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    <title>referendumseparazionecarriere &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:referendumseparazionecarriere</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 23:14:16 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>La vera posta in gioco del referendum di Marzo.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/la-vera-posta-in-gioco-del-referendum-di-marzo</link>
      <description>&lt;![CDATA[(194) &#xA;&#xA;(R1)&#xA;&#xA;Il prossimo 22 e 23 marzo, saremo chiamati a votare sul referendum confermativo della legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente.&#xA;&#xA;Attenzione: non si vota “sulla giustizia”, come vorrebbe far credere la propaganda governativa, ma su una riscrittura di equilibri fondamentali nel sistema democratico italiano.&#xA;&#xA;E, come spesso accade, chi spinge per un “sì” vuole farlo nel silenzio generale.&#xA;Il governo #Meloni ha fissato la data in modo da soffocare ogni discussione pubblica: poche settimane per comprendere, ancora meno per mobilitarsi, e praticamente zero tempo per un vero dibattito politico e culturale.&#xA;&#xA;Non è casualità, ma strategia. &#xA;La stessa logica autoritaria e paternalista che da tempo accompagna la retorica della “riforma necessaria”: si decide in alto, poi si chiede al popolo di ratificare in fretta, e possibilmente distratto.&#xA;&#xA;(R2)&#xA;&#xA;Dietro la parola d’ordine “modernizzare la giustizia” si nasconde un intento tutt’altro che neutro. &#xA;Separare le carriere significa indebolire il pubblico ministero, togliergli indipendenza, e spingerlo verso una subordinazione più diretta al potere politico.&#xA;&#xA;Una magistratura spaccata in due diventa più controllabile, più docile, più allineata ai desideri del governo di turno. È un vecchio sogno che torna ciclicamente: quello di poter “telefonare” ai giudici senza trovare dall’altra parte un muro di autonomia.&#xA;&#xA;Niente campagne istituzionali di approfondimento, niente confronto pluralista. Solo qualche dichiarazione autoreferenziale dei leader di governo e una valanga di slogan.&#xA;&#xA;Il risultato? Gli italiani rischiano di presentarsi alle urne senza capire davvero cosa stiano votando.&#xA;Ed è proprio così che si mina una democrazia: non cancellandola in un colpo solo, ma svuotandola di pensiero critico e partecipazione consapevole.&#xA;Non lasciamoci confondere dal lessico tecnico o dalla propaganda “modernizzatrice”.&#xA;&#xA;Questo referendum non migliora la giustizia, ma la imbriglia, la amputa, la rende più vulnerabile al potere.&#xA;Chi crede ancora in una Repubblica delle garanzie e non delle sudditanze, deve dirlo con forza e chiarezza.&#xA;Il 22 e 23 marzo votiamo NO, per difendere il diritto di tutti a una giustizia davvero libera, non di governo.&#xA;&#xA;#Blog #ReferendumSeparazioneCarriere #Italia #Giustizia #Opinioni&#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(194)</p>

<p><img src="https://www.servizidemografici.com/wp-content/uploads/2026/01/64eca9cb-5ce0-4f90-aad9-a03f7eeae3b8.png" alt="(R1)"></p>

<p><strong>Il prossimo 22 e 23 marzo, saremo chiamati a votare sul referendum confermativo della legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente</strong>.</p>

<p>Attenzione: non si vota “sulla giustizia”, come vorrebbe far credere la propaganda governativa, ma su una riscrittura di equilibri fondamentali nel sistema democratico italiano.</p>

<p>E, come spesso accade, chi spinge per un “sì” vuole farlo nel silenzio generale.
Il governo <a href="/transit/tag:Meloni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Meloni</span></a> ha fissato la data in modo da soffocare ogni discussione pubblica: poche settimane per comprendere, ancora meno per mobilitarsi, e praticamente zero tempo per un vero dibattito politico e culturale.</p>

<p><strong>Non è casualità, ma strategia</strong>.
La stessa logica autoritaria e paternalista che da tempo accompagna la retorica della “riforma necessaria”: si decide in alto, poi si chiede al popolo di ratificare in fretta, e possibilmente distratto.</p>

<p><img src="https://wips.plug.it/cips/notizie.virgilio.it/cms/2026/01/referendum-giustizia-marzo-governo-1.jpg" alt="(R2)"></p>

<p><strong>Dietro la parola d’ordine “modernizzare la giustizia” si nasconde un intento tutt’altro che neutro. 
Separare le carriere significa indebolire il pubblico ministero, togliergli indipendenza, e spingerlo verso una subordinazione più diretta al potere politico</strong>.</p>

<p>Una magistratura spaccata in due diventa più controllabile, più docile, più allineata ai desideri del governo di turno. È un vecchio sogno che torna ciclicamente: quello di poter “telefonare” ai giudici senza trovare dall’altra parte un muro di autonomia.</p>

<p>Niente campagne istituzionali di approfondimento, niente confronto pluralista. Solo qualche dichiarazione autoreferenziale dei leader di governo e una valanga di slogan.</p>

<p>Il risultato? Gli italiani rischiano di presentarsi alle urne senza capire davvero cosa stiano votando.
<strong>Ed è proprio così che si mina una democrazia: non cancellandola in un colpo solo, ma svuotandola di pensiero critico e partecipazione consapevole</strong>.
Non lasciamoci confondere dal lessico tecnico o dalla propaganda “modernizzatrice”.</p>

<p><strong>Questo referendum non migliora la giustizia, ma la imbriglia, la amputa, la rende più vulnerabile al potere.
Chi crede ancora in una Repubblica delle garanzie e non delle sudditanze, deve dirlo con forza e chiarezza.
Il 22 e 23 marzo votiamo NO, per difendere il diritto di tutti a una giustizia davvero libera, non di governo</strong>.</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:ReferendumSeparazioneCarriere" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ReferendumSeparazioneCarriere</span></a> <a href="/transit/tag:Italia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Italia</span></a> <a href="/transit/tag:Giustizia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Giustizia</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a></p>

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      <guid>https://noblogo.org/transit/la-vera-posta-in-gioco-del-referendum-di-marzo</guid>
      <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 13:43:48 +0000</pubDate>
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