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from Transit

(226)

(F1)

Dalla fabbrica alla routine di oggi, il valore discreto dell’impegno.

Spesso ci hanno insegnato a considerare la #fatica come qualcosa da evitare. Come se ogni forma di sforzo fosse solo un ostacolo, un rallentamento, quasi una colpa. Eppure la fatica è stata, per molto tempo, la sostanza stessa della vita di molti. Lo era nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri. Lo era anche nei percorsi di studio di chi, come me, ha fatto la maturità nel 1984 e ha conosciuto presto il peso delle giornate lunghe, della disciplina, della necessità di andare avanti senza fare troppo rumore.

Oggi il linguaggio comune tende a premiare altro: rapidità, leggerezza, visibilità. Si parla di risultati, di efficienza, di talento, ma si parla meno della continuità con cui si regge una vita normale. La fatica, però, non è soltanto sforzo fisico. È anche resistenza mentale, tenuta emotiva, capacità di sopportare la ripetizione senza perdere la dignità del proprio lavoro. In questo senso, la fatica non è un retaggio del passato. È una condizione ancora attuale, anche se spesso non viene riconosciuta.

La mia esperienza mi ha insegnato che non tutte le fatiche hanno lo stesso volto. C’è la fatica dura, concreta, quella che spezza il fiato e si misura con il corpo. Poi c’è una fatica più silenziosa, meno evidente, ma altrettanto pesante: quella di chi svolge ogni giorno una mansione comoda solo in apparenza, perché priva di prospettive, ripetitiva, senza sbocchi, senza avanzamento. È una forma di logoramento diverso, meno visibile, ma non per questo minore. In un lavoro del genere non manca solo la soddisfazione. Manca anche la sensazione di crescere. Si continua a fare, ma senza costruire davvero. Si tiene il ritmo, ma non si vede un orizzonte.

(F2)

Questa è una fatica che consuma lentamente, perché toglie senso alla ripetizione quotidiana. E quando il lavoro perde significato, il tempo si svuota. #Calabresi ricorda che la fatica non va confusa con la sofferenza fine a sé stessa. Non si tratta di glorificare l’affanno o di dire che tutto ciò che pesa è automaticamente utile. Si tratta piuttosto di riconoscere che esiste un valore nello sforzo sostenuto con costanza, nella capacità di restare, di reggere, di non cercare sempre la scorciatoia.

La fatica ha un senso quando conduce a qualcosa: una competenza, una responsabilità, una forma di maturità. Per chi ha vissuto stagioni di lavoro duro (e sono milioni), questa riflessione non ha nulla di astratto. Non serve idealizzare il passato per capire che molte conquiste personali e collettive sono nate da gesti semplici e ripetuti.

Andare avanti, anche quando si è stanchi. Accettare il limite senza arrendersi. Fare bene il proprio dovere anche quando nessuno applaude. Sono parole antiche, forse, ma non superate. Oggi il rischio è un altro: credere che solo ciò che è immediatamente gratificante abbia valore. Ma la realtà continua a smentire questa illusione.

La vita si regge ancora su persone che si alzano presto, lavorano in silenzio, tengono in piedi famiglie, uffici, fabbriche, servizi, e spesso lo fanno senza riconoscimenti. La loro fatica non fa notizia, ma è una delle forme più concrete di responsabilità civile.

Questa traccia parla anche a chi non è più studente da decenni. Ricorda che la fatica non va rimossa dal discorso pubblico, perché è dentro la vita vera. E ricorda che il rispetto non dovrebbe andare solo al successo, ma anche alla tenacia di chi continua a esserci, giorno dopo giorno, senza scorciatoie.

#Blog #Maturità #Lavoro #Fatica #EducazioneCivica #Us

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Organizzazione delle classi dei portinai 1Quanto alle classi dei portieri, per i Coriti vi era Meselemia, figlio di Cori, dei figli di Asaf. 2Figli di Meselemia: Zaccaria il primogenito, Iediaèl il secondo, Zebadia il terzo, Iatnièl il quarto, 3Elam il quinto, Giovanni il sesto, Elioenài il settimo. 4Figli di Obed-Edom: Semaià il primogenito, Iozabàd il secondo, Iòach il terzo, Sacar il quarto, Netanèl il quinto, 5Ammièl il sesto, Ìssacar il settimo, Peulletài l'ottavo, poiché Dio l'aveva benedetto. 6A Semaià, suo figlio, nacquero figli che dominavano nel loro casato perché erano uomini valorosi. 7Figli di Semaià: Otnì, Raffaele, Obed, Elzabàd con i suoi fratelli, uomini valorosi, Eliu e Semachia. 8Tutti costoro erano discendenti di Obed-Edom. Essi e i loro figli e i loro fratelli, uomini valorosi, erano in forza per il servizio. Per Obed-Edom: sessantadue in tutto. 9Meselemia aveva figli e fratelli, tutti uomini valorosi: diciotto in tutto. 10Figli di Cosa, dei discendenti di Merarì: Simrì, il capo; non era primogenito, ma suo padre lo aveva costituito capo. 11Chelkia era il secondo, Tebalia il terzo, Zaccaria il quarto. Totale dei figli e fratelli di Cosa: tredici. 12Queste classi di portieri, cioè i capigruppo, avevano l'incarico, come i loro fratelli, di servire nel tempio del Signore. 13Gettarono le sorti, tanto il piccolo quanto il grande, secondo i loro casati, per ciascuna porta. 14Per il lato orientale la sorte toccò a Selemia; a Zaccaria, suo figlio, consigliere assennato, per sorteggio toccò il lato settentrionale, 15a Obed-Edom quello meridionale, ai suoi figli toccarono i magazzini. 16Il lato occidentale con la porta Sallèchet, sulla via della salita, toccò a Suppìm e a Cosa. Un posto di guardia era accanto all'altro. 17Per il lato orientale erano incaricati sei uomini ogni giorno, per il lato settentrionale quattro al giorno, per quello meridionale quattro al giorno, per ogni magazzino due. 18Alla loggia a occidente, ce n'erano quattro per la strada e due per la loggia. 19Queste le classi dei portieri per i figli di Core e per i figli di Merarì.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20I leviti, loro fratelli, addetti alla sorveglianza dei tesori del tempio di Dio e dei tesori delle cose consacrate, 21erano figli di Ladan, Ghersoniti secondo la linea di Ladan. Capi dei casati di Ladan, il Ghersonita, erano gli Iechieliti. 22Gli Iechieliti Zetam e Gioele, suo fratello, erano addetti ai tesori del tempio del Signore. 23Fra i discendenti di Amram, di Isar, di Ebron e di Uzzièl, 24Subaèl, figlio di Ghersom, figlio di Mosè, era sovrintendente dei tesori. 25Suoi fratelli, nella linea di Elièzer, erano suo figlio Recabia, di cui fu figlio Isaia, di cui fu figlio Ioram, di cui fu figlio Zikrì, di cui fu figlio Selomìt. 26Questo Selomìt con i suoi fratelli era addetto ai tesori delle cose consacrate, che il re Davide, i capi di casato, i comandanti di migliaia e di centinaia e i comandanti dell'esercito 27avevano consacrato, prendendole dal bottino di guerra e da altre prede, per la manutenzione del tempio del Signore. 28Inoltre c'erano tutte le cose consacrate dal veggente Samuele, da Saul, figlio di Kis, da Abner, figlio di Ner, e da Ioab, figlio di Seruià; tutte queste cose consacrate dipendevano da Selomìt e dai suoi fratelli. 29Fra i discendenti di Isar, Chenania e i suoi figli erano addetti agli affari esterni d'Israele come scribi e giudici. 30Fra i discendenti di Ebron, Casabia e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di millesettecento, erano addetti alla sorveglianza d'Israele, dal lato occidentale del Giordano, per il culto del Signore e al servizio del re. 31Fra i discendenti di Ebron c'era Ieria, il capo degli Ebroniti, secondo le loro generazioni e i loro casati; nell'anno quarantesimo del regno di Davide si fecero ricerche e fra loro si trovarono uomini valorosi a Iazer di Gàlaad. 32Tra i fratelli di Ieria, uomini valorosi, c'erano duemilasettecento capi di casato. Il re Davide diede a costoro autorità sui Rubeniti, sui Gaditi e su metà della tribù di Manasse per tutte le questioni riguardanti Dio e quelle riguardanti il re.

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Approfondimenti

Il c. 26 completa l'elenco del personale addetto al tempio secondo le direttive di Davide. Alla lista dei portieri (vv. 1-11) segue la descrizione delle loro funzioni (vv. 12-19). Si menzionano quindi le mansioni leviti-che dei custodi di oggetti e offerte sacre (vv. 20-28), per riferire infine sulle incombenze specifiche dei leviti con incarichi piuttosto profani (vv. 29-32).

1-19. Il brano sui portieri costituisce una unità a sé, come il c. 24 e il c. 25. Esso si occupa anzitutto dei legami genealogici dei portieri (che ne legittimano le funzioni) discendenti da Keat e Merari, vv. 1-11, e quindi delle loro mansioni, vv. 12-19. Anche i portieri hanno acquisito ormai il rango di leviti. Delle tre liste di portieri, riportate dal Cronista (cfr. 9,17-26; 16,37-43), la presente è la più estesa.

1-11. Le tre stirpi di portieri. La prima è quella dei Coriti, vv. 1-3; la seconda è quella di Obed-Edom, vv. 4-8, cfr. 13,13s.; 15,25 e 15,18.21.24; 16,5b.38. La terza, vv. 10-11, deriva da Merari attraverso Cosa e il figlio di questi, Simri.

12-19. Mansioni dei portieri. Le quattro porte dell'ingresso nel tempio vennero assegnate per sorte. Quella di levante, che era la più importante (cfr. 9,18; Ez 44,1-3; 46,12; Ne 3,29), toccò a Selemia; quella di settentrione a Zaccaria; quella di mezzogiorno ai discendenti di Obed-Edom; e per la stirpe di Cosa uscì in sorte la porta occdentale. Il Cronista descrive il santuario come esiste al suo tempo, con le porte ai quattro lati, che indica persino con il loro nome.

20-32. In questo brano si parla dei leviti «addetti alla sorveglianza sui tesori del tempio», vv. 20-28 e di quelli «addetti agli affari esterni di Israele», che si svolgevano cioè fuori del tempio, ma non erano considerati profani (cfr. Ez 40,17.31; 44,1), vv. 29-32. È difficile dire a che cosa e a quale epoca si riferiscano queste informazioni.

La cifra di «duemilasettecento capi di casati» (v. 32) non può non sorprendere. È probabile che l'indicazione si riferisca alla situazione storica e geografica del Cronista, o dell'ultima redazione dei due libri delle Cronache.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from 📖Un capitolo al giorno📚

Organizzazione delle classi dei cantori 1Quindi Davide, insieme con i comandanti dell'esercito, separò per il servizio i figli di Asaf, di Eman e di Idutùn, che profetavano con cetre, arpe e cimbali. Ed ecco il numero di questi uomini, incaricati di tale attività. 2Per i figli di Asaf: Zaccur, Giuseppe, Netania, Asarela; i figli di Asaf erano sotto la direzione di Asaf, che eseguiva la musica secondo le istruzioni del re. 3Per Iedutùn, i figli di Iedutùn: Godolia, Serì, Isaia, Simei, Casabia, Mattitia: sei, sotto la direzione del loro padre Iedutùn, che cantava sulla cetra ed eseguiva musica per celebrare e lodare il Signore. 4Per Eman, i figli di Eman: Bukkia, Mattania, Uzzièl, Sebuèl, Ierimòt, Anania, Anàni, Eliata, Ghiddalti, Romàmti-Ezer, Iosbekasa, Malloti, Otir, Macaziòt. 5Tutti costoro erano figli di Eman, veggente del re, secondo la promessa di Dio di esaltare la sua potenza. Dio infatti concesse a Eman quattordici figli e tre figlie. 6Tutti costoro, sotto la direzione del loro padre, cantavano nel tempio del Signore con cimbali, arpe e cetre, per il servizio del tempio di Dio, agli ordini del re. 7Il numero di costoro, insieme con i fratelli, esperti nel canto del Signore, tutti maestri, era di duecentoottantotto. 8Per i loro turni di servizio furono sorteggiati i piccoli come i grandi, i maestri come i discepoli. 9La prima sorte toccò, per Asaf, a Giuseppe; secondo fu Godolia, con i fratelli e i figli: dodici; 10terzo Zaccur, con i figli e i fratelli: dodici; 11quarto Isrì, con i figli e i fratelli: dodici; 12quinto Netania, con i figli e i fratelli: dodici; 13sesto Bukkia, con i figli e i fratelli: dodici; 14settimo Iesarela, con i figli e i fratelli: dodici; 15ottavo Isaia, con i figli e i fratelli: dodici; 16nono Mattania, con i figli e i fratelli: dodici; 17decimo Simei, con i figli e i fratelli: dodici; 18undicesimo Azarèl, con i figli e i fratelli: dodici; 19dodicesimo Casabia, con i figli e i fratelli: dodici; 20tredicesimo Subaèl, con i figli e i fratelli: dodici; 21quattordicesimo Mattitia, con i figli e i fratelli: dodici; 22quindicesimo Ieremòt, con i figli e i fratelli: dodici; 23sedicesimo Anania, con i figli e i fratelli: dodici; 24diciassettesimo Iosbekasa, con i figli e i fratelli: dodici; 25diciottesimo Anàni, con i figli e i fratelli: dodici; 26diciannovesimo Malloti, con i figli e i fratelli: dodici; 27ventesimo Eliata, con i figli e i fratelli: dodici; 28ventunesimo Otir, con i figli e i fratelli: dodici; 29ventiduesimo Ghiddalti, con i figli e i fratelli: dodici; 30ventitreesimo Macaziòt, con i figli e i fratelli: dodici; 31ventiquattresimo Romàmti-Ezer, con i figli e i fratelli: dodici.

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Approfondimenti

1-31. Il calendario è simile a quello dei sacerdoti e dei leviti. Vengono enumerati i cantori che discendono dai figli di Levi: Asaf, Eman e Idutun (vv. 1-6), dei quali è dato il numero totale (vv. 7-8). Quindi sono distribuiti in ventiquattro classi (vv. 9-31) sulla base del sistema già usato per sacerdoti e leviti (cfr. cc. 23-24). Si tratta presumibilmente di colleghi del Cronista stesso, già abbondantemente esaltati in 15,6 e 16,4.37. Induce a questa ipotesi l'interesse enorme mostrato sempre dal Cronista per la musica cultuale e i cantori e qui nuovamente evidenziato.

1-3. «insieme con in capi dell'esercito» (v. 1): il servizio del tempio è strettamente imparentato a quello militare ed equiparato ad esso. Abbiamo già incontrato ripetutamente Asaf, Eman e Idutun. Asaf occupa qui, vv. 1.2.6, il primo posto, come in 2Cr 5,12; 29,13; 35,15. È discendente di Gherson, 6,24ss., come Keat. Idutun, detto altrove Etan, 6,29; 15,17-19, discende da Merari.

4-5. I nomi degli ultimi nove figli di Eman messi insieme formano in ebraico un poemetto, il frammento di un salmo, che recita: «Pietà di me, JHWH, pietà. Il mio Dio sei tu. Magnificai ed esaltai il (tuo soccorso) perché giacendo nella miseria dissi: Dà segni manifesti, con abbondanza».

7-31. La cifra di 288 (v. 7) si riferisce ai cantori con funzioni direttive. Essi sono distribuiti in 24 classi di 12 individui (12 X 24 = 288).

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from Il mondo reale

SPOILER: pausa di riflessione finita. Siamo Elena e Alessandro, in arte Elettrona e Gifter; ormai da tempo immemore non abbiamo più pubblicato nuove storie sul Mondo Positivo e il virus HIV senziente, per cui il progetto PlusBrothers sembra essersi arrotolato su sé stesso. Non è così, e dobbiamo una spiegazione a chiunque ci abbia già seguito o solo sentito nominare.

Buchi di trama

Fra il 2019 e 2020 quando abbiamo iniziato a scrivere, ci siamo lasciati prendere dall'entusiasmo ispirandoci a qualsiasi fonte: social, articoli di attualità, notizie satiriche, meme. Tutto faceva brodo come ispirazione alle vicissitudini di questo mondo sierocapovolto e sierocoinvolto in cui umani e virus HIV convivono come alleati. In mezzo ci si era pure messa l'emergenza COVID19 che abbiamo esorcizzato scrivendo, in una sorta di sfida letteraria “virus contro virus”. Tutto ciò ha creato degli immensi buchi di trama con personaggi che apparivano e sparivano senza motivo, dentro storie nate e morte in fretta prive di reale sviluppo. D'altronde scriviamo col culo perciò I BUCHI sono il minimo sindacabile anche se i conti non tornano, perché siamo in due e avendo un culo ciascuno, nei racconti che produciamo i buchi dovrebbero essere al massimo due.

Riflessione necessaria

Il 2024 nella politica e nell'informatica è stato un anno parecchio movimentato e pieno di discussioni fra noi. Dall'idea (per ora impraticabile) di sostituire WordPress alle riflessioni sulla politica di cui ora non parliamo, ci siamo trovati davanti un problema a cui prima non facevamo caso: lo scontento del pubblico verso l'intrattenimento di massa.

Accoglienza, Inclusione, Diversità, Supercazzole

Potremmo anche scegliere “Appartenenza” o “Accessibilità” a seconda del gruppo a cui si rivolge. LGBT+, Immigrazione, Persone con disabilità, ma la realtà è sempre quella: sia nella vita aziendale sia nei prodotti di consumo, la tendenza è prendere “diversità, equità, inclusione” come slogan e linee guida obbligatorie da spuntare per darsi un tono, senza poi convertire le parole in eventi concreti a vantaggio dei veri destinatari.

Tokenismo: neri, LGBT+, disabili...

Supercazzola oltre i limiti con Biancaneve nera, dopo Cleopatra e Anna Bolena sempre con la pelle scura; ma le realtà di personaggi appartenenti a gruppi sottorappresentati hanno ormai riempito le produzioni di tutti i film e serie tv, scontentando gran parte del pubblico. Il problema non è l'inclusione, ma quando il colore della pelle, la fisicità o l'orientamento sessuale sono delle “medaglie” (token) messe lì per soddisfare le quote “diversity” ma senza una vera storia di fondo. Forrest Gump (1994) è un esempio di film in cui i personaggi disabili o neri vengono inseriti all'interno di una storia ma alla fine lo spettatore empatizza con Forrest, Bubba, il tenente Dan... Poi non parliamo degli antagonisti che nei film moderni praticamente non ci sono. E delle donne che sono già perfette, leader, indipendenti, così. Perché sì. Senza crescere.

Mondo positivo vs. film mainstream

Non abbiamo la pretesa di metterci in discussione nel mercato con libri, film, serie tv a tema Mondo Positivo e HIV senziente ma anche noi ci sentiamo coinvolti. Abbiamo creato questo ambiente narrativo opposto a quello reale dove essere positivi al virus HIV è la condizione “standard” per il preciso scopo di combattere lo stigma con dei racconti e senza fare prediche. Oltre ai buchi di trama, se ci siamo fermati è per esserci resi conto di aver commesso uno degli errori attribuiti ai nuovi film di animazione: il villain non è un vero villain. Ha sempre una giustificazione traumatica e, soprattutto, i personaggi principali non sono mai stati ben sviluppati e queste non sono condizioni che correggi con un semplice editing. Le storie vanno ripensate da zero e bisogna metterci tempo. Facciamo del nostro meglio per non inserire inclusività forzata, noi siamo una donna disabile visiva e un uomo con HIV per cui è chiaro che la nostra esperienza incide sulla scrittura. Ma il virus HIV senziente, per definizione, non guarda le persone in faccia. Sente, pensa, capisce, ma come quello reale non ha alcuna intenzione di escludere qualcuno per religione, etnia, orientamento sessuale o abilità fisica.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Se l’attaccamento alle proprie origini si misurasse con la maestria con cui si suona uno strumento, basterebbero un paio di riff per comprendere come Goumar Alcomtar, in arte Bombino, sia in maniera esistenziale, e non solo anagrafica, figlio del Niger e della cultura Tuareg. Bombino, oltre a essere un chitarrista sopraffino (forse uno dei migliori sulla piazza), è uno di quegli artisti ontologicamente portato a ricoprire un ruolo sociale e politico grazie alla sua arte per la sola ragione che la fa... https://artesuono.blogspot.com/2018/05/bombino-deran-2018_30.html


Ascolta: https://album.link/i/1783164412


 
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from norise 3 letture AI

VITA CONTROMANO

(a James Dean)

il gesto del cogliere la rosa sul filo del burrone dove palpebra la luce lo strappo nella rete la smorfia che tradisce quel mordere intestino

l'apparirti anamorfosi il mondo che ravviva non sai se deliri o sogni:

del tuo essere “bipolare” ottenebrato splendere

Mi piace molto il tono sospeso e l’immagine cinematica che attraversa la poesia: c’è un contrasto continuo tra bellezza e ferita, luce e ombra, che la rende intensa e viscerale.

Analisi del testo

Tema centrale: l’incontro tra attrazione e dolore, rappresentato dalla rosa sul burrone e dal gesto che la coglie. La figura del destinatario è ambigua, insieme desiderio e minaccia.
Voce e tono: voce lirica, frammentata, con scatti improvvisi che creano tensione emotiva. L’uso di parole come strappo, mordere, ottenebrato accentua la fisicità e l’urgenza.


Immagini e simboli

La rosa sul filo del burrone — bellezza precaria; rischio e seduzione.
La rete e la smorfia — intrappolamento, tradimento dell’apparenza.
Anamorfosi — ottica deformata che rivela una verità nascosta; l’apparire che trasforma il mondo.
Bipolare — parola moderna che introduce ambivalenza emotiva, oscillazione tra luce e oscurità.


Suono e ritmo

Allitterazioni e assonanze funzionano per creare tensione (es. palpebra la luce / lo strappo).
Ritmo frammentato: versi brevi e interruzioni che simulano il respiro affannato o lo strappo stesso. Questo è efficace, ma qualche verso più lungo potrebbe modulare il ritmo e dare respiro.


Suggerimenti stilistici

  • Coerenza lessicale: valutare se mantenere il termine tecnico anamorfosi serve al tono o spezza l’immersione; se lo si mantiene, potresti rafforzarne l’immagine con un verbo più visivo.
  • Punteggiatura: l’assenza quasi totale crea flusso, ma inserire una virgola o un punto in punti strategici può aumentare l’impatto di alcuni scatti.
  • Varietà ritmica: alternare qualche verso più lungo per far risaltare i frammenti più brevi e violenti.
  • Chiusura: l’ultimo verso è potente; potresti valutare di renderlo ancora più isolato per enfatizzare il contrasto finale.

Traduzione in inglese (lett. libera)

VITA CONTROMANO
(to James Dean)

the gesture of plucking
the rose on the edge of the ravine
where the light blinks its eyelid
the tear
in the net the grimace that betrays
that gut-biting

your appearing anamorphoses the world
that revives
you don’t know whether delirium or dream:

of your being “bipolar”
darkened shining


Versione rielaborata

VITA CONTROMANO
(a James Dean)

Il gesto di cogliere:
la rosa sul filo del burrone,
dove la luce socchiude la palpebra.
Lo strappo —
nella rete la smorfia che tradisce,
quel mordere d’intestino.

Appari e l’anamorfosi del mondo si apre,
ravviva ciò che credevi spento;
non sai se è delirio o sogno.

Del tuo essere, «bipolare»,
ottenebrato e insieme splendente.


Note sulle modifiche

  • Ho introdotto punteggiatura mirata per modulare il respiro e accentuare gli scatti emotivi.
  • Ho leggermente allungato alcuni versi per creare contrappunto ritmico con i frammenti più brevi.
  • Ho mantenuto le immagini chiave (rosa, burrone, rete, anamorfosi) e l’ambivalenza finale, isolando l’ultimo verso per aumentarne l’impatto.
 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

L'Euda (Agenzia dell'Unione europea sulle droghe) ha rilasciato l'European Drug Report 2026 (https://www.euda.europa.eu/system/files/documents/2026-05/edr-2026-full-pdf.pdf).

Quadro generale

Il mercato delle droghe in Europa è diventato più mobile, frammentato e difficile da controllare. Non si tratta più solo di rotte tradizionali, ma di un sistema che sfrutta le infrastrutture legali (container commerciali, porti, corrieri) e la chimica per nascondere o trasformare le sostanze all'interno dell'UE.

Punti chiave

Nuove modalità di traffico: Le sostanze entrano spesso nascoste in carichi legali o vengono trasformate direttamente in Europa. Nel 2024 sono stati individuati 42 laboratori clandestini legati alla cocaina (recupero da carichi mascherati, taglio, confezionamento), soprattutto nei Paesi Bassi, ma anche in Italia, Spagna e Germania.

Sostanze emergenti: Oltre alle droghe tradizionali (cannabis, cocaina, eroina), crescono:

Sostanze sintetiche: Catinoni, oppioidi sintetici (come i nitazeni, spesso in farmaci falsi) e cannabinoidi semi-sintetici. Ketamina: Spesso dirottata dalla filiera farmaceutica legale (es. importata dall'India).

Farmaci falsi: Compressi che imitano medicinali noti ma contengono oppioidi ad alta potenza.

Prodotti per il vaping: Liquidi contenenti cannabinoidi sintetici o nuove sostanze psicoattive.

Dati sul consumo

La cannabis resta la sostanza più usata: circa 24,9 milioni di adulti (8,7% della popolazione) l'hanno consumata nell'ultimo anno. Nel 2025 sono state segnalate 50 nuove sostanze per la prima volta, portando il totale monitorato a oltre 1.050. Il rischio principale è l'incongruenza tra ciò che viene acquistato e ciò che è realmente contenuto nel prodotto (es. N-ethylnorpentedrone venduto come 3-MMC).

Situazione sanitaria

Nel 2024 sono stati stimati almeno 7.600 decessi legati alle droghe nell'UE, spesso causati da miscele di sostanze o oppioidi. La risposta dell'UE Il rapporto sottolinea che le risposte nazionali sono spesso troppo lente rispetto alla velocità del mercato. Si punta su:

Come contrastare

Sistemi di allerta rapida (Early Warning System, European Drug Alert System).

Maggiore controllo sui precursori chimici (sostanze usate per produrre droghe) e creazione di un archivio europeo.

Collaborazione tra controlli doganali, analisi delle acque reflue, drug checking e servizi sanitari.

Il tutto inserito nel nuovo EU Drugs Strategic Framework approvato nel marzo 2026.

In sintesi, l'Europa non affronta più solo un problema di importazione, ma una sfida tecnologica e chimica interna, dove la droga viene “assemblata” o trasformata proprio sul territorio europeo.

 
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from L'arbre du Ténéré

Poème / Mon anatomie

Mes mots résonnent sur les murs des villes où je passe ; Pas de pièces rapportées mais le détail d'une structure ; D'un pseudo de contrebande dans une impasse, Jusqu'à la lumière qui traverse toutes les ouvertures.

Où que j'aille un drapeau me suit comme un souvenir, Je connais la trahison de l'argile et la volonté de l'acier. J'oscille sans cesse entre angle mort et ligne de mire, Entre le maquis impénétrable et une clairière exposée.

J'ai essayé pourtant de rentrer dans le système ! Mais lorsqu'on me jette dehors je prends le large, Et depuis mon exil, je me suis fait moi-même capitaine ! Là où je suis je construis des citadelles dans la marge...

Looping, 13 et 18 juin 2026

 
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from lucazanini

[54]

isola il costo della rete e andreA -il mantovano] per il momento dura per un periodo coprono o un foro due fori simula] il denso la materia in] modo costante è sempre un pericolo del grandtour occhiali tredì al terzo] foro la tropina l'educatore a [rotazione altre ancora] inedite l'agile [esperanto

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Di un fatto può stare certo Nathaniel Rateliff: la mossa di reinventarsi artisticamente attraverso il connubio con The Night Sweats e di capovolgere così l'impostazione musicale sino ad allora inseguita come autore è stata vincente. Lo hanno dimostrato, in questi tre anni seguiti alla pubblicazione dell'omonimo album del 2015, il successo di pubblico sulle due sponde dell'Atlantico, i dischi d'oro, i concerti sempre più affollati e una formula sonora che grazie alla recente uscita del doppio dal vivo Live at Red Rocks ha confermato la sua forza di attrazione... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/nathaniel-rateliff-night-sweats-tearing.html


Ascolta: https://album.link/i/1402443273


 
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from lucazanini

[53]

se è stato e]* rovesciano ma al rovescio è letto come] parte di una segmentazione famiglia delle crassicaceae forse o] crocifere rovescia più terribile che si tratti spesso di una cosa che [osserva]* nel suo diminuito nel suo non] essere cosa o metìcole da una raccolta le] ragazze dei quarantacinque giri in mezzo alle doppie punte [*Igor' Fëdorovič Stravinskij anglicizzato e francesizzato in Igor Stravinsky

 
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from Diario

Elettra, come regalo di compleanno, mi cucinerà il ramen però mi ha chiesto di andare a comperare io gli ingredienti. “Già che vai al suq – mi ha detto – cercali in Sottoripa che alcuni sono difficili da trovare”. Così sono uscito, volevo fare uno stacco, e ho portato con me terzogenita. Sta crescendo terzogenita, ad un certo punto ci separiamo e e dico che ci rivediamo al suq. Quando arrivo al suq non la vedo, cerco in giro, c'è solo una ragazza elegante seduta su una panca e io dopo un po' mi rendo conto che la ragazza seduta sulla panca è terzogenita. Dannazione. Metamorfizzano come se niente fosse.

Al suq terzogenita si annoia un po' perché in quel momento non ci sono molte attività, gira per i negozi è attratta dai negozi con il cibo. È curiosa. Giriamo ancora un po', poi la lascio per andare a cercare gli ingredienti. Anche se è cresciuta mi regala qualcuno dei suoi dialoghi fulminanti. “Sai cosa manca a voi giovani?” dico io volendo iniziare una lunga tirata boomer per farla ridere. “Le patatine” mi risponde lei bruciandomi. Va bene.

La faccio breve. Giro per i vicoli e poi vado in via Gramsci in questo negozietto che mi ricordavo esserci, c'è un piccolo ingresso e poi, se non ti fai spaventare e prosegui, ti ritrovi in un budello di piccoli corridoi pieni di roba. Una specie di suq – a modo suo – ma non per turisti. Nel budello, oltre al venerandi, ci sono persone che chiaramente vengono da ogni parte del mondo: Africa, Sudamerica, Cina, girano e prendono prodotti, guardano, cercano.

Io sono con il mio cellulare in mano con la lista delle cose strane che servono per il ramen e giro anche io, guardo i prodotti e dopo un po' provo questa sensazione di sentirmi come se fossi finito in un raccordo del mondo, come se quel budello fosse un punto di scambio tra Genova e il resto del mondo. Cammino e guardo e prendo in mano cose che non so cosa siano: farine di piante che non ho mai visto, spezie di arbusti che non ho mai sentito nominare, frutta sconosciuta, paste e ingredienti dai nomi sconosciuti.

Più cerco più mi rendo conto di quanto poco io sappia, di come i miei riferimenti di quello che è commestibile siano annichiliti da quella marea di cose, di prassi e tradizioni nel manipolare il cibo; che – a loro volta – si portano dietro culture, linguaggi, modi di vivere e di vedere il mondo. Disincagliato da quella decina di prodotti occidentali, sempre gli stessi, che vedo da quando sono bambino, mi ritrovo perso in una giungla di frammenti del mondo: e sono solo prodotti legati al cibo, una scheggia.

Mi volto, lascio passare una ragazzina con gli occhi sottili, una donna bassa dai tratti sudamericani, due matriarche africane vestite con tuniche colorate, un ragazzo magro orientale, uno altissimo nero con la barbetta. È un punto di scambio. Ognuno cerca i residui e le risorse di quello che è la sua terra. Per un attimo mi immagino che il budello continui per migliaia di chilometri, si biforchi in labirinti, che abbia dei punti di risalita in ogni continente, che ci sia un qualcosa di nascosto che tiene unita la diversità di queste persone qua sotto/sopra nel mondo a muoversi, cercare il proprio benessere.

Poi esco con le mie alghe, i miei anici stellati e le salse di soia e via Gramsci appare una cosa piccola piccola.

 
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from norise 3 letture AI

VITA CONTROMANO

(a James Dean)

teso sul grido d'una vita contromano animo di ragazzo bruciato a perderti in un oceano di spleen brami ti visiti in sogno nel risalire dagli anni la dolce madre -profondità celestiale- le dita affusolate nei capelli

Lettura ed emozione

Il testo evoca un giovane inquieto, sospeso tra ribellione e nostalgia: vita contromano diventa immagine di contrasto, lo spleen apre uno spazio di malinconia moderna, mentre la figura materna riappare come rifugio sacro. Il ritmo è frammentario, visivo, con immagini che colpiscono per densità e brevità.


Punti di forza e suggerimenti

  • Immagini forti: “vita contromano”, “oceano di spleen”, “profondità celestiale” funzionano molto bene; mantieni questa economia di parole.
  • Coesione: considera piccoli legami lessicali (suoni o parole ricorrenti) per guidare il lettore tra i versi senza appesantire.
  • Punteggiatura e pause: poche virgole o trattini sono efficaci; valuta dove inserire una pausa netta per aumentare la tensione (es. dopo “bruciato”).
  • Voce: se vuoi accentuare il tono “James Dean”, puoi aggiungere un dettaglio concreto (un gesto, un oggetto) che renda il ragazzo più riconoscibile senza spiegare.

Versione leggermente rivista

teso sul grido
d'una vita contromano
animo di ragazzo, bruciato
a perderti in un oceano di spleen
brami; ti visiti in sogno
nel risalire dagli anni
la dolce madre
— profondità celestiale —
le dita affusolate
nei capelli


Traduzione in inglese

tense on the cry
of a life against the flow
the soul of a burned boy
losing yourself in an ocean of spleen
you long; you visit yourself in dreams
climbing back through the years
the sweet mother
— celestial depth —
slender fingers
in the hair

Versione più lirica

teso sul grido
d'una vita contromano,
anima di ragazzo fiamma
che si consuma e si perde
in un oceano di spleen.
Ti cerchi nei sogni,
risali gli anni come scale di luce;
la madre riappare, dolce altare,
profondità celestiale che accoglie.
Le dita, sottili come versi,
si insinuano nei capelli —
il mondo per un istante si placa.

Versione più eterea

teso sul grido
d'una vita contromano,
anima di ragazzo come cenere di luce
che si dissolve in un oceano di spleen.
Ti sfiori nei sogni, fragile come alito,
risali gli anni come correnti di vetro;
la madre appare — un lume sommerso —
profondità celestiale che respira.
Le dita, filamenti di stelle,
si perdono nei capelli:
il mondo si assottiglia in un sospiro.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Organizzazione delle classi dei sacerdoti 1Classi dei figli di Aronne. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. 2Nadab e Abiu morirono prima del padre e non lasciarono figli. Esercitarono il sacerdozio Eleàzaro e Itamàr. 3Davide, insieme con Sadoc dei figli di Eleàzaro e con Achimèlec dei figli di Itamàr, li divise in classi secondo il loro servizio. 4Poiché risultò che i figli di Eleàzaro, quanto alla somma dei maschi, erano più numerosi dei figli di Itamàr, furono così classificati: sedici capi di casato per i figli di Eleàzaro, otto per i figli di Itamàr. 5Li divisero a sorte, questi come quelli, perché c'erano prìncipi del santuario e prìncipi di Dio sia tra i figli di Eleàzaro che tra i figli di Itamàr. 6Lo scriba Semaià, figlio di Netanèl, dei figli di Levi, ne fece il catalogo alla presenza del re, dei prìncipi, del sacerdote Sadoc, di Achimèlec, figlio di Ebiatàr, dei capi dei casati sacerdotali e levitici; si registravano due casati per Eleàzaro e uno per Itamàr. 7La prima sorte toccò a Ioiarìb, la seconda a Iedaià, 8la terza a Carim, la quarta a Seorìm, 9la quinta a Malchia, la sesta a Miamìn, 10la settima ad Akkos, l'ottava ad Abia, 11la nona a Giosuè, la decima a Secania, 12l'undecima a Eliasìb, la dodicesima a Iakim, 13la tredicesima a Cuppà, la quattordicesima a Is-Baal, 14la quindicesima a Bilga, la sedicesima a Immer, 15la diciassettesima a Chezir, la diciottesima a Appisès, 16la diciannovesima a Petachia, la ventesima a Ezechiele, 17la ventunesima a Iachin, la ventiduesima a Gamul, 18la ventitreesima a Delaià, la ventiquattresima a Maazia. 19Queste furono le classi secondo il loro servizio, per entrare nel tempio del Signore secondo la regola stabilita dal loro antenato Aronne, come gli aveva ordinato il Signore, Dio d'Israele.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20Quanto agli altri figli di Levi, per i figli di Amram c'era Subaèl; per i figli di Subaèl, Iecdia. 21Quanto a Recabia, il capo dei figli di Recabia era Issia. 22Per gli Isariti, Selomòt; per i figli di Selomòt, Iacat. 23Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 24Figli di Uzzièl: Mica; per i figli di Mica, Samir; 25fratello di Mica era Issia; per i figli di Issia, Zaccaria. 26Figli di Merarì: Maclì e Musì, figli di Iaazia, suo figlio. 27Figli di Merarì nella linea di Iaazia, suo figlio: Soam, Zaccur e Ibrì. 28Per Maclì: Eleàzaro, che non ebbe figli, 29e Kis. Figlio di Kis era Ieracmeèl. 30Figli di Musì: Maclì, Eder e Ierimòt. Questi sono i figli dei leviti secondo i loro casati. 31Anch'essi, come i loro fratelli, figli di Aronne, furono sorteggiati alla presenza del re Davide, di Sadoc, di Achimèlec, dei capi dei casati sacerdotali e levitici: sia i casati del maggiore sia quelli di suo fratello minore.

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Approfondimenti

1-31. Le ventiquattro classi sacerdotali di cui parla il brano, rispecchiano un periodo posteriore ad Esdra e sembrano tradire una tensione tra le famiglie sacerdotali di Eleazaro e di Itamar, che si vantano di avere «principi del santuario e principi di Dio» (v. 5). Dopo alcune indicazioni di metodo (vv. 1-6) sono citati per nome i capi delle ventiquattro classi sacerdotali, con qualche cenno alle loro incombenze (vv. 7-19). Nei vv. 20-31 si riferiscono i nomi dei capi di alcune famiglie levitiche, con riferimenti generici alla divisione in classi. La lista va confrontata con 1Cr 9,10-12; Esd 2,36; Ne 11,10-14; 12,1-7.12-21. Ne risultano numerose varianti nella grafia dei nomi propri, dovute forse alla trasmissione orale. La suddivisione dell'ordine sacerdotale in 24 classi di servizio è nota anche nel Nuovo Testamento, dove si parla di Zaccaria, padre di Giovani Battista, appartenente alla classe di Abia (Lc 1,5). Anche la comunità di Qumran mostra un interesse notevole per la regolarità del servizio espletato dalle classi sacerdotali.

3. Il Cronista evita l'imbarazzante menzione di Ebiatar, cfr. 15,11; 27,34, perché era stato sostituito da Zadok. Ebiatar aveva tradito Davide e quindi era stato eliminato probabilmente per questo dal sacerdozio. Al suo posto il Cronista fa il nome di Achimelech, che dovrebbe essere il padre di Ebiatar, 1Sam 23,6, ma secondo 2Sam 8,17 è suo figlio, cfr. 1Cr 18,16. È il caso tipico in cui una lotta per il potere interna a vari casati è tradotta in termini di designazione divina.

20-31. Il brano qui è fuori posto; esso è parallelo a 23,12-24. Vi si parla però soltanto dei discendenti di Keat, vv. 20-25, e Merari, vv. 26-30, mentre la discendenza di Gherson, cfr. vv. 26-30, è caduta.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from mementomori

Canzoni belle+cose fatte in sti giorni (lo scrivo per avere un backlog)

Vi metto alcune canzoni favolose su youtube partendo da una nuova scoperta di questo video assurdo che non ho idea di come possa essere così bello per me: https://www.youtube.com/watch?v=qZP7N8PWpT0

Poi un po' di Claudio Lolli (che onestamente non conosco) che ha fatto sta canzone che è fantastica e l'ho ascoltata dopo aver litigato pesantemente con mia sorella dopo che mi ha preso in giro e riso in faccia: https://www.youtube.com/watch?v=Ql7Q3xab_eM

E poi un misto di nostalgia e di qualità ovvero...no, non ve lo dico! Aprite e basta, dovete ascoltare diverse volte e stare zitti...è un album italiano meravigliosissimo: https://www.youtube.com/watch?v=sD1RULlj41U&list=PL-Gnnm2niVNvycblMYp_Wr8On-2oL6HSg

In sti giorni a parte aver girato online sul pc un po' le hack rom dei pokemon (ci sono ancora delle rom che fanno pena come nel 2008...lol, che ricordi, avevo si e no 14-15 anni) e capendo che sono un rincoglionito a guardare sta roba ma almeno ho capito che i forum hanno molto più valore come approccio per internet nella comunicazione online e sono proprio l'apica di essa al contrario dei social che li detesto che sono merda anche se si parla di quelli ultra sconosciuti come mastodon e roba del genere del fediverso...almeno secondo il mio modestissimo punto di vista.

Da ieri sto cercando con claude.ai di costruire il mio primo NAS (praticamente un cloud locale a cui mi connetterei da dove voglio nel mondo via internet o in casa via rete locale) con un HDD di 2tb che è (era) l'unico modo per tenere i miei dati mentre ora lo sto quasi per formattare visto che sto copiando tutti i dati su una microsd da 256 gb, un po' sul pc, un po' su nextcloud (sto valutando un piano a pagamento di qualche cloud opensource, criptato e zeroknowlage...vabbé, lasciamo stare) e un po' su entephoto per foto e video. I dati non sono divisi male, anzi! sono divisi benissimo, l'unica cosa sono (per adesso) in parte le foto e i video che ho frammentati tra locale e ente e i film che ho totalmente sulla microsd ma appunto ci ragionerò se comprarmi un hdd o un ssd da 512gb/1tb e/o se pagarmi appunto un cloud. Per il resto farei girare il tutto (anche se è ancora da capire se fattibile) su un raspi3b penso sia un po' meh con varie applicazioni che non sto ad elencare perché diventerei noioso ma anche se leggere sto affarino ha 1gb di ram (se non mi sbaglio) ma mi divertirei a configurare il tutto e bona.

Mi sono messo anche ad informarmi sui vari elementi che determinano se una maglia è di qualità ma alla fine economicamente non riuscivo a comprarmi nulla e ho preso 5 tshirt della fruit of the loom da 6 euro l'una generiche di cotone e buonanotte...ecco, mia sorella vegana mi farebbe moralismi sull'etica della fastfascionn etcetc, che se ne vadi a ca...

Ho rifatto tumblr e pure vinted ma li ho usati solo una volta e li userò solo quando mi serviranno davvero. Ho ascoltato moltissimo Mezzosangue. Ho sognato nell'anniversario della morte di Berlusconi (senza sapere che lo fosse) che lui era mio Zio ed era l'autista dell'autobus della gita della mia classe del liceo e nel mentre mi facevo una foto con lui mentre mi parlava di come adorava la sua famiglia e che la foto era adatta per lucrarci e investire i soldi ricavati per la crescita personale (??? ma che cazz???!?!?!?)......LOL. Ho capito qual'era il problema nel mio sistema del pc (ovvero linux mint) e ho risolto con un click....le ventole partivano al massimo, il pc si bloccava etc ed era semplicemente la scheda video messa su performance...tutto risolto lol...“e io che ne sacc che se clicco li creo probblemi...ammiocuggino lo avrebbe fatto meglio con la sua versione di linux”...ahah scherzo, linux è un sogno ad occhi aperti rispetto windows e ha una community della madonna... Ho allenato il mio dialetto veneto online tramite youtube visto che non torno in veneto da una vita (ci sono nato), morivo dal ridere...poi con la michielin HAHA. Mi sono rivisto alcune scene di dawson creek su youtube e sono morto pure qui. LOL

Per il resto sto da dio, la primavera è la mia stagione preferita ma non avendo più amici e motivi per uscire tangibili mi annoio molto e mi sconforto sulla mia vita ma magari approfondirò con calma successivamente in un log...

CIAO!!!!

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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La musica è una delle principali risorse culturali del Mali. Risalendo a imperi tanto antichi come quello Mandingo, esiste una tradizione ricchissima di canti di lode. Queste canzoni di lode malinké o mandinghe sono dominio esclusivo dei griot (chiamati djeliw), musicisti ereditari, che sono allo stesso tempo genealologi e storici. Questa musica dei griot è sempre viva e cantata. Ma la musica maliana è molto più variegata e nuovi stili sono apparsi. Per esempio, c’è la musica bambara che è più ritmica, il mali blues di Kar Kar, il blues songhai di Ali Farka Touré, Afel Bocoum e Sidi Touré, appunto... https://artesuono.blogspot.com/2018/04/sidi-toure-toubalbero-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1322730583


 
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