Chiaramente, Dylan LeBlanc non è quell’artista a cui si guarda quando si cerca l’estro, la scintilla. Però un Americana interpretata in modo sentito, suonato e prodotto come si deve, sì, e questo “Cautionary Tale”, con il suo spirito più scarno e suggestivo, lo pone in una luce ancora migliore sotto questo aspetto, diluendo quell’immagine da drama queen del cantautorato che avvolgeva la sua prima, giovane carriera... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/dylan-leblanc-cautionary-tale-2016.html
La sfida era notevole: riportare la musica folk al centro dell’attenzione del pubblico, con un progetto che non si ponesse limiti strutturali e culturali.
E’ il 2011 quando Iarla Ó Lionáird, Martin Hayes, Caoimhin Ó Raghallaigh, Thomas Bartlett e Dennis Cahill, partendo dagli Stati Uniti, intraprendono una tournée con il primo supergruppo folk della storia. Tre anni dopo arriva finalmente il primo album e la consacrazione da parte di critica e pubblico: sono nati i Gloaming... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/the-gloaming-2-2016.html
E’ noto che Peter Gabriel sia piuttosto parco nella produzione musicale, infatti l’ultima sua incisione risale a otto anni fa. Dopo quattro album intitolati con i numeri: 1, 2, 3 e 4 e altri tre con le sillabe: So, Us e Up, questo è il primo disco che ha un nome più comune: Scratch My Back che, non a caso, è un album di cover, quindi canzoni di altri musicisti. Gli stessi musicisti sono stati chiamati poi in causa per contraccambiare “il progetto” incidendo delle canzoni sue... https://www.silvanobottaro.it/archives/3987
Lunga linea di asfalto – delle tante che segnano l'immaginario musicale americano – la Interstate 20 attraversa le terre del Deep South, unendo in un solo colpo d'occhio la Carolina del Sud con il Texas, passando per Georgia, Alabama, Mississippi e il nord della Lousiana, luogo quest'ultimo da cui la stessa Lucinda Williams proviene. È in questo dato geografico e umano che risiede il senso ultimo delle quattordici canzoni raccolte in The Ghosts of Highway 20, un ciclo di memorie, caratteri (e fantasmi, appunto) che hanno la velleità di un concept album e l'anima di un'unica ballata dolente... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/lucinda-williams-ghosts-of-highway-20.html
Sarà anche una locuzione un po’ consunta e banale, ma è indubitabile che i Simple Minds stiano vivendo una sorta di seconda giovinezza. Arrivati sul baratro dell’oblio, dopo aver prodotto per quasi trent’anni dischi di imbarazzante pochezza, hanno ritrovato l’ispirazione due anni fa, con Big Music, full lenght pimpante e vitale, in grado di rinverdire almeno in parte i fasti della loro migliore stagione... https://artesuono.blogspot.com/2016/12/simple-minds-acoustic-2016.html
Il luogo di provenienza dei Syd Arthur – Canterbury – è tanto ingombrante quanto (almeno sulla carta) garanzia di qualità e originalità. Prodotto da Jason Falkner, collaboratore, fra gli altri, di Beck, Air e Travis, “Apricity” (termine anglosassone da tempo in disuso che sta a significare il “calore del sole”) è già dal titolo opera che sa essere singolare e al contempo classicamente canterburiana senza ostacolanti limiti derivativi. Eppure i Syd Arthur (nome che omaggia due campioni della psichedelia, i compianti Syd Barrett e Arthur Lee), pur facendo riferimento, almeno geograficamente, a grandi gruppi di genere, come Caravan e Camel, ripropongono quelle leggendarie sonorità seventies con piglio moderno, inclinazione pop e variazioni psych rock... https://artesuono.blogspot.com/2016/11/syd-arthur-apricity-2016.html
È sempre lo stesso, Aidan Knight, eppure non lo è più. Te ne accorgi subito quando sussurra al microfono, all’inizio di “Each Other”, con sobrio timbro Callahan-iano: “Congratulate, my friends, on the birth of a healthy son…”. Messa così, sembra che si parli di una banale maturazione anagrafica, a un certo punto arrivano i figli, non sei più l’artista scapestrato, scrivi della prima volta in cui hai cambiato un pannolino etc.
Degnissimo, ma non è quanto accade nel seducente, astratto ma viscerale, nuovo disco del cantautore canadese, che possiamo considerare la sua consacrazione anche per la firma per un’etichetta non secondaria come la Full Time Hobby... https://artesuono.blogspot.com/2016/02/aidan-knight-each-other-2016.html
Tra le sue molte doti, Joe Bonamassa ha quella di continuare a pubblicare dischi (siano essi album in studio, collaborazioni o live) a un ritmo costante e accelerato, non facendo passare mai nemmeno un anno tra un’uscita e l’altra. “Blues Of Desperation” si incastra quindi in una produzione che ancora oggi non sembra mostrare il minimo cedimento e ha un titolo che lascia presagire in modo chiaro quali saranno le atmosfere che lo pervadono... https://artesuono.blogspot.com/2016/03/joe-bonamassa-blues-of-desperation-2016.html
Nella foto di copertina – la prima a cambiare gli usuali temi “gotici” disegnati dall'illustratore Wes Freed – i colori sono sbiaditi, la bandiera sventola a mezz'asta, il contrasto con i toni grigi e crepuscolari dell'immagine è quasi impercettibile. È l'America dopo gli otto anni della presidenza Obama, quella che si è risvegliata dalla spinta dell'ottimismo e di una progressiva ripresa economica e ha dovuto affrontare l'altra faccia della medaglia: l'improvviso riemergere della questione razziale mai risolta, l'ineguaglianza crescente, la violenza delle armi e la brutalità della polizia, il terrorismo e la fobia del diverso da sé... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/drive-by-truckers-american-band-2016.html
Caro Justin,è da qualche anno che non ci sentiamo, per la precisione dal 2013, quando uscì Grownass Man, disco del tuo progetto parallelo, Shouting Matches. In quell’occasione, ti dissi che avevi fatto un mezzo passo falso e che il disco era una discreta cagata. Certo, tu sei uno che anche fuori dall’egida Bon Iver di cose ne ha provate tante, e ti do atto di una straordinaria creatività . Però, quella volta, la ciambella ti è venuta senza il buco. Capita. Mi dispiace che tu te la sia presa: per me l’amicizia è anche dirsi le cose in faccia, senza filtri e con onestà. In fin dei conti, come ben sai, quando ho potuto spendere per te le mie migliori parole, l’ho sempre fatto con entusiasmo e appassionatamente, senza aspettarmi nulla in cambio... https://artesuono.blogspot.com/2016/09/bon-iver-22-million-2016.html