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from 𝚜𝚝𝚛𝚊𝚗𝚘 𝚋𝚒𝚘𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 🔴

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Aveva ragione lui, e loro torto. Non lo dice qualche “pericoloso virologo” ma nientemeno che la Corte Costituzionale, che ieri ha stabilito la totale e assoluta legittimità dell’obbligo vaccinale introdotto dall’allora ministro della Salute Speranza. Per due anni lo hanno massacrato, infangato, delegittimato, minacciato, usato come capro espiatorio di una emergenza mondiale. Ma gli è andata male, malissimo. E oggi, giustamente, Speranza si toglie tutti i sassolini, con garbo e senso delle istituzioni. “Non ho mai avuto dubbi sul nostro operato. La sentenza della Corte, che rispetto e che leggerò con grandissima attenzione, riconosce la razionalità delle scelte che son state fatte, ispirate sempre dal principio della difesa del diritto alla salute delle persone, seguendo l'evidenza scientifica”. Oggi più che mai, orgoglioso di averlo sostenuto quando non era comodo né popolare. Quanto a voi, se vi è rimasta un briciolo di dignità, adesso chiedete scusa a quest’uomo (anche se non succederà mai). E vergognatevi.

Lorenzo Tosa

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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One World è il settimo album in studio del chitarrista e cantante britannico John Martyn, pubblicato nel novembre 1977 dalla Island Records.

L'album, prodotto dal proprietario dell'isola Chris Blackwell nella sua fattoria nel Berkshire, è stato registrato con una miriade di musicisti, tra cui Steve Winwood, Danny Thompson, John Stevens, Hansford Rowe e Rico.

L'album seguì un anno sabbatico in cui, su invito di Blackwell, Martyn andò in vacanza in Giamaica nel 1976 con la sua famiglia, essendo rimasto deluso dal mondo della musica. Il viaggio ha contribuito a rivitalizzare il suo interesse per la musica.

L'album combina le tendenze sperimentali di Martyn con materiale più pop, con influenze dalla musica dub di Lee “Scratch” Perry, con cui Martyn ha lavorato durante il viaggio in Giamaica e ha co-scritto la canzone “Big Muff”.

Il disco presenta un suono rilassante ed echeggiante con l'uso dei caratteristici effetti per chitarra Echoplex di Martyn, mentre i suoi testi parlano dell'amore, di persone specifiche e del suo matrimonio in disintegrazione.

Parte della registrazione è stata realizzata all'aperto, con lo studio di registrazione mobile di Island utilizzato per gestire un feed dal vivo attraverso il lago circostante della fattoria; i microfoni hanno raccolto l'atmosfera completa dell'area, incluso il riverbero naturale e le oche e i treni circostanti, contribuendo a contribuire al suono travolgente dell'album.

Martyn fece un tour per promuovere l'album alla fine del 1977, mentre un'esibizione televisiva al Collegiate Theatre di Londra nel gennaio 1978 aiutò l'album a diventare il primo successo in classifica di Martyn, raggiungendo il numero 54 della UK Albums Chart. “Dancing” è stato pubblicato come unico singolo dell'album un mese dopo. In tempi successivi, l'album è stato accreditato per aver contribuito a sviluppare la musica trip hop.

Nel 2004, un'edizione deluxe dell'album è stata pubblicata da Island, contenente materiale live bonus. L'album è incluso nel libro di consultazione musicale 1001 album che devi ascoltare prima di morire.

Full Album: https://invidious.namazso.eu/playlist?list=PLfGibfZATlGqae3ZITYiGCQ03F_gBk19S

#ascolti

 
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from Blog Zero

(questa è la traduzione italiana di An Open Letter from Editors and Publishers: Publishing is Not a Crime, pubblicata nell'anniversario del “Cable gate”)

Il governo degli Stati Uniti dovrebbe porre fine all'accusa di divulgazione di segreti nei confronti di Julian Assange.

Dodici anni fa, il 28 novembre 2010, i nostri cinque media internazionali – New York Times, Guardian, Le Monde, El Pais e DER SPIEGEL – hanno pubblicato, in collaborazione con Wikileaks, una serie di rivelazioni che hanno fatto il giro del mondo.

I “Cable gate”, un insieme di 251.000 cablogrammi riservati del Dipartimento di Stato americano, ha rivelato corruzione, scandali diplomatici e affari di spionaggio su scala internazionale.

Secondo le parole del New York Times, i documenti raccontavano “la storia cruda di come il governo prende le decisioni più importanti, quelle che costano di più al Paese in termini di vite e denaro”. Ancora oggi, nel 2022, giornalisti e storici continuano a pubblicare nuove rivelazioni, sfruttando quell'eccezionale patrimonio di documenti.

Per Julian Assange, editore di Wikileaks, la pubblicazione dei “Cable gate” e di molte altre fughe di notizie correlate ha avuto le conseguenze più gravi. L'11 aprile 2019, Assange è stato arrestato a Londra su mandato di cattura degli Stati Uniti ed è ora detenuto da tre anni e mezzo in un carcere britannico di massima sicurezza solitamente utilizzato per i terroristi e i membri di gruppi criminali organizzati. Rischia l'estradizione negli Stati Uniti e una condanna fino a 175 anni in un carcere americano di massima sicurezza.

Questo gruppo di redattori ed editori, che hanno tutti lavorato con Assange, ha sentito il bisogno di criticare pubblicamente la sua condotta nel 2011, quando sono state diffuse copie non redatte dei cablogrammi, e alcuni di noi sono preoccupati per le accuse contenute nell'atto di accusa di aver tentato di favorire l'intrusione informatica in una banca dati riservata. Ma ora ci riuniamo per esprimere le nostre gravi preoccupazioni riguardo la prosecuzione dell'azione penale nei confronti di Julian Assange per aver ottenuto e pubblicato materiale classificato.

L'amministrazione Obama-Biden, in carica durante la pubblicazione di Wikileaks nel 2010, si è astenuta dall'incriminare Assange, spiegando che avrebbe dovuto incriminare anche i giornalisti delle principali testate. La loro posizione dava importanza alla libertà di stampa, nonostante le scomode conseguenze. Sotto Donald Trump, tuttavia, la posizione è cambiata. Il Dipartimento di Giustizia si è basato su una vecchia legge, l'Espionage Act del 1917 (concepito per perseguire potenziali spie durante la Prima Guerra Mondiale), che non è mai stata utilizzata per perseguire un editore o un'emittente.

Questa incriminazione costituisce un pericoloso precedente e minaccia di minare il Primo Emendamento americano e la libertà di stampa.

Mettere i governi di fronte alle loro responsabilità è parte della missione principale di una stampa libera in una democrazia.

Ottenere e divulgare informazioni sensibili quando è necessario nell'interesse pubblico è una parte fondamentale del lavoro quotidiano dei giornalisti. Se questo lavoro viene criminalizzato, il nostro discorso pubblico e le nostre democrazie si indeboliscono notevolmente.

Dodici anni dopo la pubblicazione di “Cable gate”, è ora che il governo degli Stati Uniti ponga fine all'azione penale contro Julian Assange per la pubblicazione di segreti.

Pubblicare non è un crimine.

I redattori e gli editori del:

  • New York Times
  • Il Guardian
  • Le Monde
  • DER SPIEGEL
  • El Pais
 
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from ⓔⓢⓢⓔⓑⓘ

È solo questione di tempo, e la relativa azione nasce dall’essere presente, sul pezzo, nel non lasciar andare ciò che reputiamo davvero importante… Nessuno si sbatte l’anima per qualcosa di cui non sia veramente convinto che valga la pena farlo… Perché è tutto relativo… L’assoluto, il “mai” e il “per sempre” sono solo nostre “cornici” alla realtà, per non smarrirsi davanti al Tutto, all’Infinito, all’Universo… Ma nulla è mai e niente è per sempre… Tutto scorre, e scorrendo muta… questa l’insondabile, eterna Legge del Logos, del viaggio della Vita…

#riflessioni

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Rock Bottom è il secondo album da solista dell'ex batterista dei Soft Machine Robert Wyatt.

È stato pubblicato il 26 luglio 1974 dalla Virgin Records. L'album è stato prodotto dal batterista dei Pink Floyd Nick Mason ed è stato registrato in seguito a un incidente del 1973 che ha lasciato Wyatt paraplegico.

Ha arruolato musicisti tra cui Ivor Cutler, Hugh Hopper, Richard Sinclair, Laurie Allan, Mike Oldfield e Fred Frith nella registrazione.

Full Album: https://invidious.namazso.eu/playlist?list=PLiN-7mukU_RGeUH0dtrx72FMM_ivXGmgJ

#ascolti

 
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from 🅐🅡🅣🅔🅢🅤🅞🅝🅞

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Nicholas Edward Cave classe ’58 Australiano di Melbourne a 32 anni incide il suo sesto album solista “The Good Son”. La sua discografia, sei album in otto anni, due eccezionali “The Firstborn is Dead” e “Kicking Against The Pricks” album di cover, bello e non ovvio, tre più che validi “From Her To Eternity”, “Your Funeral… My Trial” e “Tender Prey” e questo “Buon Figlio” targato 1990. Il cambio di rotta è evidente, Cave abbandona i suoni spigolosi e irrequieti e intraprende la strada della melodia, dell’intimismo, della spiritualità. La bellezza dell’album è racchiusa nelle nove canzoni, dove non ci sono cadute di tono, anzi, tutto il disco è un continuo emozionante flusso sonoro, un alternarsi di ballate una più bella dell’altra. Proprio per questo le vediamo una ad una.

Foi Na Cruz — Lenta ed inesorabile con ritornello in portoghese, splendido decadentismo sulle note di un amore che doveva essere e non è stato; non resta che sognare sulle magiche note di accompagnamento. Bellissima partenza. The Good Son — Cori soul burrascosi, intervallati da distensioni di chitarre spiegate, per conferire estrema profondità, il basso ossessivo sembra estratto da una outtake di “From Here To Eternity” per via della sua carica emotiva ascendente. Un finale da lacrime. The Weeping Son — Camminando lentamente e forse mestamente, a testa alta, orgogliosi della nostra sofferenza in un pomeriggio di fine inverno, le campane risuonano nell’aria scandendo il ritmo che scorre, non si può più tornare indietro e non resta che la disperazione, consapevole, suo malgrado testimone di uno spaccato di vita. Meravigliosa. Sorrow Child — Forse il momento più bello, più significativo dell’intero lavoro, dove Cave esprime con perentoria capacità di immedesimazione la tristezza adolescenziale, fatta di lacrime e lamenti. Alta espressione di arte intesa in senso musicale. Unica. Ship Song — Arduo trasportare l’animo trascinandolo per mano, Ship Song è in grado di farlo, con la voce da amico prima e da imbonitore poi; l’hammond in sottofondo è una caratteristica che conferisce maestosità all’evento. Bellissima. The Hammer Song — Prosegue il viaggio nelle diverse interpretazioni di canzoni; il basso ridondante descrive una fuga attraverso gli alberi di una fitta radura; si procede con passi svelti guardandosi le spalle; via fino al fiume, sotto la pioggia, il momento è arrivato… Epica. Lament — Ancora poesia e lacrime, anche stavolta però come nelle precedenti meste ballate, Nick Cave ci invita a guardare un po’ in là, ad asciugare gli occhi, l’aria e la luce cominciano a renderlo un tantino più ottimista. Visionaria. The Witness Song — Un disimpegno, serio, alla sua maniera, energia condensata in pochi strumenti avvolgenti, nel modo più lirico possibile, senza tralasciare la drammaticità degli eventi. Essenziale. Lucy — L’amore posseduto, desiderato e disperato fatto di pena e sofferenza; non ci resta che richiamarlo alla memoria, il “reprise” finale del pezzo con il piano di Roland Wolf, è un soave finale da mini-opera con harmo e piano in evidenza. Ottimo finale.

#millenovecentonovanta

 
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from Note di apprendistato

L'essere hegeliano è come qualcuno che si svegli un giorno in una stanza, senza sapere nulla di sé o del mondo. Chi sono io? Perché sono qui? Perché sono? Questo essere così tragicamente gettato in sé stesso cerca disperatamente per la stanza tracce di sé: una foto, una pagina di diario. Qualcosa che gli dica chi è, da dove viene, dove va. E lo trova, dice Hegel. Andando fuori, anzi internandosi, dice: e pare di vederlo sorridere, mentre lo scrive. Trova un'essenza che è il suo passato, ma un passato non temporale. Wesen, gewesen. Cosa troviamo noi, sul cui dramma è esemplato quello dell'essere? I più pigri, un fondamento, un'origine — un'essenza, in effetti. Dio, da cui proveniamo. Quelli che non si accontentano di soluzioni illusorie frugano in un intrico di atomi, di cellule nervose, di sinapsi. E scoprono che ciò che è più intimo, ciò che è più proprio, il sé che si sta interrogando e sta cercando ansiosamente la sua essenza, la sua origine, il suo fondamento e la sua ragione, non è nulla di reale; nulla che sia oltre qualche processo fisico, l'azione di qualche meccanismo fisico-chimico-elettrico. Il sé, alla ricerca di un fondamento, vede con sconcerto che il suo stesso interrogarsi è illusorio, perché illusorio è lui stesso in quanto interrogante. Trovata chiusa la porta dell'essenza, è ricacciato verso la prima opposizione: essere, non essere. La prima, tragica consonanza: essere è non essere. E nel fondo del tragico, sente, è a volte la gioia.

#loingpres

 
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from Libra

evolzione Quello che è considerato il padre dell'eugenetica o del darwinismo sociale, Francis Galton, è scivolato in una semplificazione che con il tempo ha prodotto altri fraintendimenti e dato spazio a teorie socio politiche dissennate e completamente fuorvianti di quella che è la realtà dell'evoluzione.

L'idea che l'evoluzione migliori le specie insieme a quella che l'evoluzione si applica anche all'uomo all'interno del proprio ambiente sociale ha permesso una distorsione enorme del concetto di evoluzione per selezione naturale.

Non solo ha lasciato passare l'idea che possa essere esercitata una evoluzione per selezione sociale, in cui è ritenuto accettabile che nelle società possa essere esercita una pressione selettiva per migliorare l'essere umano, ma ha agganciato a questo concetto l'idea eccessivamente positivista e non vera che con l'evoluzione ci sia un progressivo miglioramento delle specie. In realtà l'evoluzione non ha una finalità progressiva. In natura ci sono casi di “involuzione” per adattamento e di estrema resilienza, condizioni in cui determinate specie tendono a rimanere uguali a se stesse nel tempo mutando poco o quasi niente.

Inoltre nel darwinismo sociale sussiste l'implicazione logica che il miglioramento sia moralmente accettabile e quindi meritevole di essere raggiunto dal punto di vista etico.

In natura non ci sono giudizi etici o morali, gli adattamenti sono sempre in relazione ad un determinato ambiente in cui sono richieste determinate funzioni. E' sempre tutto molto relativo. Non c'è un valore assoluto da raggiungere che indica una progressione verso il meglio. Gli uccelli sono migliori di noi a volere, i pesci a nuotare, gli uomini lo sono nel progettare e costruire, anche se dovremmo trovare un accordo

Il giudizio di valore è sempre un giudizio dato dall'uomo, non esiste di per sé in natura. Era immaginabile, pertanto, che l'eugenetica si prestasse a interpretazioni che hanno permesso di tentare di giustificare azioni morali deprecabili ed avvalorare etiche che non avevano nulla di etico. Un po' come far discendere l'investitura di Re ad una volontà divina. Da un lato si giustifica le azioni compiute dall'altro si scarica la responsabilità in qualcosa o qualcuno esterno. La natura, un dio, l'evoluzione. Il Nazionalsocialismo non poteva che fare ampio utilizzo di questo tipo di espedienti logici e retorici, per giustificare le proprie politiche razziali.

Si prende quello che fa comodo e lo si interpreta come meglio fa comodo per giustificare quello che fa comodo. Una pratica non rara anche nell'utilizzo delle statistiche le quali non di rado vengono presentate per sostenere una visione preconcetta. L'opposto del metodo scientifico.

L'unica indicazione che viene dall'evoluzione è che la diversità è preziosa, perché è il frutto dell'adattamento ad ambienti diversi e perché permette l'adattamento ad ambienti diversi.

Invece l'applicazione del concetto di selezione applicato alle società è semplicemente una scelta che viene fatta sulla base di principi arbitrari. Viene presa una parte del processo che accade in natura decontestualizzata e utilizzata per portare avanti una propria visione, spesso aberrante, illogica e priva di fondamenti. Nemica della diversità, nemica della comprensione.

Al contrario comprensione e diversità, addirittura comprensione della diversità sono i veri messaggi che una conoscenza profonda dell'evoluzione porta con sé.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Group Sex è l'album di debutto in studio del gruppo hardcore punk americano Circle Jerks.

È stato pubblicato il 1 ottobre 1980 dalla Frontier Records.

L'album è composto da 14 canzoni in 15 minuti ed è considerato un album di riferimento nell'hardcore punk.

È stato incluso nel libro 1001 album che devi ascoltare prima di morire.

Full Album: https://invidious.namazso.eu/watch?v=3Z0ItETVv2Q

#ascolti

 
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from Le storie di RadioTarantula

Sono passate da un po’ le undici e mezza di sera. Suona whatsapp. Per fortuna non sono ancora a letto.

Sconosciuta: Massimo Giuliani il grande doppiatore?

Oggesù. Ancora questa storia? Lascio cadere il cellulare sul divano e dirigo di nuovo la mia attenzione verso la tv.

Squilla di nuovo.

S: Sono una sua ammiratrice di Roma, volevo complimentarmi per la sua bravura. La ammiro molto.

Non rispondo. Capirà e si dileguerà.

Squillo.

S: Posso chiederle un piacere? Uno solo.

Visto che non capisce, decido di risponderle e di mettere fine a questa sciocchezza.

MG: Cosa vuole chiedermi?

S: Mi fa Semola?

Semola? Ma cos’è? Di che parla? Altro squillo.

S: ”Oh Anacleto... come vorrei che Merlino fosse qui”

Non ci credo. Vado su Google, digito una ricerca. Ha fatto “La spada nella roccia”! Il mio omonimo, la voce italiana di John Belushi, era Semola nella Spada nella Roccia di Walt Disney.

MG: Guardi, la smetta. Non sono la persona con cui crede di parlare. Ma non lo vede dalla foto di whatsapp che non sono lui?

S: Infatti quasi non la riconoscevo. Secondo me dovrebbe cambiare la foto, lei è un tipo così raffinato…

MG (spazientito): Come no, guardi, appena la tintoria mi riporta il tight…

S: Come? Cosa ha detto?

MG: Cosa ho detto? Non lo so, la tintoria?

S: Oddio, lo vede che è proprio lei?

MG: Ma io non la capisco! Cosa dice?

S: Com’era? “La tintoria non mi aveva riportato il tight, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, un terremoto. l’inondazione, le cavallette!” I Blues Brothers! Ahah, mi fa morire! Oddio, se lo racconto domani mattina non mi credono!

MG: Basta! Lo sa che la maggior parte della gente a quest’ora dorme?

Esce la spunta blu, ha letto il messaggio. Passa qualche minuto, pare che me la sia tolta di torno. Quasi quasi me ne vado a letto. Passa una mezz’ora. Squillo.

S: Oddio, scusi, ho sbagliato numero.

 
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from Godot

That's all Si tratta di un testo teatrale scritto da Harold Pinter nel 1959 inquadrabile in quello che è chiamato teatro dell'assurdo secondo il termine creato dal critico Martin Esslin. L'opera in atto unico è un dialogo tra due donne, la Signora A e la Signora B sono le due protagoniste e già i loro nomi evocano una certa generalità del genere umano e un preludio alla mediocrità e vacuità del dialogo che le due andranno ad eseguire. Le due sorseggiando un té parlano di una ipotetica “lei” che va da loro il mercoledì e prosegue con un dialogo serrato e molto ironico sul cambio del giorno relativo alla sua visita. A mio modesto avviso quest'opera il nonsense che pervade quotidianamente la vita umana.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Station to Station è il decimo album in studio del musicista inglese David Bowie, pubblicato il 23 gennaio 1976 dalla RCA Records.

Considerato uno dei suoi lavori più significativi, l'album è stato il veicolo per il personaggio della performance di Bowie, il Thin White Duke.

Co-prodotto da Bowie e Harry Maslin, Station to Station è stato registrato principalmente ai Cherokee Studios di Los Angeles, California, alla fine del 1975, dopo che Bowie aveva completato le riprese del film The Man Who Fell to Earth; la copertina presentava un fotogramma del film.

Durante le sessioni, Bowie era dipendente dalle droghe, in particolare dalla cocaina, e in seguito disse di non ricordare quasi nulla della produzione.

I testi riflettevano le preoccupazioni di Bowie per Friedrich Nietzsche, Aleister Crowley, la mitologia e la religione.

Full Album: https://invidious.namazso.eu/watch?v=2WoYXkNRJp8

#ascolti

 
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from 🅐🅡🅣🅔🅢🅤🅞🅝🅞

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Erano trascorse a malapena un paio di settimane dalla separazione con gli Yardbirds che John Mayall ingaggia Eric Clapton con i Bluesbreakers (aprile 1965). Il gruppo comprendeva, allora, John McVie al basso e Hughie Flint alla batteria. Furono proprio i Bluesbreakers a portare dentro il british blues una briosità tecnica ed un virtuosismo sconosciuto prima.

Dal vivo diventarono una autentica attrazione, ed a proposito di Clapton, non era inconsueto sentire nei concerti qualche fan gridare a Mayall: “give a God solo!”

Il produttore Mike Vernon riuscì però a combinare la prima session di quella favolosa line-up solamente nel luglio del ‘66.

E nell’agosto, quando il disco era pronto, Clapton non faceva già più parte del gruppo.

“John Mayall with Eric Clapton” è un album seminale nel vero senso della parola. Esso rappresenta una piccola rivoluzione nel mondo del rock.

La musica suonata era uno dei primi grandi e straordinari incontri tra il blues ed il rock: i Bluesbrakers portarono avanti con coerenza la lezione di Alexis Korner e Cyril Davies, elettrificando il blues urbano dei vari Elmore James e Jimmy Reed, ed adattandolo al linguaggio ed allo stile del rock britannico.

Mayall sfoggia composizioni proprie ed interpreta alcune cover.

Per gli aspetti più propriamente blues non c’è niente di meglio di “Ramblin on my mind” di Robert Johnson e di “Have you heard” che ci offre un significativo esempio di chitarra bluesy.

Alcuni brani si avvalgono anche degli arrangiamenti di una sezione di fiati, ma è comunque sempre la chitarra a strabiliare: tenera e violenta nello syesso tempo, toccante e miracolosa, essa andava codificando il proprio ruolo all’interno di un gruppo rock. E ciò per esclusivo merito di Clapton.

#millenovecentosessantasei

 
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