Cambiare le cose

Riflessioni su un mondo che così non va bene

#riflessioni #società #ricorrenze

Ieri era la Festa della Repubblica, e io quasi non me ne sono accorto. Il mio amico Matteo, ex spadista olimpico e militare dell'Aeronautica ha postato una foto in divisa, mentre io non ho acceso la TV, nemmeno per tenere la parata in sottofondo mentre facevo le pulizie. E questo sinceramente mi disturba. Mi disturba non aver sentito lo spirito della ricorrenza, mi disturba non aver celebrato in nessun modo la nostra Repubblica, in tempi come questi in cui la democrazia sembra in pericolo, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Sarà il disgusto che provo verso questa classe dirigente, sarà il fatto che di questi tempi (sicuramente a torto) le parole patria e patriota evocano foschi ricordi fascisti, sarà che mi sono sempre sentito più europeo che italiano, ma quest'anno la festa della repubblica mi è scivolata via così, in una sorta di pigra indifferenza. E non è che ne sia fiero, intendiamoci, anzi, un po' di rimorso lo sento. Briciola Vi lascio con una foto di Briciola, la mascotte del 4° reggimento Carabinieri a cavallo, che se ne va in pensione, beata lei... (dal sito quattrozampe.online)


Mi trovate su Mastodon come @Esperiment@mastodon.social Faccio anche video di esperimenti scientifici e altre cose su YouTube: https://www.youtube.com/@Esperimentificio

#azioni #società

Ho conosciuto Kiva grazie al mio amico Mario, scrittore di talento, acquerellista, persona molto sensibile e intelligente. In parole semplici, quello che fa Kiva è prendere i soldi che gli metti a disposizione e darli a organizzazioni di microcredito che a loro volta li prestano a persone a cui servono per la loro impresa, per riparare casa, per andare a scuola, pagarsi le spese sanitarie e altro. Sul sito di Kiva sono elencate tutte le richieste di finanziamento, il loro ammontare, la persona che lo ha richiesto e altre informazioni come l’organizzazione che eroga i fondi, il paese ecc., tu scegli la richiesta, l’importo, e se vuoi fare una donazione a Kiva per sostenere i costi amministrativi, poi fai il checkout. Non si tratta di elemosina, si tratta di aiutare qualcuno che ha bisogno di un prestito per migliorare la propria condizione ma non può accedere a un finanziamento tradizionale. Normalmente sono persone in zone povere del mondo, o che non offrono le garanzie che normalmente chiede una banca quando ti dà dei soldi.

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#storie #riflessioni #libri

Attenzione: in questo post ci sono spoiler sul libro Piranesi di Susanna Clarke

Ho letto Piranesi. All'inizio non mi prendeva, sembrava la brutta copia della Biblioteca di Babele di Borges, poi però ha cambiato registro ed è diventato un “thriller tra i mondi” molto più appassionante. Anche se, e me ne accorgo mentre sto scrivendo ora, forse gli ho dato un voto troppo alto su Story Graph perché, pur essendo una bella storia credo che i personaggi, al di là del protagonista, avrebbero meritato una maggiore introspezione psicologica. Piranesi

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#riflessioni #storie #società

Tempo fa, qualcuno ha lasciato lungo la strada una serie di sacchetti di carta chiusi con sopra la scritta “Aprimi se hai il coraggio”, chiaramente un'operazione promozionale. Andando in stazione, mi sono fermato e ho fatto quello che per me era ovvio: ho aperto il sacchetto. Il contenuto non è importante, quello che mi ha colpito è che, subito dopo, una ragazza, diciamo di circa quindici anni, si è avvicinata e mi ha chiesto cosa ci fosse dentro. Alla mia risposta, si è girata e l'ha comunicata alle sue amiche che aspettavano osservandola dall'altro lato della strada. Sacchetti uguali a quello che ho aperto ce n'erano in abbondanza lungo la strada ed era chiaro che si trattasse di una pubblicità, c'era perfino un adesivo col logo del negozio che li teneva chiusi, perciò era ovvio che si trattasse di oggetti del tutto inoffensivi. sacchetto Non ho fatto foto del sacchetto quindi l'ho generato con l'AI, perdonatemi

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#altripaesi #cosechenonfunzionano #italiani

Conosco Treviso, Milano, un pochino Roma, e ho usato i mezzi pubblici in tutte e tre queste città. Escludendo Treviso, che è poco più di un villaggio e in cui i mezzi pubblici sono sostanzialmente usati solo dagli studenti e da chi va al mercato il martedì mattina, già la differenza tra Milano e Roma è ampiamente percepibile e riassumibile in una frase: a Milano i mezzi funzionano, a Roma no. Roma

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#ricchezza #società #fastidi

Ci sono svariati motivi per cui il matrimonio di Bezos a Venezia mi dà fastidio. Bezos

Il primo è questo continuo parlarne, come se fosse LA notizia veramente importante, come se le vite di tutti noi dipendessero direttamente da questo evento (indirettamente ne sono influenzate, ma lo vedremo poi). Non voglio cadere nel banale, ma se volete distogliere la nostra attenzione da Israele, Palestina, Iran, dalle porcate di Trump e da quelle più vicine del nostro governo, tornate al “bevete molto e non uscite nelle ore più calde,” per favore.

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#storie #morale #società C'era una volta un carrello di metallo di quelli alti, che si usano nei magazzini dei supermercati per trasportare le merci e che tecnicamente si chiamano roll container. Stanco di sottostare al volere dei magazzinieri e di venir caricato tanto da far cigolare le sue grosse ruote di acciaio e gomma piena, sfruttò il vento della libertà che quel giorno soffiava forte dal mare e fuggì dal suo posto vicino alla porta del magazzino. Aiutato dalla gravità e dal basso coefficiente d'attrito, scese la rampa di metallo, oltrepassò il marciapiede e scese in strada, andando a fermarsi proprio sulla linea di mezzeria, vicino all'incrocio con la via principale. roll container

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#riflessioni #diritti #razzismo

Vi piacciono i taralli fatti con la farina di grilli? E le larve fritte al peperoncino? Le vedo le vostre facce schifate e le smorfie di disgusto, vedo anche i vostri pensieri, il “no, no, no, io quella roba là mai, per carità” che vi scorre in testa. Prima che andiate a vomitare però, voglio dirvi 3 cose:

  1. Li ho assaggiati, sia i taralli con la farina di grilli che le larve fritte, e non sono per niente male, anzi, sono abbastanza buoni.
  2. Non c'è questa grande differenza tra il mangiare grilli e gamberetti. E ci sono cose ben più disgustose che vengono considerate prelibatezze, tipo le lumache.
  3. Ma poi, a voi che vi frega di quello che mangio io?
Gamberetto Grillo
Dominio Eukaryota Eukaryota
Regno Animalia Animalia
Phylum Arthropoda Arthropoda
Classe Malacostraca Insecta
Ordine Decapoda Orthoptera
Sottordine Pleocyemata Ensifera
Famiglia Crangonidae Gryllidae
Genere Crangon Acheta
Specie C. crangon A. domesticus
Gamberetto Grillo
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#riflessioni #25aprile

Abbiamo postato uno short su YouTube per il 25 aprile. Cosa c'entra col nostro canale? Noi facciamo esperimenti divertenti, mica ci occupiamo di queste cose... L'ho fatto perché sono stanco di non occuparmi di queste cose, perché non voglio restare a guardare mentre certa gente prende una ricorrenza che unisce tutti quanti e la trasforma in uno strumento di propaganda, la svilisce nel suo significato, la fa diventare un argomento per creare nemici, quando invece esiste per ricordarci che i nemici erano altri e – a quel tempo – finalmente sconfitti. Ma voi non vi occupate di politica... è vero, e infatti questa non è politica. tricolore Celebrare il 25 aprile non significa avere un colore, vuol dire averne tre, quelli di una bandiera che ormai conta solo durante le partite di calcio, e soprattutto non avrene uno, quel nero del momento più oscuro della nostra storia. Vuol dire omaggiare la patria, ma non quella a cui pensano certe persone, fatta di nemici a ogni angolo, di confini chiusi, di donne a casa e uomini zitti a lavorare. Vuol dire omaggiare la patria che è la propria casa, rappresentata da uno stato che ti accoglie, ti protegge, ti fa sentire al sicuro e ti garantisce la libertà. Uno stato dove possiamo dire ciò che pensiamo ed essere come vogliamo senza la paura di prendersi una manganellata perché siamo dal lato opposto di chi governa, perché la nostra pelle è della sfumatura sbagliata, o perché ci piacciono gli uomini invece che le donne o le donne invece che gli uomini. Celebrare il 25 aprile è ricordarsi cosa può succedere se lasciamo che ci creino nemici dove non ci sono, se ci facciamo instillare la paura del diverso per controllarci meglio, se non ci preoccupiamo perché tanto riguarda loro e non me. Se pensiamo che il benessere venga prima della libertà e accettiamo che l'ignoranza sia il giusto prezzo da pagare perché nessuno venga a pestare i piedi nel nostro orticello. Celebrare il 25 aprile vuol dire riconoscere che dopotutto un papa morto non è un affare così importante per uno stato laico e che la possibilità di blaterare sui social, in TV e sui giornali senza che qualcuno venga a prenderci e farci sparire ce l'hanno garantita proprio le persone che ottant'anni fa il 25 aprile l'hanno reso possibile. E, per quanto possa dar fastidio, celebrare il 25 aprile vuol dire anche assicurare la possibilità di esprimersi a chi il 25 aprile vorrebbe cancellarlo. No, non si tratta di politica. Si tratta di essere persone civili.


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#riflessioni

dialogo — Sto cercando di ridurre il consumo di carne. — Però al Mac ci vai, eh?

— Non compro banane, frutti esotici o verdura fuori stagione. — Ma l'avocado toast con tuo figlio però te lo mangi...

— A casa non bevo acqua in bottiglia da anni. — Eh però ti ho visto ieri che la compravi al distributore automatico!

— Da un paio di mesi vado al lavoro in treno e cerco di usare l'auto il meno possibile. — Sì, vabbè, parli tanto però hai ancora la macchina diesel, visto che sei tanto “sostenibile” perché non te ne fai una elettrica?

— Se posso, viaggio in treno piuttosto che in aereo. — E allora com’è che quest’estate sei volato in Danimarca?

— Non trovo giusto comprare sempre l’ultima versione dei nuovi gadget elettronici in uscita. — Ma l’iPhone nuovo te lo sei preso però!

— Mi piacerebbe che il prato fuori dall’ufficio avesse un pezzetto che non viene falciato, per mantenere la biodiversità… — Hahaha, che cazzata!

Sento queste risposte di continuo, e ne ho piene le palle. Sono stanco di persone che stanno appollaiate come camaleonti sul proprio rametto, occupandosi solo di quello, ma che, come camaleonti, sono pronte a far schizzare in avanti la loro lingua appiccicosa per criticare chiunque provi a curarsi di qualcosa che va appena al di là del proprio ramoscello.

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