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from lucazanini

[63]

arrivano gli] apparecchi gli] acustici un divano ergonomico i policheti] intelligenti sono invisibili e di] averli messi nelle quarantene dei laboratori maasdammer's stazzi pieni di vertici-ponchielli antropici sollecitati arrivano]

 
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from mementomori

Guardarsi Lady vendetta nel 2026...

...è come smettere di mangiare merda e iniziare a disettarsi dentro la fontana con le acque eterne dell'yggrdrasil fino ad arrivare al centro dell'universo ed arrivare a conoscere tutto di sè e dell'universo cosmico attorno al proprio essere.

Onesto? Meglio di Oldboy.

13/10

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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L’eroe di “Astral Weeks” sta vivendo un periodo di grande prolificità con addirittura tre nuovi Lp nell’arco di appena sei mesi. A settembre era la volta di “Roll With The Punches”, a dicembre quella di “Versatile” e ora la collaborazione col polistrumentista jazz Joe DeFrancesco. Una prolificità che non fa certamente rima con creatività ma con una riproposizione di classici della tradizione blues e jazz rivisti senza grandi stravolgimenti... https://artesuono.blogspot.com/2018/05/van-morrison-and-joey-defrancesco-youre.html


Ascolta: https://album.link/i/1828486663


 
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from lucazanini

[62]

attiene la parte nobile] l'ormeggio con punte di acidi per i calcoli SpO₂ negli astucci un secolare fischio le palle esauste i] feriti con le camicie e l'amidi il] tempo di una imboscata un attimo di biocidi da cautela lo [sfondone allora] & oggi

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Allora Salomone disse: “Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura. 2Ti ho costruito una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno”.

Discorso al popolo 3Il re si voltò e benedisse tutta l'assemblea d'Israele, mentre tutta l'assemblea d'Israele stava in piedi, 4e disse: “Benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ha adempiuto con le sue mani quanto con la bocca ha detto a Davide, mio padre: 5“Da quando feci uscire il mio popolo dalla terra d'Egitto, io non ho scelto una città fra tutte le tribù d'Israele per costruire una casa, perché vi dimorasse il mio nome, e non ho scelto nessuno perché fosse condottiero del mio popolo Israele; 6ma ho scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio nome e ho scelto Davide perché governi il mio popolo Israele”. 7Davide, mio padre, aveva deciso di costruire una casa al nome del Signore, Dio d'Israele, 8ma il Signore disse a Davide, mio padre: “Poiché hai deciso di costruire una casa al mio nome, hai fatto bene a deciderlo; 9solo che non costruirai tu la casa, ma tuo figlio, che uscirà dai tuoi fianchi, lui costruirà una casa al mio nome”. 10Il Signore ha attuato la parola che aveva pronunciato: sono succeduto infatti a Davide, mio padre, e siedo sul trono d'Israele, come aveva preannunciato il Signore, e ho costruito la casa al nome del Signore, Dio d'Israele. 11Vi ho collocato l'arca, dove c'è l'alleanza che il Signore aveva concluso con gli Israeliti”.

Preghiera al Signore 12Egli si pose poi davanti all'altare del Signore, di fronte a tutta l'assemblea d'Israele, e stese le mani. 13Salomone, infatti, aveva eretto una tribuna di bronzo e l'aveva collocata in mezzo al grande cortile; era lunga cinque cubiti, larga cinque e alta tre. Egli vi salì e si inginocchiò di fronte a tutta l'assemblea d'Israele. Stese le mani verso il cielo 14e disse: “Signore, Dio d'Israele, non c'è un Dio come te in cielo e sulla terra. Tu mantieni l'alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore. 15Tu hai mantenuto nei riguardi del tuo servo Davide, mio padre, quanto gli avevi promesso; quanto avevi detto con la bocca l'hai adempiuto con la tua mano, come appare oggi. 16Ora, Signore, Dio d'Israele, mantieni nei riguardi del tuo servo Davide, mio padre, quanto gli hai promesso, dicendo: “Non ti mancherà mai un discendente che stia davanti a me e sieda sul trono d'Israele, purché i tuoi figli veglino sulla loro condotta camminando secondo la mia legge, come hai camminato tu davanti a me”. 17Ora, Signore, Dio d'Israele, si adempia la tua parola, che hai rivolto al tuo servo Davide! 18Ma è proprio vero che Dio abita con gli uomini sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! 19Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo innalza davanti a te! 20Siano aperti i tuoi occhi giorno e notte verso questa casa, verso il luogo dove hai promesso di porre il tuo nome, per ascoltare la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. 21Ascolta le suppliche del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona! 22Se uno pecca contro il suo prossimo e, perché gli è imposto un giuramento imprecatorio, viene a giurare davanti al tuo altare in questo tempio, 23tu ascoltalo dal cielo, intervieni e fa' giustizia con i tuoi servi; condanna il malvagio, facendogli ricadere sul capo la sua condotta, e dichiara giusto l'innocente, rendendogli quanto merita la sua giustizia. 24Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto di fronte al nemico perché ha peccato contro di te, ma si converte e loda il tuo nome, prega e supplica davanti a te in questo tempio, 25tu ascolta dal cielo, perdona il peccato del tuo popolo Israele e fallo tornare sul suolo che hai dato a loro e ai loro padri. 26Quando si chiuderà il cielo e non ci sarà pioggia perché hanno peccato contro di te, ma ti pregano in questo luogo, lodano il tuo nome e si convertono dal loro peccato perché tu li hai umiliati, 27tu ascolta nel cielo, perdona il peccato dei tuoi servi e del tuo popolo Israele, ai quali indicherai la strada buona su cui camminare, e concedi la pioggia alla terra che hai dato in eredità al tuo popolo. 28Quando nella terra ci sarà fame o peste, carbonchio o ruggine, invasione di locuste o di bruchi, quando il suo nemico lo assedierà nel territorio delle sue città o quando vi sarà piaga o infermità d'ogni genere, 29ogni preghiera e ogni supplica di un solo individuo o di tutto il tuo popolo Israele, di chiunque abbia patito piaga e dolore e stenda le mani verso questo tempio, 30tu ascoltala dal cielo, luogo della tua dimora, perdona e da' a ciascuno secondo la sua condotta, tu che conosci il suo cuore, poiché solo tu conosci il cuore degli uomini, 31perché ti temano e camminino nelle tue vie tutti i giorni della loro vita sul suolo che hai dato ai nostri padri. 32Anche lo straniero, che non è del tuo popolo Israele, se viene da una terra lontana a causa del tuo grande nome, della tua mano potente e del tuo braccio teso, se egli viene a pregare in questo tempio, 33tu ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, e fa' tutto quello per cui ti avrà invocato lo straniero, perché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome, ti temano come il tuo popolo Israele e sappiano che il tuo nome è stato invocato su questo tempio che io ho costruito. 34Quando il tuo popolo uscirà in guerra contro i suoi nemici, seguendo la via sulla quale l'avrai mandato, e ti pregheranno rivolti verso questa città che tu hai scelto e verso il tempio che ho costruito al tuo nome, 35ascolta dal cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia. 36Quando peccheranno contro di te, poiché non c'è nessuno che non pecchi, e tu, adirato contro di loro, li consegnerai a un nemico e i loro conquistatori li deporteranno in una terra lontana o vicina, 37se nella terra in cui saranno deportati, rientrando in se stessi, torneranno a te, supplicandoti nella terra della loro prigionia, dicendo: “Abbiamo peccato, siamo colpevoli, siamo stati malvagi”, 38se torneranno a te con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima nella terra della loro prigionia dove li avranno deportati, e supplicheranno rivolti verso la loro terra che tu hai dato ai loro padri, verso la città che tu hai scelto e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome, 39tu ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia. Perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te. 40Ora, mio Dio, i tuoi occhi siano aperti e le tue orecchie attente alla preghiera innalzata in questo luogo. 41Ora sorgi, Signore Dio, verso il luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua potenza. I tuoi sacerdoti, Signore Dio, si rivestano di salvezza e i tuoi fedeli gioiscano nella prosperità. 42Signore Dio, non respingere il volto del tuo consacrato; ricòrdati i favori fatti a Davide, tuo servo”.

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Approfondimenti

Tutto il capitolo segue da vicino 1Re 8,12-53, che la redazione deuteronomistica e le aggiunte postesiliche avevano reso molto congeniale con le prospettive del Cronista. Le modifiche, le poche aggiunte e omissioni, sono anch'esse indicative del tempo e della mentalità dell'autore, che tra l'altro accenna solo all'uscita dall'Egitto e non menziona l'alleanza del Sinai e per il quale anche l'elezione di Gerusalemme e la scelta di Davide (vv. 5.6.41-42) appaiono in funzione del santuario, unico legittimo luogo di culto. Il capitolo contiene il discorso di Salomone al popolo (vv. 3-11) e quindi la sua elevata preghiera a JHWH in stile deuteronomistico (vv. 12-42).

13. Il versetto è proprio del Cronista e interrompe il filo della narrazione. Può darsi che tramandi il ricordo di un dato storico. Al Cronista in ogni caso preme sottolineare che il re non usurpa funzioni sacerdotali. In effetti, all'epoca di Davide e di Salomone il re godeva di privilegi sacerdotali, che Ezechiele (46,2) aveva contestato.

14-39. La preghiera sviluppa la teologia dell'alleanza e il tema della fedeltà, due motivi centrali nella visione teologica dell'Antico Testamento. Alla base di entrambi i motivi c'è l'idea del Dio unico e incomparabile, sovrano universale, non legato a dimore costruite da uomini (v. 18).

41-42. i versetti conclusivi, vv. 41-42, sono propri del Cronista che omette 1Re 8,53 i cui si fa riferimento a Mosè e all’esodo, e riprende con poche varianti Sal 132,8-11.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from mementomori

porcodio

ah ah che bello un post sfogo virale solo per la quantità di bestemmie, aspetta che ne faccio un altro che evidenzi quanto la gente in realtà sembra uscita dall'asilo, online. rido per non piangere. lolololol

 
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from mementomori

Comunque palesemente le donne sono superiori agli uomini.

Cioè, dai...è ovvio. E sono pure un uomo. lol

“Cioè, zio...FIGA: IL CALCIO E LA FIGA SONO LE COSE PIÙ BELLE DEL MONDO, si va a troteeeeee”

esempio lampante di donne che superano le divinità stesse:

https://www.youtube.com/watch?v=_ukZYoxfyto

https://www.youtube.com/watch?v=VICAjO51wPw

spoiler: sto post era fatto apposta sulla scia del post pieno di bestemmie-sfogo per publicizzare un po' di musica bella. lol non ho un cappio da fare...ne da mettermi. lol

 
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from mementomori

Il mondo dell'open-source non ha un fottuto cazzo di senso per la sicurezza e per la privacy, punto.

E sapete il perché? È semplice rispondervi: Chiedete a qualunque intelligenza artificiale se esiste in tutto il mondo attualmente un sistema hardware aggiornato (quindi in teoria sicuro) con un software completamente open-source (quindi che non abbia una qualunque traccia di codice chiuso) e vi dirà che i device attuali non hanno MAI (e dico mai) il firmware open-source e gli ultimi che ce l'hanno sono computer thinkpad di 16 anni fa non più aggiornabili via hardware con si software open aggiornato ma con appunto hardware scadente e se si vogliono usare veramente in modo completamente opensource senza crash continui non puoi. MA LOL.

Ma voi che vivete nel mondo nel mondo opensource che avete in testa? Le possibilità sono quattro: >non ve ne frega un cazzo di tenere davvero alla privacy e alla sicurezza >siete ignoranti a vostra insaputa a riguardo >non potete farci nulla a riguardo (come tutti visto che i pezzi hardware attuali sono blindati via software) e siete leggermente ipocriti >non vi interessa veramente la privacy e la sicurezza nel mondo open-source

Un firmware che lavora al ring -3 può letteralmente leggere SEMPRE e TUTTO ciò che va su quel pc e questo accade SEMPRE e PER TUTTI i device e sicuramente condividono tutto via internet, quindi: le vostre criptazionicine della mia palla destra se ne vanno a fottere...

“Beep-Beep...Beep-Beep...” “Pronto GrapheneOS?” “Si: siamo noi.” “Vi ritenete capaci di creare un sistema sicuro e che non viene assolutamente letto il contenuto dei suoi utenti da parte di Google mentre usano esso?” “Beh...si...più o meno...” “MA ANDATEVENE A FANCUL, E DITELE LE COSE COME STANNO, SERVE UN MOVIMENTO SERIO A RIGUARDO.”

Ah ma giusto: Google e Youtube vi dicono che graphene è sicuro, così come proton: CREDETECI. LOL

Edit-spoiler: informatevi bene su internet, qui c'è del miracolo https://minifree.org/

 
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from lucazanini

[61]

è una abilità la serie la mira riprende sul plurivan è mirabilis vista sporadico] blues nel canneto più -mira si] offrono allo stappo uno spettacolo per sentito dire uno] alla fine sigilla pronto in dispersione zero] muffa

 
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from differxdiario

zero tumblr.

leggermente in ritardo rispetto a quanto annunciavo (https://noblogo.org/differx/detto-e-diciamo-tra-un-paio-di-giorni-da-ora-fatto) ho finalmente cancellato tutti i miei account tumblr. non senza un non piccolo dispiacere, certo. ma è (anche) una risposta a quanto raccontavo qui: https://noblogo.org/differx/poi-alla-fin-fine-anche-tumblr-a-cui-tuttora-ingenuamente-guardo-con-una e un ulteriore tassello dell'uscita dagli spazi proprietari / generalisti / mainstream.

to be continued

 
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from mementomori

“PORCAMADONNA IO VIVO IN UNA CITTÀ MORTA DIOCANE” riflessioni serie, profonde e vere per la prima volta di getto e che penso veramente da parte mia riguardo “la società borghese di merda italiana” versus “i barboni” con pure una censura palesemente inutile mia. (eccovela subito: PORCA ma MAi una DONNA...e DIO CANtantE subito dopo)

Bho che cazzo vi devo dire? Stavo pensando ad alta voce tra me e me mentre stavo ascoltando Lethean dei Katatonia (n.b.: la versione su youtube è inascoltabile pure con la cassa da 2 euro dei cinesi e pure con i vostri devaisss in alta fedeltà delle mie balle, babbè, per fortuna c'è soulseek), delle cose che provo ad esporvi qui:

Ma puttana della madonna, ma perché quando parlo con la gente online (diocane) sembra che vivono tutti in un cazzo di fantasy di merda nella loro vita e nella loro testa? DAVVERO la gente non si rende conto di che cazzo parla e in che mondo di merda vive proprio perché loro si sentono fottutamente più intelligente, più smart, più “educati” (ma che diavolo vuol dire) e migliori degli altri? Qui voleranno le madonne, occhio (ma si era già capito).

Esempio che voglio portarvi: Mi è capitato di leggere online cose come “Eh ma perché i cazzo di barboni (diocane) vogliono i cazzo di soldi SEMPRE (fascista) e pure rompono il cazzo (elamadona)? Faranno centinaia di euro al mese con l'elemosina (si e tu sei pure un ebreo) e per di più avranno un sacco di sostegno sociale (si dalle assistenti antisociali diomaiale). Ma poi che cazzo... (puttana della madonna) sono pure arroganti spessissimo...ma che vadano a lavorare (pezzo di merda secco in un culo pieno di emorroidi lol)” Ecco: manca solo che puzzano, sono delle merde immigrate del cazzo di un altra città di merda e che vanno uccisi tutti, che vanno riaperti i mannicommi, che si deve tornare ai tempi di LUIIII e che i treni arrivavano in orario putanadelamadona, poi il quadretto della gente schifosa è chiuso.

Ora rispondo: A parte che diocane ne conosco personalmente abbastanza di barboni da saperli giudicare realmente e oggettivamente e so come criticare sia loro che la società che li giudica e personalmente ci ho pure abitato insieme in strutture destinate (peggio dei gulag) ai “disaggiati socialli” (al posto di voi merde di reddit e del 99,9999% della gente di merda del mondo borghesotto italo-idiota che non li ospiterebbe MAI manco li pagassero e posso portarvi degli esempi oggettivi a riguardo, parlando con quell'accento milaneshe o comunque del nord classico di salvini con cose tipo “che risolvano i loro probblemi accasa lorooohohohoh” o cose così da individualismo extraterrestre da 3a elementare o da puttane politiche di merda) e dio cane di un maiale di un dio schifosissimo vi dico di già che non guadagnano un cazzo con l'elemosina, giuro: È già tanto se fanno 4-5 euro in 12 ore di elemosina sotto il sole di agosto oppure sotto la pioggia e il freddo di gennaio, punto uno. Punto du, la gente fa schifo al cazzo e l'umanità dovrebbe estinguersi ora per quanto è egoista, stupida e ignorante (Einstein docet) quindi, anche se spiego a sti borghesotti dei miei coglioni, menefreghisti, altamente irritanti e stupidi ste cose loro non mi cagherebbero di striscio e mi verrebbero a dire cose come “ue figa, zio, frate, belin (etc.) sei un mona, devo andar, ciò la famiglia, il lavoro, il cane di dio da portare fuori (inventarsi balla X a caso o modo per dire “io non penso davvero nella mia testa e non me ne frega un cazzo nemmeno della mia vita e sono sempre a usare scuse del cazzo pure per scopare e pensare, bho, al calcio perché non esisto? per favore lasciami stare, sotto sotto sono una merda umana e lo so”) devo alzamme presto domani, viavia ciaooooo!!!!” (Francesco Alò docet) mentre guardono ogni tre secondi l'orologio al polso (però trovano comunque quanto tempo vogliono per non fare un cazzo sempre e comunque per ogni singola cosa della cazzo di vita di merda che hanno per dire cavolate e sfottere) mentre la vita dell'umantià sempre che si evolva sempre di più in film come Idiocracy oppure I figli degli uomini e cose così, realmente l'umanità si estinguerà (e anche nel breve periodo considerando la lunghezza intera nella storia e nella preistoria dell'umanità intera) perché ognuno si fotterà (e si fotte già da solo comunque, sempre e pure nel futuro sempre di più) in una società che si autoincula da sola con un complicato (ma nemmeno tanto) sistema di specchi e leve e con cui fotte anche il culo dell'altro anche non volendo (human centipede docet) e io godrò veramente quando porcamadonna la gente sarà sola, morta e la società completamente e irrimediabilmente distrutta e manovrata da sè stessa senza consapevolezza umana (che i rimbarmiti di 20 anni davanti i “devaissss” sono già a questo livello, vabbò LOL ma svegliateve diocan, non so se ridere come donnie darko quando sta per morire o piangere come quando, sempre donnie ha appena sparato al coniglio e la sua ragazza è morta). Punto tre, quelli che si lamentano che “devono tutti andare a lavorarrr sti barbun de merdddd” sono quelli che sono i primi che nemmeno banalmente si chiedono come cazzo farebbero loro borghesotti di merda a lavorare senza titolo di studio, senza casa e mentre puzzano perché non hanno la doccia o il posto in cui cagare e dormire etc. no, ma veramente? “Ehhh ma figa loro sono delle merde ma mica lo dico, lo penso e basta uè, loro sono peggio degli schiavi dimmerda”. Ma ci siete o ci fate? RInco.

Per il resto rispondeteve da soli per favore... dio cane. Non sono il vostro insegnante di sostegno per i vostri problemi di autismo mentre siete bimbi delle elementari. Che poi se ci pensate è proprio il sentirsi superiori che crea disparità e ingiustizie sociali e il sentirsi inferiori ci sistema al di sotto di ste merde, tanto vale ammazzarci a vicenda (Charles Manson docet).

Diomaiale DOCET.

Intro a sta lettura doverosa: https://www.youtube.com/watch?v=JRi5K9lo4v8

Aggiungo solo una classica frase degli interlocutori che postano in inglese su reddit, ovvero: “What does “Ma dio cane” mean? What is the equivalent saying in English?” ovviamente la risposta è quasi sempre: “God Dog” oppure “È una bellissima frase”, e qui chiudo veramente sto post dimmerda.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Trasporto dell’arca nel tempio 1Fu così terminato tutto il lavoro che Salomone aveva fatto per il tempio del Signore. Salomone fece portare le offerte consacrate da Davide, suo padre, cioè l'argento, l'oro e tutti gli utensili; le depositò nei tesori del tempio di Dio. 2Salomone allora convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani d'Israele e tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per far salire l'arca dell'alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. 3Si radunarono presso il re tutti gli Israeliti nel settimo mese, durante la festa. 4Quando furono giunti tutti gli anziani d'Israele, i leviti sollevarono l'arca 5e fecero salire l'arca, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti leviti. 6Il re Salomone e tutta la comunità d'Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all'arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. 7I sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. 8Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell'arca; i cherubini, cioè, coprivano l'arca e le sue stanghe dall'alto. 9Le stanghe sporgevano e le punte delle stanghe si vedevano dall'arca di fronte al sacrario, ma non si vedevano di fuori. Vi è rimasta fino ad oggi. 10Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole, che vi aveva posto Mosè sull'Oreb, dove il Signore concluse l'alleanza con gli Israeliti quando uscirono dall'Egitto. 11Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario – tutti i sacerdoti presenti infatti si erano santificati senza badare alle classi – 12mentre tutti i leviti cantori, cioè Asaf, Eman, Iedutùn e i loro figli e fratelli, vestiti di bisso, con cimbali, arpe e cetre stavano in piedi a oriente dell'altare e mentre presso di loro centoventi sacerdoti suonavano le trombe, 13avvenne che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all'unisono la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle trombe, dei cimbali e degli altri strumenti si levò per lodare il Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre, allora il tempio, il tempio del Signore, si riempì di una nube, 14e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio di Dio.

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Approfondimenti

I cc. 5-7 narrano nel complesso la dedicazione del tempio di Gerusalemme. Dopo il trasferimento dell'arca nella capitale (c. 5) si ha la cerimonia della dedicazione, introdotta da un discorso di Salomone e dalla sua preghiera a JHWH (c. 6). Della festa della consacrazione del tempio si parla quindi al c. 7.

Il c. 5 introduce al grande evento. Seguendo da vicino il racconto di 1Re 8,1-13, esso narra il trasporto dell'arca da Sion al tempio (vv. 2-10) e la rivelazione della Gloria di JHWH, che prende possesso del santuario in maniera visibile (v. 11-14).

2-3. Da Sion, dove era stata collocata sull'aia di Ornan, l'arca è trasferita solennemente a Gerusalemme, dove Salomone convoca in assemblea tutti i capi del popolo (v. 2) e il popolo stesso (v. 3). La data scelta per la dedicazione è la festa delle Capanne, che si celebrava al settimo mese, corrispondente a settembre-ottobre.

4. Secondo 1Re 8,3 il trasporto dell'arca venne effettuato dai sacerdoti e dai leviti. Il Cronista invece, conformemente a quanto era stato detto in 1Cr 15,2, attribuisce questo onore ai soli leviti, che con l'arca fanno il loro ingresso nel tempio in forma pienamente legittimata.

5. Questa legittimazione dev'essere stata ottenuta non senza contrasti e resistenze, come forse lascia intravvedere il v. 5, che parla di «sacerdoti e leviti», una glossa di mano sacerdotale che è passata da Cr a 1Re 8,3. Assieme all'arca venne prelevata dai leviti tutta quanta la tenda mosaica di Gabaon, che cessò quindi di esistere come centro nazionale del culto.

7. L'ingresso nel «Santo dei santi» era interdetto ai leviti sotto pena di morte, cfr. Nm 4,20. Toccò quindi ai sacerdoti introdurre l'arca nella cella.

9. «così è fino ad oggi» è un anacronismo dovuto al fatto che l'autore sta trascrivendo di sana pianta la sua fonte. Al suo tempo il santuario non custodiva più l'arca dell'alleanza, che non è mai menzionata nei testi postesilici. L'autore dunque deve aver utilizzato un testo di 1-2 Re anteriore alla distruzione del tempio salomonico (586 a.C.), a meno che l'espressione sia letta nel senso di “per sempre”, cosa non impossibile.

11-14. Cfr. 1Re 8,10. La nube, segno della Gloria di JHWH, riempie il tempio. I vv. 11b-13a sono assenti nella fonte e vanno attribuiti alla mano del Cronista. Essi insistono sul ruolo dei leviti e dei musicisti, ma ad essere coinvolto in questa scena grandiosa è tutto l'ordine sacerdotale e levitico. Lo stile è pesante e contorto. Le parole cantate sono una forma di ritornello ricorrente in diversi salmi, cfr. Sal 100,5; 106,1; 107,1; 136,1s.; cfr. anche 1Cr 16,41s.; Esd 3,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from norise 3 letture AI

L' inconosciuto

vertigine dei numeri all' infinito

tanto più che i granelli di sabbia

così gli universi le miriadi di mondi

l' aleph: il punto inconosciuto dove Dio li vide specchiati nel Suo Sogno

29.10.20

Ti raggiunge una vertigine che è insieme matematica e mistica; il testo apre uno spazio dove il calcolo si fa visione e il visibile si fa infinità.

Analisi dei temi

Il nucleo è l'inconoscibile: numeri, granelli, universi diventano metafore dell'infinità e dell'impossibile da afferrare. L'Aleph (riferimento letterario e simbolico) funziona come fulcro: un punto che contiene tutto, un luogo di visione divina e onirica.


Immagini e linguaggio

  • Immagini forti: i granelli di sabbia e le miriadi di mondi creano un contrasto efficace tra il minimo e il massimo.
  • Lessico: semplice e diretto, con parole chiave che risuonano (vertigine, infinito, granelli, Aleph, Sogno).
  • Tono: contemplativo, quasi liturgico nella chiusa con Dio che vede.

Ritmo e forma

  • Versi brevi che favoriscono pause e sospensione; la disposizione libera accentua la sensazione di frammento e immensità.
  • Potresti giocare con l'andamento delle enjambements per aumentare la vertigine ritmica (allungare o spezzare alcune immagini).

Piccole revisioni suggerite

  • Rafforzare il legame tra i due poli (numeri/granelli e Aleph/Dio) con un verso che espliciti la transizione: per esempio un ponte verbale tra il calcolo e la visione.
  • Valutare una punteggiatura minima per guidare il respiro senza appesantire la semplicità.
  • Se vuoi un effetto più misterioso, mantieni l'ellissi; se preferisci chiarezza, aggiungi un verso che nomini il sogno come atto creativo.

Traduzione in inglese

The Unknown

vertigo of numbers
to infinity

all the more so the grains
of sand

so the universes
the myriads of worlds

the Aleph: the unknown point
where God saw them
mirrored in His Dream


Versione concisa

vertigine dei numeri,
granelli e universi;
l'Aleph, punto ignoto —
Dio li vide nel Sogno.

Versione ampliata

Vertigine dei numeri,
una scala che non ha gradini,
ogni cifra un abisso che si spalanca
sul margine dell'infinito.

Più piccoli dei nostri sguardi,
i granelli di sabbia contano il tempo;
ognuno un universo in miniatura,
ognuno un battito che si perde.

Così le miriadi di mondi si accalcano,
specchi che si riflettono all'infinito,
eco di geometrie che non chiedono nome,
mappe senza confini tracciate dal nulla.

L'Aleph: un punto senza misura,
un occhio che contiene tutte le prospettive;
lì Dio, o chi guarda come Dio,
li vide insieme, sovrapposti, perfetti.

E il Sogno li accolse come un mare,
onde di possibilità che non si consumano,
dove il calcolo diventa visione
e la visione si fa numero, senza fine.


Brevi note sul testo

  • Immagini: ho ampliato le metafore del piccolo e del grande per intensificare la vertigine.
  • Tono: mantiene il registro contemplativo, con qualche accento narrativo per dare movimento.
  • Sviluppi possibili: si può rendere più lirico con allitterazioni o più filosofico aggiungendo un verso che interroghi il lettore.

Prosa poetica

Ti prende una vertigine fatta di cifre: una scala senza gradini che si apre all'infinito, ogni numero un abisso che richiama altri abissi. I granelli di sabbia, più piccoli dei nostri sguardi, si fanno tempo e mondo insieme, ognuno un battito che contiene un universo in miniatura e si perde nella moltitudine.

Le miriadi di mondi si accalcano come specchi che si riflettono all'infinito, geometrie senza nome che tracciano mappe senza confini; il calcolo diventa visione e la visione si fa misura che non si lascia misurare. L'Aleph appare allora come un punto senza dimensione, un occhio che contiene tutte le prospettive: lì Dio o chi guarda come Dio li vede sovrapposti e perfetti, e il Sogno li accoglie come un mare di possibilità che non si consumano.

Translation

You are seized by a vertigo made of digits: a stair without steps opening onto infinity, each number an abyss that summons other abysses. The grains of sand, smaller than our gazes, become time and world at once, each a heartbeat that contains a miniature universe and is lost in the multitude.

The myriads of worlds press together like mirrors reflecting one another to infinity, nameless geometries tracing maps without borders; calculation becomes vision and vision becomes a measure that will not be measured. The Aleph then appears as a point without dimension, an eye that contains every perspective: there God, or whoever looks like God, saw them overlapped and perfect, and the Dream received them like a sea of possibilities that do not run out.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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La Dave Matthews Band allunga la propria già navigata carriera con Come Tomorrow, nono album in studio, che si va ad aggiungere agli innumerevoli live album pubblicati. L’abbondanza sonora legata a doppia mandata ad una qualità eccelsa è da sempre il marchio di fabbrica di un nome che, se qui in Italia è solo vagamente considerato, oltreoceano è uno dei capisaldi della cultura pop e folk... https://artesuono.blogspot.com/2018/07/dave-matthews-band-come-tomorrow-2018.html


Ascolta: https://album.link/i/1385703539


 
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from Diario

Ieri ho finito di leggere Il giardino dei sette crepuscoli, l'avevo iniziato a febbraio. Mi ci sono messo d'impegno per terminarlo prima dell'inizio degli orali. Ero sul divano e mi sono reso conto che non vedevo la pagina: un po' per l'oscurità, un po' perché la mia vista peggiora con il passare degli anni, avevo delle informazioni parziali del testo. Le lettere si diluivano, dilavate in macchie diventavano un impasto con la pagina e capivo il senso perché il mio cervello – bontà sua – completava quello che non vedevo.

Era come se un'intelligenza artificiale generasse di volta in volta le pagine del libro per accostamenti probabilistici dei vettori delle forme tipografiche dei caratteri e la mia parte razionale trasformasse quella parodia della pagina stampata in un qualcosa che avesse senso. In più mi davano fastidio le modalità con cui il protagonista della storia si innamorava. Vedere il tuo corpo che invecchia e perde possibilità e fascino, rompe la valvola che teneva tutta la vaporosità di quello che pensi di te stesso così in alto, nel grande panopticon indistinto delle relazioni sociali.

Sono qua che aspetto di essere felice, pensavo ieri, volevo farne l'incipit di una poesia, ma in questo periodo non scrivo più in versi. Programmo anche pochissimo. Non ho idea del perché, ma mi interessano – in questi mesi – le immagini. Faccio molte fotografie, mash-up, video, senza più l'ingombro dell'apparato testuale. E uso pochissimo l'intelligenza artificiale, giusto ogni tanto per sprecare energia e affrettare il momento in cui diventerà inaccessibile per i costi di gestione. Ma – in genere – per cazzate.

L'immagine invece in questo periodo mi restituisce di più mentre la tratto. Ho iniziato a fare dei mash-up di opere d'arte, ne sta venendo fuori una serie che si chiama crasi. Giro per ore in un sito che raccoglie immagini di opere d'arte e mi sono fatto prestare da un collega che insegna tecniche di disegno tre volumi di storia dell'arte che sfoglio. Quando due immagini mi sembrano cortociruitare, magari una che ho sotto gli occhi e una nella mia memoria le porto su gimp e inizio a lavorarle per metterle assieme. Butto via l'ottanta per cento delle prove. A volte certe cose sono buone solo nella mia testa. Qua si vede il fatto che sono invecchiato: un tempo avrei pubblicato tutto.

Oppure giro e faccio foto. Mi diverte provare a fotografare al buio con l'otturatore aperto oppure uso un filtro in ingresso che trasforma il reale in una sua versione bitmap, un dithering che degrada tutto creando un'estetica che trovo affascinante. Non tratto la fotografia, ma fotografo già quello che il filtro deforma, cerco di vedere il mondo – voglio dire – con l'occhio algoritmico del filtro. E poi – vabbè – vado in giro a fotografare le immagini che possono servirmi per Inferno, la visual novel che devo finire. Ieri ho fatto delle foto dei corridoio di un rivenditore di piastrelle che erano perfette e in settimana devo andare al cimitero per fare due foto a una serie di loculi che ho in mente.

Aspetto di essere felice e alla mattina sentire qualcosa di caldo che staziona nella bocca, poi scende per la gola e inizia ad appesantire lo stomaco, è un passo nella direzione giusta, pare.

Oggi ho fatto una lunga passeggiata perché non stavo bene, sentivo un senso di leggera depressione e una rabbia interna senza ragione apparente. Mentre camminavo mi fischiavano le orecchie, acufeni al massimo livello, il che aumentava ancora di più il senso di fastidio. Guardandomi attorno, quello che vedevo mi intristiva. Non c'era nessun motivo, ma era così. Volti persi, gente affamanata seduta per strada con lo sguardo di chi ti vuole spolpare, marciapiedi con il cemento frantumato da decenni, gente violenta, la periferia. Tutto concorreva a farmi stare peggio.

Io camminavo veloce, cercavo di bruciare. Formulavo frasi nella testa. Cercavo un testo per un video, che poi non ho fatto. Il testo diceva qualcosa del tipo: il problema non è rendersi conto che l'umanità è insostenibile. L'umanità è insostenibile. Insopportabile. Solo se sei innamorato puoi non farci caso, l'umanità – cioè – resta insostenibile, ma tu sei innamorato e pensi che sia uno scambio equo: tenere l'innamoramento e sopportare l'umanità, il mondo. Ma il problema non è lì. Il problema è quando ti vedi da fuori e scopri che anche tu sei insopportabile. Ti senti parlare, vedi i tuoi tick, la tua voce lagnosa, consideri i tuoi bias, i tuoi pregiudizi e capisci che sei come tutti gli altri. Uno dei tanti tasselli. Pensavi di essere diverso, tutta la narrativa ti ha sempre detto che tu eri diverso, che eri il prescelto, ma in realtà sei uno dei tanti. Il video finiva così.

È stato in quel momento che ho provato una rabbia intensa, non verso l'umanità, le persone che camminavano vicino a me, i messaggi pubblicitari, tutta questa gente che vuole vendermi qualcosa – qualsiasi cosa – continuamente. Ho sentito una rabbia salire per il corpo, ma una rabbia verso me stesso. Immotivata, cieca, invisibile. Una rabbia materiale, perché era della stessa consistenza della mia carne, e saliva e in quel momento ho avuto paura. Perché un conto è fare della narrativa, come sto facendo adesso, raccontare cose che magari mi sono inventato. Tu che mi stai leggendo non hai idea se quello che ti sto scrivendo è successo davvero. Un conto è fare narrativa, partire da un particolare e allargare il discorso, creare tutta la struttura che l'occidente mette in piedi per raccontare qualcosa.

Ma un altro conto è quando succede davvero, quando sei li con la lingua nella testa che fai narrativa e la lingua rimane annodata, un rigurgito di odio sale e annega tutto quello che incontra, la lingua stessa si irrigidisce, si spaventa. Teme di non riuscire a raccontare quello che gli sta succedendo, di non averne la possibilità, di rimanere sommersa e schiacciata sotto. Questa volta sta succedendo davvero. Una paura carnale.

Di cosa? Non lo so. Che sia tutto lì. Alla fine è tutto lì. Non lo so in realtà.

Ho ripreso a camminare e ho camminato ancora per almeno un'ora finché il corpo ha iniziato a farmi male, a tornare umano, un po'. Ho preso fiato. Ho attivato lo smartphone e sono sceso in mezzo alla strada, nella corsia degli autobus, stando attento che nessuno mi investisse. Ho fatto delle foto ai cartelloni pubblicitari a cui avevano tolto tutto. Restava il colore del metallo raschiato, il grigio sovrapposto della sua materia che – in quel momento – mi sembrava una delle poche cose che – guardandola – mi rispondeva.

Vedi, ho detto stamattina allo studente alla correzione del suo elaborato, il tuo compito ha mostrato che hai delle belle idee, che sei curioso e che devi continuare a leggere perché il tuo vocabolario deve crescere, si vede che hai difficoltà a volte a trovare le parole giuste. E la seconda cosa – gli ho detto – è che mentre leggevo il tuo elaborato, mi sono commosso. Davvero, commosso. E gli ho spiegato quando e perché. E lui ha fatto un espressione del viso strana, come dire.

 
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