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from differxdiario

credo che un giorno andrà (forse) da qualcuno scritta la storia, la non piccola avventura, letteralmente mondiale e non solo in area anglofona, degli spazi in rete su blogspot/blogger attivati dagli autori di ricerca, prosatori estranei al mainstream, visual poets, autori di googlism eccetera.

non solo per ciò che quei blog hanno significato (da inizio millennio) come stagione di produzione di testi, materiali verbovisivi, flarf, scrittura concettuale, asemic writing, fotografie, glitch e quant’altro, ma anche come tessitura di relazioni di amicizia, di dialogo, di discussione e condivisione. [prima e meglio e più solida(l)mente dei social, aggiungerei].

di séguito, pochissimi link / esempi, davvero una manciata minima, per ‘the flux i share’:

https://differx.noblogs.org/2026/03/01/pochissimi-link-esempi-per-the-flux-i-share/

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Fra le tante peculiarità che contraddistinguono la parabola artistica dei Mogwai, la più apprezzabile è sempre stata la loro innata capacità narrativa, davvero incredibile considerata la pressoché totale assenza di parole all’interno delle loro produzioni. Gli scozzesi questo loro tratto distintivo lo conoscono bene e negli ultimi anni hanno deciso di applicarlo alle immagini in modo costante, evoluzione naturale e fisiologica della loro musica... https://artesuono.blogspot.com/2016/04/mogwai-atomic-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/0CqzNvp9W9Dl3oMU9SWIkT


 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Conclusa l'Operazione Shield VI, nel mirino traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali

In Italia oscurati 100 siti web che commercializzavano farmaci illegali

L' Operazione annuale “Shield” giunta alla sua sesta edizione (VI), coordinata da #Europol, è stata condotta da aprile a novembre 2025, con focus sul contrasto del traffico illecito di farmaci contraffatti, sostanze dopanti e dispositivi medici illegali.
L'azione è stata guidata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), che ha assunto il ruolo di co-leader di Europol, con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di diverse organizzazioni internazionali come WADA, OLAF, Interpol e EUIPO.

L’operazione ha coinvolto 30 Paesi, ed ha portato al sequestro di oltre 10 milioni di unità di farmaci, prodotti dopanti, dispositivi medici e integratori alimentari, per un valore commerciale stimato in circa 33 milioni di euro. Sono stati individuati 5 laboratori clandestini e 10 centri di assemblaggio illegali, disarticolati 43 gruppi criminali e deferiti 3.354 soggetti all’autorità giudiziaria.

In Italia, sono stati effettuati 91 accertamenti investigativi, 3 arresti, e sequestrati 2.800 confezioni e 18.000 unità posologiche di farmaci (tra dimagranti, antibiotici, farmaci per la disfunzione erettile, botulino) e 1.800 confezioni e 4.500 unità di sostanze dopanti. Sono state inoltre eseguite quasi 100 azioni di oscuramento di siti web che vendevano farmaci illegali online, grazie a un’intensa sorveglianza telematica.

L’attività antidoping ha riguardato circa 11.000 controlli su atleti, sia in competizione che fuori, con 7 positività rilevate. L’operazione ha evidenziato un forte traffico di farmaci contenenti ossicodone, semaglutide e botulino, spesso destinati a centri estetici non autorizzati.

#Shield #ComandoCarabinieriperlaTuteladellaSalute #NAS

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Davide si alzò e partì, e Giònata tornò in città.

Fuga di Davide (21,2 -22,5) 2Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimèlec. Achimèlec, trepidante, andò incontro a Davide e gli disse: “Perché sei solo e non c'è nessuno con te?”. 3Rispose Davide al sacerdote Achimèlec: “Il re mi ha ordinato e mi ha detto: “Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico”. Ai miei giovani ho dato appuntamento al tal posto. 4Ora però se hai sottomano cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare”. 5Il sacerdote rispose a Davide: “Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri per i tuoi giovani, se si sono almeno astenuti dalle donne”. 6Rispose Davide al sacerdote: “Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti dall'altro ieri. Quando mi misi in viaggio, il sesso dei giovani era in condizione di santità, sebbene si trattasse d'un viaggio profano; tanto più oggi”. 7Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché non c'era là altro pane che quello dell'offerta, ritirato dalla presenza del Signore, per mettervi pane fresco nel giorno in cui quello veniva tolto. 8Ma era là in quel giorno uno dei ministri di Saul, trattenuto presso il Signore, di nome Doeg, Edomita, capo dei pastori di Saul. 9Davide disse ad Achimèlec: “Non hai per caso sottomano una lancia o una spada? Io non ho preso con me né la mia spada né altre mie armi, perché l'incarico del re era urgente”. 10Il sacerdote rispose: “Guarda, c'è la spada di Golia il Filisteo, che tu hai ucciso nella valle del Terebinto; è là dietro l'efod, avvolta in un manto. Se te la vuoi prendere, prendila, perché qui non c'è altra spada che questa”. Rispose Davide: “Non ce n'è una migliore. Dammela”. 11Quel giorno Davide si alzò e si allontanò da Saul e giunse da Achis, re di Gat. 12I ministri di Achis gli dissero: “Non è costui Davide, il re del paese? Non cantavano a lui tra le danze dicendo: “Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila”?“. 13Davide si preoccupò di queste parole e temette molto Achis, re di Gat. 14Allora cambiò comportamento ai loro occhi e faceva il folle tra le loro mani: tracciava segni strani sulle porte e lasciava colare la saliva sulla barba. 15Achis disse ai ministri: “Ecco, vedete anche voi che è un pazzo. Perché lo avete condotto da me? 16Non ho abbastanza pazzi io, perché mi conduciate anche costui per fare il pazzo davanti a me? Dovrebbe entrare in casa mia un uomo simile?“.

__________________________ Note

21,2 Nob: forse corrisponde al versante orientale del monte Scopus, a nord-est di Gerusalemme, ma la localizzazione del santuario è discussa.

21,5 pani sacri: vedi Es 25,30; Lv 24,5-9. L’episodio figura sulla bocca di Gesù in Mc 2,25s, dove l’evangelista cita Abiatàr (= Ebiatàr) invece di Achimèlec.

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Approfondimenti

2-10. Inizia la vita raminga di Davide. La prima tappa del suo pellegrinaggio è la cittadella sacerdotale di Nob (vi si trovano circa novanta sacerdoti con le loro famiglie: 22,18-19) per gli indispensabili rifornimenti di cibo e di armi che nella fuga non aveva avuto modo di portare con sé. Con una scusa Davide si fa consegnare dal sacerdote Achimelech la spada di Golia e i pani sacri riservati dalla legge ai soli sacerdoti (Lv 24,5-9). Tutto sembra andare per il meglio, ma la presenza casuale di uno dei ministri di Saul getta sul racconto un velo d'inquietudine. Per ora si dice solo che si chiama Doeg, è un Idumeo ed è «capo dei pastori di Saul». Solo più avanti verrà messo in luce il suo fosco ruolo nella vicenda (22,9-10).

2. «Nob»: Isaia pone questa località pochi chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Is 10,32) e non può essere che la stessa nominata da Neemia in 11,32. Si trova sulla via per la Filistea, dove Davide ha fin d'ora intenzione di rifugiarsi (vv. 11-15). Al tempo di Davide Nob è uno dei vari santuari della nazione in cui sono custoditi gli oggetti principali del culto (cfr. Es 25-27), andati dispersi nel corso delle vicende storiche. L'arca dell'alleanza si trova a Kiriat-Iearim (7,1), la tenda e l'altare degli olocausti a Gabaon (1Cr 16,39-40; 2Cr 1,3.5.13), l'efod e la tavola dei pani dell'offerta a Nob. «Achimelech»: in 14,3 è chiamato Achia. È pronipote del sacerdote Eli (cc. 1-4). «Perché sei solo?»: Davide passava spesso da Nob per consultare il Signore prima delle sue imprese (cfr. 22,15), ma era sempre arrivato equipaggiato per la guerra e in compagnia dei suoi soldati. Il sacerdote gli va incontro in segno di omaggio alla sua alta dignità ma non può fare a meno di stupirsi del suo strano modo di presentarsi, quasi furtivo.

4. Nel TM la frase è leggermente diversa: «Ora, c'è qualcosa sottomano? Dammi cinque pani, o quel che si può trovare».

5. «pani sacri»: sono i dodici pani dell'offerta collocati “innanzi al Signore” su una tavola apposita nella tenda (Es 25,23-30; 37,10-16), simboleggianti l'alleanza di Dio con Israele (Lv 24,8). Ogni sabato erano sostituiti con focacce fresche. Quelle vecchie dovevano essere consumate esclusivamente dai sacerdoti all'interno del sacro recinto come “cosa santissima”' (Lv 24,9). Derogando da queste regole a causa dell'impellente necessità prospettatagli da Davide, Achimelech si assicura che sia almeno rispettato l'obbligo della purità legale (Lv 22,3). Il caso più frequente di impurità – che inabilitava ad ogni azione sacra (cfr. Es 19,10.15) – era l'atto sessuale anche lecito (cfr. 20,26). «se i tuoi giovani si sono almeno astenuti...»: TM dice lett. «Almeno, i giovani si sono astenuti da donna?».

6. La traduzione del versetto è incerta. La difficoltà maggiore deriva dalla parola kᵉlî, che può significare “oggetto” in genere (la purità legale riguarda tutto ciò che uno ha con sé, vesti e bagagli: Lv 11,32; 15,16-24), “tascapane” (in cui i pani sacri dovrebbero essere riposti, cfr. 17,40.49), “corpo” dell'uomo (come in 1Ts 4,4; 2 Cor 4,7) o anche – eufemisticamente – “membro virile”. Una traduzione letterale suonerebbe così: «Certo, donna è stata proibita a noi ieri e l'altro ieri ; quando esco [in viaggio] le “cose” (kᵉlîm) dei giovani sono monde, anche se è un viaggio profano. Tanto più oggi c'è mondezza nella “cosa” (kᵉlî)».

7. «Il sacerdote gli diede il pane sacro»: Gesù vedrà nel gesto di Achimelech (chiamato da Marco «sommo sacerdote Abiatar» [2,26], essendo questi un figlio di Achimelech: 22,20) un lodevole atto di libertà che non viola la sostanza della legge. Inoltre Davide è visto come prefigurazione di Cristo, che è «signore anche del sabato» (Mt 12,3-4; Mc 2,25-26; Lc 6,3-4).

8. «trattenuto presso il Signore»: essendo Doeg uno straniero, nonostante la sua carica è probabilmente tenuto a compiere un turno di servizio presso il santuario (cfr. Gs 9,21-27; Dt 29,10).

10. «c'è la spada di Golia»: cfr. 17,54. «dietro l'efod»: l'efod riapparirà in 23,6.9 nelle mani del figlio di Achimelech. Questo strumento divinatorio (cfr. 2,18) doveva avere dimensioni ragguardevoli (cfr. Gdc 8,26).

11-15. Non abbiamo argomenti sufficienti per liquidare questi versetti come “doppione” del c. 27. Non è da escludere che Davide si sia rifugiato presso il re di Gat una prima volta al principio della sua vita errabonda e poi una seconda volta per offrire i suoi servigi come capo di una banda mercenaria. Fatto sta che Davide viene accolto alla corte di Achis con benevolenza, finché qualcuno lo riconosce e si ricorda delle sue imprese: che ci fa a Gat costui? Allora Davide, che alla corte di Saul doveva essersi scaltrito a sufficienza, comincia a fingersi folle. Egli sa bene che un malato di mente è circondato di un timore sacro in ragione delle sue stranezze, attribuite alla possessione di qualche spirito malvagio. Mettergli le mani addosso può essere pericoloso: meglio cacciarlo via, prima che contamini altri. Le lamentele di Achis hanno tratti umoristici che rendono comica la figura di questo re, poco sensibile alle finezze della politica e troppo ingenuo per la carica che riveste (cfr. cc. 27.29).

12. «re del paese»: espressione difficile. Potrebbe essere intesa come vocativo rivolto al re Achis; in riferimento a Davide denoterebbe la popolarità conseguita con le sue imprese, grazie alle quali viene esaltato come “re” più grande di Saul. In tal senso il ritornello cantato dalle donne in 18,7 potrebbe essere stato ripreso qui (e in 29,5) proprio in relazione con l'appellativo di “re” dato a Davide.

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 1Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Davide fuggì da Naiot di Rama, si recò da Giònata e gli disse: “Che cosa ho fatto, che colpa e che peccato ho nei riguardi di tuo padre, perché attenti così alla mia vita?”. 2Rispose: “Non sia mai. Non morirai. Vedi, mio padre non fa nulla di grande o di piccolo senza confidarmelo. Perché mi avrebbe nascosto questa cosa? Non è possibile!”. 3Ma Davide giurò ancora: “Tuo padre sa benissimo che ho trovato grazia ai tuoi occhi e dice: “Giònata non deve sapere questa cosa, perché si affliggerebbe”. Ma, per la vita del Signore e per la tua vita, c'è soltanto un passo tra me e la morte”. 4Giònata disse: “Che cosa desideri che io faccia per te?”. 5Rispose Davide: “Domani è la luna nuova e io dovrei fermarmi a mangiare con il re. Ma tu mi lascerai partire e io resterò nascosto nella campagna fino alla terza sera. 6Se tuo padre noterà la mia assenza, dirai: “Davide mi ha supplicato di andare in fretta a Betlemme, sua città, perché vi si celebra il sacrificio annuale per tutta la famiglia”. 7Se dirà: “Va bene”, allora il tuo servo può stare in pace. Se invece andrà in collera, sii certo che è stato deciso il peggio da parte sua. 8Agisci con bontà verso il tuo servo, perché hai voluto legare a te il tuo servo con un patto del Signore: se c'è colpa in me, uccidimi tu; ma per qual motivo dovresti condurmi da tuo padre?“. 9Giònata rispose: “Non sia mai! Se di certo io sapessi che è deciso il male contro di te da parte di mio padre, non te lo farei forse sapere?”. 10Davide disse a Giònata: “Chi mi avvertirà se tuo padre ti risponde duramente?”. 11Giònata rispose a Davide: “Vieni, andiamo in campagna”.

Uscirono tutti e due nella campagna. 12Allora Giònata disse a Davide: “Per il Signore, Dio d'Israele, domani e dopodomani a quest'ora scruterò le intenzioni di mio padre. Se sarà benevolo verso Davide e io non manderò subito a riferirlo al tuo orecchio, 13tanto faccia il Signore a Giònata e ancora di peggio. Se invece sembrerà bene a mio padre decidere il male a tuo riguardo, io te lo confiderò e ti farò partire. Tu andrai tranquillo e il Signore sarà con te come è stato con mio padre. 14Fin quando sarò in vita, usa verso di me la benevolenza del Signore. Se sarò morto, 15non ritirare mai la tua benevolenza dalla mia casa; neppure quando il Signore avrà eliminato dalla terra ogni uomo nemico di Davide, 16non sia eliminato il nome di Giònata dalla casa di Davide: il Signore ne chiederà conto ai nemici di Davide”. 17Giònata volle ancora far giurare Davide, perché gli voleva bene e lo amava come se stesso. 18Giònata disse a Davide: “Domani è la luna nuova e la tua assenza sarà notata perché si guarderà al tuo posto. 19Aspetterai il terzo giorno, poi scenderai in fretta e ti recherai al luogo dove ti sei nascosto il giorno di quel fatto e resterai presso quella collinetta. 20Io tirerò tre frecce da quella parte, come se tirassi al bersaglio per conto mio. 21Poi manderò il ragazzo gridando: “Va' a cercare le frecce!”. Se dirò al ragazzo: “Guarda, le frecce sono più in qua di dove ti trovi, prendile!”, allora vieni, perché tutto va bene per te; per la vita del Signore, non c'è niente. 22Se invece dirò al giovane: “Guarda, le frecce sono più avanti di dove ti trovi!”, allora va', perché il Signore ti fa partire. 23Riguardo alle parole che abbiamo detto tu e io, ecco è testimone il Signore tra me e te per sempre”. 24Davide dunque si nascose nel campo.

Arrivò la luna nuova e il re sedette a mangiare. 25Il re sedette come al solito sul sedile contro il muro; Giònata si mise di fronte, Abner si sedette al fianco del re e si notò il posto di Davide. 26Ma Saul non disse nulla quel giorno, perché pensava: “È un caso: non sarà puro. Certo non è puro”. 27Ma l'indomani, il secondo giorno della luna nuova, si notò il posto di Davide. Saul disse allora a Giònata, suo figlio: “Perché il figlio di Iesse non è venuto a prendere cibo né ieri né oggi?”. 28Giònata rispose a Saul: “Davide mi ha chiesto con insistenza di andare a Betlemme. 29Mi ha detto: “Lasciami andare, perché abbiamo in città il sacrificio di famiglia e mio fratello me ne ha fatto un obbligo. Se dunque ho trovato grazia ai tuoi occhi, lasciami libero, perché possa vedere i miei fratelli”. Per questo non è venuto alla tavola del re”. 30Saul si adirò molto con Giònata e gli gridò: “Figlio di una scostumata, non so io forse che tu preferisci il figlio di Iesse, a tua vergogna e a vergogna della nudità di tua madre? 31Perché fino a quando vivrà il figlio di Iesse sulla terra, non avrai sicurezza né tu né il tuo regno. Manda dunque a prenderlo e conducilo qui da me, perché merita la morte”. 32Rispose Giònata a Saul, suo padre: “Perché deve morire? Che cosa ha fatto?”. 33Saul afferrò la lancia contro di lui per colpirlo e Giònata capì che suo padre aveva ormai deciso di uccidere Davide. 34Giònata si alzò dalla tavola acceso d'ira e non volle prendere cibo in quel secondo giorno della luna nuova. Era rattristato per Davide, perché suo padre l'aveva offeso.

35Il mattino dopo Giònata uscì in campagna, per l'appuntamento con Davide. Era con lui un ragazzo ancora piccolo. 36Egli disse al ragazzo: “Corri a cercare le frecce che io tirerò”. Il ragazzo corse ed egli tirò la freccia più avanti di lui. 37Il ragazzo corse fino al luogo dov'era la freccia che Giònata aveva tirato e Giònata gridò al ragazzo: “La freccia non è forse più avanti di te?”. 38Giònata gridò ancora al ragazzo: “Corri svelto e non fermarti!”. Il ragazzo di Giònata raccolse le frecce e le portò al suo padrone. 39Il ragazzo non aveva capito niente; soltanto Giònata e Davide sapevano la cosa. 40Allora Giònata diede le armi al ragazzo che era con lui e gli disse: “Va' e riportale in città”. 41Partito il ragazzo, Davide si alzò da dietro la collinetta, cadde con la faccia a terra e si prostrò tre volte, poi si baciarono l'un l'altro e piansero insieme, finché Davide si fece forza. 42E Giònata disse a Davide: «Va' in pace, ora che noi due abbiamo giurato nel nome del Signore in questi termini: “Il Signore sia tra me e te, tra la mia discendenza e la tua discendenza per sempre”». 21,1 Davide si alzò e partì, e Giònata tornò in città.

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Approfondimenti

20,1-21,1. Ultimo tentativo di riconciliazione mediata tra Davide e Saul. Mentre quest'ultimo giace vergognosamente nudo a Naiot (19,24), Davide ritorna di nascosto a Gabaa per incontrare Gionata. È la prova suprema della loro amicizia. Gionata sembra essere all'oscuro dei disegni criminali del padre (cfr. 19, 1-7), ma quando è costretto a prenderne atto la sua decisione é, senza tentennamenti, a favore dell'amico. Gionata sa che cosa rischia: quando cambiava la dinastia, era normale che il nuovo re sterminasse tutta la famiglia del predecessore (1Re 15,28-29; 16,10-11; 2Re 10,7). È difficile non riconoscere in quest'eroico altruismo l'azione del Signore, che apre il cuore del principe all'accettazione del piano divino («quando il Signore avrà sterminato dalla terra ogni uomo nemico di Davide...», v. 15) là dove Saul vede solo un antagonista per sé e la dinastia (v. 31). La gravità del momento è rimarcata da molteplici formule di giuramento (vv. 3.12.16.17.21.23.42) con cui Gionata e Davide si rassicurano vicendevolmente sulla reciproca fedeltà al «patto del Signore» (v. 8) stipulato nel momento in cui si sono conosciuti (18,3). C'è una struggente insistenza nelle parole concitate che si scambiano; l'uno consegna la propria vita nelle mani dell'altro in una dipendenza assoluta e libera (v. 8). Il capitolo può essere suddiviso in quattro scene:

  • 1) vv. 1-11: Davide propone a Gionata un ultimo tentativo per sondare le intenzioni di Saul a suo riguardo;
  • 2) vv. 12-24a: riconferma dell'eterna fedeltà promessa col “patto”; Gionata stabilisce il modo per comunicare a Davide l'esito del suo tentativo presso Saul;
  • 3) vv. 24b-34: al banchetto del novilunio Saul manifesta apertamente le sue intenzioni omicide;
  • 4) 20,35 – 21, 1: incontro tra Gionata e Davide e separazione tra i due amici

3. «per la vita del Signore e per la tua vita»: formula di doppio giuramento, usata anche altrove (25,26; 2Sam 11,11; 15,21; 2Re 2,2).

4. «Che cosa desideri che io faccia per te?»: lett. «Cosa dice la tua anima e cosa posso fare per te?». Molto spesso la parola nepeš – che il greco traduce con psychē e noi con “anima” – viene usata come sinonimo di “essere vivente, persona”, còlta nel suo aspetto volitivo (= desiderio, brama, richiesta, pretesa). Cfr. Sal 42,2-3; 84,3; Is 26,9.

5. «Domani è la luna nuova»: il novilunio, che dava inizio a un nuovo mese lunare, era celebrato con sacrifici (Nm 10,10; 28,11-15) e banchetti (previsti per il sacrificio di comunione: cfr. 1 Sam 1,4; 9,19-24; 16,5). La festa del novilunio era paragonabile al sacro giorno del sabato (cfr. 2Re 4,23; Is 1,13-14; 66,23; Ez 46,1-3; Os 2,13; Am 8,5). Al banchetto offerto dal re dovevano obbligatoriamente partecipare tutti i cortigiani (cfr. v. 25).

6-7. «sacrificio annuale»: Davide si assenta dal banchetto adducendo la scusa del sacrificio annuale familiare (cfr. 1,3-4). Tale festività doveva godere di particolare considerazione da parte di ogni buon Israelita. L'assenza di Davide servirà a saggiare i sentimenti nascosti di Saul («la bocca parla dalla pienezza del cuore», Mt 12,34).

8. «Mostra la tua bontà...»: lett. «mostra il tuo ḥesed». L'ḥesed indica un profondo atteggiamento di bontà. Esso implica non solo la benevolenza di un uomo verso l'altro, ma anche una reciproca fedeltà in forza di un impegno interiore (verso se stessi), tanto da acquisire un valore quasi giuridico. Quando nell'AT l'ḥesed viene riferito a Dio, ciò accade sempre in rapporto all'alleanza che egli ha concluso con Israele. Tale alleanza si manifesta come dono e grazia soprattutto quando Israele la infrange unilateralmente e Dio non è più obbligato a rispettare l'impegno assunto. Proprio allora l'ḥesed svela il suo aspetto più profondo: l'amore che perdona, l'amore più potente del tradimento, la grazia più forte del peccato. Frutto di tale amore sono la ricostituzione dello stato di grazia e il ristabilimento dell'alleanza interiore. «patto del Signore»: questa parola conferisce un'insospettata profondità al dialogo tra i due amici, poiché innesta il rapporto che li unisce nel più grande ambito dell'ḥesed che lega Dio a Israele (cfr. sopra). Davide esige da Gionata la stessa “bontà” che il Signore usa verso il suo popolo! Ciò diverrà esplicito nel v. 14: «Usa verso di me la benevolenza (ḥesed) del Signore».

10. «Chi mi avvertirà se...»: la particella condizionale “se” è resa con i LXX e Vg. TM ha «oppure». Nonostante le varie proposte d'interpretazione e di correzione, la sintassi della frase ebraica rimane claudicante.

11. «Uscirono tutti e due nei campi»: l'incontro tra i due amici è già pericoloso di per sé; tanto più si dovrà essere al riparo da orecchie indiscrete mentre si concordano i dettagli del piano.

12-19. Il testo ebraico è molto difficile da tradurre a causa del cattivo stato di conservazione. BC ricostruisce il testo con l'aiuto dei LXX.

12. «Per il Signore... indagherò»: ricostruzione congetturale del TM, che ha: «Il Signore Dio d'Israele certo indagherò...». Si tratta presumibilmente di un'antica corruzione di una formula di giuramento (cfr. 14,39) da cui è caduta la parola iniziale ḥay «per la vita..». I LXX si sono accorti della difficoltà testuale e hanno cercato di completare la formula in altro modo: «Il Signore Dio d'Israele sa (oiden) che indagherò..».

16. «Il Signore ne chiederà conto ai nemici di Davide»: secondo l'uso comune della formula di giuramento (cfr. 3,17) ci si aspetterebbe «ne chiederà conto a Davide». Ma Gionata smorza con delicatezza la terribile frase imprecatoria rivolta all'amico nel caso che non osservasse le condizioni del patto e la indirizza sui suoi “nemici”. Cfr. 25,22 e 2Sam 12,14.

17. «perché gli voleva bene e lo amava come se stesso»: lett. «a causa del suo amore per lui; poiché lo amava come amava la propria anima». Questa frase è considerata un argomento a favore della versione greca della prima parte del versetto (= Gionata giura a Davide perché gli vuol bene; cfr. sopra). Ma può essere letta anche in altro modo: Gionata esige un giuramento da parte di Davide in forza dell'impegno di fedeltà che lega l'uno all'altro (cfr. v. 8).

19. «Aspetterai il terzo giorno, poi scenderai in fretta»: traduzione congetturale. TM ha lett.: «Triplicherai, scenderai molto». I LXX non aiutano molto: «Trinerai e cercherai». La BC sembra ispirarsi parzialmente anche a Vg: requiretur enim sessio tua usque perendie. Descendes ergo festinus. «il giorno di quel fatto»: non si sa a quale circostanza Gionata faccia riferimento. Forse alla sua prima intercessione a favore di Davide (19,1-3).

20-22. In vista dell'impossibilità di un nuovo incontro, Gionata stabilisce delle espressioni convenzionali affinché Davide sappia come regolarsi: “più in qua” vorrà dire che Davide può venire a corte e non ci sono pericoli, “più avanti” avvertirà Davide di fuggire.

26. «Gli sarà successo un inconveniente: non sarà mondo»: la legge proibiva a chi fosse impuro di mangiare carni sacrificate (Lv 7,20-21). L'immondezza si contraeva con estrema facilità toccando cadaveri di uomini o animali, avendo relazioni sessuali anche lecite, mediante una polluzione involontaria o le mestruazioni, per contatto con persone oppure cose contaminate dall'immondezza, ecc. (cfr. Lv 11-15; Nm 19,11-16; Dt 14,3-21). Per ritornare puri occorrevano uno o più giorni (Lv 15,16-18.27-30; Nm 19,17-22). Saul è senz'altro stizzito di non poter mettere le mani su Davide ma tace e cerca di calmarsi trovando una giustificazione plausibile alla sua assenza: se oggi non è venuto per qualche ragione di impurità, senz'altro domani verrà. Come oserebbe mancare al banchetto dei grandi del regno?

30-31. Saul manifesta tutto il suo risentimento, senza più controllarsi. Investe Gionata con parole volgari, ma il vero bersaglio è quel «figlio di Iesse» (talmente disprezzabile da non meritare neppure d'esser chiamato per nome; cfr. 22,8; 25,10; 2Sam 20,1; 1Re 12,16) che sta sfruttando subdolamente l'amicizia con Gionata per appropriarsi del suo trono, cioè per rovinarlo. Per quanto sappiamo la successione al trono non era ancora ereditaria e il re poteva essere designato da un profeta, acclamato dal popolo (cfr. 11,15; 2Sam 2,4) oppure imposto da qualcuno (in 2Sam 2,9: dall'esercito). Davide raccoglie già molti consensi tra il popolo (18,5.7-8.16.30) e può ragionevolmente aspirare al regno, con tutte le conseguenze che tale fatto comporterebbe per la famiglia di Saul. Affinché ciò non avvenga c'è un'unica soluzione: eliminarlo. Per Gionata è il momento della grande tentazione. Senza saperlo Saul ha toccato il punto più delicato dell'amicizia con Davide, insinuando il sospetto nel “patto del Signore” con il quale Gionata si è consegnato senza riserve nelle mani dell'amico (vv. 13-16; cfr. v. 17). Insistendo sul «tu e il tuo regno», Saul sembra invitare il figlio a tornare indietro finché è in tempo, a scuotersi di dosso l'illusione che quest'amicizia sia diversa dalle altre, a pensare al proprio futuro più che a quello altrui. Ma tutti i ragionamenti sono impotenti contro un patto il cui garante è Dio (v. 23).

35. «ragazzo ancora piccolo»: Gionata si porta dietro uno scudiero per non destare sospetti con la sua uscita mattutina. Temendo d'essere spiato, ha cura di sceglierlo «ancora piccolo» e innocente, così non capirà e non farà domande sulla sua strana esercitazione con l'arco.

41. «finché per Davide si fece tardi»: traduzione congetturale. TM ha: «finché Davide fece qualcosa di grande». LXX traduce: «abbondantemente», senza citare Davide. Syr concorda con Vg: «ma Davide [pianse] di più».

42. Con un ulteriore giuramento di eterna fedeltà i due amici si separano. Si rivedranno un'ultima volta a Corsa, dove rinnoveranno il “patto davanti al Signore” (23,16-18).

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 1Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Anche la Gauthier come Roky Erickson non ha avuto certamente una vita facile, infatti, The Foundling (Il Trovatello) altro non è che la sua biografia in musica. Abbandonata fin dalla nascita in un orfanotrofio ci rimane fino all’età di quindici anni e quando esce imbocca immediatamente la strada della droga. Queste esperienze com’è logico immaginare lasciano un segno profondo nella sua vita, The Foundling parla di questo. Un disco triste quindi, estremamente personale e catartico dove la cantautrice attraverso le canzoni racconta parte dei suoi ricordi delle sue vicissitudini e delle sue speranze... https://www.silvanobottaro.it/archives/4050


Ascolta il disco: https://album.link/s/6dUacpoKVjwDnfElPAJmK8


 
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from lucazanini

[vortex]

presa [posizione l'aspetto] contabile cura le] moratorie [-lei non sa] [quanto pesa un morto oppure descrivono i tipi di pressioni i funghi] delle formiche avicole natura morta con limoni sono una batteria [gli sfasamenti delle biologiche portatili sono] da quella a quella il moto celeste dello Zurbarán della velocità-non passano] i performati tutti] [dietro all'allestimento

 
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INDICI DI CRIMINALITà 2025. L'EUROPA è RESILIENTE, LA CRIMINALITà è STABILE, MA VI SONO CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI

La Global Initiative è un'organizzazione indipendente della società civile, con sede a Ginevra, Svizzera, con un segretariato distribuito in tutto il mondo e un comitato consultivo di alto livello. I membri della sua rete includono eminenti professionisti delle forze dell'ordine, della governance e dello sviluppo che si dedicano alla ricerca di strategie e risposte nuove e innovative alla criminalità organizzata. Produce ogni anno il “Global Organized Crime Index”, fornendo un giudizio basato su “indicatori” sui livelli di criminalità dei cinque continenti nonché sulla rispettiva resilienza al crimine.

Secondo il Global Organized Crime Index 2025, i livelli di criminalità organizzata sono rimasti stabili in tutta Europa, mentre sono aumentati nella maggior parte delle altre regioni. L'Europa si classifica al secondo posto per criminalità dopo l'Oceania. Tuttavia, questa stabilità complessiva nasconde cambiamenti significativi all'interno dei mercati criminali e tra gli attori criminali. Il punteggio di criminalità in Europa si attesta a 4,74, con un punteggio di resilienza di 6,28, il più alto a livello globale. Nonostante le prestazioni superiori dell'Europa in tutti i 12 indicatori di resilienza, l'attività criminale continua a espandersi ed evolversi, sottolineando l'urgenza di aggiornare le strategie di resilienza per affrontare le minacce emergenti. La criminalità finanziaria rimane il mercato criminale più diffuso in Europa per il secondo anno consecutivo. Questi reati comprendono frodi sempre più sofisticate condotte principalmente online, tra cui frodi sugli investimenti, compromissione delle e-mail aziendali, truffe sentimentali, appropriazione indebita ed evasione fiscale. I reati finanziari trascendono i confini regionali e sono sostanzialmente facilitati dalla corruzione. L'Europa rimane un importante hub globale per i reati informatici, classificandosi al secondo posto a livello continentale. Queste vanno dagli attacchi ransomware e dalla distribuzione di malware alle frodi con criptovalute, che spesso prendono di mira istituzioni governative, grandi aziende e infrastrutture critiche. Gli attori criminali informatici ibridi e tradizionali sono sempre più allineati, con gruppi sponsorizzati dallo Stato che spesso si spacciano per criminali informatici indipendenti. I mercati della droga continuano a rappresentare sfide significative. La cocaina e le droghe sintetiche hanno registrato i maggiori aumenti dal 2023. La cocaina rappresenta la principale fonte di reddito per numerosi gruppi criminali organizzati europei, con il continente che funge da destinazione, via di transito e mercato di consumo. La produzione di droghe sintetiche è sempre più dispersa, in particolare nell'Europa centrale e orientale, che ha registrato la crescita più significativa dal 2021. Il consumo di eroina è in calo, mentre la cannabis rimane la sostanza illecita più consumata. La tratta di esseri umani e il contrabbando rimangono minacce pervasive. Le reti di contrabbando sono saldamente radicate lungo la rotta dei Balcani occidentali, con molte nazioni europee che fungono da destinazioni finali dove le persone trafficate affrontano lavori forzati o sfruttamento sessuale. La presenza di attori criminali è cresciuta costantemente dal 2021. Gli attori stranieri rappresentano la preoccupazione più significativa, registrando l'aumento maggiore dal 2021. Questi gruppi sono sempre più diversificati, multietnici e interconnessi. Gli attori del settore privato svolgono un ruolo sostanziale nel riciclaggio di denaro, mentre gli attori integrati nello Stato, sebbene meno diffusi che altrove, facilitano l'attività criminale in determinati contesti.

L'indice di criminalità dell'Italia secondo il Global Index

I punti di forza della resilienza dell'Europa includono la cooperazione internazionale, politiche e legislazioni nazionali solide e l' integrità territoriale. Al contrario, la trasparenza e la responsabilità del governo si posizionano costantemente agli ultimi posti tra gli indicatori di resilienza, così come la capacità di contrasto al riciclaggio di denaro e di regolamentazione economica. Sebbene l'Europa dimostri una resilienza complessivamente relativamente forte, alcuni mercati e attori criminali continuano a espandersi. Questi risultati evidenziano la necessità critica di meccanismi di risposta più efficaci e personalizzati, man mano che la criminalità organizzata si adatta in tutto il continente.

Per saperne di più: https://globalinitiative.net/wp-content/uploads/2026/02/Global-Organized-Crime-Index_Continental-Overview_Europe.pdf

#globalindex2025

 
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Nel suo quinto album in studio, “Julia”, il cantautore islandese Ásgeir intraprende un nuovo viaggio all’insegna dell’introspezione. Prodotto dalla One Little Independent Records, “Julia” segna il passaggio da anni trascorsi a collaborare con traduttori come John Grant e a lavorare con le poesie del padre, Einar Georg Einarsson, alla ferma volontà di iniziare a scrivere testi da solo (per la prima volta). Il risultato è un’opera profondamente contemplativa, intrisa di nostalgia, che vede Ásgeir meditare sui suoi rimpianti passati e sulle sue speranze per il futuro, guidato dallo spettro del personaggio principale dell’album, una ragazza di nome Julia... https://artesuono.blogspot.com/2026/03/asgeir-julia-2026.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/71VHBPBBSf8P93F4uoo3si


 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. 2Giònata informò Davide dicendo: “Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta' in guardia domani, sta' al riparo e nasconditi. 3Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in tuo favore a mio padre. Ciò che vedrò te lo farò sapere”. 4Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: “Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto cose belle per te. 5Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso una grande salvezza a tutto Israele. Hai visto e hai gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?“. 6Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: “Per la vita del Signore, non morirà!”. 7Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio. Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.

8Ci fu di nuovo la guerra e Davide uscì a combattere i Filistei e inflisse loro una grande sconfitta, così che si dettero alla fuga davanti a lui. 9Ma un cattivo spirito del Signore fu su Saul. Egli stava in casa e teneva in mano la lancia, mentre Davide suonava la cetra. 10Saul tentò di inchiodare Davide con la lancia nel muro. Ma Davide si scansò da Saul, che infisse la lancia nel muro. Davide fuggì e quella notte si salvò.

11Saul mandò messaggeri alla casa di Davide per sorvegliarlo e ucciderlo il mattino dopo. Mical, sua moglie, avvertì Davide dicendo: “Se non metti in salvo la tua vita questa notte, domani sarai ucciso”. 12Mical calò Davide dalla finestra e quegli partì di corsa e si salvò. 13Mical prese allora i terafìm e li pose sul letto. Mise dalla parte del capo un tessuto di pelo di capra e li coprì con una coltre. 14Saul mandò dunque messaggeri a prendere Davide, ma ella disse: “È malato”. 15Saul rimandò i messaggeri a vedere Davide dicendo: “Portatelo qui da me nel suo letto, perché lo faccia morire”. 16Tornarono i messaggeri, ed ecco che sul letto c'erano i terafìm e il tessuto di pelo di capra dalla parte del capo. 17Saul disse a Mical: “Perché mi hai ingannato a questo modo e hai permesso al mio nemico di salvarsi?”. Rispose Mical a Saul: “Egli mi ha detto: “Lasciami andare, altrimenti ti uccido”“. 18Davide dunque fuggì e si salvò. Andò da Samuele a Rama e gli narrò quanto gli aveva fatto Saul; poi Davide e Samuele andarono ad abitare a Naiot. 19La cosa fu riferita a Saul: “Ecco, Davide sta a Naiot di Rama”. 20Allora Saul spedì messaggeri a catturare Davide, ma quando videro profetare la comunità dei profeti, mentre Samuele stava in piedi alla loro testa, lo spirito di Dio fu sui messaggeri di Saul e anch'essi fecero i profeti. 21Annunciarono a Saul questa cosa ed egli spedì altri messaggeri, ma anch'essi fecero i profeti. Saul mandò di nuovo messaggeri per la terza volta, ma anch'essi fecero i profeti. 22Allora venne egli stesso a Rama e si portò alla grande cisterna che si trova a Secu e domandò: “Dove sono Samuele e Davide?”. Gli risposero: “Eccoli: sono a Naiot di Rama”. 23Egli si incamminò verso Naiot di Rama, ma fu anche su di lui lo spirito di Dio e andava avanti facendo il profeta finché giunse a Naiot di Rama. 24Anch'egli si tolse gli abiti e continuò a fare il profeta davanti a Samuele; poi crollò e restò nudo tutto quel giorno e tutta la notte. Da qui è venuto il detto: “Anche Saul è tra i profeti?”.

__________________________ Note

19,24 Anch’egli si tolse gli abiti: si tratta di una forma di profetismo estatico, assai diversa dalla effusione iniziale dello spirito divino (10,10), benché il detto proverbiale sia lo stesso in entrambi i contesti (qui e in 10,12). La nudità di Saul lo rende spregevole agli occhi di Samuele e dei profeti (vedi anche 2Sam 6,20).

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Approfondimenti

1-10. Al culmine dei suoi tristi pensieri, durante una seduta del consiglio di stato Saul comunica ai suoi ministri l'intenzione di togliere di mezzo Davide. Nessuno dei cortigiani osa protestare nonostante la stima che tutti hanno per Davide (18,5); contraddire il re vorrebbe dire esser destinati a subire la medesima sorte. Solo Gionata non ricusa di difendere l'amico che ama “come se stesso” e parla al padre per convincerlo a tornare sulla sua decisione (vv. 4-5). L'omicidio sarebbe un grave peccato d'ingiustizia verso un uomo che ha prestato grandi servizi allo stato e allo stesso re. Gionata si guarda bene dal ricordare l'entusiasmo del popolo per Davide e insiste sui guadagni ottenuti con le sue imprese: una nuova speranza per Israele, la sicurezza di avere un prode e fedele guerriero tra le proprie schiere. Come può il re dimenticare la lieta sorpresa di quel giorno, nella Valle del Terebinto? Come mai oggi arreca amarezza ciò che ieri aveva suscitato giubilo? Saul, sempre volubile, giura solennemente di rinunciare all'uccisione di Davide, ma nemmeno stavolta rispetterà l'impegno preso. La pericope non si salda molto bene col c. 20 dove Gionata sembra all'oscuro delle intenzioni di Saul. Potrebbe trattarsi di due diverse tradizioni sull'intervento di Gionata a favore di Davide oppure tra i due episodi è intercorso un lasso di tempo considerevole e il primo fatto potrebbe essere stato dimenticato.

11-17. Nuovo attentato alla vita di Davide. Lo “spirito cattivo sovrumano” s'impadronisce ancora una volta di Saul, turbandolo con tetre considerazioni sull'ennesimo successo conseguito dal giovane condottiero contro i Filistei (v. 8; cfr. 18,8-10). Stavolta Saul non si limita a brandire la lancia (18,11) ma la scaglia violentemente contro la parete, ormai determinato a farla finita. La fuga di Davide non basta a placare Saul invaso dalla furia omicida; per tre volte, nel cuor della notte, manda messaggeri a casa di Davide: prima per sorvegliarlo dall'esterno in attesa del mattino, poi per catturarlo subito e infine per dare un ordine che solo una mente squilibrata può dare: «Portatelo qui da me nel suo letto, perché lo faccia morire» (v. 15). Solo il sangue freddo di Mikal riesce a frenare temporaneamente la furia del re (v. 17).

13. «li pose presso il letto»: secondo un uso babilonese attestato, presso il capezzale degli infermi si collocavano delle statuette di terracotta o rame allo scopo di allontanare gli spiriti malvagi. Mikal fa lo stesso. I terafim (cfr. 15,22-23; qui non si tratta necessariamente di “idoli” veri e propri, forse sono raffigurazioni degli antenati) dovrebbero segnalare inequivocabilmente la presenza di un malato nella stanza. «tessuto di pelo di capra»: «tessuto» è una traduzione congetturale dell'hapax kᵉbîr. Di qualunque oggetto si tratti (coperta, panno, cuscino, ecc.) è chiaro che serve a simulare il corpo di Davide giacente a letto malato. Dopo aver coperto il tutto con una coltre, alla debole luce della lampada sarà difficile accorgersi dell'inganno.

17. Mikal sopporta impavidamente l'urto dell'ira paterna, conducendo sino in fondo l'inganno pur di salvare il marito. L'amore coniugale (cfr. 18,20) è più forte del legame parentale (cfr. Gn 2,23-24). Mikal dimostra a Davide una fedeltà esemplare nel momento più difficile. La sua protesta in 2Sam 6,20 – interpretata da Davide come un malevolo accenno alla sua usurpazione del regno di Saul – è forse dovuta a un moto di gelosia ben intenzionato da parte di questa donna rimastagli devota nonostante tutto (25,44; 2Sam 3,14-16).

18-24. È un racconto indipendente, ritenuto da molti esegeti un doppione di 10,10-12. Ricorda un fatto simile accaduto al profeta Elia (2Re 1,9-17). Fuggito dalla propria casa in Gabaa (v. 12) Davide non torna a Betlemme (certamente Saul lo farà cercare anzitutto presso i suoi parenti) ma si dirige verso Rama. Ivi abita il vecchissimo Samuele, il garante della sua regalità (16,1-13), cui si rivolge per chiedere consiglio sul da farsi. Saul viene avvertito della loro presenza in una località a noi ignota, Naiot, da spie o da zelanti sudditi. Come nella notte della fuga di Davide, Saul invia per ben tre volte i suoi emissari per catturare il nemico e poi si reca di persona a Naiot. Anche stavolta tutti soccombono, però non di fronte all'astuzia di una donna ma davanti allo spirito di Dio che s'impossessa di loro e li costringe a “fare i profeti” contro la loro volontà (cfr. Balaam in Nm 22,20.35). Secondo 15,35 Saul e Samuele non dovevano più rivedersi. Ma lo scopo del brano giustifica la trasgressione narrativa. I due “Unti” s'incontrano presso il profeta che li ha consacrati re entrambi. È l'atto conclusivo di un dramma epocale: Samuele è l'ultimo dei “giudici” d'Israele ritiratosi dopo aver esaudito la richiesta del popolo di avere un re (cc. 8-12); di nuovo è stato chiamato a consacrare un altro re in sostituzione del primo, falso e infedele; infine deve assistere alla lotta dell'uno contro l'altro. C'è un'unica possibilità affinché la storia sacra non sia soffocata dal male: che per un istante si permetta allo spirito – che era sceso su Saul (10,10) e poi si era ritirato per scendere su Davide (16,13-14) – di operare, per comprendere chi è il vero «arbitro e giudice» (24,13.16) degli eventi. Il Signore offre a Saul un'ultima occasione per “obbedire allo spirito”, cioè per essere libero davvero dalla schiavitù dell'invidia, della gelosia, dell'odio. Purtroppo Saul non riesce adesso come non era mai riuscito in tutta la sua carriera (cfr. i cc. 13-15).

20. «comunità di profeti»: cfr. 10,5-7. Non sappiamo come mai Samuele si sia unito a questo gruppo di estatici, lui che è sempre vissuto in solitudine.

20-24. «fare il profeta»: anche per quest'espressione, cfr. 10,5-7.

24. «Anch'egli si tolse gli abiti»: a quanto pare la nudità totale o parziale contrassegnava coloro che “facevano i profeti”. Nel presente contesto la nudità di Saul acquista anche il senso di un'umiliazione davanti a Samuele e al suo rivale, causata dalla tenace opposizione al disegno divino. «Da qui è venuto il detto»: il proverbio è lo stesso citato in 10,11. Ambedue gli episodi, analoghi sotto diversi aspetti, possono aver dato origine al medesimo detto. Non è necessario ipotizzare due tradizioni diverse di un unico evento.

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 1Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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[filtri]

persa la domenica-sonntagabend un paio di [sabotaggi persa percentuale stabilizzata origine] e [storia geologica delle grandelle a volte [intese] comprano dal due al sei marzo verso aprile oppure [è senza] [virgolettato la ricerca non ha evidenziato un termine specifico grandelle con una definizione univoca in contesti letterari o tecnici prevalenti suggerendo che si tratti spesso di un uso colloquiale o plurale al momento non ci sono controindicazioni sensibili men che meno [la scadenza è conforme alla fine dell'orologeria l'affissione l'] annullo

 
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Avevamo lasciato Craig Fortman alle prese con il suo progetto Arch Garrison, ma nel mentre la sua arte veniva messa a disposizione di un'iniziativa che coinvolgeva non solo la sua formazione North Sea Radio Orchestra, ma anche Pascal Comelade, l’ex-Cardiacs William D. Drake, l’ex-Henry Cow John Greaves, Elise Caron e Silvain Vanot... https://artesuono.blogspot.com/2016/10/north-sea-radio-orchestra-dronne-2016.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/7bZSRcpfVBVOMZDSRcSh13


 
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ProtectEU: le misure della Commissione Europea contro terrorismo ed estremismo violento

“L'Unione europea è uno dei luoghi più sicuri al mondo”, dichiara Magnus Brunner, Commissario per gli Affari interni e la migrazione. Per mantenere questa posizione, la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative contro il terrorismo e l'estremismo violento, che fanno parte della più ampia strategia “ProtectEU”.

Magnus Brunner

Sebbene il pericolo rimanga significativo, “la natura delle minacce si è evoluta”, spiega Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, a seguito di una riunione della Commissione europea. “Dieci anni fa, abbiamo assistito a devastanti attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi. La minaccia del terrorismo non è sconosciuta nemmeno al resto d'Europa”, ricorda Virkkunen. Oggi, tuttavia, il mondo digitale, in particolare “l'uso improprio delle tecnologie digitali”, sta rimodellando l'attività terroristica. Minacce che vanno dai “social media e dall'intelligenza artificiale alle armi e ai droni stampati in 3D” prendono di mira in modo sproporzionato i minori: “La radicalizzazione dei giovani è in aumento e i giovani sono sempre più soggetti ad attacchi online”.

Henna Virkkunen

Brunner avverte: “I terroristi non combattono lealmente; sfruttano ogni debolezza che trovano. La cosa più preoccupante è che prendono di mira i nostri figli”. Utilizzano piattaforme di gioco, messaggistica criptata e social media per il reclutamento, con una statistica allarmante: “quasi un presunto terrorista su tre nell'UE ha meno di 20 anni”.

Nel 2026, Bruxelles valuterà le revisioni della normativa sui contenuti terroristici online e si impegna a un'applicazione rigorosa del Digital Services Act. È stata inoltre rafforzata la cooperazione con le piattaforme per “accelerare la rimozione dei contenuti terroristici”, trasformando il Protocollo di crisi in un “Quadro europeo per la risposta alle crisi online” per intervenire “prima che una crisi emerga completamente”. Ulteriori preoccupazioni includono “nuovi sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali”.

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e il conflitto di Gaza hanno alimentato “odio e incitamento alla violenza”, sfruttati da jihadisti e da estremisti di estrema destra e di estrema sinistra, aumentando il rischio di “attacchi”. Lo Stato Islamico “rimane una delle principali minacce esterne per l'UE”, secondo la Commissione Europea, in particolare data l'instabilità siriana e il “futuro incerto dei combattenti terroristi stranieri” detenuti nella Siria nord-orientale.

Il fondamento della strategia è “rafforzare la consapevolezza situazionale e la diagnosi precoce”, rafforzando la capacità unica di analisi dell'intelligence e le risorse di intelligence da fonte aperta (OSINT) di Europol.

Sono previsti investimenti in “tecnologie emergenti, tra cui intelligenza artificiale, criptovalute, droni e armi stampate in 3D” e nella prevenzione, identificata come la “strategia a lungo termine più efficace”: 5 milioni di euro finanzieranno progetti che promuovono “l'emancipazione dei giovani, la resilienza digitale e la coesione comunitaria”.

Dal punto di vista operativo, l'UE mira a istituire una “procedura post-hit” all'interno del Sistema d'Informazione Schengen, valuta l'estensione della raccolta dei dati dei passeggeri a “voli privati, trasporti marittimi e terrestri” e stanzia 30 milioni di euro per proteggere le infrastrutture critiche e gli spazi pubblici.

Infine, controlli finanziari più rigorosi includono un “futuro sistema europeo di recupero dei dati finanziari” e una tabella di marcia per un “accesso legittimo ed efficace ai dati”, garantendo “indagini e azioni penali più rapide e coordinate”.

Immagine creata con l'intelligenza artificiale di Google Gemini

Anche la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi è stata intensificata, con Europol che rafforza i partenariati con alleati fidati per ottenere dati su individui che rappresentano minacce terroristiche. Bruxelles propone inoltre di approfondire la cooperazione con i paesi dell'allargamento e i partner del Mediterraneo, in parte attraverso l'attuazione del Piano d'azione congiunto per prevenire e contrastare il terrorismo e l'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'espansione delle attività del Knowledge Hub in queste regioni. Ciò è in linea con il Consiglio dell'UE, che oggi ha adottato le riforme del regime di sanzioni dell'UE per la lotta al terrorismo (l'“Elenco dei terroristi dell'UE”).

#ProtectEU

Per saperne di più: https://home-affairs.ec.europa.eu/news/commission-presents-protecteu-internal-security-strategy-2025-04-01_en

 
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from Alviro

Bisogna possedere, in qualche misura, la fame del povero per assaporare davvero l’opulenza del ricco; poiché il piacere non nasce dall’abbondanza in sé, ma dal contrasto tra desiderio e soddisfazione. L’uomo che non ha mai conosciuto la mancanza tende a considerare il superfluo come un diritto naturale, e ciò che dovrebbe suscitare meraviglia scivola nell’abitudine con la stessa rapidità con cui una verità evidente diventa invisibile per eccesso di familiarità.

La ricchezza, priva del ricordo della privazione, si trasforma in un’arida contabilità di oggetti; ma quando è preceduta dall’esperienza del bisogno, ogni bene acquista una sorta di luminosità morale. Non è la quantità delle cose possedute a determinare la gioia, bensì l’intensità con cui esse colmano un’assenza. Il povero, abituato a misurare il mondo con il metro della necessità, sa riconoscere il valore di ciò che riceve; il ricco, se ignora tale misura, rischia di vivere circondato da tesori che non significano nulla.

Vi è dunque una lezione paradossale in questa osservazione: la felicità non segue docilmente la prosperità materiale. Essa richiede, per così dire, una memoria della fame. Senza questa memoria, l’abbondanza diviene monotonia; con essa invece, anche il semplice pezzo di pane può avere un sapore delizioso. Perché, in fondo, la ricchezza senza appetito è come una biblioteca in una casa dove nessuno sa leggere: un ornamento rispettabile, ma del tutto inutile.

 
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from Transit

(210)

(K1)

La morte di #Khamenei apre una fase di incertezza strutturale per il sistema iraniano, più che una finestra lineare verso la democrazia. Il potere formale passa a un consiglio ad interim in attesa che l’ “Assemblea degli esperti” scelga una nuova guida, ma il baricentro reale resta nella convergenza (o nello scontro) tra burocrazia religiosa e apparato di sicurezza.

L’assenza di un erede designato e la natura personalistica del ruolo rendono la successione un momento potenzialmente caotico, in cui aree di regime e opposizioni in esilio cercheranno di capitalizzare il vuoto.

Per la società iraniana, già provata da anni di repressione sanguinosa delle proteste, il lutto ufficiale convive con un sentimento diffuso di stanchezza e rabbia, non necessariamente organizzato ma profondo.

Una transizione democratica richiede però soggetti concreti, non solo un “momento favorevole”: esiste un arcipelago di attori come riformisti interni, opposizione organizzata all’estero, reti civili femministe e studentesche, ma sono divisi, sospettosi tra loro e privi di meccanismi condivisi per il dopo-regime.

(K2)

Il rischio immediato è che la continuità autoritaria, con un leader più debole ma un apparato spregiudicato, appaia la soluzione meno costosa per chi detiene le armi.

L’Occidente può facilitare, non sostituire, un processo di democratizzazione, evitando che la morte di Khamenei sia letta solo in chiave militare e securitaria: gestire il “rischio” rischia di accettare un nuovo autoritarismo prevedibile.

Un ruolo utile passa da sostegno politico e tecnico a piani di transizione iraniani (road map laiche e pluraliste già elaborate), apertura mirata a società civile, media indipendenti, sindacati e università, e revisione delle sanzioni che riduca l’impatto sui cittadini colpendo selettivamente le strutture repressive.

Meno “Regime Change”, più garanzie per chi si espone: canali sicuri per l’esilio, protezione per i difensori dei diritti umani, riconoscimento rapido di un governo di transizione rappresentativo. Anche in uno scenario ideale, la democrazia iraniana resterà un cammino lungo e intermittente, ma le scelte occidentali nei prossimi mesi possono renderlo percorribile.

#Blog #Khamenei #Iran #Occidente #Geopolitica #Opinioni

 
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