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Sono trascorsi tre anni dall'acclamato “If You Leave” dei Daughter, trio inglese guidato dalla suadente cantante Elena Tonra. Un esordio intenso, evocativo e a suo modo sfuggente, ma soprattutto di rara catalogazione, visti i numerosi mutamenti sonori atti a delineare una formula “pop” dimessa, in perenne chiaroscuro, densa di parole trasudanti angoscia e una profonda inquietudine interiore, la stessa che accompagna la giovane Elena fin dalle sue prime apparizioni risalenti al 2010 mediante svariati demo autoprodotti ed Ep... https://artesuono.blogspot.com/2016/01/daughter-not-to-disappear-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/2vRh4R0ACSdHA5WORLP3Zg


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Strade polverose di un’America inquieta e povera. Lo spirito dell’hobo con tutta la sua filosofia popolare sempre alla ricerca della giustizia sociale.

Le canzoni di Woody Guthrie, classe 1912, sono il viaggio di un emarginato attraverso i drammi della Grande depressione e le rivolte del Midwest. Sono l’eco di un grido sofferto, una ribellione verso quello sviluppo sociale alienante e alienato, così inumano da accantonare e lasciare al proprio destino chi non vale perché non serve... https://www.silvanobottaro.it/archives/3983


Ascolta il disco: https://album.link/s/3DNbNDMcZhfVGd0LaGZMEy


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Diavolo di un Alejandro! Ancora una volta salito in cattedra, Alejandro Escovedo dispensa una delle migliori lezioni rock'n'roll della stagione, e ci troviamo così a tessere le immancabili lodi di un autore mai troppo considerato, un punto fermo di quella classicità rock che sta diventando sempre più merce rara di questi tempi. Tutto ciò avviene quando meno te lo aspetti: al termine di un percorso di rinascita artistica e umana che nella trilogia elettrica concepita con il produttore Tony Visconti sembrava ormai avere detto tutto, toccando punte di ispirazione notevoli in Street Songs of Love e abbandonandosi divertito nella sarabanda di Big Station. Burn Something Beautiful è qualcosa di più e di meglio, forse sarebbe giusto dire di definitivo, nella descrizione dell'autore... https://artesuono.blogspot.com/2016/12/alejandro-escovedo-burn-something.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/6qzXtdeIuZ7oUPc28kx67h


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C’era una volta un pianoforte. Uno Steinway Vertegrand del 1912, nobile e austero come quello che troneggiava negli studi di Abbey Road. Per un secolo è appartenuto alla stessa famiglia, in una villa da qualche parte nel Connecticut. Joseph Arthur l'ha comprato da un restauratore di Brooklyn, l'ha fatto portare nel suo studio, l'ha salvato dagli allagamenti quando l'uragano Sandy si è abbattuto su New York. E appena si è messo a suonarlo, le canzoni di “The Family” hanno cominciato a sgorgare come un torrente in piena... https://artesuono.blogspot.com/2016/06/joseph-arthur-family-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/4nYmAbfFuh1xvJMtb4xlgR


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Era forse inevitabile che il “Bon Iver d'Inghilterra” (etichetta scomoda e brutta, comunque) si unisse agli americani Foreign Fields, nome poco conosciuto se non, appunto, tra chi ha voluto trovare le orme di Vernon nella musica che lo ha seguito. Le interpretazioni espressive di Matthew Hegarty, forse sprovviste del fascino irsuto e della profondità del suo presunto alter ego, trovano così un'ambientazione elettronico-sintetica tipica del duo di Nashville, che avevano già tentato con la loro musica di trascendere le sonorità scarne di “For Emma, Forever Ago”. Il risultato, al contrario, contiene in qualche modo la pienezza emotiva, quasi operistica della vocalità di Hegarty (arriva a ricordare l'omonimo in “Glacier”), dandole spazio e colore (“Graveyard Parade”)... https://artesuono.blogspot.com/2016/05/matthew-and-atlas-temple-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/7FAc0Om3wUx1X87f01EFvW


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“C’eravamo tanto amati”. Ma ora basta. I Radiohead sono… cosa sono i Radiohead? Una tra le più innovative band degli ultimi vent’anni? Un fenomeno? Un geyser di hype? Tutto assieme? Forse abbiamo trovato una quadra. E ad ogni disco, da qualche anno a questa parte, la menata è sempre la stessa. Azioni commerciali geniali a furor di popolo con tanto di download gratuiti o quasi (ma che fecero perdere la pazienza anche a Marc Ribot, tanto da dedicar loro, in maniera piuttosto diretta, un brano dei Ceramic Dog intitolato non a caso “Masters of the Internet”), edizioni deluxe da buttarci tutto lo stipendio – il qui presente lo sa bene – e all’alba del 2016, sparizioni dall’internet fino a creare convulsioni a tutti quanti... https://artesuono.blogspot.com/2016/05/radiohead-moon-shaped-pool-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/2ix8vWvvSp2Yo7rKMiWpkg


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Era già evidente dagli esordi l’abilità di Keaton Henson di scavare nella profondità dell’animo umano, rivelandone tutta la sofferenza e la fragilità. In questo percorso, musica e pittura rappresentano per l’artista londinese una terapia spirituale, un diario intimo e delicato dove leccarsi le ferite lontano da occhi indiscreti. In questa chiave interpretativa, la copertina di “Kindly Now” è il manifesto più trasparente della complessa personalità di Henson, qui alle prese con il progetto più accessibile e immediato della sua discografia... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/keaton-henson-kindly-now-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/2STN4lLvNNRsO0FuatKqVI


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Chi si aspettava novità, ribaltoni o sconquassi lasci pure perdere: Keep Me Singing è il nuovo-vecchio album di Van Morrison che ci attendavamo. Con un pregio in più, però, ossia è finalmente prodotto. Ci spieghiamo meglio: negli ultimi almeno quattro lustri o quasi i dischi del Belfast Cowboy sono spesso sembrati risultato di un tizio che entrava in studio con la sua più o meno fat band, inserire la spina e registrare il più in fretta possibile – non che siano mancati brani degni ma l’idea di un po’ di mancanza di cura serpeggiava, eccome. Benvenuto, pertanto, il buon ma superfluo Duets/Re-Working The Catalogue dello scorso anno, che grazie a Don Was alzava la media della cura dei particolari... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/van-morrison-keep-me-singing-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3BfnBwHZZi29Wwtuv2XUF4


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Chiudete gli occhi e immaginate. Immaginate di essere seduti sul retro di un pick-up, il vento a schiaffeggiarvi i capelli, l’interstate che sfreccia sotto i vostri piedi, il sole buono della primavera a dorare un profondo orizzonte di grano. E immaginate di sdraiarvi in quella distesa di spighe bionde, quando il crepuscolo vi avvolge e voi, col naso all’insù, cercate di dare un nome alle prime stelle che baluginano in cielo. Chiudete gli occhi ancora e spingetevi nella notte silenziosa del Midwest, fino a quel silo là in fondo, dalla cui sommità potrete attendere il brumoso abbraccio dell’alba... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/the-pines-above-prairie-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/55Ejwo4BcXTkCYCZYzwc8b


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Dove ci troviamo precisamente nel momento esatto in cui un evento catastrofico, come la tragica perdita di un figlio, comincia a scavarci dentro cambiandoci in qualcosa di sconosciuto? Quanto lontano ci trasporta il presente nel tentativo di farci mutare il nostro modello originale d’esistenza, verso una forma capace di sopportarne e comprenderne le asprezze? ... https://artesuono.blogspot.com/2016/09/nick-cave-bad-seeds-skeleton-tree-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/7bCVL7M7T5hz7x0OX9e32S


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