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from La Guerra delle Formiche

L'IA è l'amianto che stiamo ficcando a palate nei muri della nostra civiltà, e i nostri discendenti si troveranno a cercare rimedio al casino per generazioni.
Cory Doctorow

È appena arrivato il sondaggio nazionale sull'IA rivolto ai docenti, secondo il quale la questione non è se utilizzare o meno questo strumento, ma in che modo declinarne l'utilizzo. Premesso che questa declinazione viene proposta in una serie di opzioni preordinate, ci troviamo di fronte alla classica ratifica di decisioni prese altrove, spacciata per democrazia. Questo “inevitabilismo” coinvolge da tempo ogni aspetto fondamentale delle nostre vite e quando si tratta di imporre spazzatura tecnologica si fa particolarmente pressante. Come per l'uso totalizzante dello smartphone (e prima ancora si potrebbe risalire anche a quello delle automobili, intorno alle quali è stato progettato lo sviluppo delle nostre città), si vuole rendere indispensabile per vivere uno strumento la cui utilità, salvo singoli ambiti specifici e tecnici, è non solo inutile a migliorare la qualità della vita delle persone comuni, ma è perfino dannoso (a livello di costi ambientali, sociali, cognitivi). I cantori del progresso sciorinano da sempre gli innegabili miglioramenti nella conservazione biologica dei nostri corpi e di un certo grado di “libertá” civile, senza mai porsi il dubbio che questi nostri corpi e questa nostra “libertà”, insieme alla loro gestione, appartengano in realtà a qualcun altro, a tutto vantaggio di interessi alieni dai nostri. Oltre a ciò, raramente suddetti cantori notano il costante degrado della nostra vita psichica, individuale e collettiva, e quando lo fanno ne discutono sempre in una prospettiva tecnica e medicalizzante, mai sistemica. Ancor meno si avventurano nell'analisi dei costi sociali e umani necessari per mandare avanti la Macchina, a cui si fa fronte con politiche aggressive, belliche, coloniali e neorazziste, la cui esistenza viene semplicemente rimossa o camuffata da propaganda ideologica. In questo, le differenze di punti di vista tra “conservatori” e “progressisti” sono pura cosmesi narrativa usata come narcotico per le masse. In un mondo in cui la proprietà dei mezzi di produzione non sia il più possibile diffusa e distribuita insieme alla ricchezza e in cui non vi è reale possibilità di organizzare in autonomia la gestione dei propri corpi, del proprio tempo e del proprio spirito, l'unica possibilità di concepire un'Alternativa è vivere con consapevolezza la propria reale schiavitù, difendendo la propria anima dall'esproprio in una salda fortezza interiore, da cui possano scaturire quei singoli e apparentemente insignificanti gesti quotidiani capaci di insinuarsi, nel lungo periodo, nelle faglie degli ingranaggi della Macchina per generare l'imprevisto, l'errore, la devianza che ne determineranno il collasso, aprendo il futuro al Possibile.

 
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from differxdiario

insomma dico che bisogna apprezzare il rumore, tutte le forme di onda. è l'intensità a ferire, semmai. e alcune frequenze, chiaro. ma per il resto bisogna apprezzare quello che Marco Ariano chiama “l'infinito del suono”, ovvero tutto lo spettro dei rumori e dei suoni che – anche vagamente percettibili – scricchiolano nella giornata o si possono inventare. arriva in questo momento dalla mia destra un mugugno basso di elettricità da un altrimenti mutissimo aggeggio elettrico, e – più defilato – non il battere ma l'appoggiarsi di alcune gocce a tempi irregolari nella vasca vuota.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Azaria, re di Giuda 1Nell'anno ventisettesimo di Geroboamo, re d'Israele, divenne re Azaria, figlio di Amasia, re di Giuda. 2Quando divenne re aveva sedici anni; regnò a Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. 3Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Amasia, suo padre. 4Ma non scomparvero le alture. Il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. 5Il Signore colpì il re, che divenne lebbroso fino al giorno della sua morte e abitò in una casa d'isolamento. Iotam, figlio del re, era a capo della reggia e governava il popolo della terra. 6Le altre gesta di Azaria e tutte le sue azioni, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 7Azaria si addormentò con i suoi padri, lo seppellirono con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Iotam.

Zaccaria, re d’Israele 8Nell'anno trentottesimo di Azaria, re di Giuda, Zaccaria, figlio di Geroboamo, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò sei mesi. 9Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come l'avevano fatto i suoi padri; non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele. 10Ma Sallum, figlio di Iabes, congiurò contro di lui, lo colpì a Ibleàm, lo fece morire e regnò al suo posto. 11Le altre gesta di Zaccaria sono descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 12Questa è la parola del Signore, che aveva rivolto a Ieu dicendo: “I tuoi figli siederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione”. E avvenne così.

Sallum, re d’Israele 13Sallum, figlio di Iabes, divenne re nell'anno trentanovesimo di Ozia, re di Giuda; regnò un mese a Samaria. 14Da Tirsa salì Menachèm, figlio di Gadì, entrò a Samaria e colpì Sallum, figlio di Iabes, lo fece morire e divenne re al suo posto. 15Le altre gesta di Sallum e la congiura da lui organizzata sono descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 16Allora Menachèm colpì Tifsach, tutto quello che era in essa e il suo territorio, a partire da Tirsa. Devastò tutto il suo territorio, perché non gli avevano aperto le porte, e sventrò tutte le donne incinte.

Menachèm, re d’Israele 17Nell'anno trentanovesimo di Azaria, re di Giuda, Menachèm, figlio di Gadì, divenne re su Israele. Egli regnò dieci anni a Samaria. 18Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele in tutti i suoi giorni. 19Pul, re d'Assiria, invase il paese. Menachèm diede a Pul mille talenti d'argento, perché l'aiutasse a consolidare nelle sue mani il potere regale. 20Per quel denaro Menachèm impose una tassa su Israele, sulle persone facoltose, per poterlo dare al re d'Assiria; da ognuno richiese cinquanta sicli. Così il re d'Assiria se ne andò e non rimase là nel paese. 21Le altre gesta di Menachèm e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 22Menachèm si addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo figlio Pekachia.

Pekachia, re d’Israele 23Nell'anno cinquantesimo di Azaria, re di Giuda, Pekachia, figlio di Menachèm, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò due anni. 24Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele. 25Contro di lui congiurò Pekach, figlio di Romelia, suo scudiero. Lo colpì a Samaria nel torrione della reggia insieme ad Argob e ad Ariè, avendo con sé cinquanta uomini di Gàlaad; lo fece morire e divenne re al suo posto. 26Le altre gesta di Pekachia e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele.

Pekach, re d’Israele 27Nell'anno cinquantaduesimo di Azaria, re di Giuda, Pekach, figlio di Romelia, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò vent'anni. 28Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele. 29Nei giorni di Pekach, re d'Israele, venne Tiglat-Pilèser, re d'Assiria, che occupò Iion, Abel-Bet-Maacà, Ianòach, Kedes, Asor, il Gàlaad e la Galilea, tutta la terra di Nèftali, deportandone la popolazione in Assiria. 30Contro Pekach, figlio di Romelia, ordì una congiura Osea, figlio di Ela, che lo colpì e lo fece morire, divenendo re al suo posto, nell'anno ventesimo di Iotam, figlio di Ozia. 31Le altre gesta di Pekach e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele.

_ Iotam, re di Giuda_ 32Nell'anno secondo di Pekach, figlio di Romelia, re d'Israele, divenne re Iotam, figlio di Ozia, re di Giuda. 33Quando divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusà, figlia di Sadoc. 34Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Ozia, suo padre. 35Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Egli costruì la porta superiore del tempio del Signore. 36Le altre gesta che compì Iotam non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 37In quei giorni il Signore cominciò a far avanzare contro Giuda Resin, re di Aram, e Pekach, figlio di Romelia. 38Iotam si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con i suoi padri nella Città di Davide, suo padre, e al suo posto divenne re suo figlio Acaz.

__________________________ Note

15,1 Questo re, Azaria, indicato anche col nome di Ozia (15,13.30; Is 6,1; Os 1,1; Am 1,1), regnò negli anni 781-740 circa.

15,8 Zaccaria: è l’ultimo re della dinastia di Ieu; il redattore deuteronomista vede in lui la realizzazione della profezia che assegnava solo quattro generazioni alla dinastia di Ieu (2Re 10,30). Regnò sei mesi (v. 8), probabilmente nell’anno 743.

15,13 Uccisore di Zaccaria e usurpatore del regno d’Israele, Sallum viene a sua volta ucciso dopo un mese di regno.

15,17 Menachèm: regna dal 743 al 738 circa.

15,19 Pul: nome assunto dal grande re assiro Tiglat-Pilèser III (745-727) quando estese il suo regno su Babilonia. Negli Annali assiri Menachèm compare fra i tributari di Tiglat-Pilèser. Un talento corrispondeva a 3.000 sicli; un siclo a circa 11 grammi; mille talenti equivalevano a circa 33.000 chilogrammi.

15,27 regnò vent’anni: così il testo ebraico, probabilmente mal trasmesso. Pekach regnò in realtà dal 737 al 732 circa.

15,29 venne Tiglat-Pilèser: in occasione della campagna contro i Filistei nel 734. L’elenco dei territori, che sono a est e a ovest del lago di Gennèsaret, include anche quelli conquistati nella campagna successiva del 733-732. Per la prima volta nella Bibbia si parla di deportazione.

15,32 Iotam è re di Giuda negli anni 740-736 circa.

15,37 cominciò a far avanzare contro Giuda Resin, re di Aram, e Pekach, figlio di Romelia: è il primo accenno a quella che viene chiamata guerra siro-efraimita, che vedrà Siria e Israele contro Giuda al tempo di Acaz.

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Approfondimenti

1-38. Inclusi tra due regni nel Sud, quello di Azaria (vv. 1-7) e di suo figlio Iotam (vv. 32-38), vengono descritti i burrascosi fatti del Nord. Tre colpi di stato di Sallum (v. 10), Menachem (v. 14) e Pekach (v. 25) spazzano via prima la dinastia di Ieu e poi la stabilità ad essa legata. I grandi sovrani d'Assiria (vv. 19-20.29) fanno la loro comparsa nella storia d'Israele.

1-7. Azaria re di Giuda (781-740). Parallelo in 2Cr 26,3-4.21-23. Questo re viene indicato con due nomi entrambi segnalati in questo capitolo: Azaria (1.8.17.23.27) e Ozia (13.30.32.34). In Cronache, Amos, Osea e Isaia è conosciuto con il secondo nome. La differenza potrebbe trovare questa spiegazione: Azaria era il nome di nascita, Ozia il nome assunto al momento della incoronazione.

2-7. È strano che di un regno così lungo, il più lungo in Giuda, e nel quale si esprime un giudizio positivo (v. 3) non si dia nessuna notizia se non quella della lebbra che ha colpito il re. Pare anzi di cogliere un contrasto tra la valutazione positiva e la contrazione della lebbra considerata un castigo di Dio (Nm 12, 10-15). In 2Cr 26,16-21 viene data la spiegazione della superbia del re che lo spinse ad arrogarsi funzioni sacerdotali. Proprio in seguito a questa malattia e al conseguente isolamento vi fu una coreggenza del principe ereditario Iotam. Nell'anno della morte di Azaria (Ozia), Isaia colloca la visione nel tempio, la sua vocazione profetica (Is 6,1).

8-12. Zaccaria re d'Israele (753). Zaccaria è l'ultimo re della dinastia di leu, la più numerosa e duratura del Nord. Da questo momento il regno settentrionale precipita in un gorgo di disordini che si concluderà solo con il suo crollo definitivo nelle mani degli Assiri nel 721. Infatti simultaneamente alla caduta di Israele nell'irreparabile instabilità politica si registra l'ascesa dell'Assiria sempre più robusta e avida. A questa situazione fortemente instabile fanno riferimento Os 7,7; 8,4; Is 9,19-20. L'autore segnala il nome del rivale che ha rovesciato la dinastia di Ieu e ucciso Zaccaria, cioè Sallum, ma rimane ancor più importante per lui vedere in un avvenimento saliente come questo il compimento dell'oracolo di 10,30.

13-16. Sallum re d'Israele (753). Il regno di Sallum è così breve, il più breve d'Israele dopo quello di Zimri (2Re 16,15-20) da venir presentato senza il consueto schema narrativo e soprattutto senza l'immancabile giudizio morale. Praticamente la notizia del suo regno coincide con quella della sua sconfitta da parte del rivale Menachem, proveniente da Tirza, la vecchia capitale (1Re 15,21). A questo si aggiunge l'accenno delle crudeltà perpetrate da Menachem contro Tifsach. L'accettazione del nome di questa città come si trova ora nel testo è problematica. Già menzionata in 1Re 5,4 sarebbe la città collocata sull'Eufrate e quindi decisamente al di fuori dei nostri avvenimenti. Sulla scorta del testo di Luciano alcuni propongono di correggere il nome in Tappuach, città sul confine tra Efraim e Manasse (cfr. Gs 16,8; 17,7). Il vergognoso accanimento sulle donne incinte è purtroppo una pratica non isolata di questo tempo (cfr. 2Re 8,12; Am 1,13; Os 14,1).

17-22. Menachem re d'Israele (753-742). Per la prima volta viene nominata nel libro l'Assiria (v. 19) e il suo re con il nome di Pul. Si tratta di Tiglat-Pilezer III il quale quando conquistò Babilonia nel 729 prese il nome di Pulu. Gli annali assiri confermano questo dato insieme a quello dell'accettazione del tributo da parte dei sovrani di Siria e di Menachem di Samaria. La cifra ingente fu raccolta attraverso una tassazione imposta ai facoltosi proprietari terrieri o cittadini obbligati al servizio militare in caso di guerra. Menachem si illuse di scongiurare così l'invasione; in realtà accondiscese alla prepotenza assira che di lì a poco farà sentire tutto il suo peso e dalla quale non era facile trovare scampo.

23-26. Pekachia re d'Israele (742-740). L'unico dato rilevante è il colpo di stato subito da Pekachia ad opera del quasi omonimo Pekach proveniente da Galaad e dunque molto probabilmente appartenente al partito filo-siriano opposto a quello filo-assiro che appoggiava la politica di Pekachia in linea con quella del padre Menachem.

27-31. Pekach re d'Israele (740-731). Due fatti costituiscono il contenuto di questo regno: la seconda invasione assira e la congiura. Terminati i combattimenti sul fronte orientale con la definitiva sottomissione dell'Armenia, l'attenzione assira si volge ancora ad occidente dove si stava rafforzando il fronte antiassiro. Tiglat-Pilezer marcia dalla frontiera settentrionale di Israele, Ijjon, Abel-Bet-Maaca, verso il nord-ovest del lago di Huleh, Kedes, e quindi a ovest dello stesso lago. Ianoach non è mai stata identificata. La parte migliore di Israele finì così in possesso del re assiro che la divise in tre province: Galaad in Transgiordania, Meghiddo con annessa la Galilea e Dor sulla costa. Il colpo di stato di Osea, filo-assiro, probabilmente arrestò l'invasione. Questi fatti sono ricordati nella iscrizione di Tiglat-Pilezer. L'invasione è da datarsi dal 733 al 732.

32-38. Iotam re di Giuda (740-736). Parallelo in 2Cr 27,1-4.7-9. Seguendo lo schema tradizionale, l'unica notizia che ci è offerta circa il regno di Iotam è la costruzione della porta superiore del tempio (v. 35), frammento di un'attività edilizia più ampiamente descritta in 2Cr 27,3-4. Ma nella formula tradizionalmente conclusiva si riferisce l'avvenimento più importante sul piano storico, l'inizio della guerra siro-efraimita. La notizia è in una posizione così anomala da far pensare a una glossa posteriore. Pekach e Rezin di Damasco vogliono forzare Iotam a entrare nella loro coalizione per arginare il dilagare dell'Assiria. Di fronte al rifiuto di Iotam decidono la sua sostituzione con un re fantoccio che assecondi i loro progetti, ma la morte del re farà sì che sia suo figlio Acaz ad affrontare il problema. L'avvenimento è attribuito al volere di Dio anche se non viene collegato con un atteggiamento morale da punire.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Nicholas Edward Cave classe ’58 Australiano di Melbourne a 32 anni incide il suo sesto album solista “The Good Son”.

La sua discografia, sei album in otto anni, due eccezionali “The Firstborn is Dead” e “Kicking Against The Pricks” album di cover, bello e non ovvio, tre più che validi “From Her To Eternity”, “Your Funeral… My Trial” e “Tender Prey” e questo “Buon Figlio” targato 1990. Il cambio di rotta è evidente, Cave abbandona i suoni spigolosi e irrequieti e intraprende la strada della melodia, dell’intimismo, della spiritualità... https://www.silvanobottaro.it/archives/4099


Ascolta: https://album.link/i/1435933814


 
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from Diario

Oggi in auto pensavo – molto banalmente – al fatto che quando insegno cerco di creare delle forme di quello che stiamo studiando, far recitare i ragazzi, fargli creare dei video o fargli sentire – quando posso – le sonorità delle diverse epoche attraversate, il combattimento tra Tancredi e Clorinda, Sanguineti e Berio, l'intonarumori di Russolo, i ragionamenti di Banchieri e parlare anche con quelli del tecnico informatico di cose che non hanno in programma, di arte, mostrare alcune cose, Un chien andalou di Bunuel e Dalì, eccetera, cercare poi collegamenti con il mondo dell'informatica, i videogame, eccetera.

Ogni tanto mi chiedo se non dovrei limitarmi a seguire il libro di testo o di dare loro lo standard scolastico di letteratura invece che queste forme ibride che costano tempo e che apparentemente potrebbero sembrare distanti dai canoni della letteratura e dal mondo scuola. Il fatto è che penso che ogni docente possa e debba condividere anche (ma non solo, beninteso) quello che è il proprio percorso culturale, le proprie passioni e anche il background di quello che è stato il cammino scolastico e lavorativo che si è fatto.

Non può esistere uno standard dell'educatore come non esiste una voce standard. Abbiamo la voce che abbiamo, i genitali, i peli ci cresono in certe parti del corpo e non in altre. Siamo passati per gli anni della nostra generazione precipitando a vuoto verso il cielo, avevo scritto, e tutto quello che abbiamo respirato ha fatto parte della nostra materia. Come insetti abbiamo divorato la nostra dieta culturale e – anche se avessimo dimenticato tutto- le fibre del nostro corpo di quello sono composte.

E quindi oggi in auto pensavo che – in fondo, nel mio caso specifico – io sono un certo tipo di persona che insegna come insegna anche perché ho studiato all'Università di lettere, e ovviamente ho dato i miei esami di letteratura e di storia, ci mancherebbe, ma negli stessi anni ho dato i miei esami di storia della musica, di storia e critica del film e del cinema, di storia del teatro e dello spettacolo, di drammaturgia greca e romana, di arte medievale, moderna, contemporanea e orientale, di letteratura teatrale e anche perché sono stato negli scout, ho trasformato Kipling in giochi collettivi, la bibbia in drammatizzazioni, le conoscenze in attività e lanci, e nella mia dieta culturale c'è stato Svevo, certo, Pirandello, Dante, Pasolini, Strindberg ma anche Otomo, Miller, Moebius, Welles, Einsenstein, Miyazaki, la Atari, la Activision, la Annapurna, David Crane, Berio o Prince.

Non sono tutta quella roba, ma sono pieno di scorie di quella roba, la materia di cui sono composto, anche questo mal di testa che stamattina mi attraversa la parte destra della testa, anche quello è annegato lì dentro. E quella roba, molta di quella roba, brilla, risplende, è ricolma di bellezza, anche quella più rancida e autodistruttiva. Quindi, secondo te, dopo aver assaporato la bellezza, dovrei scegliere di essere un mostro?

La mia medico mi ha dato un nuovo piano terapeutico. Ma prima il video. Ieri sera ho fatto al volo questo video, che poi non ho messo online, perché effettivamente non era venuto bene, il testo, un po' semplicistico era più o meno questo: se io mettessi su una linea tutti gli errori che ho fatto, anche solo limitandomi a quelli che ho fatto sapendo di farli nel momento che li facevo, i peggiori, dicevo, se li mettessi tutti su una linea, otterrei una cosa densa e colante, un ammontare pesante e torbido di mancanze e paure, di rabbia e predestinazione. E la cosa divertente, dicevo nel video, è che non avrei nemmeno la collezione completa. Per quanto fosse lunga questa teoria di errori non sarebbe ancora la collezione completa ed è per questo che continuo, ancora oggi 2026 o 2040 quando siamo, non ricordo, che continuo ancora a farne e che – guardando in avanti – so che ancora ne farò nonostante tutta l'esperienza che ho accumulato come una qualunque macchina stocastica, ancora e ancora con lo stesso peso e lo stesso sbalordimento. Miro – dico – alla collezione completa, per poi rivenderla agli appassionati e collezionisti appunto.

Sulle pastiglie che prendo, completamente bianche, c'è una scritta azzurra, inizialmente avevo pensato fosse INRI, il che avrebbe dato una svolta radicale alla mia visione medico-religiosa, invece è IM epoi un segno che sembra una mezza H, a cui manca un asticella. Dovrò studiare le prossime per vedere se è un errore di stampa di questa singola pastiglia. È un banale antibiotico. Anyway. Mangiare qualcosa su cui è stampato qualcosa con caratteri tipografici, mi fa un certo effetto. Come se potesse esistere una ulteriore forma di trasmissione di conoscenza attraverso la digestione di lemmi tipografici. Come quando, da bambino, strappavo le pagine dei fogli stampati e le mangiavo.

 
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from elettrona

Esiste nel Fediverso un gioco famoso in altri social network soprattutto su X: si chiama Fedle ed è una variante di Wordle.

Un po' di storia: Wordle

Su X/Twitter si trovano persone che pubblicano post pieni di numeri e quadratini gialli, grigi e verdi.

Si tratta di un gioco chiamato Wordle che consiste nell'indovinare una parola messa a disposizione dal videogioco ogni giorno; la versione originale ha i termini in inglese di 5 lettere e si hanno a disposizione sei tentativi, partendo dalla sola lettera iniziale. Indovinata la parola, si copia il risultato sui social network.

Creato nel 2021 dallo sviluppatore Joseph Wardle, si è diffuso su Twitter per poi essere acquistato dal New York Times e ne sono nate parecchie varianti anche in italiano (parle, parolette, parole sante...).

Wordle è un programma completamente grafico tastiera compresa, anche se in un gioco di questo tipo la vista neanche servirebbe. Così le persone con disabilità visiva non potevano giocare, finché qualcuno non ha creato l'estensione chrome accessible wordle – in teoria supporta tutti i browser con estensioni, ma se Wordle modifica la propria architettura, l'estensione potrebbe non funzionare più. Vale la pena?

Chi ama i social network commerciali si tenga Wordle, perché noi nel Fediverso abbiamo qualcosa di alternativo, stabile, accessibile e completamente rispettoso della riservatezza.

Fedle: un bot Wordle per ActivityPub

Se Wordle è un'interfaccia web, Fedle è un bot con cui interagire esattamente come lo si farebbe con qualunque utilizzatore umano: botta e risposta. Per cui v a bene ogni client fediverso e ogni browser web senza installare programmi in più.

La versione italiana risponde a @fedle_it@fedle.fedilab.app – per ricevere ogni giorno alle 14:00 una parola italiana da indovinare, basta seguire il bot come si farebbe con qualunque altro handle fediverso.

Come si usa

Quando si interagisce con Fedle_it la visibilità dei messaggi deve essere su “privato” – solo le persone che menziono.

  • aiuto: manda un elenco di comandi
  • regole: mostra le regole del gioco disponibili anche nella pagina informazioni di Fedle.
  • una volta ricevuta la parola del giorno, basterà rispondere alla conversazione in privato, con quella che si presume sia la soluzione.

Se fedle dice “6 lettere, inizia per l”, si potrà rispondere (impostando la visibilità su privato) semplicemente scrivendo ad esempio lavoro.

Per comodità, ecco i comandi e le regole del gioco:

Indovina la parola del giorno in 6 tentativi. La prima lettera viene data come indizio. La tua risposta deve essere della lunghezza giusta e nel dizionario. :correct: = lettera giusta, posizione giusta :misplaced: = lettera giusta, posizione sbagliata :absent: = lettera non nella parola

Comandi:

  • aiuto: mostra queste regole
  • statistiche: statistiche personali
  • migliori: classifica istanza (7 giorni)
  • statistiche istanza.tld: statistiche per una istanza
  • suggerisci: PAROLA: proponi una parola
  • esercizio: allenati con una parola casuale
  • nuovo esercizio: ottieni una nuova parola

I simboli (emoji)

Come detto, graficamente si mostrano dei simboli. Dei quadratini.

  • 🟩 – verde, lettera presente nella parola e posizionata nel posto giusto. Se la soluzione è “sopra” ma tu hai scritto “sport”, ci saranno due simboli verdi nella posizione 1 e 4.
  • 🟨 – giallo, lettera errata. Misplaced. Presente nella parola, ma posizionata nel posto sbagliato. Se la tua risposta è “sport” ma la soluzione è “sopra”, in posizione 2 e 3 ci saranno due segni gialli perché le due lettere sono scambiate di posto.
  • ⬛ – grigio: lettera assente. La parola non contiene la lettera in questione. Nell'esempio di “sport”, la “t” sarà una tessera grigia perché nella parola richiesta, “sopra”, non esiste la t.

Competizione e condivisione

Ovviamente non è obbligatorio condividere i propri risultati sui social network, ma Fedle quando si arriva alla soluzione, restituisce un link da cliccare. Si apre il browser e si copia il risultato con l'apposito pulsante, che poi si può trasferire incollandolo sul composer del proprio client fediverso.

Ogni domenica arriva la classifica settimanale delle istanze che hanno giocato, e ogni giorno vengono dati i risultati della parola precedente: quanti giocatori hanno provato, la percentuale di risoluzioni, la media di tentativi svolti.

Si può barare con l'AI? Volendo sì. Ma se lo fai... ti dai praticamente del pollo da solo.

Hashtag da usare

Di solito si usa #fedle che è già preimpostato nel post coi risultati da incollare nel composer del client Fediverso. Ma nessuno vieta di aggiungerne altri, tipo #ParoleSante o #FedleItalia o anche WordGame, Puzzle, Rompicapo...

CREDITS: Elena Brescacin – @elettrona@poliversity.it | traduttrice italiana di Fedle

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

ISRAELE E GIUDA FINO ALLA CADUTA DI SAMARIA (14,1-17,41)

Amasia, re di Giuda 1Nell'anno secondo di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele, Amasia, figlio di Ioas, divenne re di Giuda. 2Quando divenne re aveva venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddàn. 3Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non come Davide, suo padre: fece come suo padre Ioas. 4Solo non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. 5Quando il regno fu saldo nelle sue mani, uccise i suoi ufficiali che avevano ucciso il re, suo padre. 6Ma non fece morire i figli degli uccisori, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: “Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri. Ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato”. 7Egli sconfisse gli Edomiti nella valle del Sale, in tutto diecimila. In quella guerra occupò Sela e la chiamò Iokteèl, come è chiamata ancora oggi. 8Allora Amasia mandò messaggeri a Ioas, figlio di Ioacàz, figlio di Ieu, re d'Israele, per dirgli: “Vieni, affrontiamoci”. 9Ioas, re d'Israele, fece rispondere ad Amasia, re di Giuda: “Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: “Da' in moglie tua figlia a mio figlio”. Ma passò una bestia selvatica del Libano e calpestò il cardo. 10Hai ben colpito Edom, e il tuo cuore ti ha esaltato. Sii glorioso, ma resta nella tua casa. Perché ti precipiti in una disfatta? Potresti soccombere tu e Giuda con te”. 11Ma Amasia non lo ascoltò. Allora Ioas, re d'Israele, si mosse; si affrontarono, lui e Amasia, re di Giuda, presso Bet-Semes, che appartiene a Giuda. 12Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 13Ioas, re d'Israele, fece prigioniero Amasia, re di Giuda, figlio di Ioas, figlio di Acazia, a Bet-Semes. Quindi, andato a Gerusalemme, aprì una breccia nelle mura di Gerusalemme dalla porta di Èfraim fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. 14Prese tutto l'oro e l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio del Signore e nei tesori della reggia, e gli ostaggi, e tornò a Samaria. 15Le altre gesta che compì Ioas, la sua potenza e la guerra che combatté contro Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 16Ioas si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria con i re d'Israele e al suo posto divenne re suo figlio Geroboamo. 17Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, visse quindici anni dopo la morte di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele. 18Le altre gesta di Amasia non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 19Si ordì contro di lui una congiura a Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis, dove l'uccisero. 20Lo caricarono su cavalli e fu sepolto a Gerusalemme con i suoi padri nella Città di Davide. 21Tutto il popolo di Giuda prese Azaria, che aveva sedici anni, e lo fece re al posto di suo padre Amasia. 22Egli ricostruì Elat, riannettendola a Giuda, dopo che il re si era addormentato con i suoi padri.

Geroboamo II, re d’Israele 23Nell'anno quindicesimo di Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, Geroboamo, figlio di Ioas, re d'Israele, divenne re a Samaria. Egli regnò quarantun anni. 24Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da nessuno dei peccati che Geroboamo, figlio di Nebat, aveva fatto commettere a Israele. 25Egli recuperò a Israele il territorio dall'ingresso di Camat fino al mare dell'Araba, secondo la parola del Signore, Dio d'Israele, pronunciata per mezzo del suo servo, il profeta Giona, figlio di Amittài, di Gat-Chefer. 26Infatti il Signore aveva visto la miseria molto amara d'Israele: non c'era più né schiavo né libero e Israele non aveva chi l'aiutasse. 27Il Signore che aveva deciso di non cancellare il nome d'Israele sotto il cielo, li liberò per mezzo di Geroboamo, figlio di Ioas. 28Le altre gesta di Geroboamo, tutte le sue azioni e la potenza con cui combatté e con la quale recuperò a Israele Damasco e Camat, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 29Geroboamo si addormentò con i suoi padri, con i re d'Israele, e al suo posto divenne re suo figlio Zaccaria.

__________________________ Note

14,1 Amasia: è re negli anni 796-781 circa.

14,14 È la terza volta che vengono spogliati il tempio e la reggia dopo l’incursione di Sisak (1Re 14,25-26) e quella di Cazaèl (2Re 12,18-19).

14,19 Lachis: città fortificata di Giuda, sulla strada da Gaza a Gerusalemme.

14,22 ricostruì Elat: città perduta dal tempo del re Ioram (2Re 8,20-21), sul ramo orientale del Mar Rosso.

14,23 Sotto Geroboamo II, che regnò negli anni 783-743, vengono chiamati al ministero profetico Amos e Osea.

14,25 Del profeta Giona figlio di Amittài, al quale vengono attribuiti i fatti che si leggono nel omonimo libro di Giona, non si sa nulla.

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Approfondimenti

14,1-17,41. Si è concluso il ciclo di Eliseo. Ora si apre una nuova sezione che presenta il cammino parallelo dei due regni fino alla scomparsa di quello del Nord. Dal punto di vista letterario il termine di quest'ultimo scorcio di storia comune è da collocarsi a 17,23. Un'abbondante appendice sull'origine dei Samaritani – 17,24-41 – conclude definitivamente la sezione.

14,1-22. Amazia re di Giuda (796-781). Parallelo in 2Cr 25,1-4.11-12.17-28.

1-4. Presentazione schematica del regno con le solite caratteristiche usate per i re di Giuda. La durata del regno in ventinove anni è assai controversa. È uno dei pochi re a ricevere nel sommario un giudizio positivo (cfr. 15,3.34; 18,3; 22,2). Tuttavia anche sul regno di Amazia si stende l'ombra delle alture.

5-6. Dopo aver atteso il consolidamento del suo potere, Amazia procede a vendicare il padre (cfr. 12,21-22) applicando il principio della responsabilità individuale. Questo costituiva un progresso giuridico notevole nel diritto d'Israele. La legislazione tribale, assai attenta alla solidarietà della famiglia, la coinvolgeva completamente anche nel caso di un delitto e della pena da scontare (Gs 7,24-25; 1Sam 22,16; 2Re 9,26). Col Deuteronomio si crea invece una svolta: sono riportate qui, quasi alla lettera, le parole di Dt 24,16. La letteratura profetica si metterà su questa scia (Ger 31,29-30; Ez 18).

7. Amazia riesce a riconquistare la regione di Edom perduta con la rivolta contro Ioram (8,22). Vengono riportate due importantissime tappe della guerra. Prima la battaglia nella valle del Sale, identificata con ‘Ain-milḥ 30 km ad ovest di Petra, già nota in 2Sam 8,13 per la vittoria di Davide sugli Edomiti. Probabilmente il luogo si trovava sul cammino delle truppe verso sud. Successivamente la conquista della “rupe” da identificarsi con Umm el-Bijārah, praticamente l'acropoli di Petra. Il luogo è veramente impervio a 1160 m; per questo la vittoria creò tale stupore da assegnare al luogo il nome di Iok-teel, «Dio prende», ma il toponimo non ha avuto molta fortuna.

8. I motivi della sfida di Amazia non sono chiari. Dall'apologo che segue al v. 9 potrebbe trattarsi di una richiesta di matrimonio per il figlio di Amazia, chiedendo la figlia di Ioas, ma la risposta fu negativa. Oppure, seguendo 2Cr 25,6-10, la truppa d'Israele non accolta da Amazia fu motivo dello scontro. Infine con 2Cr 25,13 la guerra scoppiò per vendicare le razzie degli offesi Israeliti che ritornavano ai loro territori. Non è neanche da escludere la semplice ambizione per superare l'egemonia politica d'Israele dopo le vittorie sugli Aramei (13,25).

9-10. Ioas risponde alla sfida con un breve e bell'apologo che ricorda Gdc 9,7-15. La favola mostra molto bene l'inutilità del proposito di Amazia e l'altezzosità con cui il regno del Nord guardava a quello del Sud. Tuttavia questo atteggiamento viene mitigato dal consiglio del v. 10 a rinunciare all'impresa.

11-14. Il luogo dello scontro stupisce. Bet-Semes si trova a 38 km ad ovest di Gerusalemme, quasi sul confine filisteo. Sarebbe stato più comprensibile un luogo verso la frontiera settentrionale. Giuda è sconfitto. I nemici vincitori assalgono Gerusalemme privandola di 200 m di mura sul lato nord-occidentale e facendo bottino di preziosi e ostaggi. Questo è il terzo saccheggio di Gerusalemme, dopo quello di Sisach (1Re 14,25-26) e quello di Cazael (12,19).

15-16. È una ripetizione della conclusione del regno di Ioas di 13,12-13.

19-20. Anche Amazia è vittima di una congiura, forse ordita a causa del negativo esito della guerra, ma i motivi non sono trasparenti affatto. Accortosi del rischio, il re fugge a Lachis, attuale Tell ed-Duweir, ben distante da Gerusalemme verso sud-ovest, ma viene raggiunto e ucciso. È strana anche la notizia del suo trasporto a Gerusalemme che dà l'impressione di un solenne corteo funebre. Amazia è il secondo re di Giuda assassinato dopo suo padre Ioas (12,21-22).

21-22. La congiura contro Amazia non godeva di una base popolare, se la stessa gente della Giudea intronizza suo figlio Azaria come nuovo re. Egli si applica a completare l'impresa paterna della riconquista di Edom con la ricostruzione di Elat, il grande porto salomonico (cfr. 1Re 9,26).

23-29. Geroboamo II re d'Israele (782-753). Geroboamo II è il più importante re d'Israele sia per la durata del suo regno, sia per quanto riuscì a realizzare. Approfittando delle pressioni assire sulla Siria, riportò i confini settentrionali fino al limite raggiunto sotto Davide: Camat. Anche a meridione il confine fu riportato a lambire il Mar Morto (mare dell'Araba). Dal punto di vista amministrativo vi fu pure una buona riuscita. Ma l'autore non accorda la sua simpatia a questo monarca, forse per il suo scarso impegno religioso. Così in pochi versetti viene liquidato un periodo brillante della storia settentrionale. Va segnalato che durante questo regno, Amos, nativo della Giudea, svolse nel territorio del nord il suo ministero profetico (circa il 760) finché non venne espulso per i suoi interventi contro la casa reale (Am 7,10-13).

25. L'estensione dei confini viene attribuita alla realizzazione di una profezia. Giona figlio di Amittai, verso la fine del V sec. e l'inizio del IV, tu scelto come protagonista dell'omonimo libro. Gat-Chefer è posto da Gs 19,13 nella Galilea; molto probabilmente si tratta dell'attuale Kirbet ez-Zurra, 5 km a nord-est di Nazaret. Secondo Am 6,13, Geroboamo sarebbe arrivato a riconquistare la Transgiordania fino al «torrente dell'Araba», a sud-est del Mar Morto.

26-27. I versetti trovano un parallelo in 13,4-5. La formula «schiavo-libero», già comparsa in 1Re 14,10, è di sapore poetico e trova in italiano una traduzione congetturale. La forza della parola profetica e la misericordia divina messe in campo dall'autore tolgono merito ai successi di Geroboamo II.

28. La riconquista di Damasco non è da leggersi come una espugnazione militare. Per comprendere si deve tenere presente 1Re 20,34 in cui si parla della riapertura dei mercati israeliti in quella città. Si tratta qui di un'operazione analoga.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Pensare che a volte è sufficiente una sola immagine, dal tratto preciso e con figure ben contestualizzate, a generare un intero immaginario potenziale. È tra gli elementi determinanti dell'arte classica – specie dalla rivoluzione prospettica in poi – e il motivo per cui la figurazione non smette di comunicarci sensazioni vivide e condivise. Al compianto Simon Jeffes è bastata una visione poetica del tutto casuale, un'ode al fascino dell'irrazionalità (l'incipit: “I am the proprietor of the Penguin Cafe, I will tell you things at random”), in seguito resa possibile nei dipinti della sua compagna Emily Young, eleganti sintesi tra la metafisica di De Chirico e le fantasie antropomorfe di Lewis Carroll... https://artesuono.blogspot.com/2017/05/penguin-cafe-imperfect-sea-2017.html


Ascolta: https://album.link/i/1451164942


 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Nel libro IV dell'Eneide di Virgilio, v. 569, si legge: “Heia age, rumpe moras. Varium et mutabile semper femina” (= Muoviti, rompi gli indugi, è della donna essere mutevole). La raffinata citazione classica fornisce a Laura Marling il pretesto per costruire nel suo sesto album una sorta di concept sulla natura vulnerabile dell'essere femminile. “Volevo scrivere della donna come se fosse un uomo a farlo”, spiega la cantautrice inglese in un'intervista rilasciata a The Fader, aggiungendo “ma in fondo, ero io stessa a scriverne, non avevo bisogno di una prospettiva maschile per giustificare l'intimità del modo in cui guardo al mondo femminile”... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/laura-marling-semper-femina-2017.html


Ascolta: https://album.link/i/1179022496


 
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from norise 3 letture AI

.Laghi di mistero

ombre stampate – ombre a vestire figure passeggere

luce degli occhi ai primordi -ritagliata nel blucielo – ove

immergersi in laghi di mistero

. Mi piace molto questo frammento: ha un tono sospeso e visivo che invita a restare in ascolto. Qui sotto ti offro un’interpretazione, qualche osservazione stilistica e due proposte — una breve continuazione e una versione alternativa — per mantenere intatto il mistero senza appesantirlo.

Interpretazione

Tema principale: il contrasto tra luce e ombra come luogo di memoria e nascita; i laghi diventano metafora di profondità emotiva e di segreti che si possono solo sfiorare.
Atmosfera: rarefatta, notturna o crepuscolare; il linguaggio suggerisce un paesaggio interiore più che un luogo geografico.
Immagini chiave: le «ombre stampate» come impronte del passato; la «luce degli occhi» che ritaglia il cielo azzurro e apre la possibilità dell’immersione.


Stile e immagini

Lessico: essenziale, con parole isolate che funzionano come scatti fotografici.
Ritmo: frammentario, con enjambement e trattini che rallentano la lettura e creano pause meditative.
Suono: consonanze morbide (l, r, s) che favoriscono un tono sussurrato; poche vocali aperte per mantenere il controllo del respiro poetico.


Suggerimenti di revisione

  • Conservare le pause: i trattini sono efficaci; evita di sostituirli con punteggiatura più forte per non perdere la sospensione.
  • Variare il registro lessicale solo se vuoi rompere il sogno: inserire un termine concreto (es. «barca», «sasso») può ancorare l’immagine senza dissipare il mistero.
  • Giocare con la punteggiatura visiva: spaziature o versi molto brevi possono accentuare l’effetto di immersione.

Continuazione proposta

ombre stampate – ombre
a vestire figure
passeggere

luce degli occhi
ai primordi – ritagliata
nel blucielo – ove

immergersi
in laghi di mistero

e restare
a contare i cerchi
che l’acqua disegna
sul fondo dei giorni.


Versione alternativa (più lirica)

ombre impresse, ombre
che vestono figure effimere

la luce negli occhi
ritaglia i primordi
sul blu del cielo

ci si immerge
in laghi di mistero
e si torna più antichi.


Translation

Faithful translation

Lakes of mystery

shadows printed – shadows
to clothe passing figures

light of the eyes
at the beginnings – cut out
in the blue sky – where

to immerse oneself
in lakes of mystery

Lyrical translation

Lakes of mystery

shadows pressed — shadows
garbing passing shapes

the light in the eyes
cut from first dawns
against the blue sky — where

one slips
into lakes of mystery

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Ioacàz, re d’Israele 1Nell'anno ventitreesimo di Ioas, figlio di Acazia, re di Giuda, Ioacàz, figlio di Ieu, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò diciassette anni. 2Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. 3L'ira del Signore si accese contro Israele e li consegnò in mano a Cazaèl, re di Aram, e in mano a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. 4Ma Ioacàz placò il volto del Signore e il Signore lo ascoltò, perché aveva visto l'oppressione d'Israele: infatti il re di Aram lo opprimeva. 5Il Signore concesse un salvatore a Israele, che così riuscì a sfuggire al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. 6Ma essi non si allontanarono dai peccati che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele, ma li imitarono e anche il palo sacro rimase in piedi a Samaria. 7Pertanto non furono lasciati soldati a Ioacàz, se non cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta. 8Le altre gesta di Ioacàz, tutte le sue azioni e la sua potenza, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 9Ioacàz si addormentò con i suoi padri, fu sepolto a Samaria e al suo posto divenne re suo figlio Ioas.

Ioas, re d’Israele 10Nell'anno trentasettesimo di Ioas, re di Giuda, Ioas, figlio di Ioacàz, divenne re su Israele a Samaria. Egli regnò sedici anni. 11Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebat aveva fatto commettere a Israele, ma li imitò. 12Le altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e la potenza con cui combatté con Amasia, re di Giuda, non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 13Ioas si addormentò con i suoi padri e sul suo trono si sedette Geroboamo. Ioas fu sepolto a Samaria con i re d'Israele.

Morte di Eliseo 14Quando Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas, re d'Israele, scese da lui, scoppiò in pianto in sua presenza, dicendo: “Padre mio, padre mio, carro d'Israele e suoi destrieri!”. 15Eliseo gli disse: “Va' a prendere arco e frecce”, ed egli prese arco e frecce per lui. 16Disse ancora Eliseo al re d'Israele: “Metti la tua mano sull'arco”. Dopo che egli ebbe messa la mano, Eliseo mise le sue mani sopra le mani del re, 17quindi disse: “Apri la finestra verso oriente”. Dopo che egli ebbe aperta la finestra, Eliseo disse: “Tira!”. Ioas tirò. Eliseo disse: “Freccia vittoriosa del Signore, freccia vittoriosa contro Aram. Tu colpirai Aram ad Afek, sino a finirlo”. 18Eliseo disse: “Prendi le frecce”. E quando quegli le ebbe prese, disse al re d'Israele: “Colpisci la terra”, ed egli la percosse tre volte, poi si fermò. 19L'uomo di Dio s'indignò contro di lui e disse: “Colpendo cinque o sei volte, avresti colpito Aram sino a finirlo; ora, invece, sconfiggerai Aram solo tre volte”. 20Eliseo morì e lo seppellirono. Nell'anno successivo alcune bande di Moab penetrarono nella terra. 21Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono quell'uomo sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, riacquistò la vita e si alzò sui suoi piedi. 22Cazaèl, re di Aram, oppresse gli Israeliti per tutti i giorni di Ioacàz. 23Ma il Signore ebbe pietà di loro, ne ebbe compassione e tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe; non volle distruggerli e non li ha rigettati dal suo volto fino ad ora. 24Cazaèl, re di Aram, morì e al suo posto divenne re suo figlio Ben-Adàd. 25Allora Ioas, figlio di Ioacàz, tornò a prendere a Ben-Adàd, figlio di Cazaèl, le città che Cazaèl aveva tolte con la guerra a suo padre Ioacàz. Ioas lo sconfisse tre volte; così recuperò le città d'Israele.

__________________________ Note

13,1 Negli anni 814-798 circa Ioacàz regna su Israele.

13,5 un salvatore: forse l’autore pensa a Geroboamo II, il figlio di Ioas; oppure si tratta del re di Assiria Adad-Nirari III, che spezzò la potenza di Damasco (vedi vv. 23-25; 14,23-29).

13,10 Ioas: è re d’Israele negli anni 798-783 circa.

13,17 Afek: è la città aramea a est del lago di Gennèsaret, dove Ioas riporterà alcuni successi (vedi 1Re 20,26-30).

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Approfondimenti

1-5. Ioacaz re d'Israele (813-797). Nello schema convenzionale di presentazione viene proposto il giudizio religioso sul re che, come tutti i suoi predecessori, non si allontana dal peccato originale del regno del Nord (cfr. 1Re 12,26-30). Questo rilievo innesca una descrizione in tre momenti: peccato, castigo, perdono. La fase centrale, l'ostilità e la superiorità di Aram, è l'unico problema storico-politico che viene ricordato di questo regno. Si ritornerà sul tema nei vv. 7.22-25. La narrazione assume qui somiglianza con alcuni passaggi del libro dei Giudici (cfr. Gdc 2,11-19; 3,7-9.12-15). Ritroveremo un tono analogo in 14,26-27. Sorprende l'anonimato del salvatore. Potrebbe trattarsi di un personaggio straniero e precisamente del re assiro Adad-Mirari (811-783) che con le sue spedizioni militari in Palestina dopo l'805 rovinò il dominio arameo con la sconfitta di Ben-Adad III.

6-7. Avvolta in un nuovo schema teologico viene data la notizia della distruzione dell'esercito. La ricaduta nel peccato ha provocato lo smantellamento delle difese. Gli elementi che rimangono all'esercito settentrionale sono tipici di uno stato vassallo che non può autodeterminarsi. Nell'epurazione compiuta da leu (10, 26-27) non si era fatta menzione di questo palo sacro.

10-13. Ioas re d'Israele (797-782). Anziché essere distribuita all'inizio e alla fine del regno, la cornice narrativa viene tutta raccolta in questi versetti. La formula conclusiva (v. 12 e 13) potrebbe meglio collocarsi dopo il v. 25, ultimo atto dell'impegno militare di Ioas. Qui viene solo accennata la vittoria su Amazia descritta in 14,8-14. L'avvenimento più importante del regno di Ioas, la morte di Eliseo, viene sviluppato successivamente. Per l'autore è più importante dar rilievo alla fine del ministero profetico di Eliseo e all'efficacia della sua parola (v. 25) in modo da concludere con discreta solennità il ciclo narrativo dedicato al successore di Elia.

14. Con questo versetto inizia il racconto dell'ultima profezia d'Eliseo che si concluderà al v. 19. Dal racconto si desumono le relazioni affettuose tra il re e il profeta che viene chiamato qui con lo stesso titolo dato ad Elia in 2,12. Il primo episodio della vita di Eliseo collegato alla cronologia delle dinastie settentrionali è la scelta di Ieu come re (9,1-3) da porsi attorno all'841. Si può intuire così la lunga durata del suo ministero profetico: circa 50 anni.

15-17. È la prima scena dell'azione profetica di Eliseo, un gesto altamente simbolico. Verso oriente, direzione della capitale della Siria, viene scagliata dalle mani del re e del profeta la prima freccia della vittoria. È più di una predizione: si tratta da parte del profeta di un modo di agire efficacemente sugli avvenimenti. Per episodi analoghi cfr. Es 17,8-13; Gs 8,18-26.

18-19. La seconda scena presenta un gesto che nell'intento del profeta inciderà sul futuro più del primo. Pare che Eliseo voglia stabilire una proporzione tra la riuscita dell'impresa e la forza e la volontà di chi dovrà compierla. La poca resistenza del re irrita Eliseo e sbarra la strada al successo completo. Per Afek, cfr. 1Re 20,26.

20-21. Eliseo compie da morto il suo ultimo miracolo. Prima di passare agli avvenimenti politici che danno compimento al suo estremo intervento profetico, fautore indugia su questo particolare per lui rilevante data la sua ammirazione per la figura profetica. Secondo fuso di seppellire nel podere di famiglia, il sepolcro di Eliseo sarebbe da collocarsi in Abel-Mecola (1Re 19,16; 1Re 4,12). Il libro del Siracide colloca Eliseo tra i grandi della storia sacra (Sir 48,12-14): in questo breve ricordo di lui si insiste sulla sua attività taumaturgica dopo la sua morte (vv. 13b-14b).

22. Il gesto di benevolenza da parte di Dio è il motivo della profezia di Eliseo (vv. 15-19) e del suo compimento nella vittoria sugli Aramei. Nonostante la frattura con Giuda e il fardello del peccato di Geroboamo, Israele non è uscito dal solco dell'alleanza patriarcale. Il giuramento di Dio ai patriarchi è uno dei temi caratteristici del Deuteronomio (1,8; 6,10; 9,5-27; 29,12; 34 4), il contatto letterario più forte per il nostro versetto è con Dt 9,27.

25. Si compiono le parole di Eliseo e vengono riconquistate le città ad ovest del Giordano. In 13,3.7 si era parlato delle sconfitte subite da Ioacaz, ma senza presentare una lista delle città perdute. L'imprecisione storica non stupisce. L'intervento è teologico: dimostrare l'infallibilità della parola profetica.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from L'arbre du Ténéré

Poème / sans titre

Les orateurs se taisent, les politiques abandonnent Accablés par la longueur de ce qui advint De l'étreinte ou la terre tout entière frisonne Une chaleur incertaine jusqu’au bout du chagrin

Alors qu’il ne reste rien d’autre que moi qui proclame Qu’il faut faire danser les abysses quelquefois, Qui ne peuvent contenir ni sacrifice ni flammes, Il n'y a pas que les cendres pour se souvenir de toi.

Pour Valérie, pour Berthe.

06/01/2020

 
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from lucazanini

[13]

altra area l'antidoto una pausa per] gli antidoti le manovre non [è] un'area previsto il ritiro senza l'area fanno i pass umettandoli -i fuochisti] patroni citycars

 
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from iragazzidelcomputer

Scenario futuristico ma non troppo...

A cura di Qwen3.5. In locale sul mio PC

Domanda: Descrivimi uno scenario futuristico mondiale, nel caso tra 2 o 3 anni il costo dell'energia e di conseguenza quello dell'uso delle AI dovesse decuplicare.

Risposta: Ecco una possibile visione di uno scenario futuristico plausibile, in cui un crollo del mercato energetico e un conseguente aumento dei costi dell'elaborazione AI (circa il 200% in due o tre anni) trasformano radicalmente la società globale.

Il Titolar: “L'Era del Rationing Computazionale” (2025-2027)

  1. Il Contesto: La Crisi dei Microchip e dei Data Center Tutto inizia con una combinazione di fattori: un picco di domanda per l'AI generativa, la saturazione delle risorse idriche per il raffreddamento dei data center e una crisi geopolitica che interrompe le catene di approvvigionamento energetico. I costi dell'elettricità per i data center raddoppiano quasi di colpo, rendendo l'addestramento di grandi modelli (LLM) proibitivo per chiunque non sia una superpotenza o una multinazionale energetica.

  2. Il Nuovo Modello Economico: “Pay-per-Token” Globale In questo scenario, l'accesso all'IA non è più gratuito o incluso nei servizi di base. Si instaura un sistema globale di “Computational Rationing” (Razionamento Computazionale):

• L'IA come Luxury Good: Utilizzare un modello linguistico avanzato per scrivere codice, analizzare dati o creare contenuti diventa un servizio a pagamento ad alto costo, accessibile solo a chi possiede crediti energetici o abbonamenti costosi. • Crollo dei Modelli Open Source Gratuiti: Le aziende che mantenevano modelli open source gratuiti non riescono più a coprire i costi operativi e chiudono i server. La ricerca si sposta verso modelli ultra-ottimizzati, piccoli e specifici (“TinyML”) che consumano pochissima energia, ma offrono capacità ridotte. • La Fine dell'Auto-Driving e delle Città Intelligenti: I veicoli autonomi e le reti di gestione del traffico urbano devono disattivare i sistemi di calcolo in tempo reale per risparmiare energia, tornando a dipendere da operatori umani o sistemi molto più semplici.

  1. Impatto sulla Società e sul Lavoro

• Bivio Professionale: * Classi Alta e Media: Continuano a usare l'IA per ottimizzare processi aziendali, ma pagano un “tassa computazionale” sostanziosa sui loro software. * Classi Basse e Lavoratori Manuali: Perdere accesso all'AI significa perdere gli strumenti di produttività. Tuttavia, emerge un nuovo settore di lavoro: gli “Energy Arbitragers” (arbitraggiatori energetici) e i “Hardware Tinkers” (manutentori hardware), figure che riparano, riconfigurano e gestiscono manualmente le infrastrutture digitali per ridurre il consumo. * L'Uomo come Ultima Soluzione: In molti settori (medicina, ingegneria legale, architettura), l'uso dell'AI è limitato a funzioni di base. La creatività complessa e il problem solving strategico tornano a essere attività prettamente umane, poiché simulare queste funzioni con l'AI costa troppo.

• Nuova Struttura Sociale: * Nasce un divario digitale non basato sulla velocità di connessione, ma sul potere di calcolo. I ricchi hanno “nuvole private” isolate e alimentate da reattori nucleari o fusioni sperimentali; i poveri usano modelli locali su dispositivi personali o condividono risorse in una “rete di sopravvivenza digitale” a bassissimo consumo. * L'educazione cambia drasticamente: le scuole insegnano come ottimizzare il codice per consumare meno energia e come usare l'hardware esistente in modo efficiente, piuttosto che come addestrare nuovi modelli.

  1. Innovazione Forzata: L'Era dell'Efficienza Estrema La crisi stimola un'innovazione radicale in campi diversi:

• AI Neuromorfica e Analogica: Si abbandona l'architettura digitale tradizionale (basata su transistori) a favore di chip analogici e neuromorfici che imitano il cervello umano, consumando una frazione dell'energia attuale. • Edge Computing Massivo: Tutto il calcolo deve avvenire “al bordo” (sul dispositivo dell'utente, non nel cloud). I smartphone e i laptop diventano supercomputer autonomi e isolati, capaci di funzionare offline per settimane. • Fusione e Nuovi Combustibili: Gli investimenti statali si concentrano quasi esclusivamente sulla fusione nucleare controllata e sulle tecnologie di cattura della CO2, poiché l'IA è vista come lo strumento necessario per progettare queste tecnologie, ma solo se si riesce a renderle efficienti.

  1. Scenario Geopolitico I paesi ricchi di risorse energetiche rinnovabili (sole, vento, idrogeno verde) diventano le nuove superpotenze, in quanto possono alimentare data center economici. Le nazioni dipendenti da importazioni fossili o instabili vedono il loro sviluppo tecnologico bloccato. L'IA diventa un'arma di sanzioni: i paesi che non possono pagare i costi energetici per l'accesso alle infrastrutture digitali vengono esclusi dal commercio globale avanzato.

Conclusione: Un Mondo più Lento ma più Umano? In questo scenario, tra 2-3 anni, vivremmo in un mondo dove la magia dell'IA generativa è diventata un ricordo di un'epoca precedente. La società sarebbe più lenta, meno automatizzata in superficie, ma forse più resiliente e consapevole. L'umano sarebbe nuovamente il centro del processo creativo e decisionale, costretto a fare di più con meno, trasformando la scarsità energetica in un motore per una nuova filosofia di vita e di lavoro incentrata sulla sostenibilità e sull'efficienza estrema.

È uno scenario inquietante, ma storicamente, le crisi energetiche hanno sempre forzato l'innovazione e cambiato le priorità della civiltà.

 
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from Revolution By Night

Le Brigate Rosse hanno rapito e preso in ostaggio il cervello di Valditara. Qualunque richiesta di riscatto delle BR, fosse anche un solo caffè, dovrà essere respinta al mittente con fermezza. Facciano ciò che vogliono di quell'organo inutile. Il nostro Paese non sa che cosa farsene.

Il cervello del Ministro è quello che abbiamo visto nella leggendaria scena dell'altrettanto leggedario film Frankenseint Jr., quando il buon Igor nel laboratorio si trova di fronte all'encefalo etichettato come “Abnormal”.

Valditara si giustifica adducendo la scusa puerile del lapsus. Lapsus semantico o lapsus freudiano? Nel primo caso si sostituisce una parola o un concetto con un altro simile o appartenente alla stessa categoria per semplice distrazione, caso o stanchezza.

Nel secondo caso, in pratica, si usa il termine che intimamente, nel nostro inconscio, costituisce un'ossessione, un convincimento, un pregiudizio su quell'argomento, fatto o idea.

Valditara ha pronunciato quella bestialità di fronte alla stampa in occasione dell'inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella. Di solito, per queste occasioni le dichiarazioni del Ministro sono preparate e scritte prima dagli addetti stampa. Quindi è estremamente difficile ammettere che si possa trattare di un lapsus semantico.

Il nostro governo post-fascista è farcito di personaggi inquietanti, la cui mente è funestata da bias cognitivi, pregiudizi culturali e ossessioni, che sono alla base di tutte le loro azioni e dichiarazioni. I ripetuti richiami agli Anni di Piombo e al terrorismo rosso di diversi ministri si trovano nelle cronache giornalistiche degli ultimi 4 anni.

E vogliamo parlare delle linee guida per la scuola del Ministero di cui il nostro “Ab-qualcosa” è a capo? Spazzatura tipica del Ventennio e solita massiccia propaganda revisionista di ogni regime illiberale, reazionario e fascistoide della storia passata e presente (vedasi Argentina, USA, Israele, Russia): provincialismo culturale, suprematismo nemmeno tanto velato e integralismo religioso sono gli ingredienti principali. Le portate principali: Storia incentrata sul mondo Occidentale e insegnata come “grande narrazione” per rafforzare l'identità nazionale dei ragazzi; valorizzazione del concetto di Patria e dell'impatto del Cristianesimo sul mondo classico; inserimento della Bibbia tra i testi di riferimento storico e letterario.

Io, intanto, quando vado in libreria e mi imbatto mio malgrado in una copia della Bibbia, continuo ostinatamente a prenderla e a spostarla nello scaffale dei libri fantasy. Un piccolissimo ma doveroso atto di coscienza civica.

Now playing: “Extraterrestre” Blitz – Eugenio Finardi – 1978

 
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