alla piattaforma – ma io preferisco riportare il mio caso personale. Ovviamente devo fidarmi dei dati forniti da Kiva stessa, ma mi sembra molto improbabile che una piattaforma con tale visibilità e numero di utenti possa barare in modo spudorato su questo.</p>
<ul><li><p>Mi sono iscritto a Kiva nel 2018, e <a href="https://www.kiva.org/lender/diego6274" rel="nofollow">questo</a> è il mio profilo pubblico.</p></li>

<li><p>Dal 7 marzo 2018 al 1 giugno 2026 ho fatto 54 prestiti in 26 nazioni delle 73 in cui Kiva opera. <img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/qh7ul09p7sah5k7djufty/Kiva-01.png?rlkey=gnttm9jrtuw5yigqjgl2d9ku4&amp;st=sv1ae9zc&amp;raw=1" alt="Kiva01"></p></li>

<li><p>Il totale dei soldi prestati è 1560$ ma io ho investito 272,52$ perché ho riutilizzato quelli ripagati da chi ha chiesto un prestito per prestarli ad altri. <img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/hfi71du28nv58vpo5ngsx/Kiva-02.png?rlkey=uwdjvf4tcc1d6lmqyts5ve1gc&amp;st=xzz3uxk2&amp;raw=1" alt="Kiva02"></p></li>

<li><p>I settori nei quali ho prestato sono 11 su 19 elencati dalla piattaforma, le attività specifiche 26 su 166. <img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/hcv5evswgysn8o7svbvcr/Kiva-03.png?rlkey=ni0ppjuv1xwvqlkitrjne2brz&amp;st=mzhfgbr0&amp;raw=1" alt="Kiva03"></p></li></ul>

<p>272 dollari non sono poi molti, soprattutto se investiti nel corso di 8 anni, ma possono contribuire a fare tanto per persone che vogliono uscire dalla povertà, studiare, o migliorare le condizioni in cui vivono.
272 dollari non sono poi molti per fare qualcosa che renda migliore il mondo in cui viviamo, anche se quel qualcosa riguarda persone lontane che non conosceremo mai.
272 dollari non sono poi molti per capire che facciamo tutti parte della stessa, grande comunità e che aiutarci fra noi è giusto e bello.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/piccoli-gesti-che-spero-possano-fare-tanto</guid>
      <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 18:50:42 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Meditazioni fantascientifiche dopo la lettura di &#34;Piranesi&#34;</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/meditazioni-fantascientifiche-dopo-la-lettura-di-piranesi</link>
      <description>&lt;![CDATA[#storie #riflessioni #libri&#xA;&#xA;Attenzione: in questo post ci sono spoiler sul libro Piranesi di Susanna Clarke&#xA;&#xA;Ho letto Piranesi. All&#39;inizio non mi prendeva, sembrava la brutta copia della Biblioteca di Babele di Borges, poi però ha cambiato registro ed è diventato un &#34;thriller tra i mondi&#34; molto più appassionante. Anche se, e me ne accorgo mentre sto scrivendo ora, forse gli ho dato un voto troppo alto su Story Graph perché, pur essendo una bella storia credo che i personaggi, al di là del protagonista, avrebbero meritato una maggiore introspezione psicologica.&#xA;Piranesi&#xA;!--more--&#xA;Al di là della storia, quello che mi ha colpito, però, è il concetto di mondi effluenti introdotto dall&#39;autrice.&#xA;Secondo Laurence Arne-Sayles, il mad scientist o mad wizard del romanzo, un mondo effluente viene generato dalle energie creative e magiche che, costrette ad abbandonare un mondo devono sfogare da qualce parte e perciò ne creano uno nuovo.&#xA;L&#39;idea di Arne-Sayles è che nell&#39;antichità gli esseri umani avessero grandi poteri, fossero plamatori di forme . Potevano trasformarsi, volare, comandare il mare; potevano farsi trasportare dai fiumi parlare con loro, ottenendo risposta .&#xA;Poi, con il progresso, queste abilità animistiche, la forza creatrice, la capacità di plasmare le forme sono andate perse. Solo che l&#39;energia non si può distruggere e quindi tutta quella che gli umani hanno smesso di usare non sfruttando le loro capacità ha dovuto sfogarsi in qualche modo, andare da un&#39;altra parte. Come l&#39;acqua che filtra in un pertugio nel terreno e lentamente scava una caverna, così l&#39;energia è filtrata in un pertugio tra i mondi e ha creato un mondo nuovo, una sorta di dimensione parallela ch eporta con sé il ricordo dal mondo da cui proviene.&#xA;&#xA;Questo è ovviamente un artificio letterario, che nel romanzo poi è solo enunciato senza spiegazioni particolarmente dettagliate, ma lo spunto è interessante.&#xA;Pensare a un ateoria fisica basata sull&#39;idea dei mondi effluenti, una forma nuova dell&#39;interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, in cui gli universi che si creano dopo ogni misurazione non sono artifici matematici ma sono reali e in contatto, e in cui il  principio di conservazione dell&#39;energia abbia una formulazione più generale, considerando anche scambi energetici tra mondi paralleli, proprio come nei mondi effluenti di Susanna Clarke.&#xA;Secondo questa teoria, quindi, l&#39;energia oscura potrebbe non essere altro che un flusso di energia che proviene da un mondo efflenete e che sta creando il nostro universo, e magari in questa interpretazione anche la massa dell&#39;universo potrebbe continuare ad aumenteare, come nelle vecchie teori di universo stazionario, con l&#39;energia oscura che fluendo nel nostro universo, si trasforma in galassie, stelle, pianeti...&#xA;Questa è ovviamente una pura speculazione senza nessuna pretesa di veridicità e senza nessuna base scientifica, ma mi è sembrata un&#39;idea divertente che volevo condividere. E magari così posso dire di essere il primo ad averci pesnato, nel caso salti fuori che non è del tutto strampalata.&#xA;&#xA;: sto leggendo Sandman e uno degli epiteti di Sogno è proprio Plasmatore di Forme.&#xA;: ieri ho ascoltato per caso la Canzone del Piave, in cui il fiume è personificato.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:libri" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">libri</span></a></p>

<h3 id="attenzione-in-questo-post-ci-sono-spoiler-sul-libro-piranesi-di-susanna-clarke">Attenzione: in questo post ci sono spoiler sul libro <em>Piranesi</em> di Susanna Clarke</h3>

<p>Ho letto <a href="https://amzn.to/4nYsgTu" rel="nofollow"><em>Piranesi</em></a>. All&#39;inizio non mi prendeva, sembrava la brutta copia della <a href="https://amzn.to/4uCuOJt" rel="nofollow"><em>Biblioteca di Babele</em></a> di Borges, poi però ha cambiato registro ed è diventato un “thriller tra i mondi” molto più appassionante. Anche se, e me ne accorgo mentre sto scrivendo ora, forse gli ho dato un voto troppo alto su Story Graph perché, pur essendo una bella storia credo che i personaggi, al di là del protagonista, avrebbero meritato una maggiore introspezione psicologica.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/mlwa4fafvqyvrgtnkm8ro/Piranesi.jpg?rlkey=wdns63uzbrk8pzoqf83ab27io&amp;st=8fj4qunn&amp;raw=1" alt="Piranesi">

Al di là della storia, quello che mi ha colpito, però, è il concetto di <strong>mondi effluenti</strong> introdotto dall&#39;autrice.
Secondo <strong>Laurence Arne-Sayles</strong>, il <em>mad scientist</em> o <em>mad wizard</em> del romanzo, un mondo effluente viene generato dalle energie creative e magiche che, costrette ad abbandonare un mondo devono sfogare da qualce parte e perciò ne creano uno nuovo.
L&#39;idea di Arne-Sayles è che nell&#39;antichità gli esseri umani avessero grandi poteri, fossero plamatori di forme [^cosa curiosa]. Potevano trasformarsi, volare, comandare il mare; potevano farsi trasportare dai fiumi parlare con loro, ottenendo risposta [^altra cosa curiosa].
Poi, con il progresso, queste abilità animistiche, la forza creatrice, la capacità di plasmare le forme sono andate perse. Solo che l&#39;energia non si può distruggere e quindi tutta quella che gli umani hanno smesso di usare non sfruttando le loro capacità ha dovuto sfogarsi in qualche modo, andare da un&#39;altra parte. Come l&#39;acqua che filtra in un pertugio nel terreno e lentamente scava una caverna, così l&#39;energia è filtrata in un pertugio tra i mondi e ha creato un mondo nuovo, una sorta di dimensione parallela ch eporta con sé il ricordo dal mondo da cui proviene.</p>

<p>Questo è ovviamente un artificio letterario, che nel romanzo poi è solo enunciato senza spiegazioni particolarmente dettagliate, ma lo spunto è interessante.
Pensare a un ateoria fisica basata sull&#39;idea dei mondi effluenti, una forma nuova dell&#39;<strong>interpretazione a molti mondi</strong> della meccanica quantistica, in cui gli universi che si creano dopo ogni misurazione non sono artifici matematici ma sono <strong>reali e in contatto</strong>, e in cui il  principio di conservazione dell&#39;energia abbia una formulazione più generale, considerando anche scambi energetici tra mondi paralleli, proprio come nei mondi effluenti di Susanna Clarke.
Secondo questa teoria, quindi, l&#39;<strong>energia oscura</strong> potrebbe non essere altro che un flusso di energia che proviene da un mondo efflenete e che sta creando il nostro universo, e magari in questa interpretazione anche la massa dell&#39;universo potrebbe continuare ad aumenteare, come nelle vecchie teori di universo stazionario, con l&#39;energia oscura che fluendo nel nostro universo, si trasforma in galassie, stelle, pianeti...</p>

<h4 id="questa-è-ovviamente-una-pura-speculazione-senza-nessuna-pretesa-di-veridicità-e-senza-nessuna-base-scientifica-ma-mi-è-sembrata-un-idea-divertente-che-volevo-condividere-e-magari-così-posso-dire-di-essere-il-primo-ad-averci-pesnato-nel-caso-salti-fuori-che-non-è-del-tutto-strampalata">Questa è ovviamente una pura speculazione senza nessuna pretesa di veridicità e senza nessuna base scientifica, ma mi è sembrata un&#39;idea divertente che volevo condividere. E magari così posso dire di essere il primo ad averci pesnato, nel caso salti fuori che non è del tutto strampalata.</h4>

<p>[^cosa curiosa]: sto leggendo <em>Sandman</em> e uno degli epiteti di Sogno è proprio <em>Plasmatore di Forme</em>.
[^altra cosa curiosa]: ieri ho ascoltato per caso la <em>Canzone del Piave</em>, in cui il fiume è personificato.</p>

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<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
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]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/meditazioni-fantascientifiche-dopo-la-lettura-di-piranesi</guid>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 16:36:01 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sulla paura di  rischiare</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/sulla-paura-di-rischiare</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #storie #società&#xA;&#xA;Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta &#34;Aprimi se hai il coraggio&#34;, chiaramente un&#39;operazione promozionale.&#xA;Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: ho aperto il sacchetto.&#xA;Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l&#39;ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall&#39;altro lato della strada.&#xA;Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n&#39;erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c&#39;era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi.&#xA;sacchetto&#xA;Non ho fatto foto del sacchetto quindi l&#39;ho generato con l&#39;AI, perdonatemi&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Però quelle ragazze hanno avuto paura di aprirne uno. Pur curiose di vederne il contenuto, hanno aspettato che qualcuno aprisse il sacchetto per chiedere cosa ci fosse all&#39;interno.&#xA;Perché hanno avuto paura?&#xA;Perché hanno aspettato che lo facessi io per soddisfare la loro curiosità?&#xA;Non voglio cadere nell&#39;errore metodologico di estrapolare un comportamento generale da un unico caso, ma questo episodio mi ha suscitato un dubbio:&#xA;non è che stiamo perdendo la capacità di rischiare?&#xA;Noi vecchi (ormai devo giungere a patti col fatto di far parte della categoria) perché scottati da troppe fregature.&#xA;Le generazioni più giovani perché sono cresciute con mille paure che abbiamo inculcato loro, a cui si aggiungono quelle dovute allo schifo di mondo che stiamo loro lasciando.&#xA;Non è che a forza di voler proteggere figlie e figli da tutti i pericoli, veri o presunti, che percepiamo, abbiamo instillato nelle loro menti un livello di paranoia tale che li rende incapaci di correre il minimo rischio?&#xA;Abbiamo barattato il senso di sicurezza per l&#39;immobilismo?&#xA;&#xA;cold comfort for change&#xA;direbbero i Pink Floyd.&#xA;&#xA;Senza rischiare non si progredisce. Non ci si fa male, certo, ma non si ha nemmeno l&#39;occasione di fare esperienze interessanti, scoprire nuove cose, migliorare.&#xA;E senza farsi male, senza cadere, non si scopre che ci si può anche rialzare.&#xA;Parafrasando un altro gruppo che piace ai vecchi ribelli che una volta erano giovani ribelli:&#xA;&#xA;comodo ma come dire poca soddisfazione.&#xA;&#xA;Altra storia: mio figlio è un bambino - ragazzo, mannaggia a lui che ha già 12 anni - curioso, che quando si appassiona di qualcosa cerca tutti i dettagli e le informazioni possibili sull&#39;argomento. Ma non esce dalla sua comfort zone. Cerca solo cosa che sa già gli piaceranno, siano film, anime, manga, video su YouTube... è difficilissimo convincerlo a esplorare qualcosa di radicalmente diverso da quello che già conosce.&#xA;D&#39;altra parte questo comportamento lo abbiamo creato noi: l&#39;industria dell&#39;intrattenimento funziona così, si replicano gli stessi modelli, gli stessi personaggi, gli stessi prodotti che sicuramente avranno successo; perciò via di sequel, prequel, reboot, spinoff; via di effetto nostalgia e ripresa di cose che in passato piacevano.&#xA;Il franchise dà sicurezza, a chi lo crea, che non rischia denaro, e a chi ne fruisce, che sa già cosa trova.&#xA;Tutto molto bello, se a voi piace così.&#xA;Ma, e lo ripeto, senza rischiare, senza affrontare l&#39;ignoto, la nostra mente rimarrà piccola e ottusa, non miglioreremo mai né individualmente né come società. E non scopriremo mai cose più belle di quelle che già conosciamo.&#xA;Imboccheremo strade sbagliate e vicoli ciechi, certo, ma impareremo come tornare indietro e come uscirne; esplorando, sbagliando, osando cresceremo e andremo avanti.&#xA;La scienza funziona così.&#xA;Tutto dovrebbe funzionare così.&#xA;Altrimenti saremo sempre più meschini, generazione dopo generazione.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a></p>

<p>Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta <strong><em>“Aprimi se hai il coraggio”</em></strong>, chiaramente un&#39;operazione promozionale.
Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: <strong>ho aperto il sacchetto.</strong>
Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l&#39;ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall&#39;altro lato della strada.
Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n&#39;erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c&#39;era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/kolr5v7aaptwtyrtm2n21/aprimi-se-hai-coraggio.jpg?rlkey=c7tgqb1n1219jglp8svo3c3i6&amp;st=qzdhqfsw&amp;raw=1" alt="sacchetto">
<em>Non ho fatto foto del sacchetto quindi l&#39;ho generato con l&#39;AI, perdonatemi</em>
</p>

<p><strong>Però quelle ragazze hanno avuto paura di aprirne uno.</strong> Pur curiose di vederne il contenuto, hanno aspettato che qualcuno aprisse il sacchetto per chiedere cosa ci fosse all&#39;interno.
Perché hanno avuto paura?
Perché hanno aspettato che lo facessi io per soddisfare la loro curiosità?
Non voglio cadere nell&#39;errore metodologico di estrapolare un comportamento generale da un unico caso, ma questo episodio mi ha suscitato un dubbio:
<strong>non è che stiamo perdendo la capacità di rischiare?</strong>
Noi vecchi (ormai devo giungere a patti col fatto di far parte della categoria) perché scottati da troppe fregature.
Le generazioni più giovani perché sono cresciute con mille paure che abbiamo inculcato loro, a cui si aggiungono quelle dovute allo schifo di mondo che stiamo loro lasciando.
Non è che a forza di voler proteggere figlie e figli da tutti i pericoli, veri o presunti, che percepiamo, abbiamo instillato nelle loro menti un livello di paranoia tale che li rende incapaci di correre il minimo rischio?
Abbiamo barattato il senso di sicurezza per l&#39;immobilismo?</p>

<p><strong><em>cold comfort for change</em></strong>
direbbero i Pink Floyd.</p>

<p>Senza rischiare non si progredisce. Non ci si fa male, certo, ma non si ha nemmeno l&#39;occasione di fare esperienze interessanti, scoprire nuove cose, migliorare.
E senza farsi male, senza cadere, non si scopre che ci si può anche rialzare.
Parafrasando un altro gruppo che piace ai vecchi ribelli che una volta erano giovani ribelli:</p>

<p><strong><em>comodo ma come dire poca soddisfazione.</em></strong></p>

<p>Altra storia: mio figlio è un bambino – ragazzo, mannaggia a lui che ha già 12 anni – curioso, che quando si appassiona di qualcosa cerca tutti i dettagli e le informazioni possibili sull&#39;argomento. Ma non esce dalla sua comfort zone. Cerca solo cosa che sa già gli piaceranno, siano film, anime, manga, video su YouTube... è difficilissimo convincerlo a esplorare qualcosa di radicalmente diverso da quello che già conosce.
D&#39;altra parte questo comportamento lo abbiamo creato noi: l&#39;industria dell&#39;intrattenimento funziona così, si replicano gli stessi modelli, gli stessi personaggi, gli stessi prodotti che sicuramente avranno successo; perciò via di sequel, prequel, reboot, spinoff; via di effetto nostalgia e ripresa di cose che in passato piacevano.
Il franchise dà sicurezza, a chi lo crea, che non rischia denaro, e a chi ne fruisce, che sa già cosa trova.
<strong>Tutto molto bello, se a voi piace così.</strong>
Ma, e lo ripeto, senza rischiare, senza affrontare l&#39;ignoto, la nostra mente rimarrà piccola e ottusa, non miglioreremo mai né individualmente né come società. E non scopriremo mai cose più belle di quelle che già conosciamo.
Imboccheremo strade sbagliate e vicoli ciechi, certo, ma impareremo come tornare indietro e come uscirne; esplorando, sbagliando, osando cresceremo e andremo avanti.
La scienza funziona così.
Tutto dovrebbe funzionare così.
Altrimenti saremo sempre più meschini, generazione dopo generazione.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/sulla-paura-di-rischiare</guid>
      <pubDate>Sun, 24 May 2026 14:49:20 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Di Roma, Treviso e i mezzi pubblici tedeschi</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/di-roma-treviso-e-i-mezzi-pubblici-tedeschi</link>
      <description>&lt;![CDATA[#altripaesi #cosechenonfunzionano #italiani&#xA;&#xA;Conosco Treviso, Milano, un pochino Roma, e ho usato i mezzi pubblici in tutte e tre queste città.&#xA;Escludendo Treviso, che è poco più di un villaggio e in cui i mezzi pubblici sono sostanzialmente usati solo dagli studenti e da chi va al mercato il martedì mattina, già la differenza tra Milano e Roma è ampiamente percepibile e riassumibile in una frase:&#xA;a Milano i mezzi funzionano, a Roma no.&#xA;Roma&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Prima che vi lanciate in tutta la solita serie di critiche campaniliste, lo so già:&#xA;ul&#xA;  liRoma è molto più estesa di Milano, e parliamo di quasi 10 volte tanto: 1287,36 kmsup2/sup per il solo comune di Roma contro i 181,67 km sup2/sup di Milano./li&#xA;  li Il territorio di Roma è più complesso: c&#39;è il Tevere, e i colli, mentre Milano è tutta piatta./li&#xA;  liA Roma, appena fai un buco per terra, trovi rovine di qualche tipo.&#xA;Però non stiamo parlando di costruire una metropolitana sull&#39;Himalaya, ma di far funzionare gli autobus in modo decente./li&#xA;/ul&#xA;È vero anche che i biglietti a Milano costano di più, 2,20€ contro 1,50€, il 47% in più sui biglietti singoli, ma questo mi  porta alla mia prima riflessione: Quanto siamo disposti a pagare per avere un sistema di mezzi pubblici decente?&#xA;a Monaco di Baviera, dove sono stato di recente, il biglietto singolo a tariffa intera per la zona urbana costa 4,10€, cioè l&#39;86% in più di Milano e quasi 3 volte quello di Roma, un prezzo che nessun italiano, in Italia, sarebbe disposto a pagare .&#xA;Eppure... eppure, quando andiamo in Germania, rimaniamo stupiti dall&#39;efficienza dei mezzi pubblici, dalla loro puntualità e pulizia, mica come a Roma, qua sì che le cose funzionano...&#xA;Milano&#xA;Sì, ma perché? Perché in Germania i mezzi sono efficienti e comodi e in Italia no?&#xA;Si potrebbe pensare che sia una questione di grandezza, che la rete di Monaco sia più piccola e più facile da gestire, ma se guardiamo il numero di passeggeri annui siamo più o meno lì:&#xA;Milano 490,7 milioni (dati 2022)&#xA;Roma 607,4 milioni (dati 2022)&#xA;Monaco 570 milioni (dati 2023) &#xA;e anche il parco mezzi e linee è all&#39;incirca lo stesso, anzi credo che quello di Monaco sia più grande e quindi più costoso da mantenere.&#xA;E la differenza non è nemmeno dovuta alla diversa conformazione del terreno, OK, Monaco è piatta e meno estesa, ma, come ho scritto prima, non stiamo parlando dell&#39;Himalaya, ma di Roma o Milano.&#xA;E allora, quale può essere il motivo?&#xA;Quella che mi sono data, purtroppo, non è una risposta, nel senso che sposta la ricerca della causa su un dato di fatto che è anche un luogo comune, e cioè che siamo italiani.&#xA;Non è una risposta perché equivale a dire che in Germania i mezzi pubblici funzionano perché siamo in Germania mentre in Italia no perché in Italia non funziona mai niente, però sotto questa spiegazione tautologica si nasconde una questione culturale, di approccio.&#xA;Infatti, la cosa che più mi ha colpito del sistema di trasporto pubblico monacense non è stata la puntualità o lo stato dei mezzi, ma la pressoché totale assenza di controlli.&#xA;Munchen&#xA;In 6 giorni abbiamo girato parecchio su tram e autobus e nessuno, né l&#39;autista né un controllore, ci ha mai chiesto il biglietto. Nelle stazioni della metropolitana non ci sono tornelli, solo cartelli che indicano dove obliterare il biglietto. E, al contrario di quanto può pensare l&#39;italiano medio, la gente i biglietti li compra, stando a quanto dice l&#39;azienda di trasporti.&#xA;Secondo me, la differenza sta proprio qui. L&#39;italiano pensa per sé, ritiene che quello che è publico non sia roba sua e che fregare il sistema, viaggiare senza biglietto lo renda più furbo di tutti quei cretini che invece pagano per una cosa che lui ha avuto gratis. Il tedesco invece sa che la cosa pubblica è di tutti, e quindi anche sua, e capisce che è giusto pagare per un servizio in modo che possano beneficiarne tutti quanti. Allo stesso modo sa che è giusto, quando guida, fermarsi se ci sono pedoni sulle strisce e dare la precedenza a tram e autobus, perché capisce che, se oggi è in auto, domani invece potrebbe essere lui quello sul ciglio della strada che deve attraversare o sull&#39;autobus fermo nel traffico.&#xA;L&#39;italiano invece quando guida non vuole fermarsi mai, perché il suo tempo è più prezioso di quello degli altri, però se sulle strisce non gli danno la precedenza si lamenta dell&#39;inciviltà della gente che non rispetta gli altri.&#xA;E lo stesso atteggiamento si riflette in tutte le cose, dall&#39;aspettare che le persona scendano dal treno prima di salire al non buttare le cicche per terra, al non occupare le corsie di emergenza in autostrada.&#xA;È la differenza tra ritenere ciò che è pubblico di nessuno e ritenere ciò che è pubblico di tutti; è la differenza tra il lamentarsi perché non si ottiene rispetto e dimostrare rispetto per gli altri affinché gli altri l&#39;abbiano per noi.&#xA;&#xA;: Con la Munchen Card si può viaggiare su tutti i mezzi di Monaco, la versione per gruppi fino a 5 persone valida 5 giorni all&#39;interno della zona M costa 70,90€. Non pochissimo ma conveniente per una breve vacanza.&#xA;: Fonti: Comune di Roma; MVG&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:altripaesi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">altripaesi</span></a> <a href="/yattaman/tag:cosechenonfunzionano" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">cosechenonfunzionano</span></a> <a href="/yattaman/tag:italiani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">italiani</span></a></p>

<p>Conosco Treviso, Milano, un pochino Roma, e ho usato i mezzi pubblici in tutte e tre queste città.
Escludendo Treviso, che è poco più di un villaggio e in cui i mezzi pubblici sono sostanzialmente usati solo dagli studenti e da chi va al mercato il martedì mattina, già la differenza tra Milano e Roma è ampiamente percepibile e riassumibile in una frase:
<strong>a Milano i mezzi funzionano, a Roma no.</strong>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/mhpg2tjgon8l5j0wq6wlo/Roma-traffico.jpg?rlkey=mdigz424i1mm4rxdgriq3q0t7&amp;raw=1" alt="Roma"></p>



<p>Prima che vi lanciate in tutta la solita serie di critiche campaniliste, lo so già:
<ul>  <li>Roma è molto più estesa di Milano, e parliamo di quasi 10 volte tanto: 1287,36 km<sup>2</sup> per il solo comune di Roma contro i 181,67 km <sup>2</sup> di Milano.</li>
  <li> Il territorio di Roma è più complesso: c&#39;è il Tevere, e i colli, mentre Milano è tutta piatta.</li>
  <li>A Roma, appena fai un buco per terra, trovi rovine di qualche tipo.
Però non stiamo parlando di costruire una metropolitana sull&#39;Himalaya, ma di far funzionare gli autobus in modo decente.</li></ul>
È vero anche che i biglietti a Milano costano di più, 2,20€ contro 1,50€, il 47% in più sui biglietti singoli, ma questo mi  porta alla mia prima riflessione: <strong>Quanto siamo disposti a pagare per avere un sistema di mezzi pubblici decente?</strong>
a Monaco di Baviera, dove sono stato di recente, il biglietto singolo a tariffa intera per la zona urbana costa <strong>4,10€</strong>, cioè l&#39;86% in più di Milano e quasi 3 volte quello di Roma, un prezzo che nessun italiano, in Italia, sarebbe disposto a pagare [^1].
Eppure... eppure, quando andiamo in Germania, rimaniamo stupiti dall&#39;efficienza dei mezzi pubblici, dalla loro puntualità e pulizia, <em>mica come a Roma, qua sì che le cose funzionano...</em>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/aqxar5kcnud6bi9svdb3e/Tram-Milano.jpg?rlkey=3utoq1pxzxi9dn07ikmoksy1r&amp;raw=1" alt="Milano">
<strong>Sì, ma perché? Perché in Germania i mezzi sono efficienti e comodi e in Italia no?</strong>
Si potrebbe pensare che sia una questione di grandezza, che la rete di Monaco sia più piccola e più facile da gestire, ma se guardiamo il numero di passeggeri annui siamo più o meno lì:
– Milano 490,7 milioni (dati 2022)
– Roma 607,4 milioni (dati 2022)
– Monaco 570 milioni (dati 2023) [^2]
e anche il parco mezzi e linee è all&#39;incirca lo stesso, anzi credo che quello di Monaco sia più grande e quindi più costoso da mantenere.
E la differenza non è nemmeno dovuta alla diversa conformazione del terreno, OK, Monaco è piatta e meno estesa, ma, come ho scritto prima, non stiamo parlando dell&#39;Himalaya, ma di Roma o Milano.
E allora, quale può essere il motivo?
Quella che mi sono data, purtroppo, non è una risposta, nel senso che sposta la ricerca della causa su un dato di fatto che è anche un luogo comune, e cioè <strong>che siamo italiani.</strong>
Non è una risposta perché equivale a dire che in Germania i mezzi pubblici funzionano perché siamo in Germania mentre in Italia no perché in Italia non funziona mai niente, però sotto questa spiegazione tautologica si nasconde una questione culturale, di approccio.
Infatti, la cosa che più mi ha colpito del sistema di trasporto pubblico monacense non è stata la puntualità o lo stato dei mezzi, ma la <strong>pressoché totale assenza di controlli.</strong>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/c0woqr02vj9qzdx2ruxyk/munchen.JPG?rlkey=ojvma5ootf46vhvq3crkvgmmy&amp;raw=1" alt="Munchen">
In 6 giorni abbiamo girato parecchio su tram e autobus e nessuno, né l&#39;autista né un controllore, ci ha mai chiesto il biglietto. Nelle stazioni della metropolitana non ci sono tornelli, solo cartelli che indicano dove obliterare il biglietto. E, al contrario di quanto può pensare l&#39;italiano medio, la gente i biglietti li compra, stando a quanto dice <a href="https://www.mvg.de/dam/jcr:b6c038df-5953-4406-81ce-abadc420b133/250526_MVG_Flyer_MVG_in_Zahlen_2025_EN_webansicht.pdf" rel="nofollow">l&#39;azienda di trasporti</a>.
Secondo me, la differenza sta proprio qui. L&#39;italiano pensa per sé, ritiene che quello che è publico non sia roba sua e che fregare il sistema, viaggiare senza biglietto lo renda più furbo di tutti quei cretini che invece pagano per una cosa che lui ha avuto gratis. Il tedesco invece sa che la cosa pubblica è di tutti, e quindi anche sua, e capisce che è giusto pagare per un servizio in modo che possano beneficiarne tutti quanti. Allo stesso modo sa che è giusto, quando guida, fermarsi se ci sono pedoni sulle strisce e dare la precedenza a tram e autobus, perché capisce che, se oggi è in auto, domani invece potrebbe essere lui quello sul ciglio della strada che deve attraversare o sull&#39;autobus fermo nel traffico.
L&#39;italiano invece quando guida non vuole fermarsi mai, perché il suo tempo è più prezioso di quello degli altri, però se sulle strisce non gli danno la precedenza si lamenta dell&#39;inciviltà della gente che non rispetta gli altri.
E lo stesso atteggiamento si riflette in tutte le cose, dall&#39;aspettare che le persona scendano dal treno prima di salire al non buttare le cicche per terra, al non occupare le corsie di emergenza in autostrada.
È la differenza tra ritenere ciò che è pubblico di nessuno e ritenere ciò che è pubblico di tutti; è la differenza tra il lamentarsi perché non si ottiene rispetto e dimostrare rispetto per gli altri affinché gli altri l&#39;abbiano per noi.</p>

<p>[^1]: Con la Munchen Card si può viaggiare su tutti i mezzi di Monaco, la versione per gruppi fino a 5 persone valida 5 giorni all&#39;interno della zona M costa 70,90€. Non pochissimo ma conveniente per una breve vacanza.
[^2]: Fonti: <a href="https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/TPL_dati_2023_.xlsx" rel="nofollow">Comune di Roma</a>; <a href="https://www.mvg.de/dam/jcr:b6c038df-5953-4406-81ce-abadc420b133/250526_MVG_Flyer_MVG_in_Zahlen_2025_EN_webansicht.pdf" rel="nofollow">MVG</a></p>

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<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
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]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/di-roma-treviso-e-i-mezzi-pubblici-tedeschi</guid>
      <pubDate>Sat, 02 Aug 2025 19:45:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Di miliardari, matrimoni e città in affitto</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</link>
      <description>&lt;![CDATA[#ricchezza #società #fastidi&#xA;&#xA;Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.&#xA;Bezos&#xA;&#xA;Il primo è questo continuo parlarne, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al &#34;bevete molto e non uscite nelle ore più calde,&#34; per favore.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il secondo motivo - e non è per invidia - è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa. E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la normalizzazione di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.&#xA;Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un patrimonio di 233 miliardi di dollari?) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.&#xA;Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.&#xA;Bezos2&#xA;&#xA;&#34;Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?&#34;&#xA;A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una location per feste ultra esclusive?&#xA;Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).&#xA;&#xA;&#34;Eh, ma sai quanti soldi porta?&#34;&#xA;E qui torniamo al discorso di prima per cui basta che ti porti schei e va ben tuto.&#xA;Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro alla Toletta, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.&#xA;&#xA;&#34;Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...&#34;&#xA;Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.&#xA;Bezos non ha detto &#34;Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!&#34; che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: &#34;adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.&#34;&#xA;&#xA;E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.&#xA;Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al PIL di uno stato. E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.&#xA;Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto 1000 famiglie italiane guadagnano in un anno e non sentire nemmeno prurito.&#xA;Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.&#xA;Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.&#xA;Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.&#xA;Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:ricchezza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ricchezza</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/yattaman/tag:fastidi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fastidi</span></a></p>

<p>Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/8kk3w3my6ngi0z4n7rtya/jeff_bezos.jpg?rlkey=qej66qaxa486hd0j6ze7qovtf&amp;raw=1" alt="Bezos"></p>

<p>Il primo è questo <strong>continuo parlarne</strong>, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al “bevete molto e non uscite nelle ore più calde,” per favore.
</p>

<p>Il secondo motivo – e non è per invidia – è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui <strong>se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa.</strong> E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la <em>normalizzazione</em> di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.
Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un <a href="https://www.corriere.it/economia/life/25_giugno_26/jeff-bezos-per-le-sue-nozze-a-venezia-spendera-solo-lo-0-01-del-suo-patrimonio-23-euro-per-l-italiano-medio-76529aef-901c-4a20-be31-19cc3c008xlk.shtml" rel="nofollow">patrimonio di 233 miliardi di dollari?</a>) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.
<em>Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.</em>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/1cqg2r9z5ar1lur9coatp/bezos2.jpeg?rlkey=pk5eowjgstitjpjbzazfjczwz&amp;raw=1" alt="Bezos2"></p>

<p><strong>“Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?”</strong>
A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una <em>location</em> per feste ultra esclusive?
<em>Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).</em></p>

<p><strong>“Eh, ma sai quanti soldi porta?”</strong>
E qui torniamo al discorso di prima per cui <em>basta che ti porti schei e va ben tuto.</em>
Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro <a href="https://www.latoletta.com/la-libreria-toletta" rel="nofollow">alla Toletta</a>, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.</p>

<p><strong>“Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...”</strong>
Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.
Bezos non ha detto “Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!” che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: “adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.”</p>

<p><strong>E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.</strong>
Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/i-piu-ricchi-di-sempre/?refresh_ce=1" rel="nofollow">PIL di uno stato.</a> E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.
Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/condizioni-di-vita-e-reddito-delle-famiglie-anni-2023-e-2024/" rel="nofollow">1000 famiglie italiane guadagnano in un anno</a> e non sentire nemmeno prurito.
Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.
Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.
Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.
<em>Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.</em></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Jun 2025 14:09:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La favola del carrello ribelle</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</link>
      <description>&lt;![CDATA[#storie #morale #società&#xA;C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano roll container. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.&#xA;roll container&#xA;!--more--&#xA;Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.&#xA;La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.&#xA;Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.&#xA;Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.&#xA;La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.&#xA;A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.&#xA;La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:morale" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">morale</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a>
C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano <em>roll container</em>. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/isfr2va0zy86lhdwzjwok/roll-container.jpg?rlkey=vxufmxw3no9vafe4wz7n2068x&amp;st=24xexel2&amp;raw=1" alt="roll container">

Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.
La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.
Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.
Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.
La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.
A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.
La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
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      <guid>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</guid>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Essere contro</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/essere-contro</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #diritti #razzismo&#xA;&#xA;Vi piacciono i taralli fatti con la farina di grilli? E le larve fritte al peperoncino?&#xA;Le vedo le vostre facce schifate e le smorfie di disgusto, vedo anche i vostri pensieri, il &#34;no, no, no, io quella roba là mai, per carità&#34; che vi scorre in testa. Prima che andiate a vomitare però, voglio dirvi 3 cose:&#xA;&#xA;Li ho assaggiati, sia i taralli con la farina di grilli che le larve fritte, e non sono per niente male, anzi, sono abbastanza buoni.&#xA;Non c&#39;è questa grande differenza tra il mangiare grilli e gamberetti. E ci sono cose ben più disgustose che vengono considerate prelibatezze, tipo le lumache.&#xA;Ma poi, a voi che vi frega di quello che mangio io?&#xA;&#xA;|  | Gamberetto | Grillo |&#xA;| ----------- | ----------- | ----------- |&#xA;Dominio | Eukaryota | Eukaryota&#xA;Regno | Animalia | Animalia&#xA;Phylum | Arthropoda | Arthropoda&#xA;Classe | Malacostraca | Insecta&#xA;Ordine | Decapoda | Orthoptera&#xA;Sottordine | Pleocyemata | Ensifera&#xA;Famiglia | Crangonidae | Gryllidae&#xA;Genere | Crangon | Acheta&#xA;Specie | C. crangon | A. domesticus&#xA; | Gamberetto | Grillo&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Io non vengo a casa vostra per controllare se mettete la panna nella carbonara o l&#39;ananas sulla pizza (che tra l&#39;altro a me la pizza ananas e prosciutto piace, adesso uccidetemi), perciò non vedo perché a voi debba interessare se mangio grilli.&#xA;Perché vi svelo un segreto, il fatto che sia possibile fare una cosa, non implica che quella cosa debba essere fatta.&#xA;Se l&#39;Unione Europea approva l&#39;uso di farine d&#39;insetti per il consumo umano, non vi sta dicendo che da oggi in poi dovete mangiare solo biscotti al grillo, e se autorizza la sperimentazione sulla carne coltivata, non sta obbligando tutti a prendere le fettine panate in laboratorio. Potete continuare a comprare la farina di grano antico che vi piace tanto e andare dal macellaio sotto casa a prendere la costata da otto etti perché lui c&#39;ha la carne buona.&#xA;Di questi tempi sembra vada molto di moda essere contro: contro la farina d&#39;insetti, contro l&#39;ananas sulla pizza, contro l&#39;aborto, i diritti delle persone non binarie, lo ius soli, le celebrazioni per il 25 aprile... contro tutto quello che non si conforma alla propria visione del mondo, come se per assicurare gli stessi diritti a persone diverse da noi per provenienza, genere, religione, ecc., dovessimo in qualche modo privarcene noi.&#xA;Beh, ecco un altro segreto svelato: i diritti non sono una quantità a somma costante (in fisica si direbbe che si conservano), non esiste un valore che rappresenta il totale dei diritti di cui godono tutti gli esseri umani, per cui se concedo un diritto in più a qualcuno lo devo togliere a qualcun altro. Garantire dei diritti alle minoranze non significa toglierli a chi ha avuto la fortuna di nascere maschio, etero, bianco, europeo, significa contribuire a creare una società migliore. E, come scrivevo prima, avere il diritto a qualcosa non implica essere obbligati ad averlo.&#xA;Come il mio diritto di mangiare farina di grilli non ti obbliga a fare altrettanto, così i diritti delle persone LGBTQIA(BCDEFGH...)+ non riducono i diritti dei maschi alfa bianchi, eterosessuali, cattolici, che credono nella famiglia tradizionale. (lo sapete vero che la storia del maschio alfa è una cazzata?).&#xA;Garantire un fine vita dignitoso e di libera scelta a persone malate e sofferenti non implica che chiunque debba ricorrere al suicidio assistito né, come qualcuno ha detto, che si vogliano eliminare dalla società le persone vecchie e malate.&#xA;Il diritto all&#39;aborto non impedisce a chi vuole avere figli di farlo e riguarda la coscienza di chi decide di esercitarlo, non fondamentalisti incel che si riempiono la bocca di concetti come il diritto alla vita.&#xA;Spesso mi sembra che stiamo trattando i diritti civili come fanno certi tifosi di calcio: non importa se la mia squadra perde, basta che quella degli altri che mi stanno antipatici non vinca. Ora, se questo tipo di ragionamento già è ridicolo a livello sportivo, quando si parla di diritti civili è una cazzata bella e buona.&#xA;Se vi dà fastidio che una coppia di persone dello stesso sesso adotti un bambino o una bambina, che un  malato terminale decida che non ce la fa più a vivere, se pensate che sia sbagliato che una persona che vive in Italia da 5 anni chieda la cittadinanza, e che i suoi figli nati qui diventino di diritto italiani, non state proteggendo i vostri diritti, ma i vostri privilegi a scapito delle fasce più deboli della popolazione, state cercando di mantenere una vostra presunta superiorità.&#xA;insomma, siete solo dei razzisti del cazzo.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:diritti" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">diritti</span></a> <a href="/yattaman/tag:razzismo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">razzismo</span></a></p>

<p>Vi piacciono i taralli fatti con la farina di grilli? E le larve fritte al peperoncino?
Le vedo le vostre facce schifate e le smorfie di disgusto, vedo anche i vostri pensieri, il “no, no, no, io quella roba là mai, per carità” che vi scorre in testa. Prima che andiate a vomitare però, voglio dirvi 3 cose:</p>
<ol><li>Li ho assaggiati, sia i taralli con la farina di grilli che le larve fritte, e non sono per niente male, anzi, sono abbastanza buoni.</li>
<li>Non c&#39;è questa grande differenza tra il mangiare grilli e gamberetti. E ci sono cose ben più disgustose che vengono considerate prelibatezze, tipo le lumache.</li>
<li>Ma poi, a voi che vi frega di quello che mangio io?</li></ol>

<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>Gamberetto</th>
<th>Grillo</th>
</tr>
</thead>

<tbody>
<tr>
<td>Dominio</td>
<td>Eukaryota</td>
<td>Eukaryota</td>
</tr>

<tr>
<td>Regno</td>
<td>Animalia</td>
<td>Animalia</td>
</tr>

<tr>
<td>Phylum</td>
<td>Arthropoda</td>
<td>Arthropoda</td>
</tr>

<tr>
<td>Classe</td>
<td>Malacostraca</td>
<td>Insecta</td>
</tr>

<tr>
<td>Ordine</td>
<td>Decapoda</td>
<td>Orthoptera</td>
</tr>

<tr>
<td>Sottordine</td>
<td>Pleocyemata</td>
<td>Ensifera</td>
</tr>

<tr>
<td>Famiglia</td>
<td>Crangonidae</td>
<td>Gryllidae</td>
</tr>

<tr>
<td>Genere</td>
<td>Crangon</td>
<td>Acheta</td>
</tr>

<tr>
<td>Specie</td>
<td>C. crangon</td>
<td>A. domesticus</td>
</tr>

<tr>
<td></td>
<td><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/ebfp7id4201fnln9368sl/Crangon_crangon.jpg?rlkey=h2xq4smmlt69eyg8oshpr44tu&amp;raw=1" alt="Gamberetto"></td>
<td><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/8ldn59lm1wmrpim1ysd3x/Acheta_domesticus.jpg?rlkey=dd3e4scquuf7k6m9iw808itaw&amp;raw=1" alt="Grillo"></td>
</tr>
</tbody>
</table>



<p>Io non vengo a casa vostra per controllare se mettete la panna nella carbonara o l&#39;ananas sulla pizza (che tra l&#39;altro a me la pizza ananas e prosciutto piace, adesso uccidetemi), perciò non vedo perché a voi debba interessare se mangio grilli.
Perché vi svelo un segreto, il fatto che sia <strong><em>possibile</em></strong> fare una cosa, non implica che quella cosa <strong><em>debba essere fatta.</em></strong>
Se l&#39;Unione Europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32017R2470" rel="nofollow">approva l&#39;uso di farine d&#39;insetti per il consumo umano</a>, non vi sta dicendo che da oggi in poi dovete mangiare solo biscotti al grillo, e se autorizza la sperimentazione sulla carne coltivata, non sta obbligando tutti a prendere le fettine panate in laboratorio. Potete continuare a comprare la farina di grano antico che vi piace tanto e andare dal macellaio sotto casa a prendere la costata da otto etti perché <em>lui c&#39;ha la carne buona.</em>
Di questi tempi sembra vada molto di moda <strong>essere contro</strong>: contro la farina d&#39;insetti, contro l&#39;ananas sulla pizza, contro l&#39;aborto, i diritti delle persone non binarie, lo ius soli, le celebrazioni per il <a href="https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025" rel="nofollow">25 aprile</a>... contro tutto quello che non si conforma alla propria visione del mondo, come se per assicurare gli stessi diritti a persone diverse da noi per provenienza, genere, religione, ecc., dovessimo in qualche modo privarcene noi.
Beh, ecco un altro segreto svelato: i diritti non sono una quantità a somma costante (in fisica si direbbe che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_conservazione" rel="nofollow"><em>si conservano</em></a>), non esiste un valore che rappresenta il totale dei diritti di cui godono tutti gli esseri umani, per cui se concedo un diritto in più a qualcuno lo devo togliere a qualcun altro. Garantire dei diritti alle minoranze non significa toglierli a chi ha avuto la fortuna di nascere maschio, etero, bianco, europeo, significa <strong>contribuire a creare una società migliore.</strong> E, come scrivevo prima, avere il diritto a qualcosa non implica essere <strong>obbligati</strong> ad averlo.
Come il mio diritto di mangiare farina di grilli non ti obbliga a fare altrettanto, così i diritti delle persone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/LGBT" rel="nofollow">LGBTQIA</a>(BCDEFGH...)+ non riducono i diritti dei maschi alfa bianchi, eterosessuali, cattolici, che credono nella famiglia tradizionale. (lo sapete vero che la storia del <a href="https://www.ipsico.it/news/il-mito-del-maschio-alpha-un-uomo-che-non-esiste/" rel="nofollow">maschio alfa</a> è una cazzata?).
Garantire un fine vita dignitoso e di libera scelta a persone malate e sofferenti non implica che chiunque debba ricorrere al suicidio assistito né, come qualcuno ha detto, che si vogliano eliminare dalla società le persone vecchie e malate.
Il diritto all&#39;aborto non impedisce a chi vuole avere figli di farlo e riguarda la coscienza di chi decide di esercitarlo, non fondamentalisti incel che si riempiono la bocca di concetti come il diritto alla vita.
Spesso mi sembra che stiamo trattando i diritti civili come fanno certi tifosi di calcio: <em>non importa se la mia squadra perde, basta che quella degli altri che mi stanno antipatici non vinca.</em> Ora, se questo tipo di ragionamento già è ridicolo a livello sportivo, quando si parla di diritti civili è una cazzata bella e buona.
Se vi dà fastidio che una coppia di persone dello stesso sesso adotti un bambino o una bambina, che un  malato terminale decida che non ce la fa più a vivere, se pensate che sia sbagliato che una persona che vive in Italia da 5 anni chieda la cittadinanza, e che i suoi figli nati qui diventino di diritto italiani, non state proteggendo i vostri diritti, ma i vostri <strong>privilegi</strong> a scapito delle fasce più deboli della popolazione, state cercando di mantenere una vostra presunta superiorità.
insomma, <strong><em>siete solo dei razzisti del cazzo.</em></strong></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/essere-contro</guid>
      <pubDate>Fri, 09 May 2025 08:00:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>25 aprile 2025</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #25aprile&#xA;&#xA;Abbiamo postato uno short su YouTube per il 25 aprile. Cosa c&#39;entra col nostro canale? Noi facciamo esperimenti divertenti, mica ci occupiamo di queste cose...&#xA;L&#39;ho fatto perché sono stanco di non occuparmi di queste cose, perché non voglio restare a guardare mentre certa gente prende una ricorrenza che unisce tutti quanti e la trasforma in uno strumento di propaganda, la svilisce nel suo significato, la fa diventare un argomento per creare nemici, quando invece esiste per ricordarci che i nemici erano altri e - a quel tempo - finalmente sconfitti.&#xA;Ma voi non vi occupate di politica...&#xA;è vero, e infatti questa non è politica.&#xA;tricolore&#xA;Celebrare il 25 aprile non significa avere un colore, vuol dire averne tre, quelli di una bandiera che ormai conta solo durante le partite di calcio, e soprattutto non avrene uno, quel nero del momento più oscuro della nostra storia.&#xA;Vuol dire omaggiare la patria, ma non quella a cui pensano certe persone, fatta di nemici a ogni angolo, di confini chiusi, di donne a casa e uomini zitti a lavorare. Vuol dire omaggiare la patria che è la propria casa, rappresentata da uno stato che ti accoglie, ti protegge, ti fa sentire al sicuro e ti garantisce la libertà. Uno stato dove possiamo dire ciò che pensiamo ed essere come vogliamo senza la paura di prendersi una manganellata perché siamo dal lato opposto di chi governa, perché la nostra pelle è della sfumatura sbagliata, o perché ci piacciono gli uomini invece che le donne o le donne invece che gli uomini.&#xA;Celebrare il 25 aprile è ricordarsi cosa può succedere se lasciamo che ci creino nemici dove non ci sono, se ci facciamo instillare la paura del diverso per controllarci meglio, se non ci preoccupiamo perché tanto riguarda loro e non me. Se pensiamo che il benessere venga prima della libertà e accettiamo che l&#39;ignoranza sia il giusto prezzo da pagare perché nessuno venga a pestare i piedi nel nostro orticello.&#xA;Celebrare il 25 aprile vuol dire riconoscere che dopotutto un papa morto non è un affare così importante per uno stato laico e che la possibilità di blaterare sui social, in TV e sui giornali senza che qualcuno venga a prenderci e farci sparire ce l&#39;hanno garantita proprio le persone che ottant&#39;anni fa il 25 aprile l&#39;hanno reso possibile. E, per quanto possa dar fastidio, celebrare il 25 aprile vuol dire anche assicurare la possibilità di esprimersi a chi il 25 aprile vorrebbe cancellarlo.&#xA;No, non si tratta di politica. Si tratta di essere persone civili.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:25aprile" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">25aprile</span></a></p>

<p>Abbiamo postato uno <a href="https://youtube.com/shorts/u9p90JXBr1k?feature=share" rel="nofollow">short su YouTube</a> per il 25 aprile. Cosa c&#39;entra col nostro canale? Noi facciamo esperimenti divertenti, mica ci occupiamo di queste cose...
L&#39;ho fatto perché sono stanco di <em>non occuparmi di queste cose</em>, perché non voglio restare a guardare mentre certa gente prende una ricorrenza che unisce tutti quanti e la trasforma in uno strumento di propaganda, la svilisce nel suo significato, la fa diventare un argomento per creare nemici, quando invece esiste per ricordarci che i nemici erano altri e – a quel tempo – finalmente sconfitti.
<em>Ma voi non vi occupate di politica...</em>
è vero, e infatti questa non è politica.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/d2ia7nzl2nzezcvshmm7c/bandiera-italiana.jpg?rlkey=f2ww3ky9hoiiuoir184ewyjvq&amp;st=bfhi6xij&amp;raw=1" alt="tricolore">
Celebrare il 25 aprile non significa avere un colore, vuol dire averne tre, quelli di una bandiera che ormai conta solo durante le partite di calcio, e soprattutto non avrene uno, quel nero del momento più oscuro della nostra storia.
Vuol dire omaggiare la patria, ma non quella a cui pensano certe persone, fatta di nemici a ogni angolo, di confini chiusi, di donne a casa e uomini zitti a lavorare. Vuol dire omaggiare la patria che è la propria casa, rappresentata da uno stato che ti accoglie, ti protegge, ti fa sentire al sicuro e ti garantisce la libertà. Uno stato dove possiamo dire ciò che pensiamo ed essere come vogliamo senza la paura di prendersi una manganellata perché siamo dal lato opposto di chi governa, perché la nostra pelle è della sfumatura sbagliata, o perché ci piacciono gli uomini invece che le donne o le donne invece che gli uomini.
Celebrare il 25 aprile è ricordarsi cosa può succedere se lasciamo che ci creino nemici dove non ci sono, se ci facciamo instillare la paura del diverso per controllarci meglio, se non ci preoccupiamo perché <em>tanto riguarda loro e non me</em>. Se pensiamo che il benessere venga prima della libertà e accettiamo che l&#39;ignoranza sia il giusto prezzo da pagare perché nessuno venga a pestare i piedi nel nostro orticello.
Celebrare il 25 aprile vuol dire riconoscere che dopotutto un papa morto non è un affare così importante per uno stato laico e che la possibilità di blaterare sui social, in TV e sui giornali senza che qualcuno venga a prenderci e farci sparire ce l&#39;hanno garantita proprio le persone che ottant&#39;anni fa il 25 aprile l&#39;hanno reso possibile. E, per quanto possa dar fastidio, celebrare il 25 aprile vuol dire anche assicurare la possibilità di esprimersi a chi il 25 aprile vorrebbe cancellarlo.
No, non si tratta di politica. Si tratta di essere persone civili.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025</guid>
      <pubDate>Fri, 25 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Costruire e distruggere</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/costruire-e-distruggere</link>
      <description>&lt;![CDATA[riflessioni&#xA;&#xA;dialogo&#xA;-- Sto cercando di ridurre il consumo di carne.&#xA;-- Però al Mac ci vai, eh?&#xA;&#xA;-- Non compro banane, frutti esotici o verdura fuori stagione.&#xA;-- Ma l&#39;avocado toast con tuo figlio però te lo mangi...&#xA;&#xA;-- A casa non bevo acqua in bottiglia da anni.&#xA;-- Eh però ti ho visto ieri che la compravi al distributore automatico!&#xA;&#xA;-- Da un paio di mesi vado al lavoro in treno e cerco di usare l&#39;auto il meno possibile.&#xA;-- Sì, vabbè, parli tanto però hai ancora la macchina diesel, visto che sei tanto &#34;sostenibile&#34; perché non te ne fai una elettrica?&#xA;&#xA;— Se posso, viaggio in treno piuttosto che in aereo.&#xA;— E allora com’è che quest’estate sei volato in Danimarca?&#xA;&#xA;— Non trovo giusto comprare sempre l’ultima versione dei nuovi gadget elettronici in uscita.&#xA;— Ma l’iPhone nuovo te lo sei preso però!&#xA;&#xA;— Mi piacerebbe che il prato fuori dall’ufficio avesse un pezzetto che non viene falciato, per mantenere la biodiversità…&#xA;— Hahaha, che cazzata!&#xA;&#xA;Sento queste risposte di continuo, e ne ho piene le palle.&#xA;Sono stanco di persone che stanno appollaiate come camaleonti sul proprio rametto, occupandosi solo di quello, ma che, come camaleonti, sono pronte a far schizzare in avanti la loro lingua appiccicosa per criticare chiunque provi a curarsi di qualcosa che va appena al di là del proprio ramoscello.&#xA;!--more--&#xA;camaleonte&#xA;Non sono perfetto, su questo siamo tutti d’accordo.&#xA;Ogni tanto ho voglia anch&#39;io di carne alla griglia, o di coppiette; capita che sia stanco e prenda la macchina quando potrei andare a piedi; a volte, ma non ditelo in giro, se è buio e non c&#39;è nessuno, non raccolgo la cacca che la mia cagnolina ha fatto sull&#39;erba vicino al marciapiede.&#xA;Il punto però è che ci provo, provo ad avere cura dell&#39;ambiente, a consumare meno, a migliorare il posto dove vivo.&#xA;Provo a costruire. qualcosa di piccolo, di sgangherato, ma qualcosa.&#xA;Voi che vi riempite la bocca con tutte quelle critiche, che fate invece?&#xA;Distruggere è facile, non costa quasi niente e ci dà un piacere perverso, ci fa sentire meno meschini: se sminuiamo quello che fanno gli altri, se gli togliamo importanza, sarà più facile per noi accettare che non stiamo facendo niente. Non siamo pigri, siamo solo molto più furbi degli altri perché abbiamo capito che è inutile sbattersi, tanto le cose non cambiano.&#xA;Beh, è proprio a causa di quelli che si credono più furbi che le cose sono così ora, è per quelli che sanno solo distruggere che i pochi che cercano di costruire qualcosa vengono lasciati soli.&#xA;Quando mio figlio ed io camminiamo in spiaggia, raccogliamo i rifiuti abbandonati. Ce ne sono tanti, e noi portiamo via solo un paio di bottiglie e pacchetti di sigarette vuoti, forse una scatola di polistirolo portata dal mare; non renderemo la spiaggia più pulita, sembrerà sporca uguale, ma il nostro è un piccolo gesto, che può essere visto da qualcuno e quel qualcuno potrebbe imitarci, o magari sta per buttare a terra una bottiglia e ci ripensa perché si accorge che arrivare al cestino non è poi così faticoso.&#xA;Come per le formiche, tanti piccoli segni si sommano assieme  per fare qualcosa di grande, ma la cosa funziona in due direzioni: possiamo scegliere di aggiungere ognuno il nostro mattoncino Lego alla costruzione, oppure possiamo provare a distruggerla per mascherare la nostra incapacità o la nostra poca voglia di sbatterci per fare qualcosa di bello.&#xA;È una scelta, ma tutte le nostre scelte hanno conseguenze.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a></p>

<p><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/d6uisecyze9akl8w0c8u1/dialogo.jpg?rlkey=wxurkrr9cdauwuqqbb9nabyvj&amp;st=iualxhen&amp;raw=1" alt="dialogo">
— Sto cercando di ridurre il consumo di carne.
— Però al Mac ci vai, eh?</p>

<p>— Non compro banane, frutti esotici o verdura fuori stagione.
— Ma l&#39;avocado toast con tuo figlio però te lo mangi...</p>

<p>— A casa non bevo acqua in bottiglia da anni.
— Eh però ti ho visto ieri che la compravi al distributore automatico!</p>

<p>— Da un paio di mesi vado al lavoro in treno e cerco di usare l&#39;auto il meno possibile.
— Sì, vabbè, parli tanto però hai ancora la macchina diesel, visto che sei tanto “sostenibile” perché non te ne fai una elettrica?</p>

<p>— Se posso, viaggio in treno piuttosto che in aereo.
— E allora com’è che quest’estate sei volato in Danimarca?</p>

<p>— Non trovo giusto comprare sempre l’ultima versione dei nuovi gadget elettronici in uscita.
— Ma l’iPhone nuovo te lo sei preso però!</p>

<p>— Mi piacerebbe che il prato fuori dall’ufficio avesse un pezzetto che non viene falciato, per mantenere la biodiversità…
— Hahaha, che cazzata!</p>

<p>Sento queste risposte di continuo, <strong>e ne ho piene le palle.</strong>
Sono stanco di persone che stanno appollaiate come camaleonti sul proprio rametto, occupandosi solo di quello, ma che, come camaleonti, sono pronte a far schizzare in avanti la loro lingua appiccicosa per criticare chiunque provi a curarsi di qualcosa che va appena al di là del proprio ramoscello.

<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/2z81f6mvy16y6g2c5xou6/camaleonte.jpg?rlkey=xle3sliwiivu3lg0cs4cotqdz&amp;st=1p13zztx&amp;raw=1" alt="camaleonte">
<strong>Non sono perfetto, su questo siamo tutti d’accordo.</strong>
Ogni tanto ho voglia anch&#39;io di carne alla griglia, o di coppiette; capita che sia stanco e prenda la macchina quando potrei andare a piedi; a volte, ma non ditelo in giro, se è buio e non c&#39;è nessuno, non raccolgo la cacca che la mia cagnolina ha fatto sull&#39;erba vicino al marciapiede.
Il punto però è che ci provo, provo ad avere cura dell&#39;ambiente, a consumare meno, a migliorare il posto dove vivo.
Provo a costruire. qualcosa di piccolo, di sgangherato, ma qualcosa.
Voi che vi riempite la bocca con tutte quelle critiche, che fate invece?
Distruggere è facile, non costa quasi niente e ci dà un piacere perverso, ci fa sentire meno meschini: se sminuiamo quello che fanno gli altri, se gli togliamo importanza, sarà più facile per noi accettare che non stiamo facendo niente. Non siamo pigri, siamo solo molto più furbi degli altri perché abbiamo capito che è inutile sbattersi, tanto le cose non cambiano.
Beh, è proprio a causa di quelli che si credono più furbi che le cose sono così ora, è per quelli che sanno solo distruggere che i pochi che cercano di costruire qualcosa vengono lasciati soli.
Quando mio figlio ed io camminiamo in spiaggia, raccogliamo i rifiuti abbandonati. Ce ne sono tanti, e noi portiamo via solo un paio di bottiglie e pacchetti di sigarette vuoti, forse una scatola di polistirolo portata dal mare; non renderemo la spiaggia più pulita, sembrerà sporca uguale, ma il nostro è un piccolo gesto, che può essere visto da qualcuno e quel qualcuno potrebbe imitarci, o magari sta per buttare a terra una bottiglia e ci ripensa perché si accorge che arrivare al cestino non è poi così faticoso.
Come per <a href="https://noblogo.org/yattaman/lasciare-un-segno" rel="nofollow">le formiche</a>, tanti piccoli segni si sommano assieme  per fare qualcosa di grande, ma la cosa funziona in due direzioni: possiamo scegliere di aggiungere ognuno il nostro mattoncino Lego alla costruzione, oppure possiamo provare a distruggerla per mascherare la nostra incapacità o la nostra poca voglia di sbatterci per fare qualcosa di bello.
È una scelta, <strong>ma tutte le nostre scelte hanno conseguenze.</strong></p>

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<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
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