@marcocamisanicalzolari

University Adjunct Professor in Digital, Book writer, TV personality, in Informatics field since 1993

Sto lavorando a una versione virtuale di MCC fatta con iClone7. Non avendo niente da fare (😅) ho imparato a usare software nuovi come quello. Uso sistemi trackerless, per il volto il sensore LiDAR, per le mani Leap Motion e per le braccia il vecchio Kinect. I set virtuali sono gli stessi che uso in TV, li creo io con Blender, poi faccio l’editing sempre con software basati su Unreal.

Sono due anni che studio e smanetto, e stanno venendo fuori cose carine.

“Ah ma allora lavori nel Metaverso?” No, si chiama e si è sempre chiamata Realtà Virtuale. Ho iniziato 30 anni fa quando mi hanno commissionato il Museo Teatrale della Scala di Milano in 3D. Ormai ho capito che la chiamano Metaverso quando vi vogliono vendere cose…

Marco Camisani Calzolari

PELLE DIGITALE

Il mondo è cambiato e noi dobbiamo indossare una nuova pelle, quella digitale. Parlo di lavoro, di vita e di opportunità.

Un tempo si emigrava. Si facevano le valigie e si mollava tutto per cercare fortuna in terre lontane, diverse da quelle in cui siamo cresciuti.

Oggi invece non serve emigrare fisicamente perché possiamo farlo digitalmente. Si può vivere in una terra povera e guadagnare grazie a un lavoro che si fa per qualcuno che vive nell’economia di un Paese ricco. Spesso il potere di acquisto di chi lavora così è molto vantaggioso.

Gli affari, si sa, sono fatti di persone. Un tempo serviva conoscere fisicamente le persone per creare nuove opportunità.

Oggi possiamo farlo digitalmente perché abbiamo a disposizione tantissimi siti che mettono in contatto offerta e domanda. Se hai il prodotto giusto, sai fare la cosa giusta, che serve, trovi chi te la compra.

Un tempo per imparare un nuovo mestiere si doveva studiare, sfogliare e leggere decine di volumi e manuali cartacei e poi fare pratica.

Oggi possiamo farlo digitalmente e si può imparare tutto e gratuitamente. Su YouTube ci sono videocorsi su qualsiasi cosa. Non si diventerà un esperto in pochi giorni, ma le basi per iniziare ad affrontare una nuova professione sono lì, a disposizione di tutti.

Anche se sei in crisi perché il tuo mondo e il tuo lavoro non esistono più, puoi continuare a vivere dove vivi, ma lavorando nel mondo. Devi solo cercare su Google, per molto tempo, girando digitalmente molto, scrivendo, cercando, provando e riprovando.

Certo, lo so… Non vale per tutti purtroppo. C’è chi per varie ragioni non può fare altro e per questo lo Stato deve occuparsi di chi non ha alternative.

Ma per tutti gli altri il mondo è grande, è molto ricco e probabilmente ha bisogno di te! È faticoso, ma bisogna solo andarselo a prendere.

Marco Camisani Calzolari

Le 6 buzzword del momento, come la penso io:

  • Realtà aumentata É una tecnologia che, secondo me, avrà futuro e che durerà a lungo, sempre che ci siano i device adatti e usabili.

  • Realtà virtuale Ritengo che sia troppo alienante e che, nei prossimi decenni, l’essere umano farà fatica ad abituarsi all’idea di vivere una sorta di vita parallela.

  • Metaverso Non esiste e mai esisterà. Se vogliamo usare il termine nel modo appropriato, ha delle caratteristiche che non rispondono a nessuna delle cose in produzione e che siano fattibili per ragioni anche tecniche.

  • Web3 Oggi definisce un mondo decentralizzato, mentre nella realtà dei fatti è tutto centralizzato dai server.

  • NFT Grande fuffa, grande bolla, grande luogo di riciclo.

  • Crypto A parte Bitcoin, il 99,9% è fuffa.

Marco Camisani Calzolari

La realtà virtuale è ancora all'1% delle sue possibilità di sviluppo. Crescerà in termini di usabilità, qualità, hardware, realismo, interazione e applicazioni. Questo è il suo futuro.

Sviluppi che possono intraprendere solo i big, in grado di investire miliardi in sviluppo, ecosistema ed hardware. Quelli che la chiamano “metaverso” invece cercano di spostare l'attenzione su altri aspetti come NFT, Crypto e decentralizzazione perché sono cose facili da creare e vendere.

Vendere sogni e utopia è più facile che vendere sostanza. Per semplificare credo che si debba stare lontani da quello che chiamano “metaverso” e più vicini a quello che chiamano realtà virtuale.

Marco Camisani Calzolari

La reputazione dovrebbe essere IL metro di misura per tutto. Invece viene sostituito dallo status o dalla fama. Se sei famoso, anche per cose poco edificanti, ti danno incredibilmente fiducia.

E così l’influencer che viene messa alla pubblica gogna per aver detto cose di cui vergognarsi, diventa famosa per averlo fatto e poi si aprono le porte.

L‘imprenditrice col cuore nel portafoglio, divenuta nota per le sue crudeltà, ora viene cercata da tutti.

Il famoso vip che ha un curriculum di reati che coprono mezzo codice penale, viene osannato e pagano per vederlo.

Il manager dell’importante azienda che nel lavoro si comporta con la stessa educazione di Tyson sul ring, non ha ripercussioni sul suo rating reputazionale.

Se la reputazione, il come ci si comporta, non è più una misura fondamentale di una persona, allora il baratro è vicino. Quelli che si comportano bene vivranno la frustrazione di non poter spendere i propri “punti reputazionali” e saranno dissuasi dall’accumularli. Quelli che si comportano male non avranno alcuna ripercussione perché sono tutti con pochi “punti reputazione” e il livello generale si abbassa, aprendo le porte anche a chi è in rosso coi punti.

Ecco perché se continuiamo così diventerà tutto sempre meno ospitale per chi si comporta bene…

Marco Camisani Calzolari

Credo che la definizione “Imprenditore digitale” sia abusata.

Ci sono imprenditori che USANO il digitale. Altri che GOVERNANO il digitale. E poi ci sono quelli che LAVORANO nel settore digitale, e altri ancora che CREANO pezzi di digitale.

Forse possiamo dividerli in quattro livelli. 4 USANO 3 GOVERNANO 2 LAVORANO 1 CREANO

4 Un esempio di chi lo USA sono gli influencer. Quelli che utilizzano app o strumenti esistenti per vendere “se stessi” e i prodotti o servizi correlati. Non serve essere esperti della tecnologia dietro. Io posso USARE un'automobile senza nemmeno sapere come si guida. Prendo un taxi per esempio.

3 Chi invece lo GOVERNA, fa un lavoro non necessariamente legato al digitale, ma che ha bisogno del digitale per funzionare. Per esempio chi ha un sito di e-commerce di autoricambi. Deve saper governare l'e-commerce, ma al fine di vendere i propri prodotti, non di diventare esperto di e-commerce o lavorare nel settore degli e-commerce. Un parallelismo è quello di un pilota. Sa guidare bene, ma non deve lavorare nel settore automotive o saper progettare un'automobile.

2 Chi LAVORA nel settore, invece si occupa del digitale e dei suoi prodotti, a prescindere da quali siano. Il suo prodotto è il digitale. Per esempio chi ha una web agency e fornisce servizi a terzi come il social media management o la creazione di un sito. Sempre con la metafora automobilistica, chi lavora nel settore delle auto può essere un concessionario, un meccanico, un tuner, un carrozziere.

1 Chi CREA il digitale è chi progetta un'App, una piattaforma, o un nuovo servizio online. Per capirci chi ha creato Instagram è diverso da chi sa usare Instagram. Nelle auto è chi progetta un'automobile o un'azienda che le produce.


Per cui quando la stampa dice “Imprenditore digitale” riflettiamo sul significato e sul “livello”, perché ultimamente sento definire imprenditore digitale chi lo USA (Livello 4). Ma che col digitale in sé ha ben poco a che fare. Un po’ come dire imprenditore automobilistico perché lo vedi sempre in macchina in quanto fa il rappresentante di abbigliamento.

Marco Camisani Calzolari

La realtà aumentata e la realtà virtuale sono due mondi profondamente diversi. Quando li mettono insieme, di solito, è per dare un po’ più di valore alla realtà virtuale.

La realtà aumentata è una tecnologia che aggiunge alla realtà fisica contenuti digitali come elementi e informazioni. A mio parere, avrà un grandissimo futuro appena i device lo renderanno possibile. Per ora quello più utilizzato è lo smartphone, ma quando potremo avere device più usabili, non invasivi, con risoluzione più alta e batteria che duri a sufficienza, questa diventerà una tecnologia di successo.

La realtà virtuale, invece, è un mondo a sé, alienante e distante dalla realtà fisica. Si entra in un mondo 3D parallelo attraverso dispositivi come l’oculus, maschere o strumenti simili. È una tecnologia oggi molto usata e che continuerà a esserlo… solo che molti la chiamano metaverso, un termine che, invece, ha un significato diverso e molto più complesso.

Occhi aperti, amici, perché in questo momento sono molti i venditori di fuffa che stanno appiccicando termini vuoti, hype e buzzword come metaverso, web3 e NFT ai concetti di realtà aumentata e realtà virtuale, solo per far apparire buona la loro robaccia.

Marco Camisani Calzolari

Non si sente più parlare di Startup in pompa magna come una volta. Quindi sono morte loro e il settore?

No. Semplicemente allora c'era la moda, l'hype, si parlava solo di quello. La politica riteneva che fosse la risposta al precariato e sosteneva i vari storyteller delle Startup. Ogni tanto qualcuno vinceva qualche Startup show o concorso e riceveva un assegno da 10.000 euro che veniva sventolato come un premio.

Io dicevo che così si facevano danni e basta. Che con 10.000 euro non ci paghi nemmeno un anno dello stipendio di una persona. Ma ero il rompiballe, quello contro il circo in cui partecipavano tutti, ognuno per mangiare un mezzo pasticcino sbriciolato. Mentre la torta per finanziare il “cinema” l'hanno mangiata i soliti pochi e sul tavolo non è rimasto nulla. Nemmeno la scritta “Startup”.

Dopo 10 anni il “cinema” si è sgonfiato. C'è ancora qualche sopravvissuto che cerca ancora fondi in giro, semi disperato, magari da 10 anni con la stessa mezza idea o prototipo che nel frattempo è diventato desueto... e ancora ha il coraggio di dire “Start-up” senza vergognarsi. Negli anni si è visto che senza finanziamenti adeguati non si fanno prodotti straordinari. Anzi, si fanno frittelle senza buco. Gli storyteller di allora hanno cambiato mestiere e ora sono quasi tutti in giro a parlare di Metaverso. Sono sempre gli stessi. Stesse tecniche, stesse logiche, stesse cricche, stesso supporto politico basato sul nulla.

Anche questa volta io sono sempre il solito rompiballe realista, mentre là fuori si dividono i mezzi pasticcini. La torta che finanzia il nuovo “cinema” la mangeranno sempre gli stessi pochi.

E anche questa volta sul tavolo non rimarrà nulla, anche perché di nulla si tratta.

Marco Camisani Calzolari

IL MONDO FAKE DELLE CRYPTO

Il mondo fake delle crypto è in caduta verticale. In solidità generale si salva solo Bitcoin. Ho cercato di salvare più persone possibili a suo tempo.

È un mercato complesso, non adatto ai non professionisti, ma i furbacchioni vendevano ovunque la speranza di diventare ricchi con i loro NFT, con le loro shitcoin. Purtroppo ci sono finiti dentro molti minorenni perché grazie all’anonimato avevano accesso a un mondo troppo grande per loro.

Non so quanti ne ho salvati in questi anni.

Pensate che negli ultimi anni non ho mai avuto il problema degli hater a parte quando ho toccato il mondo crypto. All’inizio era perfino impossibile dire che fossero schemi Ponzi o che attraessero ludopatici, perché mi mangiavano vivo appena lo accennavo.

Ma ne è valsa la pena. Salvarne anche solo uno è un successo.

Se sono persone fisiche, guru vari, vi consiglio di farvi ridare i soldi da chi vi ha venduto NFT e robaccia crypto. Se non ve li ridanno denunciateli per truffa.

Marco Camisani Calzolari

“O CAMBI O MUORI”

Quindici anni fa andavo in giro per convegni con uno speech dal titolo “O cambi o muori”.

Spiegavo che senza cambiare modo di lavorare, senza usare la Rete per vendere, per produrre, per farsi conoscere, sarebbero presto “morti” come business.

Molti imprenditori ridevano e mi spiegavano che la loro attività era florida e che avevano sempre lavorato in quel modo. Bello il digitale, ma per ora va bene così.

Eccoci anni dopo, in un’economia che funziona prevalentemente online, e per certi business è tardi. Ripensare tutto da zero ora costa molto di più…

Marco Camisani Calzolari