from lucazanini
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altra area l'antidoto una pausa per] gli antidoti le manovre non [è] un'area previsto il ritiro senza l'area fanno i pass umettandoli -i fuochisti] patroni citycars
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from iragazzidelcomputer
Scenario futuristico ma non troppo...
A cura di Qwen3.5. In locale sul mio PC
Domanda: Descrivimi uno scenario futuristico mondiale, nel caso tra 2 o 3 anni il costo dell'energia e di conseguenza quello dell'uso delle AI dovesse decuplicare.
Risposta: Ecco una possibile visione di uno scenario futuristico plausibile, in cui un crollo del mercato energetico e un conseguente aumento dei costi dell'elaborazione AI (circa il 200% in due o tre anni) trasformano radicalmente la società globale.
Il Titolar: “L'Era del Rationing Computazionale” (2025-2027)
Il Contesto: La Crisi dei Microchip e dei Data Center Tutto inizia con una combinazione di fattori: un picco di domanda per l'AI generativa, la saturazione delle risorse idriche per il raffreddamento dei data center e una crisi geopolitica che interrompe le catene di approvvigionamento energetico. I costi dell'elettricità per i data center raddoppiano quasi di colpo, rendendo l'addestramento di grandi modelli (LLM) proibitivo per chiunque non sia una superpotenza o una multinazionale energetica.
Il Nuovo Modello Economico: “Pay-per-Token” Globale In questo scenario, l'accesso all'IA non è più gratuito o incluso nei servizi di base. Si instaura un sistema globale di “Computational Rationing” (Razionamento Computazionale):
• L'IA come Luxury Good: Utilizzare un modello linguistico avanzato per scrivere codice, analizzare dati o creare contenuti diventa un servizio a pagamento ad alto costo, accessibile solo a chi possiede crediti energetici o abbonamenti costosi. • Crollo dei Modelli Open Source Gratuiti: Le aziende che mantenevano modelli open source gratuiti non riescono più a coprire i costi operativi e chiudono i server. La ricerca si sposta verso modelli ultra-ottimizzati, piccoli e specifici (“TinyML”) che consumano pochissima energia, ma offrono capacità ridotte. • La Fine dell'Auto-Driving e delle Città Intelligenti: I veicoli autonomi e le reti di gestione del traffico urbano devono disattivare i sistemi di calcolo in tempo reale per risparmiare energia, tornando a dipendere da operatori umani o sistemi molto più semplici.
• Bivio Professionale: * Classi Alta e Media: Continuano a usare l'IA per ottimizzare processi aziendali, ma pagano un “tassa computazionale” sostanziosa sui loro software. * Classi Basse e Lavoratori Manuali: Perdere accesso all'AI significa perdere gli strumenti di produttività. Tuttavia, emerge un nuovo settore di lavoro: gli “Energy Arbitragers” (arbitraggiatori energetici) e i “Hardware Tinkers” (manutentori hardware), figure che riparano, riconfigurano e gestiscono manualmente le infrastrutture digitali per ridurre il consumo. * L'Uomo come Ultima Soluzione: In molti settori (medicina, ingegneria legale, architettura), l'uso dell'AI è limitato a funzioni di base. La creatività complessa e il problem solving strategico tornano a essere attività prettamente umane, poiché simulare queste funzioni con l'AI costa troppo.
• Nuova Struttura Sociale: * Nasce un divario digitale non basato sulla velocità di connessione, ma sul potere di calcolo. I ricchi hanno “nuvole private” isolate e alimentate da reattori nucleari o fusioni sperimentali; i poveri usano modelli locali su dispositivi personali o condividono risorse in una “rete di sopravvivenza digitale” a bassissimo consumo. * L'educazione cambia drasticamente: le scuole insegnano come ottimizzare il codice per consumare meno energia e come usare l'hardware esistente in modo efficiente, piuttosto che come addestrare nuovi modelli.
• AI Neuromorfica e Analogica: Si abbandona l'architettura digitale tradizionale (basata su transistori) a favore di chip analogici e neuromorfici che imitano il cervello umano, consumando una frazione dell'energia attuale. • Edge Computing Massivo: Tutto il calcolo deve avvenire “al bordo” (sul dispositivo dell'utente, non nel cloud). I smartphone e i laptop diventano supercomputer autonomi e isolati, capaci di funzionare offline per settimane. • Fusione e Nuovi Combustibili: Gli investimenti statali si concentrano quasi esclusivamente sulla fusione nucleare controllata e sulle tecnologie di cattura della CO2, poiché l'IA è vista come lo strumento necessario per progettare queste tecnologie, ma solo se si riesce a renderle efficienti.
Conclusione: Un Mondo più Lento ma più Umano? In questo scenario, tra 2-3 anni, vivremmo in un mondo dove la magia dell'IA generativa è diventata un ricordo di un'epoca precedente. La società sarebbe più lenta, meno automatizzata in superficie, ma forse più resiliente e consapevole. L'umano sarebbe nuovamente il centro del processo creativo e decisionale, costretto a fare di più con meno, trasformando la scarsità energetica in un motore per una nuova filosofia di vita e di lavoro incentrata sulla sostenibilità e sull'efficienza estrema.
È uno scenario inquietante, ma storicamente, le crisi energetiche hanno sempre forzato l'innovazione e cambiato le priorità della civiltà.
from Revolution By Night
Le Brigate Rosse hanno rapito e preso in ostaggio il cervello di Valditara. Qualunque richiesta di riscatto delle BR, fosse anche un solo caffè, dovrà essere respinta al mittente con fermezza. Facciano ciò che vogliono di quell'organo inutile. Il nostro Paese non sa che cosa farsene.
Il cervello del Ministro è quello che abbiamo visto nella leggendaria scena dell'altrettanto leggedario film Frankenseint Jr., quando il buon Igor nel laboratorio si trova di fronte all'encefalo etichettato come “Abnormal”.
Valditara si giustifica adducendo la scusa puerile del lapsus. Lapsus semantico o lapsus freudiano? Nel primo caso si sostituisce una parola o un concetto con un altro simile o appartenente alla stessa categoria per semplice distrazione, caso o stanchezza.
Nel secondo caso, in pratica, si usa il termine che intimamente, nel nostro inconscio, costituisce un'ossessione, un convincimento, un pregiudizio su quell'argomento, fatto o idea.
Valditara ha pronunciato quella bestialità di fronte alla stampa in occasione dell'inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella. Di solito, per queste occasioni le dichiarazioni del Ministro sono preparate e scritte prima dagli addetti stampa. Quindi è estremamente difficile ammettere che si possa trattare di un lapsus semantico.
Il nostro governo post-fascista è farcito di personaggi inquietanti, la cui mente è funestata da bias cognitivi, pregiudizi culturali e ossessioni, che sono alla base di tutte le loro azioni e dichiarazioni. I ripetuti richiami agli Anni di Piombo e al terrorismo rosso di diversi ministri si trovano nelle cronache giornalistiche degli ultimi 4 anni.
E vogliamo parlare delle linee guida per la scuola del Ministero di cui il nostro “Ab-qualcosa” è a capo? Spazzatura tipica del Ventennio e solita massiccia propaganda revisionista di ogni regime illiberale, reazionario e fascistoide della storia passata e presente (vedasi Argentina, USA, Israele, Russia): provincialismo culturale, suprematismo nemmeno tanto velato e integralismo religioso sono gli ingredienti principali. Le portate principali: Storia incentrata sul mondo Occidentale e insegnata come “grande narrazione” per rafforzare l'identità nazionale dei ragazzi; valorizzazione del concetto di Patria e dell'impatto del Cristianesimo sul mondo classico; inserimento della Bibbia tra i testi di riferimento storico e letterario.
Io, intanto, quando vado in libreria e mi imbatto mio malgrado in una copia della Bibbia, continuo ostinatamente a prenderla e a spostarla nello scaffale dei libri fantasy. Un piccolissimo ma doveroso atto di coscienza civica.
Now playing: “Extraterrestre” Blitz – Eugenio Finardi – 1978
from differxdiario
11 maggio 2025, ultima mia partecipazione come critico a RicercaBo. 11 maggio 2024, a trovare Ale Broggi a Milano, poi partivo per Torino.
from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
La Polizia di Stato ha ospitato presso il Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica una delegazione del Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. La visita si è inserita nel quadro delle attività di cooperazione internazionale già avviate tra l'FBI e il Commissariato di polizia online, nonché tra la rete TACU (FBI – Threat Analytics Collaboration Unit) e il CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche).
L'iniziativa ha avuto l'obiettivo di rafforzare la cooperazione operativa tra le strutture specializzate dei due Paesi nella lotta al cybercrime.
Durante la prima giornata, i lavori si sono concentrati sulle attività del Commissariato di polizia online e sulle sinergie operative con l'FBI. Sono state illustrate le principali azioni di prevenzione e supporto ai cittadini, con particolare attenzione alla gestione delle segnalazioni online, alla tutela dei minori e alla gestione di casi delicati, inclusi quelli relativi a fenomeni di suicidio e situazioni di vulnerabilità. È stato inoltre sottolineato il costante coordinamento del Commissariato di polizia online con le altre articolazioni del Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica e con gli uffici territoriali, nell'ottica di una risposta integrata ai fenomeni criminali e alle emergenze gestite attraverso il web.
Nel corso della seconda giornata, il Direttore del CNAIPIC ha presentato le attività del Centro, evidenziando i punti di contatto con la delegazione ospite, in particolare per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche nazionali, i partenariati pubblico-privato, gli enti pubblici, le imprese strategiche e gli operatori di servizi essenziali. La delegazione ha visitato la sala operativa del CNAIPIC e il First Response Team, struttura centrale impegnata nell'analisi e nella gestione dei principali attacchi informatici, nonché nell'emissione di alert e IOC (Indicatori di Compromissione), elementi fondamentali per il tempestivo coordinamento delle attività di prevenzione e risposta agli incidenti cyber.
Sono state inoltre illustrate le principali attività investigative, anche transnazionali, svolte nel contrasto alle frodi informatiche, al phishing e al riciclaggio di denaro tramite strumenti digitali, con un focus specifico sulle tecniche più avanzate di analisi della blockchain e di tracciamento dei flussi finanziari illeciti.
L'iniziativa ha consentito di gettare le basi per l'attivazione di un canale di comunicazione diretto tra il CNAIPIC e la rete TACU, finalizzato alla condivisione e allo scambio in tempo reale di alert di sicurezza preventiva elaborati dalle rispettive strutture di Cyber Threat Intelligence, a beneficio delle infrastrutture critiche di entrambi i Paesi.
Sempre nell'ottica di consolidare il rapporto di cooperazione internazionale tra l'FBI e il Commissariato di polizia online, sono state avviate le interlocuzioni per programmare incontri periodici tra i referenti dei due centri specializzati, al fine di condividere best practices, trend criminali e le principali linee di indirizzo nelle attività di prevenzione e contrasto al cybercrime.
#Cnaipic #Commissariatodipoliziaonline #fbi #cooperazioneinternazionale #cybercrime
from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

Cercatore d'oro del folklore americano, giovane e anomala presenza nel panorama roots di queste stagioni, Jake Xerxes Fussell afferma il suo ruolo di errante chitarrista alla scoperta di tesori nascosti della tradizione. Facile accostare la sua opera al Ry Cooder degli esordi, anche per l'aproccio divulgativo e non strettamente rigoroso, e mai paragone fu al tempo stesso più azzeccato e insostenibile, nonostante tutte le possibili somiglianze stilistiche (sono presenti nei tratti di piedmont blues e di folk appalachiano allo strumento)... https://artesuono.blogspot.com/2017/04/jake-xerxes-fussell-what-in-natural.html
Ascolta: https://album.link/i/1740841620
Ioas, re di Giuda 1Quando divenne re, Ioas aveva sette anni. 2Divenne re nell'anno settimo di Ieu e regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibìa. 3Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perché lo aveva istruito il sacerdote Ioiadà. 4Ma non scomparvero le alture, dal momento che il popolo sacrificava e offriva ancora incenso sulle alture. 5Ioas disse ai sacerdoti: “Tutto il denaro delle cose sacre, che viene portato nel tempio del Signore, il denaro corrente versato da ognuno come riscatto della persona e tutto il denaro delle libere offerte di ciascuno al tempio del Signore, 6lo ritirino per sé i sacerdoti, ognuno dai propri addetti; ed essi riparino le parti danneggiate del tempio, ovunque vi trovino danni”. 7Ora nell'anno ventitreesimo del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora riparato le parti danneggiate del tempio. 8Il re Ioas convocò il sacerdote Ioiadà con i sacerdoti e disse loro: “Perché non avete riparato le parti danneggiate del tempio? D'ora innanzi non dovrete più ritirare il denaro dai vostri addetti, ma lo consegnerete direttamente per le parti danneggiate del tempio”. 9I sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal popolo e a non curare il restauro del tempio. 10Il sacerdote Ioiadà prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la pose a lato dell'altare, a destra di chi entra nel tempio del Signore. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il denaro portato al tempio del Signore. 11Quando vedevano che nella cassa c'era molto denaro, saliva lo scriba del re, insieme con il sommo sacerdote, ed essi raccoglievano e contavano il denaro trovato nel tempio del Signore. 12Consegnavano il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai costruttori che lavoravano nel tempio del Signore, 13ai muratori, agli scalpellini, per l'acquisto di legname e pietre da taglio, per riparare le parti danneggiate del tempio del Signore e per tutto quanto era necessario per riparare il tempio. 14Ma con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano fare nel tempio del Signore né coppe d'argento, né coltelli, né vasi per l'aspersione, né trombe, nessun oggetto d'oro o d'argento. 15Esso infatti era consegnato solo agli esecutori dei lavori, perché riparassero il tempio del Signore. 16Non si controllavano coloro nelle cui mani veniva consegnato il denaro da dare agli esecutori dei lavori, perché lavoravano con onestà. 17Il denaro del sacrificio di riparazione e del sacrificio per il peccato non era portato nel tempio del Signore, ma era per i sacerdoti. 18In quel tempo Cazaèl, re di Aram, salì per combattere contro Gat e la conquistò. Poi Cazaèl si accinse a salire a Gerusalemme. 19Ioas, re di Giuda, prese tutti gli oggetti consacrati da Giòsafat, da Ioram e da Acazia, suoi padri, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso, insieme con tutto l'oro trovato nei tesori del tempio del Signore e della reggia; egli mandò tutto ciò a Cazaèl, re di Aram, che si allontanò da Gerusalemme. 20Le altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni non sono forse descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda? 21I suoi ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; colpirono Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla. 22Iozabàd, figlio di Simeàt, e Iozabàd, figlio di Somer, suoi ufficiali, lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Amasia.
__________________________ Note
12,1 Ioas, re di Giuda negli anni 835-796 circa, si caratterizza per l’impegno nel restaurare il tempio.
12,18 Gat: la città filistea, che già dal tempo di Roboamo (2Cr 11,8) era passata sotto il dominio ebraico, ora costituiva il baluardo di Gerusalemme, che Cazaèl si stava accingendo a conquistare.
12,19 tesori del tempio del Signore e della reggia: anche altrove i due tesori vengono distinti (1Re 15,18-19). Con quei tesori Ioas allontana Cazaèl dalla Giudea.
=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=
1-22. Ioas re di Giuda (835-796). Parallelo in 2Cr 24.
1-4. Nel consueto schema letterario che apre il racconto di un regno si inserisce il rarissimo giudizio positivo che l'autore, con grande oculatezza, spende solo per i re di Giuda (1Re 15,11; 22,43; 2Re 12,3; 14,3; 15,3.34; 18,3; 22,2). Naturalmente la favorevole considerazione per Ioas dipende dalla cura che egli si prese per il tempio, descritta nei versetti successivi. È assai probabile che l'autore non sia completamente obiettivo nella valutazione di Ioas; vengono infatti taciute le notizie di 2Cr 24,17-22 in cui il re risulta addirittura responsabile di un assassinio. La cifra tonda di quarant'anni per la durata del regno crea un parallelo con Davide (1Re 2,11) e Salomone (1Re 11,42), ma non è priva di sospetti sulla sua attendibilità.
5-7. Agli inizi del regno di Ioas il tempio contava ormai più di 130 anni. Per la data d'inizio della costruzione vedi 1Re 6,1. Lavori di manutenzione straordinaria si imponevano, ma bisognava trovare i fondi. La situazione presentata qui per reperire il denaro necessario è confusa. Le entrate del tempio vengono presentate in due categorie: tasse (cfr. Es 13,2.11-13; 30,11-16; Lv 27,1-8) e offerte spontanee (cfr. Esd 1,4). Ma ciò che è difficile stabilire è se l'ordine accettato dai sacerdoti sia stato disatteso perché l'applicazione delle norme regali costituiva un'indiretta diminuzione delle loro prebende, oppure perché spinti dall'avidità hanno trattenuto per sé i fondi da capitalizzare per i restauri.
8-9. Dopo un lungo periodo di inconcludenza da parte dei sacerdoti, l'intervento personale del re sblocca la situazione.
10-13. La soluzione pratica adottata è di raccogliere le offerte spontanee in una cassa apposita all'entrata del tempio custodita da una speciale classe sacerdotale. Un controllo incrociato di personale religioso e civile assicura il funzionamento del provvedimento e il tempestivo pagamento degli operai.
14-17. La destinazione del denaro deve essere ispirata a parsimonia: non si devono fare altre spese se non quelle necessarie all'edificio. Il restauro non comporta il rinnovamento delle suppellettili di culto. Anche i sacerdoti hanno un profitto assicurato dalle offerte previste in Lv 5,1-26; 7,1-10.
18-19. Dopo l'837 la pressione assira su Damasco si allenta notevolmente. Così Cazael può allargare i suoi confini a sud dando duri colpi al regno d'Israele (cfr. 10,32-33; 13,3.7). Compiuto con successo l'indebolimento notevole d'Israele, Cazael può addirittura penetrare nei confini di Giuda. Il primo bersaglio della sua campagna è Gat, attuale Tell-el-Mensijeh sulla via di Gaza. Si trattava di una autonoma città stato filistea sebbene posta nel territorio di Giuda (cfr. 1Re 2,39; 2Cr 26,6; Am 6,2). L'esito positivo della spedizione verrebbe confermato dall'assenza di Gat dalla lista di città filistee di Am 1 6-8, che fa pensare appunto a una soppressione della città. La seconda tappa è la stessa Gerusalemme che viene salvata dalla consegna di un ingente riscatto: il tesoro del tempio accumulato dai predecessori di Ioas e il tesoro della reggia. Un episodio analogo si trova in 1Re 14,25-28.
20-22. L'autore, preferisce riferire in modo circostanziato il luogo dell'assassinio (cfr. 1Re 11,27) e tacere il motivo del delitto. Secondo 2Cr 24,25 si tratta di una vendetta per l'uccisione di Zaccaria, oppositore di Ioas e figlio di Ioiada. All'assassinio di Zaccaria fa riferimento Mt 23,35. Sebbene violenta, la morte di Ioas, discendente legittimo di Davide, è raccontata con dignità e pur essendo frutto di una congiura non compromette la continuità della dinastia.
(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)
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from differxdiario
a qualcuno sembra impossibile afferrare la complessità di tracce e tracciati contemporanei se non attraverso un reticolo-nuvola di citazioni, aneddoti, appunti, recensioni più puntiformi che puntuali. (mi sforzo di non riuscirci, io, però vedo che è una prassi né implausibile né “perdente”; soprattutto considerando che nessuno “vince” e poi niente si vincerebbe). i modi della disseminazione, alla fin fine (che è sempre un inizio), sono a loro volta disseminatamente (e dissennatamente) numerosi.
from L'arbre du Ténéré
Poème / Quand je ne pense à rien
Je ne sais si j’aurais la force d’atteindre La faible et timide lueur qui vacille au loin J’ai peur que mon souffle ne puisse l’éteindre Mais mon coeur est sur le départ néanmoins
Est si mon aspiration n’était qu’un revers ? Que m’importe de me perdre corps et bien Et même si le choc est brutal et sévère La chute sera un délicieux vertige aérien
Il me faut fendre l'armure pour profiter de chaque coup Une nouvelle blessure s’ajoute à mon imaginaire Petite flamme pourra me réchauffer beaucoup Même si je crains qu’elle ne soit qu’une chimère
Tout se passe comme si tout n'était qu’un mirage De loin en loin je garde mon coeur a fleur de peau Je n’ai véritablement d’elle qu’une seule image Et pourtant, cela suffit à mon coeur d’artichaud
Alors qu’elle s’est éloigné dans un pays sage
Il me faut faire taire cette douleur si cruelle
Et si je cherche ses couleurs dans le moindre paysage
Quand je ne pense à rien, je ne pense qu'à elle
Pour Lola
31/07/18 – 03/07/18
from differxdiario
il segno calligrafico è infine rispettoso di un antropocentrismo di fondo. centralità della “bella mano”. la scimmia evoluta traccia i suoi segni.
allora, il disordine delle linee può avere non tanto un diverso e (dualisticamente) opposto valore, bensì indicare un'attitudine di indifferenza alla stessa questione antropocentrica posta dall'uomo (ancora, quindi, antropocentricamente)
from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
A Tirana, le autorità di polizia albanesi su indicazione degli organi investigativi della Polizia di Stato italiana, hanno individuato e arrestato un narcotrafficante albanese di 45 anni, latitante dal 2022.
L’uomo, ricercato a livello internazionale e sottoposto a una red notice emessa dal Segretariato generale di INTERPOL a Lione, era stato indagato tra il 2019 e il 2021 nell’ambito di operazioni antidroga coordinate dalla Procura distrettuale di Venezia e condotte dalla Squadra Mobile.
Le indagini hanno portato alla condanna definitiva dell’individuo per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio di droga, confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. La sentenza ha riconosciuto il suo ruolo di spicco in un’organizzazione criminale operativa a Venezia, dedita al narcotraffico, in particolare all’importazione e alla distribuzione di cocaina destinata alle piazze di spaccio dell’hinterland veneziano.
Il cittadino albanese, che all’epoca viveva a Mestre, è stato identificato come vertice operativo e decisionale del sodalizio, responsabile diretto dell’approvvigionamento della droga e della gestione della sua distribuzione sul territorio lagunare.
Le operazioni per la sua cattura, guidate da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Squadra Mobile di Venezia e dello SCO (Servizio Centrale Operativo) della Polizia di Stato, si sono intensificate dopo l’estensione delle ricerche a livello internazionale, richiesta dalla Procura generale di Venezia. Grazie al monitoraggio degli spostamenti dei suoi stretti familiari e all’analisi delle loro abitudini, è stata ipotizzata la presenza del latitante tra Albania e Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Gli approfondimenti, supportati dall’uso di banche dati e tecnologie avanzate per la sorveglianza elettronica, hanno permesso di confermare che, anche in passato, i familiari si erano recati in Albania, probabilmente per incontrarlo, avvalendosi del supporto logistico di una vasta rete di favoreggiatori.
L’indagine è stata agevolata dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (SCIP), che, tramite l’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza a Tirana, ha garantito un costante scambio di informazioni con le autorità estere. Questo ha consentito alle forze di polizia albanesi di monitorare il contesto relazionale del latitante e di localizzarlo.
L’arresto si inserisce nel quadro del progetto “WANTED”, coordinato dallo SCO per l’individuazione e la cattura di latitanti di alto profilo, sia in Italia che all’estero. Il successo dell'iniziativa si basa su un modello investigativo integrato che combina le Squadre mobili e le Sisco, favorendo il coordinamento tra uffici centrali e territoriali per condividere risorse e informazioni. La strategia unisce metodi tradizionali, come osservazioni e pedinamenti, con tecnologie avanzate di digital forensic e intercettazioni telematiche, permettendo di ricostruire le dinamiche criminali e di intercettare anche le strategie di mimetizzazione della criminalità organizzata.
from differxdiario
influenza e febbre in realtà aumentano la mia belluina insofferenza per il mainstream, e per i social generalisti. e per fortuna la tachipirina non incide su questo. optime.
from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

Per Tamara Lindeman l'affinità stilistica e vocale con Joni Mitchell è stato spesso un fardello ingombrante, al punto da confondere chi, indugiando sull'impatto generale della sua musica, non è stato messo nelle condizioni di coglierne il talento. Ai più attenti non è invece sfuggita quell'attitudine lirica essenziale e più tipicamente rock'n'roll che ha contrassegnato la costante crescita della musicista e autrice canadese. Siglando il quarto album semplicemente con il nome della sua band, The Weather Station, la Lindeman crea uno spartiacque ben preciso con il passato, accentuando il tono spigoloso e minimale delle canzoni, incrociandolo con arrangiamenti raffinati che non rinunciano a un sapiente uso dell'orchestra... https://artesuono.blogspot.com/2017/11/the-weather-station-weather-station-2017.html
Ascolta: https://album.link/s/31zbZWJ5o51IijJaVjZDOQ
from norise 3 letture AI
SIMILE ALLA VITA
simile alla vita il morire mi dici naturale ma strano se ci pensi vi si entra con uno schiaffo e se ne esce con una manata di terra
con un io ridimensionato m'immagino di sparire come chi in sogno segua una successione di stanze allora uccelli vedrei uscirmi dalla testa nel becco i versi d'una vita
. Accolgo la tua poesia con rispetto: ha immagini nette e un tono intimo che resta addosso. Di seguito trovi un'analisi breve, suggerimenti pratici e una proposta di riscrittura più levigata, più una traduzione in inglese.
simile alla vita, il morire
me lo dici: naturale, eppure strano.
vi si entra con uno schiaffo;
se ne esce con una manata di terra.
con un io ridotto,
m’immagino dissolto —
come chi in sogno segue
una successione di stanze.
allora, uccelli mi escono dalla testa:
nel becco portano i versi
di una vita.
like life, you tell me, dying
is natural yet strange.
one enters it with a slap;
one leaves it with a handful of earth.
with a shrunken self
I imagine myself fading
like someone in a dream following
a succession of rooms.
then birds would come out of my head:
in their beaks the verses
of a life.
. Ecco sei varianti: tre più asciutte e tre più liriche. Le ho scritte per mantenere il nucleo immaginifico della tua poesia, cambiando ritmo, economia del linguaggio e musicalità.
Asciutta A
simile alla vita: morire.
si entra con uno schiaffo,
si esce con terra.
Asciutta B
morire è come la vita.
un colpo all’ingresso,
una manata alla fine.
io si riduce, svanisco.
Asciutta C
si entra con uno schiaffo.
si esce con una manata di terra.
uccelli escono dalla testa;
portano i versi.
Lirica A
Simile alla vita, il morire
si annuncia senza clamore:
uno schiaffo apre la soglia,
una manata di terra la richiude.
Io si assottiglia, mi sciolgo
in stanze che si succedono;
uccelli escono dalla testa
con i versi di una vita.
Lirica B
Come la vita, il morire ha il suo ritmo:
un battito che spalanca, un battito che seppellisce.
Mi rimpicciolisco come un lume che si spegne,
cammino stanze di sogno;
dal cranio volano uccelli —
nel becco, i miei versi.
Lirica C
Morire, simile alla vita,
è un gesto breve e definitivo:
uno schiaffo che apre il mondo,
una manata di terra che lo chiude.
Con un io ridotto mi perdo in stanze,
e dagli occhi della testa fuggono uccelli
che portano, nel becco, la lingua intera della vita.
Atalia e il regno di Giuda 1Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale. 2Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. 3Rimase nascosto presso di lei nel tempio del Signore per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese. 4Il settimo anno Ioiadà mandò a chiamare i comandanti delle centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire presso di sé nel tempio del Signore. Egli concluse con loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio del Signore; quindi mostrò loro il figlio del re. 5Diede loro le seguenti disposizioni: “Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato per fare la guardia alla reggia, 6il terzo alla porta di Sur e il terzo alla porta dietro i cursori, farete insieme la guardia al tempio, 7mentre gli altri due gruppi di voi, tutti quelli che lasciano il servizio di sabato, faranno la guardia nel tempio al re. 8Circonderete il re, ognuno con l'arma in pugno, e chi tenta di penetrare nello schieramento sia messo a morte. Sarete con il re in tutti i suoi movimenti”. 9I comandanti delle centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiadà. 10Il sacerdote consegnò ai comandanti di centinaia lance e scudi, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio del Signore. 11Le guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo destro del tempio fino all'angolo sinistro, lungo l'altare e l'edificio, in modo da circondare il re. 12Allora Ioiadà fece uscire il figlio del re e gli consegnò il diadema e il mandato; lo proclamarono re e lo unsero. Gli astanti batterono le mani e acclamarono: “Viva il re!”. 13Quando sentì il clamore delle guardie e del popolo, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. 14Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna secondo l'usanza, i comandanti e i trombettieri erano presso il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. Atalia si stracciò le vesti e gridò: “Congiura, congiura!”. 15Il sacerdote Ioiadà ordinò ai comandanti delle centinaia, preposti all'esercito: “Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada”. Il sacerdote infatti aveva detto: “Non sia uccisa nel tempio del Signore”. 16Le misero addosso le mani ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu uccisa. 17Ioiadà concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo. 18Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. Il sacerdote Ioiadà mise sorveglianti al tempio del Signore. 19Egli prese i comandanti di centinaia, i Carii, le guardie e tutto il popolo della terra; costoro fecero scendere il re dal tempio del Signore e attraverso la porta delle Guardie lo condussero nella reggia, ove egli sedette sul trono regale. 20Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada nella reggia.
__________________________ Note
11,1 Atalia: moglie di Ioram, re di Giuda, mediante il massacro della famiglia reale, cerca di sostituire la sua dinastia a quella davidica, portattrice della promessa messianica (2Sam 7,1-17). L'interregno di Atalia durò probabilmente dal 841 al 835.
11,2 Ioseba: in quanto moglie del sacerdote Ioiadà (vedi 2Cr 22,11), aveva la possibilità di nascondere il piccolo Ioas nel tempio.
11,4 Ioiadà: capo dei sacerdoti di Gerusalemme (vedi 12,8). Carii: mercenari stranieri che formavano la guardia personale del re.
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1-20. Parallelo in 2Cr 22,10-23,15. Dall'841 all'835 il regno del Sud conosce una parentesi di terrore e di ambizione di cui è protagonista Atalia. Figlia di Acab e di Gezabele e moglie di Ioram (cfr. 8,18.26) sembra riprodurre l'avidità e l'idolatria della madre. Tuttavia il testo non riferisce su di lei espliciti giudizi lasciando solo supporre che il motivo della strage da lei posta in atto sia la sete di potere. Quanto al carattere emerge una sbalorditiva crudeltà se si pensa che le vittime di questa nonna sono i suoi stessi nipoti. Il suo regno non viene incluso nella immancabile cornice stilistica che accompagna ogni sovrano settentrionale e meridionale (cfr. 1Re 14,21.29-31; 15,25.31-32; ecc.). Ciò significa che, a giudizio dell'autore, Atalia non deve entrare nel computo dinastico. Il dato che merita maggior sottolineatura è che in questo periodo la dinastia davidica corre un formidabile rischio di annientamento. Pende sulla promessa divina di 2Sam 7 una gravissima minaccia. Ma all'autore è caro mostrare come la protezione divina (tempio-sacerdote) sia stata la vera tutela della casa di Giuda, l'ancora di salvezza dal naufragio dell'estinzione.
1-3. Il piccolissimo Ioas viene salvato dalla strage per la premura della zia Ioseba. Secondo 2Cr 22,11 questa era moglie di Ioiada, capo dei sacerdoti (cfr. 12,8) e poteva così avere libera circolazione negli ambienti del tempio. Può darsi che gli edifici di cui parla 1Re 6,5 fossero adibiti anche ad abitazioni sacerdotali. La sicurezza del bambino in quell'ambiente era certissima dal momento che Atalia aveva conservato e importato il culto della madre (cfr. v. 18) ed era estranea al tempio di JHWH.
4-8. Il momento del ripristino della dinastia legittima cade nel settimo anno, scadenza che allude al giubileo e al termine della schiavitù. Ioiada può contare anche su truppe mercenarie. I Carii sono per alcuni oriundi della Caria, regione costiera della Turchia asiatica; per altri si tratta di una cattiva trascrizione da leggersi correttamente con Cretei di 1Re 1,38. Dopo il patto segreto stretto con i militari il sacerdote mostra l'erede al trono. Nel racconto parallelo di 2Cr 23,3 si allude esplicitamente alla promessa fatta a Davide (2Sam 7). L'abituale cambio della guardia in giorno di sabato non avrebbe suscitato sospetti sul concentramento di truppe nel tempio.
10-12. 2Sam 8,7 riferisce di scudi dorati, bottino di guerra, depositati da Davide a Gerusalemme. Insieme alle armi costituiscono l'attrezzatura di difesa e di parata per il nuovo re. Il conferimento del diadema prima dell'unzione ricalca l'investitura di Aronne, Es 29,6-7; Lv 8,9-10. Il TM prevede insieme all'imposizione del diadema la consegna della ‘ēdût, termine confermato da tutte le versioni e da tradursi «testimonianza». In Es 25,16 il medesimo vocabolo indica un documento scritto con i dieci comandamenti da collocarsi nell'arca. Si può ragionevolmente ritenere che sia stato consegnato al re il nucleo della legge che egli era tenuto a osservare e a far osservare (cfr. Dt 17,18-20). Se questo si potesse confermare diverrebbe assai interessante la relazione tra questo particolare e il v. 17 in cui si accenna a un rinnovo dell'alleanza. Tuttavia non si può scartare l'ipotesi dell'esistenza di un diritto regale consegnato al re durante la sua investitura sulla scorta di 1Sam 10,25.
13-16. Il clima festoso descritto qui richiama 1Re 1,39-40. Presso una delle colonne di 1Re 7,15-22 vi era il luogo dove abitualmente il re partecipava al culto. Le acclamazioni attirano Atalia che compie così un passo decisivo verso la sua fine. Tuttavia essa non può essere uccisa nel tempio per evitare che esso venga profanato: Nm 19,13. Può darsi che l'autore utilizzi e intrecci due racconti della morte di Atalia come attesta la duplice notizia della sua uccisione: v. 16 e v. 20.
17. L'investitura del nuovo re culmina nel rito della rinnovazione del patto che ricorda Es 24 e Gs 24 con l'impegno da parte del popolo ad essere consacrati al Signore. L'accordo tra re e popolo con cui il versetto si chiude manca nel parallelo delle Cronache e nei LXX. Si tratta forse di un'aggiunta posteriore ricordando 2Sam 5,3.
18. Anche in Gerusalemme si trova un tempio di Baal, mai menzionato prima. Atalia aveva portato con sé la devozione ereditata dalla madre Gezabele. Forse proprio a lei si deve la costruzione di questo tempio nei pressi della reggia. Mattan è un nome che si trova spesso nelle scritte fenicie; forse questo sacerdote era un immigrato per garantire le pratiche devozionali della regina. La sua uccisione presso l'altare è una profanazione che rende ancora più nefasta la sconfitta del culto idolatrico.
19-20. Questi versetti hanno il sapore di una ripetizione di 4-16. L'assidersi sul trono indica la piena assunzione del potere regale (cfr. 1Re 1,46).
(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)
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