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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

SFRUTTAMENTO LAVORATIVO: 27 ARRESTI E 248 POTENZIALI VITTIME INDIVIDUATE IN EUROPA

Dietro un’attività commerciale, un cantiere o un ristorante può nascondersi una rete di sfruttamento che trasforma il lavoro in uno strumento di profitto criminale.

L'immagine mostra le condizioni nelle quali venivano alloggiati lavoratori

I risultati dell’operazione coordinata da #Europol e dall’Autorità europea del lavoro (#ELA), con la partecipazione delle autorità di 34 Paesi, Italia compresa, restituiscono la dimensione di un fenomeno che attraversa i confini nazionali e coinvolge diversi settori economici.

I numeri dell’operazione: – 27 arresti per sospetti casi di tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo; – 248 potenziali vittime individuate; – 182 nuove indagini avviate per tratta di esseri umani; – oltre 16.000 operatori coinvolti; – 137.810 controlli effettuati su persone, luoghi, veicoli e documenti.

Agricoltura, edilizia, ristorazione, servizi estetici e centri massaggi sono tra i settori interessati. Le indagini hanno inoltre portato alla luce situazioni riconducibili al lavoro forzato, alla servitù domestica e allo sfruttamento sessuale.

Particolarmente significativo il caso di una rete criminale che avrebbe sfruttato oltre 70 cittadini indiani impiegati nella ristorazione in cinque Paesi dell’ #UE, ricavando almeno 4 milioni di euro attraverso orari prolungati, retribuzioni insufficienti e minacce.

Il dato più rilevante non riguarda soltanto il numero degli arresti, ma il modello criminale che emerge. Lo sfruttamento lavorativo può rappresentare una fonte di guadagno per organizzazioni che operano oltre i confini nazionali, si avvalgono di strutture economiche apparentemente legittime e approfittano della vulnerabilità delle persone.

Per questo motivo, il contrasto non può limitarsi alla repressione delle singole violazioni del diritto del lavoro. Servono cooperazione internazionale, controlli mirati, scambio di informazioni tra forze di polizia e ispettorati, indagini sui profitti illeciti e protezione effettiva delle vittime.

Combattere lo sfruttamento significa colpire sia chi ne subisce le conseguenze sia il sistema criminale che lo rende economicamente conveniente.

📌 Fonte: Europol – 27 arrests and 248 potential victims identified

#Europol #CriminalitàOrganizzata #TrattaDiEssereUmani #SfruttamentoLavorativo #CooperazioneInternazionale #Lavoro #DirittiUmani

 
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from Bymarty

Il cielo lentamente si sta colorando di grigio, e non nascondo che anche in me sta avanzando! Ho pensato fosse giusto, ma non è qsta la parola che avrei voluto usare, raccontarti di questo incontro; un po' come se non lo avessi vissuto in prima persona! Credo, di aver percepito da un lato, imbarazzo, distanza, e dall'altro una sensazione di naturalezza, come se non fossero mai passati qsti mesi , ma soprattutto come se nulla fosse cambiato! In realtà avrei voluto comportarmi diversamente, dire cose diverse, ma soprattutto abbracciati in quei momenti in cui ti sei lasciato andare, in cui hai abbassato l'armatura e sei rimasto così indifeso e fragile! Sarei bugiarda nel dirti che non me lo sarei aspettato di trovarti così, perché quel po' che ti conosco, ha fatto sì che io mi aspettassi esattamente quella versione di te! Sincera, affranta, demotivata, triste e desiderosa solamente di un po' di serenità! Una serenità, che ovviamente non ho potuto darti, come sicuramente sbagliate, inopportune e scontate sono state alcune mie parole! L'unica cosa che ho trattenuto a stento sono le lacrime, la tristezza nel vederti così, io che cmq in qsti mesi, non ti ho più cercato, per rispettarti e ti ho abbandonato! Mi sono comportata secondo la situazione, ma non come avrei voluto, non sono io quella, non avrei mai permesso che tu arrivassi a scusarti! Anch'io mi scuso con te, perché sicuramente non sono stata all'altezza, so che non è facile accettare , ma io sono questa, ci sono, ma ho smesso di inseguire e di farmi del male! Ecco perché non ho esitato ad incontrarti e concederti un respiro, un caffè un piccolo attimo di normalità! Quando tu hai detto che cmq ero stata l'unica a restare, o per lo meno a tentare di rimanere, ad allungarti la mano, ho capito che avevo di fronte a me esattamente quella stessa persona che ho conosciuto anni fa e con la quale è nato un bel rapporto di amicizia, normale, con alti e bassi, incomprensioni ecc. . Però vorrei solo che tu sapessi che ci sono e non solo io e che puoi contare su di noi, oggi , domani, per una parola, un ciao, un caffè , un briciolo di normalità! Capisco anche che possa farti male, che tu vedendo me, noi ritorni a ciò che avevi e non hai, a quello che avresti potuto avere e che non potrai avere più! So che non vedi un futuro, so che devi reinventarti, ricominciare da capo, e quando ti ho detto, e mi scuso per qsto, che ok si può stare male, ripensare, ecc, soffrire per chi ha deciso di voltare pagina, ma che di fronte ad una diagnosi come la mia, tu hai il dovere di andare avanti e di non pensare al peggio! Io in pochi attimi ho visto crollare tutto , mi sono sentita schiacciare da un peso così enorme , da non farmi respirare e ho rivisto in te, quella me di due anni fa, indifesa, fragile e soprattutto sola! Non dimenticarti mai che alla fine è proprio in quei momenti di difficoltà che si conosce la vera natura dei rapporti, sentimenti e amicizie! Perciò io ieri neppure per un attimo mi sono sentita forte, a tal punto di darti forza, non ho saputo usare le giuste parole, perché improvvisamente mi sono rivista come in uno specchio, ed è stato triste, difficile ed emotivamente destabilizzante per me! Ma ho imparato una cosa in qsti anni, a non programmare , e a vivere , ogni attimo, ogni emozione, ogni alba , ogni tramonto , ogni cambiamento della crescita di mio figlio! E in questi giorni ho dovuto affrontare questa perdita per me dolorosa e difficile da metabolizzare! E lo sai perché? Perché ho paura , ho paura , di ciò che la fine comporta e porta, ho paura di non riuscire più a sentire, vedere, abbracciare, cercare la luna e i tramonti! Ho paura che il male ritorni , ho paura di dover ricominciare, ho paura di tutto e credo che sia lo stesso per te e se oggi ho trovato un po' di coraggio, per confidarmi, per aprirmi, lo devo proprio Grazie a te, alla tua fragilità e voglia cmq di ricucire, passo dopo passo, la tua vita.. Non voglio aggiungere altro, non voglio ripetermi ma voglio solo dirti una cosa, resta, ti ascolto, anche nei tuoi silenzi! Le parole non servono, ma una presenza, una chiacchiera siii...

 
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from taximaxicabs

Taxi Maxi Cabs: A Practical Option for Sydney Group Travel

Travelling around Sydney with family, friends or a larger group is easier when everyone can stay together. Taxi Maxi Cabs provide a practical transport option for passengers who need more seating and space than a standard taxi.

Maxi Cab Taxi Sydney offers group transport for airport transfers, family trips, events, business travel and other journeys across Sydney.

Convenient Transport for Larger Groups

When several people are travelling to the same destination, using multiple standard cars can make the trip harder to organise. A larger taxi allows passengers to travel together and coordinate one pickup and drop-off.

This can be especially useful for families with children, groups carrying luggage or friends travelling to the same event.

Airport Transfers Across Sydney

Airport trips require good planning, particularly when passengers have suitcases and specific flight times. Group passengers can arrange transport for trips to or from Sydney Airport without needing separate vehicles for each traveller.

When booking, provide the pickup location, destination, travel date, preferred time, passenger numbers and luggage requirements. For airport travel, adding flight details can also help with planning.

Family and Group Trips

Family outings, shopping trips, sightseeing and weekend activities often involve several passengers. Travelling together means everyone can leave from the same location and arrive at the destination together.

Taxi Maxi Cabs can be useful when a standard taxi does not provide enough seating or luggage space for the entire group.

Events, Weddings and Special Occasions

Group transport is also useful for weddings, parties, concerts, sporting events and corporate functions. Arranging transport before the event can make pickup and drop-off easier to manage.

For larger groups, it is helpful to confirm passenger numbers and luggage requirements before booking so the appropriate vehicle can be arranged.

Sydney-Wide Travel

Sydney covers a wide area, from the CBD and Eastern Suburbs to the Inner West, Western Sydney, North Shore and surrounding suburbs. Passengers may need transport between residential areas, business districts, airports, hotels, venues and other destinations.

Maxi Cab Taxi Sydney provides a convenient option for people who prefer to travel together instead of arranging separate cars.

What to Prepare Before Booking

Having your trip details ready can make the booking process easier. Prepare:

Pickup address

Destination

Travel date

Preferred pickup time

Number of passengers

Number of bags

Flight details for airport transfers

Any special travel requirements

Providing accurate information helps ensure the booking matches your group's needs.

A Simple Way to Travel Together

For families, friends, visitors and business groups, choosing the right vehicle can make travelling around Sydney more convenient. Taxi Maxi Cabs offer a practical way to keep passengers together while travelling between different Sydney locations.

Whether you need an airport transfer, event transport, family trip or everyday group journey, Maxi Cab Taxi Sydney provides a convenient transport option for travelling together.

 
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from dwarticles2026

1xbet Promo Code Lebanon: 1xegbett and Welcome Bonuses Explained

🎁 Promo Code: 1xegbett

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Looking for information about 1xbet promo code 1xegbett as a reader in Lebanon? This guide explains the supplied welcome offers, their approximate values in Lebanese pounds, and the conditions to check before accepting a promotion.

Bonus option

Approximate value in Lebanese pounds

Sports bonus

200% on the first qualifying deposit, capped at approximately LBP 23.29 million

Casino + 1xGames

Welcome package worth up to approximately LBP 131.11 million + 210 free spins

Promotional code

1xegbett

The LBP figures are reference conversions of the supplied USD 260 sports cap and EGP 81,000 casino package, using exchange rates dated 23 October 2026. They are not confirmed Lebanon-specific bonus limits. Current code validity, account eligibility, and local availability have not been independently verified.

What Is the 1xbet Promo Code 1xegbett?

A promo code is entered in a designated field to identify a promotional offer when the campaign rules permit its use. The code discussed in this article is 1xegbett.

Entering the code is not the same as receiving a bonus. You should confirm that the code has been accepted and that the relevant promotion appears in your account before making a deposit.

For additional information, review the 1xbet Promo Code page and compare its explanations with the official terms displayed to you. Your account’s promotion details determine the applicable amount, eligibility, and withdrawal conditions.

Sports Bonus: Understanding the 200% Offer

The supplied sports promotion is described as 200% on the first qualifying deposit, up to USD 260. Its approximate reference value is LBP 23.29 million.

The percentage and the maximum limit explain different parts of the offer:

200% represents twice the eligible deposit amount.

The cap sets the maximum bonus that may be awarded under the campaign.

For example, 200% of LBP 1 million equals LBP 2 million. This is a mathematical illustration only. It does not establish a minimum deposit, confirm account eligibility, or guarantee that the calculated amount will be credited.

Before selecting the sports offer, check the qualifying deposit amount, accepted payment methods, eligible betting activity, and completion deadline.

Also distinguish between your deposited funds, promotional balance, and withdrawable balance. A bonus appearing in an account does not necessarily make it immediately available for withdrawal.

Casino + 1xGames: What Does the Package Include?

The second supplied offer is a welcome package worth up to EGP 81,000, plus 210 free spins. Its approximate reference value is LBP 131.11 million.

The phrase “up to” describes a maximum package value. It does not mean that every account receives the full amount immediately or that a single deposit unlocks the entire package.

To evaluate it properly, find out:

Whether the package contains multiple stages.

What deposit requirements apply to each stage.

Whether separate activation is necessary.

Which games qualify.

When each part of the package expires.

The supplied information does not confirm the package structure, so these details should be checked in the official offer.

Understanding the 210 Free Spins

“FS” stands for free spins. Their practical value depends on the eligible games and the conditions attached to any resulting winnings.

Check the activation requirements, expiry dates, wagering rules, and any stated withdrawal limits. Do not treat free-spin winnings as unrestricted cash unless the terms explicitly allow it.

How to Enter Promo Code 1xegbett

If a promotional-code field is available during registration or within an eligible campaign, follow these steps:

Verify the official website address before entering personal information.

Complete your account details accurately.

Find the field labelled “Promo Code” or its equivalent.

Enter 1xegbett without extra spaces.

Read the bonus options and their terms.

Confirm acceptance and check that the relevant offer appears before depositing.

If the field is missing, ask official support whether the code can be used for your account. Do not assume it can be entered in another field or added after registration.

Currency Checks for Readers in Lebanon

The large numerical value of an LBP conversion should not be confused with a larger underlying offer. Converting a bonus into another currency changes its numerical expression, not its underlying value.

Before relying on a converted amount, check three details.

Your account currency

Confirm whether the account and promotion are displayed in Lebanese pounds, US dollars, or another currency. Do not assume that LBP deposits or withdrawals are supported simply because an article shows LBP equivalents.

The conversion rate

The platform may use a rate different from the reference conversion in this guide. Review the amount shown before confirming a transaction.

Fees and payment conditions

Check for any disclosed conversion charges or transaction fees. Also verify whether your chosen payment method qualifies for the promotion.

Bonus Terms That Deserve Your Attention

The headline amount is only the starting point. The conditions explain what accepting a promotion involves.

Condition

What to establish

Eligibility

Whether your account and country of residence qualify.

Minimum deposit

The amount needed to participate.

Wagering requirement

The calculation base and required qualifying activity.

Eligible bets or games

Which activities count toward completing the conditions.

Time limits

Deadlines for activation, use, and completion.

Withdrawal rules

Restrictions and the effect of requesting an early withdrawal.

Where wagering requirements apply, check whether they are calculated on the bonus alone or on the deposit and bonus combined. That distinction can substantially change the activity required.

If any condition is unclear, request an explanation before accepting the offer.

Can the Sports and Casino Offers Be Combined?

The supplied information does not establish that both promotions can be used together.

Check whether selecting one option affects access to the other, whether the choice can be changed, and whether previous promotional participation affects eligibility.

Compare the requirements rather than choosing solely by the maximum advertised figure. Avoid increasing a planned deposit simply to reach a bonus cap.

What If the Code Is Rejected?

Start by checking the spelling of 1xegbett and removing any spaces copied before or after the code.

Then read the error message. Possible explanations include an expired campaign, an ineligible account, a location restriction, or entry at the wrong stage.

If the code is accepted but no promotion appears, check the activation conditions and account status. Contact official support before assuming that an additional deposit will resolve the issue.

Never share passwords or one-time verification codes, and do not create extra accounts to bypass restrictions.

Frequently Asked Questions

What promo code is discussed in this guide?

The code is 1xegbett. Its current validity and your account’s eligibility must be checked at the time of use.

What is the approximate sports bonus cap in LBP?

The supplied USD 260 cap converts to approximately LBP 23.29 million using the reference rate dated 23 October 2026. This is not a confirmed local campaign limit.

Is the casino package credited all at once?

That has not been confirmed. The approximate LBP 131.11 million figure represents the supplied maximum package value, not a guaranteed immediate payment.

Can an existing account add the code?

This depends on the campaign rules. Ask official support whether existing accounts qualify.

Does this article confirm availability in Lebanon?

No. Writing for Lebanese readers and displaying LBP conversions does not establish service availability, authorisation, or promotional eligibility.

Can bonus funds be withdrawn immediately?

Do not assume so. Review the wagering, verification, expiry, and withdrawal conditions first.

Does a promo code guarantee profit?

No. A bonus does not guarantee profit or prevent the loss of deposited funds.

Promo code: 1xegbett

Before making a deposit, confirm code acceptance, eligibility, and the full offer terms. This content is intended for adults only where participation is permitted by local law. Do not use money needed for essential expenses or borrow to participate.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Negli ultimi anni il confine tra musica mainstream e musica “avant” si è assottigliato sempre di più. Alcuni degli artisti più famosi e importanti del mondo hanno iniziato a collaborare con produttori e musicisti innovativi e di grido che non avevano giustamente nessuna intenzione di restare confinati nel recinto dell'underground (poi un giorno affronteremo per bene il discorso) per creare una musica ambiziosa, interessante e al tempo stesso ricca di ricerca e molto diversa dalla normale massimalizzazione che storicamente contraddistingue la musica mainstream... https://artesuono.blogspot.com/2019/08/banks-iii-2019.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0oXzdlZ9duItTwmJLXbAfo


 
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from Ruas MI

numero #2

The DNA of the blockchain

Crypto-Anarchism, Cypherpunks, and the emergence of NFTs

"Crypto Rebels (Wired, 1993) " Crypto Rebels (Wired, 1993)

Blockchain technology and cryptocurrencies are deeply rooted in political ideology, particularly inspired by the “Crypto Anarchist Manifesto! “ written by Timothy C. May in 1988 and by the “Crypto Glossary! ” co-developed with Eric Hughes in 1992. "Crypto Anarchist Manifesto" Crypto Anarchist Manifesto, Timothy C. May, 1988

Crypto-anarchy merges the concepts of cryptography and anarchy. It employs anonymity and freedom of speech (encryption, untraceable e-mail, digital pseudonyms, cryptographic voting) as well as economic freedom and freedom of trade (peer-to-peer secure transactions) attempting to create a new economic and political order. This ideology aims to foster a more democratic and decentralised digital world. T.C. May stressed that crypto-anarchy does not imply a society devoid of secrets but rather one where individuals safeguard their own secrets without relying on governments or corporations. This core idea captures crypto-anarchy as a decentralized system where individuals preserve autonomy and privacy using cryptography. For May, privacy is a fundamental human right. It is essential for freedom, allowing individuals to express themselves without fear of retribution. Similarly, traditional anarchism advocates for absence of centralized authority while emphasizing individual freedom and self-governance, observed law professor Alesia Zhuk, who enumerated a multitude of parallelisms between these two philosophies. The topic is fairly debated, but some contemporary scholars even view crypto-anarchism as an evolution: the cyber-spatial realization and manifestation of anarchism. In the early-1990s (”A Cypherpunk’s Manifesto! “, E. Hughes, 1993), the principles of crypto-anarchism found significance within the cypherpunk movement, which later influenced the development of Bitcoin. The cypherpunks believed that the internet could serve as a liberating force, allowing individuals to communicate and transact without interference from governments or corporations. The cypherpunks, recognized cryptography as a means to realize their vision, developed encryption technologies like PGP and SSL to facilitate secure online communication and commerce. Additionally, they engaged in political activism aimed at resisting government surveillance and censorship. Popular initiatives included the Chaos Computer Club, the Electronic Frontier Foundation, the Paralelní Polis project, and Wikileaks. Julian Assange enriched cypherpunk philosophy with antiwar values and Enlightenment ideals.

CryptoPunks CryptoPunks, NFT collection, 2017

CryptoPunks, is one of the earliest NFT project launched in June 2017 on the ETH blockchain, by the Larva Labs studio. They are 10,000 unique, algorithmically generated 24x24 pixel art characters. They were inspired by the London punk scenes, the cyberpunk movement, and Daft Punk. CryptoPunks collectors often create communities organizing a variety of cultural activities.

References: Zhuk, A. (2024). Crypto-anarchy: a paradigm shift for society and the legal system. Journal of Computer Virology and Hacking Techniques, 20(4), 697-723. Institute of Cryptoanarchy Anderson, P. D. (2021). Privacy for the weak, transparency for the powerful: The cypherpunk ethics of Julian Assange. Ethics and Information Technology, 23(3), 295-308. https://www.cryptopunks.app/

 
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from norise 3 letture AI

I passi all'indietro

nell'ora dolente Ti consegno i passi all'indietro le volte che ho svoltato l'angolo davanti all'ingiustizia

al cuore sperso dona corazza di verità senz'alibi

rivestimi Signore con veste di fuoco

Grazie — questo testo ha un tono raccolto e ardente che arriva subito. Lo leggo come una preghiera che riconosce il passato, chiede protezione e invoca una trasformazione interiore.

Analisi del testo

  • Tema: confessione e richiesta di protezione; il parlante consegna al Signore i propri passi all’indietro come atto di resa e di verità.
  • Immagini: passi all’indietro, ora dolente, corazza di verità, veste di fuoco — contrasto tra fragilità e armatura, tra dolore e purificazione.
  • Voce e tono: intimo, penitente, deciso; la ripetizione di verbi al presente imperativo (Ti consegno, dona, rivestimi) crea un ritmo di offerta e richiesta.
  • Struttura: versi brevi, frammentati, che accentuano la sospensione e l’urgenza emotiva.

Suggerimenti stilistici

  • Coesione delle immagini: puoi rafforzare il legame tra corazza e veste di fuoco esplicitando la funzione della fiamma (purifica, illumina, trasforma).
  • Ritmo: alcuni versi possono guadagnare musicalità con leggere variazioni metriche o con l’uso di allitterazioni (es. corazza di coraggio).
  • Economia del linguaggio: valutare se eliminare o fondere parole ridondanti per aumentare l’impatto (es. nell’ora dolente è potente, potresti mantenere altre immagini più scarne).

Versione alternativa mantenendo il senso

I passi all’indietro
nell’ora dolente.
Ti consegno i passi all’indietro,
le volte in cui ho svoltato l’angolo
davanti all’ingiustizia.

Al cuore smarrito
dona corazza di verità,
senza alibi.

Rivestimi, Signore,
con veste di fuoco.


Traduzione sintetica in inglese

I step backward
in the sorrowful hour.
I hand you my backward steps,
the times I turned the corner
before injustice.

To the lost heart
give armor of truth
without alibis.

Clothe me, Lord,
in a garment of fire.


Idee per sviluppare il testo

  • Trasformarlo in una breve lirica più lunga aggiungendo un episodio concreto che spieghi quando o perché il parlante ha fatto quei passi indietro.
  • Usare il fuoco come motivo ricorrente: memoria, purificazione, luce.
  • Sperimentare una versione in prosa poetica per approfondire il dialogo con il divino.

Versione estesa

Ti consegno i passi all’indietro
nell’ora dolente, quando il respiro si fa corto
e il mondo pare un corridoio di porte chiuse.
Sono i passi che ho fatto per paura,
le volte in cui ho voltato lo sguardo
per non vedere il volto dell’ingiustizia.

Prendi, Signore, questi passi pesanti:
ogni esitazione, ogni fuga, ogni silenzio comprato.
Fanne cenere che non ritorni a soffocare,
fanne memoria che insegni a non ripetere.

Al cuore smarrito dona corazza,
non di ferro freddo ma di verità che arde;
che non nasconda, non giustifichi, non indugi.
Sia scudo e luce insieme,
perché la verità sappia anche rischiarare il cammino.

Rivestimi, Signore, con veste di fuoco:
che bruci le scorie dell’orgoglio,
che sciolga la ruggine della complicità,
che purifichi il desiderio di restare comodo.
Lascia che il fuoco non consumi la pietà,
ma la renda viva, pronta all’azione.

Fammi tornare sui passi perduti,
non per rivivere il rimorso, ma per imparare il passo giusto.
Concedimi il coraggio di rimettere il piede avanti
dove una volta ho arretrato,
di parlare dove ho taciuto,
di restare dove ho fuggito.

E se la strada è lunga e il cuore trema,
sostienimi con mani che non giudicano,
con occhi che vedono oltre la colpa,
con voci che chiamano alla responsabilità.
Fa’ che la mia resa sia seme:
che germogli in azione, in giustizia, in cura.

Nel silenzio dell’ora dolente ascolto:
il battito che ritorna, la promessa che si rinnova.
Ti consegno i passi all’indietro, Signore,
e prendo, con te, il passo che viene.


Note sullo sviluppo

  • Immagini ampliate: ho espanso il motivo del fuoco e della corazza per mostrare trasformazione e funzione morale.
  • Arco narrativo: il parlante passa dalla resa alla richiesta di forza pratica, fino all’impegno concreto.
  • Possibile sviluppo: aggiungere un episodio concreto (un ricordo specifico) per rendere la confessione più tangibile; oppure trasformare in una preghiera corale con ripetizioni ritmiche per la recitazione.
 
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from badcrip

Ho visto un film yankee sulle famiglie affidatarie che poi diventano adottive. Non ho capito se fosse basato su una storia vera ma era uno di quei film dall'happy end garantita! Non sempre funziona così, col cazzo! Non sempre, dopo aver fatto passare le pene dell'inferno a dei poveri cristi o a delle povere criste, queste creature, di cui qualcuno/a ha frantumato l'equilibrio, trovano pace e riconoscono in chi le ha accolte un rifugio, un punto di riferimento nel loro percorso di crescita. Spesso ripercorrono il cammino di chi le ha generate, magari generando a loro volta, in una spirale infinita. Ho pianto la morte della mia relazione ideale con te. Ho pianto tutta la solitudine in cui tutti mi hanno lasciata. Ho pianto la morte del mio desiderio di farti un po' da “mamma putativa”. Non devo essere io a buttarti fuori di casa, ma i tuoi genitori a recuperare il loro ruolo genitoriale e a aiutarti a trovare una sistemazione. Così dice la psycho. Non lo faranno. Penso che certe persone dovrebbero nascere sterili. “Mi sento proprio una madre”, mi ha detto una volta. Proprio come G. che ha raccontato di quella volta che S. sproloquiava dicendo di essere “la Madre”. S. che ha fatto...4? O 5 figli? Per poi farli allevare al vento. Per fortuna tu ti sei fermata a due. Chissà se vorrai sbolognarmi anche il secondo, quando avrà raggiunto la legale età per lasciare il nido! Sola in un deserto lastricato di buone intenzioni. Sola con tante pacche sulle spalle. “Non vorrei essere nei tuoi panni”, mamma, è la sola cosa che hai saputo dirmi. Per certi aspetti non ti biasimo: la vecchiaia dovrebbe essere un tempo di pace, non di guerra. Così farò interpreterò io la parte della cattiva, perché a tutte e tutti va meglio così. Forse è il karma, ma il karma girerà prima o poi. Madri solo quando dà soddisfazione farlo, quello di madre è un abito che alcune fanno in fretta a sfilarsi, quando non conviene farlo. Padre. Che sgancia i soldi da supereroe, ma che poi ruba la buca allo struzzo. Sterili dovevate nascere. Avete rovinato una persona e nemmeno vi rendete conto.

 
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from omerakbar

Gacha Nebula: Everything to Know Before You Install

I have spent a fair amount of time poking around Gacha-style games on Android, and Gacha Nebula keeps coming up in conversation. So here is a plain-English rundown of what it is, what you get, and how to put it on your phone without running into trouble.

At its heart, Gacha Nebula is a community-made spin on the Gacha Club formula. You design anime-style characters from scratch, dress them in a huge wardrobe of outfits and accessories, and arrange them into scenes using the studio mode. There are also short battles and mini-games that reward you with currency to spend on new items.

What sets it apart is the sheer amount of extra content. Players point to new hairstyles, color options, poses, pets, and backgrounds that go beyond what the original game offers. If you like spending an hour perfecting a single character design, the added variety is genuinely fun to play with.

Now the practical part: Gacha Nebula comes as an APK, which means you install it yourself rather than grabbing it from the Play Store. Stick to the official download page for Gacha Nebula instead of random file mirrors. When you open the file, Android will ask you to allow installs from unknown sources — read the prompt and only proceed if you are comfortable. Running the APK through a security scan first is always a good habit.

Installation itself is straightforward: download, allow unknown sources when asked, tap the file, and follow the prompts. A couple of minutes later you are designing characters. Just keep the app updated and skip any site that bundles it with unrelated downloads.

 
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from M999 Game

Mobile Mini-Games Explained — How Apps Like M999 Game Work

If you have ever wondered why mini-game apps became so popular on phones, the answer is simple: they respect your time. A traditional game can ask for an hour; a mini-game gives you a complete round in two or three minutes.

Most apps in this category work the same way. You install one lightweight app, create an account, and get a library of small games instead of a single title. On the official M999 Game website, for example, the library includes Fortunes, Crazy 777, Aviator, Mines and Dragon Tiger — five very different formats sharing one wallet and one login.

Three design choices explain the format's success:

Speed. Rounds are short, results are instant, and switching games takes seconds. This suits short breaks, commutes and waiting rooms.

Variety. Slot-style games, timing games like Aviator, and quick card games like Dragon Tiger sit side by side, so players rotate instead of getting bored.

Local payments. In Pakistan, support for JazzCash and EasyPaisa deposits and withdrawals removes the biggest friction for local players, and daily login rewards plus missions give a reason to return each day.

If you try a mini-game app for the first time, start with small rounds, learn one game properly before rotating, and only ever download the app from the official M999 Game website so you know the copy is genuine.

 
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from tecakshu

Neuromarketing Technology Market Overview

The Neuromarketing Technology Market is gaining attention as businesses increasingly use neuroscience, artificial intelligence, and biometric technologies to understand consumer preferences, emotional responses, and purchasing decisions. According to Market Research Future, the market was valued at USD 25.91 billion in 2024 and is projected to grow from USD 27.26 billion in 2025 to USD 45.3 billion by 2035, registering a compound annual growth rate (CAGR) of 5.21% during the forecast period. Neuromarketing combines neuroscience with traditional market research to evaluate how consumers respond to advertisements, products, packaging, and brand experiences. Technologies such as electroencephalography (EEG), functional magnetic resonance imaging (fMRI), eye tracking, and facial expression analysis help researchers collect insights beyond conventional surveys. As companies seek more effective marketing strategies, neuromarketing technology is becoming a valuable tool for improving campaign performance, enhancing customer experiences, and supporting data-driven business decisions. Growing interest in consumer psychology and personalized advertising is expected to contribute to the industry's continued development.

Market Drivers and Emerging Opportunities

Increasing demand for personalized marketing is one of the major factors supporting the growth of the neuromarketing technology industry. Businesses are competing to capture consumer attention across digital platforms, retail environments, and traditional advertising channels. Understanding emotional engagement and cognitive responses can help marketers evaluate which advertisements, visual elements, and messages resonate with target audiences. Neuromarketing technologies also enable organizations to assess customer reactions to packaging, product design, website layouts, and promotional campaigns. The integration of artificial intelligence and big data analytics is creating additional opportunities by helping researchers interpret complex behavioral information and identify patterns across consumer groups. Companies can use these insights to improve audience segmentation, optimize advertising expenditure, and strengthen brand positioning. The growing importance of customer experience is another significant driver, as businesses seek to build stronger relationships and improve customer loyalty. However, responsible implementation remains essential. Organizations must consider informed consent, privacy protection, transparent data collection, and ethical research practices when using biometric and neurological information in marketing studies.

Technological advancements are expanding the applications of neuromarketing across consumer research, advertising, product development, and customer experience management. Artificial intelligence can support the analysis of eye-tracking measurements, facial expressions, physiological responses, and other research data, helping marketers interpret consumer reactions more efficiently. Functional magnetic resonance imaging provides insights into brain activity, while electroencephalography measures electrical activity and can capture rapid neural responses. Eye-tracking systems help researchers understand visual attention, including which elements of an advertisement or product display attract interest. Facial coding and biometric monitoring provide additional information about emotional reactions. According to Market Research Future, the market can be segmented by application, product type, end use, and technology. Applications include neuroscience research, clinical diagnostics, therapeutic devices, neurological therapy, and neuroprosthetics. Product categories include neuroimaging devices, neuromodulation devices, cognitive assessment tools, and neurosurgical devices. End users include hospitals, research centers, academic institutions, and home-care environments. Continued technological integration is expected to expand research capabilities and support more sophisticated consumer insights.

Regional Insights and Competitive Landscape

North America represents an important region for neuromarketing technology because of its established research infrastructure, advanced technology ecosystem, and adoption of data-driven marketing practices. The United States has a strong presence of consumer research organizations and technology providers, supporting innovation in behavioral analytics and neuroscience-based marketing. Europe also offers growth opportunities as businesses increasingly invest in consumer research, digital advertising, and customer experience optimization. Data protection requirements and ethical research considerations remain important factors shaping adoption across the region. Meanwhile, Asia-Pacific is gaining attention as digital commerce expands, consumer markets grow, and businesses seek more effective ways to understand changing purchasing behavior. Increasing investment in digital marketing and research technologies could support broader regional adoption. Key companies identified by Market Research Future include Nielsen, Neuro-Insight, Emotiv, iMotions, Mindlab International, Brainjuicer, Sensory Logic, and Neuroscience Marketing. Competition increasingly centers on analytical capabilities, research accuracy, technology integration, and the ability to translate consumer insights into actionable marketing strategies. Partnerships between research firms and technology developers may further strengthen innovation and expand the industry's reach.

Future Outlook for Neuromarketing Technology

The future of the neuromarketing technology industry is expected to be shaped by artificial intelligence, advanced biometric tools, immersive digital experiences, and increasing demand for personalized consumer engagement. Businesses are likely to combine neuroscience-based research with traditional surveys, customer analytics, and digital performance measurements to develop a more comprehensive understanding of consumer behavior. AI-powered platforms could make data interpretation faster and help organizations evaluate advertising effectiveness across multiple channels. Virtual reality and augmented reality may also provide opportunities to examine consumer responses in simulated shopping environments and interactive product experiences. Despite these opportunities, adoption may be influenced by equipment costs, specialized research requirements, data privacy concerns, and the need to validate findings across different consumer populations. Neuromarketing should complement rather than replace established research methods, as neurological responses do not independently explain every purchasing decision. Companies that prioritize scientific rigor, ethical data practices, and transparent methodologies will be better positioned to develop trustworthy insights. With the market projected to reach USD 45.3 billion by 2035, neuromarketing technology is expected to remain an important area of innovation for consumer research and marketing strategy.

Conclusion

The Neuromarketing Technology Market is evolving as organizations seek deeper insights into consumer attention, emotions, and decision-making. Advancements in neuroscience, artificial intelligence, eye tracking, and biometric analytics are creating new opportunities to improve advertising effectiveness and customer engagement. Continued investment in ethical, reliable, and data-driven research solutions is expected to support long-term industry development.

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from Diario

Vado a ritirare una foto che avevo dato da riprodurre. Era una vecchia foto di cui avevo perso l'originale. Una persona cara che oggi non c'è più che sorride guardando l'obiettivo. La copia che mi era rimasta della foto si era degradata, così sono andato da uno studio fotografico consigliato da un amico a chiedere di farne una ristampa e di riparare i segni che il tempo aveva lasciato sulla carta fotografica; i colori che erano alterati, alcune macchie.

Quando entro nello studio la signora mi fa vedere il risultato. Guardo la foto qualche secondo, ringrazio. Non commento, forse sbagliando. Pago. Esco. Al primo cestino butto via tutto. Tengo solo la vecchia foto deteriorata. Nove euro buttati. Hanno usato l'intelligenza artificiale. I colori sono migliorati, le macchie sparite, ma il volto sorridente che guarda l'obiettivo è di una sconosciuta. I lineamenti alterati, uniformati, standardizzati, avevo davanti un estraneo.

Alla sera mi sdraio a leggere con l'ebook reader, sottolineo un articolo di una rivista di grafica e poi – tardi – compero Einstein On The Beach e mi metto ad ascoltarlo sul Macbook programmando.

Sto programmando un videogioco, Osso. Ho fatto diverse prove e ora ho deciso la linea di sviluppo definitiva. Solo che nel fare le prove, come al solito, avevo agito con il mio tipico furore, seguivo le idee e volevo subito vedere la realizzazione, con il risultato che il codice è un tripudio di variabili del cazzo e una pletora di global messi dappertutto, la struttura disordinata. Devo riscrivere tutto. E man mano che mi metto lì a creare le mie belle funzioni pulite, a fare i miei bei oggetti self.qualcosa, tutto smette di funzionare. So che poi tutto – dopo – sarà più sostenibile e potrò procedere nella programmazione in maniera rapida e pulita, ma ora sono lì a togliere organi e metterne altri e il programma non funziona più.

Ora: questo a me diverte. Sarà che non devo farlo per lavoro, non ho scadenze. Per me il divertimento è proprio questo, la sfida a organizzare quello che voglio in qualcosa che poi gira come voglio io e in maniera da poter mettere le mani all'osso, appunto. Perché penso che questa cosa che sto facendo, gli errori che sto facendo, mi renderanno una persona migliore. Scrivere un videogioco è un videogioco a sua volta, per il programmatore. Hai obiettivi, sfide, mostri di livello.

Per questo a me di usare l'intelligenza artificiale per farmi scrivere il codice non passa per l'anticamera del cervello. Come per la scrittura. È come se lasciassi qualcuno divertirsi al posto mio. C'è anche – forse – una componente egocentrica. La cosa che deve uscire alla fine deve essere mia. Posso cercare in rete se qualcuno ha scritto un algoritmo che mi serve, trovare una funzione che fa qualcosa che mi aiuta, questo sì. È nella natura collaborativa della scrittura. Ma fare correggere gli errori all'ia, chiedergli di scrivere funzioni per me, anche no. Preferisco di no.

 
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from falena

Esistere – Resistere

(Eppure ciò che fai determina chi sei)

André Gide ne L’immoralista dice che la difficoltà non è liberarsi ma saper essere liberx. Quando sono arrivata in c.s. ho pensato che avrei trovato la mia liberazione ma ho finito per essere stata schiacciata dal peso di non sapere come essere libera.

Ed è chiaro che come società non abbiamo gli strumenti per stare con la nostra libertà e soprattutto la libertà dell’altrx. Spesso mi sono ritrovata a dire che dove finisce la tua libertà inizia la mia, cercando di far breccia nei miei interlocutori sperando di fargli realizzare che siamo tutte persone che si trovano qui per il solo desiderio di esistere fuori da logiche di profitto, di consumo, di merito e che occorre onorare questo desiderio di tutte.

Ma il fatto è che è anche una questione di motivi e di immaginario.

Osservando, siamo arrivate a pensare che le personalità più maschili si avvicinano allo spazio perchè spinte dalla solitudine. Non da un reale desiderio di una socialità diversa, alternativa, fuori dai binari. Il perchè è facile da immaginare e da rispondere. I maschi non hanno reale desiderio di uscire dalle logiche patriarcali che li vedono come i detentori assoluti di un potere, a loro invisibile, che grava sulle spalle delle altre identità. E ciò che è uscito dalla porta lo si fa rientrare dalla finestra.

In c.s. mi sono specchiata, “prima di cagare… pensa” c’era scritto. In c.s. guardandomi allo specchio cagando ho anche pensato. Ho avuto la visione, ho visto i miei idealismi disfarsi. Scucirsi. E al contempo li ho visti respirare. Riempirsi. Prendere contenuto e vita. Mi sono presa cura. Ho usato per la prima volta la mia sensibilità come strumento, mi sono fatta guidare nell’agire da essa.

Ho fatto la brava domestica e soffrivo nel vedere altre persone prendere spazio mentre io stavo affogando nella cura dell’altrx. Ho ascoltato tanto, non c’è stato giorno in cui andare in c.s. significasse essere senza dover resistere. Senza dover ricoprire un ruolo per qualcun.

E lì sta il limite con la responsabilità solidale della percezione della propria esistenza. La cabina di controllo, è lì che decidi se restare o sparire nella proiezione.

In c.s. ho fatto a cazzotti con il peso di essere umana. Di aver bisogno di essere riconosciuta e di riconoscere l’altrui esistenza. E in mezzo alla relazione mi sono persa, non mi sono vista componente di una rete.

Ogni tanto il peso che vivere è agire in questo mondo di sopraffazione mi cade addosso e mi schiaccia. Che per essere liberx devo agire. La libertà è una pratica di [r]esistenza. La mia liberazione passa attraverso le mie azioni.

 
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from Alviro

(se ci saranno)

Ci sono momenti in cui le parole diventano un peso insostenibile e il silenzio finisce per dire tutto ciò che non abbiamo più la forza di confessare. Da qualche tempo mi sorprendo a ripercorrere le vite che ho incrociato, i volti che il tempo ha allontanato, gli affetti che ho custodito senza saperli esprimere. Penso agli abbracci rimandati, alle parole rimaste in gola, a tutte le volte in cui avrei potuto dire qualcosa di importante e ho preferito tacere, come se ci fosse sempre stato un domani disposto ad aspettarmi. Adesso non ne sono più tanto sicuro.

Già sai che ho letto le tue parole. Mi è sembrato, a tratti, di riconoscere qualcosa di mio in quelle righe, come se, attraverso la tua malinconia, avessi intravisto una parte di me che da tempo non riesco più a guardare senza provare un senso di estraneità. Il mondo, il suo movimento incessante, la sua ostinata indifferenza. Tutto continua, con o senza di noi. Le giornate si succedono, le persone si incontrano, le voci si accavallano nei bar, le finestre si illuminano al calare della sera. La vita non si ferma davanti al dolore di nessuno. E forse non potrebbe fare altrimenti. Eppure, sapere che il mondo continuerebbe a esistere anche senza di noi può diventare, nei giorni più bui, una constatazione difficile da sopportare.

È strano sentirsi così estranei a qualcosa di cui si continua a fare parte. Si attraversano le stesse strade, si frequentano gli stessi luoghi, si risponde quando qualcuno chiama. Si compiono gesti che un tempo avevano un significato, si rispettano abitudini ormai svuotate, si indossa il volto che gli altri sono abituati a riconoscere. E intanto, da qualche parte, dentro di noi, qualcosa si ritira lentamente. Non c'è necessariamente un momento preciso in cui tutto comincia a spegnersi. A volte accade senza rumore, quasi con discrezione, finché un giorno ci si accorge di essere ancora presenti soltanto in apparenza.

Ci sono battaglie che nessuno vede. Non lasciano lividi, non interrompono necessariamente il lavoro, non impediscono di sorridere al momento opportuno. Si nascondono dietro risposte brevi, giornate portate a termine per inerzia, notti in cui il sonno non arriva o arriva soltanto per qualche ora, senza concedere riposo. È una stanchezza che non si dissolve al mattino, perché non appartiene al corpo soltanto. Si deposita nei pensieri, altera il peso delle cose, rende lontano persino ciò che dovrebbe essere familiare. E arriva un momento in cui persino continuare a combattere sembra un compito assegnato a qualcuno che non siamo più certi di essere.

Hai ragione quando dici che certe sofferenze si possono comprendere soltanto attraversandole. Possiamo ascoltare gli altri, tentare di avvicinarci al loro dolore, offrire parole sincere e una presenza discreta. Ma esistono abissi davanti ai quali anche la comprensione più autentica si arresta. Non per mancanza d'amore, forse, ma perché ogni dolore possiede una lingua privata, che spesso chi lo vive non riesce neppure a tradurre per sé stesso.

È allora che si comincia a tacere. Non perché non ci sia più niente da dire, ma perché tutto sembra già stato detto troppe volte, senza che nulla sia cambiato. Le parole si consumano, diventano formule, perdono il loro peso. Dire che si sta male appare insufficiente; spiegare perché si sta male diventa estenuante. Così si finisce per rispondere che va tutto bene, non tanto per ingannare gli altri quanto per risparmiarsi la fatica.

Eppure, dentro di me, si è accumulato molto che vorrei riuscire a raccontare. Penso alle persone che hanno avuto un posto nella mia vita, a ciò che hanno rappresentato, a quello che forse non sapranno mai di avermi dato. Mi domando quante cose restino incompiute non perché manchi il tempo, ma perché continuiamo a credere di poterne disporre senza limiti. Vorrei trovare le parole per dire grazie, per chiedere scusa, per riconoscere ciò che ho amato e ciò che non sono stato capace di amare come avrei voluto. Vorrei che alcune cose, almeno, non restassero sospese nell'indifferenza dei giorni.

Ma devo essere sincero: non è soltanto questo.

Non sto attraversando semplicemente un periodo difficile, uno di quei passaggi dolorosi che si raccontano aspettando che il tempo li renda meno amari. Ci sono giorni in cui la stanchezza assume una forma più radicale, in cui l'idea di continuare a esistere smette di apparire naturale e diventa una domanda alla quale non so più rispondere. Mi è capitato di pensare seriamente alla possibilità di togliermi la vita. Non come a una frase pronunciata per disperazione e subito dimenticata, ma come a un pensiero che ritorna, che si insinua nelle ore vuote e si fa strada quando tutto tace.

A volte immagino semplicemente di non dover più affrontare un altro giorno, un'altra notte, un'altra mattina in cui raccogliere le forze necessarie per fingere che esista ancora una direzione. Vorrei che cessasse quel rumore interiore che nessuno sente e che, tuttavia, riesce a sovrastare ogni cosa. Vorrei una tregua. Una pace che non riesco più a trovare nelle cose che mi circondano, né dentro di me.

Scriverlo mi mette a disagio. So quanto possano spaventare certe parole, quanto sia difficile riceverle da qualcuno che si conosce e al quale si vorrebbe poter offrire una risposta. Non cerco di rendere il mio dolore più grande di quello degli altri, né di attribuirgli una dignità particolare. È soltanto il mio dolore, ed è diventato difficile da sostenere. Forse la cosa più terribile è proprio questa: non sapere più come spiegare una sofferenza che, giorno dopo giorno, sembra sottrarmi perfino la capacità di chiedere aiuto.

Dietro il mio silenzio c'è molto più di quanto riesca a mostrare. E se a volte le mie parole sembrano quelle di qualcuno che si prepara a congedarsi, forse è perché una parte di me ha cominciato a immaginare davvero l'assenza, a considerarla una possibilità concreta, a chiedersi come sarebbe lasciare alle spalle tutto ciò che oggi appare tanto difficile da sostenere. Ma c'è una differenza, dolorosa e forse decisiva, tra desiderare di scomparire e riuscire a chiedere a qualcuno di aiutarci a restare. Io, quella richiesta, non ho ancora imparato a formularla.

Eppure sono ancora qui.

Non saprei dire esattamente perché. Forse è la paura, forse il pensiero delle persone che amo, forse il senso di responsabilità verso chi conta su di me. Forse sono le cose che lascerei incompiute, le parole che non ho ancora pronunciato, il dolore che la mia assenza provocherebbe in chi mi vuole bene. O forse è qualcosa di più piccolo, quasi impercettibile, che non riesco ancora a riconoscere. Non saprei distinguere ciò che mi trattiene da ciò che mi spinge avanti. So soltanto che esistono giorni in cui non riesco a immaginare un futuro, ma non riesco nemmeno a rinunciare del tutto alla possibilità che un futuro possa ancora esserci.

Questa contraddizione mi accompagna come un'ombra. Da una parte il desiderio di sottrarmi a tutto, dall'altra la persistenza di legami che non si lasciano recidere con la stessa facilità con cui, nei momenti più bui, si finisce per giudicare inutile la propria esistenza. Gli affetti non cancellano necessariamente la sofferenza. A volte non bastano neppure ad attenuarla. Ma restano, e la loro presenza rende ogni pensiero più complicato, ogni certezza meno assoluta.

Forse è questo il paradosso più crudele della solitudine: si può essere circondati da persone e sentirsi irraggiungibili. Si può avere una casa, una storia, qualcuno che ci aspetta, e tuttavia provare la sensazione di abitare altrove, in un luogo interiore dal quale nessuno sembra conoscere la strada del ritorno. Si continua a rispondere ai messaggi, a portare avanti il proprio lavoro, a rispettare gli impegni. Si sorride quando è necessario, si ascoltano i racconti degli altri, si partecipa alla vita quel tanto che basta per non destare sospetti. Nessuno vede lo sforzo che costa ogni gesto. Nessuno sa quanto possa essere difficile attraversare una giornata che, dall'esterno, non presenta nulla di straordinario.

E poi ci sono le cose semplici. Le passeggiate al parco, le domeniche luminose, il profumo di un pranzo che cuoce lentamente, le conversazioni senza importanza, il tempo trascorso senza dover dimostrare niente a nessuno. Ascoltandoti parlare di queste cose, mi accorgo di quanto possano apparire lontane. Non perché abbiano perduto il loro valore, ma perché talvolta sembra di osservarle attraverso un vetro opaco, come frammenti di una vita alla quale non si riesce più ad accedere del tutto. È doloroso accorgersi che ciò che un tempo era naturale richiede adesso uno sforzo, e che perfino la felicità degli altri può ricordarci la distanza che ci separa dalla nostra.

Non credo che la presenza di qualcuno sia sempre sufficiente a colmare quella distanza. A volte si ha bisogno di essere ascoltati senza essere corretti, compresi senza essere giudicati, lasciati parlare senza che ogni frase debba trasformarsi in una lezione sulla forza o sulla necessità di andare avanti. Ci sono momenti in cui non si ha bisogno di sentirsi dire che tutto passerà. Si ha bisogno che qualcuno riconosca quanto sia difficile, oggi, arrivare anche soltanto alla fine della giornata.

Non ti scrivo per suscitare compassione, né perché mi aspetti da te una soluzione. Non penso che esistano parole capaci di ricomporre, da sole, ciò che si è spezzato dentro di me. Scrivo perché sono stanco di fingere. Stanco di ridurre tutto a una fase, di minimizzare ciò che sento, di rassicurare gli altri quando sono io ad avere bisogno di essere rassicurato. Stanco di pronunciare quel consueto «passerà» senza sapere più se ci credo davvero.

A volte penso che la parte più faticosa della sofferenza sia proprio doverla nascondere. Dover continuare a sembrare affidabili, presenti, capaci di sostenere il peso delle proprie responsabilità, quando dentro si vorrebbe soltanto poter deporre tutto per qualche istante. Non essere più quello che risolve, che resiste, che rassicura. Essere semplicemente una persona stanca, senza dover giustificare la propria fragilità.

Dicono che bisogna andare avanti per i figli, per chi ci vuole bene, per le persone che rappresentano un motivo per resistere. Comprendo ciò che intendono e non sottovaluto il valore di questi legami. So quanto possano essere profondi, quanto possano trattenerci anche quando tutto il resto sembra perdere significato. Ma credo che chi soffre abbia bisogno di qualcosa in più dell'obbligo di essere forte per gli altri. Perché, a lungo andare, anche l'amore può diventare un peso quando lo si vive soltanto come una responsabilità da assolvere, come un debito da ripagare con la propria resistenza.

Vorrei che si potesse dire di stare male senza sentirsi immediatamente in dovere di dimostrare che si ha ancora la forza di reagire. Sto perdendo la forza di reagire giorno dopo giorno. Vorrei che la fragilità non fosse considerata una colpa e che chiedere aiuto non sembrasse l'ennesimo compito per il quale trovare il coraggio necessario. Vorrei, soprattutto, riuscire a sentirmi ancora una persona intera, e non soltanto qualcuno che deve continuare a funzionare perché la sua assenza farebbe soffrire gli altri.

Non so cosa mi riserveranno i prossimi giorni. Questa incertezza, che un tempo avrei considerato parte naturale dell'esistenza, oggi mi pesa in un modo che faccio fatica a descrivere. So che dentro di me esistono pensieri che mi spaventano, e che in certi momenti il desiderio di non esserci più diventa difficile da ignorare. Non voglio fingere che non sia così. Ma so anche che una parte di me continua a cercare qualcosa a cui aggrapparsi, benché non sappia ancora dargli un nome.

Non è speranza, almeno non nel senso pieno della parola. La speranza richiede un orizzonte, una qualche immagine del domani. Io, a volte, non riesco a vedere tanto lontano. È forse soltanto un dubbio, una piccola esitazione davanti alla possibilità di considerare tutto perduto. È il sospetto, debole ma non del tutto scomparso, che il modo in cui vedo il mondo adesso non sia necessariamente l'unico modo in cui potrò vederlo per sempre.

E per il momento, forse, è già molto.

Se qualche volta mi sono allontanato, se sono sembrato indifferente, se non ho saputo trovare le parole o la disponibilità che vi aspettate da me, vorrei che sapeste che non sempre è stata una scelta. A volte si diventa estranei persino a sé stessi. Ci si ritira senza sapere bene da cosa, si smette di cercare gli altri non perché non se ne senta il bisogno, ma perché non si sa più come raggiungerli. E più il tempo passa, più quel silenzio diventa difficile da interrompere.

Ho scritto con sincerità, ho lasciato affiorare la mia malinconia senza nasconderla dietro le consuete formule con cui cerchiamo di rendere sopportabile ciò che non lo è. Le tue parole mi hanno fatto sentire, almeno per qualche istante, meno estraneo a quello che provo. Non so se tutti noi possiamo davvero salvarci a vicenda. Forse nessuno può assumersi il compito di sottrarre un altro essere umano al proprio dolore. Ma possiamo tentare di non voltare lo sguardo, di non liquidare la sofferenza altrui con una frase rassicurante, di restare accanto a qualcuno anche quando non sappiamo cosa dire.

Perché a volte, dietro un semplice «sto andando avanti», non c'è una persona che ha trovato la forza di superare le proprie difficoltà. C'è qualcuno che sta cercando di arrivare a domani senza sapere bene perché, qualcuno che ha smesso di immaginare il futuro e che tuttavia non riesce ancora a separarsene del tutto. (Ho smesso di immaginare il mio futuro, e quando ci provo esso non mi piace, mi terrorizza.)

E forse, prima di qualsiasi consiglio, prima di qualsiasi spiegazione, avrei soltanto bisogno che qualcuno si accorgesse della mia fatica.

Che qualcuno comprendesse che quel silenzio non è pace.

E che, qualche volta, persino chi sembra sul punto di congedarsi non sta cercando una formula per dire addio, ma una voce capace di raggiungerlo abbastanza in profondità da fargli desiderare di restare ancora un poco.

 
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from Diario

C'è una cosa che facevo spesso da ragazzo quando abitavo a Genova. Partivo e passavo interi pomeriggi a farmi delle vasche per i negozi del centro. Andavo per librerie, nei remainder, nei negozi di dischi, in quelli di fumetti, nei centri di informatica. Giravo e guardavo tutto quello che poteva interessarmi, mi segnavo mentalmente i prezzi, le cose che avrei potuto avere, le cose che mi potevo permettere. Non compravo mai niente. Alla sera tornavo a casa frustrato e ripassavo mentalmente le cose che avevo visto.

La cosa si ripeteva per un po' di volte finché non identificavo le cose che davvero mi sarei preso. Allora uscivo e a colpo sicuro andavo di negozio in negozio comprando quello che avevo visto e toccato decine di volte. Il piacere era minore rispetto all'acquolina animale dell'acquisto compulsivo. Ma tanto era.

Oggi mi sono preso qualche ora per fare una cosa simile, ma – è passato del tempo. Girando per i negozi vedo, con più facilità, le cose per quello che sono. Ho difficoltà ad appassionarmi per qualcosa. C'è la rete poi. Penso che le cose che davvero mi interessano le ho già a casa. Sempre di più le cose che davvero mi interessano non si trovano nei negozi normali. Ho un filo di mal di testa.

Dal libraccio sono sceso al piano di sotto e sono stato a toccare un po' i libri di poesia. Ne hanno parecchi, ma la maggior parte dei poeti esposti sono morti. Le librerie, in alcune sezioni, sono popolate da opere di morti. Ho un po' guardato gli altri, pochi lì in mezzo. Le popstar della poesia contemporanea, molti non arriveranno al prossimo decennio. Ma mentre guardavo ho anche pensato, ecco, i miei libri di poesia qua non li esporranno mai. Ormai ho una certa esperienza. Vedo i gruppi, le cordate critico-poetiche. I miei libri di poesia, nelle librerie di poesia, non ci finiranno mai. Non era una cosa rancorosa, più un rammarico.

E ho pensato, non ci arriveranno mai i miei che non sono proprio l'ultimo degli stronzi, (sto a metà classifica), figurati gli altri. Figurati quanti altri libri di poesia stampati in Italia proprio ora, domani, ieri, quante migliaia di titoli di poesia non vedranno mai una libreria. Nelle librerie i morti, le popstar, e le copertine bianche che – talvolta – dopo che leggi la poesia, speri che sia come per le confezioni di cibo del supermercato: l'immagine ha il solo scopo di rappresentare il prodotto. Si spera che l'interno sia un po' più sostanzioso. Va bene, forse un po' di rancore c'è, ma immotivato. Trent'anni fa no, ma oggi penso che non mi sia stato negato niente che mi meritassi. Anzi.

Sono uscito senza comperare niente e i soldi li ho spesi tutti al supermercato. Per i cachi. Io amo i cachi, ed è un sentimento ricambiato. Li prendo, li lavo cercando di non sfaldarli, e poi con i denti faccio un foro nella pelle esterna. Poi – come una zecca – inizio a succhiare – letteralmente – il contenuto, la polpa dolce che mi entra in bocca come una specie di blob arancione, allucinato, materno. Alla fine mi resta la carogna flaccida della copertura che comunque mi mangio per ammortizzare il prezzo.

Come una zecca rossa. Sul web invece ci sono i poveracci di destra che gongolano per il video della ragazza che dice ai manifestanti parigini di non entrare a rubare in un supermercato, che rubare è contro la causa, ma quelli se ne fregano e rubano tutto. Lei ci rimane malissimo, si vede proprio la disillusione. I poveracci di destra gongolano, indicano con il dito, si inventano – tanto per cambiare- le cose, dicono che il negozio era suo, che ha votato la causa e la causa le ha vandalizzato il negozio. Fanno i meme. Gongolano.

Io guardando il video penso che il mondo faccia un po' meno schifo perché di persone illuse e fiduciose, come quella ragazza, ce ne sono tante. Persone che verrano disilluse, con dolore, ma dopo un po' continueranno a provarci e crederci. E tra la ragazza sbigottita e un po' fessa e i poveracci che gongolano, scelgo la prima, ma senza nemmeno pensarci due volte.

 
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from riso

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