So è il quinto album solista di Peter Gabriel ed è il primo che porta il titolo di una sillaba, i primi quattro, infatti, hanno un numero progressivo: 1, 2, 3 e 4, mentre i prossimi porteranno il titolo di Us e Up.
Non privo di successo, prima con i Genesis e poi come solista, è con questo album che Gabriel raggiunge il vertice della popolarità. Il suono moderno e i brani solidi grazie anche la maestria del co-produttore Daniel Lanois, portano il disco nelle classifiche mondiali. Brani come “Sledgehammer”, “Red Rain”, “Don’t Give Up” con Kate Bush e “In Your Eyes” con Youssou N’Dour, fanno di questo disco degli anni Ottanta uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli anni... https://www.silvanobottaro.it/archives/3738
Adele Nigro è uscita dal gruppo. Ha deciso di lasciare quel folk che geograficamente sta tra la Svezia delle First Aid Kit e le foreste del Nord America, per fare qualcosa di nuovo. E forse di più vero. Perché, per quanto mi piacessero le Lovecats e il loro EP, non riuscivano a essere niente di più che una bella melodia e un’ottima armonizzazione. Il suo nuovo progetto, la sua nuova band, Any Other, riapre tutte le possibilità... https://artesuono.blogspot.com/2015/09/any-other-silently-quietly-going-away.html
Il modo più semplice per provare a raccontare di questo Power In The Blood è far finta di credere che Buffy Sainte Marie sia, soltanto, una autrice e cantante. Di dimenticarci delle sue esperienze di artista multimediale e del suo impegno di pacifista e cooperatrice, a difesa e sostegno dei nativi americani, popolo al quale lei stessa appartiene. Ma anche così, pur essendo questo il modo più semplice, ridurre Power In The Blood alla sua sola dimensione fisica di album, non rende tuttavia semplice raccontarlo... https://artesuono.blogspot.com/2015/05/buffy-sainte-marie-power-in-blood-2015.html
Il quinto album degli Heartless Bastards è uno splendido esempio di gruppo che gradualmente giunge a una completa maturità artistica. A differenza di band il cui talento emerge da subito in maniera più cristallina gli Heartless Bastards hanno dovuto fare parecchia strada per trovare la loro dimensione ideale dopo aver oscillato tra post-punk e country... https://artesuono.blogspot.com/2015/07/heartless-bastards-restless-ones-2015.html
Sean Carey, batterista improvvisamente scopertosi compositore, si è visto assalire da un’orda di critici, pronti a smantellare qualsiasi suo tentativo creativo, ma smessi i panni del songwriter e abbracciati quelli dell’impressionista sonoro, con “Range Of Light” ha trovato finalmente il coraggio di uscire dall’ombra di Bon Iver, ridefinendo il suo ruolo di outsider.
Sarà per il tono austero frutto dei sui studi classici, o per quella tendenza al descrittivo quasi pittorico degli arrangiamenti, S. Carey resta un musicista per pochi eletti o per anime pronte a cedere alle emozioni più sotterranee e delicate, quelle prive di qualsiasi risvolto sociale o intellettuale... https://artesuono.blogspot.com/2015/03/s-carey-supermoon-2015.html
Parlare di Phil Elverum è come parlare del Papa, la sua musica è diventata talmente personale che è impossibile sbagliarsi durante l’ascolto di uno dei suoi dischi: disco dopo disco, è giunto ad essere uno dei cantautori americani più importanti della sua generazione. Le alte vette raggiunte con The Glow Pt.2 e Mount Eerie, quando era sotto il moniker The Microphones, sono un bel ricordo ormai cronologicamente distante. Il cambio di nome, avvenuto proprio successivamente a Mount Eerie, molto probabilmente, è stato un sintomo di rinascita artistica. Elverum doveva distaccarsi dal successo che aveva ottenuto, consapevole di non poter mai più raggiungere quei picchi... https://artesuono.blogspot.com/2015/02/mount-eerie-sauna-2015.html
La premiata coppia Erik “Ripley” Johnson & Sanae Yamada, in arte Moon Duo, torna a far danni in questo 2015. Il Duo per l’occasione si trasforma spesso e volentieri in un trio, con l’aggiunta del batterista John Jeffrey a dare nuova linfa a quei ritmi densi e corposi, sempre in bilico tra kraut rock e psichedelia, che sono un po’ il marchio di fabbrica della band. “Shadow Of The Sun” è stato registrato durante un periodo di insolita calma, lontano da concerti, tour e dall’adrenalina che dà spostarsi di continuo. Nove tracce nate dentro un seminterrato di Portland (Oregon) che spiegano meglio di tante parole lo strano sentimento che si prova a stare fermi dopo aver tanto viaggiato, quando la voglia di riposare è tanta ma il desiderio di ripartire è già nato e si fa sentire... https://artesuono.blogspot.com/2015/03/moon-duo-shadow-of-sun-2015.html
Attesissimo nella scena folk indipendente (sospetto più dagli addetti ai lavori che dagli ascoltatori), il nuovo disco di Joe O’Connell, “Where In Our Woods”, arriva quasi in sordina agli inizi ancora infreddoliti e letargici di questo 2015. E, di conseguenza, si presenta in punta di piedi, rinunciando all’intensità del precedente, forse insuperabile “Louder Than Thou”, vero “vangelo” del cantautorato americano di pochi anni fa... https://artesuono.blogspot.com/2015/01/elephant-micah-where-in-our-woods-2015.html
Hanno giocato bene le loro carte, i Lower Dens di Jana Hunter, alimentando mese dopo mese le attese per quello che è a tutti gli effetti il terzo album in studio, Escape From Evil. Accantonata l’ormai decennale esperienza solista/freak-folk iniziata a metà anni Zero, con l’appoggio di un Devendra Banhart all’epoca all’apice della popolarità, la Hunter è riuscita a reinventarsi icona – a suo modo – cool attraverso le trame di un dream pop chitarristico che ha trovato sfogo prima in Twin-Hand Movement e poi, in una veste ancora più appetibile, nel Nootropics del 2012... https://artesuono.blogspot.com/2015/04/lower-dens-escape-from-evil-2015.html
Che il profilo artistico di Tamara Lindeman fosse pregevole lo si capiva gia dalle buone frequentazioni della musicista canadese, le sue apparizioni negli album di Will Stratton e Barzin avevano stimolato l’attenzione di critica e pubblico, mettendo in luce un talento maturo e una ispirazione cristallina. The Weather Station sono la sua creatura discografica, dove si alternano amici e collaboratori diversi. Per il terzo capitolo, “Loyalty”, l’artista ha chiamato al suo fianco Afie Jurvanen e Robbie Lackritz (produttore gia di Feist), e ha scelto gli studi francesi La Frette per realizzare il suo album più intenso e ambizioso... https://artesuono.blogspot.com/2015/05/the-weather-station-loyalty-2015.html