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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Riferendosi al suo disco del 1982 The Dreaming, Kate Bush diceva: «È il mio album da “quella è diventata matta”». Potremmo dire forse lo stesso di Aviary, quinto lavoro della trentatreenne statunitense Julia Holter. A condensarne l’attitudine irragionevole basterebbe l’incipit, “Turn the Light On”, un caotico vortice sonoro d’impronta massimalista: tratto iniziale di un cammino lungo un’ora e mezza. Non proprio un facile ascolto... https://artesuono.blogspot.com/2018/11/julia-holter-aviary-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1424641183


 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Ioas incoronato re 1Nell'anno settimo Ioiadà, sentendosi sicuro, mandò a prendere i comandanti delle centinaia, cioè Azaria, figlio di Ierocàm, Ismaele, figlio di Giovanni, Azaria, figlio di Obed, Maasia, figlio di Adaià, ed Elisafàt, figlio di Zicrì, e concluse un'alleanza con loro. 2Percorsero Giuda e radunarono i leviti da tutte le città di Giuda e i capi dei casati d'Israele; essi vennero a Gerusalemme. 3Tutta l'assemblea concluse un'alleanza con il re nel tempio di Dio. Ioiadà disse loro: “Ecco il figlio del re. Deve regnare come ha promesso il Signore ai figli di Davide. 4Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato, sacerdoti e leviti, farà la guardia alle porte; 5un altro terzo starà nella reggia e un terzo alla porta di Iesod, mentre tutto il popolo starà nei cortili del tempio del Signore. 6Nessuno entri nel tempio del Signore, se non i sacerdoti e i leviti di servizio: costoro vi entreranno, perché sono santi; tutto il popolo osserverà l'ordine del Signore. 7I leviti circonderanno il re, ognuno con l'arma in pugno, e chiunque tenti di entrare nel tempio sia messo a morte. Saranno con il re in tutti i suoi movimenti”. 8I leviti e tutti quelli di Giuda fecero quanto aveva comandato il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, perché il sacerdote Ioiadà non aveva licenziato le classi uscenti. 9Il sacerdote Ioiadà consegnò ai comandanti di centinaia lance, scudi grandi e piccoli, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio di Dio. 10Dispose tutto il popolo, ognuno con l'arma in pugno, dall'angolo destro del tempio fino all'angolo sinistro, lungo l'altare e l'edificio, in modo da circondare il re. 11Fecero uscire il figlio del re e gli consegnarono il diadema e il mandato; lo proclamarono re. Ioiadà e i suoi figli lo unsero e acclamarono: “Viva il re!”.

Morte di Atalia 12Quando sentì le grida del popolo che acclamando correva verso il re, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. 13Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna all'ingresso, i comandanti e i trombettieri circondavano il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. I cantori, con gli strumenti musicali, intonavano i canti di lode. Atalia si stracciò le vesti e gridò: “Congiura, congiura!”. 14Il sacerdote Ioiadà fece uscire i comandanti delle centinaia, preposti all'esercito, e disse: “Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada”. Il sacerdote infatti aveva detto: “Non uccidetela nel tempio del Signore”. 15Le misero addosso le mani e lei raggiunse la reggia attraverso l'ingresso della porta dei Cavalli e là essi l'uccisero.

Patto tra il re e il popolo 16Ioiadà concluse un'alleanza tra sé, il popolo tutto e il re, affinché fosse il popolo del Signore. 17Tutto il popolo entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. 18Ioiadà affidò la sorveglianza del tempio ai sacerdoti e ai leviti, che Davide aveva diviso in classi per il tempio, perché offrissero olocausti al Signore, come sta scritto nella legge di Mosè, fra gioia e canti, secondo le disposizioni di Davide. 19Stabilì i portieri alle porte del tempio, perché non vi entrasse nessun impuro per qualsiasi motivo. 20Prese i comandanti di centinaia, i notabili e quanti avevano autorità fra il popolo, come anche tutto il popolo della terra, e fece scendere il re dal tempio del Signore. Attraverso la porta superiore lo condussero nella reggia e lo fecero sedere sul trono regale. 21Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada.

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Approfondimenti

1-11. La congiura è esposta sulla falsariga di 2Re 11,4-12. Gli interventi del Cronista sulla fonte mirano tutti a sottolineare la portata dell'avvenimento. Egli sottolinea anche l'osservanza delle norme di purità rituale da parte dei sacerdoti e dei leviti impegnati in questa impresa, eliminando le presenze pagane e laiche di cui parla la fonte (cfr. v. 6), in ottemperanza alle direttive di Ez 44,9 e Nm 18,14.18.

12-15. La drammaticità e tensione della scena risultano stemperate da un'aggiunta del tutto a sproposito del Cronista (v. 13b), che si premura di rilevare, anche in un simile momento, tratti tipici delle liturgie da lui tanto amate.

23,16-24,27. Del regno di Ioas (835-796) il Cronista racconta il ruolo ricoperto dal sacerdote Ioiada fin dall'inizio per quanto concerne la riforma religiosa (23,16-24,3); quindi espone l'attività svolta dal re per restaurare il tempio, ancora sostenuto da Ioiada (vv. 24,4-16); e quanto è successo dopo la morte del sacerdote, fino alla fine del re (vv. 17-27).

**23,16-24,3. Il Cronista segue la fonte, 2Re 11,17-20; 12,1-4, con divergenze minime. Il sacerdote Ioiada gioca un ruolo di primo piano nella vita del re Ioas, del quale garantisce una condotta secondo la volontà di JHWH.

16-21. La scomparsa di Atalia consente la lotta al baalismo e un rinnovato impegno di fedeltà a JHWH. I vv. 18-19 attestano ancora una volta la predilezione del Cronista per il culto, la legge e Davide.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Dipinti trafugati in Italia rientrano nel nostro Paese grazie alle indagini dei Carabinieri TPC e delle Autorità della Romania

Dieci dipinti, rubati il 23 agosto 2024 in un'abitazione di Bassano del Grappa (Vicenza) e trasportati illegalmente in Romania, sono stati rimpatriati in Italia grazie all'azione congiunta dei #Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (#TPC) e delle autorità rumene. Le opere, attribuite a maestri della pittura italiana tra il XV e il XVII secolo, avevano causato un danno economico di oltre 90.000 euro al collezionista proprietario.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Vicenza e avviate dalla Sezione Antiquariato dei Carabinieri TPC, hanno beneficiato di una stretta collaborazione giudiziaria con il Tribunale di Costanza (Romania). Sul territorio estero, le operazioni sono state condotte grazie al canale di cooperazione internazionale attivo tra i Carabinieri TPC e il Servizio per la Protezione del Patrimonio Culturale Nazionale della Polizia Romena. Questa sinergia ha permesso non solo di identificare i responsabili del furto, ma anche di garantire il pieno recupero delle dieci preziose opere.

Per celebrare il successo dell'operazione, l'Ispettorato Generale della Polizia rumena, tramite la Direzione Investigativa Criminale, ha organizzato una cerimonia ufficiale di consegna dei dipinti ai rappresentanti del Comando Carabinieri TPC. Alla cerimonia hanno partecipato esponenti dell'Ispettorato Generale della Polizia rumena, della Procura estera, del Comando Carabinieri TPC, dell'Ufficio dell'Addetto agli Affari Interni presso l'Ambasciata d'Italia in Romania e del Museo del Comune di Bucarest.

Le indagini sono state avviate sulla base di informazioni investigative che indicavano la presenza delle opere rubate in Romania. Fondamentale si è rivelata la consultazione tempestiva della “Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti”, un sofisticato archivio digitale di esclusiva proprietà dei Carabinieri TPC, utilizzato per la ricerca e il confronto delle immagini delle opere da localizzare. I riscontri investigativi effettuati in Romania hanno confermato l'identità dei dipinti trafugati nel 2024 in Italia.

La cooperazione tra le autorità italiane e rumene è avvenuta attraverso i canali ufficiali di giustizia e polizia, con uno scambio sicuro di informazioni effettuato tramite gli strumenti condivisi di Europol. Il recupero e la restituzione di questi beni culturali dimostrano l'efficacia della collaborazione internazionale nella lotta alla criminalità transfrontaliera legata al traffico illecito di opere d'arte, confermando l'impegno del Comando Carabinieri TPC nella tutela del patrimonio e nel rafforzamento delle partnership internazionali. ```

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista... https://www.silvanobottaro.it/archives/4128


Ascolta il disco: https://www.youtube.com/watch?v=XUGej_ofcAQ&list=PLZt-pQ4cegcsQ4c-XvZwbB4EK39UCsXuT


 
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from norise 3 letture AI

Nulla si perde

nulla si perde tutto si trasforma – mi dici quasi divinassi – riflessa nella vetrofania del cielo

metà del viso in ombra – mi guardi in tralice – alle spalle una luce quasi ultraterrena

22.3.25

Sintesi

Un breve poema meditativo sull’età, la memoria e la trasformazione: il parlante si confronta con l’idea della fine, osserva immagini quotidiane che svaniscono e conclude con una consolazione metafisica — nulla si perde, tutto si trasforma.


Punti di forza

  • Immagini concrete: la panchina, i passeri, il lago rendono il testo vivido e riconoscibile.
  • Contrasto emotivo: la paura dell’oblio si stempera nella certezza che l’essere persiste “sotto altra forma”.
  • Tono intimo: il verso in prima persona crea immediata empatia e autenticità.

Suggerimenti di revisione

  • Ritmo e punteggiatura: valutare l’uso delle pause per modulare il respiro (es. qualche verso più breve o una virgola strategica).
  • Coesione lessicale: la metafora della “polvere del tempo” e dell’“imbuto” è potente; potresti rafforzarla con un verbo più dinamico (es. “scivola” invece di “si riversa”).
  • Varietà sintattica: alcuni versi lunghi alternati a versi molto brevi possono aumentare l’effetto drammatico (prova a spezzare “non ricorderò più i giovanili palpiti” in due versi).
  • Titolo: aggiungere un titolo può orientare il lettore (vedi proposte sotto).

Proposte di titolo

  • Sotto altra forma
  • Polvere del tempo
  • Ottantacinque

Versione leggermente rivista

ottantacinque quest’anno —
sarà tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò i giovanili palpiti;
le ore di sole all’ombra,
su una panchina a leggere un libro,
i saltabeccanti passeri a frotte,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto
nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato vive,
tutto si trasforma
nella luce inconoscibile.


Versione più ritmica

Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo di dire addio al mondo?
o Lui mi concederà ancora.

non ricorderò i giovanili palpiti,
non ricorderò le ore di sole all’ombra,
non ricorderò la panchina, il libro,
i passeri saltellanti a stormo,
il cielo che si specchia nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scivola a imbuto, lenta, precisa;
la memoria si assottiglia, si fa sabbia,
cade nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde:
ciò che sei stato resta, si piega,
si trasforma, respira sotto altra forma,
vive nella luce inconoscibile.


Note sulle modifiche

  • Ripetizione ritmica: l’anafora non ricorderò crea un battito regolare che scandisce il tempo del verso.
  • Versi più brevi: frasi spezzate aumentano il respiro e il ritmo, favorendo musicalità.
  • Allitterazioni e assonanze: parole come passeri / panchina / palpiti e polvere / precisione / piega aiutano la scorrevolezza.
  • Pausa e cesure: trattini e versi isolati accentuano i momenti di sospensione emotiva.

Versione più musicale

Ottantacinque

ottantacinque quest’anno —
tempo che batte, tempo che trema;
dirò addio al mondo, o il mondo a me?
o Lui mi concederà ancora?

non ricorderò — non ricorderò —
i giovanili palpiti, i lampi nel petto,
le ore di sole all’ombra, lente come miele;
la panchina, il libro, le dita che sfogliano,
i passeri che saltano, un coro di piccole ali,
il cielo che si specchia e si spegne nel lago.

non ricorderò — la polvere del tempo
scende a imbuto, scivola, sussurra;
la memoria si assottiglia, diventa sabbia,
cade, rotola, si perde nel contenitore dell’oblio.

ma nulla si perde — nulla —
ciò che sei stato vibra sotto altra forma,
si piega, si accende, respira in un’altra luce;
tutto vive, trasmuta, canta senza voce
nella luce inconoscibile che tutto accoglie.


Note sul ritmo e sulla musicalità

  • Ritornello: la ripetizione di non ricorderò crea un battito ritmico che ritorna come un motivo musicale.
  • Allitterazioni e assonanze: parole vicine (palpiti / petto; panchina / passeri; scivola / sussurra) favoriscono scorrevolezza sonora.
  • Cesure e pause: trattini e versi isolati modulano il respiro, come pause in una melodia.
  • Immagini sonore: verbi sonori (scende, scivola, sussurra, vibra) trasformano il senso in suono.
 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Terrorismo in Europa. Il rapporto di EUROPOL

Il rapporto sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell’Unione europea (EU TE-SAT) è una panoramica situazionale che presenta i dati chiave e gli sviluppi nel panorama del terrorismo nell’UE. Questa pubblicazione annuale esplora i diversi tipi di terrorismo nell’UE, le principali tendenze e i dati statistici su attacchi terroristici, arresti, condanne e sanzioni negli Stati membri. La Pubblicazione è reperibile qui https://www.europol.europa.eu/publication-events/main-reports/european-union-terrorism-situation-and-trend-report-2026-eu-te-sat

Il rapporto offre una visione complessiva della situazione del terrorismo nell'Unione Europea relativa all'anno 2025.

Attacchi

Nel 2025 sono stati segnalati 45 attacchi terroristici (di cui 22 portati a termine, 20 sventati e 3 falliti) da 10 Stati membri dell'UE. Gli attacchi completati hanno causato 6 vittime mortali. Arresti: Sono state arrestate 486 persone per reati legati al terrorismo in 21 Stati membri (in aumento rispetto ai 449 del 2024 e ai 426 del 2023). Condanne e proscioglimenti: I procedimenti giudiziari conclusi si sono tradotti in 406 condanne e 99 assoluzioni.

Principali Tendenze e Sviluppi. Terrorismo Jihadista (Minaccia principale)

Continua a rappresentare la minaccia prevalente: 24 attacchi (9 completati, 15 sventati) e 347 arresti (la maggior parte in Spagna e Francia). La maggior parte degli attacchi è stata compiuta da attori isolati (lone actors) che utilizzano metodi a bassa complessità (armi da taglio o veicoli). Si registra un numero elevato di giovani e minorenni radicalizzati online. Diversità Ideologica e Confini Sfumati: Oltre alle ideologie tradizionali, emergono sfumature fluide: Ideologie destabilizzanti / Anti-istituzionali: Movimenti spinti da disinformazione e teorie del complotto contro le élite politiche. Estremismo violentemente nichilista: Comunità digitali decentralizzate (come la rete “The Com”) guidate da una violenza fine a se stessa o dal desiderio di provocare il caos, senza un'ideologia politica chiara. Frammentazione: Diversi autori integrano elementi eterogenei (es. “White Jihad”, ovvero contaminazioni tra ideologia suprematista/di destra e propaganda jihadista).

Terrorismo di Destra e Violent Extremism

Registrati 5 attacchi (1 completato e 4 sventati) e 43 arresti. Si osserva la presenza sia di attori isolati fortemente presenti in ecosistemi online, sia di reti transnazionali strutturate (es. The Base, Active Clubs).

Terrorismo di Sinistra e Anarchico

Registrati 12 attacchi (11 completati in Italia e Grecia, 1 fallito in Italia) e 13 arresti. I bersagli sono stati prevalentemente strutture, veicoli, aziende private o istituzioni (spesso con attacchi incendiari o esplosivi), senza vittime umane. Diversi attacchi sono stati motivati da sentimenti anti-israeliani, anti-militaristi o anti-capitalisti.

Terrorismo Etno-Nazionalista e Separatista

Nessun attacco verificato nel 2025, ma ci sono stati 34 arresti (soprattutto legati al PKK kurdo, ai gruppi repubblicani dissidenti irlandesi e ai separatisti corsi). Il Ruolo dell'Ambiente Online e della Tecnologia:L'ambiente digitale è fondamentale per propaganda, reclutamento, finanziamento e coordinamento. Aumenta l'uso e l'abuso dell'Intelligenza Artificiale (generazione di contenuti, bot, deepfake), la gamification dei contenuti violenti e l'impiego di piattaforme decentralizzate o criptate.

Impatto della Geopolitica

Le tensioni globali (in particolare il conflitto in Medio Oriente e l'attività dell'Asse della Resistenza/Iran) continuano ad alimentare la polarizzazione e la radicalizzazione nell'UE, con una forte ripercussione nell'aumento dell'antisemitismo e delle minacce a comunità specifiche.

Previsioni per il Futuro (Outlook)

Europol prevede che la minaccia rimarrà dinamica. Gli attacchi a bassa complessità condotti da singoli individui rimarranno la modalità più diffusa. Tuttavia, la crescente familiarità dei giovani radicalizzati con le tecnologie, la diffusione di manuali online, il potenziale ritorno di foreign fighters o la scarcerazione di individui condannati per terrorismo mantengono elevato il rischio di azioni più sofisticate o complesse.

#Europol #terrorismo #analisi #EUTESAT

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Acazia re 1Gli abitanti di Gerusalemme proclamarono re al suo posto Acazia, il minore dei figli, perché tutti quelli più anziani erano stati uccisi dalla banda che era penetrata con gli Arabi nell'accampamento. Così divenne re Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda. 2Quando divenne re, Acazia aveva quarantadue anni; regnò un anno a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia ed era figlia di Omri. 3Anch'egli seguì la via della casa di Acab, perché sua madre lo consigliava ad agire da malvagio. 4Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come la casa di Acab, perché dopo la morte di suo padre, costoro, per sua rovina, erano i suoi consiglieri. 5Su loro consiglio egli andò alla guerra con Ioram, figlio di Acab, re d'Israele, contro Cazaèl, re di Aram, a Ramot di Gàlaad; ma gli Aramei ferirono Ioram, 6che tornò a curarsi a Izreèl per le ferite ricevute a Rama, mentre combatteva contro Cazaèl, re di Aram. Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram, figlio di Acab, a Izreèl, perché era malato. 7Fu volontà di Dio che Acazia, per sua rovina, andasse da Ioram. Difatti, quando giunse, uscì con Ioram incontro a Ieu, figlio di Nimsì, che il Signore aveva unto perché distruggesse la casa di Acab. 8Mentre faceva giustizia della casa di Acab, Ieu trovò i comandanti di Giuda e i nipoti di Acazia, suoi servi, e li uccise. 9Egli fece ricercare Acazia e lo catturarono mentre era nascosto a Samaria; lo condussero da Ieu, che lo uccise. Ma lo seppellirono, perché dicevano: “È figlio di Giòsafat, che ha ricercato il Signore con tutto il cuore”.

Interregno della regina Atalia Nella casa di Acazia nessuno era in grado di regnare. 10Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale della casa di Giuda. 11Ma Iosabàt, figlia del re, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; così Iosabàt, figlia del re Ioram e moglie del sacerdote Ioiadà – era anche sorella di Acazia –, nascose Ioas ad Atalia, che perciò non lo mise a morte. 12Rimase nascosto presso di lei nel tempio di Dio per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.

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Approfondimenti

1-9b. Del breve regno di Acazia (842) il Cronista fornisce un riassunto stringato, prendendo e riducendo da 2Re 8,25-29; 9,14-29, che interpreta alla sua solita maniera. Lo schema è lineare: nei vv. 1-4 si ha la presentazione del re, con la menzione della madre Atalia, «che lo consigliava ad agire da empio» (v. 3); segue la notizia piuttosto confusa della spedizione contro Damasco, organizzata insieme a Ioram d'Israele (vv. 5-7); e quella della morte del re, dopo un solo anno di regno (vv. 8-9), che introduce l'ingresso in scena aperta di Atalia.

22,9c-23,15. Atalia (841-835), pagana, idolatra e usurpatrice del trono di Giuda, suscita più di ogni altro personaggio le ostilità del Cronista, che nel dipingerne il ritratto attinge a 2Re 11,1-20, ma con interventi di commento espressivi della sua reazione di disgusto. I sei anni del regno di Atalia s'inaugurano con l'eccidio per garantirsi il trono, al quale sfugge però Ioas, il futuro re legittimo (vv. 22, 10-12); segue il racconto della drammatica congiura del clero che riesce a incoronare re Ioas (23,1-11) e il racconto altrettanto drammatico della reazione di Atalia a questa nomina e della sua morte violenta (23,12-15).

22,10-12. La spietatezza di Atalia non è sufficiente ad eliminare Ioas, figlio di Acazia, legittimo erede al trono di Davide. Cfr. 2Re 11,1-3.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

80]

un'elisione uno sgrammaticato o di o] il senso ortografico della rivolta [un] risvolto pied-de-poule a navetta con estremo di o alterazione di o impugnato le] o gli o anche gli] uomini-operai dell'addA partecipano addio tutto] [ha un posto di tutto un'auto a noleggio

 
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from mementomori

No nulla, diocane (rido), voglio condividere con voi un testo che mi fa schiantare dal ridere e che mi fa godere come un maiale (ma tutto quest'album è una cazzo di bomba ed è l'unico che mi manca di Mezzo in formato fisico) =)

SYSTEM ERROR – MEZZOSANGUE

[Intro] È la sintesi delle volgarità e il vomito tardoadolescenziale di un rapper scurrile, negativo, oscurantista Il suo disco è l'apoteosi delle sue nefandezze, la sua maschera sintomo della sua vergogna Egli non è un uomo, è un errore del sistema

[Strofa 1] System Error Guess who's back, Mezzo è il nome, man in black nel rap Sparo a alieni col vocoder pronti all'invasione Bang, rapper, bang clone di un clone da serra (Okay) Kappa passa il neuralizer che mi scordo questa merda Vengo dritto dal futuro, a cazzo duro, a dirti quanto è scuro T'assicuro, vivi dentro a un buco con un tubo al culo Pronto ad impedirlo? Parlo come a un figlio Ho i migliori consigli, il migliore consiglio? Ucciditi stronzo coniglio Pyongyang state of mind, vengo a porti fine Wrong time, sogno l'Armageddon e l'uomo per concime Getto questi U.S.A., il loro usa e getta dà alla testa Tutte quelle stelle strafatte di strisce a bestia Ah, dicono: “Bene, va bene”, ma bene non va Se le scene di queste città sono piene di alieni, di scemi strapieni di mediocrità Di bandiere e di numeri, fiere di stupidi fieri che superi solo coi numeri E i numeri veri li superi solo se accedi agli schemi sinceri di stupidità System Error, via da Matrix, opzioni binarie Dai, sparaflasho la mia testa, ti voglio scordare Sai, ho una festa questa sera e una cosa da fare (Signor Mezzo guardi qui) Scopare [Ritornello] System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error System Error System Error System Error

[Strofa 2] System Error Quale 808, sei un pacco Ti vedo e leggo: “Rapper not found: 404” Vengo per giustizia a mettere a posto le cose Mezzo ha un morso feroce, tu sei morto precoce Vedo rari temi, tu vedi temerari Tu vedi tali geni, io vedo genitali Sono sposati con la musica e amanti col denaro 'Sti prosciutti resistono un par d'anni e divorziano tutti System Error perché siamo fottuti, con i sogni incompiuti Siamo numeri in tubi Siamo cubi di Rubik, senza più un cazzo di piano E culo e bocca ben cuciti dentro a un centipiede umano Sorridi (Cheese) Fatti un selfie, anzi aspetta Posa il cellulare che ho una nuova macchinetta Devi puntare e premere per bene questo tasto, fallo in fretta Bang Perfetto [Ritornello] System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error Io che aspetto il peggio pronto al meglio Sogno il meglio con il cuore e trovo il peggio con l'uccello System Error Insegnami a scappare dal cervello Forse scopo la sfortuna, viene sempre sul più bello System Error

[Outro] System Error System Error System Error

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale reperti archeologici

Il District Attorney’s Office di Manhattan ha annunciato il rimpatrio in Italia di 48 reperti archeologici, sottratti illecitamente al nostro Paese per un valore complessivo superiore a 300.000 dollari. Si tratta del diciannovesimo atto di restituzione nell’arco degli ultimi vent’anni; secondo Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, i beni restituiti all’Italia dalla sua unità hanno raggiunto nel complesso un valore di 100 milioni di dollari.

I beni sono stati ufficialmente riconsegnati allo Stato italiano durante una cerimonia formale presieduta da Matthew Bogdanos. Alla consegna hanno preso parte Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York – accompagnato dalle vice consoli Marta Mammana e Alessandra Oliva – e il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le indagini della magistratura statunitense hanno accertato che 45 di questi reperti erano custoditi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (“Met”), dove erano confluiti in passato grazie alle attività di reti di trafficanti internazionali guidate da Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Burki. Tra i pezzi di maggiore spicco sequestrati e rimpatriati figurano un prezioso psictere a colonnette in terracotta, datato tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, nonché un piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (circa 400 a.C.).

L’inchiesta e i successivi sequestri delle opere italiane sono stati coordinati da Bogdanos insieme alla Sostituto Procuratrice Jacqueline Studley. A supportare il dossier hanno lavorato le analiste investigative Giuditta Giardini e Hilary Chassé, l’investigatore John Paul Labbat e l’Agente Speciale Brenton Easter della Homeland Security Investigations. Nella stessa sessione di restituzioni guidata dalle autorità giudiziarie di Manhattan, sono stati riconsegnati anche alcuni reperti storici appartenenti ai popoli dell’Iraq e dell’Indonesia.

L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione tra le due parti. Durante il suo intervento, il Console Pastorelli ha ringraziato Bogdanos: “Nonostante non ci conosciamo da molto tempo, posso affermare che il suo lavoro è lodevole; è un onore essere qui. Spero che lei possa continuare a operare in questo ufficio per i prossimi vent’o trent’anni”.

Bogdanos ha osservato che il “lavoro è tutt’altro che finito e non siamo nemmeno vicini a concluderlo, ed è giusto così”. Bogdanos, che vanta esperienza in numerosi teatri di guerra con un focus sui reparti dedicati alla tutela dell’arte, ha chiuso il suo discorso ringraziando “per oggi, ma soprattutto per domani”.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Ioram re 1Giòsafat si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con loro nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ioram. 2I suoi fratelli, figli di Giòsafat, erano Azaria, Iechièl, Zaccaria, Azariàu, Michele e Sefatia; tutti costoro erano figli di Giòsafat, re d'Israele. 3Il padre aveva dato loro ricchi doni: argento, oro e oggetti preziosi insieme con fortezze in Giuda; il regno però l'aveva assegnato a Ioram, perché era il primogenito. 4Ioram prese in possesso il regno di suo padre e, quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni capi d'Israele. 5Quando divenne re, Ioram aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. 6Seguì la via dei re d'Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. 7Ma il Signore non volle distruggere la casa di Davide, a causa dell'alleanza che aveva concluso con Davide e secondo la promessa fattagli di lasciare sempre una lampada per lui e per i suoi figli. 8Nei suoi giorni Edom si ribellò al dominio di Giuda e si elesse un re. 9Allora Ioram con i suoi comandanti sconfinò con tutti i carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Edomiti che l'avevano accerchiato, insieme con i comandanti dei carri. 10Tuttavia Edom si è sottratto al dominio di Giuda fino ad oggi. In quel tempo anche Libna si ribellò al suo dominio, perché Ioram aveva abbandonato il Signore, Dio dei suoi padri. 11Egli inoltre eresse alture sui monti di Giuda, fece prostituire gli abitanti di Gerusalemme e fece traviare Giuda. 12Gli giunse da parte del profeta Elia uno scritto che diceva: “Dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: “Poiché non hai seguito la via di Giòsafat, tuo padre, né la via di Asa, re di Giuda, 13ma hai seguito la via dei re d'Israele, hai fatto prostituire Giuda e gli abitanti di Gerusalemme, come ha fatto la casa di Acab, e inoltre hai ucciso i tuoi fratelli, della famiglia di tuo padre, uomini migliori di te, 14ecco, il Signore sta per colpire con un grave disastro il tuo popolo, i tuoi figli, le tue mogli e tutti i tuoi beni. 15Tu soffrirai gravi malattie, una malattia intestinale tale che per essa le tue viscere ti usciranno nel giro di due anni”“. 16Il Signore risvegliò contro Ioram l'ostilità dei Filistei e degli Arabi che abitano al confine con gli Etiopi. 17Costoro attaccarono Giuda, vi penetrarono, portando via tutti i beni trovati nella reggia e persino i suoi figli e le sue mogli. Non gli rimase nessun figlio, se non Ioacàz, il più piccolo. 18Dopo tutto questo, il Signore lo colpì con una malattia intestinale inguaribile. 19Andò avanti per più di un anno; verso la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità della malattia e così morì fra dolori atroci. E per lui il popolo non fece fuochi d'aromi, come gli aromi bruciati per i suoi padri. 20Quando divenne re, egli aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. Se ne andò senza lasciare rimpianti; lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

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Approfondimenti

Diversamente dal periodo di Giosafat, il regno di Ioram (848-842), è dominato dall'empietà, che comporta disastri militari e una tragica morte del re. Il libro dei Re dedica a Ioram pochi versetti, 2 Re 8, 16-24, che il Cronista amplia aggiungendo notizie da altre fonti a formare un quadro complessivo che ubbidisce alla sua tesi teologica: Ioram elimina in maniera cruenta gli altri pretendenti al trono, compresi «tutti i suoi fratelli» (vv. 2-4), commette una serie impressionante di empietà a causa delle quali subisce alcune sconfitte militari (vv. 5-10); è oggetto dei rimproveri da parte del profeta Elia, che gli predice il castigo divino (vv. 11-15). Dopo altre sconfitte militari, il re è colpito infine da una «malattia intestinale inguaribile» che lo porta a una morte ignominiosa (vv. 16-20).

I cc. 21-23 scorrono all'ombra di una presenza tenebrosa in Gerusalemme: la figura drammatica e perversa di Atalia, figlia di Omri (849-837), alla quale il Cronista dedicherà le pagine di 22,10-23,15.

2-4. Lo sterminio dei fratelli è nello stile di Atalia, che potrebbe averlo suggerito e organizzato, come pare insinuare il v. 6. Questi versetti sono propri del Cronista. 5-7. L'autore si riallaccia alla fonte, 2Re 8,17-19.

8-11. Ricalcano 2Re 8,20-22, a parte la nota storica del v. 11.

12-15. Di Elia il Cronista ignora totalmente l'ampio ciclo esposto nel libro dei Re. Sorprende quindi questa sua comparsa improvvisa e la menzione di un suo scritto, il cui contenuto sintetizza il comportamento dei grandi profeti verso i re infedeli. Lo stile della missiva fa pensare a una composizione del Cronista stesso, anziché a un documento storico.

16-19. La fine prematura e vergognosa di Ioram risponde alla logica retribuzionistica del nostro autore.

20. Secondo 2Re 8,24, Ioram è sepolto invece con i suoi padri. Evidentemente, al Cronista non è bastata la punizione di una morte terribile. Stranamente, nel caso di Ioram viene omessa la formula che accompagna abitualmente la morte del re (cfr. 2Re 8,22-23).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from Cyberdyne Systems

tux-sshaudit

Oh, gaudio!

Oh, giubilo!

ssh–audit è di nuovo fra noi. Il 4 luglio 2026 Joe Testa porta la sua creatura dalla versione 3.3.0, risalente ormai a due anni fa, alla versione 3.9.0, un aggiornamento corposo che riguarda:

  • aggiornamento supporto python 3.14, eliminazione python 3.8 e python 3.9
  • preparazione alla crittografia post-quantistica (warning se gli algoritmi di exchange non lo sono) rimozione supporto sshv1
  • Modifica della policy built-in per Debian 12
  • Aggiunta delle policy built-in per OpenSSH 10.0, 10.1, 10.2, 10.3, and 10.4.
  • Aggiunta delle guide all’hardenizzazione di Debian 13, Rocky Linux 10, Ubuntu 26.04.
  • **Avendo sempre come riferimento la resistenza post quantistica, sono stati aggiunti due nuovi algoritmi di key exchange e 11 nuove host_keys
  • ecc.

Anche sshaudit.com è di nuovo online anche se le guide non hanno ancora recepito gli aggiornamenti presenti nella cli.

Ma la notizia più rincuorante è che pare che Joe Testa stia bene e che abbia trovato uno sponsor che sta finanziando il suo sviluppo.

Mi riservo di approfondire a breve.

Intanto ben ritornato, Joe Testa ❤️.

#ssh #sshaudit

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Giunto al ventitreesimo album in studio nell’arco dei quarantacinque anni di carriera che sono intercorsi dalla pubblicazione del suo primo singolo, John Hiatt si dimostra ancora una volta capace di confezionare un disco nell’arco di pochi giorni e accompagnato da un piccolo combo, cosa che in precedenza gli era magistralmente riuscita all’altezza di “Bring The Family”. Universalmente riconosciuto come un capolavoro... https://artesuono.blogspot.com/2018/10/john-hiatt-eclipse-sessions-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1436939440


 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Lecce. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) smantella rete criminale albanese-calabrese, radicata in numerose province del Meridione

L'operazione “Whisper”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo (DDA) di Lecce, ha portato all'arresto di 23 persone coinvolte in due associazioni criminali operanti nelle province di Lecce e Brindisi, dedite al traffico internazionale di stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana) con collegamenti in Albania e Calabria.

L'indagine, sviluppatasi dal 2022 al 2025, ha disarticolato reti che utilizzavano minori, donne e corrieri albanesi per il trasporto, sequestrando 58 kg di droghe, due laboratori di confezionamento e armi da fuoco.

Le organizzazioni, guidate da figure di spicco locali che talvolta dirigevano le attività dall'interno del carcere avvalendosi di familiari, gestivano ingenti flussi finanziari e utilizzavano metodi di comunicazione riservati e sistemi di videosorveglianza per eludere le autorità.

L'operazione, nata dalle risultanze di precedenti indagini, ha documentato transazioni per centinaia di migliaia di euro e ha smantellato una struttura criminale che riforniva il territorio salentino, proteggendo i propri interessi anche tramite il reinvestimento dei proventi illeciti.

 
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from Bymarty

📒 Dal mio diario..

Per anni mi sono fatta sempre la stessa domanda: “Se un giorno mi dicessero che ho un tumore, cosa farei?”. Non lo so! Pensavo che magari sarei rimasta senza parole e istintivamente sarei scappata. Immaginavo che quella fosse una via di fuga, il modo migliore per affrontare la paura e combattere!

Poi quasi 2 anni fa la vita mi ha messa davanti alla realtà, e a quella domanda non ho saputo dare risposta, non sono riuscita neppure ad alzarmi, anzi, come se mi avessero pugnalata ho smesso di pensare, sentire, per qlche istante, interminabile e poi come una liberazione, solo lacrime e singhiozzi.. così ho capito che non si parte, non si fugge, non si è assolutamente pronti e preparati! Perciò si resta e si fa un passo indietro, non perché si è deboli, perché si ha paura o perché non esiste un’alternativa, ma perché è lì che comincia la vera battaglia è in quel momento che ha inizio una nuova avventura , per la quale non ci sono schemi, non ci sono indicazioni vere e proprie, si è vulnerabili..

Davanti a una diagnosi così brutta, inaspettata, a volte immaginata, non si ha il desiderio di scappare, anzi pensi a quanto sia importante e doveroso vivere, sopravvivere per andare avanti! Ci si ferma, ci si affida e si confida, si piange, si prega, si cercano pensieri alternativi, ma poi si resta per affrontare la malattia, per sottoporsi alle cure, per prendersi cura di sé stessi e per guardare in faccia ciò che fa più paura, ciò che sta mettendo a dura prova la salute fisica e soprattutto psicologica! Cosi sono rimasta esattamente dov’ero, ho imparato a cercare dentro di me il coraggio, la forza di attraversare, affrontare e superare ogni giorno quello che mi stava accadendo, senza voltarmi indietro...E si inizia così un lungo estenuante percorso fatto di visite, consulti, incontri, parole, ricerche, esami, ecc, ecc..si combatte così, iniziando a cercare un senso anche quando sembra impossibile trovarlo, si inizia a convivere con la paura, con la rabbia e con tutte le emozioni che la malattia porta con sé.

Ci sono giorni si, in cui ci si sente forti e altri in cui tutto sembra pesare il doppio e credi di non essere abbastanza forte per reggere il peso, la paura , l' angoscia! Il corpo cambia, e non si è preparati, io ancora oggi non mi riconosco, a volte non mi accetto e non mi sento a mio agio, le terapie stancano, pesano, a volte ti annullano, ma ti salvano la vita, l’incertezza accompagna ogni passo e il futuro smette di essere qualcosa di scontato, anzi è una parola che fai fatica a pronunciare!

Eppure si continua, si combatte, si diventa leoni e si comprende che la forza non ha nulla a che vedere con l’idea eroica che spesso si immagina , anzi oltre a quella fisica, che spesso viene a mancare, ti accorgi che la forza diventa ogni singolo respiro, ogni singolo giorno che si affronta e ogni visita, esame, step che si supera... È una forza silenziosa, non è ostentazione, non è la capacità di non crollare mai, semmai è la forza di mostrarsi per quello che si è accettare la propria fragilità e scegliere, ogni mattina, di affrontare un altro giorno sempre col sorriso e lo spirito giusto!

Prendersi cura di sé diventa un atto rivoluzionario, perché bisogna accettare di avere paura senza lasciare che sia la paura a decidere come vivere o a impedirci di vivere! Significa continuare ad amarsi anche quando il proprio corpo cambia e non lo si riconosce più, e tutto sembra sbagliato, diverso, inadatto, troppo per come la malattia ci ha cambiato!

La malattia mi sta insegnando che la vita non perde valore anzi ogni istante acquista un significato ancora più profondo e ci si aggrappa ad ogni gesto, ogni attimo, alla speranza, ad un alba, un tramonto... perchè si può essere fragili e, nello stesso tempo, incredibilmente forti senza saperlo! Il vero coraggio è restare, affrontare e combattere, anche quando non si ha la forza di restare accanto a sé stessi, anche quando tutto sembra indefinito e maledettamente difficile!.

E capisci che la vita, anche quando fa male, merita di essere vissuta con dignità, senza vergognarsi, senza nascondersi, come ho fatto io agli inizi, con amore verso sé stessi, anche se si ha paura, anche se si pensa di non farcela, così si resta e si ricomincia proprio da dove tutto ha avuto inizio, da quel giorno, da quel controllo, da quella scoperta che cmq mi ha sconvolto la vita! Ma credo che nonostante tutto l'abbia resa diversa, migliore ai miei occhi, al mio bisogno di restare forte, combattiva e serena, per me , per mio figlio e per tutti coloro che mi sono stati accanto e anche per coloro che si sono allontanati, che io ho allontanato o semplicemente che hanno cambiato strada..

Si resta, per vivere e continuare a sognare!

 
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