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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Gaza, il Board of Peace chiede aiuto all’Italia: cosa sappiamo

Il Board of Peace è l’organismo internazionale creato da Donald Trump per guidare la fase successiva alla guerra a Gaza. Dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas di ottobre, Washington ha ottenuto a novembre l’approvazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La risoluzione 2803 (13 voti favorevoli e le astensioni di Cina e Russia) cita il Board come organismo incaricato di supervisionare l’attuazione del piano di pace e lo autorizza a dispiegare una forza di pace temporanea. L’autorizzazione dura fino al 31 dicembre 2027, poi servirà un nuovo voto.

Nell'immagine (1) carabinieri schierati al Valico di Rafah (fonte: www.difesa.it)

Il #BoardofPeace avrebbe chiesto formalmente all’Italia di mettere a disposizione consulenti di #polizia, #vigilidelfuoco e #carabinieri per costruire una nuova forza di sicurezza a #Gaza. La notizia, diffusa il 31 ottobre, è stata riportata da Bloomberg sulla base di lettere inviate il mese scorso al governo Meloni.

Nelle lettere si chiede a Roma di confermare l’impegno, nominare un referente e indicare un alto ufficiale dei carabinieri, che farebbe da vice responsabile del programma di polizia del Board. Un funzionario del Board ha precisato che non si parla di impiegare forze tattiche in zone di combattimento e che la decisione su come sostenere Gaza spetta all’Italia.

Nell'immagine (2) carabinieri schierati al Valico di Rafah (fonte: www.difesa.it)

L’Arma addestra da anni la polizia palestinese, a Gerico e in Giordania, ed è presente a Rafah con la missione europea. Già a febbraio il ministro degli Esteri Antonio Tajani si era detto pronto a formare la polizia di Gaza e a rafforzare il contingente a Rafah.

L’Italia partecipa al Board come osservatore. Secondo il governo, una piena adesione si scontrerebbe con la Costituzione. Tajani difende la scelta: l’Italia vuole essere protagonista nella ricostruzione della pace e il Board nasce nel quadro dell’Onu. Le opposizioni, in particolare PD e M5S, hanno criticato la decisione, ricordando che l’Italia sarebbe l’unico Paese dell’Europa occidentale e del G7 a partecipare.

Restano questioni irrisolte: la catena di comando tra il Board e gli altri soggetti coinvolti, il quadro normativo a cui dovrebbero attenersi i carabinieri e il rischio di dover operare dentro la Striscia. A nove mesi dal lancio, inoltre, non esistono ancora né una forza di stabilizzazione né un’amministrazione palestinese operativa, e la ricostruzione non è partita.

Per ora non risulta una risposta ufficiale del governo alla richiesta.

@attualita@diggita.com

 
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from Larry's Garage

Ho passato una serata a scoprire che la GPU del mio mini-PC aveva riserve di velocità che non usava. Che un mio benchmark, fatto male, mi ha dato un verdetto sbagliato. E che alla fine l'AI di casa gira al doppio della velocità senza aver speso un euro. Resoconto di com'è andata.

Nota: il “da 5 a 13” del titolo è l'avventura di oggi, il modello che usavo prima aveva una velocità di 5 token/secondo, quello che uso ora di 13. Mi sono dedicato all'ottimizzazione partendo da un confronto alla pari, stesso modello con backend diverso, è tutto nella tabella più sotto.

Preciso prima di cominciare: non sono programmatore né ho formazione tecnica. Tutto quello che faccio — configurare server, compilare codice, gestire backend — lo faccio lavorando fianco a fianco con assistenti AI. Non copio istruzioni a caso: seguo una logica, chiedo spiegazioni, provo e riprovo. Questo post non è la testimonianza di uno specialista. È il resoconto di chi ha imparato a navigare in territori tecnici con un copilota digitale.

Prima di tutto: i token

Quando un'AI scrive, non produce parole intere ma token: pezzi di parole, di lunghezza variabile. I “token al secondo” (t/s) sono quindi la velocità con cui il modello genera la risposta: a 5 t/s la risposta arriva a passo di lumaca, a 13 t/s pare qualcuno che digita velocemente.

C'è però anche l'altro verso, quello che si vede meno. Prima di rispondere, il modello deve leggere quello che gli hai scritto, e anche la lettura ha una sua velocità (il prompt processing, i token in ingresso). Se il modello legge lento, l'attesa davanti al cursore che pulsa si allunga. Nel mio caso capitavano attese di diversi secondi prima ancora che iniziasse a rispondere.

Il mio problema era la generazione: cinque token al secondo sul modello che uso tutti i giorni.

Robot cubico con occhi a puntino accanto a un mini-PC, indica un display che mostra il passaggio da 5 a 13 token al secondo con freccia ascendente.

Il punto di partenza: 5 token al secondo sul modello che usavo ogni giorno. Lento, fastidioso, e con una GPU che non sapeva ancora di potercela fare.

Il mistero della GPU

Cinque token al secondo sono pochi, ma la domanda da farsi per capire come velocizzare le risposte è dove viene eseguito il calcolo di quale token restituire e come. Un'AI genera token uno alla volta, e ogni token è il risultato di una catena di moltiplicazioni su numeri enormi. Qualcuno deve fare quei calcoli: la CPU o la GPU? E se è la GPU, li fa davvero o si limita a tenere il modello in memoria?

La mia prima ipotesi, quella ovvia: “starà girando in CPU, povera GPU”. Controllo i log di Ollama e la risposta è no. La GPU Arc integrata nel mio mini-PC era stata trovata, il modello mistral-nemo:12b era stato caricato per intero. La GPU lavorava. Era solo lenta.

Resta il come. E qui l'indagine cambia: non più l'hardware, ma il software che gli dice cosa fare. Una GPU non capisce un modello AI da sola, qualcuno deve tradurglielo. Quel qualcuno è il backend.

E da ora in poi la serata degenera, nel senso buono.

Il backend è un traduttore

Una GPU non capisce i modelli AI direttamente: serve un pezzo di software che prende i calcoli del modello e li traduce in istruzioni eseguibili dalla GPU. Questo traduttore si chiama backend.

Nella mia configurazione, Ollama — il programma che gestisce i miei modelli — usa con le GPU Intel un backend chiamato Vulkan: un traduttore generico, che parla la lingua comune della GPU.

Il punto è che le GPU Intel Arc recenti contengono, sulla carta, delle unità specializzate, le XMX, progettate per moltiplicare matrici, cosa che è letteralmente il mestiere dell'AI. Far girare un modello senza usarle è come avere un forno professionale in cucina e cucinare col microonde. Nel mio caso, con Vulkan, quel guadagno non arrivava.

Esiste però un altro backend, SYCL — uno standard aperto del gruppo Khronos, con implementazioni per le GPU Intel basate su oneAPI, la libreria di Intel stessa — che quelle unità, in teoria, le sfrutta. Valeva la pena di verificare.

(Avevo valutato anche LM Studio come alternativa. Poi ho capito che, per quanto ne so, sotto il cofano usa anch'esso Vulkan: cambiare la scatola non cambia il motore.)

Il benchmark che ho fatto male

Installo il toolkit oneAPI, compilo llama.cpp col backend SYCL, faccio il primo benchmark: 5,97 t/s. Circa 0,7 token in più rispetto a prima. Un guadagno che non giustificava lo sforzo di compilazione e configurazione. Verdetto affrettato: “SYCL non conviene”.

OLLAMA Models benchmark

Peccato che il benchmark fosse sbagliato: mentre misuravo, Ollama era ancora acceso con i suoi modelli caricati in GPU, a contendersi memoria e banda. Era come misurare le performance di una macchina mentre stai dando un passaggio a un elefante sul sedile del passeggero. E l'impronta era lì, nei numeri: la misura oscillava di ± 2 t/s da una run all'altra, un'instabilità che con la GPU libera non c'era.

SYCL Models benchmark

Se vuoi misurare correttamente, spegni tutto quello che non stai misurando.

E quindi ecco la velocità misurata di nuovo, a GPU libera:

 Modello Vulkan (Ollama) vs SYCL (llama.cpp) Guadagno
 mistral-nemo:12b  +54%, qwen2.5-coder:7b +40%, gpt-oss:20b +118%, llama3.2:3b +63%

Per quanto ho potuto, ho tenuto tutto uguale: stesso file GGUF (che contiene il modello), stessa GPU, stessa lunghezza di input. La differenza vera sta nel backend. Metodologia: stesso prompt e 128 token generati per iterazione, due iterazioni per modello da entrambi i lati; SYCL misurato con llama-bench (due esecuzioni coerenti fra loro), Vulkan tramite l'API di Ollama. Guadagni dal +40% al +118%.

Ma la tabella conta solo la scrittura. Sulla lettura del prompt la classifica si ribalta: Vulkan resta davanti — il modello più piccolo, per dire, viene letto a 700 t/s contro 451 t/s di SYCL. Il trade-off, nel concreto: SYCL vince in generazione, perde qualche secondo iniziale quando il contesto è enorme. Nel mio uso quotidiano, fatto di domande corte, il primo conto è quello che pesa.

PLACEHOLDER BP2 ALT IT

Il benchmark alla pari: stessa GPU, stesso file di modello, backend diverso. Il verdetto era scritto già nella prima misura, quella instabile: l'elefante era seduto lì.

Metterlo in piedi: tre incidenti e tre rimedi

Portare il tutto in produzione non è stato subito indolore. Tre episodi, tre rimedi.

Il servizio systemd che gestisce i servizi su Linux non faceva partire nulla: a runtime mancava libdnnl.so.3 — le librerie Intel stanno in cartelle (/opt/intel/oneapi/...) che systemd non guarda. Rimedio: uno script di avvio che carica l'ambiente oneAPI e poi lancia il server.

Poi la porta di default era già occupata da un altro servizio del mini-PC (Sentinelle di Casa). Spostato tutto alla 8090.

Infine la chat rispondeva a vanvera, monologhi in inglese fuori contesto. Il problema era il chat template, cioè il copione che dice al modello come funziona una conversazione. Ollama lo tiene archiviato per conto suo, fuori dal file del modello, e glielo passa quando serve. Il nuovo server invece prendeva il file al volo, nudo e senza copione: da lì i monologhi. Rimedio: un flag, --chat-template gpt-oss, che glielo mette in mano.

Com'è configurato adesso

Interfaccia invariata (Open WebUI, con Ollama come default al boot e il server SYCL acceso a richiesta, cambiando connessione), modelli condivisi su disco fra i due servizi per poter cambiare il backend senza duplicare i file.

Cosa ho imparato

Primo: spegni ogni cosa prima di misurare qualcosa. Il verdetto che mi aveva quasi fatto abbandonare era colpa della mia metodologia, non della tecnologia.

Secondo: il margine di miglioramento stava nel backend, non nella scatola. Il salto l'ha fatto il traduttore, non il programma che lo contiene.

Terzo: la mia iGPU Arc aveva capacità non sfruttate, non perché fosse ferma, ma perché lo strumento standard non le usava. Andarsi a leggere come funziona davvero la propria GPU costa una sera di compilazioni, meno di un componente nuovo.

Morale

Morale della serata: a volte una GPU lenta non ha bisogno di un hardware nuovo, ma solo di qualcuno che le parli nel modo giusto. Da parte mia il mio mini-PC parla al doppio della velocità di ieri, e io non ho dovuto comprare nulla. Ho solo pagato in milioni di token di conversazione con un assistente AI, ma quelli li avevo già in abbondanza.

 
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from ailaroe

Non aspettarsi da madre umana ciò che è proprio di madre divina.

 
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from Bymarty

Son passate due settimane, poi un incontro, uno spiraglio un tentativo di allungare la mano! Ma poi alcuni silenzi fanno male, alcuni vuoti, difficili da colmare! E allora come la pioggia, scendono pensieri, paure, emozioni, parole contrastanti, a volte tristi, a volte pesanti .. E mentre fuori spiove e il cielo si colora di azzurro, aspetto che qlcuno legga, ascolti, e capisca che ci sono, nonostante tutto e tutti, come Sempre... Ma non voglio essere un ostacolo, un peso, semplicemente quello che vorrei o vorresti o di cui hai bisogno!

 
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from differxdiario

un amico mi ha procurato le foto di un pieghevole che fungeva da programma di sala di una rassegna di poesia fatta a teatro. anno 1991, dicembre. una rassegna che posso considerare la spiegazione perfetta, accurata, plastica, del perché qui a Roma tra il 1991 e il 1998 mi sono tenuto accuratissimamente alla larga da poeti e reading e sottobosco al seguito. spiccano Manacorda, Bellezza, Pecora, Lamarque, Cavalli, Conte. l'esito o trascinamento miserando dei miserevoli anni Ottanta.

 
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from norise 3 letture AI

Un sorriso

vedi l’allodola planare il suo volo un immaginario arco lascia nel cielo

“l’albero lo riconosci dal frutto”

pensi come curiosamente ti sorprenda quel detto dei Vangeli

e come il dimenticato aspetti solo come pane un sorriso

-ti vedrebbe come un angelo qui sulla terra che gli allevi la ferita viva

il sorriso è l’inizio -lo sai

Mi piace molto questo testo: ha un tono intimo e contemplativo, semplice ma carico di tenerezza. La tua immagine dello sguardo che riconosce l’albero dal frutto e il sorriso che è pane per il dimenticato funzionano come piccoli lampi di grazia.

Interpretazione

Tema centrale: il sorriso come gesto salvifico e quotidiano, capace di curare ferite e restituire dignità.
Immagini chiave: l’allodola che plana; l’albero riconosciuto dal frutto; il dimenticato che aspetta il pane; l’angelo che allevia la ferita.
Tono: meditativo, dolce, quasi evangelico ma intimo e personale.


Punti di forza

  • Economia di linguaggio: versi brevi che lasciano spazio all’immaginazione.
  • Metafore efficaci: il pane per il sorriso è immediato e potente.
  • Voce autentica: si percepisce una sincerità che evita retorica e sentimentalismo e resta concreta.

Piccole proposte di raffinamento

  • Fluidità ritmica: qualche enjambement più marcato può aumentare la musicalità (es. legare “pensi / come curiosamente…” in un unico flusso).
  • Coesione delle immagini: spostare o ripetere un elemento-ancora (per esempio la parola sorriso) in punti strategici per creare un coro tematico.
  • Varietà lessicale: sostituire un termine ripetuto se vuoi più sfumature (ma mantieni la semplicità se preferisci l’immediatezza).

Esempio di lieve riscrittura

Versione alternativa (mantiene il senso, lavora su ritmo e connessioni)

vedi l’allodola planare
il suo volo un arco immaginario
che lascia nel cielo

l’albero lo riconosci dal frutto
pensi
e ti sorprende quel detto dei Vangeli

il dimenticato aspetta
come pane un sorriso

ti vedrebbe
come un angelo sulla terra
che gli cura la ferita viva

il sorriso è l’inizio
lo sai


Versione 1

vedi l’allodola planare
arco nel cielo
il sorriso è pane

Versione 2

l’albero dal frutto
ti sorprende il detto dei Vangeli
il dimenticato aspetta un sorriso

Versione 3

sorriso — pane per il dimenticato
tu, angelo che cura la ferita

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Costruire nel bene

11. Costruire una città impostata sul bene comune esige, dunque, in primo luogo, di edificare sulla roccia della relazione con Dio. Riconoscere che la verità del suo amore ci chiama a una vita «in abbondanza» (Gv 10,10) e alla comunione con Lui. Insieme con sant’Agostino, anche noi possiamo dire: «Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te». [8] Dio, infatti, ha inscritto nel nostro cuore un desiderio di felicità che abbraccia tutte le dimensioni della vita, e la Chiesa, nel dialogo con gli uomini e le donne del nostro tempo, avverte l’urgenza di custodire e orientare tale aspirazione verso la sua verità più profonda.

12. In secondo luogo, edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere. Oggi, il desiderio di pienezza dell’essere umano rischia di essere deviato verso mete ingannevoli: l’illusione di una tecnica che promette di liberarci da ogni fragilità o modelli di benessere che “lasciano indietro” interi popoli. Non di rado, riponiamo la speranza in un potenziamento senza limiti, in forme di progresso che possono esacerbare le disuguaglianze, in soluzioni immediate incapaci di sanare le ferite dei popoli. Così, mentre alcuni inseguono la chimera di un’autoaffermazione illimitata, molti restano privi del necessario. La Chiesa ricorda, con voce umile ma ferma, che la vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli.

13. Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige, in terzo luogo, una corresponsabilità coraggiosa. Nessuna mano, da sola, è sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo; e nessuna è così debole da non poter offrire il proprio contributo: «La forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9). A ciascuno il suo tratto di muro: scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Questa è la logica della sussidiarietà, che valorizza la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace. Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa.

14. Infine, edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi: progettazione responsabile, valutazioni d’impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria orientate alla giustizia e alla pace.

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Note

[8] S. Agostino, Confessiones, I, 1, 1: CCSL 27, Turnhout 1981, 1.


🔝 ● C A L E N D A R I ● Indice BIBBIA ● Homepage

 
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from Daily Guides

Prima di vendere i tuoi gioielli d'oro, scopri quanto valgono davvero

Quasi tutti hanno in un cassetto una collanina spezzata, un anello passato di moda o un bracciale ereditato che non mettono più. Quando decidono di venderlo, la maggior parte delle persone entra in un compro oro, sente un prezzo e accetta senza sapere se è giusto. Bastano cinque minuti di preparazione per non farsi cogliere impreparati.

Il valore di un gioiello usato dipende da tre cose. La prima è la purezza, cioè i carati: l'oro 24 carati è puro, il 18 carati contiene il 75% di oro e il 14 carati solo il 58,5%. La seconda è il peso in grammi, che puoi controllare a casa con una bilancia da cucina precisa. La terza è la quotazione dell'oro del giorno, che cambia continuamente seguendo i mercati internazionali.

Con questi tre dati puoi stimare da solo il valore di fusione: grammi di oro puro moltiplicati per la quotazione al grammo. Se non vuoi fare i conti a mano, un calcolatore del valore dell'oro con quotazioni aggiornate fa tutto in automatico: inserisci carati e peso e ottieni subito la stima.

Attenzione a due dettagli che spesso abbassano il prezzo finale. Il compro oro trattiene una percentuale per fusione e lavorazione: se supera il dieci per cento, chiedi spiegazioni o senti un secondo negozio. E le pietre incastonate di solito non vengono pagate come oro: se il gioiello ha diamanti o altre pietre, fatti dire separatamente come vengono valutate.

La regola è semplice: prima calcola, poi vendi. Chi conosce già il valore di quello che ha in mano tratta da una posizione completamente diversa.

 
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from lucazanini

[scaffali]

-with my back to the wall [con] un piede sulla porta -la figura per intero] fanno le ceramiche da cerimonia i quaderni contabili riccadonna attualmente -vietato [svoltare nel] velox nella shaving mug

 
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from il diario segreto ma pubblico di Roxx🤍

ho tanta paura nel cuore vorrei non mi divori più per guarire ed essere quasi perfetta, io perfetta probabilmente non lo sarò mai. ho tanta voglia di mangiarlo il mondo e non solo. voglio godermi la vita, l'amore e tutto ciò che ho. mi manca il lavoro ma arriverà credo, sono adulta ormai, devo lavorare, altrimenti sono inutile per la società no??? però davvero ho tutto. e davvero ho tanta paura. ho tanti sogni, vorrei realizzarli tutti, ma non per me, non per me egoisticamente, per le persone che amo. il mio ragazzo e la mia famiglia sono tutto l'amore vero che ho. vorrei davvero poter essere in grado di ringraziare e non soltanto a parole. arriverà no?

 
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from il diario segreto ma pubblico di Roxx🤍

quel coglione del mio ex che chiameremo P, il pirata, continua a mettermi likes su Duolingo. ma cosa gli fa credere che questo sia una buona idea?! dopo che ha sparato merda sulla mia persona, dopo aver raccontato falsità e fatto su di me accuse pesanti non veritiere, facendomi isolare da quegli altri quattro deficienti che credevo fossero miei amici tra l'altro, dopo che al Bari HC faceva i conati di vomito quando mi vedeva? ma si è maledettamente visto poi¿ tutto ciò è assolutamente imbarazzante. mettermi likes lì per cercare di attirare la mia attenzione e allo stesso modo per sfuggire dall'algoritmo di altri social che dimostrerebbe ai suoi amici che è un cazzo di trim1. diario, ti giuro, questi pezzi di merda zombie vorrei che scomparissero anche dai miei ricordi. provo troppa rabbia e vergogna di aver perso tempo con questi mostri energumeni. ma io non farò nulla, il karma agirà, pezzi di merda rottinculo maledetti.

 
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from il diario segreto ma pubblico di Roxx🤍

delle volte amo perdere tempo sul mio cellulare a vedere le foto nella mia galleria. le accumulo di base. ancora maledico il ladro che mi ha rubato il precedente cellulare, ma ehi, adesso ho di nuovo un bordello di foto ahahahah. le foto racchiudono cose, ricordi, e non solo, sarà per questo che mi piacciono tanto. magari potrei raccontare qui qualche storia, legata a qualche foto, peccato che che qui foto non si possano allegare. o comunque, qui voglio raccontare e raccontarmi, raccontare storie senza filtri e censure. racconterò. ma ora torno allo scorrere le mie foto in galleria.

 
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from lucazanini

[161]

somigliano i] libri dotati di compressione] broD per la quarta di cop o coop o] fallisce il puck è rimasto del nitrato [un sosia] al ritratto

 
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from Anarcocrip

Test d'Agentivité du Handicap (inspiré des tests de Bechdel-Wallace et de Fries)

  • Il doit y avoir au moins un personnage handie nommé. (Bonus s'il est incarné par un•e handie)

  • Il ne doit pas être défini par son handicap. (Bonus s'il est rôle principal)

  • Il doit échapper aux tropes validistes (Bonus s’il est antivalidiste)

Tropes validistes : leçon de vie, misérabilisme, riche et/ou qui veut mourir, mort libératrice, guérison miraculeuse, comic relief, asexualisation ou hypersexualisation, super pouvoirs compensatoires, méchant ou devenu méchant à cause du handicap, vieux sage, handicap repoussoir ou théâtralisé, etc.

Test de Fries : – Une œuvre doit comporter plus d'un personnage handie ; – Les personnages handies doivent avoir leur propre objectif narratif, autre que l'éducation et le profit d'un personnage valide ; – Le handicap ne doit pas être éradiqué, ni par la guérison ni par la mort.

Manifeste du Test d'Agentivité du Handicap :

Nous sommes 20% de la population, nous devrions être 20% de tout.

20% des premiers rôles, 20% des rôles de figuration, 20% à l'écriture, 20% a la production, a la réalisation, etc.

Et pourtant seules 0,6% des personnes vues à la télévision sont perçus comme avec un handicap.

Ce test, inspiré de celui de Bechdel-Wallace et de Fries, va cependant plus loin. Il ne s’agit pas de mesure une quantité, il faut mesurer une qualité.

Voyez comme nous sommes silenciées et invisibilisées à travers ce test qui mesure l'agentivité du handicap.

Texte sous licence libre CC0.

Forest Gump : oui non non. Intouchable : oui non non. Le 8e jour : oui non non. De rouille et d'os : oui non non. La Famille Bélier : oui non non. Tout le monde debout : oui non non. Une Merveilleuse Histoire du Temps : oui non non. Un p'tit truc en plus : oui non non Sound of métal : oui (bonus) oui (bonus) oui. Crip Camp : oui (bonus) oui (bonus) oui (bonus). Rain man : oui non non Me Before You : oui non non. La Théorie de l'univers : oui non non. Avatar 1 : oui non non. Mon nom est Sam : oui non non. Mad Max: Fury Road : oui oui (bonus) oui (bonus) Rogue One: A Star Wars Story : oui oui non. Star Trek Discovery : oui (bonus) oui oui. Star Trek Strange New Worlds : oui (bonus) oui oui. House M.D. : oui non non. V pour Vendetta : oui non non. Hors norme : oui (Bonus) non non. X-men : oui non non. Le scaphandre et le papillon oui non non. Penelope : oui non non. Dragon 2 : oui oui (Bonus) oui.

 
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from lucazanini

[160]

persone menzionate un] incolto a erbicidi chiodati] area permanenza sottostimata cerchiate mette le [borletti quelli] a sesto attirano venditori banditòri di colombe [hello] moto [!

 
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