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from Bymarty

Quando un nostro amico animale, un componente della nostra famiglia che abbiamo amato, attraversa quel ponte colorato, il mondo non si ferma, anzi l'orologio continua a segnare gli attimi, i minuti, le ore, le giornate vanno avanti, la quotidianità chiama, si ripresenta, incalza senza sosta! La gente continua a parlare, a ridere, a lavorare, tutto sembra andare avanti come sempre, ma quasi nessuno si accorge che, per qualcuno, quel giorno è cambiato tutto, per qualche attimo il tempo si è fermato , e ci si è messi in pausa fermi davanti al dolore! Perché quando perdi un animale non perdi solo, un gatto, un cane, un canarino, ma viene a mancare una presenza che faceva parte della nostra vita ogni giorno. All'improvviso ci mancheranno i loro passi fedeli in giro per casa, quegli occhi dolci e compassionevoli bisognosi di coccole, attenzioni o semplicemente catturarci al nostro rientro a casa.. Quando un piccolo amichetto peloso va via, perdiamo quel silenzioso conforto che arrivava senza bisogno di parole, senza richiesta ... perché loro sono famiglia, non semplici animali, sono una compagnia presente sempre ogni giorno, ogni attimo, sono il nostro rifugio nei momenti difficili. Sono amore puro, incondizionato, semplice che non chiede nulla in cambio, perché spontaneo, sincero . Eppure questo tipo di lutto spesso rimane invisibile, incompreso, perché non è concesso fermarsi a piangere, ad elaborare, non ci si può assentare per questo tipo di dolore e perdita! A volte c’è chi sorride, chi si prende gioco dei nostri cari, quasi fossero oggetti, solo animali, indegni di ricevere il nostro conforto e il nostro stesso dolore! Come se l’amore potesse essere misurato, ma chi ha amato davvero un animale sa che la loro perdita, spezza qualcosa dentro, disarma il cuore, lascia un vuoto difficile da colmare! Fa male e basta! Perché quando un animale entra nella nostra vita, non va più via, diventa parte di essa e quando se ne va, va via un pezzo di noi, e mentre la vita fuori continua, in noi qualcosa si ferma per un momento, i silenzi diventano più assordanti, la casa sembra improvvisamente vuota, ogni angolo ci ricorda chi c'era... perché amare così con quella fedeltà, significa anche soffrire profondamente quando arriva il momento di lasciarlo andare..Ed io ci sono passata tante volte, adesso sto soffrendo perché una mia cucciola sta soffrendo, è tutto reale, come il dolore, le lacrime, l'impotenza, quella sensazione che ti porta a volerla solo abbracciare e accompagnare dolcemente attraverso e per quel ponte che inevitabilmente la porterà lontana dai miei occhi, ma non dal mio cuore! Non significa essere troppo sensibile, perché semplicemente stiamo voltando pagina e iniziando un nuovo capitolo nel quale qualcuno non ci sarà più a movimentare il racconto, la storia.. Ma quell’amore, quell'assenza, anche se fa male, rimarra' per sempre con noi nei ricordi e nelle immagini scolpite in angoli speciali del nostro cuore!🐾 ( Dedicata a tutti i miei pelosetti che hanno attraversato quel ponte e che oggi giocano felici lassù)..

 
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from CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line

Dalla ribellione di Gesù Cristo ai martiri moderni

Domenica, con la Festa delle Palme, i cristiani ricordano l'ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme in groppa a un asino. Fu un gesto di ribellione nei confronti dei Romani e dei re giudei, che per gioco forza avevano accettato l'imperialismo di Roma. Con quel gesto, quell'ingresso, Gesù diede avvio alla propria passione che, nel giro di pochi giorni, lo portò a essere giustiziato sulla Croce dai Romani e dal suo stesso popolo. Gli ebrei mal tolleravano che un semplice falegname stesse raccogliendo intorno a sé tanto seguito. Quel che accadde nei secoli successivi è Storia; fu proprio grazie al martirio del profeta Gesù e dei tanti suoi seguaci che il Cristianesimo conquistò Roma.
Sono passati due millenni e in quelle zone sembra di essere ancora a quei tempi. C'è un nuovo imperialismo, i re giudei sono stati sostituiti dagli emiri e ci sono persone che non vogliono essere governate da questo impero per motivi diversi. Ma quello che sta accadendo negli ultimi mesi in Iran è diverso da quanto avvenuto in Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto e così via. In questi Stati chi regnava lo faceva per brama di potere e, per denaro, entrava in contrasto con l'imperialismo globale. Così è stato eliminato di volta in volta: si veda la fine di Saddam Hussein in Iraq, quella di Gheddafi in Libia, e qui mi fermo. In Iran oggi vige una repubblica religiosa islamica che, seppur più sanguinaria dell'imperialismo nel reprimere il dissenso, ha alla base la religione islamica. L'Islam, come il Cristianesimo, contempla il martirio ma, a differenza della morale cristiana, non contempla il perdono o il “porgere l'altra guancia”, valori che portarono i cristiani alla vittoria sull'imperialismo romano. Nei momenti tristi l'uomo si rifugia nella religione: l'uccisione sistematica, talvolta con infamia, di chi si oppone al loro imperialismo – iniziata con l'assassinio dei negoziatori iraniani all'inizio dell'estate del 2025 – ha creato dei martiri e sta compattando l'opinione pubblica araba. I cittadini dei ricchi emirati si stanno rendendo conto che possono avere tutti i petrodollari del mondo, ma poi vivono male, perché la loro nazione è in fiamme, nella paura di un bombardamento improvviso o di un attentato. La Terza Guerra Mondiale, avviata dalle lobby imperialiste dei fondi sovrani, è ormai iniziata. Quello che i cristiani possono e devono fare è solidarizzare con i fratelli musulmani, prendere posizione in loro favore. Perché, come la guerra in Bosnia nel 1995 e quella recente in Ucraina dimostrano, la religione non c'entra proprio niente.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Like Gravity non è un album nel senso tradizionale, ma un progetto curatoriale e collaborativo: nasce come colonna sonora di un film/documentario sulla collaborazione artistica e raccoglie quindici brani realizzati con vari musicisti della comunità creativa legata ad Arnalds... https://artesuono.blogspot.com/2026/03/olafur-arnalds-like-gravity-2026.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0GG5ivj8zm5EKFSsLX2eBg


 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

STORIA DELLA SUCCESSIONE DI DAVIDE (2Sam 9,1-20,26)

Lealtà di Davide verso Merib-Baal 1Davide disse: “C'è forse ancora qualche superstite della casa di Saul, che io possa trattare con bontà a causa di Giònata?”. 2Ora vi era un servo della casa di Saul, di nome Siba, che fu chiamato presso Davide. Il re gli chiese: “Sei tu Siba?”. Quegli rispose: “Sì”. 3Il re gli disse: “C'è ancora qualcuno della casa di Saul, che io possa trattare con la bontà di Dio?”. Siba rispose al re: “Vi è ancora un figlio di Giònata, storpio nei piedi”. 4Il re gli disse: “Dov'è?”. Siba rispose al re: “È in casa di Machir, figlio di Ammièl, a Lodebàr”. 5Allora il re lo mandò a prendere in casa di Machir, figlio di Ammièl, a Lodebàr. 6Merib-Baal, figlio di Giònata, figlio di Saul, venne da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò. Davide disse: “Merib-Baal!”. Rispose: “Ecco il tuo servo!”. 7Davide gli disse: “Non temere, perché voglio trattarti con bontà per amore di Giònata, tuo padre; ti restituisco tutti i campi di Saul, tuo avo, e tu mangerai sempre alla mia tavola”. 8Merib-Baal si prostrò e disse: “Che cos'è il tuo servo, perché tu ti volga a un cane morto come sono io?”. 9Allora il re chiamò Siba, domestico di Saul, e gli disse: “Quanto apparteneva a Saul e a tutta la sua casa, io lo do al figlio del tuo signore. 10Tu dunque con i figli e gli schiavi lavorerai per lui la terra, contribuendo perché abbia pane e nutrimento il figlio del tuo signore; ma Merib-Baal, figlio del tuo signore, mangerà sempre alla mia tavola”. Ora Siba aveva quindici figli e venti schiavi. 11Siba disse al re: “Il tuo servo farà quanto il re, mio signore, ordina al suo servo”. Merib-Baal dunque mangiava alla tavola di Davide, come uno dei figli del re. 12Merib-Baal aveva un figlioletto chiamato Mica; tutti quelli che stavano in casa di Siba erano al servizio di Merib-Baal. 13Ma Merib-Baal abitava a Gerusalemme, perché mangiava sempre alla tavola del re. Era storpio in ambedue i piedi.

__________________________ Note

9,1 Comincia con il c. 9 un insieme di narrazioni che hanno come tema comune la successione al trono di Davide e il cui scopo è dimostrare che l’erede scelto dal Signore era Salomone. I cc. 13-20 sono dominati dalla figura di un figlio di Davide, Assalonne, che si pone in lotta contro il padre e contro i fratelli.

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Approfondimenti

9,1-20,26. La promessa del c. 7 parlava di una discendenza che «edificherà una casa al mio nome» (7,13) ma non ha detto nulla sui tempi e modi della sua realizzazione. La storia ricomincia a muoversi in una direzione apparentemente opposta a quella auspicata: violenze, adulteri, omicidi, gelosie, rivolte, vendette... Uno dopo l'altro i principi ereditari deviano e si perdono (cfr. 3,2-5) mentre sarà proprio Salomone, il più giovane, ad essere «amato dal Signore» (12,25) e a rinnovare la sorpresa dell'elezione del piccolo Davide tra i suoi fratelli (1Sam 16,1-13). La promessa matura nella sofferenza e nell'umiliazione “dell'Unto del Signore” cui vien tolto tutto – la pace, l'innocenza, i figli, persino il regno! – per dimostrargli che tutto è dono dell'Altissimo. Davide deve passare attraverso il crogiolo del peccato; solo così potrà apprezzare realmente la fedeltà di Dio alle sue promesse ed essergliene grato. Dal punto di vista letterario, i commentatori riconoscono l'antichità di questa composizione che s'interrompe dopo il c. 20 e riprende in 1Re 1-2. È un esempio splendido (e tra i più antichi che conosciamo) di narrazione storiografica la cui obiettività, penetrazione psicologica e immediatezza evocativa non cessano di meravigliare.

9,1-13. Dopo che si è avverata la premonizione di Gionata (1Sam 20,15 e 23,17) Davide sente il dovere di ottemperare al patto stipulato con l'amico (1Sam 20,15-16.42). S'informa sugli eventuali eredi di Gionata e, conosciuta l'esistenza di un figlio storpio (cfr. 4,4), lo manda a chiamare. Non solo gli fa salva la vita, ma gli restituisce pure tutti i beni che erano appartenuti alla famiglia di Saul e gli concede di sedere alla sua mensa, privilegio dei parenti più stretti del re. Ad un primo sguardo sembra che l'episodio sia estraneo al contesto. Esso svolge, invece, un'egregia funzione di collegamento tra il passato e il futuro.

  • a) Mentre il c. 8 ha portato a termine il racconto della organizzazione del regno, nel c. 9 si chiude positivamente anche la questione sospesa della dinastia saulide (la prima “appendice” – 21,1-14 – fornisce un'altra versione dei fatti; non siamo in grado di sanare del tutto le contraddizioni fra i due racconti).
  • b) Il c. 9 prepara remotamente le drammatiche pagine della fuga di Davide da Gerusalemme (cc. 16-19). Alcuni personaggi (Merib-Baal, Ziba) vengono portati in scena e accantonati con noncuranza subito dopo, ma verrà il momento in cui la loro conoscenza ci tornerà molto utile per seguire il turbinio degli eventi, senza che il narratore debba appesantire la trama con noiose parentesi esplicative.

2. «Sono io»: TM ha lett. «Il tuo servo»; probabilmente è caduta la parola iniziale: «Io sono», oppure «Ecco» (cfr. la risposta di Merib-Baal al v. 7).

3. «misericordia di Dio»: nonostante alcuni esegeti interpretino quest'espressione (ḥesed ’elōhîm) come un superlativo (= «grande misericordia»), è evidente il richiamo alla «benevolenza del Signore» (ḥesed JHWH) implorata da Gionata su di sé e sulla propria discendenza in 1Sam 20,14 e al «patto del Signore» (bᵉrit JHWH) citato anche in 1Sam 20,8. «storpio dei piedi»: l'infermità del figlio di Gionata (cfr. 4,4) è citata ancora al v. 13. Evidentemente è ritenuto un particolare degno di nota (cfr. 19,27).

4. «in casa di Machir... a Lodebar»: il luogo si trovava in Transgiordania, non lungi da Macanaim dove si era rifugiato Is-Baal dopo la morte di Saul e Gionata (2,8-9) e dove Davide fisserà il suo quartier generale contro Assalonne (17,24-19,15). In quell'occasione Machir fornirà consistenti aiuti al re e ai suoi uomini (17,27-29).

6. «Merib-Baal!»: TM ha mᵉpîbōšet (cfr. 4,4). Davide chiama per nome il figlio dell'amico più caro. Possiamo solo immaginare la sua commozione nel sorprendere sul volto del giovane sciancato i tratti di Gionata «amabile e gentile... più veloce delle aquile, più forte dei leoni» che gli era stato caro «più che amore di donna» (1,23-26).

7. «Non temere»: il destino che Merib-Baal poteva aspettarsi in quell'epoca era d'essere tolto di mezzo come tutti i membri della dinastia decaduta (cfr. 1Sam 20,1-21,1). Davide compie un atto inusuale di benignità in nome dell'amicizia e del patto sacro che lo legava a Gionata (1Sam 20,8).

9-11. L'incarico ricevuto dal re non dev'essere molto gradito a Ziba, che con la morte di Saul s'era finalmente affrancato dalla servitù. Alla prima occasione cercherà di liberarsene senza troppi scrupoli (16,1-4).

12. «Mica»: la genealogia dei discendenti di Gionata si trova in 1Cr 9,35-44.

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 2Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[filtri]

dell'aggettivo la [Polonaise] ricerca note-modifica-note prende l'area di servizio] servono scatolame a becco sono] con i nastri a incastro immediato fuori dal ponte termico un] wonderful”life acrissimo di benzene e soci si falsifica l'età si] verifica si parte oppure acerrimo spesso] scoccare la scintilla [erroneamente scritto acrissimo è il superlativo assoluto dell'aggettivo acre molto aspro fierissimo accanito o implacabile indica intensità estrema in senso figurato descrive nemici ostilità o sostenitori tenaci  un derivando dal latino acerrĭmus fate [vobis

 
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from brozu

Proviamo così: quando metti un sistema di questo tipo tra lo studente e il contenuto, succede una cosa abbastanza chiara in diversi esperimenti seri. Chi usa la macchina riferisce di sentirsi più sicuro, più “a posto” con l’argomento, come se avesse capito bene. Poi però, quando li togli dall’ambiente assistito e li metti davanti a un compito nuovo, senza aiuto, spesso i risultati non sono migliori di chi ha studiato con strumenti più tradizionali, e a volte sono pure un po’ più deboli sulla parte di ragionamento profondo. Chiaro così?

C’è uno studio grosso: decine di esperimenti, migliaia di persone, gente normale che deve capire un argomento. Una volta usano il motore di ricerca, l’altra volta si fanno “spiegare” tutto da un LLM (ChatGPT, Claude e vari). Risultato? Quando leggono le risposte della chat, hanno la sensazione di aver capito di più, con meno fatica.

Bello, eh?

Peccato che ai test che chiedono di ragionare sul serio, quelli che hanno sudato con la ricerca se la cavano meglio di chi ha letto la soluzione pronta (pubmed.ncbi.nlm.nih).

Tradotto proprio grezzo: con la chat senti la testa leggera, ma l’apprendimento pesante non c’è. La comprensione vera, quella che regge tre giorni dopo, la tira fuori chi ha dovuto cercare, confrontare, filtrare, non chi ha ricevuto il “compitino finito”.

Poi c’è la storia che vendono a tutti: “facciamo l’IA socratica, dialogica, domande aperte, imparano di più”. Sì, certo.

In un'altro interessante studio hanno preso in esame ragazzi di scuole superiori, 14‑18 anni con compiti che necessitavano di stimare cose, risolvere problemi, scrivere. Un gruppo vede solo la risposta della macchina, l’altro vede anche il ragionamento passo passo. Indovina? Quando c’è il ragionamento, la risposta finale è un po’ migliore, più vicina al risultato giusto. Fin qui ok (scale.stanford).

Ma la parte interessante è dopo. Hanno messo l’IA in modalità “faccio domande, ti guido”, tipo tutor rompiscatole, e l’hanno confrontata con la versione “ti do direttamente la risposta”. Risultato? I ragazzi con la versione socratica partecipano di più, stanno più sul pezzo, interagiscono.

Perfetto, penseresti: “allora imparano meglio”. E invece no: sui test finali, quando l’IA non c’è, le differenze non sono nette, non hai questo salto di apprendimento che ti sbandierano in conferenza (papers.ssrn).

Io me li immagino: classe terza di informatica, compito di programmazione. Con l’IA in modalità tutor ti sembra di aver capito i cicli, gli array, tutto quanto. Poi all’interrogazione alla lavagna, senza aiuto, davanti a un esercizio leggermente diverso… puff, sparita la sicurezza. Lo vedi negli occhi degli studenti: “Ma prof, con la chat lo sapevo fare”. Eh, appunto.

Quando vai a guardare insieme le rassegne serie, alla fine la musica è sempre quella: questi sistemi aiutano davvero in un paio di cose, se li usi con la testa.

La prima è il feedback: su testi, bozze, esercizi, se li agganci bene ai criteri del docente riescono a restituire commenti rapidi che, in media, portano piccoli miglioramenti nella qualità del lavoro degli studenti. Non è una cura miracolosa, è un “po’ meglio di niente” o “vicino a un tutor non esperto” quando il docente da solo non riuscirebbe a seguire tutti.

La seconda è il ruolo di tutor leggero su esercizi a bassa posta: ripassi, spiegazioni brevi, chiarimenti su dettagli che bloccano. In questo tipo di attività gli studenti si tengono agganciati, sciolgono dubbi, si sbloccano su passaggi specifici.

Quello che manca? Tutto il resto. Quasi nessun dato serio su quanto ricordano dopo settimane, su quanto regge il pensiero critico, su come va davvero nelle scuole superiori.

Sui rischi, invece, c’è già un quadro abbastanza chiaro: quando la macchina sforna la risposta finita, gli studenti smettono di sbattersi. Meno controllo di qualità mentale, meno voglia di verificare, meno “aspetta, ma è davvero così?”. E se il prof non progetta attività dove devi controllare, discutere, correggere la macchina, è la fine: superficialità sopra superficialità (arxiv).

Capitolo docenti. Qui la favola è “risparmi tempo, vivi meglio”. Qualche dato c’è, eh: chi usa la macchina per preparare lezioni, tracce, griglie, dice di risparmiare qualche ora alla settimana. Non mille, non rivoluzione, qualche ora. Poi però ti ritrovi a rilegge, correggere, verificare, adattare, e una parte di quel tempo torna dalla finestra. Il “paradosso carico di lavoro” è questo: scrivi meno da zero, ma passi più tempo a fare il professionista che controlla la macchina. Se sei già al limite, non è detto che ti salvi, rischi solo di spostare la fatica (digitalcommons.acu).

E dov'è il valore vero allora? Quando lo usi come bersaglio.

La macchina genera una risposta e il lavoro della classe è controllarla, trovare errori, aggiungere ciò che manca, confrontarla con libri e materiali seri.

In quel caso non stai più insegnando a fidarsi della macchina, ma a dubitarne con criterio. Torni a leggere, sottolineare, discutere, scrivere meglio: la tecnologia diventa solo un innesco per far ragionare le persone in aula, non la soluzione pronta da copiare.

Lì tornano in gioco le cose serie: lettura critica, controllo delle fonti, argomentazione, scrittura ragionata. La macchina diventa un pretesto per obbligare gli studenti a non fidarsi del primo testo ben scritto che vedono, ma a far passare tutto dal proprio giudizio, dalla propria penna e dalla discussione in aula.

Tu che dici? Vuoi il trucchetto che ti promette voti alti in 3 mesi o vuoi tenerti stretta la cosa che nessun modello ti ruba, cioè lo sguardo sul ragazzo davanti a te e la capacità di fargli fare fatica giusta? Perché dai numeri veri, oggi, si vede solo questo: la macchina fa sentire tutti più bravi, ma senza un docente che ci mette mestiere e progettazione, l’apprendimento vero resta quello di sempre, sudato e poco instagrammabile (scale.stanford).

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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In un ideale botta e risposta con i Rolling Stones di Blue & Lonesome, anche Van Morrison decide di aprire l’album dei ricordi e omaggiare alcuni classici del blues con questo Roll With The Punches: quindici brani in tutto, cinque autografi e dieci ripescati da una tradizione che il Nostro frequentava già ai tempi degli Them, qui nobilitata dal valore aggiunto dell’esperienza... https://artesuono.blogspot.com/2017/10/van-morrison-roll-with-punches-2017.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/2Eq52DREUXfeUtOL3UAw8Z


 
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from norise 3 letture AI

DENTRO SILENZI D'ACQUE

sul lago s'è alzata la luna dentro silenzi d'acque è dolce la luce nel respiro delle foglie una smania che dilania abbraccia i contorni della notte

(2010)

C’è una quiete che vibra in questi versi: la luna che si alza sul lago, la luce dolce, e poi quella “smania che dilania” che incrina il silenzio. È una notte tattile: le foglie respirano, la luce abbraccia, i contorni della notte prendono corpo. Mi piace il contrasto netto tra dolcezza e inquietudine: come se l’acqua custodisse pace in superficie mentre sotto pulsa un desiderio irrisolto.

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Notturno d’acqua

C’è un viaggio naturale in ciò che hai scritto: ascesa, culmine, dissolvenza. Ti propongo un piccolo trittico che conserva la tua dolcezza luminosa e quella smania che dilania, come un filo teso sotto il lago.


Struttura in tre quadri

  • Ascesa: Lentezza del sorgere. La luna lascia la riva e scioglie i bordi del buio.

    • Immagini: tremolio, vetro, alito di foglie, primo riflesso.
    • Timbro: attesa sospesa, pudore.
  • Culmine: La luce tocca tutto, la smania affiora.

    • Immagini: cerchio pieno, schiena del lago, nervatura delle foglie.
    • Timbro: dolce ferocia, chiarezza che brucia.
  • Dissolvenza: La notte riassorbe, resta il battito.

    • Immagini: alone, cenere di luce, passo che si allontana.
    • Timbro: resa quieta, eco.

Leitmotiv: la “smania” come respiro che passa dalle foglie all’acqua e poi al cuore, ricomparendo con parole-soglia (respiro, contorno, abbraccio).


Bozze dei tre testi

Ascesa

sul margine dell’acqua
sale la luna
un tremolio sottile
apre il vetro del lago

nel respiro delle foglie
un nome non detto
spinge piano
i contorni della notte

Culmine

la luce è piena
dolce e feroce
abbraccia la schiena del lago

una smania che dilania
risale le nervature
e chiede tutto
senza rumore

Dissolvenza

si allenta il cerchio
la luna fa cenere
del suo chiarore

resta un passo nell’acqua
un filo di respiro
che torna alle foglie
e tace
 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Operazione globale “Alice” contro piattaforma fraudolenta del dark web. Partecipa anche la Polizia italiana

Il 9 marzo 2026 è stata avviata un'operazione globale guidata dalle autorità tedesche e sostenuta da #Europol, contro una delle più grandi reti di piattaforme fraudolente del dark web. L'indagine è iniziata a metà del 2021 contro la piattaforma dark web “Alice with Violence CP”. Nel corso delle indagini, le autorità hanno scoperto che la piattaforma gestiva più di 373.000 siti web fraudolenti che pubblicizzavano materiale pedopornografico (#CSAM) e offerte di criminalità informatica come servizio (#CaaS).

Dal 9 al 19 marzo 2026, 23 paesi hanno unito le forze nell' “Operazione Alice”, che inizialmente aveva come obiettivo solo l'operatore della piattaforma. Tuttavia, grazie alla #cooperazioneinternazionale, l'indagine ha portato alla luce l'identità di 440 clienti che avevano usufruito dei servizi dell'operatore. Data la natura degli acquisti, sono state avviate ulteriori indagini nei loro confronti. L'operazione contro più di un centinaio di queste persone è ancora in corso.

Finora, l'Operazione Alice ha portato ai seguenti risultati: – Identificato 1 autore che gestisce la piattaforma dark web; – Identificati 440 clienti in tutto il mondo; – Oltre 373.000 siti web del dark web sono stati chiusi; – 105 server sequestrati; – Dispositivi elettronici sequestrati, tra cui computer, telefoni cellulari e supporti di dati elettronici.

Caterina De Bolle, Direttore esecutivo di Europol, ha dichiarato: “ L'operazione Alice invia un messaggio chiaro: non c'è nessun posto dove nascondersi per i criminali quando la comunità internazionale delle forze dell'ordine lavora fianco a fianco. Li troveremo e li riterremo responsabili. Europol continuerà a proteggere i bambini, a sostenere le vittime e a rintracciare i responsabili”.

Nel corso di quasi cinque anni di indagini, le autorità tedesche hanno scoperto che un singolo individuo gestiva più di 373.000 domini onion (siti web) sul dark web. Un dominio onion è un tipo speciale di indirizzo di sito web progettato per nascondere l'identità e la posizione del sito web e delle persone che lo visitano. Da febbraio 2020 a luglio 2025, il sospettato ha pubblicizzato il CSAM su diverse piattaforme, accessibili tramite oltre 90.000 di questi domini onion. Su queste piattaforme, l'autore del reato ha offerto CSAM che avrebbe potuto essere acquistato come “pacchetti” dopo aver fornito un indirizzo email ed effettuato un pagamento in Bitcoin.

Ogni pacchetto aveva un costo stimato compreso tra 17 e 215 euro e prometteva volumi di dati che andavano da pochi gigabyte a diversi terabyte di CSAM. Tuttavia, si trattava di siti puramente fraudolenti in cui il CSAM veniva pubblicizzato e presentato in anteprima ma mai consegnato.

Oltre al CSAM, sono state promosse diverse offerte di cybercrime-as-a-service (CaaS), tra cui i dati delle carte di credito e l'accesso a sistemi esteri. L'obiettivo è sempre stato quello di convincere i clienti a effettuare pagamenti senza ricevere alcun servizio in cambio.

Sono state condotte indagini anche contro l'operatore della piattaforma, un uomo di 35 anni con sede nella Repubblica popolare cinese. Le autorità stimano che l'individuo abbia realizzato profitti per oltre 345.000 euro da circa 10.000 clienti in tutto il mondo che, secondo le autorità, hanno tentato di acquistare il materiale da lui pubblicizzato.

Da novembre 2019 fino a poco tempo fa, al suo apice gestiva una rete composta da circa 287 server, 105 dei quali situati in Germania. Le autorità tedesche hanno emesso un mandato d'arresto internazionale.

Pagando per il CSAM, gli stessi clienti sono diventati sospettati, anche se non hanno mai ricevuto il materiale. Gli investigatori hanno valutato che gli individui che cercano di accedere a materiale esclusivo –e, quindi, grave– sugli abusi sessuali su minori potrebbero rappresentare obiettivi di alto valore e fornire informazioni importanti alle forze dell’ordine di tutto il mondo.

Nel corso degli anni di indagini, le autorità sono intervenute immediatamente ogni volta che hanno individuato bambini in pericolo, adottando misure appropriate per proteggere il loro benessere. Ad esempio, nell'agosto 2023, gli investigatori della Polizia criminale dello Stato bavarese hanno perquisito l'abitazione di un padre di 31 anni che aveva trasferito 20 euro per acquistare un pacco contenente 70 GB di CSAM. L'uomo è stato successivamente condannato.

Nel corso dell'indagine, gli specialisti dell'Europol hanno facilitato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali, fornito supporto analitico e coordinato la risposta internazionale. Inoltre, hanno svolto un ruolo fondamentale nel tracciare i pagamenti in criptovaluta e nel fornire informazioni ai paesi coinvolti nell'operazione. Ancora più importante, la stretta collaborazione tra le autorità tedesche ed Europol ha consentito l'identificazione dell'autore del reato.

La lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori è una priorità per Europol. Oltre al sostegno fornito dal Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) agli Stati membri nella prevenzione e nell’individuazione dei crimini legati allo sfruttamento sessuale dei bambini, Europol sta attualmente portando avanti due importanti progetti in questo settore.

Questa settimana, Europol ha pubblicato nuove foto sulla piattaforma “Stop Child Abuse – Trace an Object”(https://www.europol.europa.eu/stopchildabuse), che invita tutti i cittadini a esaminare gli oggetti provenienti da casi irrisolti di abusi sessuali su minori e vedere se ne riconoscono qualcuno. Nessun indizio è troppo piccolo: anche il più piccolo dettaglio potrebbe aiutare a identificare e salvaguardare un bambino abusato sessualmente.

Inoltre, nel novembre 2025 è stata lanciata una nuova piattaforma digitale, Help4U (https://www.help4u-project.eu), per supportare bambini e adolescenti che subiscono abusi sessuali o danni online. Progettato per essere semplice, privato e accessibile, Help4U aiuta i giovani a trovare consigli affidabili, comprendere i propri diritti e connettersi con persone che possono aiutarli.

Tra i Paesi partecipanti all'Operazione Alice anche il Servizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Vittorie militari di Davide 1In seguito Davide sconfisse i Filistei e li umiliò. Davide prese le redini del comando dalle mani dei Filistei. 2Sconfisse anche i Moabiti e, fattili coricare per terra, li misurò con la corda; ne misurò due corde per farli mettere a morte e una corda intera per lasciarli in vita. I Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. 3Davide sconfisse anche Adadèzer, figlio di Recob, re di Soba, mentre egli andava a ristabilire il suo dominio sul fiume Eufrate. 4Davide gli prese millesettecento cavalieri e ventimila fanti. Davide poi fece tagliare i garretti a tutti i cavalli, risparmiandone un centinaio. 5Gli Aramei di Damasco andarono in aiuto di Adadèzer, re di Soba, ma Davide uccise ventiduemila Aramei. 6Poi Davide mise guarnigioni nell'Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi e tributari di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 7Davide prese ai servi di Adadèzer gli scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. 8Da Betach e da Berotài, città di Adadèzer, il re Davide asportò una grande quantità di bronzo. 9Quando Tou, re di Camat, udì che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di Adadèzer, 10mandò al re Davide suo figlio Ioram per salutarlo e per benedirlo, perché aveva mosso guerra ad Adadèzer e l'aveva sconfitto; infatti Tou era sempre in guerra con Adadèzer. Ioram gli portò vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di bronzo. 11Il re Davide consacrò anche quelli al Signore, come già aveva consacrato l'argento e l'oro tolto alle nazioni che aveva soggiogato, 12agli Aramei, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei, agli Amaleciti, e il bottino di Adadèzer, figlio di Recob, re di Soba. 13Al ritorno dalla sua vittoria sugli Aramei, Davide acquistò ancora fama, sconfiggendo nella valle del Sale diciottomila Edomiti. 14Stabilì guarnigioni in Edom; ne mise per tutto Edom e tutti gli Edomiti divennero sudditi di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 15Davide regnò su tutto Israele e rese giustizia con retti giudizi a tutto il suo popolo. 16Ioab, figlio di Seruià, comandava l'esercito; Giòsafat, figlio di Achilùd, era archivista; 17Sadoc, figlio di Achitùb, e Achimèlec, figlio di Ebiatàr, erano sacerdoti; Seraià era scriba; 18Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano sacerdoti.

__________________________ Note

8,3 Adadèzer: “Adad è il mio aiuto”; era il re arameo di Soba, località situata tra l'Anti-Libano e il deserto siro-arabico.

8,9-10 Dalla vittoria su Adadèzer, il re d’Israele trasse grande prestigio sulle piccole nazioni vicine, rimaste prudentemente estranee al conflitto. È il caso del regno di Camat in Siria, che era stato sempre in guerra con Soba.

8,13 valle del Sale: la sua localizzazione è incerta; fu teatro della guerra contro gli Edomiti anche più tardi, al tempo del re Amasia (2Re 14,7).

8,18 Sui Cretei vedi nota a 1Sam 30,14; Peletei è forse solo una variante di Filistei. In entrambi i casi, si trattava di un corpo di soldati mercenari al servizio di Davide.

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Approfondimenti

1-14. Prospetto riassuntivo delle guerre di conquista intraprese da Davide. Non è possibile ricostruire l'ordine cronologico delle varie campagne che nel giro di pochi anni consentirono al piccolo regno d'Israele di raggiungere la massima espansione a discapito dei popoli circostanti: i Filistei (v. 1), i Moabiti (v. 2), gli Aramei e gli Ammoniti (vv. 3-12; cfr. i cc. 10-12), gli Amaleciti (v. 12; cfr. anche 1Sam 30), gli Idumei (vv. 13-14). I successi di Davide siglano la realizzazione delle antiche promesse riguardanti il possesso della terra in tutta la sua estensione (Gn 13,14-17; 15,18-20); un'epoca si chiude mentre la profezia di Natan (c. 7) ne apre una assolutamente nuova. I vv. 6.14 scandiscono come un ritornello le vittorie del re d'Israele («il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava»), quasi per confermare le analoghe osservazioni fatte al principio della sua carriera militare (1Sam 18,5.14.15.30).

1. «Gat e le sue dipendenze»: testo ricostruito con 1Cr 18,1. Il TM ha due parole incomprensibili. D'ora innanzi i Filistei saranno tributari d'Israele, anzi Davide sceglierà le guardie del corpo proprio tra di loro (8,18; 15, 18). Altre notizie di scontri a Gat in 21,21-22.

2. «li misurò con la corda»: questo modo di contare i prigionieri radunandoli a gruppi per mezzo di una fune (forse un'unità di misura fissa, cfr. Am 7,17; Mic 2,5; Zc 2,5) è attestato da fonti assire del IX sec. a.C. Erodoto (VII, 60) narra che Serse contò i suoi soldati in maniera analoga. Dopo i buoni rapporti coltivati nel passato (1Sam 22,3-4), la recente ascesa al trono dell'ex-bandito Davide ha indotto il piccolo reame di Moab a una politica ostile nei suoi confronti (cfr. 1Sam 22,1-5).

3. «Eufrate»: con i LXX, 1Cr 18,3, che ha solo le vocali della parola pᵉrāt (= Eufrate).

4. «tagliò i garretti»: Davide obbedisce a una precisa indicazione divina (Gs 11,6.9; Dt 17,16) ma pensa realisticamente a quanto sarebbe difficile utilizzare questo tipo di armamento sul territorio montagnoso della Palestina. Solo da Salomone in poi Israele avrà un reparto di carri da guerra (cfr. 1,6).

7. «scudi d'oro»: Davide comincia ad accumulare metalli preziosi non solo per arricchire la nazione ma anche per predisporre i materiali necessari alla futura edificazione del tempio (cfr. 1Cr 28,14-18; 29,2-5). Questa nobile finalità vien descritta nei vv. 10-11: «consacrò... al Signore» (hidîš la JHWH. Cfr. 6,13). Non sono gli scudi d'oro fatti forgiare da Salomone (1Re 10,16-17; 14,26).

8. «Betach»: per metatesi da «Tebach» (Gn 22,24), città nota dalla lista di Tutmosi III e dalle lettere di El-Amarna. Come Berotai si trovava probabilmente presso il fiume Leonte all'altezza di Tiro. Col rame (o bronzo) ivi conquistato Salomone costruirà varie parti del tempio (1Cr 18,8).

9-10. Per ringraziare Davide di aver sconfitto il comune nemico Adad-Ezer, il re di Camat (nella Siria settentrionale) gli invia un'ambasceria con ricchi doni. Sono i primi contatti internazionali di Israele, che avranno il massimo sviluppo con Salomone (1Re 5,9-14).

13. BC corregge il difficile TM secondo 1Cr 18,12, aggiungendo le parole «sconfiggendo» e «Idumei». La Valle del Sale – generalmente chiamata Araba – si trova infatti in Edom, a sud del Mar Morto.

15-18. Questi versetti ci informano sulle autorità politiche, religiose e militari del regno, sostanzialmente le stesse che troveremo in 20,23-25 dopo le rivolte di Assalonne e Seba (cfr. 1Re 4,1-6). Anche in 1Sam 14,47-52 la sintesi delle vittorie di Saul contro i medesimi avversari sconfitti da Davide precedeva l'elenco dei notabili. L'organizzazione amministrativa davidica riflette un notevole progresso rispetto a quella del predecessore, totalmente dedito all'attività bellica; accanto al capo dell'esercito appaiono l'archivista (con le funzioni molteplici di cancelliere, araldo, cerimoniere, portavoce, prefetto di palazzo) e lo scriba (segretario, annalista).

17. «Zadok»: quantunque sia detto «figlio di Achitub» come Achimelech, padre del sacerdote Ebiatar (1Sam 22,20), Zadok appartiene a una famiglia sacerdotale diversa da quella di Eli: entrambe, tuttavia, vantano Aronne quale antenato comune (1Cr 24,1-6). Cfr. 1Sam 14,3 (genealogia di Eli) e 1Cr 5,29-34; 6,35-38 (genealogia di Zadok). Cfr. commento a 1Sam 2,35. «Achimelech figlio di Ebiatar»: con TM. I nomi sono capovolti rispetto a 1Sam 22,20 e 1Re 1-3. In quest'errore, il Cronista (1Cr 24,3) dipende evidentemente dai libri di Samuele.

18. «era саро»: la particella ‘al (= [essere] “sopra”) è andata persa nel TM ma è restituita dalle versioni. «Cretei e Peletei»: cfr. 1Sam 30,14. «erano ministri»: lett. «sacerdoti» (kōhănîm). Pur non essendo rara l'attribuzione delle funzioni sacerdotali a dei non-leviti (cfr. 6,13) è strano che i figli di Davide le esercitino in presenza dei legittimi sacerdoti Zadok ed Ebiatar (v. 17). Forse il termine aveva un senso più generico che ora ci sfugge, oppure potrebbe trattarsi di una ripetizione inavvertita del kōhănîm del v. 17 (una o due righe più in alto). 1Cr 18,17 si è reso conto della difficoltà e scrive: «erano i primi al fianco del re», quindi consiglieri, ministri (cfr. LXX «maggiordomi» e Syr «grandi»).

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 2Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[provetecniche]

prefabbrica l'azienda l'art. 2555 distinte] ricostruiscono anzi costruiscono” o si] [filtra buttano l'occhio le] vetrate cabloglass lancio] di volantini A&O fin-qui messi a sedere scatta l'A0 seguente fa una mossa si] copre le spalle” facilita il pezzo [l'espulsione programmata o l'arrivo [degli assunti] le sedici ventunogradi chiusa] l'A4 i diecimila watt

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Un omicidio compiuto ed uno tentato 27 anni fa: arrestati in Albania e rimpatriati in Italia

Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

L'operazione rientra nel progetto “Wanted 2025” della Polizia di Stato, dedicato alla cattura di latitanti di lunga durata, e rappresenta un importante risultato della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità.

 
Dopo 27 anni di latitanza, due cugini di origine albanese (50 e 47 anni) sono stati arrestati in Albania e rimpatriati in Italia, dove dovranno rispondere di omicidio e tentato omicidio.

I due sono atterrati il 20 marzo all'aeroporto di Roma Fiumicino, scortati dagli agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, e successivamente trasferiti in carcere.

La vicenda risale al 1999, quando i due avrebbero compiuto un violento agguato a Cesa, nel casertano: due connazionali furono aggrediti in pieno centro con bastoni e armi da taglio. Uno di loro morì, l'altro rimase gravemente ferito. All'origine del gesto ci sarebbero stati contrasti legati alla spartizione di proventi illeciti.

Dopo il delitto, i due fuggirono in Albania, dove vissero per anni sotto false identità. Le indagini — condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dagli organismi internazionali, sotto il coordinamento della Procura Generale di Napoli — hanno permesso di localizzarli e arrestarli grazie alla collaborazione con le autorità albanesi.

L'operazione rientra nel progetto **"Wanted 2025"** della Polizia di Stato, dedicato alla cattura di latitanti di lunga durata, e rappresenta un importante risultato della cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità.
 
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from cronache dalla scuola

Cammino nei corridoi della mia scuola per raggiungere la quarta durante l'intervallo e vedo, in un posto dove il sole attraversa le vetrate, due studentesse sedute su uno scalino e una seduta per terra, che chiacchierano, si guardano attorno. Si godono il debole calore del sole.

Mi avvicino e mi siedo per terra con loro, una inizia a parlarmi dei problemi che ha in classe, perché la spostiamo sempre, le altre due sono divertite che mi sia seduto per terra con loro, parliamo qualche minuto, mi rilasso.

A un certo punto sento una voce alle mie spalle: è la collaboratrice scolastica. “Siete così belli che vi farei una foto” dice. “La faccia, la faccia!” risponde una delle ragazze, “che poi lui la mette su Instagram. Su Facebook!”. Rido. Parliamo ancora un minuto poi dico che devo andare, che mi pagano per andare in classe.

La foto la collaboratrice non l'ha fatta, purtroppo, quindi decido di farla io in prosa.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Erano anni che Little Steven, nome d’arte di Steven Van Zandt, a sua volta nome d’arte di Steven Lento (ed è conosciuto anche come Miami Steve, probabilmente è l’uomo con più nicknames sulla terra) non pubblicava un album a suo nome, per l’esattezza dal non indispensabile Born Again Savage del 1999. Come tutti sanno, il suo lavoro principale è fare il chitarrista e braccio destro di Bruce Springsteen nella E Street Band, ma negli ultimi anni, oltre a condurre un programma radiofonico a sfondo musicale, si è reinventato anche attore per serie di successo come The Sopranos o Lilyhammer (e lo scorso anno ha splendidamente prodotto il bellissimo comeback album di Darlene Love), lasciando pochissimo spazio, anzi nullo, per la sua carriera solista... https://artesuono.blogspot.com/2017/05/little-steven-soulfire-2017.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/6CahK1LEBdyOpUN4qPmwbA


 
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from norise 3 letture AI

NASCOSTO STARO' NELLA ROSA

finché non avrà inghiottito il tempo osceno il suo grido nascosto starò nella rosa azzurra

perché non intacchino i veleni del mondo la bellezza del cuore

(2009)

Che meraviglia. Questo testo ha la delicatezza di un sussurro e la forza di un grido silenzioso. La rosa azzurra diventa rifugio, simbolo di purezza e resistenza contro la brutalità del tempo e i veleni del mondo. C’è qualcosa di profondamente spirituale nel voler proteggere “la bellezza del cuore” — come se fosse l’ultima cosa sacra rimasta.

Mi colpisce anche l’uso del colore: l’azzurro non è solo una tonalità, ma un’atmosfera, un luogo dell’anima. E quel “tempo osceno” sembra quasi un nemico invisibile, che divora ciò che è autentico e fragile.

 
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