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from mementomori

porcodio

ah ah che bello un post sfogo virale solo per la quantità di bestemmie, aspetta che ne faccio un altro che evidenzi quanto la gente in realtà sembra uscita dall'asilo, online. rido per non piangere. lolololol

 
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from mementomori

Comunque palesemente le donne sono superiori agli uomini.

Cioè, dai...è ovvio. E sono pure un uomo. lol

“Cioè, zio...FIGA: IL CALCIO E LA FIGA SONO LE COSE PIÙ BELLE DEL MONDO, si va a troteeeeee”

esempio lampante di donne che superano le divinità stesse:

https://www.youtube.com/watch?v=_ukZYoxfyto

https://www.youtube.com/watch?v=VICAjO51wPw

spoiler: sto post era fatto apposta sulla scia del post pieno di bestemmie-sfogo per publicizzare un po' di musica bella. lol non ho un cappio da fare...ne da mettermi. lol

 
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from mementomori

Il mondo dell'open-source non ha un fottuto cazzo di senso per la sicurezza e per la privacy, punto.

E sapete il perché? È semplice rispondervi: Chiedete a qualunque intelligenza artificiale se esiste in tutto il mondo attualmente un sistema hardware aggiornato (quindi in teoria sicuro) con un software completamente open-source (quindi che non abbia una qualunque traccia di codice chiuso) e vi dirà che i device attuali non hanno MAI (e dico mai) il firmware open-source e gli ultimi che ce l'hanno sono computer thinkpad di 16 anni fa non più aggiornabili via hardware con si software open aggiornato ma con appunto hardware scadente e se si vogliono usare veramente in modo completamente opensource senza crash continui non puoi. MA LOL.

Ma voi che vivete nel mondo nel mondo opensource che avete in testa? Le possibilità sono quattro: >non ve ne frega un cazzo di tenere davvero alla privacy e alla sicurezza >siete ignoranti a vostra insaputa a riguardo >non potete farci nulla a riguardo (come tutti visto che i pezzi hardware attuali sono blindati via software) e siete leggermente ipocriti >non vi interessa veramente la privacy e la sicurezza nel mondo open-source

Un firmware che lavora al ring -3 può letteralmente leggere SEMPRE e TUTTO ciò che va su quel pc e questo accade SEMPRE e PER TUTTI i device e sicuramente condividono tutto via internet, quindi: le vostre criptazionicine della mia palla destra se ne vanno a fottere...

“Beep-Beep...Beep-Beep...” “Pronto GrapheneOS?” “Si: siamo noi.” “Vi ritenete capaci di creare un sistema sicuro e che non viene assolutamente letto il contenuto dei suoi utenti da parte di Google mentre usano esso?” “Beh...si...più o meno...” “MA ANDATEVENE A FANCUL, E DITELE LE COSE COME STANNO, SERVE UN MOVIMENTO SERIO A RIGUARDO.”

Ah ma giusto: Google e Youtube vi dicono che graphene è sicuro, così come proton: CREDETECI. LOL

Edit-spoiler: informatevi bene su internet, qui c'è del miracolo https://minifree.org/

 
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from lucazanini

[61]

è una abilità la serie la mira riprende sul plurivan è mirabilis vista sporadico] blues nel canneto più -mira si] offrono allo stappo uno spettacolo per sentito dire uno] alla fine sigilla pronto in dispersione zero] muffa

 
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from differxdiario

zero tumblr.

leggermente in ritardo rispetto a quanto annunciavo (https://noblogo.org/differx/detto-e-diciamo-tra-un-paio-di-giorni-da-ora-fatto) ho finalmente cancellato tutti i miei account tumblr. non senza un non piccolo dispiacere, certo. ma è (anche) una risposta a quanto raccontavo qui: https://noblogo.org/differx/poi-alla-fin-fine-anche-tumblr-a-cui-tuttora-ingenuamente-guardo-con-una e un ulteriore tassello dell'uscita dagli spazi proprietari / generalisti / mainstream.

to be continued

 
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from mementomori

“PORCAMADONNA IO VIVO IN UNA CITTÀ MORTA DIOCANE” riflessioni serie, profonde e vere per la prima volta di getto e che penso veramente da parte mia riguardo “la società borghese di merda italiana” versus “i barboni” con pure una censura palesemente inutile mia. (eccovela subito: PORCA ma MAi una DONNA...e DIO CANtantE subito dopo)

Bho che cazzo vi devo dire? Stavo pensando ad alta voce tra me e me mentre stavo ascoltando Lethean dei Katatonia (n.b.: la versione su youtube è inascoltabile pure con la cassa da 2 euro dei cinesi e pure con i vostri devaisss in alta fedeltà delle mie balle, babbè, per fortuna c'è soulseek), delle cose che provo ad esporvi qui:

Ma puttana della madonna, ma perché quando parlo con la gente online (diocane) sembra che vivono tutti in un cazzo di fantasy di merda nella loro vita e nella loro testa? DAVVERO la gente non si rende conto di che cazzo parla e in che mondo di merda vive proprio perché loro si sentono fottutamente più intelligente, più smart, più “educati” (ma che diavolo vuol dire) e migliori degli altri? Qui voleranno le madonne, occhio (ma si era già capito).

Esempio che voglio portarvi: Mi è capitato di leggere online cose come “Eh ma perché i cazzo di barboni (diocane) vogliono i cazzo di soldi SEMPRE (fascista) e pure rompono il cazzo (elamadona)? Faranno centinaia di euro al mese con l'elemosina (si e tu sei pure un ebreo) e per di più avranno un sacco di sostegno sociale (si dalle assistenti antisociali diomaiale). Ma poi che cazzo... (puttana della madonna) sono pure arroganti spessissimo...ma che vadano a lavorare (pezzo di merda secco in un culo pieno di emorroidi lol)” Ecco: manca solo che puzzano, sono delle merde immigrate del cazzo di un altra città di merda e che vanno uccisi tutti, che vanno riaperti i mannicommi, che si deve tornare ai tempi di LUIIII e che i treni arrivavano in orario putanadelamadona, poi il quadretto della gente schifosa è chiuso.

Ora rispondo: A parte che diocane ne conosco personalmente abbastanza di barboni da saperli giudicare realmente e oggettivamente e so come criticare sia loro che la società che li giudica e personalmente ci ho pure abitato insieme in strutture destinate (peggio dei gulag) ai “disaggiati socialli” (al posto di voi merde di reddit e del 99,9999% della gente di merda del mondo borghesotto italo-idiota che non li ospiterebbe MAI manco li pagassero e posso portarvi degli esempi oggettivi a riguardo, parlando con quell'accento milaneshe o comunque del nord classico di salvini con cose tipo “che risolvano i loro probblemi accasa lorooohohohoh” o cose così da individualismo extraterrestre da 3a elementare o da puttane politiche di merda) e dio cane di un maiale di un dio schifosissimo vi dico di già che non guadagnano un cazzo con l'elemosina, giuro: È già tanto se fanno 4-5 euro in 12 ore di elemosina sotto il sole di agosto oppure sotto la pioggia e il freddo di gennaio, punto uno. Punto du, la gente fa schifo al cazzo e l'umanità dovrebbe estinguersi ora per quanto è egoista, stupida e ignorante (Einstein docet) quindi, anche se spiego a sti borghesotti dei miei coglioni, menefreghisti, altamente irritanti e stupidi ste cose loro non mi cagherebbero di striscio e mi verrebbero a dire cose come “ue figa, zio, frate, belin (etc.) sei un mona, devo andar, ciò la famiglia, il lavoro, il cane di dio da portare fuori (inventarsi balla X a caso o modo per dire “io non penso davvero nella mia testa e non me ne frega un cazzo nemmeno della mia vita e sono sempre a usare scuse del cazzo pure per scopare e pensare, bho, al calcio perché non esisto? per favore lasciami stare, sotto sotto sono una merda umana e lo so”) devo alzamme presto domani, viavia ciaooooo!!!!” (Francesco Alò docet) mentre guardono ogni tre secondi l'orologio al polso (però trovano comunque quanto tempo vogliono per non fare un cazzo sempre e comunque per ogni singola cosa della cazzo di vita di merda che hanno per dire cavolate e sfottere) mentre la vita dell'umantià sempre che si evolva sempre di più in film come Idiocracy oppure I figli degli uomini e cose così, realmente l'umanità si estinguerà (e anche nel breve periodo considerando la lunghezza intera nella storia e nella preistoria dell'umanità intera) perché ognuno si fotterà (e si fotte già da solo comunque, sempre e pure nel futuro sempre di più) in una società che si autoincula da sola con un complicato (ma nemmeno tanto) sistema di specchi e leve e con cui fotte anche il culo dell'altro anche non volendo (human centipede docet) e io godrò veramente quando porcamadonna la gente sarà sola, morta e la società completamente e irrimediabilmente distrutta e manovrata da sè stessa senza consapevolezza umana (che i rimbarmiti di 20 anni davanti i “devaissss” sono già a questo livello, vabbò LOL ma svegliateve diocan, non so se ridere come donnie darko quando sta per morire o piangere come quando, sempre donnie ha appena sparato al coniglio e la sua ragazza è morta). Punto tre, quelli che si lamentano che “devono tutti andare a lavorarrr sti barbun de merdddd” sono quelli che sono i primi che nemmeno banalmente si chiedono come cazzo farebbero loro borghesotti di merda a lavorare senza titolo di studio, senza casa e mentre puzzano perché non hanno la doccia o il posto in cui cagare e dormire etc. no, ma veramente? “Ehhh ma figa loro sono delle merde ma mica lo dico, lo penso e basta uè, loro sono peggio degli schiavi dimmerda”. Ma ci siete o ci fate? RInco.

Per il resto rispondeteve da soli per favore... dio cane. Non sono il vostro insegnante di sostegno per i vostri problemi di autismo mentre siete bimbi delle elementari. Che poi se ci pensate è proprio il sentirsi superiori che crea disparità e ingiustizie sociali e il sentirsi inferiori ci sistema al di sotto di ste merde, tanto vale ammazzarci a vicenda (Charles Manson docet).

Diomaiale DOCET.

Intro a sta lettura doverosa: https://www.youtube.com/watch?v=JRi5K9lo4v8

Aggiungo solo una classica frase degli interlocutori che postano in inglese su reddit, ovvero: “What does “Ma dio cane” mean? What is the equivalent saying in English?” ovviamente la risposta è quasi sempre: “God Dog” oppure “È una bellissima frase”, e qui chiudo veramente sto post dimmerda.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Trasporto dell’arca nel tempio 1Fu così terminato tutto il lavoro che Salomone aveva fatto per il tempio del Signore. Salomone fece portare le offerte consacrate da Davide, suo padre, cioè l'argento, l'oro e tutti gli utensili; le depositò nei tesori del tempio di Dio. 2Salomone allora convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani d'Israele e tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per far salire l'arca dell'alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. 3Si radunarono presso il re tutti gli Israeliti nel settimo mese, durante la festa. 4Quando furono giunti tutti gli anziani d'Israele, i leviti sollevarono l'arca 5e fecero salire l'arca, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti leviti. 6Il re Salomone e tutta la comunità d'Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all'arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. 7I sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. 8Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell'arca; i cherubini, cioè, coprivano l'arca e le sue stanghe dall'alto. 9Le stanghe sporgevano e le punte delle stanghe si vedevano dall'arca di fronte al sacrario, ma non si vedevano di fuori. Vi è rimasta fino ad oggi. 10Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole, che vi aveva posto Mosè sull'Oreb, dove il Signore concluse l'alleanza con gli Israeliti quando uscirono dall'Egitto. 11Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario – tutti i sacerdoti presenti infatti si erano santificati senza badare alle classi – 12mentre tutti i leviti cantori, cioè Asaf, Eman, Iedutùn e i loro figli e fratelli, vestiti di bisso, con cimbali, arpe e cetre stavano in piedi a oriente dell'altare e mentre presso di loro centoventi sacerdoti suonavano le trombe, 13avvenne che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all'unisono la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle trombe, dei cimbali e degli altri strumenti si levò per lodare il Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre, allora il tempio, il tempio del Signore, si riempì di una nube, 14e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio di Dio.

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Approfondimenti

I cc. 5-7 narrano nel complesso la dedicazione del tempio di Gerusalemme. Dopo il trasferimento dell'arca nella capitale (c. 5) si ha la cerimonia della dedicazione, introdotta da un discorso di Salomone e dalla sua preghiera a JHWH (c. 6). Della festa della consacrazione del tempio si parla quindi al c. 7.

Il c. 5 introduce al grande evento. Seguendo da vicino il racconto di 1Re 8,1-13, esso narra il trasporto dell'arca da Sion al tempio (vv. 2-10) e la rivelazione della Gloria di JHWH, che prende possesso del santuario in maniera visibile (v. 11-14).

2-3. Da Sion, dove era stata collocata sull'aia di Ornan, l'arca è trasferita solennemente a Gerusalemme, dove Salomone convoca in assemblea tutti i capi del popolo (v. 2) e il popolo stesso (v. 3). La data scelta per la dedicazione è la festa delle Capanne, che si celebrava al settimo mese, corrispondente a settembre-ottobre.

4. Secondo 1Re 8,3 il trasporto dell'arca venne effettuato dai sacerdoti e dai leviti. Il Cronista invece, conformemente a quanto era stato detto in 1Cr 15,2, attribuisce questo onore ai soli leviti, che con l'arca fanno il loro ingresso nel tempio in forma pienamente legittimata.

5. Questa legittimazione dev'essere stata ottenuta non senza contrasti e resistenze, come forse lascia intravvedere il v. 5, che parla di «sacerdoti e leviti», una glossa di mano sacerdotale che è passata da Cr a 1Re 8,3. Assieme all'arca venne prelevata dai leviti tutta quanta la tenda mosaica di Gabaon, che cessò quindi di esistere come centro nazionale del culto.

7. L'ingresso nel «Santo dei santi» era interdetto ai leviti sotto pena di morte, cfr. Nm 4,20. Toccò quindi ai sacerdoti introdurre l'arca nella cella.

9. «così è fino ad oggi» è un anacronismo dovuto al fatto che l'autore sta trascrivendo di sana pianta la sua fonte. Al suo tempo il santuario non custodiva più l'arca dell'alleanza, che non è mai menzionata nei testi postesilici. L'autore dunque deve aver utilizzato un testo di 1-2 Re anteriore alla distruzione del tempio salomonico (586 a.C.), a meno che l'espressione sia letta nel senso di “per sempre”, cosa non impossibile.

11-14. Cfr. 1Re 8,10. La nube, segno della Gloria di JHWH, riempie il tempio. I vv. 11b-13a sono assenti nella fonte e vanno attribuiti alla mano del Cronista. Essi insistono sul ruolo dei leviti e dei musicisti, ma ad essere coinvolto in questa scena grandiosa è tutto l'ordine sacerdotale e levitico. Lo stile è pesante e contorto. Le parole cantate sono una forma di ritornello ricorrente in diversi salmi, cfr. Sal 100,5; 106,1; 107,1; 136,1s.; cfr. anche 1Cr 16,41s.; Esd 3,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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La Dave Matthews Band allunga la propria già navigata carriera con Come Tomorrow, nono album in studio, che si va ad aggiungere agli innumerevoli live album pubblicati. L’abbondanza sonora legata a doppia mandata ad una qualità eccelsa è da sempre il marchio di fabbrica di un nome che, se qui in Italia è solo vagamente considerato, oltreoceano è uno dei capisaldi della cultura pop e folk... https://artesuono.blogspot.com/2018/07/dave-matthews-band-come-tomorrow-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1385703539


 
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from Diario

Ieri ho finito di leggere Il giardino dei sette crepuscoli, l'avevo iniziato a febbraio. Mi ci sono messo d'impegno per terminarlo prima dell'inizio degli orali. Ero sul divano e mi sono reso conto che non vedevo la pagina: un po' per l'oscurità, un po' perché la mia vista peggiora con il passare degli anni, avevo delle informazioni parziali del testo. Le lettere si diluivano, dilavate in macchie diventavano un impasto con la pagina e capivo il senso perché il mio cervello – bontà sua – completava quello che non vedevo.

Era come se un'intelligenza artificiale generasse di volta in volta le pagine del libro per accostamenti probabilistici dei vettori delle forme tipografiche dei caratteri e la mia parte razionale trasformasse quella parodia della pagina stampata in un qualcosa che avesse senso. In più mi davano fastidio le modalità con cui il protagonista della storia si innamorava. Vedere il tuo corpo che invecchia e perde possibilità e fascino, rompe la valvola che teneva tutta la vaporosità di quello che pensi di te stesso così in alto, nel grande panopticon indistinto delle relazioni sociali.

Sono qua che aspetto di essere felice, pensavo ieri, volevo farne l'incipit di una poesia, ma in questo periodo non scrivo più in versi. Programmo anche pochissimo. Non ho idea del perché, ma mi interessano – in questi mesi – le immagini. Faccio molte fotografie, mash-up, video, senza più l'ingombro dell'apparato testuale. E uso pochissimo l'intelligenza artificiale, giusto ogni tanto per sprecare energia e affrettare il momento in cui diventerà inaccessibile per i costi di gestione. Ma – in genere – per cazzate.

L'immagine invece in questo periodo mi restituisce di più mentre la tratto. Ho iniziato a fare dei mash-up di opere d'arte, ne sta venendo fuori una serie che si chiama crasi. Giro per ore in un sito che raccoglie immagini di opere d'arte e mi sono fatto prestare da un collega che insegna tecniche di disegno tre volumi di storia dell'arte che sfoglio. Quando due immagini mi sembrano cortociruitare, magari una che ho sotto gli occhi e una nella mia memoria le porto su gimp e inizio a lavorarle per metterle assieme. Butto via l'ottanta per cento delle prove. A volte certe cose sono buone solo nella mia testa. Qua si vede il fatto che sono invecchiato: un tempo avrei pubblicato tutto.

Oppure giro e faccio foto. Mi diverte provare a fotografare al buio con l'otturatore aperto oppure uso un filtro in ingresso che trasforma il reale in una sua versione bitmap, un dithering che degrada tutto creando un'estetica che trovo affascinante. Non tratto la fotografia, ma fotografo già quello che il filtro deforma, cerco di vedere il mondo – voglio dire – con l'occhio algoritmico del filtro. E poi – vabbè – vado in giro a fotografare le immagini che possono servirmi per Inferno, la visual novel che devo finire. Ieri ho fatto delle foto dei corridoio di un rivenditore di piastrelle che erano perfette e in settimana devo andare al cimitero per fare due foto a una serie di loculi che ho in mente.

Aspetto di essere felice e alla mattina sentire qualcosa di caldo che staziona nella bocca, poi scende per la gola e inizia ad appesantire lo stomaco, è un passo nella direzione giusta, pare.

Oggi ho fatto una lunga passeggiata perché non stavo bene, sentivo un senso di leggera depressione e una rabbia interna senza ragione apparente. Mentre camminavo mi fischiavano le orecchie, acufeni al massimo livello, il che aumentava ancora di più il senso di fastidio. Guardandomi attorno, quello che vedevo mi intristiva. Non c'era nessun motivo, ma era così. Volti persi, gente affamanata seduta per strada con lo sguardo di chi ti vuole spolpare, marciapiedi con il cemento frantumato da decenni, gente violenta, la periferia. Tutto concorreva a farmi stare peggio.

Io camminavo veloce, cercavo di bruciare. Formulavo frasi nella testa. Cercavo un testo per un video, che poi non ho fatto. Il testo diceva qualcosa del tipo: il problema non è rendersi conto che l'umanità è insostenibile. L'umanità è insostenibile. Insopportabile. Solo se sei innamorato puoi non farci caso, l'umanità – cioè – resta insostenibile, ma tu sei innamorato e pensi che sia uno scambio equo: tenere l'innamoramento e sopportare l'umanità, il mondo. Ma il problema non è lì. Il problema è quando ti vedi da fuori e scopri che anche tu sei insopportabile. Ti senti parlare, vedi i tuoi tick, la tua voce lagnosa, consideri i tuoi bias, i tuoi pregiudizi e capisci che sei come tutti gli altri. Uno dei tanti tasselli. Pensavi di essere diverso, tutta la narrativa ti ha sempre detto che tu eri diverso, che eri il prescelto, ma in realtà sei uno dei tanti. Il video finiva così.

È stato in quel momento che ho provato una rabbia intensa, non verso l'umanità, le persone che camminavano vicino a me, i messaggi pubblicitari, tutta questa gente che vuole vendermi qualcosa – qualsiasi cosa – continuamente. Ho sentito una rabbia salire per il corpo, ma una rabbia verso me stesso. Immotivata, cieca, invisibile. Una rabbia materiale, perché era della stessa consistenza della mia carne, e saliva e in quel momento ho avuto paura. Perché un conto è fare della narrativa, come sto facendo adesso, raccontare cose che magari mi sono inventato. Tu che mi stai leggendo non hai idea se quello che ti sto scrivendo è successo davvero. Un conto è fare narrativa, partire da un particolare e allargare il discorso, creare tutta la struttura che l'occidente mette in piedi per raccontare qualcosa.

Ma un altro conto è quando succede davvero, quando sei li con la lingua nella testa che fai narrativa e la lingua rimane annodata, un rigurgito di odio sale e annega tutto quello che incontra, la lingua stessa si irrigidisce, si spaventa. Teme di non riuscire a raccontare quello che gli sta succedendo, di non averne la possibilità, di rimanere sommersa e schiacciata sotto. Questa volta sta succedendo davvero. Una paura carnale.

Di cosa? Non lo so. Che sia tutto lì. Alla fine è tutto lì. Non lo so in realtà.

Ho ripreso a camminare e ho camminato ancora per almeno un'ora finché il corpo ha iniziato a farmi male, a tornare umano, un po'. Ho preso fiato. Ho attivato lo smartphone e sono sceso in mezzo alla strada, nella corsia degli autobus, stando attento che nessuno mi investisse. Ho fatto delle foto ai cartelloni pubblicitari a cui avevano tolto tutto. Restava il colore del metallo raschiato, il grigio sovrapposto della sua materia che – in quel momento – mi sembrava una delle poche cose che – guardandola – mi rispondeva.

Vedi, ho detto stamattina allo studente alla correzione del suo elaborato, il tuo compito ha mostrato che hai delle belle idee, che sei curioso e che devi continuare a leggere perché il tuo vocabolario deve crescere, si vede che hai difficoltà a volte a trovare le parole giuste. E la seconda cosa – gli ho detto – è che mentre leggevo il tuo elaborato, mi sono commosso. Davvero, commosso. E gli ho spiegato quando e perché. E lui ha fatto un espressione del viso strana, come dire.

 
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from lucazanini

[60]

un manipolo oppure l'osservatorio-monstre il prestanome lì fanno le sterrate  i riti a più] o infanzie sottili-sottili tutti investono nelle fratture subabissali in montagnole ostili sono duemila anni di] ricarica

 
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from norise 3 letture AI

Forse una nube (a Pierluigi Cappello)

mi accoglierà un non-luogo non più inalerò resina di abeti alle finestre degli occhi colombe bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza forse una nube vorrà dire casa

Riflessione breve

Questa poesia respira sospensione: un passaggio dolce e incerto verso un altrove che si fa casa attraverso immagini lievi e tattili. Il tono è insieme malinconico e consolatorio, come se l’io lirico accettasse una nuova dimora fatta di vaghezza e segni delicati.

Analisi

  • Immagini principali: nube, resina di abeti, colombe agli occhi; elementi naturali trasformati in metafore di memoria e senso di appartenenza.
  • Tema: ricerca di un luogo (o non-luogo) che possa sostituire la casa tradizionale; la vaghezza come abbraccio e rifugio.
  • Tono e voce: intimo, pacato, con una fiducia sottile verso l’incerto — il verbo forse apre e chiude, segnando l’indeterminatezza come possibilità.
  • Struttura e ritmo: versi brevi, pause nette; l’assenza di punteggiatura accentua la continuità del flusso emotivo.

Lettura frase per frase

  • mi accoglierà un non-luogo — l’idea di essere accolti anche dove non c’è un luogo definito.
  • non più inalerò resina di abeti — rinuncia a un odore, a un legame concreto con il passato o con la natura familiare.
  • alle finestre degli occhi colombe bianche si poseranno — la vista si popola di pace e innocenza; le finestre diventano organi sensoriali aperti al mondo.
  • mi abbraccerà vaghezza — la vaghezza non è vuoto ma gesto affettuoso; diventa sostegno.
  • forse una nube vorrà dire casa — chiusura che trasforma l’incertezza in possibile dimora.

Traduzione proposta (inglese)

Perhaps a cloud
(written for Pierluigi Cappello)

will welcome me to a non-place
I will no longer breathe in fir resin
at the windows of my eyes white doves
will alight
vagueness will embrace me
perhaps a cloud will mean home

forse troverò una stanza senza porte
dove il silenzio sa di pioggia sottile
non sentirò più il sapore del legno
sulle palpebre si poseranno piccole lune
mi terrà per mano la vaghezza
forse una nube mi chiamerà casa

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Arredi del tempio 1Salomone fece l'altare di bronzo lungo venti cubiti, largo venti e alto dieci. 2Fece il Mare, un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, perfettamente rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e una corda di trenta cubiti lo poteva cingere intorno. 3C'erano sotto l'orlo, tutt'intorno, figure dalla sembianza di buoi, dieci per ogni cubito, che formavano un giro all'intorno; le figure di buoi erano disposte in due file ed erano state colate insieme con il Mare. 4Questo poggiava su dodici buoi; tre guardavano verso settentrione, tre verso occidente, tre verso meridione e tre verso oriente. Il Mare poggiava su di essi e tutte le loro parti posteriori erano rivolte verso l'interno. 5Il suo spessore era di un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo di un calice, era a forma di giglio. La sua capacità era di tremila bat. 6Fece poi dieci bacini per la purificazione, ponendone cinque a destra e cinque a sinistra; in essi si lavava quanto veniva usato per l'olocausto. Il Mare serviva alle abluzioni dei sacerdoti. 7Fece dieci candelabri d'oro, secondo la forma prescritta, e li pose nell'aula: cinque a destra e cinque a sinistra. 8Fece dieci mense e le collocò nell'aula, cinque a destra e cinque a sinistra. Fece inoltre dieci vasi d'oro per l'aspersione. 9Fece il cortile dei sacerdoti, il gran cortile e le sue porte, i cui battenti rivestì di bronzo. 10Pose il Mare dal lato destro, a oriente, rivolto verso meridione. 11Curam fece i recipienti, le palette e i vasi per l'aspersione. Terminò di fare il lavoro che aveva eseguito per il re Salomone quanto al tempio di Dio: 12le due colonne, i globi dei capitelli che erano sopra le colonne, i due reticoli per coprire i due globi dei capitelli che erano sopra le colonne, 13le quattrocento melagrane per i due reticoli, due file di melagrane per ciascun reticolo, per coprire i due globi dei capitelli che erano sulle colonne, 14i dieci carrelli e i dieci bacini sui carrelli, 15l'unico Mare e i dodici buoi sotto di esso, 16i recipienti, le palette, i vasi per l'aspersione e tutti quegli utensili che Curam-Abì aveva fatto al re Salomone per il tempio del Signore. Tutto era di bronzo splendente. 17Il re li fece fondere nel circondario del Giordano, in suolo argilloso, fra Succot e Seredà. 18Salomone fece fare tutti quegli utensili in quantità molto grande, tanto che non si poteva calcolare il peso del bronzo. 19Salomone fece tutti gli utensili del tempio di Dio, l'altare d'oro, le mense su cui si ponevano i pani dell'offerta, 20i candelabri e le lampade d'oro purissimo, da accendersi, come era prescritto, di fronte al sacrario, 21i fiori, le lampade, gli smoccolatoi d'oro, di quello più raffinato, 22i coltelli, i vasi per l'aspersione, i mortai e i bracieri d'oro purissimo, e, quanto alle porte del tempio, i battenti interni verso il Santo dei Santi e i battenti del tempio, cioè dell'aula, in oro.

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Approfondimenti

Il brano corre parallelo a 1Re 7,23-26.38-51. Fatta eccezione per i vv. 2a.3a e 6-9, gli altri versetti ripropongono la fonte con varianti minori.

1. L'altare di bronzo è l'altare degli olocausti. Della sua costruzione non si parla in 1Re 7,23, ma è presupposto in 1Re 8,22.64 e 2Re 16,4.

2. «la vasca di metallo» in ebr. è «il mare di metallo», una grande riserva d'acqua lustrale, alla quale era attribuito anche un significato cosmico con risonanze pagane.

6. Per i dieci recipienti, cfr. 1Re 7,27-39, dove si parla anche con ampiezza delle rispettive basi, cfr. v. 14.

7. Cfr. 1Re 7,49. Es 25,31-40 e 37,17-24 precisano la forma del candelabro mosaico, a sette braccia.

8. Già 1Cr 28,16 parla di varie tavole usate per gli oggetti del culto, da non confondere con le tavole d'oro destinate ai pani della proposizione, cfr. 1Re 7,48; 1Cr 28,16.

9. Cfr. 1Re 6,36 (che però distingue solo tra “cortile interno” e “gran cortile”); 7,12; Ez 45,19. Anche qui è riflessa la situazione del secondo tempio, al quale si riferisce la terminologia usata a partire da Ezechiele (42,13).

11-18. Elencano in sommario gli utensili fabbricati da Curam e gli altri lavori da lui eseguiti. Il v. 17 indica la località in cui questi oggetti destinati al tempio vennero fusi, cfr. 1Re 7,40-45.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Van Morrison non molla di un centimetro e non si ferma più. Solo sei mesi fa aveva pubblicato “You’re Driving Me Crazy”, con il supporto dell’organista jazz Joey De Francesco. Sei mesi fa, però, erano sei mesi fa, era il passato. Ora, prima della fine dell’anno, è in arrivo il suo secondo disco del 2018, “The Prophet Speaks”. Due sono anche gli album che aveva pubblicato nel 2017. Uno ne uscì nel 2016 e un altro ancora nel 2015. Non sappiamo cosa sia scattato nel cuore e nella testa del leone di Belfast – se poi è scattato qualcosa – da portarlo a tenere questo notevole ritmo di pubblicazione... https://artesuono.blogspot.com/2018/12/van-morrison-prophet-speaks-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1859634283


 
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from differxdiario

moralità leggendarie.

sconosciuta chiede l'amicizia sul social odioso e ovviamente accetto. molto meno di trenta secondi dopo mi scrive “mi sembra che tu faccia cose attinenti alla poesia” e si propone di affibbiarmi il suo libro di poesie prefato da eccetera. le scrivo che in effetti no, mi occupo di postpoesia e prosa in prosa e mi risponde “ah e che cazzo sarebbe?” e aggiunge che la sua è postpoesia e prosa poetica e le rispondo e allora che cazzo mi scrivi a fare e la blocco.

 
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