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    <title>Cambiare le cose</title>
    <link>https://noblogo.org/yattaman/</link>
    <description>Riflessioni su un mondo che così non va bene</description>
    <pubDate>Thu, 07 May 2026 17:28:56 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Di Roma, Treviso e i mezzi pubblici tedeschi</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/di-roma-treviso-e-i-mezzi-pubblici-tedeschi</link>
      <description>&lt;![CDATA[#altripaesi #cosechenonfunzionano #italiani&#xA;&#xA;Conosco Treviso, Milano, un pochino Roma, e ho usato i mezzi pubblici in tutte e tre queste città.&#xA;Escludendo Treviso, che è poco più di un villaggio e in cui i mezzi pubblici sono sostanzialmente usati solo dagli studenti e da chi va al mercato il martedì mattina, già la differenza tra Milano e Roma è ampiamente percepibile e riassumibile in una frase:&#xA;a Milano i mezzi funzionano, a Roma no.&#xA;Roma&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Prima che vi lanciate in tutta la solita serie di critiche campaniliste, lo so già:&#xA;ul&#xA;  liRoma è molto più estesa di Milano, e parliamo di quasi 10 volte tanto: 1287,36 kmsup2/sup per il solo comune di Roma contro i 181,67 km sup2/sup di Milano./li&#xA;  li Il territorio di Roma è più complesso: c&#39;è il Tevere, e i colli, mentre Milano è tutta piatta./li&#xA;  liA Roma, appena fai un buco per terra, trovi rovine di qualche tipo.&#xA;Però non stiamo parlando di costruire una metropolitana sull&#39;Himalaya, ma di far funzionare gli autobus in modo decente./li&#xA;/ul&#xA;È vero anche che i biglietti a Milano costano di più, 2,20€ contro 1,50€, il 47% in più sui biglietti singoli, ma questo mi  porta alla mia prima riflessione: Quanto siamo disposti a pagare per avere un sistema di mezzi pubblici decente?&#xA;a Monaco di Baviera, dove sono stato di recente, il biglietto singolo a tariffa intera per la zona urbana costa 4,10€, cioè l&#39;86% in più di Milano e quasi 3 volte quello di Roma, un prezzo che nessun italiano, in Italia, sarebbe disposto a pagare .&#xA;Eppure... eppure, quando andiamo in Germania, rimaniamo stupiti dall&#39;efficienza dei mezzi pubblici, dalla loro puntualità e pulizia, mica come a Roma, qua sì che le cose funzionano...&#xA;Milano&#xA;Sì, ma perché? Perché in Germania i mezzi sono efficienti e comodi e in Italia no?&#xA;Si potrebbe pensare che sia una questione di grandezza, che la rete di Monaco sia più piccola e più facile da gestire, ma se guardiamo il numero di passeggeri annui siamo più o meno lì:&#xA;Milano 490,7 milioni (dati 2022)&#xA;Roma 607,4 milioni (dati 2022)&#xA;Monaco 570 milioni (dati 2023) &#xA;e anche il parco mezzi e linee è all&#39;incirca lo stesso, anzi credo che quello di Monaco sia più grande e quindi più costoso da mantenere.&#xA;E la differenza non è nemmeno dovuta alla diversa conformazione del terreno, OK, Monaco è piatta e meno estesa, ma, come ho scritto prima, non stiamo parlando dell&#39;Himalaya, ma di Roma o Milano.&#xA;E allora, quale può essere il motivo?&#xA;Quella che mi sono data, purtroppo, non è una risposta, nel senso che sposta la ricerca della causa su un dato di fatto che è anche un luogo comune, e cioè che siamo italiani.&#xA;Non è una risposta perché equivale a dire che in Germania i mezzi pubblici funzionano perché siamo in Germania mentre in Italia no perché in Italia non funziona mai niente, però sotto questa spiegazione tautologica si nasconde una questione culturale, di approccio.&#xA;Infatti, la cosa che più mi ha colpito del sistema di trasporto pubblico monacense non è stata la puntualità o lo stato dei mezzi, ma la pressoché totale assenza di controlli.&#xA;Munchen&#xA;In 6 giorni abbiamo girato parecchio su tram e autobus e nessuno, né l&#39;autista né un controllore, ci ha mai chiesto il biglietto. Nelle stazioni della metropolitana non ci sono tornelli, solo cartelli che indicano dove obliterare il biglietto. E, al contrario di quanto può pensare l&#39;italiano medio, la gente i biglietti li compra, stando a quanto dice l&#39;azienda di trasporti.&#xA;Secondo me, la differenza sta proprio qui. L&#39;italiano pensa per sé, ritiene che quello che è publico non sia roba sua e che fregare il sistema, viaggiare senza biglietto lo renda più furbo di tutti quei cretini che invece pagano per una cosa che lui ha avuto gratis. Il tedesco invece sa che la cosa pubblica è di tutti, e quindi anche sua, e capisce che è giusto pagare per un servizio in modo che possano beneficiarne tutti quanti. Allo stesso modo sa che è giusto, quando guida, fermarsi se ci sono pedoni sulle strisce e dare la precedenza a tram e autobus, perché capisce che, se oggi è in auto, domani invece potrebbe essere lui quello sul ciglio della strada che deve attraversare o sull&#39;autobus fermo nel traffico.&#xA;L&#39;italiano invece quando guida non vuole fermarsi mai, perché il suo tempo è più prezioso di quello degli altri, però se sulle strisce non gli danno la precedenza si lamenta dell&#39;inciviltà della gente che non rispetta gli altri.&#xA;E lo stesso atteggiamento si riflette in tutte le cose, dall&#39;aspettare che le persona scendano dal treno prima di salire al non buttare le cicche per terra, al non occupare le corsie di emergenza in autostrada.&#xA;È la differenza tra ritenere ciò che è pubblico di nessuno e ritenere ciò che è pubblico di tutti; è la differenza tra il lamentarsi perché non si ottiene rispetto e dimostrare rispetto per gli altri affinché gli altri l&#39;abbiano per noi.&#xA;&#xA;: Con la Munchen Card si può viaggiare su tutti i mezzi di Monaco, la versione per gruppi fino a 5 persone valida 5 giorni all&#39;interno della zona M costa 70,90€. Non pochissimo ma conveniente per una breve vacanza.&#xA;: Fonti: Comune di Roma; MVG&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:altripaesi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">altripaesi</span></a> <a href="/yattaman/tag:cosechenonfunzionano" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">cosechenonfunzionano</span></a> <a href="/yattaman/tag:italiani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">italiani</span></a></p>

<p>Conosco Treviso, Milano, un pochino Roma, e ho usato i mezzi pubblici in tutte e tre queste città.
Escludendo Treviso, che è poco più di un villaggio e in cui i mezzi pubblici sono sostanzialmente usati solo dagli studenti e da chi va al mercato il martedì mattina, già la differenza tra Milano e Roma è ampiamente percepibile e riassumibile in una frase:
<strong>a Milano i mezzi funzionano, a Roma no.</strong>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/mhpg2tjgon8l5j0wq6wlo/Roma-traffico.jpg?rlkey=mdigz424i1mm4rxdgriq3q0t7&amp;raw=1" alt="Roma"></p>



<p>Prima che vi lanciate in tutta la solita serie di critiche campaniliste, lo so già:
<ul>  <li>Roma è molto più estesa di Milano, e parliamo di quasi 10 volte tanto: 1287,36 km<sup>2</sup> per il solo comune di Roma contro i 181,67 km <sup>2</sup> di Milano.</li>
  <li> Il territorio di Roma è più complesso: c&#39;è il Tevere, e i colli, mentre Milano è tutta piatta.</li>
  <li>A Roma, appena fai un buco per terra, trovi rovine di qualche tipo.
Però non stiamo parlando di costruire una metropolitana sull&#39;Himalaya, ma di far funzionare gli autobus in modo decente.</li></ul>
È vero anche che i biglietti a Milano costano di più, 2,20€ contro 1,50€, il 47% in più sui biglietti singoli, ma questo mi  porta alla mia prima riflessione: <strong>Quanto siamo disposti a pagare per avere un sistema di mezzi pubblici decente?</strong>
a Monaco di Baviera, dove sono stato di recente, il biglietto singolo a tariffa intera per la zona urbana costa <strong>4,10€</strong>, cioè l&#39;86% in più di Milano e quasi 3 volte quello di Roma, un prezzo che nessun italiano, in Italia, sarebbe disposto a pagare [^1].
Eppure... eppure, quando andiamo in Germania, rimaniamo stupiti dall&#39;efficienza dei mezzi pubblici, dalla loro puntualità e pulizia, <em>mica come a Roma, qua sì che le cose funzionano...</em>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/aqxar5kcnud6bi9svdb3e/Tram-Milano.jpg?rlkey=3utoq1pxzxi9dn07ikmoksy1r&amp;raw=1" alt="Milano">
<strong>Sì, ma perché? Perché in Germania i mezzi sono efficienti e comodi e in Italia no?</strong>
Si potrebbe pensare che sia una questione di grandezza, che la rete di Monaco sia più piccola e più facile da gestire, ma se guardiamo il numero di passeggeri annui siamo più o meno lì:
– Milano 490,7 milioni (dati 2022)
– Roma 607,4 milioni (dati 2022)
– Monaco 570 milioni (dati 2023) [^2]
e anche il parco mezzi e linee è all&#39;incirca lo stesso, anzi credo che quello di Monaco sia più grande e quindi più costoso da mantenere.
E la differenza non è nemmeno dovuta alla diversa conformazione del terreno, OK, Monaco è piatta e meno estesa, ma, come ho scritto prima, non stiamo parlando dell&#39;Himalaya, ma di Roma o Milano.
E allora, quale può essere il motivo?
Quella che mi sono data, purtroppo, non è una risposta, nel senso che sposta la ricerca della causa su un dato di fatto che è anche un luogo comune, e cioè <strong>che siamo italiani.</strong>
Non è una risposta perché equivale a dire che in Germania i mezzi pubblici funzionano perché siamo in Germania mentre in Italia no perché in Italia non funziona mai niente, però sotto questa spiegazione tautologica si nasconde una questione culturale, di approccio.
Infatti, la cosa che più mi ha colpito del sistema di trasporto pubblico monacense non è stata la puntualità o lo stato dei mezzi, ma la <strong>pressoché totale assenza di controlli.</strong>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/c0woqr02vj9qzdx2ruxyk/munchen.JPG?rlkey=ojvma5ootf46vhvq3crkvgmmy&amp;raw=1" alt="Munchen">
In 6 giorni abbiamo girato parecchio su tram e autobus e nessuno, né l&#39;autista né un controllore, ci ha mai chiesto il biglietto. Nelle stazioni della metropolitana non ci sono tornelli, solo cartelli che indicano dove obliterare il biglietto. E, al contrario di quanto può pensare l&#39;italiano medio, la gente i biglietti li compra, stando a quanto dice <a href="https://www.mvg.de/dam/jcr:b6c038df-5953-4406-81ce-abadc420b133/250526_MVG_Flyer_MVG_in_Zahlen_2025_EN_webansicht.pdf" rel="nofollow">l&#39;azienda di trasporti</a>.
Secondo me, la differenza sta proprio qui. L&#39;italiano pensa per sé, ritiene che quello che è publico non sia roba sua e che fregare il sistema, viaggiare senza biglietto lo renda più furbo di tutti quei cretini che invece pagano per una cosa che lui ha avuto gratis. Il tedesco invece sa che la cosa pubblica è di tutti, e quindi anche sua, e capisce che è giusto pagare per un servizio in modo che possano beneficiarne tutti quanti. Allo stesso modo sa che è giusto, quando guida, fermarsi se ci sono pedoni sulle strisce e dare la precedenza a tram e autobus, perché capisce che, se oggi è in auto, domani invece potrebbe essere lui quello sul ciglio della strada che deve attraversare o sull&#39;autobus fermo nel traffico.
L&#39;italiano invece quando guida non vuole fermarsi mai, perché il suo tempo è più prezioso di quello degli altri, però se sulle strisce non gli danno la precedenza si lamenta dell&#39;inciviltà della gente che non rispetta gli altri.
E lo stesso atteggiamento si riflette in tutte le cose, dall&#39;aspettare che le persona scendano dal treno prima di salire al non buttare le cicche per terra, al non occupare le corsie di emergenza in autostrada.
È la differenza tra ritenere ciò che è pubblico di nessuno e ritenere ciò che è pubblico di tutti; è la differenza tra il lamentarsi perché non si ottiene rispetto e dimostrare rispetto per gli altri affinché gli altri l&#39;abbiano per noi.</p>

<p>[^1]: Con la Munchen Card si può viaggiare su tutti i mezzi di Monaco, la versione per gruppi fino a 5 persone valida 5 giorni all&#39;interno della zona M costa 70,90€. Non pochissimo ma conveniente per una breve vacanza.
[^2]: Fonti: <a href="https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/TPL_dati_2023_.xlsx" rel="nofollow">Comune di Roma</a>; <a href="https://www.mvg.de/dam/jcr:b6c038df-5953-4406-81ce-abadc420b133/250526_MVG_Flyer_MVG_in_Zahlen_2025_EN_webansicht.pdf" rel="nofollow">MVG</a></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/yattaman/di-roma-treviso-e-i-mezzi-pubblici-tedeschi</guid>
      <pubDate>Sat, 02 Aug 2025 19:45:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Di miliardari, matrimoni e città in affitto</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</link>
      <description>&lt;![CDATA[#ricchezza #società #fastidi&#xA;&#xA;Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.&#xA;Bezos&#xA;&#xA;Il primo è questo continuo parlarne, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al &#34;bevete molto e non uscite nelle ore più calde,&#34; per favore.&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il secondo motivo - e non è per invidia - è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa. E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la normalizzazione di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.&#xA;Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un patrimonio di 233 miliardi di dollari?) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.&#xA;Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.&#xA;Bezos2&#xA;&#xA;&#34;Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?&#34;&#xA;A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una location per feste ultra esclusive?&#xA;Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).&#xA;&#xA;&#34;Eh, ma sai quanti soldi porta?&#34;&#xA;E qui torniamo al discorso di prima per cui basta che ti porti schei e va ben tuto.&#xA;Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro alla Toletta, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.&#xA;&#xA;&#34;Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...&#34;&#xA;Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.&#xA;Bezos non ha detto &#34;Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!&#34; che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: &#34;adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.&#34;&#xA;&#xA;E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.&#xA;Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al PIL di uno stato. E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.&#xA;Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto 1000 famiglie italiane guadagnano in un anno e non sentire nemmeno prurito.&#xA;Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.&#xA;Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.&#xA;Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.&#xA;Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:ricchezza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ricchezza</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/yattaman/tag:fastidi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">fastidi</span></a></p>

<p>Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/8kk3w3my6ngi0z4n7rtya/jeff_bezos.jpg?rlkey=qej66qaxa486hd0j6ze7qovtf&amp;raw=1" alt="Bezos"></p>

<p>Il primo è questo <strong>continuo parlarne</strong>, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al “bevete molto e non uscite nelle ore più calde,” per favore.
</p>

<p>Il secondo motivo – e non è per invidia – è che ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, si è legittimato il concetto per cui <strong>se hai i soldi ti è concessa qualsiasi cosa.</strong> E no, non sono l&#39;ingenuotto che scopre adesso come va il mondo, quello che mi infastidisce è proprio la legittimazione, la <em>normalizzazione</em> di questa pratica. Se hai abbastanza soldi da comprarti le nostre abitudini di spesa, i nostri gusti musicali e in fatto di film, da possedere i nostri dati, allora puoi fare quello che vuoi. Puoi comprarti una moglie come la vuoi tu e un bravo chirurgo che la modifichi come ti piace, e puoi affittare un&#39;intera città per dieci giorni, impedendo il movimento delle (poche ormai) persone che ci vivono, ormeggiando il tuo barcone dove ti pare perché tanto galleggiando sui dollari il moto ondoso mica lo crei, tu, e invitando i tuoi amichetti alla tua privatissima festa.
Però, siccome sei un riccone sì, ma anche tanto filantropo, scrivi sugli inviti che non vuoi regali (e poi che cazzo regali a uno che ha un <a href="https://www.corriere.it/economia/life/25_giugno_26/jeff-bezos-per-le-sue-nozze-a-venezia-spendera-solo-lo-0-01-del-suo-patrimonio-23-euro-per-l-italiano-medio-76529aef-901c-4a20-be31-19cc3c008xlk.shtml" rel="nofollow">patrimonio di 233 miliardi di dollari?</a>) ma preferisci che i tuoi ospiti facciano qualcosa per Venezia.
<em>Massì, diamole quattro perline a sti selvaggi.</em>
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/1cqg2r9z5ar1lur9coatp/bezos2.jpeg?rlkey=pk5eowjgstitjpjbzazfjczwz&amp;raw=1" alt="Bezos2"></p>

<p><strong>“Ah, ma vuoi mettere il ritorno d&#39;immagine?”</strong>
A Venezia? Perché Venezia ha bisogno di pubblicità? E poi, di cosa stiamo parlando, di una città o di una <em>location</em> per feste ultra esclusive?
<em>Guardate, potete celebrare il giorno più bello della vostra vita in un&#39;autentica città italiana, con autentici abitanti che camminano per le calli, non comparse, ma gli ultimi veneziani veri! e, con un piccolo sovrapprezzo, potrete provare il brivido di autentici contestatori rimossi dalla vera polizia! (ATTENZIONE: i contestatori non sono figuranti ma autentici esemplari selvatici, l&#39;organizzazione declina ogni responsabilità per evntuali incidenti a chi li avvicina troppo).</em></p>

<p><strong>“Eh, ma sai quanti soldi porta?”</strong>
E qui torniamo al discorso di prima per cui <em>basta che ti porti schei e va ben tuto.</em>
Tra l&#39;altro vorrei sapere dove è andato a finire il grosso dei soldi che Jeff e amichetti hanno speso, perché non ce li vedo ad andare a comprare un libro <a href="https://www.latoletta.com/la-libreria-toletta" rel="nofollow">alla Toletta</a>, o a prendere il pesce al mercato a Rialto e la verdura da un frutariol che vende dalla sua barca, né ce li vedo a prendere il sole agli Alberoni e bere qualcosa da Macondo. I soldi saranno finiti ai grandi alberghi di catena de agli organizzatori di eventi, mentre i padroni di case si rifaranno spennando con gli affitti brevi i lavoranti a chiamata per l&#39;evento. Ammetto però di non avere dati a riguardo perciò sarei molto felice di venire smentito.</p>

<p><strong>“Però nelle altre città gli eventi grandi li fanno, e chiudono le strade, mettono i blocchi...”</strong>
Certo, ma stiamo parlando di eventi pubblici, fatti per la gente, che sicuramente creano disagio a qualcuno ma permettono a tanti altri di assistervi. Qui invece si tratta di un ricevimento privato, con invitati selezionati che sono arrivati come se andassero a casa di un amico. Peccato che invece si tratti di un posto dove la gente vive e lavora.
Bezos non ha detto “Mi sposo a Venezia, siete tutti invitati a mangiare e bere, pago io!” che magari sarebbe stata anche una bella idea; è arrivato, ha aperto la sua valigia di soldi di fronte al sindaco e ha detto: “adesso tutti fuori dai coglioni che devio sposarmi.”</p>

<p><strong>E poi c&#39;è l&#39;elefante nella stanza, anzi nel campiello.</strong>
Sì, la cosa che mi dà più fastidio è che nel mondo esistano persone il cui patrimonio è superiore al <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/i-piu-ricchi-di-sempre/?refresh_ce=1" rel="nofollow">PIL di uno stato.</a> E non sto parlando delle Isole Comore, il Patrimonio di Bezos è maggiore del PIL della Grecia o di quello del Qatar, tanti per fare due esempi.
Sto parlando di persone che per una festa di matrimonio possono spendere quanto <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/condizioni-di-vita-e-reddito-delle-famiglie-anni-2023-e-2024/" rel="nofollow">1000 famiglie italiane guadagnano in un anno</a> e non sentire nemmeno prurito.
Sto parlando di una distribuzione della ricchezza mondiale così sbilanciata e iniqua che non si riesce nemmeno a immaginarla chiaramente.
Sto parlando di gente che può decidere per un capriccio il destino di intere economie, di Stati, della vita di migliaia di persone, di gente per cui affittare una città per una settimana ha lo stesso impatto che per uno normale ha una cena al ristorante.
Però li accogliamo, e ci prostriamo al loro volere, perché il matrimonio porta soldi alla città.
<em>Perline, ci danno perline di vetro come ai selvaggi.</em></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/di-miliardari-matrimoni-e-citta-in-affitto</guid>
      <pubDate>Sat, 28 Jun 2025 14:09:04 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La favola del carrello ribelle</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</link>
      <description>&lt;![CDATA[#storie #morale #società&#xA;C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano roll container. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.&#xA;roll container&#xA;!--more--&#xA;Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.&#xA;La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.&#xA;Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.&#xA;Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.&#xA;La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.&#xA;A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.&#xA;La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:storie" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">storie</span></a> <a href="/yattaman/tag:morale" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">morale</span></a> <a href="/yattaman/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a>
C&#39;era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano <em>roll container</em>. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d&#39;attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all&#39;incrocio con la via principale.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/isfr2va0zy86lhdwzjwok/roll-container.jpg?rlkey=vxufmxw3no9vafe4wz7n2068x&amp;st=24xexel2&amp;raw=1" alt="roll container">

Quello però non era proprio un buon posto dove stare, va bene la lotta di classe carrellistica, ma così in mezzo rischiava di causare un incidente.
La prima auto arrivò dal lungomare, imboccò la stradina e si ritrovò il carrello proprio davanti, immobile in mezzo alla strada. Esitò, rallentò e rallentò fino a fermarsi. Aggirò il carrello passando sulla destra, lentamente, cercando di non toccarlo per non rigarsi la preziosissima carrozzeria.
Anche la seconda auto arrivò dal lungomare, ma decise, forse spinta da un moto di anarchia, di aggirare il carrello a sinistra, invadendo la corsia opposta e rischiando un frontale con la terza auto che, ignara dello scontro tra teorie politiche in atto e girò l&#39;angolo all&#39;incrocio con troppa irruenza.
Scongiurato l&#39;incidente, le due auto si fronteggiarono per interminabili istanti, le mani dei conducenti che sfioravano i clacson come pistoleri in un duello a mezzogiorno di fronte al saloon, finché l&#39;ultima arrivata non decise di cedere il passo.
La quarta auto affrontò il carrelo da sola, arrivando dal lato della città, e lo aggirò con naturalezza, come se i carrelli in mezzo alla strada fossero un evento consueto, e si allontanò in direzione del mare.
A quel punto il ragazzo del supermercato mise fine alla breve ribellione del carrello, afferrandolo e trasciandolo nel buio del magazzino. La strada fu così di nuovo libera.
La morale della favola è che puoi essere come il carrello e ribellarti, o come il ragazzo del supermercato e riportare le cose com&#39;erano, ma se stai sulla tua macchinetta e ti basta solo andare per la tua strada, sei proprio una persona di merda.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/la-favola-del-carrello-ribelle</guid>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Essere contro</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/essere-contro</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #diritti #razzismo&#xA;&#xA;Vi piacciono i taralli fatti con la farina di grilli? E le larve fritte al peperoncino?&#xA;Le vedo le vostre facce schifate e le smorfie di disgusto, vedo anche i vostri pensieri, il &#34;no, no, no, io quella roba là mai, per carità&#34; che vi scorre in testa. Prima che andiate a vomitare però, voglio dirvi 3 cose:&#xA;&#xA;Li ho assaggiati, sia i taralli con la farina di grilli che le larve fritte, e non sono per niente male, anzi, sono abbastanza buoni.&#xA;Non c&#39;è questa grande differenza tra il mangiare grilli e gamberetti. E ci sono cose ben più disgustose che vengono considerate prelibatezze, tipo le lumache.&#xA;Ma poi, a voi che vi frega di quello che mangio io?&#xA;&#xA;|  | Gamberetto | Grillo |&#xA;| ----------- | ----------- | ----------- |&#xA;Dominio | Eukaryota | Eukaryota&#xA;Regno | Animalia | Animalia&#xA;Phylum | Arthropoda | Arthropoda&#xA;Classe | Malacostraca | Insecta&#xA;Ordine | Decapoda | Orthoptera&#xA;Sottordine | Pleocyemata | Ensifera&#xA;Famiglia | Crangonidae | Gryllidae&#xA;Genere | Crangon | Acheta&#xA;Specie | C. crangon | A. domesticus&#xA; | Gamberetto | Grillo&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Io non vengo a casa vostra per controllare se mettete la panna nella carbonara o l&#39;ananas sulla pizza (che tra l&#39;altro a me la pizza ananas e prosciutto piace, adesso uccidetemi), perciò non vedo perché a voi debba interessare se mangio grilli.&#xA;Perché vi svelo un segreto, il fatto che sia possibile fare una cosa, non implica che quella cosa debba essere fatta.&#xA;Se l&#39;Unione Europea approva l&#39;uso di farine d&#39;insetti per il consumo umano, non vi sta dicendo che da oggi in poi dovete mangiare solo biscotti al grillo, e se autorizza la sperimentazione sulla carne coltivata, non sta obbligando tutti a prendere le fettine panate in laboratorio. Potete continuare a comprare la farina di grano antico che vi piace tanto e andare dal macellaio sotto casa a prendere la costata da otto etti perché lui c&#39;ha la carne buona.&#xA;Di questi tempi sembra vada molto di moda essere contro: contro la farina d&#39;insetti, contro l&#39;ananas sulla pizza, contro l&#39;aborto, i diritti delle persone non binarie, lo ius soli, le celebrazioni per il 25 aprile... contro tutto quello che non si conforma alla propria visione del mondo, come se per assicurare gli stessi diritti a persone diverse da noi per provenienza, genere, religione, ecc., dovessimo in qualche modo privarcene noi.&#xA;Beh, ecco un altro segreto svelato: i diritti non sono una quantità a somma costante (in fisica si direbbe che si conservano), non esiste un valore che rappresenta il totale dei diritti di cui godono tutti gli esseri umani, per cui se concedo un diritto in più a qualcuno lo devo togliere a qualcun altro. Garantire dei diritti alle minoranze non significa toglierli a chi ha avuto la fortuna di nascere maschio, etero, bianco, europeo, significa contribuire a creare una società migliore. E, come scrivevo prima, avere il diritto a qualcosa non implica essere obbligati ad averlo.&#xA;Come il mio diritto di mangiare farina di grilli non ti obbliga a fare altrettanto, così i diritti delle persone LGBTQIA(BCDEFGH...)+ non riducono i diritti dei maschi alfa bianchi, eterosessuali, cattolici, che credono nella famiglia tradizionale. (lo sapete vero che la storia del maschio alfa è una cazzata?).&#xA;Garantire un fine vita dignitoso e di libera scelta a persone malate e sofferenti non implica che chiunque debba ricorrere al suicidio assistito né, come qualcuno ha detto, che si vogliano eliminare dalla società le persone vecchie e malate.&#xA;Il diritto all&#39;aborto non impedisce a chi vuole avere figli di farlo e riguarda la coscienza di chi decide di esercitarlo, non fondamentalisti incel che si riempiono la bocca di concetti come il diritto alla vita.&#xA;Spesso mi sembra che stiamo trattando i diritti civili come fanno certi tifosi di calcio: non importa se la mia squadra perde, basta che quella degli altri che mi stanno antipatici non vinca. Ora, se questo tipo di ragionamento già è ridicolo a livello sportivo, quando si parla di diritti civili è una cazzata bella e buona.&#xA;Se vi dà fastidio che una coppia di persone dello stesso sesso adotti un bambino o una bambina, che un  malato terminale decida che non ce la fa più a vivere, se pensate che sia sbagliato che una persona che vive in Italia da 5 anni chieda la cittadinanza, e che i suoi figli nati qui diventino di diritto italiani, non state proteggendo i vostri diritti, ma i vostri privilegi a scapito delle fasce più deboli della popolazione, state cercando di mantenere una vostra presunta superiorità.&#xA;insomma, siete solo dei razzisti del cazzo.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:diritti" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">diritti</span></a> <a href="/yattaman/tag:razzismo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">razzismo</span></a></p>

<p>Vi piacciono i taralli fatti con la farina di grilli? E le larve fritte al peperoncino?
Le vedo le vostre facce schifate e le smorfie di disgusto, vedo anche i vostri pensieri, il “no, no, no, io quella roba là mai, per carità” che vi scorre in testa. Prima che andiate a vomitare però, voglio dirvi 3 cose:</p>
<ol><li>Li ho assaggiati, sia i taralli con la farina di grilli che le larve fritte, e non sono per niente male, anzi, sono abbastanza buoni.</li>
<li>Non c&#39;è questa grande differenza tra il mangiare grilli e gamberetti. E ci sono cose ben più disgustose che vengono considerate prelibatezze, tipo le lumache.</li>
<li>Ma poi, a voi che vi frega di quello che mangio io?</li></ol>

<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>Gamberetto</th>
<th>Grillo</th>
</tr>
</thead>

<tbody>
<tr>
<td>Dominio</td>
<td>Eukaryota</td>
<td>Eukaryota</td>
</tr>

<tr>
<td>Regno</td>
<td>Animalia</td>
<td>Animalia</td>
</tr>

<tr>
<td>Phylum</td>
<td>Arthropoda</td>
<td>Arthropoda</td>
</tr>

<tr>
<td>Classe</td>
<td>Malacostraca</td>
<td>Insecta</td>
</tr>

<tr>
<td>Ordine</td>
<td>Decapoda</td>
<td>Orthoptera</td>
</tr>

<tr>
<td>Sottordine</td>
<td>Pleocyemata</td>
<td>Ensifera</td>
</tr>

<tr>
<td>Famiglia</td>
<td>Crangonidae</td>
<td>Gryllidae</td>
</tr>

<tr>
<td>Genere</td>
<td>Crangon</td>
<td>Acheta</td>
</tr>

<tr>
<td>Specie</td>
<td>C. crangon</td>
<td>A. domesticus</td>
</tr>

<tr>
<td></td>
<td><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/ebfp7id4201fnln9368sl/Crangon_crangon.jpg?rlkey=h2xq4smmlt69eyg8oshpr44tu&amp;raw=1" alt="Gamberetto"></td>
<td><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/8ldn59lm1wmrpim1ysd3x/Acheta_domesticus.jpg?rlkey=dd3e4scquuf7k6m9iw808itaw&amp;raw=1" alt="Grillo"></td>
</tr>
</tbody>
</table>



<p>Io non vengo a casa vostra per controllare se mettete la panna nella carbonara o l&#39;ananas sulla pizza (che tra l&#39;altro a me la pizza ananas e prosciutto piace, adesso uccidetemi), perciò non vedo perché a voi debba interessare se mangio grilli.
Perché vi svelo un segreto, il fatto che sia <strong><em>possibile</em></strong> fare una cosa, non implica che quella cosa <strong><em>debba essere fatta.</em></strong>
Se l&#39;Unione Europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32017R2470" rel="nofollow">approva l&#39;uso di farine d&#39;insetti per il consumo umano</a>, non vi sta dicendo che da oggi in poi dovete mangiare solo biscotti al grillo, e se autorizza la sperimentazione sulla carne coltivata, non sta obbligando tutti a prendere le fettine panate in laboratorio. Potete continuare a comprare la farina di grano antico che vi piace tanto e andare dal macellaio sotto casa a prendere la costata da otto etti perché <em>lui c&#39;ha la carne buona.</em>
Di questi tempi sembra vada molto di moda <strong>essere contro</strong>: contro la farina d&#39;insetti, contro l&#39;ananas sulla pizza, contro l&#39;aborto, i diritti delle persone non binarie, lo ius soli, le celebrazioni per il <a href="https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025" rel="nofollow">25 aprile</a>... contro tutto quello che non si conforma alla propria visione del mondo, come se per assicurare gli stessi diritti a persone diverse da noi per provenienza, genere, religione, ecc., dovessimo in qualche modo privarcene noi.
Beh, ecco un altro segreto svelato: i diritti non sono una quantità a somma costante (in fisica si direbbe che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_conservazione" rel="nofollow"><em>si conservano</em></a>), non esiste un valore che rappresenta il totale dei diritti di cui godono tutti gli esseri umani, per cui se concedo un diritto in più a qualcuno lo devo togliere a qualcun altro. Garantire dei diritti alle minoranze non significa toglierli a chi ha avuto la fortuna di nascere maschio, etero, bianco, europeo, significa <strong>contribuire a creare una società migliore.</strong> E, come scrivevo prima, avere il diritto a qualcosa non implica essere <strong>obbligati</strong> ad averlo.
Come il mio diritto di mangiare farina di grilli non ti obbliga a fare altrettanto, così i diritti delle persone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/LGBT" rel="nofollow">LGBTQIA</a>(BCDEFGH...)+ non riducono i diritti dei maschi alfa bianchi, eterosessuali, cattolici, che credono nella famiglia tradizionale. (lo sapete vero che la storia del <a href="https://www.ipsico.it/news/il-mito-del-maschio-alpha-un-uomo-che-non-esiste/" rel="nofollow">maschio alfa</a> è una cazzata?).
Garantire un fine vita dignitoso e di libera scelta a persone malate e sofferenti non implica che chiunque debba ricorrere al suicidio assistito né, come qualcuno ha detto, che si vogliano eliminare dalla società le persone vecchie e malate.
Il diritto all&#39;aborto non impedisce a chi vuole avere figli di farlo e riguarda la coscienza di chi decide di esercitarlo, non fondamentalisti incel che si riempiono la bocca di concetti come il diritto alla vita.
Spesso mi sembra che stiamo trattando i diritti civili come fanno certi tifosi di calcio: <em>non importa se la mia squadra perde, basta che quella degli altri che mi stanno antipatici non vinca.</em> Ora, se questo tipo di ragionamento già è ridicolo a livello sportivo, quando si parla di diritti civili è una cazzata bella e buona.
Se vi dà fastidio che una coppia di persone dello stesso sesso adotti un bambino o una bambina, che un  malato terminale decida che non ce la fa più a vivere, se pensate che sia sbagliato che una persona che vive in Italia da 5 anni chieda la cittadinanza, e che i suoi figli nati qui diventino di diritto italiani, non state proteggendo i vostri diritti, ma i vostri <strong>privilegi</strong> a scapito delle fasce più deboli della popolazione, state cercando di mantenere una vostra presunta superiorità.
insomma, <strong><em>siete solo dei razzisti del cazzo.</em></strong></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/essere-contro</guid>
      <pubDate>Fri, 09 May 2025 08:00:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>25 aprile 2025</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #25aprile&#xA;&#xA;Abbiamo postato uno short su YouTube per il 25 aprile. Cosa c&#39;entra col nostro canale? Noi facciamo esperimenti divertenti, mica ci occupiamo di queste cose...&#xA;L&#39;ho fatto perché sono stanco di non occuparmi di queste cose, perché non voglio restare a guardare mentre certa gente prende una ricorrenza che unisce tutti quanti e la trasforma in uno strumento di propaganda, la svilisce nel suo significato, la fa diventare un argomento per creare nemici, quando invece esiste per ricordarci che i nemici erano altri e - a quel tempo - finalmente sconfitti.&#xA;Ma voi non vi occupate di politica...&#xA;è vero, e infatti questa non è politica.&#xA;tricolore&#xA;Celebrare il 25 aprile non significa avere un colore, vuol dire averne tre, quelli di una bandiera che ormai conta solo durante le partite di calcio, e soprattutto non avrene uno, quel nero del momento più oscuro della nostra storia.&#xA;Vuol dire omaggiare la patria, ma non quella a cui pensano certe persone, fatta di nemici a ogni angolo, di confini chiusi, di donne a casa e uomini zitti a lavorare. Vuol dire omaggiare la patria che è la propria casa, rappresentata da uno stato che ti accoglie, ti protegge, ti fa sentire al sicuro e ti garantisce la libertà. Uno stato dove possiamo dire ciò che pensiamo ed essere come vogliamo senza la paura di prendersi una manganellata perché siamo dal lato opposto di chi governa, perché la nostra pelle è della sfumatura sbagliata, o perché ci piacciono gli uomini invece che le donne o le donne invece che gli uomini.&#xA;Celebrare il 25 aprile è ricordarsi cosa può succedere se lasciamo che ci creino nemici dove non ci sono, se ci facciamo instillare la paura del diverso per controllarci meglio, se non ci preoccupiamo perché tanto riguarda loro e non me. Se pensiamo che il benessere venga prima della libertà e accettiamo che l&#39;ignoranza sia il giusto prezzo da pagare perché nessuno venga a pestare i piedi nel nostro orticello.&#xA;Celebrare il 25 aprile vuol dire riconoscere che dopotutto un papa morto non è un affare così importante per uno stato laico e che la possibilità di blaterare sui social, in TV e sui giornali senza che qualcuno venga a prenderci e farci sparire ce l&#39;hanno garantita proprio le persone che ottant&#39;anni fa il 25 aprile l&#39;hanno reso possibile. E, per quanto possa dar fastidio, celebrare il 25 aprile vuol dire anche assicurare la possibilità di esprimersi a chi il 25 aprile vorrebbe cancellarlo.&#xA;No, non si tratta di politica. Si tratta di essere persone civili.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:25aprile" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">25aprile</span></a></p>

<p>Abbiamo postato uno <a href="https://youtube.com/shorts/u9p90JXBr1k?feature=share" rel="nofollow">short su YouTube</a> per il 25 aprile. Cosa c&#39;entra col nostro canale? Noi facciamo esperimenti divertenti, mica ci occupiamo di queste cose...
L&#39;ho fatto perché sono stanco di <em>non occuparmi di queste cose</em>, perché non voglio restare a guardare mentre certa gente prende una ricorrenza che unisce tutti quanti e la trasforma in uno strumento di propaganda, la svilisce nel suo significato, la fa diventare un argomento per creare nemici, quando invece esiste per ricordarci che i nemici erano altri e – a quel tempo – finalmente sconfitti.
<em>Ma voi non vi occupate di politica...</em>
è vero, e infatti questa non è politica.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/d2ia7nzl2nzezcvshmm7c/bandiera-italiana.jpg?rlkey=f2ww3ky9hoiiuoir184ewyjvq&amp;st=bfhi6xij&amp;raw=1" alt="tricolore">
Celebrare il 25 aprile non significa avere un colore, vuol dire averne tre, quelli di una bandiera che ormai conta solo durante le partite di calcio, e soprattutto non avrene uno, quel nero del momento più oscuro della nostra storia.
Vuol dire omaggiare la patria, ma non quella a cui pensano certe persone, fatta di nemici a ogni angolo, di confini chiusi, di donne a casa e uomini zitti a lavorare. Vuol dire omaggiare la patria che è la propria casa, rappresentata da uno stato che ti accoglie, ti protegge, ti fa sentire al sicuro e ti garantisce la libertà. Uno stato dove possiamo dire ciò che pensiamo ed essere come vogliamo senza la paura di prendersi una manganellata perché siamo dal lato opposto di chi governa, perché la nostra pelle è della sfumatura sbagliata, o perché ci piacciono gli uomini invece che le donne o le donne invece che gli uomini.
Celebrare il 25 aprile è ricordarsi cosa può succedere se lasciamo che ci creino nemici dove non ci sono, se ci facciamo instillare la paura del diverso per controllarci meglio, se non ci preoccupiamo perché <em>tanto riguarda loro e non me</em>. Se pensiamo che il benessere venga prima della libertà e accettiamo che l&#39;ignoranza sia il giusto prezzo da pagare perché nessuno venga a pestare i piedi nel nostro orticello.
Celebrare il 25 aprile vuol dire riconoscere che dopotutto un papa morto non è un affare così importante per uno stato laico e che la possibilità di blaterare sui social, in TV e sui giornali senza che qualcuno venga a prenderci e farci sparire ce l&#39;hanno garantita proprio le persone che ottant&#39;anni fa il 25 aprile l&#39;hanno reso possibile. E, per quanto possa dar fastidio, celebrare il 25 aprile vuol dire anche assicurare la possibilità di esprimersi a chi il 25 aprile vorrebbe cancellarlo.
No, non si tratta di politica. Si tratta di essere persone civili.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/25-aprile-2025</guid>
      <pubDate>Fri, 25 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Costruire e distruggere</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/costruire-e-distruggere</link>
      <description>&lt;![CDATA[riflessioni&#xA;&#xA;dialogo&#xA;-- Sto cercando di ridurre il consumo di carne.&#xA;-- Però al Mac ci vai, eh?&#xA;&#xA;-- Non compro banane, frutti esotici o verdura fuori stagione.&#xA;-- Ma l&#39;avocado toast con tuo figlio però te lo mangi...&#xA;&#xA;-- A casa non bevo acqua in bottiglia da anni.&#xA;-- Eh però ti ho visto ieri che la compravi al distributore automatico!&#xA;&#xA;-- Da un paio di mesi vado al lavoro in treno e cerco di usare l&#39;auto il meno possibile.&#xA;-- Sì, vabbè, parli tanto però hai ancora la macchina diesel, visto che sei tanto &#34;sostenibile&#34; perché non te ne fai una elettrica?&#xA;&#xA;— Se posso, viaggio in treno piuttosto che in aereo.&#xA;— E allora com’è che quest’estate sei volato in Danimarca?&#xA;&#xA;— Non trovo giusto comprare sempre l’ultima versione dei nuovi gadget elettronici in uscita.&#xA;— Ma l’iPhone nuovo te lo sei preso però!&#xA;&#xA;— Mi piacerebbe che il prato fuori dall’ufficio avesse un pezzetto che non viene falciato, per mantenere la biodiversità…&#xA;— Hahaha, che cazzata!&#xA;&#xA;Sento queste risposte di continuo, e ne ho piene le palle.&#xA;Sono stanco di persone che stanno appollaiate come camaleonti sul proprio rametto, occupandosi solo di quello, ma che, come camaleonti, sono pronte a far schizzare in avanti la loro lingua appiccicosa per criticare chiunque provi a curarsi di qualcosa che va appena al di là del proprio ramoscello.&#xA;!--more--&#xA;camaleonte&#xA;Non sono perfetto, su questo siamo tutti d’accordo.&#xA;Ogni tanto ho voglia anch&#39;io di carne alla griglia, o di coppiette; capita che sia stanco e prenda la macchina quando potrei andare a piedi; a volte, ma non ditelo in giro, se è buio e non c&#39;è nessuno, non raccolgo la cacca che la mia cagnolina ha fatto sull&#39;erba vicino al marciapiede.&#xA;Il punto però è che ci provo, provo ad avere cura dell&#39;ambiente, a consumare meno, a migliorare il posto dove vivo.&#xA;Provo a costruire. qualcosa di piccolo, di sgangherato, ma qualcosa.&#xA;Voi che vi riempite la bocca con tutte quelle critiche, che fate invece?&#xA;Distruggere è facile, non costa quasi niente e ci dà un piacere perverso, ci fa sentire meno meschini: se sminuiamo quello che fanno gli altri, se gli togliamo importanza, sarà più facile per noi accettare che non stiamo facendo niente. Non siamo pigri, siamo solo molto più furbi degli altri perché abbiamo capito che è inutile sbattersi, tanto le cose non cambiano.&#xA;Beh, è proprio a causa di quelli che si credono più furbi che le cose sono così ora, è per quelli che sanno solo distruggere che i pochi che cercano di costruire qualcosa vengono lasciati soli.&#xA;Quando mio figlio ed io camminiamo in spiaggia, raccogliamo i rifiuti abbandonati. Ce ne sono tanti, e noi portiamo via solo un paio di bottiglie e pacchetti di sigarette vuoti, forse una scatola di polistirolo portata dal mare; non renderemo la spiaggia più pulita, sembrerà sporca uguale, ma il nostro è un piccolo gesto, che può essere visto da qualcuno e quel qualcuno potrebbe imitarci, o magari sta per buttare a terra una bottiglia e ci ripensa perché si accorge che arrivare al cestino non è poi così faticoso.&#xA;Come per le formiche, tanti piccoli segni si sommano assieme  per fare qualcosa di grande, ma la cosa funziona in due direzioni: possiamo scegliere di aggiungere ognuno il nostro mattoncino Lego alla costruzione, oppure possiamo provare a distruggerla per mascherare la nostra incapacità o la nostra poca voglia di sbatterci per fare qualcosa di bello.&#xA;È una scelta, ma tutte le nostre scelte hanno conseguenze.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a></p>

<p><img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/d6uisecyze9akl8w0c8u1/dialogo.jpg?rlkey=wxurkrr9cdauwuqqbb9nabyvj&amp;st=iualxhen&amp;raw=1" alt="dialogo">
— Sto cercando di ridurre il consumo di carne.
— Però al Mac ci vai, eh?</p>

<p>— Non compro banane, frutti esotici o verdura fuori stagione.
— Ma l&#39;avocado toast con tuo figlio però te lo mangi...</p>

<p>— A casa non bevo acqua in bottiglia da anni.
— Eh però ti ho visto ieri che la compravi al distributore automatico!</p>

<p>— Da un paio di mesi vado al lavoro in treno e cerco di usare l&#39;auto il meno possibile.
— Sì, vabbè, parli tanto però hai ancora la macchina diesel, visto che sei tanto “sostenibile” perché non te ne fai una elettrica?</p>

<p>— Se posso, viaggio in treno piuttosto che in aereo.
— E allora com’è che quest’estate sei volato in Danimarca?</p>

<p>— Non trovo giusto comprare sempre l’ultima versione dei nuovi gadget elettronici in uscita.
— Ma l’iPhone nuovo te lo sei preso però!</p>

<p>— Mi piacerebbe che il prato fuori dall’ufficio avesse un pezzetto che non viene falciato, per mantenere la biodiversità…
— Hahaha, che cazzata!</p>

<p>Sento queste risposte di continuo, <strong>e ne ho piene le palle.</strong>
Sono stanco di persone che stanno appollaiate come camaleonti sul proprio rametto, occupandosi solo di quello, ma che, come camaleonti, sono pronte a far schizzare in avanti la loro lingua appiccicosa per criticare chiunque provi a curarsi di qualcosa che va appena al di là del proprio ramoscello.

<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/2z81f6mvy16y6g2c5xou6/camaleonte.jpg?rlkey=xle3sliwiivu3lg0cs4cotqdz&amp;st=1p13zztx&amp;raw=1" alt="camaleonte">
<strong>Non sono perfetto, su questo siamo tutti d’accordo.</strong>
Ogni tanto ho voglia anch&#39;io di carne alla griglia, o di coppiette; capita che sia stanco e prenda la macchina quando potrei andare a piedi; a volte, ma non ditelo in giro, se è buio e non c&#39;è nessuno, non raccolgo la cacca che la mia cagnolina ha fatto sull&#39;erba vicino al marciapiede.
Il punto però è che ci provo, provo ad avere cura dell&#39;ambiente, a consumare meno, a migliorare il posto dove vivo.
Provo a costruire. qualcosa di piccolo, di sgangherato, ma qualcosa.
Voi che vi riempite la bocca con tutte quelle critiche, che fate invece?
Distruggere è facile, non costa quasi niente e ci dà un piacere perverso, ci fa sentire meno meschini: se sminuiamo quello che fanno gli altri, se gli togliamo importanza, sarà più facile per noi accettare che non stiamo facendo niente. Non siamo pigri, siamo solo molto più furbi degli altri perché abbiamo capito che è inutile sbattersi, tanto le cose non cambiano.
Beh, è proprio a causa di quelli che si credono più furbi che le cose sono così ora, è per quelli che sanno solo distruggere che i pochi che cercano di costruire qualcosa vengono lasciati soli.
Quando mio figlio ed io camminiamo in spiaggia, raccogliamo i rifiuti abbandonati. Ce ne sono tanti, e noi portiamo via solo un paio di bottiglie e pacchetti di sigarette vuoti, forse una scatola di polistirolo portata dal mare; non renderemo la spiaggia più pulita, sembrerà sporca uguale, ma il nostro è un piccolo gesto, che può essere visto da qualcuno e quel qualcuno potrebbe imitarci, o magari sta per buttare a terra una bottiglia e ci ripensa perché si accorge che arrivare al cestino non è poi così faticoso.
Come per <a href="https://noblogo.org/yattaman/lasciare-un-segno" rel="nofollow">le formiche</a>, tanti piccoli segni si sommano assieme  per fare qualcosa di grande, ma la cosa funziona in due direzioni: possiamo scegliere di aggiungere ognuno il nostro mattoncino Lego alla costruzione, oppure possiamo provare a distruggerla per mascherare la nostra incapacità o la nostra poca voglia di sbatterci per fare qualcosa di bello.
È una scelta, <strong>ma tutte le nostre scelte hanno conseguenze.</strong></p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/costruire-e-distruggere</guid>
      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Lasciare un segno</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/lasciare-un-segno</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #formiche #scienza&#xA;&#xA;Durante i mesi caldi, sui prati vicino a Ladispoli, dove abito, si vedono spesso lunghe file di formiche che si muovono da una tana nel terreno a un&#39;altra, distante anche parecchi metri. Ho anche caricato un paio di video sul mio canale YouTube, se volete vederli ve li linko qui e qui.&#xA;Si tratta di Messor capitatus, formiche diffuse nel Centro-Sud d&#39;Italia e dette anche formiconi neri a causa delle loro notevoli dimensioni, che possono raggiungere anche i 12-16 mm nelle operaie major.&#xA;Si nutrono si granaglie, da qui il nome Messor, mietitrici, e hanno diverse caste di operaie, con dimensioni e compiti diversi.&#xA;!--more--&#xA;Messor capitatus&#xA;Perché vi sto parlando di formiche? Sono animali interessanti, ma cos&#39;hanno a che fare con il tema di questo blog?&#xA;Il punto è che queste formiche, come si vede bene nel video, muovendosi tra un buco e l&#39;altro, lasciano un segno, una traccia sul prato dove non c&#39;è più erba.&#xA;Questa cosa mi ha molto colpito: come può un esserino lungo poco più di un centimetro incidere così tanto sul paesaggio attorno a sé? La risposta è ovvia: non si tratta di una sola formica, ma di tante. M. capitatus forma colonie composte da circa 5000 individui e, quando si muovono tutti insieme, i piccoli effetti causati da ciascuno di loro si sommano, creando una traccia visibile.&#xA;E questa mi sembra una perfetta metafora su ciò che possiamo fare noi umani per cambiare le cose: se 5000 insetti lunghi un centimetro e mezzo possono lasciare un segno tangibile, cosa possono fare altrettanti umani 100 volte più grandi?&#xA;E non sto parlando di impronte su un prato, ma di effetti più sostanziali.&#xA;Ho smesso di contare le volte in cui mi sono sentito dire che i singoli non possono fare la differenza, che risparmiare elettricità non serve perché le industrie ne consumano molta di più, che non usare l&#39;auto è inutile perché le fabbriche, le navi mercantili, le centrali inquinano anche se andiamo a piedi, che ridurre il consumo di carne, acqua, plastica, risorse non ha effetto perché tanto ci sono sprechi molto più grandi che non possiamo controllare...&#xA;Andatelo a dire alle formiche.&#xA;Andatelo a dire alle 5000 M. capitatus che hanno lasciato il solco nel prato, o alle migliaia di Formica rufa che costruiscono nidi nei boschi (vi lascio un video anche di queste). Come fanno? Lavorano assieme, ecco come fanno. Senza che nessuno le diriga, lo fanno perché la collaborazione e, incidentalmente, il concetto che il bene della colonia è più importante di quello del singolo individuo, sono codificati nel loro DNA.&#xA;La nostra società è immensamente più complessa di quella delle formiche, così come il nostro cervello. Noi non siamo guidati dall&#39;istinto o da stimoli biochimici, noi abbiamo facoltà di scegliere.&#xA;Quando non facciamo la differenziata, quando prendiamo l&#39;auto per percorrere 500 metri, quando teniamo il riscaldamento a 25°C o il condizionatore a 18°C, quando compriamo frutta fuori stagione che ha viaggiato per gli oceani di mezzo mondo prima di arrivare da noi, abbiamo scelto di fregarcene di tutto quello che sta al di fuori della nostra piccola bolla personale, abbiamo scelto di mettere il nostro benessere immediato davanti a quello futuro della società e dei nostri figli.&#xA;E raccontandoci che tanto le nostre azioni individuali non hanno effetto, stiamo prendendo per il culo gli altri e noi stessi.&#xA;Perché siamo troppo pigri e ipocriti per ammettere che degli altri non ce ne frega una beata mazza, nemmeno se saranno i nostri figli a dover vivere in un mondo sempre più ostile per la razza umana.&#xA;Le nostre azioni individuali contano. contano quando si sommano alle azioni dei nostri vicini, contano quando fanno da esempio per gli altri, contano quando stimolano altre persone a comportarsi come noi.&#xA;Non mi credete? andate a vedere la spiaggia libera di Ladispoli, o alcuni tratti della Braccianese, o certe zone di Roma.&#xA;spiaggia di Ladispoli&#xA;La merda che vedete per terra non è il risultato dell&#39;azione dolosa di un singolo criminale, ma la somma di tanti piccoli gesti d&#39;incuria e maleducazione dei singoli, che hanno trasformato una piaggia, un prato o una strada in tanti immondezzai.&#xA;Perché i gesti dei singoli hanno conseguenze. Nel bene e nel male.&#xA;E adesso, se volete, pensate pure i piccoli gesti per migliorare il mondo non servano a niente.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:formiche" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">formiche</span></a> <a href="/yattaman/tag:scienza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scienza</span></a></p>

<p>Durante i mesi caldi, sui prati vicino a Ladispoli, dove abito, si vedono spesso lunghe file di formiche che si muovono da una tana nel terreno a un&#39;altra, distante anche parecchi metri. Ho anche caricato un paio di video sul mio canale YouTube, se volete vederli ve li linko <a href="https://youtube.com/shorts/0kymZikgdDU?feature=share" rel="nofollow">qui</a> e <a href="https://youtube.com/shorts/jBvSJgfAGe0?feature=share" rel="nofollow">qui</a>.
Si tratta di <a href="https://www.formicarium.it/formiche-italiane/70-scheda-allevamento-messor-capitatus" rel="nofollow"><em>Messor capitatus</em></a>, formiche diffuse nel Centro-Sud d&#39;Italia e dette anche formiconi neri a causa delle loro notevoli dimensioni, che possono raggiungere anche i 12-16 mm nelle operaie <em>major</em>.
Si nutrono si granaglie, da qui il nome <em>Messor</em>, mietitrici, e hanno diverse caste di operaie, con dimensioni e compiti diversi.

<img src="https://fourmiculture.com/wp-content/uploads/2020/04/1110.jpg" alt="Messor capitatus">
Perché vi sto parlando di formiche? Sono animali interessanti, ma cos&#39;hanno a che fare con il tema di questo blog?
Il punto è che queste formiche, come si vede bene nel <a href="https://youtube.com/shorts/0kymZikgdDU?feature=share" rel="nofollow">video</a>, muovendosi tra un buco e l&#39;altro, <strong><em>lasciano un segno</em></strong>, una traccia sul prato dove non c&#39;è più erba.
Questa cosa mi ha molto colpito: come può un esserino lungo poco più di un centimetro incidere così tanto sul paesaggio attorno a sé? La risposta è ovvia: non si tratta di una sola formica, ma di <strong><em>tante</em></strong>. M. capitatus forma colonie composte da circa 5000 individui e, quando si muovono tutti insieme, i piccoli effetti causati da ciascuno di loro si sommano, creando una traccia visibile.
E questa mi sembra una perfetta metafora su ciò che possiamo fare noi umani per cambiare le cose: se 5000 insetti lunghi un centimetro e mezzo possono lasciare un segno tangibile, cosa possono fare altrettanti umani 100 volte più grandi?
E non sto parlando di impronte su un prato, ma di effetti più sostanziali.
Ho smesso di contare le volte in cui mi sono sentito dire che i singoli non possono fare la differenza, che risparmiare elettricità non serve perché le industrie ne consumano molta di più, che non usare l&#39;auto è inutile perché le fabbriche, le navi mercantili, le centrali inquinano anche se andiamo a piedi, che ridurre il consumo di carne, acqua, plastica, risorse non ha effetto perché tanto ci sono sprechi molto più grandi che non possiamo controllare...
<strong><em>Andatelo a dire alle formiche.</em></strong>
Andatelo a dire alle 5000 <em>M. capitatus</em> che hanno lasciato il solco nel prato, o alle migliaia di <em>Formica rufa</em> che costruiscono nidi nei boschi (vi lascio un <a href="https://youtube.com/shorts/xFFgbnv7uog" rel="nofollow">video</a> anche di queste). Come fanno? Lavorano assieme, ecco come fanno. Senza che nessuno le diriga, lo fanno perché la collaborazione e, incidentalmente, il concetto che il bene della colonia è più importante di quello del singolo individuo, sono codificati nel loro DNA.
La nostra società è immensamente più complessa di quella delle formiche, così come il nostro cervello. Noi non siamo guidati dall&#39;istinto o da stimoli biochimici, noi abbiamo facoltà di <strong><em>scegliere.</em></strong>
Quando non facciamo la differenziata, quando prendiamo l&#39;auto per percorrere 500 metri, quando teniamo il riscaldamento a 25°C o il condizionatore a 18°C, quando compriamo frutta fuori stagione che ha viaggiato per gli oceani di mezzo mondo prima di arrivare da noi, abbiamo scelto di fregarcene di tutto quello che sta al di fuori della nostra piccola bolla personale, <strong><em>abbiamo scelto di mettere il nostro benessere immediato davanti a quello futuro della società e dei nostri figli.</em></strong>
E raccontandoci che tanto le nostre azioni individuali non hanno effetto, <strong><em>stiamo prendendo per il culo gli altri e noi stessi.</em></strong>
Perché siamo troppo pigri e ipocriti per ammettere che degli altri non ce ne frega una beata mazza, nemmeno se saranno i nostri figli a dover vivere in un mondo sempre più ostile per la razza umana.
Le nostre azioni individuali contano. contano quando si sommano alle azioni dei nostri vicini, contano quando fanno da esempio per gli altri, contano quando stimolano altre persone a comportarsi come noi.
Non mi credete? andate a vedere la spiaggia libera di Ladispoli, o alcuni tratti della Braccianese, o certe zone di Roma.
<img src="https://www.dropbox.com/scl/fi/v089kaj5urw9mqhz5zyj3/ladispoli.jpg?rlkey=80ljfbvk5bgahmep9ku44653m&amp;raw=1" alt="spiaggia di Ladispoli">
La merda che vedete per terra non è il risultato dell&#39;azione dolosa di un singolo criminale, ma la somma di tanti piccoli gesti d&#39;incuria e maleducazione dei singoli, che hanno trasformato una piaggia, un prato o una strada in tanti immondezzai.
<strong><em>Perché i gesti dei singoli hanno conseguenze. Nel bene e nel male.</em></strong>
E adesso, se volete, pensate pure i piccoli gesti per migliorare il mondo non servano a niente.</p>

<hr>

<p>Mi trovate su Mastodon come <a href="https://noblogo.org/@/Esperiment@mastodon.social" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>Esperiment@mastodon.social</span></a>
Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@Esperimentificio" rel="nofollow">https://www.youtube.com/@Esperimentificio</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/yattaman/lasciare-un-segno</guid>
      <pubDate>Sun, 23 Mar 2025 20:47:34 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Libri che possono cambiare il mondo</title>
      <link>https://noblogo.org/yattaman/libri-che-possono-cambiare-il-mondo</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessioni #libri #domande&#xA;&#xA;Può un libro cambiare il mondo? Un romanzo, intendo, perché se parliamo di saggi o di articoli scientifici la risposta è sicuramente sì, basta pensare ai Principia di Newton, al Capitale di Marx, o alla serie di scritti pubblicati da Albert Einstein nel suo annus mirabilis .&#xA;Quello che mi domando qui è se la letteratura ha il potere di cambiare le cose.&#xA;Le persone che scrivono, e ora ci sarebbe da chiedersi quando si può definire qualcuno &#34;scrittore,&#34; io la mia risposta ce l&#39;ho, ma è meglio non divagare... Dicevo che le persone che scrivono sono convinte che la letteratura abbia questo potere, e sicuramente anche molte di quelle che leggono hanno uno o più libri che hanno cambiato loro la vita.&#xA;Mi chiedo però se, al di là dell&#39;esperienza personale di chi si trova a leggere le parole giuste al momento giusto, proprio quando gli serviva uno stimolo per intraprendere un percorso, fare una scelta o, semplicemente, acquisire consapevolezza di certe cose, è possibile traslare questi effetti su una scala sociale anziché personale.&#xA;in altre parole:&#xA;un romanzo può essere così potente, convincente e diffuso da avere un effetto permanente sulla società?&#xA;!--more--&#xA;Io non sono una di quelle persone colte che hanno letto tutti i classici né, tantomeno, uno storico della letteratura e, anzi, spesso mi riempio la bocca citando libri che non ho letto (oh, io con l&#39;Ulisse ci ho provato tre volte, ma arrivo a un tot di pagine e mi accorgo che non solo non ho capito una mazza di quello che ho letto fino a quel momento, ma che nemmeno me lo ricordo...).&#xA;Quindi queste riflessioni potrebbero essere abbastanza campate in aria ma, visto che non siamo su una rivista peer rewieved e il referee non rifiuterà il mio testo per non aver citato le fonti, posso fregarmene e andare avanti. Poi scatenatevi voi a insultarmi se ho scritto cazzate.&#xA;Torniamo quindi alla domanda iniziale: &#xA;può un romanzo cambiare il mondo?&#xA;Che poi se ne porta dietro altre:&#xA;in che modo può farlo?&#xA;E, se può,&#xA;cosa ci vuole perché un romanzo sia in grado di cambiare il mondo?&#xA;Partiamo dall&#39;ultima: requisito essenziale perché un romanzo possa cambiare il mondo è che abbia sufficiente diffusione. Puoi aver scritto il pezzo di letteratura più dirompente, bello  e interessante della storia, ma se non ti legge nessuno non servirà a nulla.&#xA;E qui si apre un altro interrogativo:&#xA;come fa un libro a diffondersi a sufficienza per avere il potere di cambiare le cose? E quanto&#39;è questo &#34;a sufficienza?&#34;&#xA;Mi rendo conto che questo post sta diventando come la tana del Bianconiglio, comunque potete smettere di leggere quando vi pare.&#xA;Si potrebbe pensare che un libro, per diventare famoso, debba essere bello, scritto bene, ma ci sono una marea di controesempi, libri scritti di merda che hanno fatto un sacco di successo, quindi possiamo sicuramente dire che la qualità dei contenuti e dello stile non è sicuramente condizione unecessaria/u per generare un best seller.&#xA;Se però ragioniamo al di là del successo immediato e consideriamo periodi più lunghi, di svariati anni, forse possiamo confidare sulla galanteria del tempo che permette di scremare ciò che ha avuto successo immediato a causa di logiche commerciali, mode, o semplice culo, dalla letteratura che supera la prova del tempo grazie alla qualità intrinseca. &#xA;Possiamo quindi dire, peccando di ottimismo, che, se per diventare un best seller l&#39;essere un buon libro non è condizione necessaria, lo è al contrario per diventare un long seller.&#xA;Ma è anche condizione usufficiente/u?&#xA;Sicuramente no.&#xA;Cercare di capire le logiche editoriali che fanno di un romanzo un best seller però non è nelle mie intenzioni ora, quindi lasciamo stare questo punto e torniamo alle domande iniziali.&#xA;Come può un romanzo cambiare il mondo?&#xA;Deve instillare nella mente delle persone un&#39;idea forte e duratura che possa germinare, deve essere una specie di Inception letterario, che faccia fiorire nuovi modi di vedere le cose, nuovi modi di affrontarle, o che generi curiosità, oppure la spinta a fare qualcosa di mai tentato prima.&#xA;O potrebbe essere un romanzo che riesce a parlare a tutti, che crea una lingua comune a un certo gruppo di persone che quindi riconoscono la loro identità culturale nel romanzo.&#xA;E allora veniamo alla domanda fondamentale:&#xA;Esistono libri così?&#xA;Ci sono opere letterarie che possono mettere in moto questo tipo di meccanismi?&#xA;Istintivamente, la risposta che mi viene da dare è: sì, esistono.&#xA;Però non mi vengono in mente titoli d&#39;esempio.&#xA;Per formazione e gusti personali penso alla fantascienza, magari a quella del periodo d&#39;oro in cui c&#39;era una fiducia quasi religiosa nelle capacità tecnologiche umane, e che potrebbe aver influenzato una generazione di persone, stimolandole a diventare scienziati o agenti effettivi del cambiamento, con le loro scoperte e con la loro fiducia in un futuro migliore. A quel punto l&#39;autore che salta inevitabilmente fuori è Isaac Asimov, però non riesco a individuare un solo titolo paradigmatico in mezzo alla sua produzione letteraria. Però cito molto volentieri come esempio di invenzione letteraria che ha avuto effetti anche nella realtà le sue Tre leggi della Robotica.&#xA;&#xA;Per ora mi fermo qui, ponendo domande senza dare risposte, e continuando a cercare nella biblioteca di Babele un romanzo che ha cambiato il mondo, perché se è stato scritto o se è possibile farlo, lì ci sarà sicuramente.&#xA;&#xA;-----------------------------------------------------------------------------------------------&#xD;&#xA;Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social&#xD;&#xA;Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/yattaman/tag:riflessioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessioni</span></a> <a href="/yattaman/tag:libri" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">libri</span></a> <a href="/yattaman/tag:domande" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">domande</span></a></p>

<p>Può un libro cambiare il mondo? Un romanzo, intendo, perché se parliamo di saggi o di articoli scientifici la risposta è sicuramente <strong><em>sì</em></strong>, basta pensare ai <a href="https://amzn.to/3RbIg4H" rel="nofollow"><em>Principia</em></a> di Newton, al <a href="https://amzn.to/3RbIg4H" rel="nofollow"><em>Capitale</em></a> di Marx, o alla serie di scritti pubblicati da Albert Einstein nel suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Annus_Mirabilis_Papers" rel="nofollow"><em>annus mirabilis</em></a> .
Quello che mi domando qui è <strong>se la letteratura ha il potere di cambiare le cose</strong>.
Le persone che scrivono, e ora ci sarebbe da chiedersi quando si può definire qualcuno “scrittore,” io la mia risposta ce l&#39;ho, ma è meglio non divagare... Dicevo che le persone che scrivono sono convinte che la letteratura abbia questo potere, e sicuramente anche molte di quelle che leggono hanno uno o più libri che hanno cambiato loro la vita.
Mi chiedo però se, al di là dell&#39;esperienza personale di chi si trova a leggere le parole giuste al momento giusto, proprio quando gli serviva uno stimolo per intraprendere un percorso, fare una scelta o, semplicemente, acquisire consapevolezza di certe cose, è possibile traslare questi effetti su una scala sociale anziché personale.
in altre parole:
<strong><em>un romanzo può essere così potente, convincente e diffuso da avere un effetto permanente sulla società?</em></strong>

Io non sono una di quelle persone colte che hanno letto tutti i classici né, tantomeno, uno storico della letteratura e, anzi, spesso mi riempio la bocca citando libri che non ho letto (oh, io con l&#39;<a href="https://amzn.to/4hfDrSF" rel="nofollow"><em>Ulisse</em></a> ci ho provato tre volte, ma arrivo a un tot di pagine e mi accorgo che non solo non ho capito una mazza di quello che ho letto fino a quel momento, ma che nemmeno me lo ricordo...).
Quindi queste riflessioni potrebbero essere abbastanza campate in aria ma, visto che non siamo su una rivista peer rewieved e il referee non rifiuterà il mio testo per non aver citato le fonti, posso fregarmene e andare avanti. Poi scatenatevi voi a insultarmi se ho scritto cazzate.
Torniamo quindi alla domanda iniziale:
<strong><em>può un romanzo cambiare il mondo?</em></strong>
Che poi se ne porta dietro altre:
<strong><em>in che modo può farlo?</em></strong>
E, se può,
<strong><em>cosa ci vuole perché un romanzo sia in grado di cambiare il mondo?</em></strong>
Partiamo dall&#39;ultima: requisito essenziale perché un romanzo possa cambiare il mondo è che abbia sufficiente diffusione. Puoi aver scritto il pezzo di letteratura più dirompente, bello  e interessante della storia, ma se non ti legge nessuno non servirà a nulla.
E qui si apre un altro interrogativo:
<strong><em>come fa un libro a diffondersi a sufficienza per avere il potere di cambiare le cose? E quanto&#39;è questo “a sufficienza?”</em></strong>
Mi rendo conto che questo post sta diventando come la tana del Bianconiglio, comunque potete smettere di leggere quando vi pare.
Si potrebbe pensare che un libro, per diventare famoso, debba essere bello, scritto bene, ma ci sono una marea di controesempi, libri scritti di merda che hanno fatto un sacco di successo, quindi possiamo sicuramente dire che la qualità dei contenuti e dello stile non è sicuramente condizione <u><em>necessaria</em></u> per generare un best seller.
Se però ragioniamo al di là del successo immediato e consideriamo periodi più lunghi, di svariati anni, forse possiamo confidare sulla galanteria del tempo che permette di scremare ciò che ha avuto successo immediato a causa di logiche commerciali, mode, o semplice culo, dalla letteratura che supera la prova del tempo grazie alla qualità intrinseca.
Possiamo quindi dire, peccando di ottimismo, che, se per diventare un <em>best seller</em> l&#39;essere un buon libro non è condizione necessaria, lo è al contrario per diventare un <em>long seller</em>.
Ma è anche condizione <u><em>sufficiente</em></u>?
Sicuramente no.
Cercare di capire le logiche editoriali che fanno di un romanzo un best seller però non è nelle mie intenzioni ora, quindi lasciamo stare questo punto e torniamo alle domande iniziali.
<strong><em>Come può un romanzo cambiare il mondo?</em></strong>
Deve instillare nella mente delle persone un&#39;idea forte e duratura che possa germinare, deve essere una specie di <em>Inception</em> letterario, che faccia fiorire nuovi modi di vedere le cose, nuovi modi di affrontarle, o che generi curiosità, oppure la spinta a fare qualcosa di mai tentato prima.
O potrebbe essere un romanzo che riesce a parlare a tutti, che crea una lingua comune a un certo gruppo di persone che quindi riconoscono la loro identità culturale nel romanzo.
E allora veniamo alla domanda fondamentale:
<strong><em>Esistono libri così?</em></strong>
Ci sono opere letterarie che possono mettere in moto questo tipo di meccanismi?
Istintivamente, la risposta che mi viene da dare è: <strong><em>sì, esistono.</em></strong>
Però non mi vengono in mente titoli d&#39;esempio.
Per formazione e gusti personali penso alla fantascienza, magari a quella del periodo d&#39;oro in cui c&#39;era una fiducia quasi religiosa nelle capacità tecnologiche umane, e che potrebbe aver influenzato una generazione di persone, stimolandole a diventare scienziati o agenti effettivi del cambiamento, con le loro scoperte e con la loro fiducia in un futuro migliore. A quel punto l&#39;autore che salta inevitabilmente fuori è Isaac Asimov, però non riesco a individuare un solo titolo paradigmatico in mezzo alla sua produzione letteraria. Però cito molto volentieri come esempio di invenzione letteraria che ha avuto effetti anche nella realtà le sue <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tre_leggi_della_robotica" rel="nofollow">Tre leggi della Robotica</a>.</p>

<p>Per ora mi fermo qui, ponendo domande senza dare risposte, e continuando a cercare nella biblioteca di Babele un romanzo che ha cambiato il mondo, perché se è stato scritto o se è possibile farlo, lì ci sarà sicuramente.</p>

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      <pubDate>Sun, 02 Mar 2025 21:08:33 +0000</pubDate>
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