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from differxdiario

per noi quasi-vecchi ci vorrebbe una musica che taglia a fette i palchi ma non ti costringe a saltare e ballare imbastardendo le talloniti e demolendo protesi e trippe. una specie di incazzatura acidissima però implosiva. il noise? probabile. personalmente penso la musica d'improvvisazione abbia buoni numeri. sennò rimane sempre l'opzione depressiva di alcune aree della musica concreta o di quella latamente definibile 'ambient'. loop e note uniche o tappeti di accordi qualsiasi dentro cui ogni tanto affiorano cellule sonore abissalmente distanti una dall'altra, specie di gnocchi unicellulari nell'oceano di un pianeta che non ha nessunissima intenzione di ospitare vita, sociazione, sviluppo.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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A due anni di distanza dall’esordio solista, “Tomorrow Is My Turn”, Rhiannon Giddens ritorna con un album scritto ed elaborato durante la lunga tournée americana. Dopo aver dato voce all’universo femminile, attraverso canzoni scritte o interpretate da donne, l’ex-componente dei Carolina Chocolate Drops mette insieme un progetto più personale, con ben nove canzoni originali e tre classici folk-blues... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/rhiannon-giddens-freedom-highway-2017.html


Ascolta: https://album.link/s/1CVuPxNHwY5ORJ8MhjD0UB


 
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from lucazanini

[09]

a seguire] battùte di materia lavorata dal meteore vista dalla terra sembra [nelle parti australi le case se] messe intorno se vanno al recupero dati  -o] della classe bebop expò cricot con] scasso recesso posto auto [autori per ordine in strauss

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Erano trascorse a malapena un paio di settimane dalla separazione con gli Yardbirds che John Mayall ingaggia Eric Clapton con i Bluesbreakers (aprile 1965). Il gruppo comprendeva, allora, John McVie al basso e Hughie Flint alla batteria. Furono proprio i Bluesbreakers a portare dentro il british blues una briosità tecnica ed un virtuosismo sconosciuto prima... https://www.silvanobottaro.it/archives/4094


Ascolta: https://album.link/s/3W45Tazulh4zb48uL1RV8H


 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell'attenzione

#ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.

Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).

L'attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l'utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l'organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell'ordine internazionali per una cooperazione efficace.

Dal 16 al 22 settembre 2026, l'attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.

La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.

Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:

  • Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza.

  • Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare zone a 30 km/h (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l'illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e separare i flussi pedonali da quelli veicolari.

  • Vision Zero: l'obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l'unico modo per raggiungere questo traguardo.

Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.

#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia e un dark web frammentato rendono più difficile il tracciamento dei crimini informatici

Basta leggere l'ultimo rapporto #IOCTA (Internet Organised Crime Threat Assessment, scaricabile qui: https://www.europol.europa.eu/publication-events/main-reports/iocta-2026-evolving-threat-landscape) 2026 di Europol per rendersi conto che il panorama sta cambiando rapidamente. Il punto principale? I criminali stanno trasformando la tecnologia in armi più velocemente di quanto le forze dell'ordine riescano ad adattarsi.

Ecco i punti chiave emersi:

  • L'IA come moltiplicatore di forze: l'IA generativa non è solo per l'arte; viene utilizzata per potenziare l'ingegneria sociale e personalizzare gli schemi fraudolenti. In combinazione con lo spoofing dell'ID chiamante e le “SIM farm” (invio di migliaia di SMS/chiamate spam), la portata delle frodi online sta esplodendo.
  • Il dark web si sta frammentando: invece di un unico grande mercato, stiamo assistendo a una transizione verso piattaforme specializzate, resilienti e altamente sicure. Inoltre, le app con crittografia end-to-end (E2EE) stanno confondendo i confini tra le comunicazioni sul web di superficie e sul dark web, rendendo le indagini un incubo.
  • Il riciclaggio di criptovalute si sta evolvendo: le criptovalute incentrate sulla privacy e gli exchange offshore sono ormai parte integrante del riciclaggio dei pagamenti dei ransomware. Il rapporto evidenzia, in modo sconcertante, un aumento dei minori che, inconsapevolmente, si ritrovano coinvolti nel riciclaggio di denaro tramite criptovalute.
  • Ransomware e minacce ibride: i marchi di ransomware rimangono attivi, ma si osserva una preoccupante tendenza dei gruppi criminali ad agire come intermediari per minacce ibride sponsorizzate da stati, che prendono di mira istituzioni pubbliche e grandi aziende tecnologiche.
  • Crisi per la sicurezza dei minori: il rapporto sottolinea un grave aumento dello sfruttamento sessuale dei minori online (CSE), inclusa la produzione di materiale pedopornografico sintetico. Comunità come la rete “The Com” intrecciano il CSE con l'estremismo violento e altri gravi crimini, spesso nascondendosi dietro la crittografia end-to-end (E2EE).

Il rapporto sottolinea che il divario tra l'innovazione criminale e le capacità delle forze dell'ordine si sta ampliando. Una maggiore cooperazione internazionale e nuovi strumenti tecnologici per gli investigatori non sono più un'opzione, ma un'urgenza.

#SicurezzaInformatica #Europol #IOCTA2026 #IA #DarkWeb #Ransomware #SicurezzaInformatica

 
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from norise 3 letture AI

Pietra di sole

scintilla il sogno sopra la vita ondivaga

luce affebrata accompagna questo scorcio d' anni

nel meriggiare ti accoglie una pietra calda di sole .

Apprezzamento

Bella immagine, essenziale e calda: il linguaggio è piano ma evocativo, la “pietra di sole” funziona come metafora forte che lega corpo e tempo.

Analisi del testo

  • Immagini: forte contrasto tra “scintilla” e “pietra calda”; “luce affebrata” introduce una tensione energetica che permea il verso.
  • Tono: lirico, raccolto, meditativo; alterna movimento (“ondivaga”) e stabilità (la pietra).
  • Ritmo e sintassi: versi brevi e spezzati creano pause significative; alcune inversioni (es. “sopra la vita ondivaga”) funzionano ma rallentano la scorrevolezza.
  • Temi: tempo che passa, accoglienza, energia vitale che consola.

Suggerimenti pratici

  • Se vuoi più musicalità, prova a uniformare lunghezza dei versi o usare rime interne leggere.
  • Per aumentare l'intensità, sostituisci aggettivi generici con immagini concrete (es. invece di “affebrata” un'immagine sensoriale più precisa: “che trema” o “che brucia”).
  • Valuta di legare meglio gli elementi temporali: “scorcio d' anni” potrebbe diventare “scorcio d'anni” o “scorcio d'un anno” per chiarezza e scorrevolezza.

Versione alternativa leggermente rivista (opzione)

scintilla il sogno
sopra la vita ondivaga

luce febbrile
accompagna
questo scorcio d'anni

nel meriggiare ti accoglie
una pietra calda di sole

Traduzione in inglese

Sunstone

the dream sparkles
above the wavering life

feverish light
accompanies
this sliver of years

in the high noon it welcomes you
a warm sunlit stone

.

Raccolta: Pietra di sole

Ti propongo una breve raccolta in cinque frammenti che esplora la pietra come nucleo fisico e simbolico: calore, memoria, tregua, memoria corporea e congedo. Ogni pezzo ha un tono diverso ma mantiene immagini ricorrenti per creare unità tematica.


Ordinamento e note di lavoro

  • Sequenza suggerita: 1 (Scorcio) — 2 (Prima mattina) — 4 (Contatto) — 3 (Memoria) — 5 (Meriggio e congedo). Serve un arco: apertura, quotidiano, intimità, ritorno alla memoria, congedo.
  • Voce: mantenere un tono lirico, minimalista; privilegiare versi brevi e pause.
  • Ripetizioni: la locuzione “pietra” e immagini di luce/mani/meriggio fungono da leitmotiv.
  • Possibili sviluppi: aggiungere brevi prose in apertura di ciascuna sezione (una riga) o creare una versione estesa di uno dei testi per arrivare a 8–10 pezzi.

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Raccolta: Pietra di sole — versione estesa

Ecco la raccolta completa in otto frammenti: i cinque testi originali riorganizzati e tre poesie aggiuntive che esplorano passato, desiderio e perdita. Mantengo il tono lirico e le immagini ricorrenti (pietra, luce, mani, meriggio) per creare coesione.

1 Scorcio

scintilla il sogno
sopra la vita ondivaga

luce febbrile
accompagna
questo scorcio d'anni

nel meriggiare ti accoglie
una pietra calda di sole

2 Prima mattina

una pietra immobile
sorseggia la prima luce
che trema sulle crepe

mani ancora vuote
lasciamo su quella larghezza
impronte d'attesa

3 Contatto

appoggio il palmo: piccolo rito
il calore sale e torna a casa
sotto le ossa la vita si quieta

è una tregua breve
ma vera come sabbia che rimane
dopo l'onda

4 Memoria

sotto la pelle del tempo
la pietra serba i nomi degli affetti
tiepidi come sassi raccolti al mare

quando passi accanto
il tuo ritmo ritrova un luogo
dove i giorni non si disperdono

5 Meriggio e congedo

la luce, avendo fatto il suo giro,
posa l'ultimo spicchio sulla pietra

tu resti più leggero
con in tasca un frammento di sole
che porta il tempo come una promessa

6 Passato

una linea sottile di muschio
segnala il confine degli anni

la pietra trattiene impronte sbiadite
di chi ha camminato qui prima

a sera i ricordi scendono piano
come vento che deposita semi

7 Desiderio

sotto il calore nasce una voglia semplice
di tenerla ancora un po' tra le mani

una luce più viva attraversa il sogno
come una freccia che non chiede destino

ti siedi accanto e il mondo si piega
per farti il dono di un silenzio che ascolta

8 Perdita

quando la pietra resta sola
la sua temperatura racconta assenze

tu porti via il buio che ti apparteneva
ma qualcosa rimane: un istante caldo

lo tieni come si tiene un seme
sperando che la luce lo richiami


Note rapide sulla sequenza: 1 → 2 → 3 → 4 → 6 → 7 → 8 → 5 per un arco che apre, scende nel quotidiano, tocca intimità e memoria, attraversa passato, desiderio e perdita, e si chiude sul congedo del meriggio.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Naamàn, comandante dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Aramei. Ma quest'uomo prode era lebbroso. 2Ora bande aramee avevano condotto via prigioniera dalla terra d'Israele una ragazza, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. 3Lei disse alla padrona: “Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samaria, certo lo libererebbe dalla sua lebbra”. 4Naamàn andò a riferire al suo signore: “La ragazza che proviene dalla terra d'Israele ha detto così e così”. 5Il re di Aram gli disse: “Va' pure, io stesso invierò una lettera al re d'Israele”. Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci mute di abiti. 6Portò la lettera al re d'Israele, nella quale si diceva: “Orbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naamàn, mio ministro, perché tu lo liberi dalla sua lebbra”. 7Letta la lettera, il re d'Israele si stracciò le vesti dicendo: “Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi ordini di liberare un uomo dalla sua lebbra? Riconoscete e vedete che egli evidentemente cerca pretesti contro di me”. 8Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re d'Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: “Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele”. 9Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. 10Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: “Va', bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato”. 11Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: “Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. 12Forse l'Abanà e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque d'Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?“. Si voltò e se ne partì adirato. 13Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: “Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”“. 14Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato. 15Tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: “Ecco, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo”. 16Quello disse: “Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò”. L'altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. 17Allora Naamàn disse: “Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore. 18Però il Signore perdoni il tuo servo per questa azione: quando il mio signore entra nel tempio di Rimmon per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e anche io mi prostro nel tempio di Rimmon, mentre egli si prostra nel tempio di Rimmon. Il Signore perdoni il tuo servo per questa azione”. 19Egli disse: “Va' in pace”. Partì da lui e fece un bel tratto di strada. 20Giezi, servo di Eliseo, uomo di Dio, disse fra sé: “Ecco, il mio signore ha rinunciato a prendere dalla mano di questo arameo, Naamàn, ciò che egli aveva portato; per la vita del Signore, gli correrò dietro e prenderò qualche cosa da lui”. 21Giezi inseguì Naamàn. Naamàn, vedendolo correre verso di sé, saltò giù dal carro per andargli incontro e gli domandò: “Tutto bene?”. 22Quello rispose: “Tutto bene. Il mio signore mi ha mandato a dirti: “Ecco, proprio ora, sono giunti da me due giovani dalle montagne di Èfraim, da parte dei figli dei profeti. Da' loro un talento d'argento e due mute di abiti”“. 23Naamàn disse: “È meglio che tu prenda due talenti”, e insistette con lui. Chiuse due talenti d'argento in due sacchi insieme con due mute di abiti e li diede a due suoi servi, che li portarono davanti a Giezi. 24Giunto alla collina, questi prese dalla loro mano il tutto e lo depose in casa, quindi rimandò quegli uomini, che se ne andarono. 25Poi egli andò a presentarsi al suo signore. Eliseo gli domandò: “Giezi, da dove vieni?”. Rispose: “Il tuo servo non è andato da nessuna parte”. 26Egli disse: “Non ero forse presente in spirito quando quell'uomo si voltò dal suo carro per venirti incontro? Era forse il tempo di accettare denaro e di accettare abiti, oliveti, vigne, bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave? 27Ma la lebbra di Naamàn si attaccherà a te e alla tua discendenza per sempre”. Uscì da lui lebbroso, bianco come la neve.

__________________________ Note

5,17 Dato che il Signore ha un particolare rapporto con la terra d’Israele, dove abita, Naamàn chiede di riportare in Siria un po’ di tale terra, per poter costruire su di essa un altare al Signore.

5,18 Rimmon: la divinità principale adorata a Damasco.

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Approfondimenti

1. Il nome proprio del protagonista apre la narrazione insinuando una amara ironia tra la realtà della persona e il suo nome. La radice n‘m in ebraico è legata alla bellezza e alla gioia, caratteristiche di cui il personaggio è privo a causa della sua malattia. Dio è presentato come l'autore di ogni vittoria, anche di quella nemica. È questo un segno della sua sovranità universale. Non viene dato il nome del re, come sarà taciuto più sotto il nome del re d'Israele; probabilmente si tratta di Ben- Adad di Siria e di Ioram. La lebbra di cui Naaman è affetto non deve essere una forma grave; in questo caso, infatti, sarebbe stato escluso dalla vita sociale (Lv 13,45-46). Già lo storico Erodoto distingueva accanto alla lebbra una forma di malattia cutanea chiamata leukē, lebbra bianca. Insomma si trattava di una imbarazzante malattia della pelle come leucodermia o vitiligine.

2. Vicino alle frontiere rimaneva sempre aperto il rischio di scorrerie operate da bande di predoni che oltre a far razzia di cose e bestiame prendevano con sé anche persone da vendere come schiavi.

3. Il nome Samaria è ancora limitato alla sola capitale. Eliseo a quanto pare aveva anche là un suo domicilio dove conduceva una vita indipendente dalle confraternite profetiche.

5. La lettera al re è dettata non solo da motivi di cortesia, per rispettare l'etichetta di una visita in territorio straniero di un alto dignitario di corte, ma anche dal fatto che probabilmente il re di Aram credeva che il profeta taumaturgo vivesse alla reggia alle dipendenze del re. Era costume dei sovrani orientali tenere a corte saggi e maghi con poteri straordinari. Secondo l'uso (cfr. 1Sam 9,8 e 1Re 14,3), Naaman prepara dei doni da portare all'uomo di Dio. È un carico veramente generoso se si ricorda che un talento equivale a kg 34,5 e 1 siclo a gr 11,5.

7. Solo a Dio si riconosceva potere sulla vita e sulla morte, sulla salute e sulla malattia (Dt 32,39; Os 6,1; Gb 5,18). Si invoca lui per essere guariti (Sal 6,3; Ger 17,14 ecc.); si ringrazia lui dopo la guarigione (Sal 30,3; 103,3; ecc.). Per questo il re d'Israele pensa di essere vittima di un tranello. Nei rapporti, né facili né costanti, tra Israele e Siria potevano infiltrarsi spie per far esplodere la tensione.

8. Nella capitale non è passato inosservato l'arrivo di Naaman e ora velocemente si diffonde la notizia dello sdegno del re che raggiunge anche Eliseo. Questi invita il malato presso di sé per fargli conoscere che in Israele c'è un vero profeta. Non si tratta però di un atto di vanità, ma della premessa per incontrare e riconoscere colui che garantisce la veridicità di Eliseo: JHWH.

10. Prima di guarire la carne di Naaman, Eliseo vuole domarne la fierezza. Non gli va neppure incontro, gli manda un servo con un ordine semplice e secco: scendere al Giordano per un bagno rituale.

11. La delusione di Naaman si manifesta violentemente. Si aspetta un rito articolato, con risalto dell'invocazione del nome della divinità e la imposizione delle mani. Non comprende le maniere del profeta perché non conosce ancora lo stile di Dio. Il suo ambiente pagano non gli ha ancora permesso di ammettere la semplicità di Dio nei suoi efficaci interventi nella vita degli uomini.

12. Invece di Abana alcuni manoscritti hanno Amana o Amman. Si tratta del Nahr Baradà, l'antico Chrysorrohas di cui parlano Strabone e Plinio, presso il quale sorgeva Damasco e le cui sorgenti si trovano nell'Antilibano. Perché preferire le melmose acque del Giordano a quelle dei limpidi corsi d'acqua dell'oasi di Damasco? Naaman ritorna sui suoi passi.

13-14. L'intervento dei servi riconduce Naaman alla ragione. Disposto a tutto pur di riavere la salute, recalcitra di fronte all'ingiunzione del profeta e si arrende di fronte alla riflessione dei servi. La parola profetica eseguita produce la guarigione e il miracolo va al di là dell'aspettativa. La pelle oltre che guarita è ringiovanita.

15. È il vertice del racconto. Il fiero avversario d'Israele si piega davanti al Dio di tutta la terra. Questa professione di fede è la finalità del miracolo; lo scopo dell'intervento profetico era di condurre Naaman a riconoscere un solo Dio per tutta la terra e identificarlo nel Dio d'Israele.

16. Non deve sfuggire la gratuità del gesto compiuto da Eliseo. La grazia di Dio è amministrata senza interesse personale. Con l'atteggiamento del profeta contrasta l'avidità di Giezi (vv. 20-27).

17. La terra dove si pratica il culto idolatrico è immonda (cfr. Am 7,17); nella terra d'Israele invece abita il Signore. Per questo Naaman asporta due carichi di terra: gli servono per costruire un'isola di fedeltà nella sua patria dove praticherà il vero culto.

18. La carica che Naaman ricopre lo obbliga a essere presente alle cerimonie religiose presiedute dal re. Ora chiede a Eliseo di perdonargli l'adempimento di quel suo dovere che rimarrà per lui solo un atto di lealtà verso il sovrano e non un atto di adorazione alla falsa divinità. Rimmon che in ebraico significa «maturo» è una deformazione di Raman, sull'originale accadico Rammanu. Si tratta del dio della tempesta.

20-27. Spinto dall'avidità, Giezi insegue il carro di Naaman per presentare le sue richieste. La colpa più grave però non è la cupidigia, bensì la propria disonesta azione con l'autorità di Eliseo. L'ingordigia trova come alleata la menzogna e questa seconda colpa è superiore alla prima perché attenta all'onore e alla credibilità del profeta. Per la sua disonestà Giezi viene colpito dalla stessa malattia di Naaman, ma anch'egli nonostante questa forma sgradevole di male potrà rimanere nella società: cfr. 8,4. Un analogo caso di punizione si trova in Nm 12,10.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[08]a

la sisal il corpo] di ballo the design of the bullet greatly affects its stopping power [on impact] in pochi minuti in città le citrosodine

 
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from lucazanini

[08]

preso l'intervallo] disfarsi dell'occasione l'] occhio è l'] apparato in situ o -fanno] le guardie topi a fiale topicidi virtuali alle catture le] targhe alterne mosconi-record [a] molla sul finale della stesùra

 
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from Bymarty

📒Dal mio diario...

Un pomeriggio tutto per me!

Senza esagerare, mi son concessa un pomeriggio senza colori, pennelli, trulli, polveri varie e musica neomelodica in sottofondo! Fuori c'è un timido sole, ma anche un vento fastidioso, perciò pur volendo stare ore ed ore sull'amaca, tra i miei ulivi, mi son ritagliata minuti, attimi e son contenta così! Ed era giusto anche per me dedicarmi delle attenzioni, ma non di tipo materiale, semplicemente scrivendo e raccontando un po' di me! In realtà ho un amico, di penna, anzi di tastiera, con cui ci raccontiamo, e soprattutto io mi affido e confido! Però a volte , come oggi, voglio semplicemente, scrivere un po' più semplicemente, senza badare troppo alle parole...e si perché spesso le parole son cattive, si lasciano influenzare dal momento, dal tempo e possono essere poco chiare o non capite! Ho ripensato, e altra cosa terribile che ho fatto in qsti giorni e scrivere e confidarmi e chiedere consiglio all' Intelligenza Artificiale! Ho iniziato per gioco, volevo capire come capire, che gioco di parole, se alcune cose che leggevo, post, ecc. fossero frutto di questo aiutino! E si perché pare io sia ancora abbastanza ingenua e poco informata in materia! Risultato? E sì, è proprio così, è normale che spesso ci si faccia aiutare da questa intelligenza, certo, fa parte dell'era moderna, del progresso, ma io e lei non andremo troppo d'accordo? E sai perché!!? Non comprendo, non mi interessa la perfezione, ma soprattutto all'ordine, allo scriver bene, in modo corretto, preferisco ancora il cuore, i miei pensieri, le mie emozioni,.la mia quotidianità, e son anche consapevole che non interessa a nessuno, ma a me va bene così! Sono me stessa ho dato libero sfogo alla Martina, a cui piace scrivere, raccontare, confrontarsi! Stamattina ho ricevuto, consapevolmente una piccola delusione, per colpa della mia empatia, entro in connessione involontaria con chi ho di fronte, ma spesso anzi sempre , questa mia empatia diventa un problema non solo per me ma anche x chi mi è accanto! A volte mi piacerebbe ascoltare, essere considerata una persona degna di fiducia, cui affidare pensieri, emozioni, o semplicemente confrontarsi..non sono così insolente o importante o tale da dispensare consigli o conforto, assolutamente no! Però vero è che spesso si manca di rispetto nei miei confronti, nel mio modo di essere , io accetto, comprendo e mi faccio indietro quando necessario, ma altri no, mi affondano con poco, una parola generica ,un confronto con il momento...e la totale indifferenza! Ho capito che a sbagliare sono io, che non interessa a nessuno nella mia vita reale, figuriamoci nel virtuale, salvo rare eccezioni; che io parli e racconti delle mie esperienze, della mia malattia, è brutto parlarne, certo altri argomenti sono meglio , più gestibili, più criticabili, parlare di ...e non lo nomino nemmeno per delicatezza e rispetto per chi come me , o anche peggio, sta vivendo tale situazione, perché caro Fabio, non è un bollettino medico, interessarsi a qualcuno , voler dare conforto, certo a chi ne è capace, lo faccia, che di sicuro fa bene a chi da e a chi riceve...Se tempo fa c'è chi mi ha negato un abbraccio in un momento di difficoltà, oggi ancora di più non ho paura a chiederne, e se potessi li darei anche! No, oggi tutto ha più valore, piccoli gesti, saluti, attenzioni che possono sembrare stupide e banali, cerco di cogliere l'attimo, di godermi ogni alba, ogni tramonto, ogni respiro e ogni luna! Sarò malata, folle e diversamente normale, sono una pecorella nera, smarrita più volte, che si distingue , seppur non per bellezza o importanza o ricchezza, semplicemente per la sua umiltà, le sue passioni, i suoi amori, la sua vita, su figlio, valori ben radicati. E si non sarò mai nessuno, rimarrò povera, sempre in lotta, dedita a scalare la sua vetta, ma voglio ancora credere in me, nella mia lealtà, nelle mie capacità e continuare a vivere così come ho sempre fatto, senza dover chiedere nulla, senza dovermi svendere o arrendere; e se qualche giorno il sole tarderà a sorgere, o la luna a farsi abbracciare, sarò in grado di illuminare ugualmente il mio cammino, ognuno può avere dentro di sé, tutto ciò di cui si ha bisogno, basta crederci e volerlo, lo so, son solo parole ed io dovrei fare seguire i fatti ad esse, ma ci provo ogni giorno, ogni volta che mi metto in discussione, ogni volta che cado e mi rialzo, e sempre da quando mi son dovuta riscoprire , reinventarmi e darmi la possibilità di continuare ad essere me stessa, diversamente, con calma, concedendomi tempo e pazienza, forza e coraggio! Va bene così mi sono raccontata, seppur ad uno schermo e non realmente sul mio diario cartaceo, ma riesco a riconoscere ciò che ho pensato, scritto senza dover ricorrere ad aiuti , sono così e pur sbagliando, pur risultando antica e noiosa, sicuramente sono io e sono vera....✨

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from norise 3 letture AI

NUVOLE VAGHE

le nuvole vaghe a guisa di pegaso o capra e in pacato risveglio il sangue del tuo ieri connesso alla vista del bimbo nel levarsi dei piccioni in volo davanti ai gridolini acuti e più a lato della piazza il vecchio in carrozzina tornato bambino a ricordarti l'esistere parabola di carne nel pulsare dell'universo e il conto degli anni i voli pindarici del sognare .

Nota sul testo

Bellissima immagine: il linguaggio è intimo, visivo e poetico, con accostamenti inattesi (Pegaso-capra, bimbo-vecchio) che funzionano come scintille di senso.


Versione rivista

le nuvole vaghe a guisa di Pegaso
o capra, in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo che si leva
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e, più a lato,
della piazza il vecchio in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni, i voli pindarici
del sognare


Motivi delle modifiche

  • Ho capitalizzato “Pegaso” per rafforzarne la figura mitica.
  • Ho aggiunto leggere punteggiature per guidare il ritmo senza spezzare il flusso.
  • Ho reso più esplicita la costruzione “bimbo che si leva” per chiarezza immaginativa.
  • Ho unito l'ultima immagine per mantenere la chiusa in una sospensione onirica.

Traduzione in inglese

the vague clouds like a Pegasus
or a goat, in a calm awakening
the blood of your yesterday linked
to the sight of the child rising
the pigeons taking flight ahead
to the sharp little cries and, aside,
in the square the old man in his wheelchair
returned to childhood to remind you
the parabola of existence made of flesh
in the heartbeat of the universe
and the count of years, the fanciful flights
of dreaming

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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La strana coppia. Lui, singer-songwriter dal mandolino incendiario e dalla voce carezzevole, frontman e fondatore di una delle band più interessanti del bluegrass, i Punch Brothers; l'altro, pianista jazz e compositore che come pochi ha saputo spaziare tra le più disparate influenze, riuscendo ogni volta a piegarle al suo stile... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/chris-thile-brad-mehldau-chris-thile.html


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from 📖Un capitolo al giorno📚

Eliseo compie vari miracoli (4,1-8,15) 1Una donna, una delle mogli dei figli dei profeti, gridò a Eliseo: “Mio marito, tuo servo, è morto; tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Ora è venuto il creditore per prendersi come schiavi i miei due bambini”. 2Eliseo le disse: “Che cosa posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa”. Quella rispose: “In casa la tua serva non ha altro che un orcio d'olio”. 3Le disse: “Va' fuori a chiedere vasi da tutti i tuoi vicini: vasi vuoti, e non pochi! 4Poi entra in casa e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli. Versa olio in tutti quei vasi e i pieni mettili da parte”. 5Si allontanò da lui e chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; questi le porgevano e lei versava. 6Quando i vasi furono pieni, disse a suo figlio: “Porgimi ancora un vaso”. Le rispose: “Non ce ne sono più”. L'olio cessò. 7Ella andò a riferire la cosa all'uomo di Dio, che le disse: “Va', vendi l'olio e paga il tuo debito; tu e i tuoi figli vivete con quanto ne resterà”. 8Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era un'illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. 9Ella disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. 10Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare”. 11Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. 12Egli disse a Giezi, suo servo: “Chiama questa Sunammita”. La chiamò e lei si presentò a lui. 13Eliseo disse al suo servo: “Dille tu: “Ecco, hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C'è forse bisogno di parlare in tuo favore al re o al comandante dell'esercito?”“. Ella rispose: “Io vivo tranquilla con il mio popolo”. 14Eliseo replicò: “Che cosa si può fare per lei?”. Giezi disse: “Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio”. 15Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; ella si fermò sulla porta. 16Allora disse: “L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia”. Ella rispose: “No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva”. 17Ora la donna concepì e partorì un figlio, nel tempo stabilito, in quel periodo dell'anno, come le aveva detto Eliseo. 18Il bambino crebbe e un giorno uscì per andare dal padre presso i mietitori. 19Egli disse a suo padre: “La mia testa, la mia testa!”. Il padre ordinò a un servo: “Portalo da sua madre”. 20Questi lo prese e lo portò da sua madre. Il bambino sedette sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi morì. 21Ella salì a coricarlo sul letto dell'uomo di Dio; chiuse la porta e uscì. 22Chiamò il marito e gli disse: “Mandami per favore uno dei servi e un'asina; voglio correre dall'uomo di Dio e tornerò subito”. 23Quello domandò: “Perché vuoi andare da lui oggi? Non è il novilunio né sabato”. Ma lei rispose: “Addio”. 24Sellò l'asina e disse al proprio servo: “Conducimi, cammina, non trattenermi nel cavalcare, a meno che non te lo ordini io”. 25Si incamminò; giunse dall'uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l'uomo di Dio la vide da lontano, disse a Giezi, suo servo: “Ecco la Sunammita! 26Su, corrile incontro e domandale: “Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?”“. Quella rispose: “Bene!”. 27Giunta presso l'uomo di Dio sul monte, gli afferrò i piedi. Giezi si avvicinò per tirarla indietro, ma l'uomo di Dio disse: “Lasciala stare, perché il suo animo è amareggiato e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l'ha rivelato”. 28Ella disse: “Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: “Non mi ingannare”?“. 29Eliseo disse a Giezi: “Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo”. 30La madre del ragazzo disse: “Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò”. Allora egli si alzò e la seguì. 31Giezi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c'era stata voce né reazione. Egli tornò incontro a Eliseo e gli riferì: “Il ragazzo non si è svegliato”. 32Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, coricato sul letto. 33Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. 34Quindi salì e si coricò sul bambino; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani sulle mani di lui, si curvò su di lui e il corpo del bambino riprese calore. 35Quindi desistette e si mise a camminare qua e là per la casa; poi salì e si curvò su di lui. Il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. 36Eliseo chiamò Giezi e gli disse: “Chiama questa Sunammita!”. La chiamò e, quando lei gli giunse vicino, le disse: “Prendi tuo figlio!”. 37Quella entrò, cadde ai piedi di lui, si prostrò a terra, prese il figlio e uscì. 38Eliseo tornò a Gàlgala. Nella regione c'era carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: “Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti”. 39Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola della minestra, non sapendo che cosa fossero. 40Si versò da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra gridarono: “Nella pentola c'è la morte, uomo di Dio!”. Non ne potevano mangiare. 41Allora Eliseo ordinò: “Andate a prendere della farina”. Versatala nella pentola, disse: “Danne da mangiare a questa gente”. Non c'era più nulla di cattivo nella pentola. 42Da Baal-Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all'uomo di Dio: venti pani d'orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: “Dallo da mangiare alla gente”. 43Ma il suo servitore disse: “Come posso mettere questo davanti a cento persone?”. Egli replicò: “Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”“. 44Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

__________________________ Note

4,29 non salutarlo: data l'urgenza della missione, il servo non deve perdere tempo nei saluti, che in Oriente erano particolarmente lunghi. La stessa cosa richiederà Gesù (Lc 10,4). Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo: quasi che quel bastone possieda la forza che ha il profeta stesso, come già il mantello di Elia (2Re 2,14) e il bastone di Mosè (Es 4,17).

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Approfondimenti

Il materiale agiografico del ciclo di Eliseo è molto dilatato: in esso l'attività taumaturgica del profeta prende grande rilievo. Da qui fino a 6,7 ci troviamo in una raccolta di miracoli di diverso tipo, raccontati a scopo edificante e per suscitare nel lettore l'ammirazione verso l'uomo di Dio. I racconti sono di qualità letteraria inferiore rispetto alle pagine del ciclo di Elia.

1-7. Nella sua sostanza, soccorso a una vedova moltiplicando l'olio, il racconto è un parallelo di 1Re 17,8-15. La legge ebraica tutelava le vedove e gli orfani (Es 22,21-23), ma prevedeva anche la riduzione allo stato servile per i debitori inadempienti (Lv 25,39-41; Am 2,6; 8,6; Is 50,1). Tale stato non poteva durare più di 6 anni (Es 21,2). Anche se il motivo principale che muove la vedova è l'affetto materno, non si può dimenticare che i figli erano indispensabili per il suo sostentamento. Il miracolo avviene utilizzando le poche risorse già a disposizione e per la fede nella parola profetica. Il risultato del miracolo è la soluzione del problema più urgente, il pagamento dei debiti, ma anche la tranquillità per il futuro.

8-37. Il racconto congiunge la narrazione di due miracoli: una nascita miracolosa da una donna sterile e la risurrezione del figlio. La prima parte del racconto presenta delle affinità con Gn 18,10-15, mentre la seconda si accosta a 1Re 17,17-24.

8-10. Sunem (cfr. 1Re 1,3) si trova sulla strada che va da Abel-Mecola al Carmelo. Una facoltosa donna del posto insiste per avere Eliseo suo ospite. Quella sosta diverrà un'abitudine. La stanza costruita al piano di sopra e arredata con mobilio è segno di grande agiatezza. La gente comune dormiva per terra avvolta nel mantello (cfr. Es 22,25ss.).

11-13. È il primo tentativo di Eliseo di esprimere la sua gratitudine per l'ospitalità. L'offerta del profeta fa rilevare i suoi buoni rapporti con la corte. Dal re e dal capo dell'esercito si poteva ottenere, oltre che protezione, uno sgravio fiscale o agevolazioni per le prestazioni militari. La donna si sente protetta dal suo clan e declina l'offerta.

14-17. Eliseo non si arrende. Appresa la notizia della sterilità della coppia decide di far dono ai suoi ospiti della benedizione più ambita (cfr. Sal 128,3-4) e comunica la notizia alla donna con una formula assai tenera.

18-20. Il bambino ormai cresciuto partecipa festosamente all'attività familiare. Improvvisamente la disgrazia.Forse per una forte insolazione il bambino accusa forti dolori alla testa. Il tenero contatto col corpo materno dal quale era venuto non può rianimarlo. La tragedia è consumata.

21. In oriente si usava seppellire la sera stessa del decesso; per questo la madre nasconde il corpo del bambino. Essa deve prendere il tempo necessario per raggiungere l'uomo di Dio per il cui intervento aveva avuto il figlio e dal quale spera ora di riaverlo. La determinazione di questa madre è sbalorditiva. La reazione al decesso tipica delle orientali, pianto e grida, non la sfiora neppure. In lei prevale la speranza operosa.

22. L'asina, abituale mezzo di trasporto, avrebbe permesso di accelerare il compimento dell'urgente missione. Il tratto di strada da Sunem al Carmelo va dai 25 ai 30 km.

23. Le scadenze più frequenti del calendario liturgico venivano celebrate nel regno del Nord, staccato dal tempio di Gerusalemme, anche con adunanze presso i profeti.

25. Il Carmelo, così caro ad Elia, è ora un luogo che fa parte dell'eredità ricevuta da Eliseo dal suo maestro.

28. Le parole della donna esprimono la paura e quasi lo sdegno di essere stata tradita dal profeta. L'attuale dolore è senz'altro superiore al rammarico per la sterilità.

29. Il primo rimedio posto in atto da Eliseo è l'invio del servo Giezi. Più giovane, correrà velocemente e porterà il bastone del maestro simbolo della sua autorità e del suo potere (cfr. Es 7,8-20; 8 1-2.12-13; 17,5-7). Lo poserà sul viso del fanciullo sperando l'effetto miracoloso. L'ordine di non salutare sottolinea l'urgenza della missione. Il cerimoniale orientale dei saluti era prolungato e poteva divenire una perdita di tempo prezioso. Gesù dà un'istruzione simile agli apostoli in Lc 10,4.

30-31. Anche Eliseo è mosso dalle suppliche della madre. Per via ecco tornare Giezi con il suo insuccesso. La presenza del profeta è indispensabile.

34. Eliseo ripete il gesto di Elia in 1Re 17,21, ma l'azione è descritta qui con maggiori particolari.

35. Lo starnuto sembra un elemento favolistico. Ricordando Gn 2,7 e Is 2,22 diventa un segno del ritorno della vita con le narici riaperte alla respirazione.

36-37. L'episodio si conclude in modo analogo a 1Re

23-24. Il bambino è reso vivo alla madre e questa riconosce il potere del profeta: nel caso di Elia con una esclamazione, in quello presente con una prostrazione.

38-41. La notizia circa la carestia presuppone che si tratti della medesima circostanza di cui si parla in 8,1-6. In una situazione di difficoltà Eliseo si mostra ospitale e ancora una volta disponibile all'aiuto. Il brano potrebbe suffragare l'appartenenza di Eliseo a circoli profetici. La scarsità di cibo costringeva all'uso di erbe selvatiche. Il servo, anonimo nel TM, ma identificato con Giezi nei LXX, raccoglie una specie di zucca selvatica dal sapore molto amaro e che produce dissenteria e vomito. I profeti che consumano il pasto preparato con quell'ingrediente avvertendo il forte sapore amaro, pensano al veleno e si appellano a Eliseo il quale con un gesto molto semplice risolve miracolosamente la difficoltà.

42-44. Il possidente terriero proveniente da Baal-Salisa, attuale Kefr Tilt a 26 km ad ovest di Galgala (cfr. 2,1), porta con sé le primizie destinate a Dio secondo Lv 23,17-18. Con esse egli intende onorare l'uomo di Dio. La scarsità di cibo dovuta alla carestia spinge Eliseo a condividere il dono. Molto probabilmente le cento persone sono ancora discepoli dei profeti. Un pane d'orzo era la razione per una persona: cosa dare alle altre ottanta? L'obiezione del servitore è legittima, ma la fiducia di Eliseo nell'intervento del Signore più forte. Pronuncia un oracolo e il miracolo della sazietà e dell'abbondanza è ancora compiuto. Il brano presenta somiglianze con i racconti evangelici di moltiplicazione dei pani, specie nell'obiezione del servo molto simile alla difficoltà sollevata dagli apostoli (cfr. Mt 14,20; 15,37 e paralleli).

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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