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    <title>davos &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:davos</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:04:52 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Davos 2026: il bullo, la Groenlandia e i dazi.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/davos-2026-il-bullo-la-groenlandia-e-i-dazi</link>
      <description>&lt;![CDATA[(198)&#xA;&#xA;Trump a Davos ha trasformato il World Economic Forum in un&#39;asta immobiliare da quattro soldi, piantandosi sul palco a blaterare che l&#39;Europa è un disastro irriconoscibile – &#34;non nella maniera positiva&#34;, ha detto lui, dalla sua bolla svizzera blindata – e che solo gli USA possono &#34;salvare&#34; la Groenlandia con negoziati immediati, altrimenti via con dazi al 10-25% su acciaio, auto e tutto ciò che l&#39;Europa produce di decente. Ha giurato che non è una minaccia per la NATO, figuriamoci: niente urla &#34;alleanza solida&#34; come minacciare di comprarti un territorio danese sotto ricatto commerciale, mentre difende le sue tariffe come &#34;sicurezza nazionale&#34;, cioè o cedete l&#39;Artico o i vostri export diventano il mio bancomat elettorale.&#xA;​&#xA;​L&#39;Europa, però, stavolta non sta a guardare con la bocca aperta: il Parlamento UE ha già congelato l&#39;accordo commerciale USA siglato l&#39;estate scorsa, bollando le minacce di Trump come coercizione pura, e ora si parla di &#34;trade bazooka&#34; per ritorsioni su vasta scala. Von der Leyen e i leader tuonano contro questa &#34;spirale pericolosa tra alleati&#34;, promettendo risposte inflessibili, mentre a Bruxelles sale il fronte per un&#39;autonomia strategica vera: difesa Artico con Canada e Norvegia, sovranità digitale, climatica e militare, usando Davos come alibi perfetto per dire basta al bullo a strisce e stelle.&#xA;​&#xA;Economicamente è un disastro annunciato: dazi incrociati che gonfiano prezzi, uccidono catene di fornitura e regalano caos ai mercati globali, con la UE pronta a colpire duro sui big tech USA e l&#39;agroexport yankee. Politicamente, Trump ha appena consegnato all&#39;Europa il regalo avvelenato che sognava chiunque voglia più integrazione: &#34;Ecco perché serve l&#39;UE forte&#34;, diranno da Stoccolma a Roma, mentre il suo show da venditore di tappeti usati accelera il declino del multilateralismo che lui finge di odiare ma di cui ha bisogno per i suoi tweet.&#xA;​&#xA;​Chiudo come farebbe &#34;lui.&#34; &#xA;E ora, Donald, ascolta bene un continente che hai stancato: torna nel tuo bunker dorato, smettila di giocare al Monopoli con Groenlandia e dazi da due soldi, perché l&#39; #Europa non è più la tua preda facile, siamo stufi del tuo circo da quattro soldi, e stavolta ti manderemo a casa con le tasche vuote e la coda tra le gambe, loser.&#xA;&#xA;#Blog #USA #Europa #Davos #UE #Opinioni&#xA;​&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(198)</p>

<p><a href="/transit/tag:Trump" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Trump</span></a> a Davos ha trasformato il World Economic Forum in un&#39;asta immobiliare da quattro soldi, piantandosi sul palco a blaterare che l&#39;Europa è un disastro irriconoscibile – “non nella maniera positiva”, ha detto lui, dalla sua bolla svizzera blindata – e che solo gli USA possono “salvare” la Groenlandia con negoziati immediati, altrimenti via con dazi al 10-25% su acciaio, auto e tutto ciò che l&#39;Europa produce di decente. Ha giurato che non è una minaccia per la NATO, figuriamoci: niente urla “alleanza solida” come minacciare di comprarti un territorio danese sotto ricatto commerciale, mentre difende le sue tariffe come “sicurezza nazionale”, cioè o cedete l&#39;Artico o i vostri export diventano il mio bancomat elettorale.
​
​L&#39;Europa, però, stavolta non sta a guardare con la bocca aperta: il Parlamento UE ha già congelato l&#39;accordo commerciale USA siglato l&#39;estate scorsa, bollando le minacce di Trump come coercizione pura, e ora si parla di “trade bazooka” per ritorsioni su vasta scala. Von der Leyen e i leader tuonano contro questa “spirale pericolosa tra alleati”, promettendo risposte inflessibili, mentre a Bruxelles sale il fronte per un&#39;autonomia strategica vera: difesa Artico con Canada e Norvegia, sovranità digitale, climatica e militare, usando Davos come alibi perfetto per dire basta al bullo a strisce e stelle.
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Economicamente è un disastro annunciato: dazi incrociati che gonfiano prezzi, uccidono catene di fornitura e regalano caos ai mercati globali, con la UE pronta a colpire duro sui big tech USA e l&#39;agroexport yankee. Politicamente, Trump ha appena consegnato all&#39;Europa il regalo avvelenato che sognava chiunque voglia più integrazione: “Ecco perché serve l&#39;UE forte”, diranno da Stoccolma a Roma, mentre il suo show da venditore di tappeti usati accelera il declino del multilateralismo che lui finge di odiare ma di cui ha bisogno per i suoi tweet.
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​<strong>Chiudo come farebbe “lui.”
E ora, Donald, ascolta bene un continente che hai stancato: torna nel tuo bunker dorato, smettila di giocare al Monopoli con Groenlandia e dazi da due soldi, perché l&#39; <a href="/transit/tag:Europa" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Europa</span></a> non è più la tua preda facile, siamo stufi del tuo circo da quattro soldi, e stavolta ti manderemo a casa con le tasche vuote e la coda tra le gambe, loser.</strong></p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:USA" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">USA</span></a> <a href="/transit/tag:Europa" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Europa</span></a> <a href="/transit/tag:Davos" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Davos</span></a> <a href="/transit/tag:UE" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">UE</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a>
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<p>
Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/transit/davos-2026-il-bullo-la-groenlandia-e-i-dazi</guid>
      <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 14:42:10 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Dazi e Mercosur: l&#39;Europa si sveglia?</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/dazi-e-mercosur-leuropa-si-sveglia</link>
      <description>&lt;![CDATA[(197) &#xA;&#xA;(M1)&#xA;&#xA;L’accordo UE‑Mercosur, nato per dare all’Europa un po’ di ossigeno fuori dal circuito economico statunitense, arriva al suo battesimo pubblico nel momento forse più tossico dei rapporti transatlantici. &#xA;&#xA;Mentre Bruxelles prova ad aprirsi al Sud America, la Casa Bianca alza i dazi e trasforma la Groenlandia nel casus belli perfetto da sbandierare anche a #Davos.​&#xA;L’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay crea una delle maggiori aree di libero scambio al mondo (circa 750 milioni di persone), con abbattimento progressivo dei dazi su circa il 90% delle linee tariffarie e miliardi di risparmi stimati per le imprese europee. &#xA;&#xA;Per la #UE è un modo per ancorarsi a un terzo polo, latinoamericano, che attenui la dipendenza dal mercato USA e dalla guerra tariffaria permanente tra Washington e Pechino.​&#xA;&#xA;(M2)&#xA;&#xA;Il prezzo politico, però, non convince gli agricoltori: “Coldiretti” e “Filiera Italia” bollano l’accordo come “inaccettabile”, denunciando l’assenza di vera reciprocità su standard ambientali e sanitari, il rischio di carne e prodotti agricoli sudamericani low‑cost e controlli insufficienti alle frontiere. &#xA;Le proteste si sono allargate a Francia, Irlanda, Belgio e oltre, con migliaia di trattori in piazza a Bruxelles e accuse di aver sacrificato la terra europea sull’altare dell’export industriale.​&#xA;&#xA;Nel frattempo #Trump ha rilanciato la sua campagna di bullismo commerciale: oltre alla minaccia di dazi del 10% su tutti i prodotti di vari paesi UE legati al “no” sull’acquisto della Groenlandia, destinati a salire al 25% entro giugno, ora si parla apertamente di tariffe al 200% su vini e champagne francesi. &#xA;Il messaggio è semplice: chi ostacola le ambizioni americane in Groenlandia pagherà un prezzo salato, a colpi di dazi mirati sui simboli economici e culturali europei.​&#xA;&#xA;L’UE prepara la risposta: si discute di attivare lo strumento anti‑coercizione, la cosiddetta “bazooka commerciale” che consentirebbe contromisure su tariffe, investimenti e accesso al mercato europeo. Un vertice urgente a Bruxelles, subito dopo la settimana di Davos, dovrà decidere fin dove spingersi nella rappresaglia, evitando però di affondare anche l’economia europea in una guerra commerciale totale.​&#xA;&#xA;Il “World Economic Forum” di Davos diventa così il palco ideale per questo braccio di ferro. Da un lato la presidente von der Leyen, Macron e altri leader europei cercano di rassicurare mercati e opinioni pubbliche ribadendo la sovranità della Groenlandia e la volontà di una risposta coordinata; dall’altro Trump arriva con una delegazione numerosa e il solito repertorio di minacce tariffarie, convinto che “gli europei non reagiranno troppo”.​&#xA;&#xA;Sul tavolo non ci sono solo dazi e Groenlandia, ma anche l’immagine stessa dell’Europa: potenza commerciale che firma accordi storici con il Mercosur per diversificare i propri sbocchi, o protettorato atlantico che accetta il ricatto del 200% sui vini pur di non disturbare l’alleato americano?&#xA;&#xA;Mercosur, da questo punto di vista, è più di un trattato: è il test per capire se l’UE è pronta a farsi adulto sulla scena globale o se continuerà a farsi tirare il guinzaglio da chi, tra una minaccia sui dazi e una battuta sulla Groenlandia, considera il vecchio continente poco più di un elegante cortile di casa**.​&#xA;&#xA;#Blog #Economia #Mercosur #UE #USA #Davos #Agroalimentare #Opinioni&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(197)</p>

<p><img src="https://www.assica.it/wp-content/uploads/2025/09/ue-mercosur.jpg" alt="(M1)"></p>

<p><strong>L’accordo UE‑Mercosur, nato per dare all’Europa un po’ di ossigeno fuori dal circuito economico statunitense, arriva al suo battesimo pubblico nel momento forse più tossico dei rapporti transatlantici</strong>.</p>

<p>Mentre Bruxelles prova ad aprirsi al Sud America, la Casa Bianca alza i dazi e trasforma la Groenlandia nel casus belli perfetto da sbandierare anche a <a href="/transit/tag:Davos" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Davos</span></a>.​
L’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay crea una delle maggiori aree di libero scambio al mondo (circa 750 milioni di persone), con abbattimento progressivo dei dazi su circa il 90% delle linee tariffarie e miliardi di risparmi stimati per le imprese europee.</p>

<p>Per la <a href="/transit/tag:UE" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">UE</span></a> è un modo per ancorarsi a un terzo polo, latinoamericano, che attenui la dipendenza dal mercato USA e dalla guerra tariffaria permanente tra Washington e Pechino.​</p>

<p><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/info/mondo/3433659-vtpyjx-2026-01-17T172854Z_833801526_RC213JASFB15_RTRMADP_3_EU-MERCOSUR-PARAGUAY.JPG/alternates/r16x9/3433659-vtpyjx-2026-01-17T172854Z_833801526_RC213JASFB15_RTRMADP_3_EU-MERCOSUR-PARAGUAY.JPG" alt="(M2)"></p>

<p>Il prezzo politico, però, <strong>non convince gli agricoltori</strong>: “Coldiretti” e “Filiera Italia” bollano l’accordo come “inaccettabile”, denunciando l’assenza di vera reciprocità su standard ambientali e sanitari, il rischio di carne e prodotti agricoli sudamericani low‑cost e controlli insufficienti alle frontiere.
Le proteste si sono allargate a Francia, Irlanda, Belgio e oltre, con migliaia di trattori in piazza a Bruxelles e accuse di aver sacrificato la terra europea sull’altare dell’export industriale.​</p>

<p>Nel frattempo <a href="/transit/tag:Trump" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Trump</span></a> ha rilanciato la sua <strong>campagna di bullismo commerciale</strong>: oltre alla minaccia di dazi del 10% su tutti i prodotti di vari paesi UE legati al “no” sull’acquisto della Groenlandia, destinati a salire al 25% entro giugno, ora si parla apertamente di tariffe al 200% su vini e champagne francesi.
Il messaggio è semplice: chi ostacola le ambizioni americane in Groenlandia pagherà un prezzo salato, a colpi di dazi mirati sui simboli economici e culturali europei.​</p>

<p>L’UE prepara la risposta: si discute di attivare lo strumento <strong>anti‑coercizione</strong>, la cosiddetta “bazooka commerciale” che consentirebbe contromisure su tariffe, investimenti e accesso al mercato europeo. Un vertice urgente a Bruxelles, subito dopo la settimana di Davos, dovrà decidere fin dove spingersi nella rappresaglia, evitando però di affondare anche l’economia europea in una guerra commerciale totale.​</p>

<p>Il “World Economic Forum” di Davos diventa così il palco ideale per questo braccio di ferro. Da un lato la presidente von der Leyen, Macron e altri leader europei cercano di rassicurare mercati e opinioni pubbliche ribadendo la sovranità della Groenlandia e la volontà di una risposta coordinata; dall’altro Trump arriva con una delegazione numerosa e il solito repertorio di minacce tariffarie, convinto che “gli europei non reagiranno troppo”.​</p>

<p>Sul tavolo non ci sono solo **dazi e Groenlandia, ma anche l’immagine stessa dell’Europa: potenza commerciale che firma accordi storici con il Mercosur per diversificare i propri sbocchi, o protettorato atlantico che accetta il ricatto del 200% sui vini pur di non disturbare l’alleato americano?</p>

<p><strong>Mercosur, da questo punto di vista, è più di un trattato: è il test per capire se l’UE è pronta a farsi adulto sulla scena globale o se continuerà a farsi tirare il guinzaglio da chi, tra una minaccia sui dazi e una battuta sulla Groenlandia, considera il vecchio continente poco più di un elegante cortile di casa</strong>.​</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:Economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Economia</span></a> <a href="/transit/tag:Mercosur" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Mercosur</span></a> <a href="/transit/tag:UE" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">UE</span></a> <a href="/transit/tag:USA" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">USA</span></a> <a href="/transit/tag:Davos" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Davos</span></a> <a href="/transit/tag:Agroalimentare" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Agroalimentare</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a></p>

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<p>
Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
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      <guid>https://noblogo.org/transit/dazi-e-mercosur-leuropa-si-sveglia</guid>
      <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:16:35 +0000</pubDate>
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