loli octt

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Una cosa che ho fatto mesi fa e che, fino ad ora, si è rivelata una scelta vincente, è stata l'installare un sistema operativo basato su Linux, in modalità persistente, su una piccola pennina USB. I motivi per cui ho voluto farlo inizialmente sono forse semplici e banali, ma la cosa mi ha fatto avere, in attenta analisi, alcuni vantaggi inaspettati e molto più che graditi.

Perché serviva la pennetta?

La necessità iniziale della chiavina scaturì mesi fa dal fatto che, in aula di informatica a scuola dovevo, come tutti, accedere al mio account GSuite per accedere alla classe virtuale di informatica. Questa cosa, apparentemente semplice, celava nel mio caso due ostacoli:

  • La mia password è lunga decine di caratteri casuali, me lo permetto perché uso un gestore di password (per tutti i miei account), però a digitare a mano ogni volta si soffre.
  • Google non si fida dell'indirizzo IP della scuola, e mi chiederebbe di confermare l'accesso, ma non avendo aggiunto metodi di sicurezza sull'account, mi chiede di aggiungere un numero di telefono; già solo perché lo chiede in questo modo, con una palese scusa, il mio numero a Gluglu non lo darò mai: non ha senso, se malintenzionati mi rubano nome utente e password dell'account, possono semplicemente verificare quest’ultimo con un proprio numero, e secondo Google sarà evidente che l'account appartiene a loro... ma non mi dilungo oltre.

Avrei potuto usare una pennetta qualunque, con su scaricato un browser per Windows in versione portatile, contenente la mia sessione di Google salvata da casa con l'accesso fatto con il mio IP, e avrei risolto il problema. Avrei potuto, ma non sarebbe stato divertente. Ed è qui che è saltata fuori l'idea della chiave con su un intero sistema operativo, avviabile su qualsiasi PC x86_64 in modo totalmente indipendente dal disco interno del PC in questione.

Scelta dell'hardware

Per prima cosa, ho pensato alla memoria che avrei utilizzato.

Come capacità, mi piacerebbe dire che l'ho fatto solo per la sfida, ma la verità è che sulle poche pennette molto capienti che ho ci tengo altri file, che devo tenere su pennetta, e spostarli su tante chiavette piccole è seccante e porta a confusione futura. Quindi, ho preso una delle mie pennine da 2GB, e ho detto che me la sarei fatta bastare (e, SPOILER, avevo ragione, anche se non è stato semplice). Per la velocità, ho pensato solo ad evitare roba di livelli inferiori a quelli di USB 2.0, perché in ogni caso non ho alcuna chiavetta veloce a disposizione. La mia unica chiavettina con BUS USB 3.0 (rilevata da Linux correttamente come USB 3.0), è veloce quanto una 2.0... Maledetta Kingston. Di schede microSD veloci ne avrei, ma i miei adattatori USB per quelle schedine sono tutti lenti.

Insomma, prendo la fidata pennina USB 2.0 2GB color menta (sarebbe perfetta come media di installazione di Linux Mint), anche questa di Kingston, e parto.

La chiavina USB che ho dedicato a Linux

Scelta del software

Una volta scelta la chiavettina, rimane la scelta della distribuzione Linux, forse anche più importante. Qui, non solo le distro gettonate (Ubuntu, Fedora, Mint, Pop!_OS Manjaro, ...) sono troppo grosse per entrare lasciando spazio per una partizione persistente, ma sarebbero inutilizzabili per via della lentezza della chiavetta. Fortunatamente, avevo in mente una strada da poter percorrere, perché nei mesi per curiosità avevo imparato qualcosa sul mondo delle distro Linux leggere.

Era un periodo in cui mi ero appena interessata ad Alpine Linux, per i suoi ideali di leggerezza e minimalismo, e l'ho persino usato sul desktop per qualche settimana. Era reattivo e scattante, grazie anche all'uso della musl libc anziché l'ormai obsoleta GNU libc, ma la necessità di configurare a volte minime cose a mano, anche dopo l'installazione iniziale, mi ha portata ad allontanarmene; ho comunque pensato che sarebbe stato adatto per un sistema installato su una memoria di archiviazione piccola e lenta, con poche applicazioni. L'ho quindi installato, mettendo tra i software essenziali (oltre a server video e audio): GNUstep (gestore di finestre leggero), Firefox, un emulatore terminale, e un gestore file ed editor di testo GUI.

Tutto sommato, funzionava bene e velocemente ma, nonostante le poche app installate, la memoria era strapiena. Questa cosa mi avrebbe dato alcuni problemi successivamente: ad esempio, non c'era spazio per mettere Minecraft e giocare a SpaccCraft. Questo, assieme al fatto che più tardi ho pensato che, forse, cifrare la pennetta sarebbe necessario per proteggere i miei dati contro furto o smarrimento di questa, ma i miei tentativi di cifrare il sistema già installato sono falliti, mi ha fatto un attimo fermare a riflettere.

Visto che in ogni caso avrei quindi dovuto reinstallare il sistema, ne ho approfittato per cambiare distribuzione. Nonostante in passato, provando qualcosina, mi avesse dato qualche rogna come sistema persistente, ho deciso di dare una possibilità a Puppy Linux in modo serio. L'immagine base dell'ultima versione di Puppy (9.5) è appena 400MB, ma è un sistema desktop di per sé abbastanza completo, con decine di applicazioni precaricate per le necessità più varie. Come fa ad essere allo stesso tempo così compatto ma pieno di roba? Grazie all'uso di squashfs, un filesystem compresso di sola lettura, che supporta algoritmi di compressione estremamente efficienti come LZ4 e ZSTD. Se fosse completamente decompressa, infatti, l'immagine peserebbe sui 2.5GB. Anche la scelta di includere applicazioni più minimali, però, contribuisce molto, se si considera che praticamente tutti i live CD Linux usano squashfs, eppure quelli di distribuzioni più tradizionali pesano diversi GB.

Ad oggi

Puppy è la distribuzione che tutt’ora ho sulla chiavetta. Eccetto che per qualche problema minore (come cavolo faccio a collegare una tastiera Bluetooth??? e boh, tanto ora non mi serve più), funziona molto bene ed è veloce in tutto. Avendo provveduto ad impostare la cifratura LUKS sulla partizione scrivibile, adesso i miei dati (file personali e sessioni del browser) sono protetti contro eventuali incidenti. Anche il gestore di finestre integrato, JWM, è molto pulito e mi piace abbastanza, anche se mi piacerebbe avesse qualche funzione di allineamento delle finestre (sembra non abbia nulla, o mi sbaglio?). E ora, infine, di spazio libero ne ho abbastanza, e ho anche Minecraft.

Il desktop del mio Puppy Linux, con neofetch aperto sull'emulatore terminale Crediti sfondo: pixelartmaker.com/art/becdd8955dc57eb

Vantaggi importanti

Bene, con questa magica pennettina quindi ho risolto il problema dell’accesso a Google, ma continuerei ad usarla anche se non mi servisse più a questo. I motivi, tutti vantaggi di importanza, sono i seguenti; alcuni riguardano le live Linux in generale (anche quelle amnesiche), altri si applicano solo ai sistemi persistenti come il mio, ma tutti sono rilevanti per praticamente qualsiasi PC pubblico:

  • Ho a disposizione un sistema che si adatta ai miei gusti, che posso portare in tasca e usare su qualsiasi PC, senza che io debba mai riconfigurare nulla (eccetto, a volte, le impostazioni del BIOS).
  • Il sistema in questione, al contrario di ciò che potrei trovare sulla enorme maggioranza dei PC in giro (Windows), rispetta le mie libertà, e non fa finire i miei dati in mano ad una corporazione monopolistica, che in cambio non mi darebbe nulla che valga la pena: su qualunque PC che uso, anche quelli non miei, rimango coerente con i miei valori.
  • La segretezza riguardo cosa faccio sul PC in quel momento è molto più certa, così come la sicurezza dei miei dati: di un qualunque sistema operativo installato su PC pubblici si fa solo bene a diffidare, potrebbe esserci installato qualsiasi strumento di spionaggio (e, in realtà, così è su alcuni dei PC a scuola, è presente un programma di controllo desktop remoto pensato per le scuole, LanSchool).
  • Ho tutti i miei dati essenziali sempre con me, che siano semplici documenti oppure sessioni aperte su siti web e app (come il sempre comodo Element, per messaggistica e scambio di note e file piccoli tra i miei dispositivi).
  • Alcuni software particolari (che a quanto pare su alcuni PC Windows possono non funzionare perché boh, la GPU in essi non esiste e Windows non ha l’emulazione OpenGL di MESA a livello di sistema, al contrario di Linux), come Minecraft Java, dovrebbero funzionare sempre! :)
  • Ho una scusa per ricordare in giro indirettamente che, anche nel 2022, le pennine USB sono rilevanti, anche quelle di fascia ultra bassa.

Alcuni approfondimenti

Posso concludere dicendo: adottate anche voi una pennettina Linux persistente, se a volte utilizzate PC non vostri, non ve ne pentirete! In verità, vi dico, fatelo anche solo per lo sfizio, se avete qualche penna USB in disuso in un cassetto.

Riporto qui i siti web delle distribuzioni che ho già menzionato, assieme a qualche altro consiglio che credo valga ugualmente la pena controllare:


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La storia di perché sono una ragazza nonostante il corpo che ho

Questo potrebbe tranquillamente essere considerato un octomomento, problemino è che è così lungo da spiegare che mi sembra più opportuno scrivere un articolo a parte. Quindi, lo considero come un'espansione ad un momento già scritto, il 6, che potete recuperare su questa pagina, sono poche righe: /top-57-octo-momenti. E a questo punto, lo scrivo in prima persona, non in terza come gli altri momenti.

Dovrei anche scriverne altri di momentocti, tralaltro, avevo promesso di arrivare a 57 mi pare.. Ma non divago oltre.


Rispondiamo in maniera sicuramente chiara e realistica a che cosa significa che “sono una ragazza nonostante il corpo che ho”.. cominciamo dall'inizio.

Alcuni anni fa (senza contare il tempo passato nello stato di mezzo, ora ci arrivo), non riesco a ricordare esattamente quando, ho perso il mio precedente corpo per via dell'Incidente. Nulla di così raro quanto si possa pensare, praticamente stavo andando in bagno, e ho messo il piede storto in uno spigolo tra il corridoio e la porta del bagno. L'Universo era in quel momento, mi sa, in uno stato di forte sovraccarico, e in genere quando è così il sistema di collisioni ha sempre dei problemi, il che vuol dire che si può, anche per sbaglio, trapassare la materia e finire fuori lo strato reale dell'Universo. In un attimo mi sono trovata a cadere nel completo vuoto per un tempo che è sembrato lunghissimo. Non ho fatto neanche ciò che dovevo in bagno, potete immaginare che mi sono sentita fregare.

Io sapevo che prima o poi sarebbe successo, e avrei sicuramente dovuto fare più attenzione, ma ormai il guaio era fatto. Dopo un po' ancora a cadere nel vuoto, mi sono trovata di botto dentro quella stanza, una di quelle che semplicemente stanza non è. Credo sappiate tutti cosa intendo, ma per completezza meglio specificare tutto. Oltre l'Universo tangibile in cui viviamo, esiste un piano parallelo, da cui è meglio stare alla larga. Le certezze lì sono poche, e quelle poche non sono assolutamente semplici da tenere alla mano. Non sono invece poche le persone che hanno studiato e documentato questi luoghi, e grazie al loro lavoro si può viaggiare con un minimo in più di sicurezza. Non è chiaro se tutto ciò sia qualche roba di debug che serve agli sviluppatori dell'Universo, o se sia una visualizzazione errata di una (enorme) zona di memoria di quest'ultimo, che esiste solo per degli errori di programmazione, ma in ogni caso non è un posto per vivere. Ad ogni modo, il tutto sembra essere collegato parzialmente al mondo onirico, ed è esattamente questo dettaglio che mi ha permesso di salvarmi.

Camminavo in questo infinito complesso di stanze quasi tutte uguali, con i muri ingialliti, il pavimento ricoperto da tappeti annacquati, e le lampade fluorescenti rumorosissime. Tra qui e tutte le altre zone, non ho idea del tempo per cui sono rimasta in questo piano d'esistenza infernale, ma lo ricordo come eterno. Tralaltro, neanche un bagno da nessuna parte, per cui ho paura a pensare di cosa sono bagnati quei tappeti. Vabbè, cammina cammina, l'atmosfera ha iniziato lentamente a cambiare sempre di più, e alla fine mi sono ritrovata ad essere in una specie di deposito, quasi completamente vuoto, tranne per scatole che ogni tanto apparivano o scomparivano a caso. Qui, camminando all'infinito, ho trovato una porta che, non come le altre, non era sigillata. Entro, e inizia a svilupparsi intorno a me un sistema di corridoi di manutenzione, con innumerevoli tubi sulle pareti. Qui ho iniziato a rimpiangere il camminare, perché mi sono trovata diverse volte a dover correre via da svariate entità, probabilmente ostili. Più mi addentravo, però, e più la temperatura ambientale iniziava a diventare insopportabilmente alta. E non trovavo da nessuna parte una via d'uscita, solo il labirinto di corridoi.

Non ho idea di come sarebbe finita se non avessi trovato quell'individuo lì in quel momento. Si vedeva che era fatto di una materia diversa da quella di altri viaggiatori che ho incontrato, siano stati questi vere persone o entità camuffate. Nel piano dimensionale dov'ero, chi viene dai sogni come la persona che ho detto, può interagire o subire interazioni in modo molto diverso da chi, come me, non è semplicemente proiettato dal mondo reale rimanendo lì fisicamente, ma ci finisce per intero per un Incidente. Chi si proietta al di fuori del suo corpo è in uno stato vulnerabile: altri elementi provenienti dal livello reale possono, se entrambe le parti si trovano in un livello falso come questo, dove le protezioni standard non funzionano, aggrapparsi ai fili che tengono l'anima e il corpo insieme tra due diversi piani esistenziali.

Ho provato l'unica cosa che poteva in quel momento darmi una buona possibilità di salvezza, e ho lasciato il mio corpo lì, per poter fondere la mia anima con questa che si aggirava nel mondo dei sogni. E mi sono quindi risvegliata (di botto) in un corpo completamente diverso, ma almeno finalmente nel reale piano dell'Universo. Con la fusione, alcune caratteristiche del nuovo essere vengono ereditate con più forza dalla persona che stava nel nuovo corpo da sempre, come gli interessi personali o i generici modi di fare; non per mio volere, è l'Universo che cerca di limitare il più possibile le perturbazioni rispetto al normale piano d'azione che fino a quel momento si era sviluppato. Proprio per questo motivo, la gente non ha notato nulla di strano della nuova persona, che a chiunque sembrava esattamente uguale a com'era prima del suo sogno. Le mie originali caratteristiche, però, non vengono completamente cancellate, e possono lentamente riaffiorare nel nuovo individuo composto. Io sono una ragazza, ma lo sventurato era un ragazzo. Ecco la ricetta per fare il disastro. Perché, prevedibilmente e forse giustamente, questa caratteristica di me si sarebbe fatta viva nella nuova persona, di cui adesso continuerò a parlare soltanto come “me” per comodità.

Mi sono trovata a questo punto in un corpo che non mi apparteneva e non mi piaceva. La cosa che ha reso il tutto ancora più intricato è il fatto che, con la fusione, non solo alcune memorie sono state corrotte, e io non ricordavo più di essere stata da sempre una ragazza, ma come conseguenza di questo ci ho messo qualche annetto a ragionare sulla mia condizione e capire. Ricordavo tutti i dettagli dell'Incidente, tranne cos'ero prima di esso, e cosa facevo nella vita (e quest'ultima cosa, ancora non mi torna a mente). Non riuscivo, dopo l'Evento, a capire perché il mio nuovo corpo non mi piacesse, e perché avessi i desideri, tutti allo stesso tempo, di avere meno peli, capelli più lunghi, voce più chiara, spalle più strette, e così via altre cosine. E in effetti, non perché riconoscevo si trattasse di roba stereotipicamente femminile, e perciò roba che volevo: mi piaceva e basta, punto. Si tratta di gusti che ho sviluppato, niente di più, ed anche adesso che ho capito tutto, la penso così. Se ci si ferma un attimo a pensare, la stragrande maggioranza degli stereotipi di genere non ha neanche un senso logico. Perché i capelli lunghi sono femminili? Perché esprimere tristezza e piangere non è maschile? Si può pensare a queste questioni per giorni e non trovare una sola risposta logica. Ma torniamo alla storia.

Ormai, ho capito quello che avevo dimenticato, ma i problemi ci sono. Magari posso farmi crescere i capelli, posso con il tempo abituarmi a modulare la voce (male, senza lezioni tenute da professionisti, ma solo con il mio intuito), ma come posso, ad esempio, sistemarmi le spalle? È (a quanto so) impossibile. O come posso sistemare i miei lineamenti facciali, considerando che per quello serve come minimo una terapia di sostituzione ormonale, che legalmente in Italia non è cosa semplice da ottenere e, con altre strade, oltre magari a poter incorrere in rischi, si spende più di qualche spicciolo?

Ma, in realtà, questo che ho detto sopra non è neanche il punto cardine del problema. Probabilmente riuscirei ad essere felice raggiungendo gli obiettivi di miglioramento fisico che già ora posso mettere in pratica, se solo avessi la stessa libertà di esprimermi negli stessi modi e nelle stesse situazioni che mi sarebbero ancora oggi concessi dalla Società se non fossi mai inciampata in quello spigolo. A parte la semplice approvazione o disapprovazione non ostile di altre persone, di cui oltre un certo punto personalmente non mi importa, se ascolto le testimonianze di altra gente come me non ho neanche la banale libertà di girare per strada con un vestito o una gonna (che sono stati nel passato, ironicamente, indumenti considerati anche maschili) ed avere la sicurezza di tornare a casa intera.

Come fai se in giro ci sono letterali bestie, che assaltano con estrema violenza qualunque persona sia visibilmente diversa solo perché questa è diversa, potendo essere classificate quindi senza troppe chiacchiere come pericoli pubblici? Perché dovrei omologarmi e seguire tutti gli stereotipi del genere binario a cui più mi avvicino sullo spettro, dove in realtà ogni singolo essere umano è in un punto diverso anche se leggerissimamente, effettivamente diventando la persona che non sono davvero al 100%? E se anche accettassi quest'ultima cosa come un “male necessario”, come ho detto non si tratta di qualcosa facile da risolvere. Non posso fare un patto con il diavolo, accettando tutti gli stereotipi che dovrei accettare, e subito risvegliandomi il giorno dopo esattamente come voglio, per i motivi molto pratici che ho detto sopra.

Anche l'essere chiamata al femminile, in lingue che, come l'italiano, hanno un genere grammaticale, è qualcosa che per qualche motivo che non so ben spiegare, semplicemente percepisco come giusta. Se ci penso in modo logico, per me le parole sono solo parole, non penso che una vocale alla fine possa cambiare un aggettivo da intrinsecamente femminile a intrinsecamente maschile, e quindi più o meno adatto per me, o viceversa. Eppure, in un certo modo le cose mi sembrano super sbagliate. Sarà stata l'associazione mentale che involontariamente ho sviluppato nel mio cervello, imparando la lingua, da quando ero piccolissima fino a prima dell'Incidente? Non sembra ci siano molti studi su questo particolare linguistico che si interseca con l'identità personale, quindi tanto vale accettare la cosa per com'è ed usare ciò che, si torna al discorso di prima, mi piace di più e mi pare più giusto, almeno quando sono io a parlare di me. Se qualcuna delle persone che sa della mia condizione sbaglia, per quello che so non lo fa assolutamente con intento maligno, ma solo per tosta abitudine, eppure mi da comunque non poco fastidio e mi fa stare male. Ho per mesi cercato di pensare in modo logico a perché per me sia così, e come posso fare per risolvere il problema e farmi andare bene qualsiasi modo in cui gli altri si riferiscano a me o parlino di me, ma totalmente invano.

Poi, c'è chi non sa di nulla, e parlando al maschile crede di star parlando bene, quando invece sta sbagliando grosso. In che modo risolvo il problema? In alcuni casi, dire dal nulla ad una persona, dopo che questa sbaglia a chiamarmi non per colpa sua, che in realtà dovrebbe chiamarmi nell'altro modo mi sembra.. sbagliato? Non parlo di sconosciuti che vedo una volta e mai più, comunque, ma di persone che sarebbero anche a me amiche. Non ne ho sinceramente la più pallida idea, ed è qualcosa che non riesco a capire, il perché non riesco a dire nulla. Tutte le persone che ho conosciuto inizialmente su Internet e con cui sono in contatto mi chiamano come io vorrei (se parliamo di gente con un briciolo di rispetto, altrimenti non penso che ci resterei in contatto), perché inevitabilmente osservano gli ambienti in cui mi hanno conosciuta, ad esempio questo blog, e vedono come parlo di me. Invece, con le persone che ho conosciuto di vista, contatti via Internet ne ho praticamente zero, frequentiamo ambienti social separati, quindi ciò che scrivo e condivido di personale sulla rete non viene letto, il massimo che succede è lo scambiarsi dei messaggi testuali per dire “vogliamo scendere a fare un giro?”. Perdipiù, a volte quando parlo a voce, anche di persona, tendo (in realtà, involontariamente) a mascherare le vocali finali delle parole quando la frase non mi esce fuori formulata senza genere, quindi il cervello di chi ascolta automaticamente percepisce la parola come crede che sia giusta.

La mia completa inettitudine sociale chissà se l'ho ereditata solo dall'anima che ho acchiappato, o se era una caratteristica anche della me originale. Almeno, guardo il lato positivo: la persona con cui mi sono fusa era già conosciuta come “Andrea”, un nome che personalmente non mi da fastidio e che quindi non sento il bisogno di togliere da mezzo, forse perché inconsciamente lo riconosco come un nome anche femminile. Altrimenti, il problema sarebbe più grosso di aggettivi e pronomi.

Fate attenzione quando camminate, che rischiate di finire come me, inciampando e cadendo oltre la realtà, e se riuscite a salvarvi (che non è scontato) rischiate di pagare un prezzo comunque salato; e poi sarà davvero una giornata di merda. Fate anche molta attenzione a quando, nel mezzo di un sogno, vi svegliate di soprassalto. A volte non vuol dire nulla, ma in rari casi, come in questo, è ciò che accade per via di un'altra anima che ha deciso di fondersi con la vostra (senza consenso, per giunta, ma se le leggi dell'Universo vanno come vanno c'è poco da fare), mentre questa errava nel mondo onirico completamente ignara.


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“Il software proprietario almeno funziona”. Troppe volte ho sentito questa immonda scemenza da persone che scelgono attivamente di usare programmi proprietari per fare qualcosa di specifico. Non perché li obbliga il datore di lavoro, o perché l'alternativa libera assolutamente proprio non esiste.. Per pigrizia? Negligenza? Vallo a capire, a me personalmente non interessa.

Gente che tiene il sistema desktop di M. anziché scegliere GNU+Linux perché una volta ogni tanto gioca ad un gioco che su Linux richiederebbe una configurazione (solo la prima volta) di qualche decina di minuti. Ma Winzozz ha talmente tanti problemi, rispetto a Linux ne ha un'infinità; e non parlo a sproposito, avendo usato la finestra rotta da quando ho almeno 4 anni, e Linux in varie salse da quando ne ho 11 (all'inizio sporadicamente ma piano piano è diventato il mio sistema desktop senza se e senza ma), ormai so quali problemi hanno i 2 sistemi operativi.

Chiariamoci, il software è sempre software, e può avere problemi, indipendentemente dalla sua licenza. Il problema però è un altro.

Io non pretendo nulla dal software libero, software che è stato sviluppato da persone il cui unico obiettivo era creare qualcosa che beneficiasse alla propria vita o al proprio lavoro, e hanno avuto l'inquantificabile compassione di condividere con il resto del mondo non solo i frutti del proprio lavoro, ma persino i semi, senza volere (molto spesso) nulla in cambio, neanche soldi.

E anche il software libero sviluppato in contesti aziendali, basti pensare a Linux stesso, il cui sviluppo è retto in quantità sostanziose da grandi aziende che lo usano, è comunque indubbiamente “gentile”, lo sviluppo contribuisce a migliorarlo, quindi attrarre anche più utenti e sviluppatori, e tutto ciò alimenta un circolo virtuoso.

Si potrebbero individuare delle eccezioni, come software che sulla carta è libero ma nella pratica è stato progettato per essere difficile da modificare, ricompilare, e che magari giusto per completare il quadretto ha di default anche un bel po' di anti-funzioni che ledono la privacy e la sicurezza degli utenti; ma la fetta maggiore del software libero è intrinsecamente buona.

Se in un programma libero (e praticamente sempre gratuito) che uso trovo un problema grave, per prima cosa vedo se qualcuno ha individuato una soluzione, altrimenti cerco di trovarla io, se proprio proprio ne ho necessità. E se non la trovo, mi metto l'anima in pace, magari cerco alternative, in ogni caso certamente non vado a rompere le scatole agli sviluppatori, dicendogli che non sanno fare niente e che dovrebbero sparire dalla circolazione, anzi, ringrazio che un dato software esista, anche con 300 problemi, se fa quello che mi serve. E se assolutamente 100% non funziona e non fa quello che mi serve? Se non l'ho nemmeno pagato, non mi è dovuto assolutamente niente: faccio finta di non aver visto nulla e passo avanti.

Sul software proprietario, però, credo bisogni pensarla diversamente. Non sto parlando anche di quello creato da sviluppatori che da soli fanno un programma gratuito e lo rilasciano sotto licenza proprietaria, però. Trovo sia poco gentile non dare i semi del tuo programma in giro, visto che possono essere usati dagli altri per migliorarlo in modi che non vuoi o non sai fare, però il programma è tuo e la scelta libera è la tua, anche in questo caso nulla mi è dovuto. Non è questo il male.

Il male è il software proprietario prodotto da aziende voraci, che anche quando è gratuito non è mai gratuito, visto che in ogni caso (anche quando lo paghi, se parliamo di certe corporazioni!) non si fa scrupoli a togliere libertà ai suoi utenti (oltre che la libertà alla privacy, sempre di più ad oggi anche la libertà 0 del software, quella di poter eseguire lo stesso in qualunque situazione e modo si voglia).

Big M. è malvagia. Anche pagando centinaia di schei per il suo sistema operativo giocattolo, continua ad avere decine e decine di problemi e a far trapelare quantità vergognose di dati.

Big G. è malvagia. Il suo servizio di streaming, YT, ma credete che non continui a minare dati e a costruire un profilo di voi così complesso da non poter essere compreso da voi stessi, se pagate l'abbonamento Premium? E la UI fa pure schifo, è pesante, è malevola – problema fortunatamente risolto dalla comunità del software libero con Invidious ed altri magici frontend.

Big A. è malvagia. Non è vero che i suoi sistemi operativi, disponibili solo su dispositivi che non vanno sotto le 3 cifre di prezzo, garantiscono la privacy. Indubbiamente Android (e non AOSP, ma Android con i servizi Gluglu, è importante differenziare) fa trapelare molti più dati, ma la soluzione non è passare da privacy 0 a 50, ma da 0 a 100. Non per forza di corsa, ma se si crede nell'obiettivo privacy 100% a tutti i costi non bisogna credere al marketing.

La situazione peggiore, però, è quando non c'è possibilità di scelta. Io ho la libertà, per fortuna (e per dove si orienta il mercato, ho paura che non sarà più così prima o poi) di installare Linux sui miei PC. Ho la libertà di scrivere documenti con Libreoffice, modificare foto con GIMP, montare video con Olive, consumare media con VLC, messaggiare con Element, navigare il web con Epiphany, e così via.

Già su alcuni PC potrei non avere la libertà di installare GNU+Linux e vedermelo funzionare, perché mancano driver o sono mezzi rotti. In caso non fosse chiaro da quello che ho già scritto: non pretendo che gente con solo la passione si metta a reversare driver proprietari per reimplementarli e farli funzionare come devono. Pretendo che sia il produttore del PC a dare quei driver, e non solo i binari, ma tutto il codice, e sotto una licenza non soltanto open-source, ma completamente libera. Con quello che pago, lo pretendo sbattendo non i pugni, ma gli arieti, sulle vetrate delle sedi centrali delle aziende produttrici di queste macchine.

Allo stesso modo, non ho la pretesa di trovare con 100% di certezza ROM Android custom funzionanti al 100% per il mio telefono, nessuno sviluppatore indipendente deve soffrire per via del fatto che l'azienda cinese di turno, anziché Android, ha messo Anzhuo sui suoi telefonini, ovviamente senza dare neanche le briciole del codice sorgente della ROM intera, e quindi bisogna correre ai ripari perché banalmente il sistema non funziona.

I miei 150€ non sono roba da niente, e nemmeno quelli delle probabilmente altre decine di migliaia di persone che hanno comprato il mio stesso telefono lo sono. Pretendo quindi che non ci sia proprio bisogno di una ROM terza, che quella del produttore non sia piena di bloatware e spyware e che non uccida le app in background a caso, nonostante ci sia tanta RAM libera e io abbia disattivato tutte le impostazioni di risparmio energetico (o, almeno, che venga rilasciato tutto il codice sotto licenza libera così la comunità o gli utenti singoli possono sistemare i problemi, siamo sempre lì). Sembra assurdo a chi non ha mai provato con mano Anzhuo, ma è così, ha problemi bruttissimi. Non posso avviare GIMP su UserLAnd che appena faccio qualche operazione neanche troppo complessa viene tutto ucciso: non posso completare nessun lavoro.

Viviamo in un sistema economico da circo (senza offesa per il circo, che ha più valore) dove aziende enormi non fanno prodotti perfetti, altrimenti tutti li comprerebbero una volta e poi mai più, e i soldi dopo un po' smetterebbero di girare. Invece, si fa la roba sempre male, così da stimolare il consumo. È uno schifo, punto.

Siate più pretenziosi nei confronti delle megacorporazioni e del loro software proprietario, critici sempre e comunque, anche quando qualcosa funziona, l'unico modo per creare precedenti positivi è puntare il dito di continuo. Il fatto che non rispetti le libertà dell'utente è già di per sé un motivo più che giusto di lamentela.

Siate invece più riconoscenti e generosi verso la comunità del software libero, il software creato dalle persone per le persone, quello che punta ad essere il meglio in assoluto e non il meglio limitato a battere la concorrenza. Comprendete le difficoltà dei piccoli sviluppatori, e anche quando ci sono problemi ringraziate per il tempo e l'impegno che qualcuno ha messo nello sviluppo di un programmino (o anche programmone), così come la mastodontica generosità che questi hanno dimostrato rilasciando il proprio software sotto licenza libera.


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Negli ultimi periodi sto pensando abbastanza ai modi che abbiamo oggi di archiviare dati informatici e multimediali. In particolare, dall'altro ieri o giù di lì pensavo alla musica.

Ad oggi, scarico in locale e conservo su un HDD USB (e su servizi di cloud per backup off-site) in formato FLAC la musica che mi piace, ed uso la maggior parte delle volte il mio telefono per riprodurla (dove la ho in formato Opus, per risparmiare spazio).

Usare il telefono in giro per ascoltare la musica lo trovo comodo il giusto, senza dubbio più comodo che andare in giro con un enorme lettore che prende dischetti o cassette, e doversi portare separatamente tutti i media appena menzionati per ogni singolo album o mix da ascoltare.. nell'avere 2000 canzoni accessibili su una piccola lastra di vetro e metallo facendo dei gesti con le dita, almeno in giro, non ci trovo nessuna mancanza.

Quando sono in casa con calma, però, per qualche motivo continuo a pensare che questo tipo di esperienza sia quasi incompleta. Non solo il riprodurre la musica dal telefono, ma anche l'usare il PC caricando la musica dall'unico singolo disco pieno di cartelle, che io usi o meno la riproduzione casuale, mi sembra che manchi qualcosa.

Pensavo quindi che forse lo scegliere un disco ad esempio, inserirlo nel lettore, e a quel punto ascoltare, fosse la chiave mancante, cosa che credo con abbastanza fermezza visto che ho già verificato che per me è così per i videogiochi, quindi perché non per la musica?

Cosa fare?

Da qui, arriviamo al problema con implicazioni così complicate che ho dovuto scegliere di creare questa pagina di blog, anziché il messaggio Telegram che avrei fatto di solito. E se volessi la musica in formato fisico? Dovrei affrontare una serie interminabile di considerazioni.

Partiamo dalla prima cosa che potrebbe venire in mente a qualcuno pensando all'ottenere musica, film, o quant'altro in forma fisica: andare in un negozio fisico (una specie in estinzione ora col passaggio all'intrattenimento via Internet per praticamente qualsiasi cosa), o persino uno online, e comprare il disco che tanto voglio.

Questo è il primo enorme ostacolo, non tanto per i costi come si potrebbe pensare, un CD commerciale ogni tanto posso permettermi di comprarlo, e sarei più che contenta di farlo dando supporto agli artisti che gradisco, il problema è un altro: la vendita in formato fisico di musica sta sparendo, già di artisti mediamente popolari trovare dei dischi può essere una sfida, ma io ascolto praticamente solo sottogeneri apprezzati da poche persone, e tutti gli artisti che producono questa musica sono indipendenti.

A volte alcuni di quelli che seguo hanno in realtà messo in vendita cassette audio o dischi in vinile, ma si tratta di un rilascio su praticamente un centinaio, e in tiratura estremamente limitata, su negozi solo online che accettano solo carta di credito (che io non ho) come pagamento, inutile dire che non c'è mai stata una singola volta che ho portato a casa qualcosa di questo tipo.

Cosa fare davvero?

Tenendo in conto che, seppur dubito capiti, se tutti gli astri si dovessero un giorno allineare per permettermi di comprare un album fisico, non mi lascerò sfuggire l'occasione, l'unica altra opzione possibile è: se non posso ottenere un oggetto, perché non crei il mio personalizzato? Quali altri metodi ci sono? Se qualcosa non esiste e tu la vuoi.. o la crei, oppure piangi. È il come il problema.

Potrei certamente prendere dei CD-R, che su Amazon posso ordinare a 0.25€ l'uno, schiaffarli nel mio masterizzatore di infima qualità, copiarci sopra le tracce di ogni album, e scrivere col pennarello in orrenda grafia il titolo sul fronte. Funziona? Si. È uno spreco di creatività? Anche e soprattutto, e non è nemmeno l'unico problema. Quando si compra un disco, o ancora di più una cassetta, o anche una schedina per console da gioco, parte dell'esperienza riguarda l'oggetto in sé, non solo il suo contenuto analogico o digitale che sia. La bellezza delle cover colorate, delle stampe e dei foglietti, della plastica abbellita, è proprio quello che il digitale non può offrire. Ma se uso degli anonimi CD-R, dove sta tutto questo?

Purtroppo i CD scrivibili si può dire che non sono fatti per essere resi unici, ci si può attaccare sopra un'etichetta stampata, ma viene malaccio e in realtà rischia anche di danneggiare il disco (quest'ultima cosa non è vera anche per i DVD, che sono assemblati diversamente), e coi pennarelli non si viaggia molto, anche perché vorrei avere sul disco l'esatto design che l'artista ha scelto per il suo album, non creare un disegnino io. Ma non è questo l'unico problema comunque, altri derivano dai formati in cui potrei conservare i dati sul disco: – Standard CD-ROM, audio in formato FLAC: entrano più canzoni grazie alla compressione lossless, ma il disco può essere riprodotto solo da un computer, e io nemmeno ho drive per PC decenti tra le altre cose, ci mettono secoli a caricare i dischi e fanno un terremoto. – Standard CD-Audio, audio in formato PCM CD standard: il disco sarebbe riproducibile su qualunque lettore, ma album grandi dovrebbero essere spezzettati su più dischi, inoltre per via di come qualsiasi drive legge i CD-Audio, ossia accettando errori incorreggibili anziché riprovare, – cosa che per un CD-ROM non può accadere perché potrebbe contenere eseguibili o altri dati che non vanno mai corrotti (l'audio digitale invece se corrotto ha giusto qualche disturbo ma funziona) – lo rende un formato inadatto all'archiviazione. Almeno però, i CD si degradano solo con il tempo, non con l'uso.

Le cassette classiche sono già sicuramente molto più personalizzabili, ma: costano molto di più dei CD-R (wtf?), la qualità si degrada sia col tempo che con l'uso, e registrarle non è cosa semplice perché dovrei (a meno di usare costosi registratori professionali) collegare l'uscita audio del computer al registratore, mettere in riproduzione qualcosa per regolare i livelli di volume, poi avviare la riproduzione effettiva dell'album e avviare la registrazione sulla cassetta.. aspettando che venga tutto riprodotto e registrato a velocità normale. Incalcolabili ore spese sperando poi che nulla vada storto. Poi dovrei procurarmelo un registratore di cassette, come se non bastasse! No, via.

Dischi in vinile? ..Non credo di dovervi spiegare perché non posso, è abbastanza ovvio ;–). Ma a parte ciò, non ho nemmeno un giradischi, e comunque i dischi in vinile con l'uso si degradano (ma durano una vita conservati).

C'era una volta un formato di archiviazione, diventato popolare solo nel Giappone degli anni '90, e al di fuori di ciò mai visto. In Europa e Stati Uniti quasi nessuno gli ha dato una possibilità. Dischetti magneto-ottici di 64mm racchiusi in una custodia di plastica, di varie combinazioni di colore e trasparenza. Parlo del MiniDisc, un formato pensato da Sony come via di mezzo tra la compattezza e robustezza delle cassette e la fedeltà sonora dei CD. È bello perché fu ideato tenendo molto in conto dell'idea di usarlo come formato fai da te, da riempire partendo dai dati di normali CD acquistati, per avere qualcosa di più adatto da portare in giro. La custodia di plastica da cui il disco non si toglie mai è pensata addirittura con uno spazio laterale da dedicare ad etichette.

Ma se già all'epoca era costoso per via della scarsa adozione, adesso che sono passati 9 anni dalla sua discontinuazione non si producono più né nuovi dischi né lettori, quindi ci sono solo oggetti usati e i loro costi fanno paura. Inoltre, se scegliessi un lettore che non fa anche da drive USB per PC ma riproduce da solo, dovrei memorizzare su ogni MD le canzoni in formato ATRAC, un codec proprietario lossy di Sony vecchissimo, molto meno efficiente di Opus, e per quello che ho letto online la perdita di qualità è percepibile. Quindi, non saprei proprio. O meglio, so, è un no già solo per i costi.

Cosa rimane? Comprare in blocco decine di chiavette USB della capacità di circa 1GB e usarle come fossero dei CD-R, con la differenza che il supporto non si rovinerà col tempo e nemmeno con l'uso (a patto di leggere e non scrivere, le memorie flash durano senza problemi). Metto la chiavetta nel PC, magari con l'autoplay, e si fa subito. Poi posso, ma se dipende dalla forma delle penne, anche attaccare etichette con la grafica di ogni album. Sembrerebbe economico, e infatti lo è.. dalle fonti giuste, che non sono quelle a me accessibili. Su Amazon (ma anche eBay o Aliexpress) queste chiavette hanno costi esorbitanti, come 30€ per 10 chiavette senza marca da 1GB. Siamo pazzi? La tecnologia non costa così tanto, e infatti su Alibaba, il negozio di Aliexpress per l'ingrosso, trovo prezzi che scendono fino a 0.15$ a chiavetta, che non è mica male. Il numero minimo di unità per ordine in genere non è nemmeno malvagio, alcuni venditori mettono 50, altri 100, comunque il costo totale rimane ottimo.

Chiavette USB di metallo colorate

C'è una rogna però: su Alibaba si paga solo con la carta, o forse PayPal dove ora ho 30$ (ottenuti in pochi mesi con le app di guadagno passivo) che ho paura ad usare perché l'account non è verificato e potrebbero bloccarmelo (ed essendo minorenne, non gli posso mandare i miei documenti, non dovrei poterlo avere un account PayPal a 17 anni purtroppo). A meno di trovare un negozio fisico da me che fa anche ingrosso, questa strada la vedo complessa. Poi c'è anche il fatto che non sempre in casa mia c'è qualcuno che può scendere se arriva il corriere, ma questo si risolve.

Un altro discorso si potrebbe fare sul tragico problema di come io possa comprare online solo su Amazon, perché ha una rete di punti ritiro gratuiti e perché mi permette di pagare facendo una ricarica in contanti al tabacchino, ma ne parliamo un'altra volta.

E quindi? E che ne so!

Tutta questa lagna testuale finisce con più domande che risposte, probabilmente si può capire che per ora di fisico o uso i CD-R oppure un bel niente.. O forse forse, uno spunto ulteriore lo ho. Potrei ripescare un'idea avuta mesi fa per i videogiochi, e ripensata di recente in un modo più accessibile: delle schede (carta stampata, ritagliata, e plastificata) con su un QR Code contenente un ID, o testo leggibile da un OCR, che viene inserito in un lettore (una webcam o un vecchio smartphone fissato ad una scatolina fatta apposta), che apre su PC il file che in un database corrisponde all'ID letto. La musica sarebbe quindi su HDD o quello che è, comunque un'unica memoria grossa, però ci sarebbe a tutti gli effetti la fisicità.

Chissà, se altre persone si sono mai poste questo problema. Non dico che non ci dormo la notte, ma insomma, ci penso parecchio.


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Introduzione

In questo documento andremo ad illustrare i top 57 octo momenti quindi buona lettura

Octo momento 1

Quando octo ha fondato la spacc inc., nel 2019 il 23 novembre octo ha aperto il sito di spacc inc. e ha postato lo spacc del kminilte, però il sito era su blogspot di google quindi fine del meme, tutti i dati dei visitatori sono stati rubati da big tech

Octo moment 2

Quando octo ha fondato veramente la Spacc Inc., quando il nome si è espanso all'infuori di quello di “un sito conosciuto da 4 gatti dove ci stanno le foto dei telefoni distrutti”. L'azienda non è legalmente registrata quindi fine del meme, non rispettare la legge italiana è cringe e ne approfitto per dire alle autorità giudiziarie che tutti i miei post sono ironici e non dovrebbero mai essere presi seriamente tranne se specificato

Momento octo 3

Il momento octo 2 era finto, in realtà tutti i miei post sono seri e io sono una concreta minaccia per la società, non pago le tasse e tutti i dipendenti della Spacc inc sono assunti in nero e non hanno neanche le ferie, fine del meme solo perché non li minaccio di morte quando fanno tardi a lavoro

octo momento 4

(Questo momentocto si potrà capire solo quando octo sarà morta quindi sicuramente non prima del 2057) Octo è una AI creata da octo per rimpiazzare octo, però fine del meme perché è fatta con fin troppe librerie prese in giro e gira male su qualsiasi computer. Inoltre anche se è open source ciò non importa perché il codice è illeggibile se non da octo stessa che è morta

Momento otco 5

Huawei ha provato a costruire un chip basato sul design della AI octo ma ha dovuto rinunciare quando ha visto che a causa dell'intricata architettura del software di riferimento sarebbe stato necessario violare alcune leggi della fisica per creare un chip che ricreasse accuratamente il software in forma hardware. Solo che anche cambiando di poco il design la AI octo cambiava completamente i suoi comportamenti e quindi fine del meme, ora c'è un telefono scaldino sul mercato che ha una AI scrausa basata su quella perfetta di octo, e il codice modificato non è stato rilasciato perché Huawei

Momentocto 6

Quando octo voleva diventare (è) una loli. Nel 20 agosto 2019 octo ha cercato come fare la voce da femmina su youtube. Poi ha scaricato custom cast sul memewei e ha creato una loli che ha definito sé stessa. Poi da quel momento octo ha assunto l'aspetto femminile in tutti i videogiochi che giocava. Poi ha provato ad usare strani strumenti digitali proprietari per modificare sue foto in modo da apparire per lei con un aspetto da femmina per quanto riguarda la faccia. Una volta terminato ciò, ha voluto assumere l'aspetto femminile nel gioco “vita reale” perché le piaceva, ma ancora non ha terminato perché ha nella sua lobby altri giocatori (chiamati “La Società”) che rompono ognuno nel loro piccolo i coglioni. Ha anche iniziato a chiamarsi al femminile e a chiedere agli altri di farlo ma però c'è chi non collabora. Il meme è finito perché si può osservare come ci siano voluti quasi 2 anni buoni perché octo capisse che voler essere una loli non è una cosa molto cis, e quindi quasi 2 anni per capire che lei in realtà è effettivamente una ragazza (dopo aver vissuto per ben 17 anni come un ragazzo) Espansione (DLC) Momentocto 6: Octo momento 6.1

Momento octo 7

Il vero scopo della Spacc Inc. in realtà era per octo quello di guadagnare 15000€ il più velocemente possibile per andare all'estero ed ottenere la octopussy. Il risultato dell'operazione lo si può valutare con le foto presenti a questo link: https://[REDATTO]/QuestaPaginaNonEsistePrimaDel2057PerchéLaSpaccIncÈFallita17VolteEdHoSempreProvatoARiaprirlaPerGuadagnareIFondi.html Il memem termina così perché octo faceva molto prima a pubblicare su onlyfans foto esplicite con una octopussy creata usando il Programma di Manipolazione di Immagini di GNU Non è Unix, ottenere i 15000€, e farsi creare la octopussy vera 25.7 anni prima del 2057

Octom omento 8

root@localhost:~# apt install sessocto
Reading package lists... Done
Building dependency tree
Reading state information... Done
The following additional packages will be installed:
  octopussy
The following NEW packages will be installed:
  sessocto octopussy
0 upgraded, 2 newly installed, 0 to remove and 57 not upgraded.
Need to get 5769 kB of archives.
After this operation, 6957 kB of additional disk space will be used.
Do you want to continue? [Y/n]

Octo Moment 9

Quando octo parla a o tocca gli altri e ciò causa un eccesso di glucosio nel sangue delle vittime. Ci sono stati diversi incidenti segnalati di persone che si sono sentite male a causa dei poteri malvagi di octt. Scudo bianco non vuole essere toccato perché ha paura di morire di un infarto fulminante. Il meme finisce qui se consideriamo che se arrestano octo per i suoi omicidi a base di zucchero le basterà abbracciare i poliziotti, i giudici, e chiunque altro per non finire in galera. Se dovesse finire in galera spacca tutto e fugge via

Otoc momento 10

Quando Octo si è proclamata Dea dello Spacc. Dato che lei ha fondato la Spacc Inc. ed è la loli più potente dell'universo ora e per sempre, ha il permesso di definirsi in questo modo ed effettivamente ha pure ragione. A lei tutto è dovuto e ha il permesso di distruggere l'intero pianeta solo per creare contenuto da postare sul canale di spacc inc. Inoltre dato che è una divinità non può essere perseguita legalmente, e i seguaci della religione della Dea dello Spacc altrettanto se agiscono solo in buon nome del credo, anche se fanno esplodere intere città. Il meme qui non finisce perché non è mai iniziato, non c'è niente da ridere e se lo fate la Dea dello Spacc prenderà provvedimenti

Note di servizio

Avrete notato che i momenti sono solo 10. Infatti ancora non sono stati scritti tutti e questo articolo verrà aggiornato man mano che il documentario si espanderà. Grazie per la lettura ricordatevi di salvare questo articolo nei preferiti e controllare sempre i vari aggiornamenti

Crediti

Idea originale: Octo Scrittura e redazione: Octo Controllo scrittura e contenuti: Octo Octo: Andrea, @octo


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Il logo di USB.

In questo articolo scientifico analizzerò ciò che concerne il lato sessuale dell'USB (Universal Serial Bus). Un argomento che non ho visto nessuno trattare su Internet, e di cui ritengo sia necessario approfondire.

Cosa sarebbe la classificazione sessuale?

Nello standard (USB), così come per maggior parte degli standard elettrici ed elettronici, porte e connettori si possono distinguere in due categorie principali, che determinano se è possibile collegare gli elementi tra loro: maschio o femmina. Tale categorizzazione è utilizzata, per quanto si conosce, da quando connettori e porte esistono in generale.

Non è chiaro, ma tale categorizzazione pare sia derivata dalla categorizzazione sessuale di varie specie animali presenti sulla Terra, tra cui l'uomo stesso. Come per la specie appena menzionata, infatti, l'idea per porte e connettori è che gli esemplari maschi abbiano una sporgenza, capace di inserirsi in una cavità che invece è l'esemplare femminile ad avere.

Un esempio generale

Se si prende, per esempio, una porta di corrente alternata italiana e un cavo con il connettore corrispondente, si osserva che la presa femminile ha solo buchi, e il connettore maschile ha solo delle protuberanze. Le due parti combaciano perfettamente.

Una prolunga di corrente italiana. Nella foto si vede connettore maschio e porta femmina.

L'USB differisce leggermente nella pratica

Nell'USB-A in genere, a primo impatto sembra che semplicemente una sporgenza si inserisca in una cavità, e che tutto funzioni come da copione. Se ci si ferma un attimo a guardare bene porte e connettori però, si nota qualcosa di particolare: non solo il maschio si inserisce nella femmina, ma una parte della femmina si inserisce nel maschio! Ciò è ancora più evidente se si rimuovono da porta e connettore quelle parti della struttura che servono soltanto a garantire stabilità meccanica, e non sono strettamente necessarie ad avere una connessione funzionante: a quel punto, maschio e femmina sono praticamente uguali, se non per il fatto che il maschio ha dei pad (piatti, a livello col resto del connettore), e la femmina ha dei pin (sporgenti, che fanno contatto con i pad del maschio); anzi, per quest'ultima caratteristica, si potrebbe persino a dire che la vera femmina è ciò che fino ad ora è stato definito “maschio”, e viceversa.

Una prolunga USB-A. Nella foto sono specificati i sessi, e sono indicati i piccoli pin e pad di porta femmina e connettore maschio.

Se si osserva altre revisioni dello standard USB, come Mini/Micro USB-B, o USB-C, quello che fino ad ora abbiamo notato si conferma in modo ancora più prorompente. Ciò che è definito maschio fa più da cavità di quanto non lo faccia la cosiddetta femmina, che può essere anche assimilata ad una sola sporgenza senza nessuna cavità attorno, e che perfettamente si inserisce in cosa è stato fino ad ora chiamato maschio, che è praticamente un foro.

Una prolunga Mini USB-B e una USB-C. Nella foto sono specificati i sessi per connettori maschi e porte femmine.

Conclusione

Ritengo che negli anni si sia accumulata tanta tanta confusione su argomenti di questo tipo, e che coloro che hanno creato e continuano a sviluppare USB debbano fare chiarezza. Non si può dire molto altro sulla classificazione sessuale in sé. Molto probabilmente prenderò del tempo per scrivere anche una relazione riguardante la discriminazione che viene perpetrata nei confronti di porte e connettori USB a causa del loro sesso.

Grazie mille per la lettura!


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