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from Diario

Elettra, come regalo di compleanno, mi cucinerà il ramen però mi ha chiesto di andare a comperare io gli ingredienti. “Già che vai al suq – mi ha detto – cercali in Sottoripa che alcuni sono difficili da trovare”. Così sono uscito, volevo fare uno stacco, e ho portato con me terzogenita. Sta crescendo terzogenita, ad un certo punto ci separiamo e e dico che ci rivediamo al suq. Quando arrivo al suq non la vedo, cerco in giro, c'è solo una ragazza elegante seduta su una panca e io dopo un po' mi rendo conto che la ragazza seduta sulla panca è terzogenita. Dannazione. Metamorfizzano come se niente fosse.

Al suq terzogenita si annoia un po' perché in quel momento non ci sono molte attività, gira per i negozi è attratta dai negozi con il cibo. È curiosa. Giriamo ancora un po', poi la lascio per andare a cercare gli ingredienti. Anche se è cresciuta mi regala qualcuno dei suoi dialoghi fulminanti. “Sai cosa manca a voi giovani?” dico io volendo iniziare una lunga tirata boomer per farla ridere. “Le patatine” mi risponde lei bruciandomi. Va bene.

La faccio breve. Giro per i vicoli e poi vado in via Gramsci in questo negozietto che mi ricordavo esserci, c'è un piccolo ingresso e poi, se non ti fai spaventare e prosegui, ti ritrovi in un budello di piccoli corridoi pieni di roba. Una specie di suq – a modo suo – ma non per turisti. Nel budello, oltre al venerandi, ci sono persone che chiaramente vengono da ogni parte del mondo: Africa, Sudamerica, Cina, girano e prendono prodotti, guardano, cercano.

Io sono con il mio cellulare in mano con la lista delle cose strane che servono per il ramen e giro anche io, guardo i prodotti e dopo un po' provo questa sensazione di sentirmi come se fossi finito in un raccordo del mondo, come se quel budello fosse un punto di scambio tra Genova e il resto del mondo. Cammino e guardo e prendo in mano cose che non so cosa siano: farine di piante che non ho mai visto, spezie di arbusti che non ho mai sentito nominare, frutta sconosciuta, paste e ingredienti dai nomi sconosciuti.

Più cerco più mi rendo conto di quanto poco io sappia, di come i miei riferimenti di quello che è commestibile siano annichiliti da quella marea di cose, di prassi e tradizioni nel manipolare il cibo; che – a loro volta – si portano dietro culture, linguaggi, modi di vivere e di vedere il mondo. Disincagliato da quella decina di prodotti occidentali, sempre gli stessi, che vedo da quando sono bambino, mi ritrovo perso in una giungla di frammenti del mondo: e sono solo prodotti legati al cibo, una scheggia.

Mi volto, lascio passare una ragazzina con gli occhi sottili, una donna bassa dai tratti sudamericani, due matriarche africane vestite con tuniche colorate, un ragazzo magro orientale, uno altissimo nero con la barbetta. È un punto di scambio. Ognuno cerca i residui e le risorse di quello che è la sua terra. Per un attimo mi immagino che il budello continui per migliaia di chilometri, si biforchi in labirinti, che abbia dei punti di risalita in ogni continente, che ci sia un qualcosa di nascosto che tiene unita la diversità di queste persone qua sotto/sopra nel mondo a muoversi, cercare il proprio benessere.

Poi esco con le mie alghe, i miei anici stellati e le salse di soia e via Gramsci appare una cosa piccola piccola.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Organizzazione delle classi dei sacerdoti 1Classi dei figli di Aronne. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. 2Nadab e Abiu morirono prima del padre e non lasciarono figli. Esercitarono il sacerdozio Eleàzaro e Itamàr. 3Davide, insieme con Sadoc dei figli di Eleàzaro e con Achimèlec dei figli di Itamàr, li divise in classi secondo il loro servizio. 4Poiché risultò che i figli di Eleàzaro, quanto alla somma dei maschi, erano più numerosi dei figli di Itamàr, furono così classificati: sedici capi di casato per i figli di Eleàzaro, otto per i figli di Itamàr. 5Li divisero a sorte, questi come quelli, perché c'erano prìncipi del santuario e prìncipi di Dio sia tra i figli di Eleàzaro che tra i figli di Itamàr. 6Lo scriba Semaià, figlio di Netanèl, dei figli di Levi, ne fece il catalogo alla presenza del re, dei prìncipi, del sacerdote Sadoc, di Achimèlec, figlio di Ebiatàr, dei capi dei casati sacerdotali e levitici; si registravano due casati per Eleàzaro e uno per Itamàr. 7La prima sorte toccò a Ioiarìb, la seconda a Iedaià, 8la terza a Carim, la quarta a Seorìm, 9la quinta a Malchia, la sesta a Miamìn, 10la settima ad Akkos, l'ottava ad Abia, 11la nona a Giosuè, la decima a Secania, 12l'undecima a Eliasìb, la dodicesima a Iakim, 13la tredicesima a Cuppà, la quattordicesima a Is-Baal, 14la quindicesima a Bilga, la sedicesima a Immer, 15la diciassettesima a Chezir, la diciottesima a Appisès, 16la diciannovesima a Petachia, la ventesima a Ezechiele, 17la ventunesima a Iachin, la ventiduesima a Gamul, 18la ventitreesima a Delaià, la ventiquattresima a Maazia. 19Queste furono le classi secondo il loro servizio, per entrare nel tempio del Signore secondo la regola stabilita dal loro antenato Aronne, come gli aveva ordinato il Signore, Dio d'Israele.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20Quanto agli altri figli di Levi, per i figli di Amram c'era Subaèl; per i figli di Subaèl, Iecdia. 21Quanto a Recabia, il capo dei figli di Recabia era Issia. 22Per gli Isariti, Selomòt; per i figli di Selomòt, Iacat. 23Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 24Figli di Uzzièl: Mica; per i figli di Mica, Samir; 25fratello di Mica era Issia; per i figli di Issia, Zaccaria. 26Figli di Merarì: Maclì e Musì, figli di Iaazia, suo figlio. 27Figli di Merarì nella linea di Iaazia, suo figlio: Soam, Zaccur e Ibrì. 28Per Maclì: Eleàzaro, che non ebbe figli, 29e Kis. Figlio di Kis era Ieracmeèl. 30Figli di Musì: Maclì, Eder e Ierimòt. Questi sono i figli dei leviti secondo i loro casati. 31Anch'essi, come i loro fratelli, figli di Aronne, furono sorteggiati alla presenza del re Davide, di Sadoc, di Achimèlec, dei capi dei casati sacerdotali e levitici: sia i casati del maggiore sia quelli di suo fratello minore.

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Approfondimenti

1-31. Le ventiquattro classi sacerdotali di cui parla il brano, rispecchiano un periodo posteriore ad Esdra e sembrano tradire una tensione tra le famiglie sacerdotali di Eleazaro e di Itamar, che si vantano di avere «principi del santuario e principi di Dio» (v. 5). Dopo alcune indicazioni di metodo (vv. 1-6) sono citati per nome i capi delle ventiquattro classi sacerdotali, con qualche cenno alle loro incombenze (vv. 7-19). Nei vv. 20-31 si riferiscono i nomi dei capi di alcune famiglie levitiche, con riferimenti generici alla divisione in classi. La lista va confrontata con 1Cr 9,10-12; Esd 2,36; Ne 11,10-14; 12,1-7.12-21. Ne risultano numerose varianti nella grafia dei nomi propri, dovute forse alla trasmissione orale. La suddivisione dell'ordine sacerdotale in 24 classi di servizio è nota anche nel Nuovo Testamento, dove si parla di Zaccaria, padre di Giovani Battista, appartenente alla classe di Abia (Lc 1,5). Anche la comunità di Qumran mostra un interesse notevole per la regolarità del servizio espletato dalle classi sacerdotali.

3. Il Cronista evita l'imbarazzante menzione di Ebiatar, cfr. 15,11; 27,34, perché era stato sostituito da Zadok. Ebiatar aveva tradito Davide e quindi era stato eliminato probabilmente per questo dal sacerdozio. Al suo posto il Cronista fa il nome di Achimelech, che dovrebbe essere il padre di Ebiatar, 1Sam 23,6, ma secondo 2Sam 8,17 è suo figlio, cfr. 1Cr 18,16. È il caso tipico in cui una lotta per il potere interna a vari casati è tradotta in termini di designazione divina.

20-31. Il brano qui è fuori posto; esso è parallelo a 23,12-24. Vi si parla però soltanto dei discendenti di Keat, vv. 20-25, e Merari, vv. 26-30, mentre la discendenza di Gherson, cfr. vv. 26-30, è caduta.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from mementomori

Canzoni belle+cose fatte in sti giorni (lo scrivo per avere un backlog)

Vi metto alcune canzoni favolose su youtube partendo da una nuova scoperta di questo video assurdo che non ho idea di come possa essere così bello per me: https://www.youtube.com/watch?v=qZP7N8PWpT0

Poi un po' di Claudio Lolli (che onestamente non conosco) che ha fatto sta canzone che è fantastica e l'ho ascoltata dopo aver litigato pesantemente con mia sorella dopo che mi ha preso in giro e riso in faccia: https://www.youtube.com/watch?v=Ql7Q3xab_eM

E poi un misto di nostalgia e di qualità ovvero...no, non ve lo dico! Aprite e basta, dovete ascoltare diverse volte e stare zitti...è un album italiano meravigliosissimo: https://www.youtube.com/watch?v=sD1RULlj41U&list=PL-Gnnm2niVNvycblMYp_Wr8On-2oL6HSg

In sti giorni a parte aver girato online sul pc un po' le hack rom dei pokemon (ci sono ancora delle rom che fanno pena come nel 2008...lol, che ricordi, avevo si e no 14-15 anni) e capendo che sono un rincoglionito a guardare sta roba ma almeno ho capito che i forum hanno molto più valore come approccio per internet nella comunicazione online e sono proprio l'apica di essa al contrario dei social che li detesto che sono merda anche se si parla di quelli ultra sconosciuti come mastodon e roba del genere del fediverso...almeno secondo il mio modestissimo punto di vista.

Da ieri sto cercando con claude.ai di costruire il mio primo NAS (praticamente un cloud locale a cui mi connetterei da dove voglio nel mondo via internet o in casa via rete locale) con un HDD di 2tb che è (era) l'unico modo per tenere i miei dati mentre ora lo sto quasi per formattare visto che sto copiando tutti i dati su una microsd da 256 gb, un po' sul pc, un po' su nextcloud (sto valutando un piano a pagamento di qualche cloud opensource, criptato e zeroknowlage...vabbé, lasciamo stare) e un po' su entephoto per foto e video. I dati non sono divisi male, anzi! sono divisi benissimo, l'unica cosa sono (per adesso) in parte le foto e i video che ho frammentati tra locale e ente e i film che ho totalmente sulla microsd ma appunto ci ragionerò se comprarmi un hdd o un ssd da 512gb/1tb e/o se pagarmi appunto un cloud. Per il resto farei girare il tutto (anche se è ancora da capire se fattibile) su un raspi3b penso sia un po' meh con varie applicazioni che non sto ad elencare perché diventerei noioso ma anche se leggere sto affarino ha 1gb di ram (se non mi sbaglio) ma mi divertirei a configurare il tutto e bona.

Mi sono messo anche ad informarmi sui vari elementi che determinano se una maglia è di qualità ma alla fine economicamente non riuscivo a comprarmi nulla e ho preso 5 tshirt della fruit of the loom da 6 euro l'una generiche di cotone e buonanotte...ecco, mia sorella vegana mi farebbe moralismi sull'etica della fastfascionn etcetc, che se ne vadi a ca...

Ho rifatto tumblr e pure vinted ma li ho usati solo una volta e li userò solo quando mi serviranno davvero. Ho ascoltato moltissimo Mezzosangue. Ho sognato nell'anniversario della morte di Berlusconi (senza sapere che lo fosse) che lui era mio Zio ed era l'autista dell'autobus della gita della mia classe del liceo e nel mentre mi facevo una foto con lui mentre mi parlava di come adorava la sua famiglia e che la foto era adatta per lucrarci e investire i soldi ricavati per la crescita personale (??? ma che cazz???!?!?!?)......LOL. Ho capito qual'era il problema nel mio sistema del pc (ovvero linux mint) e ho risolto con un click....le ventole partivano al massimo, il pc si bloccava etc ed era semplicemente la scheda video messa su performance...tutto risolto lol...“e io che ne sacc che se clicco li creo probblemi...ammiocuggino lo avrebbe fatto meglio con la sua versione di linux”...ahah scherzo, linux è un sogno ad occhi aperti rispetto windows e ha una community della madonna... Ho allenato il mio dialetto veneto online tramite youtube visto che non torno in veneto da una vita (ci sono nato), morivo dal ridere...poi con la michielin HAHA. Mi sono rivisto alcune scene di dawson creek su youtube e sono morto pure qui. LOL

Per il resto sto da dio, la primavera è la mia stagione preferita ma non avendo più amici e motivi per uscire tangibili mi annoio molto e mi sconforto sulla mia vita ma magari approfondirò con calma successivamente in un log...

CIAO!!!!

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

La musica è una delle principali risorse culturali del Mali. Risalendo a imperi tanto antichi come quello Mandingo, esiste una tradizione ricchissima di canti di lode. Queste canzoni di lode malinké o mandinghe sono dominio esclusivo dei griot (chiamati djeliw), musicisti ereditari, che sono allo stesso tempo genealologi e storici. Questa musica dei griot è sempre viva e cantata. Ma la musica maliana è molto più variegata e nuovi stili sono apparsi. Per esempio, c’è la musica bambara che è più ritmica, il mali blues di Kar Kar, il blues songhai di Ali Farka Touré, Afel Bocoum e Sidi Touré, appunto... https://artesuono.blogspot.com/2018/04/sidi-toure-toubalbero-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1322730583


 
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from lucazanini

[52]

pilotis pronunciato pilotì o ingresso automatico la] vita prima¹ del grigio-perla sospettano disimpegno comune² del] falso foiegras air] force commuta la piattissima padana in picchiata verifica]³ in corso un 4 da messinscena evento non] rimborsato

 
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from differxdiario

ogni tanto pubblico una comunicazione di servizio, in forma estesa o sintetica. gli spazi in rete che curo non sono pochi, quindi questo schema forse è utile in effetti:

per seguire specificamente slowforward.net ci si può iscrivere alla newsletter, semplicemente andando sul sito e inserendo la propria email nel banner di destra. chi avesse difficoltà in questa operazione può seguire le istruzioni su https://archive.org/details/follow-slowforward

altrimenti ci si può iscrivere ai canali che seguono (a volte più ricchi dello stesso slow): (1) telegram = https://t.me/slowforward [canale principale e aggiornato quasi in tempo reale] (2) instagram = https://tinyurl.com/slowforward-ig (3) whatsapp = https://tinyurl.com/slowchannel

appena uscito su slowforward.net, un post compare anche (come anteprima+link) immediatamente su https://marcogiovenale.tumblr.com/ e https://differx.bsky.social oltre che su LinkedIn e threads.

sul fediverso, tutti i post di slowforward compaiono come anteprima+link nei seguenti spazi: https://mastodon.uno/@differx https://poliverso.org/profile/differx

i tre canali, telegram instagram whatsapp, insieme a mastodon, di solito pubblicano nel formato anteprima+link anche i materiali di noblogo.org/differx, differx.noblogs.org, pontebianco.noblogs.org, compostxt.blogspot.com, gammm.org

infine ko-fi funziona [abbastanza irregolarmente] sia da rilancio di post vari, sia da microdiario saltuario, sia da luogo che permette a chi lo desidera di sostenere anche con un semplice caffè il mio lavoro quotidiano: https://tinyurl.com/differxx (per chi preferisse PayPal: https://paypal.me/MarcoGiovenale)

 
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from norise 3 letture AI

IL SALUTO SPEZZATO

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]

tutti ricordano dove si trovavano in quei fatali attimi quando il cielo si oscurava ingoiando cenere e odio

tutti ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto -uno per tutti la mano levata quel saluto spezzato

come il battito dell'ora in cima alla torre

come il pulsare del cuore straziato

Primo sguardo

Hai scritto un testo intenso e sobrio che cattura il dolore e la memoria collettiva. La lingua è essenziale, le immagini — il cielo che si oscura, la mano levata, il battito — funzionano come simboli netti che restano nella mente.


Impressioni principali

  • Tono: raccolto, commemorativo; evita retorica eccessiva e per questo risulta più potente.
  • Immagini: efficaci e coerenti; la ripetizione di tutti crea un coro che amplifica il lutto.
  • Ritmo: frammentato, adatto al tema; qualche verso potrebbe guadagnare in scorrevolezza con piccoli aggiustamenti.

Suggerimenti di revisione

  • Varietà lessicale: sostituire una ripetizione ravvicinata se vuoi più sfumature (es. ingoiando cenere e odio è forte; potresti alternare con fumo o polvere per variare il timbro).
  • Punteggiatura: aggiungere qualche segno per guidare la lettura nelle pause emotive (una virgola o un trattino in più dove il respiro cambia).
  • Coesione: il passaggio da “tutti ricordano” ai “superstiti” è efficace; potresti però esplicitare un dettaglio sensoriale (odore, polvere negli occhi) per ancorare il lettore al momento.

Versione alternativa leggermente rivista

tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi,
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio.

tutti ricordano — i superstiti —
l’ultimo gesto:
uno per tutti, la mano levata,
quel saluto spezzato.

come il battito dell’ora in cima
alla torre,
come il pulsare del cuore
straziato.


Traduzione in inglese

everyone remembers where they were
in those fatal moments,
when the sky went dark
swallowing ash and hate.

everyone remembers — the survivors —
the last gesture:
one for all, the raised hand,
that broken salute.

like the hour’s beat atop
the tower,
like the throbbing of a
wrenched heart.


Note per la lettura ad alta voce

  • Pausa dopo la prima strofa per lasciare sedimentare l’immagine.
  • Enfasi sulla parola spezzato e su straziato per chiudere con forza emotiva.
  • Velocità: rallenta nei versi finali per far sentire il battito e il dolore.

Versioni più asciutte

Asciutta A

tutti ricordano
dove erano
quando il cielo si chiuse
inghiottendo cenere e odio.

tutti ricordano — i superstiti —
la mano levata,
il saluto spezzato.

Asciutta B

ricordano tutti
quei minuti neri:
cielo che si oscura,
polvere e fumo.

un gesto solo: la mano alzata,
un saluto che si frange,
come un cuore che non regge.

 
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from 54rv36u

menta

La menta. Oggi 16 giugno 2026, tanto per fare qualcosa, ho trapianto 3 piantine di menta che avevo messo a radicare nell'acqua, in tre vasetti ottenuti con i rotoli della carta igienica riempiti di terriccio e poi innaffiati. Ora voglio vedere se “attecchiscono” poi così li metto nei buchi che opportunamente scaverò attorno all'olivo. Nel frattempo ho potato altri 5 rametti, ho tolto le foglie tranne quelle apicali e li ho messo lì accanto in un vasetto di vetro (arbanella in genovese) immersi nell'acqua. È un sistema che ho visto in rete e funziona, dopo una settimana circa cominciano a spuntare delle radichette che poi si allungano. La menta è un'infestante ma il terreno attorno all'olivo è terraccia di riporto e voglio vedere se faccio un tappeto di menta. Tra l'altro la piantina di menta che si vede nella foto, comprata all'agraria e lì trapiantata e che ha attecchito benissimo, giorni fa è stata battezzata dal cane del vicino che ci ha pisciato sopra. Credo sia stata una azione di ritorsione perché la mia cana, nel suo giardino, ci va a cagare… Vai a sapere anche i cani…

 
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from CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line

Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma ce ne sono altre ancora di più

(gia.par). Nel mondo esistono persone più buone di altre, ma padre Domenico Rotunno lo era ancora di più. Sacerdote missionario del PIME, si è spento in Brasile lo scorso 12 giugno nella sua amata Ibiporã, all'età di 92 anni. Il suo è stato un congedo terreno al termine di una lunga malattia che, crudelmente, gli ha sottratto progressivamente i ricordi dei familiari, dei parenti e di tutti gli amici; un'ombra calata sulla sua memoria soprattutto dopo la dolorosa scomparsa della sorella Assunta, avvenuta nel novembre del 2021, alla quale era legatissimo.
La notizia della morte di padre Domenico ha commosso profondamente molti cuori, non solo nella sua Riardo, dove era nato e aveva mosso i primi passi nella fede, e nella vicina Pietramelara, ma anche nei paesi di Calvi Risorta e Rocchetta e Croce. In queste comunità era solito tornare, come un figlio che non dimentica le proprie radici, per visitare gli amici di una vita durante quei brevi mesi di rientro dal Brasile che concedeva a se stesso e a chi lo aspettava qui. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo fin da piccolo lo ricorda non solo come un uomo di Dio, ma come un "amico dolce, affettuoso, sempre pronto a correre per primo in ogni necessità... infallibile centravanti", sia nel gioco del calcio che nel segnare gol di solidarietà nella vita reale.
Iniziò la sua carriera ecclesiastica nel Seminario degli "apostolini" – così erano chiamati con affetto i giovani aspiranti missionari – a Ducenta, dove germogliò la sua vocazione. Terminati gli studi di scuola media, ginnasio e liceo, fu trasferito per un anno a Calco, in Lombardia. Lì, presso l'attuale Villa Grugana, la storica casa del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) immersa nel verde del Brianza, frequentò l'anno di formazione specifico per diventare missionario. Quel luogo, che oggi funge da polo per le attività educative, i campus estivi per ragazzi e gli eventi culturali, fu per lui la palestra spirituale dove affinò la determinazione necessaria per il lungo viaggio che lo attendeva. Partì per il Brasile negli anni '60, giovane e pieno di speranze, dirigendosi presso l'arcidiocesi di Londrina, una delle maggiori città a nord del Paraná. Fu lì che pose le sue radici profonde nella vicina Ibiporã, facendone la sua seconda casa. Tuttavia, il suo cuore e le sue gambe non conoscevano confini: da quella base si spostava instancabilmente fino alle terre remote del Mato Grosso. La sua missione era evangelizzare e comunicare la morale cristiana non con parole vuote, ma con la concretezza dei fatti, rivolgendosi non solo ai numerosi italiani emigrati ivi presenti, che vedevano in lui un punto di riferimento familiare, ma soprattutto ai nativi e agli indigeni. A loro, e a tutti i più poveri, offriva non solo la parola di Dio, ma assistenza, dignità e una presenza costante che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia di quelle comunità (Nella foto in primo piano P. Domenico durante la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II nel 1991 in Brasile).
 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Anche Europol impegnato nella Coppa del Mondo di Calcio

Europol sta supportando le attività di sicurezza relative alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Ospitato in tre paesi e 16 città, il torneo vede la partecipazione di 48 squadre nazionali che si sfidano in 104 partite tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Per contribuire alla sicurezza del torneo per tutti i partecipanti, gli spettatori e le parti interessate, #Europol ha dispiegato personale presso il Centro di cooperazione internazionale di polizia (#IPCC) in Virginia, Stati Uniti, fornendo al contempo ulteriore supporto operativo dalla sua sede centrale all'Aia, nei Paesi Bassi. Il coordinamento interno è guidato dal Centro operativo e di analisi (OAC) di Europol e rafforzato da specialisti del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3), del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e del Centro europeo per la criminalità finanziaria ed economica (EFECC).

Le attività di Europol si concentrano sulla facilitazione dello scambio tempestivo di informazioni tra le forze dell'ordine partner e sul supporto alla prevenzione, all'individuazione e alla risposta alle minacce criminali che rientrano nel mandato di Europol. Grazie alla stretta collaborazione con partner nazionali e internazionali, Europol contribuisce a garantire un ambiente sicuro per tutta la durata del torneo.

 
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from Diario

Sono lì fuori da Unieuro che vado verso l'ingresso per comprare un cavo usb-c per elettra. Il suo si è rotto. Passo nella stretta via che passa tra la struttura del centro commerciale e il carcere, lì attiguo. Mentre mi avvicino sento fischiare, un fischio forte. Mi avvicino e vedo che sono tre persone, tre femmine. Una donna, avrà la mia età, una ragazza dell'età di secondogenito e una bambina. La donna (la madre?) prova di nuovo a fare questo fischio potente, caratteristico, con ondulazioni di suono. Poi tutte e tre guardano in alto.

Sento la ragazzina che chiede se è sicura che sia lì. La madre risponde che sì, sì, la cella è quella. “Vedo i capelli” dice. “Forse starà dormendo”. La ragazzina (la figlia?) fa un gesto come dire che non ci crede che la madre veda i capelli, addirittura. “La cella è quella” conferma comunque. Fischiano ancora e poi iniziano a urlare un nome. Usano toni duri fra di loro, secchi.

La struttura del carcere è lontana, oltre le mura circondariali. Le finestre sono più che francobolli. Qualcuno dall'altra parte risponde, con un suono. “Aò!”. Sarà lui? Qualche altro carcerato? Mi immagino cosa deve pensare un uomo che – dal suo punto di vista – attraverso le grate della finestra vede le tre figurine là, in basso, lungo la strada, che lo cercano con gli occhi, che lo aspettano. Tutti gli altri corpi nella cella, e fuori quel piccolo nucleo che rotea attorno.

Le tre donne riprendono a fischiare e fare suoni, si sporgono con il corpo, si consultano. Si sente ancora qualcuno rispondere. La madre indica qualcosa.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Organizzazione dei leviti 1Davide, ormai vecchio e sazio di giorni, costituì re su Israele suo figlio Salomone. 2Egli radunò tutti i capi d'Israele, i sacerdoti e i leviti. 3Si contarono i leviti, dai trent'anni in su: censiti, uno per uno, risultarono trentottomila. 4Di costoro ventiquattromila dirigevano l'attività del tempio del Signore, seimila erano scribi e giudici, 5quattromila portieri, e quattromila lodavano il Signore con tutti gli strumenti inventati da Davide per lodarlo. 6Davide divise in classi i figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. 7Dei Ghersoniti: Ladan e Simei. 8Figli di Ladan: Iechièl, il capo, poi Zetam e Gioele; tre. 9Figli di Simei: Selomìt, Cazièl, Aran; tre. Costoro sono i capi dei casati di Ladan. 10Figli di Simei: Iacat, Ziza, Ieus, Berià; questi sono i quattro figli di Simei. 11Iacat era il capo e Ziza il secondo. Ieus e Berià non ebbero molti figli; perciò erano un solo casato, una sola classe. 12Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl; quattro. 13Figli di Amram: Aronne e Mosè. Aronne fu scelto per consacrare le cose santissime, egli e i suoi figli, per sempre, perché offrisse incenso davanti al Signore, lo servisse e benedicesse in suo nome per sempre. 14Riguardo a Mosè, uomo di Dio, i suoi figli furono annoverati nella tribù di Levi. 15Figli di Mosè: Ghersom ed Elièzer. 16Figli di Ghersom: Sebuèl, il capo. 17I figli di Elièzer furono Recabia, il capo. Elièzer non ebbe altri figli, mentre i figli di Recabia furono moltissimi. 18Figli di Isar: Selomìt, il capo. 19Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 20Figli di Uzzièl: Mica il capo, Issia secondo. 21Figli di Merarì: Maclì e Musì. Figli di Maclì: Eleàzaro e Kis. 22Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli. 23Figli di Musì: Maclì, Eder e Ieremòt; tre. 24Questi sono i figli di Levi secondo i loro casati, i capi di casato, secondo il censimento, contati nominalmente, uno per uno, incaricati dei lavori per il servizio del tempio del Signore, dai vent'anni in su. 25Infatti Davide aveva detto: “Il Signore, Dio d'Israele, ha concesso la tranquillità al suo popolo e si è stabilito a Gerusalemme per sempre. 26Anche i leviti non avranno più da trasportare la Dimora e tutti i suoi oggetti per il suo servizio”. 27Secondo le ultime disposizioni di Davide, il censimento dei figli di Levi si fece dai vent'anni in su. 28Perciò il loro posto era a fianco dei figli di Aronne per il servizio del tempio del Signore, relativamente ai cortili, alle stanze, alla purificazione di ogni cosa sacra e all'attività per il servizio del tempio di Dio, 29al pane dell'offerta, alla farina, all'offerta, alle focacce non lievitate, alle cose che dovevano essere preparate nella teglia e ben stemperate, e a tutte le misure di capacità e di lunghezza. 30Dovevano presentarsi ogni mattina e ogni sera per celebrare e lodare il Signore, 31come pure per tutti gli olocausti da offrire al Signore nei sabati, nei noviluni, nelle feste fisse, secondo un numero preciso prescritto dalle loro regole, stando sempre davanti al Signore. 32Dovevano provvedere anche al servizio della tenda del convegno e al servizio del santuario e stavano agli ordini dei figli di Aronne, loro fratelli, per il servizio del tempio del Signore.

__________________________ Note

23,1 La promozione del culto è sempre stata una delle prerogative dei re nell’antichità. L’organizzazione supposta nei cc. – risale forse all’epoca dell’autore del libro, ma dato il carattere conservatore del culto è ovvio che i diversi interventi dei re, posteriori a Davide, vengano attribuiti tutti al fondatore della monarchia.

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Approfondimenti

1-32. Con questo brano inizia un'ampia parentesi (cc. 23-27) che interrompe il filo della narrazione per presentare i quadri statistici dei leviti (c. 23), dei sacerdoti (c. 24), dei cantori e portieri (cc. 25-26), dei comandanti dell'esercito e degli altri funzionari regi (c. 27). Il filo narrativo di 23,1 riprenderà in 28,11-12. I cinque capitoli, pur non essendo del tutto omogenei, sembrano tuttavia formare una unità abbastanza organica sia sul piano del contenuto che su quello della forma. Tra gli studiosi, non pochi sostengono che siamo di fronte a un'aggiunta successiva all'opera del Cronista. E anche possibile che il Cronista stesso li abbia composti assemblando documenti di vario genere. Il quadro presentato è quello del tempo dell'agiografo. Facendo risalire a Davide la divisione delle classi levitiche, sacerdotali, ecc., nonché le varie funzioni levitiche e la ripartizione delle cariche e degli uffici del regno, il Cronista fa del suo eroe il fondatore del culto, oltreché il patrocinatore e garante dello sviluppo cultuale che ha avuto luogo lungo i secoli.

Il c. 23 è così suddiviso: a una introduzione (vv. 1-2) segue il censimento dei leviti (vv. 3-9), la loro divisione in classi (vv. 6-24) e l'elenco delle loro competenze e attribuzioni (vv. 25-32). Il carattere composito del capitolo e le sue incongruenze numerose emergono con chiarezza confrontandone i dati con 1Cr 6,1-15.16-32 e Ne 10-11.

1-2. Il passaggio di poteri da Davide a Salomone e l'assemblea in Gerusalemme avranno luogo solo in 28,1ss.

3-5. Elenco e divisione dei leviti. Qui l'età del servizio è trent'anni, come in Nm 4,3, mentre è ridotta a venti nei vv. 24-27. In Nm 8,24ss. è venticinque anni, ma è ancora venti in 2Cr 31,17; Esd 3,8, come per i non leviti in Nm 1,3. Può darsi che a imporre un progressivo abbassamento dell'età di entrata in servizio sia stata una crescente carenza di personale. I leviti sono suddivisi in quattro classi; della prima di esse si tratta in 23,6-29. Le cifre complessive dei vari gruppi sono palesemente esagerate. 23,6-24. I gruppi di leviti impegnati nel servizio del tempio sono suddivisi secondo le tre note famiglie di Gherson, vv. 7-11, Keat, vv. 12-20, e Merari, vv. 21-23.

7-8. Ladan, anziché Libni, primogenito di Gherson secondo Es 6,17; Nm 3,18; 1Čr 6,2.5. Ladan è ricordato solo qui e in 26,21s. La discendenza di Libni in epoca più recente veniva indicata col nome di Ladan, forse un suo lontano discendente.

14. Mosè, anche se detto solennemente «uomo di Dio», è oscurato dalla figura di Aronne. I figli di Mosè sono gerarchicamente inferiori a quelli di Aronne, in quanto semplici leviti e non sacerdoti. Il Cronista, si sa, preferisce i leviti ai sacerdoti, così come privilegia Davide nei confronti di Mosè.

25-32. Le mansioni dei leviti nel tempio. I leviti sono subordinati ai sacerdoti, in conformità alla tradizione sacerdotale, cfr. Nm 3,9; 14,15.27.33. L'autore del brano legittima la situazione della sua epoca in base a prescrizioni emanate da Davide per il futuro tempio, vv. 25ss., ma non dimentica che al tempo di Davide erano i leviti a garantire la sorveglianza della tenda del convegno, v. 32, cfr. Es 33,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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“Spero che questo album porti gioia, amore, pari opportunità, giustizia, pace, comprensione e unione al mondo”. Femi Kuti

A cinque anni da “No Place For My Dream”, e a quasi trenta dalla sua prima pubblicazione “No Cause for Allarm”, Femi Kuti pubblica il suo decimo lavoro “One People One World”, disco composto da dodici tracce. Il figlio di Fela Kuti, leggenda e pioniere dell'Afrobeat, a differenza della rabbia giusta che ha ispirato quasi tutte le sue precedenti registrazioni, dove mischiava convinzioni combattive sulla libertà e sulla democrazia sociale, è tornato con un disco che genera un messaggio di speranza e riconciliazione... https://artesuono.blogspot.com/2018/03/femi-kuti-one-people-one-world-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1305970049


 
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from Transit

(225)

(V1)

La dialettica di #RobertoVannacci non è solo uno stile comunicativo: è una vera grammatica politica. Fatta di formule brevi, parole d’ordine ripetute, contrapposizioni nette e continuo richiamo a identità, tradizioni e sicurezza, essa costruisce un terreno emotivo prima ancora che programmatico. È una comunicazione che non cerca la mediazione, ma la polarizzazione; non invita al confronto, ma alla presa di posizione.

In questo senso, il suo linguaggio non è un semplice vezzo retorico, ma il veicolo di una precisa visione del mondo, che si iscrive nel solco delle destre più radicali che avanzano in Europa. Il lessico che Vannacci utilizza è fortemente identitario: parla a un “noi” che si percepisce assediato, minacciato, umiliato da élite, minoranze, organismi sovranazionali. Ogni discorso è costruito come una chiamata alle armi simbolica, dove l’appello al “buon senso” e alle “radici” diventa lo strumento per delegittimare qualunque forma di complessità sociale.

La realtà viene ridotta a una successione di contrasti: italiani contro stranieri, “normali” contro “diversi”, patrioti contro traditori. È una struttura binaria che semplifica e rassicura, ma che al tempo stesso prepara il terreno a politiche escludenti e discriminatorie. Questa impostazione non è un caso isolato, ma si connette a una tendenza più ampia della destra estrema europea, che negli ultimi anni ha imparato a presentarsi con toni più istituzionali e rispettabili senza rinunciare al proprio impianto ideologico.

(V2)

Il linguaggio del “Generale” si inserisce in questa traiettoria: combina riferimenti alla tradizione militare e nazionale con la retorica del “dire la verità che gli altri non hanno il coraggio di dire”, trasformando ogni polemica in prova di autenticità.

Così, la provocazione diventa metodo e la costante ricerca dello scontro funziona come dispositivo di mobilitazione permanente. È in questo quadro che la figura di Vannacci va letta: non come un’eccezione folkloristica, ma come uno dei volti possibili di una destra che prova a istituzionalizzare linguaggi e temi un tempo confinati ai margini. Il suo discorso contribuisce a spostare l’asticella di ciò che è considerato dicibile nello spazio pubblico, normalizzando espressioni e concetti che fino a ieri sarebbero stati percepiti come apertamente estremisti.

In nome della “libertà di parola” e della “difesa delle radici”, si costruisce così un immaginario in cui l’altro è sempre un pericolo, una minaccia da controllare o respingere. Per questo parlare di Vannacci significa andare oltre la provocazione. La sua comunicazione non è un dettaglio di stile, ma la forma stessa della sua proposta politica. Ed è una forma che, per contenuti, obiettivi e alleanze, si inserisce con chiarezza nella nuova destra estrema europea.

Bisogna dirlo senza ambiguità: dietro la patina della semplificazione e del “coraggio di parlare chiaro” si nasconde un progetto di chiusura, di esclusione e di regressione democratica. È una traiettoria che non va relativizzata, ma contrastata con fermezza, perché quando certi linguaggi smettono di apparire estremi e diventano familiari, il danno politico è già in corso.

#Blog #Vannacci #Politica #Comunicazione #Italia

 
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from Bymarty

📒Dal mio diario...

🖋️Oggi scrivo, va così, senza ma, senza vorrei, senza una connessione sicura, routine, sole, vento, nuvole silenziose e biricchine...e poi il tempo, l'orologio che fa tic toc, nemmeno in silenzio, continuamente e in me matura il desiderio di romperlo, farne pezzi, piccoli, così piccoli da essere polvere, da affidare al vento! Mi siedo, il vento accarezza i capelli, il sole brilla alto nel cielo azzurro e un po' di bianco vestito da nuvole in cammino! Aspetto, leggo, penso, mentre il cinguettio mi rallegra, sorrido, le rondini rincorrono serene scie immaginarie.. Ma sento quel tic e poi toc e i battiti del mio cuore si fanno più veloci, mi affanno , mi alzo e mentre accarezzo il gatto, mi fermo in silenzio e aspetto, che dopo attimi di improvvisa stanchezza, la tempesta passi, lontana ed io resto serena, leggera e trasparente come un palloncino appena catturato dal vento, dopo essersi liberato, allontanato e disperso chissà dove dal tempo, dal vento in un infinito spazio senza inizio e senza fine ..

 
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from differxdiario

ho un bel dire che mi sto degooglizzando anche in video... certo, per adesso ho deciso di non postare più niente nei miei tre canali youtube (differx, slowforward, marco giovenale; ma anche il canale palestina_it): resta pur sempre il problema di tenere in rete materiali video senza necessariamente ricorrere ad archive.org. (anche se probabilmente sarà, nel tempo, la soluzione).

l'app di peertube è quasi inutile, a uno stadio che definirei meno di beta. e sul computer le cose non vanno eccezionalmente meglio. senza contare che i primi video miei caricati su yt risalgono al 2005, perciò dovrei fare l'upload di più di vent'anni di materiali diversissimi tra loro (e quindi da smistare – teoricamente – in spazi differenti). in definitiva... rischio di impiegare altri vent'anni solo per mettere tutta 'sta roba su archive o su un'altra piattaforma...

più si invecchia, più gli inceppamenti del nastro del tempo, i ritardi e le perdite di ore e giorni si fanno insopportabili.

 
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