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    <title>Egitto &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:Egitto</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 19:38:54 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Condanne a Roma, sorrisi al Cairo. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/condanne-a-roma-sorrisi-al-cairo</link>
      <description>&lt;![CDATA[(234) &#xA;&#xA;(R1) &#xA;&#xA;La sentenza di primo grado sul caso #Regeni è una vittoria della giustizia contro un muro di silenzio che sembrava insuperabile. &#xA;Ma è una vittoria che rende ancora più difficile accettare la prudenza del governo italiano: mentre un tribunale condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani, il ministro degli Esteri Antonio #Tajani si preoccupa soprattutto di precisare che l’Egitto, come Stato, non è stato condannato.&#xA;Il 28 settembre 2026 la Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni di reclusione a tre agenti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni e ha assolto il quarto imputato. &#xA;&#xA;È essenziale non attribuire alla sentenza ciò che non dice: non c’è stata una condanna per l’omicidio. &#xA;Le motivazioni devono ancora essere depositate. &#xA;Eppure il risultato è enorme. &#xA;Dopo più di dieci anni, la responsabilità penale per il rapimento del ricercatore di #Fiumicello è stata riconosciuta nonostante l’assenza degli imputati e gli ostacoli che hanno rischiato di impedire persino la celebrazione del processo.&#xA;Quegli ostacoli non sono un dettaglio diplomatico. &#xA;Le autorità egiziane non hanno fornito gli indirizzi necessari a notificare gli atti agli imputati. &#xA;Nel corso delle indagini si sono succedute versioni fuorvianti: l’incidente stradale, il delitto legato a una relazione sessuale, la pista della banda criminale. &#xA;&#xA;La Corte costituzionale è dovuta intervenire perché la mancata collaborazione egiziana non si trasformasse in una protezione per gli imputati e in un’impossibilità di accertare i fatti. &#xA;Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha detto che il risultato è arrivato “...nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziane”,&#xA;&#xA;Di fronte a tutto questo, #Tajani ha scelto parole di una cautela sconcertante: “Non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”. &#xA;Ha aggiunto che la sentenza è di primo grado, che si vedrà cosa accadrà nei successivi gradi di giudizio e che “...la giustizia farà il suo corso”. &#xA;Sul mancato aiuto del Cairo, la sua risposta è stata: “Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione”. &#xA;È una distinzione giuridicamente corretta, ma politicamente desolante. &#xA;Nessuno chiede al ministro di attribuire al presidente egiziano una responsabilità penale che la Corte non ha accertato. &#xA;Gli si chiede di riconoscere il comportamento dello Stato con cui intrattiene rapporti diplomatici.&#xA;&#xA;(R2)&#xA;&#xA;La distanza tra le richieste italiane e la risposta egiziana è il punto. &#xA;“Abbiamo sempre chiesto” non spiega che cosa il governo intenda fare quando quelle richieste restano senza esito. &#xA;Suona tanto più insufficiente ricordando che, all’inizio di settembre, lo stesso Tajani aveva celebrato i “rapporti politici solidi” tra Italia ed #Egitto e l’intenzione di tradurli in crescita e investimenti. &#xA;&#xA;La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia.&#xA;La famiglia Regeni, attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini, ha dichiarato che “Oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta”. &#xA;È una fiducia conquistata con tenacia, non concessa dal silenzio del Cairo. &#xA;La sentenza non chiude la ricerca delle responsabilità per le torture e per l’uccisione di Giulio; proprio per questo non può diventare il pretesto per aspettare in silenzio.&#xA;&#xA;Adesso lo Stato italiano deve dire pubblicamente quale collaborazione pretende dall’Egitto, quali iniziative assumerà per rendere effettive le condanne e quali conseguenze politiche trarrà da un nuovo rifiuto. &#xA;Non basta dichiarare “non accettabile” un omicidio e poi trattare come ordinaria l’ostruzione alla giustizia. &#xA;&#xA;Un Paese che celebra la forza dei propri tribunali ma continua a riservare parole premurose a chi ne ha ostacolato il lavoro manda un messaggio intollerabile: la verità conta, purché non disturbi i rapporti con il Cairo. &#xA;Giulio Regeni e la sua famiglia meritano una risposta più ferma. &#xA;Ed anche l’Italia che non si volta dall’altra parte.&#xA;&#xA;#Blog #GiulioRegeni #Egitto #GovernoMeloni #Opinioni #Politica #DirittiUmani #DirittiCivili &#xA;&#xA;Dove trovare i post, in alternativa.&#xD;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social/&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(234)</p>

<p><img src="https://static-prod.cdnilpost.com/wp-content/uploads/2026/09/29/1790664651-2026-09-28T170252Z_1540789475_RC2GSNAJFKJI_RTRMADP_3_ITALY-EGYPT-REGENI.jpg" alt="(R1)"></p>

<p>La sentenza di primo grado sul caso <a href="/transit/tag:Regeni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Regeni</span></a> è una vittoria della giustizia contro un muro di silenzio che sembrava insuperabile.
<strong>Ma è una vittoria che rende ancora più difficile accettare la prudenza del governo italiano</strong>: mentre un tribunale condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani, il ministro degli Esteri Antonio <a href="/transit/tag:Tajani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Tajani</span></a> si preoccupa soprattutto di precisare che l’Egitto, come Stato, non è stato condannato.
Il 28 settembre 2026 la Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni di reclusione a tre agenti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni e ha assolto il quarto imputato.</p>

<p><strong>È essenziale non attribuire alla sentenza ciò che non dice: non c’è stata una condanna per l’omicidio</strong>.
Le motivazioni devono ancora essere depositate.
Eppure il risultato è enorme.
Dopo più di dieci anni, la responsabilità penale per il rapimento del ricercatore di <a href="/transit/tag:Fiumicello" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Fiumicello</span></a> è stata riconosciuta nonostante l’assenza degli imputati e <strong>gli ostacoli che hanno rischiato di impedire persino la celebrazione del processo</strong>.
<strong>Quegli ostacoli non sono un dettaglio diplomatico</strong>.
Le autorità egiziane non hanno fornito gli indirizzi necessari a notificare gli atti agli imputati.
Nel corso delle indagini si sono succedute versioni fuorvianti: l’incidente stradale, il delitto legato a una relazione sessuale, la pista della banda criminale.</p>

<p>La Corte costituzionale è dovuta intervenire perché la mancata collaborazione egiziana non si trasformasse in una protezione per gli imputati e in un’impossibilità di accertare i fatti.
Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha detto che il risultato è arrivato “...nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziane”,</p>

<p>Di fronte a tutto questo, <a href="/transit/tag:Tajani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Tajani</span></a> ha scelto parole di una cautela sconcertante: “Non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”.
Ha aggiunto che la sentenza è di primo grado, che si vedrà cosa accadrà nei successivi gradi di giudizio e che “...la giustizia farà il suo corso”.
Sul mancato aiuto del Cairo, la sua risposta è stata: “Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione”.
<strong>È una distinzione giuridicamente corretta, ma politicamente desolante</strong>.
Nessuno chiede al ministro di attribuire al presidente egiziano una responsabilità penale che la Corte non ha accertato.
<strong>Gli si chiede di riconoscere il comportamento dello Stato con cui intrattiene rapporti diplomatici</strong>.</p>

<p><img src="https://www.startupbusiness.it/wp-content/uploads/2026/09/Regeni-a-oltre-10-anni-dal-sequestro-e-dallomicidio-attesa-la-sentenza-per-i-quattro-007-egiziani.webp" alt="(R2)"></p>

<p><strong>La distanza tra le richieste italiane e la risposta egiziana è il punto</strong>.
<strong>“Abbiamo sempre chiesto” non spiega che cosa il governo intenda fare quando quelle richieste restano senza esito</strong>.
Suona tanto più insufficiente ricordando che, all’inizio di settembre, lo stesso Tajani aveva celebrato i “rapporti politici solidi” tra Italia ed <a href="/transit/tag:Egitto" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Egitto</span></a> e l’intenzione di tradurli in crescita e investimenti.</p>

<p><strong>La cooperazione fra Stati può essere necessaria; presentarla come se il caso Regeni fosse una parentesi scomoda è una scelta politica, non un obbligo della diplomazia</strong>.
La famiglia Regeni, attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini, ha dichiarato che “Oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta”.
È una fiducia conquistata con tenacia, non concessa dal silenzio del Cairo.
La sentenza non chiude la ricerca delle responsabilità per le torture e per l’uccisione di Giulio; proprio per questo non può diventare il pretesto per aspettare in silenzio.</p>

<p><strong>Adesso lo Stato italiano deve dire pubblicamente quale collaborazione pretende dall’Egitto, quali iniziative assumerà per rendere effettive le condanne e quali conseguenze politiche trarrà da un nuovo rifiuto</strong>.
Non basta dichiarare “non accettabile” un omicidio e poi trattare come ordinaria l’ostruzione alla giustizia.</p>

<p><strong>Un Paese che celebra la forza dei propri tribunali ma continua a riservare parole premurose a chi ne ha ostacolato il lavoro manda un messaggio intollerabile: la verità conta, purché non disturbi i rapporti con il Cairo.
Giulio Regeni e la sua famiglia meritano una risposta più ferma.
Ed anche l’Italia che non si volta dall’altra parte</strong>.</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:GiulioRegeni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GiulioRegeni</span></a> <a href="/transit/tag:Egitto" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Egitto</span></a> <a href="/transit/tag:GovernoMeloni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GovernoMeloni</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a> <a href="/transit/tag:Politica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Politica</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiUmani" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiUmani</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiCivili" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiCivili</span></a></p>

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Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/condanne-a-roma-sorrisi-al-cairo</guid>
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:07:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Rafah, o dell&#39;inutilità Internazionale </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/rafah-o-dellinutilita-internazionale</link>
      <description>&lt;![CDATA[(145) &#xA;&#xA;(Rafah)&#xA;&#xA;Sfiancante. Questo è il termine. Credo che i quattro lettori di questo #Blog abbiano provato, io spesso, cosa significhi, nei fatti, questi parola. Sarà più probabile per chi ha collaboratori o responsabili inetti e menefreghisti. O quando, anche solo camminando, si nota la mancanza di educazione civica ormai dilagante. Alla fine, si cede per sfinimento. &#xA;&#xA;E&#39; quello che si prova dinnanzi a ciò che i più definiscono &#34;rischio&#34;, parlando del genocidio che #Israele perpetra, da qualche mese (nella realtà fattuale, da decenni), nei confronti del Popolo Israeliano a #Gaza. Tra poche ore, assai probabilmente, a #Rafah. Gran Bretagna, Francia, Cina e tanti altri stanno tentando di fermare, a parole, questo disastro che è già epocale. &#xA;&#xA;L&#39;inutilità di questi atti, più programmatici che altro, la leggiamo e la sentiamo quotidianamente ed è, appunto, sfiancante. Molto peggio è l&#39;assoluta baldanza, il totale menefreghismo, la protervia Israeliana nel perseguire i propri scopi, che sono quelli di una pulizia etnica (va detto, va scritto). Le parole pesano, ma non come le bombe, come i morti. &#xA;&#xA;(Rafah2) &#xA;&#xA;Fregarsene di tutto e di tutti, ben sapendo che armi e sostegno morale arrivano  in ogni caso, è la vera forza di uno come #Netanyahu: non fa più nemmeno &#34;finta&#34; di ascoltare. Anche tramite i Ministri del suo Governo, guerrafondai e profondamente inumani, perpetra una sorta di guerra psicologica che hanno già vinto i suoi predecessori. &#xA;&#xA;Inermi, quasi volutamente, stiamo qui, a indignarci e a scagliare offese contro chi, bellamente, ha &#34;colto al balzo&#34; gli atti terroristici di #Hamas (che, qui, nessuno difende) per finire il lavoro. Tutto questo è sterile. La stessa volontà che si sta mettendo a difesa degli interessi economici nel #MarRosso, con armi e proclami, per #Rafah non è presa nemmeno lontanamente in considerazione.&#xA;&#xA;Troppo rischioso, ed è vero. Con l&#39;#Egitto difeso solo da una rete arrugginita, nessuno vuole fare un passo. Eppure la litania dei morti, che hanno un peso diverso a seconda di chi ne parla, ammonisce. Più questo, quasi nulla. Il vortice di una umanità selettiva grava su tutto il globo. Lezione inascoltata, destinata a finire sotto le macerie di #Rafah. Un luogo che ha tutti i nomi che volete. &#xA;&#xA;Dove trovare i post, in alternativa.&#xD;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social/&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(145)</p>

<p><img src="https://c.ndtvimg.com/2024-02/gjeis4u8_rafah_625x300_12_February_24.jpeg" alt="(Rafah)"></p>

<p>Sfiancante. Questo è il termine. Credo che i quattro lettori di questo <a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> abbiano provato, io spesso, cosa significhi, nei fatti, questi parola. Sarà più probabile per chi ha collaboratori o responsabili inetti e menefreghisti. O quando, anche solo camminando, si nota la mancanza di educazione civica ormai dilagante. Alla fine, si cede per sfinimento.</p>

<p>E&#39; quello che si prova dinnanzi a ciò che i più definiscono “rischio”, parlando del genocidio che <a href="/transit/tag:Israele" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Israele</span></a> perpetra, da qualche mese (nella realtà fattuale, da decenni), nei confronti del Popolo Israeliano a <a href="/transit/tag:Gaza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Gaza</span></a>. Tra poche ore, assai probabilmente, a <a href="/transit/tag:Rafah" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Rafah</span></a>. Gran Bretagna, Francia, Cina e tanti altri stanno tentando di fermare, a parole, questo disastro che è già epocale.</p>

<p>L&#39;inutilità di questi atti, più programmatici che altro, la leggiamo e la sentiamo quotidianamente ed è, appunto, sfiancante. Molto peggio è l&#39;assoluta baldanza, il totale menefreghismo, la protervia Israeliana nel perseguire i propri scopi, che sono quelli di una pulizia etnica (va detto, va scritto). Le parole pesano, ma non come le bombe, come i morti.</p>

<p><img src="https://s3.savethechildren.it/public/styles/social_share/public/images/uploads/blogs/gaza_bambini_sfollati_intrappolati_a_rafah.jpg?itok=Frm8SJCk" alt="(Rafah2)"></p>

<p>Fregarsene di tutto e di tutti, ben sapendo che armi e sostegno morale arrivano  in ogni caso, è la vera forza di uno come <a href="/transit/tag:Netanyahu" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Netanyahu</span></a>: non fa più nemmeno “finta” di ascoltare. Anche tramite i Ministri del suo Governo, guerrafondai e profondamente inumani, perpetra una sorta di guerra psicologica che hanno già vinto i suoi predecessori.</p>

<p>Inermi, quasi volutamente, stiamo qui, a indignarci e a scagliare offese contro chi, bellamente, ha “colto al balzo” gli atti terroristici di <a href="/transit/tag:Hamas" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Hamas</span></a> (che, qui, nessuno difende) per finire il lavoro. Tutto questo è sterile. La stessa volontà che si sta mettendo a difesa degli interessi economici nel <a href="/transit/tag:MarRosso" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">MarRosso</span></a>, con armi e proclami, per <a href="/transit/tag:Rafah" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Rafah</span></a> non è presa nemmeno lontanamente in considerazione.</p>

<p>Troppo rischioso, ed è vero. Con l&#39;<a href="/transit/tag:Egitto" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Egitto</span></a> difeso solo da una rete arrugginita, nessuno vuole fare un passo. Eppure la litania dei morti, che hanno un peso diverso a seconda di chi ne parla, ammonisce. Più questo, quasi nulla. Il vortice di una umanità selettiva grava su tutto il globo. Lezione inascoltata, destinata a finire sotto le macerie di <a href="/transit/tag:Rafah" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Rafah</span></a>. Un luogo che ha tutti i nomi che volete.</p>

<p>Dove trovare i post, in alternativa.
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<p>
Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

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corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/rafah-o-dellinutilita-internazionale</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Feb 2024 08:42:39 +0000</pubDate>
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