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from 📖Un capitolo al giorno📚

Alleanza con il regno del nord contro gli Aramei 1Giòsafat, che aveva ricchezza e gloria in abbondanza, si imparentò con Acab. 2Dopo alcuni anni scese da Acab a Samaria; Acab uccise per lui e per la gente del suo seguito pecore e buoi in quantità e lo persuase ad attaccare con lui Ramot di Gàlaad. 3Acab, re d'Israele, disse a Giòsafat, re di Giuda: “Verresti con me contro Ramot di Gàlaad?”. Gli rispose: “Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come sul tuo; sarò con te in battaglia”.

I profeti di corte annunciano la vittoria 4Giòsafat disse al re d'Israele: “Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore”. 5Il re d'Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: “Dobbiamo andare contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?”. Risposero: “Attacca; Dio la metterà in mano al re”. 6Giòsafat disse: “Non c'è qui ancora un profeta del Signore da consultare?”. 7Il re d'Israele rispose a Giòsafat: “C'è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma sempre il male: è Michea, figlio di Imla”. Giòsafat disse: “Il re non parli così”. 8Il re d'Israele, chiamato un cortigiano, gli ordinò: “Convoca subito Michea, figlio di Imla!”. 9Il re d'Israele e Giòsafat, re di Giuda, sedevano ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nello spiazzo all'ingresso della porta di Samaria; tutti i profeti profetizzavano davanti a loro. 10Sedecìa, figlio di Chenaanà, che si era fatto corna di ferro, affermava: “Così dice il Signore: “Con queste cozzerai contro gli Aramei sino a finirli”“. 11Tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo: “Assali Ramot di Gàlaad, avrai successo. Il Signore la metterà in mano al re”.

Il profeta Michea annuncia la sconfitta 12Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli disse: “Ecco, le parole dei profeti concordano sul successo del re; ora la tua parola sia come quella degli altri: preannuncia il successo”. 13Michea rispose: “Per la vita del Signore, annuncerò quanto il mio Dio mi dirà”. 14Si presentò al re, che gli domandò: “Michea, dobbiamo andare in guerra contro Ramot di Gàlaad o rinunciare?”. Gli rispose: “Attaccàtela, avrete successo; i suoi abitanti saranno messi nelle vostre mani”. 15Il re gli disse: “Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi altro se non la verità nel nome del Signore?”. 16Egli disse: “Vedo tutti gli Israeliti vagare sui monti come pecore che non hanno pastore. Il Signore dice: “Questi non hanno padrone; ognuno torni a casa sua in pace!“”. 17Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Non te l'avevo detto che costui non mi profetizza il bene, ma solo il male?”. 18Michea disse: “Perciò, ascoltate la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l'esercito del cielo stava alla sua destra e alla sua sinistra. 19Il Signore domandò: “Chi ingannerà Acab, re d'Israele, perché salga contro Ramot di Gàlaad e vi perisca?”. Chi rispose in un modo e chi in un altro. 20Si fece avanti uno spirito che, presentatosi al Signore, disse: “Lo ingannerò io”. “Come?”, gli domandò il Signore. 21Rispose: “Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti”. Gli disse: “Lo ingannerai; certo riuscirai: va' e fa' così”. 22Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di questi tuoi profeti, ma il Signore a tuo riguardo parla di sciagura”. 23Allora Sedecìa, figlio di Chenaanà, si avvicinò e percosse Michea sulla guancia dicendo: “Per quale via lo spirito del Signore è passato da me per parlare a te?”. 24Michea rispose: “Ecco, lo vedrai nel giorno in cui passerai di stanza in stanza per nasconderti”. 25Il re d'Israele disse: “Prendete Michea e conducetelo da Amon, governatore della città, e da Ioas, figlio del re. 26Direte loro: “Così dice il re: Mettete costui in prigione e nutritelo con il minimo di pane e di acqua finché tornerò in pace”“. 27Michea disse: “Se davvero tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mezzo mio”. E aggiunse: “Popoli tutti, ascoltate!”.

Morte del re alleato 28Il re d'Israele marciò, insieme con Giòsafat, re di Giuda, contro Ramot di Gàlaad. 29Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Io per combattere mi travestirò. Tu resta con i tuoi abiti”. Il re d'Israele si travestì ed entrarono in battaglia. 30Il re di Aram aveva ordinato ai comandanti dei suoi carri: “Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, ma unicamente contro il re d'Israele”. 31Appena videro Giòsafat, i comandanti dei carri dissero: “Quello è il re d'Israele!”. Lo circondarono per combattere. Giòsafat lanciò un grido e il Signore gli venne in aiuto e Dio li allontanò dalla sua persona. 32I comandanti dei carri si accorsero che non era il re d'Israele e si allontanarono da lui. 33Ma un uomo tese a caso l'arco e colpì il re d'Israele fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: “Gira, portami fuori dalla mischia, perché sono ferito”. 34La battaglia infuriò in quel giorno; il re d'Israele stette sul carro di fronte agli Aramei sino alla sera e morì al tramonto del sole.

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Approfondimenti

Il Cronista si riavvicina alla sua fonte principale e ci informa sulla sfortunata spedizione di Giosafat, alleatosi con Acab contro gli Aramei, seguendo passo passo 1Re 22,1-37, senza rinunciare peraltro a modifiche minori della fonte.

1-4. Alleanza con Acab e dichiarazione di guerra a Ben-Adad. Al v. 1 si allude al matrimonio politico fra Atalia, figlia di Acab re d'Israele, e Ioram, figlio di Giosafat (cfr. 2Re 8,18).

5-12. I profeti di corte, da buoni “cortigiani”, sono tutti d'accordo nell'annunciare l'esito positivo della campagna militare.

13-28. Michea invece, vero profeta di JHWH, annuncia la sconfitta, contraddicendo i profeti di Acab. Al Cronista piace che il re Giosatat, il re davidico, insista nel voler consultare questo profeta di JHWH. È un altro modo per sottolineare l'ortodossia del re di Giuda, contrastandola con la posizione di Acab.

29-34. Narrando la morte di Acab il Cronista omette i dettagli di 1Re 22,36-38, che riguardano il regno del Nord. Giosafat invece (v. 31) si salva con l'aiuto di JHWH.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[77]

unico di gennaio dicembre 600 kg/m³ meno novembre e -fermo del caldo da] cambio d'olio restando a meno dieci dalla cima in palliativa sono [mancati tutti e] a cognomi mancanti uguali la sequenza finita prende piede a] ottobre o tentare il riscatto il [medium density

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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«Sono stato ubriaco per dieci anni / pensando che così tutto si sarebbe sistemato / ma queste pietre sono pesanti»: il settimo disco di Matthew Houck, in arte Phosphorescent, nasce da qui, da questi versi di These Rocks, settima traccia di C’est la Vie che arriva a distanza di cinque anni da Muchacho, il disco che lo ha consacrato come un degno erede dei maestri ai quali viene abitualmente associato (Will Oldham, Willie Nelson e Paul Simon). Sul talento di Phosphorescent nessuno ha mai nutrito dubbi, anche ai tempi in cui vendeva soltanto 15.000 copie... https://artesuono.blogspot.com/2018/10/phosphorescent-cest-la-vie-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1410262934


 
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from mementomori

per chi ha voglia che scriva un blog serio/criticone/anti/conformista/pubblicità etc. vi consiglio di guardarvi il primo episodio di Californication...“non scriverò di un sogno in cui una suora mi ha fatto un pompino in chiesa” cit.

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace

Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

#ArmadeiCarabinieri #CaschiBludellaCultura #UNCOPS

 
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from lucazanini

[76]

1.1 gli anni O 1.2 gli anni N la macchina ferma la forma di desistenza] la [salute taggata fatti i mezzanini con apertura su tre lati o questo testo non è adatto] le provano tutte fino a excursus non] regge un sacco di ddl  pirine e frangi-sacco dipinto del bosco tiene la quantità della] parete fino a ics fino a plus 1.3

 
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from norise 3 letture AI

La ripulsa

fioca luce emana la tua aura se il cuore non risponde a impulsi di perdono

per legge di contrappasso la tua ripulsa è un boomerang

29.12.24

Riflessione breve

Grazie per aver condiviso questo testo: ha un tono netto e una tensione morale che colpisce. La parola ripulsa apre subito un campo emotivo forte; il finale con la legge del contrappasso chiude con efficacia morale e quasi ironica giustizia.


Analisi del contenuto

Immagini e tema
– L’immagine della fioca luce e dell’aura crea un contrasto tra visibile e interiore; funziona bene per suggerire un declino morale o emotivo.
– Il tema centrale è il rifiuto e la sua ricaduta: il boomerang come metafora è chiara e potente.

Voce e tono
– Il tono è asciutto, quasi lapidario; questo rafforza il giudizio morale del testo.
– La parola contrappasso richiama Dante e dà al verso una risonanza classica che arricchisce il messaggio.


Forma e ritmo

Metrica e musicalità
– I versi sono liberi; la scansione è irregolare ma coerente con il tono accusatorio.
– Alcune assonanze (es. aura / perdono) funzionano, altre pause potrebbero essere rese più nette con piccoli aggiustamenti lessicali.

Punteggiatura e disposizione
– L’assenza di punteggiatura accentua l’immediatezza, ma inserire una virgola o un punto in punti strategici potrebbe aumentare la tensione drammatica.


Suggerimenti pratici

Piccoli ritocchi lessicali
– Sostituire se il cuore non risponde a impulsi di perdono con se il cuore non risponde all’impulso del perdono per snellire la frase.
– Valutare la tua ripulsa è un boomerangla tua ripulsa torna boomerang per un ritmo più diretto.

Variante più lirica
– Potresti giocare con immagini più concrete (mani, ombre, specchi) per rendere la ripulsa sensoriale oltre che morale.


Due versioni alternative

Versione leggermente rivista
fioca luce emana
la tua aura: il cuore non risponde
all’impulso del perdono.
Per legge di contrappasso
la tua ripulsa torna boomerang.
29.12.24

Versione più essenziale
fioca luce
aura che non perdona
la ripulsa torna boomerang.
29.12.24


fioca luce
aura spenta
ripulsa: boomerang.
29.12.24

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Giòsafat re 1Al suo posto divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò contro Israele. 2Egli mise guarnigioni militari in tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per il territorio di Giuda e per le città di Èfraim occupate dal padre Asa. 3Il Signore fu con Giòsafat, perché egli camminò sulle vie seguite prima da suo padre e non ricercò i Baal, 4ma piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi, senza imitare Israele. 5Il Signore consolidò il regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. 6Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda. 7Nell'anno terzo del suo regno mandò i suoi ufficiali Ben-Càil, Abdia, Zaccaria, Netanèl e Michea a insegnare nelle città di Giuda. 8Con essi c'erano i leviti Semaià, Natania, Zebadia, Asaèl, Semiramòt, Giònata, Adonia e Tobia e i sacerdoti Elisamà e Ioram. 9Insegnarono in Giuda; avevano con sé il libro della legge del Signore e percorsero tutte le città di Giuda, istruendo il popolo. 10Il terrore del Signore si diffuse per tutti i regni che circondavano Giuda e così essi non fecero guerra a Giòsafat. 11Da parte dei Filistei si portavano a Giòsafat tributi e argento in dono; anche gli Arabi gli portavano bestiame minuto: settemilasettecento arieti e settemilasettecento capri. 12Giòsafat cresceva sempre più in potenza. Egli costruì in Giuda castelli e città di approvvigionamento. 13Disponeva di molta manodopera nelle città di Giuda. A Gerusalemme risiedevano i suoi guerrieri, soldati valorosi. 14Ecco il loro censimento secondo i casati. Per Giuda, erano comandanti di migliaia Adna il comandante, e con lui trecentomila soldati valorosi; 15alle sue dipendenze c'era il comandante Giovanni e con lui duecentoottantamila soldati; 16alle sue dipendenze c'era Amasia, figlio di Zicrì, votato al Signore, e con lui duecentomila soldati valorosi. 17Per Beniamino, Eliadà, soldato valoroso, e con lui duecentomila armati di arco e di scudo. 18Alle sue dipendenze c'era Iozabàd e con lui centoottantamila armati per la guerra. 19Tutti costoro erano al servizio del re, oltre quelli che il re aveva stabiliti nelle fortezze in tutto Giuda.

__________________________ Note

17,9 avevano con sé il libro della legge del Signore: l’espressione si trova ancora in 34,14, ma non è chiaro quale sia il contenuto di questo libro della legge (vedi anche Esd 7,14).

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Approfondimenti

17,1-20,37. Al quarto di secolo del regno di Giosafat (870-848) il libro dei Re riserva un lungo capitolo (1Re 22,1-51), in cui il profilo di questo sovrano risulta piuttosto sbiadito. A questa figura di riformatore il Cronista dedica maggiore attenzione. In quattro capitoli egli presenta non senza vivacità la serie dei successi e degli insuccessi del sovrano, che spiega secondo il suo schema teologico. Anzitutto, il nostro autore descrive la potenza e il fervore religioso del re, che JHWH benedice e le nazioni esaltano (c. 17); poi, l'errore dell'alleanza con Acab, re d'Israele, con la guerra e la sconfitta che ne conseguono (c. 18), che suscitano la reazione di condanna di un profeta (19,2-3); mentre le sue iniziative di riforma religiosa (19,4-11) gli garantiscono l'appoggio di Dio e la vittoria nello scontro coi nemici (20,1-30). Un altro gesto di infedeltà (una nuova alleanza con il re d'Israele) è motivo di una nuova condanna (20,31-37).

17,1-19. Con Giosafat ha inizio un periodo di notevoli turbamenti sociali e politici nella storia dei due regni. È un periodo centrale anche per la vicenda dello jahvismo. Il regno del Nord vede nascere e svilupparsi le associazioni profetiche; soprattutto vede entrare in scena, tra i profeti non scrittori, la figura di Elia, ardente difensore dello jahvismo e nemico acerrimo della tirannica dinastia di Omri (cfr. 1 Re 17-20). Anche il regno del Sud si vede coinvolto in questi sommovimenti, che trovano però un'eco lontana nel Cronista, interessato piuttosto a proporre le proprie tesi. Egli descrive la prosperità che ha caratterizzato i primi anni del regno di Giosafat (vv. 1-6), insiste quindi sul suo zelo religioso (vv. 7-9), sul rispetto di cui gode all'esterno (vv. 10-11) e sulla sua potenza militare (vv. 12-19). Il capitolo non ha riscontro nel libro dei Re, a parte il v. 1a = 1Re 15,24.

7-9. Il Cronista riporta un esempio concreto dello zelo riformatore di Giosafat: l'istituzione di una specie di commissione mista, formata da ufficiali del re, leviti e sacerdoti, incaricata dell'insegnamento della legge nel regno di Giuda.

10-11. Un altro aspetto della prosperità di Giosafat è il prestigio di cui gode il sovrano presso i popoli vicini.

12-19. L'esercito di Giosafat. I nomi degli ufficiali e i dettagli delle informazioni farebbero pensare a un documento d'archivio, che il Cronista ha potuto utilizzare come fonte.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[75]

questo testo non è adatto ai>il [valore -e] economico la parte è [granulare foderame frutto [della stampigliatura uso di -quello che si ha in casa] rubati lasciano mentine a carico l'edizione [speciale

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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«Sotto la maschera di una placida o bonaria indifferenza nasconde un’astuzia vigile e sottile». La definizione di sornione è il modo migliore per descrivere la personalità che traspare dalla musica, dalle parole, dalle interviste e dai videoclip di Kurt Vile. Impossibile non immaginarlo sulle strade di Philadelphia con il ghigno stampato in faccia mentre osserva, divertito, le amenità della vita. Padre di famiglia (lo vedete mentre fa le facce buffe alle figlie, vero?), a quasi 39 anni Kurt è un uomo arrivato, immerso nelle proprie passioni in modo genuino e incredibilmente umano... https://artesuono.blogspot.com/2018/10/kurt-vile-bottle-it-in-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/1UVthTEgHP0WcZZxqHtkvL


 
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from lucazanini

[74]

la pensano ha un rilievo] mondiale -flashbulb memory traducibile il mandato a bussola una] rinoplastica passa i deterrenti [un uso] consentito di ragionevoli lo abbassano al tre% tagliano la [sequoia da record installata una torre [del tipo “eiffel” da legolandia il popolo] bussa

 
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from Transit

(229)

(SB1)

La situazione retributiva italiana non è il risultato di una singola scelta sbagliata, ma di una lunga combinazione di fattori politici, industriali e contrattuali che hanno eroso il valore del lavoro.

Da anni il Paese convive con una crescita economica debole, una produttività stagnante e un sistema salariale incapace di trasferire miglioramenti reali ai lavoratori.

Il punto centrale è semplice: l’Italia ha tenuto bassi i salari per decenni senza ottenere in cambio un vantaggio competitivo stabile. Il risultato è un equilibrio povero, non una strategia vincente.

Uno dei nodi principali è la stagnazione della produttività. Se l’economia non cresce in efficienza, innovazione e valore aggiunto, le imprese tendono a comprimere il costo del lavoro invece di investirlo come leva di sviluppo. In Italia questa logica si è consolidata: settori frammentati, imprese piccole, scarsa spesa in ricerca e organizzazione, contrattazione spesso difensiva. Nel frattempo, i salari reali sono rimasti indietro rispetto al costo della vita, con un potere d’acquisto che ha subito una lunga erosione.

I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Secondo varie analisi recenti, la retribuzione media annua lorda del settore privato resta intorno ai 23.662 euro in alcuni perimetri statistici, mentre altre letture più ampie collocano la media dei dipendenti privati poco sopra i 32.000 euro lordi annui.

La differenza tra queste stime riflette ambiti diversi, ma non cambia il dato politico di fondo: una quota molto ampia di lavoratori resta sotto soglie retributive modeste, spesso insufficienti rispetto ai costi abitativi, energetici e familiari.

(SB2)

Il problema non è solo “quanto” si guadagna, ma come si distribuisce la ricchezza prodotta. Per anni il sistema ha favorito una moderazione salariale presentata come necessaria per la competitività. In realtà, quella moderazione ha spesso scaricato sui lavoratori il costo dell’aggiustamento economico, senza una contropartita credibile in termini di investimenti, innovazione o qualità del lavoro.

È una dinamica che ha protetto margini e bilanci nel breve periodo, ma ha impoverito la base sociale e indebolito la domanda interna. A questo si aggiunge una politica pubblica che interviene tardi e poco. I rinnovi contrattuali arrivano spesso con ritardi enormi, la contrattazione resta frammentata e la trasparenza retributiva è stata per anni insufficiente.

Solo nel 2026 l’Italia ha introdotto obblighi più stringenti di trasparenza salariale, segno che il sistema arrivava da una lunga stagione di opacità. Ma la trasparenza, da sola, non alza gli stipendi. Serve una scelta più netta: investimenti produttivi, contrattazione più solida, fiscalità che premi il lavoro e non solo la rendita.

Il punto, oggi, è che la questione salariale non è un dettaglio tecnico. È il centro della tenuta economica e sociale del Paese. Continuare a ignorarla significa accettare un’Italia in cui lavorare non basta più per vivere con dignità.

#Blog #Italia #Economia #Lavoro #DirittiCivili #Opinioni

 
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from norise 3 letture AI

Postfazione a SOSPENSIONI


Introduzione

La raccolta SOSPENSIONI di Felice Serino si presenta come un itinerario di ricerca interiore che alterna visioni, memorie e invocazioni. Le poesie qui raccolte non si limitano a descrivere stati d’animo: le trasformano in paesaggi, in gesti, in immagini che chiedono al lettore una partecipazione attiva. Questa postfazione intende offrire una lettura d’insieme che metta in luce i nuclei tematici e le scelte formali che rendono la silloge coerente e insieme ricca di aperture.


Temi centrali

Al centro della raccolta si colloca il tema dell’oltre: un bisogno di trascendere la “gravezza della carne” che si manifesta come tensione verso il sacro, il sogno, la rinascita. La fede — intesa non solo come dogma ma come atto esistenziale — è il motore che muove molte composizioni; essa permette all’autore di trasformare il dolore, la colpa e la vergogna in materia poetica. Accanto a questo asse spirituale, emergono costantemente la memoria e il viaggio: ricordi d’infanzia, figure amate, e l’immagine dell’itaca come meta che si intravede più che si raggiunge.


Linguaggio e ritmo

Serino dimostra una padronanza dei registri poetici: alterna versi brevi e frammentari a strofe più narrative, usa immagini forti e talvolta simboliche per condensare esperienze complesse. La musicalità è un elemento costante: il ritmo non è mai gratuito, ma serve a creare risonanze emotive che amplificano il senso dei testi. L’uso di enjambement, pause e segni grafici contribuisce a una lettura che è insieme vocale e meditativa, invitando il lettore a scandire il respiro del verso.


Figure e simboli ricorrenti

Nella raccolta ricorrono figure emblematiche: il mare come spazio dell’anima, l’angelo e il Lazzaro come simboli di resurrezione, il ciliegio e il girasole come segni di rinascita naturale. Questi simboli non sono mai didascalici: si presentano come presenze che interrogano e che, spesso, rimandano a un dialogo tra il personale e l’universale. Anche la presenza di riferimenti culturali e religiosi (Padre Pio, Giobbe, immagini bibliche) serve a inscrivere l’esperienza individuale in una tradizione più ampia, senza appesantirla di retorica.


Lettura e suggerimenti interpretativi

Leggere SOSPENSIONI significa accettare di essere condotti in uno spazio di sospensione tra visione e realtà. Consiglio di affrontare la silloge in due tempi: una prima lettura per lasciarsi attraversare dalle immagini e dal ritmo; una seconda lettura per cogliere le risonanze tematiche e i richiami interni tra le poesie. Alcuni testi funzionano come nodi interpretativi — ad esempio quelli che esplorano la colpa, la fede e la rinascita — e possono essere utili punti di partenza per una lettura critica o per un laboratorio di lettura condivisa.


Conclusione

La poesia di Felice Serino in SOSPENSIONI è un invito alla presenza: a riconoscere la fragilità umana e a trasformarla in canto. La raccolta non offre risposte definitive, ma apre varchi di senso in cui il lettore può sostare e ritrovare, forse, la propria parola. È una poesia che chiede tempo, ascolto e fiducia: elementi che, messi insieme, restituiscono la forza di una voce matura e capace di parlare al comune destino degli uomini.


Sintesi critica estesa

Obiettivo: offrire una lettura critica approfondita di SOSPENSIONI, evidenziando i nuclei tematici, le scelte formali, i richiami intertestuali e suggerimenti editoriali utili per una postfazione critica o per note riga per riga. Questa versione amplia la bozza precedente con analisi puntuali e proposte operative per l’autore/editore.


Temi e struttura della raccolta

Nucleo tematico centrale
La raccolta ruota attorno all’idea dell’oltre: trascendenza, desiderio di fuga dalla “gravezza della carne”, tensione verso il sacro e la rinascita. La fede è trattata come atto esistenziale più che come dogma, motore che permette la trasformazione del dolore in esperienza poetica.

Sottotemi ricorrenti
Memoria e tempo: ricordi d’infanzia, rimpianti, il tempo che “attraversa” il poeta.
Colpa e espiazione: testi come LA COLPA mostrano un io che si interroga sul passato e sulla responsabilità.
Viaggio e mare: il mare come spazio dell’anima e metafora del viaggio interiore (MARE APERTO, IL MARE ERA UNA FAVOLA, ITACA).
Religiosità e figure sacre: riferimenti biblici e santi (Giobbe, Padre Pio, Lazzaro) che inscrivono l’esperienza personale in una tradizione più ampia.
Ecologia e contemporaneità: testi come OLTRE STRAVOLTI CIELI introducono una sensibilità civile e ambientale.

Coesione della raccolta
La sequenza dei testi costruisce una progressione emotiva: dall’evocazione del desiderio di oltre, attraverso momenti di confessione e visione, fino a immagini di speranza e rinascita. Questa progressione conferisce unità pur nella varietà dei registri.


Analisi formale e linguistica

Registro e voce
Serino alterna registro colloquiale e tono liturgico; la voce poetica è spesso confessionale ma sa farsi anche immaginifica. L’io lirico è presente e dialogico: si rivolge a figure (Nina, Dio, il lettore) e a memorie.

Sintassi e ritmo
Versi frammentari e pause marcate creano sospensione e intensificano la musicalità.
Enjambement e cesure sono usati per modulare il respiro e per creare accenti emotivi.
– La punteggiatura è spesso minima o funzionale a creare scarti ritmici; in alcuni punti una maggiore coerenza grafica aiuterebbe la lettura.

Immaginario e metafore
Immagini ricorrenti (mare, angelo, ciliegio, girasole) funzionano come nodi simbolici. Le metafore sono spesso concrete e sensoriali, capaci di condensare esperienze complesse in pochi segni.

Lessico
Predomina un lessico che oscilla tra il quotidiano e il sacro; talvolta compaiono espressioni colloquiali che avvicinano il lettore, altre volte termini elevati che innalzano il tono.


Letture ravvicinate (close readings)

MARE APERTO

Osservazione: il verso finale l'anima è un mare aperto sintetizza il tema dell’ampiezza interiore.
Nota critica: il testo funziona come epigrafe tematica; suggerisco di mantenerlo in apertura per il suo valore programmatico.

IL MARE ERA UNA FAVOLA

Osservazione: contrapposizione tra dimensione onirica e delusione quotidiana.
Suggerimento interpretativo: leggere la “favola” come memoria idealizzata che si scontra con la realtà del corpo (il ritorno a letto).

LA COLPA

Osservazione: confessione autobiografica che apre a una riflessione morale.
Nota editoriale: valutare una lieve revisione sintattica per rendere più scorrevole il passaggio tra ricordo e riflessione morale.

L'ULTIMA PAROLA

Osservazione: forte riferimento a Giobbe; il testo raggiunge un climax drammatico.
Proposta critica: inserire una nota che contestualizzi il richiamo biblico per lettori non specialisti.

OLTRE STRAVOLTI CIELI

Osservazione: testo ecologico che amplia l’orizzonte tematico della raccolta.
Suggerimento: considerare un breve commento in postfazione che colleghi questo testo alla sensibilità contemporanea verso l’ambiente.

UN VERSO

Osservazione: riflessione metapoetica sull’età e sulla produzione poetica.
Nota critica: questo testo è utile per mostrare la consapevolezza dell’autore rispetto al proprio ruolo e alla tradizione poetica.


Note editoriali e suggerimenti riga per riga (esempi selezionati)

Stile e coerenza grafica
– Uniformare l’uso delle maiuscole nei titoli e la grafia degli apostrofi (es.: DOMANI CREDI GIUNGERA' vs DOMANI CREDI GIUNGERA’).
– Valutare l’uso coerente delle virgolette e dei trattini per le interruzioni di parlato.

Chiarezza lessicale
– In L'AVVERSARIO la parola l'nganno sembra un refuso; correggere in l’inganno per chiarezza.
– In MALGRADO TUTTO la frase (non v'è manna senza ingegno d'uomo) potrebbe essere resa più scorrevole con una lieve riformulazione: non v'è manna senza l'ingegno dell'uomo.

Note riga per riga (esempi pratici)
AMO L'IDEA — riga si ammanta di una luce affebrata: ottima immagine; suggerisco di valutare la posizione della pausa dopo affebrata per modulare il ritmo.
LA COLPA — riga sarà un residuo di “colpa da espiare”: considerare l’uso delle virgolette o l’italianizzazione del termine per coerenza stilistica.
PILATO — riga oggi Cristo potresti vederlo su un barcone: potente immagine sociale; suggerisco una nota che spieghi l’intento etico-politico del testo.


Conclusione e proposte operative

Valutazione complessiva
SOSPENSIONI è una raccolta matura, ricca di immagini potenti e di una voce coerente. La forza del libro sta nella capacità di coniugare esperienza personale e orizzonte universale, attraverso un linguaggio che alterna confessione e visione.


 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Alleanza con gli Aramei 1Nell'anno trentaseiesimo del regno di Asa, il re d'Israele Baasà salì contro Giuda. Egli fortificò Rama, per impedire il transito ad Asa, re di Giuda. 2Asa estrasse dai tesori del tempio del Signore e della reggia argento e oro e li mandò a Ben-Adàd, re di Aram residente a Damasco, con questa proposta: 3“Ci sia un'alleanza tra me e te, come tra mio padre e tuo padre. Ecco, ti mando argento e oro. Su, rompi la tua alleanza con Baasà, re d'Israele, in modo che egli si ritiri da me”. 4Ben-Adàd ascoltò il re Asa; mandò contro le città d'Israele i comandanti del suo esercito, che colpirono Iion, Dan, Abel-Màim e tutte le città di approvvigionamento di Nèftali. 5Quando lo seppe, Baasà smise di fortificare Rama e desistette dalla sua impresa. 6Il re Asa convocò tutti quelli di Giuda, che andarono a prendere le pietre e il legname con cui Baasà stava fortificando Rama, e con essi fortificò Gheba e Mispa. 7In quel tempo il veggente Anàni si presentò ad Asa, re di Giuda, e gli disse: “Poiché ti sei appoggiato al re di Aram e non al Signore, tuo Dio, l'esercito del re di Aram ti è sfuggito di mano. 8Etiopi e Libi non costituivano forse un grande esercito, con numerosissimi carri e cavalli? Quando ti appoggiasti al Signore, egli non li consegnò forse in mano tua? 9Difatti il Signore con gli occhi scruta tutta la terra, per mostrare la sua potenza a favore di chi si comporta con lui con cuore sincero. Tu in ciò hai agito da stolto; per questo d'ora in poi avrai solo guerre”. 10Asa si sdegnò contro il veggente e lo mise in prigione, adirato con lui per tali parole. In quel tempo Asa oppresse anche parte del popolo.

Morte del re 11Ecco, le gesta di Asa, dalle prime alle ultime, sono descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele. 12Nell'anno trentanovesimo del suo regno, Asa si ammalò gravemente ai piedi. Neppure nell'infermità egli ricercò il Signore, ricorrendo solo ai medici. 13Asa si addormentò con i suoi padri; morì nell'anno quarantunesimo del suo regno. 14Lo seppellirono nel sepolcro che egli si era scavato nella Città di Davide. Lo stesero su un letto pieno di aromi e profumi, composti con arte di profumeria; ne bruciarono per lui una quantità immensa.

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Approfondimenti

La guerra condotta da Asa contro Baasa (vv. 1-6) viene spostata a questo punto e motiva l'intervento di condanna di Canani (vv. 7-10), che apre alla descrizione della fine di Asa (vv. 12-14).

1-6. I versetti ripropongono 1Re 15,16-22. Ma la cronologia è diversa da 1Re 15,16 ed è assurda. Nel trentaseiesimo anno del regno di Asa Baasa era morto da dieci anni. Come s'è accennato sopra, qui più che mai risulta chiaro come per il Cronista i principi teologici valgano più della cronologia.

7-10. Sono composizione del Cronista, introdotta da un'espressione stereotipa: «In quel tempo». Il profeta Canani è sconosciuto. Il brano richiama Is 7,13ss. e l'esperienza di Geremia. Per il Cronista è questo l'episodio che rende teologicamente conseguente la malattia di Asa.

11-14. Conclusione del regno di Asa, cfr. 1Re 15,23-24, di cui questi versetti sono una elaborazione. In più il Cronista ha la menzione del ricorso ai “medici” (più che nel nostro senso, nel senso piuttosto di maghi e stregoni, essendo la magia e la medicina coesistenti in questi tipi di società), un'ulteriore aggravante nella condotta del re, oltreché i dettagli sulla solennità della cerimonia di sepoltura, forse per restituire in qualche modo a questo re l'onore di avere comunque contribuito alla causa del vero jahvismo.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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A vent'anni esatti dalle loro prime incisioni indipendenti e con un contratto fiammante per il prestigioso marchio Columbia, gli Old Crow Medicine Show sono lanciati più che mai alla conquista della scena Americana, di cui restano uno dei punti di riferimento più nitidi di questi anni. Per festeggiare questo ideale anniversario si regalano un nuovo album, che credo spiazzerà in parte i fan della prima ora e chi li vorrebbe vedere imprigionati nel recinto della roots music più intransigente: Volunteer non rinnega nulla del percorso sin qui affrontato dalla band, sia chiaro, ma aggiunge più chitarre elettriche, più ballate d'autore e una certa verve strumentale arrembante che la produzione in gran solvero di Dave Cobb (sempre lui) esalta a dovere, senza per ciò svenderne l'ispirazione... https://artesuono.blogspot.com/2018/05/old-crow-medicine-show-volunteer-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1347337934


 
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