Attenzione: in questo post ci sono spoiler sul libro Piranesi di Susanna Clarke
Ho letto Piranesi. All'inizio non mi prendeva, sembrava la brutta copia della Biblioteca di Babele di Borges, poi però ha cambiato registro ed è diventato un “thriller tra i mondi” molto più appassionante. Anche se, e me ne accorgo mentre sto scrivendo ora, forse gli ho dato un voto troppo alto su Story Graph perché, pur essendo una bella storia credo che i personaggi, al di là del protagonista, avrebbero meritato una maggiore introspezione psicologica.
Può un libro cambiare il mondo? Un romanzo, intendo, perché se parliamo di saggi o di articoli scientifici la risposta è sicuramente sì, basta pensare ai Principia di Newton, al Capitale di Marx, o alla serie di scritti pubblicati da Albert Einstein nel suo annus mirabilis .
Quello che mi domando qui è se la letteratura ha il potere di cambiare le cose.
Le persone che scrivono, e ora ci sarebbe da chiedersi quando si può definire qualcuno “scrittore,” io la mia risposta ce l'ho, ma è meglio non divagare... Dicevo che le persone che scrivono sono convinte che la letteratura abbia questo potere, e sicuramente anche molte di quelle che leggono hanno uno o più libri che hanno cambiato loro la vita.
Mi chiedo però se, al di là dell'esperienza personale di chi si trova a leggere le parole giuste al momento giusto, proprio quando gli serviva uno stimolo per intraprendere un percorso, fare una scelta o, semplicemente, acquisire consapevolezza di certe cose, è possibile traslare questi effetti su una scala sociale anziché personale.
in altre parole:
un romanzo può essere così potente, convincente e diffuso da avere un effetto permanente sulla società?