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    <title>Torino &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:Torino</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 01:07:25 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Decreto sicurezza: da Torino alla deriva autoritaria.</title>
      <link>https://noblogo.org/transit/decreto-sicurezza-da-torino-alla-deriva-autoritaria</link>
      <description>&lt;![CDATA[(203)&#xA;&#xA;(DS1)&#xA;&#xA;Dopo gli scontri di #Torino di sabato scorso, il governo #Meloni ha colto l’occasione per accelerare su un nuovo decreto sicurezza, trasformando un episodio di violenza circoscritto in pretesto per una stretta repressiva sul dissenso. &#xA;&#xA;Non si tratta di una reazione improvvisata, ma dell’evoluzione di un’idea di “sicurezza” che parte da lontano nella strategia della destra al potere, radicata nei pacchetti sicurezza del passato e in una narrazione binaria tra “buoni cittadini” e “teppisti” da contenere a ogni costo.&#xA;&#xA;Il contenuto del decreto (perquisizioni immediate sul posto, fermi preventivi fino a 12 ore senza vaglio giudiziario, cauzioni obbligatorie per gli organizzatori di cortei e uno “scudo penale” ampliato per le forze dell’ordine) mira a rendere costoso e rischioso l’esercizio del diritto di manifestare, spostando l’equilibrio verso un potere discrezionale della polizia quasi illimitato. &#xA;&#xA;Questa logica trasforma l’ordine pubblico in stato d’eccezione permanente: un corteo violento a Torino diventa grimaldello per limitare proteste pacifiche, centri sociali e sindacati conflittuali, colpendo il cuore dell’uguaglianza democratica e rendendo la piazza un privilegio per chi ha risorse economiche.&#xA;&#xA;(DS2)&#xA;&#xA;Le origini di questa repressione affondano nelle precedenti norme del governo, come il primo decreto sicurezza con oltre sessanta misure su immigrazione, blocchi navali e tutele alle forze dell’ordine, che già riprendevano la retorica securitaria inaugurata anni fa da altre destre. &#xA;&#xA;Culturalmente, è il trionfo di una visione che legge l’insicurezza sociale solo come minaccia da reprimere, ignorando le sue radici in disuguaglianze e mancata redistribuzione, per normalizzare un clima di sospetto verso chiunque dissenta.&#xA;&#xA;Ma i profili costituzionali sono il vero nodo: l’uso del decreto-legge viola l’articolo 77, che richiede reale urgenza e non un pretesto politico per aggirare il Parlamento, come già contestato da costituzionalisti sui provvedimenti passati. &#xA;&#xA;Le restrizioni su riunioni e manifestazioni (artt. 17 e 21 della #Costituzione) appaiono sproporzionate, con fermi e divieti basati su semplici denunce che erodono garanzie fondamentali, mentre lo scudo penale rischia di ledere l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3) e i pesi e contrappesi dello Stato di diritto. &#xA;Organismi internazionali hanno già ammonito l’Italia su queste derive, che comprimono il dissenso pacifico in modo inaccettabile.&#xA;&#xA;In fondo, non è solo un pacchetto norme: è una scelta politica netta, che governa conflitti sociali con polizia e codice penale anziché con dialogo e politiche inclusive. Torino è solo la scintilla; il fuoco è un modello di democrazia sempre più autoritario, dove il garantismo cede il passo a un esecutivo onnipotente. &#xA;Resta da vedere se il Parlamento e la Consulta porranno rimedio a questa deriva, ma non si può essere troppo ottimisti. &#xA;Pure la speranza potrebbe essere scambiata per pericolosa provocazione. &#xA;&#xA;#Blog #DecretoSicurezza #GovernoMeloni #Politica #Società #DirittiCivili &#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(203)</p>

<p><img src="https://pbs.twimg.com/card_img/2018273927571648513/2Gt3SObt?format=jpg&amp;name=orig" alt="(DS1)"></p>

<p>Dopo gli scontri di <a href="/transit/tag:Torino" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Torino</span></a> di sabato scorso, il governo <a href="/transit/tag:Meloni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Meloni</span></a> ha colto l’occasione per accelerare su un nuovo decreto sicurezza, trasformando un episodio di violenza circoscritto in pretesto per una stretta repressiva sul dissenso.</p>

<p><strong>Non si tratta di una reazione improvvisata, ma dell’evoluzione di un’idea di “sicurezza” che parte da lontano nella strategia della destra al potere</strong>, radicata nei pacchetti sicurezza del passato e in una narrazione binaria tra “buoni cittadini” e “teppisti” da contenere a ogni costo.</p>

<p>Il contenuto del decreto (perquisizioni immediate sul posto, fermi preventivi fino a 12 ore senza vaglio giudiziario, cauzioni obbligatorie per gli organizzatori di cortei e uno “scudo penale” ampliato per le forze dell’ordine) mira a rendere costoso e rischioso l’esercizio del diritto di manifestare, spostando l’equilibrio verso un potere discrezionale della polizia quasi illimitato.</p>

<p><strong>Questa logica trasforma l’ordine pubblico in stato d’eccezione permanente</strong>: un corteo violento a Torino diventa grimaldello per limitare proteste pacifiche, centri sociali e sindacati conflittuali, colpendo il cuore dell’uguaglianza democratica e rendendo la piazza un privilegio per chi ha risorse economiche.</p>

<p><img src="https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/02/9335180_02190809_onecms_1ox3g6a0c8a48r9ylwg_132r3nku77k.jpg" alt="(DS2)"></p>

<p>Le origini di questa repressione affondano nelle precedenti norme del governo, come il primo decreto sicurezza con oltre sessanta misure su immigrazione, blocchi navali e tutele alle forze dell’ordine, che già riprendevano la retorica securitaria inaugurata anni fa da altre destre.</p>

<p>Culturalmente, è il trionfo di una visione che legge l’insicurezza sociale solo come minaccia da reprimere, ignorando le sue radici in disuguaglianze e mancata redistribuzione, per normalizzare un clima di sospetto verso chiunque dissenta.</p>

<p>Ma i <strong>profili costituzionali</strong> sono il vero nodo: l’uso del decreto-legge viola l’articolo 77, che richiede reale urgenza e non un pretesto politico per aggirare il Parlamento, come già contestato da costituzionalisti sui provvedimenti passati.</p>

<p>Le restrizioni su riunioni e manifestazioni (artt. 17 e 21 della <a href="/transit/tag:Costituzione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Costituzione</span></a>) appaiono sproporzionate, con fermi e divieti basati su semplici denunce che erodono garanzie fondamentali, mentre lo scudo penale rischia di ledere l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3) e i pesi e contrappesi dello Stato di diritto.
Organismi internazionali hanno già ammonito l’Italia su queste derive, che comprimono il dissenso pacifico in modo inaccettabile.</p>

<p><strong>In fondo, non è solo un pacchetto norme: è una scelta politica netta, che governa conflitti sociali con polizia e codice penale anziché con dialogo e politiche inclusive. Torino è solo la scintilla; il fuoco è un modello di democrazia sempre più autoritario, dove il garantismo cede il passo a un esecutivo onnipotente.
Resta da vedere se il Parlamento e la Consulta porranno rimedio a questa deriva, ma non si può essere troppo ottimisti.
Pure la speranza potrebbe essere scambiata per pericolosa provocazione</strong>.</p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:DecretoSicurezza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DecretoSicurezza</span></a> <a href="/transit/tag:GovernoMeloni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GovernoMeloni</span></a> <a href="/transit/tag:Politica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Politica</span></a> <a href="/transit/tag:Societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Società</span></a> <a href="/transit/tag:DirittiCivili" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DirittiCivili</span></a></p>

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Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/decreto-sicurezza-da-torino-alla-deriva-autoritaria</guid>
      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 08:15:18 +0000</pubDate>
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