noblogo.org

Reader

Leggi gli ultimi post dagli utenti di noblogo.org.

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Non erano più di cinque anni fa, quando l'ombra di un omone irlandese si stagliava su Londra: pochi sapevano che in città c'era l'ennesimo cantautore in cerca di fortuna. Cosa poteva fare, uno che era riuscito a perdere l'autobus per Dublino e a passare quindi la notte a Carlow, la Guastalla d'Irlanda (detto con rispetto e affetto da chi è stato in entrambe), nel “tritacarne” dei musicisti?... https://artesuono.blogspot.com/2017/10/seamus-fogarty-curious-hand-2017.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1259142533


 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

I DUE REGNI FINO A ELIA (14,1-16,34)

Geroboamo I, re d’Israele 1In quel tempo si ammalò Abia, figlio di Geroboamo. 2Geroboamo disse a sua moglie: “Àlzati, cambia vestito perché non si sappia che tu sei la moglie di Geroboamo e va' a Silo. Là c'è il profeta Achia, colui che mi disse che avrei regnato su questo popolo. 3Prendi con te dieci pani, focacce e un vaso di miele; va' da lui. Egli ti rivelerà che cosa avverrà del ragazzo”. 4La moglie di Geroboamo fece così. Si alzò, andò a Silo ed entrò nella casa di Achia, il quale non poteva vedere, perché i suoi occhi erano offuscati per la vecchiaia. 5Il Signore aveva detto ad Achia: “Ecco, la moglie di Geroboamo viene per chiederti un oracolo sul figlio, che è malato; tu le dirai questo e questo. Arriverà travestita”. 6Appena Achia sentì il rumore dei piedi di lei che arrivava alla porta, disse: “Entra, moglie di Geroboamo. Perché ti fingi un'altra? Io sono stato incaricato di annunciarti una dura notizia. 7Su, riferisci a Geroboamo: Così dice il Signore, Dio d'Israele: “Io ti ho innalzato fra il popolo costituendoti capo del popolo d'Israele, 8ho strappato il regno dalla casa di Davide e l'ho consegnato a te. Ma tu non sei stato come il mio servo Davide, che osservò i miei comandi e mi seguì con tutto il suo cuore, facendo solo ciò che è retto davanti ai miei occhi, 9anzi hai agito peggio di tutti quelli che furono prima di te e sei andato a fabbricarti altri dèi e immagini fuse per provocarmi, mentre hai gettato me dietro alle tue spalle. 10Per questo, ecco, manderò la sventura sulla casa di Geroboamo, distruggerò nella casa di Geroboamo ogni maschio, schiavo o libero in Israele, e spazzerò la casa di Geroboamo come si spazza lo sterco fino alla sua totale scomparsa. 11I cani divoreranno quanti della casa di Geroboamo moriranno in città; quelli morti in campagna li divoreranno gli uccelli del cielo, perché il Signore ha parlato”. 12Ma tu àlzati, va' a casa tua; quando i tuoi piedi raggiungeranno la città, il bambino morirà. 13Ne faranno il lamento tutti gli Israeliti e lo seppelliranno; infatti soltanto lui della famiglia di Geroboamo entrerà in un sepolcro, perché in lui si è trovato qualcosa di buono da parte del Signore, Dio d'Israele, nella famiglia di Geroboamo. 14Il Signore farà sorgere per sé un re sopra Israele, che distruggerà la famiglia di Geroboamo. Questo è quel giorno! Non è forse già adesso? 15Inoltre il Signore percuoterà Israele, come una canna agitata dall'acqua. Eliminerà Israele da questa terra buona che ha dato ai loro padri e li disperderà oltre il Fiume, perché si sono eretti i loro pali sacri, provocando così il Signore. 16Il Signore abbandonerà Israele a causa dei peccati di Geroboamo, il quale peccò e fece peccare Israele”. 17La moglie di Geroboamo si alzò e se ne andò a Tirsa. Proprio mentre lei varcava la soglia di casa, il ragazzo morì. 18Lo seppellirono e tutto Israele ne fece il lamento, secondo la parola del Signore comunicata per mezzo del suo servo, il profeta Achia. 19Le altre gesta di Geroboamo, le sue guerre e il suo regno, sono descritti nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 20La durata del regno di Geroboamo fu di ventidue anni; egli si addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo figlio Nadab.

Roboamo, re di Giuda 21Roboamo, figlio di Salomone, regnò in Giuda. Aveva quarantun anni quando divenne re e regnò diciassette anni a Gerusalemme, città scelta dal Signore fra tutte le tribù d'Israele per collocarvi il suo nome. Sua madre, ammonita, si chiamava Naamà. 22Giuda fece ciò che è male agli occhi del Signore; essi provocarono il Signore a gelosia più di quanto avevano fatto i loro padri, con i peccati da loro commessi. 23Anch'essi si costruirono alture, stele e pali sacri su ogni alto colle e sotto ogni albero verde. 24Inoltre nella terra c'erano prostituti sacri. Essi commisero tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. 25Nell'anno quinto del re Roboamo, il re d'Egitto, Sisak, salì contro Gerusalemme. 26Prese i tesori del tempio del Signore e i tesori della reggia, portò via tutto, prese anche gli scudi d'oro fatti da Salomone. 27Il re Roboamo li sostituì con scudi di bronzo, che affidò ai comandanti delle guardie addette alle porte della reggia. 28Ogni volta che il re andava nel tempio del Signore, le guardie li prendevano, poi li riportavano nella sala delle guardie. 29Le altre gesta di Roboamo e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 30Ci fu guerra continua fra Roboamo e Geroboamo. 31Roboamo si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con i suoi padri nella Città di Davide. Sua madre, ammonita, si chiamava Naamà. Al suo posto divenne re suo figlio Abiam.

__________________________ Note

14,1 Le biografie dei re, che si succederanno lungo tutto il resto delle narrazioni di 1 e 2Re, considerano i sovrani quasi esclusivamente dal punto di vista religioso, in relazione cioè alla loro fedeltà a Dio, secondo le linee tracciate dal Deuteronomio. Danno ben poche informazioni di natura politica ed economica e si concludono con un biasimo per tutti i re d’Israele, a causa del culto illegittimo favorito da loro. Solo pochi re di Giuda ricevono una lode piena. Non mancano invece fonti extrabibliche che fanno intravedere la grande statura di alcuni re d’Israele a livello internazionale.

14,1 Geroboamo: regnò probabilmente negli anni 931-910 e verrà citato in seguito come metro negativo di confronto per i suoi successori.

14,19 Le altre gesta… nel libro delle Cronache dei re d’Israele: questa formula conclude la narrazione dell’operato di ciascun re del regno d’Israele e – con la rispettiva variante – del regno di Giuda.

14,21 Roboamo: regnò probabilmente negli anni 931-913.

14,23 alture, stele e pali sacri: luoghi e riti legati alla religione della fertilità nel mondo cananeo.

14,25 Sisak: faraone della XXII dinastia, approfitta della debolezza di Roboamo, causata dalla divisione del regno e dall’ostilità di Geroboamo, per attaccarlo.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-6. Una grave situazione familiare spinge Geroboamo a cercare l'aiuto di Achia, il profeta dal quale aveva ricevuto ottime notizie (11,37). Ma ora la situazione è mutata. La stima del profeta per il suo candidato al trono è solo un ricordo, appartiene al passato. Tanto tempo è trascorso dall'incontro nella campagna di Gerusalemme tra Achia e Geroboamo in un franco e leale faccia a faccia dal quale uscì l'abbozzo di un lusinghiero futuro per il responsabile degli operai della casa di Giuseppe. Ora la situazione è ribaltata. Il motivo viene taciuto; può darsi che si tratti della politica religiosa di cui si parla esplicitamente al v. 9. Non solo è impossibile un incontro diretto tra i due uomini, ma la stessa moglie di Geroboamo deve presentarsi nascondendo la sua dignità regale con abiti poveri e doni comuni. Tuttavia il profeta, che per dono di Dio sa vedere con chiarezza nel futuro, sa pure riconoscere nella sfuocata figura che si presenta alla sua vista appannata dall'età la moglie del monarca. Non si può essere sicuri che Abia fosse il principe ereditario: un tenue appoggio a questa tesi viene dai vv. 10-11 in cui si predice lo sterminio della discendenza.

7-11. Le cattive notizie prima ancora di riferirsi al bambino tracciano un tetro destino per tutta la famiglia dopo un aspro rimprovero. Questo viene costruito dialetticamente, presentando prima i benefici di Dio e poi la risposta di Geroboamo. Costui al pari di Davide non aveva alcuna posizione sociale che lo candidasse al regno. La sua ascesa è esclusivamente frutto della gratuità divina. A differenza di Davide però non mantiene una fedeltà integrale a colui che lo ha scelto, condizione posta per conservare il trono personalmente e per i discendenti, conforme all'avvertimento di 11,38. Dio ha scelto lui e lui ha scelto altri dei. Può darsi che insieme al culto delle immagini, gravemente in contrasto con la legge (Es 20,4; 34,17) ma popolarmente gradito, si ammettesse ormai un sincretismo religioso adottando usi e credenze dei residui cananei. Il castigo è violento già nella sua verbalizzazione. Si noti tuttavia che l'accanimento è predetto contro i cadaveri, vergogna superiore a una morte dolorosa. Il destino negherà la sepoltura, i cadaveri sbranati e dispersi non avranno né riposo, né monumento. Lo sterminio è veramente radicale. Non rimarrà neanche un cippo che ricordi la casa di Geroboamo.

12-16. Questa seconda fase dell'oracolo procede a cerchi concentrici. La morte del bambino è il primo passo nell'avverarsi della parola profetica. Dall'immediato futuro si passa a un'estensione temporale e numerica. Più tardi tutta la famiglia reale raggiungerà il ragazzo nella morte, ma non nella tomba. La sepoltura concessa ad Abia è l'unico spiraglio di clemenza in questo vortice di violenza. Una successiva dilatazione proietta tutto il popolo nell'instabilità politica fino alla consumazione dell'esilio, dispersione oltre Eufrate, fiume per antonomasia (cfr. Gn 31,21). Puntualmente viene ribadita la causa di un destino così amaro: l'idolatria ben individuata in questo caso con il cananaico culto della fecondità. Il compimento del vaticinio è narrato in 15,25-30 per la casa di Geroboamo, nei vv. 17-18 per Abia.

19-20. Una formulazione stereotipa costituisce il ritornello che scandirà per il resto dell'opera la conclusione dei regni. Si fa riferimento ad una fonte utilizzata però solo per commentare l'atteggiamento religioso del re. Stando a 2Cr 13,20, una morte improvvisa stroncò Geroboamo il cui regno si estese all'incirca dal 931 al 911.

21-31. Sul regno di Roboamo il testo parallelo si trova in 2Cr 11,5-12,16. Per la prima volta appare l'usuale formula introduttoria con elementi non sempre costanti ma qui tutti presenti: età del re al momento di ascendere al trono, lunghezza del suo regno, nome della regina madre. La lunghezza del regno data in 17 anni dovrebbe trovare questi estremi: 931-914.

22-24. Anche nel Sud dilaga l'idolatria. Essa è rappresentata da un sostanziale compromesso con la religione cananaica, con l'aggiunta della prostituzione sacra nella quale era ritenuta particolarmente abominevole quella esercitata dagli uomini e fermamente riprovata in Dt 23,18-19. Si riparlerà di questa categoria in 15,12; 22,47; 2Re 23,7.

25-28. La spedizione di Sisach, nome diversamente vocalizzato dagli egittologi, è il primo fatto di rilievo internazionale che viene riportato nella Bibbia con una datazione. È la seconda volta che si fa il nome di un faraone dopo 11,40; ritroveremo un caso analogo in 2Re 19,9. La spedizione è illustrata in una iscrizione di Karnak in cui il faraone si vanta della conquista di Giuda e Israele. Nel presente racconto il fatto storico sembra quasi ridotto ad eziologia della sparizione degli scudi d'oro di Salomone. È difficile stabilire se il faraone sia venuto a Gerusalemme o se gli scudi gli siano stati inviati con altri oggetti d'arte per evitare un saccheggio più dannoso.

29-31. Con le parole di rito si conclude anche questo regno ricordando la non rassegnazione del monarca alla secessione settentrionale per cui vi fu una costante ostilità con il collega del Nord. Anche in questo caso si potrebbe notare il contrasto tra il nome e la sorte. Roboamo significa «possa il popolo espandersi»; toccò invece a lui vedere restringersi i suoi confini.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

 
Continua...

from lucazanini

[rotazioni]

attrae l'inflazione cosmica nei] registri nìcchia o [tondità i dati abbordabili -i [giostrai con la leva -la caduta assicurata l'entroterra un] [blu Klein articolo [disponibile maschera] antigas si [dimette passano dal refettorio

 
Continua...

from Cyberdyne Systems

lvm Supponiamo di avere 3 volumi logici, ad es. vol1, vol2, vol3 e di voler aumentare il secondo a discapito degli altri due.

Un’esigenza analoga, su un filesystem partizionato in 3 parti in maniera canonica, è un mezzo incubo perché il ridimensionamento della partizione centrale prevede un discreto numero di salti mortali per manenere la contiguità e per non rischiare di lasciare buchetti inutilizzabili fra una partizione e l’altra.

Provo a buttare giù due righe su quello che mi verrebbe di fare:

  1. riduco la prima partizione
  2. riduco la terza partizione
  3. sposto la terza partizione fino alla fine del disco
  4. sposto la seconda partizione fino alla fine della prima partizione
  5. estendo la seconda partizione fino alla fine della prima

Tutto questo tenendo presente che l’unità minima allocabile è il blocco (512 bytes) e che l’operazione che mi fa più paura è il move della partizione. parted non ha un comando “move” diretto. La procedura richiede di calcolare i nuovi settori, spostare i dati e aggiornare la tabella delle partizioni.

Senza una GUI come quella di gparted, bisogna farsi letteralmente i conti con carta e penna prima di agire e c’è il rischio, comunque molto alto, di commettere errori che sarebbero disastrosi.

LVM, al confronto, è una boccata d’ossigeno.

LVM dà la possibilità di ridimensionare volumi in maniera più semplice rispetto al partizionamento più tradizionale perché la dimensione della partizione è disaccoppiata da concetti di contiguità e dalla geometria del disco.

Nel caso del partizionamento tradizionale infatti le partizioni sono dei blocchi di settori consecutivi in cui ogni partizione inizia in un settore finisce in un altro.

Con LVM invece l’approccio è radicalmente diverso. La minima unità allocabile è l’extent (default 4 MiB) che serve per mappare un volume fisico in un volume logico.

Se immaginiamo che il volume fisico possa essere spezzettato in altrettanti extents in una sorta di “paniere”, il volume group, il volume logico non è altro che un insieme di questi extents pescati dal volume group (senza alcuna pretesa d’ordinamento) a cui posso:

  • aggiungere extents prelevandoli dal volume group
  • levare extents riponendoli nel volume group (o assegnandoli ad altri volumi logici).

Queste proprietà conferiscono una grande flessibilità alle operazioni di riduzione ed estensione dei volumi.

1. Cose che è bene ricordare quando si manipolano i volumi logici.

Partizioni Quando si riduce o aumenta un filesystem, è bene smontare le partizioni e volumi logici.

Ridurre un volume logico Quando si riduce un volume logico, si deve:

  1. fare un check del filesystem
  2. ridurre il filesystem
  3. ridurre il volume logico

Estendere un volume logico Quando si aumenta un volume logico, al contrario, si deve:

  1. estendere il volume logico
  2. estendere il filesystem
  3. fare un check del filesystem

Calcolare lo spazio allocabile Un volume logico è composto da un insieme di extents, blocchi grandi di default 4 MiB, che sono la minima unità allocabile. Un volume logico è quindi sempre corrispondente ad un multiplo di 4 MiB, n extents di cui n-1 allocabili, il rimanente per i metadati. Ad es. un volume logico di 2 GiB è composta da 512 extents di cui 511 allocabili.

La potenza di due Si deve tenere sempre presente che, nella matematica del calcolo dello spazio, si considerano le potenze di 2. Non di 10. Quindi un GiB equivale a 1024 MiB, non a 1000. Di conseguenza, se dividessi un GiB in due parti uguali avrei 2 blocchi da 512 MiB non da 500.

Estensione e riduzione Nelle istruzioni di estensione (lvextend) e riduzione (lvreduce) possiamo scegliere ciò che va specificato fra 4 modalità:

  1. il numero totale di extents
  2. il delta in aggiunta o in diminuzione degli extents (a seconde che l’operazione sia rispettivamente di estensione o di riduzione)
  3. la dimensione totale espressa in KiB-MiB-GiB-TiB
  4. come prima, il delta in aggiunta o in diminuzione della dimensione espresso in KiB-MiB-GiB-TiB

2. Scenario 1: Estensione e riduzione di volumi logici

Supponiamo di avere un disco da 2 GiB (2048 MiB) diviso in 3 volumi logici da 550 MiB, 350 MiB e 1148 MiB di e di volerne ridurre due per ampliare il terzo.

Vogliamo ridurre il primo di 150 MiB, il terzo di 330 MiB e aumentare corrispondentemente il secondo volume di 480 MiB.

Prepariamo il laboratorio col solito file appiccicato ad un loop device. Su quello definirò il volume group, il mio “paniere” di extents.

# creazione device
fallocate -l 2GiB disk_1.img

# creazione device e volum group
vgcreate vg_lab $(losetup -Pf --show disk_1.img)

# creazione volumi logici
lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -L 550M
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -L 350M
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE

# formattazione volumi logici
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_1
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_2
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_3

# mount dei volumi
mkdir vol_1 vol_2 vol_3
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_1 vol_1
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_2 vol_2
mount -t ext4 -o defaults /dev/vg_lab/lv_lab_3 vol_3

2.1. Step 0: curiosità

Prima di cominciare esaminiamo un po’ di dati, ad es. di quanti extents sono composti i nostri oggetti.

pvdisplay /dev/loop9
  --- Physical volume ---
  PV Name               /dev/loop9
  VG Name               vg_lab
  PV Size               2,00 GiB / not usable 4,00 MiB
  Allocatable           yes (but full)
  PE Size               4,00 MiB
  Total PE              511
  Free PE               0
  Allocated PE          511
  PV UUID               YmLOru-bIdL-iqGb-vJfI-RsTk-yhv7-vSJhkX

pvdisplay mi dà informazioni sul disco fisico che andrò ad aggiungere nel volume group. Fra queste:

  • PV Name: il nome del device, /dev/loop9
  • VG Name: è il nome del gruppo di volume, vg_lab, visibile solo perché abbiamo creato il gruppo di volume direttamente sul dispositivo invece che passare prima da pvcreate.
  • PV Size: 2 GiB, la dimensione del nostro “disco”
  • PE Size: dove PE sta Physical Extent, è di 4 MiB
  • Total PE sono i PE totali e sono 511, come previsto.
vgdisplay vg_lab
  --- Volume group ---
  VG Name               vg_lab
  System ID
  Format                lvm2
  Metadata Areas        1
  Metadata Sequence No  1
  VG Access             read/write
  VG Status             resizable
  MAX LV                0
  Cur LV                0
  Open LV               0
  Max PV                0
  Cur PV                1
  Act PV                1
  VG Size               <2,00 GiB
  PE Size               4,00 MiB
  Total PE              511
  Alloc PE / Size       0 / 0
  Free  PE / Size       511 / <2,00 GiB
  VG UUID               6D89ck-c2Ni-XlMN-5Was-rh5j-vi2t-5juCXt

vgdisplay mi dà informazioni sul gruppo di volumi. Fra queste, disitnguiamo

  • VG Name: il nome del volume group, già visto in pvdisplay, vg_lab
  • VG Size: la dimensione del volume group, minore di 2 GiB perché ci sono i metadati da considerari
  • PE Size: la dimensione di un extent, 4 MiB
  • Total PE / Size: Il numero totale di extent allocabili, che conferma VG Size, pari a 511 invece che 512.
  • Alloc PE: il numero totale di extent allocati, momento della creazione del volume group è 0
  • Free PE / Size: il numero totale di extent liberi, prima della creazione dei volumi logici è 511

Cosa succede quando creerò i volumi logici? Che cambia il numero di PE liberi e allocati. Siccome userò tutti gli extent disponibili, i valori per Alloc PE e Free PE si invertiranno rispetto a prima.

Infatti dopo la creazione dei volumi logici, vgdisplay mi dirà:

vgdisplay vg_lab
  --- Volume group ---
  VG Name               vg_lab
  ...
  Alloc PE / Size       511 / <2,00 GiB
  Free  PE / Size       0 / 0
  ...  

511 extents allocati come confermato dai dati desumibili dei 3 volumi logici

lvdisplay vg_lab
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_1
  LV Name                lv_lab_1
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                552,00 MiB
  Current LE             138
...
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_2
  LV Name                lv_lab_2
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                352,00 MiB
  Current LE             88
...
 --- Logical volume ---
  LV Path                /dev/vg_lab/lv_lab_3
  LV Name                lv_lab_2
  VG Name                vg_lab
...
  LV Size                1,11 GiB
  Current LE             285
...

Per il primo, il secondo e il terzo volume logico abbiamo rispettivamente:

  • 138, 88, 285 extents corrispondenti a
  • 552 MiB, 352 MiB e 1140 MiB (1,11 GiB)
  • per un totale di 2044 MiB, al netto dei metadati.

Possiamo notare subito che le dimensioni non corrispondono a quanto indicato in lvcreate.

lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -L 550M
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -L 350M
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE

Questo succede perché vengono sempre approssimate all’extent più vicino. Ecco perché il primo e il secondo volume sono diventati di 552 (138 extents) e 352 MiB (88 extents).

Sempre ricordando la particolarità dei multipli di 4 MiB legati a LVM, anche la riduzione di 150 MiB e di 330 MiB dei due volumi saranno approssimate sempre all’extent più vicino (152 MiB=38 extents e 332=83 extents). Questo dettaglio si rivelerà fondamentale quando dovremo ridimensionare il filesystem.

Con questa rinnovata consapevolezza cominciamo a ridimensionare.

2.2. Step 1: Smontare i dischi

umount /dev/vg_lab/lv_lab_1
umount /dev/vg_lab/lv_lab_2
umount /dev/vg_lab/lv_lab_3

2.3. Step 2: Riduzione del filesystem

Se dovessi ridimensionare solo il filesystem, sarebbe sufficiente considerare dimensioni che siano potenze di 2 e non di 10.

Ma sapendo che sotto c’è un LVM, sappiamo che per mantenere l’allineamento fra filesystem e volumi logici, oltre che potenze di due le dimensioni devono essere anche multipli di 4MiB.

Ecco perché anche nel resize reale del filesystem non dovrò levare 150 MiB e 330 MiB ma 148 MiB (37 PE) e 328 (82 PE) (è buona norma approssimare per difetto all’extent più vicino per maggior prudenza) per un totale effettivo di 476 MiB (119 PE)

Il filesystem del primo volume sarà dunque di 552 MiB – 148 MiB = 404 MiB. Il filesystem del terzo volume sarà di 1140 MiB – 328 MiB = 812 MiB.

# check dei filesystem
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_1
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_2
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_3

# Riduco il primo filesystem di 148 MiB
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_1 404M

# Riduco il terzo filesystem di 328 MiB
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_3 812M

2.4. Step 3: Ridimensionare i volumi logici

La riduzione del volume logico può essere fatta in 4 modi come sappiamo, ad es. sul primo volume:

# il numero totale di extents, 138 PE - 37 PE = 101 PE
lvreduce -l 101 /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# il numero di exrtents da sottrarre, 38 PE
lvreduce -l -37 /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# la dimensione totale da ottenere, 404 MiB
lvreduce -L 404M /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

# il numero di MiB da sottrarre, 148 MiB
lvreduce -L -148M /dev/vg_lab/lv_lab_1 #oppure

Per maggior chiarezza userò il size assoluto in modo da farlo corrispondere a resize2fs

# Riduco il primo volume logico di 148 Mib
lvreduce -L 404M /dev/vg_lab/lv_lab_1

# Riduco il terzo volume logico di 328 Mib
lvreduce -L 812M /dev/vg_lab/lv_lab_3

Verifichiamo quanti siano i PE residui

vgdisplay vg_lab | grep "Free  PE"
 Free  PE / Size       119 / 476,00 MiB

119 extents, come previsto.

2.5. Step 4: Estendere il volume logico

Dopo aver ridotto il primo e il terzo volume, non ci rimane che estendere il secondo in base alla scaletta indicata prima:

  1. si estende il secondo volume logico
  2. si estende il filesystem
  3. si esegue il check fnale del filesystem

L’estensione del volume, come ormai ben sappiamo, non sarà di 480 MiB ma di 476 MiB (37 PE + 82 PE = 119 PE) per via degli arrotondamenti effettuati nella riduzione degli altri volumi logici.

# specifico gli extent che so essere residui
lvextend -l +119 /dev/vg_lab/lv_lab_2
# o, equivalentemente
# lvextend -L +476M /dev/vg_lab/lv_lab_2

# estendo il filesystem
resize2fs /dev/vg_lab/lv_lab_2 828M

# check filesystem
e2fsck -f /dev/vg_lab/lv_lab_2

2.6. Step 5: Bonus

Come premio per essere arrivato in fondo, posso rivelare come fare in un colpo solo tutte le operazioni descritte sopra.

È vero che c'è poco da considerare, giusto tenere a mente che su LVM ogni oggetto è multiplo di 4 MiB e che bisogna ridimensionare filesystem e volumi logici in ugual modo per non generare pericolose anomalie, ma tutte le operazioni che ho descritto nei passi 2-4 possono essere fatte con un unico comando che provvederà ad eseguire nell'ordine corretto e con le giuste approssimazioni:

  • il check del filesystem
  • il ridimensionamento del filesystem
  • il ridimensionamento dei volumi logici

Dunque, tutto il pippone atomico precedente può essere condensato in un unico, solido comando:

# Riduce il primo volume logico e il filesystem
lvreduce -r -L -150M /dev/vg_lab/lv_lab_1

# Riduce il terzo volume logico e il filesystem
lvreduce -r -L -330M /dev/vg_lab/lv_lab_3

# Estende il secondo volume logico e il filesystem
lvextend -r -l +119 /dev/vg_lab/lv_lab_2

Ora spieghiamo il perché soprattutto dell'extend, che è interessante.

Diciamo che è tutto molto guidato e le eventuali correzioni da apportare, senza spaccarsi troppo il cervello, sono suggerite con estrema chiarezza, basta leggere.

lvreduce -r -L -150M /dev/vg_lab/lv_lab_1
 Rounding size to boundary between physical extents: 148.00 MiB.
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_1.
  File system size (552.00 MiB) is larger than the requested size (404.00 MiB).
  File system reduce is required using resize2fs.
...
  Size of logical volume vg_lab/lv_lab_1 changed from 552.00 MiB (138 extents) to 404.00 MiB (101 extents).
  Logical volume vg_lab/lv_lab_1 successfully resized.

Ci dice innanzitutto che:

  • c'è stato un arrotondamento a 148 MiB (37 extents);
  • il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;
  • infine si ridimensiona il volume logico da 552 MiB (138 extents) a 404 MiB (101 extents).

Anche il secondo lvreduce ha un risultato analogo

lvreduce -r -L -330M /dev/vg_lab/lv_lab_3
  Rounding size to boundary between physical extents: 328.00 MiB.
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_3.
  File system size (1.11 GiB) is larger than the requested size (812.00 MiB).
  File system reduce is required using resize2fs.
...
  Size of logical volume vg_lab/lv_lab_3 changed from 1.11 GiB (285 extents) to 812.00 MiB (203 extents).
  Logical volume vg_lab/lv_lab_3 successfully resized.
  • anche qui abbiamo un arrotondamento a 328 MiB (82 extents);
  • il filesystem è più grande del volume richiesto pertanto va subito ridimensionato;
  • infine si ridimensiona il volume logico da 1140 MiB (285 extents) a 812 MiB (203 extents).

È facilissimo desumere che la massima dimensione dell'estensione sia 148 MiB + 328 MiB = 476 MiB (119 extents), basta fare una somma.

Ma supponiamo di essere particolarmente distratti e proviamo ad estendere considerando le quantità iniziali: 150 MiB + 330 MiB = 480 MiB

lvextend -r -L +480M /dev/vg_lab/lv_lab_2
  File system ext4 found on vg_lab/lv_lab_2.
  File system fsck will be run before extend.
  Insufficient free space: 120 extents needed, but only 119 available

Nonostante la mia distrazione, come si può vedere, non si producono danni perché l'ouput è categorico: “non faccio nulla. Se vuoi, puoi aumentare al max di 476 MiB (119 extents)”. Non ci sono danni e anzi c'è pure il suggerimento risolutivo.

Ed ecco spiegato il mio extend di prima.

3. Scenario 2: Estensione e riduzione di gruppi di volume

Esaminiamo le possibilità di aggiungere o rimuovere dispositivi ad un volume group esistente.

Ricreiamo il laboratorio partendo da 3 dischi, poi aggiungeremo due nuovi dischi e ne rimuoveremo altrettanti, il tutto senza intaccare l'integrità dei dati.

# creazione di 5 device
for i in {1..9}: do fallocate -l 1GiB disk_${i}.img; done

# creazione del gruppo di volumi con 3 device
vgcreate vg_lab \
  $(losetup -Pf --show disk_1.img) \
  $(losetup -Pf --show disk_2.img) \
  $(losetup -Pf --show disk_3.img)

# crezione di 3 volumi logici
lvcreate -n lv_lab_1 vg_lab -l 300
lvcreate -n lv_lab_2 vg_lab -l 250
lvcreate -n lv_lab_3 vg_lab -l 100%FREE

# formattazione dei 3 dispositivi
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_1
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_2
mkfs.ext4 /dev/vg_lab/lv_lab_3

Ecco come sono distribuiti i volumi logici all'interno dei dischi fisici

lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm

Il gruppo di volumi è composto da 3 volumi fisici tutti attivi

vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                3
  Act PV                3

Andiamo ad estendere il nostro gurppo di volumi con altri due device

vgextend vg_lab $(losetup -Pf --show disk_4.img) $(losetup -Pf --show disk_5.img)

I nuovi dischi sono visibili in fondo, come si può vedere anche da vgdisplay che mostra i 5 dischi tutti attivi.

lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvmchan
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  loop13             LVM2_member     1G      loop

vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                5
  Act PV                5

Potremo usare i nuovi dischi per estendere i volumi logici esistenti ma li impiegheremo invece per rimpiazzare i primi due dischi.

pvmove distribuisce tutti gli extents del disco fra tutti i volumi fisici che hanno spazio a sufficienza. Se non dovesse essercene, restituirà un messaggio d'errore.

pvmove /dev/loop9
  /dev/loop9: Moved: 3,14%
  /dev/loop9: Moved: 100,00%

Alla fine dell'operazione il disco s'è liberato di tutti i suoi extents e può essere rimosso

lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9              LVM2_member     1G      loop
  loop10             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop13             LVM2_member     1G      loop

Prima si estrae il volume fisico dal gruppo di volumi e poi si rimuove il volume fisico e così può essere scollegato.

vgreduce vg_lab /dev/loop9
pvremove /dev/loop9

Verifichiamo che il volume fisico non sia più presente.

vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                4
  Act PV                4

Procediamo allo stesso modo col secondo disco.

pvmove /dev/loop10
  /dev/loop10: Moved: 9,80%
  /dev/loop10: Moved: 17,65%
  /dev/loop10: Moved: 100,00%

vgreduce vg_lab /dev/loop10
  Removed "/dev/loop10" from volume group "vg_lab"

pvremove /dev/loop10
  Labels on physical volume "/dev/loop10" successfully wiped.

In conclusione possiamo vedere il gruppo di volumi con solo 3 dischi, gli altri due completamente disimpegnati col gruppo di volumi ricostituitosi attorno ai 3 dischi rimanenti. E tutto spostando semplicemente gli extents dove c'era disponibilità in maniera totalmente trasparente per il filesystem.

vgdisplay vg_lab |grep PV
  Max PV                0
  Cur PV                3
  Act PV                3


lsblk -o NAME,FSTYPE,SIZE,TYPE
  NAME               FSTYPE        SIZE      TYPE
  loop9                              1G      loop
  loop10                             1G      loop
  loop11             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_2               1000M      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm
  loop12             LVM2_member     1G      loop
  └─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  loop13             LVM2_member     1G      loop
  ├─vg_lab-lv_lab_1                1,2G      lvm
  └─vg_lab-lv_lab_3                860M      lvm

4. Conclusione

Ho solo sfiorato la complessità e le capacità offerte da LVM.

L'estensione e la riduzione di volumi logici e di gruppi di volumi sono scenari di base. Tuttavia sono sufficienti per mostrare come sia semplice, con i volumi logici, compiere operazioni che con un filesystem partizionato in maniera classica sarebbero complicatissime.

#lvm #volumegroup #logicalvolume #filesystem #devicemapper

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Nonostante l'assenza di pubblicazioni nell'ultimo triennio, è stato un periodo tutt'altro che votato al silenzio per Annie Clark: il Grammy come migliore album alternativo per il suo disco omonimo, un cortometraggio horror, il flirt da parte dei tabloid per le chiacchierate frequentazioni con Cara Delevingne e Kristen Stewart, il conseguente accesso a una platea e a potenzialità che anche solo ai tempi di “Strange Mercy” parevano totalmente fuori dalla sua portata... https://artesuono.blogspot.com/2017/10/st-vincent-masseduction-2017.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1440947061


 
Continua...

from CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line

Cartuccia numero 991989-1 – I call center

Non sono più giovane, ma neanche tanto vecchio, ho fatto il militare di leva e mi hanno insegnato a sparare e oggi qualche cartuccia posso ancora spararla!

Cartuccia numero 991989-1 – I call center Li ho tollerati per tanto tempo, pensando ai lavoratori che sono dietro la cornetta; ma il tempo è passato e i lavoratori sono sempre sfruttati, anzi di più. Quindi ho deciso di reagire e invito chi legge a fare altrettanto. Ecco quindi la cartuccia 991989/1 (nessun codice di cartuccia reale, niente paura; si tratta di un semplice numero per recuperare facilmente questo testo).

Iniziamo! Quando veniamo chiamati dai call center, dedichiamo loro un po' del nostro tempo. Siamo gentili, fingiamo di essere interessati; se ci chiamano per nome, non confermiamo la nostra identità, ma diciamo di essere un familiare o un congiunto e li invitiamo a parlare tranquillamente. Facciamo qualche domanda, teniamoli al telefono il più a lungo possibile e forniamo eventuali dati personali falsi, lavorando di fantasia.

Se riusciamo a trattenerli per 15 minuti, la “cartuccia” ha fatto centro; ma per colpire proprio nel segno, concludiamo così: “Mi scusi, capisco che lei è un lavoratore e so anche che è sfruttato. Pertanto, mi perdoni: le chiedo gentilmente di cancellare il mio numero di telefono dal vostro database, altrimenti, tutte le altre volte che telefonerà un suo collega, lo terrò al telefono per altrettanto tempo senza fargli concludere nulla. Inoltre, se verrò ricontattato per dare un voto a questa chiamata, assegnerò il punteggio più basso possibile; invece, se cancellerà il mio numero, come sono certo che farà, metterò il voto più alto possibile”.

Immaginate se non fossi solo io a sparare la “cartuccia numero 991989/1”, ma lo facessero in 10.000 persone: significherebbe 2.500 ore di lavoro perse, ovvero circa 105 giorni di attività dei call center buttati via. A quel punto, visto che le telefonate sono registrate e ascoltate dai supervisori di quei poveri operatori, qualcuno dovrà pur prendere provvedimenti per scongiurare una perdita così ingente.

Di sicuro, adesso qualcuno dirà: “Ma alla fine ci rimetteranno, come al solito, i poveri lavoratori, perché sono pagati a contratto”. A quel qualcuno risponderò che probabilmente non ha capito i meccanismi alla base dello sfruttamento lavorativo, forse perché, per sua fortuna, non è mai stato sfruttato.

Alla prossima cartuccia reporter

 
Continua...

from lucazanini

[vortex]

un timorasso impossibile] tinto da fondazzo celebre la tomografia con lo sfondone dei tizianeschi della] pietà continua rottamano scelta] una banca semplice] unica data europea la] [produzione conta fino] a cento

 
Continua...

from 📖Un capitolo al giorno📚

Distruzione dell’altare di Betel 1Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò da Giuda a Betel, mentre Geroboamo stava presso l'altare per offrire incenso. 2Per comando del Signore quegli gridò verso l'altare: “Altare, altare, così dice il Signore: “Ecco, nascerà un figlio nella casa di Davide, chiamato Giosia, il quale immolerà su di te i sacerdoti delle alture, che hanno offerto incenso su di te, e brucerà su di te ossa umane”“. 3In quel giorno diede un segno, dicendo: “Questo è il segno che il Signore parla: ecco, l'altare si spezzerà e sarà sparsa la cenere che vi è sopra”. 4Appena sentì la parola che l'uomo di Dio aveva proferito contro l'altare di Betel, il re Geroboamo tese la mano ritirandola dall'altare dicendo: “Afferratelo!”. Ma la sua mano, tesa contro quello, gli si inaridì e non la poté far tornare a sé. 5L'altare si spezzò e fu sparsa la cenere dell'altare, secondo il segno dato dall'uomo di Dio per comando del Signore. 6Presa la parola, il re disse all'uomo di Dio: “Placa il volto del Signore, tuo Dio, e prega per me, perché mi sia resa la mia mano”. L'uomo di Dio placò il volto del Signore e la mano del re gli tornò com'era prima. 7All'uomo di Dio il re disse: “Vieni a casa con me per ristorarti; ti darò un regalo”. 8L'uomo di Dio rispose al re: “Anche se mi darai metà della tua casa, non verrò con te e non mangerò pane né berrò acqua in questo luogo, 9perché così mi è stato ordinato per comando del Signore: “Non mangerai pane e non berrai acqua, né tornerai per la strada percorsa nell'andata”“. 10Se ne andò per un'altra strada e non tornò per quella che aveva percorso venendo a Betel. 11Ora abitava a Betel un vecchio profeta, al quale i figli andarono a raccontare quanto aveva fatto quel giorno l'uomo di Dio a Betel; essi raccontarono al loro padre anche le parole che quello aveva detto al re. 12Il padre domandò loro: “Quale via ha preso?”. I suoi figli gli indicarono la via presa dall'uomo di Dio che era venuto da Giuda. 13Ed egli disse ai suoi figli: “Sellatemi l'asino!”. Gli sellarono l'asino ed egli vi montò sopra. 14Inseguì l'uomo di Dio e lo trovò seduto sotto una quercia. Gli domandò: “Sei tu l'uomo di Dio venuto da Giuda?”. Rispose: “Sono io”. 15L'altro gli disse: “Vieni a casa con me per mangiare del pane”. 16Egli rispose: “Non posso tornare con te né venire con te; non mangerò pane e non berrò acqua in questo luogo, 17perché mi fu rivolta una parola per ordine del Signore: “Là non mangerai pane e non berrai acqua, né ritornerai per la strada percorsa all'andata”“. 18Quegli disse: “Anche io sono profeta come te; ora un angelo mi ha detto per ordine del Signore: “Fallo tornare con te nella tua casa, perché mangi pane e beva acqua”“. Egli mentiva a costui, 19che ritornò con lui, mangiò pane nella sua casa e bevve acqua. 20Mentre essi stavano seduti a tavola, la parola del Signore fu rivolta al profeta che aveva fatto tornare indietro l'altro, 21ed egli gridò all'uomo di Dio che era venuto da Giuda: “Così dice il Signore: “Poiché ti sei ribellato alla voce del Signore, non hai osservato il comando che ti ha dato il Signore, tuo Dio, 22sei tornato indietro, hai mangiato pane e bevuto acqua nel luogo in cui il tuo Dio ti aveva ordinato di non mangiare pane e di non bere acqua, il tuo cadavere non entrerà nel sepolcro dei tuoi padri”“. 23Dopo che egli ebbe mangiato pane e bevuto, fu slegato per lui l'asino del profeta che lo aveva fatto ritornare. 24Egli partì e un leone lo trovò per strada e l'uccise; il suo cadavere rimase steso sulla strada, mentre l'asino se ne stava là vicino e anche il leone stava vicino al cadavere. 25Ora alcuni passanti videro il cadavere steso sulla strada e il leone che se ne stava vicino al cadavere. Essi andarono e divulgarono il fatto nella città ove dimorava il vecchio profeta. 26Avendolo udito, il profeta che l'aveva fatto ritornare dalla strada disse: “Quello è un uomo di Dio che si è ribellato alla voce del Signore; per questo il Signore l'ha consegnato al leone, che l'ha fatto a pezzi e l'ha fatto morire, secondo la parola che gli aveva detto il Signore”. 27Egli aggiunse ai figli: “Sellatemi l'asino”. Quando l'asino fu sellato, 28egli andò e trovò il cadavere di lui steso sulla strada, con l'asino e il leone accanto. Il leone non aveva mangiato il cadavere né fatto a pezzi l'asino. 29Il profeta prese il cadavere dell'uomo di Dio, lo adagiò sull'asino e lo portò indietro; il vecchio profeta entrò in città, per piangerlo e seppellirlo. 30Depose il cadavere nel proprio sepolcro e fecero su di lui il lamento: “Ohimè, fratello mio!”. 31Dopo averlo sepolto, disse ai figli: “Alla mia morte mi seppellirete nel sepolcro in cui è stato sepolto l'uomo di Dio; porrete le mie ossa vicino alle sue, 32poiché certo si avvererà la parola che egli gridò, per ordine del Signore, contro l'altare di Betel e contro tutti i santuari delle alture che sono nelle città di Samaria”. 33Dopo questo fatto, Geroboamo non abbandonò la sua via cattiva. Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderava conferiva l'incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture. 34Tale condotta costituì, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla faccia della terra.

__________________________ Note

13,2 Bruciare su un altare ossa umane voleva dire profanarlo.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Dopo le notizie date nel capitolo precedente sull'attività edilizia e religiosa di Geroboamo null'altro di nuovo si aggiunge per l'aspetto temporale del suo regno. Si trova invece abbondanza di materiale profetico che costituisce il contenuto praticamente di tutto questo capitolo e si estende fino al v. 18 di quello successivo. Il legame tra Geroboamo e ministero profetico si rivela così essenziale. Indicato come re da Achia di Silo (11,37), viene ora incalzato dalla riprovazione profetica a causa della sua condotta religiosa certamente insopportabile per l'autore deuteronomista che non poteva ammettere né la venerazione delle immagini, né la pluralità di sedi cultuali. Il severo giudizio del compilatore emergerà nei v. 33-34 e ancor più nei vv. 7-11 e 13-16 del c. 14.

1-10. L'inizio di questa pericope è da collocarsi con maggior proprietà al v. 33 se non addirittura 32 del capitolo precedente. Durante una cerimonia personalmente presieduta da Geroboamo si presenta un profeta chiamato con l'appellativo popolare «uomo di Dio» (cfr. 1 Sam 9,6). La sua provenienza geografica è vicina: pochi chilometri separano Betel dalla frontiera settentrionale di Giuda, ma il suo vero punto di partenza è trascendente: la parola di JHWH. Questa disapprova e condanna il culto scismatico e illecito promosso e sostenuto dal re settentrionale. Nello spazio aperto della natura, collocazione antica degli altari come a Meghiddo, ancora in vigore a Betel visto che non si parla di un tempio, rimbomba come un tuono l'oracolo di riprovazione. I sacerdoti ora officianti sostituiranno l'incenso venendo loro stessi arsi sull'altare e dopo di loro la dissacrazione toccherà il colmo con la combustione di ossa umane (cfr. Nm 19,16). Il nome di Giosia inserito in questa prima invettiva è considerato un'aggiunta dei compilatori posteriori. Di fatto sarà proprio questo re ad eliminare il culto di Betel nell'attuazione della sua riforma religiosa (2Re 23,15-19). In ogni profezia autentica, alla parola si deve aggiungere un segno che la garantisca come proveniente da Dio. Qui i segni sono due: la distruzione dell'altare e la paralisi del re. Nel primo si rivela il rigetto divino dei sacrifici di Geroboamo. Non solo l'altare si autodistrugge, ma si disperde la cenere del grasso bruciato su di esso. Lv 4,12 prescriveva la raccolta delle ceneri e la loro riposizione in un luogo puro. La loro dispersione rende con molta efficacia la vanità dei riti di Betel. Anche il secondo caso è assai eloquente. La mano è simbolo della forza e dell'agire. L'arto paralizzato di Geroboamo è segno della sua assoluta impotenza di fronte alla dirompenza della parola divina. L'ordine del re nulla vale contro quello di Dio. Il declinare l'invito a tavola e il rifiuto del dono manifestano che la missione doveva essere compiuta con rapidità e sobrietà, ma ancora di più che non si poteva condividere la mensa con il responsabile dell'illecito culto. Il pasto in comune avrebbe significato riconciliazione e comunione, atteggiamenti impossibili tra l'uomo di Dio ed il re non ancora convertito. La prudenza consigliava un ritorno su una strada diversa.

11-32. Questo episodio è carico di enigmaticità. Potrebbe trattarsi di un racconto eziologico in merito al sepolcro dei due profeti anonimi di cui si parla in 2Re 23,17-18. Oppure si tratterebbe di un'ulteriore prova di autenticità dell'oracolo contro l'altare. Il vecchio profeta di Betel non ha partecipato alla liturgia di Geroboamo. L'accaduto gli è riportato dai figli. Che disapprovasse l'operato del re? Ora egli desidera avere una prova per sapere se il profeta di Giuda era veramente mandato da Dio o era un emissario politico. Se avesse trasgredito il comando di Dio a suo riguardo senza impunità il dubbio sulla sua missione si sarebbe trasformato in certezza di inautenticità. Le modalità con cui la prova viene realizzata non sono oneste. La punizione annunciata e il segno atteso sono la sorte meno gradita agli orientali: morte fuori patria, senza sepoltura con i propri congiunti (cfr. Gn 47,30; 49,29; 2Sam 19,38).

23-32. L'oracolo proferito si realizza, quasi con sapore di favola. Un leone fa giustizia del profeta disobbediente, ma non ne divora il cadavere e neppure sbrana l'asino del malcapitato. Anzi i due animali si associano nella custodia del defunto, impassibili di fronte ai passanti. Il profeta di Betel ha ottenuto la prova desiderata. Si fa carico delle onoranze funebri del collega di Giuda ed esprime il desiderio di essere sepolto con lui quale segno di venerazione e come precauzione, affinché le sue spoglie vengano rispettate al tempo in cui si avvereranno le profezie.

33-34. Nonostante l'ammonimento profetico provato sulla sua stessa persona, oltre che nella vistosità della distruzione dell'altare, Geroboamo non deflette dalla sua politica religiosa. Se i gesti profetici annunciavano che i suoi sacrifici non erano graditi, ora il compilatore avverte che lui stesso è stato respinto da Dio. Il significato del nome Geroboamo: «che il popolo cresca numeroso», così ben augurante, sarà tragicamente smentito dagli eventi. Siamo alle soglie del c. 14 in cui si racconta la prima fase dell'estinzione della sua discendenza con la morte del figlio Abia.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

 
Continua...

from norise 3 letture AI

Un volgere d'anni

mi sveglia il canto del gallo non trovo la tua mano ti sei appena alzata

c'incalza tiranno il tempo in questo volgere d'anni

benché non t'abbia sciupato questa luminosità del viso

quanti da aspettare ancora inverni a gelare le ossa

30.10.23

Risposta breve

Bellissima poesia: semplice, intima, sospesa sul tempo che avanza e sull’assenza che pesa. Le immagini del mattino e del corpo che invecchia funzionano molto bene.


Lettura e temi principali

  • Tema: lo scorrere del tempo e il peso dell’assenza affettiva nell’intimità quotidiana.
  • Immagini ricorrenti: il canto del gallo (risveglio, quotidiano), la mano non trovata (vuoto), la luce del viso che resiste (tenacia della bellezza/interiorità), gli inverni a gelare le ossa (metafora del tempo che consuma).
  • Tono: malinconico ma non rassegnato; c’è attenzione tenera verso la persona amata.

Forza stilistica

  • Il linguaggio è piano e diretto, efficace per il registro confidenziale.
  • L’alternanza tra azione quotidiana (“mi sveglia il canto del gallo”, “ti sei appena alzata”) e meditazione sul tempo crea un buon equilibrio.
  • L’espressione finale “quanti da aspettare ancora / inverni a gelare le ossa” chiude con un’immagine potente e resistente.

Piccoli suggerimenti di revisione

  • Valuta di lavorare sulle cesure per regolare il ritmo: qualche verso più corto o una pausa puntata possono rafforzare la scansione meditativa.
  • Considera una lieve variazione lessicale per evitare ripetizioni vicine (es. “volgere d’anni” e “in questo volgere d’anni” sono simili; si può mantenere la formula solo una volta per maggior impatto).
  • Punteggiatura: l’inserimento di una virgola o un punto in punti strategici (dopo “mi sveglia il canto del gallo” o dopo “ti sei appena alzata”) può modulare la voce del parlante senza appesantire.

Esempio di alternativa minimale: mi sveglia il canto del gallo,
non trovo la tua mano;
ti sei appena alzata.


Traduzione inglese proposta

A turning of years

the rooster’s call wakes me
I don’t find your hand
you have just risen

time presses like a tyrant
in this turning of years

though it has not wasted you
this brightness of face

how many more to wait
winters to freeze the bones


Varianti mantenendo la stessa voce


Variante 1 — piccole cesure (ritmo scandito)

mi sveglia il canto del gallo,
non trovo la tua mano.
Ti sei appena alzata.

C’incalza, tiranno, il tempo
in questo volgere d’anni.

Benché non t’abbia sciupata
questa luminosità del viso,

quanti ancora da aspettare,
inverni a gelare le ossa.

Breve nota: introduce virgole e punti per modulare il respiro senza cambiare le immagini.


Variante 2 — lingua più piana, tono colloquiale

Mi sveglia il canto del gallo.
La tua mano non c’è;
ti sei appena alzata.

Il tempo ci spinge, tiranno,
in questo volgere d’anni.

Eppure non ti ha consumata
questa luce sul viso.

Quanti inverni ancora aspettare
per sentire le ossa gelare.

Breve nota: frasi leggermente più dirette, ordine invertito negli ultimi versi per chiudere sull’immagine dell’inverno.


Variante 3 — tono più intimo e concentrato (minimalista)

canto del gallo: mi sveglia.
la tua mano non trovo.
ti sei alzata.

tiranno è il tempo
in questo volgere d’anni.

non t’ha sciupata
questa luminosità.

quanti inverni ancora
a gelare le ossa

Breve nota: versi più scarni, poche maiuscole per aumentare l’intimità e l’urgenza.


Variante 4 — lieve intensificazione lirica

Mi sveglia il canto del gallo;
mano che cerco e non trovo —
ti sei appena alzata.

Ci incalza, tiranno, il tempo
in questo volgere d’anni.

Non ti ha consumata, no:
questa luminosità del viso.

E allora quanti ancora aspettare,
quanti inverni a gelare le ossa?

Breve nota: piccole ripetizioni enfatiche e punteggiatura più vivace per accentuare il punto emotivo.


 
Read more...

from Diario

Il problema della felicità è che tutte le architetture che escogitiamo per ottenerla, per la maggior parte, non hanno davvero come fine la felicità, ma l'evitare il più possibile la perturbazione, la caduta e l'esilio. La felicità ha poco a che vedere con i nostri sforzi per renderle abitabile una parte della nostra esistenza. Non dico “niente”, dico “poco”. Allestiamo tutto per una felicità futura che è in realtà una difesa dalla nostra figura futura, che sarà lì tutta impegnata ad allestire tutto per una felicità ancora più futura, e così via. Passiamo la vita ad allestire gradi crescenti di nostre proiezioni che preparano tutto per essere felici. Fino alla fine, una specie di mandelbrot che – zomma zomma – vede tutto sfuggirli attorno. O questo processo, nel farlo, ci rende felici, come diceva il mio vicino di casa, o siamo simili agli insetti come cantava Battiato.

Oggi ho letto questa intervista a un tecnico delle luci di Prince, o forse era la sassofonista di Prince. Forse era la sassofonista. Parlava di quando Prince si è fatto testimone di Jeova, e il tecnico o la sassofonista, dovrei andare a vedere, raccontano che quando hanno chiesto a Prince perché avesse fatto una cosa del genere, Prince ha risposto che ne aveva bisogno. Ero arrivato a un punto, avrebbe detto, che avrei preso una pistola e mi sarei sparato e avrei ammazzato tutti quelli che mi circondavano. Avevo bisogno della fede. Ecco, così. Tutti hanno questo abisso potenziale, anche Prince. Tutti a un certo punto cercano delle strategie per la felicità, no?

Oggi ho preso a ho buttato via qualche centinaio di libri. Sono andato al cassonetto della riciclata e ho iniziato a buttarli via. Mi immaginavo le grida di orrore degli amanti della sacralità del libro mentre si creava questa melma di carta. Il mammuth di tutto Dante aggrappato ai numeri di Linus e di Progetto Grafico, Svevo abbarbicato su Gioanola, frammenti di Gestalt e gravi mauseolei di storia dell'estetica o di politica economica. Tutto sprofondava verso il basso e io – dai fori del cassonetto – fissavo quei residui del mio passato che andavano – finalmente – affanculo. Con i loro segni di matita, l'umidità, i rapidi insetti semitrasparenti che li abitano.

Ho tenuto molto di più di quanto abbia buttato, purtroppo. A volte non mi è bastato il cuore. Prendevo in mano un libro e pensavo, “quante sono le possibiltà che io – prima della mia morte – prenda in mano questo libro e lo apra, non dico legga, apra, per un qualunque motivo?” Il grosso dei libri non superava questo banale vaglio. No, non aprirò mai più la maggior parte dei libri che ho in casa, anche perché sono ancora affamato di altra scrittura. Quello che potevano darmi, me l'hanno dato. Una prece. Se ho tenuto dei libri era perché si erano impastati di me, dei miei ricordi. Da alcuni mi sono separato con una certa sofferenza, immotivata. Addio oggetti transizionali. Addio peluche culturali.

Volevo anche fare un lungo discorso sulla scuola, le nuove generazioni e le utopie, ma non stasera, è tardi.

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

«L’inconscio collettivo è il precipitato di tutte le esperienze mondiali di ogni epoca, è quindi un’immagine del mondo che si è venuta formando nel corso di eoni». A Carl Gustav Jung sarebbero piaciuti i Broken Social Scene, compagine multiforme e variabile che dal Canada è partita a suon di pop celebrativo ed estatico per poi conquistare tutto il mondo. Un ruolo, quello di alfieri della nuova musica indipendente nata sotto la foglia d’acero negli anni ’00, che la band condivide coi colleghi Arcade Fire. Le similitudini tra i due gruppi, soprattutto agli inizi, erano evidenti, anche se ognuno ha trovato poi la strada più consona alla propria natura stilistica... https://artesuono.blogspot.com/2017/07/broken-social-scene-hug-of-thunder-2017.html


Ascolta il disco: https://www.youtube.com/watch?v=mG--VYjBvOY&list=OLAK5uy_kO8SMwwARZDuvkSwmeXZON6XSn7xC-V4A&index=2


 
Continua...

from norise 3 letture AI

L’animula

non ha occhi che per voi occhioni grandi innocenti vi leccherebbe anche l’anima

tradendo di voi la parte buona ve ne liberate lasciando si maciulli in tangenziale

ancora non avrà occhi che per voi la sua animula sempre a perdonare voi bestie umane-non-umane

1.1.24

Versione lirica

L’animula non vede che voi
occhioni aperti, innocenti, grandi come lune;
vi sfiorerebbe l’anima con lingua di miele.

Tradisce in voi la parte più tenera,
e voi — per liberarne il peso — la consegnate
al rumore della tangenziale, perché si spezzi.

Eppure ritorna: ancora non ha occhi che per voi,
la sua piccola anima perdona senza contorno,
vi guarda — bestie umane e non — con lo stesso perdono.


Versione asciutta

L’animula guarda solo voi.
Occhi grandi, innocenti.
Vi leccherebbe l’anima.

Tradite la sua bontà e la buttate
per strada, tra i rumori della tangenziale.

Eppure torna: sempre vi perdona.
La sua animula: occhi solo per voi, voi bestie.

 
Read more...

from 📖Un capitolo al giorno📚

SCISMA POLITICO E RELIGIOSO (12,1-13,34)

L’assemblea di Sichem 1Roboamo andò a Sichem, perché tutto Israele era convenuto a Sichem per proclamarlo re. 2Quando lo seppe, Geroboamo, figlio di Nebat, che era ancora in Egitto, dove era fuggito per paura del re Salomone, tornò dall'Egitto. 3Lo mandarono a chiamare e Geroboamo venne con tutta l'assemblea d'Israele e parlarono a Roboamo dicendo: 4“Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora tu alleggerisci la dura servitù di tuo padre e il giogo pesante che egli ci ha imposto, e noi ti serviremo”. 5Rispose loro: “Andate, e tornate da me fra tre giorni”. Il popolo se ne andò. 6Il re Roboamo si consigliò con gli anziani che erano stati al servizio di Salomone, suo padre, durante la sua vita, domandando: “Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo?”. 7Gli dissero: “Se oggi ti farai servo sottomettendoti a questo popolo, se li ascolterai e se dirai loro parole buone, essi ti saranno servi per sempre”. 8Ma egli trascurò il consiglio che gli anziani gli avevano dato e si consultò con i giovani che erano cresciuti con lui ed erano al suo servizio. 9Domandò loro: “Voi che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo, che mi ha chiesto di alleggerire il giogo imposto loro da mio padre?”. 10I giovani che erano cresciuti con lui gli dissero: “Per rispondere al popolo che si è rivolto a te dicendo: “Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, tu alleggeriscilo!”, di' loro così: “Il mio mignolo è più grosso dei fianchi di mio padre. 11Ora, mio padre vi caricò di un giogo pesante, io renderò ancora più grave il vostro giogo; mio padre vi castigò con fruste, io vi castigherò con flagelli”“. 12Geroboamo e tutto il popolo si presentarono a Roboamo il terzo giorno, come il re aveva ordinato dicendo: “Tornate da me il terzo giorno”. 13Il re rispose duramente al popolo, respingendo il consiglio che gli anziani gli avevano dato; 14egli disse loro, secondo il consiglio dei giovani: “Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, io renderò ancora più grave il vostro giogo; mio padre vi castigò con fruste, io vi castigherò con flagelli”. 15Il re non ascoltò il popolo, poiché era disposizione del Signore che si attuasse la parola che il Signore aveva rivolta a Geroboamo, figlio di Nebat, per mezzo di Achia di Silo. 16Tutto Israele, visto che il re non li ascoltava, diede al re questa risposta: “Che parte abbiamo con Davide? Noi non abbiamo eredità con il figlio di Iesse! Alle tue tende, Israele! Ora pensa alla tua casa, Davide!“. Israele se ne andò alle sue tende. 17Sugli Israeliti che abitavano nelle città di Giuda regnò Roboamo. 18Il re Roboamo mandò Adoràm, che era sovrintendente al lavoro coatto, ma tutti gli Israeliti lo lapidarono ed egli morì. Allora il re Roboamo salì in fretta sul carro per fuggire a Gerusalemme. 19Israele si ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.

Scisma politico e religioso 20Quando tutto Israele seppe che era tornato Geroboamo, lo mandò a chiamare perché partecipasse all'assemblea; lo proclamarono re di tutto Israele. Nessuno seguì la casa di Davide, se non la tribù di Giuda. 21Roboamo, giunto a Gerusalemme, convocò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centoottantamila guerrieri scelti, per combattere contro la casa d'Israele e per restituire il regno a Roboamo, figlio di Salomone. 22La parola di Dio fu rivolta a Semaià, uomo di Dio: 23“Riferisci a Roboamo, figlio di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo: 24Così dice il Signore: “Non salite a combattere contro i vostri fratelli israeliti; ognuno torni a casa, perché questo fatto è dipeso da me”“. Ascoltarono la parola del Signore e tornarono indietro, come il Signore aveva ordinato. 25Geroboamo fortificò Sichem sulle montagne di Èfraim e vi pose la sua residenza. Uscito di lì, fortificò Penuèl. 26Geroboamo pensò: “In questa situazione il regno potrà tornare alla casa di Davide. 27Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso Roboamo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboamo, re di Giuda”. 28Consigliatosi, il re preparò due vitelli d'oro e disse al popolo: “Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d'Egitto”. 29Ne collocò uno a Betel e l'altro lo mise a Dan. 30Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli. 31Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. 32Geroboamo istituì una festa nell'ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all'altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture. 33Il giorno quindici del mese ottavo, il mese che aveva scelto di sua iniziativa, salì all'altare che aveva eretto a Betel; istituì una festa per gli Israeliti e salì all'altare per offrire incenso.

__________________________ Note

12,1 Sichem: era il luogo della grande riunione religiosa delle dodici tribù (Gs 24) e continua ad avere la sua importanza religiosa e politica.

12,16 Alle tue tende, Israele!: è un grido di rivolta contro Roboamo, non un grido di guerra.

12,28 due vitelli d’oro: probabilmente, nel pensiero di Geroboamo, non erano idoli, ma sgabello del trono del Signore, come i cherubini posti sull’arca. Per questo significato originario, né Elia, né Eliseo, né Amos li condannano; tuttavia il vitello era simbolo del dio cananeo Baal e l’innovazione di Geroboamo rischiava di condurre il popolo alla idolatria, come avvenne. Il Deuteronomista considera i due vitelli, fin dall’inizio, oggetti idolatrici (v. 30), come idolatrici sono i templi sulle alture che Geroboamo edifica (v. 31) e illegittimi i sacerdoti di quei templi.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Il presente capitolo ha il suo parallelo in 2Cr 10. Percorrendo la storia della monarchia si giunge a questo punto a un bivio. La casa regnante in Giuda deve scegliere tra una politica pericolosamente conservatrice dei propri interessi e un atteggiamento coraggiosamente rispettoso dei diritti popolari. Da questa decisione dipende la salvaguardia della già precaria unità. Roboamo cresciuto nel lusso salomonico non fu in grado di avvertire il forte disagio che già minacciava l'unità nazionale e scelse una politica di mantenimento dei vantaggi davidici che vide però sfumare insieme alla coesione della tribù. Nel presente capitolo la stentata convivenza di tutte le tribù inciampa e si frantuma nello scandalo dell'intransigenza fiscale, occasione per far tornare a galla gli antichi dissapori. Brevemente si possono presentare in tre punti le difficoltà mai risolte nei rapporti Nord-Sud.

  • Economicamente il Nord era una regione più ricca per l'agricoltura a causa delle fertili pianure, e prospera dal punto di vista artigianale. Per la sua vicinanza alle grandi vie di comunicazione conosceva pure un florido commercio. Il Sud, più povero, insisteva sulla pretesa di questi benefici attraverso le tassazioni.
  • Socialmente il Nord era considerato la più importante riserva di manodopera per il lavoro forzato.
  • Religiosamente le tribù settentrionali mal sopportarono la svalutazione degli antichi santuari locali, come Betel e Silo ad esempio, a favore del tempio di Gerusalemme.

L'arroganza di Roboamo diviene così l'occasione per liquidare l'unione strettamente calzata dalla maggior parte delle tribù che coltivavano nostalgia per l'antica autonomia. La vicenda viene presentata attraverso la rilettura deuteronomista che considera lo scisma politicamente un errore, religiosamente un peccato.

1-5. L'adunanza a Sichem dimostra che l'antica città cananea, luogo di peregrinazioni patriarcali (Gn 12,6; 33,18) e delle grandi e decisive adunanze della lega tribale (Gs 24), ha mantenuto il suo ascendente per cui può proporsi come rinnovata occasione di unità. Gerusalemme, capitale lussuosa, ma ancora senza tradizione, e soprattutto di parte, non può essere il luogo dell'acclamazione popolare del nuovo re. Dal punto di vista tradizionale e simbolico è ancora superata da Sichem, anche geograficamente vero cuore della Palestina. Il ruolo di Geroboamo nelle trattative con Roboamo non è chiaro. I LXX, forse con maggior realismo, lo preferiscono ritirato nella sua città natale anziché presente a Sichem dopo il ritorno dall'Egitto. Una simile versione dei fatti è anche più coerente al contenuto del v. 20. Il punto principale nell'ordine del giorno dell'assemblea era il problema fiscale. Le pretese della corte che dovevano essere soddisfatte tramite i prefetti erano ormai insopportabili. L'insofferenza per quel sistema traspare dall'insistenza nell'uso del termine ‘ol, «giogo», ripetuto per ben 8 volte nei versetti da 4 a 14 (4.9.10.11.14) e accompagnato da verbi e aggettivi che ne accentuano la fastidiosità. L'alleggerimento concesso dal re sarà compensato con la lealtà dei sudditi. Roboamo preferisce non essere precipitoso e consultare i consiglieri, e per questo prende tempo.

6-11. Le consultazioni di Roboamo oscillano tra gli anziani simbolo di saggezza, ma specialmente dell'esperienza acquisita a fianco di Salomone, e i giovani. Questi vengono chiamati dal TM yᵉlādîm, cioè «adolescenti» ancora in fase di educazione. Essi sono associati a Roboamo e come lui sono privi di esperienza politica. La linea proposta dagli anziani è quella di far scorrere il governo sull'equilibrio e sulla benevolenza. All'opposto i giovani propongono come base del potere la forza e l'imposizione. La costruzione metrica di 10b e del v. 11 fa supporre che siano stati inseriti nel racconto proverbi di uso popolare.

12-15. L'arroganza e l'ostinazione di Roboamo sono la risposta che il popolo incontra nel secondo appuntamento con il re. Egli ha optato per il consiglio dei giovani e ripete alla gente la sgarbata filastrocca insegnatagli dai compagni. La sordità del re trova qui una lettura teologica. Nella durezza del re si manifesta la severità del giudizio di Dio sulla discendenza di Salomone pronunciata dal profeta Achia.

16-19. La consumazione di un evento fondamentale nella storia d'Israele viene liquidata con questi pochi versetti che costituiscono il cuore di questo capitolo in cui il gusto per la narrazione prevale sull'interesse per i fatti e le cause. La risposta del popolo, anche se non eguaglia la maleducazione di Geroboamo, è secca e sprezzante. Dichiarare di non avere eredità con Davide significa rinnegare i legami di fraternità e di parentela. «Il figlio di Iesse» era l'appellativo spregevole con cui Saul chiamava Davide nei momenti di irritazione (cfr. 2Sam 20,30). L'assemblea viene sciolta con l'invito realizzato di tornare alle proprie tende. Queste ricordano l'epoca nomadica in cui non esisteva un governo centrale e l'indipendenza delle tribù era pienamente vigente. Sembra che la storia faccia un passo indietro. È significativo tuttavia che i secessionisti e i sudditi di Roboamo siano ancora accomunati dal nome Israele in uso assoluto per il Nord al termine del v. 16, nella catena costrutta “figli d'Israele” per il Sud all'inizio del v. 17. Anche nel tentativo di far rientrare la ribellione, Roboamo dimostra un'assoluta mancanza di tatto. Coerente al suo principio di governare con la forza, incarica Adoram, forma abbreviata di Adoniram, già incontrato in 4,6; 5,28, responsabile dei lavori forzati, di ristabilire l'ordine. L'esito della missione è tragico. Adoram è lapidato e il re deve darsi precipitosamente alla fuga e porsi in salvo nella sua capitale.

20. L'assemblea convocata per Roboamo sceglie ora un nuovo sovrano. Il candidato migliore viene colto in Geroboamo, tenace difensore dei diritti del Nord fino a rischiare la vita e pagare con l'esilio (11,40). Questa fu l'impresa che testimoniò la sua idoneità al trono.

21-24. La contemporaneità agli eventi narrati e la successiva riflessione si intersecano in questo racconto dell'organizzazione di una spedizione militare contro Israele. Può darsi che effettivamente Roboamo volesse a tutti i costi riavere il regno nella sua totalità, volontà che lo ha portato fino all'orlo di una guerra civile. D'altro canto un interrogativo profondo sul tipo di rapporti da tenere con il Nord deve senz'altro essere affiorato. Per l'autore deuteronomista, che scrive a lunga distanza cronologica, il dato di fatto della separazione si deve leggere come accettato da Dio e pertanto dev'essere accettato anche dagli uomini. Ma, come Dio riconosce la fratellanza di tutti i membri del suo popolo, altrettanto gli israeliti si devono riconoscere fratelli al di là delle barriere costruite dalla storia.

25. Anche Geroboamo mise in atto un'attività edilizia che fornisce al regno una capitale più adatta e maggior sicurezza. Così vengono fortificate Sichem, residenza del re, e Penuel. Questa si trovava nella Transgiordania ed è conosciuta per i ricordi di Giacobbe (Gn 32) e Gedeone (Gdc 20-21). Era particolarmente adatta a mantenere il vassallaggio di Moab e a premunirsi contro i sempre più forti Aramei.

26-30. La religione ha un potere unificante decisamente forte nella vita di un popolo. L'avveduto Geroboamo se ne rende ben conto e ritiene necessario sganciare i suoi sudditi dal tempio di Gerusalemme per assicurarsi il regno e la vita. Ma si deve proporre un'alternativa. Questa viene cercata in una duplice sede, la tradizione iconografica cananaica, e gli antichi luoghi di culto. Il vitello d'oro si ricollegava al culto di Baal-Adad del quale esprimeva la forza e la fecondità. Anche per JHWH questa immagine poteva diventare simbolo della sua potenza o semplicemente poteva fungere da supporto all'invisibile divinità, quasi in analogia alla lastra d'oro retta dai cherubini sull'arca. Il peccato stava nella violazione di Es 20,4; Dt 4,15; 5,8-9, divieti di rappresentare la divinità con immagini di creature. La formula con cui Geroboamo presenta i simulacri è un calco di quanto si legge in Es 32,4. Attraverso di essa il re fa intendere di non voler introdurre altre divinità, ma di restare fedele al Signore che libera dalla schiavitù. La rappresentazione di JHWH in questa forma popolare poteva controbilanciare bene il culto senza immagini del tempio di Gerusalemme. I luoghi scelti sono strategici. Dan favorirà le popolazioni più settentrionali. Betel con la sua fortissima tradizione cultuale (Gn 12,8; 13,3; 28,11-12; 31,13; Gdc 20,18-20; 21,3; 1Sam 10,3) costituiva un argine resistente lungo la frontiera meridionale per impedire di proseguire fino a Gerusalemme.

31-33. Per diffondere capillarmente l'autonomia religiosa si riprendono le alture (cfr. 3,4) come luoghi di culto e i sacerdoti vengono presi dal popolo non tanto per dispetto alle antiche disposizioni, ma perché attraverso i legami familiari l'autonomia religiosa potesse penetrare in profondità. Il re che si è arrogato poteri sacerdotali ha pure istituito una grande festa da celebrarsi in autunno, un mese dopo quella delle Capanne, dopo la fine della vendemmia. Attraverso santuari, sacerdoti e feste, l'impalcatura dell'indipendenza religiosa è completata, ma incombe su di essa il giudizio profetico.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

 
Continua...

from lucazanini

[rotazioni]

per avvisi -o l'ethos rivoluzionario hanno] le avvisaglie fatte a] fatica del passamano parcheggi in wagen [il doppio] della teoria è delle ombre branchie comodissime o] scappano al primo round come caffè] Harar calo [delle temperature -ostpolitik

 
Continua...

from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Il lungo silenzio che ha fatto seguito a “The Bunkhouse, Vol. 1: Anchor Black Tattoo” (album peraltro non pubblicato in America) ha coinciso con un periodo di riflessione per Fionn Regan. Per l’artista irlandese quelle dieci confessioni hanno rappresentato un atto finale, un progetto con il quale chiudere un percorso, in attesa di tracciare una mappa per una destinazione ancora ignota. Solo nel 2016 il nome di Fionn Regan riappare nelle cronache musicali, esattamente quando Bon Iver campiona una frase del brano “Abacus”, includendola in una delle tracce del suo “22, A Million”: la canzone è “00000 Million”. Pochi mesi dopo il musicista esprime la sua gratitudine a Justin Vernon per la citazione, annunciando un nuovo progetto discografico... https://artesuono.blogspot.com/2017/06/fionn-regan-meetings-of-waters-2017.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1199296490


 
Continua...