noblogo.org

Reader

Leggi gli ultimi post dagli utenti di noblogo.org.

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Garbage è l'album di debutto in studio del gruppo rock americano Garbage. È stato pubblicato il 15 agosto 1995 da Almo Sounds. L'album è stato accolto con successo dalla critica al momento della sua uscita, essendo visto da alcuni come una registrazione innovativa per l'epoca. Ha raggiunto il numero 20 nella Billboard 200 degli Stati Uniti e il numero sei nella classifica degli album del Regno Unito, classificandosi tra i primi 20 e ricevendo certificazioni multi-platino in diversi territori. Il successo dell'album fu aiutato dalla band che lo promosse in un tour di un anno, suonando nel circuito dei festival europei e supportando gli Smashing Pumpkins per tutto il 1996, così come da una serie di singoli di crescente successo culminati con “Stupid Girl”, che ha ricevuto nomination ai Grammy Award per la migliore canzone rock e la migliore performance rock di un duo o gruppo nel 1997. Nell'ottobre 2015, l'album è stato ristampato per celebrare il suo 20° anniversario, con tracce rimasterizzate dai nastri analogici originali, nonché remix e brani inediti. versioni alternative dei brani dell'album.


Ascolta: https://songwhip.com/garbage/garbage


 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

1Così dice il Signore: «Ecco, susciterò contro Babilonia e contro gli abitanti della Caldea un vento distruttore; 2io invierò in Babilonia quelli che la vaglieranno come pula e devasteranno la sua regione, poiché le piomberanno addosso da tutte le parti nel giorno della tribolazione. 3Non deponga l’arciere l’arco e non si spogli della corazza. Non risparmiate i suoi giovani, sterminate tutto il suo esercito». 4Cadano trafitti nel paese dei Caldei e feriti nelle sue piazze, 5bperché la loro terra è piena di delitti davanti al Santo d’Israele. 5aMa Israele e Giuda non sono vedove del loro Dio, il Signore degli eserciti. 6Fuggite da Babilonia, ognuno salvi la sua vita; non vogliate perire per la sua iniquità, poiché questo è il tempo della vendetta del Signore: egli la ripaga per quanto ha meritato. 7Babilonia era una coppa d’oro in mano al Signore, con la quale egli inebriava tutta la terra; del suo vino hanno bevuto le nazioni e sono divenute pazze. 8All’improvviso Babilonia è caduta, è stata infranta; alzate lamenti su di essa, prendete balsamo per la sua ferita, forse potrà essere guarita. 9«Abbiamo curato Babilonia, ma non è guarita. Lasciatela e andiamo ciascuno al proprio paese; poiché la sua punizione giunge fino al cielo e si alza fino alle nubi. 10Il Signore ha fatto trionfare la nostra giusta causa, venite, raccontiamo in Sion l’opera del Signore, nostro Dio». 11Aguzzate le frecce, riempite le faretre! Il Signore suscita lo spirito del re di Media, perché il suo piano riguardo a Babilonia è di distruggerla; perché questa è la vendetta del Signore, la vendetta per il suo tempio. 12Alzate un vessillo contro il muro di Babilonia, rafforzate la guardia, collocate sentinelle, preparate gli agguati, poiché il Signore si era proposto un piano e ormai compie quanto aveva detto contro gli abitanti di Babilonia. 13Tu che abiti lungo acque abbondanti, ricca di tesori, è giunta la tua fine, il momento di essere recisa. 14Il Signore degli eserciti lo ha giurato per se stesso: «Ti ho gremito di uomini come cavallette, che intoneranno su di te il canto di vittoria». 15Il Signore ha formato la terra con la sua potenza, ha fissato il mondo con la sua sapienza, con la sua intelligenza ha dispiegato i cieli. 16Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce le folgori per la pioggia, dalle sue riserve libera il vento. 17Resta inebetito ogni uomo, senza comprendere; resta confuso ogni orafo per i suoi idoli, poiché è menzogna ciò che ha fuso e non ha soffio vitale. 18Sono oggetti inutili, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno. 19Non è così l’eredità di Giacobbe, perché egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Signore degli eserciti è il suo nome. 20«Un martello sei stata per me, uno strumento di guerra; con te martellavo le nazioni, con te annientavo i regni, 21con te martellavo cavallo e cavaliere, con te martellavo carro e cocchiere, 22con te martellavo uomo e donna, con te martellavo vecchio e ragazzo, con te martellavo giovane e fanciulla, 23con te martellavo pastore e gregge, con te martellavo l’aratore e il suo paio di buoi, con te martellavo prìncipi e governatori. 24Ma ora ripagherò Babilonia e tutti gli abitanti della Caldea di tutto il male che hanno fatto a Sion, sotto i vostri occhi. Oracolo del Signore. 25Eccomi a te, monte della distruzione, che distruggi tutta la terra. Oracolo del Signore. Stenderò la mano contro di te, ti rotolerò giù dalle rocce e farò di te una montagna bruciata; 26da te non si prenderà più né pietra d’angolo né pietra da fondamenta, perché diventerai un luogo desolato per sempre». Oracolo del Signore. 27Alzate un vessillo nel paese, suonate il corno fra le nazioni, convocandole per la guerra contro di lei; reclutate contro di lei i regni di Araràt, di Minnì e di Aschenàz. Nominate contro di lei un comandante, fate avanzare i cavalli come cavallette spinose. 28Preparate alla guerra contro di lei le nazioni, il re della Media, i suoi prìncipi, tutti i suoi governatori e tutta la terra del suo dominio. 29Trema la terra e freme, perché si avverano contro Babilonia i progetti del Signore di ridurre la terra di Babilonia in luogo desolato, senza abitanti. 30Hanno cessato di combattere i prodi di Babilonia, si sono ritirati nelle fortezze; il loro valore è venuto meno, sono diventati come donne. Sono stati incendiati i suoi edifici, sono spezzate le sue sbarre. 31Corriere rincorre corriere, messaggero rincorre messaggero, per annunciare al re di Babilonia che la sua città è presa da ogni parte. 32I guadi sono occupati, le fortezze bruciano, i guerrieri sono sconvolti dal terrore. 33Poiché dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: «La figlia di Babilonia è come un’aia al tempo in cui viene spianata; ancora un poco e verrà per essa il tempo della mietitura». 34«Mi ha divorata, mi ha consumata Nabucodònosor re di Babilonia, mi ha ridotta come un vaso vuoto, mi ha inghiottita come fa il drago, ha riempito il suo ventre, dai miei luoghi deliziosi mi ha scacciata». 35«Il mio strazio e la mia sventura ricadano su Babilonia!», dice la popolazione di Sion. «Il mio sangue sugli abitanti della Caldea!», dice Gerusalemme. 36Perciò così dice il Signore: «Ecco, io difendo la tua causa, compio la tua vendetta; prosciugherò il suo mare, disseccherò le sue sorgenti. 37Babilonia diventerà un cumulo di rovine, un rifugio di sciacalli, un oggetto di stupore e di scherno, senza più abitanti. 38Essi ruggiscono insieme come leoncelli, ringhiano come cuccioli di una leonessa. 39Con veleno preparerò loro una bevanda, li inebrierò perché si stordiscano. Si addormenteranno in un sonno perenne e non si svegliaranno mai più. Oracolo del Signore. 40Li farò scendere al macello come agnelli, come montoni insieme con i capri». 41Come è stata presa e occupata Sesac, l’orgoglio di tutta la terra? Come è diventata un orrore Babilonia fra le nazioni? 42Il mare dilaga su Babilonia, essa è stata sommersa dalla massa delle onde. 43Sono diventate una desolazione le sue città, una terra riarsa, una steppa. Nessuno abita più in esse non vi passa più nessun essere umano. 44«Io punirò Bel a Babilonia, gli estrarrò dalla gola quanto ha inghiottito. Non andranno più a lui le nazioni. Persino le mura di Babilonia sono crollate. 45Esci fuori, popolo mio, ognuno salvi la sua vita dall’ira ardente del Signore. 46Non si avvilisca il vostro cuore e non temete per la notizia diffusa nel paese; un anno giunge una notizia e l’anno dopo un’altra. La violenza è nel paese, un tiranno contro un tiranno. 47Per questo ecco, verranno giorni nei quali punirò gli idoli di Babilonia. Allora tutto il suo paese sentirà vergogna e tutti i suoi cadaveri cadranno in mezzo ad essa. 48Esulteranno su Babilonia cielo e terra e quanto contengono, perché da settentrione verranno contro di essa i devastatori. Oracolo del Signore. 49Anche Babilonia deve cadere per gli uccisi d’Israele, come per Babilonia caddero gli uccisi di tutta la terra. 50Voi scampati dalla spada partite, non fermatevi; da lontano ricordatevi del Signore e vi torni in mente Gerusalemme. 51“Sentiamo vergogna perché abbiamo udito l’insulto; la confusione ha coperto i nostri volti, perché stranieri sono entrati nel santuario del tempio del Signore”. 52Perciò ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali punirò i suoi idoli e in tutta la sua regione gemeranno i feriti. 53Anche se Babilonia si innalzasse fino al cielo, anche se rendesse inaccessibile la sua cittadella potente, verranno da parte mia devastatori contro di essa». Oracolo del Signore. 54Udite! Un grido da Babilonia, una rovina immensa dalla terra dei Caldei. 55È il Signore che devasta Babilonia e fa tacere il suo grande rumore. Mugghiano le sue onde come acque possenti, risuona il frastuono della sua voce, 56perché piomba su Babilonia il devastatore, sono catturati i suoi prodi, si sono infranti i loro archi. Il Signore è il Dio delle giuste ricompense, egli rende ciò che è dovuto. 57«Io ubriacherò i suoi capi e i suoi saggi, i suoi prìncipi, i suoi governatori e i suoi guerrieri. Si addormenteranno in un sonno perenne e non si sveglieranno mai più». Oracolo del re, il cui nome è Signore degli eserciti. 58Così dice il Signore degli eserciti: «Le larghe mura di Babilonia saranno rase al suolo, le sue alte porte saranno date alle fiamme. Si affannano dunque invano i popoli, le nazioni si affaticano per il fuoco». 59Ordine che il profeta Geremia diede a Seraià, figlio di Neria, figlio di Macsia, quando egli andò con Sedecìa, re di Giuda, a Babilonia nell’anno quarto del suo regno. Seraià era capo degli alloggiamenti. 60Geremia scrisse su un rotolo tutte le sventure che dovevano piombare su Babilonia. Tutte queste cose sono state scritte contro Babilonia. 61Geremia quindi disse a Seraià: «Quando giungerai a Babilonia, avrai cura di leggere in pubblico tutte queste parole 62e dirai: “Signore, tu hai dichiarato di distruggere questo luogo, perché non ci sia più chi lo abiti, né uomo né animale, ma sia piuttosto una desolazione per sempre”. 63Ora, quando avrai finito di leggere questo rotolo, vi legherai una pietra e lo getterai in mezzo all’Eufrate 64dicendo: “Così affonderà Babilonia e non risorgerà più dalla sventura che io le farò piombare addosso”». Fin qui le parole di Geremia.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Contro Babilonia 50,1-51,64

51,1-9. All'annuncio della distruzione che incombe su Babilonia e sui Caldei, con l'invito a proseguire nell'opera di sterminio, si alternano in questo brano pensieri di commiserazione (v. 6) ed esortazioni a curarne le ferite (v. 8), pur constatando l'inguaribilità della situazione per i troppi peccati (v. 9).

10-19. A parte il v. 10, fuori contesto, si riprende il tema dell'assalto finale alla città: l'ha deciso il Creatore dell'universo (v. 15-16). Evidenti le reminescenze di composizioni precedenti (cfr. 10,12-16) e salmiche (cfr. Sal 135,7). Il riferimento al re (v. 11) può essere un'aggiunta di precisazione, ma è certo che sotto Ciro, re della Media e della Persia, le tribù mede hanno contribuito in maniera determinante alla conquista dell'impero babilonese. In ogni caso, tutto avviene perché Dio chiama e investe (v. 11).

20-26. Una composizione fortemente ritmata, veramente martellante: Dio si è servito di Babilonia come di un martello (vv. 20-23); ora è la volta di Babilonia di essere martellata fino all'ultima pietra (vv. 24-26).

27-33. Ancora una descrizione della presa e distruzione di Babilonia in due tempi: preparativi dell'attacco; risultato di esso. Sono chiamati in causa i popoli dell'Asia Minore, probabilmente dell'Armenia (Ararat, Aschenaz, Minni) per condurre a termine l'opera di demolizione con i Medi.

34-40. Nello stile dei salmi imprecatori, Dio stesso qui si assume l'incarico di attuare la distruzione e lo fa con durezza. Il procedimento di trasferire in Dio i propri sentimenti consente una presentazione più espressiva del suo coinvolgimento nella sorte del suo popolo, della cura che ha per esso e della futura liberazione come dono della sua fedeltà all'alleanza. Si inizia con una descrizione dello scempio fatto da Nabucodonosor e dal suo esercito a Gerusalemme (v. 34), segue l'assicurazione della rivalsa che il «sangue» (v. 35) chiede a gran voce: un dialogo vivace tra Dio e la sua città a spese di Babilonia.

41-45. Quasi con stupore il profeta constata quanto dura è stata la sorte della città: una terribile mareggiata (v. 42) l'ha sommersa. Babilonia (Sesac sembra essere crittogramma per Babel: cfr. 25,26) è scomparsa.

46-58. L'accumulo di oracoli contro Babilonia, in confronto ai pochi per le altre nazioni, testimonia l'enorme risonanza che la caduta ha destato in tutti, ma anche la carica di rancore che la città aveva saputo suscitare.

59-64. Azione simbolica che Geremia compie, stando all'annotazione cronologica (v. 59), nel 593, in occasione di un viaggio di Sedecia in Babilonia con alti funzionari, probabilmente in qualità di vassallo per rassicurare circa la sua lealtà. Il brano è posto a conclusione degli oracoli contro le nazioni a dimostrazione che il profeta ha previsto la rovina di Babilonia e l'ha resa ineluttabile con il gesto compiuto.

(cf. EMILIANO VALLAURI e FLAVIO DELLA VECCHIA, Geremia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R I OHomepage

 
Continua...

from Qui&Ora

Alba

Alba

L'alba. Mi sto abituando sempre più a svegliarmi “nei pressi” dell'alba. È un momento particolare, se sono riuscito a dormire il necessario – che per me non è meno di 7 ore – posso assaporare qualcosa di difficilmente ritrovabile durante la giornata. Se non mi alzo subito, almeno guardo fuori, dalla finestra. Se ha un senso, mi alzo, mi lavo e dopo può seguire una seduta di meditazione o la colazione. L'alba ha in sé una essenzialità, oltre che un silenzio – non vivo in città, quindi sicuramente sono favorito in questo – che mi permettono di recuperare il mio respiro, il mio corpo, poco a poco, senza dover correre. E poi i colori. Sempre diversi. Quelli della foto sono quelli di un'alba filmata per un videoclip fatto tempo fa, in un posto davvero particolare, non lontano da qui, nel Lazio centro-settentrionale. Gli occhi del protagonista non si vedono, ma per chi guardasse l'immagine potrebbe forse essere facile immaginare quello sguardo di leggero stupore. Quello di guardare qualcosa che si ripete ogni giorno, ma sempre nuovo, in qualche modo. E respirarci dentro. Buone albe.

#consapevolezza #natura

 
Read more...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Will the Circle be Unbroken è il settimo album della Nitty Gritty Dirt Band, con la collaborazione di molti famosi musicisti bluegrass e country-western, tra cui Roy Acuff, “Mother” Maybelle Carter, Doc Watson, Earl Scruggs, Randy Scruggs, Merle Travis, Pete “Oswald” Kirby, Norman Blake, Jimmy Martin e altri. Ha anche presentato il violinista Vassar Clements a un pubblico più ampio.


Ascolta: https://songwhip.com/nitty-gritty-dirt-band/will-the-circle-be-unbroken1972


#ascolti

 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

Contro Babilonia 1Parola che il Signore pronunciò contro Babilonia, contro la terra dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia. 2«Proclamatelo fra i popoli e fatelo sapere, non nascondetelo, dite: “Babilonia è presa, Bel è coperto di confusione, è infranto Marduc, sono svergognati i suoi idoli, sono infranti i suoi feticci”. 3Poiché dal settentrione sale contro di essa un popolo che ridurrà la sua terra a un deserto: non vi abiterà più nessuno. Uomini e animali fuggono, se ne vanno. 4In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – verranno i figli d’Israele insieme con i figli di Giuda; cammineranno piangendo e cercheranno il Signore, loro Dio. 5Domanderanno di Sion, verso cui sono fissi i loro volti: “Venite, uniamoci al Signore con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. 6Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile. 7Quanti le trovavano, le divoravano, e i loro nemici dicevano: “Non ne siamo colpevoli, perché essi hanno peccato contro il Signore, sede di giustizia e speranza dei loro padri”. 8Fuggite da Babilonia, dalla regione dei Caldei, uscite e siate come capri in testa al gregge. 9Poiché ecco, io suscito e mando contro Babilonia una massa di grandi nazioni dalla terra del settentrione; le si schiereranno contro, ed essa sarà presa. Le loro frecce sono come quelle di un abile arciere, nessuna ritorna a vuoto. 10La Caldea diventerà preda di saccheggiatori, tutti se ne sazieranno». Oracolo del Signore. 11Gioite pure e tripudiate, predatori della mia eredità! Saltate pure come giovenchi su un prato e nitrite come stalloni! 12Vostra madre è piena di confusione, è coperta di vergogna colei che vi ha partorito. Ecco, è l’ultima delle nazioni, un deserto, un luogo riarso e una steppa. 13A causa dell’ira del Signore non sarà più abitata, sarà tutta una desolazione. Chiunque passerà vicino a Babilonia rimarrà stupito e fischierà di scherno davanti a tutte le sue piaghe. 14Disponetevi intorno a Babilonia, voi tutti che tendete l’arco; tirate senza risparmiare le frecce, perché ha peccato contro il Signore. 15Da ogni parte alzate il grido di guerra contro di lei. Essa tende la mano, crollano le sue torri, rovinano le sue mura: questa è la vendetta del Signore. Vendicatevi di lei, trattatela come essa ha trattato gli altri! 16Sterminate in Babilonia chi semina e chi impugna la falce per mietere. Di fronte alla spada micidiale ciascuno ritorni al suo popolo e ciascuno fugga verso la sua terra. 17Una pecora smarrita è Israele, i leoni le hanno dato la caccia; per primo l’ha divorata il re d’Assiria, poi Nabucodònosor, re di Babilonia, ne ha stritolato le ossa. 18Perciò, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: «Ecco, io punirò il re di Babilonia e la sua terra, come già ho punito il re d’Assiria, 19e ricondurrò Israele nel suo pascolo. Pascolerà sul Carmelo e sul Basan; sulle montagne di Èfraim e di Gàlaad si sazierà. 20In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – si cercherà l’iniquità d’Israele, ma essa non sarà più; si cercheranno i peccati di Giuda, ma non si troveranno, perché io perdonerò al resto che lascerò. 21Avanza nella terra di Meratàim, avanza contro di essa e contro gli abitanti di Pekod. Devasta, annientali – oracolo del Signore –, fa’ quanto ti ho comandato!». 22Rumore di guerra nella regione, e grande disastro. 23Come è stato rotto e fatto in pezzi il martello di tutta la terra? Come è diventata un orrore Babilonia fra le nazioni? 24Ti ho teso un laccio e sei stata catturata, Babilonia, senza avvedertene. Sei stata sorpresa e afferrata, perché hai fatto guerra al Signore. 25Il Signore ha aperto il suo arsenale e ne ha tratto le armi del suo sdegno, perché il Signore, Dio degli eserciti, ha un’opera da compiere nella terra dei Caldei. 26Venite dall’estremo limite della terra, aprite i suoi granai; fatene dei mucchi come covoni, sterminatela, non ne rimanga neppure un resto. 27Uccidete tutti i suoi tori, scendano al macello. Guai a loro, perché è giunto il loro giorno, il tempo del loro castigo! 28Voce di profughi e di scampati dalla terra di Babilonia, per annunciare in Sion la vendetta del Signore, nostro Dio, la vendetta per il suo tempio. 29Convocate contro Babilonia gli arcieri, quanti tendono l’arco. Accampatevi intorno ad essa: nessuno scampi. Ripagatela secondo le sue opere, fate a lei quanto essa ha fatto, perché è stata arrogante con il Signore, con il Santo d’Israele. 30«Perciò cadranno i suoi giovani nelle sue piazze e tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno. Oracolo del Signore. 31Eccomi a te, o arrogante – oracolo del Signore degli eserciti –, poiché è giunto il tuo giorno, il tempo del tuo castigo. 32Vacillerà l’arrogante e cadrà, nessuno la rialzerà. Io darò alle fiamme le sue città, esse divoreranno tutti i suoi dintorni». 33Così dice il Signore degli eserciti: «Sono oppressi insieme i figli d’Israele e i figli di Giuda; tutti quelli che li hanno deportati li trattengono e rifiutano di lasciarli andare. 34Ma il loro vendicatore è forte, Signore degli eserciti è il suo nome. Egli sosterrà efficacemente la loro causa, renderà tranquilla la terra e sconvolgerà gli abitanti di Babilonia. 35Spada sui Caldei – oracolo del Signore – e sugli abitanti di Babilonia, sui suoi capi e sui suoi sapienti! 36Spada sui suoi indovini: che impazziscano! Spada sui suoi prodi: che atterriscano! 37Spada sui suoi cavalli e sui suoi carri, su tutta la gentaglia che è in essa: diventino come donnicciole! Spada sui suoi tesori: siano saccheggiati! 38Spada sulle sue acque: si prosciughino! Perché essa è una terra di idoli; vanno pazzi per questi spauracchi. 39Perciò l’abiteranno animali selvatici e sciacalli, vi si stabiliranno gli struzzi; non sarà mai più abitata né popolata di generazione in generazione. 40Come quando Dio sconvolse Sòdoma, Gomorra e le città vicine – oracolo del Signore –, non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano. 41Ecco, un popolo viene dal settentrione, una grande nazione, e molti re si muovono dalle estremità della terra. 42Impugnano archi e lance; sono crudeli, senza pietà. Il loro clamore è quello di un mare agitato e montano cavalli, pronti come un sol uomo alla battaglia contro di te, figlia di Babilonia. 43Appena il re di Babilonia ne ha udito la fama, gli sono cadute le braccia; si è impadronita di lui l’angoscia, come gli spasimi di partoriente. 44Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un baleno io li scaccerò di là e porrò su di esso il mio eletto. Perché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me?» 45Per questo ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Babilonia e le decisioni che ha preso contro il paese dei Caldei. Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge e sarà desolato il loro pascolo. 46Per il fragore della presa di Babilonia si scuoterà la terra, ne risuonerà l’eco fra le nazioni.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Contro Babilonia 50,1-51,64 La raccolta di oracoli contro le nazioni si chiude con una serie di vaticini contro Babilonia: scagliati con forza, e se ne capisce la ragione. Nonostante che Geremia abbia sempre appoggiato la sottomissione ai Caldei e ne sia stato ricompensato, lo scempio da essi perpetrato contro il popolo e la terra non poteva non gridare vendetta. Per cui si comprende come avrebbe potuto reagire alla previsione di una rovina umiliante del popolo nemico. Tuttavia, negli oracoli dei cc. 50-51 l'atmosfera che fa da sfondo non è tanto quella di un preannuncio di rovina a scadenza non precisata, quanto piuttosto l'attesa ansiosa di una catastrofe imminente. Per intenderci, è la tensione fremente verso una liberazione considerata ormai vicina, la stessa che troviamo nel Deuteroisaia, quella che caratterizzò la situazione mediorientale nella seconda metà del VI sec. a.C. al diffondersi delle notizie sulle vittorie di Ciro. E allora probabile che a un profeta di tale epoca e non a Geremia vadano assegnati i componimenti di questi capitoli, in poesia e in prosa. Composizioni, peraltro, talvolta molto vivaci e incisive, non indegne del profeta di Anatot, talaltra fiacche e maldestre. A parte l'alternarsi di brani poetici e in prosa (che normalmente riguardano la sorte di Israele), la presentazione del castigo di Babilonia procede, si direbbe, per accostamenti successivi: dalla descrizione dello sgomento al giungere della notizia, all'ordine dell'attacco finale, all'incalzante enumerazione della rovina che la spada sta portando avanti settore per settore.

50,2-3. Gli oracoli in poesia e i brani in prosa dei cc. 50-51 sono racchiusi nella cornice di 50,2-3 e 51,54-58, in cui si proclama la distruzione della grande nemica Babilonia. Questi brani riflettono la sconfitta di Babilonia a opera di Ciro, avvenuta nel 539 a.C. (sebbene alcuni esegeti ritengano che essi l'anticipino). Il linguaggio dei due brani è convenzionale e influenzato da altri passi del testo di Geremia; perciò non vanno letti necessariamente come una descrizione puntuale degli avvenimenti, ma come una celebrazione della disfatta di Babilonia. Qui emerge soprattutto la spinta emozionale e non tanto la precisione storica.

4-7. Oracolo in prosa che promette come imminente il ritorno degli Israeliti in Palestina, con accenti che sembrano ispirati dai vaticini classici (cfr. soprattutto Os 3,5; Ger 23,31; Ez 34). S'intrecciano in esso i temi: della ricerca di Dio (v. 4; cfr. Os; Am) dopo la conversione (pianto); di Sion punto di riferimento (v. 5; cfr. Is 2,3) e di aspirazione; dell'alleanza definitiva (v. 5), «eterna», che richiama evidentemente l'alleanza nuova di 31,31, scritta nel cuore e quindi non dimenticabile; dei «pastori» (vv. 6-7) cui si rimprovera la negligenza e l'aver allontanato dal Signore le pecore conducendole alla rovina.

8-20. Il brano ha due parti, in poesia (vv. 8-17) e in prosa (vv. 18-20). In poesia è una viva e partecipe descrizione della rovina della grande città cosmopolita (cfr. v. 16) che l'autore osserva, con feroce compiacimento (v. 11), cadere a brandelli (v. 15) e finalmente ridursi a un deserto (v. 12). È la giusta punizione per chi ha fatto tanto male a Israele. Per questo – ed è la parte in prosa – c'è una promessa di ritorno: anzitutto, nella terra di cui si menzionano le regioni tradizionalmente considerate più fertili che la lontananza fa sognare anche più feraci; poi, nell'amicizia di Dio, che fa dono del ritorno dall'esilio e del perdono dei peccati.

21-32. Comando agli eserciti nemici di passare all'attacco. Il ritmo è incalzante, con versi talvolta (cfr. 21c) di rude onomatopea che gioca sul timbro aspro di gutturali e dentali. È in azione la macchina da guerra che Dio stesso, guerriero, conduce (cfr. v. 25), estraendo le sue armi più micidiali per distruggere. È il Santo di Israele e non può tollerare l'alterigia dell'uomo che osa farsi simile a Dio.

33-34. In prosa si riafferma l'attenzione del Signore per il suo popolo deportato. Il richiamo letterario sembra essere al soggiorno forzato in Egitto allorché il faraone rifiutava di lasciar partire Israele. La liberazione è contenuta implicitamente nella promessa di sostenere la causa del popolo di Israele (v. 34) in una specie di dibattimento giudiziario (cfr. in v. 34b il gioco sulla radice ryb «sostenere la causa») in cui JHWH assume il ruolo come di un avvocato, ebr. gō'ēl «vendicatore», che era propriamente il tutore dei diritti familiari nella società ebraica del tempo.

35-40. La spada di JHWH è in azione: nulla le sfugge. Dai capi al popolino, dagli indovini agli idoli spaventapasseri, dai tesori alle acque, tutto è guastato. Il risultato è una landa deserta (vv. 39-40), ricettacolo di animali selvatici.

41-46. In prosa, minaccia contro Babilonia, con allusione al nemico del nord che più volte (cfr. 4,5ss.) è stato preannunciato contro Israele. La descrizione di esso (v. 42) è stereotipa; perciò non si riferisce a un nemico concreto. In realtà, i Persiani furono un popolo estremamente umanitario per l'antichità e anche nei confronti dei Babilonesi si comportarono con moderazione.

(cf. EMILIANO VALLAURI e FLAVIO DELLA VECCHIA, Geremia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R I OHomepage

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Live 1966: The “Royal Albert Hall” Concert è un album live di due dischi di Bob Dylan, pubblicato nel 1998. È il secondo capitolo della serie Bootleg di Bob Dylan in corso su Legacy Recordings, ed è stato certificato disco d'oro dalla RIAA. Fu registrato alla Manchester Free Trade Hall durante il tour mondiale di Dylan nel 1966, anche se i primi bootleg attribuivano la registrazione alla Royal Albert Hall, quindi divenne noto come Royal Albert Hall Concert. Ampiamente contrabbandato per decenni, è un documento importante nello sviluppo della musica popolare durante gli anni '60. La scaletta consisteva di due parti, con la prima metà del concerto in cui Dylan da solo sul palco eseguiva una serie di canzoni interamente acustiche, mentre la La seconda metà del concerto vede Dylan suonare un set di canzoni “elettriche” insieme alla sua band, gli Hawks. La prima metà del concerto è stata accolta calorosamente dal pubblico, mentre la seconda metà è stata fortemente criticata, con commenti prima e dopo ogni canzone.


Ascolta: https://songwhip.com/bob-dylan/live-1966-the-royal-albert-hall-concert-the-bootleg-series-vol-4


#ascolti

 
Continua...

from Cooperazione Internazionale di Polizia

Il caso di JuicyFields, considerata una delle più grandi truffe nel settore della cannabis, fece notizia nel 2022. JuicyFields, una piattaforma globale per investire nella cannabis, avrebbe attirato investitori con promesse di rendimenti elevati dal sostegno alla coltivazione di cannabis da parte dei leader del settore. Ora un'indagine congiunta condotta da diverse autorità di contrasto europee, supportata da #Europol ed #Eurojust, è culminata nell'arresto di 9 sospetti in seguito al caso di frode. Nella giornata di azione, svoltasi l’11 aprile 2024, oltre 400 agenti delle forze dell’ordine di 11 paesi hanno eseguito 9 mandati di arresto e condotto 38 perquisizioni domiciliari. Durante la giornata sono stati sequestrati o congelati 4.700.000 euro in conti bancari, 1.515.000 euro in criptovalute, 106.000 euro in contanti e 2.600.000 euro in beni immobiliari, oltre a diversi veicoli di lusso, opere d'arte, denaro contante e vari oggetti di lusso, ed un gran numero di dispositivi elettronici e documenti. Secondo le stime giudiziarie, i danni totali derivanti da falsi investimenti nella pubblicizzata piattaforma di crowdsourcing per la coltivazione di cannabis ammontano a 645 milioni di euro, ma i danni reali e non dichiarati potrebbero essere significativamente più alti. In totale, circa 550.000 partecipanti in tutto il mondo, la maggior parte dei quali cittadini europei, sono stati registrati come investitori online. Utilizzando bonifici bancari o criptovalute, circa 186.000 partecipanti hanno effettivamente trasferito fondi nell'elaborato “schema Ponzi”, attivo dall'inizio del 2020 a luglio 2022. JuicyFields e le sue false opportunità di investimento nella cannabis. I sospettati, principalmente russi ma anche olandesi, tedeschi, italiani, lettoni, maltesi , di nazionalità polacca, giordana, statunitense e venezuelana, hanno utilizzato la pubblicità sui social network per attirare le vittime sui loro siti web. Queste piattaforme offrivano promettenti opportunità di investimento in crowdsourcing nella coltivazione, raccolta e distribuzione di piante di cannabis da utilizzare per scopi medicinali. Con un investimento iniziale minimo di almeno 50 euro in questa cosiddetta opportunità di “e-growing”, agli investitori veniva promesso di essere collegati ai produttori di cannabis terapeutica. Al momento dell’acquisto di una pianta di cannabis, la piattaforma assicurava agli investitori – detti anche e-growers – che presto avrebbero potuto ottenere elevati profitti dalla vendita di marijuana ad acquirenti autorizzati. Anche se la società ha promesso rendimenti annuali pari o superiori al 100%, non ha rivelato esattamente come avrebbe raggiunto questo obiettivo, per non parlare di come sarebbe stato in grado di garantirlo. La cannabis è una delle sostanze illecite più consumate sia all’interno dell’Unione Europea che a livello globale. Come visto in altri contesti, le reti criminali sono particolarmente abili nell’applicare nuove narrazioni alle pratiche criminali esistenti, in particolare in periodi di cambiamenti nei quadri normativi, che possono aprire una finestra di opportunità per i truffatori di pubblicizzare investimenti a basso rischio e ad alto profitto. Uno schema Ponzi è un tipo di truffa sugli investimenti in cui i criminali promettono rendimenti elevati con rischi minimi o nulli per gli investitori. Invece di generare effettivamente profitti attraverso attività commerciali legittime, i truffatori utilizzano il denaro dei nuovi investitori per pagare i rendimenti ai precedenti investitori. Ciò crea l'illusione di un'impresa redditizia, ma in realtà lo schema crolla quando non ci sono abbastanza nuovi investitori per sostenere i pagamenti, lasciando la maggior parte degli investitori in perdita. Ad esempio, l'investitore medio, anche cauto, effettuerebbe un investimento iniziale di 50 euro e riceverebbe un pagamento raddoppiando il proprio denaro subito dopo. Motivati da questi guadagni finanziari, molti investitori alzerebbero la posta e pagherebbero centinaia, migliaia o in molti casi anche decine di migliaia di euro. La piattaforma fingeva credibilità in quanto non solo era rappresentata nel mondo digitale, ma sosteneva l’immagine di una struttura commerciale legale affidabile con uffici fisici, personale e rappresentanza agli eventi dell’industria della cannabis. Inizialmente, gli oltre 500.000 coltivatori elettronici ricevevano i rendimenti degli investimenti. Nel luglio 2022, tuttavia, i criminali dietro il sistema hanno improvvisamente rimosso i profili aziendali dai social network e impedito agli utenti di accedere ai propri account, congelando così i prelievi di contanti. L'attenzione delle forze dell'ordine su JuicyFields e le relative piattaforme di investimento è stata seguita dalla creazione di una squadra investigativa congiunta presso Eurojust, guidata dalla polizia tedesca e spagnola, dalla gendarmeria francese e supportata da Europol, dall'Agenzia nazionale anticrimine del Regno Unito e da altre forze dell'ordine provenienti da numerosi Stati membri, Italia compresa. Uno dei principali obiettivi di alto valore in questa indagine è stato rintracciato in una residenza nella Repubblica Dominicana. Un cittadino russo, sospettato di essere uno dei principali organizzatori del piano fraudolento, ha fatto perquisire la proprietà in cui risiedeva dalle autorità della Repubblica Dominicana insieme agli agenti della squadra investigativa spagnola e ad uno specialista dell'Europol inviato sul posto per assistere nel coordinamento.

 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

Contro Ammon, Edom, Damasco, gli Arabi ed Elam 1Sugli Ammoniti. Così dice il Signore: «Israele non ha forse figli, non ha forse un erede? Perché Milcom ha ereditato la terra di Gad e il suo popolo ne ha occupato le città? 2Perciò ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io farò udire fragore di guerra a Rabbà degli Ammoniti; essa diventerà un cumulo di rovine, i suoi villaggi saranno consumati dal fuoco, Israele spoglierà i suoi spogliatori, dice il Signore. 3Urla, Chesbon, arriva il devastatore; gridate, villaggi di Rabbà, cingetevi di sacco, innalzate lamenti e andate raminghi con tagli sulla pelle, perché Milcom andrà in esilio, con i suoi sacerdoti e i suoi capi. 4Perché ti vanti delle tue valli, figlia ribelle? Confidi nei tuoi tesori ed esclami: “Chi verrà contro di me?”. 5Ecco, io manderò su di te il terrore – oracolo del Signore, Dio degli eserciti – da tutti i dintorni. Voi sarete scacciati, ognuno per la sua via, e non vi sarà nessuno che raduni i fuggiaschi. 6Ma dopo cambierò la sorte degli Ammoniti». Oracolo del Signore. 7Su Edom. Così dice il Signore degli eserciti: «Non c’è più sapienza in Teman? È scomparso il consiglio dei saggi? È svanita la loro sapienza? 8Fuggite, voltatevi, nascondetevi in un luogo segreto, abitanti di Dedan, poiché io mando su Esaù la sua rovina, il tempo del suo castigo. 9Se vendemmiatori venissero da te, ti lascerebbero appena qualche grappolo. Se ladri notturni venissero da te, saccheggerebbero quanto basta loro. 10Perché io intendo spogliare Esaù, rivelo i suoi nascondigli ed egli non ha dove nascondersi. La sua stirpe, i suoi fratelli, i suoi vicini sono distrutti ed egli non è più. 11Lascia i tuoi orfani, io li farò vivere, le tue vedove confidino in me! 12Poiché così dice il Signore: Ecco, coloro che non erano obbligati a bere il calice lo devono bere e tu pretendi di rimanere impunito? Non resterai impunito, ma dovrai berlo, 13poiché io ho giurato per me stesso – oracolo del Signore – che Bosra diventerà un orrore, un obbrobrio, un deserto, una maledizione, e tutte le sue città saranno ridotte a rovine perenni». 14Ho udito un messaggio da parte del Signore, un messaggero è stato inviato fra le nazioni: «Adunatevi e marciate contro di lui! Alzatevi per la battaglia». 15«Poiché ecco, ti faccio piccolo fra le nazioni e spregevole fra gli uomini. 16Ti ha indotto in errore la tua arroganza, la superbia del tuo cuore; tu che abiti nelle caverne delle rocce, che ti aggrappi alle cime dei colli, anche se, come l’aquila, ponessi in alto il tuo nido, di lassù ti farò precipitare. Oracolo del Signore. 17Edom sarà una desolazione; quanti vi passeranno vicino resteranno sbigottiti e fischieranno di scherno davanti a tutte le sue ferite. 18Come nello sconvolgimento di Sòdoma e Gomorra e delle città vicine – dice il Signore –, non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano. 19Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un baleno io lo scaccerò di là e porrò su di esso il mio eletto. Perché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me? 20Per questo, ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Edom e le decisioni che ha preso contro gli abitanti di Teman. Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge e sarà desolato il loro pascolo. 21Al fragore della loro caduta tremerà la terra. Un grido! Fino al Mar Rosso ne risuonerà l’eco. 22Ecco, come l’aquila sale e si libra e distende le ali su Bosra. In quel giorno il cuore dei prodi di Edom sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto». 23Su Damasco. «Camat e Arpad sono piene di confusione, perché hanno sentito una cattiva notizia; esse sono agitate come il mare, sono in angustia, non possono calmarsi. 24Spossata è Damasco, volta le spalle per fuggire; un tremito l’ha colta, angoscia e dolori l’assalgono come una partoriente. 25Come non potrebbe essere abbandonata la città gloriosa, la città del tripudio? 26Perciò cadranno i suoi giovani nelle sue piazze, tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno. Oracolo del Signore degli eserciti. 27Darò fuoco alle mura di Damasco e divorerà i palazzi di Ben-Adàd». 28Su Kedar e sui regni di Asor, che Nabucodònosor, re di Babilonia, sconfisse. Così dice il Signore: «Su, marciate contro Kedar, saccheggiate i figli dell’oriente. 29Prendete le loro tende e le loro pecore, i loro teli, tutti i loro attrezzi, portate via i loro cammelli; un grido si leverà su di loro: “Terrore all’intorno!”. 30Fuggite, andate lontano, nascondetevi in un luogo segreto o abitanti di Asor – oracolo del Signore –, perché Nabucodònosor, re di Babilonia, ha ideato un disegno contro di voi, ha preparato un piano contro di voi. 31Su, marciate contro la nazione tranquilla, che vive in sicurezza – oracolo del Signore – e non ha né porte né sbarre, e vive isolata. 32I suoi cammelli diverranno preda e la massa delle sue greggi bottino. Disperderò a tutti i venti coloro che si radono le tempie, da ogni parte farò venire la loro rovina. Oracolo del Signore. 33Asor diventerà rifugio di sciacalli, una desolazione per sempre; non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano». 34Parola che il Signore rivolse al profeta Geremia riguardo a Elam all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda. 35«Dice il Signore degli eserciti: Ecco, io spezzerò l’arco di Elam, il nerbo della sua potenza. 36Farò venire contro Elam i quattro venti dalle quattro estremità del cielo e li disperderò davanti a questi venti; non ci sarà nazione in cui non giungeranno i profughi di Elam. 37Incuterò terrore negli Elamiti davanti ai loro nemici e davanti a coloro che vogliono la loro vita; manderò su di loro la sventura, la mia ira ardente. Oracolo del Signore. Manderò la spada a inseguirli, finché non li avrò sterminati. 38Porrò il mio trono su Elam e farò scomparire il suo re e i suoi capi. Oracolo del Signore. 39Ma negli ultimi giorni cambierò la sorte di Elam». Oracolo del Signore.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Contro Ammon, Edom, Damasco, gli Arabi ed Elam 49,1-39 Contiene oracoli contro diversi popoli del Vicino Oriente rei in qualche modo di aver vessato Israele e coinvolti di conseguenza nella punizione. Ammoniti, Edomiti, Siriani, Arabi ed Elamiti, ricevono ciascuno la propria razione di minacce e di derisione per le sventure che li attendono. Ad eccezione di brevi spezzoni, gli oracoli sembrano geremiani, pronunciati in vari periodi della sua attività profetica, comunque non agli inizi. Tuttavia qualche rimaneggiamento va riconosciuto, come testimonia ad es. il ripetersi di versetti identici in componimenti diversi (cfr. 48,40s. con 49,2).

1-6. Contro Ammon. Gli Ammoniti, che la tradizione considerava affini agli Israeliti (cfr. Gn 19,30), abitavano la regione al di là del Giordano, grosso modo tra l'Arnon e lo Iabbok, e avevano come capitale Rabbat-Ammon l'attuale Amman). Un territorio che le tribù israelitiche hanno sempre rivendicato e che la tradizione aveva assegnato alla tribù di Gad (cfr. Gs 13, 24-28). In realtà solo saltuariamente tale territorio rimase sotto l'effettiva sovranità di Israele. Ne fu staccato in pratica definitivamente dagli Assiri dopo la caduta del regno settentrionale (722). Per questo Geremia (l'oracolo è quasi sicuramente suo, salvo piccole aggiunte: v. 2 e forse v. 6) inizia con una domanda retorica sul perché la regione di Gad sia ora occupata dagli Ammoniti, quasi dono del loro dio Milcom. È venuto il momento del castigo che devasterà le città della regione (Chesbon in verità apparteneva a Moab: cfr. 48,44) e le valli opime di cui erano così orgogliosi (v. 4). Sarà lutto ovunque.

7-22. Contro Edom. È il popolo più vicino per stirpe agli Israeliti, come anche la tradizione riconosceva facendo addirittura dell'antenato Edom/Esaù il gemello di Giacobbe (cfr. Gn 25,12-28). Come per Moab, anche qui abbiamo una raccolta di oracoli (per altri, un unico lungo oracolo), parte in poesia, parte in prosa, la cui autenticità sembra fuori di dubbio. La rovina di Edom sarà inesorabile nonostante l'apparente inaccessibilità della regione ai grandi eserciti nemici. Dio ha deciso lo sterminio del popolo edomita per la superbia e l'arroganza a motivo della sapienza, per cui era famoso nell'antichità (cfr. Gb 2,11; Bar 3,22; Abd 8) e della supposta sicurezza dei suoi confini. In verità gli oracoli menzionano espressamente tra le ragioni del castigo divino l'arroganza (v. 16), ma senza precisarne il contenuto. È il tema della hybris umana che anche altrove nei profeti (cfr. Is 2,11ss.) viene duramente stigmatizzata. Tempo di composizione sembra il 605, durante la prima spedizione di Nabucodonosor nella regione. Proprio dalla «sapienza» inizia il profeta constatando ironicamente che non è stata capace di prevedere il disastro. «Teman» è una zona del territorio di Edom di incerta ubicazione. Qui probabilmente sta per l'intera regione, a meno che non si voglia vedervi indicato uno dei confini (l'altro sarebbe «Dedan»: v. 8) del territorio edomitico. Edom non può sfuggire alla punizione se hanno dovuto «bere il caliсе», cioè assaporare l'amarezza della punizione (cfr. 13,13; 25,15-18; 48,26; Is 51,17-23; Ez. 23,32-34, есс.) gli innocenti (probabilmente gli Israeliti non colpevoli coinvolti nel castigo di Israele). Non serve a nulla abitare «nelle caverne delle rocce» (v. 16) perché niente può resistere a Dio e a colui che ha designato esecutore del suo castigo: li strapperà di là senza sforzo.

23-27. Contro Damasco. L'epoca di composizione sembra quella dell'oracolo precedente: l'invasione di Nabucodonosor del 605. La composizione si limita a predire succintamente la rovina, partendo dalla paura che invade gli abitanti della regione, quando giunge la notizia, sino alla fuga dalla città.

28-33. Contro le tribù arabe. Questo oracolo è espressamente (v. 28) rapportato a una campagna di Nabucodonosor che potrebbe sempre essere quella del 605. Oggetto di esso è la sorte di «Kedar» e dei regni di «Azor», cioè le regioni a oriente della Palestina e le popolazioni che le abitavano, popoli seminomadi con struttura sociopolitica ancora a base tribale. Su queste tribù tranquille e sicure nella loro regione appartate piomberà inaspettatamente il re di Babilonia e saccheggerà e razzierà deportandone la popolazione. Il motivo non è menzionato; si può supporre l'idolatria, se l'accenno al taglio dei capelli va inteso come segno religioso e non come semplice acconciatura.

34-39. Contro Elam, regione a est della Bassa Mesopotamia. Alleata dei Medi e dei Persiani, nel 539 attaccò Babilonia (cfr. Is 21,2), ma in seguito fu praticamente assorbita nell'impero persiano. La capitale Susa, distrutta da Assurbanipal nel 640 a.C. e ricostruita da Dario I, divenne una delle città più importanti dell'impero, residenza invernale della corte di Persia (cfr. Ne 1,1; Est 1,1). Il vaticinio, quasi sicuramente di Geremia, può essere stato pronunciato allorché si ebbero le prime avvisaglie dei movimenti espansionistici persiani verso ovest. L'introduzione (v. 34) lo colloca nel 597. È oracolo di minaccia, ma si chiude con la prospettiva di salvezza (v. 39).

(cf. EMILIANO VALLAURI e FLAVIO DELLA VECCHIA, Geremia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R I OHomepage

 
Continua...

from Cooperazione Internazionale di Polizia

lo schema di SIENA Più di 3000 autorità di contrasto di oltre 70 paesi ed entità internazionali sono collegate al canale sicuro di scambio di informazioni di Europol, conosciuto come SIENA (“Secure Information Exchange Network Application”). La piattaforma consente il rapido scambio di informazioni operative e strategiche tra #Europol, gli Stati membri dell' #UE e i paesi partner con cui Europol ha accordi di cooperazione o accordi di lavoro. Si tratta di un servizio disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.
Lo scambio tempestivo di informazioni facilitato da #SIENA è essenziale affinché le forze dell’ordine a livello locale, nazionale e internazionale possano rispondere in modo rapido e decisivo. Nel 2023, il numero di messaggi scambiati tramite SIENA è cresciuto fino al massimo storico di 1,79 milioni, designandolo come canale di comunicazione europeo preferito per le forze dell'ordine. Nello stesso anno attraverso SIENA furono avviati oltre 151 000 casi. Le aree di criminalità più comunemente indicate sono state il traffico di droga, la frode e l'immigrazione clandestina. Il quadro dell’intelligence sulle minacce criminali che colpiscono l’Unione europea sarà significativamente arricchito quanto più le autorità di contrasto saranno collegate. Il In un mondo sempre più globalizzato, l’accesso alle informazioni in tempo reale da ogni angolo dell’UE e oltre consente alle autorità di contrasto di avere un quadro più completo delle attività criminali, consentendo loro di proteggere le loro comunità in modo più efficace. Nel maggio 2023 la Direttiva 2023/977 del Parlamento Europeo e del Consiglio sullo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto degli Stati membri (IED) [https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32023L0977] ha stabilito norme armonizzate per lo scambio adeguato e rapido di informazioni tra le autorità di contrasto competenti al fine della prevenzione e dell’individuazione dei reati e delle relative indagini.

 
Continua...

from Novità in libreria

Primo post per una settimana succulenta, farcita di libri nuovi nuovi appena sfornati. Inauguro una nuova sezione di narrativa, dedicata alle novità fantasy. Spero apprezziate.

NARRATIVA:

  • PER AMORE DI UN'OMBRA di Gerardo Innarella (Longanesi). È la storia di Flaps, un bambino che è deciso a cercare sua madre, inspiegabilmente scomparsa. Una madre con cui aveva avuto un rapporto stretto e speciale, basato su indovinelli, codici segreti e mappe. Ed è infatti una mappa, l'ultimo enigma lasciato da sua madre prima di scomparire, un elemento da cui partire alla ricerca nella città di Napoli, una città dura, ma anche capace di guidarlo attraverso Mario, un ragazzo che, come Flaps, ha perso sua madre. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL TEMPO DEGLI IMPREVISTI di Helena Janeczek (Guanda). Vincitrice dell'edizione 2018 del premio Strega, torna Helena Janeczek con un libro che raccoglie le vite di personaggi “normali” che, incrociando la grande storia, divengono straordinari chiavi per interpretare l'eredità del Novecento. Per saperne di più: scheda libro.
  • ORA AMATI di Roberto Emanuelli (Feltrinelli). Dalla sinossi: “In nome dell’amore possiamo perderci e dimenticare chi siamo?” Bella domanda. Il romanzo racconta la storia di due donne (la libraia Clara e la studentessa universitaria Anna) le cui vite sono rispettivamente stravolte dall'amore, che però non è mai perfetto e senza problemi come si vorrebbe... Per saperne di più: scheda libro.
  • IL GATTO CHE PORTÒ LA FELICITÀ di Rui Kodemari (Sperling & Kupfer). Una storia tenera su una coppia di sposini che decidono di adottare un gattino, che cambierà la loro esistenza. Per saperne di più: scheda libro.
  • LA MEMORIA E LA LOTTA – CALENDARIO INTIMO DELLA REPUBBLICA di Maurizio Maggiani (Feltrinelli). Scritto in una prosa vicina alla poesia, Maggiani esplora i concetti di memoria, di passato, di presente e di manipolazione della Storia. Il sottotitolo mi porta a pensare che la memoria (e la lotta) a cui fa riferimento sia qualcosa di pubblico, di politico. Leggetelo e fatemi sapere, perché, lo confesso, brancolo un po' nel buio. Per saperne di più: scheda libro.
  • NON TI SENTO di Valentina Petri (Rizzoli). Le storie dei professori e degli studenti che, a un certo punto, si sono trovati a dover fare lezione davanti agli schermi dei computer. La sinossi mi pare sia abbastanza esaustiva in questa frase: “La vita è in pausa ma, tra WhatsApp furtivi e lezioni hackerate, la maturità arriva lo stesso e la scuola – precaria e traballante, oggi come sempre – fa quello che sa fare meglio: intreccia i destini e li stringe insieme, regalando a tutti una gran voglia di futuro.” Per saperne di più: scheda libro.
  • LA LISTA di Yomi Adegoke (Sem). La vita di una coppia viene sconvolta dalla comparsa sui social di una famigerata lista di persone a cui sono associate accuse di violenze sessiste. Il fidanzato della protagonista compare in questa lista... la coppia viene così sfidata a superare sospetti e calunnie. Un libro il cui tema è proprio il lato oscuro dei social Per saperne di più: scheda libro.
  • L'ULTIMO MAGO di Francesca Diotallevi (Neri Pozza). L'autrice di DAI TUOI OCCHI SOLAMENTE stavolta racconta la storia di Gustavo Rol e del suo “dono”, nella Torino degli anni '60: lo scettico Nino Giacosa lo ritiene un prestigiatore ciarlatano. Piano piano, però, il loro rapporto cambia, serata dopo serata, colloquio dopo colloquio, passeggiata dopo passeggiata. Chi è, alla fine, Gustavo Rol? Per saperne di più: scheda libro.
  • BUTTER di Asako Yuzuki (Harpecollins). Rika, una giornalista di una rivista maschile, trattata dai colleghi con la misoginia tipica del Giappone patriarcale, riesce a incontrare per una serie di colloqui e interviste una serial killer che ha assassinato numerosi uomini d'affari dopo aver cucinato per loro. I colloqui si trasformano così per Rika in una sorta di percorso di crescita personale e di consapevolezza attraverso la cucina. Per saperne di più: scheda libro.
  • AMAR – UNA FAVOLA LAICA di Rossana Rossanda (Marsilio). In Andalusia, poco dopo l'anno Mille, Amar è un uomo che segue il filosofo e medico ebreo Ben Maimon (conosciuto nel mondo occidentale come Maimonide). Tuttavia, travolto dalla morte dei figli, Amar chiede a Dio di dispensarlo dalla morte. Una storia sulla finitezza, sulla mortalità e sulla politica come mezzo per prendersi cura di una comunità oppure dell'intero genere umano. Per saperne di più: scheda libro.

NOIR, GIALLI E THRILLER:

  • L'ISOLA E IL TEMPO di Claudia Lanteri (Einaudi). Un isola vulcanica a sud della Sicilia, negli anni Sessanta: sulle sue spiagge approda un barchino con a bordo un naufrago e il cadavere di sua moglie. L'indagine che ne seguì (e il mistero di quell'episodio) è la materia del racconto del protagonista per i successivi trent'anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • IO NON UCCIDO di Manuel Negro (Fazi). Un giallo strano dalla trama bislacca su un comico vegano a cui viene rapita la nonna. Se vorrà riavere indietro la nonna, non dovrà partecipare come ospite a Sanremo... Ovviamente, a me sembra che il titolo faccia il verso a IO UCCIDO di Giorgio Faletti... Per saperne di più: scheda libro.
  • PER UN'ORA D'AMORE di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli). Maria Donata viene uccisa con indosso un abito da sposa che non le appartiene. Suo padre Italo, accorso fino alla fredda e violenta Milano dalla calda e lontana Sardegna, si affida al criminologo Vito Strega per indagare sull'accaduto... Per saperne di più: scheda libro.
  • ANNA O di Matthew Blake (La nave di Teseo). Anna Ogilvy, scrittrice e fondatrice di un suo giornale, durante il sonno uccide a coltellate i suoi due migliori amici. Da qual momento è colpita da “sindrome della rassegnazione”, un disturbo psichico che comporta un sonno perenne. Quattro anni dopo, lo psicologo forense Benedict Prince vorrebbe vederci chiaro, ma risvegliare l'assassina è molto più problematico e pericoloso di quello che sembrava all'inizio... Per saperne di più: scheda libro.
  • LA FABBRICA DEI DESTINI INVISIBILI di Cécile Baudin (Nord). Giallo storico ambientato nella Francia della Rivoluzione Industriale, che si dipana tra le giovani operaie sfruttate nelle soffitte e gli operai delle fabbriche che hanno conquistato diritti e salari più equi. Due operai morti in circostanze sospette conducono a un convento in cui le operaie risiedono fino al giorno del matrimonio... a indagare, Claude Tardy, ispettrice del lavoro. Per saperne di più: scheda libro.
  • LA STAR di Francesca Bertuzzi (Giunti). Una famosissima star della televisione viene ritrovata in stato confusionale fra gli alberi sul ciglio di una strada: nei mesi precedenti era stata rapita e adesso lei afferma di aver ucciso il suo rapitore, ma il cadavere non si trova... anche in questo romanzo giocano un ruolo fondamentale i morbosi meccanismi dei mass media. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL QUINTO OSPITE di Jenny Knight (Newton Compton). Cinque ex compagni di Oxford si riuniscono dopo tanto tempo in una cena per ricordare i vecchi tempi e il loro amico morto ai tempi dell'università. Tra una portata e l'altra, vengono alla luce segreti e rivelazioni... uno di loro è un assassino? Questo libro è presentato dalla Newton Compton come “il thriller che non vi farà mai più accettare un invito a cena con la stessa serenità”. Caspita! Per saperne di più: scheda libro.

FANTASY E FANTASCIENZA:

  • LA FIGLIA DELLE TENEBRE – THE CURSE OF SAINTS di Kate Dramis (Giunti). Anche se è già uscito a fine marzo, ho deciso di inserire anche questo fra le novità di oggi. Si tratta di primo capitolo di una trilogia fantasy del filone romantico-dark (qualcuno si è inventato il termine romantasy), con sfumature politiche tra intrighi di corte e poteri magici. La saga di TENEBRE E OSSA di Leigh Bardugo ha fatto scuola. Per saperne di più: scheda libro.
  • 2045 di Matteo Paolillo (Solferino). Un libro tra il distopico e la fantascienza, in cui il reale e il digitale si compenetrano come nella migliore tradizione cyberpunk. Temi profondi: l'immortalità virtuale, la ribellione contro la dittatura, il concetto stesso di umano contrapposto a un progresso tecnologico disumanizzante. Per saperne di più: scheda libro.

FUMETTI E GRAPHIC NOVEL:

SAND LAND di Akira Toriyama (Star Comics): due nuove edizioni (la New edition e la Ultimate edition, con i colori e le onomatopee originali) di un capolavoro del compianto padre di DRAGON BALL. In questo sontuoso manga (tutti e 14 gli episodi sono raccolti in un volume unico), il mondo è divorato dalla siccità e l'acqua è il bene più prezioso. Un leggendaria sorgente è l'oggetto della ricerca dei protagonisti Beelzebub, principe dei demoni, lo sceriffo Rao e il ladro Shif. Durante il viaggio dovranno avversari e pericoli, in puro stile Toriyama. Per saperne di più: scheda libro.

POESIA E TEATRO:

  • MEIN KAMPF DA ADOLF HITLER di Stefano Massini (Einaudi). Avevo il dubbio di cosa potesse contenere questo libro, perché dalla sinossi sembrava quasi un testo di analisi del famigerato libro a firma del fondatore del partito nazionalsocialista tedesco. Invece si tratta di un testo a metà tra una poesia e un monologo teatrale, in cui un giovane Adolf Hitler, chiuso in una cella a Landsberg, mette per iscritto i deliri che saranno l'origine di uno dei più profondi orrori della nostra storia. Ho letto il prologo, che racconta di Erich Emil Kästner, scrittore di libri per bambini costretto ad assistere al rogo dei suoi libri nel maggio del 1933, e mi ha stregato. Per saperne di più: scheda libro.
  • L'AMORE, LE MUSE, LA BELLEZZA, L'INCANTO, IL RITO di Saffo (Marsilio). C'è ben poco che posso dire per descrivere le liriche di questa poetessa ellenica, vissuta tra il VII e il VI secolo a.C., se non che legano tra loro musica, misticismo, poesia, passione e amore per la vita. Per saperne di più: scheda libro.
  • GRIDO, NON SERENATA – POESIE DI LOTTA E DI RESISTENZA a cura di Erri De Luca (Crocetti Editore). Un raccolta di poesie forti, potenti, “politiche” e dirompenti, scelte da Erri De Luca. Dalla prefazione: “Sono pagine da condividere leggendole alla tavola di una sera che si prolunga e che lubrifica col vino le corde vocali.” Per saperne di più: scheda libro.

SAGGISTICA:

  • COLTELLO di Salman Rushdie (Mondadori). Trentacinque anni fa, l'autore di VERSETTI SATANICI fu condannato a morte da una famigerata fatwa emessa dall'ayatollah Khomeini. Da allora, Salman Rusdhie vive una vita nascosta, in esilio, fino alla mattina del 12 agosto di due anni fa, quando un attentatore vestito di nero lo ferì gravemente con un coltello durante una conferenza al Chautauqua Institution nello stato di New York. Questo libro è il frutto delle riflessioni e dei pensieri che lo scrittore angloindiano ha opposto alla violenza del gesto, che gli è costato un occhio e un lungo percorso di guarigione e riabilitazione (con il supporto e l'affetto della sua famiglia e della comunità dei suoi lettori). Per saperne di più: scheda libro.
  • NONOSTANTE TUTTO di Katalin Karikó (Bollati Boringhieri). La biografia di una scienziata dalla storia personale incredibile: figlia di un macellaio dell'Ungheria comunista postbellica, è riuscita, appunto “nonostante tutto”, a perfezionare gli studi sull'RNA messaggero, usato per trasformare le cellule in “fabbriche” di medicinali su richiesta. Premio Nobel per la medicina nel 2023, si deve al suo lavoro la rapida scoperta dei vaccini contro il Covid. Per saperne di più: scheda libro.
  • DISCORSO SU PUŠKIN di Fëdor M. Dostoevskij (Mondadori). Sì, ovviamente non è una novità, ma perché negarsi un Dostoevskij? In questo libro sono raccolti gli interventi di una conferenza in cui il celeberrimo scrittore russo esaltò Puškin come prototipo dell'“uomo russo”. Il suo discorso suscitò entusiasmi e critiche e fu un punto di svolta nel dibattito tra gli occidentalisti (tra cui Tugenev, che aveva un'idea di Russia opposta a quella di Dostoevskij, e di cui in questo libro è pubblicato una sorta di “controcanto”) e gli slavofili (che pensavano la Russia dovesse seguire un suo percorso letterario distinto dagli europei). Un volumetto curato da un vero esperto di letteratura russa: Paolo Nori. Per saperne di più: scheda libro.
  • GIRO DE IL GIAPPONE di Nicola Bernardi e Sio (Feltrinelli). Ero indeciso se inserire questo volume nei fumetti o nella narrativa... alla fine ho deciso di inserirlo qui fra i saggi, perché si tratta di un vero reportage di viaggio. Più che un libro, questo viene definito dai suoi autori un “tribro”. Spiego: questo libro si può leggere aprendolo da tre versi. Da sinistra a destra si trova il testo, che racconta la “gita in bicicletta” di ben 4.000 km lungo quello che loro chiamano “Il Giappone”. Sfogliandolo da destra verso sinistra (lettura alla orientale), si possono ammirare le foto del viaggio, mentre se si sfoglia il tribro in orizzontale ci si potrà sollazzare con i fumetti surreali di Sio. Per saperne di più: scheda libro.
  • NON FARTI FOTTERE di Lilli Gruber (Rizzoli). Un libro-inchiesta sull'industria della pornografia online, con tutti i suoi oscuri risvolti, dagli abusi e le violenze subiti e perpetrati dai suoi protagonisti, fino alle conseguenze psicologiche e sociali sui nostri ragazzi e sugli adulti, tutti risucchiati in un gorgo senza scrupoli che fa della privacy e dei dati personali un'ambita merce. Per saperne di più: scheda libro.
  • L'UMBERTO di Aurora Lussana (Piemme). Tutta la storia del Senatùr, dalla fondazione della Lega (di cui ricorre in questi giorni il quarantesimo anniversario) ai personaggi odierni che ora presiedono il partito più longevo del Parlamento. Leggendo la sinossi, più che una biografia, sembra l'apologia di un messia, un racconto epico e sognante che quasi sconfina nell'idolatria. Scritto da una giornalista, militante leghista della prima ora. Per saperne di più: scheda libro.
  • LE GUERRE PER LA LINGUA di Edoardo Lombardi Vallauri (Einaudi). Questo libro documenta le battaglie che sono in corso per il “possesso” della lingua italiana, perché “chi riesce a controllare la lingua decide ciò che penserà la gente.” Tutti i limiti di questi tentativi, però, vengono alla luce quando mancano la competenza linguistica e la conoscenza dei processi della comunicazione. Per saperne di più: scheda libro.
  • STAR WARS E LA FILOSOFIA di Matteo Saudino (Vallardi). Questo è davvero interessante: prende in esame la filosofia accostandola ai personaggi della saga di Star Wars. Ogni capitolo affronta così un tema della filosofia in modo divertente e diverso dai soliti spiegoni. Per saperne di più: scheda libro.
  • NOI DUE CI APPARTENIAMO di Roberto Saviano (Fuoriscena). Come di consueto, Roberto Saviano si occupa di criminalità organizzata, ma stavolta racconta le vicende dei boss dal punto di vista amoroso. La dimensione privata del malavitoso può influenzarne anche il dominio criminale... dal boss della camorra che gira il mondo alla ricerca della ragazza di cui è innamorato, al killer della 'ndrangheta che manda su tutte le furie i clan andando a convivere con il suo compagno, al capo mafia che, nella latitanza, abbonda di amanti. Storie che intrecciano spietatezza criminale, violenza, ma anche amore e umanità. Per saperne di più: scheda libro.

INFANZIA E RAGAZZI:

  • Due albi da colorare per De Agostini, corredati di matite con la gomma a forma di animaletti, ecco i titoli e le schede dei libri (età di lettura: dai 3 anni): I LOVE CUCCIOLINI DA COLORARE (qui) e I LOVE MOTORI DA COLORARE (qui.
  • Sempre per De Agostini, IO LEGGO DA SOLO. TUTTI A SCUOLA!, una serie di raccontini in stampatello maiuscolo ambientate a scuola, per i primi lettori. Età di lettura: dai 6 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • CANE PUZZONE ALLE OLIMPIADI di Colas Gutman e Marc Boutavant (Terre di Mezzo). Quindicesimo libro dedicato al divertente Cane Puzzone e ai suoi amici. In questo episodio, Cane Puzzone e Spiaccigatto organizzano dei giochi olimpici a loro modo, fra le pattumiere. Con le discipline più strane (tiro allo spiattelgatto, lancio del martello pneumatico, eccetera), queste specie di olimpiadi forse potranno aiutare Giò e la sua sorellina Giorgia a ritrovare la loro mamma. Età di lettura: dai 6 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • MERLIN – L'ISOLA INCANTATA di Thomas A. Barron (Mondadori). Secondo capitolo della saga di Merlin, in cui dovrà difendere l'isola incantata di Fincayra dalla maledizione di un demone. Per farlo, dovrà intraprendere un viaggio pericolosissimo verso l'Altromondo... Età di lettura: dai 12 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • BYE BYE, BENNY! di Francesco Filippi (Feltrinelli). In un'Italia ucronica* dominata dal fascismo, due amici appassionati di musica rap lottano per poter esprimere il loro amore per la musica e la libertà. Età di lettura: dai 14 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • LA VERA STORIA DELLA BANDA HOOD di Wu Ming 4 (Bompiani). Una storia di ribellione, di indomiti cavalieri e di sovrani usurpatori, ma anche di magia, di fate e troll: è la storia di Robin Hood ripensata e scritta da Wu Ming 4. Molto interessante! Età di lettura: dai 14 anni. Per saperne di più: scheda libro.

  • ucronia: particolare genere della narrativa fantastica in cui si presuppongono eventi storici diversi da quelli realmente avvenuti (es. L'UOMO NELL'ALTO CASTELLO di Philip Dick, che racconta di un presente fittizio in cui il nazismo ha vinto la guerra).

 
Continua...

from Alviro

pikaso-texttoimage-digital-painting-Achilleus-leroe-dal-tallone-d-Achi.jpg

Achilleus, che nome epico! Evoca subito immagini di battaglie valorose, scontri titanici e... piedi problematici? Eh sì, perché il nostro caro Achilleus, oltre ad essere un guerriero formidabile, vantava un punto debole alquanto singolare: il suo tallone.

Secondo la leggenda, durante il bagno da neonato, la madre Teti lo immerse nelle acque del fiume Stige per renderlo invulnerabile. Peccato che, presa dall'entusiasmo, si dimenticò di immergere anche il tallone che teneva stretto con la mano. Risultato? Achilleus era praticamente indistruttibile... a meno che non lo colpissero proprio lì, nel suo piccolo punto debole.

E così, durante la guerra di Troia, il povero Achilleus trovò la sua fine per mano di Paride, che lo colpì proprio al tallone con una freccia guidata dal dio Apollo. Ironia della sorte, l'eroe invincibile fu sconfitto da un dettaglio così banale.

Ma Achilleus non è solo un personaggio mitologico sfortunato. Il suo “tallone d'Achille” è diventato un modo di dire per indicare il nostro punto debole, quella piccola imperfezione che ci rende vulnerabili.

Quindi, la prossima volta che inciamperete o vi farete male in modo goffo, ricordate Achilleus: anche gli eroi più potenti hanno i loro punti deboli. E non preoccupatevi, non siete gli unici!

#Achilleus #tallonedAchille #mitologia #puntodebole #guerreiro #eroe

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Beggars Banquet è il settimo album in studio britannico e il nono americano del gruppo rock inglese The Rolling Stones, pubblicato il 6 dicembre 1968 dalla Decca Records nel Regno Unito e dalla London Records negli Stati Uniti. È stato il primo album dei Rolling Stones prodotto da Jimmy Miller, il cui lavoro di produzione ha costituito un aspetto chiave del suono del gruppo tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Brian Jones, il fondatore della band e primo leader, era diventato sempre più inaffidabile in studio a causa del suo uso di droghe, e fu l'ultimo album dei Rolling Stones ad essere pubblicato durante la sua vita, sebbene contribuì anche a due canzoni del loro prossimo album Let It Bleed, uscito dopo la sua morte. (Jones, tuttavia, contribuì alla canzone di successo del gruppo “Jumpin' Jack Flash”, che faceva parte delle stesse sessioni e fu pubblicata nel maggio 1968.) Quasi tutte le parti ritmiche e di chitarra solista furono registrate da Keith Richards, i Rolling Stones. ' l'altro chitarrista e principale partner di scrittura del loro cantante Mick Jagger; insieme i due hanno scritto tutti i brani dell'album tranne uno. A completare la strumentazione c'erano il bassista Bill Wyman e il batterista Charlie Watts, sebbene tutti i membri contribuissero con una varietà di strumenti. Come per la maggior parte degli album del periodo, il collaboratore frequente Nicky Hopkins suonava il piano in molti brani. Beggars Banquet segnò un cambio di direzione per la band dopo il pop psichedelico dei loro due album precedenti, Between the Buttons e Their Satanic Majesties Request. Stili come il roots rock e un ritorno al suono blues rock che aveva segnato le prime registrazioni degli Stones dominano il disco, e l'album è tra i più sperimentali dal punto di vista strumentale della carriera della band, poiché utilizzano ritmi latini e strumenti come le clave insieme al sud asiatico. suoni del tanpura, tabla e shehnai e ritmi conga influenzati dalla musica africana. Beggars Banquet è stato un album nella top ten in molti mercati, inclusa una posizione numero 5 negli Stati Uniti, dove è stato certificato disco di platino, e una posizione numero 3 nel Regno Unito, paese natale della band. Ha ricevuto una risposta molto favorevole dalla critica musicale, che lo ha ritenuto un ritorno al miglior suono della band. Sebbene all'album mancasse un “singolo di successo” al momento della sua uscita, canzoni come “Sympathy for the Devil” e “Street Fighting Man” divennero punti fermi della radio rock per i decenni a venire. Uno dei loro album più acclamati, è considerato l'inizio della reputazione duratura della band come “la più grande band rock 'n' roll del mondo”. L'album è apparso in molte liste dei più grandi album di tutti i tempi, inclusa quella di Rolling Stone, ed è stato inserito nella Grammy Hall of Fame nel 1999.


Ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=U4lZaJ3RJsM


#ascolti

 
Continua...

from Blog in Blu

Le cose semplicemente succedono

Il tutto perchè spesso ci capita di pensare che non ci succeda nulla di particolare oppure perchè sempre a noi, quando siamo avvolti dal turbinio di eventi.

Il segreto sta nel capire cosa ci sta succedendo. Le cose accadono, e noi con la nostra storia pregressa e in nostro imprinting le affrontiamo.

Spesso ci capitano mille cose e sembra che non succeda nulla altre il contrario.

Il tutto sta sempre nell'equilibrio personale, che è da cercare. Un po' come fallire e riuscire, quando falliamo? E quando riusciamo? Siamo noi a decidere il fallimento o la riuscita?

Domande sempre domande a cui si danno risposte, ma le risposte sono interpretazioni personali.

Un occhio totalmente esterno, cioè non facente parte della nostra cerchia spesso risulta più onesto nel commentare dare consigli sul nostro equilibrio.

E io che volevo parlare della mia uscita sul Canto di ieri mi trovo a scrivere di argomenti di cui nemmeno so il significato.

Ora però scrivo della mia uscita sul Canto. L'idea era di uscire tranquillo per fare un po' di dislivello, ma devo dire che ottime sensazioni fin da subito. Molto soddisfatto, i fastidi come sempre si sono presentati e, ora so di cosa si tratta visto che la sera ho fatto un passaggio dal fisioterapista! Una gamba ha meno muscolatura rispetto all'altra. Quindi ora ho un obiettivo nuovo.

Riequilibrare il corpo!

 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

Contro Moab 1Su Moab. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: «Guai a Nebo, poiché è devastata! Piena di vergogna e catturata è Kiriatàim, sente vergogna, è abbattuta la roccaforte. 2Non esiste più la fama di Moab, a Chesbon tramano il male contro di essa: “Venite ed eliminiamola dalle nazioni”. Anche tu, Madmen, sarai demolita, la spada ti inseguirà. 3Una voce, un grido da Coronàim: “Devastazione e rovina grande!”. 4Abbattuta è Moab, le grida si fanno sentire fino a Soar. 5Piangendo, salgono la salita di Luchìt, giù per la discesa di Coronàim si odono grida strazianti: 6“Fuggite, salvate la vostra vita! Siate come l’asino selvatico nel deserto”. 7Poiché hai posto la fiducia nelle tue fortezze e nei tuoi tesori, anche tu sarai preso e Camos andrà in esilio, insieme con i suoi sacerdoti e con i suoi capi. 8Il devastatore verrà contro ogni città, nessuna città potrà scampare. Sarà devastata la valle e la pianura desolata, come dice il Signore. 9Erigete un cippo funebre a Moab, perché è tutta in rovina. Le sue città diventeranno un deserto, nessuno le abiterà. 10Maledetto chi compie fiaccamente l’opera del Signore, maledetto chi trattiene la spada dal sangue! 11Moab era tranquillo fin dalla giovinezza, riposava come vino sulla sua feccia, non è stato travasato di botte in botte, né è mai andato in esilio; per questo gli è rimasto il suo sapore, il suo profumo non si è alterato. 12Per questo giorni verranno – oracolo del Signore – nei quali manderò uomini a travasarlo, vuoteranno le sue botti e frantumeranno i suoi otri. 13Moab si vergognerà di Camos come la casa d’Israele si è vergognata di Betel, in cui aveva riposto la sua fiducia. 14Come potete dire: “Noi siamo uomini prodi e uomini valorosi per la battaglia”? 15Il devastatore di Moab sale contro di lui, i suoi giovani migliori scendono al macello. Oracolo del re, il cui nome è Signore degli eserciti. 16È vicina la rovina di Moab, la sua sventura avanza in gran fretta. 17Compiangetelo, voi tutti suoi vicini e tutti voi che conoscete il suo nome; dite: “Come si è spezzata la verga robusta, quello scettro magnifico?”. 18Scendi dalla tua gloria, siedi sull’arido suolo, o popolo che abiti a Dibon; poiché il devastatore di Moab sale contro di te, egli distrugge le tue fortezze. 19Sta sulla strada e osserva, tu che abiti ad Aroèr. Interroga il fuggiasco e lo scampato, domanda: “Che cosa è successo?”. 20Moab prova vergogna, è in rovina; urlate, gridate, annunciate sull’Arnon che Moab è devastato. 21È arrivato il giudizio per la regione dell’altopiano, per Colon, per Iaas e per Mefàat, 22per Dibon, per Nebo e per Bet-Diblatàim, 23per Kiriatàim, per Bet-Gamul e per Bet-Meon, 24per Keriòt e per Bosra, per tutte le città del territorio di Moab, lontane e vicine. 25È infranta la potenza di Moab, è spezzato il suo braccio. Oracolo del Signore. 26Inebriatelo, perché si è sollevato contro il Signore, e Moab si rotolerà nel vomito e anch’esso diventerà oggetto di scherno. 27Non è stato forse Israele per te oggetto di scherno? Fu questi forse sorpreso fra i ladri, dato che quando parli di lui scuoti sempre la testa? 28Abbandonate le città e dimorate nelle rupi, abitanti di Moab, siate come la colomba, che fa il nido sull’orlo di un precipizio. 29Abbiamo udito l’orgoglio di Moab, il grande orgoglioso, la sua superbia, il suo orgoglio, la sua alterigia, l’altezzosità del suo cuore. 30Conosco bene la sua tracotanza – oracolo del Signore –, l’inconsistenza delle sue chiacchiere, le sue opere vane. 31Per questo alzo un lamento su Moab, grido per tutto Moab, gemo per gli uomini di Kir-Cheres. 32Io piango per te come per Iazer, o vigna di Sibma! I tuoi tralci arrivavano al mare, raggiungevano Iazer. Sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia è piombato il devastatore. 33Sono scomparse gioia e allegria dai frutteti e dalla regione di Moab. È finito il vino nei tini, non pigia più il pigiatore, il canto di gioia non è più canto di gioia. 34Delle grida di Chesbon e di Elalè si diffonde l’eco fino a Iaas; da Soar si odono grida fino a Coronàim e a Eglat-Selisià, poiché anche le acque di Nimrìm sono un deserto. 35Io farò scomparire in Moab – oracolo del Signore – chi sale sulle alture e chi brucia incenso ai suoi dèi. 36Perciò il mio cuore per Moab geme come i flauti, il mio cuore geme come i flauti per gli uomini di Kir-Cheres, poiché sono venute meno le loro scorte. 37Sì, ogni testa è rasata, ogni barba è tagliata; ci sono incisioni sulle mani e tutti i fianchi sono coperti di sacco. 38Sopra tutte le terrazze di Moab e nelle sue piazze è tutto un lamento, perché io ho spezzato Moab come un vaso senza valore. Oracolo del Signore. 39Come è rovinato! Gridate! Come Moab ha voltato vergognosamente le spalle! Moab è diventato oggetto di scherno e di orrore per tutti i suoi vicini. 40Poiché così dice il Signore: Ecco, come l’aquila si libra e distende le ali su Moab. 41Le città sono prese, le fortezze sono espugnate. In quel giorno il cuore dei prodi di Moab sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto. 42Moab è distrutto, ha cessato di essere popolo, perché si è sollevato contro il Signore. 43Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante di Moab. Oracolo del Signore. 44Chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio, perché io manderò sui Moabiti tutto questo nell’anno del loro castigo. Oracolo del Signore. 45All’ombra di Chesbon si fermano spossati i fuggiaschi, ma un fuoco esce da Chesbon, una fiamma dal palazzo di Sicon e divora le tempie di Moab e il cranio di uomini turbolenti. 46Guai a te, Moab, sei perduto, popolo di Camos, poiché i tuoi figli sono condotti in schiavitù, le tue figlie in esilio. 47Ma io cambierò la sorte di Moab negli ultimi giorni». Oracolo del Signore. Fin qui il giudizio su Moab.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Contro Moab 48,1-47 Contro Moab, popolo parente-nemico (cfr. Gn 19,30-38) che è sempre stato in rapporto di tensione con gli Israeliti. Gli oracoli, ora in prosa ora in poesia, non sembrano tutti di mano geremiana: probabilmente un nucleo risalente al profeta ha funto da polo aggregatore per composizioni similari o ha dato l'avvio a variazioni su un unico tema, quello della minaccia di distruzione totale, con insistenza sulle diverse città che formavano il vanto della popolazione, la quale si sentiva sicura perché era insediata in una regione decentrata rispetto ai grandi percorsi e di non facile accesso per la natura del suolo. «Riposava», dice poeticamente il profeta con riferimento all'abbondanza dei vigneti, «come vino sulla sua feccia» (v. 11) che conserva inalterato il sapore genuino. Ma è venuto il tempo della rovina, ad opera di Nabucodonosor in una delle molte campagne condotte nella regione (605 o 597 o 587). Anche qui il disastro politico-militare è interpretato come punizione divina (vv. 7.10-11.21.26-27.30), anche se il male commesso non è tanto l'ostilità contro Israele, ma l'ostinata idolatria, l'arroganza di chi si è «levato contro il Signore». È difficile precisare a quale periodo della vita del profeta potrebbe risalire il nucleo autentico degli oracoli: o in un periodo avanzato del suo ministero o forse dopo Ioiakim.

1-20. Lungo poema, che il v. 13 spezza in due tronconi. La prima parte (vv. 1-12) è una carrellata sulle varie città della regione, da Nebo, nel nord (v 1), via via per tutto il territorio, anche se non di tutte è possibile precisare l'ubicazione. Descrizione della rovina in atto e minaccia per un futuro immediato (vv. 8.12), pianto per lo sfacelo e invito allo scampo (v. 6) si intrecciano fittamente con ritmo incalzante. Su tutto, martellante, l'idea di crollo generale, dal dio nazionale Camos (v. 7) all'ultimo degli abitanti. Chi vuole scampare deve fuggire nel deserto come «asino selvatico» (v. 6) o addirittura prendere il volo (v. 9). Il v. 13 preannuncia per Moab la stessa sorte di Israele, il regno settentrionale, data la menzione di Betel e l'allusione al suo santuario («oggetto della fiducia»). Per la condanna profetica di questo santuario cfr. Os 4,15; Am 3,14; 4,4; 5,5s. Il richiamo alla rovina di Betel (722), senza menzione di quella di Gerusalemme, suggerisce una data per l'oracolo precedente al 587. La seconda parte (vv. 14-20) riprende più pacatamente il tema della devastazione: ormai è cosa fatta e non rimane che piangere.

21-29. Nella sezione si alternano brani in prosa e in poesia a ribadire la condanna di Moab della quale si dà come motivazione l'orgoglio (v. 29), ma anche il disprezzo nei confronti di Israele (vv. 26-27). È come un gagliardo dal braccio spezzato (v. 25); le sue città, di cui si dà un elenco (vv. 21-24), sono destinate alla rovina.

30-39. Il profeta ha un moto di compassione e piange sulla sorte di Moab, vigna devastata dai saccheggiatori. Per l'immagine, cfr. Sal 80,9-19; Ez 17,5-10; 19,10-14 e soprattutto Is 16,7-11 con cui il brano ha larga affinità anche verbale.

40-47. L'ultima serie di oracoli contro Moab è una composizione vivace con immagini e vocabolario nuovi e spesso con ritmo incalzante (cfr. v. 43: una serie di allitterazioni esprime l'impossibilità di fuga). La capitale Chesbon con il palazzo del re (Sicon) sono dati alle fiamme e il popolo è rovinato in esilio. Tutto questo è il frutto dell'avversione contro Israele e il suo Dio (v. 42) che però non manca di misericordia nei confronti di Moab, come non manca nei confronti del popolo eletto (v. 47).

(cf. EMILIANO VALLAURI e FLAVIO DELLA VECCHIA, Geremia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R I OHomepage

 
Continua...

from Transit

(153)

(ODR)

Saltando di slancio ogni considerazione teologica, quasi un miliardo di euro per insegnare #religione nelle disastrate, cadenti scuole italiane è l'esemplificazione dell'asservimento di uno Stato. Nettamente. Più di un milione di studenti ha scelto altro, e, per correttezza, va detto che in quegli 859 milioni ci sono anche quelli destinati a loro. Però, se fossero tutti per altro, sarebbe meglio.

Quest'anno, inoltre, ci sarà il concorso per assumere i nuovi docenti della materia. Mentre migliaia di persone -nuovi insegnanti-, che regolarmente hanno passato altri concorsi, tra cui uno nel 2020, si vedono scavalcare da quelli che ci sono riusciti nel 2023, si va avanti: i “Patti Lateranensi” non sono mai stati così vivaci. Niente di meno da #Valditara, un ministro che si sta dimostrando, se fosse possibile, peggio di pochi altri nel suo incarico.

Però, almeno, le nostre radici cristiane vengono salvaguardate, Dobbiamo gioire. Quando la materia più importante sarebbe l'educazione civica, così carente a qualsiasi livello (ad iniziare dalla politica), ci si balocca con favole e moltiplicazioni senza calcolatrice. Mi chiedo, quindi, una cosa. Ma le nostre non sono anche radici che affondano nella storia Romana? Ed allora, perdio, si reintroduca il latino. Così nelle “bio”, sui social, si scriveranno meno cazzate. Sarebbero soldi spesi bene, altrochè. (D.)

#Italia #Scuosla #Istruzione #Opinioni #Laicità

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Suede è l'album di debutto del gruppo rock alternativo inglese Suede, pubblicato nel marzo 1993 su Nude Records. È stato registrato a Londra presso gli studi Master Rock tra la fine del 1992 e l'inizio del 1993 ed è stato prodotto da Ed Buller. All'epoca l'album di debutto più venduto nella storia britannica in quasi un decennio, Canvas ha debuttato in cima alla classifica degli album del Regno Unito, ha vinto il Mercury Music Prize nel 1993 ed è spesso citato come uno dei primi dischi Britpop. Mostrando un suono britannico e glam rock, la sua musica e il suo contenuto lirico sono stati paragonati a quelli degli Smiths e del primo David Bowie. L'album è stato preceduto da quello che Rolling Stone ha definito “il suo trittico di singoli immediatamente classici”. I tre singoli, “The Drowners”, “Metal Mickey” e “Animal Nitrate” hanno contribuito a creare un brusio mediatico che ha portato a un notevole clamore per un anno prima dell'uscita dell'album. Ha ricevuto recensioni generalmente favorevoli sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Sebbene rimanga l'album più venduto del gruppo negli Stati Uniti, ha faticato a fare progressi commercialmente rispetto al successo nel Regno Unito. Nel 2013, NME ha inserito l'album al numero 78 nella lista dei 500 più grandi album di tutti i tempi.


Ascolta: https://songwhip.com/suede/suede


#ascolti

 
Continua...