SFRUTTAMENTO LAVORATIVO: 27 ARRESTI E 248 POTENZIALI VITTIME INDIVIDUATE IN EUROPA
Dietro un’attività commerciale, un cantiere o un ristorante può nascondersi una rete di sfruttamento che trasforma il lavoro in uno strumento di profitto criminale.
I risultati dell’operazione coordinata da #Europol e dall’Autorità europea del lavoro (#ELA), con la partecipazione delle autorità di 34 Paesi, Italia compresa, restituiscono la dimensione di un fenomeno che attraversa i confini nazionali e coinvolge diversi settori economici.
I numeri dell’operazione: – 27 arresti per sospetti casi di tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo; – 248 potenziali vittime individuate; – 182 nuove indagini avviate per tratta di esseri umani; – oltre 16.000 operatori coinvolti; – 137.810 controlli effettuati su persone, luoghi, veicoli e documenti.
Agricoltura, edilizia, ristorazione, servizi estetici e centri massaggi sono tra i settori interessati. Le indagini hanno inoltre portato alla luce situazioni riconducibili al lavoro forzato, alla servitù domestica e allo sfruttamento sessuale.
Particolarmente significativo il caso di una rete criminale che avrebbe sfruttato oltre 70 cittadini indiani impiegati nella ristorazione in cinque Paesi dell’ #UE, ricavando almeno 4 milioni di euro attraverso orari prolungati, retribuzioni insufficienti e minacce.
Il dato più rilevante non riguarda soltanto il numero degli arresti, ma il modello criminale che emerge. Lo sfruttamento lavorativo può rappresentare una fonte di guadagno per organizzazioni che operano oltre i confini nazionali, si avvalgono di strutture economiche apparentemente legittime e approfittano della vulnerabilità delle persone.
Per questo motivo, il contrasto non può limitarsi alla repressione delle singole violazioni del diritto del lavoro. Servono cooperazione internazionale, controlli mirati, scambio di informazioni tra forze di polizia e ispettorati, indagini sui profitti illeciti e protezione effettiva delle vittime.
Combattere lo sfruttamento significa colpire sia chi ne subisce le conseguenze sia il sistema criminale che lo rende economicamente conveniente.
📌 Fonte: Europol – 27 arrests and 248 potential victims identified
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Torniamo a parlare (vedi richiamo a fondo pagina) delle connessioni tra gruppi di criminalità organizzata in ambito globale, la loro capacità corruttiva ed i pericoli e rischi posti dalla corruzione associata ai gruppi di criminalità organizzata, che vanno dalla minaccia alla stabilità e sicurezza delle società, derivante dal disprezzo per le istituzioni democratiche, i valori etici e della giustizia, alla compromissione dello sviluppo sostenibile e dello stato di diritto. Inoltre, vi sono implicazioni economiche e sociali negative legate alle attività criminali organizzate, poiché i collegamenti tra corruzione, criminalità organizzata ed altri reati come il riciclaggio di denaro consentono l’infiltrazione dei gruppi criminali organizzati nei settori pubblico e privato facilitano i reati transnazionali e flussi finanziari illeciti.
Da ciò deriva la necessità di contrastare la corruzione attraverso la cooperazione internazionale, adottando misure che comportino lo sviluppo di approcci comuni per affrontare la corruzione coinvolgente gruppi criminali organizzati e la condivisione delle “migliori pratiche; il rafforzamento della cooperazione investigativa tra Stati, attraverso accordi bilaterali o multilaterali per condurre indagini congiunte e rimuovendo le barriere alla cooperazione legale reciproca e promuovere lo scambio di informazioni tra agenzie di contrasto e unità di intelligence finanziaria; coinvolgere reti internazionali e regionali per lo scambio di informazioni tecniche; promuovere iniziative bilaterali, regionali e multilaterali per prevenire e combattere la corruzione attraverso la cooperazione internazionale fornendo assistenza tecnica e capacità ai paesi in via di sviluppo per contrastare la corruzione coinvolgente gruppi criminali organizzati. Tutto ciò senza dimenticare che la cooperazione internazionale dovrebbe puntare al recupero dei beni derivanti da attività criminali.
Ad un livello più ampio, le prospettive riguardano la promozione della trasparenza, l'integrità e la responsabilità nel settore pubblico e privato, il coinvolgimento della società civile, i media e il settore privato nella lotta alla corruzione e – non ultimo – la protezione dei whistleblower (coloro che segnalano casi di corruzione nel proprio ambito lavorativo).
A livello internazionale la Sezione Corruzione e Crimine Economico (CEB) dell'UNODC nella sede centrale dell’UNODC (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e crimine, agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1997) e sul campo, supporta nella realtà quotidiana l’implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC,