Si immagini questo particolare staff scandinavo: due artisti provenienti da due band diverse si incontrano, ciascuno con il suo personale background musicale. Chiamano un po’ di baldi musici al loro servizio e formano un collettivo dal nome a dir poco impegnativo: The Amazing.
Dopo l’apprezzabile “Gentle Stream” arriva così “Picture You”, l’ultimissima ricetta del quintetto svedese dove nei suoi brani scoviamo facilmente le tracce della loro genesi: un incontro tra molteplici flussi di passato e presente dove nessuno prevarica sull'altro, in un'armonia a lunghi tratti – ci venga concessa la battuta facile – amazing... https://artesuono.blogspot.com/2015/09/the-amazing-picture-you-2015.html
Al concerto tenutosi per il lancio di “Eska”, lo scorso 16 maggio 2015 al Rich Mix di Londra, tra il pubblico sono state avvistate delle estasiate Laura Mvula, Alice Russell e Lianne La Havas. Accompagnata da una band stringata ai limiti del garage-rock, Eska ha tirato giù il tetto della sala, dando prova della sua portentosa voce, ma soprattutto dell'incredibile verve di emotiva quanto spiritosa interprete e polistrumentista, una leonessa da palcoscenico capace di stravolgere le proprie canzoni saltando dal folk al rock al blues al soul al gospel con una facilità da mettere in soggezione... https://artesuono.blogspot.com/2015/09/eska-eska-2015.html
Questo disco arriva dopo che le ultime prove discografiche in studio erano diventate un poco appannate, avevano perso smalto (“The Town and The City” una spanna sopra l’ ultimo “Tin Can Trust” di cinque anni orsono, tuttavia entrambe sono prove meno convincenti di un glorioso passato). Però David Hidalgo e Louie Pérez sono tornati in gran forma e c’è una grande varietà nei suoni, con brani che si presentano in una veste squisitamente latina, oppure troviamo blues urbani, sonorità black, poi ci sono riferimenti ai Grateful Dead ed al loro capolavoro Kiko e riscontriamo la presenza di alcune grandi canzoni come ad esempio “Magdalena” e “When We Were Free”. Azzarderei col dire che è il disco più convincente dai tempi di “Good Morning Aztlán” (2002) e qualitativamente siamo ai livelli di Kiko... https://artesuono.blogspot.com/2015/10/los-lobos-gates-of-gold-2015.html
Che Warren Waynes volesse registrare un disco da cantautore non è una novità per chi segue con attenzione il musicista di Asheville. In fondo il suo esordio solista, Live At Bonnaroo del 2004, era un disco acustico che andava in questa direzione, per cui molti pensavano che Man In Motion sarebbe stato il tanto atteso album in studio da songwriter…ma sappiamo che le cose sono andate diversamente. Warren ha spiegato che canzoni di questo genere, non adatte agli Allman Brothers o ai Gov't Mule, si sono accumulate nel corso degli anni... https://artesuono.blogspot.com/2015/09/warren-haynes-feat-railroad-earth-ashes.html
Il linguaggio di un musicista sono i suoi ascolti, anche quando un gruppo, o un solista, intende superarli o lasciarseli alle spalle. È proprio questa semplice verità, ancora oggi invisa a qualche purista dell'illuminazione improvvisa, il segreto della grandezza dei Phish, creatura nata presso l'Università del Vermont, nel 1983, allorché il chitarrista Trey Anastasio e i suoi tre complici trovarono divertente l'idea di mettere sul pentagramma una conoscenza enciclopedica della storia del rock e dei suoi derivati, ogni volta riletti in un'apoteosi di virtuosismi, improvvisazioni, divagazioni, rimaneggiamenti e, non ultime, straordinarie facilità e freschezza di scrittura... https://artesuono.blogspot.com/2015/12/trey-anastasio-paper-wheels-2015.html
“I don’t know where to begin”. Difficile immaginare una confessione più disarmata, per uno che di mestiere fa il cantastorie. Scoprirsi così sopraffatti da aver perso le parole. Da aver paura persino di affrontare il silenzio.
Difficile immaginarlo soprattutto per uno come Sufjan l’eclettico, quello del giro dell’America in cinquanta album e delle lettere aperte a Miley Cyrus su Tumblr. Ma in “Carrie & Lowell” le cose sono diverse: “Questo non è il mio progetto artistico. Questa è la mia vita”. E il gioco dei trasformismi lascia il posto alla carne e al sangue dell’esperienza... https://artesuono.blogspot.com/2015/04/sufjan-stevens-carrie-lowell-2015.html
Non è un mistero che i dischi del nuovo millennio, comunque sempre dignitosi, di “Van the Man”, oltre ad un paio di compilations, albums di covers e il nostalgico, storico live di Astral Weeks, siano scivolati progressivamente verso una stanchezza creativa che è andata di pari passo a quella fisica, palesata nei concerti degli ultimi anni (ridotti nei tempi per problemi di voce) e nelle dichiarazioni delle ultime interviste (non riesco più a fare tour, mi stanco troppo). Quindi con queste premesse, arrivato lannuncio del progetto dei duetti (chiaramente con un occhio rivolto al mercato), pur rappresentando una delle figure più ammirate e rispettate del mondo della musica, il rischio di flop artistico non era poi unipotesi così remota... https://artesuono.blogspot.com/2015/03/van-morrison-duets-re-working-catalogue.html
Assieme a Brothers Keeper è senz’altro Yellow Moon il disco più importante della produzione musicale dei Neville Brothers.
Seguendo coerentemente una linea di sviluppo artistico che dall’iniziale influenza del cajun e della tradizione creola di New Orleans li ha portati man mano ad una miscela sempre più veriegata di stili, i Neville Brothers arrivano alla tappa più importante del loro lunghissimo cammino discografico iniziato negli anni sessanta come Meters... https://www.silvanobottaro.it/archives/3693
Casomai qualcuno se lo chiedesse (ma il dato possiede anche un suo senso “narrativo”), la Terraplane, fino al 1934 EssexTerraplane, era un modello di automobile prodotto da una casa di Detroit, la Hudson Motor Company, e molto diffuso negli Stati Uniti ai tempi della Grande Depressione. La vettura, assai simile a quelle che potete vedere in una qualsiasi puntata di Boardwalk Empire, divenne, in virtù del costo accessibile, una delle più comprate, anche in tempo di crisi, e contribuì a fare della Hudson (sopravvissuta per altri vent’anni) una delle poche aziende davvero floride del paese... https://artesuono.blogspot.com/2015/02/steve-earle-dukes-terraplane-2015.html
The Waterboys pubblicheranno il loro nuovo album intitolato Modern Blues su etichetta Harlequin And Clown, via Kobalt Label Services, il prossimo 20 Gennaio 2015. Registrato a Nashville, il disco è stato prodotto dal leader della band Mike Scott e mixato da Bob Clearmountain. Modern Blues contiene nove brani inediti ricchi di passione, che evocano il meglio del passato della band mentre forgiano il suo futuro.
La decisione di registrare il nuovo album negli Stati Uniti si è rivelata catartica per lo spirito e il suono del disco. “La gente deve aspettarsi l’imprevedibile dai Waterboys”, dice Mike Scott, con un piccolo ghigno nella voce. E’ un’intenzione che ha ispirato tre decenni di musica cangiante e avvincente, e che su questo undicesimo album in studio ha un effetto particolarmente emozionante... https://artesuono.blogspot.com/2015/01/the-waterboys-modern-blues-2015.html